MATISSE IN MOSTRA A TORINO

MATISSE IN MOSTRA A TORINO A PALAZZO CHIABLESE

L’energia del disegno, l’uso di un colore puro seppur disteso sulla tela in modo originale nel far emergere figure e oggetti attraverso rappresentazioni dove non esistono più profondità e chiaroscuri diventano i punti di forza su cui si fonda il movimento dei Fauves nato agli inizi del Novecento che mirava ad una

Matisse e il suo tempo a Torino

Matisse e il suo tempo
a Torino

riproduzione tutta personale della realtà colta nell’immediatezza ed istantaneità di un’emozione esclusiva e soggettiva. Henri Matisse, figura di spicco di questa corrente è l’artista più originale per la sua potenza espressiva evidenziata da una linea dal segno incisivo e dal colore avvolgente per l’immediato impatto visivo ed emotivo.

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A Matisse che con la sua arte ha rivoluzionato la pittura del Novecento dando inizio ad un nuovo modo di leggere e riprodurre la realtà nelle sue diverse sfaccettature attraverso una visione tutta personale e intimista, distante dall’oggettività e dai principi di concretezza, è dedicata un’importante esposizione in corso a Torino presso Palazzo Chiablese fino al prossimo 15 maggio 2016.

Matisse e il suo tempo a Torino

Matisse e il suo tempo
a Torino

Matisse, e il suo tempo, questo il titolo della mostra promossa dal Comune di Torino – Assessorato alla Cultura, e dal Polo Reale di Torino, offre al visitatore un percorso a scoprire l’universo dell’artista capace come pochi di far vibrare il colore nei suoi rimandi espressivi imprimendo alla linea forza ed energia, eleganza e bellezza.

Le opere presenti nella mostra: cinquanta di Matisse e quarantasette di artisti a lui contemporanei quali Picasso, Renoir, Bonnard, Modigliani, Miró, Derain, Braque, Marquet, Léger – tutte provenienti dal Centre Pompidou di Parigi – descrivono la poetica del grande “maestro dei colori”, le influenze nella produzione e l’esatto contesto delle amicizie e degli scambi artistici.

Attraverso dieci sezioni è ricostruita la carriera del padre del Fauvismo: dai suoi esordi alla fine

Matisse e il suo tempo a Torino

Matisse e il suo tempo
a Torino

dell’Ottocento fino alla sua scomparsa negli anni Sessanta del Novecento; un viaggio alla scoperta del grande precursore delle avanguardie storiche e allo stesso tempo degli altri artisti che hanno animato Parigi nella prima metà del XX secolo.

Le sezioni seguendo un percorso cronologico sviluppato su diversi temi permettono di cogliere accanto alle sottili influenze e le fonti comuni d’ispirazione, anche una sorta di “spirito del tempo” che come un filo rosso unisce Matisse agli altri artisti durante il modernismo degli anni Quaranta e Cinquanta. Il tema della figura umana affrontato seguendo come per le nature morte e gli ambienti interni, una concezione antitradizionale, si sofferma sull’immagine femminile descritta con la sua purezza e semplicità, la sua sensualità e malinconia dove traspare un sottile mistero. Accanto alle figure delle odalische come Odalisca con pantaloni rossi del 1921 sono le rappresentazioni dell’atelier, soggetto questo presente in L’Atelier IX (1952-56) di Braque e Lo studio, (1955) di Picasso.

Partendo da figure appiattite e linee controllate, Matisse passa alla tecnica divisionista della separazione dei colori, guardando poi alla bidimensionalità e agli aspetti volumetrici di Cezanne per definire una propria ricerca nel costruire la sintesi della forma definita dal disegno e rivestita dal colore che diventa tessuto avvolgente con cui la figura è proiettata nel contesto rappresentativo.

opera di Picasso mostra Matisse e il suo tempo

opera di Picasso
mostra Matisse e il suo tempo

La realtà circostante con i suoi scenari naturali e ambientali dove si muovo figure e presenze femminili non è raffigurazione oggettiva, ma intuizione di un modo di percepire che nasce dall’emozione istantanea: così le sue donne diventano figure femminili sproporzionate in rapporto a quanto loro è intorno. Inoltre opere di Matisse quali Icaro (della serie Jazz del 1947), Grande interno rosso (1948), Ragazza vestita di bianco, su fondo rosso (1946) sono messe a confronto con i quadri di Picasso, come Nudo con berretto turco (1955), di Braque Toeletta davanti alla finestra (1942), e di Léger come Il tempo libero – Omaggio a Louis David (1948-1949).

L’arte di Matisse esaltando la forza del colore e l’incisività della linea esprime equilibrio nel giustapporre forme in una danza di armoniose visioni. Equilibrio e incisività nel definire una realtà ideale e talora idealizzata nell’accostare tre colori in particolare il blu, il verde e il rosso, colori dominanti che definiscono ogni elemento creando spazialità.

L’opera dell’artista ischitano Aniellantonio Mascolo (1903-1979) che nella sua Ischia ha sempre trovato fonte di ispirazione è stata accostata a quella di Matisse. Sebbene abbia rinunciato al colore, ma non alla luce in contrasto con gli sfondi scuri, Mascolo si è richiamato al padre dei Fauves per l’uso di forme semplici e appiattite ancorate però ad un certo realismo con cu ha rappresentato i suoi soggetti legati al mondo dei contadini e dei pescatori

Silvana Lazzarino

MATISSE E IL SUO TEMPO

Palazzo Chiablese

Piazza S. Giovanni, 2- 10122 Torino

Orari lunedì 14.30 – 19.30

martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30 – 19.30

giovedì 9.30 – 22.30

Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.

Infoline e prevendita tel. 011.0240113 (attiva dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00)

fino al 15 maggio 2016

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klee mondi animati

klee mondi animati

KLEE E IL PRINCIPIO GENERATIVO EVOCATO DAI SUOI DIPINTI IN MOSTRA AL MAN DI NUORO

Il mondo esterno nell’arte di Paul Klee (Berna 1878- Muralto Locarno 1940) è sempre punto di riferimento da cui nascono le emozioni che fanno parte di una realtà vista e vissuta, ma anche idealizzata e immaginata. Quello di Klee, tra gli artisti più significativi e originali del XX secolo, è infatti un linguaggio in cui riscontrare sinergie astrattiste e surrealiste che ruota continuamente intorno alla realtà, trasformata, idealizzata dal ricordo. Così diceva: “io sono astratto con qualche ricordo”.

Il principio generativo insito nella natura delle cose, l’energia che attraversa i luoghi della natura sono una costante nell’opera di questo artista, svizzero di nascita e tedesco di origine, musicista oltre che pittore, il quale cerca di cogliere la funzione espressiva dell’arte vista come operazione comunicativa e

klee mondi animati

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intersoggettiva che restituisce attraverso la forza dei colore, unito a linee semplici e avvolgenti, il visibile e l’invisibile, la forma e l’essenza di ogni aspetto della realtà: da quella legata al mondo umano a quella degli animali e degli oggetti.

Alla sua opera che costantemente riflette l’idea di un pensiero vitale insito nelle cose, il MAN- Museo d’Arte Provincia di Nuoro, dedica la mostra PAUL KLEE. Mondi animati, aperta fino al 14 febbraio 2016.

Curata da Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno, con il coordinamento scientifico di Raffaella Resch, la mostra attraverso 50 opere tra dipinti, acquerelli e disegni provenienti da collezioni pubbliche e private, sia svizzere sia italiane, ripercorre la costante ricerca da parte dell’artista di un principio vitale, generativo presente nella realtà, esplorato da vicino attraverso l’azione creativa. Rappresentazioni di bambini, animali, oggetti, paesaggi e architetture sono proiezioni del principio naturale che coordina e sta alla base dell’ordine delle cose sia esse infinitamente piccole, sia grandi.

Accanto alla descrizione degli animali, i cui vizi e virtù fanno riferimento alla natura degli esseri umani- come si evince dal disegno “Tierfreundschaft” (Amicizia tra animali) del 1923 dove un cane e un gatto si fanno compagnia in una tranquilla passeggiata, incarnando il senso di amicizia che può nascere tra due esseri umani, è quella delle raffigurazioni di architetture di cui Klee studia la presenza organica connaturata alla loro stessa forma.

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Diversi sono i dipinti che descrivono questa percezione nella rappresentazione delle architetture: tra questi: “Americanisch – Japanisch” (Americano – giapponese), del 1918 dove a svettanti palazzi stilizzati è affiancata l’icona dell’occhio. E poi il mondo dell’infanzia dove ancor più viene evocato questo principio vitale e generativo attraverso lavori dallo stile essenziale e dai tratti semplici e stilizzati, proprio alla maniera dei bambini come nei dipinti “Hier der bestellte Wagen!” (Ecco la carretta richiesta) del 1935, “Getrübtes” (Turbato), del 1934, proveniente dalle collezioni della GAM di Torino e “Gebärde eines Antlitzes” (Espressioni di un volto) del 1939 proveniente dalla collezione del Museo del Territorio Biellese. I diversi soggetti presenti nelle opere di Klee sembrano come animati da forme di vita organiche e spiriti della materia: l’opera la cui immagine sintetizza ancor più questa combinazione è “Figurale Blätter” (Foglie figurate) del 1938 dove alcune figure antropomorfe, come piccoli feti, vivono rannicchiate all’interno di foglie-incubatrici.

Quella di Klee è una visione magico-fenomenica dell’universo frutto di un’elaborazione del tutto originale ed indipendente delle nuove teorie della quantistica, della relatività e dell’evolversi della psicanalisi che in quegli anni stavano prendendo piede. Nel suo linguaggio si riscontrano sinergie astrattiste e surrealiste che ruotano continuamente intorno alla realtà, trasformata, idealizzata dal ricordo. Quelle di Klee sono opere di forte suggestione visiva e psicologica che riflettono la ricchezza e la complessità del suo percorso immaginativo in cui accanto ad una libertà di linguaggio nell’associare immagini, si mantiene costante una presenza figurativa. Per le sue rappresentazioni Klee si affida alle straordinarie possibilità espressive del colore che compone e scompone a piacere.immagine klee 4

Profondità psichica nel senso di indagine introspettiva, cultura letteraria e passione per la musica- in particolare quella per Mozart – si confondono e si intrecciano nei ritmi espressivi del suo linguaggio creativo che mette in luce sensazioni e situazioni legate ora al proprio mondo interiore, ora alla realtà a lui circostante e agli ambienti sociali.

Ad accompagnare l’esposizione è il catalogo pubblicato da Magonza Editore con saggi di Pietro Bellasi, Guido Magnaguagno e Raffaella Resch, oltre alla riproduzione completa delle opere in mostra e un apparato bio-bibliografico.

Silvana Lazzarino

PAUL KLEE. Mondi animati

MAN- Museo d’Arte Provincia di Nuoro

Via Sebastiano Satta 27 – 8100 Nuoro

Orario: dal martedì alla domenica 10:00/13:00 – 15:00/19:00

chiuso il lunedì

per informazioni: telefono 0784.252110

fino al 14 febbraio 2016

 

 

 

 

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