Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Benvenuti

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Nicola Pantalone si racconta ad Angela Maria Tiberi

Salve, mi chiamo Nicola Pantalone  e sono un musicante.

Qualcuno, all’inizio della mia avventura, scrisse Nick su un manifesto e questa abbreviazione del mio nome me la sono portata per tutta la vita, vuoi perché a pronunciarla era più facile per tutti, vuoi perché un nome americanizzato all’epoca era più affascinante.

La mia povera mamma non ne era felice perché, fino a quel momento aveva associato questo nomignolo al cane, e allora temeva che  mi avessero appunto chiamato come un cane dopo avermi sentito cantare.

A parte gli scherzi, considero di essere stato un uomo fortunato: sono nato a Napoli, sono da tanto tempo Cittadino di Ischia, questa isola meravigliosa, ho come Amico fraterno un uomo geniale, scrittore e poeta di valore che si chiama Bruno Mancini e, soprattutto, ho ricevuto nelle mie corde la possibilità di comunicare col resto del mondo con il linguaggio più armonizzante, più pacifico, più convincente e simpatico che esista: la Musica.

Tanti e tanti anni in musica mi hanno permesso di conoscere e di interpretare canzoni di tutto il mondo, ma il ritorno alle origini, alla mia napoletanità, mai perduta nonostante ripetuti impegni musicali in giro per l’Italia e all’estero, mi ha regalato l’amore per la canzone napoletana, di cui spesso ho raccontato la storia, attraverso gli Autori e gli aneddoti riguardanti la loro vita.

Lo sapevate che Piedigrotta, la festa più amata dai napoletani, era già menzionata in un libro dello scrittore di Roma antica Petronio?

E che alla Piedigrotta venne affidata verso la metà dell’800 la prima rassegna di canzoni napoletane che, fino a quel momento, non avevano avuto una consacrazione nazionale o, addirittura, internazionale?

Lo sapevate che Libero Bovio, autore di alcune tra le più appassionate e belle canzoni napoletane, poeta sopraffino, soprannominato “‘o chiattone“ per la sua pinguedine da ragazzino, non ebbe nessuna voglia di studiare, per cui costrinse sua madre, ormai vedova, a raccomandarlo per un posto di scrivano?

E qui avvenne la metamorfosi di Bovio, oggi tra gli autori più amati dai napoletani, che ogni anno, nel giorno in cui fanno visita ai loro cari defunti , lasciano un fiore sulla tomba del Poeta.

Ischia, anche prima di diventare meta esclusiva di turisti era già stata menzionata nelle classiche canzoni di Napoli.

Michelemmà, scritta tra il 500 e il 600, parla appunto di una ragazza d’Ischia “E’ ‘na scarola“, figlia di un notaio, che si era intrufolata  nell’accampamento dei turchi invasori e, mentre dormivano, li aveva uccisi “a duie a duie”, salvando l’isola dalle future  scorribande.

Ai primi del 900 l’isola è stata la location nella quale si svolse la storia, poi a lieto fine di Anna Rossi, figlia di un fornaio napoletano.

I matrimoni all’epoca erano combinati e, specie le famiglie più povere, non potevano opporsi a richieste di personaggi particolarmente in vista e per giunta ricchi.

Così Anna sposò Pompeo Corbera, ricco proprietario ischitano e albergatore di Ischia, molto più anziano di lei.

La giovane era triste, perché il suo amore era un coetaneo, il giornalista e poeta Eduardo Nicolardi, che disperatamente le aveva dedicato la canzone “Voce ‘e notte“.

Il signor Corbera, però, dopo poco tempo defunse, lasciando Anna ricca e libera di unirsi per tutto il resto della vita al suo Poeta.

L’uomo della canzone napoletana è quasi sempre un perdente: vive, sperando e disperandosi, il rapporto con la donna che ama.

Lo testimoniano decine e decine di canzoni, tra le quali una che rende particolarmente l’idea è la “Malafemmena“ di Totò.

Secondo me questa caratteristica conferisce una maggior teatralità a ogni storia.

L’osservazione di scene di vita quotidiana potrebbero infatti portare a pensare che il popolo napoletano è “anormale“.

La normalità è svegliarsi presto al mattino, prendere il bus, andare in ufficio e passare circa 7 ore seduto al computer a sbrigare pratiche.

A Napoli, chi si comporta così è una esigua minoranza.

Tutti gli altri cercano di trovare, o addirittura di inventarsi, lavori che permettano di stare in movimento, in mezzo alla gente e, anche inconsciamente, di esibirsi nella maniera più semplice, ma con grande professionalità.

Ecco perché la mia, forse ingenua, riflessione, mi convince sempre più che Napoli è un enorme palcoscenico.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

DILA – IL DISPARI – ADA nella Biblioteca Antoniana

Nei giorni 4 – 5 – 7 e 8 luglio prossimi, l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, in collaborazione con il quotidiano Il Dispari di Gaetano Di Meglio e con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, proporrà una serie di incontri con scrittori, pittori e musicisti impegnati da tempo nelle attività artistiche, culturali e sociali organizzate da DILA.

Chiara Pavoni, Alberto Liguoro, Angela Prota, Flora Rucco ne saranno i conduttori.

Nelle prossime settimane vi presenteremo, in anteprima, i programmi completi degli incontri.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

DILA a Roccagorga

Il pomeriggio del giorno 14 maggio 2022, trascorso nel Museo Etnico di Roccagorga con il Sindaco Nancy Piccaro e l’Assessore alla cultura Anna Maria Polidori che hanno ospitato l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in occasione della presentazione dell’antologia “Mamma donna meravigliosa” scritto da Angela Maria Tiberi (Calogero editore), organizzato dalla poetessa Maria Supino insieme a Lucia Fusco è stato stupendo.

Si ringraziano le organizzatrici, le Autorità nominate e i partecipanti Alfonso Gurreri, Antonio Scarsella, Eros Ciotti, Mario De Marchis, Rino Sortino, Alessandra Corvi, Isabella Baratta, Paola Cacciotti.

Inoltre, onorevole prestigio è stato conferito dalle presenze dell’artista internazionale Milena Petrarca, Presidente Associazione Internazionale Magna Grecia Latina New nonché Presidente delegata DILA di varie sezioni territoriali nazionali e internazionali come Campania e New York  e da Lucia Fusco Presidente delegata Italia Associazione Internazionale DILA.

La bellissima serata con musica, prelibatezze e vino locale dell’Agro Pontino è stata allietata da numerosi artisti teatrali, che ringraziamo tutti, tra i quali desideriamo segnalare particolarmente Paola Cacciotti, Isabella Baratta, Antonio Scarsella ed Eros Ciotti.
I complimenti da parte del folto pubblico presente sono stati indirizzati, con applausi, a tutti i partecipanti.

Angela Maria Tiberi
Vice Presidente Associazione Internazionale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Due poesie inedite di Bruno Mancini

inserite nella raccolta “… Parlo alle cose”

 

Alla marina

Dopo due anni
ho
riabbracciato la mia
spumeggiante
risacca marina.

Ha finto di non riconoscermi
nel lento andare
avviluppate,
da uno scoglio all’altro,
maliziose,
ciuffetti in onde,
alghe sensuali.

Ha finto nel tempo
del certo immerso:
mia forza d’intesa
mia trama di storia
mia voce d’amore.

“Domani torno”
“Domani ti aspetterò”.

———–°°°°————

Fischiettando

A piedi scalzi
sabbia di sole incorporata
mi sfida
nel ritorno dai lunghi
due anni.

E sono io a stendermi
nel gesto di un abbraccio
desiderato,
mai perso
nell’infida sfida
tra la vita e la morte.

La sabbia ardente
modellata in tiepida conca
fischiettando per la fuga dei fantasmi
accoglie il mio incantesimo.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20220606

Ignazio Di Frigeria | Agli angoli degli occhi

Ho letto con molto interesse la recensione che è stata pubblicata in questa pagina, lunedì 30 maggio, a firma di Mauro Montacchiesi relativa alla poesia “Agli angoli degli occhi” scritta da Bruno Mancini.

Penso che Mauro Montacchiesi e molti altri valenti scrittori come lui concorderanno con la “mia” tesi, molto popolare ed altrettanto banale, secondo la quale le poesie, una volta pubblicate, diventano proprietà di tutti e di ciascuno nello stesso tempo della loro lettura e, quindi, senza dubbi o tentennamenti, va rispettato e va addirittura privilegiato un loro sviluppo autonomo, nel bene e nel male, piuttosto che legarle ai laccioli di una singola interpretazione (ove mai si possa veramente interpretare una poesia) che, sia pure autorevole come ritengo che sia quella scritta da Mauro Montacchiesi, molto speso le tarpa le ali del volo libero.

E allora, rileggendo “Agli angoli degli occhi”  ho provato ad immaginare una figura umana che in un momento di pigrizia benvoluta (amica), mentre è, forse, ad occhi socchiusi, veda agli angoli degli occhi, ossia in un campo non centrale della sua attenzione, periferico, ma comunque invadente, sfilare una successione di ricordi della serie “nostalgia eccomi”… e poi la mia immaginazione ha continuato a  leggere i versi come se fossero la rappresentazione di quella figura umana intenta a pensare, e a decidere, di liberarsi dalle “nostalgie” apparse <agli angoli degli occhi>: la morte del passato come momento di vittoria e di rinascita ossia “preparati a morire nostalgia”.

Una nostalgia che prova a scombussolare la pace con temporali (lampi) che si insinuano ovunque (passa più parti), nella psiche e nel corpo, in un moto di secolare sconforto, sempre uguale a se stesso (e sempre come sempre).

Ed ecco la sentenza imperativa

“Cambia
se non adesso
a morte.”

Quindi, la sagoma umana propone a se stesso la sentenza come una ragione e come una giustificazione, come una rivalsa necessaria e naturale (naturale nel senso di conforme alle vicissitudini della natura) riscontrabile in una minima immagine simile a quella di un fiore che sboccia in un pensiero (alla viola nasce il pensiero), un pensiero di riacquistata motilità (e posso ancora muovermi), nel movimento verso l’unione con l’ideale che è in attesa, (venirti accanto), e che non bada al logoramento e alla efficienza della forza vitale.

Già, perché in attesa c’è la vita.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Mauro Montacchiesi di questa “visione”.

Dalla raccolta di poesie

“Agli angoli degli occhi”

(1962 – 1964):                                                                          

Agli angoli degli occhi

 

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.

Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

Angela Maria Tiberi intervista la pianista Santina Amici

D:- Buongiorno Santina, come hai conosciuto la cultura napoletana?
R:- La cultura napoletana l’ho conosciuta quando preparavo l’esame di Storia della Musica, mentre frequentavo il Conservatorio.
Ho studiato tutta la Scuola Napoletana del 1700.
Ad esempio la storia del librettista italiano Gennaro Antonio Federico, della Napoli del 1700.
Scrisse “La serva Padrona”, intermezzo, che poi venne musicata dal Compositore Giovanni Battista Pergolesi.
Ho conosciuto la Cultura napoletana passeggiando per la splendida Napoli, ammirando il Teatro San Carlo, teatro più antico del mondo…!
Così come l’Università Federico II, la più antica d’Italia!

D:- Come diffondi la cultura napoletana?
R:- Come sai sono pianista e, quando eseguo concerti, cerco sempre di inserire qualche canzone napoletana. Gaetano Donizetti, nato a Bergamo, visse per molti anni a Napoli, per studiare “La Scuola napoletana”. Compose opere importantissime, ma anche un grazioso brano “Me vojo fa na casa” scritta anche in dialetto napoletano.
Spesso le cantanti liriche che accompagno, la cantano con molto orgoglio…
Il grande Pavarotti, quando si esibiva al Metropolitan, spesso, come bis, eseguiva “O sole mio”, la canzone più eseguita la mondo!
In coppia con la violinista Maria Luisa Neri ho suonato nell’aula magna della SIAM di Milano, in un evento inserito dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nell’ultimo BookCity pre pandemia, mentre in coppia con la compianta cantante lirica Paola Occhi ho suonato anche a Ischia, nel Museo ecografico del Mare presieduto da Luciano Di Meglio, sempre invitata dall’Associazione ischitana DILA.
Napoli, non solo musica ma anche teatro…
Il grande Totò, De Filippo, Salemme, che fu Suo allievo, Loren, Izzo… la lista degli Artisti è infinita!

D:- Cara Santina ti ringrazio per questa intervista esclusiva che hai voluto rilasciare per la pagina culturale del “nostro” quotidiano IL DISPARI Diretto da Gaetano Di Meglio, e ti ringrazio doppiamente per il tuo prodigarti nel far conoscere la cultura napoletana in tutte le sue sfaccettature.
R:- Ringrazio te, DILA e Il Dispari, mentre il mio pensiero va alla “nostra” isola d’Ischia, dove ogni gesto delle persone è teatrale… anche sorseggiare un caffè in un bar…
Caffè servito caldissimo e accompagnato da un bicchiere d’acqua!
Ischia unica!
 

Due poesie inedite di Bruno Mancini

inserite nella raccolta “… Parlo alle cose”

 

Alla marina

 

Dopo due anni

ho

riabbracciato la mia

spumeggiante

risacca marina.

 

Ha finto di non riconoscermi

nel lento andare

avviluppate,

da uno scoglio all’altro,

maliziose,

ciuffetti in onde,

alghe sensuali.

 

Ha finto nel tempo

del certo immerso:

mia forza d’intesa

mia trama di storia

mia voce d’amore.

 

“Domani torno”

“Domani ti aspetterò”.

 

———–°°°°————

 

Fischiettando

 

A piedi scalzi

sabbia di sole incorporata

mi sfida

nel ritorno dai lunghi

due anni.

 

E sono io a stendermi

nel gesto di un abbraccio

desiderato,

mai perso

nell’infida sfida

tra la vita e la morte.

 

La sabbia ardente

modellata in tiepida conca

fischiettando per la fuga dei fantasmi

accoglie il mio incantesimo.

 

.

Il Dispari 20220530

Mauro Montacchiesi recensisce la poesia

AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.
 
Agli angoli

Gli angoli sono le fondamenta di un edificio, che collegano e consolidano due muri al loro luogo d’incontro, tuttavia si incontrano persino sul vertice, in cui perfezionano l’edificio e contemporaneamente lo tengono unito.

Gli angoli sono, per similitudine, l’alfa e l’omega, il principio e la fine.

Essi sono l’Uomo, in questo caso l’Uomo Poeta Bruno Mancini, che aspira a trasformarsi, a proiettarsi sulla scala macrocosmica dell’Universo.

Degli occhi

Animi est enim omnis actio et imago animi vultus, indices oculi.

Ogni azione parte dall’anima e il volto è l’immagine dell’anima, gli occhi ne sono gli indici. (Cicerone).

Gli occhi sono gli indici rivelatori dell’anima del Poeta, gli angoli ne sono l’Alfa e L’Omega, l’anelito di abbandonare il microcosmo (l’IO) e di proiettarsi nel macrocosmo (il NOI).

Sotto pigrizie amiche

Amiche, perché la pigrizia (le pigrizie) può essere un illusorio stato di quiete, di rilassatezza, ma, invero, è una fase di diminuzione della fiducia in sé stessi, un nichilistico, manicheo odi et amo nei confronti del successo totale.

Prepara a morte nostalgia.

La nostalgia (gr. νόστος = ritorno e άλγος = dolore), il dolore del ritorno al passato, il desiderio di tornare a vivere ciò che è stato, prepara a morte, alla trasformazione in divenire.

La nostalgia (l’IO), un’ancora del passato che inutilmente tenta di frenare, di rallentare, di impedire l’ineluttabile morte, la metamorfosi nel NOI.

Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.

Rapidamente appaiono e scompaiono, ripetutamente flashback, rievocazioni di un passato ormai cristallizzato.

Cambia
se non adesso
a morte.

Essere o non essere. Cambiare o non cambiare.

è questo il momento di decidere se cambiare oppure no.

Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

La Viola del pensiero, chiamata anche Viola tricolor, è un’ affascinante pianta da fiore, nota in tutto il mondo quale emblema di amore profondo, dal momento che, conformemente al mito, una freccia di Cupido finì su questo fiore.

L’amore profondo del Poeta può ancora muoversi, andarle accanto.

La copertina del libro, con la sua policromia, con il suo modellato, è riflesso d’inquietudine interiore.

Il Poeta si sente una corteccia vecchia e inutile.

La corteccia, gli indurimenti della vita, l’apparenza che non permette di penetrare nella sostanza delle cose, del Poeta.

È un momento esistenziale e lei vedrà veramente una corteccia vecchia e inutile?

Il cuore dice che il suo amore riuscirà a penetrare l’essenza delle cose, del Poeta.

Post nubila Phoebus/Dopo la pioggia c’è il sole.

Mauro Montacchiesi

https://en.wikipedia.org/wiki/Mauro_Montacchiesi

1° Premio LETTERARIO “VOCI – CITTÀ DI ABANO TERME” ed. 2014 per l’e-book “Làbrys-Opus Hybridum de Labyrinthismo”, Aletti Ed. – 1° Premio 2015 AIAM (Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma) PREMI CULTURA MEDUSA AUREA – Premio alla carriera letteraria al Premio Europeo Clemente Rebora di Roma 2018-19  – 1° Premio “Emozioni Poetiche” 2019 al Castello di Verrone con “Nell’essenza del nulla- 1° Premio Marchesato di Ceva di Cuneo con “La vita è amore” – 1° Premio letterario nazionale della VII edizione “Scriviamo insieme” con il libro “De Arte Atque litteris” 2017 – 1° Premio sezione Fiction Book Premio Il Litorale.

 

REDAZIONE | Angela Prota nella Nazionale Cantanti Lirici DILA

 Come vi abbiamo anticipato nelle settimane scorse, iniziamo oggi a presentarvi gli Artisti che sono entrati a far parte del progetto culturale artistico e sociale “Nazionale Cantanti Lirici DILA”, voluto dalla compianta Paola Occhi nella sua qualità di Ambasciatrice della Pace per conto dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.

 

La Soprano Angela Prota è figlia d’arte in quanto suo padre, Francesco Prota, ha riscosso notevoli successi nel campo del canto lirico, determinando per lei un destino di interprete del “bel canto”.

Il talento, con studio intenso e passione, hanno definito il suo passaggio nel campo professionistico

Dal classico all’opera lirica italiana e straniera, dal jazz al rock sinfonico, sono tutti generi musicali nei quali Angela Prota si è esibita riscuotendo applausi dal pubblico e i consensi della critica.

Nell’arco del suo percorso artistico musicale, ogni autore cha ha interpretato le ha insegnato qualcosa di importante dal punto di vista stilistico, con particolari riferimenti alle diverse epoche.

Numerosissime sono state le tappe significative da lei raggiunte.

Appena diciassettenne, ha vinto il concorso per giovani cantanti lirici a Palermo, entrando così nell’albo d’oro del Teatro Massimo, accanto a nomi come Lucia Valentina Terrani e Katia Ricciarelli.

Si è diplomata con il massimo dei voti e con la lode al Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli e, subito dopo, ha iniziato ad eseguire concerti ed opere in forma oratoria nel Nord Italia, prima di entrare nel mondo musicale Sancarliano, ove si è distinta, sempre come solista cantante, in vari gruppi strumentali.

Ha lavorato per il comune di Napoli nei migliori Teatri Napoletani, come il Mercadante, il Bellini, il Sannazzaro e, nelle piazze più prestigiose della città, come Piazza del Plebiscito e Piazza dei Martiri.

Nell’auditorium Rai ha eseguito brani tratti dal Requiem di Verdi e Negro Spiritual per la strage di Bologna.

Per circa un anno è stata impegnata in registrazioni per la Rai, doppiando, con la sua voce, una nota attrice.

Ha lavorato con il grande concertista di jazz, di livello internazionale, Giorgio Gaslini, che le rese molta notorietà.

All’età di 24 anni ebbe modo di esibirsi in concerti a Dallas, in America, calcando le scene di vari Teatri ed Università, diretta da Ferdinand Liva.

Nel 2017 la troviamo a Panama per omaggiare, col suo canto, sia l’Ambasciatore italiano Apicella, sia il Ministro del Guatemala.
Vi sarebbe ritornata se la pandemia non glielo avesse impedito.

Angela Prota ha vinto numerosi premi come artista eclettica ed originale riuscendo, ottimamente, a miscelare vari stili musicali che hanno rappresentato, per la sua fervente sensibilità, lo stimolo giusto alla ricerca del suono nei suoi aspetti più intrinseci.
Nel 2018 poi, per la pace nel mondo, ha cantato al Pincio di Roma, con artisti provenienti da tutto il pianeta.

Rai tre ha ripreso spesso le sue esibizioni.

In questi giorni è impegnata nello studio e nella registrazione di alcune canzoni che il Maestro Roberto Prandin (Autore, tra l’altro, dei brani con i quali L’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” ha presentato nel 2017 e nel 2018 alcuni suoi eventi nel Museo MUDEC e nell’aula magna della SIAM di Milano in occasione della rassegna internazionale BookCity) ha scritto su testi tratti dalle poesie di Bruno Mancini.

Angela Prota non ha voluto dare ufficialità alla notizia… ma noi di IL DISPARI diamo per scontato che lei li eseguirà in concerto a Ischia non appena ci saranno le condizioni adatte ad una simile esibizione.

Benvenuta Angela da tutta la Redazione di questa pagina culturale.

DILA

NUSIV

Hits: 65

DILA

Premi Otto milioni

Bruno Mancini

Lascia un commento