Per Aurora – volume primo – L’appuntamento capitolo 7

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Per Aurora – volume primo – L’appuntamento capitolo 7

L’appuntamento capitolo 7

Per Aurora

volume primo

CAPITOLO SETTIMO

Fuggiva con un ventaglio di seta giapponese, a colori sgargianti e stecche di bambù, che agitava in semicerchi minacciosi, voltandosi e rivoltando il busto eretto infisso nelle lame del vestito.

Alla donna guascona mostrai i solchi che lui aveva sulla fronte, la forza della sua passione, i miei capelli bianchi; dissi la linea scura che avvolgeva gli occhi di lei, i sogni delle sue notti insonni, la storia delle mie dita ossute; con una sola frase illuminai la solitudine che entrambi avevano custodito con passione.

Le spiegai chi ero ed il motivo per il quale avrei voluto che lei, “La Signora”, accettasse.

Chiarii cosa volevo.

Al suo gesto (non mosse l’indice, non scosse il capo, ma chiuse gli occhi), un uomo di piccola statura, Petrus, fece pochi passi, tra uno strano brusio, verso l’angolo in cui venivano custodite le chiavi, aprì, scostò un pannello, e, così facendo, consentì che noi guardassimo, senza essere visti, l’interno del locale adiacente.

“La Signora” si mise al mio fianco.

Una sala curata nei particolari in modo speciale.

Al centro del soffitto un lampadario a cinquanta bracci, soffiato a Murano nei primi anni del dopo guerra mescolando sabbia e petrolio, troneggiava, aprendo la porta, riflesso in uno specchio, irregolare, leggermente opacizzato, gigantesco padrone assoluto dell’intera parete frontale.

Avrei potuto definirla come la splendida realizzazione di una meticolosa raccolta di noccioli culturali gelosamente custoditi in ogni angolo del mondo, poi assemblati e modellati da una fantasia disinibita e violenta.

Nello smoking bianco, la sua figura di maturo intellettuale era immediatamente individuabile: beveva birra e fumava, quasi fosse il soggetto messo in posa da un artista pittore.

Tra piccole anse ricavate sul lato del banco bar e pedana musicale, in rustiche grotte dei desideri, al centro sbalzava la chitarra rossa di Elvis, al bordo in basso a destra, fra i rami di una ginestra (ginestra fiore amato dalla mia donna), trecento quasi invisibili ciondoli: ricordi di melodie assimilate in altri luoghi ed in altri tempi.

Pensavo di trovarmi di fronte alla fantasia della fantasia.

Le più belle opere messe in ordine dalla più eccentrica stravaganza.

Quasi un percorso al femminile che nasceva e si esauriva in una unica posa, essenziale, patinata, ammantata da luci di un solo tono.

A pensarci la luminosità esterna risultava sbiadita, insignificante, sfocata.

Una luce spenta che illuminava la fantasia della fantasia.

Mi rifiuto di proseguire in una descrizione così puntigliosa e veristica, e preferisco lasciare alle diverse immaginazioni dei lettori i misteri di questo luogo, nel cui centro, su un divano nero dai bordi tondeggianti, contornato da cuscini di pelle di pantera, con le gambe accavallate…

… Ella, una musa tentatrice di sconvolgente bellezza, rimescolava i vermiciattoli colorati che aveva posato sulla tavolozza premendo involucri di plastica e di stagnola.

La lacca bianca al centro di un particolare arcobaleno.

Un braccio morbido intorno al collo e lo sguardo che attirava, avvicinandoli alla tela satura di emozioni, i lenti movimenti con i quali lui accompagnava l’attesa ormai quasi oppressiva.

L’olio e il catrame pendolanti dal cavalletto in direzione del vuoto lasciato dalle gambe leggermente divaricate.

In apparenza distratta:

-«Non sono felice di dipingere al chiuso.» diceva guardando i petali gialli della ginestra (ginestra fiore amato dalla mia donna) che squillavano sfacciati sull’asola del bavero mentre, con docile gesto, lui li accostava alla barba.

Sembrava parlasse solo a lui «Non sono felice di dipingere al chiuso.

All’aperto gli insetti, la gente, le nuvole, i rumori, impregnano la forza della mia ascesa alla immedesimazione con il sogno.

Come se in un blues essi fossero le spazzole trascinate sul tamburo, il picchiettio della bacchetta sulla campana più acuta, od anche il bombolone incalzante sulla grancassa. Non solo sottofondo della melodia, ma motivo conduttore, ritmo ed accordo.

Qui nella stanza la temperature non cambia mai, non c’è il silenzio avvolgente alternato ad una musicalità pulsante, gioiosa, orgogliosamente arrogante, le mosche fuggono per i profumi violenti, ed io sono intristita dal non avere davanti agli occhi come esempio e modello, l’opera, quella sì meravigliosa, che la natura ha posto come termine di paragone».

Continuava in un apparente soliloquio che a me invece parve seduzione.

Quasi come se Ella, le gambe accavallate, lo invitasse a donarle il fiore posato sul bavero «Sono infelice perché mi manca la quiete dei miei blues, gli insetti intorno, e, in mezzo a questa gente che ha in mano la sua birra fredda preferita, se chiudo gli occhi, imprimo sulla tela i tratti di un volto… un volto… sempre lo stesso!

Cambierebbe poco se invece di essere pittrice, io fossi scultrice, filosofo, falegname, fabbro, astronomo, oppure soltanto pensatrice.»

Lui accese una sigaretta con la fiamma del Ronson d’acciaio, e noi capimmo che si chiedeva se stava sbagliando oppure Ella, le gambe accavallate, gli stava offrendo di poter scoprire «Le tenerezze e le seducenti malinconie della mia femminilità mediante la forza plastica delle tue certezze; i misteri intriganti che fungono per me da seconda pelle, con la parte più suadente dei tuoi inni; il candore della mia giovane vita, con la tua lussureggiante invadenza.»

Udimmo che lui disse «Non basta, riprova».

 

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Dedica – Brevi commenti amichevoli

Così o come.

L’Appuntamento

Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4

Capitolo 5

Capitolo 6

Capitolo 7

Capitolo 8

Capitolo 9

Capitolo 10

Capitolo 11

Capitolo 12

Vasco e Medea

Parte prima

Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4

Capitolo 5

Capitolo 6

Capitolo 7

Capitolo 8

Capitolo 9

Capitolo 10

Capitolo 11

Capitolo 12

Capitolo 13

Parte seconda

Capitolo A

Capitolo B

Capitolo C

Capitolo D

Capitolo E

Capitolo F

Capitolo G

Capitolo H

Capitolo I

Capitolo dopo fine

Per Aurora – volume primo – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Per Aurora – volume primo di Bruno Mancini

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Per Aurora – volume primo

seconda edizione

Version 3 | ID 29772m

ISBN 978-1-4710-8114-9

Bruno Mancini
ISBN 978-1-4710-8114-9
Version 3 | ID 29772m
Creato: 20 ago 2022
Modificato: 20 ago 2022
Libro, 93 Pagine
Libro stampato: A5 (148 x 210 mm)
Standard Bianco e nero, 60# Bianco
Libro a copertina morbida
Lucido Copertina
Prezzo di vendita: EUR 14.00

Titolo Per Aurora volume primo
Sottotitolo Alla ricerca di belle storie d’amore
Collaboratori Bruno Mancini
ISBN 978-1-4710-7278-9
Marchio editoriale Lulu.com
Edizione Nuova edizione
Seconda edizione
Licenza Tutti i diritti riservati – Licenza di copyright standard
Titolare del copyright Bruno Mancini
Anno del copyright 2022

Lasciargli sul corpo e nella mente i segni squassanti di una passione artificiale, artatamente impudica e violenta, tenera e vendicativa, ponendo in un solo amplesso tutti i registri delle sue esperienze, tutta la prorompente eccessiva sfacciata bellezza del suo corpo di donna non più bambina, i giochi estremi di mani esperte di labbra avvampate di pelle di luna, tenerezze ossessioni, morbidezze stupori, in una altalena di grida e di sussurri che per anni la sua mente aveva elaborato, posizionato, montato come in un film… … con arte e per vendetta.

Per Aurora volume primo

seconda edizione

Il libro contiene

Così o come

L’appuntamento

Vasco e Medea

Aurora volume primo

Info: Bruno Mancini
Cell. 3914830355 – 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23
emmegiischia@gmail.com

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DILA

Premi Otto milioni

 

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