Il Dispari 20210208 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210208 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210208

Il Dispari 20210208

Bruno Mancini |La “visione” di Raffaele La Capria
Per la serie Esopo news

Nei giorni scorsi ho ricevuto due telefonate da persone amiche che si trovano in grandi difficoltà nella lotta contro malattie incurabili o quasi.
Vivono su paralleli molto distanti tra di loro, eppure ho sentito nelle loro parole la stessa ansia di contatto umano capace di dare un sollievo al pianto della disperazione.

Ed ho pensato a tutta l’insipienza del genere umano impegnato nel costruire armi per offendere piuttosto che medicine per difendersi… ed alla morte che spadroneggia per tale follia collettiva.
Resta la voglia di operare affinché sia realizzata la visione ideologica espressa nel brano scritto nel 1952 da uno degli innovatori della narrativa italiana del ‘900: “Non ci sono paesini abbastanza isolati, non ci sono giorni abbastanza privati, né paralleli abbastanza lontani. Un rapporto si stabilisce sempre, prima o poi, non c’è scampo.- Raffaele La Capria“.

Dalla mia raccolta di poesie
“Sasquatch”
(1968 – 2009):

A loro

Non conosco le ragioni,
eppure sono attento,
dei suoi silenzi che ammantano distacchi.

Io vivo ancora.

I figli scalzano
immortali ambizioni, i porti certi dei fratelli.

Il nostro tetto
è il limite del nostro sguardo.

Dalla mia raccolta di poesie
“Sasquatch”
(1968 – 2009):

Adesso no

Adesso no.
Sonori squillano sopiti palpiti.
Ignazio è briciola
ondivaga in cerca di assonanze.

Nella discesa dal barchino di Caronte,
lui fu quel remo
ruotante in aria
che ne squarciava nebbie.

Vorrei capire,
verbo completo,
se il tempo mi scoppietta tra le mani
o sono stato il fabbricante dei petardi.

Dalla mia raccolta di poesie
“Sasquatch”
(1968 – 2009)
dedicata a Lina D’Onofrio:

Conversazione solitaria

Un mostro sacro s’aggira
sfiorendo
i teneri baccelli di versi smarriti
nel simplex
“futileggiante” click
di chi distrugge il proprio tempo,
nemmeno molto,
magari tutto,
contro smodato non svelare il sesto senso,
mai ultimo e mai privo di tormento,
per chi Poeta nasce e muore.

PUREZZA

Il gran “magone” non lo porgo
a peso,
affumicato,
a scaglie,
dorato,
in pillole,
stracciato tra due servi ed un padrone.

SEVIZIA

Diario di giorni non vissuti
smaltati con lacche giapponesi,
io soffio
in torride fornaci
dove gl’impasti
catturano fanghi e detriti
-magmatici anacronistici
“un giorno ancora
e sarà maggio allora
il mese delle rose o dei traslochi!”-
e i miei bizzarri
sparire in sabbie mobili
che… attenta… sembrano miele
intanto che mi tolgono respiro e forze.

Il Dispari 20210208
Angela Maria Tiberi intervista Liga Sarah Lapinska

parte seconda

Ringrazio Liga Sarah Lapinska, a nome mio personale, ma anche a nome di Bruno Mancini e di Gaetano Di Meglio, per averci concesso questa intervista, la cui parte prima è stata pubblicata lunedì 1 febbraio 2021 e che proseguo chiedendole:

D: Qual è l’artista della tua nazione che ha influenzato la tua anima nell’amore dell’arte?

R: Ahimè, non ho la nazionalità.
Sono ebrea, spagnola, libica, lettone, tatariana, bielorussa.
Amo quasi tutte le canzoni degli ebrei e mi ispirano molto.
Timna Brauer, Ofra Haza, Shulem Lemmer, Jaakov Shapiro, registi dei film ebrei.
Le canzoni dei ghetto sono molto commoventi.
Marģeris Vestermans ha fatto un lavoro importantissimo raccogliendo le canzoni degli ebrei prigionieri, spesso pieni di speranza, durante l’Olocausto.
Il pittore Murillo, lo scrittore Federico Garcia Lorca, i cantanti Monserrat Caballe, Jose Carreras e Enrico Macias sono nati in Spagna.
In lingua lettone scrive Rainis, vi raccomando di leggere le sue opere di ogni genere.
In lingua lettone cantano Margarita Vilcāne, Viktors Lapčenoks e Haralds Sīmanis.
Vi raccomando di conoscere meglio le poesie e le canzoni tradizionali di tatariani e bielorussi.

D: Perché hai scelto questo stile d’arte nella pittura e nella poesia?

R: Non ho scelto io il mio stile.
Posso ringraziare il nostro Creatore per le mie abilità di pittrice e di poetessa e anche la gente che riconosce che l’arte è la mia vocazione.
Vivo in una casa problematica.
Grazie a Māris Dzelme che è responsabile di questa casa.
Ha insieme con i nostri amici fatto tanto per realizzare i compromessi necessari con persone più rigorose che non vogliono lasciarmi lavorare tranquilla e che negano che anche altri, non sono loro, si possano ammalare non per una settimana o per mesi ed anni.

D: Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

R: Sono sopravvissuta ad alcune tragedie come la recente morte di mia madre Ārija.
Lei, a proposito, volentieri regalava i nostri libri ai suoi amici.
Allora so che cosa voglio fare come artista e come astrologa, però oggi mi sento troppo triste per sapere che cosa farò nella mia vita come figlia dell’uomo.

D: Perché ami l’Italia e quali sono i tuoi ricordi italiani.

R: Da piccolissima ho sentito nei miei sogni la lingua spagnola.
La lingua italiana l’ho imparata gradualmente dalle trasmissioni della radio romana, ah sì, un po’ dalle canzoni sanremesi e dalla corrispondenza con i miei amici in Italia.
Mi aiutava il mio spagnolo adesso già un po’ dimenticato.

D: Perché preferivi la lingua italiana a quella spagnola?

R: Sapevo che un giorno avrei visitato l’ Italia.
É successo.
Sono stata a Roma e in Campania.
Non sono stata ancora in Sicilia, la terra della quale vorrei sentire il profumo e vederla non solo nelle cartoline postali.
Amo molto il Sud Italia e la sua gente calda, aperta e cordiale, non solo il sole quasi tropicale verso il mare di smeraldo e le pareti delle rocce radianti nel Sud.
Ritornerò in Italia?
Non lo so.
Il mio gatto e i miei amici in Lettonia dicono, che non vogliano lasciarmi andar via da sola.

D: Descrivi in breve il tuo curriculum vitae.

R: Sono nata a Riga nel 1971, 5 Novembre. Vivo nella città di Jelgava.
Secondo i miei certificati, sono artista- disegnatrice e posso insegnare la lingua italiana sia per bambini sia per adulti, come ho già fatto talvolta.
Ho interrotto i miei studi nella Università della Lettonia a causa di circostanze emergenti.
Un criminale, killer e violentatore, di nome Egils Norkalns con la sua banda era deciso ad uccidere me, la mia mamma, sua sorella Ārija, sua mamma Hermīne Bittmett e non solo.
Ci siamo trasferiti a Olaine e, dopo, siamo tornati di nuovo a Jelgava durante le persecuzioni di questi criminalisti fuori legge.
All’ inizio della mia carriera lavorativa sono stata sorvegliante in un liceo musicale.
Negli anni seguenti ho prodotto traduzioni dall’italiano, dal tedesco e dall’inglese per il Seminario cattolico di Riga.
Poi ho insegnato la lingua italiana con certificato.
Per i cinque anni seguenti sono stata Consigliere Comunale di Jelgava e nello stesso periodo sono stata membro del gruppo di vendite all’asta e membro della commissione per la privatizzazione delle case del Comune di Jelgava.
Sono risultata vincitrice in alcuni concorsi in Lettonia, preso il Seminario per giovani attori, e in Italia come pittrice, scrittrice, traduttrice e giornalista nel concorso internazionale annuale “Otto Milioni”.
Sono una dalle fondatrici del partito “Nuovo Centro” (Jaunais Centrs, in lettone ), adesso trasformato in “La Concordanza” ( Saskaņa ).
Ultimamente non ho avuto il tempo per le attività sociali.
La Lettonia è un paese molto povero.
Solo se siamo più o meno onesti, allora sia i cosiddetti più “talentuosi” come me e sia i cosiddetti “incolti” che lavorano fisicamente, non rischiamo di morire di fame e di stenti.
Troppe formalità secondo le leggi di Lettonia per noi.
Durante la pandemia di Covid vi è stato in Lettonia un deficit finanche di vitamina D.
Ringrazio a te, mia cara Angela, per la nostra intervista!
E piacere di risentirti!

Il Dispari 20210208

Il Dispari 20210208

Il Dispari 20210208

Il Dispari 20210201 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210201

Angela Maria Tiberi intervista Liga Sarah Lapinska

D: Buongiorno Liga Sarah Lapinska, a nome mio personale, ma anche a nome di Bruno Mancini e di Gaetano Di Meglio, ti ringrazio per averci concesso questa intervista che avvio chiedendoti come hai iniziato ad amare la poesia e la pittura.
R: Innanzitutto saluto i lettori del quotidiano IL DISPARI e mi scuso con loro per il mio italiano difettoso.
Poi ringrazio Gaetano Di Meglio, Direttore di questo giornale, Bruno Mancini Presidente dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” e te che, tramite questa intervista, avete voluto dare visibilità alla collaborazione con cui gli Artisti della Lettonia partecipano ai progetti Made in Ischia.
Venendo alla domanda, posso dire che il mio amore per l’Arte è iniziato un giorno nel quale mi sono addormentata nella mia stanzetta blu e, nei sogni, ho sentito poesie, canzoni e cori di voci vellutati che parlavano con me in differenti lingue.
Svegliandomi ho avuto fretta di scrivere i versi e anche la musica.
Siccome non conosco abbastanza bene le note, ho scritto la musica a modo mio, usando puntini, righe ed altri simboli.
Comunque, non penso che potrei diventare una musicista di buon livello.
Talvolta però canto molto volentieri.
Con una delle mie poesie dal titolo “Io, l ultima donna ingenua”, ho vinto il primo premio al concorso internazionale “Otto Milioni” che ogni anno ha luogo in Italia e precisamente nella vostra meravigliosa isola d’Ischia.
Ecco, alcuni versi di quella poesia

“Forse ti farò male se ti spezzerò con le mie radici,
cresciute lentamente nel caos delle esperienze,
delle acque fertili e delle zolle fragili.
Solitudine trascendentale
supera i limiti di facce egoiste
e i tratti degli occhi sinceri.
Poiché tutte le verità sono troppo parziali,
tutte le solitudini sono sempre parziali.
Devi essere paziente.
Forse lontano dai mille monti e mille mari
fissati solo sulle mappe,
nel domani astratto, sarò un albero della riva,
un pino sulla riva, nel vento eterno,
più eterno del mondo.”

Colgo l’occasione per ringraziare la pittrice Nunzia Zambardi che ha preso spunto da questa mia poesia per realizzare un dipinto su una tela dorata che, con piacere, mi ha regalato nei giorni in cui ho soggiornato ad Ischia, la mia isola speciale.
Ho visto nei colori intensi visioni ed immagini, le facce degli eroi e dei martiri, mari, monti, pianeti e stelle.
Ho visto lei stessa come l’ebrea Maryam, vestita tutta in pizzo con il bambino privo di nazionalità che, purtroppo, in questa vita non mi nascerà, passando per strada piena di piume di uccelli, sia colombe, sia corvi, sia gabbiani.
Ho visto nei miei sogni il padre di suo figlio, di nome Igor Kulev.
Purtroppo, nella realtà l’ho perduto dalla mia vista.
Spesso nelle mie numerose opere grafiche e nei miei dipinti si riflette ciò che ho visto nei miei sogni, una notte dopo l’altra.
Ho iniziato a disegnare e dipingere appena ho potuto prendere in mano qualche penna.
Preferisco l’inchiostro nero, qualche penna di fibra e qualche pastello.

D: Quali sono i soggetti dei tuoi disegni?
R: Me stessa con il bambino mio non nato, madonne, eroi, martiri, danzatori, mari, monti, pianeti, stelle, cavalli, ornamenti filigranati in stile Turco e Semitico e, soprattutto, Tunisino.

D: Racconta il tuo impatto con la scuola e l’insegnante che ti fece amare l’arte.
R: Sono artista da piccolissima.
Non dimentico le mie insegnanti di musica, Gunta Paškovska e Biruta Tilgaile.
Loro mi hanno incoraggiata a cantare nel coro della scuola facendomi complimenti per il mio fortissimo timbro di voce.
Poi, dopo qualche tempo, al villaggio Svēte ho incontrato Inese Irbe, una insegnante di scrittura. Questa signora tollerante mi ha dato il consiglio di non smettere mai di scrivere e di studiare la lettura.

D: L’adolescenza è stata influente per la scelta dello stile della pittura e della poesia?
R: Non direi così.
Penso, che il mio stile sia cambiato poco dalla mia infanzia.
Adesso ho più esperienze, volute e non volute, che lasciano i loro stampi sulle mie pitture, poesie e fiabe.
Penso, che le mie grafiche più recenti e le mie fiabe più recenti sono più significative di quelle di me bambina.

D: Come hai conosciuto il Presidente Bruno Mancini?
R: Ho inviato a Bruno Mancini, che chiamo il Pescatore, una dalle mie poesie. “I tigli nella pioggia, i fuochi nella nebbia”.
Per caso.
Egli fu subito interessato, un uomo brioso ed onesto.
Gli ho chiesto se conosceva l’indirizzo di un calciatore di nome Fernando De Napoli che ha giocato per tanti anni a FC “Napoli”.
Forse Bruno mi fraintendeva pensando che io fossi innamorata di questo simpatico calciatore. Bruno non sapeva che scrivo con simpatia anche all’attore Silvester Stallone (un bravo pittore), a Raffi Kharajanyan (un brillante pianista armeno) e dedico le mie opere d’arte a Vitas (un giovane cantante di gran talento nato a Daugavpils in Lettonia).
Abbiamo cominciato la corrispondenza cordiale che continuerà fin quando saremo vivi.
Per la prima volta ho incontrato Bruno in persona durante la premiazione del nostro concorso “Otto Milioni- 2014”.
Ho capito, appena ho guardato nei suoi occhi castani chiari, che lui sia un amico per sempre.

D: Qual è l’artista italiano che ha influenzato la tua anima nell’amore dell’arte?
R: Pittori Raffaello e Sebastiano Grasso, scultore Michelangelo, cantanti Alice, Franco Battiato, Angelo Branduardi, Adriano Celentano, Andrea Parodi.

D: Qual è l’artista russo che ha influenzato la tua anima nell’amore dell’arte?
R: Pittori Nikolay Kramskoy e Ivan Shishkin, musicisti Pelageya e Vika Tziganova, Alexey Ribnikov, bandi musicali dei zingari. Scrittori Alexey Tolstoy e Aleksandr Kuprin.

Fine prima parte. La seconda parte sarà pubblicata lunedì prossimo

Bruno Mancini |L’incertezza della certezza

Per la serie Esopo news

In questi giorni sto rileggendo alcuni libri di uno scrittore che ho ammirato praticamente da sempre.
Nel testo di un vecchio volume, edito nel 1962 ed ormai senza copertine e con le pagine quasi distaccate dalla rilegatura, mi ha fatto piacere rilevare che alcune mie sottolineature, antiche di oltre 50 anni, continuano ad avere per me lo stesso rilievo positivo di allora.
Ad un tratto ho smesso di leggere e sono restato per molti minuti fermo a valutare prima, ed accarezzare poi, un pensiero tra il nostalgico e l’incredibile.

Ero da solo nel tramonto in riva al mare (il mare è uno dei personaggi importanti del libro), quando mi sono reso conto, infatti, di aver vissuta quasi tutta la vita nella logica, etica e pragmatica, sentimentale e sociale, derivante ed appartenente ad una frase sottolineata con un sottile tratto di matita.
E ciò che ancora ora mi seduce in questa scoperta non è tanto la certezza di avere agito e pensato nel modus vivendi, desiderato seppure a volte maledetto, stigmatizzato nella frase dello scrittore, ma la rivelazione di non essermene reso assolutamente conto pur nella lunga inseparabilità che ci ha uniti.

Senza lotta non si può stare soli; ma star soli vuol dire non voler più lottare.”

L’incertezza della certezza non smette mai di stupire!
Sempre lui, Cesare Pavese ma da un altro libro.

Ma ormai io non potevo più perdonarle di essere una donna, una che trasforma il sapore remoto del vento in sapore di carne.

Più lo rileggo e più sono convinto di aver fatto bene ad ammirarlo per oltre mezzo secolo.

La nostra antologia di Arti varie “ARTE ALTROVE”, la cui splendida copertina è stata realizzata con il quadro “Parnaso” del pittore Jeanfilip, sta facendo il giro del mondo promossa e pubblicizzata “anche” dalla moltitudine di Artisti che ne fanno parte.

Ringraziamo Ajub Ibragimov per questa sua indicativa testimonianza.

Il Dispari 20210125 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210125

Il graditissimo ritorno di Emanuela Di Stefano

Il Dispari 20210125

Pubblicando le foto che vedete, Emanuela Di Stefano, scrittrice, pittrice, artista a tutto tondo e sensibilissima cultrice delle migliori idealità sociali, ha scritto:

«Attraverso la lettura e l’arte raccontata in ogni forma “nobile”, intravedo una “piccola porta della speranza” per dirla con la poetica di Neruda.

E con questo prezioso “bottino” ricevuto, ringrazio tantissimo il poeta Bruno Mancini che da molti anni offre la possibilità a scrittori emergenti e non, provenienti da ogni parte del mondo, di unirsi idealmente in un pensiero comune a favore della diffusione della cultura, tramite la fondazione di associazioni da lui istituite e la pubblicazione delle nostre opere letterarie, presenti in queste antologie.

Un ringraziamento va anche alla stampa, importante divulgatrice delle nostre iniziative: i quotidiani Il Dispari e il Mattino.

A presto ritrovarci per nuovi progetti, sempre onorata di esserci …

Emy »

A questa sua inattesa e gradevolissima iniziativa è seguito il breve scambio di messaggi che qui riporto, anche con la sua autorizzazione.

Bruno Mancini: «Cara Emanuela non dimenticherò mai tutto ciò che tu hai fatto per agevolare la diffusione dei nostri progetti culturali, la tua entusiastica partecipazione fin da quando erano in pochi a dare credito alle nostre iniziative… e, naturalmente, la bellezza artistica dei tuoi dipinti e delle tue opere poetiche.

Grazie sempre e sempre di più insieme

Emanuela Eleonora Di Stefano: «Sono lusingata delle tue parole caro Bruno, quando gli ideali sono i medesimi si “viaggia” sullo stesso binario.

Mi scuso con te e con tutti gli iscritti, se negli ultimi tre quattro anni sono stata un po’ assente, ma ho vissuto l’inferno e una rivoluzione totale della mia vita trascinandomi dietro mille difficoltà… mi ero molto chiusa in me stessa ed avevo abbandonato quasi tutto.

Ma adesso sappi, e lo scrivo pubblicamente, che rientrerò a gamba tesa per ogni progetto artistico e per la sua divulgazione, perché voglio prendere esempio dalla tua determinazione e tenacia  »

 Bruno Mancini: «Anche se con molta discrezione, ho seguito sempre con tanta partecipazione emotiva le tue “vicende” esistenziali ed ora ti lascio immaginare la commozione che mi ha invaso leggendo che, in qualche modo, posso contribuire al tuo rientro tra le “cose” belle della vita.

Chiamami quando vuoi e riprenderemo a scrivere, insieme a tutti gli amici di DILA, le pagine dei progetti artistici, culturali e sociali che fanno parte del nostro DNA.»

Emanuela Di Stefano è ritornata, noi ne siamo felici e presto voi, in questa pagina, potrete leggere notizie dei suoi contributi, non solo artistici ma anche operativi, volti allo sviluppo ed alla promozione dei nostri progetti Made in Ischia.

Intanto, chi volesse iniziare a conoscerla, può accedere a questo link https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10202408594654046&type=3

Bruno ManciniIl Dispari 20210125

 

Tina Bruno |Recensione: Non è facile far ridere una donna triste

Le poesie del poeta Bruno Mancini hanno sempre un richiamo sentimentale che le unisce e le accomuna con il grande sentimento dell’amore.
La poesia che mi accingo a commentare in queste pagine, “Non è facile far ridere una donna triste“, è tratta dal volume “ARTE ALTROVE”, antologia internazionale di arti varie edita dalla Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi, presentata in anteprima durante l’ultima edizione di BookCity 2020.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall’Associazione BOOKCITY MILANO (costituita da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori), la rassegna internazionale dell’editoria e della lettura BookCity #BCM20 è stata sostenuta da Intesa Sanpaolo (main partner), da Esselunga (premium partner), da Fondazione Cariplo con le partecipazioni di Borsa Italiana, Enel, Pirelli, Burgo Group, Federazione Carta e Grafica, Spazio Lenovo, Fondazione AEM, Intesa Sanpaolo Assicura, Messaggerie Libri SpA, Rotolito, Progetto M360, Action Aid (Charity partner), Bird&Bird, ed è stata realizzata sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura, in collaborazione con AIE (Associazione Italiana Editori), ALI (Associazione Librai Italiani), AIB (Associazione Italiana Biblioteche), e LIM (Librerie Indipendenti Milano) e con il patrocinio di Regione Lombardia, annoverando come  media partner il Corriere della Sera, il Gruppo Mondadori, la RAI Radio3, la Feltrinelli, ilLibraio.it.  e ibs.it.

La mia personale chiave di lettura mi spinge a ritenere “Non è facile far ridere una donna triste” una poesia molto bella che centra lo stato d’animo delle persone dopo una grande perdita, in questo caso la perdita del compagno.
Il poeta, con molta saggezza, descrive il cambiamento che la vita subisce dopo un grande dolore. La donna descritta dal poeta, anche se continua ad essere gentile nel portamento, nell’ordine, nelle movenze, nei rapporti con gli altri, non sente nessun trasporto per qualcuno e si lascia trascinare nel buio dalla solitudine.

Passano le feste, scorrono le giornate e, come una pellegrina per strada in silenzio con se stessa, lei si muove nella sua casa vuota.
Ha preso coscienza che la vita è triste dopo essere stata tanto amata.
A nulla valgono le gentilezze offerte dagli amici, la loro protezione, il loro amore, perché ciò che ama è chiudersi sempre di più alla vita.

 

Non è facile far ridere una donna triste

Poesia tratta dalla raccolta
di Bruno Mancini
“La mia vita mai vissuta”

Oscillava, l’amata,
in delicate armonie
di tristezze e tenerezze
invasa
oltre capienza del suo pensiero,
da lontananze tenebrose,
resa
sbilenca,sghemba, sbieca
nel quotidiano
frammentare randellare frantumare
filanti attese di ritorni…
e sempre Mario sapeva sprigionare i suoi sorrisi.

Che vale essere angeli cent’anni
se un tocco di follia
mi uccide il corpo
e lascia anime deserte?

Dalila Boukhalfa, Presidente DILA per la nazione Algeria, presenta

Mohamed Yossef Ismail Ali, nuovo collaboratore dei nostri progetti Made in Ischia.

Mohamed Yossef Ismail Ali, giornalista, poeta e scrittore è nato in Egitto nel 1967.

Laureato in chimica, facoltà di scienza presso l’Università egiziana di Ain Shams, ha insegnato a Roma presso una scuola superiore libica.

Corrispondente delle TV: Egiziana Nile News in Italia,  TV Arabia Saudita, TV Qatar sport,

TV Sudan,  TV Siriana, TV Palestina, TV Bahrein, e della Radio Arabia Saudita; nonché del quotidiano Al Masry Al Youm e della rivista Rosa AlYoussef.

Direttore di Arab News Agency (Egitto) in Italia, di Newtr News Agency (Turkia) in Italia, è il portavoce della Comunità Egiziana in Italia.

L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, il quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, la Casa Editrice IL SEXTANTE e il magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi, rivolgono un caloroso “benvenuto” a Mohamed Yossef Ismail Ali nella certezza di una proficua collaborazione nei campi artistici culturali e sociali.

Bruno Mancini

EV7386 – Spazio scenico – Puntata n. 411

EV7386 – Spazio scenico – Puntata n. 411

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