Massimiliano Bartesaghi e le sue prospettive urbane

MASSIMILIANO BARTESAGHI IN MOSTRA AD ANZIO A VILLA SARSINA

Capace di cogliere immagini di spazi e luoghi restituite entro una visione nuova a partire da dinamiche differenti, MASSIMILIANO BARTESAGHI fa della fotografia il mezzo privilegiato per  raccontare il suo punto di vista e le possibili aperture visive ed emotive con cui filtrare ogni aspetto della realtà e dell’esistenza. Appassionato fin da giovanissimo di fotografia tanto da iniziare a realizzare i suoi primi scatti a soli 9 anni con una Kodak Instamatic regalo della Prima Comunione, si è formato da autodidatta passando alle reflex prima analogiche e poi digitali nel 2005, per giungere alla Canon 5D mark II che utilizza attualmente. Lo studio della fotografia portato avanti negli anni gli ha permesso di procedere con l’indagare quanto a lui intorno senza prediligere un genere particolare, ma lasciandosi guidare dalle emozioni e dalle sensazioni del momento.

A questo artista che nei suoi numerosi viaggi tra Roma, Parigi, Berlino, New York, Tokyo ha restituito con una diversa prospettiva gli scenari di queste straordinaria città è dedicata una suggestiva mostra nella cittadina di Anzio dal 29 agosto al 5 settembre 2017 presso gli spazi di Villa Sarsina. L’esposizione, che rientra negli appuntamenti legati al PHOTOFESTIAVAL “Attraverso le Pieghe del Tempo” di cui è direttore artistico la dottoressa Lisa Bernardini, sarà inaugurata il prossimo 29 agosto alle ore 18.00 con il taglio del nastro da parte dell’Assessore Laura Nolfi e la presenza di due nomi d’eccellenza quali  Anthony Peth conduttore radio-televisivo sempre piu’ in vista anche nella conduzione di eventi italiani nel campo della cultura e dello spettacolo e Loredana Finicelli critica d’arte e. curatrice ed esperta di tecnologie digitali applicate alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico. Oltre a questo la Dott.ssa,Loredana Finicelli è Dottore di ricerca in Storia dell’Arte moderna e contemporanea presso La Sapienza, Università degli Studi di Roma, e, dal 2007, docente di “Multimedialità dei Beni culturali” per l’Accademia di Belle Arti di Frosinone.

GEOMETRIE URBANE, questo il titolo della mostra, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura della Città di Anzio e curata da Lisa Bernardini Presidente dell’Associazione culturale “L’Occhio dell’Arte”,  sarà dal 22 al 25 settembre 2017 allo Spoleto  Festival Art in collaborazione con la storica dell’arte Loredana Finicelli.

il percorso espositivo presenta gli scatti di Massimiliano Bartesaghi disposti su pannelli fotografici 40×50 per restituire agli osservatori  visioni legate a mondi  paralleli riferite proprio alle sopracitate città. Il primo scatto legato a questo ciclo delle “Geometrie Urbane” è quello realizzato da Bartesaghi durante una vacanza a Berlino nel 2005, cui sono seguiti molti altri sempre entro un’ottica particolare con cui rappresenta le diverse architetture urbane.

Loredana Finicelli

Ci si trova di fronte a spazi nuovi eppure visti e conosciuti, dove strade e percorsi metropolitani visitati sono reinterpretati con linee e segmenti geometrici in costante divenire in cui la forza della luce crea continuità e alterazione della visione.

Le immagini degli scatti fotografici restituiscono una lettura libera quasi surreale dove si rinnovano i rapporti tra spazio e profondità: i palazzi alti e svettanti, le microstrutture in prospettiva di labirinti cittadini, le geometrie di interni di metropolitane fanno affiorare quella regolarità geometrica tra visione e illusione che creano stupore e fascino. Il segno periodico di linee decise e squadrate e le geometrie che riempiono lo spazio diventano protagonisti a suggerire un nuovo modo di percepire il rapporto tra piani e spazio. Attraverso questa nuova relazione tra piani e spazio si creano ritmi armonici ed equilibrati proprio come equilibrato e perfetto è l’universo matematico attraverso cui viene restituita una visione trasfigurata della realtà che per certi aspetti ricorda stilemi surrealisti.

La straordinaria architettura di quei luoghi lascia affiorare quel sottile e impercettibile reticolo geometrico insito dietro le cose da cui partire per poi successivamente dare forma a visioni interiori. Da una rappresentazione della realtà sotto un nuovo punto di vista si passa a scoprire un orizzonte legato alle immagini interiori. Sembra che geometriche prospettive delle città tra strade, grattacieli, cavalcavia, palazzi, monumenti, viali si condensino creando accostamenti tra il vicino e il lontano, il visibile e ciò che inizialmente è invisibile, per dare spazio ad una nuova visione fatta di rappresentazioni metafisiche con cui esplorare i luoghi della memoria emotiva.

Silvana Lazzarino

GEOMETRIE URBANE

 Fotografie di Massimiliano Bartesaghi

a cura di Lisa Bernardini Presidente dell’Associazione L’Occhio dell’Arte

Villa Corsini Sarsina- ANZIO

29 AGOSTO- 5 SETTEMBRE

INAUGURAZIONE 29 AGOSTO ORE 18.00

Ingresso libero

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Cristina Coral e le Stanze oltre il tempo

CRISTINA CORAL CON LE SUE FOTOGRAFIE RESTITUISCE SPAZI TRA MEMORIE E SPERANZE A COGLIERE DESIDERI LONTANI

Nelle interazioni di luci e ombre entro cui si definiscono gli spazi quali contenitori di vita tra ricordi passati e realtà presenti, si muove la ricerca artistica di CRISTINA CORAL fotografa di grande interesse internazionale, formatasi prettamente da autodidatta con all’attivo mostre collettive e personali in Italia e all’estero tra cui citiamo: quella presso la Galleria Carla Sozzoni di Milano e la Somerset House di Londra per la mostra del Sony WPA, oltre a prestigiosi riconoscimenti come le due medaglie d’oro, Menzioni d’onore al Px3 di Parigi e il Primo premio al “The Uncanny Contest by Gregory Crewdson and Vogue Italia”.

Cristina Coral Storie di Stanze a Siena Museo della Scala

Dotata di grande sensibilità nei catturare gli effetti della luce e affascinata dallo studio del legame tra la figura umana e gli ambienti su cui si sofferma con particolare attenzione dal 2013, Cristina Coral ha voluto dar vita proprio a partire da questi spazi al recupero del mondo interiore, di quanto appartiene alla memoria e ad un tempo che sembra fissarsi in quell’immagine idealizzata per sempre e restituita a nuova vita. I suoi spazi, riferiti a stanze, sono semplici essenziali, ma densi di pensieri e silenzi, dove abitano memorie ed emozioni e dove gli oggetti diventano spunto per arricchire gli stessi spazi, supporti decorativi che amplificano gli orizzonti descrittivi con cui entrare in quei luoghi  visivamente ed emotivamente.

Cristina Coral Storie di Stanze in mostra a Siena

Di spazi riferiti a stanze di hotel, appartamenti e ville storiche, restituite sotto questa nuova veste, non più quali meri contenitori di figure e oggetti, ma quali luoghi privilegiati entro cui prendono forma situazioni legate all’individuo e al suo vissuto fatto di gioie e speranze, abbandoni e nostalgie, si parla nella mostra a lei dedicata che si apre il prossimo 28 luglio 2017 a Siena presso il Museo Santa Maria della Scala. L’esposizione “STORIE DI STANZE. ROOM STORIES che riunisce le 23 fotografie di rara sensibilità di Cristina  Coral visibili presso la  Sala Stretta Livello 4  fino al 10 settembre 2017, prende spunto infatti dagli scatti da lei realizzatati durante il 2013, scatti in cui lo spazio tra gli oggetti diventa il centro dell’opera. Così infatti afferma_” Le “storie di stanze” è iniziato nel 2013 quando ho scattato in alcuni appartamenti, hotel e ville storiche della mia città. Nel 2014 dopo riflessioni sul lavoro compiuto, il progetto si è concretizzato. Le stanze che scelgo sono luoghi in cui gli spazi fra gli oggetti – come nelle pitture giapponesi – sono i veri protagonisti delle immagini”.

Cristina Coral Storie di Stanze a Siena

Il suo lavoro, sempre proiettato alla ricerca di nuove possibilità espressive, attraverso cui restituisce un nuovo modo di osservare la realtà facendo emergere l’invisibile dal visibile, il nuovo dall’abituale, guarda alla forza espressiva della luce e al motivo del tempo che diventa come sospeso e proiettato in qualcosa che racchiude un sentore di mistero..

Dai suoi scatti che fermano un momento lontano o vicino attraverso stanze (saloni, ingressi, soggiorni) dove risaltano pareti ampie e dove si colgono piccoli dettagli legati ad accessori o oggetti di arredamento, affiora la magia di questa vita semplice e complessa dove ciascuno può ritrovare una tessera del proprio mosaico fatto di vissuti lontani eppure capaci di riaffiorare in un attimo.

Emerge la ridefinizione di questi spazi visti e frequentati, riorganizzati secondo una visione insolita, talora spiazzante dove si riscontrano di tanto in tato oggetti di vita quotidiana e altri di diversi contesti restituendo ad essi una nuova funzione con cui dare forma a scenari inattesi, Un esempio è dato dall’infinita possibilità di replicare un’immagine attraverso il suo riflettersi in una parte della parete dove vi sono gli specchi. Lo specchio restituisce immagini anche alterate quasi a creare un possibile avvicinamento al mistero che abita nei labirinti dei sogni più nascosti.

Cristina Coral Storie di Stanze in mostra a Siena

L’aspetto visivo legato all’emozione che da esso deriva è dunque fondamentale  in questo viaggiodi immagini dentro i luoghi della vita, del ricordo, del silenzio entro cui esplorare qualcosa di se stessi. Così l’occhio fotografico di Cristina Coral restituisce nuovo respiro e nuova vita a quanto appare come appiattito e obsoleto.

Un percorso avvolgente da visitare in punta di piedi entrando in queste stanze che sembrano accoglierci e condurci in luoghi quasi fuori dal tempo, sospesi, dove ritrovare  un libro, delle scarpe,, un lampadario, una parete decorata. Un occasione per entrare con lo sguardo entro scenari nuovi dove forse ricercare risposte agli interrogativi sul senso di questa vita in cui verità e finzione, essere e apparire si accavallano fino a confondersi. Attraverso la fotografia, Cristina Coral anima gli spazi semplici, essenziali di stanze dove oggetti, figure umane sono presenze di abbellimento tra memorai e tempo presente.

Silvana Lazzarino

 

 STORIE DI STANZE. ROOM STORIES

Cristina Coral

Complesso Museale Santa Maria della Scala

Sala Stretta. Livello 4.

Piazza Duomo, 2 53100 SIENA

Orario: lunedì / martedì / mercoledì / giovedì / sabato / domenica 10.00-19.00, venerdì 10.00-22.00

dal 28 luglio al 10 settembre 2017

Info e prenotazioni call center 0577 286300 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00)

sienasms@operalaboratori.com

 

Cristina Coral

Cristina Coral vive e lavora in Italia. Ha vissuto la sua infanzia in un ambiente artistico. Il suo approccio alla fotografia e il suo sviluppo è stato quasi completamente autodidatta.Ha scelto la macchina fotografica come sua principale espressione artistica. Fotografare è diventato un linguaggio imperativo. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre collettive e personali tra cui: Galleria Carla Sozzoni di Milano, Spazio EContemporary di Trieste, Leica Gallery di Milano, Somerset House di Londra per la mostra del Sony WPA, Base Milano per il Photo Vogue Festival 2016. Una delle sue opere fa parte della collezione permanente del MACS Museo di Arte Contemporanea di Sicilia.Tra i suoi riconoscimenti: due medaglie d’oro, Menzioni d’onore al Px3 di Parigi, menzioni d’onore al IPA, “Commended Photographer” nella categoria “Enhanced” del concorso Open del Sony WPA, 2016. Menzione d’onore al Life Framer Photography Prize Edition III “An instant” theme series Award; Primo premio al “The Uncanny Contest by Gregory Crewdson and Vogue Italia”. I suoi lavori sono stati pubblicati e presentati su diverse riviste cartacee e on line come Vogue.it, Lens Culture, Trendland, ArtSheep, Musée Magazine, Huffington Post de l’oeil, Fondazione Pitti discovery, Gray Book, Rai New, Metal, Einaudi, Iris Artists Platform, Aesthetica Magazine, Lula Japon, Plastik, Elle Decor e molti altri.

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Stefano Zoia le sue fotografie al Museo Civico di Zoologia

 Stefano Zoia: Superfici. Peregrinazioni entomologiche

Rigore scientifico e creatività, realismo e sperimentazione accompagnano lo studio legato all’entomologia di STEFANO ZOIA che attraverso l’uso della fotografia quale strumento di indagine, va oltre il semplice sguardo con cui abitualmente si guarda l’universo degli insetti. Nato a Genova nel 1955 Stefano Zoia si è interessato all’entomologia dagli inizi degli anni Settanta prima con il Gruppo Entomologico Ligure (associazione oggi non più attiva), poi con la Società Entomologica Italiana (con sede in Genova) e successivamente con l’Associazione Romana di Entomologia. Accanto agli studi degli insetti, in particolare i coleotteri, è quello del suolo e delle grotte: diversi sono infatti i suoi contributi scientifici con scritti

Stefano Zoia fotografie in mostra al Museo Civico di Zoologia Roma

riguardanti i Coleotteri della famiglia Leiodidae e i Coleotteri Chrysomelidae, con particolare attenzione alla fauna africana e asiatica. Nel suo viaggio visivo e percettivo entro questo affascinante microcosmo animale la fotografia attraverso cui supera il visibile, apre ad un nuovo rapporto con quanto accade intorno percependo con stupore e meraviglia i lati essenziali, mai effimeri o superflui.

Alla sua fotografia con le sue possibilità di visualizzazione grafica in questo caso ad indagare il corpo dei coleotteri, è dedicata un’interessante mostra a Roma presso il Museo Civico di Zoologia (in Via Aldrovandi, 18) aperta dal 7 luglio al 24 settembre 2017. L’esposizioneSUPERFICI – Peregrinazioni entomologiche” ospitata in precedenza al Museo Civico di Storia Naturale di Genova, al Museo Civico di Storia Naturale di Verona e in occasione della 46° edizione di Salone “Entomodena” (17-18 settembre 2016) attraverso fotografie di vario formato si sofferma nel cogliere la superficie dei corpi di questi insetti (i coleotteri) caratterizzati dall’avere il primo paio di ali rigido e spesso coloratissimo, nonché ricco di strutture e forme particolari che possono essere individuate solo attraverso l’uso di un microscopio. Promossa da Roma

Stefano Zoia
Superfici mostra fotografica sui coleotteri

Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali la mostra presenta circa 46 stampe a colori in vari formati di Stefano Zoia, accompagnate da altrettante didascalie bilingue esplicative e da brevi testi introduttivi. Immagini che affiancano al rigore scientifico la creatività e l’interpretazione grafica dei soggetti, ad esempio creando delle fantastiche texture. Immagini che restituiscono particolari ingranditi di diverse specie di coleotteri come quelli della famiglia dei Crisomelidi, che– isolati dall’aspetto generale dell’insetto– non risultano più riconoscibili se non a un occhio esperto.

Alle immagini che restituiscono dettagli e particolari di questi insetti sono affiancate fotografie ad essi riferite così da creare un confronto tra la realtà e la sua rappresentazione, tra l’ordinario modo di vedere un insetto unitamente alle sensazioni prodotte e la sua rappresentazione fortemente ingrandita restituita attraverso la fotografia.

Silvana Lazzarino

 

 NOTIZIE SU STEFANO ZOIA

Stefano Zoia (nato a Genova nel 1955) ha iniziato a interessarsi di entomologia nei primi anni ’70 affiliandosi al Gruppo Entomologico Ligure (associazione oggi non più attiva), alla Società Entomologica Italiana (con sede in Genova) e all’Associazione Romana di Entomologia. Si è specializzato ben presto nello studio della fauna del suolo e delle grotte, pubblicando vari contributi sui Coleotteri della famiglia Leiodidae; contemporaneamente ha iniziato a occuparsi di Coleotteri Chrysomelidae, con particolare riguardo alla fauna africana e asiatica e pubblicando diversi articoli specialistici. Ha all’attivo altre due mostre fotografiche personali: Mostre «in mostra» (Pavia e Milano – 2014) e Genova 2001 – a street view (Milano – 2014). L’esposizione SUPERFICI – Peregrinazioni entomologiche è stata ospitata al Museo Civico di Storia Naturale di Genova (giugno-settembre 2015) e successivamente al Museo Civico di Storia Naturale di Verona (febbraio-giugno 2016), oltre che in occasione della 46° edizione di Salone “Entomodena” (17-18 settembre 2016).

 

 “SUPERFICI. Peregrinazioni entomologiche”

le foto di Stefano Zoia

Museo Civico di Zoologia

Roma Via Ulisse Aldrovandi 18

7 luglio – 24 settembre 2017 Per informazioni: tel. 06.67109270 – 060608  www.museodizoologia.it

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Agenzia fotografica tedesca OSTKREUZ

Agenzia OSTKREUZ.racconta la sua storia con una mostra al Museo di Roma in Trastevere

 Fondata da sette fotografi tedeschi riunitisi a Parigi per partecipare ad una mostra che riunisce i maggiori artisti della DDR, all’indomani del crollo del muro di Berlino,, l’agenzia fotografica tedesca la OSTKREUZ il cui nome è preso da quello di una stazione della ferrovia metropolitana che collega la parte est di Berlino con l’intera città, è protagonista della mostra  aperta a Roma lo scorso 24 giugno presso gli spazi espositivi del Museo di Roma in Trastevere fino al 17 settembre 2017. Un percorso tra immagini bianco e nero e a colori con cui si è voluto testimoniare i cambiamenti vissuti in particolare dalla città di Berlino lungo i 25 anni a partire proprio dalla caduta del muro.

Agenzia fotografica tedesca OSTKREUZ

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale e dal Goethe-Institut, la mostra presenta oltre duecentocinquanta scatti a firma di 22 membri di questa agenzia diventata negli anni la più rinomata in tutta la Germania, che raccontano il cambiamento della città di Berlino e del paese dal crollo del Muro ai giorni nostri. E’ dato risalto con stili e approcci diversi al veloce e violento sgombero delle case occupate di Berlino e agli interni degli appartamenti altoborghesi dell’ovest restituendo uno scenario variegato sulla Germania capace di far riflettere e conquistare l’interesse anche dei giovani. Gli autori Marc Beckmann, Sibylle Bergemann (1941–2010), Jörg Brüggemann, Espen Eichhöfer, Sibylle Fendt, Annette Hauschild, Harald Hauswald, Heinrich Holtgreve, Tobias Kruse, Ute Mahler, Werner Mahler, Dawin Meckel, Thomas Meyer, Frank Schinski, Jordis Antonia Schlösser, Ina Schoenenburg, Anne Schönharting, Linn Schröder,

agenzia fotografica tedesca OSTKREUZ

Stephanie Steinkopf, Mila Teshaieva, Heinrich Völkel e Maurice Weiss, oltre ai citati contesti hanno restituito anche scatti con cui hanno voluto testimoniare realtà storico sociali legate a diversi ambiti e accadimenti come la Primavera di Praga, la rivoluzione in Egitto, il ritratto della Corte internazionale di giustizia e il reportage sulla cultura heavy metal; per finire con altre immagini senza un collocazione precisa poiché ritraggono contesti famigliari, oggetti e situazioni non precisamente riferite ad un preciso evento storico. Esposta a Parigi nel 2015 in occasione dei 25 anni di attività della stessa agenzia, la mostra è poi stata a Marsiglia, Schwerin, Monaco e Gera (Turingia). Il Catalogo OSTKREUZ –Agentur der Fotografen con introduzione a cura di Wolfgang Kil, contiene testi di Laura Benz, Jörg Colberg ( tedesco / inglese / francese).

Silvana Lazzarino

 

OSTKREUZ. La mostra dell’agenzia fotografica tedesca

Museo di Roma in Trastevere

Piazza S. Egidio 1/b Roma

Orari: da martedì a domenica ore 10.00– 20.00 (la biglietteria chiude alle ore 19.00), informazioni e prenotazioni 060608

Una sezione dell’esposizione è presente nel Foyer dell’Auditorium del Goethe-Institut in Via Savoia.15- 00198 Roma

Orari: lun 14–19 | mar mer gio ven 9–19 | sab 9–13 (chiusura estiva: dal 31.7 al 28.8.2017)

dal 24 giugno al 17 settembre 2017

 

L’agenzia OSTKREUZ è il collettivo di fotografi più rinomato di tutta la Germania. Dei suoi 21 membri, molti sono pluripremiati, per metà sono donne, alcuni sono dell’ovest e altri dell’est. Le loro foto hanno fatto il giro del mondo e la OSTKREUZ è diventata un importante forum della fotografia che sviluppa mostre tematiche sui temi socialmente più sentiti e ospita vivaci dibattiti sul futuro di questo linguaggio giornalistico e artistico. OSTKREUZ in Italia è distribuito da LUZ, società attiva nella produzione e distribuzione di contenuti editoriali nata nel 2010 dal passaggio di testimone da parte della prestigiosa Agenzia Grazia Neri.

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HELMUT NEWTON IN MOSTRA A NAPOLI

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE TRA EROTISMO E PROVOCAZIONE

Disciplina e metodo, profonda attenzione a gesti e sguardi dei soggetti rappresentati, caratterizzano i lavori di Helmut Newton fotografo di fama internazionale  capace come pochi di restituire quel lato invisibile che va oltre la pura e semplice riproduzione dell’immagine, per cogliere il non detto legato ad un fatto o ad un emozione che unisce per sempre quel soggetto ad una storia o ad un luogo distante eppure vicino in questo tempo dove tutto è visione e rappresentazione  La sua fotografia trasgressiva e semplice ad un tempo giocata secondo ritmi compositivi che fanno della luce il mezzo con cui esaltare ogni dettaglio, è ricordata con una suggestiva mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, voluta da June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, che inaugura al PAN- Palazzo Arti di Napoli il 25 febbraio 2017.

H Newton mostra fotografica

H Newton mostra fotografica

Curata da da Matthias Harder e Denis Curti e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, l’esposizione, aperta dal 25 febbraio al 18 giugno 2017, riunisce gli scatti raccolti nei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. Tre volumi fondamentali per entrare nei ritmi compositivi e nelle emozioni che il fotografo ha voluto raccontare, tutti e tre progettati personalmente da lui, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

Oltre 200 immagini esposte per la prima volta a Napoli mettendo in luce i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, noto in tutto il mondo e presente sulle riviste più importanti di moda, mostrano la sua capacità di scandagliare la realtà insita nel gesto elegante fermato nelle immagini ,andando oltre quella stessa realtà destinata all’interpretazione dello spettatore. Si inizia con il nudo e l’erotismo per la prima volta inserito nel mondo della moda, attraverso scatti in bianco e nero e a colori del primo libro monografico “White Women” dato alle stampe nel 1976 che subito dopo la sua pubblicazione ottenne il prestigioso Kodak Photo Book Award. Si tratta di 84 immagini provocanti e innovative che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella “Maya desnuda” e nella “Maya vestida” di Francisco Goya al Museo del Prado di Madrid.

H Newton mostra fotografica

H Newton mostra fotografica

Sensuali e provocatori, gli scatti del volume “Sleepless Nights” pubblicato nel 1978, ruotano attorno alle donne, ai loro corpi, agli abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage da scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire come la fotografia di moda possa diventare occasione per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto originale.

Seguono le immagini relative a “Big Nudes” uscito nel 1981 con cui viene inaugurata la gigantografia che consente alle stesse fotografie di entrare nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Protagonisti sono nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato. Immagini intense e cariche di erotismo,  ma mai volgari pur nel loro essere trasgressive che hanno contribuito al successo di questo grande fotografo specie a partire dalla fine degli anni Sessanta quando introduce nei suoi ritratti e negli scatti di moda elementi di sado-masochismo, omosessualità e vouyerismo. Se i suoi scatti suscitarono scandalo per certa parte della mentalità perbenista dell’epoca, erano in sintonia con lo spirito rivoluzionario proprio di quel periodo. Il suo successo che lo ha portato ad essere chiamato dalle riviste quali: Playboy, Vogue, GQ e Vanity Fair, come dai più grandi stilisti, ha contributo a far si che tutti i personaggi della moda e del jet set di quel periodo desiderassero farsi fotografare da lui..

Silvana Lazzarino

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE

White Women / Sleepless Nights / Big Nudes

Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

25 febbraio – 18 giugno 2017

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