Storie di Donne: grande attesa il 4 dicembre la 7° edizione a Roma. Evento ideato da Lisa Bernardini

Organizzata dall’Associazione Occhio dell’Arte APS e dall’Associazione ASTRI la kermesse premia donne che si sono affermate in diversi ambiti dalla cultura alla scienza e tecnologia, dalla medicina all’imprenditoria

Nel tempo le donne hanno saputo conquistarsi con coraggio e determinazione gli stessi diritti degli uomini, diritti civili e sociali, tra questi il diritto al lavoro che ha loro permesso di mostrare le proprie risorse e capacità, affermandosi tanto nella politica, quanto in ambito imprenditoriale, ricoprendo ruoli che prima erano impensabili. In questi ultimi tempi le donne si sono affermate nel campo della medicina e della scienza, ma anche in politica ricoprendo ruoli di rilievo. Ma in tutto questo la donna non deve mai dimenticare la propria femminilità cui non deve rinunciare.

Dedicato alle donne è l’appuntamento Storie di Donne organizzata dall’Associazione l’Occhio dell’Arte APS di cui è Presidente la giornalista e fotografa Lisa Bernardini in collaborazione con l’Associazione ASTRI-Scienziati e Tecnologi per l’interesse nazionale capeggiati dal fisico nucleare Sergio Bartalucci che si svolge a Roma in Via Appia Antica 288 presso Villa Rosantica il prossimo 4 dicembre 2021 alle ore 18,00.

Lisa Bernardini

La manifestazione alla sua 7° edizione, con il patrocinio morale dell’Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi porta all’attenzione del pubblico e della comunicazione quelle donne, note o meno, che si sono distinte nel campo delle professioni e, con abilità e dedizione, hanno saputo portare un contributo rilevante alla società contemporanea. Donne del mondo dello spettacolo, dell’imprenditoria, della scienza e medicina, del giornalismo e editoria, della cultura e dello spettacolo, saranno premiate con un riconoscimento prestigioso, conferito dall’ Occhio dell’Arte per onorarne la carriera professionale. A presentare la manifestazione è Anthony Peth, mentre la Direzione artistica è a cura di Sylvia Irrazábal.

A ricevere i premi sono  Anadela Serra Visconti specializzata in Medicina estética e Consulente RAI per la Categoria  Medicina e benessere,   Romana Fabrizi giornalista Rai per la Categoria Informazione TV, Paola Pisanelli Nero Architetta, designer e curatrice NEROarchitecture per la Categoria Cultura, Lorenza Lain General Manager Hotel Ca’Sagredo Venezia per la Categoria Imprenditoria e Management, Enrica Bonaccorti   attrice, conduttrice e opinionista tv per la Categoria Spettacolo, Silvia Santori Direttrice del periodico nazionale MIO per la Categoria Editoria/Press. E poi la Prof. Emilia Costa neuropsichiatra, la Dr.Maria Elisa Lucchetta Quercia  avv. e imprenditrice, la Dr.Maria Massullo tecnologa  e la Dr. Helga Scharm-Zehner economista saranno premiate per la Categoria Scienza e Tecnologia (Associazione di Scienziati e Tecnologi per la Ricerca Italiana)  ASTRI.  Per finire con la Categoria Sport con un’eccellenza mondiale targata Made in Italy il cui nome si saprà al momento della premiazione.

Anthony Peth

Se nelle discipline umanistiche sono state le donne a predominare negli anni passati, oggi negli indirizzi scientifici si registra un incremento notevole del numero di iscritte, future scienziate che insieme alle future umaniste contribuiranno a promuovere una reale parità del genere femminile in tutto il pianeta, sia sul piano dei diritti sia su quello dei doveri.

Ad accompagnare le premiazioni di donne di successo e affermate in diversi ambiti come ila medicina e benessere, l’informazione tv, la cultura, l’imprenditoria e management, lo spettacolo, la scienza e tecnologia l‘editoria/press, e lo sport, sono gli intermezzi musicali a cura del chitarrista Paolo Rainaldi, ed intermezzi poetici a cura di Giovanni Brusatori, doppiatore e regista. Simona Marchini. Donna di carriera e dal grande e multiforme successo è la Madrina di questo appuntamento di grande prestigio.

Sylvia Irrazábal.

Gli ospiti sono accolti da un coreografico buffet di frutta firmato dallo Chef della Frutta Andrea Lopopolo nella splendida location Villa RosaAntica gestita da Ambrosini Catering. Per l’occasione in loco è presente un banco di degustazione di Casale del Giglio.

Attesi prestigiosi invitati dal mondo dell’imprenditoria, del giornalismo, dello spettacolo e della diplomazia; un piccolo spazio sarà destinato alla Mtm Events di Massimo Meschino, che prevede a fine evento la rivelazione del nome della ragazza vincitrice, tra quelle visionate da una commissione interna ed in concorso, della fascia Storie di Donne 2021 nell’omonimo contest di bellezza aperto nei giorni scorsi. Non mancherà un piacevole momento beauty a cura dell’agente di concorsi di bellezza Massimo Meschino.

Ad alcuni ospiti verranno consegnate stampe d’Autore dell’Artista marchigiana Francesca Guidi (Arte dei Led), in edizione limitata in onore di Storie di Donne ed. 2021.

Trai i Partners: Hotel L’ Approdo di Anzio – N&M Management – Nero Architecture – Lino Patruno Foundation – Building Solution –  La Grotta del sale.Bio di Antonella Pellizzari – Mtm Events di Massimo Meschino  Media Partners Eurocomunicazione, L’invitato speciale di Gianni Gadaleto, +Magazine, Gp Magazine, Metropoli on line, Well tv – Fatti e storie da raccontare di Francesca Ghezzani.

Fotografo ufficiale (Occhio dell’Arte): Marco Bonanni. Per l’ingresso e lo svolgimento dell’evento sarà applicata rigorosamente la normativa anti-Covid vigente. L’evento è su invito.

 

Silvana Lazzarino

 

Storie di Donna 7 edizione

Organizzato dall’Associazione l’Occhio dell’Arte APS

e dall’Associazione ASTRI

Via Appia Antica, 288 .- Roma

Sabato 4 dicembre 2021 ore 18.00

Per l’ingresso e lo svolgimento dell’evento

sarà applicata rigorosamente la normativa anti-Covid vigente

 

Alcuni articoli pubblicati su Emmegiischia da Silvana Lazzarino

Il Dispari 20180423 – Redazione culturale

 

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Il Grande Ballo delle Debuttanti alla Reggia di Venaria

Il Grande Ballo delle Debuttanti tra eleganza, solidarietà e cultura

Alla Reggia di Venaria Reale, nel magnifico Salone Diana lo scorso 10 novembre si è svolto il Grande Ballo delle Debuttanti tra eleganza, solidarietà e cultura. Giunto alla sua 24esima edizione, il ballo è stata una preziosa occasione per le 30 meravigliose Debuttanti in abito della Maison Carlo Pignatelli che hanno sfilato, accompagnate dai Cadetti dell’Accademia Navale di Livorno in alta uniforme. La Reggia di Venaria Reale è una delle residenze sabaude parte del sito seriale UNESCO iscritto alla Lista del Patrimonio dell’umanità dal 1997, progettata dall’architetto Amedeo di Castellamonte.

Marina Castelnuovo Lisa Bernardini e Natasha Stefanenco

“Come per gli anni passati, anche per questa edizione 2018 nella serata charity sono stati raccolti molti fondi grazie alle donazioni dei partecipanti, realizzando così progetti sociali ed obiettivi umanitari” – ha dichiarato il Presidente del Comitato, nonché Fondatore del Gran Ballo della Venaria Reale, Notaio Claudio Limontini insieme a tutto il Comitato Organizzatore.

Quest’anno beneficiario della raccolta fondi della serata è stato il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta,  da anni impegnato in prima linea nelle drammatiche emergenze naturali del nostro Paese.

Il prestigioso evento ha focalizzato l’attenzione sulla campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne con l’adesione al progetto “scarpette rosse”, che sono state indossate dalle Debuttanti, così come spiccavano i deliziosi bouquets con nastri rossi.

La conduzione della serata è stata affidata a Natasha Stefanenko ed al marito Luca Sabbioni, che hanno fatto notare la bravura ed il “sincronismo” delle meravigliose coppie di Debuttanti e Cadetti visibilmente emozionate e volteggianti felici a suon di valzer viennesi.

Notevole l’eleganza degli abiti lunghi delle Signore,  tra raffinati smoking e frac per i Signori presenti in sala. Sontuoso e ricercato è stato anche il pranzo di gala,  servito nei diversi Saloni della Reggia,  seguito dalla quadriglia di mezzanotte e dal fatidico taglio della mega torta.

parure in cristalli fondo rosa

Tra gli ospiti che hanno dato grande lustro alla serata “Vienna sul Lago 2018” si sono notati i nomi tra i più aristocratici ed importanti del bel mondo;  in prima linea nel parterre degli illustri personaggi invitati, presente anche nel palco delle autorità, non poteva mancare l’attrice, conduttrice ed imprenditrice Marina Castelnuovo, celebre sosia ufficiale di Liz Taylor, conosciuta a livello internazionale quale esponente del dorato mondo Hollywoodiano e del Gotha mondiale, accompagnata dalla P.R. Lisa Bernardini, Presidente dell’Associazione Culturale Occhio dell’Arte.

Per l’occasione del Grande Ballo delle Debuttanti Marina Castelnuovo, sempre attiva nel sociale e da qualche anno Testimonial di A.N.D.O.S. VARESE (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno), ha donato una parure della sua collezione in Swarovski “Marina Castelnuovo Bijoux”, realizzata dalla Ditta De Liguoro, ispirata agli splendidi gioielli di Liz Taylor, che hanno fatto storia e che hanno avuto copertine e ribalte glamour,  resi famosi dal grande mito che li ha indossati in eventi mondani internazionali. La parure dei preziosi che è stata messa in palio quale 1°Premio della Lotteria del Gran Ballo, è stata vinta dalla madre di una Debuttante italiana presente, emozionata ed eccitata come la figlia, perché ha dichiarato che il suo mito è sempre stato Liz Taylor

Silvana Lazzarino

 

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Il Dispari 2017-07-10 – Pagina culturale

Il Dispari 2017-07-10

Il Dispari 2017-07-10

Il Dispari 2017-07-10

Tina Bruno,

opinionista di questa pagina culturale, scrittrice poetessa romana, durante tutto il suo percorso letterario ha curato in modo particolare il mondo infantile, scrivendo, tra l’altro, “Favole Educative”. Un libro dedicato non soltanto ai bambini, ma anche agli adulti che si prendono cura dell’educazione formativa dei piccoli.

Tale libro, è importante ricordarlo, ha partecipato a numerosi concorsi di narrativa, ricevendo sempre ampi consensi fino a che, tra le varie recensioni e giudizi positivi, il volume è stato gratificato dalla Commissione del concorso internazionale “Scriviamo Insieme” come ”Il Migliore Libro Dì Letteratura Per L’infanzia”: senza dubbio una consacrazione a livello nazionale della qualità educativa e delle capacità letterarie di Tina Bruno.

Da “Racconti brevi”

Betty
Tra Antropologia e Cultura

Astolfo e Fidenzio erano due giovani amici.

Il primo figlio di proprietari terrieri, l’altro, del fattore della tenuta, avevano la stessa età.
Fidenzio, diplomato ragioniere, da sempre svolse mansioni di contabilità presso la masseria. Astolfo, il Marchese, dopo il diploma partì per l’America, dove conseguì la Laurea in “Scienze Naturali.”

Il giovane Marchese amava l’esplorazione di posti sconosciuti e selvaggi, la caccia, l’arte, la ricerca e le belle donne.

Spesso, in compagnia di altri ricercatori, partiva per l’Amazzonia: gli piaceva conoscere la gente del posto, sostare qualche giorno e fare ricerca sul campo.
Era il giorno 08/08/88 quando il Marchese partì insieme con altri ricercatori per conoscere la parte settentrionale dell’Amazzonia che appartiene al Brasile ed è bagnata dal Rio Delle Amazzoni.

Lungo il percorso esplorativo, il gruppo dei ricercatori sentì il bisogno di riposare un po’.

Fu proprio in quell’angolo di terra che costeggia il fiume scelto per piantare le tende, che il marchese incontrò la bella Betty.

La ragazza era in compagnia dei figli delle persone che si presero cura di lei dopo la morte dei suoi genitori in quel fiume.

Betty, questo era il suo nome,

cercava di rendersi utile dando lezioni di cultura moderna ai loro figli.
Non avendo libri, impartiva loro importanti insegnamenti attraverso l’esperienza diretta con gli oggetti, la manipolazione, l’osservazione, il gioco.
L’arrivo degli antropologi aumentò in Betty il desiderio di lasciare quel posto per incontrare gente nuova e divulgare la cultura e l’educazione iniziata dai suoi genitori.

Ottenuto il permesso di partire, il 28/08/88 arrivò alla tenuta insieme al Marchese.

Di origini svedesi era alta, bionda, occhi azzurri e portamento elegante, per cui la casa del Marchese, come spesso la gente ripeteva, era proprio quella giusta per un tipo come lei.

Accolta, su invito del Marchese, al castello dalle sue sorelle (due brave insegnanti) con lo scopo d’istruirla nel loro idioma, queste rifiutarono di accettarla come cognata.

Tale rifiuto non era giusto e il giovane Marchese non lo sopportava.

Pensò, quindi, di rivolgersi al suo fedele amico Fidenzio e di fare con lui un accordo dietro compenso, sia per zittire le chiacchiere del paese, sia per calmare la furia delle sorelle.
L’accordo era; “Far finta di partire lontano dalla tenuta e sposare Betty.”
La finzione andò avanti fino alla nascita del piccolo Louis, giorno in cui il Marchese decise di sfidare i membri della famiglia e di sposare la ragazza.

Era una notte di luna piena, del mese d’agosto, quando Betty, mise al mondo un bel maschietto e Fidenzio, presunto padre, appena ne ebbe notizia, sentì il dovere di comunicarlo ai vicini di casa.
Aprì la finestra e ad alta voce, dopo una bevuta di vino, annunciò la nascita.

– È nato, è nato

Fidenzio deve essere impazzito, altrimenti non si spiega quest’euforia; non è figlio suo e lo sappiamo tutti, perciò per quale motivo urla? Lo sa che sono le due del mattino? Commenta con voce impetuosa rivolgendosi alla propria moglie Nardo il nasone, soprannominato così dai paesani a causa di una Malformazione al naso.

Lascialo urlare, soddisfatto lui, felici tutti, a te cosa toglie? Rispose la moglie.
Mi toglie il sonno! Santo cielo! Hai capito? Io alle 5 mi devo alzare per recarmi in campagna a dar da bere agli animali, e fino a quell’ora ho bisogno di dormire!
Va bene, spegni la luce e cerchiamo di dormire, è ancora troppo presto! Esclamò Teresa, una donna sulla quarantina, madre di quattro figli, con un fisico logoro dalla fatica, dalle gravidanze e dal carattere turbolento del marito.

Paziente e rassegnata

a occupare in famiglia, sempre il secondo posto, non osò ribellarsi al volere del compagno.
In paese era nota la bellezza di Betty, però non capisco come mai ha sposato Fidenzio.
– Scusa Nardo, ma dobbiamo per forza continuare a parlare di loro?
A fare i figli, sono tutti bravi, guarda noi.
Ne abbiamo messi al mondo quattro.
La cosa difficile è allevarli e educarli. Affermò Teresa, con un po’ d’invidia e gelosia.
È vero ciò che dici. Buona notte!

Nardo non riusciva a prendere sonno, e ricominciò a spettegolare.
Nardo io ho sonno, spegniamo la luce? Te lo chiedo per favore! Buona notte!
– Che notte ragazzi! Finì Nardo.

All’alba, come tutti i giorni si recò in campagna e lungo la strada, incontrò i suoi colleghi di lavoro e cominciò a spettegolare, fra loro c’èra anche compare Ciccio, suo amico speciale.
Ciccio, soprannominato dai colleghi di lavoro il ”Giornalista” per via di tutte le storie che inventava e raccontava, appena vide Nardo, gli domandò:
Buongiorno compare hai saputo che la moglie di Fidenzio questa notte ha dato alla luce un maschio?
– Perché, secondo te, è figlio suo? Adesso ti ci metti anche tu? Quel poveraccio è solo la controfigura del Marchese, il fortunato con cui va a letto è il padrone. Affermò.

Lungo la strada incontrarono altri amici,

erano felici ed esaltati, avevano ricevuto dal Marchese l’invito di prendere parte alla festa in occasione del battesimo del bimbo.
Si racconta in giro che verrà l’Arcivescovo a celebrare il Battesimo, quindi, ci sarà festa grande. Aggiunse Carmelo, un omino tarchiato, trent’anni d’età, ma che in realtà ne dimostrava almeno dieci di più, a causa della pelle bruciata dalla continua esposizione al sole, cui il lavoro dei campi lo sottoponeva.

Il piazzale dell’aia era pieno di tavoli imbanditi con ogni ben di Dio e Fidenzio era felice di servire le bevande e i dolci: sprizzava gioia da tutte le parti del corpo.
È felice perché pensa che nessuna persona conosca il suo segreto, invece si sbaglia, la gente non parla, per non umiliarlo. Disse Ciccio.

– La gente oggi è felice perché sa d’avere privilegi speciali, grazie alla bontà del Marchese, che a differenza d’altri datori di lavoro, mostra d’essere veramente una persona perbene, sedendo e mangiando allo stesso tavolo dei braccianti! Esclamò compare Nardo.
Fidenzio, a un certo punto, abbandonò l’arte del vivandiere prese in braccio il bambino e annunciò al pubblico la sua nascita:

Questo è mio figlio.

Seguì un forte applauso di buon augurio per il bambino da parte di tutti i presenti e di richiesta, per il Marchese
Signor Marchese, dove ha trovato una donna così bella?

Al posto del Marchese rispose la gente:
Si dice l’abbia trovata in orfanotrofio, nei paesi intorno al nostro.

Compare Ciccio, informato più di tutti, si girò verso il gruppetto di chiacchieroni e disse:
Se proprio ci tenete a saperlo ve lo dico io.
– Compare Ciccio sbrigati a parlare muoio dalla curiosità. Affermò Nardo.
Ricordi compare, quel viaggio in Amazzonia che il Marchese fece qualche anno fa?
– Quello che lo portò a lasciare la fidanzata che aveva in paese, la figlia del Conte, non posso andare oltre, tanto hai capito a chi mi riferisco?
– Ho capito sì, ecco perché andava sempre agli uffici comunali e al Tribunale, adesso si spiega tutto, grazie!

La festa durò fino a tardi

e verso mezzanotte alcuni invitati cominciarono ad abbandonare la tenuta.

Lungo la strada era tutto un dire, un commentare sulla festa.
Il giorno seguente come tutte le domeniche, i cittadini cattolici si recavano in chiesa per assistere alla S. Messa.

Gli uomini aspettavano in piazza le compagne, era usanza del paese entrare insieme in chiesa, nel frattempo, chiacchieravano del più e del meno, scambiavano pareri, consigli e apprezzamenti su quella o quell’altra persona.

Quel giorno il discorso, come tutti i giorni dall’arrivo della giovane donna, era centrato sul Marchese e la sua amante.

Alle 10, l’auto del Marchese, guidata da uno dei suoi braccianti, arrivò in piazza e fu parcheggiata al solito posto: un angolo appartato della piazza, che nessuno osava occupare perché riservato ad Astolfo.

Dall’auto scese per primo il Marchese,

poi le due sorelle e per ultimo la bellissima Betty.
Gli uomini presenti in piazza, salutati amichevolmente dal Marchese, risposero con riverenza e riconoscenza, non solo per la sua amicizia, ma anche perché ancora una volta, potevano ammirare la bellissima Betty.
In chiesa il Parroco invitò tutti i fedeli alla preghiera, al perdono, al ringraziamento e al riconoscimento delle buone opere del Marchese, sempre generoso con tutti.

Fra i fedeli il mormorio era continuo, tanto che al momento dell’Omelia, il prete pregò i presenti di fare silenzio e di ascoltare l’annuncio che stava per fare:
Ieri ho saputo una bella notizia e voglio comunicarla a tutti voi: fra qualche mese il Signor Marchese sposerà la bellissima Signora Betty, siete invitati tutti alla sua tenuta per festeggiare insieme il loro matrimonio.

A quell’annuncio molti dei presenti meravigliati si domandarono: “Come può sposare Betty se lei è già sposata con Fidenzio?

Le donne invidiose della fortuna capitata alla futura sposa, cominciarono a trovarle tanti difetti:
La spilla che porta è proprio brutta!
– Io al suo posto a quel vestito avrei abbinato le scarpe blu.
– Sai che cosa ti dico? Quell’abito non mi piace.

Alla fine della S. Messa

il Marchese pregò i paesani di attendere qualche minuto in piazza perché doveva spiegare come stavano veramente le cose:
Ho il dovere di chiarire il motivo che mi abilita a sposare Betty o Betta, come voi tutti la chiamate:
1) perché il suo matrimonio con Fidenzio è stato solo una recita;
2) perché il bambino è figlio mio e di Betty;
3) perché le mie sorelle dopo tanti chiarimenti hanno accettato che Betty diventi mia moglie.
Vi aspettiamo in tanti.

Il Marchese, a quel punto, salutò tutti e ripartì.
La gente si guardò intorno smarrita e tacque, non una parola di disapprovazione, non una a favore fu pronunciata.
Da quel giorno il pettegolezzo che durava da qualche tempo cessò.

Tina Bruno

 Il Dispari 2017-07-03

Editoriale

Natalia Benedetti e Guido Arbonelli “Duo Namaste”

La parola Namaste è originaria di una zona compresa tra l’India e il Nepal ma è utilizzata anche in molte regioni dell’Asia e nell’Australia meridionale.

Essa, pur essendo letteralmente traducibile con “mi inchino a te” in quanto deriva dal sanscrito “namas” (inchinarsi, salutare con reverenza) e “te” (a te), viene comunemente associata ad una valenza spirituale, per cui può forse essere interpretata in modo più completo come un saluto alle qualità divine che sono in te. Unita al gesto di congiungere le mani e chinare il capo, acquisisce l’ulteriore significato di “le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te”.

Ciò può definirne quindi il significato ultimo come un saluto tramite il quale si riconosce la sacralità sia di chi porge il benvenuto sia di chi lo riceve.

Natalia Benedetti e Guido Arbonelli

hanno scelto questo nome per il loro duo di clarinetti e canto, quale augurio di grande simbiosi che vogliono stabilire con i loro ascoltatori.

Ad Ischia ne abbiamo avuto un esempio recente durante la loro esibizione del Natale 2016 durante la quale hanno suonato anche il bellissimo inno “Girotondo di emozioni”, scritto da Guido e cantato da Natalia, dedicato a Ischia con il quale hanno vinto il premio internazionale “Otto milioni” edizione 2016.

Natalia

è anche professore di strumento e direttrice dell’Orchestra della scuola media Cocchi-Aosta e Liceo Jacopone di Todi, mentre Guido, oggi docente al Conservatorio “Cherubini” di Firenze, ha fatto parte di numerose orchestre internazionali quali la NIS simphony orchestra (Serbia), Orchestra Sinfonica di Perugia e dell’Umbria, Arturo Toscanini orchestra, Queen’s College orchestra-Usa, Orchestra Sinfonica di Constanta-Romania, nonché delle orchestre della Rai di Torino e Napoli, ed ha tenuto il corso per Professori d’orchestra presso il Teatro lirico Sperimentale di Spoleto nell’anno 2007.

Guido Arbonelli e Natalia Benedetti

hanno svolto attività concertistica a Ischia fin dagli anni ’80, invitati spesso dal compianto M° Vincenzo Sena.
Inoltre, i due musicisti hanno svolto spesso attività di docenza in masterclasses nei vari comuni dell’isola d’Ischia.
Di conseguenza, l’Isola, con il suo sole e calore, mare e amore è da sempre rimasto nel cuore del Duo tanto quando, in internet, trovano la notizia del premio letterario Made in Ischia “Otto milioni” organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ne rimangono attratti fino al punto di scrivere la canzone “Girotondo di Emozioni”che ora va n giro per il mondo con i loro concerti.

Bruno Mancini

Il Dispari 2017-07-03

IL DOPPIO E LA COPIA CON CARAVAGGIO NEL PATRIMONIO DEL F. E .C.

Avvolgente e provocatoria, intensa e eloquente nel realismo con cui cattura fatti, atmosfere sacre e profane, e in quei contrasti unici di luci ed ombre che restituiscono allo spazio e alle figure un profondo realismo, l’opera del Caravaggio figura tra le più importanti nello scenario dell’arte del Seicento, apre ad un nuovo modo di percepire e sentire la vita nel suo scorrere con drammi e passioni, misteri e verità.

A parlare sono i suoi personaggi sia legati alla mitologia, sia al sacro o al profano, senza dimenticare le splendide nature morte dove il taglio di luce esalta ogni dettaglio accarezzando un nuovo modo di restituire spazi ordinari che diventano straordinari.
Caravaggio, tanto studiato da storici dell’arte e critici, tra cui Rossella Vodret, maggiore esperta al mondo di questo straordinario artista, è al centro della mostra in corso fino al 16 Luglio presso gli spazi di Palazzo Barberini a Roma.

Giulia Silvia Ghia,

in occasione dei trent’anni del F.E.C. (Fondo edifici di culto) presenta “Il Doppio e la Copia” quattro dipinti, o meglio due coppie di dipinti messi a confronto, due di certa mano caravaggesca e gli altri copie antiche che ritraggono rispettivamente San Francesco in meditazione del 1606 e La Flagellazione di Cristo del 1607.
Due tematiche di forte impatto emotivo e visivo, legate al sacro che Caravaggio restituisce con quegli squarci di luci che si aprono attraverso zone scure a rappresentare da una parte la meditazione sulla morte e dall’altra l’accettazione della flagellazione

I dipinti con San Francesco

in meditazione –l’uno proveniente dalla chiesa di San Pietro a Carpineto Romano e in deposito alle Gallerie Nazionali di Arte Antica e l’altro proveniente dalla chiesa romana di Santa Maria della Concezione (nota come Chiesa dei Cappuccini)– sono stati per anni al centro di una complessa vicenda attributiva conclusasi, dopo operazioni di restauro e ricerche tecniche eseguite – contestuali e parallele – su entrambi i dipinti, con l’attribuzione dell’originale alla tela proveniente dalla chiesa di San Pietro a Carpineto, oggi in deposito presso Palazzo Barberini.

La copia della pala del Caravaggio con la Flagellazione di Cristo, proveniente dal Museo di Capodimonte di Napoli che fu commissionata al Merisi dalla famiglia De Franchis, e collocata nella loro cappella nella chiesa di San Domenico, è stata attribuita al noto copista di Caravaggio, Andrea Vaccaro collocata oggi nella cappella del Rosario di San Domenico.

Nel dipinto di San Francesco

in meditazione (1606)in cui il frate è raffigurato con in mano un teschio e davanti un tronco su cui poggia una croce, la novità iconografica è proprio il teschio qui ad indicare la precarietà della vita di fronte all’ineluttabilità della morte, anticipando il motivo delle vanitas nature morte in cui accanto a fiori, frutta, o strumenti musicali e libri appare anche un teschio.
Nella Flagellazione, il Cristo, legato alla colonna dai tre aguzzini, si prepara a sopportare il dolore senza mostrare gesti strazianti ed è reso nella sua vulnerabilità come qualsiasi essere umano.
Un’opera del Caravaggio “I musici” del 1595 è esposta fino al 16 luglio a Napoli presso Palazzo Zevallosa Stigliano in via Toledo e in essa sono rappresentati quattro giovani suonatori in concerto, una sorta di allegoria di Amore e Musica.

Silvana Lazzarino

Grande successo per la mostra di Milena Petrarca vincitrice del premio “Otto milioni” 2017

Grande successo per la mostra di Milena Petrarca a Pozzuoli, sua terra natia, dedicata ad Artemisia Gentileshi.

Infatti, inaugurata il 15 Giugno ne era prevista la durata fino al 30, ma il notevole interesse suscitato nel pubblico e nella critica ne hanno consigliata la proroga per un altro mese!
Così sarà possibile visitarla tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 23 nella sede del Bistrò-Galleria-Apotecha—Art Port in via Solfatare 131/133.

Organizzata dal Dott. Nicola Fasano art tutor scopritore di Milena quando lei aveva solo 15 anni, tra i dipinti più significativi spicca “Il volto di Artemisia – omaggio di Milena”.
Affiancate a Milena Petrarca espongono anche le pittrici Rosalia Tortorelli e Veronica Longo.

Pietrantonio Di Lucia, noto critico d’arte, ha scritto:

All’orizzonte uno sfumato tra leonardesco e seicentesco.” e poi “Oggi la pittrice Milena Petrarca dipinge nello sfondo un paesaggio fantasioso e un tantino partenopeo a marcare la sua origine in quel di Napoli, città del canto, della musica e dell’Arte. Quel paesaggio è dato relativo e mai realistico oggettivo; è presente e passato; è oggi e storico periodo che vide le peripezie e i capolavori della bella Artemisia… ma è pure il paesaggio evanescente, prospettiva aerea di Leonardo. Quanta storia puoi leggere in quel dipinto di paesaggio!”

Silvana Lazzarino ha scritto di lei:

Scultrice e poetessa di grande sensibilità, stilista e ritrattista che dona emozioni oltre il tempo legate all’uomo e alla sua vita tra gioie e malinconie, passioni e speranze, le opere di Milena Petrarca, presenti nei musei italiani e americani ed in prestigiose collezioni americane, francesi, inglesi e cinesi, incantano gli occhi e la mente per quel loro essere sospese tra realtà e sogno, mistero e poesia, avvolte da una luce che traspare da colori ora caldi e accesi, ora freddi e opachi.”

Nata a Pozzuoli nel 1950, vive e lavora a Latina trasferendosi periodicamente anche a New York.
Ha studiato all’istituto d’Arte Filippo Palizzi di Napoli, dove ha conseguito il titolo di maestra d’Arte.
Allieva del grande Scultore Lelio Gelli, è stata docente di discipline pittoriche presso il liceo Artistico di Latina.
Sue composizioni poetiche e sue opere pittoriche faranno parte della nuova Antologia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” dal titolo “Penne Note Matite”, di prossima pubblicazione, a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza e con la collaborazione di Silvana Lazzarino, edita da “Il Sextante” di Maria Pia Ciaghi.

Grande successo per Milena Petrarca. Le due Muse

Il Dispari 2017-06-26Il Dispari 2017-06-26

Editoriale

Rita Cuccaro, che alcuni di voi certamente ricorderanno come mirabile interprete di canzoni classiche italiane durante eventi proposti nella Biblioteca comunale Antoniana diretta da Lucia Annicelli, nell’Hotel Parco Verde della famiglia Buono diretto da Guerino Cigliano e nel ristorante Coquille dell’On. Salvatore Lauro, Rita Cuccaro, dicevo, ha, proprio ultimamente, pubblicato il magnifico CD “Credere all’amore” in cui spicca la canzone “L’amore c’è” scritta dal cantautore italo australiano, Peter Ciani, particolarmente noto e amato qui a Ischia per aver dedicato diverse sue canzoni alla nostra Isola (Ischia Marrana, Ischia Ischia, e l’inno Mare mare dedicato al Comm. Agostino Lauro in occasione del premio di poesia “Otto milioni” sono solo alcuni titoli delle sue canzoni dedicate a Ischia).

Contattata telefonicamente dalla nostra Redazione, Rita Cuccaro ci ha stupiti ed entusiasmati con la bella idea di comunicarci, in anteprima, che ha già iniziato le registrazioni dei brani che faranno parte del suo prossimo album dal titolo provvisorio “I sogni si vivono a Ischia”.

Album in cui ha intenzione di inserire alcune delle canzono scritte dal cantautore siciliano Enzo Salvia, ed in particolare “Coquille” vincitrice del premio musicale “Otto milioni” (presentata in anteprima all’EXPO e al Bookcity di Milano nell’Autunno 2015), e “Nelle bugie dei sogni” anch’essa vincitrice di un’edizione del premio “Otto milioni”.

A questo punto è facile prevedere che Rita Cuccaro sarà invitata a presentare i suoi “lavori” discografici nel Museo Etnografico del mare e che li illustrerà nel modo che le resta più congeniale: Cantando!
Auguri Rita, Ischia ti aspetta!

Silvana Lazzarino al “Giardino segreto dell’anima” in Campinola di Tramonti

C’è un luogo su questa Terra, e in particolare lungo la Costiera Amalfitana, dove i pensieri diventano parole e i ricordi riaffiorano inattesi a scandagliare sensazioni che il tempo non cancella. è il “Giardino Segreto dell’anima”, sito a Campinola di Tramonti, custodito come uno scrigno dai coniugi Enza Telese e Antonio De Marco che amorevolmente da oltre quindici anni si dedicano alla manutenzione di questo scenario di piante e fiori, dove i colori e i profumi sono i protagonisti di un concerto unico fatto di sfumature visive ed emotive in cui ritrovare qualcosa di se stessi, del proprio vissuto tra nostalgie e attese, gioie e speranze.

Un giardino botanico sperimentale, dove tra i tanti tipi di fiori si resta incantati dalle 200 piante di rose e dalle molteplici variazioni cromatiche dei glicini.

Ed è proprio all’interno di questo spazio, dall’atmosfera quasi da sogno lontana dalla routine quotidiana, adatto a recuperare il bello e il vero nascosto nelle parole e negli sguardi delle persone -spesso difficile da carpire in contesti lontani dalla natura dove i ritmi della vita scorrono troppo veloci-, che lo scorso 16 giugno 2017 si è svolto l’appuntamento con la poesia e la letteratura all’interno dell’XI edizione di incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Commissione Europea.

Un appuntamento nato in virtù del gemellaggio tra incostieraamalfitana.it di cui è direttore artistico Alfonso Bottone e il “Photofestival Attraverso le Pieghe del Tempo” di cui è direttore artistico Lisa Bernardini che insieme, da circa due anni, portano avanti un percorso dove la cultura diventa occasione per riscoprire le bellezze del territorio nazionale.

La serata, accanto all’assegnazione del premi per il terzo Concorso Nazionale di Poesia “Il Giardino segreto dell’anima” alla presenza della presidente di giuria Sonia Giovannetti, ha visto “Incontri d’autore” con la poetessa Silvana Lazzarino e gli scrittori Simonetta Bumbi e Ugo De Angelis intervistati da Alfonso Bottone.

Antonino Giordano, Gerardo Pagano e Maria Antonietta Rotter, classificati rispettivamente al primo al secondo e al terzo posto, dopo essere stati invitati da Alfonso Bottone a parlare delle proprie emozioni legate alle loro opere hanno ricevuto il premio da Antonio De Marco ed Enza Telese.

L’attrice Vania De Angelis ha letto le opere premiate regalando forti emozioni con un’interpretazione che ha commosso il pubblico presente.

La scrittrice Simonetta Bumbi con il suo “Iostoconletartarughe” (Emigli) ha fatto emergere la durezza della vita che spesso porta dolore e sofferenza.

La “nostra” Silvana Lazzarino, Socia dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e valentissima opinionista della Redazione culturale di questo quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, ha presentato la sua raccolta poetica Oltre le immagini tra visione ed emozione” (Pagine) in cui dipinge le emozioni della vita.

Non solo della sua, ma la vita in chiave universale toccando ricordi passati e presenti attraverso i luoghi più nascosti e intimi che la natura regala nei suoi volti ora solari, ora abitati dalla notte.

Ha chiuso l’interessante serata l’architetto e scrittore Ugo De Angelis con il libro “In quella foto c’è Maria” (Nane) con il quale ha restituito una visione storica e sociale ai personaggi e ai fatti, accaduti nel mese di Luglio del 1902 alle Ferriere di Conca, che portarono al martirio della piccola Maria Goretti..

Bruno Mancini

La filosofia e il filosofo

La filosofia è ricerca della verità?
Esiste o non esiste una verità assoluta?
La verità va ricercata, sempre.
Il nostro cervello lavora e non si appiattisce mai, è sempre alla ricerca di realtà da scoprire, è motore sempre in funzione, che viaggia dalla nascita ed è in continuo movimento fino all’esaurirsi della sua energia.
Il pensiero che produce subisce continue evoluzioni ed elabora sempre qualcosa di diverso, spesso tenta di volare, per andare oltre l’assoluto, ma poi deve fermarsi e rientrare.

Se è vero che la filosofia è ricerca continua, allora la troviamo nella vita semplice di tutti i giorni.
La filosofia è pensiero, mobile e nobile,nche si modifica costantemente col passare degli anni. Filosofare è ricercare.
Questo è normale anche in un bambino, che non conosce ancora il mondo, il significato delle stelle, della luna, del sole e dell’universo che lo circonda e non è interessato ancora alla ricerca più profonda, ma è sempre impegnato a scoprire il nuovo ed ha voglia di apprendere, di sapere e di migliorare.

Questa è filosofia.

Ma allora il bambino è il vero filosofo?
Dunque, se noi riusciamo a conservare quel bambino dentro di noi, possiamo sperare di filosofare tutta la vita?
Dobbiamo augurarci che l’uomo dia più spazio al bambino che ha dentro, per sperare di vedere un mondo migliore.

Tutti i padri della filosofia, da Talete a Platone, ad Aristotele, a Socrate, a Pitagora e fino ai pensatori odierni, hanno espresso il loro pensiero, ma nessuno ha scoperto quello che cercava.
Una verità è certa e sicura: “Ognuno di noi, preso isolatamente, non vale nulla”, è ciò che sostiene il filosofo Aldo Masullo ed è, a mio avviso, una grande verità, è frutto della saggezza di un grande studioso.

La filosofia, dunque, è per l’uomo, fin dalla nascita, ricerca del vero, del nuovo,del suo simile, del suo spirito, della sua anima, della sua natura e dell’impossibile.

Ma allora, senza fare confusione con la fede, anche la religione è filosofia o potremmo definirla tale?
Dagli inizi della storia dell’umanità a tutt’oggi la scienza ha raggiunto moltissimi traguardi, ma l’uomo non ha scoperto la verità che cercava.
Spesso individuiamo nelle persone sagge, nel linguaggio, nel modo di fare, di pensare, di vivere, nel modo di sdrammatizzare, un filosofare perpetuo.

È uno stile di vita semplice, è un modo di vedere le cose, un po’ alla buona, non esasperato.
Si accentuano il comportamento e il linguaggio filosofico più avanti negli anni, con la maturità, con l’esperienza della vita, con l’andare verso gli altri, con la conoscenza e se si ha un poco di cultura in più, questo aiuta maggiormente nel relazionarsi al prossimo, aiuta a vivere e può essere di aiuto anche a chi ci sta vicino.

Il percorso della vita di ognuno di noi può essere breve o può essere lungo, io so quanto tempo ho vissuto, ma non quanto tempo vivrò ancora, questo non lo sa nessuno di noi, è il mistero della vita, ma so che l’impegno della ricerca è stato forte e che alla fine non ha prodotto i risultati sperati. L’uomo si è accorto sicuramente di avere scoperto solo un mondo bellissimo, che non ha saputo godere, apprezzare e proteggere.
Napoli, Marzo 2017
Adolfo Giuliani

Pietro Lapiana

Tra pensieri e sentimenti vagando

Poeta sensibile alle tematiche giovanili in quanto ha svolto l’attività di insegnante per 25 anni nelle Scuole Elementari Statali e per oltre dieci anni è stato docente di Italiano e Storia negli Istituti Tecnici e Professionali, Pietro Lapiana ha collaborato, come corrispondente, con vari giornali e riviste, tra cui “Cronache Italiane”.

Ha conseguito notevoli premi letterari.

Concordo con il poeta che gli affetti familiari costituiscono il fulcro dell’esistenza.
La sofferenza per la morte della madre non è stato mitigata con la sua poesia, nonostante che sia passato mezzo secolo dal tragico giorno e la scomparsa del padre è stata dolore incolmabile e le sue emozioni nefaste si trovano nei suoi versi.
Toccante la sua poesia:

Mio padre

Era parco di lodi e carezze
ma immenso il suo amore,
abbondava di tenerezze
celate nei recessi del cuore…
Non faceva mai mancare niente,
sopportava sacrifici e privazioni,
all’occasione si mostrava indulgente
pur di assecondare le loro aspirazioni…
Onusto di malanni più che d’età diede l’addio,
l’ultimo brindisi con i suoi cari a Capodanno,
poi una sincope nefasta lo involse nell’oblio,
solo e in silenzio, forse capì che la vita è inganno.
Era mio padre.

La sua anima poetica la troviamo in questi versi

… E scrivo

Meditabondo,
illuminato
da lampi di luce,
raccolgo parole
dal profondo
del cuore,
e scrivo.

Presidente della sede operativa di Sermoneta con competenza su tutta la Provincia di Latina per conto dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, nonché Presidente delegato Regione Lazio per conto dell’Accademia Internazionale “Arte e Cultura di Michelangelo Angrisani”.

l Dispari 2017-06-19

Il Dispari 2017-06-19

Editoriale

Ilde Consales, mi ha scritto:
Carissimo Bruno, ti ringrazio infinitamente!!
Sono onoratissima di essere anche io sui vostri siti!!!!..”,

po ha scritto ai suoi amici:
…con mia grande sorpresa e con tanta gratitudine verso lo scrittore Bruno Mancini, che ha voluto dedicare sui siti di Ischia emmegiischia.com e ildispari24.it/it/, uno spazio alla mia persona, e al M° Santina Amici, che ci ha messi in contatto.

Assieme daremo vita a stimolanti attività culturali, in cui le musiche del M° Roberto Prandin e i versi di Bruno Mancini e dei poeti che seguono i progetti artistici Made in Ischia promossi dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”saranno i protagonisti.
Il pensiero vola anche ai miei cari e agli amici con cui condivido tanti bei ricordi dell’Isola Verde: Erika Russo, Ezio Russo, Marcella Franchini, Raffaele Giusto, Ivana Pomicino, Manuela Pomicino.”,

e di nuovo ha scritto a me:
“Che straordinaria sinergia di talenti! Sono felice ed emozionata di entrare nella vostra grande famiglia! Grazie infinite, caro Bruno Mancini!”

Ma chi è Ilde Consales?

Ilde Consales è
Professore universitario di ruolo (II Fascia) di Linguistica italiana presso Roma Tre University.

Ricercatore di ruolo e Docente universitario presso Università Roma Tre.
Precedentemente Docente di Linguistica italiana e di Didattica della lingua italiana presso l’Università degli Studi di Macerata.

Ricercatore a progetto presso Università per Stranieri di Siena.
Precedentemente Ricercatore al CNR di Firenze presso Accademia della Crusca.

Dottorato di Ricerca (PhD) presso Università degli Studi Roma Tre.

Relatrice al 2° Convegno Internazionale di Linguistica e Glottologia Italiana (CILGI 2) presso la Uniwersytet Wrocławski (sede di Economia, Diritto e Scienze dell’Amministrazione), patrocinato dall’Accademia della Crusca e dalla Società degli Italianisti Polacchi ove ha parlato di. “Le voci degli affetti e dei moti dell’animo. Le interiezioni nella grammaticografia italiana”.

Relatrice in qualità di Visiting Professor presso la Slezská Univerzita v Opavě (Rep. Ceca).

Ma Ilde Consales è anche

Soprano e cantante del Duo Tamiri con al pianoforte: M° Santina Amici) e negli ultimi mesi ha effettuato concerti presso l’Orto Botanico di Roma per l’AER (Associazione Ecologica Romana), voci recitanti Lucilla Di Pasquale, Isabella Colucci, musiche di Tiersen, Fauré, Bellini, Händel, Martini, Pergolesi, poesie di Tognolini, Lorca, Dell’Era, Schwarz, Klimer – 11 Maggio 2017; nella Chiesa di S. Maria dei Miracoli (meglio nota come una delle due “Chiese gemelle” di Piazza del Popolo, ed è quella di destra provenendo da Piazzale Flaminio) con Valentina Licastro (flauto), Carla Martirano (flauto), Santina Amici (organo), per i musicisti Cambristi di Roma con musiche di Bach, Händel, Vivaldi, Gluck, Massenet, Schubert, Marcello, Chaminade, Tulou, Gomez – 11 Giugno, 2017; nella Chiesa di S. Michele Arcangelo, Romari con M° Santina Amici all’organo (18 marzo 2017.

Presentiamo Ilda Consales,

e le diamo un caloroso benvenuto da parte di tutta la Redazione, perché con lei, finalmente, si chiude il cerchio che ci porterà alla realizzazione di video di alto spessore culturale, nei quali uniremo poesia, canto, musica, arti visive, recitazione. spot commerciali e immagini della nostra splendida isola d’Ischia.

Qui di seguito ho piacere di fare qualche nome di Artisti che sono in lista per entrare in questi progetti che avranno, certamente, il supporto della pagina culturale del quotidiano Il Dispari Redazione culturale diretto da Gaetano N Di Meglio, della splendida rivista trimestrale Eudonna di Mariapia Ciaghi, di tutti i siti (e ne sono veramente molti!) che seguono con interesse le nostre iniziative), insieme alla diffusione televisiva del programma Mancineide.

Faranno parte del progetto, oltre ovviamente a Ilde Consales e Santina Amici: Roberta Panizza poetessa e Direttrice Artistica di DILA, Liga Sara Lapinska poetessa pittrice nonché Ambasciatrice DILA in Lettonia, Angela Maria Tiberi presidente della sede operativa DILA per la provincia di Latina, Silvana Lazzarino poetessa e opinionista specializzata in critica artistica, Neri Maria Luisa direttrice musicale DILA nonché presidente dell’Ass. Arte del Suonare, Guido Arbonelli prof. Conservatorio Firenze, Roberto Prandin compositore, Antonio Mencarinii mitica VOX, Patrizia Canola pittrice che attualmente espone al Museo Etnografico del Mare di Ischia, Milena Petrarca vincitrice del premio di Arti grafiche “Otto milioni” edizione 2016, e TUTTI i poeti, TUTTI gli artisti di arti grafiche e

TUTTI i musicisti che hanno già fatto parte di una nostra antologia (se ce lo chiederanno), e poi anche la mia amica del cuore Katia Massaro presidente onorario di Oceanomaredelphis fotografa per hobby così come Roberto Federico.

Certamente dimentico molti amici, ma loro sapranno perdonarmi:-)
Bruno Mancini

Il Dispari 2017-06-19

Ajub Ibragimov

:dipinti melodici come le correnti delle acque e le vibrazioni delle stelle.

Ajub Ibragimov è un pittore con un suo stile inconfondibile, perché ha suo mondo unico e nelle sue composizioni talvolta meditative, talvolta espressive, tutte piene di musica, usa sia colori splendenti, sia rilassanti.

Ajub è un pittore ceceno, nato il 18.07.1969.
Ha cominciato a disegnare e poi a dipingere, ispirato da artisti a lui vicini, quando aveva otto o nove anni.

Da bambino era stimato per come riusciva a sviluppare la sua arte, dipingendo la sua ispirazione, interna ed esterna, con colori e zigzag filigranati.

Ispirato, come dice lui stesso, specialmente dalla natura, dal silenzio come l’inizio di tutte le musiche, sia quelle espresse con i colori, sia quelle proprie delle note.

Il suo maestro Adam Ilyassov, molto orgoglioso di Ajub.Adam, è sicuro, proprio come Ajub, che l’arte e la bellezza uniscono il mondo, i popoli, le fratture, superando i confini violenti di fraintendimenti e crudeltà.

A Grozny, Ajub

ha partecipato alla prima mostra nella sua vita, con le sue opere pittoriche in stile ebru: uno stile conosciuto dai tempi degli antichi persiani che era molto apprezzato in Cecenia dove veniva sviluppato da tradizionalisti artisti turchi.

Il significativo modo della pittura ebru è la danza dei colori, la musica dell’Universo, la dominanza dell’ elemento acqua, il movimento perpetuo in diversi ritmi, in diversi frequenze.

La tecnica per creare queste opere inizia con il preparare la propria anima aprendola per l’amore contemplativo, e poi prosegue usando colori che non risplendono nell’acqua e non corrono tutti insieme.

Ajub, di solito,

usa l’acrilico e l’olio aggiungendovi colle speciali per far fluire colori luminosi sulla carta marmorizzata, inumidita d’acqua come è il fondamento e l’inizio di tutte le vite.
Nel 2002 Ajub si è trasferito in Germania, pare per sempre.
Adesso abita a Norimberga e lavora in una grande industria per guadagnare i soldi necessari a continuare nella sua arte.
Quasi tutto il suo tempo libero lo dedica alla sua arte.

Non ha il conto del numero delle sue opere, sono tantissime.
Ama donarle aspettandosi, timidamente ma senza chiedere, di ricevere in cambio almeno i costosi materiali necessari alla realizzazione delle sue opere.
Dice che il suo stile di pittura è il futurismo astratto, ma nei suoi quadri crea tante forme, anche immagini e simboli concreti.

Non ha preso dal futurismo la sua aggressività, ma il dinamismo sì.
Come tanti emigranti internazionali che non accettano i confini dell’arte e non vogliono accettarli tra i popoli e tra i paesi, Ajub è anche un dadaista, negando la violenza, ma non diventando nichilista.

É, certo, un’esteta:

i suoi quadri sono anche decorativi.
É anche un surrealista, come quasi ogni dadaista.
Sto guardando ancora e ancora i quadri di Ajub.
Astrazioni filigranate, tutte nello stesso tono.
La voce di Ajub, quando ho parlato con lui, aveva intonazioni melodiche, proprio come i suoi quadri.
Ajub è uno stupendo artista disegnatore.

Dipinge strumenti musicali e tele

Vuole diventare un artista disegnatore professionista, ma non ha i soldi per gli studi.
Ajub lavora rapidamente, ha tanta forza creativa, come l’abbiamo, talvolta, noi timidi, noi limpidi, noi che conosciamo tanti segreti dei miti e della bontà.

Durante la mia lunga permanenza a Ischia in occasione della cerimonia di premiazione del premio “Otto milioni” dedicato al Comm. Agostino Lauro e sponsorizzato dall’Istituto Agostino Lauro del quale è Presidente l’On. Salvator Lauro, ho avuto modo di capire che a Ischia sono in molti a poter prendere in considerazione l’idea di promuovere l’arte di Ajub, così armonica e quasi terapeutica.
Così necessaria per tutti.
Tutti.

Liga Sarah Lapinska

Ricordandovi che il 20/03e l’8/05 abbiamo pubblicato 2 serie di 3 poesie finaliste del premio “Otto milioni”, oggi ne pubblichiamo altre 3.

Tutti i componimenti scritti da Autori stranieri sono stati tradotti in italiano da Liga Sarah Lapinska (che ringraziamo per il grande lavoro svolto) la quale, Socia Fondatrice DILA, oltre ad essere un’eccellente pittrice, poetessa e fotografa è anche traduttrice della lingua lettone in italiano, in inglese e in russo.

Franco Maccioni

Cod. 07
Franco Maccioni
Nello spiraglio di luce

L’incredula notte
nascondeva avanzi consumati.
Dietro lo spiraglio aperto
la luna filtrava argentei raggi
tra gli alberi sommersi dal sonno.
Avevo i tuoi occhi di pianto
uniche stelle generose
che dall’immenso cielo
potevo tuffarmi con gioia.
Dall’immensità del nostro amore
nell’incredula notte trascorsa,
l’orizzonte scopriva il nuovo giorno.
Le nostre mani si tenevano strette
e i tuoi occhi risplendevano ancora.
La luce del giorno abbagliava
tracciando nei nostri volti
una tremenda forza di vivere.

Antonio Fiore

Cod. 08
Antonio Fiore
A mia madre

Non si potrà sottrarre
una sola briciola di tempo
per prorogare di quanto le stelle
hanno già scritto
nella nitida luce che arde,
ma che puntualmente si spegnerà,
a prescindere dal vento,
quando la notte scenderà
per addormentare le membra.

Colmo di speranza
l’anima si dilungherà
verso l’infinito sogno,
e su questa terra
che gela la polvere dei tuoi sandali,
nel freddo silenzio
mi ritrovo a respirare i mille ricordi
da riesumare per chi ha tanto amato
e resterà ad amarti.

Angela Tiberi

Cod. 09
Angela Maria Tiberi
Cancellarmi

Cancellarmi dal tuo cuore vorresti,
ma in fondo alla tua anima
ci sono i ricordi di quei meravigliosi
momenti vissuti insieme
nel rito di quell’amore immenso che ci ha unito
fino all’estremità del cielo.
I sussurri sono dentro di noi
come lo scroscio di una cascata fresca
che accarezza ancora la nostra pelle di ricordi
indimenticabili siamo noi uniti nelle nostre anime,
anche se il silenzio ci vuole chiudere nell’oblio.
C’è una luce in noi… esiste il nostro amore
che tu vorresti cancellare come avrei voluto io.
No, non si può il nostro calore lo conosce anche il cielo.
Tu rimani in me come io in te,
e tu lo sai anche se smetti di sentirmi,
ormai vivi in me come io in te.

Il Dispari 2017-06-19

Il Dispari 2017-06-12

Il Dispari 2017-06-12 Editoriale Eudonna: Giugno 2017 Con il numero di Giugno della rivista Eudonna, prossimamente in edicola,

Il Dispari 2017-06-12

Editoriale

Eudonna: Giugno 2017

Con il numero di Giugno della rivista Eudonna, prossimamente in edicola, l’Associazione culturale Da Ischia l’Arte- DILA proporrà, avvalendosi della preziosa collaborazione di tutta la Redazione della sezione cultura & società del quotidiano Il Dispari diretto da Gaetano Di Meglio, i principali progetti Made in Ischia ideati ed organizzati in sintonia con Mariapia Ciaghi, Founder e CEO di Il Sextante che è l’Editore della rivista.

Eudonna: Giugno 2017 fra eventi, musica e incontri

Importante punto di riferimento di appassionati lettori e addetti ai lavori, stampato e distribuito in 10.000 copie, il magazine Eudonna che esce tra pochi giorni (sarà disponibile nell’edicola della Piazzetta San Girolamo di Ischia porto) sarà dedicato all’artista sarda Maria Lai, alle filandere di Salzano e ad Anna Gaddo.

Nel numero i nomi, le storie e le vicende di donne che hanno cambiato per sempre il volto della società, dell’arte e del mondo del lavoro.

In occasione della presentazione, che avverrà a Roma il prossimo 22 Giugno 2017 nella sede di Micro a Porta Mazzini, sarà presentata anche la seconda tappa espositiva del progetto “OPEN generazioni a confronto” ideato e curato da Paola Valori.
La mostra romana “Il rivisitismo di Fulber, i sentieri di Roy” è dedicata a Fulvio Bernardini, in arte Fulber.

Si tratta – come ci dice Mariapia Ciaghi–

di un ciclo di mostre dedicate al confronto generazionale tra artisti.
Un viaggio itinerante con diversi appuntamenti che si ripeteranno nel corso dell’anno tra gallerie, spazi istituzionali e privati con l’obiettivo di offrire al pubblico un’ambiziosa programmazione, incentrata sulla contaminazione tra talenti emergenti e personalità già consolidate.

Quanto prima, valuteremo il tuo progetto di proporne una tappa in una sede idonea ischitana… magari proprio nel Museo Etnografico del Mare e, senza che questa sia una promessa, posso sbilanciarmi dicendoti che confido di poterla realizzare.”

La mostra “Il rivisitismo di Fulber, i sentieri di Roy”,

aperta tutti i giorni (tranne la domenica) dal 22 al 26 Giugno dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, nasce dalla collaborazione tra Paola Valori e Mariapia Ciaghi e prevede l’esposizione di alcune delle grandi tele più rappresentative del lavoro di Fulber (Fulvio Bernardini) esposte a partire dal 2013 nelle principali capitali europee, a cura del MIIT di Torino.

Sempre in occasione della presentazione di Eudonna, il 26 Giugno alle ore 21:00, a Roma presso la galleria d’arte MICRO, l’Orchestra Mandolinistica Romana diretta dalla Maestra di musica Teresa Fantasia proporrà un concerto di musica classica e popolare, con l’intento di dare un’ampia panoramica sulle diverse sonorità di un’orchestra a plettro in funzione dei differenti stili musicali.

L’Orchestra Mandolinistica Romana, porta avanti una ricca tradizione musicale in perfetto equilibrio tra professionismo, attività amatoriale, divulgazione.
Cuore dell’orchestra è il mandolino, con tutta la sua famiglia (mandolino, mandola, mandoloncello), uno strumento che vanta più di tre secoli di vita, con un repertorio che spazia dai capolavori dell’età barocca, alla musica popolare, a quella contemporanea.

Bruno Mancini

UN GENIO TRA TEATRO E CINEMA

UNA MOSTRA RACCONTA TOTÒ NELLA SUA NAPOLI

Attore per eccellenza dalla risata inconfondibile e contagiosa capace con la sua ironia e mimica di conquistare un pubblico sempre più vasto, Totò (Antonio De Curtis) rivalutato solo dopo la sua morte e pertanto affiancato a grandi nomi quali Charlie Chaplin e Buster Keaton, è stato artista a tutto tondo passando con disinvoltura dal teatro al cinema alla televisione, mai stanco di improvvisare.

Attraverso i suoi personaggi ha raccontato le sfaccettature dell’uomo e della società a lui contemporanea, in particolare quella povera del dopoguerra alle prese con le difficoltà e la voglia di rimettersi in gioco, sempre con una comicità pungente e quell’immancabile affettuosa ironia che ne smorzava il dramma.

La mostra TOTÒ GENIO, in corso a Napoli fino al 9 luglio 2017,

allestita presso le tre sedi di Palazzo Reale, Maschio Angioino e San Domenico Maggiore, lo ricorda a distanza di cinquanta anni dalla sua scomparsa avvenuta il 15 aprile 1967.

L’esposizione, promossa e co -organizzata dal Comune di Napoli in collaborazione con le maggiori istituzioni culturali del paese, ripercorre la carriera di Totò dando ampio spazio alla sua figura poliedrica che ha sempre saputo stupire raccontando aspetti della vita gioiosi e malinconici, giocando sull’improvvisazione e l’imprevisto con quell’ingenuità cui legava un’ironia spesso beffarda e pungente fonte di soluzione per uscire da situazioni non sempre facili.

Curata da Alessandro Nicosia,

che ha coordinato anche la direzione generale del progetto, insieme a Vincenzo Mollica, la mostra prodotta da C.O.R. (Creare Organizzare Realizzare), attraverso centinaia di documenti si sofferma sulla vita e l’arte di un genio intramontabile: accanto a fotografie, filmati, costumi di scena, locandine di film, vi sono interviste, disegni, riviste e giornali d’epoca, spezzoni cinematografici e televisivi e ancora manoscritti personali, lettere, cimeli e materiale inedito,

Il rapporto tra Totò e i grandi della cultura del Novecento “Genio tra i geni” viene ripercorso negli spazi del Museo Civico di Castel Nuovo con le interviste a personaggi di spicco della cultura e dello spettacolo italiani tra cui: Dario Fò, Roberto Benigni, Andrea Camilleri, Mina, Fiorello.

Sono poi i disegni di Fellini per Totò e quelli realizzati negli anni ’50 da Ettore Scola per la rivista satirica “Marc’Aurelio” e gli oltre trenta schizzi di Pasolini per “La terra vista dalla luna”, senza dimenticare i disegni di celebri fumettisti come Crepax, Pratt, Manara, Onorato e Pazienza.

Nella sezione “Totò, che spettacolo!”

La vita, il varietà, la poesia, le canzoni, la biblioteca, le cose di Totò allestita presso Palazzo Reale è analizzato il rapporto tra Totò e le arti passando dai costumi di scena originali, ai filmati e installazioni multimediali”, per poi trovarsi di fronte all’immancabile baule di scena, che Totò portava sempre con se nei teatri e nei set cinematografici.

Il percorso si chiude con “Dentro Totò”

allestito presso il Convento di San Domenico Maggiore attraverso cui scoprire nuovi aspetti della figura del grande artista, un Totò più “privato” come attraverso le 250 fotografie in cui è ripreso nei fuoriscena dei suoi film, nei momenti di vita quotidiana, nelle serate mondane, fotografie che rivelano le sue passioni, come quella per gli animali.
Il catalogo, edito da Skira, è introdotto da una prefazione di Goffredo Fofi.

Silvana Lazzarino
Fino al 9 luglio 2017

Le Ragunanze & DILA: cerimonia premiazione quarta edizione

Il, 28/05/2017 è stata effettuata la cerimonia di premiazione della 4^ Ragunanza di poesia e fotografia.

Un evento che ogni anno regala grandi emozioni agli organizzatori e agli Artisti.

Ringrazio in primis tutti gli autori premiati che con la loro presenza hanno reso possibile questa iniziativa, grazie anche a coloro che hanno scelto semplicemente di partecipare unendosi a noi.

Un sincero grazie ai componenti di Giuria, al presidente Roberto Ormanni, a Giuseppe Lorin, Fiorella Cappelli, Eduardo Fiorito, Dario Amadei, Elena Sbaraglia, Lorenzo Spurio, Alessandro Bagnato che si sono impegnati con professionalità, scegliendo tra le numerose opere i vincitori.

Ringrazio Rita Rag Angelelli direttrice editoriale de Le Mezzelane Casa Editrice, che ha realizzato l’antologia con le opere delle tre edizioni precedenti.

Un grazie a Valerio D’Amato

che ci ha donato lo scatto di copertina dell’antologia ed è stato con noi.
Un grazie speciale ad Andrew J A Bulfone e a Monica Fiorucci, grandi sostenitori della nostra associazione.

Grazie a Daniele Franceschini per le riprese video ed il servizio fotografico.
Un ringraziamento a chi ci ha ospitato, l‘Aps Bel Repiro, a chi ha patrocinato l’evento, a chi ha collaborato con noi pubblicizzando il concorso, in particolare il quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, Magic BlueRay, Radio Doppio Zero, Golem Informazione, l’Associazione culturale Euterpe, L’Associazione culturale “Da Ischia l’Arte – DILA” e il suo presidente Bruno Mancini.

Ringrazio gli ospiti: il Maestro Gianni Mirizzi con la sua fisarmonica, l’ideatore di “Movie Club Film Festival” David Cardarelli, l’attore Corrado Solari, l’attore Gennaro Momo, l’attrice Chiara K Pavoni, la compagnia “Oltreconfine“, Santo Tornabene e il Comitato Monteverde Nuovo presieduto da Tina Pelliccia, Silvio Parrello “er Pecetto” che ha declamato la poesia “L’airone”, Davide Cortese vincitore della seconda edizione del concorso “Incontri con la poesia e il racconto” ideato dal Comitato, Antonietta Tiberia vincitrice dell’edizione 2016 dello stesso concorso.

Grazie a Xilema della preziosa presenza.
Spero di non aver dimenticato nessuno e a presto con tutte le foto dell’evento.

Michela Zanarella

  DILA

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Il Dispari 2017-05-22 – Redazione culturale

Il Dispari 2017-05-22

Il Dispari 2017-05-22 – Redazione culturale

Il Dispari 2017-05-22 - Redazione culturale

Editoriale

4 donne x nuovi progetti Made in Ischia

Giovanna Sorbelli è la Presidente dell’Associazione “Eudonna”.
Mariapia Ciaghi è la titolare della casa editrice “Il Sextante”.
Roberta Panizza è la Direttrice Artistica dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Silvana Lazzarino è la Direttrice Editoriale nominata dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per la realizzazione dei progetti concordati con l’Editore “Il Sextante”.

Tra Mariapia Ciaghi, titolare della casa editrice “Il Sextante” che, fra l’altro, pubblica la rivista trimestrale Eudonna sponsorizzata dall’Associazione Eudonna di Giovanna Sorbelli, e Bruno Mancini presidente dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” è stato concordato quanto segue:
1) assegnare a DILA la direzione redazionale di una rubrica all’interno del Magazine “Eudonna”, edito trimestralmente da Il Sextante di Mariapia Ciaghi con la sponsorizzazione dell’Associazione “Eudonna” di Giovanna Sorbelli
2) assegnare a DILA la direzione redazionale di una collana poetica all’interno del catalogo della Casa Editrice “Il Sextante” di Mariapia Ciaghi.

Se si pensa che la rivista “Eudonna”,

orientata nel dare lustro e risalto alle attività femminili, così come essa è impegnata nel porre in evidenza le difficoltà di genere che ancora segnano un solco tra i due sessi, viene attualmente stampata in oltre 10.000 copie (con un programma di sviluppo che tenderà a commercializzarne almeno 40.000 entro il 2018), e se si valuta nella palese positività il fatto che essa è distribuita prevalentemente attraverso Imprese, Gallerie d’Arte, Associazioni (Associazione italiana donne medico, Associazione donne fotografe, Associazione donne del vino, ecc. non solo italiane, ma anche spagnole, russe e di diverse altre nazioni) che a loro volta la distribuiscono nelle loro varie sedi e nei loro congressi o eventi (come avverrà, per esempio, durante il congresso AIDIA -Associazione italiana donne ingegneri e architetto- che si terrà a Torino nei prossimi giorni), e se, infine, si tiene conto che l’Isola d’Ischia offre un panorama di eccellenze femminili operanti sia nel sociale, sia nella cultura e sia nell’imprenditoria (Rosa Iacono, Katia Massaro, Maria Funiciello, Anna Fermo, Lucia Annicelli, Ida Trofa sono solo i primi nomi che mi vengono in mente), allora resta facile tirare le somme e scoprire che l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte –DILA” è venuta in possesso di uno strumento mediatico di enorme prestigio e di grande divulgazione utile (anche, ma non solo) a valorizzare storia, cultura, arte, imprenditorialità e, perché no, onesta amministrazione dei bene pubblici, attribuiti alle specifiche sensibilità femminili delle donne ischitane.

Roberta Panizza, Direttrice Artistica

nonché Vicepresidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, ne è a capo della Redazione, Silvana Lazzarino è la Direttrice Editoriale nominata dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per la realizzazione dei progetti concordati con l’Editore “Il Sextante”.

Analogo discorso,

seppure più specifico e limitato all’arte poetica, vale per quanto stabilito al punto due.

In questo caso la principale considerazione che mi sento di esprimere come biglietto di presentazione della nascente collana poetica “Da Ischia, poesia al femminile” è che per la pubblicazione dei testi non si terrà conto dei, molto spesso, voluminosi curriculum artistici degli Autori, dove premi, menzioni, attestati, onorificenze di vario titolo sovente sono frutti coltivati dalle ambizioni e dall’assidua partecipazione a premi e concorsi piuttosto che riconoscimenti reali della qualità poetica dei testi.

La nostra collana avrà come solo elemento di selezione la portata emozionale delle poesie che ci verranno proposte.

Poesia è, come tutte le arti, emozione ed è questa sua natura che verrà privilegiata.
Roberta Panizza e Silvana Lazzarino, operanti anche qui nelle loro identiche funzioni già chiarite per la redazione della rubrica di Il Sextante, con un prossimo articolo, chiariranno come intendono procedere per la realizzazione dei due accordi.

A me, questa volta più di sempre, resta il piacere di poter affermare che la nostra DILA ha compiuto un altro passo importante utile affinché “L’Arte in generale e la Poesia in particolare riconquistino il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana”.

Grazie Giovanna Sorbelli, grazie Mariapia Ciaghi, grazie Roberta Panizza, grazie Silvana Lazzarino.

Buon lavoro.

Bruno Mancini
Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Il Dispari 2017-05-22

Il Dispari 2017-05-22


Alvils Cedriņš

Vincitore del premio internazionale di musica “Otto milioni” 2017 intervistato da Liga Sarah Lapinska

La nostra gentile supporter, Professoressa Baiba Rivža, ospita Alvils Cedriņš e me in una confortevole sala dell’Università di Agricoltura in Jelgava.
Sala ampia con splendidi fiori sul tavolo, e un grande lettore di CD in ombra.
Cominciamo il nostro colloquio con Alvils, ascoltando il suo canto riprodotto dal lettore CD.
Il suo timbro è di baritono con passaggi perfetti e, nello stesso tempo, espressivi.
Conosco Alvils dal tempo in cui lavoravo presso la scuola musicale in Jelgava, mentre lui studiava da batterista.
Un nostro ricordo comune è stata la musica della pianista Džūna Kalnina: la canzone di Solveig “Inno alla sincerità”.
Nato il 23 Marzo 1975, Alvis sembra più giovane dei suoi anni grazie al suo sorriso entusiasmante, è, elegante, alto, dai tipici tratti europei (lui dice: un po’ simili a quelli italiani).

LIGA SARAH: Ciao, Alvils! La mia prima domanda e tipica e quasi obbligatoria: quando eri bambino, cosa volevi diventare? In quale ambiente sei cresciuto?

ALVILS: Le mie memorie dell’infanzia sono strettamente legate con tante discipline artistiche. Mio nonno, Vilis Cedriņs, era un ben conosciuto e famoso poeta lettone, mia madre cantava le arie opere classiche nei teatri.
Adesso pare strano, ma non sognavo di diventare un musicista.
Aspiravo a diventare attore, regista e scenografo.
Ho sempre amato i film antichi italiani, francesi e russi, spesso quelli in bianco e nero come, per esempio, “La prova d’orchestra” di Federico Fellini.
Il teatro, da bambino, lo amavo non meno.
Quando, ormai adolescente, sono diventato batterista e mi divertivo a suonare in orchestre e nelle band, mia madre e una dalle mie sorelle, Inga, mi hanno, si può dire, spinto a studiare canto classico, appezzando la mia voce potente.
Nei primi tempi, frequentavo le lezioni di canto classico per forza, ma poi, gradualmente, ho iniziato ad abituarmi a cantare a piene voce, prendendo consapevolezza di sviluppi sempre più perfetti.

LIGA SARAH: Nella tua passione per il canto, quali sono stati i momenti più commoventi?

ALVILS: I complimenti più commoventi li ho ricevuti dalle monache dopo un concerto di musica sacra che ho cantato, insieme con il mio primo amore, in un monastero. Loro mi hanno sussurrato “Hai la voce di Dio”.

LIGA SARAH: Quale sala da concerto preferisci? Dove vai in scena più volentieri?’

ALVILS: Le mie sale di concerto più amate sono quella nel Museo d’Arte Ģederts Eliass, in Jelgava, quella della scuola musicale di Jelgava, l’aula dell’Università d’Agricoltura, anche questa in Jelgava. In breve, se si trovano all’interno di monumenti di architettura più o meno antichi, dove posso cantare senza microfono, con una buona acustica.
Mi piace il pubblico di St. Pietroburgo. Perché l’intelligenza russa fa sì che la gente sia e capace di orientarsi con gusto in quasi tutti i campi, dall’arte alla scienza.
Non meno mi piace il pubblico di Chicago, dove mia sorella Inga ha organizzato un mio concerto da solista, nel 2006, accompagnato dalla violinista Katharina, alla presenza di ospiti selezionati..

LIGA SARAH: Come prepari te stesso, come ti allievi per i concerti e per la vita?

ALVILS: In qualche modo sono l’insegnante di me stesso. Vado sul palcoscenico abbastanza sicuro, ma poi, ascoltando le mie registrazioni, ricomincio ad analizzarle e trovo sempre stim oli per sviluppare quel modo di cantare. Quasi ogni giorni canto almeno quattro arie di alta difficoltà con passaggi complicati, non quelle più preferite. Suono ancora la batteria. Ho grande stima per il famoso batterista Carl Palmer, che suona un progressive rock and hard rock. Pratico il nuoto per essere elegante sul palcoscenico.

LIGA SARAH: Quali personaggi rispetti di più? Sia nella musica e sia al di fuori di essa?

ALVILS: Dei classici rispetto Puccini, Vivaldi, Mozart, Verdi, Wagner, Rachmaninoff, Borodin. Con il mio timbro di baritono sono un cantante mozartiano, e certo, posso eseguire Verdi. Come personalità stimo molto Mikhail Baryshnikov, Tito Gobbi, Mario Lanza, Muslim Magomajev.

LIGA SARAH: I tuoi paesi preferiti, se ne hai?’

ALVILS: Dapprima voglio dire che non ho mai vissuto in Italia, ma ho tanto desiderio di vederla. Di vedere Ischia. Ho viaggiato tanto, mi piace l’Europa e non solo. Molto volentieri canto in italiano, ma anche in russo, inglese, o lettone, e un po’ anche in francese.

LIGA SARAH: Mentre l’ex ministro della cultura lettone, Raimonds Pauls, quando era al suo posto, ha chiuso la casa dell’operetta e anche adesso fa tutto il possibile per fregare i talenti veri e per far avanzare i suoi protetti, con tanto piacere abbiamo ricevuto la notizia che la Giuria, costituita in Italia, del Premio internazionale di musica “Otto milioni 2017′ ti ha dato il massimo (1000 punti) per L’Inno di Giuseppe Verdi.

ALVILS, sorridente: In ogni caso, quanto prima, proverò a farne una registrazione di più alta qualità.

LIGA SARAH: Ringraziamo Alvils dalla voce radiosa e magica.
La voce di Dio, come hanno detto le monache lituane. Voce shamanica, io dico.
Una voce che ci stupisce per la sorprendente leggerezza con la quale passa dai toni altri a quelli più bassi. Voce straordinariamente ampia e forte, sempre pregna di emozioni, sempre più ricca di sentimenti. Alvils è un grande professionista.
Ringraziamo anche il nostro fotografo Emīls Kiziks, un ragazzo simpatico e generoso.
Liga Sarah Lapinska

Il Dispari 2017-05-15 – Redazione culturale

Editoriale.

Dedicando questa intera pagina alla mostra che da qualche giorno è stata allestita nel Museo Etnografico del Mare (Palazzo dell’Orologio – Ischia Ponte) grazie alla preziosa disponibilità della pittrice Patrizia Canola, è forte il desiderio di ringraziare, insieme a lei, anche Silvana Lazzarino per averla ideata, fortemente voluta ed infine, dopo diversi incontri con la pittrice, finalmente realizzata.

Nell’articolo che segue, Silvana Lazzarino vi illustrerà alcune caratteristiche fondamentali dell’arte pittorica e della storia artistica di Patrizia Canola, con l’intento di stimolare la vostra curiosità nel verificare, di persona, quanto sia professionalmente imponente il bagaglio di tecnica artistica, e quanto profondo sia il pathos emotivo derivante dalla visione delle opere che l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” è riuscita ad ottenere da Patrizia Canola.

Alcune opere sono tuttora inedite!

La poesia che vi presentiamo ,“Riposo d’inverno”, è stata ispirata alla Lazzarino dall’opera omonima della pittrice Patrizia Canola ed è stata affiancata al dipinto durante la sua esposizione avvenuta nella mostra “Nel Respiro di Gaia, la Madre Terra” a Gualdo Tadino (PG) presso la Galleria spazio Store San Benedetto (18-25 Settembre 2016).
La poesia ha ricevuto il Diploma e Targa al Premio “IL POETA DELL’ANNO” della OTMA 2 Edizioni, la cui cerimonia di premiazione si è svolta a Milano lo scorso 15 Gennaio 2017.

PATRIZIA CANOLA AD ISCHIA AL MUSEO ETNOGRAFICO DEL MARE CON LA MOSTRA “NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE”

Nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, la luce nei suoi molteplici riflessi unitamente al colore, irrompe con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola, artista di fama internazionale capace come poche di rappresentare le emozioni della vita tra materia e spirito, desideri e attese.
Pittrice affermata e di successo, Patrizia Canola ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero.

Tra le più recenti quella a Gualdo Tadino (Pg) “Nel Respiro di Gaia la Madre Terra” Settembre 2016, a Venezia “Art Walk” a Palazzo Zenobio (Febbraio-Marzo 2017) e l’Esposizione “Triennale di Roma” (26/03-22/04 2017) alla Fondazione Crocetti.
La natura protagonista delle sue opere, tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati simili ad arabeschi, apre ad una sorta di compenetrazione visivo-emotiva riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare.

Nata a Milano,

ma attiva in Brianza, sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni e dei bisbiglii, dei respiri e silenzi della natura, Patrizia Canola, nei suoi dipinti crea scenari dal forte impatto emotivo dove si intrecciano linee e forme avvolgenti che, cadenzate dal ritmo di una luce filtrata, guidano lo sguardo verso sentieri visti e sognati a recuperare sensazioni, lontane eppure vicine, che il tempo non cancella.

Così, Patrizia Canola, artista raffinata e sensibile, rivela le emozioni della vita che riaffiorano anche dopo tempo posando lo sguardo negli spazi tra terra e cielo dove la linea di confine sembra svanire a suggerire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico.
Gli scenari sono quelli di un paesaggio filtrato nei suoi diversi volti e manifestazioni dalla forza rivelatrice della luce.

Luce che forma e fonde il colore a svelare i dettagli di questa natura solare e rasserenante che rimanda all’eterno ciclo dell’esistenza nel passare delle stagioni.
La luce da lei catturata, sia diurna sia crepuscolare, avvolge ogni singolo particolare del paesaggio o veduta: ecco che un bosco, un campo di grano, un torrente d’acqua cristallina e poi le mimose, le peonie e l’uva bianca, si riempiono di questa essenza che traspare in ogni loro dettaglio creando il senso del movimento.

La luce liberandosi nel cielo

sembra irrompere e palpitare fra i rami e le cime degli alberi come in Luci d’Autunno (2015), mentre fermandosi su spazi ghiacciati trasforma gli stessi in specchi per cieli quasi marmorei e custodi di verità come in Incanto d’inverno (2015).
Verità sul senso della vita inafferrabile, ma percepibile attraverso colori intensi e vivaci, delicati e avvolgenti nel loro restituire profumi ed energia ad alberi, fiori, fili d’erba, ninfeeche raccontano della continuità, del passare dalla nascita alla morte, per poi rinascere.

È la rinascita del respiro cosmico che abbraccia il finito e l’infinito tra la terra e il cielo parlando all’uomo del mistero della vita.
Accanto alla pittura di paesaggio dove lo studio della luce come si è visto è fondamentale e dove la stessa definisce ogni dettaglio, Patrizia Canola si è dedicata al ritratto, allo studio dei cavalli (in particolare affascinata dal loro movimento), ai singoli alberi e alle nature morte dove campeggiano fiori e frutta.

Ma il suo stile,

da qualche tempo, parallelamente si è indirizzato verso un pensiero metafisico dove le figure non sono più definite e dove prevalgono colori molto chiari, tendenti al bianco, per raccontare il suo modo di sentire la vita filtrata attraverso una grande sensibilità dove al centro è il destino dell’uomo, con le domande sul senso della vita.

Quindi prevalgono tematiche legate al sentimento della libertà, al futuro il cui delinearsi dipende dall’uomo: futuro che può apparire incerto e indefinito, ma necessita di una scelta.
Aspetti che Patrizia Canola, con grande eleganza e poesia, riesce a definire sulla tela regalando emozioni senza tempo perché avvolgono la vita dell’uomo fatta di scelte e speranze.
In questa scia si possono leggere dipinti come: “Va pensiero”, “Futuro” e “Incontri”.

Per la prima volta i più bei dipinti di questa straordinaria artista arrivano ad Ischia per restarvi in una suggestiva esposizione a lei dedicata negli spazi del Museo Etnografico del Mare.
Bruno Mancini, Presidente della DILA ha conosciuto Patrizia Canola in occasione dell’evento del Bookcity dello scorso Novembre 2016 a Milano dove la DILA è stata protagonista con un ricco programma di appuntamenti tra musica, presentazione dell’Antologia e “Otto milioni” e letture di testi e poesie.

La mostra “PATIRIZIA CANOLA. NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE”,

organizzata da Bruno Mancini e curata da Silvana Lazzarino, sarà in esposizione dal 15 Maggio al 15 Settembre 2017 al Museo Etnografico del Mare di Ischia.
In permanenza si possono ammirare sette dipinti dell’artista dove a trionfare è la natura con luci e colori e in particolare il motivo dell’acqua delle coste marine della Sardegna e delle Marche rispettivamente con “Colori di Sardegna” ed “Estate marchigiana” dove lo sguardo si lascia catturare da avvolgenti riflessi di colori che uniscono cielo e mare; elemento dell’acqua che culla e accarezza le bianche “Ninfee” leggere come ballerine.

Intense poi le atmosfere lungo l’Adda del dipinto “I colori del fiume Adda” dove campeggiano i gialli, il verde accompagnati da tonalità blu dell’acqua dove l’ambiente circostante si riflette, come anche di ampio respiro è “Campo di lavanda” con il viola della lavanda in primo piano che risalta sull’azzurro e le increspature scure del cielo, e poi le colorate “Melagrane”.
Distante da tonalità così vivici e intense è l’atmosfera ovattata come da sogno che si respira nel dipinto “Inverno” dove cromie grigio, tendenti all’azzurro sembrano rarefatte come attutite ad indicare un momento di riflessione e sospensione del pensiero, necessario all’uomo per ritrovare se stesso guardando dentro di sé a partire dalla natura che si riposa.

Sette dipinti intensi di cui tre inediti grandi (“Estate marchigiana”, “Ninfee” e “I colori del fiume Adda”), tutti emozionanti dove viene privilegiato il tema dell’acqua e naturalmente dei colori che si richiamano all’isola verde come è denominata la splendida Ischia.
il tema dell’acqua come ritmo delle emozioni e della vita che scorre è la linfa della Terra e della natura cui dona energia e fertilità.

Acqua cristallina

come quella delle coste della Sardegna, acqua dai contrasti luminosi verdi e blu come quella dell’Adda, e ancora acqua trasparente dove si specchiano le ninfee espandendo i propri tenuti colori.
Ogni angolo della natura che si rispecchi in “scenari d’acqua” unitamente ai riflessi della luce crea rifrazioni di infinite armonie di colori dove riscoprire le emozioni che arricchiscono pensieri tra attese e speranze.
Nel suo lavoro Patrizia Canola rivolge il suo studio e la sua ricerca al colore e alla luce fondamentali per la sua arte.
Queste le sue parole: “I colori sono la musica e il direttore d’orchestra è la luce”.

Silvana Lazzarino

INFO: emmegiischia@gmail.com
Tel. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 24

Il Dispari 2017-05-08 – Redazione culturale

Editoriale

La notizia della settimana è che sette magnifiche ed importanti opere della pittrice Patrizia Canola, tre delle quali mai prima esposte, sono in viaggio verso Ischia dove l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” intende inizialmente presentarle nel Museo Etnografico del Mare (Palazzo dell’Orologio di Ischia ponte).
Patrizia Canola è una pittrice d’indiscussa fama internazionale che è stata convita, dalla nostra opinionista Silvana Lazzarino, non solo ad esporre le sue opere qui da noi, ma anche a verificare gli speciali benefici prodotti dalle cure termali isolane.
Patrizia Canola ha quindi in programma, per il prossimo mese di Settembre, una vacanza ischitana di conoscenza artistica del nostro territorio abbinata alle cure termali.

Ricordandovi che lo scorso 20 Marzo abbiamo pubblicato su questa pagina tre poesie finaliste della sesta edizione del premio internazionale di poesia “Otto milioni”, oggi ne pubblichiamo altre tre seguendo sempre la numerazione dei codici che le contraddistinguono.
È importante precisare che tutti i componimenti scritti da Autori stranieri sono stati tradotti in italiano da Liga Sarah Lapinska la quale, Socia Fondatrice DILA, oltre ad essere un’eccellente pittrice, poetessa e fotografa è anche traduttrice della lingua lettone in italiano, in inglese e in russo.
La ringraziamo del grande lavoro svolto per agevolare i Poeti stranieri ad accedere al nostro Premio.
In questa pagina trovare anche il coupon valido per esprimere le vostre preferenze su tutte le opere poetiche, grafiche, musicali e giornalistiche finaliste dell’attuale edizione di “Otto milioni”.

Cod. 04
Jānis Lapinskis
Per l’uomo

Puoi splendere come il sole
ed essere colorato come l’arcobaleno,
duro come un diamante d’India.
Puoi muoverti come un atomo,
essere paziente… proprio l’oceano.

Essere superiore e buffone e nulla.
Tutti i prati esauriti.
le crepe sono larghe
e rammendati i fori.
La cima crescerà di un’altra cima,
invece la radice diventerà la terra.
Non valgono nulla le tue ambizioni!

Chi crescerà?-Chiedi tu.
Devi fracassare quello che c’è
per diventare arcobaleno.
Essere del sole nel cielo.
Taglia la trama. Strappa il foro.
L’albero cresce meglio sulla radura.
Chi vuole respirare, deve uccidere.
Chi vuole mangiare, deve uccidere.
Chi non è assassino, diventa vittima.
Diventa rovina colui che non crea rovina.
Non tema il vuoto. Il vuoto non esiste.

Cod. 05
Giovanni Arbonelli
Spacciatore di droga

Maledetto quel giorno che lo incontrai.
Mi fece capire che poteva farmi bene…
e io gli ho creduto.

Mi fece credere di poter trovare un’altra felicità per liberarmi da questo mondo infame per trovarne uno migliore…
e io gli ho creduto.

Mi ha portato alla tomba servendosi di me, così innocente…
e fino alla morte gli ho creduto.

Cod. 06
Modris Andzàns
L’arco limitato

Quanto poco ci curiamo
di chi ci sta vicino.
Non vogliono incontrarlo… e basta,
Anche se le nostre case sono distanti il tratto di un sentiero,
i nostri interessi li scagliano fuori da noi stessi.
Più importante è l’itinerario,
e via di corsa per andare via.

Per andare via verso la vita, e spingerci avanti,
come se niente potesse toccarci.
L’importante è raggiungere un posto concreto.
Ma il ponte può crollare e si finisce la corsa.

Il mondo mercantile domina intorno di noi,
ed sembra un bene se ci dividiamo dai nostri vicini.
Comunque, chi si trova là, oltre uno sguardo
per noi è “l’altro” visto solo come peccato.

Vedo che pure io sono stato bacato da questa epidemia.
Abito in una cuccia, ancora senza la catena,
e non credo che splenderà
diventando fratello dell’uomo a me più vicino.

Michelangelo Angrisani

Medaglia d’argento del Presidente della Repubblica, sarà presto protagonista dei progetti culturali Made in Ischia

Grande maestro di varie discipline artistiche, la cui magnificenza è stata onorata in molte nazioni con mostre internazionali; Presidente dell’Accademia Internazionale “Arte e Cultura” (con delegazioni in Romania, Spagna, Croazia, Israele, Brasile, Belgio).
Michelangelo Angrisani con il suo annuario rende gloria a diversi artisti nazionali e stranieri.
la qualità artistica di Angrisani è stata più volte premiata dalle più alte Autorità dello Stato italiano.

Medaglia d’argento del Presidente della Repubblica.
Medaglia d’argento del Presidente della Camera dei Deputati.
Medaglia di bronzo del Presidente del Senato della Repubblica.

Nel 2007 nelle Città di Macin e Tulcea (Romania) ha ricevuto dalle autorità locali il diploma d’Onore per i rapporti interculturali sviluppati tra l’Accademia Arte e Cultura e la Romania.
Nel 2013 è stato ospite e membro di giuria alla premiazione del concorso di pittura e scultura dedicato all’artista cortonese “G. Severino” (Città di Cortona, Arezzo), e qui ha ricevuto il premio alla carriera, la Tabula Cortonensis.
Angrisani nell’anno 2007 è stato l’unico artista in tutta la provincia di Salerno ad essere selezionato dalla Commissione Internazionale e ammesso a partecipare alla VI Edizione della Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea “Città di Firenze”.
Angrisani è un innovatore della bellezza artistica e creatore di nuove tecniche pittoriche.
Colore nel legno, dove il colore si sposa in armonia con la natura.
Colore nel marmo, dove il colore accalda il freddo del marmo.
L’olio sul cartoncino, per dipingere il sogno, la mente, l’irreale.
L’olio su carta feltra, per trasformare materiale da rifiuto in opere d’Arte.
Hanno scritto di lui critici d’arte italiani e stranieri, quotidiani locali, nazionali ed esteri.
Tante le citazioni su riviste artistiche e cataloghi nazionali e internazionali.
Attualmente, le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, di musei italiani ed esteri.
Michelangelo Angrisani sarà presto protagonista dei progetti culturali Made in Ischia organizzati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per conto della quale presiedo la sede operativa della Provincia di Latina.

Angela Maria Tiberi
Presidente delegata Regione Lazio per l’Accademia Internazionale “Arte e Cultura di Michelangelo Angrisani”; Ambasciatrice dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per Sermoneta e Provincia di Latina.

Il Dispari 2017-05-01

Il Dispari 2017-05-01

Editoriale

L’editoriale di questa settimana lo dedico a… me, quale regalo per il mio compleanno avvenuto ieri.

Per festeggiare con voi tale ricorrenza, ho deciso di proporvi “Sembri”, ossia la poesia che preferisco tra quelle che ho dedicato a Rosalba (mia moglie) e, in anteprima assoluta, due mie poesie “La Macchia” e “Feticiste eternità” tuttora inedite che andranno a far parte dell’antologia Penne Note Matite in preparazione presso l’EditoreIl Sextantedi Mariapia Ciaghi.

SEMBRI

Oggi.
Oggi dai trespoli selvagge cocorite
oggi da Chio sovrana tralci di vitigni
oggi etiopi zefiri ambrati
giallo deserto
di sabbie egiziache
oggi sui prati delle tue lusinghe
affascinanti.

Così o come
nel fertile appanno
la goccia sul vetro.

Domani.
Domani ti pongo addosso trina d’Alsazia
domani raggiante ritorno d’incenso e di eucalipto
domani che dipana i nostri intrighi
le foto con sorrisi
le lettere d’amore
domani incise negli angoli dei mondi
dal picco della mia follia.

Discesa o risalita
con docile affanno
la mano alla roccia.

Oggi o domani.
Oggi o domani forse ingorde speranze
sonnamboliche ipnosi
nella veglia incredula
della nostra vita.

Atlante affaticato
io
resto piolo.
Calliope appartata
tu
sembri una sposa.

Dalla raccolta di poesie “Non rubate la mia vita”- M.G. 2008.

LA MACCHIA

Epifania
da vuota sacralità
nel codice bianco di un‘attesa.

Urge la ferma effige
brama di riverenza al mausoleo.

Abbiamo cuori docili
effimere certezze
infausti fuligginosi appigli
precarie sonnolenze
la macchia.

Poi restano spoglie di pudori
turgide icone alla lussuria.

FETICISTE ETERNITÀ

Baratta ancora comprensione
logica
-la sua-
con la smania di un divenire
apocrifo
-non sua-.

Io sono l’ego che vi manca.

Quando verrò,
sarò fulmine che scioglie ghiacciai
e l’onda lunga della valanga,
sarò turbine che squassa stereotipi
e feticiste eternità senza pensieri.

E voi mi chiamerete ”Ignazio”.

Bruno Mancini

Il Dispari 2017-05-01

Il Dispari 2017-05-01

JANIS DROZDOVS

Finalista della seconda edizione del premio internazionale di Arti grafiche “Otto milioni”

L‘arte antichissima del rame.

Janis Drozdovs, nato a Tbilisi, Georgia, 22.09.1978, ha appreso da suo padre Robert l‘antichissima arte di realizzare sculture, rilievi, gioielli, spade, scudi, monete, utilizzandola insieme alla capacità di plasmare il rame con altri composti che danno al suo discreto splendore le note diverse e ricche dell’oro, secondo la tradizione del Caucaso.

Janis è greco di nazionalità, non è georgiano.
Forse, anche per questa sua origine, l’obiettivo della sua arte non è quella tipica degli Artisti caucasici ossia simile a quella di suo padre Robert e di tutti coloro che realizzano “chikanke” con i motivi georgiani quasi tutti ricavati dal poema del XII secolo scritto da Shota RustaveliVepkhistkaosani – Il cavaliere nella pelle di leopardo”.
Le chikanke di Robert sono molto filigranate, quasi al limite dell’arte tradizionale.

Janis aveva circa 22 anni

quando ha cominciato a creare le sue prime chikanke per lo più raffiguranti eroi dei miti ellenici.
É orgoglioso del suo primo lavoro Pegaso e Chrisaore contro l’Idra”dove la figura del cavallo volante è molto espressiva: i muscoli del suo corpo pare si muovano nella lotta; il cavaliere-gigante è concentrato, mentre, invece, l’Idra è composta da mille dettagli, ma, nello stesso tempo appare unita, forte, pericolosa, comunque già quasi sconfitta, chinata in un angolo, vinta.

Toccando questa opera con le mani si può sentire la vibrazione è l’intensità di questa lotta mitica.

Alcuni tipi di icone gli sono spesso richieste da gente, anziana e non ricca, che vuole pregare davanti alle immagini da lui realizzate, e allora Janis chiede loro compensi minimi essendo ben felice di aiutare gente anziana, credente e non ricca.

Le sue opere sono state esposte ed ammirate

sia a Riga, sia a Jelgava, sia in molte altre città.
Una dalle sue opere, l’emblema di Mosca, Janis l’ha regalato al rappresentante di un ben famoso politico, ex-sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov.

Altri lavori di Janis sono dedicati ai miti grechi e ai vangeli cristiani con Gesù Cristo al centro dell’immagine.

“Presto cadrà la religione falsa di Satana e lui stesso” è un’opera stilizzata in modo greco, ma non così statica, più espressiva e più realistica.

Ogni viso è diverso, ogni creatura mitologica ha il suo volto e la sua grazie, e la sua passione unica, così come ogni opera d’arte è unica e come è unica ogni anima.

Il ciclo dedicato a Gesù Cristo

comincia con “Annunciazione per Maria”, poi segue con “Cristo ed i pastori”, in cui sono presenti personaggi molto individualizzati in quanto ogni pastore pare esprimere la sua personale opinione relativa al miracolo: miracolo come parte normale della nostra vita se siamo capaci di vedere, di guardare, di amare.

Il ciclo continua con l’opera “La seconda apparizione di Cristo” in cui sono espresse in maniera compiuta la speranza e la visione messianica: Lui è ritornato, maestoso, serio, in piena luce.

Lui è ritornato di nuovo nel mondo.

Mondo costruito, in questa opera, come un globo pieno di umani che alzano le loro teste, che alzano i loro corpi, umani senza dubbi, umani quasi privi di speranze, umani che non credono a propri occhi nel primo attimo, ma già sentendo che questa è la verità, che lui e ancora qui, ancora più presente di prima.

Questa opera è, nella sua composizione ideologica, molto diversa da quelle dedicate ai miti greci.

Qui il messaggio è un altro.

Non espressione intensa di lotta tra il Bene e il Male, ma armonia non monotona e non simmetrica, come speranza non perduta o riavuta.
Il Cristo qui è così maestoso, così stabile, senza più i suoi dubbi di quando era sulla croce e chiedeva al Dio Padre “Perché mi hai lasciato?!

Ritornato! Superati i dubbi.

Un’opera che può fare solo un artista che non ha perso le speranze, come Janis.
Lui mi ha raccontato anche che ama partecipare alle mostre in qualsiasi modo, che a lui piace dimostrare a tutti coloro che sono pronti ad osservare, il processo del suo lavoro, partendo dall’inizio, dal caos che crea la terra, come in tanti miti antichi.

“Pure io spero che tutto sarà Ok con il nostro progetto e le nostre mostre.”
Era, naturalmente, ansioso e un po’ amareggiato per i suoi problemi nell’acquisto di materiali per nuove opere, ma subito dopo, ancora pieno di speranza, Janis all’improvviso mi ha sorriso dicendo “Pure io spero,che tutto sarà Ok.”

Liga Sarah Lapinska

Il Dispari 2017-05-01

Il Dispari 2017-05-01

DILATWITTERONE

Da Giuseppe Capoluongo:

Ho parlato per lo spettacolo a Udine, mi chiedono di portare un programma dettagliato e il numero dei partecipanti. Dovrebbe andare per Settembre...”

Da Liga Sarah Lapinska:

Ho regalato, per conto di DILA, la nostra Antologia a Viktors Valainis, docente dell’Università di Agricoltura in Jelgava.

Da Patrizia Canola:

Ti confermo che accetto di esporre tre mie opere INEDITE al Museo Etnografico del Mare

Angela Maria Tiberi:

Silvana Arbia (già Capo del Principale Organo Amministrativo della Corte Penale Internazionale dell’Aia) ha accettato di collaborare con DILA.”

Redazione:

“Il libro di Silvana Lazzarino “LA SEDUZIONE DELL’IMMAGINE DALL’ARTE AI VERSI POETICI. ALBA GONZALES E PATRIZIA CANOLA MIE MUSE ISPIRATRICI ha ricevuto la Menzione d’Onore al PREMIO INTERNAZIONALE AUPI per la sezione libro edito.”

Il Dispari 2017-05-01

 DILA

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Il Dispari 2017-04-18

Il Dispari 2017-04-18

Il Dispari 2017-04-18

Il Dispari 2017-04-18

Editoriale

La scorsa settimana è stata particolarmente ricca di avvenimenti che dimostrano, ove ce ne sia bisogno, quanta grande è la popolarità dei progetti Made in Ischia proposti attraverso l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Mi riferisco alla massiccia partecipazione di pubblico che ha seguito il quadrangolare di calcio “Indietro nessuno” (del quale in questa pagina vi proporremo una succinta sintesi), mi riferisco alla vittoria del musicista di Jelgava – Lettonia – Alvils Cedrins nella seconda edizione del Premio internazionale di musica “Otto milioni” (in uno dei prossimi numeri di questa rubrica vi proporremo un suo profilo artistico ed umano scritto dall’Ambasciatrice DILA in Lettonia, Liga Sarah Lapinska), e mi riferisco, infine per oggi, alla variegata etnia degli Artisti che hanno gareggiato per conquistare il primo posto nella seconda edizione del Premio internazionale di arti grafiche “Otto milioni” vinto da Milena Petrarca, nata a Pozzuoli e già presente a Ischia con una personale dell’Ottobre del 2016 all’albergo Hermitage.
Per una esaustiva presentazione di ciascuno di questi tre avvenimenti sarebbe necessario impegnare tutta la pagina ma, dandovene oggi solo sommari riscontri, ci ripromettiamo di pubblicare ulteriori approfondimenti nei prossimi numeri.

Bruno Mancini

Alvils-Cedriņš

Premio Arti grafiche “Otto milioni” 2017– Autori finalisti provenienti da 10 Nazioni con 46 Opere

Vince MILENA PETRARCA

e poi di seguito Liga Sarah Lapinska, Sergey Kyrychenko, Einars Repše, Miguel Piñero.

Oltre ai voti espressi tramite web e a quelli inviati tramite coupons, la designazione dell’opera grafica vincitrice della seconda edizione del Premio internazionale di Arti grafiche “Otto milioni” 2017 si è avvalsa della preziosa attività svolta da Silvana Lazzarino, Socia Sostenitrice DILA, poetessa, giornalista, editorialista della pagina culturale del quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, che ha accettato l’incarico di comporre e presiedere la Giuria delegata a pronunciare un voto tecnico per le opere finaliste.

I giurati, che ringraziamo per la loro preziosa collaborazione, sono stati: AndreaTrisciuzzi e Alba Gonzales scultori di fama internazionale, Patrizia Canola pittrice di fama internazionale e Lorenzo Milani fotografo e grafico per cataloghi di mostre di eventi importanti.

Ha vinto Milena Petrarca,

Artista a trecento sessanta gradi, figlia d’arte, nata a Pozzuoli, ma attiva tra Latina e USA dove ha esposto in diverse rassegne.
Ha organizzato a New York il Cinquecentenario di Cristoforo Colombo con personali e collettive che le è valso il prestigioso riconoscimento “Artistic Achivement Award Gallery”.
MILENA PETRARCA non è soltanto una pittrice di fama internazionale, ma anche scultrice e poetessa di grande sensibilità, stilista e ritrattista.
Sue opere sono presenti in molti musei italiani e americani e nelle collezioni più prestigiose americane, francesi, inglesi e cinesi.
La nostra opinionista Silvana Lazzarino ha ottenuto da Milena Petrarca un’intervista esclusiva per “Il Dispari” della quale qui di seguito vi riportiamo le prime due domande e che pubblicheremo nei prossimi numeri.

Quando è nata la tua passione per la pittura?
Fin da piccola mi sono accostata all’arte, in particolare al disegno e alla pittura essendo cresciuta in una famiglia di artisti.
Mia mamma Maria Panetty Petrarca era drammaturga, autrice di opere teatrali, canzoni napoletane, nonché scopritrice di talenti e fu lei a fondare nel 1952 la scuola “Il Cumanum” che adesso mia sorella Rita Gemma continua a seguire.
Mio zio Tommaso Panetty era ingegnere meccanico, inventore di brevetti e pittore acquarellista e anche da lui sono stata stimolata nel dare vita alla mia creatività.
Inoltre dalla finestra del salone della casa dove abitavamo vedevo Pozzuoli e le meraviglie di colori di uno scenario per me davvero suggestivo.

Quindi hai respirato un’atmosfera densa di creatività?
Certamente.
La casa dei miei genitori e la scuola erano frequentate da diversi artisti e personaggi come Sofia Loren, Salemme, Gennaro Cannavacciuolo che poi nel tempo sono diventati famosi.
Inoltre mia mamma era una donna eclettica autrice di Opere Teatrali canzoni napoletane e poesie. Insieme a lei andavamo ai festival dedicati alla canzone napoletana in diverse città italiane: Napoli, Pozzuoli, Salerno, Castellammare di Stabia, Roma.


CS |DILA & Nazionale Cantanti lirici

Quadrangolare “Nessuno Indietro”

Domenica 9 Aprile 2017, presso lo Stadio Ridolfi (Campo di Marte) Firenze alle ore 18:00, c’è stato il debutto della Nazionale Cantanti Lirici N.C.L.).
Si è giocato un quadrangolare al quale hanno partecipato anche le squadre “Nazionale Attori”, “Medici Careggi” e “Vecchie Glorie del Calcio Fiorentino”.
L’evento è stato organizzato allo scopo di raccogliere fondi in favore dell’ospedale Careggi da destinare alla ricerca medico-scientifica.

La Nazionale Cantanti Lirici è stata creata su delega data dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” a Paola Occhi (Socia Sostenitrice DILA nonché sua Ambasciatrice di Arte e Cultura per l’Emilia Romagna e la Basilicata) la quale, oltre ad esserne la fondatrice, ne è anche la Presidente.

La principale finalità della Nazionale Cantanti Lirici consiste nel sostenere l’Arte e la Cultura con particolare attenzione alle varie attività musicali, organizzando eventi sportivi e artistici di carattere benefico grazie alla disinteressata partecipazione dei suoi iscritti.

La forte determinazione di Paola Occhi,

unita alla collaborazione dell’Associazione DILA, sono valide premesse affinché, dopo questo esordio, la Nazionali Cantanti Lirici riesca a far sì che molte persone di ogni età si avvicinino alla Musica in generale e alla Lirica in particolare seguendo un tipico percorso ideato per rendere l’approccio davvero molto semplice ed alla portata di tutti.

Il quadrangolare ha visto la N.C.L. classificarsi al terzo posto alla presenza di alcune migliaia di spettatori.

Alla fine dell’incontro, Paola Occhi, intervistata dal quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio (l’intera intervista sarà pubblicata in un prossimo numero del giornale), ha parlando con grande emozione “dei suoi ragazzi” descrivendoli, con orgoglio, come indiscutibili grandi protagonisti della lirica che si sono dimostrati ottimi giocatori in campo mostrando un affiatamento davvero superlativo.

Paola Occhi non ha voluto tralasciare la ciliegina sulla torta ed ha desiderato mettere in luce anche le cinque colleghe che l’affiancano nella Nazionale, ricordando il momento nel quale hanno cantato l’Inno di Mameli accompagnate dalla Fanfara dei Marescialli dei Carabinieri e dalla Banda della C.R.I.

Le brillavano gli occhi ricostruendo la toccante suggestione che ha provato nello scorgere il pubblico, in piedi ed emozionato, cantare L’Inno di Mameli.

Vedere gli spettatori emozionati ha fatto sì che in lei l’orgoglio italiano si evidenziasse maggiormente.

Due realtà imprenditoriali emiliane, la Polisportiva Massese e la Grafica mirandola, hanno creduto, per prime, in questa neonata Nazionale.

La loro adesione, dimostrata regalando le divise di gioco e la relativa stampa, è tanto più degna di ammirazione in quanto le due Aziende, nonostante abbiano subito danni davvero enormi in seguito al terremoto del 2012, si sono attivate dimostrando, ancora una volta, che il cuore emiliano è grande principalmente in chi ha più patito.

NELLA FOTO:

Leonardo Castellazzi, Orlando Polidoro, Tiziano Barontini, Emanuele Cordero, Graziano di Pace, Luca Narcisi, Andrea Rola, Alessandro Petruccelli,Tommaso Barea, Alessandro Carmignani, Maurizio Galleni, Alberto Bianchi Lanzoni, Simone Frediani, Alex Fantoni, Paolo Guidoni, Marco Iezzi, Giampiero Ruggeri, Tiziano Barbafiera, Nicola  Ziccardi, Lisandro Guinis, Roberto Gianola, Marco Voleri. 

Il Dispari 2017-04-10

Il Dispari 2017-04-10

Editoriale

DILA e La Nazionale Cantanti Lirici

ammessa all’udienza di Papa Francesco.

A firma del Prefetto Georg Gänwein abbiamo ricevuto, via Fax, la seguente comunicazione:

“… In riscontro alla Sua stimata lettera del 12 marzo c.a., ben volentieri mi premuro accogliere la richiesta di partecipazione all’Udienza Generale del Santo Padre di mercoledì 24 maggio p.v. (in Vaticano, ore 10.00), a favore di una distinta Delegazione della Georg Gänwein, guidata dalla Presidente la Sig.ra Paola Occhi, assicurandoLe che il gruppo medesimo verrà menzionato nell’ambito dell’Udienza…”.

Saranno circa 80 i Delegati della nostra Associazione culturale Georg Gänwein” che parteciperanno all’incontro con il Papa, secondo un cerimoniale che non mancherà di mettere in luce la costanza e la serietà dei nostri progetti artistici e sociali ricevendo, anche per essi, la benedizione del Santo Padre.

Ulteriori particolari, e la composizione della Delegazione ve li forniremo nelle prossime puntate di questa rubrica.

Bruno Mancini

Tina Bruno

efficiente collaboratrice dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ha iniziato una periodica attività di “opinionista” con il nostro quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio

Tina Bruno, nata in un paesino della Calabria, vive a Roma dall’età di tredici anni.
Dopo aver lavorato una vita a contatto con bambini, si è dedicata alla scrittura pubblicando manuali formativi per il nido e la scuola dell’infanzia, libri di poesia per adulti e bambini e libri di favole e antropologia per adulti.
Ha preso parte a oltre 200 concorsi letterari di poesia e narrativa.

Nel 2015 è stata nominata dal MIUR per dare lezioni di favolistica in quattro scuole romane a bambini e insegnanti.
Quest’anno ha ricevuto il premio per il “Miglior libro per l’infanzia nel concorso Scriviamo Insieme” e il quarto premio nel concorso “Quasimodo”.
Per la poesia “Mia Madre”, partecipante al Premio ”Otto Milioni”, Tina Bruno ha ottenuto il secondo premio dalla speciale giuria di questo nostro quotidiano “Il Dispari”.

TINA BRUNO |INTEGRAZIONE MIGRANTE

Importanza delle frontiere aperte per accogliere e integrare quei migranti che per un motivo o per un altro sono costretti ad abbandonare le proprie terre e famiglie.

Integrazione è un termine che esprime le capacità, per chi accoglie, di tenere conto di chi si rivolge a lui non soltanto per essere soccorso ad inserirsi in una società (sia essa sociale, lavorativa, sportiva, scolastica), ma anche a convivere e ad agire alla pari di chi lo accoglie.

Vuol dire inoltre: fornire all’integrato la possibilità di assimilare la cultura, gli usi, i costumi e le tradizioni del paese che lo accoglie, ma anche rispettare le sue conoscenze sociali, offrendogli una vita migliore di quella che per motivi di guerra, pestilenza, fame, o per altre ragioni che lo hanno spinto ad abbandonarla affrontando viaggi pericolosi e arrivando in terre sconosciute senza la minima idea di ciò che dovrà affrontare.

Non basta accogliere

chi arriva nel nostro paese parcheggiandolo nei campi accoglienza, dove i servizi di qualsiasi genere sono insufficienti, inesistenti, (non stiamo qui a elencare) o dove manca la stabilità degli interventi, la libertà, il lavoro, altrimenti, ci troveremo, fra qualche anno con migliaia di persone che combattono per lavarsi il viso, o per bere un bicchiere d’acqua.

Oggi che le Nazioni sono sempre più globalizzate e multiculturali dobbiamo evitare ciò che accadde in America agli inizi del XX secolo, quando il razzismo condannava a morte chi sbagliava ed era diverso per razza, religione o cultura o com’è accaduto più tardi ostacolando l’uso di un servizio migliore, come l’Università di qualità a italiani, irlandesi, spagnoli.

Tutto questo è cominciato a cambiare quando la Ricerca con i suoi esperti e le loro teorie: sociali psicologiche e antropologiche hanno fatto capire ai Capi di Stato che ogni individuo ha una propria personalità da sviluppare che richiede ambienti adeguati, attività equilibrate, risposte positive ai propri bisogni e non si possono negare per nessun motivo, quindi la loro integrazione deve essere favorita con ogni mezzo, in modo da rispondere ai bisogni specifici di ognuno.

Valori umani, questi, che vanno collocati con il duplice obiettivo di indurre sia le società che accolgono, sia l’individuo accolto, al rispetto attivo della diversità e all’accettazione delle regole come norme interiori che garantiranno il bene comune e l’uguaglianza.

Essere uguale non vuol dire pensare allo stesso modo, ma avere gli stessi diritti, doveri, e la libertà di convivere e manifestare il proprio essere, inoltre, essere integrati vuol dire lavorare insieme, vivere insieme, possedere la propria casa, studiare e condividere il presente dove ognuno può imparare dall’altro e l’altro imparare da lui.

A mio parere ogni Nazione dovrebbe provvedere prima a governare l’ambiente per accogliere chi è obbligato a fuggire dalle proprie terre e poi accogliere e integrare.

Tina Bruno

LA GIARDINIERA: VERA ROKE

Vera Roke, come sempre, mi aspetta insieme alla sua bianconera cagnetta, dolcissima.
Nel piccolo giardino di Vera la quercia e le mele non sono ancora in aspetto primaverile.
Vera è nata vicino alla città di Tukums quando iniziava la Prima Guerra Mondiale.

Il suo fondamentale amore per la terra si riflette in tutti modi possibili, sia in alcune sue opere di ceramica, sia in alcune sue poesie.
Dapprima, come la sua mamma, preferiva disegnare, ma poi, grazia agli amici di sua madre, ha cominciato a visitare gli studi di ceramisti in Tukums.
Non solo li visitava con lo scopo di osservare il lavoro di esperti ceramisti ma, già dalla prima volta, lei prendeva tra le sue mani l’argilla morbida e flessibile come una massa di cioccolato, bruna, luccicante, ben ubbidiente.

Di solito realizzava figure di animali e di uccelli,.

Giovanissima, a 18 anni, ricevette il titolo ufficiale di “Maestra di Arte Popolare”, perché una sua opera (una scodella decorata di frutta con ricchi ornamenti attorno) venne apprezzata in modo particolare.
Così lei ha iniziato a viaggiare da una mostra all’altra.
Purtroppo, tanti suoi pregevoli lavori di ceramica adesso sono smarriti.
Alcuni si trovano nei Musei e nelle Fondazioni d’arte, tanti sono stati regalati ai lavoratori dell’agricoltura come premi per le loro attività.

Dopo i primi successi,Vera lavorava come ceramista a Tukums.
Poi ceramisti colleghi di Liepàja l’hanno invitata a lavorare con loro.
Al tempo dei sovietici in Liepàja si trovava un porto militare, e Vera, per la troppa burocrazia, non ricevette il permesso di andare a Liepàja.
Non sono molto distanti Tukums da Liepàja.

Ma quanta burocrazia!

Poi Vera si trasferì a Jelgava, ricominciando qui il suo lavoro di ceramista.
Ha costruito, nel tempo, tante opere originali.
Fiori grandi e colorati, come quelli preferiti nel suo giardino, peonie, frutta e bacche di fantasia, le ghiande delle querce, questi sono i motivi che ritornano spesso nelle ceramiche.

Le sue opere sono graziosamente decorate con rilievi che riproducono sempre gli stessi motivi, ma sempre composti in modo differente.
Vera, come ceramista, ha sperimentato anche tanta affinità con i colori.

L’argilla, per diventare di un rosso intenso, deve essere riscaldata a bassa temperatura, invece per quella blu, e più ancora per l’azzurra, occorre un calore altissimo.
Vera racconta come il suo cuore trema mentre lei aspetta che i suoi vasi e le sue figure di argilla sono nel forno.

Uno sbaglio, la mancanza di attenzione per scegliere e cambiare la temperatura del forno, e i vasi e le figure si possono facilmente spezzare.
La stessa tensione nervosa l’assale quando deve confezionare opere ceramiche da spedire alle mostre, ed anche per questo motivo Vera partecipa alle mostre sempre più raramente.

Lei conosce bene la fitoterapia

e beve tisane di erbe per curarsi.
Tante e diverse, alcune erbe ed erbacce le raccoglie nel suo giardino, altre durante le sue passeggiate.
La sua ceramica è armonica, i colori usati sono diversissimi: un arcobaleno sull’argilla.
I fiori e le erbe sono tutti insieme nelle sue opere così come lo sono nel suo giardino: le radici, il suolo, l’argilla, la forza della terra.

Vera mi accompagna fino alla soglia del suo giardino.
Accanto a lei c’è la sua cagnetta scodinzolante e quasi sempre felice.
A Vera, la forza è venuta dalla terra, dalla natura.
La purezza della natura, la tenacia nell’aspettare la nuova primavera.
Purtroppo Vera non è riuscita ad aprire il suo studio di ceramista.

Gli strumenti già comprati.

Ancora le barriere burocratiche nel tempo di perestroika.
Le tragedie personali nello stesso tempo.
Comunque,Vera continua a passare dalla terra all’argilla, sicura di se.
Il suo giardino presto rifiorirà di nuovo.

Liga Sarah Lapinska

Il Dispari 2017-04-03: Flora Rucco

Editoriale

Così o come: tratto dal volume “Per Aurora volume terzo”

Capitolo terzo: bozzetto ischitano, seconda parte (la prima parte è stata pubblicata nella edizione di lunedì 27 Marzo 2017)

… Vorrei poter cambiare almeno il corso delle mie giornate per farle iniziare dalla sera e cessare all’ora di pranzo, trasformando in sonno la pennichella pomeridiana, ed in attiva fioritura le faticose ore che le notti attuali concedono alle mie vibrazioni.

Questo racconto semplice come può essere la ricostruzione, mentre sono bendato, bendato, del mio profilo nasale, apparentemente svogliato, privo di fronzoli e inganni né più né meno di Cappuccetto Rosso, ma, in effetti, affaticato dai problemi che torcono i sogni in desideri, che intrecciano passioni ed affetti, ricordi e realtà, il nostro andare in carrozzella ed il tiro del cavallo, questo racconto mi chiamerebbe fazioso sfuggente incompleto se non menzionassi la perla nera di tutti gli abissi che sono stati perforati con malvagità sulla pelle e nel cuore della mia isola.

L’orca marina uccide per sopravvivere.

Il leone marino di oltre due quintali, caccia con volteggi essenziali.

“Così o come”

un rudere, nel tempo delle PINETE e dei CANNETI, il CASTELLO sprigionava il lezzo dei morti ammazzati in tentativi di conquiste e difese, i profumi di spezie cortigiane e principesche, gli odori unici ed irripetibili di mirti o di muschi trasportati da brezze contrastanti tra ceneri vulcaniche e spruzzi d’onde sfacciate, gli effluvi per nulla evanescenti di sterco di muli e cavalli, i vapori solfurei della grotta deposito per polveri da sparo, il fumo della bestia rosolata a fuoco lento nel cortile delle feste.

“Così o come”

un simbolo, nel tempo delle PINETE e dei CANNETI, il CASTELLO scopriva senza civetteria il suo interno, ove, rinchiusi racchiusi socchiusi, mitiche alcove, ruderi anonimi, antiche fortezze e nuove prigioni, in alcune notti fungevano da segreto richiamo per giovani coppie in cerca d’ispiranti atmosfere amorose, nei giorni di festa si confacevano a lussureggiante baita per famiglie in gita domenicale con la classica frittatina di maccheroni avvolta in due piatti ed una salvietta, e, non tanto raramente, si prestavano ad accettare il ruolo di solitario rifugio per sperduti intellettuali scappati dai disincanti di schematici palazzi cittadini.

“Così o come”

una gioia, nel tempo delle PINETE e dei CANNETI, il CASTELLO offriva la luminosità dei nostri orizzonti naturali sparsa senza ritegno sulle profonde tracce lasciate nella rocca maniero da eventi impetuosi e passionali. Per ora basta così!
IL CASTELLO.

Volete un residence, un ascensore, un botteghino, un ristorante, un cannocchiale sul golfo, volete una scia di storia coperta da muraglie di cemento, volete un isolotto bucato come una gruviera, squassato da malte e laterizi, illuminato con i fari ed i laser dei by night, stordito da urli urlacci musica musicaccia, volete una Vostra eredità intangibile trasformata in affare turistico: ecco a Voi IL CASTELLO!
Oggi potete chiamarlo “IL CASTEL LETTO”.
Albergo a “?” stelle.

“Così” trama e dubbio, “come” da rivolo a torrente,

il mio segreto addio saluta il:
VECCHIO BALUARDO, ex CASTELLO ed ora CASTEL LETTO.

C’era.

Grazie ai miei amici ed ai miei nemici, se mai ne ho avuti degli uni e/o degli altri, il CASTELLO non c’è più.

Il Dispari 2017-03-27

Il racconto “Così o come “ è tratto dal volume “Per Aurora volume terzo”
ISBN 9781409282013
Pubblicato il 7 maggio 2009
Pagine 166
Copertina morbida con rilegatura termica
€ 11,29 (IVA esclusa)
Stampa in 3-5 giorni feriali

Catalogo di Bruno Mancini

AL MUSEO DI VILLA TORLONIA DI ROMA LE CIVETTE ATTRAVERSO LE OPERE D’ARTE

Dall’aspetto enigmatico e sapienziale, schiva e solitaria, la CIVETTA, legata alla dea Atena, è al centro di una suggestiva e originale mostra che vede protagonisti diversi artisti contemporanei provenienti non solo dall’Italia, ma anche dall’Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Iraq, Irlanda, Lussemburgo, Olanda e Spagna.

Allestita presso i Musei di Villa Torlonia Casina delle Civette a Roma, la mostra TRECIVETTE SUL COMÒ CivettArte,promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è patrocinata dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma, dall’Ambasciata di Grecia a Roma, dalla LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli – dalla FUIS – Federazione Unitaria italiana Scrittori – dall’ Università di Trier (Germania) e dall’ Azienda Agricola Casale del Giglio.

Curata da Maria Grazia Massafra,

responsabile del Museo della Casina delle Civette, insieme alla critica d’arte e curatrice Stefania Severi, l’esposizione,aperta fino al 30 aprile 2017, attraverso un percorso tra visione ed emozione entro una dimensione sospesa tra sogno e realtà, ordinario e straordinario, riunisce 67 opere di altrettanti artisti che hanno rappresentato, con stili e tecniche diverse, sorprendenti raffigurazioni riferite a questo uccello notturno, misterioso e magico.

Così accanto ad Alba Gonzales, scultrice di fama internazionale presente con la scultura In attesa del Principe di forte impatto visivo con rimandi alla fiaba, ci sono Luigi Manciocco con Vas Sapientiae in vetro soffiato, Francesca Cataldi con Civetta in vetro fuso, rame ferro e legno, Lila Iatruli e Ματι Κουκουβαϊας con Occhio di civetta (acrilico su tela), Thomas Schöne con Nachteulein bronzo e ancora Diana Poidimani con Civetteria in tessuto e macramè,Maurizio Colombo con BadOwte Miro Bonaccorsi il cui ventaglio in stoffa e legno riproduce la rappresentazione di Melodia notturna, solo per citare alcuni tra i nomi di quanti espongono.

In sintonia con gli elementi decorativi

dell’edificio che ospita il Museo della Vetrata Liberty, le opere in mostra, che comprendono oltre a dipinti, sculture e ventagli, anche, aquiloni, gioielli, libri d’artista e ancorai burattini e video fino ad arrivare agli abiti, ai cappelli e ai monopattini, danno una visione completa delle più svariate tecniche di lavorazione e dei diversi materiali utilizzati: dal legno alla cartapesta, dal vetro al macramè, dalla stoffa al bronzo, senza dimenticare l’affresco e il gesso.

Viene così restituita una rappresentazione ironica, disincantata, della civetta ora surreale ed evocativa, ora poetica e fitta di mistero.
A realizzare l’immagine guida della mostra è stato il celebre vignettista Lucio Trojano: una civetta artista che, stando sul comò, dipinge la Casina delle Civette.

Per il periodo espositivo sono stati organizzati una serie di eventi: dagli spettacoli di burattini ai concerti, dai percorsi guidati alle conferenze, dalle visite delle scuole ai laboratori per bambini.

Alba Gonzales insieme alla pittrice Patrizia Canola hanno in programma di portare in mostra le loro opere ad Ischia, magari in occasione di una collettiva presso il Museo Etnografico del Mare.

Silvana Lazzarino

Angela Maria Tiberi | Oggi vi parlo di: FLORA RUCCO

Poetessa e Pittrice, nuova amica dei progetti Made in Ischia – DILA

Dottoressa in Conservazione dei Beni Culturali, specializzata in Museologia di genere e storia delle donne.
Segretaria Nazionale dell’Associazione “Calmana” Museo delle donne del Mediterraneo, si occupa di temi e ricerche storico-archeologiche-artistiche di genere.
Responsabile tecnico scientifico dell’associazione ARIEL per le interpretazioni sceniche del territorio pontino..
Referente del “Progetto creativo” (pittura-ceramica-psicomotricità-yoga) presso l’Istituto “A. Manuzio” di Latina.
Presidente dell’Associazione artistica e culturale “Exper’art” di SS. Cosma e Damiano (LT).

Ha pubblicato la prima raccolta di poesie “Ecos” nel 1988.

Alcune sue liriche sono state pubblicate nell’antologia “Poesia Contemporanea”.
Ha pubblicato il libro di poesie “Flussi Meridiani- Risveglio” con la collaborazione di Ermelinda Ponticiello per la parte grafico-pittorica.

Ha partecipato al Festival della poesia pontina negli anni 2010, 2011, 2012, 2013, mediante pubblicazione di sue poesie nell’Antologia dei Poeti Pontini, a cura dell’Associazione “Sabino Vona” di Latina.

Ha pubblicato poesie nell’Antologia “Poeti – Poesia”a cura di Elio Pecora nell’anno 2012.
Ha presentato poesie sul tema “Acqua” in occasione dell’evento “Sorella acqua” nelle Terme di Parrano (Terni)

Ha partecipato all’evento “Poesia e pittura” con l’artista Ermelinda Ponticiello presso la Biblioteca Comunale di SS. Cosma e Damiano (LT).
Sue poesie sono state proposte durante l’evento “Il percorso della dea” nel quale ha svolto anche la funzione di “critico d’arte

Alcune sue opere di poesia e di pittura hanno fatto parte dell’evento “Artiste contro la violenza” realizzato presso la Biblioteca Comunale di SS. Cosma e Damiano: progetto di cui lei è ideatrice insieme all’artista Ermelinda Ponticiello.

Artefice della presentazione

di poesie e di pitture presso il Complesso di S. Maria la Nova, antisala della provincia di Napoli dal nel Marzo 2014, per l’evento “Artiste/i contro la violenza”, con il patrocinio di: Istituto Italiano Studi Filosofici, Provincia di Napoli.

Ha partecipato all’Antologia “Donne, mistero e arte” a cura della casa Editrice “Il Saggio” e al “Premio Auditorium città di Isernia” con opere poetiche e pittoriche.

La sua poesia “Locus nidi” è stata presentata in un’interpretazione scenica realizzata durante l’evento di Land art “Locus nidi” organizzato da “Exper’art” presso il Bosco Camaldoli in Napoli.

Ha ricevuto il premio “Antologia” per la poesia al “Premio S. Valentino” da parte della Casa Editrice “Il Saggio”di Avellino.

Flora Rucco è stata l’ideatrice

di “Le madri della Patria” realizzato tra il 7 e l’8 Marzo 2015 in sintonia con il Centro Lilith di Latina.
Ha ricevuto il Premio Oscar Europeo per la Poesia e un Attestato per Meriti Culturali conferitole dall’Associazione Culturale “La Sfinge” e dall’A.P.H.I di Napoli.
Ha ricevuto il Premio “Cupido” al concorso “S. Valentino” 2016 ad Atripalda (AV) consistente nella pubblicazione antologica della la poesia “Sole d’amore”.
Ha ottenuto “La lode della giuria” al concorso “Il canto delle Muse” Bellizzi (SA) per la poesia “Corpo migrante” che merita. senza dubbio, il privilegio di inaugurare questa mia rubrica.

Corpo migrante

Nudo corpo migrante
senza più volto e un nome,
crocifisso, al filo della speranza,
senza più aspirazione
corpo di migrazione.
In fuga
da deserti e terre roventi,
muto e inerme, giunto
agli approdi marini.
Corpo sottile
inchiodato alla miseria
specchio dei miseri
per l’opulenza del Mondo.
Senza più un fil di voce
ma l’ombra di un sospiro
di una madre
impresso al cuore.
Dissolve crudele
l’urlo salmastro in mare
mediterraneo d’amare
turbato dal male.
Corpo allineato
come pattumiera del Mondo
Il varco della speranza
è di un corpo celeste
di stelle, alla terra straniera.

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