Il Dispari 2016-09-12

Il Dispari 2016-09-12

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Editoriale
Dalla raccolta poetica “Io fui mortale” (Ed. LULU eBook 1.99€ ISBN: 978-1-326-78531-4)

Scrivo poesie.
Se un tizio mi dirà che le ha capite,
io sorridendo penserò “È folle”.

Bruno Mancini

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ASSOCIAZIONE “DILA” PERSONE CHE NE FANNO PARTE

Mi chiamo Tina Bruno, e vivo a Roma dall’età di tredici anni, qui ho trascorso i momenti più belli della mia giovinezza.
In quel periodo, parlo del 1962, Roma era l’esempio di un’Italia sempre più globalizzata e multiculturale in continuo e dirompente cambiamento, in ogni dimensione: politico-istituzionale, ideologico-culturale e socio-economico.
Qui poco più che una bambina ho preso parte ai cortei pacifisti, con gente venuta da ogni parte d’Itala: studenti, metalmeccanici, impiegati, insegnanti… sfociati nel 1968 nella “Rivoluzione Culturale”.
Insieme con altre donne ho partecipato alla lotta per i diritti delle donne, da sempre negati e ottenuti intorno agli anni ’70: divorzio, aborto.
In questa città mi sono formata culturalmente, ho formato la mia famiglia e ho svolto la mia professione presso gli asili nido del comune di Roma: educatore.
Una professione con la quale ho dedicato gran parte della mia vita ai bambini.
Ho iniziato a scrivere nel 2006, pubblicando le mie esperienze lavorative con i bambini e con il gruppo educativo del quale facevo parte.
Ho scritto favole, racconti, poesie, operette teatrali, libri di formazione per gli educatori e le insegnanti , ho partecipato a tanti concorsi letterari, vincendo molti premi e riconoscimenti e sono presente in oltre 200 antologie tra le quali alcune MADE in Ischia pubblicate nell’ambito dei progetti culturali proposti da Bruno Mancini con la Direzione Artistica di Roberta Panizza.
Nel 2015 sono stata nominata dal M.I.U.R. a tenere lezione di favolistica presso 5 scuole primarie e dell’Infanzia.
Grazie al concorso “OTTO MILIONI” ho conosciuto il suo ideatore Bruno Mancini scrittore, e fondatore dell’associazione culturale “DILA” con la quale collaboro alla stesura di qualche articolo giornalistico sui problemi sociali che affliggono l’ITALIA in questo periodo di grandi incertezze, articoli che vengono distribuiti in edicola ogni lunedì all’interno della pagina culturale del quotidiano “IL DISPARI”, distribuito in gratuito abbinamento con lo storico ”Mattino” di Napoli!
Bruno Mancini è una persona vulnerabile, ricca di creatività e progettistica, amante della natura, dell’arte e dell’ambiente.
Una persona alla quale facilmente ti affezioni e dalla quale ricevi l’aiuto che cerchi.
In questi giorni ho letto alcuni dei suoi libri, cito LA MIA ISOLA VOL. 1, SOTTOTILO “Racconti e Poesie alla ricerca di belle storie d’amore”, volume nel quale è contenuto il racconto “Il Paradiso non esiste.”
In questo racconto lo scrittore immagina di avere un rapporto con la penna, non solo come strumento di lavoro che gli permettere di mettere su carta il suo mondo interno, ma, anche, come amica e compagna dei suoi viaggi letterari .
Questa penna ogni volta che esaurisca l’inchiostro provoca nello scrittore sgomento, e quindi smarrimento, gli impedisce di scrivere.
Non solo, è capace anche, quando funziona, di tenerlo legato a sé in qualsiasi giorno dell’anno, quasi come una donna, una fidanzata, un’amante.
Questa penna che per prima conosce i suoi segreti, le sue emozioni, i sentimenti, è felice di trasferire sul foglio il suo mondo.
Quanto scritto testimonia la grande voglia di scrivere e comunicare dello scrittore Mancini, e le sue capacità di diffondere e condividere con gli altri attraverso i libri, gli editoriali, i comunicati stampa il suo amore per la scrittura.
L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” è la sua creatura, nata dopo tanto lavoro e impegno da parte dello scrittore che si è prodigato coinvolgendo altri artisti e scrittori – come la Professoressa Roberta Panizza, direttrice artistica e Vice Presidente DILA-; chiedendo il sostegno a grandi industriali come l’onorevole Salvatore Lauro Presidente dell’Istituto Agostino Lauro per la divulgazione delle opere; stringendo accordi con l’editore Gaetano Di Meglio Direttore del quotidiano “ IL DISPARI” per la divulgazione delle notizie.
Terminando, si può affermare che DILA è figlia dell’impegno, dell’arte, della cultura, dei problemi socio-ambientali, e io sono più che contenta di farne parte.

Tina Bruno

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PATRIZIA CANOLA RACCONTA NEI SUOI DIPINTI IL RESPIRO DI GAIA: LA MADRE TERRA

La natura nelle sue infinite espressioni tra serenità e malinconia, armonia e inquietudine, è protagonista dei dipinti di PATRIZIA CANOLA, artista di fama internazionale che dal 18 al 25 Settembre 2016 espone la sua personale presso i suggestivi spazi dello Store San Benedetto nel centro storico di Gualdo Tadino (PG).
La mostra NEL RESPIRO DI GAIA LA MADRE TERRA, promossa da Porta San Benedetto, in sintonia per la scelta dei soggetti e dei colori con le atmosfere di questa affascinante città ai piedi dell’Appennino dominata da verdi colline, s’inserisce nell’ambito di una delle più suggestive manifestazioni di Gualdo Tadino: il Palio di San Michele Arcangelo attraverso cui sono rievocate le tradizioni del passato tra feste, giochi, competizioni, senza dimenticare l’artigianato e percorsi d’arte.
Entrando negli spazi dello Store San Benedetto dove ogni dettaglio è stato curato con attenzione, si è catturati dalla poesia e dal lirismo dei dipinti di Patrizia Canola, avvolgenti e densi di luce, a cogliere luoghi infiniti della Natura per interrogarsi sul significato dell’esistenza proprio ad iniziare dal senso di appartenenza dell’uomo a questa Terra che ama svelarsi, ma anche nascondersi.
Patrizia Canola, nata a Milano, ma attiva in Brianza, con sensibilità e attenzione, attraverso i diversi volti della nostra Madre Terra, ora rasserenanti e solari, ora nostalgici e inquietanti, ha saputo dare voce alle emozioni della vita che riaffiorano anche dopo tempo, lasciandosi guidare con lo sguardo e il pensiero da quella linea di confine tra la terra e il cielo dove avvertire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico.
I suoi dipinti svelano ogni dettaglio della stessa natura: accanto al leggero vibrare delle canne accarezzate dal vento in Un momento di tranquillità è la gamma di colori autunnali delle foglie cadute in terra di Luci d’autunno presente qui con un trittico dove gli alberi quasi spogli si lasciano attraversare da una luce diffusa sullo sfondo.
E ancora il silenzioso vento freddo che investe l’avvolgente scenario di Atmosfera sul fiume Adda e Armonia d’inverno, e l’ampia e vigorosa apertura dei rami del Faggio del tè che rappresenta il rifugio e il mistero dove recuperare la capacità di guardare oltre e quella saggezza che purifica. Intense per i colori e la descrizione dei particolari le nature morte come le melagrane, l’uva bianca e poi i fiori di cui spiccano i lilla e la mimosa, che conducono il visitatore a proseguire lungo questo viaggio per recuperare attimi di serenità e riflettere sul mistero della vita.
Mistero che è racchiuso anche nell’albero di Riposo d’inverno solitario nel suo riposo che apre all’attesa.
Rifrazioni di luci, percezioni d’ombra, melodie nascoste nel fruscio delle foglie o nel vibrare delle canne, svelano i ritmi infiniti del respiro della natura con cui ritrovare emozioni che il tempo non cancella.
Alla fine del percorso espositivo dove si inseguono i colori delle stagioni, si ha la sensazione di essere avvolti per magia da un abbraccio caldo e misterioso: l’abbraccio di Gaia Madre Terra per sentire fino in fondo le emozioni che colorano la vita.
Una mostra che parla di gioia e libertà, bellezza e verità, in linea con le atmosfere della tradizione del palio, resa possibile grazie alla professionalità del Signor Nicola Bossi Gonfaloniere delle Porte e Priore Porta San Benedetto e di Catia Monacelli direttore del Polo Museale di Gualdo Tadino.
Patrizia Canola è stata selezionata con l’opera Va pensiero per Il Festival Verdioff che si inaugurerà a Parma il 23 settembre 2016.
Il prossimo 2 Ottobre un suo incaricato sarà ad Ischia per valutare, insieme a Bruno Mancini, la possibilità di realizzare una mostra, seppure necessariamente limitata per numero di opere, nel Museo Etnografico del Mare.

Silvana Lazzarino

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Bruno oggi parliamo di museo

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@ L’editoriale  Dal racconto “Così o come”

… ed ora mi guadagno da campare facendo il “Lettore di giornali in pubblico”.
Non esiste?
Forse non esisteva.
Esiste, esiste.
Mi sono inventato una libera professione con molta dignità e talento, seguendo un ragionamento diciamo “pragmatico”.
Perché, mi chiedevo, i giornali pagano la pubblicità per se stessi su altre forme di comunicazione ed anche su testate a volte acerrime concorrenti?
Risposta: per farsi leggere.
Perché, mi chiedevo, un quotidiano di tiratura nazionale viene distribuito gratis annesso ad un foglio di cronaca locale?
Per farsi leggere, rispondevo.
Per quale ragione, nel mio paese di origine, il notiziario di pettegolezzi comunali, unito ad uno storico giornale filo monarchico  e ad un quotidiano politico nazionale affiliato alle gerarchie di un potente costruttore finanziere editore presidente politicante, perché mi chiedevo, tutti e tre insieme vengono venduti al prezzo di un solo?
Si sa bene che non bada a spese il potente costruttore finanziere editore presidente politicante proprietario del quotidiano politico nazionale, e che neppure sono in cerca di soldi i referenti politici dello storico vessillo monarchico.
Il notiziario locale di pettegolezzi comunali, li regala entrambi ed acquisisce nuovi lettori.
O.K.
Perché?
Risposta: vogliono essere letti.
Ed io mi sono proposto nella specifica mansione di “Lettore di giornali in pubblico”.
Il loro ufficio gestione rapporti col pubblico mi fissa un itinerario, con rotazione mensile, per la cui precisa attuazione i dirigenti addetti alla struttura finanziaria mi pagano viaggi trasferte pernottamenti cene pranzi e colazioni, scarpe nuove ogni mese, venti consumazioni ogni giorno ai tavoli dei bar più prestigiosi, due concerti a settimana, ventuno pacchetti di sigarette marca… (omissis)… a settimana (poi vi spiego perché), un nuovo accendino ed un orologio ogni cambio di stagione, e, considerato il disagio dei continui trasferimenti, l’Azienda mi concede una femmina a piacere ogni quindici giorni, un mese di ferie l’anno, ed il barbiere quotidiano.
La mia giornata lavorativa di solito inizia alle otto di mattina e termina alle sedici.
Al mattino, nella portineria della locanda albergo pensione residence villaggio in cui ho trascorso la notte, trovo un mucchio di giornali: stessa marca stavo per dire, stessa testata è invece corretto.

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