La sirena impazzita

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La sirena impazzita

 Per la serie Esopo news

Erano circa le 21 di una sera di fine estate quando un lamento stridulo ha improvvisamente inondato il famoso Corso Vittoria Colonna della città d’Ischia brulicante di gente, italiana e straniera, che dondolava soavemente in cerca della digestione vespertina prima di posare le stanche membra tra lenzuola e cuscini.

In molti, hanno avuto un sobbalzo temendo che fosse in atto una rapina (del resto le notizie di cronaca dei giorni precedenti non erano passate inosservate), altri hanno creduto che fosse scattato l’allarme per l’arrivo di qualche missile deviato dalla traiettoria siriana (e certamente le voci di corridoio che indicavano il prossimo bombardamento da parte nostra dei tizi che si stanno scannando in Siria in nome di BOH! sono di quelle che ci fanno stare sui cactus), qualcuno è corso a ripararsi sul sagrato della chiesa (e si sa che esse sono luogo di rifugio sicuro per ogni evenienza).

In effetti si trattava di una sirena impazzita, e per sirena non intendo il mitico pesce donna che fece soffrire tanto il buono, furbo e birichino Ulisse, ma mi riferisco alla sirena collegata all’allarme di un negozio!

IL sibilo è durato una decina di minuti e se non ha rotto qualche timpano poco c’è mancato.

Come dire: una sbadataggine diventata una circostanza di stress collettivo.

Oppure anche: un aggeggio installato per la difesa di beni personali diventa un motivo di panico per la collettività.

Meditate gente!

Bruno Mancini

La sirena impazzita

 

 

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Bruno Mancini