BALLA DALLA COLLEZIONE DI LAURA BIAGIOTTI

BALLA DALLA COLLEZIONE DI LAURA BIAGIOTTI

BALLA IN MOSTRA A LONDRA CON LA COLLEZIONE DI LAURA BIAGIOTTI

Tra i protagonisti più eclettici e originali del FUTURISMO, movimento artistico e non solo di dichiarata rottura con le tradizionali forme di percezione ed interpretazione della realtà fissata nella sua staticità ed oggettività, GIACOMO BALLA (Torino, 18 luglio 1871 –Roma, 1 marzo 1958).pone al centro della sua pittura la luce, il movimento  e lo spazio, elementi fondamentali della corrente  futurista che più degli altri ha introdotto un rinnovamento ideologico, sociale e artistico in linea con il fascino inarrestabile del progresso scientifico degli inizi del secolo XIX che con l’esaltazione della velocità e della corsa aggredisce e trasforma la vita moderna.

Balla mostra a Londra Designing the Future
Collezione Biagiotti Cigna

.Dopo un’iniziale fase divisionista presente fin dai suoi primi dipinti in cui emerge la scomposizione della luce, con la sua venuta a Roma, dove resterà per tutta la vita, Giacomo Balla si accosta alle nuove tendenze e insieme a Marinetti e agli altri futuristi firma i manifesti che sancivano gli aspetti teorici del movimento futurista. Un movimento che dal febbraio del 1909 quando il suo fondatore Filippo Tommaso Marineti firma il primo Manifesto al 1944, ha mirato ad una trasformazione continua in diversi ambiti del vissuto sia individuale, sia sociale per una ricostruzione futuristica dell’universo di cui l’uomo fosse il punto di partenza e di arrivo, L’opera di Balla in questi anni passa da una fase analitica attraverso composizioni che rispecchiano la simultaneità e le compenetrazioni dinamiche proprie di quella realtà metropolitana ad una fase sintetica con forme sintetiche astratte, soggettive e dinamiche.

Ad essere affascinata dai lavori di Balla dove non mancano diversi studi da lui realizzati per il settore della moda, è stata la stilista Laura Biagiotti che insieme a Gianni Cigna in anni di appassionato collezionismo ha raccolto quasi 300 opere dell’artista. Una buona parte di queste opere sono al centro della mostra che si è inaugurata a Londra presso la Estorick Collection of Modern Italian Art lo scorso 4 aprile e che resterà aperta fino al prossimo 25 giugno 2017. L’esposizione, GIACOMO BALLA Designing the Future Collezione Biagiotti Cigna, la prima del Millennio che si tiene a Londra dedicata a questo straordinario esponente dell’arte futurista, ripercorre attraverso dipinti, disegni bozzetti e studi per la moda e le arti applicate, il suo iter artistico da una fase pre-futurista al pieno futurismo. Si inizia con 36 dipinti ad olio, tempera e pastello tra cui vanno citate opere quali: “Autospalla” (1903), “Inverno” (1905 e “Donna a Villa Borghese” (1906), cui seguono i ritratti di Egle Casarini e di Grethel Löwenstein (1911) appartenenti al periodo divisionista, per passare alla fase di transizione precedente il futurismo con il Ritratto di Tolstoij del 1911.

BALLA DALLA COLLEZIONE DI LAURA BIAGIOTTI

Balla – GILET FUTURISTA RICAMATO CON MOTIVI SUL NOME BALLA – 1924-25 – Collezione Biagiotti Cigna

A sottolineare il ritmo e il senso delle velocità astratte sono i dipinti “Compenetrazioni iridescenti” (1913) e “Vortice + Paesaggio” (1913), mentre con “Linee di forza di paesaggio maiolicato” (1917-18) accenna al sintetismo, per giungere alla piena maturità futurista con “Espansione di Primavera” (1918), “Una passione” (1920), “Dinamismo atmosferico” (1922-25 c.) e “Futurpesci” (1924). Senza dimenticare il periodo del ritorno alla figurazione con diversi dipinti di cui vanno menzionati: “Parlano” (1934) e “Autoritratto” (Autobalsettanta, 1946).

A caratterizzare questa mostra è il nucleo centrale che comprende studi realizzati da Balla per la moda. Le opere della collezione su questo tema costituiscono infatti il maggiore e più importante insieme sulla moda futurista che esista. Si tratta di bozzetti dei primi vestiti e tessuti futuristi (1913-14), studi per elementi e accessori di moda (giacche e completi maschili e femminili, cravatte, scarpe, borsette, ventagli, foulard, sciarpe, maglioni, gilet, tessuti, ricami, applicazioni, ecc.), e ancora i manufatti realizzati all’epoca (dal 1914 al 1930) degli stessi vestiti, delle cravatte, dei ricami. Da non dimenticare poi gli studi e le realizzazioni per le arti applicate futuriste come mobili, arazzi, paralumi, progetti per arredamenti, tappeti, lumi e ceramiche.

Silvana Lazzarino

 

GIACOMO BALLA Designing the Future Collezione Biagiotti Cigna

Dipinti, Moda Futurista, Arti Applicate di Giacomo Balla in esposizione a Londra

Estorick Collection of Modern Italian Art

39a, Canonbury Square, N1 2AN. Londra

Dal 5 aprile al 25 giugno 2017

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FOSFORO PORTATORE DI LUCE; MOSTRA DI PAOLA DE ROSA

Fosforo portatore di luce

la mostra di Paola De Rosa al Museo di Chimica “Primo Levi” di Roma

 Fosforo portatore di luce è la mostra di Paola de Rosa, ospitata dall’8 al 16 febbraio 2017 presso gli spazi del Museo di Chimica “Primo Levi” dell’Università  “La Sapienza” di Roma presentata dal Professor Luigi Campanella.

Fosforo portatore di luce Seneca

Fosforo portatore di luce
Seneca

Primo Levi, nel suo libro “Il sistema periodico” ribadisce che il fosforo è portatore di luce e da questa suggestione è nata l’idea di proporre in mostra due particolari portatori di luce: Lucifero e la Sapienza. Da una parte una luce che diventa tenebra e oscurando la mente genera chiusura ed egoismi; dall’altra una luce che illumina l’ingegno, stimola la creatività, l’intelletto proprio come è accaduto e accade a tanti protagonisti del pensiero umanistico, scientifico, artistico.   Aristotele, Galileo Galilei, Primo Levi, Luigi Pirandello, Italo Calvino, Filippo Brunelleschi, Giambattista Piranesi e Giacomo Balla, sono solo alcune delle menti più “illuminate” della storia.

Così’ se Lucifero con le sue ombre viene evocato attraverso 8 dipinti a olio su tela che rappresentano i Vizi Capitali (superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria ), la Sapienza è rappresentata da 23 uomini di cultura, ritratti ad acquerello.. Accanto ad Aristotele, Giacomo Balla, Bernard Berenson, Umberto Boccioni, Donato Bramante, Filippo Brunelleschi, Renato Caccioppoli, sono Italo Calvino, Cesare Cattaneo, Enrico Fermi, Galileo Galilei, Primo Levi, Antonio Ligabue, e ancora Roberto Longhi, Giuseppe Peano, Edoardo Persico, Luigi Pirandello, Giambattista Piranesi, per arrivare a Auguste Rodin, Seneca, Giuseppe Terragni, Giuseppe Ungaretti, Bruno Zevi.

A descrivere i riflessi della luce ed il loro fascino avvolgente è la lampada Oktaedron di Ariane Maser: lampada modulare in vetro translucente.

Ringraziamenti vanno al Direttore del Dipartimento di Chimica Prof. Aldo Laganà, al delegato del Direttore del Museo di Chimica “Primo Levi” Prof. Armandodoriano Bianco, al Prof. Luigi Campanella e alla Dott.ssa Maria Giuliana Troiani.

Silvana Lazzarino

 

 Paola De Rosa. Fosforo portatore di luce

Presentazione: Prof. Luigi Campanella

Luogo: Roma – Università “Sapienza” – Museo di Chimica “Primo Levi”

Orari: dal lunedì al giovedì 8.30 – 14; martedì 8.30 – 16.30

Inaugurazione: mercoledì 8 febbraio 2017, ore 16

dall’8 al 16 febbraio 2017

Ingresso: libero

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Giovanni Prini, l’eleganza dei sentimenti

GIOVANNI PRINI RACCONTA I SENTIMENTI

Eleganza, armonia, ma anche precisione e raffinatezza accompagna il percorso intenso e sempre in divenire di GIOVANNI PRINI (Genova 1877 – Roma 1958) artista poliedrico capace di regalare attraverso i diversi linguaggi dell’arte le emozioni della vita tra ordinario e straordinario dove in prima linea sono gli affetti e i legami sentimentali. Scultore dagli echi classicheggianti, ma anche pittore e artigiano Giovanni Primi, tra i più interessanti protagonisti del secolo scorso, ha saputo catturare situazioni viste e vissute, legate alle tradizioni, dove gesti e sguardi erano custodi di  pensieri, stati d’animo colti nella loro immediatezza. Alla sua opera riferita a sculture. ritratti scultorei, ceramiche,  giocattoli,  disegni e mobili, è dedicata la mostra “GIOVANNI PRINI. Il potere del sentimento” aperta dal 21 dicembre 2016 presso la Galleria d’Arte Moderna di Roma.

Giovanni Prini Ritratto della fidanzata Orazia Belsito

Giovanni Prini
Ritratto della fidanzata Orazia Belsito

Promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale, l’esposizione monografica, curata da Maria Paola Maino, ripercorre l’intenso e complesso iter artistico di uno dei più significativi scultori del Novecento italiano soffermandosi sia sulla sua produzione più significativa comprendente disegni, marmi e bronzi, sia su quella legata alle arti applicate in cui sono contemplate ceramiche, mobili e giocattoli.

E’ agli inizi del ‘900 che Prini giunge a Roma dove i più importanti artisti dell’ epoca, da Giacomo Balla a Umberto Boccioni, da Duilio Cambellotti a Gino Severini, diventano frequentatori del suo celebre salotto nella casa di Via Nomentana ideato insieme alla moglie Orazia Belsito.

Accanto alla scultura e all’attività di insegnante, sensibile alle istanze del Modernismo europeo, è il suo interesse per le arti applicate che lo porta a sottoscrivere nel 1917 il manifesto di Galileo Chini “Rinnovando rinnoviamoci” per la promozione delle arti decorative e successivamente a partecipare nel 1923 alla prima edizione dell’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative di Monza. E’ in questo periodo che assume la direzione artistica della fabbrica di giocattoli “SFAGI” di Roma dedicandosi alla produzione di opere e soprammobili in ceramica.

Giovanni Prini mostra Nello Specchio di Giacomo Balla

Giovanni Prini mostra
Nello Specchio di Giacomo Balla

Da sottolineare anche la realizzazione di grandi opere di scultura destinate agli edifici pubblici molti dei quali progettati da Marcello Piacentini e la sua partecipazione alle Quadriennali di Roma e alle Biennali di Venezia.

Le circa 130 opere esposte, per la maggior parte riferite ai più significativi lavori di Giovanni Prini, tra disegni, oli, marmi, bronzi, ceramiche, comprendono anche alcune a firma dei sopracitati artisti e suoi amici, per ricreare un dialogo affettivo tra gli stessi artisti e comunicare stati d’animo e abitudini di una società in trasformazione. Il percorso della mostra che si snoda lungo le sale dei tre piani della galleria, si apre con il dipinto di Giacomo Balla Nello specchio (1902) dedicato al salotto Prini, ambiente rievocato anche attraverso la presenza di alcuni mobili disegnati dall’artista e di cui sono presenti alcuni esemplari :Coppia di scaffali, Mobiletto in legno dipinto. Seguono i numerosi ritratti della moglie Orazia come quelli realizzati da Ettore Ximenes e Mario Sironi, oltre che dallo stesso Prini e poi opere dedicate al mondo dell’infanzia come i piccoli gruppi in bronzo :Segreto di bimbi (1902), Ritratto di bambina (1903) e la raffinata Le gemelle Azzariti (1913) in cui sono ritratte a grandezza naturale le gemelle Diana e Ivonne figlie del generale Azzariti nate nel 1908 a Roma.

Sempre in bronzo sono restituiti aspetti legati alla realtà sociale e alla vita contadina con Le vecchiette di una casa di riposo (1903c). Zappatori (1903), Danzatrice (1926 c.), Il riposo del cacciatore (1927), Riposo della viandante (1929). Tra i bronzi accanto a Le gemelle Azzariti vanno citati Maternità (1909), la famosa Amanti 1909, Nudo femminile disteso (1925) e Serenella (1933). Diverse e di grande raffinatezza le ceramiche quali; Amanti, Preghiera, e Maschera della fine degli anni Dieci e Simulacro di Cristo (lampada votiva) del 1920. E ancora i vari disegni a carboncino, olio e pastello tra cui Donna e bambini in campagna e Notturno, innamorati sulla panchina del 1900 e Cipressi (1904) e i giocattoli realizzati dalla S.F.A.G.I. in cartapesta e legno.

Opere che raccontano una storia quella legata alle stagioni vissute dall’artista dai primi del Novecento fino agli anni Cinquanta, a sottolineare come la sua freschezza e spirito creativo siano rimasti inalterati nel tempo. Prini si è inoltre cimentato con la scultura monumentale realizzando il fregio del pronao della Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma rappresentando “l’artista e le battaglie artistiche” o “Peana dell’Arte”.

Silvana Lazzarino

GIOVANNI PRINI

Il potere del sentimento

Galleria d’Arte Moderna di Roma – Via Francesco Crispi, 24

Per i portatori di handicap ingesso da via Zucchelli,7

Orari: martedì a domenica ore 10.00 – 18.30; lunedì chiuso

24 e 31 dicembre ore 10.00-14.00

L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura;

per informazioni: 060608 (tutti i giorni 9.00–21.00), www.museiincomune.it.

dal 21 dicembre 2016 al 26 marzo 2017

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