Il Dispari 2016-08-01

Il Dispari 2016-08-01

Il Dispari 20160801 comp

Editoriale
In vacanza con l’Arte – n° 1

Domani, a partire dalle ore 20.30, presso la sede dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte” situata nel Museo etnografico del mare della Città di Ischia – Palazzo dell’orologio di Ischia ponte-, è in programma un interessante incontro con una delegazione di poeti e scrittori pugliesi particolarmente impegnati anche in pregevoli attività di carattere sociale.
La presentazione delle loro produzioni letterarie, la lettura di testi, musica, dipinti, collage, progetti ed esperienze umane saranno i temi entro i quali si svilupperà l’incontro tra loro ed alcuni artisti ischitani invitati dal Presidente del Museo, Rino Lauro.
Ylenia Pilato, socia fondatrice DILA, fungerà da coordinatrice e da intervistatrice per la produzione di video utili a divulgare le fasi salienti della serata.
Saranno esposti collage di Ylenia Pilato e disegni dell’Artista lettone Liga Lapinska.
L’invito ad assistere ed a partecipare è rivolto in modo speciale a tutti coloro i quali, residenti e turisti, ritengano che l’arte e la cultura possano essere validi motivi per privilegiare le mete delle vacanze.
Qui di seguito troverete brevi schede delle scrittrici che hanno scelto di venire ad Ischia pur di affidare la presentazione delle loro opere alla nostra Associazione culturale DILA.
Ingresso libero.
Info: emmegiischia@gmail.com – tel. 3935937717
Bruno Mancini

DINA FERORELLI, nata a Bitetto (Ba), è laureata in Pedagogia e lavora come docente.
Ha pubblicato i volumi di poesia “Cerchi di luce” e “Mattino di girasoli”.
Alcuni suoi testi sono presenti in diverse antologie, tra cui quelle curate da Santa Vetturi.
“La mia poesia nasce dall’idea che siamo al mondo e percorriamo insieme il nostro viaggio, per questo non possiamo ignorare le atroci sofferenze di altri uomini, nostri fratelli!
Abbiamo delle responsabilità: aiutarli a portare il loro pesante fardello di vita, offrire un sorriso,tendere la mano, far sbocciare una rosa di speranza.
Perché non si muoia più per fame o per guerre o per mano di menti folli e dispotiche, perché il dolore che c’è al mondo è troppo grande per lasciare che i nostri fratelli lo portino sulle spalle da soli!”

MARIA SCHIRALLI nata a Trani nel 1950, vive a Bari fin da bambina.
Diplomata in Applicazioni tecniche, ha conseguito il titolo di infermiera professionale e assistente sanitaria visitatrice.
Da sempre amante della cultura e dell’arte, si è messa in gioco ella stessa scrivendo numerose filastrocche e qualche poesia.
Da tre anni segue il Corso di Scrittura creativa della Libera Università della terza Età “Eurolevante” avente come guida la professoressa Mariella Castoro.
Suoi testi sono pubblicati nelle antologie “Più istruzione, più sviluppo” e “BanglaNepaLove. La solidarietà della cultura” a cura di Santa Vetturi. Ha ricevuto numerose Menzioni d’Onore in concorsi nazionali per le sue poesie.

GIUDITTA ABATESCIANNI è nata e vive a Bari.
Funzionario in pensione della pubblica amministrazione, si dedica con passione a tutto ciò che la mette in comunicazione con il sociale.
La tipologia della sua esperienza professionale e la curiosità l’hanno sempre spinta ad ascoltare empaticamente esperienze e testimonianze di storie vissute.
Da qui l’input a scrivere racconti e poesie, per viag-giare nell’universo dell’interiorità.
Frequenta corsi di scrittura creativa, recita nel teatro amatoriale, collabora gratuitamente con scuole primarie come autrice e regista teatrale, nutrendosi e arricchendosi dell’autentica genuinità del mondo infantile e adolescenziale.
Il racconto “La bambina dalle trecce viola” è inserito nell’antologia “Haiti chiama Bari”.
Ha pubblicato “U Maleverme”.
È coautrice delle antologie “Florilegio barese” , “SOS BANGLADESH”, “Il futuro in una biblioteca”, “BangladesHelp”, “Più istruzione, più sviluppo”, “BanglaNepaLove”, “La solidarietà della cultura” e “Drops from the world”, tutte a cura di Santa Vetturi.
È del 2015 la pubblicazione del libro “Pennellate baresi”.
Nel giro degli ultimi due anni ha vinto più di dieci premi letterari.

2 Agosto Museo DILA locandina OK

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FABIO VIALE E LA SUA SOUVENIR PIETÀ

ALLA BASILICA DI SAN LORENZO A FIRENZE

Scultore e “cultore del marmo” con uno sguardo alla classicità, ma proiettato verso nuove sperimentazioni anche oltre il concettuale, Fabio Viale, nato a Cuneo nel 1975 si è accostato molto presto alla scultura, riuscendo a gestire con disinvoltura un approccio sempre in divenire con questa disciplina artistica affascinante e in “presa diretta” con la materia.
Fabio Viale lavora e trasforma il marmo per trarre da esso nuova vita attraverso opere che passano dalla semplicità alla complessità dove respirare eleganza e leggerezza, ma anche forza e dinamismo.
Alla ricerca di nuovi risultati sperimentando le leggi della meccanica e della fisica, egli ha dato vita, ad esempio, alla famosa barca in marmo con motore: “Ahgalla”che è riuscito a far muovere in mare; o al pneumatico gigante sempre in marmo, che ha tanto destato curiosità ed interesse.
I suoi lavori che si muovono in un’ottica contemporanea con richiami al classico, ma solo come spunto da rielaborare alla luce del presente, si mostrano spesso semplici, altre volte innovativi specie se combinati con meccanismi legati alle tecnologie per ottimizzare il prodotto definitivo. Lavori che dall’Italia alla Russia, all’America, hanno conquistato un pubblico sempre più internazionale tramite sue mostre personali.

Da sottolineare la mostra di New York alla Sperone Westwater Gallery e tra i premi ricevuti il Premio Cairo 2015.
Le sue opere che guardano alle immagini dei capolavori di maestri del passato (come Michelangelo) e si orientano verso simboli legati al quotidiano, propongono rappresentazioni nuove, spesso orientate al superamento dei limiti mediante l’uso di diverse simbologie come i tatuaggi o gli penumatici già esposti in due mostre presso la galleria Poggiali e Forconi.
A Firenze in occasione della “Settimana Michelangiolesca” promossa dal Comune di Firenze, organizzata dal MUS e in collaborazione con Opera Medicea Laurenziana, Basilica di San Lorenzo, Giunti, Arte Dossier, Studi d’Arte Cave Michelangelo e la partecipazione della Galleria Poggiali e Forconi, FABIO VIALE torna con SOUVENIR PIETA’ 2006-2016. L’opera in marmo,visibile fino al 2 agosto 2016 presso la Basilica di San Lorenzo, sottolinea la peculiarità e l’attenzione con cui lo scultore ha saputo riprodurre il Cristo della Pietà Vaticana in due versioni entrambe senza la presenza della Vergine.
Emerge nelle due sculture la morbidezza delle linee, la plasticitàdel corpo e dei tessuti del panno che gli cinge la vita ad indicare una certa bellezza e purezza presenti anche nella morte che avvicina al divino.
Una rappresentazione intensa che ruota introno a quel corpo adagiato, mentre riposa, senza segni di sofferenza fisica, per dare spazio alla speranza nell’abbandono ad una volontà superiore.
Il volto del Cristo levigato, sembra come rapito in un sonno che è ascesa verso il divino.
Una riproduzione del Cristo da leggere in un’ottica contemporanea che invita all’accettazione e al perdono.
La speranza è di avere Fabio Viale ad Ischia in occasione di uno dei prossimi incontri organizzati dalla nostra DILA nel Museo del mare presieduto da Rino Lauro, ma la quasi certezza e di ricevere il suo assenso a rilasciarci un’intervista esclusiva da pubblicare in questa pagina.
Silvana Lazzarino

Il Dispari 2016-08-01

Fabio Viale

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Bruno Il dispari

Il Dispari 2016-07-25

Il Dispari 20160725 comp

Editoriale

Grazie all’intesa raggiunta con Rino Lauro, Presidente del Museo del Mare della Città di Ischia, il 16 Luglio scorso è stata inaugurata la nuova sede della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” situata, appunto, negli ambienti del Museo.
Alla cerimonia hanno partecipato numerosi Artisti, Soci e/o collaboratori di DILA, proponendo un convivio basato su arte e cultura.

Allietati da musiche e da letture di poesie, tutti i partecipanti hanno avuto modo di apprezzare in primis i fascinosi reperti e le splendide collezioni in tema marino presenti nei tre piani del Museo, per poi prestare attenzione al programma di eventi culturali che DILA si prefigge di attivare durante tutto l’arco dell’anno grazie alla Direzione Artistica di Roberta Panizza coadiuvata nel settore musicale da Maria Luisa Neri, Presidente dell’Associazione “Arte del Suonare”, e nel settore arti visive dalla pittrice Ylenia Pilato.

La soprano Paola Occhi ha aperto il concerto che l’ha vista protagonista insieme al violinista Giulio Menichelli, al pianista Roberto Villani e alla piccola Veronica Coppola annunciando la sua intenzione di aprire ad Ischia, con l’etichetta di DILA, una succursale della sua scuola di canto lirico “Lina Cavaliere”.

Il violinista Giulio Menichelli ha incantato il pubblico con una magistrale esecuzione della Sonata n.2 in LA minore di J.S. BACH; Paola Occhi ha creato vibranti suggestioni spaziando tra celebri arie operistiche e famosi brani di operette, il pianista Roberto Villani ha dato prova di seria preparazione accompagnando i due solisti con attenta precisione… e Veronica Coppola è stata subito eletta mascotte della serata per la spigliatezza e la composta esecuzione del repertorio proposto.

Rino Lauro, Nunzia Zambardi, Clementina Petroni, Luigi Esposito e Massimo Natalucci si sono alternati offrendo simpatici siparietti di letture poetiche e di presentazioni delle loro arti.
Con questa pagina dedicata ai protagonisti e agli ospiti dell’evento (che ringraziamo) desideriamo riconfermare il messaggio della nostra assoluta disponibilità a prendere in favorevole considerazione ogni collaborazione proveniente da Artisti e/o da Associazioni sia locali e sia operanti in qualsiasi altra località.

Bruno Mancini

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Museo DILA inaugurazione foto Bruno (21)

Museo DILA inaugurazione foto Bruno (18)Museo DILA inaugurazione foto Bruno (24)Museo DILA inaugurazione foto Anna Di Trani (28) Maria Luisa NeriMuseo DILA inaugurazione foto Anna Di Trani (36) Veronica Coppola - Paola OcchiMuseo DILA inaugurazione foto Bruno (25)Museo DILA inaugurazione foto Anna Di Trani (22) Massimo NataluzziMuseo DILA inaugurazione foto Bruno (13)Museo DILA inaugurazione foto Bruno (25)

Il Dispari 2016-07-25

Bruno oggi parliamo di museo

Il Dispari 2016-07-18

Il Dispari 20160718 comp

Editoriale
Sabato 16 Luglio, così come era stato ampiamente annunciato da questa testata e da numerosi altri organi d’informazione, è stata inaugurata la nuova sede dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ubicata nei locali del Museo Etnografico del Mare della Città di Ischia.
Organizzato da Maria Luisa Neri, presidente dell’Associazione “Arte del suonare”, valenti musicisti e cantanti hanno allietato la serata impegnandosi in un concerto che ha toccato svariati temi: dall’operetta alla musica da camera, dal melodramma alla canzone antica e popolare.
La soprano Paola Occhi, il violinista Giulio Menichelli, il pianista Roberto Villani e la piccola allieva della scuola di canto lirico “Lina Cavalieri” hanno intrattenuto amici e collaboratori di DILA e del Museo per alcune ore.

L’editore Salvatore Monetti, la pittrice Nunzia Zambardi, la poetessa pittrice Clementina Petroni, il poeta Luigi Esposito, lo scrittore Massimo Natalucci hanno parlato della loro arte ed hanno letto qualche loro poesia.
Anna di Trani, esperta manager della scuola “Lina Cavalieri”, è stata la gentile anfitrione.

La ciliegina sulla torta è stata messa dal Presidente del Museo, Rino Lauro, che ha ricordato alcuni momenti di vita ischitana degli anni passati, regalando ai presenti la lettura di alcune sue poesie/canzoni.
La prossima settimana, salvo imprevisti, prevediamo di pubblicare alcune foto dell’evento.
Intanto, giova ripetere che DILA è pronta ad accogliere con un caloroso “Benvenuto” tutti coloro, singoli artisti e/o associazioni culturali, ischitani e non, che intendano collaborare alla realizzazione di un ampio programma di eventi artistici (mostre di arti visive, presentazioni di libri, concerti, ecc.) da allestire nella sede testé inaugurata.
Grazie

Bruno Mancini

Museo DILA inaugurazione foto Bruno (25)

Paola Occhi e Rino Lauro

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A.T. ANGHELOPOULOS ESPONE PRESSO LA GALLERIA CLICHY A FIRENZE E NEI DIPINTI SI ISPIRA A MONTALE CHE SOGGIORNÒ AD ISCHIA

Con i suoi dipinti materici dove si intrecciano le alchemiche linee di un pensiero in costante divenire a cogliere le emozioni che avvolgono il corpo e la mente tra luci e ombre Anghelopoulos, artista tra i più interessanti nel panorama contemporaneo internazionale, proietta chi guarda a percorrere il viaggio interiore dell’uomo tra tormenti e speranze, isolamenti e aperture verso il nuovo e l’ignoto da cui proteggersi.
Segni fitti e armoniosi, squarci densi di chiarori e ancora identità riscoperte oltre quella maschera che imprigiona e poi libera, aprono ad un nuovo sguardo sul mondo dove si delinea quel confine tra materia e spirito al d là del quale si cela la verità sulla stessa esistenza.

Ed è all’esistenza e all’uomo che guarda la sua arte interpretando, attraverso rappresentazioni concettuali e segni, emozioni legate a dubbi, paure, ma anche aspirazioni e desideri dello stesso individuo in difficoltà nel creare ponti relazionali.
L‘uomo diventa protagonista afflitto e fragile nella sua incertezza innanzi a questa vita, ma alla fine desideroso di volgere il proprio sguardo oltre il visibile per lasciarsi aperta una possibilità: un percorso nuovo, fatto di speranza.
I suoi dipinti di grandi dimensioni, intensi per l’energia materica e per l’uso di un colore che alterna tonalità energiche ad altre quasi eteree sono protagonisti della mostra A.T. ANGHELOPOULOS a Firenze presso la Galerie Clichy fino al 24 luglio 2016.

L’esposizione rappresenta la seconda tappa del programma della rassegna “Artisti in Libreria” iniziato lo scorso 5 Maggio con la personale di un altro importante artista contemporaneo Andrea Pinchi con cui lo stesso Anghelopoulos ha esposto nelle sale del Complesso del Vittoriano di Roma nel novembre 2015.
La rassegna “Artisti in Libreria” prevede l’accostamento dell’arte alla letteratura, attraverso una serie di mostre in cui artisti di fama internazionale sono invitati ad esporre opere a partire da un testo letterario dalle cui letture e scritti hanno tratto ispirazione.
In questa raffinata e suggestiva mostra le opere di Anghelopoulos, una quindicina tra cui tre installazioni site-specific, sono affiancate dalle poesie e dai testi che hanno ispirato l’artista tra cui: Neruda, Foscolo, Erasmo da Rotterdam, Chateaubriand e Montale.

Fu Montale a soggiornare ad Ischia verso gli inizi degli anni Cinquanta presso il comune di Forio e a quest’isola, la più affascinante del Mediterraneo, ha fatto riferimento in una poesia della raccolta “Xenia”.
Tra le opere esposte la serie Vite Interiori è l’inedita rivisitazione dei più famosi ritratti di profilo del ‘400 raffigurati però dall’altro lato del volto, quello finora sconosciuto.
Un modo per catturare la vita interiore dei personaggi ed entrare nelle atmosfere del tempo, espresse attraverso i simboli di ingranaggi meccanici innestati sulle figure.

Ritratti quali: l’Anonimo Giovane di Cosmè Tura, I Duchi di Urbino e il Malatesta di Piero della Francesca, e Bianca Sforza identificata nell’opera “La Bella Principessa” recentemente attribuita a Leonardo da Vinci, prendono nuova vita mostrando l’altro lato del loro profilo, quello misterioso e finalmente rivelato.
Per la prima volta sono esposte le opere del ciclo I Planisferi le cui superfici non hanno confini essendo questi relegati solo a determinate costruzioni mentali.
Superfici senza confini spesso in bilico in questa epoca dove si tende a creare punti di separazione e distanze che investono diversi contesti.
Aperture verso ampi spazi a ricordare soglie, varchi, portali che si aprono all’improvviso innanzi agli occhi del visitatore sono descritte nel ciclo Passages-Untitled in cui dominano ampie campiture di colore.

Riguardo l’intensità espressiva e lo stile originale con cui Anghelopoulos entra nella realtà e la supera per parlare dell’uomo all’uomo, Claudio Strinati ha scritto: “Anghelopoulos ha la consapevolezza e la qualità di un artista notevole. (…) La sua percezione ricorda talvolta Klee, talvolta Rothko”.
Silvana Lazzarino

Silvana Lazzarino Anghel (2)

Il Dispari 20160718 tutto ridim

Cod 11: Anna Gura
Ricordando l’estate soleggiata
Già dalla mattinata la pioggia
bussa nella pozzanghera,
proprio come una finestrina che guarda
al cielo dall’assalto umido.
Silenziosamente piange l’autunno,
perché gli uccelli vagabondi
sono già volati via.
Sotto i piedi qualcosa sussurra.
Forse sono le foglie che ricordano
l’estate soleggiata, l’estate splendida,
quando gli uccelli tra le foglie succose
hanno costruito i nidi sicuri
e poi cantavano insieme all’alba timida.
L’autunno. La pioggia. Significa solo
che dopo l’inverno ritornerà la primavera,
quando nei giardini, nelle foreste, nei prati
tra le foglie, quelle nuove più verdi,
di nuovo sentiremo il canto magico dell’usignolo.

Cod 21: Paola Occhi
Pensiero alla nonna
Cara nonna, oggi hai dovuto staccare quel cordone che ci legava in modo unico… per volare dal mio adorato nonno.
Mi hai lasciata in un turbine di rabbia ed un lacerante dolore che non sopporto.
Ho il cuore a pezzi e una parte di me è volata con te.
Mi hai insegnato tante cose e so che questa notte sei passata a salutarmi: ho visto la tua sagoma dietro la tenda, ma purtroppo non ho capito… odio, giuro, chi esce dalla camera ardente dicendo “La sua vita l’ha fatta” “Era anziana” ecc., perché lei stava bene accanto a me.
Mi rammarica non aver preso venerdì più baci dalle tue labbra ed altre carezze che tu, lentamente, mi stavi regalando.
Non ti dimenticherò mai e se piango è perché sono egoista?
No, è perché ti ho amato davvero e non mi vergogno di mostrare le mie lacrime, o la rabbia per averti persa… ti chiedo solo che, quando sarà il mio turno, mi verrai a prendere con il nonno e staremo assieme come ai vecchi tempi ad ascoltare le tue favole.
Ogni concerto che farò sarà un omaggio per voi nonni che mi avete amato come una figlia e tramite voi sarò libera di esprimere al Signore il dolore per la vostra perdita e la gioia di aver vissuto con voi.
Il tuo amore era davvero unico immenso ed ho un ricordo di te che nessuno mai mi toglierà e solo tu ed io sappiamo. Un segreto che non ho mai detto e non dirò mai a nessuno. Era una cosa nostra ed ora è chiusa solo dentro di me.
Ti amo.

Cod 1: Angela Maria Tiberi
Katia Massaro
Meravigliosa donna ischitana,
doni amore alle nuove generazioni che
hanno gli occhi chiusi,
ancora da crescere nella giovinezza grigia e senza calore,
se l’umanità rifiuta l’AMORE verso il mare e la natura
e l’insegnamento degli antichi popoli estinti per l’avidità umana.
Briciole sono rimaste della loro civiltà e cultura,
ma non il loro amore verso MADRE NATURA.
Il mondo hai percorso.
Hai attraversato mari e cielo blu per imparare da popoli lontani
il linguaggio dei famosi tursiopi dell’antico Egitto.
Per verificare l’efficienza della delfino terapia in acque libere,
sei arrivata in Israele fino alla lontana Australia.
Immensa gioia doni ai grandi e ai piccoli quando ti immergi
come una sirena nel mare raggiungendo i profondi abissi.
Sei dentro di noi come l’immagine dell’aurora dopo una notte buia
e una ninna nanna ci accarezza l’anima.

coupon (1)

Bruno Il dispari

Il Dispari 2016-07-11

Il Dispari 20160711 comp
Tre voci intervistano un MITO: DON BACKY

Bruno Mancini. Il buongiorno al MITO Don Backy desidero renderlo pubblico con una lunga serie di ringraziamenti, primo tra tutti quello speciale per avere voluto dare il suo assenso ed entrare come Socio fondatore nell’Associazione culturale che Roberta Panizza ed io, alla fine del 2014, iniziammo a costituire e che ora, con il nome DILA (Da Ischia L’Arte), ha già conquistato l’interesse di una notevole fascia di amanti dell’Arte e della Cultura. Cosa ha spinto il MITO ad accettare l’invito da parte dei due sconosciuti?
Don Backy:Prima di tutto l’affetto che porto a Ischia, ricordando i miei lontani trascorsi datati 1966, quando con i miei Fuggiaschi ci esibimmo per un’intera settimana al Castello d’Aragona, gestito allora da Sandro Petti. In quella settimana avemmo modo di affezionarci ed amare l’isola. Il secondo motivo è che sono sempre interessato alle novità stimolanti.

Bruno Mancini. Il secondo ringraziamento deriva dall’aver voluto includere i ricordi piacevoli dei giorni che hai trascorso ad Ischia nella trilogia “Memorie di un juke box” (edito da Ciliegia Bianca sas  www.donbacky.it ).
Vuoi parlarci di questi tre volumi di ricordi e raccontare ai nostri lettori la disavventura che ti capitò a Ischia?
Don Backy:I volumi sono ben 5 e vanno dall’avvento del rock and roll a oggi (1955/2012). Raccontano in maniera romanzata, una storia vera e meravigliosa, corredata da una documentazione composta da fotografie, articoli, minute di canzoni, documenti storici, etc. che ne fanno una vera e propria enciclopedia, certamente unica nel suo genere, indispensabile anche per chi vi cerca il senso dell’evoluzione della nostra musica leggera nel corso di più di mezzo secolo.
La disavventura vissuta sull’isola, invece, riguarda un lieve incidente d’auto. Per salvare un amico che guidava senza patente il nostro furgoncino e aveva colpito un turista tedesco con lo specchietto retrovisore del mezzo, fratturandogli una costola, fui costretto a dichiararmi autista, guadagnandomi così una denuncia dal sig. Otto Strunz. Tutto si risolse in un processo ischitano (dove tornai in Dicembre), in cui venni condannato a 3 mesi (con condizionale). Oggi è solo un bel ricordo anche quello.

Bruno Mancini. Certo non sai che l’incidente avvenne a pochi metri dal “Bar Italia” che gestivo in quegli anni proprio sul Corso!  Il terzo ringraziamento, e poi mi fermo su questo tema, nasce dall’enorme emozione che ho provato nell’ascoltare le tue letture di nostre poesie. Poiché anche Roberta Panizza mi ha confermato le stesse sensazioni, vuoi dirci in quale modo ti rapporti  alla poesia e quali emotività ti hanno procurato i nostri versi?
Don Backy:Ma pensa… e tu non ricordi (o non c’eri al momento) che noi c’eravamo fermati poco prima proprio al Bar Italia a prendere i crostoni che ci facevano da cena, per poi correre a cambiarci e andare al Castello per la serata. Il mio rapporto con la poesia è piuttosto debole, ma quando qualcosa mi solletica le corde emozionali, allora è evidente che anche il mio essere si adegua e quindi anche la voce. Ma, sinceramente, non pensavo di procurare un’emozione così sentita. Sono felice.

Bruno Mancini. Appena ho accennato alla possibilità di costruire questa intervista con domande provenienti da persone diverse c’è stato entusiasmo in redazione. Avrei voluto accontentare tutti, ma per ragioni di spazio, ecco cosa desiderano sapere da te il Direttore di questa testata Gaetano Di Meglio e la Direttrice Artistica di DILA Roberta Panizza
Don Backy:Bene, sono felice di suscitare ancora un così fresco interesse.”

Gaetano Di Meglio. Spesso le tv locali basano i loro palinsesti su film datati anni 60 e così ultimamente mi è capitato di guardare qualche scena del “Monaco di Monza” dove Lei e Celentano vi esibite in una canzone vestiti da monaci. A me che sono un “patuto” di Totò piacerebbe ascoltare qualche aneddoto delle vostre frequentazioni artistiche, e se ce sono, anche personali e/o prettamente umane.
Don Backy:è un ricordo che mi accompagnerà per la vita, anche se, sinceramente, frequentammo Totò solo per lo spazio di quella scena. Ovviamente tutta quanta quella storia ha inizio la notte precedente alla RCA, dove noi del CLAN eravamo per incidere la colonna sonora di un film appena girato ad Amalfi. Scrissi quella canzone “La carità” in meno di 2 ore per accontentare Sergio Corbucci, che, incontrati Adriano e me al bar della RCA, ci pregò di andare a girare una scena in quel film il mattino seguente. Fu così che la scrissi e la registrammo seduta stante alle 2 di notte. Il tutto è narrato nel 1° volume della serie “MEMORIE DI UN JUKE BOX”. Io ero ancora sulla rampa di lancio e Totò mi fece gli auguri per la carriera. Evidentemente mi ha portato fortuna perché quella canzoncina ancora oggi è molto conosciuta grazie al film.”

Gaetano Di Meglio. Con la politica come la mettiamo?
Don Backy:Sono già molti asini a parlare, non voglio aggiungermi al serraglio. E comunque sono un anarcoide da sempre libero e senza tessere. La mia politica la faccio con le mie canzoni, tipo “Diluvio universale” o “Verità”. Mi diverto e intanto gliele canto e gliele suono”.

Roberta Panizza. Da appassionati di poesia, mondo letterario che si occupa di far emergere ciò che nell’interiorità preme e vuole esprimersi, diamo la dovuta importanza alle emozioni e quindi la domanda che sorge spontanea è: cosa prova Don Backy quando canta?
Don Backy:Ci ho scritto su una canzone intitolata proprio “L’artista” ed è lì che ho descritto tutte le emozioni che ancora oggi avverto dopo 55 anni.”

Roberta Panizza. In una canzone quale peso hanno, messi a confronto tra di loro, la musica, il testo, l’arrangiamento e l’interpretazione canora secondo Don Backy?
Don Backy:Dipende da chi sono gli autori. Per uno che si scrive parole e musica, la voce potrà anche essere non curata (come la mia), ma sicuramente non avrà alcun termine di paragone anche con la più tecnica del mondo. Avrà sempre la meglio, perché l’autore avrà sicuramente vissuto sulla sua pelle quello che canta. comunque, per me la musica è sempre un pelo più sotto del testo. è quello che, se ben descritto, dà il tocco emozionale e ti fa vedere una scena. Una bella musica da sola arriva a una certa altezza, ma non arriva all’acme. Il “nessun dorma”, ha una musica meravigliosa da sola, ma quando entra il tenore  con “all’alba vincerò….” beh, non ce n’è per nessuno e tutto prende vita. Quindi, una bella musica può essere danneggiata da un brutto testo, ma la si esalta quando il testo è grande concettualmente (vedi Mogol Battisti).”

Bruno Mancini. In chiusura, mi piace sorridere per essere uscito indenne dall’incontro con un toscano, eterno ribelle e icona musicale di un mezzo secolo abbondante, uno, dal nome di battesimo Aldo Caponi, che non si è fatto mai prestare parole o azioni, né crude né indigeste, per difendere i propri principi e le ragioni sia della coerenza intellettuale e sia dell’incoerenza artistica. Don Backy cantante musicista lo conoscono in tutto il mondo giovani e anziani come me, Aldo Caponi pittore, scrittore, attore, talent scout, editore ecc. è la faccia semisegreta del MITO. Ci saluti con una carrellata su queste tue attività?
Don Backy: “In tutta sincerità questo mio polimorfismo è dovuto esclusivamente alla curiosità. Sono un incostante cronico e appena ho raggiunto un obbiettivo in quella particolare sfida, devo assolutamente cercarne altre. Non faccio il “mestiere”, ma soddisfo curiosità personali. Solo le canzoni sono ciò che ho scelto di fare da sempre e rinnovano in me il desiderio di riprovare a raccontare nuove emozioni. Le altre, i disegni, il cinema, la scrittura, il teatro, etc. non sono che curiosità soddisfatte, sfide affrontate e vinte. Non mi sono mai arreso senza affrontarle, avendo sempre come motto un vecchio detto: “gli antichi non sapevano che quella cosa era impossibile da farsi, pertanto…. la fecero!”. Avrei avuto rimpianti se non fossi andato ad affrontare quelle sfide in prima persona. Una volta scopertone il segreto, non c’era altro da cercare, mi aspettavano le canzoni.”

Bruno Mancini. Grazie, Don: ti aspettiamo ad Ischia!
Don Backy: “MAGARI… QUANDO??”

Bruno Mancini. Ciao, Don.

Don Backy Totò e Macario comp

Il Dispari 20160711 1 comp

DILA & PARTNER al MUSEO DEL MARE
Sabato 16 Luglio verrà inaugurata la nuova sede dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” negli ambienti del Museo Etnografico del Mare ubicato nello storico Palazzo dell’Orologio di Ischia Ponte.
Ciò, grazie all’accordo stipulato tra i presidenti del Museo, Rino Lauro, e di DILA, Bruno Mancini.
L’Associazione DILA si prefigge di organizzare nel Museo una corposa serie di eventi artistici e culturali che coprano tutto l’arco dell’anno realizzando il progetto annunciato da Bruno Mancini di volere operare affinché “Ischia possa diventare una località conosciuta e stimata in ambito internazionale ANCHE per le sue attività artistiche e culturali”.
A fare da cornice al taglio del nastro giungeranno dal Lazio la presidente dell’Associazione “Arte del Suonare”, Maria Luisa Neri, che illustrerà le linee guida ed il programma dei concerti che DILA & Partner effettueranno nel Museo, offrendone un’anticipazione mediante l’esibizione del celebre violinista Giulio Menichelli;  mentre dalla Romagna arriverà la ben nota soprano Paola Occhi accompagnata dai suoi musicisti tra i quali va citato il pianista, organista, fisarmonicista Roberto Villani.
Un numero sempre crescente di Associazioni, tra le quali la già citata “Arte del Suonare” di Maria Luisa Neri, “AICS IL Dragone” presieduta da Pasquale Di Costanzo, CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli Scampia” presieduta da Vincenzo Monfregola, si sta coagulando intorno al progetto che potrà contare sulla Direzione Artistica della vicepresidente DILA, Roberta Panizza, e sulla costante nonché determinante presenza dei numerosi Soci Fondatori di DILA, tra i quali il Direttore di questo giornale, Gaetano Di Meglio, si trova sempre in prima linea. Katia Massaro, Vincenzo Savarese, Mario Mirenghi, Ylenia Pilato, Pasquale “Dragon” Di Costanzo saranno, come sempre, i prestigiosi anfitrioni in rappresentanza di tutta la tribù DILA & PARTNER.
Residenti e turisti sono invitati. Ingresso gratuito.
Info e-mail: emmegiischia@gmail.com
Cell. 3935937717 (tutti i giorni dalle 14 alle 24)

Museo & DILA inaugurazione

Il Dispari 20160711 tutto ridim

LOGO DILA 4

Partecipazione antologie LENOIS

Il Dispari: una pagina per DILA

Il Dispari 2015 – 05 – 25

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DILA

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Il Dispari 2016-03-14

Il Dispari 2016-03-14

Il Dispari 20160314 comp
Editoriale.

Tutto al femminile!

L’editoriale di questa settimana è ridotto all’osso per dare spazio, come promesso, alla pubblicazione delle due opere classificate prime a pari merito nel premio di grafica “Otto milioni”. Antonella Ronzulli e Liga Lapinska ne sono le autrici. I loro due dipinti, che ora mi mostriamo in anteprima assoluta in bianco e nero, potrete ammirarli nella splendida colorazione originale sulle copertine dell’Antologia “Otto milioni 2016” che sarà pubblicata entro il prossimo mese di Agosto. Complimenti ad Antonella Ronzulli e Liga Lapinska che hanno ottenuto questo ulteriore meritato successo.

Non potendo, per ragioni di spazio, pubblicare tutti gli omaggi alla “Donna”che ci sono stati inviati in occasione della festa dell’8 Marzo, abbiamo inteso compendiarli attraverso l’articolo “Tre donne una sola poesia” che ci pare renda bene il senso delle varie tipicità nelle quali si manifestano positivamente le attività femminili.

La brava e costante Silvana Lazzarino ha trovato anche lei un modo per esaltare i pregi femminili e non ha mancato il colpo proponendo, in maniera soft, la deliziosa presentazione di un regista cinematografico piuttosto “scabroso” come lo è Tinto Brass, il quale, delle donne, ne ha spesso messo in primo piano la bellezza fisica con particolare attenzione verso il così detto lato B.

Restando sempre in tema femminile, questa pagina presenta un articolo proveniente dalla Sicilia tramite la penna del cantautore Enzo Salvia che ha “schizzato” per noi un personaggio di quelli che vorremmo ne fosse pieno il mondo. Perché lo vorremmo, potrete capirlo agevolmente leggendo la presentazione di Nicolina La Spina.
Alla prossima!
Bruno Mancini

Antonella Ronzulli premio di grafica Otto milioni compLiga Lapinska premio di grafica Otto milioni comp

Il Dispari 20160314 1 comp

Nicolina La Spina, la poetessa dei Nebrodi

In un antico paese dei Nebrodi, Alcara Lì Fusi (Me), nasce la poetessa Nicolina La Spina. Sposata e madre di un figlio, attualmente vive a Torrenova (Me), ove gestisce un accogliente bed and breakfast, denominato “Villa dei Principi”,  in cui all’abilità culinaria della poetessa-cuoca che riesce a soddisfare anche i palati più raffinati, si associa la delicatezza e l’intensità dei suoi versi poetici che inebriano l’anima.

La sua poesia, scritta soprattutto in vernacolo, ripercorre con grande nostalgia i tempi che furono, attraverso la disamina di  un passato che si reggeva su importanti valori morali che rendevano l’esistenza serena, colma di gioie e di grandi ricchezze interiori. Oggi, lamenta la poetessa, tutto è cambiato, perché non esiste più lo spirito di sacrificio di una volta. Al centro dei suoi ricordi poetici vi sono gli usi e i costumi siciliani del passato: il fidanzamento col suo rituale d’obbligo, basato sull’interessamento della vicina di casa, sull’accettazione da parte della fidanzata della scelta fatta per lei dai genitori; sull’importanza e sul significato della serenata ecc. Tutto ciò, scritto in satira burlesca, quasi a volere mettere in discussione le ataviche usanze del popolo siciliano che abitava nell’entroterra e, in particolar modo, del popolo di Alcara li Fusi, culla di bravi artisti, un paese sempre pronto ad accogliere i forestieri con gioiosa ospitalità.

Spesso Nicolina ricorda con grande nostalgia gli avvenimenti particolari della sua vita: da quando arrivò la corrente elettrica, a quando il padre istallò la prima bombola di liquigas per cucinare,  all’armonia che regnava nella casa dove viveva con la sua meravigliosa famiglia. “Quando erano tutti riuniti”, scrive la Sig.ra La Spina, “era uno spettacolo. I miei genitori, le due sorelle di mio padre, i miei nonni e le amiche del quartiere, venivano a farci compagnia e in quell’ occasione mio padre si esibiva con la chitarra e ci faceva ascoltare della buona musica. Che bello ripensare a tutto questo!

Nicolina La Spina ha partecipato a parecchi concorsi di poesia, conseguendo numerosi attestati e riconoscimenti, ha frequentato un corso per la conoscenza e la divulgazione della lingua siciliana; ha conseguito il diploma di animatrice di comunità.

Tra le sue opere più importanti, in vernacolo, ricordiamo: “Me nanna e la so fidi”(“Mia nonna e la sua fede”); “Adamo ed Eva e l’amuri” (“Adamo ed Eva e l’amore”); “ Disiata” (“Desiderata” Elegia del padre alla neonata figlia).

Sicuramente con l’imminente gemellaggio che avverrà tra Ischia e Torrenova, le opere della poetessa Nicolina La Spina, potranno costituire il libro dei ricordi della terra di Sicilia e le sue poesie ne saranno le pagine più belle ed espressive.

Enzo Salvia

19 Poetessa Nicolina Spina proprietaria del BB “Villa dei principi” Torrenova (ME).

Bruno Il dispari

Angela Maria Tiberi – Silvana Arbia – Roberta Panizza

Tre donne: una sola poesia.

Angela Maria Tiberi, vincitrice della quarta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”, ha voluto dedicare una poesia a Roberta Panizza Direttrice Artistica di DILA (Associazione culturale “Da Ischia L’Arte”) che volentieri pubblichiamo accompagnandola con uno degli innumerevoli attestati di stima artistica e personale dei quali Angela Maria Tiberi può vantarsi a buona ragione.

La testimonianza di apprezzamento umano e artistico verso Angela Maria Tiberi, l’ha scritto Silvana Arbia che è personaggio di primissimo piano nella lotta alla criminalità nazionale ed internazionale se solo si consideri che ha ricoperto dapprima il ruolo di Magistrato della Corte Suprema di Cassazione italiana, poi è stata nominata alla massima carica di Registrar (ovvero Capo del principale organo amministrativo della Corte Penale Internazionale dell’Aia), ed ora, dal 2013, è rientrata nel ruolo di Magistrato presso la Corte d’Appello di Milano.

Vincitrice del premio Levi 2012, insignita nel 2013 dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Nazionale della Legion d’Honneur dal Presidente della Repubblica Francese, premio per la Pace 2013 del Soroptimist International of Europe, Silvana Arbia ha scritto di Angela Maria Tiberi:

Ammirando il suo coraggio, la sua forza e la sua incrollabile fiducia nell’essere umano.

Ringraziandola per l’instancabile impegno per i più deboli e per l’inesauribile produzione di opere che denotano la sua grande generosità nel condividere con molti la sua cultura e il suo pensiero.

Nel mio lungo percorso all’interno della giustizia nazionale ed internazionale ho incontrato raramente donne come Angela, capace non solo di fare, ma anche di comunicare il bene.

Con l’augurio che la sua opera possa fruttificare sempre ed ovunque.

A ROBERTA PANIZZA

Ardore e calore poetico emani,
nel dirigere l’arte DILA,
con destrezza da Val di Sole
fino a raggiungere l’amata Ischia.
Ischia è il cuore della lirica chioma
che ricorda la Grande Guerra,
quando sui monti del Trentino si versarono
in quegli anni sangue di giovani vittime
costrette a sacrificarsi tra le nevi delle vette
per donare pace e serenità alla nostra amata Europa.
La guerra maledetta continua a seminare morti
senza mai fermarsi sul martoriato pianeta.
I versi escono dall’intimo umano per ricordare
quei giorni funesti senza più lacrime…

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20160314 tutto ridim

TINTO BRASS: UNO SGUARDO LIBERO

Stefania Sandrelli. Claudia Koll, Debora Caprioglio e Serena Grandi per la loro bellezza procace, ma mai volgare sono diventate delle vere e proprie sex simbol negli anni Ottanta, in particolare grazie ad un regista che di loro ha saputo esaltare curve mozzafiato, ma allo stesso tempo sensualità e fascino, Giovanni Brass, in arte Tinto Brass. Attraverso giochi di sguardi, movenze, portamenti Tinto Brass ha costruito un immaginario di donna seducente e passionale descritto in film come La Chiave, Così fan tutte, Miranda che sono entrati a far parte di un genere, quello erotico, cui lui ha saputo dare un valore aggiunto lasciando parlare la bellezza di corpi sensuali e ad un tempo appassionati e misteriosi.

A Roma al Complesso del Vittoriano negli spazi del Salone centrale è in corso la prima grande esposizione dedicata a questo maestro del film erotico, ma anche sperimentatore impegnato nel teatro e nel montaggio. Curata da Caterina Varzi e realizzata da Comunicare Organizzando, la mostra TINTO BRASS: UNO SGUARDO LIBERO con il patrocinio di Roma Capitale e la collaborazione di Istituto Luce-Cinecittà, Rai Teche e Acea, presenta un percorso in cui viene dato spazio ad un’immagine di Tinto Brass non solo legata al genere erotico da lui affrontato con leggerezza e talora ironia a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, ma anche al suo aver saputo attraversare altri contesti passando dalla commedia al western, dal giallo al noir. A sottolineare  questo suo viaggio nella vita nei pensieri di uomini e donne a cogliere e svelare le loro ossessioni, paure, entusiasmi, malinconie, tra tradimenti, bugie, passioni, vita sociale, sono le foto di scena dove ad esempio è ritratto con Alberto Sordi, Roberto Rossellini, le sceneggiature, i copioni originali, i dialoghi e gli articoli di quegli anni apparsi sui giornali. E ancora lettere indirizzate a registi come Mario Soldati, Goffredo Parise e Terry Carter, oggetti di scena, documenti inediti, manifesti e costumi. Nel genere erotico Tinto Brass esplora le infinite possibilità della seduzione: attraverso il guardare sono messe in gioco le emozioni prodotte dallo sguardo dove entrano in azione gli altri sensi a creare attesa e desiderio.

Il pensiero del regista che si riassume nella frase “La vita è semplice ma complicata dalla paura che le persone hanno della libertà” viene ripercorso attraverso questa mostra dove si possono vedere anche alcuni estratti di “Istintobrass”, documentario realizzato nel 2013 dal regista Massimiliano Zanin e presentato in selezione ufficiale alla 70° Mostra del Cinema di Venezia. Il film racconta la figura e la carriera di Tinto Brass attraverso un’inedita intervista al regista, le parole dei premi Oscar Helen Mirren e Ken Adam e di personaggi del cinema e della critica italiani quali Gigi Proietti, Franco Nero, Adriana Asti, Marco Muller, Marco Giusti, Gianni Canova.

Ad Ischia Tinto Brass si è recato anche nel 2014 in occasione di un Congresso su benessere e piacere a Forio cui hanno preso parte medici specialisti, un teologo e un filosofo.

Silvana Lazzarino

TINTO BRASS: UNO SGUARDO LIBERO

Roma Complesso del Vittoriano, Salone centrale

Via San Pietro in Carcere

fino al 23 marzo 2016

Ingresso libero

mostra su Tinto Brass

mostra su Tinto Brass

 

Il Dispari 2016-03-14

Bruno Il dispari

Il Dispari 20160307 comp (1)

Editoriale

Lo scorso 28 Febbraio sono scaduti i termini per la presentazione delle poesie, delle opere grafiche e delle musiche da selezionare per l’assegnazione dei premiOtto milioni.
La commissione preposta alla designazione delle opere finaliste ha scelto 30 poesie, 2 opere grafiche e 1 canzone.

Possiamo, quindi già comunicare che Girotondo di Emozioni” parole e musica di Guido Arborelli è l’INNO della quinta edizione del premio internazionale di Poesia “Otto milioni”.
Questa testata avrà il privilegio di proporvi la canzone “Girotondo di Emozioni” in anteprima assoluta e nella versione originale. Potrete ascoltarla a partire dalle ore 18 di oggi collegandovi al link http://www.ildispari24.it/it/girotondo-di-emozioni/

In quanto al premio per la migliore opera grafica, la commissione ha deciso, operando in conformità del brocardo latino che recita ex aequo et bono, in quantum aequius melius, di considerare vincitrici a pari merito due opere a firma di Antonella Ronzulli e di Liga Lapinska. Se avrete la bontà di continuare a seguire le nostre iniziative culturali, potrete apprezzare le qualità delle due opere grafiche nella pubblicazione, comunque in esclusiva e certamente in anteprima, che vi proporremo lunedì prossimo.

A questo punto, tutta la scena deve andare alle 30 poesie designate finaliste del premio di poesia “Otto Milioni”, giunto ormai alla quinta edizione.
Le 30 poesie finaliste sono:

  • “Katia Massaro” di Angela Maria Tiberi; “Il bacio” di Silvana Lazzarino; “Tutto tace” di “Franco Maccioni; “Mezzanotte di Solidea Basso; “Cuori che si raccontano” di Antonio Fiore; “Fatica” di Ester Margherita Barbato; “Quasi l’alba.” di Massimo Rozzi; “Se io fossi la strada” di Liga Lapinska; “Le montagne raggiunte” di Janis Lapinskis; “L ‘idillio” di Vera Roke; “Ricordando l’estate soleggiata” di Anna Gura; “L’estate, la terra del fuoco” di Marta Zemgune; “Ho il mio proprio calendario” di Natalya Kalinovskaya; “La prigioniera dell’amore” di Eva Strazdina; “Notte a Ischia” di Pasquale Di Costanzo; “Oltre la libertà “ di Antonella Ronzulli; “Mondi di fuori “ di Annamaria Vezio; “A Mia madre” di Tina Bruno; “Bruce Lee profeta delle arti marziali” di Elisa Ruthenberg; “Poesia sulla malattia” di Giorgio Piacquadio; “Pensiero alla nonna” di Paola Occhi; “Gennaio 1976” di Mario Di Nicola; “Continuo in te” di Liga Lapinska; “Fammi la primavera” di Ester Margherita Barbato; “Sotto il pergolato” di Luciano” di Manfredi; “Davanti al fuoco” di Giuseppe Capoluongo; “Il peso della razionalità” di Ester Margherita Barbato; “Luna nuova “ di Luca Cipolla; “Una nota sola” di Ester Margherita Barbato; “Isole mai abbandonate” di Liga Lapinska.

Tutti i testi delle poesie finaliste li potrete trovare subito al link https://www.emmegiischia.com/wordpress/autori-finalisti-premio-otto-milioni-2016/
dove potrete votarli cliccando il “mi piace” presente nelle singole pagine.
Nelle prossime edizioni di questa rubrica, che vi ricordo ha cadenza settimanale (ogni lunedì), troverete pubblicate, in ordine sparso, tutte le poesie che potrete votare compilando i coupon allegati.” La graduatoria finale, infatti, sarà composta dalla somma dei punti ottenuti in quattro differenti classifiche le quali, oltre alle due suddette, saranno espresse successivamente tramite coupon inseriti nelle antologia “Otto milioni 2016” e, infine, da una Giuria tecnica appositamente nominata e presieduta da Roberta Panizza che ricopre il ruolo di Vice Presidente e Direttrice Artistica di DILA.

Poiché molti autori sono residenti in zone non coperte dalla distribuzione della nostra testata (e tanti autori vivono addirittura all’estero), abbiamo inteso mettere a loro disposizione un contatto di prenotazione valido anche per singole copie. Telefonando al numero 081984763, chiedendo della Signora IMMA, facendo il mio nome e indicando il giorno di pubblicazione, gli autori potranno ricevere a domicilio il numero di copie che vorranno pagando solo il costo dei giornali maggiorato di 3 euro per il servizio di spedizione.

Silvana Lazzarino chiude la rubrica odierna facendoci rivivere la visita che ha effettuata alla bella mostra romana dei maestri pittorici dell’arte italiana del Novecento… alla quale, lo dico con un pizzico di rammarico, avremmo certamente avuto piacere di recarci in molti!
Buona lettura!
Bruno Mancini

Il Dispari 20160307 comp (2)

Presentazione del brano GIROTONDO DI EMOZIONI

Intervista al DUO Arbonelli – Benedetti

GIROTONDO DI EMOZIONI è il brano designato come INNO della quinta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”.
Il testo e la musica sono di Guido Arbonelli.
Anche l’improvvisazione al clarinetto è dello stesso Arbonelli, che svolge attività didattica al Conservatorio in Adria (RO) e concerti come clarinettista.
La voce è della Prof.ssa Natalia Benedetti, vocalist solo per questa occasione perché anch’ella svolge attività di clarinettista e docente.
Il DUO Arbonelli – Benedetti ha svolto attività concertistica a Ischia fin dagli anni ’80, invitati spesso dal compianto M° Vincenzo Sena.
Inoltre hanno svolto spesso attività di docenza in masterclasses nei vari comuni dell’isola.
Di conseguenza, l’isola, con il suo sole e calore, mare e amore (come recita il testo della canzone) è da sempre rimasto nel cuore del DUO.
Per non parlare dei numerosi amici ischitani e napoletani che negli anni, hanno accompagnato le loro performances.

Bruno Mancini: “Come è nata l’dea della canzone Girotondo di emozioni che è stata scelta come inno della quinta edizione del premio internazionale di poesia Otto Milioni?”
Guido Arbonelli: “L’idea della canzone nasce quando, in internet, Natalia Benedetti ed io abbiamo viene visionato il Concorso letterario che ci ha attratto per la peculiarità di non essere solo un concorso ma di estrinsecarsi in una interessante serie di attività culturali.”

Bruno Mancini: “Quali sono i temi musicali con i quali avete costruito la canzone?”
Guido Arbonelli: “Nella canzone non poteva mancare un’introduzione “calma e nostalgicamente felice” con un’improvvisazione del clarinetto.
Poi lo strumento accompagna la voce, sempre ritmicamente melodica nei suoi temi che richiamano tutte le sensazioni che Ischia dona al visitatore.
Nella parte centrale si decide per un breve RAP (solo parlato) al fine di dare più incisività alla ritmica della canzone per poi mescolare il tutto con lo strumento che svisa in modo jazzistico e la voce che regala un… GIROTONDO DI EMOZIONI realmente vissute.”

Bruno Mancini: “Ringraziandovi per questo stupendo omaggio alla nostra isola d’Ischia e per la stima che avete riservato ai nostri progetti culturali, vi rinnoviamo i complimenti da parte di tutti i componenti dello staff DILA e contiamo di avervi quanto prima in concerto qui da noi.”
Guido Arbonelli: “Grazie a voi per il prestigioso riconoscimenti e… contateci, saremo presto di nuovo a Ischia”.

  • GIROTONDO DI EMOZIONI
    IL NOSTRO SIMBOLO D’AMORE
    E’ UN VERDE CUORE
    ISCHIA E’ UNA POESIA
    AMALA CON NOI
    SE TU VUOI LEGGER LA SUA STORIA
    TI SORPRENDERAI
    UN GIROTONDO DI EMOZIONI
    VIVILE CON NOI
    GREEN HEART GREEN HEART MARE, SOLE, AMORE
    GREEN HEART GREEN HEART SIAMO QUI PER TE
    GREEN HEART GREEN HEART MARE, SOLE, AMORE
    GREEN HEART GREEN HEART VIVILE CON NOI
    IMPROVVISAZIONE STRUMENTO
    GREEN HEART GREEN HEART VITA, LUCE, CUORE
    GREEN HEART GREEN HEART SIAMO QUI PER TE
    GREEN HEART GREEN HEART VITA, LUCE, CUORE
    GREEN HEART GREEN HEART ISCHIA E’ QUI PER TE
    Rap
    QUESTO CUORE VERDE BATTE PIU’ CE MAI,
    ALZA LE TUE MANI CANTA INSIEME A NOI,
    NOI SIAM FELICI PERCHE’ SIAMO AMICI,
    PRENDI LE EMOZIONI E VIVILE CON NOI,
    GREEN HEART GREEN HEART MARE, SOLE, AMORE
    GREEN HEART GREEN HEART SIAMO QUI PER TE
    GREEN HEART GREEN HEART MARE, SOLE, AMORE
    GREEN HEART GREEN HEART ISCHIA E’ QUI PER TEEEEE

Il Dispari 20160307 tutto ridim

AFFINITÀ ELETTIVE

DA DE CHIRICO A BURRI

COLLEZIONI MAGNANI ROCCA & GALLERIA D’ARTE MODERNA

I momenti più significativi delle trasformazioni stilistico espressive dell’arte italiana del Novecento passando dal movimento della Metafisica all’Informale trovano un percorso interessante nella mostra in corso a Roma presso la Galleria di Arte Moderna di Via Crispi. La mostra, AFFINITÀ ELETTIVE da De Chirico a Burri con opere della Galleria d’Arte Moderna e della Fondazione Magnani Rocca, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, offre (fino al 13 Marzo pv) ai visitatori una selezione di circa quaranta opere della prestigiosa collezione parmense in dialogo con le opere della Galleria d’Arte Moderna, nello spirito di reciprocità tra le due istituzioni, impegnate nella valorizzazione del patrimonio artistico del Novecento italiano. Sulla base di pure consonanze e suggestioni formali, di temi ed ambiti figurativi, si sono voluti accostare alcuni capolavori della collezione parmense a quelli della collezione capitolina riferendosi in particolare al periodo che dagli anni Venti arriva agli anni Sessanta cercando di guardare a quelle affinità elettive degli artisti per creare nuovi dialoghi tra gli stessi presenti nelle due raccolte in rapporto alle loro identità e al periodo in cui si sono formati.

Un dialogo che ha permesso un approfondimento diverso, stimolante, sul panorama culturale che dalla prima metà del Novecento arriva fino alle ricerche informali di Alberto Burri.

Straordinaria l’affinità elettiva tra le opere della collezione Magnani e quelle della collezione capitolina messa in luce da questo percorso dove, oltre al capolavoro del padre della Metafisica Giorgio de Chirico L’enigma della partenza (1914) che è una delle gemme della collezione Magnani, sono collocate alcune opere della collezione capitolina che dalla stessa corrente metafisica traggono spunto e richiami formali. Al nucleo parmense delle nature morte di Giorgio Morandi (con le serie Natura morta) e di Filippo De Pisis (W Mozart e Interno dello studio) viene giustapposto un vario panorama di opere della raccolta romana che negli stessi anni testimonia la ricerca formale svolta sul tema dell’oggetto sul piano, da parte di molti artisti italiani. I rimandi sono molteplici e riferiti a diversi artisti di rilievo: da Marino Marini a Giacomo Manzù, da Ettore Colla a Leoncillo, da Mafai a Scialoja, da Gino Severini ad Alberto Savinio, solo per citare alcuni autori delle circa cento opere presenti in mostra. Così accanto a Bambina sulla sedia di Manzù, Taglio rosso di Leoncillo e Composizione di Severini, sono Rovine di Varsavia di Turcato e Autunno di Savinio.

Chiude il percorso una sezione con acqueforti di Giorgio Morandi caratterizzate da raffinatezza e perizia tecnica nell’esecuzione. A Morandi nell’estate del 1996 Ischia aveva dedicato una mostra davvero suggestiva e di grande richiamo negli spazi del Castello Aragonese.

Silvana Lazzarino

De Chirico mostra Affinità elettive

Bruno Il dispari

Il Dispari 2016-02-29

Il Dispari 20160229 comp

Editoriale

La diffusione nazionale di questa pagina, insieme alla sua impostazione di grande apertura verso l’accoglienza di nuove penne, nuovi pennelli, nuove note, e, in sostanza, verso la frontiera dell’Arte lasciata aperta a 360°, sta creando una serie di attese da parte di tanti scrittori che ambiscono a cimentarsi anche nel campo giornalistico. Oggi, diamo l’annuncio che a breve apriremo una finestra sul mondo culturale siciliano grazie alla collaborazione con Francesca Luzzio. Chi è Francesca Luzzio lo potrete leggere nella scheda che pubblichiamo qui di seguito.

Intanto, prosegue senza soste il girovagare per tutta la penisola della nostra inviata speciale Silvana Lazzarino. A lei va il merito di aggiornarci continuamente con ottime recensioni, di mostre e di eventi culturali, le quali, pur non potendo essere proposte tutte in questa pagina per ovvi motivi di spazio, vi invitiamo a cercare nell’edizione on-line http://www.ildispari24.it/, convinti che ne apprezzerete la competenza e l’eleganza lessicale. Come suo articolo di questa settimana abbiamo scelto quello che registra i concerti del duo “Meravigliosamente Retrò” perché è ormai certo l’inserimento di una tappa ischitana durante la loro prossima tournée primaverile/estiva.

Con molto piacere diamo l’annuncio dell’accordo di collaborazione definito con  l’Ass. “CentroInsieme Onlus” per due motivi principali. Il primo dei quali riguarda la soddisfazione per aver posto una nuova pietra di quel progetto, forse utopico ma forse indispensabile a salvare l’arte del “popolo” dal lento declino cui sta andando incontro,  consistente nell’accorpamento di quante più realtà associative possibili in impegni comuni verso la realizzazione dei singoli progetti. Il secondo motivo di compiacimento è la rilevanza di estrema difficoltà ambientale, bene evidenziata nel titolo dell’evento “Progetto Vela: Rendere Consapevoli Scampia”, in cui si va a cercare di interloquire con proposte non speculative, né di ordine pratico, ma di natura ideologica e culturale.

Da parte mia, m’inserisco in questo contesto con una “poesia-non poesia” che ritengo espressione di un disagio generale molto più generico e più esteso di quanto appaia comunemente.
Buona lettura!
Bruno Mancini

Magari fosse solo una poesia!
Per la serie Esopo news.
La ballata dei camorristi

Se un giorno vai in giro per le tue strade a fotografare ciò che ti piace e un tizio, che non è neppure italiano, t’insegue per intimarti di NON scattare foto in quel luogo pubblico, questa, per qualcuno è insopportabile intimidazione.

Se un giorno vai in giro per le tue strade a fotografare ciò che ti piace e un tizio, che non è neppure italiano, t’insegue per intimarti di NON scattare foto in quel luogo pubblico ove lui sta lavorando, questa, per qualcuno è insopportabile intimidazione.

Se un giorno vai in giro per le tue strade a fotografare ciò che ti piace e un tizio, che non è neppure italiano, t’insegue per intimarti di NON scattare foto in quel luogo pubblico ve lui sta lavorando come operaio edile, questa, per qualcuno è insopportabile intimidazione.

Se un giorno vai in giro per le tue strade a fotografare ciò che ti piace e un tizio, che non è neppure italiano, t’insegue per intimarti di NON scattare foto in quel luogo pubblico ove lui sta lavorando come operaio edile nel cantiere pubblico, questa, per qualcuno è insopportabile intimidazione.

Se un giorno vai in giro per le tue strade a fotografare ciò che ti piace e un tizio, che non è neppure italiano, t’insegue per intimarti di NON scattare foto in quel luogo pubblico ove lui sta lavorando come operaio edile nel cantiere pubblico stradale, questa, per qualcuno è insopportabile intimidazione.

Se un giorno vai in giro per le tue strade a fotografare ciò che ti piace e un tizio, che non è neppure italiano, t’insegue per intimarti di NON scattare foto in quel luogo pubblico ove lui sta lavorando come operaio edile nel cantiere pubblico stradale a supporto di un mini escavatore tipo “Bobcat, questa, per qualcuno è insopportabile intimidazione.

Se un giorno vai in giro per le tue strade a fotografare ciò che ti piace e un tizio, che non è neppure italiano, t’insegue per intimarti di NON scattare foto in quel luogo pubblico ove lui sta lavorando, senza nemmeno il casco protettivo, come operaio edile nel cantiere pubblico stradale a supporto di un mini escavatore tipo “Bobcat, questa, per qualcuno è insopportabile intimidazione.

Se poi, al tuo invito di chiamare la “Polizia” per chiarire il tuo diritto a fotografare quel luogo pubblico, arriva in soccorso del tizio (che non è neppure italiano e ti ha inseguito per intimarti di non scattare foto in quel luogo pubblico ove lui sta lavorando, senza nemmeno il casco protettivo, come operaio edile nel cantiere pubblico stradale a supporto di un mini escavatore tipo “Bobcat” un secondo “manovale”, italiano forse napoletano, anche lui attivo senza nemmeno il casco protettivo nel cantiere pubblico stradale a supporto di un mini escavatore tipo “Bobcat”, e ti sputa sul muso un “Me ne fotto della Polizia, qua decido io che non si possono scattare fotografie”, questa, per qualcuno è CAMORRA.

Magari fosse solo una poesia!

Bruno Mancini

Il Dispari 20160229 1 comp

Francesca Luzzio nuova “penna” di questa pagina.

Francesca Luzzio è nata a Montemaggiore Belsito e vive a Palermo.

Poetessa, scrittrice e critico letterario, ha insegnato Italiano e Latino nei licei.

Socia dell’Acc. internaz. Il Convivio, dell’Acc. siciliana di Cultura umanistica, della Soc. Dante Alighieri, è componente del Comitato scientifico del Parco letterario G. G. Battaglia di Aliminusa, del Consiglio direttivo dell’Ottagono letterario e di alcune giurie di premi letterari (Tracce per la meta, Il Convivio, Mignosi).

Come critico letterario collabora con apprezzate riviste quali “Le Muse” “Il Convivio” “ Il Bandolo” “Vernice” “Soaltà” “Il Salotto degli autori”. Ha partecipato alla stesura degli studi “Poesia italiana del Novecento “ e “Narrativa italiana del Novecento”, pubblicati dalla rivista didattica “Allegoria”, diretta da R. Luperini.

Si sono interessati della sua produzione letteraria, esprimendo apprezzamenti: Dante Maffia, Lucio Zinna, Franca Alaimo, Giorgio Barberi Squarotti, Enza Conti, Gregorio Napoli, S. Gross-Pietro, Giannino Balbis, Giovanni Rescigno, Stefano Lanuzza, Alessia Mocci, Ester Monachino, G.Ruggero Manzoni, Roberto Pazzi ed altri.

Sue opere sono inserite in vaie pubblicazioni tra le quali: “Atlante letterario italiano” “Borruto, Storia della letteratura italiana” “Ant. Internazionale, Agar” “Romanzo della letteratura siciliana” “Dizionario biobibliografico degli autori siciliani tra Ottocento e Novecento” “Contributi per la Storia della letteratura italiana”, e in numerose antologie.

Ha pubblicato la raccolta di racconti e poesie “Liceali – L’insegnante va a scuola”, il profilo saggistico “La funzione del poeta nella letteratura del Novecento ed oltre”, e  le sillogi di poesie “Cielo grigio” “Ripercussioni esistenziali” “Poesie come dialoghi”.

Ha curato con Marcello Scurria “Poetare e raccontare – Laboratorio di scrittura creativa”.

Ha partecipato a numerosi concorsi ricevendo premi e riconoscimenti.

Francesca Luzzio comp

Il Dispari 20160229 tutto ridm

PAOLA OCCHI E SANTINA AMICI
A Roma MERAVIGLIOSE COME SEMPRE 

Armonie di note e canto tra i ritmi legati all’operetta e all’opera e alle sfumature della classica hanno riempito di nuova emozione il cuore di Roma. Lo scorso 20 e 21 Febbraio, nel centro di Roma presso i suggestivi spazi relegati alla musica quali La Stanza della Musica in Via dei Greci e la Chiesa dei Santi Nomi di Gesù e Maria, si è assistito ai due concerti del Duo “Meravigliosamente Retrò” formato dalla soprano Paola Occhi e dalla pianista Santina Amici che hanno incantato il pubblico romano e non solo

A questi appuntamenti ha trionfato la musica tra profano e scaro. Musica che nei diversi ritmi e movimenti ha toccato le emozioni della vita tra passato e presente raccontando di inganni e passioni, gelosie e abbandoni, sottolineando il coraggio, la speranza e la fede. Emozioni che sembrava di respirare lungo i ritmi tra gli acuti e le sfumature vocali di Paola Occhi e la padronanza tecnica e raffinatezza interpretativa di Santina Amici al pianoforte. Raffinatezza ed eleganza, forza espressiva e descrittiva hanno come sempre accompagnato le loro interpretazioni tra arie di opera e operetta e brani di musica classica. “Ho vissuto una grande emozione anche grazie al pubblico che alla fine ha mostrato di aver apprezzato molto la nostra interpretazione tanto da riservarci un applauso lungo cinque minuti…” Queste le parole di Paola Occhi soddisfatta della sua esibizione romana, ma soprattutto felice di aver trovato nella Capitale un pubblico attento e interessato. A conferma di questo anche il fatto che le sue introduzioni ai brani di classica, con brevi cenni sulla storia del testo compresi eventuali aneddoti, sono risultate preziose per un ascolto più partecipe. Le due artiste saranno presto nuovamente ad Ischia, isola che è entrata nei loro cuori e dove lo scorso anno hanno riscosso successo e trovato una calorosa accoglienza.
Silvana Lazzarino

Paola-e-Santina-Concerto comp

Accordo di collaborazione

Il quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, l’Ass. culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” presieduta da Bruno Mancini, il Circolo sportivo culturale “Il Dragone” presieduto dal maestro Pasquale -Dragon- Di Costanzo, e l’Ass. “CentroInsieme Onlus – Progetto Vela: Rendere Consapevoli Scampia” presieduta da Vincenzo Monfregola, con la collaborazione dello scrittore Ivan Caldarese hanno concordato di avviare una costante cooperazione tesa a perseguire lo scopo di promuovere l’Arte in generale, e la Poesia in particolare. Come primo progetto comune si è stabilita la collaborazione-partnership per il concorso nazionale di Poesia “Una poesia per il futuro” ideato ed organizzato dall’Ass. “CentroInsieme Onlus”. Firmato: Gaetano Di Meglio, Bruno Mancini, Pasquale Di Costanzo, Vincenzo Monfregola, Ivan Caldarese. Info: emmegiischia@gmail.com

centroinsiemeonlus@gmail.com

Tel. 3935937717 – 3927875298

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Il Dispari 2016-02-22

Il Dispari 2016-02-22
Editoriale

In età scolastica, tra le due materie meno importanti del corso degli studi umanistici, preferivo la geografia alla storia.
In effetti c’era una ragione che ho compreso meglio nel corso degli anni.
La geografia mi offriva nozioni e notizie ben più pratiche e di gran lunga meno contestabili di quanto non mi accadesse di leggere nei libri si storia.
Ossia, per quanto riguarda la concretezza delle informazioni, dover imparare che la rivoluzione francese avesse avuto inizio esattamente in un determinato giorno di uno specifico mese di un preciso anno, mi sembrava molto meno utile dell’apprendere in quale continente esistesse il monte più alto della terra. Relativamente alla contestabilità dei dati da studiare nelle due materie, già allora avevo la precisa sensazione che le vicende storiche fossero insegnate secondo la “moda” (per non dire la politica) del momento, mentre la circonferenza della terra poteva essere falsata solo da misurazioni oggettivamente inadeguate.
Tra una mistificazione storica e un errore geografico strumentale, propendevo per l’approfondimento delle nozioni relative a quello tra i due insegnamenti meno deliberatamente inquinato.

Questa premessa è dovuta alla circostanza che ieri, leggendo il volume “Osare e morire per l’Italia e per Mazzini. Giovanni Pianori detto il Brisighellino (Carta Bianca Editore) scritto da Enzio Strada, ho avuta la conferma di come le vicende storiche siano state falsate, minimizzate oppure amplificate, secondo, appunto, le “mode” predominanti nei diversi periodi-
In poche parole, sono rimasto molto colpito dalla mia ignoranza di fatti e di misfatti avvenuti nell’Italia delle lotte risorgimentali.
Venire a conoscenza che le gesta rinomate di Eroi oggi pluri censiti ed incensati fossero state anticipate da azioni, ad esse similari, compiute da Personaggi ancora oggi semisconosciuti e privi di pubblici apprezzamenti; e che nazioni di acclarata fama legalitaria, una delle quali finanche nata dal famosissimo “libertè egalitè fraternità” fossero state risucchiate nell’imbuto del depistaggio e della menzogna e delle peggiori infamie che possano essere riservate agli imputati di qualsiasi reato, questo, sì, mi ha convinto a consigliarvene la lettura.
Non starò qui a tediarvi illustrandovi tutte le speciali qualità del libro soltanto perché… ne sono troppe!

Le interviste possibili: Enzio Strada.

Laureato in lingue presso l’Università di Bologna e laureato in scienze umane presso l’Università di Parma, Enzio Strada è stato
docente e poi preside di scuole statali a Bologna e provincia.
È Socio Fondatore dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Domanda: Quali sono le tesi che proponi nel tuo libro “Osare e morire” per l’Italia e per Mazzini?

Enzio Strada: Giovanni Pianori detto il Brisighellino è stato vittima di un “maledetto imbroglio” i cui maggiori responsabili sono stati il Governo Francese di Napoleone III e il Governo Pontificio di Pio IX e del suo Segretario di Stato, il Cardinale Antonelli.
Essi hanno sulla coscienza la rovina di ben otto fratelli PIANORI perseguitati a morte per il loro impegno a favore di un’Italia Libera, Unita, Indipendente e Repubblicana. Giovanni fu ghigliottinato a Parigi il 14 maggio 1855, Senesio ed Alessio sono finiti alla Caienna, Pompeo fu costretto all’esilio, Olinto, Giuseppe, Attilio, Ireneo parimenti rovinati.
Il dossier “Pianori” rintracciato presso l’Archivio Segreto Vaticano è stato risolutivo per la ricostruzione di questa incredibile vicenda conosciuta in Francia, in Gran Bretagna, negli Stati Uniti, perfino in Australia e NON DA NOI: in Italia.

Domanda: Chi era Giovanni Pianori e cosa ha fatto per l’Italia?

Enzio Strada: Egli nel 1848 partecipò alla Prima Guerra di Indipendenza, nel 1849, combatté con Garibaldi in difesa della Repubblica Romana distrutta dalle armate francesi di Napoleone III.
Fervente repubblicano mazziniano, sabato 28 aprile 1855, alla vigilia dell’inaugurazione dell’EXPO di Parigi, il Brisighellino sparò due colpi di pistola (andati a vuoto) contro Napoleone III che, a cavallo, percorreva i Campi Elisi.
Pianori si era fatto strumento di un piano ideato a Londra proprio da Mazzini secondo cui la scomparsa dell’Imperatore sarebbe stata la scintilla di un moto da cui sarebbe scaturita la nostra Unità Nazionale.
Immediatamente arrestato, Giovanni motivò politicamente il suo gesto : Napoleone aveva distrutto la Repubblica Romana e rovinato l’Italia. Lunedì 7 maggio, Pianori subì un processo sommario e fu condannato alla pena dei “parricidi”: morte mediante ghigliottina. Le Autorità di Governo gli promisero salva la vita se avesse fatto il nome dei complici.
Pianori non tradì nessuno; si limitò a dire: “Saprò morire”.
Quando all’alba di lunedì 14 maggio 1855 fu in cima al patibolo, gridò forte “Viva la Repubblica, Viva l’Italia”.
Il gesto di Pianori ebbe enorme ripercussione in tutta Europa (e non solo) per le sue conseguenze; Napoleone III rinunciò al suo viaggio in Crimea, rinviò l’inaugurazione dell’EXPO, attuò una politica finalmente più favorevole all’Unità d’Italia.
Mazzini rese, da subito, omaggio alla memoria di Pianori con parole che egli non aveva mai usato per nessuno: il Brisighellino era stato capace di osare e morire” ed aveva reso un “servigio alla Patria”.

Altre pubblicazioni di Enzio Strada
“La Cultura del Sale: il Sale nella Storia, nella Lingua, nella Economia”.
“Mino Gessi; L’Idea e la Forza (Sovversivi, fascisti e spie durante il Ventennio in Romagna e in Francia.”
“Villa Inferno: un po’ della sua storia, un po’ della sua gente”
“Montaletto: un po’ della sua storia ed un po’ della sua gente”
“Cervia: spigolature, curiosità, inediti”.

Bruno Mancini

Giovanni Pianori

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Già oltre 100.000 visitatori per De Chirico a Palazzo dei Diamanti a Ferrara

Grande affluenza alla mostra di Palazzo dei Diamanti
A tre mesi dall’apertura la rassegna De Chirico a Ferrara ha raggiunto la cifra record di 100.000 visitatori, dimostrando così di suscitare un grande interesse e di essere tra gli eventi espositivi italiani più visitati.

DE CHIRICO E LA NUOVA VISIONE METAFISICA IN MOSTRA A FERRARA

A dare una svolta allo stile di De Chirico sono l’atmosfera e il suggestivo paesaggio della città di Ferrara dove l’artista soggiorna per tre anni in seguito allo scoppio della Prima Guerra mondiale, e dove presta servizio militare insieme al fratello Alberto Savinio. Innanzi alla bellezza e ai miti rinascimentali della città emiliana, Giorgio De Chirico, travolto da un’ondata di emozioni inizia a dipingere in modo nuovo dando forma ad un mondo irreale, popolato di meraviglie. Così, nei suoi dipinti, piazze fuori dal tempo immerse in tramonti fantastici o stanze segrete dalle prospettive vertiginose fanno da sfondo agli oggetti enigmatici scoperti nelle peregrinazioni tra i vicoli del ghetto, o diventano il palcoscenico su cui recitano manichini da sartoria e personaggi muti e senza volto. Ed è a Ferrara che De Chirico incontra Carlo Carrà e da inizio a quella fase della sua pittura definita “metafisica” che diventerà punto di riferimento per la coeva arte italiana e per i movimenti internazionali come il Dadaismo e il Surrealismo. Il grande inventore della pittura Metafisica viene ricordato con una grande mostra presso Palazzo dei Diamanti a Ferrara, in occasione del centenario del suo arrivo nella suggestiva città estense.
L’esposizione De Chirico a Ferrara. Metafisica e Avanguardie aperta fino al 28 febbraio 2016, a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie Stuttgart in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica di Milano, presenta, distribuite in sezioni cronologico tematiche, circa ottanta opere provenienti dai principali musei e collezioni di tutto il mondo. Accanto ai capolavori realizzati da De Chirico durante il soggiorno ferrarese tra il 1915 e il 1918, è una selezione di dipinti, ready made, acquerelli, disegni, collage e fotografie degli artisti che a lui si ispirarono: da Carrà a De Pisis, da Magritte a Dalí, affascinati dalla sua capacità di mostrare il mistero impenetrabile delle cose.
Accanto ai dipinti del padre della Metafisica ispirati al ritmo della vita ferrarese tra cui I progetti della fanciulla, 1915, Il grande metafisico, 1917, Le Muse inquietanti 1918, sono quelli della serie metafisica realizzati da Carrà: Composizione TA, Penelope, Natura morta con la squadra, e Madre e figlio.Il percorso prosegue con le opere di Giorgio Morandi legate alla sospensione metafisica e al realismo magico: Natura morta rosa, o quelle con le teste di manichini: Natura morta con manichino. E poi i dipinti di Filippo de Pisis che rivelano unavisione personale della corrente metafisica:i primi collage dadaisti e le opere degli anni Venti dense di citazioni dalle opere di De Chirico (Natura morta accidentalee Natura morta con tarocchi). L’arte di De Chirico ha trovato anche ad Ischia una sede accogliente presso il Complesso Museale di Villa Arbusto di Lacco Ameno dove nel 2010 è stata esposta una mostra con 28 dipinti e 5 sculture della collezione Fondazione Giorgio e Isa De Chirico.

Silvana Lazzarino

DE CHIRICO A FERRARA.
Metafisica e avanguardie
a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d’Este, 21
Orari di apertura: tutti i giorni 9.00 -19.00
fino al 28 febbraio 2016
Per informazioni telefono 0532 244949

De Chirico - Mostra Ferrara

Il Dispari 20160222 tutto ridim

Scadenza presentazione testi: 28 Febbraio 2016

Premio internazionale di poesia
“Otto milioni”

Quinta edizione 2016 con la collaborazione del quotidiano
“Il Dispari”
Il regolamento di partecipazione è disponibile alla pagina
http://www.ildispari24.it/it/premio-otto-milioni-2016/
Info:

tel. 3935937717;

e-mail emmegiischia@gmail.com

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Il Dispari 2016-02-20

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Gemellaggio Ischia-Torrenova ai nastri di partenza.

Con l’accordo raggiunto tra il Consigliere comunale ischitano Luigi Di Vaia e il Vicesindaco di Torrenova Ennio Esposito, si è dato inizio alla fase finale del gemellaggio tra i due Comuni.
Infatti, in queste ore è stato stabilito che il primo adempimento della cerimonia di giuramento avverrà a Torrenova il giorno 19 Marzo prossimo, mentre la sottoscrizione dell’atto pubblico avverrà ad Ischia durante il prossimo mese di Maggio.
La proposta del gemellaggio fortemente voluto dal Sindaco di Torrenova Salvatore Castrovinci coadiuvato dalla concreta e sapiente collaborazione di Enzo Salvia, fu immediatamente ritenuta valida e suggellata come “bellissima e ci entusiasma” nella lettera di risposta a firma del Sindaco Giosi Ferrandino, del Presidente del Consiglio Gianluca Trani e dell’Assessore delegato Giosuè Mazzella.
Dopo i prolungati ritardi dovuti principalmente, ma non solo, alle vicende politiche che hanno rallentata l’azione dell’amministrazione comunale ischitana, è stato grazie alla determinazione del Vicesindaco Enzo Ferrandino se possiamo scrivere che il progetto è ormai ai nastri di partenza.
Ciò in quanto Enzo Ferrandino ha inteso rompere gli indugi e, pur in presenza di notevoli problematiche, ha incaricato Luigi Di Vaia quale organizzatore del programma cerimoniale al quale, nel migliore spirito di collaborazione che auspicheremmo fosse sempre presente nella gestione delle attività pubbliche, ha dichiarato il suo appoggio cooperativo il Consigliere Salvatore Mazzella che ricordiamo essere stato il relatore in Consiglio comunale. A tale proposito ci piace ricordare come le due delibere consiliari di approvazione del gemellaggio, cioè quella di Torrenova e quella di Ischia, siano state votate entrambe all’unanimità.
Da oggi, fervono i preparativi a Torrenova per accogliere nel miglior modo possibile gli “Amici” della delegazione ischitana, e a Ischia per organizzare un gruppo di cittadini che possa rappresentare, durante la prossima visita a Torrenova, le varie e migliori qualità espresse nella nostra società ischitana.
Nei prossimi giorni avrete modo di leggere su queste pagine, in anteprima e in esclusiva come sempre, notizie, informazioni, curiosità, cronaca… e non cronaca dell’intera vicenda, tanto che, azzardo una previsione, anche il Direttore Gaetano Di Meglio dedicherà un po’ del suo tempo ad intervistarne i personaggi coinvolti e a fare il punto delle positività (sperino tante), ma anche delle negatività (speriamo nessuna) che formeranno il caleidoscopio dei risultati acquisiti.

Bruno Mancini

Gemellaggio Ischia Torrenova big

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Scrivi poesie EXPO

 Bookcity foto finale Bruno EXPO 11 DILA Il Dispari EXPO

Partecipazione antologie LENOIS

Il Dispari: una pagina per DILA

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DILA   

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Editoriale
 
Anticipando di qualche giorno la festa di San
Valentino, nella pagina odierna offriamo
spazio ad una poesia e ad un’immagine scelte
tra quelle che ci sono pervenute per partecipare
al premio indetto da DILA con la collaborazione
della testata “Il Dispari” che ci ospita con molta
affabilità.
Da parte mia, desidero dedicare il presente
editoriale a tutti gli innamorati, augurando loro
di vivere intensamente e il più a lungo possibile
la Poesia dell’Amore.
 
SEMBRI

Oggi.
Oggi dai trespoli selvagge cocorite
oggi da Chio sovrana tralci di vitigni
oggi etiopi zefiri ambrati
giallo deserto
di sabbie egiziache
oggi sui prati delle tue lusinghe
affascinanti.

Così o come
nel fertile appanno
la goccia sul vetro.

Domani.
Domani ti pongo addosso trina d’Alsazia
domani raggiante ritorno d’incenso e di eucalipto
domani che dipana i nostri intrighi
le foto con sorrisi
le lettere d’amore
domani incise negli angoli dei mondi
dal picco della mia follia.

Discesa o risalita
con docile affanno
la mano alla roccia.

Oggi o domani.
Oggi o domani forse ingorde speranze
sonnamboliche ipnosi
nella veglia incredula
della nostra vita.

Atlante affaticato
io
resto piolo.
Calliope appartata
tu
sembri una sposa.

BRUNO MANCINI

Dalla raccolta di poesie “Non rubate la mia vita

Il Dispari 20160201 editoriale

PAOLA OCCHI E IL SUO PROGETTO INNOVATIVO 

INAUGURATA LA SCUOLA DI CANTO LIRICO E NON SOLO 

IN MEMORIA DI LINA CAVALIERI

A San Possidonio, a pochi chilometri da Mirandola, il pomeriggio dello scorso 31 Gennaio 2016 si è respirata un’atmosfera tutta nuova quando, negli spazi del Palazzetto dello Sport “Palazzurro”, è stata inaugurata la SCUOLA DI CANTO LIRICO E POESIA in memoria di Lina Cavalieri, straordinaria cantante lirica vissuta tra fine Ottocento e prima metà del secolo scorso, apprezzata non solo per la sua voce avvolgente e intensa, ma anche per la sua bellezza tanto da essere definita da Gabriele D’Annunzio “Venere in terra”.

Un evento di grande risonanza a livello regionale e nazionale di cui nei giorni precedenti già avevano dato notizia diverse testate giornalistiche tra cui il “Resto del Carlino”, “Carpi e Bassa” e “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, proprio per sottolineare la grandiosità del progetto sul piano artistico e culturale che prevede accanto al canto lirico, quale corso base, altre discipline, sia legate alla musica come il soul, il jazz ed il pop, sia proiettate verso altre espressioni artistiche come la danza, la poesia e la pittura.

Una Scuola di Canto lirico e non solo, unica nel suo genere, voluta da Paola Occhi (che ne è la direttrice), cantante lirica affermata e di successo con un curriculum davvero eccellente.

Durante la tanto attesa serata inaugurale, cui era presente anche il Sindaco di San Possidonio Rudi Accorsi, Paola Occhi ha mostrato gioia e commozione nel condividere un momento così significativo insieme al pubblico giunto numeroso e ai parenti e amici entusiasti di quest’altro importante traguardo da lei raggiunto. Un traguardo realizzato dalla soprano grazie al sostegno della Pro Loco di San Possidonio, che ha creduto nel progetto e alla costante collaborazione di figure affermate nel settore artistico a lei vicine tra cui: Santina Amici pianista e coordinatrice onoraria della Scuola, Anna Bruno cantante lirica e direttore artistico,Anna Di Trani ufficio stampa e fotografa e Valentina Coppola assistente personale.

Una ventata di positività attraverso un progetto che unisce arte e cultura sostenuto in modo particolare da DILA Associazione Culturale Da Ischia L’Arte di cui è presidente Bruno Mancini,affermato poeta e scrittore, che pochi mesi fa ha nominato Paola Occhi ambasciatrice della cultura in Emilia Romagna e in Basilicata per conto della stessa DILA il cui progetto è creare un dialogo interattivo tra le diverse espressioni artistiche, proprio come è accaduto in questa serata inaugurale dove si sono ripercorse le emozioni della vita tra gioia e passione, malinconia e poesia.

Dopo i due brani intonati da Paola Occhi “Amazing Grace” e “Alleluia” che hanno aperto la rappresentazione, a nome di DILA Antonio Mencarini, poeta dalla voce dal timbro corposo e avvolgente, ha letto il saluto e l’augurio da parte di Roberta Panizza, Vicepresidente DILA, rivolto alla Scuola; cui sono seguite le letture di alcune poesie tratte dall’Antologia di  DILA e dalle raccolte personali di Bruno Mancini. In particolare sono state lette  “Inaspettatamente l’amore” della sottoscritta giunta seconda classificata alla 4 edizione del Premio Internazionale “Otto Milioni” e “Non rubate la mia vita” di Bruno Mancini.

Un viaggio nei luoghi della memoria e della storia, del sorriso e della speranza tra canto lirico, danza classica, musical, poesia in cui i presenti sono stati catturati dalle interpretazioni avvincenti e originali dei protagonisti tra cantanti, musicisti, ballerini, tutti molto bravi e spontanei nei loro ruoli. Regina della serata Paola Occhi ha incantato con la sua voce intensa e vellutata, passando dalla musica sacra a quella profana mostrando disinvoltura e professionalità, cui non è mancato quel guizzo di ingegno nel proporre interpretazioni originali e spiritose come quella che l’ha vista entrare in scena, vestita da Mary Poppins, spinta stando su una carriola, per poi, una volta scesa, dirigere il coro della SoLaRe sulle note di “Supercalifragili”. Di grande respiro la sua interpretazione di un brano tratto dall’Operetta “La vedova Allegra” insieme al tenore Roberto Costi, il quale nel corso dello spettacolo ha omaggiato la canzone napoletana interpretando con intensità e passione “Core ‘ngrato” e “Dicitencello vuje”.

Intenso e avvolgente il duo Santina Amici alla tastiera e Alba Rodilosso all’oboe nel brano di Ennio MorriconeGabriel’s Oboe”. A dare spessore alla rappresentazione sul piano lirico ed emotivo la presenza della Filarmonica Novese di Novi MO) diretta dal maestro Stefano Bergamini che ha fatto rivivere anche due brani del repertorio del Maestro Somadossi. E poi l’eleganza e l’istrionismo degli acuti del violino di Michele Marmo nella sua composizione “Egitto”.

L’atmosfera dello spettacolo ha visto anche esibirsi le ballerine della scuola ArteDanza diretta da Stefania Pignatti, mentre il ballerino Gabriele Vaccargiu ha raccontato della bellezza e del ritmo dinamico del tip tap. Accanto a lui sono stati presentati altri insegnanti della scuola tra cui Susanna De Luca che ha parlato dell’importanza della musicoterapia quale strumento per venire incontro a situazioni di disagio e Ezio Diazzi docente di e. musicale alla scuola media Margherita Hack di Carpi che ha inserito un metodo innovativo di didattica musicale per il solfeggio con l’uso di vari programmi al computer.

A donare incanto al cuore e alla mente le voci cristalline e avvolgenti di Paola Occhi e Anna Bruno insieme per il gran finale dove si è cantato il celebre “Libiamo….” di Giuseppe Verdi.

Canto, musica, danza nel loro sprigionare passione ed emozione, senso di libertà e speranza, sono state valorizzante anche dall’effetto scenico dei costumi eleganti e raffinati, allegri e originali che hanno caratterizzato ancor più i protagonisti.

Alternando situazioni ora intense e sobrie, ora dinamiche e spiritose coinvolgendo e conquistando l’attenzione del pubblico, Paola Occhi con talento e originalità e quell’ironia che fa sembrare tutto più leggero, ha costruito il viaggio ideale dell’uomo tra cuore e mente, sentimento e ragione. Viaggio dove lasciarsi catturare e rapire dai messaggi forti e intensi che la lirica insieme alle altre forme musicali restituisce attraverso storie, situazioni che parlano delle emozioni di tutti, oltre il tempo e contro il tempo..

Oltre a voler creare un’interazione tra le diverse forme d’arte, la Scuola di Canto Lirico in memoria di Lina Cavalieri, con sede presso l’Auditorium Principato di Monaco, ha voluto puntare su un insegnamento innovativo offrendo, a quanti saranno interessati, un programma aperto alla lirica e alle altre espressioni musicali e artistiche che ad essa si legano, Uno spazio unico nel suo genere che speriamo sia di vanto per la regione Emilia Romagna e per tutto il nostro Paese, dove creare momenti di interazione tra le arti, superando quel sottile confine per ritrovare affinità tra visione ed emozione, finito e infinito.

Se a tutto ciò si aggiunge la prospettiva di creare un qualche tipo di costante sinergia con DILA, allora davvero si dovrebbe parlare di un evento prodromo di sviluppi interessanti per tutte le iniziative turistiche e culturali, o meglio turistico-culturali, dell’intera isola d’Ischia. Nessuno l’ha detto, né tanto meno qualcuno l’ha ufficializzato, ma alcuni indizi ci lasciano credere che, presto, ci troveremo a seguire progetti nati e gestiti sull’asse che da Ischia giunge in Emilia Romagna… e viceversa.

Silvana Lazzarino

INAUGURAZIONE
DELLA SCUOLA DI CANTO LIRICO
IN MEMORIA DI LINA CAVALIERI
Palazzetto dello Sport Palazurro
Via Focherini, 9- San Possidonio (MO)
31 gennaio 2016 ore 16.30

Il Dispari 20160208 1 comp

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Vince il “Premio San Valentino
-edizione 2016, sezione immagini-
indetto dall’Associazione culturale
Da Ischia L’Arte – DILA” con la
collaborazione del quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano
Di Meglio, la fotografia
“GIULIETTA E ROMEO” di Katia
Massaro.
Nell’offrirvene la visione
rivolgiamo vive congratulazioni
alla brava fotografa.

 Il Dispari 20160201 tutto ridim

Vince il “Premio San Valentino-edizione 2016, sezione poesie- indetto dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione del quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, la poesia “VORREI ESSERE” scritta da Silvana Lazzarino.

Nell’offrirvene la lettura,rivolgiamo vive congratulazionialla brava autrice.

VORREI ESSERE

L’aria che respiri,
gli abiti che indossi.
la pioggia che ti bagna,
il sole che ti scalda,
il brivido che ti assale,
la serenità che ti circonda,
l’amore che ti imprigiona e libera:
questo vorrei essere per te
oggi come ieri.

La poesia è edita (raccolta poetica
Cosmogonia edizioni Progetto Cultura – E.P.C.ammo2013)

Dati autrice:
Silvana Lazzarino
Nata a Roma il 14/02/1971
Residente a Roma
Cell 339/1408826
e-mail: sissilazza@virgilio.it

Da Sinistra Silvana Lazzarino secondo premio Otto Milioni - Paola Occhi soprano - Santina Amici Pianista

Da Sinistra Silvana Lazzarino secondo premio Otto Milioni – Paola Occhi soprano – Santina Amici Pianista

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Il Dispari 2016-02-01

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Editoriale

Dachau - Foto di Katia Massaro comp

Dachau – Foto di Katia Massaro

Durante le scorse settimane, tanti Artisti, amici di questa pagina e dell’Associazione DILA che ha il privilegio di curarne la redazione, hanno accolto di buon grado il nostro invito a manifestare la loro attenzione nei confronti della “Giornata della Memoria” inviandoci una loro opera per la pubblicazione. Tanti che, pur avendo dedicata lunedì scorso l’intera pagina alla celebrazione della Shoah, non siamo stati in grado di dare spazio a tutte le loro cooperazioni. Superiamo l’inghippo aggiungendo oggi due delle opere più significative restate pazientemente in lista d’attesa. Ringraziamo pertanto l’amante della natura e paladina della Pace, super nota super ischitana super fotografa super ambientalista Katia Massaro, e la lettone Liga Lapinska che

Liga Lapinska - Selvaggi

Liga Lapinska – Selvaggi

potremmo ritenere a giusta ragione cittadina onoraria d’Ischia in considerazione dell’alto livello di diffusione culturale con il quale riesce, da quasi un decennio, a diffondere nella sua Nazione i valori artistici, ambientali e sociali della nostra isola.

Ieri a San Possidonio in provincia di Modena la soprano Paola Occhi, Ambasciatrice DILA per l’Emilia Romagna e per la Basilicata, ha inaugurata un’innovativa “Scuola di Canto lirico e di Poesia”. Erano presenti Silvana Lazzarino e Antonio Mencarini in qualità di inviati speciali di questa testata. In seguito al protrarsi della “festa” fino a tarda sera, non siamo riusciti ad impaginare i loro articoli in tempo utile per questa edizione, ma ci riserviamo di darvene ampio riscontro la prossima settimana. Intanto prendiamo atto, con una non celata soddisfazione, che “Il Resto del Carlino” ha dedicato all’evento un articolo a tutta pagina!

Un’altra notizia, riguardante la diffusione di uno dei progetti implementati dall’Associazione “Da Ischia L’Arte -DILA”, ci giunge da un’altra regine d’Italia. Si tratta del Trenino, dove Roberta Panizza (che vi ricordo essere la Vicepresidente DILA nonché l’iniziatrice di tutto il processo che ha portato le nostre apparenti utopie a realizzarsi attraverso DILA e i suoi programmi), in stretta collaborazione con biblioteche, scrittori ed assessorati, ha calendarizzato, per ora in maniera sperimentale ma a lei non manca certo la costanza per renderli effettivamente duraturi nel tempo, una serie d’incontri dedicati alla promozione della Poesia.

Infine desidero invitarvi a discutere di una considerazione che potrà apparire polemica, ma che, se anche lo fosse, sarebbe una polemica unicamente “costruttiva”, mancando in essa qualsiasi discriminazione di ordine politico. Infatti, scrivendo ora che le istituzioni isolane sono poco attive in campo culturale mi rivolgo indistintamente ed impersonalmente a TUTTE  le amministrazioni che operano sul territorio isolano con il dichiarato scopo di aggiungere forme di benessere, anche economico e sociale oltre che culturale, in favore alla popolazione locale.

Per suffragare tale tesi prendo in prestito l’articolo di Silvana Lazzarino, ritenendo che in esso le precisazioni non scritte siano quasi altrettanto importanti di quelle messe in evidenza.

Silvana Lazzarino conclude la sua interessante presentazione della mostra fotograficaHenri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia ITALIA INSIDE OUT” ricordandoci che almeno due dei fotografi esposti, ossia Henri Bresson e McCurry, immortalarono suggestivi scorci dell’isola d’Ischia. Ciò che Silvana Lazzarino non dice è che alla mostra, esposta a Milano dal 10 novembre fino al prossimo 7 febbraio 2016, NON è stato presentato neppure uno solo degli scatti effettuati sulla nostra isola.

In soldoni, voglio dire che un’attenta gestione delle risorse culturali, generate o presenti nella nostra isola, che fosse attivata da una o da tutte insieme le amministrazioni comunali, potrebbe portare ad una divulgazione internazione di “Ischia” praticamente GRATUITA e di notevole diffusione. Come? Semplicemente proponendosi in qualità di referente culturale dell’isola d’Ischia.  E allora anche nella mostra in esame, FORSE, si vedrebbe qualche fotografia made in Ischia, e quindi, ancora FORSE, si dovrebbe pensare ad un serio Assessorato alla cultura intercomunale, piuttosto che continuare a penalizzare gestioni campanilistiche riducendole alla realizzazione di sausicciate e spettacoli di dilettanti allo sbaraglio.

 Bruno Mancini

Il resto del Carlino comp

Il resto del Carlino

Il Dispari 20160201 1 comp

VIAGGIO IN ITALIA ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA

Henri Bresson e McCurry immortalarono gli scorci più suggestivi dell’isola d’Ischia

Il nostro Paese scrigno di civiltà, cultura e bellezza vanta un patrimonio artistico e paesaggistico come pochi al mondo. Un gruppo di fotografi di fama internazionale, dagli anni Trenta del secolo scorso ad oggi hanno testimoniato con immagini suggestive questi scenari unici per lirismo e bellezza.

A presentare i loro scatti suggestivi e intensi che raccontano l’Italia di ieri e di oggi è la mostra in corso a Milano a Palazzo della Ragione fino al 7 febbraio 2016. L’esposizione “Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia ITALIA INSIDE OUT” a cura di Giovanna Calvenzi, promossa dal Comune di Milano Cultura, suddivisa in sette aree tematiche attraverso capolavori di Henri Cartier-Bresson e di altri protagonisti tra cui Robert Capa, Sebastião Salgado, Claude Nori, Cuchi White e Helmut Newton, restituisce un’immagine del nostro Paese vista con gli occhi di chi, provenendo da altri luoghi, ne resta affascinato per le sue bellezze e per la semplicità della gente.

Luoghi d’arte e paesaggi, popolazioni che vivono a contatto con la natura, ma anche ambienti legati alla guerra e gli effetti dell’avanzare delle tecnologie, propongono una storia indiretta della fotografia e dell’evoluzione dei suoi linguaggi. Un viaggio per apprezzare meglio il nostro patrimonio naturale, storico e artistico che si apre con Henri Cartier- Bresson, pioniere del foto-giornalismo, capace come pochi di cogliere la vita nei suoi attimi più fugaci fermando sguardi e gesti anche poco visibili. Suggestivo il suo autoritratto. David Seymour rilegge con accenti eleganti il mondo della fede, mentre intenso è il reportage di Robert Capa al seguito delle truppe americane durante la Campagna d’Italia del 1943. Poi la visione innovativa di William Klein che entra da protagonista nel provocatorio racconto di Roma del 1956, e la poesia dell’uomo nel suo legame profondo con l’ambiente naturale negli scatti di Sebastião Salgado che racconta l’epopea degli ultimi pescatori di tonni in Sicilia. Intensa e poetica è la visione della capitale proposta da Helmut Newton che in “72 ore a Roma” ricrea una passeggiata notturna nel centro monumentale della città. Sperimentazione e nuove tecnologie proprie della fotografia di oggi restituiscono un nuovo volto di scorci e piazze di città come proposto da Alexey Titarenko che racconta una Venezia magica o Abelardo Morell che, utilizzando le tecniche del “foro stenopeico,” crea visioni in cui si fondono interni ed esterni. Poi è la volta di Steve McCurry che a Venezia coglie l’alchimia estetica tra le persone e l’ambiente, e Martin Parr sulla costiera Amalfitana gioca con l’immagine dei turisti mentre ritraggono se stessi sullo sfondo di straordinari paesaggi. Fu McCurry che nel 2013 affascinato dalle bellezze dell’isola di Ischia ne immortalò gli scorci più suggestivi tra i quali il Castello Aragonese. Prima di lui anche Henri Bresson durante i suoi spostamenti in Italia negli anni Cinquanta si fermò ad Ischia che ritrasse con grande perizia e attenzione.

Silvana Lazzarino

Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia

ITALIA INSIDE OUT

a cura di Giovanna Calvenzi

Milano, Palazzo della Ragione Fotografia

Orario: martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 20.30,

giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30. Chiuso il lunedì

Per informazioni: http://milano.fanpage.it/

fino al 7 febbraio 2016

Foto di Henri Bresson

Il Dispari 20160201 tutto ridim

LEGGERE POESIA

Vuoi far parte anche TU del “Gruppo di letture poetiche” formato da persone interessate alla poesia?

Ti aspettiamo.

Durante gli incontri leggiamo poesie scelte, di autori noti e meno noti, e poesie dei partecipanti che lo desiderano. Si partecipa per il piacere di vivere la poesia, quindi ognuno può farlo come desidera: da semplice ascoltatore o come creatore di versi.

Per cominciare ci troviamo nella saletta sopra il Museo accanto alla biblioteca di Vermiglio:

giovedì 11 febbraio 2016 ore 20.30 e giovedì 25 febbraio 2016 ore 20.30

L’iscrizione (necessaria per agevolare l’informazione sulle date degli incontri) è gratuita.

Per informazioni e iscrizioni: biblioteca di Vermiglio tel. 0463.759018 vermiglio@biblio.infotn.it

BIBLIOTECA COMUNALE E ASSESSORATO ALLA CULTURA DI VERMIGLIO

Locandina Leggere poesie

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Il Dispari 2016-01-25

Editoriale

Mercoledì 27 Gennaio in tutto il mondo si commemorerà la “Giornata della memoria”, ricorrenza voluta dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005 per celebrare l’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuto il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche.

Affinché non appaia “strana”, se non addirittura ”inopportuna”, questa nostra pagina dedicata all’avvenimento, è necessario che io esponga brevemente la “riflessione” (che non è per nulla sinonimo, almeno in questo scritto, con la parola “contestazione”) che ne ha determinata la pubblicazione.

A tale proposito, così come ho già avuto modo di precisare in alcuni precedenti interventi nella Biblioteca comunale Antoniana, spostando e spingendo il discorso di base dalla pura e semplice celebrazione di un singolo evento (anche se efferato oltre molti limiti e devastante per un’intera comunità) verso la visione generale della crudeltà imposta dal potere sui deboli e sugli indifesi, desidero esprimere un doveroso chiarimento atto a consentirmi di precisare, senza generare equivoci, che noi, uomini e donne dell’Associazione culturale DILA, non siamo qui in veste di storiografi, sociologi, o di altre discipline tese a classificare eventi ed a chiarirne genesi, cause ed effetti, e che noi non siamo qui neppure nella veste di un gruppo politicizzato per il quale esistano i “Sempre nel giusto” ed i “Sempre malvagi”, e che noi non siamo qui infine, e sembra un paradosso, nemmeno come portatori di nostre personalità semplicemente umane, le quali comunque potrebbero invogliarci per debolezze a giustificare e per vendetta a punire,

NO, noi siamo qui come ARTISTI, per la maggior parte Scrittori e Poeti, ma anche Pittori, Fotografi, Musicisti ecc ecc e siamo qui per proporre sentimenti ed emozioni indotti dalla parole PACE, la quale, sebbene celebrata in mille e mille modi diversi, non consentiremo mai che venga scritta con la penna di un solo colore.

Scegliere tra rosso e nero può andare bene in un gioco stupido come la roulette, ma l’ARTE ha altre ambizioni, l’Arte è rosso, nero, giallo, verde.
ARTE sono i grigi delle nebbie, le variazioni d’indaco dei mari, le terre di Siena, i viola…
L’Arte ha diritti e cittadinanza, forza e bellezza sebbene espressa e scritta con qualsiasi colore dell’arcobaleno.

Ma ciò non basta a definire del tutto gl’ideali che il nostro gruppo intende proporre in questo breve incontro dedicato alla celebrazione della “Giornata della memoria”, poiché noi crediamo che la parola PACE non sia soltanto in antitesi, in contrasto, l’opposto della parola GUERRA, ma possa esprimere una forza di contrasto ineguagliabile nei confronti di altre iatture e di tutte le reali nefandezze perpetrate da parti infime ed infide del genere umano: RAZZISMO, MAFIA, SPECULAZIONI DI OGNI TIPO, ABUSI DI POTERE ECC ecc sono tutte Guerre contro le quali gli “Artisti” innalzano lo stendardo della PACE.

Così come abbiamo affermato che gl’inchiostri di tutti i colori sono adatti a scrivere la parola PACE, nello stesso modo e con identica determinazione garantiamo che combatteremo e contrasteremo con ogni mezzo non violento, come abbiamo sempre fatto, tutti coloro che hanno voluto, vogliono o vorranno intingere le penne d’oca utilizzate per la scrittura della parola PACE in calamai pieni delle lacrime dei popoli affamati, oppressi, schiavizzati, così come nel sangue innocente dei morti sul lavoro.

Bruno Mancini

25C-2 Q63

Selvaggi di Liga Lapinska

Il Dispari 20160118 1 comp

La poesia nella “Settimana della memoria” a Roma

A distanza di anni, interviste, articoli, inchieste, film e romanzi hanno descritto con forte spessore comunicativo la tragedia della shoah che ha lasciato attonito il mondo intero. Una pagina di storia che fa rabbrividire e che svela il volto peggiore del genere umano quello diabolico che non trova spiegazioni e giustificazioni.

L’abbattimento dei cancelli di Auschwitz il 27 gennaio del 1945, ha fatto conoscere al mondo e alla storia questo abisso della civiltà, lo sterminio del popolo ebraico, dei Sinti e Rom, degli omosessuali, dei Testimoni di Geova e l’eliminazione dei deportati militari e politici nei campi nazisti.

Anche quest’anno la Casa della Memoria e della Storia conferma il suo ruolo di primo piano a Roma per le celebrazioni intorno al “Giorno della Memoria. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo – Dipartimento Cultura di Roma Capitale, Assessorato alla Memoria, Assessorato alla Cultura della Comunità Ebraica di Roma e dal Museo Ebraico di Roma, a cura delle Associazioni residenti (ANPI, ANED, ANEI, ANPPIA, FIAP, IRSIFAR e Circolo G. BOSIO) e della Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia con il coordinamento organizzativo di Roma Capitale, presenta, fino al giorno 1 febbraio 2016, un ricco programma tra cinema, arte, libri che restituiscono questa pagina sconvolgente e inquietante della storia dell’umanità attraverso il racconto quotidiano della vita degli ebrei italiani prima delle leggi razziali e la descrizione degli orrori degli scenari dei lager.

La poesia con la sua forza emotiva quale contenitore della memoria è protagonista con “La Memoria la Poesia” che vede poeti e scrittori dare voce attraverso versi intensi e toccanti ad un periodo storico da non dimenticare. La memoria ricorda e diviene attiva. Un tema che condiziona anche la nostra storia contemporanea e l’umanità intera. Poeti e scrittori invitati a partecipare leggono un proprio brano, tra loro: Fulvio Abbate, Luca Archibugi, Tomaso Binga/Bianca Menna, Maria Grazia Calandrone, Marco Caporali, Roberto Deidier, Marco Giovenale, Valerio Magrelli, Dacia Maraini, Elio Pecora, Roberto Piperno e Filippo Senatore. Ricordi ed emozioni in poesia e prosa sono accompagnati dalla fisarmonica del M° Marco Lo Russo aka Rouge che esegue brani della tradizione ebraica rivisitati e celebri colonne sonore di film che hanno narrato la memoria. Intenso e drammatico il libro di Maria Eisenstein “L’internata numero 6″ che sarà presentato dai relatori Marina Beer, Elisa Guida e Luigi Lombardi Satriani.

Curato da Carlo Spartaco Capogreco il libro diario di Maria Eisenstein, internata nel campo di concentramento di Lanciano in seguito alla legislazione antiebraica italiana, aiuta a comprendere più a fondo la realtà dell’internamento nell’Italia fascista. Una testimonianza diretta che ripercorre i nodi della storia e della memoria italiane.

Silvana Lazzarino

Dachau foto Katia Massaro 3 comp

Dachau foto Katia Massaro

Il Dispari 20160125 tutto ridim

In un carcere ammazzano un uomo.

L’arco s’apre rotondo
lampade a coppe aeree
sbadigli:
avanza un uomo dal fondo.

Colonne reggono l’arco
passa guardiano
sbadigli:
prende il suo posto di un’ora.

Colonne reggono travi
s’alza e cammina.
Silenzio.

Conta le lampade
passando
pesta le colonne
con forza
misura l’arco
uscendo.

In un carcere ammazzano un uomo.

Bruno Mancini

lanostraisola

Cuori senza terra

Quando anche l’odio
stremato
rovinerà esanime
nella sua nera pozza
ogni più piccolo granello
di terra
sarà infine recapitato
all’indirizzo più forte,
busta color pelle
e colla rossa.

Nello stupito silenzio
di una pace non cercata
appoggerete il capo
a riposare,
ma il gemito
di labbra mute
per sempre
calpesterà il respiro
e la mente confonderanno
e gli occhi
i purpurei vapori della terra.

Impazziti correndo
nella notte
la polvere di giovani ossa
vi bruci allora le suole
e la cancrena il cuore.

Roberta Panizza

lanostraisola su livestream.com. Broadcast Live Free

 

Fravecature

All’ acqua e a ‘o sole fràveca
cu na cucchiara ‘mmano,
pe’ ll’ aria ‘ncopp’ a n’anneto
fore a nu quinto piano
Nu pede miso fauzo,
nu movimento stuorto,
e fa nu volo ‘e l’angelo:
primma c’arriva, è muorto
Nu strillo; e po’ n’accorrere
gente e fravecature.
-Risciata ancora… E’ Ruoppolo!
Tene ddoie criature!
L’ aizano e s’ ‘o portano
Cu na carretta a mano.
Se move ancora ll’ anneto
Fore d’ ‘o quinto piano.
E passa stu sparpetuo
cchiù d’uno corre appriesso;
e n’ato, ‘ncopp’a n’anneto,
canta e fatica ‘o stesso.
‘Nterra, na pala ‘e cavece
cummoglia a macchia ‘e sango,
e ‘ sghizze se scereano
cu ‘e scarpe sporche ‘e fango.
Quanno o spitale arrivano,
‘a folla è trattenuta,
e chi sape ‘a disgrazia
racconta comm’è gghiuta.
E attuorno, tutt’ ‘o popolo:
-Madonna!—Avite visto?
-D’ ‘o quinto piano—‘E Virgine!
-E comme, Giesucristo…?!
E po’ accumpare pallido
chillo c’ ha accumpagnato:
e, primma ca ce ‘o spiano,
fa segno ca è spirato.
Cu ‘o friddo dint’a ll’anema
‘a folla s’alluntana
‘e lume gia s’appicciano
‘a via se fa stramano.
E a’ casa, po’, ‘e mannibbele,
muorte, poveri figlie,
mentre magnano, a tavola ,
ce ‘o diceno a ‘e famiglie.
‘E mamme ‘e figlie abbracciano,
nu sposo abbraccia ‘a sposa …
E na mugliera trepida ,
aspetta, e nn’ arreposa.
S’appenne ‘a copp’a ll’asteco
sente ‘o rilorgio : ‘e nnove!
Se dice nu rusario…
e aspetta nun se move.
L’acqua p’ ‘o troppo vòllere
s’è strutta int’ ‘a tiena,
‘o ffuoco è fatto cènnere
Se sente na campana.
E ‘e ppiccerelle chiagnano
pecchè vonno magnà’:
-Mamma, mettiamo ‘a tavula!
-Si nun vene papà?
‘A porta ! Tuzzuleano:
-Foss’isso?—E va ‘arapi’.
-Chi site?—‘O capo d’opera.
Ruoppolo abita qui?
-Gnorsì, quacche disgrazia?
Io veco tanta gente…
-Calmateve, vestiteve…
-Madonna!—E’ cosa ‘e niente.
E sciuliato ‘a l’anneto
d’’o primmo piano.—Uh, Dio!
e sta o spitale?—E’ logico.
-Uh, Pascalino mio!
‘E ddoie criature sbarrano
ll’uocchie senza capì;
‘a mamma, disperannose,
nu lamp a se visti’;
‘e cchiude ‘a dinto; e scenneno
pe’ grade cu ‘e cerine.
-Donna Rache’! –Maritemo
che ssà, sta e’ Pellerine.
E’ sciuliato ‘a ll’anneto.
-Si, d’ ‘o sicondo piano
E via facendo st’anneto,
ca saglie chiano chiano.
-Diciteme, spiegateme.
-Curaggio.—E’ muorto?!—E’ muorto!
D’ ‘o quinto piano.’All’anneto.
Nu pede miso stuorto.
P’ ‘o schianto, senza chiagnere,
s’abbatte e perde ‘e senze.
E’ Dio ca vo na pausa
a tutte ‘e sofferenze.
E quanno a’ casa ‘a portano,
trovano e ppìccerelle
‘nterra, addurmute. E luceno
‘nfaccia ddoie lagremelle.

Raffaele Viviani
Poesie – 1930

Guarda il video in diretta streaming dal lanostraisola a livestream.com

 

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Il Dispari 2016-01-18

UN’ANTOLOGIA CHE RACCONTA DELL’ASSOCIAZIONE DILA

Dare nuova visibilità al mondo dei poeti e non solo, ma anche all’universo di quanti coltivano e portano avanti l’arte, dalla poesia alla pittura, dalla letteratura alla musica, è l’idea che sta alla base dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di cui è presidente lo scrittore e poeta Bruno Mancini.

L’Associazione culturale, nata nell’autunno del 2014, con sede ad Ischia (NA) organizza e promuove numerose attività culturali che spaziano in tutti i campi dell’Arte: dalle mostre di pittura e fotografia, agli incontri di lettura e presentazioni di libri, da convegni e dibattiti a celebrazioni di ricorrenze storiche e artistiche.

L’Associazione DILA, che sempre più sta prendendo piede a livello nazionale coordinando importanti eventi, vede al fianco di Bruno Mancini diverse figure di artisti, poeti, scrittori che fin dagli inizi hanno creduto in questo progetto il cui obiettivo, come afferma lo stesso Bruno Mancini, è quello di “Operare affinché l’Arte in generale e la Poesia in particolare riconquistino il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana”.

Con questi presupposti ciascun artista che sia poeta, scrittore, pittore, cantante può guardare oltre il proprio luogo comunemente destinato alla presentazione e promozione del proprio prodotto, per proiettarsi verso una forma pubblicitaria più ampia e a largo raggio.

Così Bruno Mancini, insieme ai suoi principali collaboratori (tra i quali vanno ricordati Roberta Panizza vice presidente di DILA ed Antonio Mencarini), ha intuito di poter diffondere maggiormente la cultura attivando nuovi canali di divulgazione, del tutto fuori dall’ordinario, con il coinvolgimento di imprese e di aziende commerciali quali sostenitori e sponsor.

La pubblicità è diventata strumento per promuovere l’arte e la cultura.

L’Antologia Da Ischia L’arte è la prima pubblicata dopo la nascita dell’Associazione DILA.

Curata da Bruno Mancini e Roberta Panizza con la collaborazione di Antonella Ronzulli e le copertine di Liga Lapinska, si è proposta come prezioso canale di diffusione di pensieri, parole e versi legati a poeti ed a figure di artisti più o meno vicini ai progetti già dai loro albori.

Tra le iniziative ideate da DILA, e che trovano ampia diffusione proprio in questa Antologia, vi è il Premio Internazionale di Poesia “Otto Milioni” (4^ edizione), presentato durante lo scorso 2015 all’Expo di Milano, dove ha trovato, anche in Bookcity, una vetrina d’indubbia importanza internazionale.

Infatti, la quarta edizione del Premio Internazionale “Otto Milioni” (cui hanno partecipato poeti da tutta Italia e dall’estero), ha trovato nell’Expo di Milano la sua vetrina ideale, sia a Giugno 2015 in una performance ideata da Alberto Liguoro, e sia poi ad Ottobre quando, dal 20 al 25 è stata in primo piano nel corso degli eventi denominati “Carro di Tespi” e  Bookcity, durante i quali è stata anche presentata l’Antologia e sono stati resi noti i nomi dei vincitori del Premio.

Un grande risultato specialmente in considerazione dei consensi ricevuti dal pubblico, dagli organi d’informazione e dalle istituzioni, prime tra tutte la CCIAA e l’Assessorato alla cultura del Comune di Milano.

ntologia, accanto alle storie e presentazioni dei personaggi attivi fin dagli inizi al fianco di Bruno Mancini tra cui Panizza, Mencarini, Massaro, Neri, Lapinska e Fiore, propone le poesie finaliste del Premio sviluppate sul tema: “unione, pace, amicizia”.

Ciascun poeta ha raccontato, con un proprio stile e ritmo, le emozioni e le ansie legate ad un argomento così forte e attuale.

Molti lo hanno personalizzato, fino a svelarne i lati più profondi e segreti, altri ne hanno descritto l’aspetto più legato ad un sentire corale rispecchiando il sentimento di un’umanità affranta e devastata dall’egoismo, ma pronta a rinascere.

Come sopra accennato, accanto alla sezione dedicata alle poesie finaliste del Premio Internazionale di Poesia “Otto Milioni”, l’Antologia svela la profonda sensibilità, l’attaccamento alla propria terra e l’entusiasmo della vita di diversi protagonisti, alcuni del gruppo dei pionieri, altri entrati successivamente al loro fianco.

La poetessa Antonella Ronzulli, direttrice editoriale di Litho Commerciale si mostra nella sua veste artistica e imprenditoriale.

Donna semplice e concreta racconta attraverso i suoi versi ora leggeri come carezze, ora graffianti come spine, il suo attaccamento alla vita dalla quale ha ricevuto, suo malgrado, prove molto dure con cui confrontarsi.

Antonio Fiore, poeta e scrittore, nei suoi versi si sofferma sull’uomo, sul senso del destino e sul bisogno di alzare lo sguardo al cielo e pensare oltre questa vita con speranza.

Significativa a riguardo è la poesia “La tela del tempo” che, come commenta Roberta Panizza, “Dipinge davanti ai nostri occhi un paesaggio naturale che è anche percorso metafisico dell’intera umanità”.

Intensa e poliedrica è la vita di Antonio Mencarini, altro protagonista di questo viaggio avvincete centrato sulle diverse esperienze poetiche dei protagonisti.

Esperto di marketing e impresa Mencarini si è appassionato alla poesia fin da giovanissimo restando nel tempo affascinato da autori dialettali quali Viviani, Trilussa, Belli.

Avvolgente e misteriosa è l’arte della lettone Liga Lapinska che, attraverso la poesia e il disegno, guarda alla natura e alle sue sfaccettature cogliendone le essenze tra sogno e nostalgia, immaginazione e verità.

Oltre il tempo e attraverso il tempo dell’uomo ci portano le poesie di Roberta Panizza, innamorata di Ischia, che da dieci anni segue e collabora con Bruno Mancini.

I versi di Roberta Panizza si riempiono delle bellezze di Ischia, ma anche della sua terra, il Trentino, di cui fa intravedere con sofferto silenzio i segni della Grande Guerra, avvenimento devastante che ha segnato i destini di giovani vite innocenti.

Poliedrico per il suo essere uomo di spettacolo, poeta e sportivo di livello internazionale, Pasquale Di Costanzo, detto Dragon, parla non di sé, perché di lui forse già si sa molto, ma di suo padre, uomo coraggioso e pieno di risorse, dalla vita intensa e avventurosa.

Proiettate verso il simbolico e il fantastico sono i racconti e le poesie di Artista di Strada, figura interessante affascinata dall’esoterismo e dalle filosofie orientali.

Sfogliando ancora lungo le pagine di questa avvincente Antologia si incontra il talento a tutto campo nel settore dell’arte di Emanuela Di Stefano. Romana, si dedica con successo alla fotografia, al restauro, alla pittura, al design di arredo.

Anche Aniello Buonocore, ischitano DOC, ha messo in mostra, con risultati da prendere in notevole considerazione, la poliedricità delle discipline artistiche nelle quali ama esprimere le sensazioni indotte in lui dal fascino della sua isola d’Ischia non sempre rispettata con civiltà.

La storiografia degli uomini e delle vicende vissute in Emilia Romagna sono gli argomenti dei libri suggeriti da Enzio Strada.

Fotografie suggestive per gli ambienti e per i personaggi ritratti dagli scatti di Katia Massaro e di Alberto Ghirardini tessono ricami tra le varie parti del libro.

Il cantautore Enzo Salvia, dalla sua Torrenova in provincia di Messina, c’illustra il CD musicale dal titolo “Nelle bugie dei sogni” contenente l’omonimo brano che funge da inno e da colonna sonora in tutte le manifestazioni pubbliche nelle quali sono e saranno presenti l’Antologia e il Premio.

Bruno Mancini, scrittore e poeta, oltre a raccontare di sé e della sua attività di presidente di DILA,  impegnato nel dare visibilità alla poesia attraverso la realizzazione di eventi in cui convergono le diverse arti, lascia che il lettore si incuriosisca accostandosi ai suoi versi intensi e ironici, dove si intrecciano i desideri dell’uomo tra l’amore per la natura e il mare in particolare, il suo bisogno di libertà e quella sensualità rivelata con soffuso umorismo.

E poi… il volume si chiude in maniera brillante proponendo poesie tradotte in inglese dal già citato Antonio Mencarini e dalla poetessa-pittrice americana di origine italiana Pamela Allegretto Franz.

In conclusione c’è da dire che la prima edizione dell’Antologia “Da Ischia L’Arte” è andata esaurita nel giro di meno di tre mesi dalla sua pubblicazione, e che le copie di una seconda edizione sono disponibili su www.lulu.com con il 50% di sconto, accedendo all’url

http://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/da-ischia-larte/paperback/product-22519196.html

Silvana Lazzarino

ANTOLOGIA DA ISCHIA L’ARTE

A cura di Bruno Mancini e Roberta Panizza con la collaborazione di Antonella Ronzulli

Litho Commerciale Editore

Il Dispari 20160118 1 comp

Premio internazionale di poesia

“Otto milioni”

Quinta edizione 2016 con la collaborazione del quotidiano

“Il Dispari”

Il regolamento di partecipazione è disponibile alla pagina

http://www.ildispari24.it/it/premio-otto-milioni-2016/

Info: tel. 3935937717; e-mail emmegiischia@gmail.com

 Premio Otto milioni 2016 sponsor 1

Il Dispari 20160118 tutto ridim

Antologia Da Ischia L'Arte pagina 3 - Foto di Emanuela Di Stefano

Antologia Da Ischia L’Arte pagina 3 – Foto di Emanuela Di Stefano

Scrivi poesie EXPO

Il Dispari 2016-01-11

Il Dispari 2016-01-11

Editoriale

Forse qualcuno di voi ricorderà che in una delle precedenti puntate di questi piacevoli incontri del lunedì avevo accennato a possibili progetti da realizzare con la collaborazione della soprano Paola Occhi, considerando la sua indubbia bravura canora sorretta da un dinamismo difficilmente riscontrabile negli artisti.

Paola Occhi e Santina Amici, infatti, durante la loro pur breve permanenza ad Ischia si son distinte per quella che a me pare essere la più importante prerogativa affinché si possa entrare da protagonisti nella nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Mi riferisco all’umiltà di saper porre in primo piano l’Arte nella sua generalità, tralasciando tutte quelle forme di deleteria vanità personale che comportano l’isolamento dei singoli artisti pur senza aggiungere un qualche valore alla “riconquista del palco di primo piano che compete alla cultura nell’attuale società”.

La soprano Paola Occhi è donna dinamica, impegnata verso lo stesso obiettivo che Roberta Panizza ed io andiamo inseguendo ormai da quasi un decennio.

Per uscire dai concetti e tornare nei fatti, è accaduto che, non appena è rientrata alla sua Mirandola dalla tournée ischi tana, si è subito messa in moto per realizzare quei programmi che avevamo avuto modo di “imbastire” durante la sua permanenza qui da noi.

Non posso illustrare molti dettagli in quanto quasi tutti i progetti sono tuttora in fase di realizzazione, però le notizie che seguono potranno rendere bene l’idea di come stia procedendo a pieno ritmo lo sviluppo di un made in Ischia culturale esportato in Emilia Romagna e a Roma… con prossime destinazioni anche in Basilicata.

Bruno Mancini

Scrivi poesie EXPO

 

MEMORIE D’INCIAMPO

PER NON DIMENTICARE I DEPORTATI AD AUSCHWITZ

 

Uno dei dramma più grandi vissuti dall’umanità, lo sterminio degli ebrei nei lager nazisti durante il secondo conflitto mondiale, ha lasciato una traccia indelebile negli animi e nei corpi di quanti hanno visto, vissuto e raccontato gli orrori di una tragedia senza precedenti.

Articoli, inchieste, interviste, documentari, film, a distanza di anni hanno raccontato la tragedia della shoah che ha lasciato attonito il mondo intero. Una pagina di storia atroce che non va dimenticata.

Gunter DemnigA ricordare quanti scomparvero in seguito delle persecuzioni naziste (tra ebrei, politici, militari), attraverso il simbolo “artistico” di una pietra è stato l’artista tedesco Gunter Demnig che a partire dal 1995 a Colonia iniziò a realizzare incisioni su una sorta di sampietrini – dette  Stolpersteine pietre “d’inciampo” per immortalare i nomi di quanti furono deportati a Auschwitz: una straordinaria mappa della memoria europea che anno dopo anno si è estesa fino a includere oltre 45.000 pietre.

Luogo deputato per queste opere antimonumentali, ma concrete e tangibili a tenere viva la memoria nel presente, è il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto i deportati. Sul marciapiede sono installate le “pietre d’inciampo”, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (10×10) sulla cui superficie superiore di ottone lucente sono incisi: nome e cognome del/lla deportato/a, età, data e luogo di deportazione e, nel caso si conosca, anche la data di morte.

Gunter Demnig ha portato questa opera in Italia facendo così entrare il nostro paese a far parte di questo grande circuito internazionale della memoria. è stato dato così inizio al progetto MEMORIE D’INCIAMPO giunto alla settima edizione, che ha visto l’artista tedesco a partire dal 2011 al 2015 posizionare 226 “pietre d’inciampo”. Questa edizione, curata da Adachiara Zevi, promossa tra gli altri da ANED (Associazione Nazionale ex Deportati); ANEI (Associazione Nazionale ex Internati); Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane di Italia; Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), IRSIFAR (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza) sarà inaugurata lunedì 11 gennaio 2016 alle ore 12.00 a Roma in Via Po, 42 alla presenza del Presidente del Municipio di Roma II Giuseppe Gerace. Lo stesso giorno Gunter Demnig sarà a Roma per installare 11 Stolpersteine (pietre d’inciampo) in memoria di deportati razziali e politici.

Ad affiancare questa edizione sarà il progetto didattico curato da Annabella Gioia e Sandra Terracina: ogni Municipio coinvolto sceglierà una o più scuole cui affidare una ricerca storica sui perseguitati. In ricordo delle vittime della Shoah anche ad Ischia vi sono stati e vi saranno eventi di grande spessore socio culturale: citiamo la celebrazione della Shoah presso la Biblioteca Antoniana dello scorso anno (27 gennaio 2015) cui hanno partecipato tra gli altri Gaetano Di Meglio e Bruno Mancini Presidente di DILA Associazione Culturale Da Ischia L’Arte.

Silvana Lazzarino

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Chiara Pavoni: “Ischia non è solo la bellezza ineguagliabile del suo mare”

Attrice di origini marchigiane, da anni impegnata nel sociale, Chiara Pavoni spazia dal teatro al cinema, dalla televisione alla fotografia come modella, con disinvoltura e professionalità. Dopo un percorso iniziale nella danza studia recitazione, canto e percussioni fino a diventare un’icona del cinema thriller. Da oltre un anno è in scena con un monologo contro la violenza sulle donne “Tragicamente rosso”, diretto da Giuseppe Lorin e sta lavorando a nuovi progetti rivolti a sensibilizzare l’opinione pubblica. La incontriamo per i lettori de Il Dispari e della rubrica “Leggere Cultura”.

Chiara PavoniDare voce ad una tematica come il femminicidio attraverso il teatro che cosa comporta nel panorama culturale attuale?

“Nonostante la sempre più evidente espansione di altre forme di comunicazione che hanno generato i media cine-televisivi e l’universo del web, un immenso mare di immagini e messaggi in cui spesso si perde la concretezza e l’emozione artistica, il teatro ha un ruolo ancora molto importante nella società, poiché è tuttora in grado di suggestionare ed plasmare emotivamente ogni anima del pubblico.”

Come viene recepita la violenza dagli spettatori?

“In questo anno in cui le repliche di Tragicamente Rosso si sono susseguite in giro per l’Italia grazie alla bellezza del testo e alla sapiente regia di Giuseppe Lorin ho avuto la possibilità di raccontare una storia verosimile e toccante che sempre ha raggiunto l’anima degli spettatori facendoli commuovere e riflettere su questo tema tanto tragico, scottante e attuale.”

Qual è il tuo legame con Ischia e che cosa rappresenta per te quest’Isola?

“Ischia non è solo la bellezza ineguagliabile del suo mare e la meraviglia incomparabile della sua natura, ma l’isola Verde è già dagli anni 50 il germoglio del genio creativo, un punto di riferimento culturale di rilievo europeo, un crocevia di esperienze, sensibilità e valori che hanno reso questa isola come un punto di incontro di grandi artisti ed intellettuali, una meravigliosa passerella sul mondo, aperta a tutte le culture.”

Il mondo femminile raccontato attraverso l’arte. Sono state e saranno sempre le donne al centro dei tuoi prossimi spettacoli? Qualche anticipazione.

“Prevalentemente mi piace raccontare attraverso il teatro il mondo femminile e nei prossimi mesi continuerò a portare in scena storie di donne, ad ottobre sono stata ospite del Premio Italia Diritti Umani della Free Lance International Press e ho avuto modo di dare voce con l’arte a tematiche delicate, come la violenza e i diritti negati. Continueremo a girare l’Italia con Tragicamente rosso e chissà magari arriveremo anche ad Ischia!”

Michela Zanarella

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Redazione|Meravigliosamente-Retrò & DILA nella Chiesa degli Artisti

Paola Occhi e  Santina Amici tra musica e poesia

Da sinistra Santina Amici e Paola Occhi

Nella serata del 10 Gennaio 2016 si è tenuto un concerto a Roma nella Chiesa degli Artisti – Basilica Santa Maria Inmontesanto Via del Babuino (Piazza de Popolo).

Protagonista  musicale è stato il duo “Meravigliosamente-Retrò” composto dall’organista Santina Amici e dalla soprano Paola Occhi, la quale si è proposta anche nelle vesti di Ambasciatrice, Responsabile delle Regioni Emilia Romagna e Basilicata in rappresentanza dell’Associazione Culturale “Da Ischia L’Arte-DILA”.

Alla fine dell’applaudito concerto, durante il quale non sono mancati interventi poetici ideati da Silvana Lazzarino (seconda classificata nella quarta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”), la cantante Paola Occhi ha consegnato al Rettore Don Walter Insero una lettera a firma di Valentina Coppola (sua assistente personale) della quale vi riportiamo il testo integrale:

lettera

«Egregio Rettore Don Walter Insero,
Siamo lieti di comunicarle che, grazie ad un benefattore della Scuola di Canto Lirico, possiamo donare, nei prossimi mesi, alla Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo in Roma  un pianoforte digitale, affinché possa essere usato in sostituzione dell’organo non funzionante.

Tutto ciò è stato possibile attraverso la collaborazione tra il Presidente Bruno Mancini e la Direttrice Artistica Roberta Panizza dell’Associazione Culturale “Da Ischia l’Arte – DILA” e la Scuola di Canto Lirico con Santina Amici Coordinatrice Onoraria e Pianista, Anna Bruno Direttore Artistico, e Paola Occhi nel duplice ruolo di Direttore della Scuola di Canto Lirico nonché Ambasciatrice, responsabile delle Regioni Emilia Romagna e Basilicata per conto dell’Associazione DILA. Distinti Saluti. Valentina Coppola (Assistente Personale di Paola Occhi).»

Possiamo dire che ciò è stato possibile solo grazie alla grande bontà e generosità della nostra Soprano, insieme alla collaborazione di DILA e di questo quotidiano!

C’è da precisare che il prossimo 31 Gennaio Paola Occhi assumerà l’incarico di Direttrice della “Scuola Di Canto Lirico” realizzata in collaborazione con Santina Amici che fungerà da Coordinatrice Onoraria e con Anna Bruno nel ruolo di Direttore Artistico. All’inaugurazione, programmata appunto il 31 Gennaio in S. Possidonio (MO), DILA sarà presente con numerosi associati tra i quali va ricordato VOX, al secolo Antonio Mencarini, che leggerà alcune poesie tratte dalle antologie pubblicate da Roberta Panizza e da Bruno Mancini.

E poi… Paola Occhi l’apprezzeremo anche nelle vesti di Direttrice del coro SOL-LA-RE che ha fondato recentemente.

Tutto questo nella prospettiva di una nuova e più ampia serie di eventi che coinvolgeranno tutti loro durante un corposo programma non solo musicale e poetico che inizierà nella nostra isola d’Ischia a partire dalla prossima primavera.

Ringraziando lei e il suo gruppo di collaboratrici, auguriamo loro un futuro all’insegna della musicalità e pieno di soddisfazioni.

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Premio grafica Otto milioni 2016

Bookcity foto finale

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DILA Il Dispari EXPO

Partecipazione antologie LENOIS

Il Dispari: una pagina per DILA

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