De Chirico. La ricostruzione

De Chirico. La ricostruzione

MAG MetaMorfosi Art Gallery, nel solco della vocazione artistica di Spoleto, inaugurerà i nuovi spazi espositivi con “De Chirico: la ricostruzione”, una mostra organizzata da MetaMorfosi con il sostegno del Comune di Spoleto e della Regione Umbra.
Curata da Claudio Strinati, l’esposizione raccoglie, nei 200 metri quadrati del nuovo spazio espositivo, una selezione di capolavori del maestro (1888 – 1978) considerato il principale esponente della pittura metafisica italiana.

MAG MetaMorfosi Art Gallery, dopo De Chirico, continuerà la sua attività espositiva con una ricca programmazione di esposizioni che, grazie alla collaborazione di fondazioni e istituzioni culturali e internazionali, porterà a Spoleto i maggiori protagonisti del mondo dell’arte classica e moderna.

Redattore: RENZO DE SIMONE
Informazioni Evento:

Data Inizio: 27 febbraio 2016
Data Fine: 05 giugno 2016
Costo del biglietto: 5,00 euro
Prenotazione:Facoltativa
Luogo: Spoleto, Palazzo Bufalini
Indirizzo: Piazza Duomo
Città: Spoleto
Provincia: PG
Regione: Umbria
Orario: Da martedì a Domenica 10.30 – 13.00 / 14.30 – 18.00
Telefono: 0743222889
E-mail: ufficio.stampa@comunespoleto.gov.it
Sito web: http://www.comunespoleto.gov.it/

Dove:

Palazzo Bufalini
Città: Spoleto
Indirizzo: Piazza Duomo
Provincia: PG
Regione: Umbria

De Chirico. La ricostruzione MAG MetaMorfosi Art Gallery, nel solco della vocazione artistica di Spoleto, inaugurerà i nuovi spazi espositivi

 

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De Chirico a Ferrara

LA NUOVA VISIONE DI DE CHIRICO

METAFISICA E AVANGUARDIE IN MOSTRA A FERRARA

«Iper originale», secondo Salvador Dalí, commovente fino alle lacrime nelle parole di René Magritte: la pittura di Giorgio de Chirico ha conquistato alcuni tra i più grandi artisti surrealisti e ha esercitato uno straordinario ascendente sull’arte del Novecento. De Chirico è stato il geniale inventore della pittura metafisica, una delle più importanti correnti artistiche della modernità, grazie alla quale gli enigmi che percorrono l’esistenza prendono forma attraverso atmosfere sospese e pervase di inquietudine.

De Chirico La melanconia della partenza

De Chirico La melanconia della partenza

A segnare un cambiamento radicale nell’opera di de Chirico fu l’arrivo a Ferrara nel 1915, quando, in seguito allo scoppio della Prima Guerra mondiale, lasciò Parigi e per tre anni e mezzo soggiornò nella città estense per prestare servizio militare nel 27 reggimento della fanteria insieme al fratello Alberto Savinio. Innanzi alla bellezza e ai miti rinascimentali della città emiliana, Giorgio De Chirico, travolto da un’ondata di emozioni inizia a dipingere in modo nuovo dando forma ad un mondo irreale, popolato di meraviglie. Così nei suoi dipinti piazze fuori dal tempo immerse in tramonti fantastici o stanze segrete dalle prospettive vertiginose fanno da sfondo agli oggetti enigmatici scoperti nelle peregrinazioni tra i vicoli del ghetto, o diventano il palcoscenico su cui recitano manichini da sartoria e personaggi muti e senza volto. Ed è a Ferrara che De Chirico incontra Carlo Carrà e da inizio a quella fase della sua pittura definita “metafisica” che diventerà punto di riferimento per la coeva arte italiana e per i movimenti internazionali come il Dadaismo e il Surrealismo. Il grande inventore della pittura Metafisica viene ricordato con una grande mostra presso Palazzo dei Diamanti a Ferrara, in occasione del centenario del suo arrivo nella suggestiva città estense.

De Chirico Il trovatore

De Chirico Il trovatore

L’esposizione De Chirico a Ferrara. Metafisica e Avanguardie aperta fino al 28 febbraio 2016, a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie Stuttgart in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica di Milano, presenta, distribuite in sezioni cronologico tematiche, circa ottanta opere provenienti dai principali musei e collezioni di tutto il mondo. Accanto ai capolavori realizzati da De Chirico durante il soggiorno ferrarese tra il 1915 e il 1918, è una selezione di dipinti, ready made, acquerelli, disegni, collage e fotografie degli artisti che a lui si ispirarono: da Carlo Carrà a Filippo de Pisis, da René Magritte a Salvador Dalí, affascinati dalla sua capacità di mostrare il mistero impenetrabile delle cose.

Ad un importante nucleo di dipinti realizzati da De Chirico negli anni trascorsi a Ferrara, fanno eco le composizioni ispirate alla pittura metafisica di Carlo Carrà conosciuto nell’ospedale psichiatrico militare (Villa del Seminario) per la cura delle nevrosi di guerra dove i due artisti vennero ricoverati nella primavera- estate del 1917 e dove diedero inizio ad un intenso sodalizio artistico.

Morandi Natura morta con manichino

Morandi
Natura morta con manichino

. Accanto ai dipinti del padre della Metafisica ispirati al ritmo della vita ferrarese tra cui i manichini, I progetti della fanciulla, 1915, Il grande metafisico, 1917, Le Muse inquietanti, 1918, sono quelli della serie metafisica realizzati da Carrà come: Composizione TA, Penelope, Natura morta con la squadra, La camera incantata, Solitudine, Madre e figlio, Il dio ermafrodito, e ancora L’ovale delle apparizioni, Il cavaliere dello spirito occidentale, Il figlio del costruttore.

Il percorso espositivo si sofferma poi sulle opere di Giorgio Morandi realizzate tra il 1916 e il 1919 più legate alla sospensione metafisica e al realismo magico come la famosa Natura morta rosa, o quelle con le teste di manichino e elementi della realtà quotidiana come Natura morta con manichino del 1919.

Carrà Solitudine

Carrà
Solitudine

Le opere realizzate dal primo e più fedele compagno ferrarese, Filippo de Pisis, qui esposte, mostrano una visione personale della corrente metafisica da parte dell’artista, come si evince dai primi collage dadaisti e dalle opere degli anni Venti dense di citazioni dalle opere di De Chirico (Natura morta accidentale, 1919-20, I pesci sacri, 1926, Natura morta con tarocchi 1926).

 

La diffusione capillare della pittura metafisica sulle avanguardie europee si ha nell’immediato dopoguerra in particolare grazie alla rivista “Valori Plastici” e alle mostre itineranti organizzate dal suo editore Mario Broglio, A testimoniare questo forte richiamo sono le opere di artisti quali: Man Ray, Raoul Hausmann, George Grosz, René Magritte, Salvador Dalí e Max Ernst. Essi, affascinati da questo nuovo modo di proporre la realtà e ogni suo aspetto entro un tempo sospeso, hanno dato vita a capolavori straordinari ispirati ai temi e alle iconografie ferraresi di De Chirico e Carrà tra i quali La condition Humaine di Magritte e Piaceri illuminati di Dalì

Silvana Lazzarino

DE CHIRICO A FERRARA.

Metafisica e avanguardie

a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos

Ferrara, Palazzo dei Diamanti

Corso Ercole I d’Este, 21

Orari di apertura: tutti i giorni 9.00 -19.00

fino al 28 febbraio 2016

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Affinità elettive

Affinità elettive

DALLE COLLEZIONI MAGNANI ROCCA E GALLERIA D’ARTE MODERNA

DA DE CHIRICO A BURRI

I momenti più significativi delle trasformazioni stilistico espressive dell’arte italiana del Novecento passando dal movimento della Metafisica all’Informale trovano un percorso suggestivo e avvolgente nella mostra che si è inaugurata a Roma ieri pomeriggio 16 dicembre 2015 presso la Galleria di Arte Moderna di Via Crispi.

La mostra, AFFINITÀ ELETTIVE Da de Chirico a Burri. Opere della Galleria d’Arte Moderna e della Fondazione Magnani Rocca, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, offre ai visitatori una selezione di circa quaranta opere della prestigiosa collezione parmense in dialogo con le opere della Galleria d’Arte Moderna, nello spirito di reciprocità tra le due istituzioni, impegnate nella valorizzazione del patrimonio artistico del Novecento italiano.  Un dialogo che ha permesso un approfondimento diverso, stimolante, sul panorama culturale che dalla prima metà del Novecento arriva fino alle ricerche informali di Alberto Burri.

Straordinaria l’affinità elettiva tra le opere della collezione Magnani e quelle della collezione capitolina messa in luce da questo percorso dove oltre al capolavoro del padre della Metafisica Giorgio de Chirico, L’enigma della partenza (1914) una delle gemme della collezione Magnani dove compaiono i concetti chiave della poetica dechirichiana quali: l’arcano, il mistero e la partenza, sono collocate alcune opere della collezione capitolina che dalla stessa corrente metafisica traggono spunto e richiami formali. Al nucleo

Morandi Natura morta

Morandi
Natura morta

parmense delle nature morte di Giorgio Morandi (con la serie /Natura morta) e di Filippo De Pisis (W Mozart e Interno dello studio) viene giustapposto un vario panorama di opere della raccolta romana che negli stessi anni testimonia la ricerca formale svolta sul tema dell’oggetto sul piano, da parte di molti artisti italiani. I rimandi sono molteplici e riferiti ad diversi artisti di rilievo: da Marino Marini a Giacomo Manzù, da Ettore Colla a Leoncillo, da Mafai a Scialoja, da Gino Severini ad Alberto Savinio, solo per citare alcuni autori delle circa cento opere presenti in mostra. Così accanto a Bambina sulla sedia di Manzù, Taglio rosso di Leoncillo e Composizione di Severini, sono Rovine di Varsavia di Turcato e Autunno di Savinio.

Una sezione di opere grafiche dedicata alle acqueforti di Giorgio Morandi, caratterizzate da raffinatezza e perizia tecnica nell’esecuzione, chiude il percorso della mostra, interamente accompagnata, nelle sale della Galleria, da suggestioni musicali dove si susseguono brani come: “Notturno per piano” di Ottorino

Guttuso Natura morta con pianoforte

Guttuso
Natura morta con pianoforte

Respighi, “Claire de lune” di Debussy e “Danse Sacrale” di Igor Stravinskij. E’ inoltre presente un nucleo di opere provenienti dal Macro di Roma e dalla Casa Museo Alberto Moravia.

Silvana Lazzarino

AFFINITÀ ELETTIVE

da De Chirico a Burri

Opere della Galleria d’Arte Moderna e della Fondazione Magnani Rocca

Roma Galleria d’Arte Moderna

Via Francesco Crispi,24

Orario: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.30

24 e 31 dicembre ore 10.00-14.00

L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura;

lunedì chiuso.

Per informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 –21.00),

www.museiincomune.it; www.galleriaartemodernaroma.it

dal 17 dicembre 2015 al 13 marzo 2016

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