Il Dispari 2016-06-06

Il Dispari 2016-06-06

Il Dispari 2016-06-06

Il Dispari 2016-06-06

Editoriale

Questa settimana diamo spazio a due immagini prive di testo, proponendovi la locandina del concorso letterario  “Una poesia per Giulia”, la cui partecipazione è caldeggiata da Angela Maria Tiberi che vi ricordo essere stata la vincitrice della quarta edizione del nostro premio internazionale di poesia “Otto milioni”.

Il concorso letterario si avvale di numerosi ed importanti patrocini tra i quali le Ambasciate in Italia della Tunisia e della Francia.

Per chi vorrà saperne di più è disponibile il sito www.unapoesiapergiulia.it/

L’altra immagine rappresenta la  copertina  del libro di Mariolina Cannarella dal titolo ”Aneddoti  di vita”, in cui la scrittrice ci narra episodi della sua infanzia vissuta in Libia dal 1948 al 1958.

Viste le capacità espressive di Mariolina Cannarela credo che avremo presto modo di presentarvi in maniera ampia le sue attività artistiche e culturali.

Ed ora sollazzatevi con:

I CIUCCI di Facebook

Per la serie Esopo news

Per chi come me ha frequentato le scuole italiane in epoca post bellica, quando l’analfabetismo era una prerogativa della maggioranza del popolo italiano, imparare la giusta collocazione delle desinenze era certamente un compito abbastanza arduo.

Tuttavia alla fine del primo ciclo di studi almeno la grammatica “elementare” diventava patrimonio cognitivo di tutti gli alunni non ritenuti CIUCCI irrecuperabili.

“A, E, I, O, U” era la prima filastrocca esposta a noi bambini per insegnarci a scrivere in italiano e comprendere le letture che ci venivano indicate.

Per molti decenni l’insegnamento della lingua italiana non è cambiato in maniera sostanziale se non per l’esponenziale grado di conoscenze lessicali proprie del popolo in tutte le sue componenti sociali.

Da quando, cioè, negli anni ’50  grandi percentuali di popolazione non avevano mai preso una penna in mano, erano abituate a esprimersi con gesti e in vernacolo, non sapevano leggere, e far di conti veniva considerata una qualifica di grande prestigio pubblico, si è giunti, verso la fine degli anni ’80, attraverso l’istituto della scuola dell’obbligo, alla quasi completa scolarizzazione di tutto il popolo italiano.

Oggi, alle scuole elementari, i così detti CIUCCI irrecuperabili non sono certamente più gli scolari appartenenti alla razza estinta di coloro che non conoscono l’uso delle desinenze!

Come ulteriore preambolo al giudizio di CIUCCI

che con questo articolo intendo assegnare ai moderni insulsi cervelletti che gestiscono imperi finanziari di levatura mondiale, c’è da dire che, nell’attuale epoca di enorme sviluppo informatico, finanche il più economico programma di scrittura è in grado di correggere madornali errori di ortografia come possono essere considerati quelli nei quali siano sbagliate le desinenze.

Poiché nella lingua italiana la desinenza è l’elemento finale variabile di una parola che, unito alla radice, ne distingue il genere (femminile e maschile) e il numero (singolare e plurale); e poiché una caratteristica fondamentale del predicato è che esso deve essere strettamente correlato al soggetto della frase attraverso rapporti logico-sintattici, che si traducono nella concordanza grammaticale, appunto, tra il soggetto e il predicato, “1 post deve essere approvate” non lo scrive a penna nemmeno un bambino di pochi anni!

Soggetto singolare maschile coniugato con un predicato plurale femminile: ahahaha!

In fb può accadere che l’impero imprenditoriale di livello mondiale non abbia pochi soldi per assumere persone dotate di conoscenza elementare della lingua italiana?

Pare proprio di sì!

In fb può accadere che l’impero imprenditoriale di livello mondiale non abbia soldi sufficienti per dotare i suoi dipendenti di programmi di scrittura a correzione automatica?

Pare proprio di sì!

Infine, c’è da dire che NON SOLO con le desinenze non vanno d’accordo i moderni insulsi cervelletti che gestiscono imperi finanziari di levatura mondiale, ma hanno difficoltà anche nel distinguere un accento da un apostrofo, e, volendo cambiare materia di studio, è possibile affermare che pure in aritmetica meritano il titolo di CIUCCI, così come lo sono coloro che non sanno contare fino ad 11 (http://www.ildispari24.it/it/facebook-non-sa-contare/).

La mia fortuna di umile scribacchino è quella di potere commettere errori madornali nelle news che pubblico senza che ciò faccia ridere i polli!

Bruno Mancini   

face non conosce la lingua italiana

ciucci di facebook

face non scrive in italiano 1

Face da i numeri... 1
Il Dispari 2016-06-06

PAOLA OCCHI INCANTA GINEVRA

AL SUO FIANCO DEBUTTA LA PICCOLA SOPRANO VERONICA COPPOLA

Espressività e stile nel modulare le sfumature e gli acuti della voce, eleganza e raffinatezza nel portamento unitamente alla naturalezza con cui sa gestire la scena, fanno di Paola una delle protagoniste più interessanti della scena lirica italiana.

La padronanza tecnica, il virtuosismo che fanno della sua voce un vero e proprio strumento con cui dona ad ogni concerto nuove emozioni, consentono alla soprano di Mirandola di entrare nei ritmi della musica sacra e profana intonando arie di opera e operetta con brani che spaziano dal barocco al contemporaneo.

Con alle spalle anni di studio e un’attività concertistica in diverse città italiane, fin dai suoi inizi Paola Occhi ha saputo entrare in sintonia con il pubblico, non solo per la sua bravura, ma per la naturalezza con cui, accompagnata dalla musica, la sua voce ora intensa ora più soave trasmette emozioni solcando le infinite linee della vita dove silenziose si nascondono attese e speranze, malinconie e addii.

Un percorso affascinante e intenso quello dell’attività concertistica della soprano Paola Occhi anche nel duo “Meravigliosamente Retrò”, cui si affianca l’insegnamento svolto presso la Scuola di Canto Lirico e Poesia in memoria di Lina Cavalieri di cui è direttrice.

La Scuola di Canto Lirico, in memoria di Lina Cavalieri, straordinaria cantante lirica vissuta tra fine Ottocento e prima metà del secolo scorso, nasce da un progetto voluto e portato avanti dalla stessa Paola Occhi, con il sostegno della Pro loco di San Possidonio e coadiuvata da una squadra di figure eccellenti tra cui Anna Di Trani ufficio stampa e fotografa.

La Scuola è unica nel suo genere affiancando alla lirica arti come la danza, la poesia, la musica, il teatro.

Forte del successo con l’inaugurazione della Scuola di Canto Lirico avvenuta lo scorso 31 gennaio 2016 (subito dopo la sua brillante esibizione programmata da DILA e dal Club Il Dragone nella Casa dei Popoli di Barano d’Ischia), Paola Occhi ha proseguito con diversi concerti sia in Emilia Romagna, sia nella Capitale dando spazio a brani di classica, opera e operetta tra sacro e profano. Grazie al suo impegno ed entusiasmo ha aperto due scuole di Canto in provincia di Caserta e dato inizio alla collaborazione con l’Accademia Musicale EUTERPE di Roma.

Il debuttoa Ginevra di Paola Occhi, lo scorso 16 aprile 2016 presso il Conservatorio Popolare “Maison duVieuxLignon”, insieme ai Cambristi, ha segnato l’inizio di un nuovo percorso in Europa dove portare i suoi concerti oltre i confini italiani.

A Ginevra accanto a Paola Occhi ha debuttato nel canto lirico la piccola Soprano Veronica Coppola di gran talento e desiderosa di apprendere ogni dettaglio delle tecniche e i segreti di questa arte così raffinata e poetica.

A soli 10 anni Veronica Coppola, allieva di Paola Occhi mostra già di avere una voce impostata ai ritmi e alle arie del canto, e questo perché la sua insegnante ha visto in lei una dote innata per procedere su questa strada della lirica, impegnativa, ma ricca di soddisfazioni.

A dominare la scena tra classica, opera e operetta sono state le arie di W.A. Mozart, G Paisiello, mentre per l’apertura del concerto Veronica Coppola, insieme alla sua insegnante, ha intonato due brani: “Un Moto di Gioia” di W.A .Mozart e “L’amore è una cosa meravigliosa”.

Proseguendo da sola Paola Occhi ha poi interpretato: Toujour l’Amour, Tace il Labbro.

Un ringraziamento speciale ai Cambristi Lemani per la loro ospitalità in particolare di Lydie Lane.

Anna Di Trani, ufficio stampa e fotografa ha curato gli abiti e l’organizzazione dei concerto.

Paola Occhi per la sua esperienza e professionalità, circa cinque mesi fa è stata nominata ambasciatrice della cultura in Emilia Romagna e Basilicata, per conto della DILA Associazione Culturale “Da Ischia L’Arte” di cui è presidente Bruno Mancini noto scrittore e poeta.

La DILA all’interno del suo programma prevede la diffusione capillare della cultura creando un canale di comunicazione tra le diverse arti a partire dalla poesia.

Silvana Lazzarino

Paola Occhi comp

Il Dispari 2016-06-06

Il Dispari 2016-05-30

 Editoriale

Come abbiamo anticipato nell’editoriale pubblicato il 9 Maggio scrivendo “Tina Bruno ha deciso di volere iniziare a collaborare con la redazione di questa testata”, oggi pubblichiamo il suo primo articolo accompagnato da una breve sintesi della sua produzione in campo artistico e sociale. Nella convinzione che lei entrerà presto e con pieno diritto nel gruppo di autori da voi stimati, le rivolgiamo un caloroso “BENVENUTA!”

La crisi del mondo sociale

Per l’adulto accettare un bambino vuol dire entrare nel suo mondo

La crisi che sta coinvolgendo il mondo della scuola e di altre istituzioni sociali in quest’ultimo periodo è causata dai metodi errati di alcuni operatori che, pur avendo una base di cultura umanistica, non la praticano. Infatti, dove i valori umani sono esaltati, le riforme, la creatività, le arti e l’immaginazione bocciano il “Narcisismo” che perde il fascino dell’onnipotenza.
Alle soglie del “21° Secolo” non si può assistere, né tanto meno si possono accettare, scene di violenza sui bambini da parte di alcuni adulti: insegnanti, educatori, genitori, i quali, dimenticando la cultura dell’infanzia e i messaggi educativi che essa trasmette, condizionano il bambino e il suo apprendimento.
Il progresso di un popolo parte dal rispetto dei valori umani tipici dell’uomo che si distingue dagli animali proprio per qualità superiori, che a volte, però, disconosce.
Così facendo, si annullano secoli di storia e di sviluppo che hanno portato a una nuova concezione del bambino.
Dovere dell’adulto è di favorire al massimo la socializzazione dei bambini, con bambini e con adulti, per far sì che la violenza, essendo il frutto del disadattamento sociale, sia sconfitta.
A detta di molti teorici gli impulsi repressi da piccoli per paura, se non trovano sbocchi, da grandi si ritorcono contro i bambini.
Gli adulti devono usare l’amore e non la violenza quando un bambino sbaglia, fa i capricci o rifiuta qualcosa. Devono apprezzare il suo comportamento, tenendo sempre presente che si tratta di un essere senza storia e che attraverso le varie esperienze giocose, apprendibili, comunicative e relazionali sta imparando a costruirla.
Per l’adulto accettare un bambino vuol dire entrare nel suo mondo e accettare quella sua smania di crescere, esplorare, scoprire, provare che comincia nella culla e non si ferma mai; vuol dire accettare il suo insaziabile bisogno di capire; la meraviglia e lo stupore che prova di fronte alle piccole cose; i suoi perché e dargli la possibilità di farsi un’immagine positiva del mondo che lo circonda.
Vuol dire non forzare il suo fare e agire, dargli tempo, rispettare i suoi prodotti perché sono frutto del suo essere, vuol dire non alzare mai le mani per menare, ma capire il suo comportamento e discutere ordinatamente sulle sue richieste, senza estendere il proprio dominio per auto-realizzarsi. Vuol dire amarlo
Tina Bruno

Note biografiche 

Tina Bruno ha cominciato, solo da qualche anno, a produrre scritti per pubblicazioni giornalistiche, dedicando le sue attenzioni ai bambini con i quali per tanti anni ha condiviso la sua vita.
Ha scritto due libri di poesie e favole per i bambini del nido, uno per quelli che frequentano la scuola dell’Infanzia e Primaria, cinque manuali di formazione per insegnanti ed educatori, cinque volumi di poesia per adulti, uno di novelle e racconti per adulti, e ha partecipato ad oltre centocinquanta antologie riportando primi, secondi, terzi e quinti premi, premi speciali, encomi solenni e diplomi d’onore. Dal MIUR è stata designata nel 2015 per tenere lezioni di favolistica presso quattro scuole facenti parte del progetto “LIBRIAMOCI”. Nel palmares di Tina Bruno c’è scritto che è risultata finalista nel concorso “Salvatore Quasimodo” (ed. Aletti) e in due edizioni del nostro Premio internazionale di poesia “Otto Milioni“ (ideato da Bruno Mancini con la Direzione Artistica di Roberta Panizza).

Il Dispari 20160530 1 comp

ANGHELOPOULOS ALLA PRO BIENNALE

Vittorio Sgarbi ha inaugurato lo scorso 8 maggio 2016 l’apertura della PRO BIENNALE a Venezia presso la Milano Art Gallery Pavilion, negli spazi dell’antico Palazzo Giustinian Faccanon, prima sede storica ufficiale del noto Gazzettino.
Ospite d’onore al vernissage della mostra organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, Vittorio Sgarbi ha festeggiato il suo 64° compleanno attorniato da vip, amici, artisti e fans estimatori.
Tra le personalità e i nomi noti vanno citati Katia Ricciarelli, Francesco Alberoni, Alessandro Meluzzi, José Dalì, e Alviero Martini.
L’esposizione che resterà aperta fino al 30 maggio 2016 ad ingresso libero, ospita, come ogni anno artisti di spicco a livello internazionale tra cui A. T ANGHELOPOULOS la cui opera dai segni e dalle forme avvolgenti racconta dell’uomo nel suo essere costantemente sospeso tra la dimensione terrena e quella spirituale nascosta nei luoghi sottili e imprevedibili di un’esistenza che alterna incertezza e speranza.
Le immagini della sua pittura racchiudono le energie dell’universo ad abbracciare terra e cielo, materia e spirito, di cui l’uomo è protagonista fragile e impotente di fronte a questa esistenza spesso eticamente precaria, dove i legami umani e sociali sembrano sfumare per cedere il passo a chiusure e egoismi.
Aspetti questi evidenziati sulla tela da segni fitti e intricati che vengono via via sostituiti da colori accesi e dalla presenza dell’oro ad indicare una possibile speranza per una comunicazione prima inattesa poi probabile che rimette in gioco la condizione per l’uomo di ritrovare parti segrete di se stesso. Autore di dipinti di straordinario fascino per il loro aprire alla riflessione sugli eterni interrogativi dell’uomo nella sua costante ricerca di quel limite tra visibile e invisibile, Anghelopoulos per questa mostra presenta un lavoro ispirata al tema del “doppio”.
Si tratta di Vita Interiore – Inner Life (2015) ispirata al doppio “Ritratto dei Duchi di Urbino” di Piero della Francesca (1465-72) che si trova alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
L’opera di Anghelopoulos che appartiene ad una serie di ritratti celebri del Rinascimento, riscopre sotto una nuova dimensione la coppia dei duchi d’Urbino volendo rappresentare il lato misterioso e oscuro dell’uomo.
I due coniugi Federico da Montefeltro e Battista Sforza raffigurati da Anghelopoulos mostrano l’altro lato del volto (profilo), quello destro lui, quello sinistro lei, dandosi la schiena.
Una posizione che indica distanza e consapevolezza dei propri ruoli da parte dei due coniugi. Svelando dopo oltre cinquecento anni l’altro profilo, eternamente nascosto, è come se i personaggi tornassero a riappropriarsi di una nuova vita nell’oggi, più autentici e padroni di se stessi.“Un appuntamento sempre molto atteso, quello della mostra Pro Biennale” come ha sottolineato l’organizzatore Salvo Nugnes a conferma della presenza anche per questa edizione di artisti italiani e stranieri di grande interesse nel panorama contemporaneo. Un evento importante per Anghelopoulos che ancora una volta con questa opera regala una visione interiore da cui far riaffiorare quelle zone nascoste del pensiero, dove si celano stralci di un vissuto che si vorrebbe tenere segreto per sempre.
Tra i vip presenti citiamola soprano Katia Ricciarelli che ad Ischia il 4 gennaio del 2011 ha incantato quanti erano presenti al suo concerto presso la Basilica di Santa Maria Maddalena a Casamicciola dove ha intonato tra le altre le arie “Ave Maria” di Gounod e “Panis Angelicus” di Franck.
Silvana Lazzarino

Silvana Lazzarino Manifesto Pro Biennale

Il Dispari 20160530 tutto ridim

Marzia Carocci

Il taccuino rosso di Eleanor

Oggi la cronaca è piena di fatti orribili e, tra questi, non mancano le madri che fanno prostituire le proprie figlie o per povertà, o, peggio, per soddisfare vizi, assuefazioni divenute con il tempo malattie, come il bisogno della droga per continuare a vivere, se vita può considerarsi quella di una persona drogata, come la madre di Eleanor che, razionalmente e con lucidità, induce, anzi costringe la figlia alla prostituzione: “Con il passare del tempo, mamma iniziò a vezzeggiarmi, mi diceva di truccarmi, di esaltare il mio corpo… a volte mi regalava indumenti intimi che trovavo pacchiani… Poi compresi il suo comportamento… entrò un tipo… Mi sentii spogliare e frugare, la sensazione era di un disgusto che mai potrei descrivere con le parole… Staccai la mano da lui come se avessi preso una scarica elettrica e mi allontanai… Mamma mi guardò malissimo… Poi si alzò barcollante, prese le chiavi di casa… chiuse la porta alle sue spalle lasciandomi sola con il suo amico. ” (pagg. 16, 17). Siamo di fronte a un romanzo-denuncia che pone in primo piano il disfacimento della nostra società, né si sbaglia nel dire che è come un pugno nello stomaco che scuote dall’indifferenza e dal disinteresse, che induce a guardasi attorno e ad interrogarsi senza incanti e consolazioni. Marzia Carocci denuncia, punta il dito contro un contesto socio-economico ed etico-morale di cui sono vittime anche la madre e il padre, ma soprattutto denuncia la violenza contro le donne, la pedofilia, mali persistenti della nostra civiltà e che nel romanzo vengono proposti soprattutto attraverso la narrazione di vicende, stati d’animo, emozioni vissute da Eleanor, vittima della madre, a sua volta vittima e carnefice, che la immola, ancora bambina, al dio “Droga”. La violenza contro il sesso femminile è vecchia quanto l’umanità, considerato che la maggior parte dei popoli ha sempre avuto un’organizzazione patriarcale che ha posto le donne, a prescindere dalla loro età, in una condizione d’inferiorità e sottomissione e tanta è la letteratura che propone tale tema, basta ricordare, ad esempio, nell’Ottocento, la manzoniana Monaca di Monza, la piccola Cosette dei Miserabili di V. Hugo o ancora la pura Sonja, di Delitto e castigo di F.Dostoevstkij, o se vogliamo limitarci ai nostri tempi, l’opera di S. Landini, “Ferite a morte”, oppure quella di S. Agnello Hornby, “Il male che si deve raccontare”, o ancora i racconti di D. Maraini in ”L’amore rubato”, etc…
Orbene, “Il taccuino rosso di Eleanor”, a buon diritto, entra nell’alveo di tale letteratura che, come un fiume in piena, si spera possa in futuro contribuire ad eliminare pregiudizi e comportamenti violenti.
Marzia Carocci narra la storia di Eleonor con intensa partecipazione emotiva e ciò giustifica la posizione omodiegetica della narratrice, lo stile sciolto, scorrevole, incalzante nella proposizione di eventi, pensieri, sentimenti e il lessico pulito, che, nonostante la materia trattata, mantiene sempre la decenza, lasciando alla fantasia del lettore ogni esplicazione di comportamenti e parole che, pur nella sobrietà espressiva, la scrittrice lascia intendere
Francesca Luzzio

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ll Dispari 2016-05-23

Il Dispari 2016-05-23

Editoriale

Parlando di poesia non si può prescindere dal prendere posizione su un argomento collaterale molto importante, anzi direi determinante, per la migliore divulgazione delle opere proposte.

Parlo della funzione comunicativa che ci si aspetta avvenga seguendo determinati parametri interpretativi. Per maggiore chiarezza dico che non tutti siamo d’accordo su quali debbano/possano essere gli artifizi linguisti e scenici più consoni alla presentazione in pubblico delle opere poetiche.

Chiarito che io sono decisamente convinto che nessuno meglio dell’autore, sia pure afono e sia pure balbuziente, possa “dare voce” ai suoi versi, esistono altre opinioni intese a privilegiare la professionalità recitativa e scenica del lettore.

Solo per inciso mi piace ricordare la magistrale serie di letture dei suoi versi che Giuseppe Ungaretti ebbe modo di proporre, tanti e tanti anni fa, quando la tv era ancora in bianco e nero e la sera mandava in onda programmi di acculturamento per analfabeti del tipo “Non è mai troppo tardi”. Quella fu per me una folgorazione, tanto era ammaliante, seducente, prepotente, la vis emotiva che ne derivava!

Comunque, riprendendo il discorso generale, esiste un’ulteriore divisione di massima tra coloro che optano per la seconda ipotesi (privilegiare la professionalità recitativa e scenica del lettore) ed essa suddivide la “recitazione” in due categorie, la prima delle quali tende a privilegiare una lettura priva di orpelli e di inflessioni teatrali (vedi il grande Benigni nello show sulla Divina Commedia), mentre la seconda vorrebbe che l’interprete dettasse, attraverso la sua professionalità, le intensità emotive, coinvolgendo il pubblico mediante quelli che inizialmente ho definito artifizi linguisti e scenici, quasi avvicinando l’interpretazione alle peculiarità delle interpretazioni melodrammatiche.

Per me che ho avuto il sommo privilegio di incontrarlo sulla strada dei nostri progetti, convincendolo a diventarne la VOX, Antonio Mencarini è il classico esempio di sintesi e di perfezione interpretativa.

Antonio riesce a bloccare l’attenzione di chi lo ascolta padroneggiando un timbro di voce “parlata” il quale, tutt’altro che anonimo, rende perfettamente l’anima nascosta dietro ogni verso, ma lo fa, ed è qui la grandezza di VOX, lasciando che siano le parole e non i gesti o le inflessioni a condurre l’ascoltatore nel mondo della lirica proposta.

Lui sa come entrare nei sentimenti svelati o nascosti dentro i versi, siano essi composti da parole semplici espresse in maniera naif, o siano elaborati in ermetismi apparentemente inestricabili.

Antonio Mencarini, è un ancien talento naturale, un giovane lettore in pubblico, un amante della poesia da sempre.

Bruno Mancini

Antonio Mencarini

Antonio Mencarini

Il Dispari 20160523 1 comp

Vi racconto l’impossibile

Per la serie Esopo news

Domenica 15 Maggio 2016, ho trascorso una bellissima giornata in compagnia di moglie, figlia e del suo compagno.

Ischia, anche con il cielo coperto e con zone ventose è una meraviglia da scoprire in continuazione.

Verso le 14 abbiamo preso posto in uno dei ristoranti-pizzeria più accorsati di Forio. Tanto per aggiungere qualche particolare, dico che si trova in pieno centro, ha un ottimo rapporto tra qualità, servizio e prezzi e noi siamo clienti abbastanza conosciuti.

Purtroppo la giornata uggiosa non permetteva di pranzare all’aperto e la direzione, visto il notevole afflusso di clienti, ha allestito una sala “provvisoria” in uno dei locali che di solito è utilizzato per la consumazione di gelati, bevande e panini.

Un ambiente rettangolare con tre tavoli allineati su due file. Sala piena di umani adulti più un cane ed un lattante.

A noi è stato assegnato il tavolo al centro della fila di sinistra entrando.

Abbiamo preso posto senza alternare le coppie. Rosalba ed io da una parte e Mirna e Chris dall’altra… vedi piantina.

sala ristoranteComprensibilmente, considerato  il notevole numero di avventori, il servizio ha ritardato più del solito, tanto che abbiamo avuto modo di osservare i comportamenti degli altri clienti, pur se da prospettive diverse. Io verso il cane e Mirna verso il lattante.

Bene, anzi male perché ora racconterò l’impossibile.

La tizia n.1, quella nel mio angolo di visuale, grassa e piuttosto volgare, mangiava una pietanza con del sugo nel quale intingeva in continuazione enormi pezzi di pane: faceva cioè la così detta scarpetta. E va bene, passi pure il “piccolo” schifo .

A noi non erano ancora giunte le pietanze e la scena poteva non essere considerata particolarmente disgustosa, Però, qualche minuto dopo, mentre avevo appena iniziato a mangiare la pizza, mi accorgo che la tizia n. 1, sempre lei, dopo aver masticato una grossa scorza di pane imbrattata con il sugo ormai alla fine, l’ha tolta dalla bocca e l’ha posizionata accanto al muso del cane. Secondo grande schifo! Il cane l’ha leccata un paio di volte, l’ha annusata più volte e poi, disgustato non si sa da cosa, ha girato il muso in segno di nausea. Terzo grande schifo. Sapete cosa ha fatto la tizia n. 1 per completare il poker? L’impossibile: ha raccolto da terra la scorza di pane imbrattata nel sugo e che lei aveva masticato prima di offrire in pasto al cane che l’aveva leccata più volte prima di rifiutarla e l’ha messa, così sporca e schifosa, nel piatto in cui aveva mangiato.

Orrore massimo!

Eppure il massimo non era ancora raggiunto.

Stavo raccontando la vicenda a Mirna incredula, quando la vedo sbiancare, sbarrare gli occhi ed estraniarsi completamente dal mio racconto, bisbigliando “No… è impossibile… non ci credo…”. In effetti stava accadendo che la tizia n 2, più grassa e più volgare della n.1, aveva sdraiato il lattante sul tavolo e gli stava cambiando il pannolino sporco di pupù!

E quindi, a Francesco che ci invita a voler bene ai vicini più di quanto non facciamo nei confronti degli animali rispondo; “Viva i porci e le porche”!

Bruno Mancini

 

Il-Dispari-20160523 tutto ridim

ANDREA VENTURA

RITRATTI SENZA TEMPO DI PERSONAGGI STORICI E DI SUCCESSO

Il fascino e il successo della società americana tra mondanità, spettacolo, politica non poteva sfuggire allo sguardo attento di ANDREA VENTURA, artista milanese, ma ben presto trapiantato a New York dove i suoi ritratti in poco tempo hanno catturato l’attenzione di critica e pubblico tanto da essere tra i più richiesti per le copertine delle più prestigiose riviste americane ed europee.

Tra i maggiori illustratori del mondo Andrea Ventura attraverso uno stile intenso con riferimenti alla pop art ha reso i protagonisti del cinema, della letteratura e della musica, ma anche della scienza e della politica, delle icone perfettamente calate nell’ordinario dando spazio alle loro espressioni. A ripercorrere questa carrellata di ritratti di protagonisti della scena internazionale che hanno lasciato un segno importante nella loro vita con pubblicazioni, scoperte, successi musicali e letterari, è la suggestiva mostra presso la Galleria TRICROMIA a Romain Via della Barchetta, 13, aperta fino al 28 maggio 2016.

Tra i protagonisti dei ritratti citiamo Eugenio Montale che, nella sua raccolta “Satura” (Mondadori, 1971), in data 22 ottobre 1967 fa riferimento ad Ischia, nel pieno del suo sviluppo turistico con autobus stracolmi di vacanzieri tedeschi, scrivendo:

“Spesso ti ricordavi (io poco) del signor Cap.

L’ho visto nel torpedone, a Ischia appena due volte.

E’ un avvocato di Klagenfurf, quello che manda gli auguri.

Doveva venirci a trovare…”;

e citiamo Woody Allen, regista e attore, che ha ricevuto il “Foreign Award”nel 2011 all’Ischia Film Festival. (nato con l’intento di conferire un riconoscimento artistico alle opere, ai registi, ai direttori della fotografia e agli scenografi che hanno valorizzato “location” italiane o straniere per invogliare nello spettatore il desiderio di conoscerne e visitarne le bellezze) realizzato dall’Associazione Culturale Art Movie e Music ed il cui ideatore e Direttore Artistico è l’ischitano Michelangelo Messina

La galleria Tricromia, specializzata nell’arte dell’illustrazione apre i suoi spazi a Andrea Ventura artista visivo tra i più̀ richiesti al mondo che nei suoi lavori mira a far emergere quella forza espressiva nei volti dei suoi soggetti grazie ad un tratto deciso e ad una scelta particolare di alcune tonalità̀ di grigio, verde e azzurri che accostati in modo diverso danno ai soggetti una particolare intensità nello sguardo e nella posa, spesso vigorosa e statuaria.

La mostra ANDREA VENTURA “NEW YORKER E DINTORNI” che si richiama nel titolo alla “casa” lavorativa per eccellenza, il New Yorker dove lo stesso artista è stato per diversi anni, realizzando importanti lavori, conduce il visitatore entro uno scenario dove si svelano storie di glorie e successi attraverso impegno e ricerca, speranza e coraggio, storie ordinarie eppure straordinarie vissute da uomini e donne divenuti famosi, unici per quanto raggiunto.

Da Eugenio Montale a Woody Allen, da Robert Darwin a Samuel Beckett, da Sigmund Freud a Carlo Levi, da Orhan Pamuk ad Elsa Morante, fino a Jean Luc Godard e David Bovie, essi sono rappresentati da Ventura come statue a mezzo busto, impassibili e calmi, attenti e acuti, talvolta superbi e vincenti negli sguardi che catturano per intensità e vivacità. Nel raffigurare i suoi protagonisti in una posa plastica Ventura li proietta come in una specie di gianicolo personale dove si evince un riferimento ai busti dei garibaldini visibili all’alba nelle passeggiate romane sul Gianicolo.L’esposizione presenta anche numerosi disegni e copertine delle più prestigiose riviste americane ed europee. Il ritratto di Hoellebecq, scrittore e saggista francese scelto per il manifesto della mostra è stato realizzato per Harper’s nel 2015.

Silvana Lazzarino

 

ANDREA VENTURA

“NEW YORKER E DINTORNI”                                                                       

Galleria TRICROMIA

Via della Barchetta, 13 – 00186 Roma

orari dal martedì al venerdì 15.00 – 19.00

sabato 10.00 – 19.00

fino al 28 Maggio 2016

per informazioni tel 066896970 / 3397856006

Ritratto Michel-Hoellebecq mostra ANDREA VENTURA NEW YORKER E DINTORNI

Ritratto Michel-Hoellebecq
mostra ANDREA VENTURA NEW YORKER E DINTORNI

Bruno oggi parliamo di IL DISPARI

Il Dispari 2016-05-16

Il Dispari 20160516 comp

Editoriale

Oggi, prima di dare parole all’argomento del quale ho in programma la trattazione, sento il bisogno di partire con una premessa, piuttosto articolata, atta a consentire l’autentica interpretazione del brano con il quale mi propongo d’illustrare, in maniera tanto succinta (molto) quanto poco accademica (spero) “Dalla sedia alla poltrona”, ovvero quello che in un precedente editoriale  ho definito come “il pamphlet scritto da Nicola Pantalone”.
Inizio da “Pamphlet” riconducendone il significato alla sua origine latina, quando, un tizio tuttora sconosciuto e in un luogo molto vago situato tra l’attuale Francia e l’Italia, in un anno indefinito del XII secolo, scrisse la commedia latina medievale in versi dal titolo, anch’esso non perfettamente definito, di “Pamphilus seu de amore – o Pamphilus de amore”.
L’opera, d’impronta ovidiana, conobbe grande fortuna e diffusione in tutta l’Europa letteraria del XII secolo e divenne nota in Francia con il titolo popolare, appunto, di Pamphilet, oggi Pamphlet.
Ai dotti tra voi che, dopo aver letto il Pamphlet scritto da Nicola, mi contesteranno (con buone ragioni) le dissonanze stilistiche tra il latino “Pamphilus seu de amore – o Pamphilus de amore” e l’attuale “Dalla sedia alla poltrona” propongo ciò che Wikipedia scrive: “Dal punto di vista esteriore, il pamphlet è spesso un testo breve… (omissis). Siccome i pamphlet erano a basso prezzo e facili da produrre, furono spesso utilizzati per diffondere idee personali… (omissis). Tendenzialmente, l’autore del pamphlet presenta il proprio testo come uno sfogo estemporaneo, come una reazione viscerale di fronte a una situazione… (omissis)
Un altro tratto tipico è l’equiparazione della presa di parola a un atto di coraggio: l’autore è, nella generale acquiescenza e omologazione delle idee, l’unico individuo in grado di cogliere gli eventi nella piena luce della verità.”
Ogni vita può diventare racconto quando si avverte l’esigenza di narrarla”, così inizia la prefazione scritta da Lina D’Onofrio per il “pamphlet di Nicola.

Allora, chiarito che “pamphlet” è il riconoscimento di una forza divulgativa nata mille anni fa, devo ancora precisare “perché” Nicola Pantalone compare in questa pagina. Ciò in quanto, se (in un’ipotesi molto probabile) qualcuno tra voi, conoscendo il rapporto amichevole che intercorre tra me e Nicola, fosse propenso a pensare che io intenda “magnificare” l’amico per le caratteristiche letterarie del suo libro, allora a lui/loro suggerisco un’interpretazione capovolta, tramite la quale, dalla lettura di questa nota risulta evidente che a Nicola,  autore di “Dalla sedia alla poltrona”, è riservata la giusta gratificazione per essere un mecenate distributore di emozioni verso amici e conoscenti.
“Dalla sedia alla poltrona”, si presenta come l’autobiografia artistica di colui che da una sessantina d’anni canta e suona con il mare e il sole ischitano a passeggio tra dita e ugola.

Si presenta, ma in realtà non lo è poiché il testo viene meno ad alcuni dei requisiti canonici delle autobiografie: il narcisismo, l’autoNicolaeMinareferenzialità, la voglia di stupire e, non ultimo, manca l’oblio in cui, nelle autobiografiche, vengono di solito adagiati i personaggi che nella storia reale abbiano svolto ruoli secondari.
Nicola, invece, non perde occasione per decantare le doti dei suoi amici del lungo viaggio musicale che l’ha portato ad esibirsi in centinaia di locali e alla presenza di spettatori internaziNicolaeBaudoonali.

A Mina, Pippo Baudo e ad altri personaggi super famosi del calibro di Bert Grund o di Mario Merola, tutti intervenuti con apprezzamenti positivi per la sua musica e per la sua simpatica umanità, non è stato riservato, nelle 70 pagine del volume, più spazio o più amabile considerazione di quello che Nicola ha dedicato a Franco Di Costanzo, Ugo Pirone, Rino Lange,  Aurelio Buono, MarioNicola e Merola comp Di Noto, Enrico Roja, Gino Pinto, Saverio Toma,  Gianni De Luca, Pepito Casanoiva e tanti, tanti altri musicisti dei quali solo pochi lettori, forse, hanno ancora qualche sbiadito ricordo.

Far occupare alla musica il trono di regina –mai tiranna, ma mai contestata o contrastata- di un’esistenza vissuta a briglie sciolte è una felicità nascosta, comprensibile solo a coloro i quali abbiano il sangue blu delle passioni prive di secondi o terzi fini. La passione per l’Arte, sinonimo di Vita è pregio abbastanza raro. Nicola Pantalone ha saputo, scrivendo “Dalla sedia alla poltrona”, rendere onore alla sua e a quella dei suoi amici.
Bruno Mancini

Dalla sedia alla poltrona copertina comp

Il Dispari 20160516 1 comp

Silvana Lazzarino

TRA I FINALISTI AL PREMIO INTERNAZIONALE A.U.P.I.  di Milano
La Casa Editrice Otma Edizioni di Otmaro Maestrini, attiva da trent’anni e che organizza con successo importanti Premi letterari, dalla poesia alla narrativa toccando anche le arti pittoriche, in collaborazione con il Comune di Milano, quest’anno ha di nuovo indetto il PREMIO INTERNAZIONALE A.U.P.I. Albo Ufficiale Poeti Pittori Italiani.
Un premio prestigioso dedicato alla poesia (in lingua italiana e in vernacolo), al libro edito, al libro di narrativa inedito, e alla pittura, che ha visto la partecipazione di numerosi poeti e artisti non solo italiani, le cui opere sono state ritenute di alto livello sotto il profilo dello stile e dei contenuti.
La cerimonia di premiazione tenutasi a Milano presso il Circolo Alessandro Volta, introdotta da Otmaro Maestrinied, ha visto una giuria composta da nomi prestigiosi del panorama letterario quali: Lorenzo Croce, Lucia Ferrante, Cristina Flumiani, Ugo Perugini e Maria Teresa Piantanida. Elisabetta Viviani, nota subrette ed anche pittrice intensa ed espressiva, ne è stata la sorridente conduttrice.
Tra i poeti finalisti per la Sezione Poesia a tema libero cui è stato consegnato il Diploma con grande Medaglia Aurea è stata premiata, e tutta la redazione di questa testata si complimenta con lei,  anche la nostra opinionista Silvana Lazzarino (finalista con menzione d’onore) per la poesia L’albatro che riportiamo qui di seguito.
Lo scorso anno nei due Premi della Otma Edizioni “Premio A.U.P.I” e Premio Internazionale “Città di Varallo” cui ha partecipato per la sezione libro edito, Silvana Lazzarino si era classificata al quarto posto assoluto rispettivamente con “Oltre le immagini Tra visione ed emozione” (Pagine srl 2014) e “Cosmogonia” (Edizioni Progetto Cultura 2013). Raccolte poetiche che si soffermano sui ritmi del pensiero. Attraversare l’esistenza tra visibile e invisibile partendo dai luoghi della natura: scrigno di possibili verità.
L’albatro
Un volo senza meta
libero, istintivo
ad ali spiegate
lungo le distese marine
incontaminate
nella solitudine di un cielo
plumbeo, grigio
che prepara alla tempesta.
Tempesta dei sogni
verso l’oscuramento del mondo.

Il Dispari 20160516 tutto ridim
Aniellantonio Mascolo e il padre dei Fauves
MATISSE IN MOSTRA A TORINO A PALAZZO CHIABLESE

L’opera dell’artista ischitano Aniellantonio Mascolo (1903-1979), che nella sua Ischia ha sempre trovato fonte di ispirazione, è stata accostata a quella di Matisse.
Sebbene abbia rinunciato al colore, ma non alla luce in contrasto con gli sfondi scuri, Mascolo si è richiamato al padre dei Fauves per l’uso di forme semplici e appiattite ancorate però ad un certo realismo con cui ha rappresentato i suoi soggetti legati al mondo dei contadini e dei pescatori.
L’energia del disegno, l’uso di un colore puro seppur disteso sulla tela in modo originale nel far emergere figure e oggetti attraverso rappresentazioni dove non esistono più profondità e chiaroscuri, diventano i punti di forza su cui si fonda il movimento dei Fauves nato agli inizi del Novecento di cui Henri Matisse è figura di spicco, originale per la sua potenza espressiva evidenziata dall’uso di una linea incisiva e dal colore avvolgente.
A Matisse che con la sua arte ha rivoluzionato la pittura del Novecento dando inizio ad un nuovo modo di riprodurre la realtà, distante dall’oggettività, è stata dedicata un’interessante esposizione a Torino presso Palazzo Chiablese. Matisse, e il suo tempo, promossa dal Comune di Torino– Assessorato alla Cultura, ha offerto un percorso a scoprire l’universo dell’artista capace, come pochi, di far vibrare il colore nei suoi rimandi espressivi imprimendo alla linea forza ed energia, eleganza e bellezza.
Le circa cinquanta opere di Matisse e quarantasette di artisti a lui contemporanei quali Picasso, Renoir, Bonnard, Modigliani, Miró, Derain, Braque, Marquet, Léger –tutte provenienti dal Centre Pompidou di Parigi- hanno descritto la poetica del grande “maestro dei colori”, le influenze nella produzione e l’esatto contesto delle amicizie e degli scambi artistici. Attraverso dieci sezioni è stata ricostruita la carriera del padre del Fauvismo: dai suoi esordi alla fine dell’Ottocento fino alla sua scomparsa negli anni Sessanta del Novecento; un viaggio alla scoperta del grande precursore delle avanguardie storiche e allo stesso tempo degli altri artisti che hanno animato Parigi nella prima metà del XX secolo.
Accanto alle sottili influenze, le fonti comuni d’ispirazione, è stato evidenziato anche una sorta di “spirito del tempo” che, come un filo rosso, ha unito Matisse agli altri artisti durante il modernismo degli anni Quaranta e Cinquanta.
Il tema della figura umana affrontato seguendo, come per le nature morte e gli ambienti interni una concezione antitradizionale, si sofferma sull’immagine femminile descritta con la sua purezza, sensualità, ed un sottile mistero.
Accanto ad Odalisca con pantaloni rossi (1921) sono state esposte le rappresentazioni dell’atelier: L’Atelier IX (1952-56) di Braquee Lo studio, (1955) di Picasso.
Partendo da figure appiattite e linee controllate, Matisse passa alla tecnica divisionista della separazione dei colori, guardando poi alla bidimensionalità e agli aspetti volumetrici di Cezanne per definire una propria ricerca nel costruire la sintesi della forma definita dal disegno e rivestita dal colore che diventa tessuto avvolgente con cui la figura è proiettata nel contesto rappresentativo.
Inoltre opere di Matisse quali Icaro (1947), Grande interno rosso (1948), Ragazza vestita di bianco, su fondo rosso (1946) sono state messe a confronto con i quadri di Braque Toeletta davanti alla finestra (1942), di LégerIl tempo libero–Omaggio a Louis David (1948-1949) edi Picasso Nudo con berretto turco (1955).
Silvana Lazzarino

Matisse e il suo tempo a Torino

Matisse e il suo tempo
a Torino

Il Dispari 2016-05-09

Il Dispari 20160509 comp

Editoriale

L’editoriale di questa settimana, più di quanto non sia successo finora, vorrebbe disporre di numerose pagine per fomentare la vostra attenzione verso processi culturali quasi tutti disattesi, ingiustamente, dai “padroni del vapore”.
Con ciò volendo intendere gli organi d’informazione che sono pedisseque emanazioni di lobby editoriali.
1) Si è chiusa al Museo di Villa Arbusto, con successo di critica più che di pubblico, la mostra “C’era una volta…” promossa dal Centro per la Letteratura Estone per Bambini di Tallinn, dall’Associazione Italia Estonia di cui è Presidente Ülle Toode, dal Centro Studi sull’Estonia e il Baltico con il supporto di ELKK e la partecipazione dell’Ambasciata di Estonia e il patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica di Estonia.
2) Nicola Pantalone, Nik per tutti, ha stampato un pamphlet sulla sua storia artistica “Dalla sedia alla poltrona” in cui scrive, poco poco, dei suoi incontri con una certa Mina, con un certo Pippo Baudo e con altri personaggi super famosi del calibro di Bert Grund o di Mario Merola e, tanto per non lasciarsi andare alle nostalgie dei ricordi ha anche composto una nuova canzone  “Il brivido più lungo”, vibrante di un’impercettibile ma decisa sensualità.
3) Jo Scaglione ha gratificato l’antologia “Otto milioni 2016” rilasciando licenza di pubblicazione per tre sue poesie edite nella raccolta ”A ritroso nel tempo“.
4) La cantante Rita Cuccaro ha deciso di presentare ad Ischia il suo nuovo CD, contenete canzoni scritte per lei da musicisti di tutta Italia, subito dopo l’inaugurazione della nuova scuola di canto e di musica che avvierà con la nostra ambasciatrice Paola Occhi che ne fungerà anche da Direttrice Artistica.
5) La scrittrice Tina Bruno, ha deciso di volere iniziare a collaborare con la redazione di questa testata.
6) Il critico d’arte Enzo Ruju è in contatto con Pasquale “Dragon” Di Costanzo per organizzare qualcosa di speciale in ambito artistico nell’isola d’Ischia.
7) Gli organi amministrativi dell’Associazione nazionale AICS hanno messo all’ordine del giorno della loro prossima convocazione assembleare il patrocinio ad un nostro progetto culturale.
8) Dall’ufficio preposto alla definizione del palinsesto del prossimo Bookcity ci è stata garantita la disponibilità di una loro sede per lo svolgimento di un nostro evento culturale attinente la quinta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”.
9) Ad EXPO in città abbiamo inoltrato domanda di partecipazione che, realisticamente, riteniamo verrà approvata così come è accaduto per l’omologa dello scorso anno.
10) La CCIAA di Milano ci ha invitati a presentare progetti sponsorizzabili da inserire nella bacheca dell’Ente.
11) Il gemellaggio tra Ischia e Torrenova sta riscuotendo l’interesse di molte altre località, tanto che è probabile addirittura l’avvio di una richiesta da parte di una CAPITALE europea.
12) Ecc.
Dall’inizio di Aprile abbiamo preparato un elenco di Artisti attingendo dall’antologia “Adotta una poesia”, in quanto essa fu edita con la sponsorizzazione di questa testata giornalistica e con la fattiva collaborazione di Gaetano Di Meglio. Di Nunzia Zambardi, Vito Iacono, Maria Bigazzi ed Elisa Barone abbiamo scritto  nelle passare settimane; di Sacha Savastano scriviamo oggi, e restano in attesa le presentazioni  di Virginia Murru, Michela Zanarella, Maria Calise, Antonio Mencarini, Alberto Liguoro, Nunzia Binetti, Luciano Somma, Antonio Guarracino, Liga Sarah Lapinska, Vera Roke, Katia Massaro.
Sacha Savastano
Nasce a Napoli nel 1984 e si trasferisce a Ischia fin dell’adolescenza.
Pur trovandosi catapultato in una realtà del tutto diversa, riesce quasi subito a tradurre le sue molte passioni artistiche e sociali in iniziative concrete, specialmente inerenti l’aggregazione giovanile (privilegiando l’allora neonato medium di Internet), figurando tra i fondatori di quell’embrionale agorà telematica che fu Ischianet.org, tra i primi esempi in Campania di Community Online.
Riesce anche ad assecondare la sua passione per la musica, divenendo apprezzato cantante di diversi gruppi rock locali di buon successo.
Al momento della scelta del corso di studio, è stato naturale dare seguito all’amore verso il comunicare, iscrivendosi e laureandosi con lode in “Scienze della Comunicazione” a Napoli. Nel frattempo, ha intrapreso la carriera giornalistica scrivendo per alcune free press locali e curando la rubrica culturale di alcuni siti Internet di divulgazione scientifica.
Ovviamente, l’approccio alla Poesia dell’Autore non poteva non risentire di interessi tanto variegati.
In alcune poesie di Sacha Savastano si può leggere finanche un tormento interiore manifestato nella sua più cruda essenza.
Lui, autore disinibito, non nasconde i propri dubbi, i propri dolori dietro parole edulcorate ed ovattate.
Getta sul piatto della poesia versi e parole che paiono illuminare l’ambiente in cui si pone ad agitare i suoi pensieri di una fredda luce al neon che nulla nasconde e tutto il proprio disagio interiore vuole esternare, come ad esorcizzare la potenza distruttiva della sofferenza e del male.
Savastano si muove controcorrente nel grande fiume della poesia contemporanea che il più delle volte vede i propri versi farsi voce unicamente per idilliache espressioni sentimentali o lamento straziato di cuori romanticamente infranti.
Anche quando si fa sognante, questo autore mantiene il senso pieno della realtà dell’esistere e del soffrire e ci fa partecipi di toccanti pur se implacabili stati interiori noti certo a molti e che poco hanno a che vedere col languido e quasi compiaciuto male d’amore.
Sacha Savastano è un autore che lascerà tracce evidenti di innovazione e di spregiudicatezza.
Bruno Mancini

Il Dispari 20160509 1 comp

EGOSUPEREGOALTEREGO

In questa società dominata sempre più dalla forza dell’immagine capace di comunicare, nell’immediato, fatti, azioni ed emozioni, si sta facendo strada il bisogno di apparire dando sempre più spazio al proprio ego che esprime la necessità dell’individuo di mostrarsi il più possibile.
In questa ricerca di visibilità attraverso le immagini, un ruolo importante lo svolgono i media che guardano al compiacimento dell’ego di ciascun soggetto nel suo mostrarsi e farsi notare.
Sul concetto di immagine legata al volto e al corpo che rappresentano la fisicità della persona si orienta la mostra EGO-SUPEREGO-ALTEREGO VOLTO E CORPO CONTEMPORANEO DELL’ARTE in corso al MACRO -Museo d’Arte Contemporanea di Roma- fino all’8 Maggio 2016. Curata da Claudio Crescentini, essa propone un’analisi del volto e del corpo attraverso diverse opere in cui l’artista si fa rappresentare e si auto-rappresenta.
Volti e corpi sono restituiti attraverso dipinti, fotografie, installazioni site specific, stencil di diversi artisti contemporanei su cui gioca il concetto di egocentrismo e di protagonismo.
Il percorso offre quindi un’analisi del volto e del corpo nell’arte contemporanea con particolare attenzione alle fotografie ed ai filmati in cui l’artista stesso è protagonista nel suo rappresentare e autorappresentarsi, divettando attore e spettatore insieme.
Accanto ad opere in cui l’artista si autorappresenta come quelle di Vito Acconci, Franco Angeli, Giorgio de Chirico, Stefano Di Stasio, Giosetta Fioroni, Bruce Nauman, ve ne sono altre in cui è lui stesso ad essere ripreso, “rappresentato”, da un altro artista, come nelle fotografie di Claudio Abate, Marco Delogu, Mimmo Iodice, Nino Migliori.
E poi vi sono opere di Ennio Calabria, Luigi Ontani, Luca Maria Patella, Sissi, Sten e Lex dove l’artista, pur non ritraendo se stesso, si ritrova in un altro personaggio da lui ripreso.
Sul gioco del rivedersi e del riprendere si indirizza il doppio focus dedicato ad Alberto Moravia e Achille Bonito Oliva.
I ritratti di Moravia realizzati da Renato Guttuso, Carlo Levi e Mario Schifano e quelli di Achille Bonito Oliva realizzati da Sandro Chia, Francesco Clemente e Mario Schifano diventano occasione per esplorare i modi con cui viene colto e restituito lo sguardo della persona, compresa la sua gestualità.
Nell’ambito dell’esposizione rientra la rassegna di film e video IO È UN ALTRO (auto) ritratti d’artista dalla collezione della Cineteca nazionale e del MACRO con proiezioni di film d’artista e video in cui gli artisti, fra gli anni Sessanta e Ottanta si sono soffermati sul tema del volto e del corpo umano con prospettive di autorappresentazione e presentazione di grande impatto tecnico e visivo.
Nel percorso anche il fenomeno del selfie che si è imposto rapidamente a livello mass-mediale, dando al volto e al corpo, nuovamente, un ruolo di primo piano nella società.
Tra gli artisti citati Mario Schifano, esponente della Pop Art italiana, è stato protagonista di diverse mostre in terra napoletana tra cui quella a Salerno presso la Galleria Il Catalogo nella primavera del 2015 e quella più recente a Nola “Ratio et obsessio” allestita presso il convento di Santo Spirito dove sono state esposte 50 sue opere rare.
Silvana Lazzarino

immagine mostra macro 3

Il Dispari 20160509 tutto ridim
Cod 12: Marta Zemgune

L’estate, la terra del fuoco
L’autunno… L’eclisse del sole,
e poi la luna piena e rossa come sangue.
Dove sono le tracce, le schegge
dalle illuminazioni del sole?
Non c’é la soluzione in un’altra costa.
Il cielo…
Dove c’è il ballo dell’amore?
L’amore mio…
L’estate…
Come il desiderio del profumo
dei gelsomini.
La terra del fuoco e gli amanti innocenti,
inoltre, prigionieri dietro se stessi.
Il mio territorio predestinato.
Mentre raggiungerai di nuovo la costa,
mai lasciata.

Cod 22: Mario Di Nicola

Gennaio 1976
Lavo delicatamente i respiri.
Mescolo zucchero e ferro,
per riempire le mie vene.
Nel caldo focolaio della cucina,
addomestico fiamme di quercia.
Mio nonno dorme.
I suoi pantaloni verdi di velluto,
a ricordo del mezzadro.
Spinto.
Fuori nevica,
e le patate bruciate,
ombrano di scuro i denti.
Il gatto struscia alla gamba del tavolo,
mia nonna saggia,
prepara maglie per l’inverno.
Io,
guardo negli occhi una mosca.
E penso di essere l’unico a farlo.

Cod 2: Silvana Lazzarino

Il bacio
Con la velocità di un battito di ciglia,
con la forza dirompente di un uragano,
con la leggerezza nel posarsi di una farfalla sui petali di un fiore,
l’energia di un bacio sfiorato, deciso,
avvicina, unisce due corpi, due anime
emozionandole
lasciando dietro tutto il resto.
Mentre intorno una luce si disperde
a donare vitalità e incanto a questo attimo
che diventa eterno.

coupon (2) 20160509

Bruno Il dispari

Partecipazione antologie LENOIS

Il Dispari: una pagina per DILA

Il Dispari 2015 – 05 – 25

Il Dispari 2015 – 06 – 01

Il Dispari 2015 – 06 – 08

Il Dispari 2015 – 06 – 15

Il Dispari 2015–06–22

Il Dispari 2015–06–29

Il Dispari 2015-07-06

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IL DISPARI 2016

Il Dispari 2016-01-04

Il Dispari 2016-01-11

Il Dispari 2016-01-18

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Il Dispari 2016-03-14

Il Dispari 2016-03-21

DILA   

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Il Dispari 2016-04-25

Il Dispari 2016-04-25

Il Dispari 2016-04-25

Editoriale

considerata l’amabile accoglienza ricevuta dall’editoriale dell’11 Aprile nel quale abbiamo ripreso
due stralci di presentazioni (di Nunzia Zambardi ad opera di Arianna Mercanti e di Vito Iacono scritto da Roberta Panizza) pubblicati nell’antologia “Adotta una poesia”(Edizione Lulu – http://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/adotta-una-poesia/paperback/product-20480490.html– ISBN 978-1-4717-1209-8), ne è scaturita la logica conseguenza di continuare a dare spazio a succinte carrellate di Artisti che, a vario titolo e in differenti occasioni, hanno fatto parte delle iniziative Made in Ischia realizzate con la Direzione culturale di Roberta Panizza.
A tale scopo abbiamo preparato un primo elenco di Artisti ed il relativo calendario di pubblicazione attingendo dalla già citata antologia “Adotta una poesia”, in quanto essa fu edita con la sponsorizzazione di questa testata giornalistica e con la fattiva collaborazione di Gaetano Di Meglio.
Maria Bigazzi, Elisa Barone, Michela Zanarella, Maria Calise, Antonio Mencarini, Alberto Liguoro, Virginia Murru, Nunzia Binetti, Luciano Somma, Sacha Savastano, Antonio Guarracino, Liga Sarah Lapinska, Vera Roke, Katia Massaro, Nunzia Zambardi, sono i quindici personaggi che, due per settimana, compariranno su queste colonne tramite i testi pubblicati appunto in “Adotta una poesia”. Non ve ne sveliamo la cronologia di pubblicazione, per non farvi perdere il piacere della sorpresa nel momento in cui andrete in edicola ad acquistare le vostre copie del giornale!
Con la ovvia avvertenza che si tratta di articoli scritti alcuni anni fa (a firma mia e di Roberta Panizza) sui quali non è stato effettuato alcun intervento di aggiornamento, che ne pensate di dare la precedenza a due gentilissime Signore?
Silvana Lazzarino, dinamica, intraprendente e dagli interessi plurimi, aggiunge a questa pagina un’intervista al giovane campione Tommaso Occhi.
La pagina viene chiusa da tre poesie finaliste della quinta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni” scritte da Antonella Ronzulli, Giuseppe Capoluongo, Ester Margherita Barbato.

Maria Bigazzi
Nasce nel 1956.
Vive la sua infanzia in campagna nel Valdarno fiorentino, a contatto con la natura.
All’età di otto anni si trasferisce a Firenze, dopo la perdita del padre, dove attualmente vive e lavora.
Ha iniziato a dipingere fin dall’adolescenza come autodidatta.
Dopo gli studi professionali ha maturato la sua esperienza artistica attraverso la ricerca e lo studio di diverse tecniche espressive e pittoriche, dall’olio all’acrilico per approdare infine all’acquerello. Partecipa assiduamente a vari eventi e manifestazioni artistiche in tutta Italia.
È iscritta all’Associazione artistica UCAI e ANLA di Firenze.
Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive in varie Gallerie d’arte a Firenze e zone limitrofe.
Oltre alla pittura si dedica anche alla poesia e alla fotografia ispirandosi alle emozioni e meraviglie della natura, cercando di coniugare l’espressione “bellezza-dolcezza” in un unico dualismo artistico: la bellezza della pittura, la dolcezza della poesia e la meraviglia della fotografia.
Le pennellate vaporose, la selettiva determinazione delle tinte quasi mai miscelate sulla tela, né mai ripetitive, la visione paesaggistica propria di uno spirito artistico proiettato verso quanto di più positivo e lucente possa offrire la natura, fanno delle composizioni pittoriche di Maria Bigazzi un gradevolissimo connubio di sogno e di realtà, di tecnica e di sperimentalismo, di passioni
e di meditazioni che calano i disincantati visitatori delle sue mostre e del suo atelier nella condizione di Nirvana propria dell’estasi artistica.
Maria Bigazzi è artista a tutto tondo proponendosi anche come scrittrice di testi poetici.
Insieme a Liga Sarah Lapinska, Maria è l’unica Pioniere di LENOIS a far parte di questa nuova antologia sia nella sezione immagini sia nella sezione poetica.

Elisa Barone
Vive a Como dove tuttora svolge la professione di avvocato da oltre la metà dei suoi anni, ma è nata a Salerno.
Ha usato poesia e narrativa per comunicare sentimenti, ricordi, rimpianti, struggimento e commozione anche per fatti non vissuti direttamente ma, talvolta, empaticamente condivisi.
Ha pubblicato una silloge dal titolo “Farfalla” (ed. Ikona, Como, 2001), un libro di narrativa dal titolo “Il romanzo che non c’è” (ed Il Filo, Viterbo).
Poesie e racconti sono pubblicati in varie antologie e si è distinta con importanti riconoscimenti in molti premi letterari.
Della sua passione per la scrittura dice: “Fin dall’infanzia la poesia mi è stata compagna, sfogo, evasione e non ha mai voluto essere altro che un modo di esprimere in versi sentimenti, ricordi, pensieri, emozioni personali o empaticamente condivisi. La prima parte della vita si è svolta a Salerno, l’altra a Como; le due parti della vita, per la diversità dei luoghi, delle abitudini, dei legami affettivi, del clima, dei paesaggi, dell’età sembrerebbero contrapposte eppure si ovrappongono nelle poesie in cui presente e passato si intrecciano, sfumando l’una nell’altra fra ricordi e nostalgia, rimpianti e struggimento. Solo da tre anni ho scritto in prosa, e precisamente
due romanzi che ho presentato a Roma, Como e Salerno.”

Bruno Mancini

Il Dispari 20160425 1 comp

INTERVISTA A TOMMASO OCCHI CAMPIONE DI MINIMOTO

La scuola di canto lirico e poesia in memoria di Lina Cavalieri è un progetto voluto dalla soprano Paola Occhi (intraprendente Socia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per la quale svolge il ruolo di Ambasciatrice nelle regioni Emilia Romagna e Basilicata) al quale collaborano figure a lei vicino esperte nel settore come Santina Amici, pianista e coordinatrice onoraria, e Anna Di Trani ufficio stampa e fotografa.
Un progetto innovativo che a detta di Paola Occhi intende dare spazio non solo al canto e alla musica, ma anche alle altre espressioni artistiche quali la danza e la poesia.
A queste, magari in un prossimo futuro, si potrebbe accostare anche lo sport.
Lo sport aiuta a migliorare la qualità della vita anche se praticato come passatempo e divertimento. A livello agonistico lo sport aiuta a forgiare il carattere attraverso una sana competizione che apre al confronto e alla comunicazione con gli altri.
A proposito di sport, durante la visita alla Scuola di Canto lirico che ho compiuto per scriverne su questa pagina, era presente un ospite molto importante, una futura promessa del motociclismo: —-Tommaso Occhi, giovanissimo campione di minimoto, che a soli 12 anni ha raggiunto importanti successi. La fortuita circostanza ha consentito questa breve intervista.

-Tommaso, come nasce la passione per la minimoto.
Il mio interesse risale all’età di tre anni quando trovandomi a casa di mia nonna ero attratto dal rumore dellemoto sull’asfalto e così scendevo per vederle passare sulla strada.
A 5 anni ho chiesto la minimoto, ma era troppo presto a detta dei miei genitori e così ho dovuto aspettare. Finalmente a 9 anni è arrivata la prima minimoto e da quel momento ho partecipato a diverse competizioni.
– A quanti anni hai raggiunto il primo risultato importante?
A dieci anni quando nel 2014 ho partecipato al Trofeo del Persico classificandomi al primo posto dopo quattro gare.
– La tua emozione per questo premio?
Ero felice. Era la prima volta che partecipavo ad un campionato.
– Un inizio importante che ti ha spinto e incoraggiato a proseguire?
Sì, infatti, poi sono arrivati altri risultati come il 3 posto al Trofeo XBikes e il 1° posto nel Trofeo Estense 2014. Poi il 2° posto al Trofeo Emilia Romagna UISPe il 5° posto nel Trofeo Italia (Categoria Pulcini) nel 2015.
– Quante volte ti alleni durante la settimana?
Due volte la settimana. Il sabato e la domenica vado in varie piste per provare.
– Come ti senti l’istante prima della partenza?
Emozionato e teso e l’adrenalina è al massimo. La tensione è forte e questo è dovuto alla paura di cadere e commettere errori.
– A chi rivolgi un pensiero quando corri?
Alla mia famiglia e a quanti mi hanno aiutato.
– In questo percorso dove gli allenamenti richiedono impegno e fatica si forma il carattere del campione, costantemente messo alla prova perché si vince, ma si può anche perdere.
Che pensi a riguardo?
Nello sport si compete con gli avversari dando il meglio di se stessi e mantenendo un comportamento corretto, ma può capitare di perdere. L’importante è non mollare e rialzarsi quando si cade. Ho sempre in mente una frase di Marco Simoncelli che dice: “Si vive di più andando 5 minuti al massimo di quanto faccia certa gente in una vita intera”.

La passione, la grinta e la determinazione aiuteranno Tommaso Occhi a procedere in questo suo sogno, grazie anche alla vicinanza e al sostegno della sua famiglia.
Già così giovane ha dimostrato di avere talento e tutte le carte per raggiungere altri risultati importanti. Chissà magari potrà diventare un futuro campione di motociclismo, proprio come il suo idolo Simoncelli.
Auguriamo a Tommaso un futuro costellato di altri grandi successi e soddisfazioni.
Silvana Lazzarino

SILVANA E TOMMASO OCCHI comp

Il Dispari 20160425 tutto ridim
Cod 16: Antonella Ronzulli
Oltre la libertà
Anime vagabonde
una moto, una tenda
una sacca sul dorso
nell’assenza di stagioni e d’approdi
Esplorano il mondo
oltre lo stesso pensare
assaporano l’essenza
nella libertà del loro insieme
Due cuori, un solo -inestimabile- desiderio
amarsi
in ogni dove
in ogni tempo

Cod 26: Giuseppe Capoluongo
Davanti al fuoco
Ormai è sera
arde ancora il ceppo
seccato dal tempo, passato
in legnaia, in attesa
fiamma che scalda
il povero corpo che ha freddo
lingue rosse nel giallo
verso il cielo, un’offerta
se stesso, per me
seduto in poltrona
sereno, ricordo
le illusioni sul domani
e brucio anch’io
le memorie, una lacrima
non vuole scendere, ondeggia
nell’iride perso, su quei ceppi
già pieni di odori, uccellini
cinguettanti per l’aria, alla ricerca
di cibo, compagni
nella primavera fiorita
dispersa senza paura
delle ombre danzanti nel buio
che mi fanno compagnia
questa sera.

Cod 06: Ester Margherita Barbato
Fatica
Una nuvola sbanda
fra colpi di vento
L’inverno è già qui
nel silenzio che incombe
sul giorno che muore
e il buio è una fitta ancestrale.
Ossessione di scelte irrisolte
di parole non dette
una sete infinita di te che non sei
di ciò che non so
e un’arsura che non trova pace.
Solo i dubbi rinascono all’alba
forti e insani e la vita ora stenta
fra le dita che più non si chiudono
a mordere sogni.
È solo fatica di andare.

Bruno Il dispari

Il Dispari 2016-04-22

Il Dispari 2016-04-22

Una nuova realtà si profila all’orizzonte

Presto il gemellaggio tra il comune di Ischia e Torrenova

Il prossimo 10 Giugno avrà inizio il penultimo atto ufficiale della cerimonia di giuramento del patto di Gemellaggio tra la Città di Ischia e il Comune di Torrenova.
In tale data, infatti, una delegazione dell’Amministrazione comunale di Ischia, in compagnia di rappresentati delle varie attività sociali operanti sul territorio, sarà attesa dall’Amministrazione di Torrenova per dare seguito, mediante la firma di un documento pubblico, alla volontà di realizzare il Gemellaggio espressa attraverso votazioni all’unanimità da parte di entrambi i Consigli comunali.
In data 4 Aprile il Vicesindaco di Ischia Dott. Vincenzo Ferrandino ha indicato, all’Amministrazione Comunale di Torrenova, il sottoscritto quale “referente per eventuali comunicazioni e per il regolare prosieguo delle successive iniziative da intraprendere”, ed ora con la Determinazione Sindacale del 21 Aprile il Comune di Torrenova ha dato incarico ad Enzo Salvia di gestire “… gli adempimenti procedurali finalizzati alla costituzione di apposito Comitato per dare attuazione concreta al gemellaggio con il Comune di Ischia“. Enzo ha intenzione di riunire, a breve, tutte le Associazioni non solo di Torrenova ma anche di alcuni Comuni limitrofi per organizzare al meglio l’evento.
L’incontro determinante tra le due comunità è avvenuto attraverso la partecipazione al Premio Internazionale di Poesia “Otto milioni – 2013” Made in Ischia, che fu realizzato con la Direzione Artistica della poetessa trentina Roberta Panizza, la collaborazione, appunto, del cantautore siciliano Enzo Salvia, e le sponsorizzazioni dell‘Istituto Agostino Lauro e del Comune di Torrenova.
Caratteristiche territoriali di Torrenova
Regione Sicilia, Provincia Messina.
Sindaco Dott. Salvatore Castrovinci
Popolazione 4,252 abitanti (01/01/2013 – Istat)
Superficie12,93 km²
Densità 328,92 ab./km²
Alcuni chilometri di spiagge prospicienti le isole Eolie.
Confinante con il Parco naturale dei Nebrodi
Altitudine da 0 a 327 mt.
Ricettività alberghiera n. 2 alberghi per circa 50 posti
Bed and breakfast n. 30 posti
Pubblici esercizi n. 30 circa
Attività commerciali n. 50 circa
Cinema: 0
Associazioni n. 11
Enti 0
Circoli n. 1
Musei 0
Teatri 0
Biblioteche n. 1
Impianti sportivi n. 10
Parchi n. 2
Nella prospettiva di rendere tale atto di Gemellaggio un’occasione utile allo sviluppo della vita sociale, economica, sportiva e culturale delle due comunità, e poiché tra la Città d’Ischia e il Comune di Torrenova esistono numerose analogie nei suddetti ambiti (compreso quello territoriale e storico) che ne hanno consigliato e che ora ne facilitano il processo di Gemellaggio, questo sembra il momento opportuno per iniziare a diffondere in maniera sommaria, ma precisa, qualche caratteristica della cittadina siciliana, e lo facciamo con l’interessante articolo di Enzo Salvia “Cenni storici di Torrenova”.

Per tutte le informazioni: emmegiischia@gmail.com Tel. 3914830355
Bruno Mancini

Il Dispari 20160422 1 comp

Cenni storici di Torrenova

La storia di Torrenova non è altro che la cronologia storica della Sicilia. Il retaggio architettonico lasciato dai vari popoli che la dominarono, oltre 13 colonizzazioni, è davvero unico al mondo. La stratificazione di tutte queste civiltà è ben visibile nel paese, anche se bisogna fare ancora molto per valorizzarlo. Basti pensare alla famosa Grotta di Scodonì dove, all’interno e nell’area antistante, sono stati trovati manufatti litici e frammenti ceramici appartenenti all’età del Rame e più precisamente alla cultura di Piano Conte.
Torrenova, inizialmente, è stata frazione di San Marco e la sua storia è legata a quella del comune Aluntino. I primi insediamenti umani nel territorio di Torrenova sembrerebbero risalire al Neolitico. Pare, infatti, che un piccolo gruppo di persone si fosse aggregato nei pressi della grotta di Scodonì, dove sono stati ritrovati diversi reperti.
In età greco-romana il territorio appartenne ad Alunzio e fu importante scalo portuale.
Fino ad ora, la prima notizia certa di Torrenova è quella di un toponimo citato da Camillo Camiliani, nella carta topografica allegata alla relazione sulla sua ricognizione del 1584, dove sono esposti in successione: Zappulla, Pietra di Roma, Torre Nuova, Foggia della Rosa Marina (foce del Rosmarino). L’immagine topografica più arcaica che si conosce ed in grado di mostrare la diversità dell’insediamento urbano tra San Marco e Torrenova, è la planimetria redatta da Filippo Davì nel 1852, in cui i nuclei abitati vengono così definiti: Caseggiato di San Marco e villaggio di Torrenuova.
Il nome deriva verosimilmente dalle numerose torri d’avvistamento che dominavano la costa, costruite dopo la fine del medioevo per arginare i continui assalti.
Il toponimo potrebbe alludere ad una delle torri che la Deputazione del regno costruì alla fine del 500 e che Camiliani indica con l’espressione “De Novo Costruita”.
Con la fine delle guerre corsare nel mediterraneo, ed il contemporaneo progredire dei sistemi difensivi, cominciò ad avviarsi un processo di crescita urbana lungo le strade litorali, che portò alla costruzione di villaggi legati alla produzione agricola.
L’Abitato, si sviluppa lungo gli assi viari S.S. 113, la strada Provinciale (che coincide con l’antica via Consolare Pompea), e arterie di raccordo.
Gli impianti urbani, quindi, non sono più unitari come quelli dei centri medievali arroccati sulle montagne ma presentano una configurazione planimetrica che denota un’espansione incontrollata.
Il nucleo urbano originario è da ricercarsi nell’attuale “contrada mare”, con un sistema dispositivo a pettine, composto da un lungo e dritto asse viario parallelo alla linea di costa e da una serie di collegamenti perpendicolari in direzione del mare.
L’economia del paese, si basava prevalentemente su due attività: la coltivazione, lavorazione ed esportazione degli agrumi e la pesca.
Mentre la seconda attività, andò via via dissolvendosi a causa delle forti ondate migratorie degli abitanti verso l’Australia, la prima anche grazie all’estensione della piana torrenovese, che si prestava a questo tipo di coltivazioni, resistette fino alla fine degli anni settanta, anni in cui si potevano contare numerose attività di lavorazione ed esportazione degli agrumi.
Oggi, a testimonianza di ciò, rimane una bellissima struttura, meritevole di restauro (già vincolata dalla Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Messina), adoperata all’epoca per l’estrazione dello spirito.
Il 24 Novembre 1984, con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, Torrenova dopo aver condiviso secoli di storia con San Marco d’Alunzio ottenne l’Autonomia divenendo così il 108° comune della provincia di Messina.
Enzo Salvia

Il Dispari 2016-04-22
nomina ad esperto compnomina ad esperto (2) comp

Il Dispari 2016-04-18

Il Dispari 20160418 comp

Editoriale
La storia e la poesia.
La storia non si scrive una volta e basta

La proposta è di guardare alla Poesia come ad un mondo la cui avvenenza  non si esaurisca nella frase: “è bello ciò che piace”.
Se è vero che nelle varie sfere delle attività umane l’ancestrale bisogno di espressione sia benvenuto, restano pur sempre numerose le difficoltà da superare affinché siano realizzate tutte le componenti utili e necessarie alla distesa e completa formulazione dei concetti che ne sono alla radice.
Accurata conoscenza del vocabolario, della grammatica e della sintassi non sempre sono sufficienti alla realizzazione di tale risultato.
Nei confronti della Poesia ciò scaturisce, in primo luogo, dal nostro disagio critico di distinguere il bello dal brutto prescindendo, in maniera assoluta, da tutti gli altri parametri che abbiano presumibilmente o concretamente contribuito alla realizzazione dell’opera.
Ci sarebbero minori intralci se esistesse un’immutabile definizione del bello o meglio, dell’arte.
Infatti, chiusi gli occhi sul passato e sul presente dell’Autore, basterebbe applicare, se esistessero, le opportune scale -come per la fisica degli elementi- per avere preciso e pronto il brodo di giuggiole poetiche in cui trastullare i nostri bisogni di fantasiosa immedesimazione.
Purtroppo, o meno male, la storia non si scrive una volta e basta.
E con essa i concetti vengono rivoltati, addomesticati, ingarbugliati, in una epopea che raramente ha trovato ingegni abili ad interpretarla definitivamente.
Ciò che possiamo immaginare sia stato il concetto fondante della poetica latina, durante l’apparentemente lontano passato (quasi 2000 anni fa significa meno di 30 vite umane), non accetterebbe per suoi neppure una minima frazione degli attuali confini nei quali racchiudiamo le nostre attuali preferenze letterarie.
E viceversa.
A questo si può aggiungere una teoria provocatoria, secondo la quale, negli anni futuri, a fronte di qualunque usura e distruzione possibile, il lento ma assiduo deterioramento di ogni sistema di trasmissione dei supporti contenenti le informazioni delle nostre attuali forme di vita, letteratura compresa, andrà riducendo costantemente ed inesorabilmente il loro numero (dei supporti, cioè dei libri dei cd dei filmati ecc). E se ciò sembra di una banalità disarmante, tale non è la conclusione (appunto provocatoria) secondo la quale, nell’anno X di un futuro remoto (ma neppure è certo che occorreranno ancora altri duemila anni), la decimazione avrà consentito la salvezza solo di alcuni supporti e, quindi, per l’ancora più banale calcolo delle probabilità riesce facile credere che allora, in quel futuro anno X, la nostre arte sarà quasi sicuramente identificata con un giornalino di Topolino ritrovato all’interno di un misterioso contenitore molto simile alla cartella che usavamo andando alle scuole elementari.
Miliardi di copie di Topolino, avranno il sopravvento su tutti i libri dei premi Nobel e dintorni!
Catullo è stato veramente il più grande della sua epoca? Boh! Non abbiamo certezze.
In pratica, ciò viene affermato dalle stesse persone che pavoneggiano i best seller spudoratamente propinati e messi in vendita come meravigliose espressioni artistiche dalle immorali case editrici internazionali.
Apprezzare la forza della Poesia implica un lungo percorso che ci porta molto lontano, e non può essere compiutamente affrontato in un balzo solo.
Ne occorrono tanti e piccoli, eseguiti, con tempo e pazienza, per far sì che il puzzle della visione poetica occupi la nostra mente, fino a dare un senso alla frase iniziale che invita a guardare alla Poesia come ad un titolo che non si esaurisca nella frase “è bello ciò che piace”.
Bruno Mancini  

Il Dispari 20160418 1 comp

LO SGUARDO LUCIDO DI TOULOUSE LAUTREC
NELLA VITA PARIGINA
TRA CABARET E CAFFÈ CONCERTO

La realtà umana e sociale che anima Parigi di fine Ottocento e dintorni, è al centro dell’opera di Toulouse-Lautrec (Albi 1864 – Malromé – Bordeaux 1901).
Nato in una delle più nobili e antiche famiglie francesi, ben presto lascia il suo ambiente per trasferirsi a Parigi dove entra a contatto con l’atmosfera vivace e disincantata, ma anche triste e degradata della città. Pittore della Belle Époque ambigua e contraddittoria, della vita fugace innocente e perversa, egli si fa interprete raffinato e sensibile dello spaccato umano parigino cogliendone abitudini, vizi, gioie e dolori.
A questo straordinario artista, capace di scandagliare nei ritmi dell’esistenza fra ambienti nobili, borghesi, atmosfere sfarzose ed effimere dei locali notturni, comprese l’ambiente delle corse dei cavalli, è dedicata la mostra Henri de Toulouse-Lautrec, la collezione del Museo di Belle Arti di Budapest in corso a Roma al Museo dell´Ara Pacis fino all’8 maggio 2016.
Promossa e prodotta da Roma Capitale, da Arthemisia Group e Zètema Progetto Cultura, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor attraverso circa 170 litografie della collezione, la mostra da risalto all’opera grafica dell’artista tra manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali autentiche rarità stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell’artista. Toulouse-Lautrec coglie gli aspetti transitori della realtà a lui circostante soprattutto quella della gente comune descritta con oggettività e profondo realismo. Realismo con cui coglie atteggiamenti e stati d’animo di personaggi che animano la vita notturna e artificiosa di Montmartre: dalle amiche di famiglia alle ballerine, dalle chanteuse alle attrici, fino alle prostitute, compresi intellettuali e artisti ripresi entro cabaret, case di piacere, sale da ballo come il Moulin Rouge al Moulin de la Galettea le Folies Bergère.
Suddiviso in cinque aree tematiche il percorso che procede dalle opere dei primi anni della sua produzione sotto la guida del maestro René Princeteau, fino alle opere post-impressioniste, conduce entro un contesto umano e sociale vitale e leggero, ma anche anticonformista e talora provocatorio lungo rappresentazioni di ambienti notturni della Parigi di fine secolo tra cabaret e caffè concerto: Al Moulin Rouge: La Goulue e sua sorella (1892) e Caudieux(1893).
Il successo di ballerine e cantanti del momento è esaltato da sue litografie e stampe come Aristide Bruant nel suo cabaret (1893) realizzata per il cantautore e cabarettista francese Aristide Bruant e DivanJaponais (1893) in cui ritrae Jane Avril celebre stella del cabaret parigino. L’atmosfera leggera dei bordelli è contenuta anche in “Elles” serie di cromolitografie del 1896: Donna alla tinozza e La clownessa seduta. Anche il tema dell’amore lesbico è trattato con sensibilità in Il grande palco (1897). Intense le raffigurazioni di scene teatrali come il capolavoro della litografia Bustodi Mademoiselle Marcelle Lender (1895) con cui immortala la bellezza dell’attrice del Théâtre des Variétés il cui busto è stampato in otto colori. È poi dato risalto alla vita privata dell’artista tra la passione per le corse dei cavalli, le gite al Bois de Boulogne, l’interesse per una donna sconosciuta vista su una nave: Il fantino, Gita in campagna e Passeggiata in yacht (1895).
Il catalogo della mostra è a cura di Skira.
Toulouse Lautrec è tra i personaggi presenti nel musical per il grande schermo, ispirato all’opera La Traviata di G Verdi,“Moulin Rouge!” (2001) del regista australiano Baz Luhrmannc he ad Ischia in occasione del “Global Film” ha ricevuto il Luchino Visconti Legend Award 2013.
Silvana Lazzarino

TOULOUSE LAUTREC
La collezione del Museo di Belle Arti di Budapest
Roma – Museo dell’Ara Pacis
Orario: tutti i giorni dalle 9,30 alle 19,30, chiuso il 1 Maggio
(La biglietteria chiude un’ora prima)
www.arapacis.it
fino all’8 maggio 2016

Partie de campagne

Partie de campagne

Il Dispari 20160418 tutto ridim

Cod 17: Annamaria Vezio

Mondi di fuori

Traiettorie importanti
attraversano il fianco
In luci accecanti disarmanti
allineano e conducono in luoghi proibiti
Lambiscono con note sublimi
All’occhio della mente mostrano colori
Lì, accanto e discreti
È  il mondo di fuori
di là del mondo di ora
di là del pensiero
In tenera attesa d’esser riconosciuto
tende mani colme:
consapevolezza amore perdono
Cornucopia di vita purissima assoluta
difficile da incontrare
difficile da riconoscere
Difficile
Traiettorie importanti
attraversano il fianco
fendono il passato
cambiano il futuro.

Cod 27: Ester Margherita Barbato

Il peso della razionalità

Hai posato
le tue certezze
sulle mie ali disarmate
-angoli consequenziali
a piani d’allegrezza–
razionalizzando
Ma rigorosa
la logica non garantisce
morbidi atterraggi
a queste deboli
evoluzioni di follia
Fragili cristalli
s’infrangeranno
fra cirro-cumuli
di oculate sentenze

Cod 07: Massimo Rozzi

Quasi l’alba.

Laggiù il cielo si staglia,
limpido fra le  montagne tetre
di un inverno da annuario.
L’azzurro sembra dare sorrisi
fra il grigiore delle cime
senza colore di questo febbraio.
Il silenzio della valle dormiente,
rotto dalla statale appena ingombra,
quei pendolari che nulla sospettano.
Così fermo non voglio rompere
L’abbraccio di questo miscuglio
fra natura e uomo incosciente.
Sognatore estremo rubo l’attimo,
sveglio la gioia del secondo,
dopo un trillo troppo repentino.
Una folata di brina scende,
quel camion sembra il vento
che volteggia sulla polvere notturna.

coupon (7) 18 Aprile 2016

Il Dispari 2016-04-18

Bruno Il dispari

Il Dispari 2016-04-11

Il Dispari 20160411 comp

Editoriale

In attesa di ricevere alcune notizie/informazioni utili alla preparazione, per la prossima settimana, di un esclusivo reportage incentrato sulle caratteristiche del Gemellaggio tra Ischia e Torrenova (che non sarà certamente di facciata ma concorrerà a rendere operative le lunghe serie di intese culturali, sociali, ed imprenditoriali già studiate e pronte ad essere realizzate), oggi mi diletterò a trascrivere due brevi stralci di presentazioni di Artisti ischitani pubblicati nelle nostre antologie, lasciando alla sempre più dinamica Silvana Lazzarino il compito d’illustrare le sue impressioni su una delle colonne dello sport e della cultura ischitana: Pasquale Dragon Di Costanzo.
Tratti dall’Antologia “Adotta una poesia”(Edizione Lulu –  http://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/adotta-una-poesia/paperback/product-20480490.html-  ISBN 978-1-4717-1209-8): Arianna Mercanti ha descritto Nunzia Zambardi; Roberta Panizza ha presentato Vito Iacono; la mia poesia “Intorno a mezzanotte”.
«Nunzia Zambardi Nasce ad Ischia nel 1941. Il suo schema compositivo nasce dall’istinto, dalla
manifestazione del pathos corrodendo l’idea della forma come dato precostituito, rifiutando le configurazioni linguistiche stantie per porre nuovi interrogativi e dare vita a ulteriori soluzioni estetiche.
La stessa scelta di materiali non convenzionali e la conseguente alterazione del modus operandi
generano un’arte combinatoria agitata da accadimenti, da spazi insondati in cui quella che la stessa
Nunzia chiama “curiosità” per la materia diviene capacita di trasmutazione quasi alchemica delle sostanze da corpi inerti a elementi attivi, vivi della composizione.
Le singole unita, i rapporti tra linea, colore e forma si organizzano in una coesione strutturale delle parti creando un’integrazione unica tra la materia ed il suo involucro spaziale.
La luce stessa sembra scaturire dalla pasta materia ed irradiarsi nel perimetro delle bordature concepito non più come ricettacolo vuoto ma come campo energetico, come luogo privilegiato per l’azione dell’artista. ARIANNA MERCANTI»

«Vito Iacono, l’autore sul quale ci sembra interessante con queste pagine attirare la vostra attenzione,  è ischitano, scrittore da sempre, grande viaggiatore e quindi conoscitore del mondo e dei suoi abitanti, spesso anche importanti, ma ha trovato nel web il luogo principe dove esprimere la propria arte con la libertà desiderata.

Chi ritiene, sottraendole buona parte delle sue incredibile prerogative, che la poesia sia un perdersi in idilliache ed eteriche descrizioni di nature incantate e di struggenti smarrimenti d’amore, non legga le sue poesie: ne rimarrebbe fortemente deluso.
Vito Iacono ha infatti la capacita di scomporre sensazioni ed emozioni a trecentosessanta gradi e di presentarle al lettore, ricostruite mediante parole, immagini e versi tali da metterlo a stretto contatto con l’interezza della sua sensibilità di poeta.
Un poeta che vive nella realtà del suo tempo e tale realtà ci fa conoscere attraverso occhi disincantati, profondi e sempre chiaramente intenti a sondare le pieghe della verità che la costituiscono.
Ecco quindi i temi della poesia del nostro autore, spaziare dal privato di situazioni interiori personali di uomo del terzo millennio, agli accadimenti di un mondo in cui idillio e bucolico hanno il più delle volte ben poco spazio. ROBERTA PANIZZA»

   Intorno a mezzanotte,
magari un’ora prima
nelle notti di giugno,
l’ombra si schiara:
fra neutri e neri
la sua evidenza appare meno netta.

Bislacca
ammanta basilico e gerani,
mentre io mi giro a porgerti un gelato,
a prenderti la mano
tu non ricordi quante volte
vezzosa tra i capelli.

L’ombra mi segue.

Tranquilla
lei non domanda altro
se poi si spande in lungo e in largo
sui nostri petali distratti
dal lento moto specchiato al sole
di chi vagheggia l’eliotropismo.

Sì che non tema – venuta l’alba –
d’essere solo l’ombra di un sigillo,
ed io non sappia – verso il tramonto –
lasciare indietro l’ombra di me stesso,
magari sbircio tra le finestre chiuse
e immagino i segreti di chi tace.

Bruno Mancini

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Il Dispari 20160411 1 comp
PASQUALE DI COSTANZO
elegante e aristocratico uomo delle sfide impossibili.

Dotato di grande intraprendenza e creatività, elegante e aristocratico nel portamento e nell’animo, Pasquale Di Costanzo originario di Ischia, terra da lui molto amata non solo per scorci mozzafiato e paesaggi tra i più suggestivi al mondo, ma anche per la gente incontrata e conosciuta, ha saputo conquistarsi un posto privilegiato nello scenario artistico con spettacoli di piazza e performance grazie al suo talento innato di grande showman e comunicatore, cui si aggiunge il fascino istrionico e quella simpatia con cui ha sempre ammaliato il suo pubblico.
Il temperamento forte e determinato, dovuto anche ad un’infanzia non certo facile, i molteplici interessi culturali e filosofici -tra teatro, recitazione, musica, danza e sport- lo hanno portato con tanto lavoro e costanza a costruirsi un’immagine molto interessante di uomo di spettacolo, colto, sportivo e pronto alle sfide. In prima persona ha conquistato le piazze di Ischia, di Napoli e di tantissimi luoghi della nostra penisola. Sia mediante spettacoli davvero coinvolgenti e sia partecipando a feste ed eventi legati anche alle tradizioni locali.
Il suo recitare diversi ruoli tra fantasia e mitologia (puntando sull’aspetto verbale e gestuale della comunicazione corporea), le danze e le performance acrobatiche di forte impatto visivo hanno conquistato un pubblico di adulti ragazzi e bambini, attento ed elettrizzato per le sue esibizioni sempre dense di entusiasmo e sorprese. L’esperienza maturata in questo contesto (dove sono necessari impegno, costanza e applicazione come del resto anche nello sport) lo ha portato a ritagliarsi una figura molto suggestiva: il DRAGON.
Ispirato al drago simbolo della mitologica che in sé associa nove animali tra cui l’aquila, la carpa, il serpente, espressione di forza, coraggio e esuberanza, questa figura cui si lega il nome di Pasquale Di Costanzo, coniuga disinvoltura, creatività e abilità tecnica.
L‘innata capacità di muoversi con disinvoltura e creatività su diversi fronti legati allo sport e allo spettacolo, unita al coraggio e ad un pizzico di gusto per il rischio, gli hanno permesso di andare oltre il banale. La sua capacità di concentrazione e le abilità fisiche lasciano sempre col fiato sospeso il suo pubblico. Il suo nome è tra i campioni di karatè, avendo vinto diversi titoli in tale disciplina, così come la sua immagine si lega al personaggio del citato Dragon per aver messo in scena uno spettacolo nuovo e originale dove a dominare è il fuoco da lui stesso creato soffiando su una torcia arroventata le cui fiamme, via via, si sollevano verso il cielo a creare delle vere e proprie enormi vampate.
Il suo spettacolo “con i fuochi”, esibito nelle piazze anche durante manifestazioni e feste legate alle ricorrenze tradizionali, è diventato un appuntamento di grande richiamo non solo nella sua Ischia, ma anche fuori dall’isola.
Ma Pasquale di Costanzo è anche uomo delle sfide impossibili, come quella del 2010 che lo ha visto sfidare il peso di ben 30 Kg di pietre di tufo le quali, poste l’una sull’altra sopra il suo addome, venivano spaccate una per volta senza creargli alcuna ferita.
Una tra le tante sfide da cui Pasquale Di Costanzo è uscito senza neanche un graffio, ma che ha messo alla prova la sua concentrazione e l’equilibrio interno. Una prova di forza e potenza che gli ha regalato una grande soddisfazione e che gli ha dato l’occasione d’essere tra i protagonisti di “Italia’s Got Talent”: lo show di Canale 5 dove vengono presentate le sfide più appassionanti ed originali, giudicate da Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi.
Con questa straordinaria prova di forza Pasquale Di Costanzo è rientrato nel World Record.
Ad accompagnare Pasquale Di Costanzo in questo percorso tra esibizioni originali, spettacolari e piene di sorpresa e sfide impossibili e dense di suspense, è la sua passione per tutto ciò che ruota intorno all’arte, allo sport e alla cultura e in questo senso è stato importante il suo incontro con l’Associazione Culturale “Da Ischia l’Arte – DILA” di cui è Presidente Bruno Mancini, affermato scrittore e poeta del quale proprio in questi giorni è in uscita il suo ultimo libro Erotismo, sì!
Pasquale Di Costanzo è tra i rappresentanti più noti di questa Associazione, insieme a Roberta Panizza, Antonio Mencarini, il mitico Don Backy e Gaetano Di Meglio (Direttore di questa testata giornalistica), ed in essa svolge un ruolo attivo impegnato con spettacoli ed eventi in linea con il programma della stessa Associazione che sempre più si sta diffondendo a livello nazionale grazie alla diffusione di diverse pubblicazioni editoriali ed a numerosi tipi di spettacoli: concerti, letture poetiche, incontri, convegni, mostre ecc.
Pasquale Di Costanzo nello sport e nelle performance artistiche ha dato prova di grande forza e concentrazione mentale, oltre che di creatività e originalità, portando un’atmosfera di novità nel percorso della DILA di Bruno Mancini.
Silvana Lazzarino

Il Dispari 20160411 tutto ridim

Il Dispari 2016-04-11

Il Dispari 20160411 circo ridim

Bruno Il dispari

 

Il Dispari 20160404 comp

Editoriale

Due amici di gioventù:
due Artisti di cuore e di cervello

Joe Scaglione
A ritroso nel tempo

«… per caso mi è capitata tra le mani una vecchia borsa nera che avevo riposto sopra una libreria e avevo dimenticato in quell’angolo per quasi trent’anni.»
Inizia così la PREMESSA con la quale Joe Scaglione ci presenta la sua prima pubblicazione editoriale “A ritroso nel tempo”.
Lui continua scrivendo: «La borsa conteneva alcune cose che avevo scritto (poesie, brevi racconti, pensieri, appunti) in un arco di tempo che va dal 1966 al 1983, anno in cui, purtroppo persi prematuramente un fratello. Un’esperienza molto dolorosa che mi ha segnato per tutta la vita, e che mi indusse di punto in bianco a smettere di scrivere

Introdotta da una dotta presentazione ad opera di Francesco Rispoli dal titolo “Il paradosso della poesia” che ci fa penetrare nelle misteriose sfere del divenire umano, la raccolta ha la forza attrattiva della semplicità non di facciata ma espressione inscindibile dell’indole del ragazzo, cresciuto poeta… fino ad un certo punto: fino al dramma che scatena la mortificazione delle esternazioni emotive e passionali.
Joe Scaglione ha vissuto la stagione dei grandi cambiamenti culturali e sociali, a cavallo degli anni ’60, orbitando intorno ad un gruppo di ragazzi, ischitani e villeggianti di poco più grandi di lui, che avevano la smania dell’Arte nella testa.
Prima di ogni altra investigazione esistenziale, per Renato Romano, Nicola Pantalone, Bianca Pace, Gino Pinto e tanti altri amici e amiche dei quali mi sfugge il nome, c’era il demone dell’Arte.
Joe, seguiva, ascoltava, si immedesimava (e lui che me l’ha ricordato) e poi si faceva prendere dalla voglia di emulazione… con molta timida riservatezza.
Nell’Agosto del 1968 Joe scriveva la lirica dal titolo “La vita è terra”  che vi trascrivo a chiusura di questa presentazione e che immagino possa indurvi a cercare di leggere tutto il volume.
Ho scritto “cercare di leggere” perché il libro non è disponibile in commercio… e non lo sarà fino a quando qualcosa non smuoverà la perenne “timida riservatezza” del suo Autore.
La vita è terra
Cosa fare
per convincerti
che gli angoli di sogno
sono estranei
al tempo che viviamo?
La vita
è terra, e sangue.

Joe Scaglione

Nicola Pantalone
La musica e la vita

«La musica è stata la discreta e fedele compagna di tutta la mia esistenza, una musa intrigante, che mi ha coinvolto col suo idillio fin dall’adolescenza.
Io credo sia stata lei a trovarmi. Una passione quando è così forte, riesce ad avere ragione anche delle montagne. »
Con questa frase inizia la presentazione di Nicoa Pantalone scritta nel Novembre 2011 dalla poetessa sarda Virginia Murru che termina l’articolo in questo modo:
D – Se dovessi esprimere un parere su chi ha meglio interpretato te stesso… la vita o la musica… cosa risponderesti?
– «La musica è stata la colonna sonora della mia vita, se dovessi fare un resoconto, direi che il disavanzo è stato sempre positivo; ogni esistenza ha la sua partita doppia, io in fin dei conti ho un animo inesorabilmente romantico, per non perdere nessuno dei valori ai quali ho sempre tenuto, ho cercato di “raggirare” il destino tenendo il piede in più staffe, preservando la famiglia e non rinunciando mai alla musica. Oggi il bilancio è sempre attivo, e dietro le  spalle ho una strada con pochi sassi, ossia rimpianti, che tormentano la mia memoria

Molte volte gli Artisti (eccelsi o mediocri che siano poco importa, anzi correggo il molte volte in quasi sempre) sono plagiati da se stessi: edonismo.
E metto anche me tra i mediocri cagionevoli di tale malanno.
Nicola ha rallegrato, durante una sessantina di anni, con la sua musica e con le sue canzoni, la bazzecola di qualche milione di persone nelle piazze e nei più prestigiosi alberghi non solo dell’isola d’Ischia ma di molte località italiane.
Nicola ha scritto canzoni che, per chi le conosce, restano indimenticabili.
Canzoni musicalmente adatte a chiudere gli occhi e sognare, in canto amico, non tanto l’impossibile quanto un volto amato o una giornata particolarmente viva per emozioni fluenti come il mare che egli ha sotto e sopra la pelle.
Nicola ha letto poesie facendo vibrare gli ascoltatori e smuovendo l’anima ai loro autori.
Ma Nicola non si è dipinta una maschera di “ego sum”. Nicola ha desiderato, ha voluto, ha preteso fare della sua arte la splendida creatura di un “semplice” Menestrello.
Ed ora ho che chiuso il “pezzo” mi preme esternare una confessione: erano anni che mi prefiggevo di scrivere di lui, però ogni volta la penna restava a guardare il foglio bianco temendo di proporre banalità condite di sentimentalismo, fino a quando (oggi) Joe Scaglione non mi ha riportato nel tempo passato delle nostre “eterne” amicizie.

Bruno Mancini

Da sinistra Bruno Mancini, Nicola Pantalone, Enrico Roja. Accovacciato Franco Esposito

Da sinistra Bruno Mancini, Nicola Pantalone, Enrico Roja. Accovacciato Franco Esposito

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SERPENTI FORM

LA MAGIA ED IL FASCINO DEL SERPENTE DAL GIOIELLO ALLE OPERE D’ARTE

Misterioso, seducente, inquietante, capace di trasformarsi mutando pelle talora per confondersi con i colori della natura, il serpente ha accompagnato la storia dell’uomo attraverso i secoli diventando simbolo di fertilità, creatività e immortalità per diversi popoli in India e in Cina, ma anche spunto per la realizzazione di monili indossati nell’antica Roma e nelle popolazioni africane. Procedendo fino al secolo scorso e guardando nell’universo legato al gioiello, il serpente ha avuto un forte fascino.

Dotato della capacità di rinnovarsi, di restare a terra e di staccarsi da essa anche attorcigliandosi su tronchi e alberi, abile nel nascondersi a predatori riuscendo a sorprenderli, il serpente è stato preso come motivo di ispirazione in molti altri settori, dall’arte alla fotografia alla moda.

La mostra  SERPENTI/FORM- Arte, Gioielleria, Design  aperta a Roma presso il Museo di Palazzo Braschi fino al 10 aprile 2016, ripercorre, accanto alle creazioni di Bulgari ispirate proprio al serpente, anche diversi esempi di opere legate al design, alla moda, alla fotografia che hanno tratto spunto da questo affascinante simbolo. L’esposizione promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali si articola in un percorso che a partire dall’antichità ad oggi mette in scena le molteplici forme creative che il serpente ha assunto nell’arte, nella gioielleria e nel design. Curata da Lucia Boscaini e Bulgari Heritage Curator, la mostra presenta, accanto a gioielli antichi provenienti da Pompei, dal Museo Archeologico di Napoli, anche creazioni Serpenti dell’Archivio Storico di Bulgari, opere d’arte contemporanea, fotografie ed illustrazioni artistiche, e ancora abiti vintage, costumi teatrali e cinematografici, oggetti di design. Le creazioni di Bulgari sui Serpenti vanno dai primi modelli stilizzati realizzati con la tecnica Tubogas, fino a quelli più realistici con scaglie in oro rivestite di smalti policromi. Da citare le opere degli artisti Keith Haring, Alexander Calder, Paul Klee e poi quelle dei fotografi Robert Mapplethorpe, Richard Avedon ed Helmut Newton. Una sezione è riservata ai costumi di scena indossati da Elizabeth Taylor nel film “Cleopatra” (1963) durante le cui riprese, molte delle quali girate ad Ischia, l’attrice incontrò Richard Burton che per il fidanzamento le regalò una spilla pendente con uno smeraldo colombiano da 23 carati.

Silvana Lazzarino

SERPENTI/FORM
ARTE GIOIELLERIA DESIGN
Museo di Roma- Palazzo Braschi
Via San Pantaleo- Roma
Orario da martedì a domenica ore 10.00-19.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Informazioni 060608 tutti i giorni 9.00-21.00
fino al 10 aprile 2016

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 Bruno Il dispari

Partecipazione antologie LENOIS

Il Dispari: una pagina per DILA

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DILA   

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Editoriale
 
Anticipando di qualche giorno la festa di San
Valentino, nella pagina odierna offriamo
spazio ad una poesia e ad un’immagine scelte
tra quelle che ci sono pervenute per partecipare
al premio indetto da DILA con la collaborazione
della testata “Il Dispari” che ci ospita con molta
affabilità.
Da parte mia, desidero dedicare il presente
editoriale a tutti gli innamorati, augurando loro
di vivere intensamente e il più a lungo possibile
la Poesia dell’Amore.
 
SEMBRI

Oggi.
Oggi dai trespoli selvagge cocorite
oggi da Chio sovrana tralci di vitigni
oggi etiopi zefiri ambrati
giallo deserto
di sabbie egiziache
oggi sui prati delle tue lusinghe
affascinanti.

Così o come
nel fertile appanno
la goccia sul vetro.

Domani.
Domani ti pongo addosso trina d’Alsazia
domani raggiante ritorno d’incenso e di eucalipto
domani che dipana i nostri intrighi
le foto con sorrisi
le lettere d’amore
domani incise negli angoli dei mondi
dal picco della mia follia.

Discesa o risalita
con docile affanno
la mano alla roccia.

Oggi o domani.
Oggi o domani forse ingorde speranze
sonnamboliche ipnosi
nella veglia incredula
della nostra vita.

Atlante affaticato
io
resto piolo.
Calliope appartata
tu
sembri una sposa.

BRUNO MANCINI

Dalla raccolta di poesie “Non rubate la mia vita

Il Dispari 20160201 editoriale

PAOLA OCCHI E IL SUO PROGETTO INNOVATIVO 

INAUGURATA LA SCUOLA DI CANTO LIRICO E NON SOLO 

IN MEMORIA DI LINA CAVALIERI

A San Possidonio, a pochi chilometri da Mirandola, il pomeriggio dello scorso 31 Gennaio 2016 si è respirata un’atmosfera tutta nuova quando, negli spazi del Palazzetto dello Sport “Palazzurro”, è stata inaugurata la SCUOLA DI CANTO LIRICO E POESIA in memoria di Lina Cavalieri, straordinaria cantante lirica vissuta tra fine Ottocento e prima metà del secolo scorso, apprezzata non solo per la sua voce avvolgente e intensa, ma anche per la sua bellezza tanto da essere definita da Gabriele D’Annunzio “Venere in terra”.

Un evento di grande risonanza a livello regionale e nazionale di cui nei giorni precedenti già avevano dato notizia diverse testate giornalistiche tra cui il “Resto del Carlino”, “Carpi e Bassa” e “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, proprio per sottolineare la grandiosità del progetto sul piano artistico e culturale che prevede accanto al canto lirico, quale corso base, altre discipline, sia legate alla musica come il soul, il jazz ed il pop, sia proiettate verso altre espressioni artistiche come la danza, la poesia e la pittura.

Una Scuola di Canto lirico e non solo, unica nel suo genere, voluta da Paola Occhi (che ne è la direttrice), cantante lirica affermata e di successo con un curriculum davvero eccellente.

Durante la tanto attesa serata inaugurale, cui era presente anche il Sindaco di San Possidonio Rudi Accorsi, Paola Occhi ha mostrato gioia e commozione nel condividere un momento così significativo insieme al pubblico giunto numeroso e ai parenti e amici entusiasti di quest’altro importante traguardo da lei raggiunto. Un traguardo realizzato dalla soprano grazie al sostegno della Pro Loco di San Possidonio, che ha creduto nel progetto e alla costante collaborazione di figure affermate nel settore artistico a lei vicine tra cui: Santina Amici pianista e coordinatrice onoraria della Scuola, Anna Bruno cantante lirica e direttore artistico,Anna Di Trani ufficio stampa e fotografa e Valentina Coppola assistente personale.

Una ventata di positività attraverso un progetto che unisce arte e cultura sostenuto in modo particolare da DILA Associazione Culturale Da Ischia L’Arte di cui è presidente Bruno Mancini,affermato poeta e scrittore, che pochi mesi fa ha nominato Paola Occhi ambasciatrice della cultura in Emilia Romagna e in Basilicata per conto della stessa DILA il cui progetto è creare un dialogo interattivo tra le diverse espressioni artistiche, proprio come è accaduto in questa serata inaugurale dove si sono ripercorse le emozioni della vita tra gioia e passione, malinconia e poesia.

Dopo i due brani intonati da Paola Occhi “Amazing Grace” e “Alleluia” che hanno aperto la rappresentazione, a nome di DILA Antonio Mencarini, poeta dalla voce dal timbro corposo e avvolgente, ha letto il saluto e l’augurio da parte di Roberta Panizza, Vicepresidente DILA, rivolto alla Scuola; cui sono seguite le letture di alcune poesie tratte dall’Antologia di  DILA e dalle raccolte personali di Bruno Mancini. In particolare sono state lette  “Inaspettatamente l’amore” della sottoscritta giunta seconda classificata alla 4 edizione del Premio Internazionale “Otto Milioni” e “Non rubate la mia vita” di Bruno Mancini.

Un viaggio nei luoghi della memoria e della storia, del sorriso e della speranza tra canto lirico, danza classica, musical, poesia in cui i presenti sono stati catturati dalle interpretazioni avvincenti e originali dei protagonisti tra cantanti, musicisti, ballerini, tutti molto bravi e spontanei nei loro ruoli. Regina della serata Paola Occhi ha incantato con la sua voce intensa e vellutata, passando dalla musica sacra a quella profana mostrando disinvoltura e professionalità, cui non è mancato quel guizzo di ingegno nel proporre interpretazioni originali e spiritose come quella che l’ha vista entrare in scena, vestita da Mary Poppins, spinta stando su una carriola, per poi, una volta scesa, dirigere il coro della SoLaRe sulle note di “Supercalifragili”. Di grande respiro la sua interpretazione di un brano tratto dall’Operetta “La vedova Allegra” insieme al tenore Roberto Costi, il quale nel corso dello spettacolo ha omaggiato la canzone napoletana interpretando con intensità e passione “Core ‘ngrato” e “Dicitencello vuje”.

Intenso e avvolgente il duo Santina Amici alla tastiera e Alba Rodilosso all’oboe nel brano di Ennio MorriconeGabriel’s Oboe”. A dare spessore alla rappresentazione sul piano lirico ed emotivo la presenza della Filarmonica Novese di Novi MO) diretta dal maestro Stefano Bergamini che ha fatto rivivere anche due brani del repertorio del Maestro Somadossi. E poi l’eleganza e l’istrionismo degli acuti del violino di Michele Marmo nella sua composizione “Egitto”.

L’atmosfera dello spettacolo ha visto anche esibirsi le ballerine della scuola ArteDanza diretta da Stefania Pignatti, mentre il ballerino Gabriele Vaccargiu ha raccontato della bellezza e del ritmo dinamico del tip tap. Accanto a lui sono stati presentati altri insegnanti della scuola tra cui Susanna De Luca che ha parlato dell’importanza della musicoterapia quale strumento per venire incontro a situazioni di disagio e Ezio Diazzi docente di e. musicale alla scuola media Margherita Hack di Carpi che ha inserito un metodo innovativo di didattica musicale per il solfeggio con l’uso di vari programmi al computer.

A donare incanto al cuore e alla mente le voci cristalline e avvolgenti di Paola Occhi e Anna Bruno insieme per il gran finale dove si è cantato il celebre “Libiamo….” di Giuseppe Verdi.

Canto, musica, danza nel loro sprigionare passione ed emozione, senso di libertà e speranza, sono state valorizzante anche dall’effetto scenico dei costumi eleganti e raffinati, allegri e originali che hanno caratterizzato ancor più i protagonisti.

Alternando situazioni ora intense e sobrie, ora dinamiche e spiritose coinvolgendo e conquistando l’attenzione del pubblico, Paola Occhi con talento e originalità e quell’ironia che fa sembrare tutto più leggero, ha costruito il viaggio ideale dell’uomo tra cuore e mente, sentimento e ragione. Viaggio dove lasciarsi catturare e rapire dai messaggi forti e intensi che la lirica insieme alle altre forme musicali restituisce attraverso storie, situazioni che parlano delle emozioni di tutti, oltre il tempo e contro il tempo..

Oltre a voler creare un’interazione tra le diverse forme d’arte, la Scuola di Canto Lirico in memoria di Lina Cavalieri, con sede presso l’Auditorium Principato di Monaco, ha voluto puntare su un insegnamento innovativo offrendo, a quanti saranno interessati, un programma aperto alla lirica e alle altre espressioni musicali e artistiche che ad essa si legano, Uno spazio unico nel suo genere che speriamo sia di vanto per la regione Emilia Romagna e per tutto il nostro Paese, dove creare momenti di interazione tra le arti, superando quel sottile confine per ritrovare affinità tra visione ed emozione, finito e infinito.

Se a tutto ciò si aggiunge la prospettiva di creare un qualche tipo di costante sinergia con DILA, allora davvero si dovrebbe parlare di un evento prodromo di sviluppi interessanti per tutte le iniziative turistiche e culturali, o meglio turistico-culturali, dell’intera isola d’Ischia. Nessuno l’ha detto, né tanto meno qualcuno l’ha ufficializzato, ma alcuni indizi ci lasciano credere che, presto, ci troveremo a seguire progetti nati e gestiti sull’asse che da Ischia giunge in Emilia Romagna… e viceversa.

Silvana Lazzarino

INAUGURAZIONE
DELLA SCUOLA DI CANTO LIRICO
IN MEMORIA DI LINA CAVALIERI
Palazzetto dello Sport Palazurro
Via Focherini, 9- San Possidonio (MO)
31 gennaio 2016 ore 16.30

Il Dispari 20160208 1 comp

AppleMark

AppleMark

Vince il “Premio San Valentino
-edizione 2016, sezione immagini-
indetto dall’Associazione culturale
Da Ischia L’Arte – DILA” con la
collaborazione del quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano
Di Meglio, la fotografia
“GIULIETTA E ROMEO” di Katia
Massaro.
Nell’offrirvene la visione
rivolgiamo vive congratulazioni
alla brava fotografa.

 Il Dispari 20160201 tutto ridim

Vince il “Premio San Valentino-edizione 2016, sezione poesie- indetto dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione del quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, la poesia “VORREI ESSERE” scritta da Silvana Lazzarino.

Nell’offrirvene la lettura,rivolgiamo vive congratulazionialla brava autrice.

VORREI ESSERE

L’aria che respiri,
gli abiti che indossi.
la pioggia che ti bagna,
il sole che ti scalda,
il brivido che ti assale,
la serenità che ti circonda,
l’amore che ti imprigiona e libera:
questo vorrei essere per te
oggi come ieri.

La poesia è edita (raccolta poetica
Cosmogonia edizioni Progetto Cultura – E.P.C.ammo2013)

Dati autrice:
Silvana Lazzarino
Nata a Roma il 14/02/1971
Residente a Roma
Cell 339/1408826
e-mail: sissilazza@virgilio.it

Da Sinistra Silvana Lazzarino secondo premio Otto Milioni - Paola Occhi soprano - Santina Amici Pianista

Da Sinistra Silvana Lazzarino secondo premio Otto Milioni – Paola Occhi soprano – Santina Amici Pianista

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Editoriale

Dachau - Foto di Katia Massaro comp

Dachau – Foto di Katia Massaro

Durante le scorse settimane, tanti Artisti, amici di questa pagina e dell’Associazione DILA che ha il privilegio di curarne la redazione, hanno accolto di buon grado il nostro invito a manifestare la loro attenzione nei confronti della “Giornata della Memoria” inviandoci una loro opera per la pubblicazione. Tanti che, pur avendo dedicata lunedì scorso l’intera pagina alla celebrazione della Shoah, non siamo stati in grado di dare spazio a tutte le loro cooperazioni. Superiamo l’inghippo aggiungendo oggi due delle opere più significative restate pazientemente in lista d’attesa. Ringraziamo pertanto l’amante della natura e paladina della Pace, super nota super ischitana super fotografa super ambientalista Katia Massaro, e la lettone Liga Sarah Lapinska che

Liga Sarah Lapinska - Selvaggi

Liga Sarah Lapinska – Selvaggi

potremmo ritenere a giusta ragione cittadina onoraria d’Ischia in considerazione dell’alto livello di diffusione culturale con il quale riesce, da quasi un decennio, a diffondere nella sua Nazione i valori artistici, ambientali e sociali della nostra isola.

Ieri a San Possidonio in provincia di Modena la soprano Paola Occhi, Ambasciatrice DILA per l’Emilia Romagna e per la Basilicata, ha inaugurata un’innovativa “Scuola di Canto lirico e di Poesia”. Erano presenti Silvana Lazzarino e Antonio Mencarini in qualità di inviati speciali di questa testata. In seguito al protrarsi della “festa” fino a tarda sera, non siamo riusciti ad impaginare i loro articoli in tempo utile per questa edizione, ma ci riserviamo di darvene ampio riscontro la prossima settimana. Intanto prendiamo atto, con una non celata soddisfazione, che “Il Resto del Carlino” ha dedicato all’evento un articolo a tutta pagina!

Un’altra notizia, riguardante la diffusione di uno dei progetti implementati dall’Associazione “Da Ischia L’Arte -DILA”, ci giunge da un’altra regine d’Italia. Si tratta del Trenino, dove Roberta Panizza (che vi ricordo essere la Vicepresidente DILA nonché l’iniziatrice di tutto il processo che ha portato le nostre apparenti utopie a realizzarsi attraverso DILA e i suoi programmi), in stretta collaborazione con biblioteche, scrittori ed assessorati, ha calendarizzato, per ora in maniera sperimentale ma a lei non manca certo la costanza per renderli effettivamente duraturi nel tempo, una serie d’incontri dedicati alla promozione della Poesia.

Infine desidero invitarvi a discutere di una considerazione che potrà apparire polemica, ma che, se anche lo fosse, sarebbe una polemica unicamente “costruttiva”, mancando in essa qualsiasi discriminazione di ordine politico. Infatti, scrivendo ora che le istituzioni isolane sono poco attive in campo culturale mi rivolgo indistintamente ed impersonalmente a TUTTE  le amministrazioni che operano sul territorio isolano con il dichiarato scopo di aggiungere forme di benessere, anche economico e sociale oltre che culturale, in favore alla popolazione locale.

Per suffragare tale tesi prendo in prestito l’articolo di Silvana Lazzarino, ritenendo che in esso le precisazioni non scritte siano quasi altrettanto importanti di quelle messe in evidenza.

Silvana Lazzarino conclude la sua interessante presentazione della mostra fotograficaHenri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia ITALIA INSIDE OUT” ricordandoci che almeno due dei fotografi esposti, ossia Henri Bresson e McCurry, immortalarono suggestivi scorci dell’isola d’Ischia. Ciò che Silvana Lazzarino non dice è che alla mostra, esposta a Milano dal 10 novembre fino al prossimo 7 febbraio 2016, NON è stato presentato neppure uno solo degli scatti effettuati sulla nostra isola.

In soldoni, voglio dire che un’attenta gestione delle risorse culturali, generate o presenti nella nostra isola, che fosse attivata da una o da tutte insieme le amministrazioni comunali, potrebbe portare ad una divulgazione internazione di “Ischia” praticamente GRATUITA e di notevole diffusione. Come? Semplicemente proponendosi in qualità di referente culturale dell’isola d’Ischia.  E allora anche nella mostra in esame, FORSE, si vedrebbe qualche fotografia made in Ischia, e quindi, ancora FORSE, si dovrebbe pensare ad un serio Assessorato alla cultura intercomunale, piuttosto che continuare a penalizzare gestioni campanilistiche riducendole alla realizzazione di sausicciate e spettacoli di dilettanti allo sbaraglio.

 Bruno Mancini

Il resto del Carlino comp

Il resto del Carlino

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VIAGGIO IN ITALIA ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA

Henri Bresson e McCurry immortalarono gli scorci più suggestivi dell’isola d’Ischia

Il nostro Paese scrigno di civiltà, cultura e bellezza vanta un patrimonio artistico e paesaggistico come pochi al mondo. Un gruppo di fotografi di fama internazionale, dagli anni Trenta del secolo scorso ad oggi hanno testimoniato con immagini suggestive questi scenari unici per lirismo e bellezza.

A presentare i loro scatti suggestivi e intensi che raccontano l’Italia di ieri e di oggi è la mostra in corso a Milano a Palazzo della Ragione fino al 7 febbraio 2016. L’esposizione “Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia ITALIA INSIDE OUT” a cura di Giovanna Calvenzi, promossa dal Comune di Milano Cultura, suddivisa in sette aree tematiche attraverso capolavori di Henri Cartier-Bresson e di altri protagonisti tra cui Robert Capa, Sebastião Salgado, Claude Nori, Cuchi White e Helmut Newton, restituisce un’immagine del nostro Paese vista con gli occhi di chi, provenendo da altri luoghi, ne resta affascinato per le sue bellezze e per la semplicità della gente.

Luoghi d’arte e paesaggi, popolazioni che vivono a contatto con la natura, ma anche ambienti legati alla guerra e gli effetti dell’avanzare delle tecnologie, propongono una storia indiretta della fotografia e dell’evoluzione dei suoi linguaggi. Un viaggio per apprezzare meglio il nostro patrimonio naturale, storico e artistico che si apre con Henri Cartier- Bresson, pioniere del foto-giornalismo, capace come pochi di cogliere la vita nei suoi attimi più fugaci fermando sguardi e gesti anche poco visibili. Suggestivo il suo autoritratto. David Seymour rilegge con accenti eleganti il mondo della fede, mentre intenso è il reportage di Robert Capa al seguito delle truppe americane durante la Campagna d’Italia del 1943. Poi la visione innovativa di William Klein che entra da protagonista nel provocatorio racconto di Roma del 1956, e la poesia dell’uomo nel suo legame profondo con l’ambiente naturale negli scatti di Sebastião Salgado che racconta l’epopea degli ultimi pescatori di tonni in Sicilia. Intensa e poetica è la visione della capitale proposta da Helmut Newton che in “72 ore a Roma” ricrea una passeggiata notturna nel centro monumentale della città. Sperimentazione e nuove tecnologie proprie della fotografia di oggi restituiscono un nuovo volto di scorci e piazze di città come proposto da Alexey Titarenko che racconta una Venezia magica o Abelardo Morell che, utilizzando le tecniche del “foro stenopeico,” crea visioni in cui si fondono interni ed esterni. Poi è la volta di Steve McCurry che a Venezia coglie l’alchimia estetica tra le persone e l’ambiente, e Martin Parr sulla costiera Amalfitana gioca con l’immagine dei turisti mentre ritraggono se stessi sullo sfondo di straordinari paesaggi. Fu McCurry che nel 2013 affascinato dalle bellezze dell’isola di Ischia ne immortalò gli scorci più suggestivi tra i quali il Castello Aragonese. Prima di lui anche Henri Bresson durante i suoi spostamenti in Italia negli anni Cinquanta si fermò ad Ischia che ritrasse con grande perizia e attenzione.

Silvana Lazzarino

Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia

ITALIA INSIDE OUT

a cura di Giovanna Calvenzi

Milano, Palazzo della Ragione Fotografia

Orario: martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 20.30,

giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30. Chiuso il lunedì

Per informazioni: http://milano.fanpage.it/

fino al 7 febbraio 2016

Foto di Henri Bresson

Il Dispari 20160201 tutto ridim

LEGGERE POESIA

Vuoi far parte anche TU del “Gruppo di letture poetiche” formato da persone interessate alla poesia?

Ti aspettiamo.

Durante gli incontri leggiamo poesie scelte, di autori noti e meno noti, e poesie dei partecipanti che lo desiderano. Si partecipa per il piacere di vivere la poesia, quindi ognuno può farlo come desidera: da semplice ascoltatore o come creatore di versi.

Per cominciare ci troviamo nella saletta sopra il Museo accanto alla biblioteca di Vermiglio:

giovedì 11 febbraio 2016 ore 20.30 e giovedì 25 febbraio 2016 ore 20.30

L’iscrizione (necessaria per agevolare l’informazione sulle date degli incontri) è gratuita.

Per informazioni e iscrizioni: biblioteca di Vermiglio tel. 0463.759018 vermiglio@biblio.infotn.it

BIBLIOTECA COMUNALE E ASSESSORATO ALLA CULTURA DI VERMIGLIO

Locandina Leggere poesie

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Il Dispari 2016-01-25

Editoriale

Mercoledì 27 Gennaio in tutto il mondo si commemorerà la “Giornata della memoria”, ricorrenza voluta dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005 per celebrare l’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuto il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche.

Affinché non appaia “strana”, se non addirittura ”inopportuna”, questa nostra pagina dedicata all’avvenimento, è necessario che io esponga brevemente la “riflessione” (che non è per nulla sinonimo, almeno in questo scritto, con la parola “contestazione”) che ne ha determinata la pubblicazione.

A tale proposito, così come ho già avuto modo di precisare in alcuni precedenti interventi nella Biblioteca comunale Antoniana, spostando e spingendo il discorso di base dalla pura e semplice celebrazione di un singolo evento (anche se efferato oltre molti limiti e devastante per un’intera comunità) verso la visione generale della crudeltà imposta dal potere sui deboli e sugli indifesi, desidero esprimere un doveroso chiarimento atto a consentirmi di precisare, senza generare equivoci, che noi, uomini e donne dell’Associazione culturale DILA, non siamo qui in veste di storiografi, sociologi, o di altre discipline tese a classificare eventi ed a chiarirne genesi, cause ed effetti, e che noi non siamo qui neppure nella veste di un gruppo politicizzato per il quale esistano i “Sempre nel giusto” ed i “Sempre malvagi”, e che noi non siamo qui infine, e sembra un paradosso, nemmeno come portatori di nostre personalità semplicemente umane, le quali comunque potrebbero invogliarci per debolezze a giustificare e per vendetta a punire,

NO, noi siamo qui come ARTISTI, per la maggior parte Scrittori e Poeti, ma anche Pittori, Fotografi, Musicisti ecc ecc e siamo qui per proporre sentimenti ed emozioni indotti dalla parole PACE, la quale, sebbene celebrata in mille e mille modi diversi, non consentiremo mai che venga scritta con la penna di un solo colore.

Scegliere tra rosso e nero può andare bene in un gioco stupido come la roulette, ma l’ARTE ha altre ambizioni, l’Arte è rosso, nero, giallo, verde.
ARTE sono i grigi delle nebbie, le variazioni d’indaco dei mari, le terre di Siena, i viola…
L’Arte ha diritti e cittadinanza, forza e bellezza sebbene espressa e scritta con qualsiasi colore dell’arcobaleno.

Ma ciò non basta a definire del tutto gl’ideali che il nostro gruppo intende proporre in questo breve incontro dedicato alla celebrazione della “Giornata della memoria”, poiché noi crediamo che la parola PACE non sia soltanto in antitesi, in contrasto, l’opposto della parola GUERRA, ma possa esprimere una forza di contrasto ineguagliabile nei confronti di altre iatture e di tutte le reali nefandezze perpetrate da parti infime ed infide del genere umano: RAZZISMO, MAFIA, SPECULAZIONI DI OGNI TIPO, ABUSI DI POTERE ECC ecc sono tutte Guerre contro le quali gli “Artisti” innalzano lo stendardo della PACE.

Così come abbiamo affermato che gl’inchiostri di tutti i colori sono adatti a scrivere la parola PACE, nello stesso modo e con identica determinazione garantiamo che combatteremo e contrasteremo con ogni mezzo non violento, come abbiamo sempre fatto, tutti coloro che hanno voluto, vogliono o vorranno intingere le penne d’oca utilizzate per la scrittura della parola PACE in calamai pieni delle lacrime dei popoli affamati, oppressi, schiavizzati, così come nel sangue innocente dei morti sul lavoro.

Bruno Mancini

25C-2 Q63

Selvaggi di Liga Sarah Lapinska

Il Dispari 20160118 1 comp

La poesia nella “Settimana della memoria” a Roma

A distanza di anni, interviste, articoli, inchieste, film e romanzi hanno descritto con forte spessore comunicativo la tragedia della shoah che ha lasciato attonito il mondo intero. Una pagina di storia che fa rabbrividire e che svela il volto peggiore del genere umano quello diabolico che non trova spiegazioni e giustificazioni.

L’abbattimento dei cancelli di Auschwitz il 27 gennaio del 1945, ha fatto conoscere al mondo e alla storia questo abisso della civiltà, lo sterminio del popolo ebraico, dei Sinti e Rom, degli omosessuali, dei Testimoni di Geova e l’eliminazione dei deportati militari e politici nei campi nazisti.

Anche quest’anno la Casa della Memoria e della Storia conferma il suo ruolo di primo piano a Roma per le celebrazioni intorno al “Giorno della Memoria. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo – Dipartimento Cultura di Roma Capitale, Assessorato alla Memoria, Assessorato alla Cultura della Comunità Ebraica di Roma e dal Museo Ebraico di Roma, a cura delle Associazioni residenti (ANPI, ANED, ANEI, ANPPIA, FIAP, IRSIFAR e Circolo G. BOSIO) e della Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia con il coordinamento organizzativo di Roma Capitale, presenta, fino al giorno 1 febbraio 2016, un ricco programma tra cinema, arte, libri che restituiscono questa pagina sconvolgente e inquietante della storia dell’umanità attraverso il racconto quotidiano della vita degli ebrei italiani prima delle leggi razziali e la descrizione degli orrori degli scenari dei lager.

La poesia con la sua forza emotiva quale contenitore della memoria è protagonista con “La Memoria la Poesia” che vede poeti e scrittori dare voce attraverso versi intensi e toccanti ad un periodo storico da non dimenticare. La memoria ricorda e diviene attiva. Un tema che condiziona anche la nostra storia contemporanea e l’umanità intera. Poeti e scrittori invitati a partecipare leggono un proprio brano, tra loro: Fulvio Abbate, Luca Archibugi, Tomaso Binga/Bianca Menna, Maria Grazia Calandrone, Marco Caporali, Roberto Deidier, Marco Giovenale, Valerio Magrelli, Dacia Maraini, Elio Pecora, Roberto Piperno e Filippo Senatore. Ricordi ed emozioni in poesia e prosa sono accompagnati dalla fisarmonica del M° Marco Lo Russo aka Rouge che esegue brani della tradizione ebraica rivisitati e celebri colonne sonore di film che hanno narrato la memoria. Intenso e drammatico il libro di Maria Eisenstein “L’internata numero 6″ che sarà presentato dai relatori Marina Beer, Elisa Guida e Luigi Lombardi Satriani.

Curato da Carlo Spartaco Capogreco il libro diario di Maria Eisenstein, internata nel campo di concentramento di Lanciano in seguito alla legislazione antiebraica italiana, aiuta a comprendere più a fondo la realtà dell’internamento nell’Italia fascista. Una testimonianza diretta che ripercorre i nodi della storia e della memoria italiane.

Silvana Lazzarino

Dachau foto Katia Massaro 3 comp

Dachau foto Katia Massaro

Il Dispari 20160125 tutto ridim

In un carcere ammazzano un uomo.

L’arco s’apre rotondo
lampade a coppe aeree
sbadigli:
avanza un uomo dal fondo.

Colonne reggono l’arco
passa guardiano
sbadigli:
prende il suo posto di un’ora.

Colonne reggono travi
s’alza e cammina.
Silenzio.

Conta le lampade
passando
pesta le colonne
con forza
misura l’arco
uscendo.

In un carcere ammazzano un uomo.

Bruno Mancini

lanostraisola

Cuori senza terra

Quando anche l’odio
stremato
rovinerà esanime
nella sua nera pozza
ogni più piccolo granello
di terra
sarà infine recapitato
all’indirizzo più forte,
busta color pelle
e colla rossa.

Nello stupito silenzio
di una pace non cercata
appoggerete il capo
a riposare,
ma il gemito
di labbra mute
per sempre
calpesterà il respiro
e la mente confonderanno
e gli occhi
i purpurei vapori della terra.

Impazziti correndo
nella notte
la polvere di giovani ossa
vi bruci allora le suole
e la cancrena il cuore.

Roberta Panizza

lanostraisola su livestream.com. Broadcast Live Free

 

Fravecature

All’ acqua e a ‘o sole fràveca
cu na cucchiara ‘mmano,
pe’ ll’ aria ‘ncopp’ a n’anneto
fore a nu quinto piano
Nu pede miso fauzo,
nu movimento stuorto,
e fa nu volo ‘e l’angelo:
primma c’arriva, è muorto
Nu strillo; e po’ n’accorrere
gente e fravecature.
-Risciata ancora… E’ Ruoppolo!
Tene ddoie criature!
L’ aizano e s’ ‘o portano
Cu na carretta a mano.
Se move ancora ll’ anneto
Fore d’ ‘o quinto piano.
E passa stu sparpetuo
cchiù d’uno corre appriesso;
e n’ato, ‘ncopp’a n’anneto,
canta e fatica ‘o stesso.
‘Nterra, na pala ‘e cavece
cummoglia a macchia ‘e sango,
e ‘ sghizze se scereano
cu ‘e scarpe sporche ‘e fango.
Quanno o spitale arrivano,
‘a folla è trattenuta,
e chi sape ‘a disgrazia
racconta comm’è gghiuta.
E attuorno, tutt’ ‘o popolo:
-Madonna!—Avite visto?
-D’ ‘o quinto piano—‘E Virgine!
-E comme, Giesucristo…?!
E po’ accumpare pallido
chillo c’ ha accumpagnato:
e, primma ca ce ‘o spiano,
fa segno ca è spirato.
Cu ‘o friddo dint’a ll’anema
‘a folla s’alluntana
‘e lume gia s’appicciano
‘a via se fa stramano.
E a’ casa, po’, ‘e mannibbele,
muorte, poveri figlie,
mentre magnano, a tavola ,
ce ‘o diceno a ‘e famiglie.
‘E mamme ‘e figlie abbracciano,
nu sposo abbraccia ‘a sposa …
E na mugliera trepida ,
aspetta, e nn’ arreposa.
S’appenne ‘a copp’a ll’asteco
sente ‘o rilorgio : ‘e nnove!
Se dice nu rusario…
e aspetta nun se move.
L’acqua p’ ‘o troppo vòllere
s’è strutta int’ ‘a tiena,
‘o ffuoco è fatto cènnere
Se sente na campana.
E ‘e ppiccerelle chiagnano
pecchè vonno magnà’:
-Mamma, mettiamo ‘a tavula!
-Si nun vene papà?
‘A porta ! Tuzzuleano:
-Foss’isso?—E va ‘arapi’.
-Chi site?—‘O capo d’opera.
Ruoppolo abita qui?
-Gnorsì, quacche disgrazia?
Io veco tanta gente…
-Calmateve, vestiteve…
-Madonna!—E’ cosa ‘e niente.
E sciuliato ‘a l’anneto
d’’o primmo piano.—Uh, Dio!
e sta o spitale?—E’ logico.
-Uh, Pascalino mio!
‘E ddoie criature sbarrano
ll’uocchie senza capì;
‘a mamma, disperannose,
nu lamp a se visti’;
‘e cchiude ‘a dinto; e scenneno
pe’ grade cu ‘e cerine.
-Donna Rache’! –Maritemo
che ssà, sta e’ Pellerine.
E’ sciuliato ‘a ll’anneto.
-Si, d’ ‘o sicondo piano
E via facendo st’anneto,
ca saglie chiano chiano.
-Diciteme, spiegateme.
-Curaggio.—E’ muorto?!—E’ muorto!
D’ ‘o quinto piano.’All’anneto.
Nu pede miso stuorto.
P’ ‘o schianto, senza chiagnere,
s’abbatte e perde ‘e senze.
E’ Dio ca vo na pausa
a tutte ‘e sofferenze.
E quanno a’ casa ‘a portano,
trovano e ppìccerelle
‘nterra, addurmute. E luceno
‘nfaccia ddoie lagremelle.

Raffaele Viviani
Poesie – 1930

Guarda il video in diretta streaming dal lanostraisola a livestream.com

 

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Il Dispari 2016-01-18

UN’ANTOLOGIA CHE RACCONTA DELL’ASSOCIAZIONE DILA

Dare nuova visibilità al mondo dei poeti e non solo, ma anche all’universo di quanti coltivano e portano avanti l’arte, dalla poesia alla pittura, dalla letteratura alla musica, è l’idea che sta alla base dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di cui è presidente lo scrittore e poeta Bruno Mancini.

L’Associazione culturale, nata nell’autunno del 2014, con sede ad Ischia (NA) organizza e promuove numerose attività culturali che spaziano in tutti i campi dell’Arte: dalle mostre di pittura e fotografia, agli incontri di lettura e presentazioni di libri, da convegni e dibattiti a celebrazioni di ricorrenze storiche e artistiche.

L’Associazione DILA, che sempre più sta prendendo piede a livello nazionale coordinando importanti eventi, vede al fianco di Bruno Mancini diverse figure di artisti, poeti, scrittori che fin dagli inizi hanno creduto in questo progetto il cui obiettivo, come afferma lo stesso Bruno Mancini, è quello di “Operare affinché l’Arte in generale e la Poesia in particolare riconquistino il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana”.

Con questi presupposti ciascun artista che sia poeta, scrittore, pittore, cantante può guardare oltre il proprio luogo comunemente destinato alla presentazione e promozione del proprio prodotto, per proiettarsi verso una forma pubblicitaria più ampia e a largo raggio.

Così Bruno Mancini, insieme ai suoi principali collaboratori (tra i quali vanno ricordati Roberta Panizza vice presidente di DILA ed Antonio Mencarini), ha intuito di poter diffondere maggiormente la cultura attivando nuovi canali di divulgazione, del tutto fuori dall’ordinario, con il coinvolgimento di imprese e di aziende commerciali quali sostenitori e sponsor.

La pubblicità è diventata strumento per promuovere l’arte e la cultura.

L’Antologia Da Ischia L’arte è la prima pubblicata dopo la nascita dell’Associazione DILA.

Curata da Bruno Mancini e Roberta Panizza con la collaborazione di Antonella Ronzulli e le copertine di Liga Sarah Lapinska, si è proposta come prezioso canale di diffusione di pensieri, parole e versi legati a poeti ed a figure di artisti più o meno vicini ai progetti già dai loro albori.

Tra le iniziative ideate da DILA, e che trovano ampia diffusione proprio in questa Antologia, vi è il Premio Internazionale di Poesia “Otto Milioni” (4^ edizione), presentato durante lo scorso 2015 all’Expo di Milano, dove ha trovato, anche in Bookcity, una vetrina d’indubbia importanza internazionale.

Infatti, la quarta edizione del Premio Internazionale “Otto Milioni” (cui hanno partecipato poeti da tutta Italia e dall’estero), ha trovato nell’Expo di Milano la sua vetrina ideale, sia a Giugno 2015 in una performance ideata da Alberto Liguoro, e sia poi ad Ottobre quando, dal 20 al 25 è stata in primo piano nel corso degli eventi denominati “Carro di Tespi” e  Bookcity, durante i quali è stata anche presentata l’Antologia e sono stati resi noti i nomi dei vincitori del Premio.

Un grande risultato specialmente in considerazione dei consensi ricevuti dal pubblico, dagli organi d’informazione e dalle istituzioni, prime tra tutte la CCIAA e l’Assessorato alla cultura del Comune di Milano.

ntologia, accanto alle storie e presentazioni dei personaggi attivi fin dagli inizi al fianco di Bruno Mancini tra cui Panizza, Mencarini, Massaro, Neri, Lapinska e Fiore, propone le poesie finaliste del Premio sviluppate sul tema: “unione, pace, amicizia”.

Ciascun poeta ha raccontato, con un proprio stile e ritmo, le emozioni e le ansie legate ad un argomento così forte e attuale.

Molti lo hanno personalizzato, fino a svelarne i lati più profondi e segreti, altri ne hanno descritto l’aspetto più legato ad un sentire corale rispecchiando il sentimento di un’umanità affranta e devastata dall’egoismo, ma pronta a rinascere.

Come sopra accennato, accanto alla sezione dedicata alle poesie finaliste del Premio Internazionale di Poesia “Otto Milioni”, l’Antologia svela la profonda sensibilità, l’attaccamento alla propria terra e l’entusiasmo della vita di diversi protagonisti, alcuni del gruppo dei pionieri, altri entrati successivamente al loro fianco.

La poetessa Antonella Ronzulli, direttrice editoriale di Litho Commerciale si mostra nella sua veste artistica e imprenditoriale.

Donna semplice e concreta racconta attraverso i suoi versi ora leggeri come carezze, ora graffianti come spine, il suo attaccamento alla vita dalla quale ha ricevuto, suo malgrado, prove molto dure con cui confrontarsi.

Antonio Fiore, poeta e scrittore, nei suoi versi si sofferma sull’uomo, sul senso del destino e sul bisogno di alzare lo sguardo al cielo e pensare oltre questa vita con speranza.

Significativa a riguardo è la poesia “La tela del tempo” che, come commenta Roberta Panizza, “Dipinge davanti ai nostri occhi un paesaggio naturale che è anche percorso metafisico dell’intera umanità”.

Intensa e poliedrica è la vita di Antonio Mencarini, altro protagonista di questo viaggio avvincete centrato sulle diverse esperienze poetiche dei protagonisti.

Esperto di marketing e impresa Mencarini si è appassionato alla poesia fin da giovanissimo restando nel tempo affascinato da autori dialettali quali Viviani, Trilussa, Belli.

Avvolgente e misteriosa è l’arte della lettone Liga Sarah Lapinska che, attraverso la poesia e il disegno, guarda alla natura e alle sue sfaccettature cogliendone le essenze tra sogno e nostalgia, immaginazione e verità.

Oltre il tempo e attraverso il tempo dell’uomo ci portano le poesie di Roberta Panizza, innamorata di Ischia, che da dieci anni segue e collabora con Bruno Mancini.

I versi di Roberta Panizza si riempiono delle bellezze di Ischia, ma anche della sua terra, il Trentino, di cui fa intravedere con sofferto silenzio i segni della Grande Guerra, avvenimento devastante che ha segnato i destini di giovani vite innocenti.

Poliedrico per il suo essere uomo di spettacolo, poeta e sportivo di livello internazionale, Pasquale Di Costanzo, detto Dragon, parla non di sé, perché di lui forse già si sa molto, ma di suo padre, uomo coraggioso e pieno di risorse, dalla vita intensa e avventurosa.

Proiettate verso il simbolico e il fantastico sono i racconti e le poesie di Artista di Strada, figura interessante affascinata dall’esoterismo e dalle filosofie orientali.

Sfogliando ancora lungo le pagine di questa avvincente Antologia si incontra il talento a tutto campo nel settore dell’arte di Emanuela Di Stefano. Romana, si dedica con successo alla fotografia, al restauro, alla pittura, al design di arredo.

Anche Aniello Buonocore, ischitano DOC, ha messo in mostra, con risultati da prendere in notevole considerazione, la poliedricità delle discipline artistiche nelle quali ama esprimere le sensazioni indotte in lui dal fascino della sua isola d’Ischia non sempre rispettata con civiltà.

La storiografia degli uomini e delle vicende vissute in Emilia Romagna sono gli argomenti dei libri suggeriti da Enzio Strada.

Fotografie suggestive per gli ambienti e per i personaggi ritratti dagli scatti di Katia Massaro e di Alberto Ghirardini tessono ricami tra le varie parti del libro.

Il cantautore Enzo Salvia, dalla sua Torrenova in provincia di Messina, c’illustra il CD musicale dal titolo “Nelle bugie dei sogni” contenente l’omonimo brano che funge da inno e da colonna sonora in tutte le manifestazioni pubbliche nelle quali sono e saranno presenti l’Antologia e il Premio.

Bruno Mancini, scrittore e poeta, oltre a raccontare di sé e della sua attività di presidente di DILA,  impegnato nel dare visibilità alla poesia attraverso la realizzazione di eventi in cui convergono le diverse arti, lascia che il lettore si incuriosisca accostandosi ai suoi versi intensi e ironici, dove si intrecciano i desideri dell’uomo tra l’amore per la natura e il mare in particolare, il suo bisogno di libertà e quella sensualità rivelata con soffuso umorismo.

E poi… il volume si chiude in maniera brillante proponendo poesie tradotte in inglese dal già citato Antonio Mencarini e dalla poetessa-pittrice americana di origine italiana Pamela Allegretto Franz.

In conclusione c’è da dire che la prima edizione dell’Antologia “Da Ischia L’Arte” è andata esaurita nel giro di meno di tre mesi dalla sua pubblicazione, e che le copie di una seconda edizione sono disponibili su www.lulu.com con il 50% di sconto, accedendo all’url

http://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/da-ischia-larte/paperback/product-22519196.html

Silvana Lazzarino

ANTOLOGIA DA ISCHIA L’ARTE

A cura di Bruno Mancini e Roberta Panizza con la collaborazione di Antonella Ronzulli

Litho Commerciale Editore

Il Dispari 20160118 1 comp

Premio internazionale di poesia

“Otto milioni”

Quinta edizione 2016 con la collaborazione del quotidiano

“Il Dispari”

Il regolamento di partecipazione è disponibile alla pagina

http://www.ildispari24.it/it/premio-otto-milioni-2016/

Info: tel. 3914830355; e-mail emmegiischia@gmail.com

 Premio Otto milioni 2016 sponsor 1

Il Dispari 20160118 tutto ridim

Antologia Da Ischia L'Arte pagina 3 - Foto di Emanuela Di Stefano

Antologia Da Ischia L’Arte pagina 3 – Foto di Emanuela Di Stefano

Scrivi poesie EXPO

Il Dispari 2016-01-11

Il Dispari 2016-01-11

Editoriale

Forse qualcuno di voi ricorderà che in una delle precedenti puntate di questi piacevoli incontri del lunedì avevo accennato a possibili progetti da realizzare con la collaborazione della soprano Paola Occhi, considerando la sua indubbia bravura canora sorretta da un dinamismo difficilmente riscontrabile negli artisti.

Paola Occhi e Santina Amici, infatti, durante la loro pur breve permanenza ad Ischia si son distinte per quella che a me pare essere la più importante prerogativa affinché si possa entrare da protagonisti nella nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Mi riferisco all’umiltà di saper porre in primo piano l’Arte nella sua generalità, tralasciando tutte quelle forme di deleteria vanità personale che comportano l’isolamento dei singoli artisti pur senza aggiungere un qualche valore alla “riconquista del palco di primo piano che compete alla cultura nell’attuale società”.

La soprano Paola Occhi è donna dinamica, impegnata verso lo stesso obiettivo che Roberta Panizza ed io andiamo inseguendo ormai da quasi un decennio.

Per uscire dai concetti e tornare nei fatti, è accaduto che, non appena è rientrata alla sua Mirandola dalla tournée ischi tana, si è subito messa in moto per realizzare quei programmi che avevamo avuto modo di “imbastire” durante la sua permanenza qui da noi.

Non posso illustrare molti dettagli in quanto quasi tutti i progetti sono tuttora in fase di realizzazione, però le notizie che seguono potranno rendere bene l’idea di come stia procedendo a pieno ritmo lo sviluppo di un made in Ischia culturale esportato in Emilia Romagna e a Roma… con prossime destinazioni anche in Basilicata.

Bruno Mancini

Scrivi poesie EXPO

 

MEMORIE D’INCIAMPO

PER NON DIMENTICARE I DEPORTATI AD AUSCHWITZ

 

Uno dei dramma più grandi vissuti dall’umanità, lo sterminio degli ebrei nei lager nazisti durante il secondo conflitto mondiale, ha lasciato una traccia indelebile negli animi e nei corpi di quanti hanno visto, vissuto e raccontato gli orrori di una tragedia senza precedenti.

Articoli, inchieste, interviste, documentari, film, a distanza di anni hanno raccontato la tragedia della shoah che ha lasciato attonito il mondo intero. Una pagina di storia atroce che non va dimenticata.

Gunter DemnigA ricordare quanti scomparvero in seguito delle persecuzioni naziste (tra ebrei, politici, militari), attraverso il simbolo “artistico” di una pietra è stato l’artista tedesco Gunter Demnig che a partire dal 1995 a Colonia iniziò a realizzare incisioni su una sorta di sampietrini – dette  Stolpersteine pietre “d’inciampo” per immortalare i nomi di quanti furono deportati a Auschwitz: una straordinaria mappa della memoria europea che anno dopo anno si è estesa fino a includere oltre 45.000 pietre.

Luogo deputato per queste opere antimonumentali, ma concrete e tangibili a tenere viva la memoria nel presente, è il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto i deportati. Sul marciapiede sono installate le “pietre d’inciampo”, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (10×10) sulla cui superficie superiore di ottone lucente sono incisi: nome e cognome del/lla deportato/a, età, data e luogo di deportazione e, nel caso si conosca, anche la data di morte.

Gunter Demnig ha portato questa opera in Italia facendo così entrare il nostro paese a far parte di questo grande circuito internazionale della memoria. è stato dato così inizio al progetto MEMORIE D’INCIAMPO giunto alla settima edizione, che ha visto l’artista tedesco a partire dal 2011 al 2015 posizionare 226 “pietre d’inciampo”. Questa edizione, curata da Adachiara Zevi, promossa tra gli altri da ANED (Associazione Nazionale ex Deportati); ANEI (Associazione Nazionale ex Internati); Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane di Italia; Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), IRSIFAR (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza) sarà inaugurata lunedì 11 gennaio 2016 alle ore 12.00 a Roma in Via Po, 42 alla presenza del Presidente del Municipio di Roma II Giuseppe Gerace. Lo stesso giorno Gunter Demnig sarà a Roma per installare 11 Stolpersteine (pietre d’inciampo) in memoria di deportati razziali e politici.

Ad affiancare questa edizione sarà il progetto didattico curato da Annabella Gioia e Sandra Terracina: ogni Municipio coinvolto sceglierà una o più scuole cui affidare una ricerca storica sui perseguitati. In ricordo delle vittime della Shoah anche ad Ischia vi sono stati e vi saranno eventi di grande spessore socio culturale: citiamo la celebrazione della Shoah presso la Biblioteca Antoniana dello scorso anno (27 gennaio 2015) cui hanno partecipato tra gli altri Gaetano Di Meglio e Bruno Mancini Presidente di DILA Associazione Culturale Da Ischia L’Arte.

Silvana Lazzarino

Il Dispari 20160111 1 comp

Chiara Pavoni: “Ischia non è solo la bellezza ineguagliabile del suo mare”

Attrice di origini marchigiane, da anni impegnata nel sociale, Chiara Pavoni spazia dal teatro al cinema, dalla televisione alla fotografia come modella, con disinvoltura e professionalità. Dopo un percorso iniziale nella danza studia recitazione, canto e percussioni fino a diventare un’icona del cinema thriller. Da oltre un anno è in scena con un monologo contro la violenza sulle donne “Tragicamente rosso”, diretto da Giuseppe Lorin e sta lavorando a nuovi progetti rivolti a sensibilizzare l’opinione pubblica. La incontriamo per i lettori de Il Dispari e della rubrica “Leggere Cultura”.

Chiara PavoniDare voce ad una tematica come il femminicidio attraverso il teatro che cosa comporta nel panorama culturale attuale?

“Nonostante la sempre più evidente espansione di altre forme di comunicazione che hanno generato i media cine-televisivi e l’universo del web, un immenso mare di immagini e messaggi in cui spesso si perde la concretezza e l’emozione artistica, il teatro ha un ruolo ancora molto importante nella società, poiché è tuttora in grado di suggestionare ed plasmare emotivamente ogni anima del pubblico.”

Come viene recepita la violenza dagli spettatori?

“In questo anno in cui le repliche di Tragicamente Rosso si sono susseguite in giro per l’Italia grazie alla bellezza del testo e alla sapiente regia di Giuseppe Lorin ho avuto la possibilità di raccontare una storia verosimile e toccante che sempre ha raggiunto l’anima degli spettatori facendoli commuovere e riflettere su questo tema tanto tragico, scottante e attuale.”

Qual è il tuo legame con Ischia e che cosa rappresenta per te quest’Isola?

“Ischia non è solo la bellezza ineguagliabile del suo mare e la meraviglia incomparabile della sua natura, ma l’isola Verde è già dagli anni 50 il germoglio del genio creativo, un punto di riferimento culturale di rilievo europeo, un crocevia di esperienze, sensibilità e valori che hanno reso questa isola come un punto di incontro di grandi artisti ed intellettuali, una meravigliosa passerella sul mondo, aperta a tutte le culture.”

Il mondo femminile raccontato attraverso l’arte. Sono state e saranno sempre le donne al centro dei tuoi prossimi spettacoli? Qualche anticipazione.

“Prevalentemente mi piace raccontare attraverso il teatro il mondo femminile e nei prossimi mesi continuerò a portare in scena storie di donne, ad ottobre sono stata ospite del Premio Italia Diritti Umani della Free Lance International Press e ho avuto modo di dare voce con l’arte a tematiche delicate, come la violenza e i diritti negati. Continueremo a girare l’Italia con Tragicamente rosso e chissà magari arriveremo anche ad Ischia!”

Michela Zanarella

Il Dispari 20160111 tutto ridim

Redazione|Meravigliosamente-Retrò & DILA nella Chiesa degli Artisti

Paola Occhi e  Santina Amici tra musica e poesia

Da sinistra Santina Amici e Paola Occhi

Nella serata del 10 Gennaio 2016 si è tenuto un concerto a Roma nella Chiesa degli Artisti – Basilica Santa Maria Inmontesanto Via del Babuino (Piazza de Popolo).

Protagonista  musicale è stato il duo “Meravigliosamente-Retrò” composto dall’organista Santina Amici e dalla soprano Paola Occhi, la quale si è proposta anche nelle vesti di Ambasciatrice, Responsabile delle Regioni Emilia Romagna e Basilicata in rappresentanza dell’Associazione Culturale “Da Ischia L’Arte-DILA”.

Alla fine dell’applaudito concerto, durante il quale non sono mancati interventi poetici ideati da Silvana Lazzarino (seconda classificata nella quarta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”), la cantante Paola Occhi ha consegnato al Rettore Don Walter Insero una lettera a firma di Valentina Coppola (sua assistente personale) della quale vi riportiamo il testo integrale:

lettera

«Egregio Rettore Don Walter Insero,
Siamo lieti di comunicarle che, grazie ad un benefattore della Scuola di Canto Lirico, possiamo donare, nei prossimi mesi, alla Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo in Roma  un pianoforte digitale, affinché possa essere usato in sostituzione dell’organo non funzionante.

Tutto ciò è stato possibile attraverso la collaborazione tra il Presidente Bruno Mancini e la Direttrice Artistica Roberta Panizza dell’Associazione Culturale “Da Ischia l’Arte – DILA” e la Scuola di Canto Lirico con Santina Amici Coordinatrice Onoraria e Pianista, Anna Bruno Direttore Artistico, e Paola Occhi nel duplice ruolo di Direttore della Scuola di Canto Lirico nonché Ambasciatrice, responsabile delle Regioni Emilia Romagna e Basilicata per conto dell’Associazione DILA. Distinti Saluti. Valentina Coppola (Assistente Personale di Paola Occhi).»

Possiamo dire che ciò è stato possibile solo grazie alla grande bontà e generosità della nostra Soprano, insieme alla collaborazione di DILA e di questo quotidiano!

C’è da precisare che il prossimo 31 Gennaio Paola Occhi assumerà l’incarico di Direttrice della “Scuola Di Canto Lirico” realizzata in collaborazione con Santina Amici che fungerà da Coordinatrice Onoraria e con Anna Bruno nel ruolo di Direttore Artistico. All’inaugurazione, programmata appunto il 31 Gennaio in S. Possidonio (MO), DILA sarà presente con numerosi associati tra i quali va ricordato VOX, al secolo Antonio Mencarini, che leggerà alcune poesie tratte dalle antologie pubblicate da Roberta Panizza e da Bruno Mancini.

E poi… Paola Occhi l’apprezzeremo anche nelle vesti di Direttrice del coro SOL-LA-RE che ha fondato recentemente.

Tutto questo nella prospettiva di una nuova e più ampia serie di eventi che coinvolgeranno tutti loro durante un corposo programma non solo musicale e poetico che inizierà nella nostra isola d’Ischia a partire dalla prossima primavera.

Ringraziando lei e il suo gruppo di collaboratrici, auguriamo loro un futuro all’insegna della musicalità e pieno di soddisfazioni.

statistica emmegi 20160110

Premio grafica Otto milioni 2016

Bookcity foto finale

Bruno EXPO 11

DILA Il Dispari EXPO

Partecipazione antologie LENOIS

Il Dispari: una pagina per DILA

Il Dispari 2015 – 05 – 25

Il Dispari 2015 – 06 – 01

Il Dispari 2015 – 06 – 08

Il Dispari 2015 – 06 – 15

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Dachau - Foto di Katia Massaro comp

Dachau – Foto di Katia Massaro

Durante le scorse settimane, tanti Artisti, amici di questa pagina e dell’Associazione DILA che ha il privilegio di curarne la redazione, hanno accolto di buon grado il nostro invito a manifestare la loro attenzione nei confronti della “Giornata della Memoria” inviandoci una loro opera per la pubblicazione. Tanti che, pur avendo dedicata lunedì scorso l’intera pagina alla celebrazione della Shoah, non siamo stati in grado di dare spazio a tutte le loro cooperazioni. Superiamo l’inghippo aggiungendo oggi due delle opere più significative restate pazientemente in lista d’attesa. Ringraziamo pertanto l’amante della natura e paladina della Pace, super nota super ischitana super fotografa super ambientalista Katia Massaro, e la lettone Liga Sarah Lapinska che

Liga Sarah Lapinska - Selvaggi

Liga Sarah Lapinska – Selvaggi

potremmo ritenere a giusta ragione cittadina onoraria d’Ischia in considerazione dell’alto livello di diffusione culturale con il quale riesce, da quasi un decennio, a diffondere nella sua Nazione i valori artistici, ambientali e sociali della nostra isola.

Ieri a San Possidonio in provincia di Modena la soprano Paola Occhi, Ambasciatrice DILA per l’Emilia Romagna e per la Basilicata, ha inaugurata un’innovativa “Scuola di Canto lirico e di Poesia”. Erano presenti Silvana Lazzarino e Antonio Mencarini in qualità di inviati speciali di questa testata. In seguito al protrarsi della “festa” fino a tarda sera, non siamo riusciti ad impaginare i loro articoli in tempo utile per questa edizione, ma ci riserviamo di darvene ampio riscontro la prossima settimana. Intanto prendiamo atto, con una non celata soddisfazione, che “Il Resto del Carlino” ha dedicato all’evento un articolo a tutta pagina!

Un’altra notizia, riguardante la diffusione di uno dei progetti implementati dall’Associazione “Da Ischia L’Arte -DILA”, ci giunge da un’altra regine d’Italia. Si tratta del Trenino, dove Roberta Panizza (che vi ricordo essere la Vicepresidente DILA nonché l’iniziatrice di tutto il processo che ha portato le nostre apparenti utopie a realizzarsi attraverso DILA e i suoi programmi), in stretta collaborazione con biblioteche, scrittori ed assessorati, ha calendarizzato, per ora in maniera sperimentale ma a lei non manca certo la costanza per renderli effettivamente duraturi nel tempo, una serie d’incontri dedicati alla promozione della Poesia.

Infine desidero invitarvi a discutere di una considerazione che potrà apparire polemica, ma che, se anche lo fosse, sarebbe una polemica unicamente “costruttiva”, mancando in essa qualsiasi discriminazione di ordine politico. Infatti, scrivendo ora che le istituzioni isolane sono poco attive in campo culturale mi rivolgo indistintamente ed impersonalmente a TUTTE  le amministrazioni che operano sul territorio isolano con il dichiarato scopo di aggiungere forme di benessere, anche economico e sociale oltre che culturale, in favore alla popolazione locale.

Per suffragare tale tesi prendo in prestito l’articolo di Silvana Lazzarino, ritenendo che in esso le precisazioni non scritte siano quasi altrettanto importanti di quelle messe in evidenza.

Silvana Lazzarino conclude la sua interessante presentazione della mostra fotograficaHenri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia ITALIA INSIDE OUT” ricordandoci che almeno due dei fotografi esposti, ossia Henri Bresson e McCurry, immortalarono suggestivi scorci dell’isola d’Ischia. Ciò che Silvana Lazzarino non dice è che alla mostra, esposta a Milano dal 10 novembre fino al prossimo 7 febbraio 2016, NON è stato presentato neppure uno solo degli scatti effettuati sulla nostra isola.

In soldoni, voglio dire che un’attenta gestione delle risorse culturali, generate o presenti nella nostra isola, che fosse attivata da una o da tutte insieme le amministrazioni comunali, potrebbe portare ad una divulgazione internazione di “Ischia” praticamente GRATUITA e di notevole diffusione. Come? Semplicemente proponendosi in qualità di referente culturale dell’isola d’Ischia.  E allora anche nella mostra in esame, FORSE, si vedrebbe qualche fotografia made in Ischia, e quindi, ancora FORSE, si dovrebbe pensare ad un serio Assessorato alla cultura intercomunale, piuttosto che continuare a penalizzare gestioni campanilistiche riducendole alla realizzazione di sausicciate e spettacoli di dilettanti allo sbaraglio.

 Bruno Mancini

Il resto del Carlino comp

Il resto del Carlino

Il Dispari 20160201 1 comp

VIAGGIO IN ITALIA ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA

Henri Bresson e McCurry immortalarono gli scorci più suggestivi dell’isola d’Ischia

Il nostro Paese scrigno di civiltà, cultura e bellezza vanta un patrimonio artistico e paesaggistico come pochi al mondo. Un gruppo di fotografi di fama internazionale, dagli anni Trenta del secolo scorso ad oggi hanno testimoniato con immagini suggestive questi scenari unici per lirismo e bellezza.

A presentare i loro scatti suggestivi e intensi che raccontano l’Italia di ieri e di oggi è la mostra in corso a Milano a Palazzo della Ragione fino al 7 febbraio 2016. L’esposizione “Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia ITALIA INSIDE OUT” a cura di Giovanna Calvenzi, promossa dal Comune di Milano Cultura, suddivisa in sette aree tematiche attraverso capolavori di Henri Cartier-Bresson e di altri protagonisti tra cui Robert Capa, Sebastião Salgado, Claude Nori, Cuchi White e Helmut Newton, restituisce un’immagine del nostro Paese vista con gli occhi di chi, provenendo da altri luoghi, ne resta affascinato per le sue bellezze e per la semplicità della gente.

Luoghi d’arte e paesaggi, popolazioni che vivono a contatto con la natura, ma anche ambienti legati alla guerra e gli effetti dell’avanzare delle tecnologie, propongono una storia indiretta della fotografia e dell’evoluzione dei suoi linguaggi. Un viaggio per apprezzare meglio il nostro patrimonio naturale, storico e artistico che si apre con Henri Cartier- Bresson, pioniere del foto-giornalismo, capace come pochi di cogliere la vita nei suoi attimi più fugaci fermando sguardi e gesti anche poco visibili. Suggestivo il suo autoritratto. David Seymour rilegge con accenti eleganti il mondo della fede, mentre intenso è il reportage di Robert Capa al seguito delle truppe americane durante la Campagna d’Italia del 1943. Poi la visione innovativa di William Klein che entra da protagonista nel provocatorio racconto di Roma del 1956, e la poesia dell’uomo nel suo legame profondo con l’ambiente naturale negli scatti di Sebastião Salgado che racconta l’epopea degli ultimi pescatori di tonni in Sicilia. Intensa e poetica è la visione della capitale proposta da Helmut Newton che in “72 ore a Roma” ricrea una passeggiata notturna nel centro monumentale della città. Sperimentazione e nuove tecnologie proprie della fotografia di oggi restituiscono un nuovo volto di scorci e piazze di città come proposto da Alexey Titarenko che racconta una Venezia magica o Abelardo Morell che, utilizzando le tecniche del “foro stenopeico,” crea visioni in cui si fondono interni ed esterni. Poi è la volta di Steve McCurry che a Venezia coglie l’alchimia estetica tra le persone e l’ambiente, e Martin Parr sulla costiera Amalfitana gioca con l’immagine dei turisti mentre ritraggono se stessi sullo sfondo di straordinari paesaggi. Fu McCurry che nel 2013 affascinato dalle bellezze dell’isola di Ischia ne immortalò gli scorci più suggestivi tra i quali il Castello Aragonese. Prima di lui anche Henri Bresson durante i suoi spostamenti in Italia negli anni Cinquanta si fermò ad Ischia che ritrasse con grande perizia e attenzione.

Silvana Lazzarino

Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia

ITALIA INSIDE OUT

a cura di Giovanna Calvenzi

Milano, Palazzo della Ragione Fotografia

Orario: martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 20.30,

giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30. Chiuso il lunedì

Per informazioni: http://milano.fanpage.it/

fino al 7 febbraio 2016

Foto di Henri Bresson

Il Dispari 20160201 tutto ridim

LEGGERE POESIA

Vuoi far parte anche TU del “Gruppo di letture poetiche” formato da persone interessate alla poesia?

Ti aspettiamo.

Durante gli incontri leggiamo poesie scelte, di autori noti e meno noti, e poesie dei partecipanti che lo desiderano. Si partecipa per il piacere di vivere la poesia, quindi ognuno può farlo come desidera: da semplice ascoltatore o come creatore di versi.

Per cominciare ci troviamo nella saletta sopra il Museo accanto alla biblioteca di Vermiglio:

giovedì 11 febbraio 2016 ore 20.30 e giovedì 25 febbraio 2016 ore 20.30

L’iscrizione (necessaria per agevolare l’informazione sulle date degli incontri) è gratuita.

Per informazioni e iscrizioni: biblioteca di Vermiglio tel. 0463.759018 vermiglio@biblio.infotn.it

BIBLIOTECA COMUNALE E ASSESSORATO ALLA CULTURA DI VERMIGLIO

Locandina Leggere poesie

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Il Dispari 2016-01-25

Editoriale

Mercoledì 27 Gennaio in tutto il mondo si commemorerà la “Giornata della memoria”, ricorrenza voluta dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005 per celebrare l’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuto il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche.

Affinché non appaia “strana”, se non addirittura ”inopportuna”, questa nostra pagina dedicata all’avvenimento, è necessario che io esponga brevemente la “riflessione” (che non è per nulla sinonimo, almeno in questo scritto, con la parola “contestazione”) che ne ha determinata la pubblicazione.

A tale proposito, così come ho già avuto modo di precisare in alcuni precedenti interventi nella Biblioteca comunale Antoniana, spostando e spingendo il discorso di base dalla pura e semplice celebrazione di un singolo evento (anche se efferato oltre molti limiti e devastante per un’intera comunità) verso la visione generale della crudeltà imposta dal potere sui deboli e sugli indifesi, desidero esprimere un doveroso chiarimento atto a consentirmi di precisare, senza generare equivoci, che noi, uomini e donne dell’Associazione culturale DILA, non siamo qui in veste di storiografi, sociologi, o di altre discipline tese a classificare eventi ed a chiarirne genesi, cause ed effetti, e che noi non siamo qui neppure nella veste di un gruppo politicizzato per il quale esistano i “Sempre nel giusto” ed i “Sempre malvagi”, e che noi non siamo qui infine, e sembra un paradosso, nemmeno come portatori di nostre personalità semplicemente umane, le quali comunque potrebbero invogliarci per debolezze a giustificare e per vendetta a punire,

NO, noi siamo qui come ARTISTI, per la maggior parte Scrittori e Poeti, ma anche Pittori, Fotografi, Musicisti ecc ecc e siamo qui per proporre sentimenti ed emozioni indotti dalla parole PACE, la quale, sebbene celebrata in mille e mille modi diversi, non consentiremo mai che venga scritta con la penna di un solo colore.

Scegliere tra rosso e nero può andare bene in un gioco stupido come la roulette, ma l’ARTE ha altre ambizioni, l’Arte è rosso, nero, giallo, verde.
ARTE sono i grigi delle nebbie, le variazioni d’indaco dei mari, le terre di Siena, i viola…
L’Arte ha diritti e cittadinanza, forza e bellezza sebbene espressa e scritta con qualsiasi colore dell’arcobaleno.

Ma ciò non basta a definire del tutto gl’ideali che il nostro gruppo intende proporre in questo breve incontro dedicato alla celebrazione della “Giornata della memoria”, poiché noi crediamo che la parola PACE non sia soltanto in antitesi, in contrasto, l’opposto della parola GUERRA, ma possa esprimere una forza di contrasto ineguagliabile nei confronti di altre iatture e di tutte le reali nefandezze perpetrate da parti infime ed infide del genere umano: RAZZISMO, MAFIA, SPECULAZIONI DI OGNI TIPO, ABUSI DI POTERE ECC ecc sono tutte Guerre contro le quali gli “Artisti” innalzano lo stendardo della PACE.

Così come abbiamo affermato che gl’inchiostri di tutti i colori sono adatti a scrivere la parola PACE, nello stesso modo e con identica determinazione garantiamo che combatteremo e contrasteremo con ogni mezzo non violento, come abbiamo sempre fatto, tutti coloro che hanno voluto, vogliono o vorranno intingere le penne d’oca utilizzate per la scrittura della parola PACE in calamai pieni delle lacrime dei popoli affamati, oppressi, schiavizzati, così come nel sangue innocente dei morti sul lavoro.

Bruno Mancini

25C-2 Q63

Selvaggi di Liga Sarah Lapinska

Il Dispari 20160118 1 comp

La poesia nella “Settimana della memoria” a Roma

A distanza di anni, interviste, articoli, inchieste, film e romanzi hanno descritto con forte spessore comunicativo la tragedia della shoah che ha lasciato attonito il mondo intero. Una pagina di storia che fa rabbrividire e che svela il volto peggiore del genere umano quello diabolico che non trova spiegazioni e giustificazioni.

L’abbattimento dei cancelli di Auschwitz il 27 gennaio del 1945, ha fatto conoscere al mondo e alla storia questo abisso della civiltà, lo sterminio del popolo ebraico, dei Sinti e Rom, degli omosessuali, dei Testimoni di Geova e l’eliminazione dei deportati militari e politici nei campi nazisti.

Anche quest’anno la Casa della Memoria e della Storia conferma il suo ruolo di primo piano a Roma per le celebrazioni intorno al “Giorno della Memoria. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo – Dipartimento Cultura di Roma Capitale, Assessorato alla Memoria, Assessorato alla Cultura della Comunità Ebraica di Roma e dal Museo Ebraico di Roma, a cura delle Associazioni residenti (ANPI, ANED, ANEI, ANPPIA, FIAP, IRSIFAR e Circolo G. BOSIO) e della Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia con il coordinamento organizzativo di Roma Capitale, presenta, fino al giorno 1 febbraio 2016, un ricco programma tra cinema, arte, libri che restituiscono questa pagina sconvolgente e inquietante della storia dell’umanità attraverso il racconto quotidiano della vita degli ebrei italiani prima delle leggi razziali e la descrizione degli orrori degli scenari dei lager.

La poesia con la sua forza emotiva quale contenitore della memoria è protagonista con “La Memoria la Poesia” che vede poeti e scrittori dare voce attraverso versi intensi e toccanti ad un periodo storico da non dimenticare. La memoria ricorda e diviene attiva. Un tema che condiziona anche la nostra storia contemporanea e l’umanità intera. Poeti e scrittori invitati a partecipare leggono un proprio brano, tra loro: Fulvio Abbate, Luca Archibugi, Tomaso Binga/Bianca Menna, Maria Grazia Calandrone, Marco Caporali, Roberto Deidier, Marco Giovenale, Valerio Magrelli, Dacia Maraini, Elio Pecora, Roberto Piperno e Filippo Senatore. Ricordi ed emozioni in poesia e prosa sono accompagnati dalla fisarmonica del M° Marco Lo Russo aka Rouge che esegue brani della tradizione ebraica rivisitati e celebri colonne sonore di film che hanno narrato la memoria. Intenso e drammatico il libro di Maria Eisenstein “L’internata numero 6″ che sarà presentato dai relatori Marina Beer, Elisa Guida e Luigi Lombardi Satriani.

Curato da Carlo Spartaco Capogreco il libro diario di Maria Eisenstein, internata nel campo di concentramento di Lanciano in seguito alla legislazione antiebraica italiana, aiuta a comprendere più a fondo la realtà dell’internamento nell’Italia fascista. Una testimonianza diretta che ripercorre i nodi della storia e della memoria italiane.

Silvana Lazzarino

Dachau foto Katia Massaro 3 comp

Dachau foto Katia Massaro

Il Dispari 20160125 tutto ridim

In un carcere ammazzano un uomo.

L’arco s’apre rotondo
lampade a coppe aeree
sbadigli:
avanza un uomo dal fondo.

Colonne reggono l’arco
passa guardiano
sbadigli:
prende il suo posto di un’ora.

Colonne reggono travi
s’alza e cammina.
Silenzio.

Conta le lampade
passando
pesta le colonne
con forza
misura l’arco
uscendo.

In un carcere ammazzano un uomo.

Bruno Mancini

lanostraisola

Cuori senza terra

Quando anche l’odio
stremato
rovinerà esanime
nella sua nera pozza
ogni più piccolo granello
di terra
sarà infine recapitato
all’indirizzo più forte,
busta color pelle
e colla rossa.

Nello stupito silenzio
di una pace non cercata
appoggerete il capo
a riposare,
ma il gemito
di labbra mute
per sempre
calpesterà il respiro
e la mente confonderanno
e gli occhi
i purpurei vapori della terra.

Impazziti correndo
nella notte
la polvere di giovani ossa
vi bruci allora le suole
e la cancrena il cuore.

Roberta Panizza

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Fravecature

All’ acqua e a ‘o sole fràveca
cu na cucchiara ‘mmano,
pe’ ll’ aria ‘ncopp’ a n’anneto
fore a nu quinto piano
Nu pede miso fauzo,
nu movimento stuorto,
e fa nu volo ‘e l’angelo:
primma c’arriva, è muorto
Nu strillo; e po’ n’accorrere
gente e fravecature.
-Risciata ancora… E’ Ruoppolo!
Tene ddoie criature!
L’ aizano e s’ ‘o portano
Cu na carretta a mano.
Se move ancora ll’ anneto
Fore d’ ‘o quinto piano.
E passa stu sparpetuo
cchiù d’uno corre appriesso;
e n’ato, ‘ncopp’a n’anneto,
canta e fatica ‘o stesso.
‘Nterra, na pala ‘e cavece
cummoglia a macchia ‘e sango,
e ‘ sghizze se scereano
cu ‘e scarpe sporche ‘e fango.
Quanno o spitale arrivano,
‘a folla è trattenuta,
e chi sape ‘a disgrazia
racconta comm’è gghiuta.
E attuorno, tutt’ ‘o popolo:
-Madonna!—Avite visto?
-D’ ‘o quinto piano—‘E Virgine!
-E comme, Giesucristo…?!
E po’ accumpare pallido
chillo c’ ha accumpagnato:
e, primma ca ce ‘o spiano,
fa segno ca è spirato.
Cu ‘o friddo dint’a ll’anema
‘a folla s’alluntana
‘e lume gia s’appicciano
‘a via se fa stramano.
E a’ casa, po’, ‘e mannibbele,
muorte, poveri figlie,
mentre magnano, a tavola ,
ce ‘o diceno a ‘e famiglie.
‘E mamme ‘e figlie abbracciano,
nu sposo abbraccia ‘a sposa …
E na mugliera trepida ,
aspetta, e nn’ arreposa.
S’appenne ‘a copp’a ll’asteco
sente ‘o rilorgio : ‘e nnove!
Se dice nu rusario…
e aspetta nun se move.
L’acqua p’ ‘o troppo vòllere
s’è strutta int’ ‘a tiena,
‘o ffuoco è fatto cènnere
Se sente na campana.
E ‘e ppiccerelle chiagnano
pecchè vonno magnà’:
-Mamma, mettiamo ‘a tavula!
-Si nun vene papà?
‘A porta ! Tuzzuleano:
-Foss’isso?—E va ‘arapi’.
-Chi site?—‘O capo d’opera.
Ruoppolo abita qui?
-Gnorsì, quacche disgrazia?
Io veco tanta gente…
-Calmateve, vestiteve…
-Madonna!—E’ cosa ‘e niente.
E sciuliato ‘a l’anneto
d’’o primmo piano.—Uh, Dio!
e sta o spitale?—E’ logico.
-Uh, Pascalino mio!
‘E ddoie criature sbarrano
ll’uocchie senza capì;
‘a mamma, disperannose,
nu lamp a se visti’;
‘e cchiude ‘a dinto; e scenneno
pe’ grade cu ‘e cerine.
-Donna Rache’! –Maritemo
che ssà, sta e’ Pellerine.
E’ sciuliato ‘a ll’anneto.
-Si, d’ ‘o sicondo piano
E via facendo st’anneto,
ca saglie chiano chiano.
-Diciteme, spiegateme.
-Curaggio.—E’ muorto?!—E’ muorto!
D’ ‘o quinto piano.’All’anneto.
Nu pede miso stuorto.
P’ ‘o schianto, senza chiagnere,
s’abbatte e perde ‘e senze.
E’ Dio ca vo na pausa
a tutte ‘e sofferenze.
E quanno a’ casa ‘a portano,
trovano e ppìccerelle
‘nterra, addurmute. E luceno
‘nfaccia ddoie lagremelle.

Raffaele Viviani
Poesie – 1930

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Il Dispari 2016-01-18

UN’ANTOLOGIA CHE RACCONTA DELL’ASSOCIAZIONE DILA

Dare nuova visibilità al mondo dei poeti e non solo, ma anche all’universo di quanti coltivano e portano avanti l’arte, dalla poesia alla pittura, dalla letteratura alla musica, è l’idea che sta alla base dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di cui è presidente lo scrittore e poeta Bruno Mancini.

L’Associazione culturale, nata nell’autunno del 2014, con sede ad Ischia (NA) organizza e promuove numerose attività culturali che spaziano in tutti i campi dell’Arte: dalle mostre di pittura e fotografia, agli incontri di lettura e presentazioni di libri, da convegni e dibattiti a celebrazioni di ricorrenze storiche e artistiche.

L’Associazione DILA, che sempre più sta prendendo piede a livello nazionale coordinando importanti eventi, vede al fianco di Bruno Mancini diverse figure di artisti, poeti, scrittori che fin dagli inizi hanno creduto in questo progetto il cui obiettivo, come afferma lo stesso Bruno Mancini, è quello di “Operare affinché l’Arte in generale e la Poesia in particolare riconquistino il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana”.

Con questi presupposti ciascun artista che sia poeta, scrittore, pittore, cantante può guardare oltre il proprio luogo comunemente destinato alla presentazione e promozione del proprio prodotto, per proiettarsi verso una forma pubblicitaria più ampia e a largo raggio.

Così Bruno Mancini, insieme ai suoi principali collaboratori (tra i quali vanno ricordati Roberta Panizza vice presidente di DILA ed Antonio Mencarini), ha intuito di poter diffondere maggiormente la cultura attivando nuovi canali di divulgazione, del tutto fuori dall’ordinario, con il coinvolgimento di imprese e di aziende commerciali quali sostenitori e sponsor.

La pubblicità è diventata strumento per promuovere l’arte e la cultura.

L’Antologia Da Ischia L’arte è la prima pubblicata dopo la nascita dell’Associazione DILA.

Curata da Bruno Mancini e Roberta Panizza con la collaborazione di Antonella Ronzulli e le copertine di Liga Sarah Lapinska, si è proposta come prezioso canale di diffusione di pensieri, parole e versi legati a poeti ed a figure di artisti più o meno vicini ai progetti già dai loro albori.

Tra le iniziative ideate da DILA, e che trovano ampia diffusione proprio in questa Antologia, vi è il Premio Internazionale di Poesia “Otto Milioni” (4^ edizione), presentato durante lo scorso 2015 all’Expo di Milano, dove ha trovato, anche in Bookcity, una vetrina d’indubbia importanza internazionale.

Infatti, la quarta edizione del Premio Internazionale “Otto Milioni” (cui hanno partecipato poeti da tutta Italia e dall’estero), ha trovato nell’Expo di Milano la sua vetrina ideale, sia a Giugno 2015 in una performance ideata da Alberto Liguoro, e sia poi ad Ottobre quando, dal 20 al 25 è stata in primo piano nel corso degli eventi denominati “Carro di Tespi” e  Bookcity, durante i quali è stata anche presentata l’Antologia e sono stati resi noti i nomi dei vincitori del Premio.

Un grande risultato specialmente in considerazione dei consensi ricevuti dal pubblico, dagli organi d’informazione e dalle istituzioni, prime tra tutte la CCIAA e l’Assessorato alla cultura del Comune di Milano.

ntologia, accanto alle storie e presentazioni dei personaggi attivi fin dagli inizi al fianco di Bruno Mancini tra cui Panizza, Mencarini, Massaro, Neri, Lapinska e Fiore, propone le poesie finaliste del Premio sviluppate sul tema: “unione, pace, amicizia”.

Ciascun poeta ha raccontato, con un proprio stile e ritmo, le emozioni e le ansie legate ad un argomento così forte e attuale.

Molti lo hanno personalizzato, fino a svelarne i lati più profondi e segreti, altri ne hanno descritto l’aspetto più legato ad un sentire corale rispecchiando il sentimento di un’umanità affranta e devastata dall’egoismo, ma pronta a rinascere.

Come sopra accennato, accanto alla sezione dedicata alle poesie finaliste del Premio Internazionale di Poesia “Otto Milioni”, l’Antologia svela la profonda sensibilità, l’attaccamento alla propria terra e l’entusiasmo della vita di diversi protagonisti, alcuni del gruppo dei pionieri, altri entrati successivamente al loro fianco.

La poetessa Antonella Ronzulli, direttrice editoriale di Litho Commerciale si mostra nella sua veste artistica e imprenditoriale.

Donna semplice e concreta racconta attraverso i suoi versi ora leggeri come carezze, ora graffianti come spine, il suo attaccamento alla vita dalla quale ha ricevuto, suo malgrado, prove molto dure con cui confrontarsi.

Antonio Fiore, poeta e scrittore, nei suoi versi si sofferma sull’uomo, sul senso del destino e sul bisogno di alzare lo sguardo al cielo e pensare oltre questa vita con speranza.

Significativa a riguardo è la poesia “La tela del tempo” che, come commenta Roberta Panizza, “Dipinge davanti ai nostri occhi un paesaggio naturale che è anche percorso metafisico dell’intera umanità”.

Intensa e poliedrica è la vita di Antonio Mencarini, altro protagonista di questo viaggio avvincete centrato sulle diverse esperienze poetiche dei protagonisti.

Esperto di marketing e impresa Mencarini si è appassionato alla poesia fin da giovanissimo restando nel tempo affascinato da autori dialettali quali Viviani, Trilussa, Belli.

Avvolgente e misteriosa è l’arte della lettone Liga Sarah Lapinska che, attraverso la poesia e il disegno, guarda alla natura e alle sue sfaccettature cogliendone le essenze tra sogno e nostalgia, immaginazione e verità.

Oltre il tempo e attraverso il tempo dell’uomo ci portano le poesie di Roberta Panizza, innamorata di Ischia, che da dieci anni segue e collabora con Bruno Mancini.

I versi di Roberta Panizza si riempiono delle bellezze di Ischia, ma anche della sua terra, il Trentino, di cui fa intravedere con sofferto silenzio i segni della Grande Guerra, avvenimento devastante che ha segnato i destini di giovani vite innocenti.

Poliedrico per il suo essere uomo di spettacolo, poeta e sportivo di livello internazionale, Pasquale Di Costanzo, detto Dragon, parla non di sé, perché di lui forse già si sa molto, ma di suo padre, uomo coraggioso e pieno di risorse, dalla vita intensa e avventurosa.

Proiettate verso il simbolico e il fantastico sono i racconti e le poesie di Artista di Strada, figura interessante affascinata dall’esoterismo e dalle filosofie orientali.

Sfogliando ancora lungo le pagine di questa avvincente Antologia si incontra il talento a tutto campo nel settore dell’arte di Emanuela Di Stefano. Romana, si dedica con successo alla fotografia, al restauro, alla pittura, al design di arredo.

Anche Aniello Buonocore, ischitano DOC, ha messo in mostra, con risultati da prendere in notevole considerazione, la poliedricità delle discipline artistiche nelle quali ama esprimere le sensazioni indotte in lui dal fascino della sua isola d’Ischia non sempre rispettata con civiltà.

La storiografia degli uomini e delle vicende vissute in Emilia Romagna sono gli argomenti dei libri suggeriti da Enzio Strada.

Fotografie suggestive per gli ambienti e per i personaggi ritratti dagli scatti di Katia Massaro e di Alberto Ghirardini tessono ricami tra le varie parti del libro.

Il cantautore Enzo Salvia, dalla sua Torrenova in provincia di Messina, c’illustra il CD musicale dal titolo “Nelle bugie dei sogni” contenente l’omonimo brano che funge da inno e da colonna sonora in tutte le manifestazioni pubbliche nelle quali sono e saranno presenti l’Antologia e il Premio.

Bruno Mancini, scrittore e poeta, oltre a raccontare di sé e della sua attività di presidente di DILA,  impegnato nel dare visibilità alla poesia attraverso la realizzazione di eventi in cui convergono le diverse arti, lascia che il lettore si incuriosisca accostandosi ai suoi versi intensi e ironici, dove si intrecciano i desideri dell’uomo tra l’amore per la natura e il mare in particolare, il suo bisogno di libertà e quella sensualità rivelata con soffuso umorismo.

E poi… il volume si chiude in maniera brillante proponendo poesie tradotte in inglese dal già citato Antonio Mencarini e dalla poetessa-pittrice americana di origine italiana Pamela Allegretto Franz.

In conclusione c’è da dire che la prima edizione dell’Antologia “Da Ischia L’Arte” è andata esaurita nel giro di meno di tre mesi dalla sua pubblicazione, e che le copie di una seconda edizione sono disponibili su www.lulu.com con il 50% di sconto, accedendo all’url

http://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/da-ischia-larte/paperback/product-22519196.html

Silvana Lazzarino

ANTOLOGIA DA ISCHIA L’ARTE

A cura di Bruno Mancini e Roberta Panizza con la collaborazione di Antonella Ronzulli

Litho Commerciale Editore

Il Dispari 20160118 1 comp

Premio internazionale di poesia

“Otto milioni”

Quinta edizione 2016 con la collaborazione del quotidiano

“Il Dispari”

Il regolamento di partecipazione è disponibile alla pagina

http://www.ildispari24.it/it/premio-otto-milioni-2016/

Info: tel. 3914830355; e-mail emmegiischia@gmail.com

 Premio Otto milioni 2016 sponsor 1

Il Dispari 20160118 tutto ridim

Antologia Da Ischia L'Arte pagina 3 - Foto di Emanuela Di Stefano

Antologia Da Ischia L’Arte pagina 3 – Foto di Emanuela Di Stefano

Scrivi poesie EXPO

Il Dispari 2016-01-11

Il Dispari 2016-01-11

Editoriale

Forse qualcuno di voi ricorderà che in una delle precedenti puntate di questi piacevoli incontri del lunedì avevo accennato a possibili progetti da realizzare con la collaborazione della soprano Paola Occhi, considerando la sua indubbia bravura canora sorretta da un dinamismo difficilmente riscontrabile negli artisti.

Paola Occhi e Santina Amici, infatti, durante la loro pur breve permanenza ad Ischia si son distinte per quella che a me pare essere la più importante prerogativa affinché si possa entrare da protagonisti nella nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Mi riferisco all’umiltà di saper porre in primo piano l’Arte nella sua generalità, tralasciando tutte quelle forme di deleteria vanità personale che comportano l’isolamento dei singoli artisti pur senza aggiungere un qualche valore alla “riconquista del palco di primo piano che compete alla cultura nell’attuale società”.

La soprano Paola Occhi è donna dinamica, impegnata verso lo stesso obiettivo che Roberta Panizza ed io andiamo inseguendo ormai da quasi un decennio.

Per uscire dai concetti e tornare nei fatti, è accaduto che, non appena è rientrata alla sua Mirandola dalla tournée ischi tana, si è subito messa in moto per realizzare quei programmi che avevamo avuto modo di “imbastire” durante la sua permanenza qui da noi.

Non posso illustrare molti dettagli in quanto quasi tutti i progetti sono tuttora in fase di realizzazione, però le notizie che seguono potranno rendere bene l’idea di come stia procedendo a pieno ritmo lo sviluppo di un made in Ischia culturale esportato in Emilia Romagna e a Roma… con prossime destinazioni anche in Basilicata.

Bruno Mancini

Scrivi poesie EXPO

 

MEMORIE D’INCIAMPO

PER NON DIMENTICARE I DEPORTATI AD AUSCHWITZ

 

Uno dei dramma più grandi vissuti dall’umanità, lo sterminio degli ebrei nei lager nazisti durante il secondo conflitto mondiale, ha lasciato una traccia indelebile negli animi e nei corpi di quanti hanno visto, vissuto e raccontato gli orrori di una tragedia senza precedenti.

Articoli, inchieste, interviste, documentari, film, a distanza di anni hanno raccontato la tragedia della shoah che ha lasciato attonito il mondo intero. Una pagina di storia atroce che non va dimenticata.

Gunter DemnigA ricordare quanti scomparvero in seguito delle persecuzioni naziste (tra ebrei, politici, militari), attraverso il simbolo “artistico” di una pietra è stato l’artista tedesco Gunter Demnig che a partire dal 1995 a Colonia iniziò a realizzare incisioni su una sorta di sampietrini – dette  Stolpersteine pietre “d’inciampo” per immortalare i nomi di quanti furono deportati a Auschwitz: una straordinaria mappa della memoria europea che anno dopo anno si è estesa fino a includere oltre 45.000 pietre.

Luogo deputato per queste opere antimonumentali, ma concrete e tangibili a tenere viva la memoria nel presente, è il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto i deportati. Sul marciapiede sono installate le “pietre d’inciampo”, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (10×10) sulla cui superficie superiore di ottone lucente sono incisi: nome e cognome del/lla deportato/a, età, data e luogo di deportazione e, nel caso si conosca, anche la data di morte.

Gunter Demnig ha portato questa opera in Italia facendo così entrare il nostro paese a far parte di questo grande circuito internazionale della memoria. è stato dato così inizio al progetto MEMORIE D’INCIAMPO giunto alla settima edizione, che ha visto l’artista tedesco a partire dal 2011 al 2015 posizionare 226 “pietre d’inciampo”. Questa edizione, curata da Adachiara Zevi, promossa tra gli altri da ANED (Associazione Nazionale ex Deportati); ANEI (Associazione Nazionale ex Internati); Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane di Italia; Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), IRSIFAR (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza) sarà inaugurata lunedì 11 gennaio 2016 alle ore 12.00 a Roma in Via Po, 42 alla presenza del Presidente del Municipio di Roma II Giuseppe Gerace. Lo stesso giorno Gunter Demnig sarà a Roma per installare 11 Stolpersteine (pietre d’inciampo) in memoria di deportati razziali e politici.

Ad affiancare questa edizione sarà il progetto didattico curato da Annabella Gioia e Sandra Terracina: ogni Municipio coinvolto sceglierà una o più scuole cui affidare una ricerca storica sui perseguitati. In ricordo delle vittime della Shoah anche ad Ischia vi sono stati e vi saranno eventi di grande spessore socio culturale: citiamo la celebrazione della Shoah presso la Biblioteca Antoniana dello scorso anno (27 gennaio 2015) cui hanno partecipato tra gli altri Gaetano Di Meglio e Bruno Mancini Presidente di DILA Associazione Culturale Da Ischia L’Arte.

Silvana Lazzarino

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Chiara Pavoni: “Ischia non è solo la bellezza ineguagliabile del suo mare”

Attrice di origini marchigiane, da anni impegnata nel sociale, Chiara Pavoni spazia dal teatro al cinema, dalla televisione alla fotografia come modella, con disinvoltura e professionalità. Dopo un percorso iniziale nella danza studia recitazione, canto e percussioni fino a diventare un’icona del cinema thriller. Da oltre un anno è in scena con un monologo contro la violenza sulle donne “Tragicamente rosso”, diretto da Giuseppe Lorin e sta lavorando a nuovi progetti rivolti a sensibilizzare l’opinione pubblica. La incontriamo per i lettori de Il Dispari e della rubrica “Leggere Cultura”.

Chiara PavoniDare voce ad una tematica come il femminicidio attraverso il teatro che cosa comporta nel panorama culturale attuale?

“Nonostante la sempre più evidente espansione di altre forme di comunicazione che hanno generato i media cine-televisivi e l’universo del web, un immenso mare di immagini e messaggi in cui spesso si perde la concretezza e l’emozione artistica, il teatro ha un ruolo ancora molto importante nella società, poiché è tuttora in grado di suggestionare ed plasmare emotivamente ogni anima del pubblico.”

Come viene recepita la violenza dagli spettatori?

“In questo anno in cui le repliche di Tragicamente Rosso si sono susseguite in giro per l’Italia grazie alla bellezza del testo e alla sapiente regia di Giuseppe Lorin ho avuto la possibilità di raccontare una storia verosimile e toccante che sempre ha raggiunto l’anima degli spettatori facendoli commuovere e riflettere su questo tema tanto tragico, scottante e attuale.”

Qual è il tuo legame con Ischia e che cosa rappresenta per te quest’Isola?

“Ischia non è solo la bellezza ineguagliabile del suo mare e la meraviglia incomparabile della sua natura, ma l’isola Verde è già dagli anni 50 il germoglio del genio creativo, un punto di riferimento culturale di rilievo europeo, un crocevia di esperienze, sensibilità e valori che hanno reso questa isola come un punto di incontro di grandi artisti ed intellettuali, una meravigliosa passerella sul mondo, aperta a tutte le culture.”

Il mondo femminile raccontato attraverso l’arte. Sono state e saranno sempre le donne al centro dei tuoi prossimi spettacoli? Qualche anticipazione.

“Prevalentemente mi piace raccontare attraverso il teatro il mondo femminile e nei prossimi mesi continuerò a portare in scena storie di donne, ad ottobre sono stata ospite del Premio Italia Diritti Umani della Free Lance International Press e ho avuto modo di dare voce con l’arte a tematiche delicate, come la violenza e i diritti negati. Continueremo a girare l’Italia con Tragicamente rosso e chissà magari arriveremo anche ad Ischia!”

Michela Zanarella

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Redazione|Meravigliosamente-Retrò & DILA nella Chiesa degli Artisti

Paola Occhi e  Santina Amici tra musica e poesia

Da sinistra Santina Amici e Paola Occhi

Nella serata del 10 Gennaio 2016 si è tenuto un concerto a Roma nella Chiesa degli Artisti – Basilica Santa Maria Inmontesanto Via del Babuino (Piazza de Popolo).

Protagonista  musicale è stato il duo “Meravigliosamente-Retrò” composto dall’organista Santina Amici e dalla soprano Paola Occhi, la quale si è proposta anche nelle vesti di Ambasciatrice, Responsabile delle Regioni Emilia Romagna e Basilicata in rappresentanza dell’Associazione Culturale “Da Ischia L’Arte-DILA”.

Alla fine dell’applaudito concerto, durante il quale non sono mancati interventi poetici ideati da Silvana Lazzarino (seconda classificata nella quarta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”), la cantante Paola Occhi ha consegnato al Rettore Don Walter Insero una lettera a firma di Valentina Coppola (sua assistente personale) della quale vi riportiamo il testo integrale:

lettera

«Egregio Rettore Don Walter Insero,
Siamo lieti di comunicarle che, grazie ad un benefattore della Scuola di Canto Lirico, possiamo donare, nei prossimi mesi, alla Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo in Roma  un pianoforte digitale, affinché possa essere usato in sostituzione dell’organo non funzionante.

Tutto ciò è stato possibile attraverso la collaborazione tra il Presidente Bruno Mancini e la Direttrice Artistica Roberta Panizza dell’Associazione Culturale “Da Ischia l’Arte – DILA” e la Scuola di Canto Lirico con Santina Amici Coordinatrice Onoraria e Pianista, Anna Bruno Direttore Artistico, e Paola Occhi nel duplice ruolo di Direttore della Scuola di Canto Lirico nonché Ambasciatrice, responsabile delle Regioni Emilia Romagna e Basilicata per conto dell’Associazione DILA. Distinti Saluti. Valentina Coppola (Assistente Personale di Paola Occhi).»

Possiamo dire che ciò è stato possibile solo grazie alla grande bontà e generosità della nostra Soprano, insieme alla collaborazione di DILA e di questo quotidiano!

C’è da precisare che il prossimo 31 Gennaio Paola Occhi assumerà l’incarico di Direttrice della “Scuola Di Canto Lirico” realizzata in collaborazione con Santina Amici che fungerà da Coordinatrice Onoraria e con Anna Bruno nel ruolo di Direttore Artistico. All’inaugurazione, programmata appunto il 31 Gennaio in S. Possidonio (MO), DILA sarà presente con numerosi associati tra i quali va ricordato VOX, al secolo Antonio Mencarini, che leggerà alcune poesie tratte dalle antologie pubblicate da Roberta Panizza e da Bruno Mancini.

E poi… Paola Occhi l’apprezzeremo anche nelle vesti di Direttrice del coro SOL-LA-RE che ha fondato recentemente.

Tutto questo nella prospettiva di una nuova e più ampia serie di eventi che coinvolgeranno tutti loro durante un corposo programma non solo musicale e poetico che inizierà nella nostra isola d’Ischia a partire dalla prossima primavera.

Ringraziando lei e il suo gruppo di collaboratrici, auguriamo loro un futuro all’insegna della musicalità e pieno di soddisfazioni.

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Il Dispari 2016-01-04

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Editoriale

L’anno che è appena iniziato, ha visto la nascita di due nuovi premi made in Ischia.Si tratta di due premi ideati per rendere sempre più aperta ad altre discipline artistiche la partecipazione all’ormai consolidato premio di poesia “Otto milioni”. In particolare, si tratta di un premio di grafica e di un premio musicale. Con queste nuove iniziative si vuole non solo coinvolgere pittori e musicisti, ma si punta anche ad ottenere una maggiore dinamica di penetrazione dei contenuti, sia culturali e sia pubblicitari, collegati al premio di poesia. Ciò avverrà, certamente attraverso l’ancora più ampia diffusione dell’Antologia nella quale saranno pubblicati i testi delle poesie finaliste, ma anche mediante i molteplici interessi culturali che saranno attivi durante la lunga serie d’incontri programmati per le varie fasi di divulgazione del premio: a partire dalla presentazione dei testi, fino alla cerimonia di premiazione dei vincitori.
In questa pagina, per ragioni di spazio, ci limitiamo a pubblicare il regolamento del premio di poesia, mentre gli altri due regolamenti di partecipazione (comunque già diffusi sulla sezione on-line di questa testata) li pubblicheremo in questa pagina a partire dalla prossima settimana. Intanto, qui di seguito, vi riassumiamo le loro principali caratteristiche.

Il premio di grafica “Otto milioni” prima edizione, ad iscrizione del tutto GRATUITA, premierà la migliore elaborazione grafica delle copertine che saranno utilizzate per la stampa dell’Antologia “Otto milioni 2016” contenete i testi finalisti della quinta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”.
Il premio musicale “Otto milioni” prima edizione, ad iscrizione del tutto GRATUITA, premierà la migliore realizzazione musicale di un inno che fungerà da colonna sonora della quinta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”.

A tutti i tre premi possono partecipare artisti di qualsiasi nazionalità e la scadenza relativa alla presentazione degli elaborati è fissata 20 Febbraio 2016. Info: e-mail emmegiischia@gmail.com – Tel. 3914830355.
Passando ad un altro argomento di attualità la scelta, nel “mare magnum” delle proposte culturali più o meno spettacolari che Ischia ha in calendario in questi ultimi giorni di “vacanze natalizie”, è caduta sulla segnalazione di due mostre di arti visive (che vi invitiamo a visitare) in quanto esse spiccano per le caratteristiche che le contraddistinguono.

Infatti, la prima, ossia la bottega/esposizione “Monna Lisa” nel borgo antico a ridosso del Castello Aragonese è stata realizzata da Graziella Esposito (nome d’arte GratiArt) proponendo in visione sculture e pannelli realizzati in terracotta e in legno. L’invito è di raggiungere la “bottega” MONNA LISA di Graziella Esposito quanto prima, possibilmente in compagnia di amici e di apparecchi fotografici.
La seconda proposta (alla quale avrete l’opportunità di accedere solo fino al prossimo 6 Gennaio) è la visita alla mostra collettiva di arti grafiche “Natale sotto le stelle ischitane “Colori negati”, esposta  su un’antica scalinata di Via Giovan Battista Vico ad Ischia Ponte.  Questa  mostra, infatti, oltre alle peculiari caratteristiche delle varie opere esposte, seduce per il tema “Colori negati”(ossia opere rigorosamente in bianco e nero) che richiama ideologicamente la perenne, stolta, ed asociale  mancanza di attenzione nei confronti dell’Arte, in questo caso pittorica, da parte delle istituzioni e delle associazioni culturali locali. In definitiva, gli Artisti intendono esprimere, e ne scriveremo ancora ogni volta che ne avremo l’opportunità, una silenziosa protesta per la mancanza di un luogo ove poter esporre le proprie opere.
Bruno Mancini

Mostra Colori negati

Mostra Colori negati

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Premio internazionale di poesia “Otto milioni”

REGOLAMENTO – TEMA LIBERO

  1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
  2. Una Commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare le poesie che parteciperanno alla fase finale del premio.
  3. Gli Associati all’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA avranno diritto ad iscrivere UNA poesia direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento. Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti nelle Giurie del Premio.
  4. Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini(Autori partecipanti alle Antologie) sono equiparati agli Associati DILA.
  5. Autori italiani e stranieri potranno partecipare al Premio con un numero illimitato di poesie.
  6. Le poesie iscritte al Premio
    a) potranno essere edite oppure inedite
    b) dovranno essere scritte esclusivamente in lingua italiana
    c) dovranno essere composte da un massimo di 30 righi compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe.
  7. Le poesie selezionate come finaliste saranno pubblicate, solo se i loro Autori ne faranno richiesta, in un volume antologico dal titolo “Otto Milioni 2016”. Tale loro pubblicazione sarà subordinata all’ordine di acquisto di almeno due copie dell’antologia. L’antologia sarà regolarmente provvista di un codice ISBN. Il prezzo di copertina del volume sarà di 22.00 €.
  8. L’Autore per partecipare al Premio dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione pubblicata su http://www.ildispari24.it/it/premio-otto-milioni-2016/ (Dichiarazione autori “Otto milioni” 2016) e dovrà inviarla debitamente firmata insieme al testo proposto.
  9. La votazione conclusiva, che designerà, tra le poesie finaliste, le poesie vincitrici, avverrà:sommando i punti ricevuti mediante
    a) link ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto)
    b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti)
    c) schede allegate all’antologia “Otto milioni 2016” (1 voto = 30 punti)
    d) voti espressi da giurie appositamente nominate (1 voto = 50 punti). Tutte le votazioni termineranno entro il 20 Agosto 2016
  10. I testi delle poesie partecipanti al Premio dovranno pervenire ESCLUSIVAMENTE IN FORMATO WORD e nella loro stesura finale a emmegiischia@gmail.com, unitamente alla dichiarazione richiesta al punto 8 di questo regolamento, entro e non oltre il 20 FEBBRAIO 2016.
  11. In aggiunta ai premi convenzionali (targhe e pergamene per i primi cinque classificati), verranno donate 10 copie dell’Antologia “Otto milioni 2016” a ciascuno dei primi 10 Autori classificati. Inoltre, così come è avvenuto nelle passate edizioni, verranno donati altri interessanti premi offerti dagli sponsor del premio
  12. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Marzo 2016.
  13. I nomi dei vincitori saranno annunciati entro il 30 Agosto 2016
  14. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 20 Settembre e il 30 Ottobre 2016. La data e la località saranno rese note su questa pagina e con un preavviso di almeno 20 giorni.
  15. Bruno Mancinisi riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento e gli Autori, inviando i propri testi, ne prendono atto in maniera definitiva.

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 Premio internazionale di poesia

“Otto milioni”

Quinta edizione 2016 con la collaborazione del quotidiano

“Il Dispari”

Il regolamento di partecipazione è disponibile alla pagina

http://www.ildispari24.it/it/premio-otto-milioni-2016/

Info: tel. 3914830355; e-mail emmegiischia@gmail.com

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LE LEGGENDARIE MARIONETTE

DI VITTORIO PODRECCA TORNANO IN SCENA

Omaggio a Vittorio Podrecca e al suo teatro di marionette che nel 2014 ha festeggiato cento anni di storia.Guardando all’antica tradizione delle marionette con un’ottica innovativa Vittorio Podrecca regala a questi attori di legno una espressione universale grazie al potere della musica.

Lui diceva: “Le marionette son fatte della stessa stoffa della musica, anche per il fatto di essere guidate da fili, le marionette sono quasi strumenti musicali, sono intessute di musica…”.

Il teatro Argentina di Roma diventa nelle giornate del 5 e 6 gennaio 2016 il palcoscenico di queste leggendarie marionette che daranno vita allo spettacoloDAI 3 AI 93. UNA MERAVIGLIOSA INVENZIONE” di e con Barbara Della Polla ed Ennio Guerrato, e con Carlo Furlan, Lorenza Muran, Tiziana de Guarrini. Interventi di Fausta Braga, Antonio Cipolla, Eugenio Monti Colla, Giuseppina Volpicelli, visual design Antonio Giacomin. Sulla scena si esibiscono una narratrice, i marionettisti e i grandi protagonisti del varietà di Podrecca: il pianista Piccolowski e la cantante Silforosa, i Divisionisti, Bill. Anche Ischia aspetta di assistere alle suggestive atmosfere di questo spettacolo dove dominano divertimento e fantasia.

Silvana Lazzarino

Podrecca

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Premio grafica Otto milioni 2016

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Partecipazione antologie LENOIS

Il Dispari: una pagina per DILA

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