La scheda rotta!

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Oggi pomeriggio (24 Febbraio 2013) mi sono recato presso la sezione elettorale n° 8 della città di Ischia per adempiere al mio diritto/dovere di elettore.

Ho consegnato la scheda elettorale e la carta d’identità ed ho atteso di ricevere le schede e la matita, ma la prima persona che ha esaminato i miei due documenti, dopo averli girati e rigirati e dopo avermi guardato e riguardato ha detto che non andavano bene.

Stop.

In un primo momento ho pensato di non essere riconoscibile nella foto vecchia di qualche anno posta sulla carta d’identità, ma, in effetti, non avendo il volto coperto da un passamontagna e non essendo passato da un istituto di bellezza per truccarmi, trovavo molto strana questa ipotesi,

Alla mia richiesta di spiegazioni la persona n° 1 ha interpellato una seconda persona, che indicherò come la persona n° 2, affermando che la scheda elettorale era inutilizzabile.

La n° 2, dopo avere a sua volta manipolato la scheda, si è rivolta ad una terza persona, che indicherò come la persona n°3, presente nel seggio e seduta alle loro spalle, consegnandole la scheda con una affermazione del tipo ”è rotta”.

La n° 3 ha quindi girato e rigirato per un bel po’ la suddetta scheda per poi affermare che avrei dovuto provvedere alla sua sostituzione per poter votare.

In pratica avrei dovuto recarmi alla commissione elettorale, non so quanto distante, e perdere tutto il tempo necessario agli adempimenti necessari per la sostituzione della scheda.

Ok, l’avrei fatto, ma volevo almeno conoscere la ragione per la quale avrei dovuto sopportare tale ulteriore disturbo (ulteriore, in quanto già i molti minuti in piedi come un allocco in attesa del responso da parte del summit, guardato in modo strano da tutti gli altri elettori presenti nel seggio qualcuno dei quali avrà anche ipotizzato che avessi presentato documenti falsi, non erano stati certamente piacevoli).

Ho chiesto, quindi, la ragione e mi è stato bofonchiato che… “mancano pezzi”.

Ho mostrato il mio disaccordo ed ho chiesto di precisarmi quali “pezzi” mancassero.

La n° 3 si è alzata, ha ripreso possesso della scheda, si è avviata verso la porta e, giunta nel corridoio dove tre poliziotti erano seduti ad un tavolo sul quale era sistemato un telefono, quasi concedendomi una grazia, formando un numero telefonico mi ha comunicato che avrebbe chiesto istruzioni alla commissione elettorale!

Mi sono chiesto come avrebbe potuto la commissione decidere relativamente alla mancanza di “pezzi” (che non mancavano) senza avere il materiale possesso della scheda, ed ho capito che la mania tutta italiana di sentirsi capi, anche quando si è semplici uscieri, trova nei labirinti propri della burocrazia la forma più evidente della sua sopravvivenza.

La n° 3, alla quale nel frattempo si era affiancata la n° 2, ha tentato più volte di stabilire il contatto telefonico con la commissione che non rispondeva… ed io sempre in piedi ad aspettare il responso questa volta dei soloni invisibili, e la gente sempre più incuriosita da quanto stava avvenendo!

Infine, dopo almeno ulteriori 10 minuti, dalla commissione distrettuale elettorale (spero di non aver sbagliato il titolo nobiliare) qualcuno ha risposto, cosicché la n° 3 ha potuto esternare loro le sue remore sulla validità della mia scheda elettorale e chiedere come comportarsi.

Non riuscivo ad ascoltare ciò che diceva ma vedevo chiaramente che faceva svolazzare, quasi fosse stato un ventaglio, la mia povera scheda messa sotto inchiesta e non ho potuto trattenermi dall’esprimere la mia preoccupazione per il suo modo di agire che stava arrecando un danno, stavolta definitivo, alle pieghe in cui la scheda era rinchiusa.

Preoccupazione recepita… senza una parola di scusa!

La conversazione telefonica fu abbastanza breve, alla fine della quale, però, la n° 3, riposizionando la cornetta al suo posto, disse che avremmo dovuto aspettare perché dalla commissione elettorale avrebbero richiamato per proseguire nell’indagine atta a promuovere o bocciare la mia scheda elettorale!

Qualcuno degli elettori continuava ad intrattenersi nelle nostre vicinanze, forse nella convinzione che avrebbe potuto scrivere un articolo giornalistico dal titolo “Bruno Mancini fermato con documenti falsi nel seggio elettorale n° 8 della città di Ischia”!

Qualche altro elettore, mio conoscente, faceva, invece, finta di non vedermi nel timore di potersi trovare coinvolto in qualche strana storia.

Io pensavo che i ladri rubano indisturbati mentre le persone oneste sono tartassate in seguito alle frustrazioni di chi non ha altri mezzi per mettersi in mostra se non quelli di uno spocchioso disinteresse per il buon senso e l’elasticità mentale.

Mi resta molto difficile, infatti, immaginarmi nelle vesti di chi possa mettere in dubbio l’autenticità di una scheda elettorale esibita, nella sezione elettorale posta a pochi metri dalla sua abitazione, da un settantenne munito di regolare carta d’identità.

Del resto, anche le pietre della scuola Marconi della città di Ischia mi conoscono.

Comunque. dopo ulteriore attesa, è arrivata la telefonata con la quale qualcuno ha deciso, senza vedere la mia scheda, che essa era (è) valida a tutti gli effetti, e lo ha deciso contro il parere di chi (1-2-3) quella stessa scheda l’ha girata e rigirata pontificando che non fosse valida per consentirmi di esprimere il mio diritto/dovere di voto.

Non mi sono fatto convincere dalle confutazioni delle persone n°1 – 2 e 3, non sono andato alla commissione distrettuale elettorale per richiedere la sostituzione della mia scheda, ma la beffa è che ho perso oltre mezzora della mia vita dietro le incompetenze di qualcuno (1 – 2 – 3) certamente ben pagato anche con i miei soldi!

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