Roberta Panizza introduce l’Antologia poetica “1956 – 2010” di Bruno Mancini

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del 03/03/2011 186 visite 3 voti

Roberta Panizza
introduce

l’ANTOLOGIA POETICA

“1956 – 2010”

di

BRUNO MANCINI

“Rendimi pari desideri e sbagli:
è alle acque il sogno.

Sbattono soli su scogliere
in fiamme.

Rompono stasi,
squadrano paesi,
traguardi di vicoli e ghetti
di stagni e di betulle,
… “

Così comincia il multiforme viaggio poetico che Bruno Mancini propone con queste pagine, e subito il lettore affezionato di poesia è invogliato a mettersi comodo sulla poltrona, pronto a lasciarsi trasportare a lungo dalla lettura, intuendo di essere di fronte ad un autore che utilizza in modo magistrale ed esemplare questo stile di scrittura.
Nel presente testo Bruno Mancini ha voluto raccogliere tutte le creazioni poetiche che la sua sensibilità artistica ha saputo produrre dalla giovinezza fino ad oggi e che negli ultimi anni aveva regolarmente proposto in periodiche pubblicazioni per la gioia di chi da tempo è appassionato fruitore della sua poesia.
La maturità non solo anagrafica ma artistica del nostro cesellatore di versi imponeva da tempo che egli si facesse conoscere al suo pubblico nell’interezza della sua produzione espressiva così da permettere a quest’ultimo di apprezzare al meglio le fasi evolutive di nascita, crescita e sviluppo di un poeta.
Se per il lettore è auspicabile e gradito avere a disposizione l’intera produzione di un autore apprezzato e stimato, per quest’ultimo il non effettuare una cernita all’interno della propria produzione artistica, ma offrire al lettore il proprio TUTTO, oltre che essere una dimostrazione di una buona dose di modestia è anche un atto in un certo qual modo coraggioso e comunque fornisce l’indizio di essere di fronte ad un vero amante della poesia che da essa accetta tutto ciò che essa può e sa dargli.
Le più di 600 pagine di questo testo vanno certo lette e rilette per essere apprezzate al meglio nella loro interezza, ma fin da una prima lettura ci si rende conto della poliedricità della voce poetica di Bruno Mancini che alterna l’enfasi e la freschezza dei versi giovanili alla quasi imperscrutabilità e durezza di alcune produzioni successive, la struggente sensualità di molteplici liriche d’amore alla quasi smaccata volgarità di certi versi che non vogliono rinunciare ad utilizzare tutto il lessico a disposizione in favore dell’espressività e della comunicazione artistica.
Nel leggere i versi “ad ampio spettro” di questo poeta quindi, il lettore si trova ad attraversare le più diverse sensazioni emozionali: a tratti stupito rapimento per il modo in cui il freddo tecnicismo delle figure retoriche, fluendo da questa penna, sia capace di trasformarsi in palpabile emozione, oppure una certa qual perplessità derivante dall’esplicita asprezza di alcune espressioni le quali però, nell’immediatezza del messaggio così consegnato al lettore, riescono a racchiudere una forza e una potenza non consuete in poesia, oppure ancora simpatia, quasi tenerezza, per l’immagine del giovane poeta che traspare da certi versi in alcuni momenti accorati ed enfatici, certamente ancora limpidi.
Queste molteplici voci del nostro poeta succedendosi pagina dopo pagina avvolgono e coinvolgono il lettore, ma la gradevole complessità del personaggio di cui, con questo testo, tentiamo di penetrare la poetica, non si esaurisce in ciò, dato che molteplici sono anche gli scenari umani che egli impersona per poter meglio indagare e quindi meglio proporre la sua visione del mondo o contrasti interiori che spesso assalgono l’animo umano e non si tratta, il più delle volte di dialoghi solo a due, ma in alcuni casi del vero concerto dei vari livelli dell’Io che stratificano la personalità non solo del nostro autore.
Ecco quindi che la sua poesia si popola, in determinati momenti della sua produzione poetica, di personaggi che dialogano tra loro, antagoniste voci interiori che sondano fin nel profondo i contrasti insiti nell’anima che quasi certamente non esiste per essere “capita”. A proposito delle sue poesie, Mancini infatti scrive:

“Scrivo poesie.
Se un tizio mi dirà che le ha capite
io sorridendo penserò -È folle-.”

Sensazioni, emozioni, flash intermittenti sulla vita interiore di un poeta: di questo si “accontenti” chi legge Bruno Mancini così, come dovrebbe accadere per la lettura di un qualunque altro poeta nel quale ci troviamo ad imbatterci.
Lasciamoci trasportare: seguire il percorso forse tortuoso, certo ineguale, dei versi del nostro autore, ci fa entrare in contatto e vivere in prima persona i caleidoscopici accadimenti interiori di un’anima, una visione che solo la vera poesia può offrirci.
Roberta Panizza

Antologia 1956 – 2010
Di Bruno Mancini
Editore www.lulu.com
624 pagine- 32 Euro
URL: http://www.lulu.com/content/libro-a-…–2010/9822984
ID: 9822984
ISBN 978-1-4467-1022-7

Note dell’autore

I commenti

Commento 18190
Isola il 6 mar 11 15:45 ha commentato:
Un libro di poesie che ti include e comprende per intero, Bruno,perchè è testimonianza del tuo legame con la poesia che ha percorso la tua vita. Sai che mi piace molto la tua poesia e penso che sia stata un’ottima iniziativa quella di mostrarcela nel suo divenire.Complimenti anche a Roberta per questa recensione, così ben scritta.

Commento 18151
ondagomma il 5 mar 11 11:16 ha commentato:
“Scrivo poesie.
Se un tizio mi dirà che le ha capite
io sorridendo penserò -È folle-.”

condivido!

Commento 18146
Roberta il 4 mar 11 13:33 ha commentato:
Ciao poeta!.. Il resto l’ho già scritto nell’articolo. :-)

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Bruno Mancini

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