COVID prrrr….

Per la serie Esopo news

Tra il serio e il faceto con TUTTO il dolore per i morti e tutto il rispetto per il personale sanitario: COVID prrrr….

(La Disney nei suoi fumetti rende le pernacchie “normali” così: prrr. In genere con tre erre. Ma probabilmente andrebbe bene anche un numero di r a piacere: conta l’imitazione del suono.

 Si parva licet componere magnis «Se è lecito confrontare le cose piccole con le grandi». Frase usata da Virgilio (Georg. IV, 176)

COVID prrrr….

So bene che certi consigli rischiano di non essere presi in alcuna considerazione, in modo speciale quando sono elargiti, gratuitamente, da persone, come me in questo caso, che non hanno alcuna competenza riconosciuta nel settore in  cui ci si propongono come portatori di intuizioni che sono al di fuori (e addirittura contrastanti) di tutte le tendenze maggiormente avvalorate dalla pubblica opinione.

Voglio parlare del COVID.

Ho ricevuto la somministrazione delle tre dosi regolamentate di vaccino, ho il green pass.

Non ho mai aperto un libro di medicina, non ho mai seguito corsi di pronto soccorso, di infermieristica e cose simili.

Sono totalmente ignorante della materia sanitaria in tutte le sue accezioni.

Però, oggi sono in quarantena per COVID, e qualcosa della mia situazione pregressa e attuale la conosco bene e l’ho perfettamente memorizzata, quindi posso a buon diritto esprimere una mia valutazione sulle strategie di contrasto al virus che abbiamo attuate, o meglio che siamo stati costretti a mettere in atto da una direzione sanitaria che ha posto l’Italia in cima alla classifica Unione Europea (EU) di morti (statistica recente Italia 162.609 – Francia 146.057 – Germania 134.306) nonostante norme di privazioni delle libertà individuali mai viste prima nella nostra giovane Nazione e, di rimando, maggiormente e più lungamente penalizzanti di tutte quelle attuate da tutte le altre nazioni del mondo… salvo eccezioni e casi sporadici.

Ho il COVID certificato da tre giorni, sono imbottito di farmaci, ho passato un paio di brutte giornate con picchi di mala salute piuttosto rilevanti ma mai debilitanti.

Con il senno di oggi e con le considerazioni già espresse, dico che, girando all’incontrario il film della mia vita, subito dopo la terza dose di vaccino avrei fatto meglio a controllare il livello degli anticorpi e, subito dopo, accertata la loro presenza consistente, avrei fatto meglio ad agire in modo tale da  procurarmi VOLONTARIAMENTE l’infezione.

Con il duplice risultato: uno, di una mia estremamente maggiore comodità di vita e delle relative riduzioni di spese connesse al tentativo di sottrarmi all’infezione, e, due, avrei contribuito al più rapido raggiungimento della immunità di gregge, la quale, se non è una bufala ciclopica trasmetta da tutte le autorità sanitarie del mondo, dovrebbe condurre l’umanità alla vera soluzione positiva contro questa e tante altre nefande iatture sanitarie.

Ossia, con una spesa di circa 100 euro tra tampini e medicine, con due giorni di mala salute, avrei risparmiato mesi e mesi di mascherine, mesi e mesi di attenzioni debilitanti fisicamente e squassanti molte belle abitudini di vita.

Come ho detto all’inizio so bene che la mia voce poco più di niente su questo argomento, tuttavia ho la presunzione di credere che qualcuno di voi possa effettuare un rapido controllo con i familiari e gli amici che, pur vaccinati in modo perfetto, già sono stati in mala salute COVID, per poi valutare la convenienza delle due ipotesi: provare a resistere al contagio con tutte le privazioni che ciò comporta, oppure decidere di prodursi una volontaria infezione con tutti i vantaggi che ciò comporta una volta superati i pochi giorni di disagio fisico.

COVID KO: non dovrò più lavarmi le mani ad ogni contatto, niente mascherina di protezione durante gli accessi ai locali pubblici e ai mezzi di trasporto… poter abbracciare e baciare senza limiti moglie e figlie ecc. vale bene due giorni di mala salute?

La mia risposta è sì!

Bruno Mancini

23 aprile 2022

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La ciurma sanitaria

La ciurma sanitaria nella Italia del 2021
Per la serie Esopo news

La ciurma sanitaria

Certamente qualcuno, senza fare nomi “Salvini”, guardandosi allo specchio la mattina deve avere molte difficoltà a riconoscersi se è vero che il volto è lo specchio dell’anima, perché la sua (ammesso che ne abbia una solo sua), super ballerina di can can, cambia colori (dal nero più nero non si può al bianco del biancofiore originale targato dc) e forme (dal grugnito al predicante) al minimo saliscendi dei sondaggi.

Certamente anche, però, la gestione sanitaria italiana da inizio pandemia ad ora ci ha relegati nella più profonda doglianza per i risultati ottenuti, e mi riferisco principalmente al fattore n.1 di determinazione di successo o di sconfitta: il numero di morti in proporzione con la popolazione.

Siamo nei primi posti mondiali e ciò, se si è in guerra, giustifica ogni tentativo di cambiare strategia, comandanti ed armamenti.

Ma l’offensiva contro Speranza è, a mio parere, carente di buona conoscenza della costituzione. Infatti avevo ancora il biberon in bocca quando iniziarono ad insegnarmi che la nuova Carta assegna al Consiglio dei Ministri la responsabilità della vita pubblica italiana.

Consiglio dei ministri tutto intero e non un singolo sparuto povero disgraziato ministro caricato del marciume accatastato in decenni di ruberie ed interessi privati e malavitosi realizzati in ambito sanitario.

Speranza, a prescindere da personali meriti o carenze, è solo il vertice della infame ciurma che ha gestito la nostra salute negli ultimi decenni che, con lui, dovrebbe essere messa alla gogna, defenestra nel senso storico del termine, se solo il popolo italiano fosse un popolo nazionale.

Buon vaccino a tutti!

Bruno Mancini

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ASL Campania

ASL Campania

«Visita al Rizzoli prenotata a febbraio, cancellata perché non urgente!»

Isola d’Ischia – 22 Luglio 2020 IL DISPARI

ASL Campania

Sarà pur vero che l’emergenza Covid-19 ha rivoluzionato e sconquassato tutte le attività, in particolare nella sanità, ma quanto segnalato da un nostro lettore per il solito episodio assurdo verificatosi al “Rizzoli” non può essere addebitato esclusivamente alla pandemia. Anche perché ritardi e disservizi si registravano già prima.
Ma vediamo cosa è accaduto al nostro anziano lettore, che il 4 febbraio (dunque prima dell’emergenza sanitaria) aveva prenotato una visita pneumologica da effettuare il 20 luglio.

Ebbene, «il 20 luglio alle ore 9.30 mi sono recato all’ospedale Rizzoli per pagare il ticket e per sapere se alle 15.10 mi avrebbero sottoposto a visita. Mi hanno risposto rispondono che non ci sarebbe stata alcuna visita e alle mie rimostranze sono stato invitato a recarmi nuovamente dal mio medico per una nuova prescrizione, questa volt con carattere di urgenza. Ho 73 anni e per me è stato difficoltoso e faticoso recarmi in ospedale alle 09.30, figuriamoci alle 15.10. Un’avventura da dimenticare, di cui mi sto ancora chiedendo i motiv e dove fosse il medico che mi doveva visitare…».

Forse le visite in questa fase 3 possono essere effettuate solo se rivestono carattere di urgenza? Ma nessuno lo ha spiegato e comunicato ai pazienti che si erano prenotati mesi e mesi fa, addirittura come detto prima dell’arrivo della pandemia in Italia. Disorganizzazione e menefreghismo per le esigenze e i problemi degli utenti. Con questo caldo africano, si possono ben immaginare i disagi e le sofferenze di un anziano costretto a fare la spola tra ospedale, medico di base e viceversa. L’ennesimo episodio della malasanità isolana che purtroppo in tempi di pandemia sta colpendo ancor più duro e sempre i più deboli.

COMMENTI

Bruno Mancini

Cosa dire del fatto che il CUP (Tel. 0125853013) NON accetta impegnative con carattere di urgenza (né quelle entro le 72 ore né quelle a 10 giorni) e per quelle “programmabili” (ossia senza limiti temporali) relative ad alcune analisi rimanda ad una nuova richiesta da effettuare in data non specificata, in quanto l’agenda di prenotazione è piena fino alla fine di settembre e l’agenda dei mesi successivi NON è attualmente disponibile?
Ciò ANCHE se si tratta di una prestazione che era stata messa in lista di attesa (da novembre 2019) per lo scorso mese di aprile e poi annullata dai decreti della Regione x il COVID!
Quindi è molto probabile che, alla fine, trascorra più di un ANNO tra la richiesta iniziale e la erogazione effettiva della prestazione.
E De Luca, senza pudore, continua a magnificare “l’eccellenza” della sanità campana…
Ovviamente parlo con una precisa e ineccepibile documentazione…

ASL Napoli analisi rifiutata - urgente 72 ore - 06 Luglio 2020

ASL Napoli analisi rifiutata – urgente 72 ore – 06 Luglio 2020

ASL Napoli analisi rifiutata - urgente 10 gg 21 Luglio 2020

ASL Napoli analisi rifiutata – urgente 10 gg 21 Luglio 2020

Elisabeth Homolová

Este trist, 

Aurora Cerenza

Vero prima del covid era un disastro oggi è ancora peggio la mala sanità ci sguazza in questi tristi periodi

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