Giugno 2010

Benvenuti

Bruno Mancini

Progetto culturale

“La nostra isola”

premio di poesia

“Poesia e dintorni – Il Golfo”

L’elenco delle 20 poesie finaliste

1-lug-2010

Amici di Poesia e dintorni

l’elenco delle 20 poesie finaliste tra tutte quelle pubblicare nel mese di giugno, in corsa per la pubblicazione sul quotidiano Il Golfo è pronto.

Potete visionarlo seguendo le indicazioni fornite nella sezione NEWS della home del sito Poesia e dintorni. www.poesiaedintorni.it .Tale elenco sarà pubblicato sabato 3 luglio (o il sabato successivo in caso di contrattempi) sul quotidiano Il Golfo e contestualmente le giurie procederanno nelle loro votazioni.

Segnalo il fatto che dopo attenta riflessione è stato nuovamente modificato il regolamento (visionabile sul sito) e si è deciso di ammettere alla selezione anche i 4 finalisti vincitori, ma non risultati primi nella votazione finale. Quindi il solo autore non ammesso alla selezione del mese successivo è il vincitore assoluto primo in classifica del mese.

Le cinque poesie vincitrici saranno pubblicate integralmente il giorno 10 luglio (o quello successivo in caso di contrattempi) sul quotidiano Il Golfo.

Per chi desidera una o più copie (anche non necessariamente della stessa data, ma di date differenti) del giornale IL GOLFO può trovare informazioni e modalità di richiesta al seguente indirizzo https://www.emmegiischia.com/wordpress/shopping/giornali-e-libri

Questa è l’unica soluzione che ci permette di farvi avere i giornali senza nessun tipo di abbonamento con l’editore del quotidiano. I costi elevati sono dovuto all’invio tramite corriere.
Il pagamento anticipato vi fa risparmiare il contrassegno.

ATTENZIONE: gli ordini di copie del quotidiano saranno evasi solo se pervenuti prima delle ore 22 del giorno precedente all’uscita della copia.

Un saluto a tutti voi.
Roberta

Poesia e Dintorni
www.poesiaedintorni.it

Oggi parliamo di...

C O N T A T T A C I emmegiischia@gmail.com

———-

Nuovo amico del progetto culturale “La mia isola” ideato da Bruno Mancini


http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/ischia-unisola-di/11280350?showPreview

Finaliste
Il Golfo

Kate68

Identità

Ho
cercato la mia identità
nei sentieri di terra battuta
odorosi
di sangue selvaggio
trasportato dalle ali del vento.
Accostato
l’orecchio alla luna
per ascoltare le sue nenie notturne
cantate
ai sonnambuli erranti
dimentichi del sorriso dei giorni.

Suggellato la mia voce di bambina
nei silenzi grevi della
natura
tra possenti alberi frondosi
mulinati dall’incedere
del tempo.

Ho lavato lacrime calde
nelle acque
gorgoglianti
dei ruscelli nati a primavera
e scrollato polvere
dai piedi
stanchi del lungo cammino.

Ho
gridato
urlato
inveito

contro il nulla del faticoso
esistere
ed esausta
ho pianto lacrime di vita.

Goccioloni
cadevano
sul petto
a lavare macchie di colpe
represse
marchiate
dell’umana debolezza

Ho
cercato
lottato

…inutilmente.

Sfogliando pagine
bianche
del mio esistere
intravvedo

forse

la mia
identità che giace
in mezzo a quei fogli
in attesa del nero
d’inchiostro
a smorzare il fuoco che brucia
sotto pelle.

Marseille

Nessun
rimedio

Mai
più quei passi intenti alla tutela.

Sorrisi
esguardi accesi di approvazione.

Mancheranno
le attenzioni di riparo

e
ci troveremo in prima linea

dove
la morte tocca col suo sentore amaro.

E
cambierà quel bofonchiare leggero sulla vita.

Bruciati
arresteremo a zero del progetto.

Al
salto del punto fermo.

Nessun
cardine di cucitura né una copertura.

Agghiacciati
all’aperto

su
un’armatura d’ali smarrite.

Semmai
s’alzasse un volo,

per
ogni dove.

rubbio

Frammenti

Colgo
solo frammenti

Era
luce nel tuo sguardo

come
una sorpresa

di
bambino

Forse

ali
di felicità

posate
nell’istante

Nel
frammento il codice

del
tutto che sfuma

e
fugge

ester

Di
rose e luce fiorita

Siamo
rose di macchia
-tu ed io-
che s’allacciano lente.

Appesa
la vita
all’intreccio dei rami
siamo onda d’intesa
che
cresce e s’avvita
fra le spine
ed i petali chiari
lanterne
di luce
nella notte del bosco.

poetanelcuore

Tra
le braccia del vento


A
te vento
-Grande Padre del Cielo-
dono le odi del
tempo
bisbigliando sentieri e discese,
vernacoli di
cera
rinchiuse nell’antro dell’anima muta

…che
siano gli alberi adesso
a farne musica
come note di
luna,
tremore di baci
o neve di mare…calda e viva!

A
te Eolo
– freddo respiro del Nord-
affido gli arabeschi dipinti
del mio amore…
il ventre acerbo e dissolto del mio dolore…

A
te affido per sempre
lo scrigno dei miei segreti…
il mio
ultimo volo d’airone
tra le braccia del vento del Sud!

alphander

Spiove
luce

spiove
luce

di
stelle gonfie di vento

col
tuo peso

greve
di limiti

ti
pare quasi vita sognata

il
vissuto già divenuto memoria

siamo
frecce

scagliate
nel futuro

o
il tempo che ci è dato è maya

e
si è immersi in un eterno presente?

Saverio
Chiti

Dentro
me

Nascondo
il dolore

in
antri bui del mio io

confondo
l’eresia, con l’acre suo sapore

credendo
invano, d’esser pio

Dentro
me, non sono solo

ma
più cose, più creature

che
della mia anima, si dividon porzioni

progettando
per me, fatuo destino

Esse,
comprendono al volo

tutte
le mie ferite, le smagliature

che
sovente, dilagano in illusioni

e
del mio viver, ne fanno festino.

orchideanera

La
luna di Dachau

Li
sento i calci del cavallo

il
loro nitrire

il
lavacro autunnale dell’orrore

il
drago che taglia bionde chiome

in
questa luna che balugina sbiadita

tra
l’oleandro e il limone

qui
a Dachau

si
torcono nel buio

gli
zoccoli di cristallo

nel
chiaroscuro di un lume

in
un mistico plenilunio

d’ombre
mai vibrate

spigolano
le anime

meste
in un cerchio d’ape

irriverenti
nel loro essere carne

morbide
d’amore

croci
abusate nella pace del solstizio

appoggiata
alle persiane

vedo
pietre grezze

folli
giumente

la
fibra indegna degli illuminati

occhi
di cani lupo

la
vita parcheggiata al limitare del campo.

E
una nera morte da invocare alla finestra

siamo
solo transiti

appoggiati
a uno spicchio di luna di talco.

tiziana
mignosa

Il
canto delle sirene

Ci
sono desideri

che
di te fanno il loro stupido balocco

quando
ad occhi spalancati

accompagni
la notte e le sue voglie al giorno.

Acqua
elettrizzante sul capo accalorato

passioni
allo stato solido

che
il bosco infiammano anche sotto zero

e
intanto il mondo dorme senza farci caso.

Ci
sono fantasie

che
per diletto la ragione affamano

immagini
interiori con la mano inesistente

che
la fiamma alle tue brame appiccano.

Eppure

almeno
a volte

sarebbe
meglio farsi incatenare

tappando
orecchie al fuggevole sentire

che
ammalia come canto d’incantevoli sirene.

Stefano
Lovecchio

Nemmeno
so

Nemmeno
so
come respirare
le mie nebbie.

Se una panchina
basti
a
riposar nello stupore
o se le luci fioche
sono acquerelli .
Se
le corse
sono un ritorno
o un fuggire dal giorno.
Se
restare
è sfiorire
o lasciarsi seminare.

Nemmeno
so
come masticare
questo sole.

Se l’indaco
è il
primo arco
o una faretra di sogni;
se la rugiada
è un
inchino
o un salire al cielo.

So solo
che mi abita la
gioia
e canta di cose poche
per intonar l’immenso.

Virginia
Murru

Giocando
d’azzardo

T’eri
dissolto

in
avanguardie di ragioni

porte
scassinate dall’incuria-

dove
ogni andare

era
un cerchio di vili intenti

senza
uno spazio piano

per
saltare

il
meridiano dell’errore.

Non
eravamo numeri interi

e
non cercavo più

i
luoghi dell’essere stati-

troppo
densi di similitudini- noi

plurale
promiscuo

di
silenzi pronunciati forte

collisione
di vite affini.

Giocavamo
a dadi

con
numeri irrazionali

in
una scacchiera bugiarda

che
ci dichiarava vincenti

barando
sui decimali

Vincenzo


Verso primo-

Ascolto
Il Suono

in
una Agonia

priva
di voci.

Soffre
e si lamenta

nel
silenzio, il cuore.

Poi…
lentamente si assopisce.

Sogno…

Nell’Immenso
grido,

tutta
la rabbia del vissuto.

Rivoli
di riflessi sfociano

nel
mare della menzogna.

Ombre
di inutili parole,

squarciano
il cielo del bel creato.

papavero
rosso

all’Amore

Ora,
tranquillamente
mi
siedo
ed in versi d’amore
scrivo
semplicemente
come
tu
sia penetrato
nel profondo
della mia
anima,
archeologo,
tratto da essa
i miei antichi tesori,
da
tempo, sepolti
e di come
sia possibile, che,
per quanto io
faccia,
non riesco
a cacciare dalla testa,
il fragore di
te,
-sciabordio continuo
di sogni-
mio mare.

dolceglicine

Nell’attesa
di vederti

Aride
assenze e dolorose

le
mie sere a cui scampai

nel
rifugio dell’orlo

estremo
dell’essenza.

Notti
più miti e benedette

trascorse
fusa

tra
sassi e fiori.

Albe
– nuovamente –

incerte
e disperate

a
squadernare giorni

intrisi
di fisime e memorie.

Questo
è il tempo

che
a lungo accompagna

i
miei passi lenti e grevi

e
che racconto

senza
remora o pietà

(di
me)

nell’attesa
di vederti

(forse)

per
la prima volta

e
svincolarmi dal dolore

che
m’assedia.

Maria
Grazia Vai

Di
te che sei

Dal
cuore goccioli come foglia di cera
si slaccia la corda, di carta
il pensiero

Di tocchi e rintocchi, di seta e tramonti
sei
pioggia di luna sui tremuli sguardi

Carezza di cielo,
conchiglia di vento
Sei l’onda vermiglia, singhiozzo del mare

E
stilla d’amore, tormento e languore
di me sei la goccia, e di te
ho sete

ancora.


Di
te che sei – del mio canto, la musa

e
l’aurora –

ondagomma

Brescia
Parigi e ritorno via Timisoara

Parigi
è una luce sospesa

nel
rameggio indiviso del sogno

che
porta i mattini a volare

sui
buoni versi dispersi nel sonno

e
rimanerne fuori non si può

Parigi
è quei momenti messi lì

che
ti alita sul viso

i
suoi baci più grandi, un’overture

sul
mio quaderno a righe in via dei tigli

che
per fortuna non esiste a Brescia

ma
c’è il viale con le rose, ed io

non
saluto che lampioni

e
una rumena intermittente

nunziobuono

La
piccola ragazza

Sparecchio
il tuo silenzio
e quel che resta,

tre rose, il tuo
giardino
e questa notte;
che non vuole perdersi nel
giorno.

Di te ho, le mani accarezzate sulla tavola
i tuoi
occhi, e il pensiero
dietro, a quel guardare i miei;

la
luna,
lasciata alla tua bocca
con in tasca il suo sapore
fragola.

Cade il cielo con il sole
e ti ricordo

amore.

Alessandro
Moschini

Rubami
il cuore

Rubami
il cuore
prima che venga sera
e che l’imbrunire
col suo
nero mantello
inghiotta il nodo che sento in gola
nel
guardarti rapito
aggrappato
ad una corda di lacrime
sull’orlo
del precipizio
dei miei pensieri

Rubami il cuore
ma
fallo in fretta
perché non c’è tempo.
Fallo prima che le
foglie
cadano all’affacciarsi
dell’autunno della nostra
esistenza
e che la curva del tempo
con la sua sfera
disegni
una ruga più profonda
e incancellabile
sui nostri
volti

Rubami il cuore
senza far rumore
dolcemente
senza
scassinare…
…hai le chiavi.

Lina
Sirianni

Antico
male

L’antico
male intriso
svillaneggia astutamente

arride
al mondo ciarliero
che strabico travisa

Volti
a saccheggiar
sacri sacelli

con
untuose parole
e meschine povertà

Per
non soccombere
programmano
fuggevole destino

è
sera


veronica


occhi
velati
d’incanto
esplodono
di rosa e d’azzurro
tra
vapori
d’arancio infuocato

strisce di
diamanti
liquefatti
accarezzano
di luce
l’onda
lunga

dove
spengendo il suo calor
l’enorme
fuoco
rotola
dalla cima del monte
sino al mare
e in
lui
si tuffa e muore.

flebile
il cinguettar
adesso
sfuma
sino al silenzio
figlio della sera
che arriva
piano
trainandosi la luna

lucente e pallida
regina della
notte
raccoglie
le preghiere degli amanti
conserva
i
segreti del cuore
illudendoci ancora
con un sogno d’amore.


PRIME TRE CLASSIFICATE

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PRIMA CLASSIFICATA

VIRGINIA MURRU

Vive in Sardegna.

E’ nata in un paesino di circa cinquemila anime, ubicato a ridosso di un costone roccioso: una parete di calcare che delimita l’altopiano come un contrafforte. Ha frequentato scuole superiori e università a Cagliari, abbandonando il corso di laurea in Economia con la tesi in corso.  Ha sempre amato la scrittura come via di sublimazione, e la lettura fin da ragazzina. Ha vinto premi in tanti concorsi letterari, anche importanti, e pubblica i suoi versi in alcuni siti di scrittura in internet.

Progetto culturale “La nostra isola” ideato da Bruno Mancini – Premio di poesia “Poesia e dintorni – Il Golfo” – Antonio Mencarini presenta “Virginia Murru – Giocando d’azzardo”.

Watch live streaming video from lanostraisola at livestream.com

GIOCANDO D’AZZARDO

T’eri dissolto

in avanguardie di ragioni

porte scassinate dall’incuria-

dove ogni andare

era un cerchio di vili intenti

senza uno spazio piano

per saltare

il meridiano dell’errore.

Non eravamo numeri interi

e non cercavo più

i luoghi dell’essere stati-

troppo densi di similitudini- noi

plurale promiscuo

di silenzi pronunciati forte

collisione di vite affini.

Giocavamo a dadi

con numeri irrazionali

in una scacchiera bugiarda

che ci dichiarava vincenti

barando sui decimali.

SECONDA CLASSIFICATA

ONDAGOMMA

Dice di se stesso: “Parlarvi di un ondagomma qualsiasi non credo interessi molto; vorrei invece raccontarvi che a volte mi prende lo stimolo ad infittire di segnacci il foglio e allora sgorga dai camini eruttivi qualche colata di lava, confusi appunti di vista in treno da Brescia a Milano: forse il ciriccircici di ognuno di noi non sarà per forza la noce buona da aprire la vendita a cottimo del nostro disagio o delle nostre emozioni, e poco importa s’è solo un azzardo o semplice vetrina espositiva se poi solletica la creatività degli altri e si fa soffio leggero in cui si spargono le parole nella brezza talmente rarefatta che diventa difficile trattenerle e percepirle nella loro integrità; ogni dettaglio della loro esistenza porta con sé tutte le soluzioni che l’immaginazione partorisce con l’intima consapevolezza di trovarsi a volte al cospetto di una rara forma intellettuale di poesia o arte. Per quanto espresso, non ritengo indispensabile entrare in simbiosi con l’artista, personalmente credo sia percorribile ogni strada, e non mi va di escludere la manipolazione atta a precipitare la lettura e la rilettura negli abissi del probabile e raggiungere quel brodo primordiale da cui il senso riceve il suo acchito… e allora maturare poeticamente può anche voler dire cercare nuovi approdi e … rannicchiarsi ancora nella ricerca per tentare sistematicamente di spostare il limite, se possibile.”

Progetto culturale “La nostra isola” ideato da Bruno Mancini – Premio di poesia “Poesia e dintorni – Il Golfo” – Antonio Mencarini presenta “Ondagomma”.
http://www.youtube.com/watch?v=1vCaYg-GYTo

Watch live streaming video from lanostraisola at livestream.com
BRESCIA PARIGI E RITORNO VIA TIMISOARA

Parigi è una luce sospesa

nel rameggio indiviso del sogno

che porta i mattini a volare

sui buoni versi dispersi nel sonno

e rimanerne fuori non si può

Parigi è quei momenti messi lì

che ti alita sul viso

i suoi baci più grandi, un’overture

sul mio quaderno a righe in via dei tigli

che per fortuna non esiste a Brescia

ma c’è il viale con le rose, ed io

non saluto che lampioni

e una rumena intermittente

TERZA CLASSIFICATA

TIZIANA MONARI (orchideanera)

Nata a Monghidoro, in provincia di Bologna. Vive e lavora a Prato.

Ha partecipato a numerose antologie, tra cui “Donne in poesia”, “Ladre di desiderio”, “Briciole di Senso”, “In senso inverso”, “Il silenzio dell’anima”, “Concorso di emozioni”, “Di quel fuoco”, “Poetica”, “Scrivere”, “Erositylove”, “Di Versi nel vento”, “La parola sensuale”.

È presente con racconti e poesie in svariate antologie della casa editrice Aletti e Perrone. E si è classificata ai primi posti in svariati premi di poesia.

Nel 2006 ha pubblicato l’Opera di poesia “Frammenti d’anima.” Con la raccolta “Il cielo capovolto” ha vinto il Premio Letterario-Editoriale “L’Autore“.

E’ presente nel museo della poesia dei poeti contemporanei di Garessio, e nell’antologia “Aletti” dei poeti italiani.

LA LUNA DI DACHAU

Li sento i calci del cavallo
il loro nitrire
il lavacro autunnale dell’orrore
il drago che taglia bionde chiome
in questa luna che balugina sbiadita
tra l’oleandro e il limone
qui a Dachau
si torcono nel buio
gli zoccoli di cristallo
nel chiaroscuro di un lume
in un mistico plenilunio
d’ombre mai vibrate
spigolano le anime
meste in un cerchio d’ape
irriverenti nel loro essere carne
morbide d’amore
croci abusate nella pace del solstizio
appoggiata alle persiane
vedo pietre grezze
folli giumente
la fibra indegna degli illuminati
occhi di cani lupo
la vita parcheggiata al limitare del campo.
E una nera morte da invocare alla finestra
siamo solo transiti
appoggiati a uno spicchio di luna di talco.

Golfo 11112010 comp bisGolfo 11112010 001 comp  bisGolfo 11112010 002c omp bisL IG A L A P I N S K A
Pioniera del progetto cultural “La nostra isola”

Liga Sarah Lapinska è nata e vive in Lettonia, nella città di Jelgava. Artista – disegnatrice, si dedica anche alla scrittura di poesie. Oltre alla lingua lettone, sua lingua madre, ha una buona conoscenza del russo e dell’italiano.
Sull’esistere, sulla poesia e sul senso del dedicarsi al suo dipingere e al suo poetare, scrive:
“ Chi è molto felice parla poco, scrive poco, dipinge poco. Chi è molto disperato parla poco, scrive poco, dipinge poco. Di solito.”
“Comunque esisto ed in ogni caso, a volte, vivo!”
“È mia abitudine quando parlo poco, dedicarmi alle mie tradizioni: scrivere e dipingere, e lo faccio quasi ogni giorno.”
“Non credo che tutto sia già stato detto, già scritto, già visto e già fatto. Più sappiamo, più tanti misteri possiamo svelare. Aprirsi al mondo è la via all’eternità, chiudersi sbarra il cammino.
Non sempre però dobbiamo intraprendere qualche cammino. Si può essere poeti senza scrivere poesie, come si può essere pittori senza dipingere quadri. In certi momenti, almeno.
L’importante è guardarsi attorno, non temere di sbagliare, di capire o anche di fraintendere, ma condividere tutto ciò che vediamo, che viviamo, che scriviamo e che dipingiamo.”
“Le conversazioni, i litigi, le preghiere, le fughe, i ritorni. Tutto accade, tutto è vita.
Le regole dei giochi e altre leggi, hanno breve durata. I confini nelle nazioni e delle carceri, i tabù della società, tutto ha vita breve. Le montagne invece, i fiumi, le speranze, vivono molto di più.”
“I miei versi, i miei dipinti sono forse solo un cenno della mia presenza tra voi, tra i vostri bei volti e le vostre spalle stanche. La certezza che ho provato a vivere, ad amare a conoscere. La testimonianza delle mie esperienze, ahimè, spesso non gradite, la prova dell’amore per questo mondo.
Amore che fa sopravvivere, amore che fa vivere attimi di armonia.”
Roberta Panizza

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