L’ora dei fantasmi

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L’ora dei fantasmi

L’ora dei fantasmi
Per la serie Esopo news

In un certo genere di letteratura molto apprezzata, che si è sviluppata a partire da circa 2000 anni dopo la mia prima morte (Esopo, in greco antico Αἴσωπος, traslitterato in Áisopos; 620 a.C. circa – 560 a.C. circa) la mezzanotte è stata spesso indicata come l’ora dei fantasmi. In verità tale identificazione si può ritenere una variante moderna della medioevale comunanza dell’ora 00.00, ossia mezzanotte, con la presenza di streghe, e non fantasmi, ambulanti tra calle e callette di paesi e città.

Questa news potrebbe tranquillamente essere intitolata “L’ora delle streghe”, ma, se del primo Esopo non si conosce quasi nessuna caratteristica umana, di questo Esopo news si vuole che vengano apprezzate tutte le forme di galanteria riservate da persone civili al gentil sesso. Ciò, anche quando il gentil sesso è intabarrato in una divisa da vigile urbano

Ed ecco il racconto di Esopo news:

-«In un giorno del mese di Agosto, diciamo per esempio il 20 Agosto del 2015; in un orario che potremmo poco arbitrariamente indicare tra 15 minuti prima e 30 minuti dopo la mezzanotte; in una località turistica di notorietà internazionale, per esempio “Ischia l’isola che verde fu”; vigendo in quelle ore la delibera di “blocco motori”, accadde che il pilomat preposto alla selezione dei veicoli autorizzati ad accedere tramite pass al centro storico “pare” che fosse rotto.

Alcuni, malignando, dicevano che la “rottura” fosse una scusa per limitare i danni che il pilomat stava procurando, non tanto per il suo cattivo funzionamento, ma principalmente per le disattenzioni/furbizie tentate da automobilisti incapaci di sottostare a regole da loro non condivise, mentre altri asserivano che l’aggeggio, inventato per un su e già per nulla erotico/pornografico ma forse con la celata sindrome della sodomia e dell’inchiappettamento nei confronti degli automobilisti, fosse stato messo a riposo anche per consentire al Comune di far cassa sanzionando quante più infrazioni possibile.
Però questo è argomento di una favola differente.

L’ora dei fantasmi

Tornando alla scena della vicenda, potremmo chiamare “Piazza dei Vincitori” il luogo in cui risulta installato il pilomat vacanziero e “Via Scortese” il primo tratto di accesso all’isola pedonale dalla verginità incustodita.

In quella notte di luna crescente, due vigil (ine? esse?) dai nomi esotici del tipo AAA e AA,  invece di presidiare l’ingresso nella ztl stazionando ​qualche metro prima del pilomat per “difendere” il divieto, hanno parcheggiato una cinquantina di metri più giù, all’altezza delle fontane di via Scortese.
Così facendo hanno incoraggiato audaci lupacchiotti motorizzati a provare l’ebbrezza della circolazione tra una folla di persone pigiate come polpette di carne macinata.
Il rischio, si sa, molto spesso è causa di perdite (tranne che per i politici che rischiano solo i nostri beni) e pertanto, poco dopo, alcuni automobilisti sono caduti nella rete, anzi sono stati bloccati da un ”ALT accosti” sussurrato da una vocina melliflua nella bolgia di musiche, urla e discussioni sulla validità calcistica del nuovo Napoli.
“Le contesto una contravvenzione!” Disse la sirenetta di mezzanotte.
Il primo e il secondo pesciolino caduto nella rete non vedevano sirene ma streghe di mezzanotte ed erano ancora fermi ad attendere la restituzione dei loro documenti quando accadde che i fantasmi di altri automobilisti, stipati come sardine nelle auto-scatolette,  arrivassero a pochi metri da loro e le sirenette-streghe di mezzanotte intabarrate da vigil (ine.esse) con molta grazia invitassero i conducenti a fare marcia indietro per uscire dalla zona off limit.
L’assurdo è che non solo le sirenette-streghe di mezzanotte non hanno elevato contravvenzione a tutte le auto con le quali ignari o furbi hanno tentato di entrare nel “centro storico sic!”invitando, viceversa, a fare marcia indietro alcuni altri automobilisti, ma il paradosso è che l’hanno fatto addirittura alla presenza di coloro ai quali stavano elevando contravvenzione
Io mi sarei infuriato, e voi?
Naturalmente i verbalizzati non hanno apprezzato il trattamento di favore loro ricevuto e l’hanno detto con tutti gli aggettivi.
Esopo news, in quanto favolista, può anche raccontare balle urbane o inurbane, però, in questo caso, esiste una contravvenzione nella quale uno dei tizi, sfortunato o antipatico alle sirenette-streghe di mezzanotte, ha fatto verbalizzare la disparità di trattamento ricevuto.
Come dire che: ”A mezzanotte esistono auto fantasma guidate da automobilisti fantasmi che le streghe intabarrate in divise da vigili urbani allontanano per paura, per amicizia o per interessi?”

Alcune civiltà, tra le quali non c’è certamente  “Ischia l’isola che verde fu” non ammettono streghe e non conoscono fantasmi.»
Secondo Erodoto, alla morte di Esopo seguì una pestilenza che il popolo di Delfi interpretò come punizione divina per l’omicidio commesso.

Bruno Mancini

L’ora dei fantasmi

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Scritto da Bruno Mancini

L'ora dei fantasmi

 

Bruno Mancini scrittore

è nato a Napoli nel 1943 e risiede ad Ischia, dalla età di tre anni.

A lui piace dire che l’origine della sua ispirazione o forse solo un iniziale impulso ancestrale ed istintivo, il vero basilare momento poetico della sua vita, si è concretizzato nell’incontro, propriamente fisico, tra i suoi sensi acerbi, infantili, e le secolari, immutate, tentazioni autoctone dell’Isola d’Ischia, dove le leggi della natura sembravano fluire ancora difese da valori di primitive protezioni.
Anche se aggiunge, con molta auto ironia e con un pizzico di provocazione:

“Le mie primissime esternazioni poetiche le ho espresse in tenerissima età, quando ancora non avevo pronunziato per la prima volta la parola mamma, ed alla fine di ogni abbondante poppata liberavo graziose ispirazioni poetizzando mediante dei rimati vagiti“.

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Brevi commenti amichevoli ricavati dalle varie recensioni ai suoi libri pubblicati:

“Vedo una folla che si muove compatta verso un’unica meta guidata dagli incitamenti di colui che punta il dito ed una penna, che crea volti per i sentimenti.”

“…si fondono nell’intero componimento in una prospettiva ampia che contempla l’umano, l’umano cammino. Ed è una Commedia, una Commedia divina in chiave poetica, in versi che sento anche io estremamente dolorosi, con il preciso intento di affidarli alla penna , che non li disperda ma li urli e li renda in qualche modo eterni”.

“… lodo quel senso di eco lontano che riverbera le parole enfatizzandone i concetti”.

“Percorso di memoria o ricerca di spazi temporali virtuali?”

“Il continuo intersecarsi di livelli di identità con ipotesi e incarnazioni simboliche…”

“…sembrano accarezzare un sogno lontano, una speranza che non sarà mai certezza, un miraggio di felicità che si perde oltre l’orizzonte illusorio di fragili esistenze.”

“…a volte lirismo crepuscolare, intriso di soffusa malinconia, di struggente tristezza.”

“Opera interessante per i contenuti e le tematiche affrontate, nonché per i valori estetici…”

“…seria preparazione, corredata da rimarchevole fantasia.”

“…lavoro meditato, armonioso di buon afflato poetico.”

“ Bella poesia, con alti picchi in termini d’emozione e intensità.”

“…sincero, elegante, sempre aderente al soggettivismo letterario del particolare momento che attraversiamo.”

“Non racconto né romanzo, più che risolverli lascia aperti molti quesiti anche sul piano puramente tecnico linguistico.”

“Ed io invece, Bruno, ho letto a ritroso, prima la seconda parte, bellissima, ed ora la seconda, altrettanto splendida. Senso o non senso è una poesia dal forte impatto emotivo. Giochi con il lessico e le iterazioni, che adoro, ed è questa una delle poesie più belle che abbia letto qui dentro, quel genere di poesia che cerco e difficilmente poi trovo.
Mi domando come mai non ti abbia scoperto prima, Poeta??!!”

“Una poetica lacerata e sfuggente…”

“Le aperture liriche, più che segnare il passo dell’emozionalità, offrono un ulteriore invito a perdersi nei labirinti della parola scritta…”

“Quasi poesia cruda, percuote e carezza, giovane e antica…”

“Lavoro intenso, vissuto nella profondità della sua composizione, fatta di toni e di immagini…”

“Una voce nuova che chiama ad ascoltarla ed a giudicarla senza inibizioni, come liberamente essa è sviluppata.”

“Sì, lasci molto lavoro a chi legge, eppure questo mi affascina della tua poesia, la afferri e ti sfugge: in essa ti perdi ed allora ti turba… e cerchi il senso e lo cogli e ti lascia poi subito in dubbio. Ma il dubbio stimola, ti coinvolge … Sperimentalismo? Se lo è, come credo, ben venga; io lo adoro.
Bravissimo. Vero artista.”

“Troverete un urlo e un soffio di amore, un vuoto, immersi nella forza e nella malinconia di chi…”

Prima dell’alba
regalami un verso
così che io possa
sfrontata babbuccia
ricamo sulla brina
imprimere.

Al sole tenero
Vederla piangere di gioia

Bruno Mancini

Info:

Bruno Mancini
Cell. 3935937717 tutti i giorni dalle 14 alle 23
emmegiischia@gmail.com

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