Il Dispari 20220627 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220627 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220627

DILA – Il Dispari – ADA

Biblioteca Antoniana Ischia

4 – 5 – 7 – 8 luglio 2022 – ore 17:30

EVENTI CULTURALI DI ARTI VARIE

Conduttrice Chiara Pavoni
Organizzatrice Flora Rucco
Madrina Lucia Annicelli

4 luglio: giornalista Gaetano Di Meglio – cantante Marcella Foranna – poetessa Veronica Peredes – poetessa Elisabetta Petrolati – pittrice Angela Rucco

5 luglio: giornalista Gaetano Di Meglio – cantante Angela Prota – scrittrice Lucia Fusco – poetessa Flora Rucco – seduta di sahaja yoga con Rosaria Taliercio

7 luglio: giornalista Gaetano Di Meglio – cantante Angela Prota – poetessa pittrice Clementina Petroni
scrittrice Flora Rucco – poetessa Marianna Cossentino

8 luglio: giornalista Gaetano Di Meglio –  scrittore Alberto Liguoro – regista Felice Ceparano

EVENTO CULTURALE:

 Una serata di ricordi indimenticabili.

 1 luglio 2022 ore 18.30

presso Map Pontinia piazza kennedy

 

Organizzazione e conduzione
Angela Maria Tiberi
Vicepresidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

L’Associazione Da Ischia L’Arte –DILA
Presidente Bruno Mancini in collaborazione con le Associazioni:

ADA Presidente Dalila Boukhalfa
Corazon Latino Presidente HyadeGuttierez
Ibedart Presidente Manal Serry
Magna Grecia Latina New York Presidente Milena Petrarca
Nuova Immagine Latina Presidente Franco Borretti
Nuovo Cenacolo della Poesia Presidente Vincenzo Caccamo
Orchidea Latina Presidente Cecilia Salaceis;

con il Patrocinio del Comune di Pontinia
 con il supporto mediatico della testata giornalistica
IL DISPARI di Gaetano Di Meglio

Vi invita alla presentazione dell’antologia

Mamma donna meravigliosa
scritta da autori vari
ideata da angela maria tiberi
curata da lucia fusco

Relatori:
 
Alfonso Gurreri
Anna Maria Polidori
Antonio Scarsella
Carlo Bottoni
Claudio Galeazzi
Claudio Volpe
Flora Rucco
Franco Turco
Gianni Mida
Gianna Formato
Giulia Vignapiano
Lucia Fusco,
Luigi Zaccheo
Manal Serry
Milena Petrarca
Nancy Piccaro
Padre Giancarlo
Padre Nicola Muciaccia
Pietrantonio De Lucia
Rosaria Zizzo
Vincenzo Caccamo

Saranno esposte opere pittoriche di:
Angela Rucco
Flora Rucco
Gianna Formato
Milena Petrarca

Ospiti:
 
Alberto Corradini
Alessandra Corvi,
Alessandro Petrarca,
Andrea Del Buono
Angela Prota
Anna Maria Bovieri
Anna Rizzo
Antonio Buonomo,
Antonio De Asmundis,
Antonio Fusco
Beatrice Milan
Claudio D’Andrea
Enzo Rufino,
Eros Ciotti
Franca Cappelli
Gabriella Consoli Bravo
Gerardo Pinto
Giacinta Santilli
Giacomo Antognarelli
Giancarla Sissa
Gino Da Vinci,
Giovanni Pacella
Giuliano Moretto
Giuseppe Astarita
Isabella Baratta
Lina Savone Villa
Lopel Gisela
Luigi Costantini
Mafalda Cantarelli
Maria Luisa Neri
Maria Supino
Marina Cappelli
Mattiew Lamberti
Mauro Montacchiesi
Monica Astarita
Paola Cacciotti
Pasquale Esposito
Petrantonio De Lucia
Rino Sortino
Rita Petrarca
Rita Sani,
Roberta Cappuccilli
Salvatore Volpe
Tony Piccaro
Vincenzo Middei
Walter Poli
Wanda Puglia

 
In memoria di

Angelo Maria Tiberi
Anna Esposito
Antonella Lavieri
Antonia Perna
Antonio De Curtis o Totò
Antonio Mencarini
Antonio Turco
Calogero Rinaldi
Domenico Di Stefano
Domenico Petrarca
Eusebio Consoli Bravo
Enzo Volpi
Fausto Villa
Franco Ruggeri
Gianna Tomasello
Giovanni Rotunno
Giuliano Tiberi
Giuseppe Ruotolo
Graziella Gurreri
Irma Buffoni Cappuccilli
Letizia Venditti
Lina Tiberi
Liliana Emiliozzi Galeazzi
Lorenza Tiberi
Lucia Venditti,
Maria Marcoccio
Maria Panetti Petrarca
Marilena Gallo De Asmundis
Mario Da Vinci
Mario Merola
Nino Tomasello
Padre Gaetano
Paola Occhi
Primo Pregnolato
Rinaldo Zuliani
Rita Gemma Petrarca
Roberto Murolo
Romeo Emiliozzi
Sergio Bruni
Tony Astarita
Vincenzo Capuani
Vincenzo Ruotolo
Vincenzo Savarese
Vincenzo Tiberi

e di tutti gli italiani che hanno dato onore alla cultura, alla difesa dei diritti umani e alla gloria italiana, amando la propria famiglia e il prossimo, rispettando la Natura.

Mario De Marchis canterà canzoni napoletane e romane

Ingresso libero

Il Dispari 20220620

Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

Anniversario in casa DILA per il “CAPO” e la “CAPA”

Semplicemente succede

Lui mi stava antipatico. Si buttava addosso mentre ballavamo un lento.

Gli dissi “Non mi piace ballare così”.

Lei mi disse “Non mi piace che balli così”. Le risposi “Allora ciao”.

è cominciata così con una schermaglia estemporanea la storia che ancora oggi, dopo 56 anni, tiene legati Bruno e Rosalba, prova provata che non sempre le coppie che fanno un lungo percorso insieme hanno una perfetta consonanza di carattere.

Le anime di gemelle si amano? Sì certo. Ma ciò è ugualmente vero per le anime diverse e scompaginate  che nel continuo confronto quotidiano della loro differente idea del mondo trovano alimento per un viaggio di vita insieme in barba ai pronostici iniziali.

Rosalba da quel balletto galeotto andò via irritata e nervosa.

Bruno… non si sa se in quel momento abbia deciso di provarci ancora o di lasciar perdere, poi glielo chiederemo.

Sicuramente qualcosa è successo di proficuo tra i due. Sembra che lui poi incontrandola le abbia chiesto “vuoi diventare la mia donna?”

Chissà lei cosa rispose. Inutile chiedere alla dama schiva.

Però tre figlie e 56 anni di matrimonio fanno pensare che qualche sì, se non quel giorno, sia stato detto.

Tre figlie e tanta strada insieme sempre fedelmente incrollabilmente radicati alla loro identità.

Toro e pesci, terra e acqua.

Lei ha visto albe ad ogni risveglio.

Lui più albe prima di dormire.

Bruno rompe gli schemi.

Rosalba ama l’ordine costituito.

Lei è stanziale. Lui vorrebbe vivere in una roulotte in giro per il mondo.

Non cercare alchimie nella coppia.

Semplicemente succede.

 

Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

Premio internazionale OTTO MILIONI

ideato da Bruno Mancini, dedicato al Comm. Agostino Lauro, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa

Undicesima edizione- 2022

Sono 50 le opere di arti grafiche che, tra le oltre 200 iscritte, sono state selezionate per partecipare alla fase finale del premio e che potrete votare sul web fino al 10 settembre 2022 cliccando su https://www.emmegiischia.com/wordpress/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2022/

 Provenienti da 19 Nazioni <Armenia, Cile, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, India, Iran, Israele, Italia, Lettonia, Maldive, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Ucraina, Ungheria, Venezuela, Vietnam>, ecco l’elenco completo degli Artisti finalisti: Abu Pashaev, Aida Turrini, Ajub Ibragimov, Alessia Gaveglia, Amirbek Ismailov, Anastasia Lesyuk, Arif Azad Painter, Artur Gevorgyan, Dina Banay Babay, Dita Dīķe, Èda Gyenis, Elizabete Blūma, Ēriks Bāris, Fabaries Vasquez, Fatima Daudova, Florenza Lessa, Giusy Donini, Indulis Zālīte, Irina Befa, Irinel Daniel Iacob, Janis Drozdovs, Kārlis Dobrājs, Le Hai Linh, Lev Karnauhov, Liga Sarah Lapinska, Loris Giorgini, Magomed Zakriev, Mark Illukpitiya, Maurizio Pedace, Melinda Horvath, Miguel Pinero, Milena Petrarca, Mirjana Milanovic, Nunzia Zambardi, Pini Goldstein, Puransingh Jhala, Raimonds Spundzāns, Rolands Krišjāns, Safa Bn Quadro, Sergey Kyrychenko, Soledad Lamas Gonzalez, Sulumbek Idrisov, Tomas Fernandez, Vera Roke, Vidma Wait, Vija Laganovska – Birkova, Yair Aharon, Yuri Serebryakov.

Nelle prossime edizioni di questa pagina pubblicheremo tutte le 50 opere finaliste.

Complementi a tutti gli Artisti… e vinca il migliore.

Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

 

 

Mauro Montacchiesi “legge” la poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini ·

Dalla raccolta “Non sono un principe”

Poesie di Bruno Mancini

https://www.emmegiischia.com/wordpress/promo-uno/

A Casablanca

Questa, di Bruno Mancini, è una lirica autobiografica, sintetica riflessione del suo universo in potenza.

Il costante incrociarsi di gradi d’individualità, con congetture e rappresentazioni allegoriche, dà l’impressione di blandire un desiderio distante, un’aspettativa che non sarà in nessun caso verità (Apro il sipario sui mondi paralleli …), un’illusione di paradiso che si consuma più in là della prospettiva fallace di un’esile realtà.

Per il vate, le farfalle, negli attuali giorni d’inerzia e di aspettative, appaiono come in controluce (istanza di tenerezza e passionalità) tra i cristalli di Murano.

Il suo buio si presenta angosciato da sopori lancinanti, da selvaggi ardori di mettere in moto la propria energia.

Le farfalle filigranate, i sopori lancinanti, i selvaggi ardori, questa la sintesi allegorica dei suoi giorni, delle sue notti.

ll di là da venire, il tempo andato, al momento non si arrestano, con intenso vigore propulsi all’esterno da struggenti afflati, da ciò che è in fieri. Il cantore alza la cortina su universi convergenti, fatti di “patatine fritte (mancanza di comprensione da parte di …) e birre popolari (Gli amici)”.

E in quegli universi individua un’etera (una relazione sentimentale molto saltuaria) sprovvista di alterigia, alle spalle di un flat screen.

Come da un remotissimo creato, il suo tono metafisico vocalizza: “Amor, amor…”.

Il cantore avvolge aspettative e disillusioni, in un piego piombato, il cui ricevente è la potenza misteriosa e invincibile del suo stesso fato.

Bagna superficialmente la linguella di cerniera, passa i confini in un convenzionale bollettino che dà il titolo che non c’è solennità a Casablanca.

A Casablanca, vale a dire transitoria, ma impellente necessità di considerazione che, verosimilmente, al momento non c’è.

I ricordi sono compressi, eccessivi.

L’ischitano non più luccica di fervori.

Si percepisce, si descrive sgradevole corsaro.

Le reminiscenze sono una masochistica crudeltà, una “ruota della tortura” di manzoniana memoria:

Condotti al luogo del patibolo, le siano dal carnefice con una ruota ben ferrata spezzate a uno a uno tutte le ossa principali del corpo del cranio della testa in poi, …

<Dalla grida del 7 agosto 1630, contro gli untori, firmata da Antonio Ferrer> – (I Promessi Sposi).

Il poeta postula un bilancio esistenziale tra passioni (sentimenti) e delusioni (frustrazioni), tra gemme (gioie), tempeste (gravi sconvolgimenti) e inganni (trame altrui a suo danno).

E continuerà a postulare quel bilancio esistenziale, con nichilistica emozione, fino a quando la folle apoteosi di una sua poesia si trasformerà in una farfalla incastonata sul girotondo (malinconia per i ricordi) opaco di una coppa.

La coppa, ovvero uno stato di coscienza in cui l’uomo, il vate, vuole tornare alla simbiosi con il cosmo.

E’ un sentimentalismo evanescente, permeato di velata tristezza, di commovente malinconia, provvisto di ragguardevole creatività.

Bruno Mancini è instancabilmente autentico, affascinante, incessantemente simbiotico al personalismo umano e umanistico dell’esclusivo periodo che vive, verosimilmente, nel momento della stesura del testo.

Dalla raccolta “Non sono un principe”

A Casablanca

Farfalle filigranate
in vetri di Murano
questi giorni di stasi e di attese
queste notti di sonni convulsi,
brutali desideri di muovere la vita.
E ancora non si fermano,
pensieri endecasillabi,
domani, ieri,
sbalzati fuori del presente.
Apro il sipario
sui mondi paralleli
tra patatine fritte e birre popolari,
scovo puttana priva di spocchia
dietro lo schermo piatto
-come da un altro mondo
la sua vocina aliena
sberleffa
“Amor, amor…”-,
accartoccio speranze e delusioni
in plico sigillato
destinatario “Il mio destino”,
umetto la linguella di chiusura
-sigillo gli fu negato-,
sconfino nel banale
lì dove un notiziario intitola
che non c’è festa a Casablanca.
Spiaccicata
scandalosa memoria,
non più brillo d’entusiasmi,
contro me stesso, trucido pirata,
incatenate anamnesi
alla ruota della tortura,
vorrò misura saldo
tra passioni e delusioni,
gemme
tempeste
inganni,
fin quando in sconveniente epilogo
folle apoteosi d’una mia poesia
sarà farfalla incastonata
-mosaico decorativo-
sul girotondo opaco di una coppa.

Premio internazionale OTTO MILIONI

ideato da Bruno Mancini, dedicato al Comm. Agostino Lauro, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa

Undicesima edizione- 2022

Sono 50 le opere di arti grafiche che, tra le oltre 200 iscritte, sono state selezionate per partecipare alla fase finale del premio e che potrete votare sul web fino al 10 settembre 2022 cliccando su

https://www.emmegiischia.com/wordpress/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2022/

Provenienti da 19 Nazioni <Armenia, Cile, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, India, Iran, Israele, Italia, Lettonia, Maldive, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Ucraina, Ungheria, Venezuela, Vietnam>, ecco l’elenco completo degli Artisti finalisti: Abu Pashaev, Aida Turrini, Ajub Ibragimov, Alessia Gaveglia, Amirbek Ismailov, Anastasia Lesyuk, Arif Azad Painter, Artur Gevorgyan, Dina Banay Babay, Dita Dīķe, Èda Gyenis, Elizabete Blūma, Ēriks Bāris, Fabaries Vasquez, Fatima Daudova, Florenza Lessa, Giusy Donini, Indulis Zālīte, Irina Befa, Irinel Daniel Iacob, Janis Drozdovs, Kārlis Dobrājs, Le Hai Linh, Lev Karnauhov, Liga Sarah Lapinska, Loris Giorgini, Magomed Zakriev, Mark Illukpitiya, Maurizio Pedace, Melinda Horvath, Miguel Pinero, Milena Petrarca, Mirjana Milanovic, Nunzia Zambardi, Pini Goldstein, Puransingh Jhala, Raimonds Spundzāns, Rolands Krišjāns, Safa Bn Quadro, Sergey Kyrychenko, Soledad Lamas Gonzalez, Sulumbek Idrisov, Tomas Fernandez, Vera Roke, Vidma Wait, Vija Laganovska – Birkova, Yair Aharon, Yuri Serebryakov.

Nelle prossime edizioni di questa pagina pubblicheremo tutte le 50 opere finaliste.

Complementi a tutti gli Artisti… e vinca il migliore.

 

Due poesie inedite di Bruno Mancini

inserite nella raccolta “… Parlo alle cose”

Alla marina

 

Dopo due anni
ho
riabbracciato la mia
spumeggiante
risacca marina.

Ha finto di non riconoscermi
nel lento andare
avviluppate,
da uno scoglio all’altro,
maliziose,
ciuffetti in onde,
alghe sensuali.

Ha finto nel tempo
del certo immerso:
mia forza d’intesa
mia trama di storia
mia voce d’amore.

“Domani torno”
“Domani ti aspetterò”.

———-°°°°————

Fischiettando

 

A piedi scalzi
sabbia di sole incorporata
mi sfida
nel ritorno dai lunghi
due anni.

E sono io a stendermi
nel gesto di un abbraccio
desiderato,
mai perso
nell’infida sfida
tra la vita e la morte.

La sabbia ardente
modellata in tiepida conca
fischiettando per la fuga dei fantasmi
accoglie il mio incantesimo.

Il Dispari 20220613

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Nicola Pantalone si racconta ad Angela Maria Tiberi

Salve, mi chiamo Nicola Pantalone  e sono un musicante.

Qualcuno, all’inizio della mia avventura, scrisse Nick su un manifesto e questa abbreviazione del mio nome me la sono portata per tutta la vita, vuoi perché a pronunciarla era più facile per tutti, vuoi perché un nome americanizzato all’epoca era più affascinante.

La mia povera mamma non ne era felice perché, fino a quel momento aveva associato questo nomignolo al cane, e allora temeva che  mi avessero appunto chiamato come un cane dopo avermi sentito cantare.

A parte gli scherzi, considero di essere stato un uomo fortunato: sono nato a Napoli, sono da tanto tempo Cittadino di Ischia, questa isola meravigliosa, ho come Amico fraterno un uomo geniale, scrittore e poeta di valore che si chiama Bruno Mancini e, soprattutto, ho ricevuto nelle mie corde la possibilità di comunicare col resto del mondo con il linguaggio più armonizzante, più pacifico, più convincente e simpatico che esista: la Musica.

Tanti e tanti anni in musica mi hanno permesso di conoscere e di interpretare canzoni di tutto il mondo, ma il ritorno alle origini, alla mia napoletanità, mai perduta nonostante ripetuti impegni musicali in giro per l’Italia e all’estero, mi ha regalato l’amore per la canzone napoletana, di cui spesso ho raccontato la storia, attraverso gli Autori e gli aneddoti riguardanti la loro vita.

Lo sapevate che Piedigrotta, la festa più amata dai napoletani, era già menzionata in un libro dello scrittore di Roma antica Petronio?

E che alla Piedigrotta venne affidata verso la metà dell’800 la prima rassegna di canzoni napoletane che, fino a quel momento, non avevano avuto una consacrazione nazionale o, addirittura, internazionale?

Lo sapevate che Libero Bovio, autore di alcune tra le più appassionate e belle canzoni napoletane, poeta sopraffino, soprannominato “‘o chiattone“ per la sua pinguedine da ragazzino, non ebbe nessuna voglia di studiare, per cui costrinse sua madre, ormai vedova, a raccomandarlo per un posto di scrivano?

E qui avvenne la metamorfosi di Bovio, oggi tra gli autori più amati dai napoletani, che ogni anno, nel giorno in cui fanno visita ai loro cari defunti , lasciano un fiore sulla tomba del Poeta.

Ischia, anche prima di diventare meta esclusiva di turisti era già stata menzionata nelle classiche canzoni di Napoli.

Michelemmà, scritta tra il 500 e il 600, parla appunto di una ragazza d’Ischia “E’ ‘na scarola“, figlia di un notaio, che si era intrufolata  nell’accampamento dei turchi invasori e, mentre dormivano, li aveva uccisi “a duie a duie”, salvando l’isola dalle future  scorribande.

Ai primi del 900 l’isola è stata la location nella quale si svolse la storia, poi a lieto fine di Anna Rossi, figlia di un fornaio napoletano.

I matrimoni all’epoca erano combinati e, specie le famiglie più povere, non potevano opporsi a richieste di personaggi particolarmente in vista e per giunta ricchi.

Così Anna sposò Pompeo Corbera, ricco proprietario ischitano e albergatore di Ischia, molto più anziano di lei.

La giovane era triste, perché il suo amore era un coetaneo, il giornalista e poeta Eduardo Nicolardi, che disperatamente le aveva dedicato la canzone “Voce ‘e notte“.

Il signor Corbera, però, dopo poco tempo defunse, lasciando Anna ricca e libera di unirsi per tutto il resto della vita al suo Poeta.

L’uomo della canzone napoletana è quasi sempre un perdente: vive, sperando e disperandosi, il rapporto con la donna che ama.

Lo testimoniano decine e decine di canzoni, tra le quali una che rende particolarmente l’idea è la “Malafemmena“ di Totò.

Secondo me questa caratteristica conferisce una maggior teatralità a ogni storia.

L’osservazione di scene di vita quotidiana potrebbero infatti portare a pensare che il popolo napoletano è “anormale“.

La normalità è svegliarsi presto al mattino, prendere il bus, andare in ufficio e passare circa 7 ore seduto al computer a sbrigare pratiche.

A Napoli, chi si comporta così è una esigua minoranza.

Tutti gli altri cercano di trovare, o addirittura di inventarsi, lavori che permettano di stare in movimento, in mezzo alla gente e, anche inconsciamente, di esibirsi nella maniera più semplice, ma con grande professionalità.

Ecco perché la mia, forse ingenua, riflessione, mi convince sempre più che Napoli è un enorme palcoscenico.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

DILA – IL DISPARI – ADA nella Biblioteca Antoniana

Nei giorni 4 – 5 – 7 e 8 luglio prossimi, l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, in collaborazione con il quotidiano Il Dispari di Gaetano Di Meglio e con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, proporrà una serie di incontri con scrittori, pittori e musicisti impegnati da tempo nelle attività artistiche, culturali e sociali organizzate da DILA.

Chiara Pavoni, Alberto Liguoro, Angela Prota, Flora Rucco ne saranno i conduttori.

Nelle prossime settimane vi presenteremo, in anteprima, i programmi completi degli incontri.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

DILA a Roccagorga

Il pomeriggio del giorno 14 maggio 2022, trascorso nel Museo Etnico di Roccagorga con il Sindaco Nancy Piccaro e l’Assessore alla cultura Anna Maria Polidori che hanno ospitato l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in occasione della presentazione dell’antologia “Mamma donna meravigliosa” scritto da Angela Maria Tiberi (Calogero editore), organizzato dalla poetessa Maria Supino insieme a Lucia Fusco è stato stupendo.

Si ringraziano le organizzatrici, le Autorità nominate e i partecipanti Alfonso Gurreri, Antonio Scarsella, Eros Ciotti, Mario De Marchis, Rino Sortino, Alessandra Corvi, Isabella Baratta, Paola Cacciotti.

Inoltre, onorevole prestigio è stato conferito dalle presenze dell’artista internazionale Milena Petrarca, Presidente Associazione Internazionale Magna Grecia Latina New nonché Presidente delegata DILA di varie sezioni territoriali nazionali e internazionali come Campania e New York  e da Lucia Fusco Presidente delegata Italia Associazione Internazionale DILA.

La bellissima serata con musica, prelibatezze e vino locale dell’Agro Pontino è stata allietata da numerosi artisti teatrali, che ringraziamo tutti, tra i quali desideriamo segnalare particolarmente Paola Cacciotti, Isabella Baratta, Antonio Scarsella ed Eros Ciotti.
I complimenti da parte del folto pubblico presente sono stati indirizzati, con applausi, a tutti i partecipanti.

Angela Maria Tiberi
Vice Presidente Associazione Internazionale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Due poesie inedite di Bruno Mancini

inserite nella raccolta “… Parlo alle cose”

 

Alla marina

Dopo due anni
ho
riabbracciato la mia
spumeggiante
risacca marina.

Ha finto di non riconoscermi
nel lento andare
avviluppate,
da uno scoglio all’altro,
maliziose,
ciuffetti in onde,
alghe sensuali.

Ha finto nel tempo
del certo immerso:
mia forza d’intesa
mia trama di storia
mia voce d’amore.

“Domani torno”
“Domani ti aspetterò”.

———–°°°°————

Fischiettando

A piedi scalzi
sabbia di sole incorporata
mi sfida
nel ritorno dai lunghi
due anni.

E sono io a stendermi
nel gesto di un abbraccio
desiderato,
mai perso
nell’infida sfida
tra la vita e la morte.

La sabbia ardente
modellata in tiepida conca
fischiettando per la fuga dei fantasmi
accoglie il mio incantesimo.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

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DILA

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Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20220620

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Anniversario in casa DILA per il “CAPO” e la “CAPA”

Semplicemente succede

Lui mi stava antipatico. Si buttava addosso mentre ballavamo un lento.

Gli dissi “Non mi piace ballare così”.

Lei mi disse “Non mi piace che balli così”. Le risposi “Allora ciao”.

è cominciata così con una schermaglia estemporanea la storia che ancora oggi, dopo 56 anni, tiene legati Bruno e Rosalba, prova provata che non sempre le coppie che fanno un lungo percorso insieme hanno una perfetta consonanza di carattere.

Le anime di gemelle si amano? Sì certo. Ma ciò è ugualmente vero per le anime diverse e scompaginate  che nel continuo confronto quotidiano della loro differente idea del mondo trovano alimento per un viaggio di vita insieme in barba ai pronostici iniziali.

Rosalba da quel balletto galeotto andò via irritata e nervosa.

Bruno… non si sa se in quel momento abbia deciso di provarci ancora o di lasciar perdere, poi glielo chiederemo.

Sicuramente qualcosa è successo di proficuo tra i due. Sembra che lui poi incontrandola le abbia chiesto “vuoi diventare la mia donna?”

Chissà lei cosa rispose. Inutile chiedere alla dama schiva.

Però tre figlie e 56 anni di matrimonio fanno pensare che qualche sì, se non quel giorno, sia stato detto.

Tre figlie e tanta strada insieme sempre fedelmente incrollabilmente radicati alla loro identità.

Toro e pesci, terra e acqua.

Lei ha visto albe ad ogni risveglio.

Lui più albe prima di dormire.

Bruno rompe gli schemi.

Rosalba ama l’ordine costituito.

Lei è stanziale. Lui vorrebbe vivere in una roulotte in giro per il mondo.

Non cercare alchimie nella coppia.

Semplicemente succede.

 

Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

Premio internazionale OTTO MILIONI

ideato da Bruno Mancini, dedicato al Comm. Agostino Lauro, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa

Undicesima edizione- 2022

Sono 50 le opere di arti grafiche che, tra le oltre 200 iscritte, sono state selezionate per partecipare alla fase finale del premio e che potrete votare sul web fino al 10 settembre 2022 cliccando su https://www.emmegiischia.com/wordpress/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2022/

 Provenienti da 19 Nazioni <Armenia, Cile, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, India, Iran, Israele, Italia, Lettonia, Maldive, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Ucraina, Ungheria, Venezuela, Vietnam>, ecco l’elenco completo degli Artisti finalisti: Abu Pashaev, Aida Turrini, Ajub Ibragimov, Alessia Gaveglia, Amirbek Ismailov, Anastasia Lesyuk, Arif Azad Painter, Artur Gevorgyan, Dina Banay Babay, Dita Dīķe, Èda Gyenis, Elizabete Blūma, Ēriks Bāris, Fabaries Vasquez, Fatima Daudova, Florenza Lessa, Giusy Donini, Indulis Zālīte, Irina Befa, Irinel Daniel Iacob, Janis Drozdovs, Kārlis Dobrājs, Le Hai Linh, Lev Karnauhov, Liga Sarah Lapinska, Loris Giorgini, Magomed Zakriev, Mark Illukpitiya, Maurizio Pedace, Melinda Horvath, Miguel Pinero, Milena Petrarca, Mirjana Milanovic, Nunzia Zambardi, Pini Goldstein, Puransingh Jhala, Raimonds Spundzāns, Rolands Krišjāns, Safa Bn Quadro, Sergey Kyrychenko, Soledad Lamas Gonzalez, Sulumbek Idrisov, Tomas Fernandez, Vera Roke, Vidma Wait, Vija Laganovska – Birkova, Yair Aharon, Yuri Serebryakov.

Nelle prossime edizioni di questa pagina pubblicheremo tutte le 50 opere finaliste.

Complementi a tutti gli Artisti… e vinca il migliore.

Il Dispari 20220620 – Redazione culturale DILA

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Mauro Montacchiesi “legge” la poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini ·

Dalla raccolta “Non sono un principe”

Poesie di Bruno Mancini

https://www.emmegiischia.com/wordpress/promo-uno/

A Casablanca

Questa, di Bruno Mancini, è una lirica autobiografica, sintetica riflessione del suo universo in potenza.

Il costante incrociarsi di gradi d’individualità, con congetture e rappresentazioni allegoriche, dà l’impressione di blandire un desiderio distante, un’aspettativa che non sarà in nessun caso verità (Apro il sipario sui mondi paralleli …), un’illusione di paradiso che si consuma più in là della prospettiva fallace di un’esile realtà.

Per il vate, le farfalle, negli attuali giorni d’inerzia e di aspettative, appaiono come in controluce (istanza di tenerezza e passionalità) tra i cristalli di Murano.

Il suo buio si presenta angosciato da sopori lancinanti, da selvaggi ardori di mettere in moto la propria energia.

Le farfalle filigranate, i sopori lancinanti, i selvaggi ardori, questa la sintesi allegorica dei suoi giorni, delle sue notti.

ll di là da venire, il tempo andato, al momento non si arrestano, con intenso vigore propulsi all’esterno da struggenti afflati, da ciò che è in fieri. Il cantore alza la cortina su universi convergenti, fatti di “patatine fritte (mancanza di comprensione da parte di …) e birre popolari (Gli amici)”.

E in quegli universi individua un’etera (una relazione sentimentale molto saltuaria) sprovvista di alterigia, alle spalle di un flat screen.

Come da un remotissimo creato, il suo tono metafisico vocalizza: “Amor, amor…”.

Il cantore avvolge aspettative e disillusioni, in un piego piombato, il cui ricevente è la potenza misteriosa e invincibile del suo stesso fato.

Bagna superficialmente la linguella di cerniera, passa i confini in un convenzionale bollettino che dà il titolo che non c’è solennità a Casablanca.

A Casablanca, vale a dire transitoria, ma impellente necessità di considerazione che, verosimilmente, al momento non c’è.

I ricordi sono compressi, eccessivi.

L’ischitano non più luccica di fervori.

Si percepisce, si descrive sgradevole corsaro.

Le reminiscenze sono una masochistica crudeltà, una “ruota della tortura” di manzoniana memoria:

Condotti al luogo del patibolo, le siano dal carnefice con una ruota ben ferrata spezzate a uno a uno tutte le ossa principali del corpo del cranio della testa in poi, …

<Dalla grida del 7 agosto 1630, contro gli untori, firmata da Antonio Ferrer> – (I Promessi Sposi).

Il poeta postula un bilancio esistenziale tra passioni (sentimenti) e delusioni (frustrazioni), tra gemme (gioie), tempeste (gravi sconvolgimenti) e inganni (trame altrui a suo danno).

E continuerà a postulare quel bilancio esistenziale, con nichilistica emozione, fino a quando la folle apoteosi di una sua poesia si trasformerà in una farfalla incastonata sul girotondo (malinconia per i ricordi) opaco di una coppa.

La coppa, ovvero uno stato di coscienza in cui l’uomo, il vate, vuole tornare alla simbiosi con il cosmo.

E’ un sentimentalismo evanescente, permeato di velata tristezza, di commovente malinconia, provvisto di ragguardevole creatività.

Bruno Mancini è instancabilmente autentico, affascinante, incessantemente simbiotico al personalismo umano e umanistico dell’esclusivo periodo che vive, verosimilmente, nel momento della stesura del testo.

Dalla raccolta “Non sono un principe”

A Casablanca

Farfalle filigranate
in vetri di Murano
questi giorni di stasi e di attese
queste notti di sonni convulsi,
brutali desideri di muovere la vita.
E ancora non si fermano,
pensieri endecasillabi,
domani, ieri,
sbalzati fuori del presente.
Apro il sipario
sui mondi paralleli
tra patatine fritte e birre popolari,
scovo puttana priva di spocchia
dietro lo schermo piatto
-come da un altro mondo
la sua vocina aliena
sberleffa
“Amor, amor…”-,
accartoccio speranze e delusioni
in plico sigillato
destinatario “Il mio destino”,
umetto la linguella di chiusura
-sigillo gli fu negato-,
sconfino nel banale
lì dove un notiziario intitola
che non c’è festa a Casablanca.
Spiaccicata
scandalosa memoria,
non più brillo d’entusiasmi,
contro me stesso, trucido pirata,
incatenate anamnesi
alla ruota della tortura,
vorrò misura saldo
tra passioni e delusioni,
gemme
tempeste
inganni,
fin quando in sconveniente epilogo
folle apoteosi d’una mia poesia
sarà farfalla incastonata
-mosaico decorativo-
sul girotondo opaco di una coppa.

Premio internazionale OTTO MILIONI

ideato da Bruno Mancini, dedicato al Comm. Agostino Lauro, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa

Undicesima edizione- 2022

Sono 50 le opere di arti grafiche che, tra le oltre 200 iscritte, sono state selezionate per partecipare alla fase finale del premio e che potrete votare sul web fino al 10 settembre 2022 cliccando su

https://www.emmegiischia.com/wordpress/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2022/

Provenienti da 19 Nazioni <Armenia, Cile, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, India, Iran, Israele, Italia, Lettonia, Maldive, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Ucraina, Ungheria, Venezuela, Vietnam>, ecco l’elenco completo degli Artisti finalisti: Abu Pashaev, Aida Turrini, Ajub Ibragimov, Alessia Gaveglia, Amirbek Ismailov, Anastasia Lesyuk, Arif Azad Painter, Artur Gevorgyan, Dina Banay Babay, Dita Dīķe, Èda Gyenis, Elizabete Blūma, Ēriks Bāris, Fabaries Vasquez, Fatima Daudova, Florenza Lessa, Giusy Donini, Indulis Zālīte, Irina Befa, Irinel Daniel Iacob, Janis Drozdovs, Kārlis Dobrājs, Le Hai Linh, Lev Karnauhov, Liga Sarah Lapinska, Loris Giorgini, Magomed Zakriev, Mark Illukpitiya, Maurizio Pedace, Melinda Horvath, Miguel Pinero, Milena Petrarca, Mirjana Milanovic, Nunzia Zambardi, Pini Goldstein, Puransingh Jhala, Raimonds Spundzāns, Rolands Krišjāns, Safa Bn Quadro, Sergey Kyrychenko, Soledad Lamas Gonzalez, Sulumbek Idrisov, Tomas Fernandez, Vera Roke, Vidma Wait, Vija Laganovska – Birkova, Yair Aharon, Yuri Serebryakov.

Nelle prossime edizioni di questa pagina pubblicheremo tutte le 50 opere finaliste.

Complementi a tutti gli Artisti… e vinca il migliore.

 

Due poesie inedite di Bruno Mancini

inserite nella raccolta “… Parlo alle cose”

Alla marina

 

Dopo due anni
ho
riabbracciato la mia
spumeggiante
risacca marina.

Ha finto di non riconoscermi
nel lento andare
avviluppate,
da uno scoglio all’altro,
maliziose,
ciuffetti in onde,
alghe sensuali.

Ha finto nel tempo
del certo immerso:
mia forza d’intesa
mia trama di storia
mia voce d’amore.

“Domani torno”
“Domani ti aspetterò”.

———-°°°°————

Fischiettando

 

A piedi scalzi
sabbia di sole incorporata
mi sfida
nel ritorno dai lunghi
due anni.

E sono io a stendermi
nel gesto di un abbraccio
desiderato,
mai perso
nell’infida sfida
tra la vita e la morte.

La sabbia ardente
modellata in tiepida conca
fischiettando per la fuga dei fantasmi
accoglie il mio incantesimo.

Il Dispari 20220613

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Nicola Pantalone si racconta ad Angela Maria Tiberi

Salve, mi chiamo Nicola Pantalone  e sono un musicante.

Qualcuno, all’inizio della mia avventura, scrisse Nick su un manifesto e questa abbreviazione del mio nome me la sono portata per tutta la vita, vuoi perché a pronunciarla era più facile per tutti, vuoi perché un nome americanizzato all’epoca era più affascinante.

La mia povera mamma non ne era felice perché, fino a quel momento aveva associato questo nomignolo al cane, e allora temeva che  mi avessero appunto chiamato come un cane dopo avermi sentito cantare.

A parte gli scherzi, considero di essere stato un uomo fortunato: sono nato a Napoli, sono da tanto tempo Cittadino di Ischia, questa isola meravigliosa, ho come Amico fraterno un uomo geniale, scrittore e poeta di valore che si chiama Bruno Mancini e, soprattutto, ho ricevuto nelle mie corde la possibilità di comunicare col resto del mondo con il linguaggio più armonizzante, più pacifico, più convincente e simpatico che esista: la Musica.

Tanti e tanti anni in musica mi hanno permesso di conoscere e di interpretare canzoni di tutto il mondo, ma il ritorno alle origini, alla mia napoletanità, mai perduta nonostante ripetuti impegni musicali in giro per l’Italia e all’estero, mi ha regalato l’amore per la canzone napoletana, di cui spesso ho raccontato la storia, attraverso gli Autori e gli aneddoti riguardanti la loro vita.

Lo sapevate che Piedigrotta, la festa più amata dai napoletani, era già menzionata in un libro dello scrittore di Roma antica Petronio?

E che alla Piedigrotta venne affidata verso la metà dell’800 la prima rassegna di canzoni napoletane che, fino a quel momento, non avevano avuto una consacrazione nazionale o, addirittura, internazionale?

Lo sapevate che Libero Bovio, autore di alcune tra le più appassionate e belle canzoni napoletane, poeta sopraffino, soprannominato “‘o chiattone“ per la sua pinguedine da ragazzino, non ebbe nessuna voglia di studiare, per cui costrinse sua madre, ormai vedova, a raccomandarlo per un posto di scrivano?

E qui avvenne la metamorfosi di Bovio, oggi tra gli autori più amati dai napoletani, che ogni anno, nel giorno in cui fanno visita ai loro cari defunti , lasciano un fiore sulla tomba del Poeta.

Ischia, anche prima di diventare meta esclusiva di turisti era già stata menzionata nelle classiche canzoni di Napoli.

Michelemmà, scritta tra il 500 e il 600, parla appunto di una ragazza d’Ischia “E’ ‘na scarola“, figlia di un notaio, che si era intrufolata  nell’accampamento dei turchi invasori e, mentre dormivano, li aveva uccisi “a duie a duie”, salvando l’isola dalle future  scorribande.

Ai primi del 900 l’isola è stata la location nella quale si svolse la storia, poi a lieto fine di Anna Rossi, figlia di un fornaio napoletano.

I matrimoni all’epoca erano combinati e, specie le famiglie più povere, non potevano opporsi a richieste di personaggi particolarmente in vista e per giunta ricchi.

Così Anna sposò Pompeo Corbera, ricco proprietario ischitano e albergatore di Ischia, molto più anziano di lei.

La giovane era triste, perché il suo amore era un coetaneo, il giornalista e poeta Eduardo Nicolardi, che disperatamente le aveva dedicato la canzone “Voce ‘e notte“.

Il signor Corbera, però, dopo poco tempo defunse, lasciando Anna ricca e libera di unirsi per tutto il resto della vita al suo Poeta.

L’uomo della canzone napoletana è quasi sempre un perdente: vive, sperando e disperandosi, il rapporto con la donna che ama.

Lo testimoniano decine e decine di canzoni, tra le quali una che rende particolarmente l’idea è la “Malafemmena“ di Totò.

Secondo me questa caratteristica conferisce una maggior teatralità a ogni storia.

L’osservazione di scene di vita quotidiana potrebbero infatti portare a pensare che il popolo napoletano è “anormale“.

La normalità è svegliarsi presto al mattino, prendere il bus, andare in ufficio e passare circa 7 ore seduto al computer a sbrigare pratiche.

A Napoli, chi si comporta così è una esigua minoranza.

Tutti gli altri cercano di trovare, o addirittura di inventarsi, lavori che permettano di stare in movimento, in mezzo alla gente e, anche inconsciamente, di esibirsi nella maniera più semplice, ma con grande professionalità.

Ecco perché la mia, forse ingenua, riflessione, mi convince sempre più che Napoli è un enorme palcoscenico.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

DILA – IL DISPARI – ADA nella Biblioteca Antoniana

Nei giorni 4 – 5 – 7 e 8 luglio prossimi, l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, in collaborazione con il quotidiano Il Dispari di Gaetano Di Meglio e con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, proporrà una serie di incontri con scrittori, pittori e musicisti impegnati da tempo nelle attività artistiche, culturali e sociali organizzate da DILA.

Chiara Pavoni, Alberto Liguoro, Angela Prota, Flora Rucco ne saranno i conduttori.

Nelle prossime settimane vi presenteremo, in anteprima, i programmi completi degli incontri.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

DILA a Roccagorga

Il pomeriggio del giorno 14 maggio 2022, trascorso nel Museo Etnico di Roccagorga con il Sindaco Nancy Piccaro e l’Assessore alla cultura Anna Maria Polidori che hanno ospitato l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in occasione della presentazione dell’antologia “Mamma donna meravigliosa” scritto da Angela Maria Tiberi (Calogero editore), organizzato dalla poetessa Maria Supino insieme a Lucia Fusco è stato stupendo.

Si ringraziano le organizzatrici, le Autorità nominate e i partecipanti Alfonso Gurreri, Antonio Scarsella, Eros Ciotti, Mario De Marchis, Rino Sortino, Alessandra Corvi, Isabella Baratta, Paola Cacciotti.

Inoltre, onorevole prestigio è stato conferito dalle presenze dell’artista internazionale Milena Petrarca, Presidente Associazione Internazionale Magna Grecia Latina New nonché Presidente delegata DILA di varie sezioni territoriali nazionali e internazionali come Campania e New York  e da Lucia Fusco Presidente delegata Italia Associazione Internazionale DILA.

La bellissima serata con musica, prelibatezze e vino locale dell’Agro Pontino è stata allietata da numerosi artisti teatrali, che ringraziamo tutti, tra i quali desideriamo segnalare particolarmente Paola Cacciotti, Isabella Baratta, Antonio Scarsella ed Eros Ciotti.
I complimenti da parte del folto pubblico presente sono stati indirizzati, con applausi, a tutti i partecipanti.

Angela Maria Tiberi
Vice Presidente Associazione Internazionale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Due poesie inedite di Bruno Mancini

inserite nella raccolta “… Parlo alle cose”

 

Alla marina

Dopo due anni
ho
riabbracciato la mia
spumeggiante
risacca marina.

Ha finto di non riconoscermi
nel lento andare
avviluppate,
da uno scoglio all’altro,
maliziose,
ciuffetti in onde,
alghe sensuali.

Ha finto nel tempo
del certo immerso:
mia forza d’intesa
mia trama di storia
mia voce d’amore.

“Domani torno”
“Domani ti aspetterò”.

———–°°°°————

Fischiettando

A piedi scalzi
sabbia di sole incorporata
mi sfida
nel ritorno dai lunghi
due anni.

E sono io a stendermi
nel gesto di un abbraccio
desiderato,
mai perso
nell’infida sfida
tra la vita e la morte.

La sabbia ardente
modellata in tiepida conca
fischiettando per la fuga dei fantasmi
accoglie il mio incantesimo.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20220606

Ignazio Di Frigeria | Agli angoli degli occhi

Ho letto con molto interesse la recensione che è stata pubblicata in questa pagina, lunedì 30 maggio, a firma di Mauro Montacchiesi relativa alla poesia “Agli angoli degli occhi” scritta da Bruno Mancini.

Penso che Mauro Montacchiesi e molti altri valenti scrittori come lui concorderanno con la “mia” tesi, molto popolare ed altrettanto banale, secondo la quale le poesie, una volta pubblicate, diventano proprietà di tutti e di ciascuno nello stesso tempo della loro lettura e, quindi, senza dubbi o tentennamenti, va rispettato e va addirittura privilegiato un loro sviluppo autonomo, nel bene e nel male, piuttosto che legarle ai laccioli di una singola interpretazione (ove mai si possa veramente interpretare una poesia) che, sia pure autorevole come ritengo che sia quella scritta da Mauro Montacchiesi, molto speso le tarpa le ali del volo libero.

E allora, rileggendo “Agli angoli degli occhi”  ho provato ad immaginare una figura umana che in un momento di pigrizia benvoluta (amica), mentre è, forse, ad occhi socchiusi, veda agli angoli degli occhi, ossia in un campo non centrale della sua attenzione, periferico, ma comunque invadente, sfilare una successione di ricordi della serie “nostalgia eccomi”… e poi la mia immaginazione ha continuato a  leggere i versi come se fossero la rappresentazione di quella figura umana intenta a pensare, e a decidere, di liberarsi dalle “nostalgie” apparse <agli angoli degli occhi>: la morte del passato come momento di vittoria e di rinascita ossia “preparati a morire nostalgia”.

Una nostalgia che prova a scombussolare la pace con temporali (lampi) che si insinuano ovunque (passa più parti), nella psiche e nel corpo, in un moto di secolare sconforto, sempre uguale a se stesso (e sempre come sempre).

Ed ecco la sentenza imperativa

“Cambia
se non adesso
a morte.”

Quindi, la sagoma umana propone a se stesso la sentenza come una ragione e come una giustificazione, come una rivalsa necessaria e naturale (naturale nel senso di conforme alle vicissitudini della natura) riscontrabile in una minima immagine simile a quella di un fiore che sboccia in un pensiero (alla viola nasce il pensiero), un pensiero di riacquistata motilità (e posso ancora muovermi), nel movimento verso l’unione con l’ideale che è in attesa, (venirti accanto), e che non bada al logoramento e alla efficienza della forza vitale.

Già, perché in attesa c’è la vita.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Mauro Montacchiesi di questa “visione”.

Dalla raccolta di poesie

“Agli angoli degli occhi”

(1962 – 1964):                                                                          

Agli angoli degli occhi

 

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.

Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

Angela Maria Tiberi intervista la pianista Santina Amici

D:- Buongiorno Santina, come hai conosciuto la cultura napoletana?
R:- La cultura napoletana l’ho conosciuta quando preparavo l’esame di Storia della Musica, mentre frequentavo il Conservatorio.
Ho studiato tutta la Scuola Napoletana del 1700.
Ad esempio la storia del librettista italiano Gennaro Antonio Federico, della Napoli del 1700.
Scrisse “La serva Padrona”, intermezzo, che poi venne musicata dal Compositore Giovanni Battista Pergolesi.
Ho conosciuto la Cultura napoletana passeggiando per la splendida Napoli, ammirando il Teatro San Carlo, teatro più antico del mondo…!
Così come l’Università Federico II, la più antica d’Italia!

D:- Come diffondi la cultura napoletana?
R:- Come sai sono pianista e, quando eseguo concerti, cerco sempre di inserire qualche canzone napoletana. Gaetano Donizetti, nato a Bergamo, visse per molti anni a Napoli, per studiare “La Scuola napoletana”. Compose opere importantissime, ma anche un grazioso brano “Me vojo fa na casa” scritta anche in dialetto napoletano.
Spesso le cantanti liriche che accompagno, la cantano con molto orgoglio…
Il grande Pavarotti, quando si esibiva al Metropolitan, spesso, come bis, eseguiva “O sole mio”, la canzone più eseguita la mondo!
In coppia con la violinista Maria Luisa Neri ho suonato nell’aula magna della SIAM di Milano, in un evento inserito dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nell’ultimo BookCity pre pandemia, mentre in coppia con la compianta cantante lirica Paola Occhi ho suonato anche a Ischia, nel Museo ecografico del Mare presieduto da Luciano Di Meglio, sempre invitata dall’Associazione ischitana DILA.
Napoli, non solo musica ma anche teatro…
Il grande Totò, De Filippo, Salemme, che fu Suo allievo, Loren, Izzo… la lista degli Artisti è infinita!

D:- Cara Santina ti ringrazio per questa intervista esclusiva che hai voluto rilasciare per la pagina culturale del “nostro” quotidiano IL DISPARI Diretto da Gaetano Di Meglio, e ti ringrazio doppiamente per il tuo prodigarti nel far conoscere la cultura napoletana in tutte le sue sfaccettature.
R:- Ringrazio te, DILA e Il Dispari, mentre il mio pensiero va alla “nostra” isola d’Ischia, dove ogni gesto delle persone è teatrale… anche sorseggiare un caffè in un bar…
Caffè servito caldissimo e accompagnato da un bicchiere d’acqua!
Ischia unica!
 

Due poesie inedite di Bruno Mancini

inserite nella raccolta “… Parlo alle cose”

 

Alla marina

 

Dopo due anni

ho

riabbracciato la mia

spumeggiante

risacca marina.

 

Ha finto di non riconoscermi

nel lento andare

avviluppate,

da uno scoglio all’altro,

maliziose,

ciuffetti in onde,

alghe sensuali.

 

Ha finto nel tempo

del certo immerso:

mia forza d’intesa

mia trama di storia

mia voce d’amore.

 

“Domani torno”

“Domani ti aspetterò”.

 

———–°°°°————

 

Fischiettando

 

A piedi scalzi

sabbia di sole incorporata

mi sfida

nel ritorno dai lunghi

due anni.

 

E sono io a stendermi

nel gesto di un abbraccio

desiderato,

mai perso

nell’infida sfida

tra la vita e la morte.

 

La sabbia ardente

modellata in tiepida conca

fischiettando per la fuga dei fantasmi

accoglie il mio incantesimo.

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DILA

NUSIV

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Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Nicola Pantalone si racconta ad Angela Maria Tiberi

Salve, mi chiamo Nicola Pantalone  e sono un musicante.

Qualcuno, all’inizio della mia avventura, scrisse Nick su un manifesto e questa abbreviazione del mio nome me la sono portata per tutta la vita, vuoi perché a pronunciarla era più facile per tutti, vuoi perché un nome americanizzato all’epoca era più affascinante.

La mia povera mamma non ne era felice perché, fino a quel momento aveva associato questo nomignolo al cane, e allora temeva che  mi avessero appunto chiamato come un cane dopo avermi sentito cantare.

A parte gli scherzi, considero di essere stato un uomo fortunato: sono nato a Napoli, sono da tanto tempo Cittadino di Ischia, questa isola meravigliosa, ho come Amico fraterno un uomo geniale, scrittore e poeta di valore che si chiama Bruno Mancini e, soprattutto, ho ricevuto nelle mie corde la possibilità di comunicare col resto del mondo con il linguaggio più armonizzante, più pacifico, più convincente e simpatico che esista: la Musica.

Tanti e tanti anni in musica mi hanno permesso di conoscere e di interpretare canzoni di tutto il mondo, ma il ritorno alle origini, alla mia napoletanità, mai perduta nonostante ripetuti impegni musicali in giro per l’Italia e all’estero, mi ha regalato l’amore per la canzone napoletana, di cui spesso ho raccontato la storia, attraverso gli Autori e gli aneddoti riguardanti la loro vita.

Lo sapevate che Piedigrotta, la festa più amata dai napoletani, era già menzionata in un libro dello scrittore di Roma antica Petronio?

E che alla Piedigrotta venne affidata verso la metà dell’800 la prima rassegna di canzoni napoletane che, fino a quel momento, non avevano avuto una consacrazione nazionale o, addirittura, internazionale?

Lo sapevate che Libero Bovio, autore di alcune tra le più appassionate e belle canzoni napoletane, poeta sopraffino, soprannominato “‘o chiattone“ per la sua pinguedine da ragazzino, non ebbe nessuna voglia di studiare, per cui costrinse sua madre, ormai vedova, a raccomandarlo per un posto di scrivano?

E qui avvenne la metamorfosi di Bovio, oggi tra gli autori più amati dai napoletani, che ogni anno, nel giorno in cui fanno visita ai loro cari defunti , lasciano un fiore sulla tomba del Poeta.

Ischia, anche prima di diventare meta esclusiva di turisti era già stata menzionata nelle classiche canzoni di Napoli.

Michelemmà, scritta tra il 500 e il 600, parla appunto di una ragazza d’Ischia “E’ ‘na scarola“, figlia di un notaio, che si era intrufolata  nell’accampamento dei turchi invasori e, mentre dormivano, li aveva uccisi “a duie a duie”, salvando l’isola dalle future  scorribande.

Ai primi del 900 l’isola è stata la location nella quale si svolse la storia, poi a lieto fine di Anna Rossi, figlia di un fornaio napoletano.

I matrimoni all’epoca erano combinati e, specie le famiglie più povere, non potevano opporsi a richieste di personaggi particolarmente in vista e per giunta ricchi.

Così Anna sposò Pompeo Corbera, ricco proprietario ischitano e albergatore di Ischia, molto più anziano di lei.

La giovane era triste, perché il suo amore era un coetaneo, il giornalista e poeta Eduardo Nicolardi, che disperatamente le aveva dedicato la canzone “Voce ‘e notte“.

Il signor Corbera, però, dopo poco tempo defunse, lasciando Anna ricca e libera di unirsi per tutto il resto della vita al suo Poeta.

L’uomo della canzone napoletana è quasi sempre un perdente: vive, sperando e disperandosi, il rapporto con la donna che ama.

Lo testimoniano decine e decine di canzoni, tra le quali una che rende particolarmente l’idea è la “Malafemmena“ di Totò.

Secondo me questa caratteristica conferisce una maggior teatralità a ogni storia.

L’osservazione di scene di vita quotidiana potrebbero infatti portare a pensare che il popolo napoletano è “anormale“.

La normalità è svegliarsi presto al mattino, prendere il bus, andare in ufficio e passare circa 7 ore seduto al computer a sbrigare pratiche.

A Napoli, chi si comporta così è una esigua minoranza.

Tutti gli altri cercano di trovare, o addirittura di inventarsi, lavori che permettano di stare in movimento, in mezzo alla gente e, anche inconsciamente, di esibirsi nella maniera più semplice, ma con grande professionalità.

Ecco perché la mia, forse ingenua, riflessione, mi convince sempre più che Napoli è un enorme palcoscenico.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

DILA – IL DISPARI – ADA nella Biblioteca Antoniana

Nei giorni 4 – 5 – 7 e 8 luglio prossimi, l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, in collaborazione con il quotidiano Il Dispari di Gaetano Di Meglio e con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, proporrà una serie di incontri con scrittori, pittori e musicisti impegnati da tempo nelle attività artistiche, culturali e sociali organizzate da DILA.

Chiara Pavoni, Alberto Liguoro, Angela Prota, Flora Rucco ne saranno i conduttori.

Nelle prossime settimane vi presenteremo, in anteprima, i programmi completi degli incontri.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

DILA a Roccagorga

Il pomeriggio del giorno 14 maggio 2022, trascorso nel Museo Etnico di Roccagorga con il Sindaco Nancy Piccaro e l’Assessore alla cultura Anna Maria Polidori che hanno ospitato l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in occasione della presentazione dell’antologia “Mamma donna meravigliosa” scritto da Angela Maria Tiberi (Calogero editore), organizzato dalla poetessa Maria Supino insieme a Lucia Fusco è stato stupendo.

Si ringraziano le organizzatrici, le Autorità nominate e i partecipanti Alfonso Gurreri, Antonio Scarsella, Eros Ciotti, Mario De Marchis, Rino Sortino, Alessandra Corvi, Isabella Baratta, Paola Cacciotti.

Inoltre, onorevole prestigio è stato conferito dalle presenze dell’artista internazionale Milena Petrarca, Presidente Associazione Internazionale Magna Grecia Latina New nonché Presidente delegata DILA di varie sezioni territoriali nazionali e internazionali come Campania e New York  e da Lucia Fusco Presidente delegata Italia Associazione Internazionale DILA.

La bellissima serata con musica, prelibatezze e vino locale dell’Agro Pontino è stata allietata da numerosi artisti teatrali, che ringraziamo tutti, tra i quali desideriamo segnalare particolarmente Paola Cacciotti, Isabella Baratta, Antonio Scarsella ed Eros Ciotti.
I complimenti da parte del folto pubblico presente sono stati indirizzati, con applausi, a tutti i partecipanti.

Angela Maria Tiberi
Vice Presidente Associazione Internazionale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

Due poesie inedite di Bruno Mancini

inserite nella raccolta “… Parlo alle cose”

 

Alla marina

Dopo due anni
ho
riabbracciato la mia
spumeggiante
risacca marina.

Ha finto di non riconoscermi
nel lento andare
avviluppate,
da uno scoglio all’altro,
maliziose,
ciuffetti in onde,
alghe sensuali.

Ha finto nel tempo
del certo immerso:
mia forza d’intesa
mia trama di storia
mia voce d’amore.

“Domani torno”
“Domani ti aspetterò”.

———–°°°°————

Fischiettando

A piedi scalzi
sabbia di sole incorporata
mi sfida
nel ritorno dai lunghi
due anni.

E sono io a stendermi
nel gesto di un abbraccio
desiderato,
mai perso
nell’infida sfida
tra la vita e la morte.

La sabbia ardente
modellata in tiepida conca
fischiettando per la fuga dei fantasmi
accoglie il mio incantesimo.

Il Dispari 20220613 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20220606

Ignazio Di Frigeria | Agli angoli degli occhi

Ho letto con molto interesse la recensione che è stata pubblicata in questa pagina, lunedì 30 maggio, a firma di Mauro Montacchiesi relativa alla poesia “Agli angoli degli occhi” scritta da Bruno Mancini.

Penso che Mauro Montacchiesi e molti altri valenti scrittori come lui concorderanno con la “mia” tesi, molto popolare ed altrettanto banale, secondo la quale le poesie, una volta pubblicate, diventano proprietà di tutti e di ciascuno nello stesso tempo della loro lettura e, quindi, senza dubbi o tentennamenti, va rispettato e va addirittura privilegiato un loro sviluppo autonomo, nel bene e nel male, piuttosto che legarle ai laccioli di una singola interpretazione (ove mai si possa veramente interpretare una poesia) che, sia pure autorevole come ritengo che sia quella scritta da Mauro Montacchiesi, molto speso le tarpa le ali del volo libero.

E allora, rileggendo “Agli angoli degli occhi”  ho provato ad immaginare una figura umana che in un momento di pigrizia benvoluta (amica), mentre è, forse, ad occhi socchiusi, veda agli angoli degli occhi, ossia in un campo non centrale della sua attenzione, periferico, ma comunque invadente, sfilare una successione di ricordi della serie “nostalgia eccomi”… e poi la mia immaginazione ha continuato a  leggere i versi come se fossero la rappresentazione di quella figura umana intenta a pensare, e a decidere, di liberarsi dalle “nostalgie” apparse <agli angoli degli occhi>: la morte del passato come momento di vittoria e di rinascita ossia “preparati a morire nostalgia”.

Una nostalgia che prova a scombussolare la pace con temporali (lampi) che si insinuano ovunque (passa più parti), nella psiche e nel corpo, in un moto di secolare sconforto, sempre uguale a se stesso (e sempre come sempre).

Ed ecco la sentenza imperativa

“Cambia
se non adesso
a morte.”

Quindi, la sagoma umana propone a se stesso la sentenza come una ragione e come una giustificazione, come una rivalsa necessaria e naturale (naturale nel senso di conforme alle vicissitudini della natura) riscontrabile in una minima immagine simile a quella di un fiore che sboccia in un pensiero (alla viola nasce il pensiero), un pensiero di riacquistata motilità (e posso ancora muovermi), nel movimento verso l’unione con l’ideale che è in attesa, (venirti accanto), e che non bada al logoramento e alla efficienza della forza vitale.

Già, perché in attesa c’è la vita.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Mauro Montacchiesi di questa “visione”.

Dalla raccolta di poesie

“Agli angoli degli occhi”

(1962 – 1964):                                                                          

Agli angoli degli occhi

 

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.

Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

Angela Maria Tiberi intervista la pianista Santina Amici

D:- Buongiorno Santina, come hai conosciuto la cultura napoletana?
R:- La cultura napoletana l’ho conosciuta quando preparavo l’esame di Storia della Musica, mentre frequentavo il Conservatorio.
Ho studiato tutta la Scuola Napoletana del 1700.
Ad esempio la storia del librettista italiano Gennaro Antonio Federico, della Napoli del 1700.
Scrisse “La serva Padrona”, intermezzo, che poi venne musicata dal Compositore Giovanni Battista Pergolesi.
Ho conosciuto la Cultura napoletana passeggiando per la splendida Napoli, ammirando il Teatro San Carlo, teatro più antico del mondo…!
Così come l’Università Federico II, la più antica d’Italia!

D:- Come diffondi la cultura napoletana?
R:- Come sai sono pianista e, quando eseguo concerti, cerco sempre di inserire qualche canzone napoletana. Gaetano Donizetti, nato a Bergamo, visse per molti anni a Napoli, per studiare “La Scuola napoletana”. Compose opere importantissime, ma anche un grazioso brano “Me vojo fa na casa” scritta anche in dialetto napoletano.
Spesso le cantanti liriche che accompagno, la cantano con molto orgoglio…
Il grande Pavarotti, quando si esibiva al Metropolitan, spesso, come bis, eseguiva “O sole mio”, la canzone più eseguita la mondo!
In coppia con la violinista Maria Luisa Neri ho suonato nell’aula magna della SIAM di Milano, in un evento inserito dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nell’ultimo BookCity pre pandemia, mentre in coppia con la compianta cantante lirica Paola Occhi ho suonato anche a Ischia, nel Museo ecografico del Mare presieduto da Luciano Di Meglio, sempre invitata dall’Associazione ischitana DILA.
Napoli, non solo musica ma anche teatro…
Il grande Totò, De Filippo, Salemme, che fu Suo allievo, Loren, Izzo… la lista degli Artisti è infinita!

D:- Cara Santina ti ringrazio per questa intervista esclusiva che hai voluto rilasciare per la pagina culturale del “nostro” quotidiano IL DISPARI Diretto da Gaetano Di Meglio, e ti ringrazio doppiamente per il tuo prodigarti nel far conoscere la cultura napoletana in tutte le sue sfaccettature.
R:- Ringrazio te, DILA e Il Dispari, mentre il mio pensiero va alla “nostra” isola d’Ischia, dove ogni gesto delle persone è teatrale… anche sorseggiare un caffè in un bar…
Caffè servito caldissimo e accompagnato da un bicchiere d’acqua!
Ischia unica!
 

Due poesie inedite di Bruno Mancini

inserite nella raccolta “… Parlo alle cose”

 

Alla marina

 

Dopo due anni

ho

riabbracciato la mia

spumeggiante

risacca marina.

 

Ha finto di non riconoscermi

nel lento andare

avviluppate,

da uno scoglio all’altro,

maliziose,

ciuffetti in onde,

alghe sensuali.

 

Ha finto nel tempo

del certo immerso:

mia forza d’intesa

mia trama di storia

mia voce d’amore.

 

“Domani torno”

“Domani ti aspetterò”.

 

———–°°°°————

 

Fischiettando

 

A piedi scalzi

sabbia di sole incorporata

mi sfida

nel ritorno dai lunghi

due anni.

 

E sono io a stendermi

nel gesto di un abbraccio

desiderato,

mai perso

nell’infida sfida

tra la vita e la morte.

 

La sabbia ardente

modellata in tiepida conca

fischiettando per la fuga dei fantasmi

accoglie il mio incantesimo.

 

.

Il Dispari 20220530

Mauro Montacchiesi recensisce la poesia

AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.
 
Agli angoli

Gli angoli sono le fondamenta di un edificio, che collegano e consolidano due muri al loro luogo d’incontro, tuttavia si incontrano persino sul vertice, in cui perfezionano l’edificio e contemporaneamente lo tengono unito.

Gli angoli sono, per similitudine, l’alfa e l’omega, il principio e la fine.

Essi sono l’Uomo, in questo caso l’Uomo Poeta Bruno Mancini, che aspira a trasformarsi, a proiettarsi sulla scala macrocosmica dell’Universo.

Degli occhi

Animi est enim omnis actio et imago animi vultus, indices oculi.

Ogni azione parte dall’anima e il volto è l’immagine dell’anima, gli occhi ne sono gli indici. (Cicerone).

Gli occhi sono gli indici rivelatori dell’anima del Poeta, gli angoli ne sono l’Alfa e L’Omega, l’anelito di abbandonare il microcosmo (l’IO) e di proiettarsi nel macrocosmo (il NOI).

Sotto pigrizie amiche

Amiche, perché la pigrizia (le pigrizie) può essere un illusorio stato di quiete, di rilassatezza, ma, invero, è una fase di diminuzione della fiducia in sé stessi, un nichilistico, manicheo odi et amo nei confronti del successo totale.

Prepara a morte nostalgia.

La nostalgia (gr. νόστος = ritorno e άλγος = dolore), il dolore del ritorno al passato, il desiderio di tornare a vivere ciò che è stato, prepara a morte, alla trasformazione in divenire.

La nostalgia (l’IO), un’ancora del passato che inutilmente tenta di frenare, di rallentare, di impedire l’ineluttabile morte, la metamorfosi nel NOI.

Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.

Rapidamente appaiono e scompaiono, ripetutamente flashback, rievocazioni di un passato ormai cristallizzato.

Cambia
se non adesso
a morte.

Essere o non essere. Cambiare o non cambiare.

è questo il momento di decidere se cambiare oppure no.

Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

La Viola del pensiero, chiamata anche Viola tricolor, è un’ affascinante pianta da fiore, nota in tutto il mondo quale emblema di amore profondo, dal momento che, conformemente al mito, una freccia di Cupido finì su questo fiore.

L’amore profondo del Poeta può ancora muoversi, andarle accanto.

La copertina del libro, con la sua policromia, con il suo modellato, è riflesso d’inquietudine interiore.

Il Poeta si sente una corteccia vecchia e inutile.

La corteccia, gli indurimenti della vita, l’apparenza che non permette di penetrare nella sostanza delle cose, del Poeta.

È un momento esistenziale e lei vedrà veramente una corteccia vecchia e inutile?

Il cuore dice che il suo amore riuscirà a penetrare l’essenza delle cose, del Poeta.

Post nubila Phoebus/Dopo la pioggia c’è il sole.

Mauro Montacchiesi

https://en.wikipedia.org/wiki/Mauro_Montacchiesi

1° Premio LETTERARIO “VOCI – CITTÀ DI ABANO TERME” ed. 2014 per l’e-book “Làbrys-Opus Hybridum de Labyrinthismo”, Aletti Ed. – 1° Premio 2015 AIAM (Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma) PREMI CULTURA MEDUSA AUREA – Premio alla carriera letteraria al Premio Europeo Clemente Rebora di Roma 2018-19  – 1° Premio “Emozioni Poetiche” 2019 al Castello di Verrone con “Nell’essenza del nulla- 1° Premio Marchesato di Ceva di Cuneo con “La vita è amore” – 1° Premio letterario nazionale della VII edizione “Scriviamo insieme” con il libro “De Arte Atque litteris” 2017 – 1° Premio sezione Fiction Book Premio Il Litorale.

 

REDAZIONE | Angela Prota nella Nazionale Cantanti Lirici DILA

 Come vi abbiamo anticipato nelle settimane scorse, iniziamo oggi a presentarvi gli Artisti che sono entrati a far parte del progetto culturale artistico e sociale “Nazionale Cantanti Lirici DILA”, voluto dalla compianta Paola Occhi nella sua qualità di Ambasciatrice della Pace per conto dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.

 

La Soprano Angela Prota è figlia d’arte in quanto suo padre, Francesco Prota, ha riscosso notevoli successi nel campo del canto lirico, determinando per lei un destino di interprete del “bel canto”.

Il talento, con studio intenso e passione, hanno definito il suo passaggio nel campo professionistico

Dal classico all’opera lirica italiana e straniera, dal jazz al rock sinfonico, sono tutti generi musicali nei quali Angela Prota si è esibita riscuotendo applausi dal pubblico e i consensi della critica.

Nell’arco del suo percorso artistico musicale, ogni autore cha ha interpretato le ha insegnato qualcosa di importante dal punto di vista stilistico, con particolari riferimenti alle diverse epoche.

Numerosissime sono state le tappe significative da lei raggiunte.

Appena diciassettenne, ha vinto il concorso per giovani cantanti lirici a Palermo, entrando così nell’albo d’oro del Teatro Massimo, accanto a nomi come Lucia Valentina Terrani e Katia Ricciarelli.

Si è diplomata con il massimo dei voti e con la lode al Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli e, subito dopo, ha iniziato ad eseguire concerti ed opere in forma oratoria nel Nord Italia, prima di entrare nel mondo musicale Sancarliano, ove si è distinta, sempre come solista cantante, in vari gruppi strumentali.

Ha lavorato per il comune di Napoli nei migliori Teatri Napoletani, come il Mercadante, il Bellini, il Sannazzaro e, nelle piazze più prestigiose della città, come Piazza del Plebiscito e Piazza dei Martiri.

Nell’auditorium Rai ha eseguito brani tratti dal Requiem di Verdi e Negro Spiritual per la strage di Bologna.

Per circa un anno è stata impegnata in registrazioni per la Rai, doppiando, con la sua voce, una nota attrice.

Ha lavorato con il grande concertista di jazz, di livello internazionale, Giorgio Gaslini, che le rese molta notorietà.

All’età di 24 anni ebbe modo di esibirsi in concerti a Dallas, in America, calcando le scene di vari Teatri ed Università, diretta da Ferdinand Liva.

Nel 2017 la troviamo a Panama per omaggiare, col suo canto, sia l’Ambasciatore italiano Apicella, sia il Ministro del Guatemala.
Vi sarebbe ritornata se la pandemia non glielo avesse impedito.

Angela Prota ha vinto numerosi premi come artista eclettica ed originale riuscendo, ottimamente, a miscelare vari stili musicali che hanno rappresentato, per la sua fervente sensibilità, lo stimolo giusto alla ricerca del suono nei suoi aspetti più intrinseci.
Nel 2018 poi, per la pace nel mondo, ha cantato al Pincio di Roma, con artisti provenienti da tutto il pianeta.

Rai tre ha ripreso spesso le sue esibizioni.

In questi giorni è impegnata nello studio e nella registrazione di alcune canzoni che il Maestro Roberto Prandin (Autore, tra l’altro, dei brani con i quali L’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” ha presentato nel 2017 e nel 2018 alcuni suoi eventi nel Museo MUDEC e nell’aula magna della SIAM di Milano in occasione della rassegna internazionale BookCity) ha scritto su testi tratti dalle poesie di Bruno Mancini.

Angela Prota non ha voluto dare ufficialità alla notizia… ma noi di IL DISPARI diamo per scontato che lei li eseguirà in concerto a Ischia non appena ci saranno le condizioni adatte ad una simile esibizione.

Benvenuta Angela da tutta la Redazione di questa pagina culturale.

DILA

NUSIV

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Il Dispari 20220606 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220606 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220606

Ignazio Di Frigeria | Agli angoli degli occhi

Ho letto con molto interesse la recensione che è stata pubblicata in questa pagina, lunedì 30 maggio, a firma di Mauro Montacchiesi relativa alla poesia “Agli angoli degli occhi” scritta da Bruno Mancini.

Penso che Mauro Montacchiesi e molti altri valenti scrittori come lui concorderanno con la “mia” tesi, molto popolare ed altrettanto banale, secondo la quale le poesie, una volta pubblicate, diventano proprietà di tutti e di ciascuno nello stesso tempo della loro lettura e, quindi, senza dubbi o tentennamenti, va rispettato e va addirittura privilegiato un loro sviluppo autonomo, nel bene e nel male, piuttosto che legarle ai laccioli di una singola interpretazione (ove mai si possa veramente interpretare una poesia) che, sia pure autorevole come ritengo che sia quella scritta da Mauro Montacchiesi, molto speso le tarpa le ali del volo libero.

E allora, rileggendo “Agli angoli degli occhi”  ho provato ad immaginare una figura umana che in un momento di pigrizia benvoluta (amica), mentre è, forse, ad occhi socchiusi, veda agli angoli degli occhi, ossia in un campo non centrale della sua attenzione, periferico, ma comunque invadente, sfilare una successione di ricordi della serie “nostalgia eccomi”… e poi la mia immaginazione ha continuato a  leggere i versi come se fossero la rappresentazione di quella figura umana intenta a pensare, e a decidere, di liberarsi dalle “nostalgie” apparse <agli angoli degli occhi>: la morte del passato come momento di vittoria e di rinascita ossia “preparati a morire nostalgia”.

Una nostalgia che prova a scombussolare la pace con temporali (lampi) che si insinuano ovunque (passa più parti), nella psiche e nel corpo, in un moto di secolare sconforto, sempre uguale a se stesso (e sempre come sempre).

Ed ecco la sentenza imperativa

“Cambia
se non adesso
a morte.”

Quindi, la sagoma umana propone a se stesso la sentenza come una ragione e come una giustificazione, come una rivalsa necessaria e naturale (naturale nel senso di conforme alle vicissitudini della natura) riscontrabile in una minima immagine simile a quella di un fiore che sboccia in un pensiero (alla viola nasce il pensiero), un pensiero di riacquistata motilità (e posso ancora muovermi), nel movimento verso l’unione con l’ideale che è in attesa, (venirti accanto), e che non bada al logoramento e alla efficienza della forza vitale.

Già, perché in attesa c’è la vita.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Mauro Montacchiesi di questa “visione”.

Dalla raccolta di poesie

“Agli angoli degli occhi”

(1962 – 1964):                                                                          

Agli angoli degli occhi

 

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.

Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

Angela Maria Tiberi intervista la pianista Santina Amici

D:- Buongiorno Santina, come hai conosciuto la cultura napoletana?
R:- La cultura napoletana l’ho conosciuta quando preparavo l’esame di Storia della Musica, mentre frequentavo il Conservatorio.
Ho studiato tutta la Scuola Napoletana del 1700.
Ad esempio la storia del librettista italiano Gennaro Antonio Federico, della Napoli del 1700.
Scrisse “La serva Padrona”, intermezzo, che poi venne musicata dal Compositore Giovanni Battista Pergolesi.
Ho conosciuto la Cultura napoletana passeggiando per la splendida Napoli, ammirando il Teatro San Carlo, teatro più antico del mondo…!
Così come l’Università Federico II, la più antica d’Italia!

D:- Come diffondi la cultura napoletana?
R:- Come sai sono pianista e, quando eseguo concerti, cerco sempre di inserire qualche canzone napoletana. Gaetano Donizetti, nato a Bergamo, visse per molti anni a Napoli, per studiare “La Scuola napoletana”. Compose opere importantissime, ma anche un grazioso brano “Me vojo fa na casa” scritta anche in dialetto napoletano.
Spesso le cantanti liriche che accompagno, la cantano con molto orgoglio…
Il grande Pavarotti, quando si esibiva al Metropolitan, spesso, come bis, eseguiva “O sole mio”, la canzone più eseguita la mondo!
In coppia con la violinista Maria Luisa Neri ho suonato nell’aula magna della SIAM di Milano, in un evento inserito dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nell’ultimo BookCity pre pandemia, mentre in coppia con la compianta cantante lirica Paola Occhi ho suonato anche a Ischia, nel Museo ecografico del Mare presieduto da Luciano Di Meglio, sempre invitata dall’Associazione ischitana DILA.
Napoli, non solo musica ma anche teatro…
Il grande Totò, De Filippo, Salemme, che fu Suo allievo, Loren, Izzo… la lista degli Artisti è infinita!

D:- Cara Santina ti ringrazio per questa intervista esclusiva che hai voluto rilasciare per la pagina culturale del “nostro” quotidiano IL DISPARI Diretto da Gaetano Di Meglio, e ti ringrazio doppiamente per il tuo prodigarti nel far conoscere la cultura napoletana in tutte le sue sfaccettature.
R:- Ringrazio te, DILA e Il Dispari, mentre il mio pensiero va alla “nostra” isola d’Ischia, dove ogni gesto delle persone è teatrale… anche sorseggiare un caffè in un bar…
Caffè servito caldissimo e accompagnato da un bicchiere d’acqua!
Ischia unica!
 

Due poesie inedite di Bruno Mancini

inserite nella raccolta “… Parlo alle cose”

 

Alla marina

 

Dopo due anni

ho

riabbracciato la mia

spumeggiante

risacca marina.

 

Ha finto di non riconoscermi

nel lento andare

avviluppate,

da uno scoglio all’altro,

maliziose,

ciuffetti in onde,

alghe sensuali.

 

Ha finto nel tempo

del certo immerso:

mia forza d’intesa

mia trama di storia

mia voce d’amore.

 

“Domani torno”

“Domani ti aspetterò”.

 

———–°°°°————

 

Fischiettando

 

A piedi scalzi

sabbia di sole incorporata

mi sfida

nel ritorno dai lunghi

due anni.

 

E sono io a stendermi

nel gesto di un abbraccio

desiderato,

mai perso

nell’infida sfida

tra la vita e la morte.

 

La sabbia ardente

modellata in tiepida conca

fischiettando per la fuga dei fantasmi

accoglie il mio incantesimo.

 

.

Il Dispari 20220530

Mauro Montacchiesi recensisce la poesia

AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.
 
Agli angoli

Gli angoli sono le fondamenta di un edificio, che collegano e consolidano due muri al loro luogo d’incontro, tuttavia si incontrano persino sul vertice, in cui perfezionano l’edificio e contemporaneamente lo tengono unito.

Gli angoli sono, per similitudine, l’alfa e l’omega, il principio e la fine.

Essi sono l’Uomo, in questo caso l’Uomo Poeta Bruno Mancini, che aspira a trasformarsi, a proiettarsi sulla scala macrocosmica dell’Universo.

Degli occhi

Animi est enim omnis actio et imago animi vultus, indices oculi.

Ogni azione parte dall’anima e il volto è l’immagine dell’anima, gli occhi ne sono gli indici. (Cicerone).

Gli occhi sono gli indici rivelatori dell’anima del Poeta, gli angoli ne sono l’Alfa e L’Omega, l’anelito di abbandonare il microcosmo (l’IO) e di proiettarsi nel macrocosmo (il NOI).

Sotto pigrizie amiche

Amiche, perché la pigrizia (le pigrizie) può essere un illusorio stato di quiete, di rilassatezza, ma, invero, è una fase di diminuzione della fiducia in sé stessi, un nichilistico, manicheo odi et amo nei confronti del successo totale.

Prepara a morte nostalgia.

La nostalgia (gr. νόστος = ritorno e άλγος = dolore), il dolore del ritorno al passato, il desiderio di tornare a vivere ciò che è stato, prepara a morte, alla trasformazione in divenire.

La nostalgia (l’IO), un’ancora del passato che inutilmente tenta di frenare, di rallentare, di impedire l’ineluttabile morte, la metamorfosi nel NOI.

Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.

Rapidamente appaiono e scompaiono, ripetutamente flashback, rievocazioni di un passato ormai cristallizzato.

Cambia
se non adesso
a morte.

Essere o non essere. Cambiare o non cambiare.

è questo il momento di decidere se cambiare oppure no.

Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

La Viola del pensiero, chiamata anche Viola tricolor, è un’ affascinante pianta da fiore, nota in tutto il mondo quale emblema di amore profondo, dal momento che, conformemente al mito, una freccia di Cupido finì su questo fiore.

L’amore profondo del Poeta può ancora muoversi, andarle accanto.

La copertina del libro, con la sua policromia, con il suo modellato, è riflesso d’inquietudine interiore.

Il Poeta si sente una corteccia vecchia e inutile.

La corteccia, gli indurimenti della vita, l’apparenza che non permette di penetrare nella sostanza delle cose, del Poeta.

È un momento esistenziale e lei vedrà veramente una corteccia vecchia e inutile?

Il cuore dice che il suo amore riuscirà a penetrare l’essenza delle cose, del Poeta.

Post nubila Phoebus/Dopo la pioggia c’è il sole.

Mauro Montacchiesi

https://en.wikipedia.org/wiki/Mauro_Montacchiesi

1° Premio LETTERARIO “VOCI – CITTÀ DI ABANO TERME” ed. 2014 per l’e-book “Làbrys-Opus Hybridum de Labyrinthismo”, Aletti Ed. – 1° Premio 2015 AIAM (Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma) PREMI CULTURA MEDUSA AUREA – Premio alla carriera letteraria al Premio Europeo Clemente Rebora di Roma 2018-19  – 1° Premio “Emozioni Poetiche” 2019 al Castello di Verrone con “Nell’essenza del nulla- 1° Premio Marchesato di Ceva di Cuneo con “La vita è amore” – 1° Premio letterario nazionale della VII edizione “Scriviamo insieme” con il libro “De Arte Atque litteris” 2017 – 1° Premio sezione Fiction Book Premio Il Litorale.

 

REDAZIONE | Angela Prota nella Nazionale Cantanti Lirici DILA

 Come vi abbiamo anticipato nelle settimane scorse, iniziamo oggi a presentarvi gli Artisti che sono entrati a far parte del progetto culturale artistico e sociale “Nazionale Cantanti Lirici DILA”, voluto dalla compianta Paola Occhi nella sua qualità di Ambasciatrice della Pace per conto dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.

 

La Soprano Angela Prota è figlia d’arte in quanto suo padre, Francesco Prota, ha riscosso notevoli successi nel campo del canto lirico, determinando per lei un destino di interprete del “bel canto”.

Il talento, con studio intenso e passione, hanno definito il suo passaggio nel campo professionistico

Dal classico all’opera lirica italiana e straniera, dal jazz al rock sinfonico, sono tutti generi musicali nei quali Angela Prota si è esibita riscuotendo applausi dal pubblico e i consensi della critica.

Nell’arco del suo percorso artistico musicale, ogni autore cha ha interpretato le ha insegnato qualcosa di importante dal punto di vista stilistico, con particolari riferimenti alle diverse epoche.

Numerosissime sono state le tappe significative da lei raggiunte.

Appena diciassettenne, ha vinto il concorso per giovani cantanti lirici a Palermo, entrando così nell’albo d’oro del Teatro Massimo, accanto a nomi come Lucia Valentina Terrani e Katia Ricciarelli.

Si è diplomata con il massimo dei voti e con la lode al Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli e, subito dopo, ha iniziato ad eseguire concerti ed opere in forma oratoria nel Nord Italia, prima di entrare nel mondo musicale Sancarliano, ove si è distinta, sempre come solista cantante, in vari gruppi strumentali.

Ha lavorato per il comune di Napoli nei migliori Teatri Napoletani, come il Mercadante, il Bellini, il Sannazzaro e, nelle piazze più prestigiose della città, come Piazza del Plebiscito e Piazza dei Martiri.

Nell’auditorium Rai ha eseguito brani tratti dal Requiem di Verdi e Negro Spiritual per la strage di Bologna.

Per circa un anno è stata impegnata in registrazioni per la Rai, doppiando, con la sua voce, una nota attrice.

Ha lavorato con il grande concertista di jazz, di livello internazionale, Giorgio Gaslini, che le rese molta notorietà.

All’età di 24 anni ebbe modo di esibirsi in concerti a Dallas, in America, calcando le scene di vari Teatri ed Università, diretta da Ferdinand Liva.

Nel 2017 la troviamo a Panama per omaggiare, col suo canto, sia l’Ambasciatore italiano Apicella, sia il Ministro del Guatemala.
Vi sarebbe ritornata se la pandemia non glielo avesse impedito.

Angela Prota ha vinto numerosi premi come artista eclettica ed originale riuscendo, ottimamente, a miscelare vari stili musicali che hanno rappresentato, per la sua fervente sensibilità, lo stimolo giusto alla ricerca del suono nei suoi aspetti più intrinseci.
Nel 2018 poi, per la pace nel mondo, ha cantato al Pincio di Roma, con artisti provenienti da tutto il pianeta.

Rai tre ha ripreso spesso le sue esibizioni.

In questi giorni è impegnata nello studio e nella registrazione di alcune canzoni che il Maestro Roberto Prandin (Autore, tra l’altro, dei brani con i quali L’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” ha presentato nel 2017 e nel 2018 alcuni suoi eventi nel Museo MUDEC e nell’aula magna della SIAM di Milano in occasione della rassegna internazionale BookCity) ha scritto su testi tratti dalle poesie di Bruno Mancini.

Angela Prota non ha voluto dare ufficialità alla notizia… ma noi di IL DISPARI diamo per scontato che lei li eseguirà in concerto a Ischia non appena ci saranno le condizioni adatte ad una simile esibizione.

Benvenuta Angela da tutta la Redazione di questa pagina culturale.

Il Dispari 20220523

Recensione di LUCIANA CAPECE

NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE

Il trascorso di Napoli come città, si basa sulla storia antica, che vede la sua espansione sotto i riflettori di una civiltà proveniente da popoli diversi.

Essa ha subìto variegate pressioni, guerre bizantine e malattie, apportando periodi di declino economico, con riprese graduali nel tempo.

Più volte sottoposta al tremore del risveglio vulcanico <Sua Maestà il Vesuvio> colosso dal respiro pulsante.

Una vera attrazione fotografica mondiale.

Napoli, come una medaglia appesa al petto, ostenta il (Palazzo Reale di BORBONE) in magna Piazza Plebiscito, dove ancora oggi arredi, tendaggi, oggettistica, quadri, porcellane e dediche, narrano la vita politica, svoltasi alla fase epocale del < Regno Delle Due Sicilie > e non solo!

Il suo riuscire nelle imprese è dato nel renderla una perla di nicchia nel mondo, dovuto alla ferrea costanza dei cittadini che, senza tradirne le abitudini, con secretato amore, serbano l’attuale linguaggio partenopeo cui l’ idioma secolare nè attesta l’originalità! E nonostante il sequenziale cambiamento di nuovi modelli espressi con stile artistico, si vuole distinguere nella sostanza dei suoi valori.

Indiscutibile l’Arte che la circonda, Monumenti e Basiliche dedite al progresso delle epopee che furono, segnano episodi di materialismo palese.

L’ Università al presente FEDERICO II° è il cardine della sublimata CULTURA E LETTERATURA ove, mio Marito con fierezza tributò il suo onorato servizio dal 1987 al 1989.

Imponente (Maschio Angioino) fortezza con bastioni e torretta circolare domina la città e ne campeggia il vero Primato!

Con S. Gennaro e votive edicole nei quartieri, si fonde l’unione tra misticità e tradizione.

(La Galleria Principe Umberto) prezioso portico dedicato al Re D’ Italia, con i suoi decori a rilievo orna i centri commerciali ospitati all’ interno, affiancata da scalinate che ne denotano l’ entrata e l’ uscita.

Napoli esprime una bellezza coinvolgente, richiama Artisti planetari bensì ne abbia generato di idilliaca celebrità.

I Commediografi Attori di spessore Eduardo e Peppino De Filippo -il Mitico Totò- i Super Cantautori Roberto Murolo – Renato Carosone – Sergio Bruni – il Grande Tenore Enrico Caruso etc. ove col Teatro S. Carlo i Tenori di fama Internazionale hanno reso magica la loro voce nella soavità del firmamento.

Cui (O SOLE MIO) l’Inno alla città più baciata dai raggi solari, conferma quella bellavista meravigliosa nell’insieme LA COSTIERA AMALFITANA e incornicia una cartolina dai colori unici nella geografia italiana.

Napoli città ospitale a me cara, vissuta nel periodo vacanziero, ove visitando i suoi gioielli imperituri ha suggellato nel mio cuore, una pagina culturale senza fine.

Luciana Capece e Milena Petrarca

Scrittrice – Poetessa Saggista – Aforista – Prefatrice – Critico Letterario – Critico Teatrale –Recensionista, Luciana Capece, vincitrice della sezione POESIA della nona edizione del premio internazionale OTTO MILIONI con la poesia “Il cielo incenerito”, da oggi, entra a far parte della Redazione di questa pagina culturale, e sarà graditissima ospite dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” durante uno degli eventi programmati nella Biblioteca Antoniana durante il prossimo periodo estivo.

 

SILVANA LAZZARINO autrice di “Nel mio destino”

Un romanzo di seduzione, ossessione, mistero e…

 Spesso il destino riserva sorprese inaspettate.

Non si può essere sempre consapevoli di ciò che si cela nel proprio animo e in quei luoghi silenziosi della mente dove abitano stralci di percezioni che accompagnano ogni individuo fin dall’origine di questa esistenza.

D’improvviso queste percezioni si riaccendono facendo emergere moti emozionali e desideri talora indicibili e imprevedibili.

è’ quanto accade alla bella e sensuale Miranda protagonista del romanzo “Nel mio destino” (Kairos editore) quarantenne, sposata con Riccardo comandante di aerei con il quale ha un figlio adolescente appassionato di calcio e violino.

A scuotere la monotona eppur significativa vita dell’affascinante e brillante Miranda, determinata nell’affermarsi come ricercatrice nel campo dell’archeologia presso l’Università di Roma dove non mancano possibili prospettive per la sua carriera, sono due incontri che suscitano in lei nuove vibrazioni e desideri che rapiscono completamente il suo corpo e la sua mente quasi da non riconoscersi in quella nuova Miranda.

Eppure, la scoperta dell’altra sé, la mette innanzi a sensazioni mai provate prima che con grande coinvolgimento condivide quasi parallelamente con i due amanti.

Ma anche il marito pilota nei suoi scali tra Roma e Bangkok si lascia incantare da una giovanissima donna tailandese pronta a donarsi completamente a lui con amore sincero.

Dapprima centro del desiderio di Giorgio il bel giovane tenebroso ventottenne e poi di Roberto l’imprenditore cinquantenne dal sexappeal irresistibile anche per quegli occhi color ghiaccio magnetici, Miranda non può sapere di essere preda di due personaggi dalla mente distorta, accomunati da una certa maniacalità e abilissimi nel loro gioco di potere e seduzione, specie il secondo da cui la donna viene totalmente ipnotizzata senza immaginare di ritrovarsi completamente….

Diverse scene del romanzo si soffermano nel tratteggiare, con descrizioni a tinte hard, gli incontri della protagonista con i due uomini.

Pagina dopo pagina l’intreccio da romanzo “rosanero” avvolgerà il lettore sempre più, invitandolo a non fermarsi in questa carrellata di fotogrammi che scorreranno innanzi a suoi occhi… e potrà vedere Miranda e i suoi amanti come fossero in un film.

La prima presentazione di questo avvolgente romanzo sarà a Napoli il 27 maggio 2022 alle ore 17.30 presso la Libreria Raffaello (in Via Kerbaker. 35).

Anche Ischia, tramite l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” conoscerà le vicende di Miranda in un evento organizzato da Chiara Pavoni, con la presenza dell’Autrice, in una delle Case di Cultura DILA attive sull’isola.

Redazione DILA

Dalla raccolta di poesie “Davanti al tempo”

scritta da Bruno Mancini a Ischia 1960-1962 (circa)

Ove non fossi stato specchio di allodole

Ove non fossi stato specchio di allodole
roso da tarli
o solo canto di sirena
se mai una voce d’innocenza avessi udito
senza tristezza
ad invocarti
allora adesso
fortissimo
nel cielo il grido mio
oh libertà
starebbe a rompere anime pigre.
O tu sei dio
od io
orrendo nulla.

DILA

NUSIV

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Il Dispari 20220530 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220530 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220530

Mauro Montacchiesi recensisce la poesia

AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.
 
Agli angoli

Gli angoli sono le fondamenta di un edificio, che collegano e consolidano due muri al loro luogo d’incontro, tuttavia si incontrano persino sul vertice, in cui perfezionano l’edificio e contemporaneamente lo tengono unito.

Gli angoli sono, per similitudine, l’alfa e l’omega, il principio e la fine.

Essi sono l’Uomo, in questo caso l’Uomo Poeta Bruno Mancini, che aspira a trasformarsi, a proiettarsi sulla scala macrocosmica dell’Universo.

Degli occhi

Animi est enim omnis actio et imago animi vultus, indices oculi.

Ogni azione parte dall’anima e il volto è l’immagine dell’anima, gli occhi ne sono gli indici. (Cicerone).

Gli occhi sono gli indici rivelatori dell’anima del Poeta, gli angoli ne sono l’Alfa e L’Omega, l’anelito di abbandonare il microcosmo (l’IO) e di proiettarsi nel macrocosmo (il NOI).

Sotto pigrizie amiche

Amiche, perché la pigrizia (le pigrizie) può essere un illusorio stato di quiete, di rilassatezza, ma, invero, è una fase di diminuzione della fiducia in sé stessi, un nichilistico, manicheo odi et amo nei confronti del successo totale.

Prepara a morte nostalgia.

La nostalgia (gr. νόστος = ritorno e άλγος = dolore), il dolore del ritorno al passato, il desiderio di tornare a vivere ciò che è stato, prepara a morte, alla trasformazione in divenire.

La nostalgia (l’IO), un’ancora del passato che inutilmente tenta di frenare, di rallentare, di impedire l’ineluttabile morte, la metamorfosi nel NOI.

Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.

Rapidamente appaiono e scompaiono, ripetutamente flashback, rievocazioni di un passato ormai cristallizzato.

Cambia
se non adesso
a morte.

Essere o non essere. Cambiare o non cambiare.

è questo il momento di decidere se cambiare oppure no.

Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

La Viola del pensiero, chiamata anche Viola tricolor, è un’ affascinante pianta da fiore, nota in tutto il mondo quale emblema di amore profondo, dal momento che, conformemente al mito, una freccia di Cupido finì su questo fiore.

L’amore profondo del Poeta può ancora muoversi, andarle accanto.

La copertina del libro, con la sua policromia, con il suo modellato, è riflesso d’inquietudine interiore.

Il Poeta si sente una corteccia vecchia e inutile.

La corteccia, gli indurimenti della vita, l’apparenza che non permette di penetrare nella sostanza delle cose, del Poeta.

È un momento esistenziale e lei vedrà veramente una corteccia vecchia e inutile?

Il cuore dice che il suo amore riuscirà a penetrare l’essenza delle cose, del Poeta.

Post nubila Phoebus/Dopo la pioggia c’è il sole.

Mauro Montacchiesi

https://en.wikipedia.org/wiki/Mauro_Montacchiesi

1° Premio LETTERARIO “VOCI – CITTÀ DI ABANO TERME” ed. 2014 per l’e-book “Làbrys-Opus Hybridum de Labyrinthismo”, Aletti Ed. – 1° Premio 2015 AIAM (Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma) PREMI CULTURA MEDUSA AUREA – Premio alla carriera letteraria al Premio Europeo Clemente Rebora di Roma 2018-19  – 1° Premio “Emozioni Poetiche” 2019 al Castello di Verrone con “Nell’essenza del nulla- 1° Premio Marchesato di Ceva di Cuneo con “La vita è amore” – 1° Premio letterario nazionale della VII edizione “Scriviamo insieme” con il libro “De Arte Atque litteris” 2017 – 1° Premio sezione Fiction Book Premio Il Litorale.

 

REDAZIONE | Angela Prota nella Nazionale Cantanti Lirici DILA

 Come vi abbiamo anticipato nelle settimane scorse, iniziamo oggi a presentarvi gli Artisti che sono entrati a far parte del progetto culturale artistico e sociale “Nazionale Cantanti Lirici DILA”, voluto dalla compianta Paola Occhi nella sua qualità di Ambasciatrice della Pace per conto dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.

 

La Soprano Angela Prota è figlia d’arte in quanto suo padre, Francesco Prota, ha riscosso notevoli successi nel campo del canto lirico, determinando per lei un destino di interprete del “bel canto”.

Il talento, con studio intenso e passione, hanno definito il suo passaggio nel campo professionistico

Dal classico all’opera lirica italiana e straniera, dal jazz al rock sinfonico, sono tutti generi musicali nei quali Angela Prota si è esibita riscuotendo applausi dal pubblico e i consensi della critica.

Nell’arco del suo percorso artistico musicale, ogni autore cha ha interpretato le ha insegnato qualcosa di importante dal punto di vista stilistico, con particolari riferimenti alle diverse epoche.

Numerosissime sono state le tappe significative da lei raggiunte.

Appena diciassettenne, ha vinto il concorso per giovani cantanti lirici a Palermo, entrando così nell’albo d’oro del Teatro Massimo, accanto a nomi come Lucia Valentina Terrani e Katia Ricciarelli.

Si è diplomata con il massimo dei voti e con la lode al Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli e, subito dopo, ha iniziato ad eseguire concerti ed opere in forma oratoria nel Nord Italia, prima di entrare nel mondo musicale Sancarliano, ove si è distinta, sempre come solista cantante, in vari gruppi strumentali.

Ha lavorato per il comune di Napoli nei migliori Teatri Napoletani, come il Mercadante, il Bellini, il Sannazzaro e, nelle piazze più prestigiose della città, come Piazza del Plebiscito e Piazza dei Martiri.

Nell’auditorium Rai ha eseguito brani tratti dal Requiem di Verdi e Negro Spiritual per la strage di Bologna.

Per circa un anno è stata impegnata in registrazioni per la Rai, doppiando, con la sua voce, una nota attrice.

Ha lavorato con il grande concertista di jazz, di livello internazionale, Giorgio Gaslini, che le rese molta notorietà.

All’età di 24 anni ebbe modo di esibirsi in concerti a Dallas, in America, calcando le scene di vari Teatri ed Università, diretta da Ferdinand Liva.

Nel 2017 la troviamo a Panama per omaggiare, col suo canto, sia l’Ambasciatore italiano Apicella, sia il Ministro del Guatemala.
Vi sarebbe ritornata se la pandemia non glielo avesse impedito.

Angela Prota ha vinto numerosi premi come artista eclettica ed originale riuscendo, ottimamente, a miscelare vari stili musicali che hanno rappresentato, per la sua fervente sensibilità, lo stimolo giusto alla ricerca del suono nei suoi aspetti più intrinseci.
Nel 2018 poi, per la pace nel mondo, ha cantato al Pincio di Roma, con artisti provenienti da tutto il pianeta.

Rai tre ha ripreso spesso le sue esibizioni.

In questi giorni è impegnata nello studio e nella registrazione di alcune canzoni che il Maestro Roberto Prandin (Autore, tra l’altro, dei brani con i quali L’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” ha presentato nel 2017 e nel 2018 alcuni suoi eventi nel Museo MUDEC e nell’aula magna della SIAM di Milano in occasione della rassegna internazionale BookCity) ha scritto su testi tratti dalle poesie di Bruno Mancini.

Angela Prota non ha voluto dare ufficialità alla notizia… ma noi di IL DISPARI diamo per scontato che lei li eseguirà in concerto a Ischia non appena ci saranno le condizioni adatte ad una simile esibizione.

Benvenuta Angela da tutta la Redazione di questa pagina culturale.

Il Dispari 20220523

Recensione di LUCIANA CAPECE

NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE

Il trascorso di Napoli come città, si basa sulla storia antica, che vede la sua espansione sotto i riflettori di una civiltà proveniente da popoli diversi.

Essa ha subìto variegate pressioni, guerre bizantine e malattie, apportando periodi di declino economico, con riprese graduali nel tempo.

Più volte sottoposta al tremore del risveglio vulcanico <Sua Maestà il Vesuvio> colosso dal respiro pulsante.

Una vera attrazione fotografica mondiale.

Napoli, come una medaglia appesa al petto, ostenta il (Palazzo Reale di BORBONE) in magna Piazza Plebiscito, dove ancora oggi arredi, tendaggi, oggettistica, quadri, porcellane e dediche, narrano la vita politica, svoltasi alla fase epocale del < Regno Delle Due Sicilie > e non solo!

Il suo riuscire nelle imprese è dato nel renderla una perla di nicchia nel mondo, dovuto alla ferrea costanza dei cittadini che, senza tradirne le abitudini, con secretato amore, serbano l’attuale linguaggio partenopeo cui l’ idioma secolare nè attesta l’originalità! E nonostante il sequenziale cambiamento di nuovi modelli espressi con stile artistico, si vuole distinguere nella sostanza dei suoi valori.

Indiscutibile l’Arte che la circonda, Monumenti e Basiliche dedite al progresso delle epopee che furono, segnano episodi di materialismo palese.

L’ Università al presente FEDERICO II° è il cardine della sublimata CULTURA E LETTERATURA ove, mio Marito con fierezza tributò il suo onorato servizio dal 1987 al 1989.

Imponente (Maschio Angioino) fortezza con bastioni e torretta circolare domina la città e ne campeggia il vero Primato!

Con S. Gennaro e votive edicole nei quartieri, si fonde l’unione tra misticità e tradizione.

(La Galleria Principe Umberto) prezioso portico dedicato al Re D’ Italia, con i suoi decori a rilievo orna i centri commerciali ospitati all’ interno, affiancata da scalinate che ne denotano l’ entrata e l’ uscita.

Napoli esprime una bellezza coinvolgente, richiama Artisti planetari bensì ne abbia generato di idilliaca celebrità.

I Commediografi Attori di spessore Eduardo e Peppino De Filippo -il Mitico Totò- i Super Cantautori Roberto Murolo – Renato Carosone – Sergio Bruni – il Grande Tenore Enrico Caruso etc. ove col Teatro S. Carlo i Tenori di fama Internazionale hanno reso magica la loro voce nella soavità del firmamento.

Cui (O SOLE MIO) l’Inno alla città più baciata dai raggi solari, conferma quella bellavista meravigliosa nell’insieme LA COSTIERA AMALFITANA e incornicia una cartolina dai colori unici nella geografia italiana.

Napoli città ospitale a me cara, vissuta nel periodo vacanziero, ove visitando i suoi gioielli imperituri ha suggellato nel mio cuore, una pagina culturale senza fine.

Luciana Capece e Milena Petrarca

Scrittrice – Poetessa Saggista – Aforista – Prefatrice – Critico Letterario – Critico Teatrale –Recensionista, Luciana Capece, vincitrice della sezione POESIA della nona edizione del premio internazionale OTTO MILIONI con la poesia “Il cielo incenerito”, da oggi, entra a far parte della Redazione di questa pagina culturale, e sarà graditissima ospite dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” durante uno degli eventi programmati nella Biblioteca Antoniana durante il prossimo periodo estivo.

 

SILVANA LAZZARINO autrice di “Nel mio destino”

Un romanzo di seduzione, ossessione, mistero e…

 Spesso il destino riserva sorprese inaspettate.

Non si può essere sempre consapevoli di ciò che si cela nel proprio animo e in quei luoghi silenziosi della mente dove abitano stralci di percezioni che accompagnano ogni individuo fin dall’origine di questa esistenza.

D’improvviso queste percezioni si riaccendono facendo emergere moti emozionali e desideri talora indicibili e imprevedibili.

è’ quanto accade alla bella e sensuale Miranda protagonista del romanzo “Nel mio destino” (Kairos editore) quarantenne, sposata con Riccardo comandante di aerei con il quale ha un figlio adolescente appassionato di calcio e violino.

A scuotere la monotona eppur significativa vita dell’affascinante e brillante Miranda, determinata nell’affermarsi come ricercatrice nel campo dell’archeologia presso l’Università di Roma dove non mancano possibili prospettive per la sua carriera, sono due incontri che suscitano in lei nuove vibrazioni e desideri che rapiscono completamente il suo corpo e la sua mente quasi da non riconoscersi in quella nuova Miranda.

Eppure, la scoperta dell’altra sé, la mette innanzi a sensazioni mai provate prima che con grande coinvolgimento condivide quasi parallelamente con i due amanti.

Ma anche il marito pilota nei suoi scali tra Roma e Bangkok si lascia incantare da una giovanissima donna tailandese pronta a donarsi completamente a lui con amore sincero.

Dapprima centro del desiderio di Giorgio il bel giovane tenebroso ventottenne e poi di Roberto l’imprenditore cinquantenne dal sexappeal irresistibile anche per quegli occhi color ghiaccio magnetici, Miranda non può sapere di essere preda di due personaggi dalla mente distorta, accomunati da una certa maniacalità e abilissimi nel loro gioco di potere e seduzione, specie il secondo da cui la donna viene totalmente ipnotizzata senza immaginare di ritrovarsi completamente….

Diverse scene del romanzo si soffermano nel tratteggiare, con descrizioni a tinte hard, gli incontri della protagonista con i due uomini.

Pagina dopo pagina l’intreccio da romanzo “rosanero” avvolgerà il lettore sempre più, invitandolo a non fermarsi in questa carrellata di fotogrammi che scorreranno innanzi a suoi occhi… e potrà vedere Miranda e i suoi amanti come fossero in un film.

La prima presentazione di questo avvolgente romanzo sarà a Napoli il 27 maggio 2022 alle ore 17.30 presso la Libreria Raffaello (in Via Kerbaker. 35).

Anche Ischia, tramite l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” conoscerà le vicende di Miranda in un evento organizzato da Chiara Pavoni, con la presenza dell’Autrice, in una delle Case di Cultura DILA attive sull’isola.

Redazione DILA

Dalla raccolta di poesie “Davanti al tempo”

scritta da Bruno Mancini a Ischia 1960-1962 (circa)

Ove non fossi stato specchio di allodole

 

Ove non fossi stato specchio di allodole
roso da tarli
o solo canto di sirena
se mai una voce d’innocenza avessi udito
senza tristezza
ad invocarti
allora adesso
fortissimo
nel cielo il grido mio
oh libertà
starebbe a rompere anime pigre.
O tu sei dio
od io
orrendo nulla.

 

 

Il Dispari 20220523 – Redazione culturale DILA

Mauro Pietro Paolo Montacchiesi | LA POETICA DI BRUNO MANCINI

 

La poetica di Bruno Mancini sprigiona luminose scintille di feconda creatività, intona squillanti acuti di ardente pathos, raggiunge floridi apici di effervescente vivacità.

Un dettato lirico il suo, che, con una certa frequenza, indugia su questa naturale realtà immanente, perché esclusivamente spingendosi in profondità del suo senso, concedendole sensibile accoglienza nella mente, si può raggiungere lo scopo di un maggiore sentimento di solidarietà umana, di comprensione e di indulgenza verso gli altri.

Bruno è un vate, ovvero un profeta lirico, d’intensa, d’idealistica illuminazione, che, con rilevante magistero, con consistente ritmo, con intenso fervore, nell’universo circostante irradia la sua energia totalizzante, la sua veracità istintiva.

I sentimenti dell’Artista estrosamente si amalgamano nella loro più elativa concezione lirica, in uno scenario sublime che considera l’umano sentire.

Bruno Mancini è il regista di una rappresentazione scenica in soluzione romantica, ora idealista ora sentimentale, in cui si alternano gioie e dolori, che il regista-poeta denuncia e filma in immagini che si propagano nelle eco di confessioni, di emozioni in divenire.

L’estetica versificatoria di questo poeta è lessicalmente, idiomaticamente policroma, eclettica, un fantasmagorico caleidoscopio di emozioni.

Bruno è un funambolo che, con accattivante brio, si esalta nei virtuosismi di appassionanti parole.

La sua genialità consiste nel dare forza e senso ai suoi afflati, tanto da veicolarli, emotivamente, vividamente, come onde radio ad alta frequenza.

Il suo repertorio poetico è un sentiero intarsiato di gemme eterocromatiche, un divenire che trascende il tempo.

L’Ischitano di frequente ricorre alla riproposizione verbale, onde apportare ai suoi versi maggiore armonia, come pure per metterne in evidenza, con eleganza, la valenza semantica.

Valenza di frequente distinta, in considerazioni dissimili, poetando non esclusivamente con contenuti autoreferenziali, bensì innalzando sé stesso a grande nobiltà di spirito, in virtù delle sue analisi e delle sue meditazioni relative a variegate, oggettive rappresentazioni tematiche.

L’estetica manciniana è trapunta di orfismo, di ricami magicamente, evocativamente lirici.

Da una lettura psicologica della poetica di Bruno Mancini, si può ipotizzare che sia stato molto autonomo e allo stesso tempo amichevole con tutti, escludendo qualsiasi preconcetto e con una decisa concezione di equità sociale.

Per questa ragione è stato alquanto idiosincratico verso gli schemi dettati dalla società.

Con considerevole energia egli ha sempre aspirato a reificare le convinzioni riformiste che ha acquisito in gioventù.

Una necessità congenita d’indipendenza potrebbe tuttora arrecargli qualche complicazione relazionale in generale.

 

ESTDEUS IN NOBIS, AGITANTE CALESCIMUS ILLO

C’É UN DIO DENTRO DI NOI E CI SCALDIAMO PE

RCHÉ EGLI CI AGITA

(Ovidio-Fasti-VI-5)

 

Mauro Montacchiesi

https://en.wikipedia.org/wiki/Mauro_Montacchiesi

1° Premio LETTERARIO “VOCI – CITTÀ DI ABANO TERME” ed. 2014 per l’e-book “Làbrys-Opus Hybridum de Labyrinthismo”, Aletti Ed. – 1° Premio 2015 AIAM (Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma) PREMI CULTURA MEDUSA AUREA – Premio alla carriera letteraria al Premio Europeo Clemente Rebora di Roma 2018-19  – 1° Premio “Emozioni Poetiche” 2019 al Castello di Verrone con “Nell’essenza del nulla- 1° Premio Marchesato di Ceva di Cuneo con “La vita è amore” – 1° Premio letterario nazionale della VII edizione “Scriviamo insieme” con il libro “De Arte Atque litteris” 2017 – 1° Premio sezione Fiction Book Premio Il Litorale.

 

Sei poesie scelte da Mauro Pietro Paolo Montacchiesi come epitome della
produzione poetica di Bruno Mancini

Alla carezza gelida

Rive odorose d’alghe;
sabbia,
costrutta forma di castello
dalla fantasia fanciulla,
pregna di sole
e di sapore di pesce;
vento compagno
di lunghe solitudini;
soffio della mia vela
quand’era suo dominio il mare,
quando sognavo nella tua ebbrezza regni;
acque
da assiduo moto
risospinte a riva
sui miei piedi
docili
alla carezza gelida;
acque,
insensate,
indomite,
voraci,
gracili giganti deformati
dalla fantasia del tempo:

necessità di sonno
al ritorno.

——-°°°°°°°°°°—————

Alt

Cercano i cocci,
passi fasciati da bende adesive
nel bivio carboni-diamanti;
scoprono tagli
mani guantate di pelle umana
nel segno del cenno addio;
la mente respira affanno
all’apparire del gatto nero
lemme lemme
scodinzolante
in moto felino
lento lento,
e sono io che punto verso il centro
tenuto fermo, in bellavista oscena,
dal palo del semaforo
sempre e per sempre immobile
sul tuo colore rosso.

——-°°°°°°°°°°—————

Amico

Ho poco tempo
per essere
la copia antica
di me stesso,
o come bianca leggenda
attesa
da voce di grotta
sommersa
tra chele e aragosta
insinuante
e danze d’alga
incerta
e flussi di onda
nebulosa.

Mi punge una figura
di uomo nudo
col volto incastonato
da denti spezzati,
e un cuore in mano.
C’è ancora,

se voglio
un goccio di pazienza.

——-°°°°°°°°°°—————

Agli angoli degli occhi

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

——-°°°°°°°°°°—————

Ai comodi abbandoni

Ai comodi abbandoni
di sbalzanti ascensori,
vorticose bellezze
di scale acchiocciolate

Voglio la mia.

Per assurde ambizioni
m’invento atroci ossessioni:
orridi
oscuri oblii.

Voglio la mia
aspra e bollente.

Dalle false fattrici di misteri
insufficienti compromessi,
o principi
o Caini.

Voglio la mia
aspra e bollente
negra e ribelle.

I veri architetti della vita
dileggiano
con i loro antichi ermetismi,
o corde o grotte o celle.

Voglio la mia
aspra e bollente
negra e ribelle,
che sia la mia

Imbrigliati da enigmi
di torpori,
risvegli imbarazzanti
osteggiano.

Voglio la mia fantasia
aspra e bollente
negra
e ribelle,
che sia la mia,
in fuga solitaria.

——-°°°°°°°°°°—————

Albore

E sono passate le tre
e sono
passate.
Ti manca l’attesa
– ricordo le notti –
resisti agli affetti
– più certa di me –
rovisti:
e a poco
la luna seduta sul mare.

Bruno, Mancini

DILA

NUSIV

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