VAN GOGH ALIVE

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La bellezza di una natura nei suoi diversi aspetti, la sofferenza del vivere si intrecciano nel pensiero di uno tra i più grandi protagonisti dello scenario artistico dell’Ottocento: Van Gogh.

Lo scrittore francese d’avanguardia Octave Mirbeau, nel percepire la tensione, l’angoscia ed il malessere esistenziale che Van Gogh proiettava nella sua opera. diceva di lui: “Non si era immedesimato nella natura, aveva immedesimato in se stesso la natura, l’aveva obbligata a piegarsi, a modellarsi secondo le forme del proprio pensiero, a seguirlo nelle sue impennate, addirittura a subire le sue deformazioni”.

VAN GOGH ALIVE

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Per entrare con gli occhi, la mente nelle atmosfere legate agli spazi naturali e ai luoghi frequentati da questo artista straordinario, il cui rapporto con la realtà era sempre più sfuggente ed inconciliabile, basta attraversare il percorso virtuale proposto dalla mostra multimediale VAN GOGH ALIVE . The Experience in corso a Torino presso la Promotrice delle Belle Arti, che coniuga la straordinaria arte del pittore olandese alle innovative tecnologia video Sensory4. Un modo nuovo per interagire con l’arte di Van Gogh ed entrare più da vicino nel tessuto narrativo della sua opera che riflette il suo spirito libero e inquieto, in conflitto con una società dalla quale si è sentito escluso. Prima commerciante d’arte, poi predicatore come missionario fra i minatori del Burinage, a trent’anni

VAN GOGH ALIVE

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finalmente trova la sua strada nella pittura, che diventa strumento per dar voce alle sue inquietudini. I difficili rapporti famigliari, gl impossibili legami con donne dalle quali non è mai stato capito fino in fondo, il suo eterno conflitto interiore, lo hanno portato ad interrogarsi sul significato dell’esistenza e del proprio essere nel mondo. Sono questi interrogativi e le sue emozioni ad attraversare le tele che  qui prendono vita in un percorso virtuale ad accompagnare il visitatore in un viaggio visivo attraverso i Paesi Bassi, Arles, Saint Rémy e Auvers-sur-Oise, dove l’artista ha dato vita a molti dei suoi capolavori.

Attraverso oltre 3.000 immagini la mostra propone un percorso evocativo in cui ogni superficie è trasformata in “arte”: pareti, colonne, soffitti, e persino i pavimenti riflettono gli scenari dei suoi dipinti tra interni ed esterni. Ecco che tutt’intorno si è immersi nelle atmosfere calde dei campi di girasoli, o in quelle malinconiche dei notturni dove il cielo si accende di una luce intensa, o ancora negli interni silenziosi della

VAN GOGH ALIVE

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sua cameretta .Pittore per necessità non per vocazione, Van Gogh porta avanti una tecnica tutta personale in grado di dare forma e corpo al proprio orizzonte immaginario dove la realtà e trasfigurata in funzione delle proprie percezioni interiori.

Dal 1880 al 1890 anno della sua morte prematura per suicidio con un colpo di rivoltella, Van Gogh lavora intensamente realizzando un elevatissimo numero di opere (più di 850) mostrando una personalità ed uno stile libero di esprimersi secondo i ritmi dei diversi stati d’animo. Così dalla visone trasfigurata della realtà emerge un complesso mondo interiore espressione dell’angoscia esistenziale. Un modo soggettivo con cui percepisce la realtà di cui esprime non tanto fatti e situazioni, quanto il significato umano e le emozioni.

Dal periodo olandese in cui sulla scia di Dammier e Millet si sofferma sul problema sociale guardando alla fatica e al duro lavoro dei contadini descritti attraverso toni cupi e contrasti di luci e ombre, passa all’interludio parigino a contatto con alcuni fra gli artisti d’avanguardia tra cui Tolouse Lautrec, ed è in questo periodo che scopre la bellezza dei colori con cui cattura nuovi  ambienti Ad Arles ha inizio il periodo più drammatico e più produttivo per l’artista che stende ulteriormente il colore in ampie campiture

VAN GOGH ALIVE

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accentuando i contorni delle linee. Ecco la poesia di Le jardin de la Maison de Santé (1889), e il mistero unito a malinconia della Notte stellata sul Rodano, ecco il fascino de Il Vecchio Mulino (1888) e del Ponte di Langlois (1888) per giungere al dramma della vita che affiora con tutto il suo tormento  in Campo di grano con volo di corvi (1890) opera che chiude la tormentata esistenza di un artista senza eguali. Così entro questo percorso dove interagiscono colore, luce e suono, le opere di Van Gogh sembrano prendere vita avvolgendo lo spettatore che ne può ammirare ogni caratteristica sia riguardo l’uso del colore dapprima intenso e a tratti solare e poi cupo, sia lo stile e il contenuto mettendo in risalto attraverso video e fotografie le fonti di ispirazione.  L’arte secondo Van Gogh deve mirare alla verità, deve divenire voce della forze profonde del pensiero, non una superficiale rappresentazione della sensazione o emozione, ma un articolato interagire di stati d’animo per una ricerca etica della stessa realtà.

“VanGogh Alive” sta richiamando visitatori da ogni parte del mondo per la sua forma d’espressione moderna e tecnologica e l’originalità con cui regalala nuove emozioni..

Silvana Lazzarino

 

 

VAN GOGH ALIVE. The Experience

Torino: Promotrice delle Belle Arti

Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00

Per informazioni: 011 2632323

Fino al 26 Giugno 2016

E-Mail info: info@vangoghtorino.it

Sito ufficiale: http://vangoghtorino.it

 

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Terzo paradiso

RITRATTI AL TAVOLO DEL TERZO PARADISO

Michelangelo Pistoletto alla Galleria Mucciaccia di Roma

L’idea di un’arte in divenire, aperta al confronto con chi guarda accostandosi ad essa fino a prenderne possesso mentalmente e poi fisicamente, il pensiero che indaga il senso della vita, a partire dall’arte, sospeso tra principio e fine con lo sguardo volto al futuro, sono gli aspetti più ricorrenti nell’opera di Michelangelo Pistoletto tra i più interessanti e originali protagonisti della scena artistica italiana e internazionale di questi ultimi cinquant’anni, Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia del 2003.

Ritratti al tavolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto

Ritratti al tavolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto

Esponente di spicco dell’Arte Povera che trova la sua massima espressione negli anni Sessanta, coinvolto nei luoghi comuni e innovativi del movimento della Pop Art, Michelangelo Pistoletto (Biella 1933) elaborando diversi stili e tecniche ad incontrare le molteplici possibilità espressive dei diversi materiali dal legno ai metalli, dal plexiglass agli specchi, ricostruisce un nuovo modo di pensare l’opera d’arte quale opportunità per esplorare gli orizzonti emotivi dell’esistenza guardando al lato etico per solcare i significati del finito e dell’infinito, del visibile e dell’invisibile, soffermandosi su quel punto di incontro tra inizio e fine dove fiorisce il senso della vita.

Dopo un’iniziale produzione improntata ad una ricerca sull’autoritratto, Pistoletto tra il 1961-1962  giunge alla realizzazione dei “Quadri specchianti” che rappresentano il fondamento della sua opera da cui derivano le sue riflessioni teoriche e le successive elaborazioni tecniche e formali degli stessi lavori. A caratterizzare i “Quadri specchianti” sono la dimensione del tempo rappresentato e presente, la presenza dello spettatore protagonista dell’opera e l’ambiente circostante. Attraverso di essi le coppie di opposte polarità -come statico/dinamico, superficie/profondità-  si congiungono fino a trovare una sorta di

Galleria Mucciaccia Roma Michelangelo Pistoletto

Galleria Mucciaccia Roma Michelangelo Pistoletto

convivenza grazie alla compenetrazione tra ciò che avviene nello spazio e la superficie specchiante. I quadri specchianti collocati sul pavimento riflettendo l’ambiente e gli oggetti in esso presenti, restituiti in posizioni inverse, compresi chi li osserva, creano un’amplificazione dell’ambiente in cui sono esposti superando quella linea di confine tra arte e vita.

A questo progetto che gli ha permesso in poco tempo di raggiungere un successo a livello internazionale, fanno seguito la serie di lavori intitolati “Oggetti in meno” basilari per la nascita dell’Arte Povera, la serie denominata “Le Stanze” in cui si palesa questa costante che vede l’arte essere atto creativo che racconta la vita restituendone un’immagine in divenire entrando nei suoi contesti umani e sociali. L’arte grazie alle opere di Pistoletto diventa spunto per riflettere sull’esistenza per aprirsi al futuro e guardare oltre, anche a quel senso di infinto che tanto attanaglia il pensiero umano. Ed è il senso dell’infinito cui si guarda con stupore e sgomento il filo conduttore del TERZO PARADISO sorta di Eden naturale e tecnologico che diventa fonte di ispirazione dell’opera più recente dell’artista “RITRATTI AL TAVOLO DEL TERZO PARADISO” in mostra alla Galleria Mucciaccia fino al 7 gennaio 2016. L’opera più recente di Michelangelo Pistoletto si ispira infatti al famoso tema indagato dall’artista negli ultimi anni con l’intento di svelare il passaggio evolutivo nel quale l’intelligenza umana trova i modi per convivere con l’intelligenza della natura. A caratterizzare il Terzo Paradiso è il simbolo del segno matematico dell’infinito formato da una linea che intersecandosi due volte disegna tre cerchi allineati. I due cerchi opposti stanno ad indicare la natura e l’artificio, mentre quello centrale rappresenta la congiunzione tra i due. In questa realtà dove dominano lo smarrimento innanzi ai volti infiniti e indefinibili della natura, l’incapacità a cogliere il significato ultimo della vita, Pistoletto ha sentito l’urgenza di stimolare lo sguardo e le coscienze proponendo un’opera come il Terzo Paradiso vista e condivisa non solo nella sua valenza simbolica, ma anche reale. Egli attraverso questo capolavoro, come già in precedenza, vuole ridare all’arte un ruolo centrale e restituirle un valore non solo estetico, ma anche etico. Attraverso un dialogo e un confronto dialettico si può andare lontano e provare e scandagliare negli orizzonti espressivi dei linguaggi che l’arte invia a partire dal creare un coinvolgimento diretto con lo spettatore che ne è protagonista in quanto parte della stessa opera. Come sottolinea Achille Bonito Oliva:Pistoletto attraverso la sua arte in divenire e sperimentale…..ha costruito una macchina della visione capace di penetrare e bucare la superficie del nostro quotidiano ed approdare ad una produzione poetica e concettuale insieme, capace di coniugare una costante relazione dell’arte con il sociale”.

Ritratti al Tavolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto

Ritratti al Tavolo del Terzo Paradiso
di Michelangelo Pistoletto

Per comprendere meglio l’opera esposta bisogna partire da quanto realizzato lo scorso mese di giugno 2015 nelle sale della Galleria da Pistoletto. Egli ha fatto realizzare un grande tavolo rivestito da una tovaglia appositamente creata con il simbolo del Terzo Paradiso, intorno al quale sono state riunite ventiquattro persone tra giovani artisti e collezionisti (tra cui Ottavia e Emiliano Cerasi, Clara e Giovanni Floridi, Giulia e Massimiliano Mucciaccia, Dora e Mario Pieroni, Armando Pasini, Imelda e Reza Safavi) per condividere e discutere su questo tema in cui l’arte incontra la vita e la coinvolge fino a creare un corto circuito. Appoggiati alle pareti erano stati disposti 12 grandi specchi, rivolti verso il muro. Come segno della propria partecipazione i partecipanti al termine dell’incontro hanno scritto un pensiero sul retro dello specchio, supporto dell’opera ancora non realizzata, diventando in tal modo sia il soggetto che il testimone dell’evento.

La mostra vuole essere l’ideale conclusione dell’evento iniziato cinque mesi fa, dodici opere ispirate alla performance di giugno. Lo specchio diventa punto di partenza e di arrivo, mezzo e fine con cui creare questa interazione tra opera e spettatore. Così Achille Bonito Oliva afferma: “Lo specchio di Pistoletto è dunque nelle sue diverse dimensioni un bersaglio attivo che a sua volta diventa freccia da cui parte la dinamica di un’opera incessantemente interattiva. L’interazione dell’opera sviluppa naturalmente un alto tasso di comunicazione. Da tutto questo nasce un evento espositivo”.

Silvana Lazzarino

Michelangelo Pistoletto

RITRATTI AL TAVOLO DEL TERZO PARADISO

Galleria Mucciaccia, Largo della Fontanella di Borghese 89 – Roma

Orari: lunedì 15.30 –19.30; dal martedì al sabato 10.00 –19.00; domenica chiuso

Informazioni: tel. 06 69923801; segreteria@galleriamucciaccia.it

fino al 7 gennaio 2016

Catalogo – Carlo Cambi Editore con testi di Michelangelo Pistoletto e di Achille Bonito Oliva e una ricca documentazione fotografica ad illustrare tutto l’iter del progetto.

Ingresso libero

Silvana Lazzarino

Silvana Lazzarino

Nata a Roma il 14/02/1971, laureata e giornalista ha collaborato come critica cinematografica e critica d’arte con il quotidiano Il Giornale, il bimestrale Il Ragazzo selvaggio, Radio Vaticana. Attualmente prosegue questa attività con periodici on-line come ildispari24.it, ed è impiegata nella pubblica amministrazione. Ha partecipato a diversi concorsi letterari ottenendo prestigiosi riconoscimenti e le sue poesie sono presenti su diverse raccolte antologiche. Ha pubblicato due raccolte poetiche personali

Alba Gonzales e Silvana

Alba Gonzales e Silvana

Cosmogonia (2013) e Oltre le immagini tra visione ed emozione (2014), Fonte della sua ispirazione è il fascino delle bellezze artistiche e paesaggistiche del nostro Paese. Ama praticare anche attività sportiva come corsa e lunghe camminate, spesso nei fine settimana.

Silvana

Silvana

Silvana impiegata di giorno e creativa di sera. E’ catturata dall’ arte e dalla poesia..Arte e poesia interagendo danno vita alle emozioni tra passato e presente, verità e immaginazione diventando l’una fonte di ispirazione dell’altra per guardare oltre le immagini e oltre le parole tra visione ed emozione.

Alba Gonzales, di Roma, attiva tra Roma e Pietrasanta, è scultrice  di fama internazionale che attraverso le sue opere monumentali esplora l’universo dell’uomo attraverso il mito, la storia i totem. Al centro delle sue sculture di richiamo classico che mettono in luce figure femminili eleganti e armoniose in perfetta sintonia con lo spazio sono i motivi dell’amore, del dramma e dell’ironia che appartengono al tessuto esistenziale.

Bruno Molinaro, definito il “Monet del 2000” ,attivo a Torino, esalta le bellezze del paesaggio e dei luoghi più segreti della natura attraverso la magia del colore che diventa protagonista assoluto nei suoi dipinti, Colore che da forma e corpo ai luoghi più poetici e affascinanti della natura al passare delle stagioni tra cieli al tramonto, scorci di spiagge, montagne innevate e poi girasoli e papaveri, iris, e specchi d’acqua che riflettono scenari autunnali dove si intrecciano geometrie di foglie nel vento.

Dipinto di Bruno Molinaro

Dipinto di Bruno Molinaro

Iris nel vento di Bruno Molinaro

Iris nel vento
di Bruno Molinaro

 

 

MASSIMO PENNACCHINI

Definito il “pittore del tango”  Massimo Pennacchini coglie l’eleganza e la passione di questo ballo attraverso l’effetto di una linea avvolgente e l’uso di un colore vivace e deciso dove respirare i riti infiniti della vita. Artista di fama internazionale ha esposto in Italia, Europa, fino a toccare Stati Uniti e Cina.

dipinto di Pennacchini

Le sue opere sono presenti il collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero

Poesia ed eleganza, musicalità e leggerezza si intrecciano nelle sue rappresentazioni dove protagonisti sono coppie di ballerini immersi nel loro luogo ideale dove tutto pul accadere…..

Coppie di ballerini si stringono e si allontanano al ritmo ora lento ora veloce di un tango che li lega in un gioco di sguardi e seduzione senza fine.

FRANCESCO VACCARONE

Attuale, creativo, poliedrico nell’uso delle espressioni visive ed emotive è il linguaggio di Francesco Vaccarone che tra disegno, pittura,  collage e scultura ha saputo recuperare le emozioni dell’uomo nel suo passare lungo i luoghi di una realtà in cosante divenire dove ritrovare il senso del suo esistere. Ho avuto piacere  di recensire la mostra La POESIA VISIVA DI FRANCESCO VACCARONE in corso a Genova presso il Museo di Villa Croce fino al 6 marzo 2016,  dedicata alla sua opera e in particolare alla “poesia visiva” movimento/espressione artistica sorta negli anni Sessanta quale risposta al bombardamento progressivo della civiltà delle immagini, della pubblicità ossessionante. Dopo gli inizi in cui utilizza un

LA POESIA VISIVA di FRANCESCO VACCARONE

LA POESIA VISIVA di FRANCESCO VACCARONE

linguaggio creativo figurativo con rimandi all’espressionismo tedesco, Francesco Vaccarone, nato a La Spezia nel 1940, a metà degli anni Sessanta entrato a far parte del Gruppo Studio di Genova si accosta alla poesia visiva il cui linguaggio sperimentale è proiettato alla ricerca di espressioni visive nuove. Espressioni costruite a partire da diversi contesti della quotidianità compresa la parola parlata e scritta. che prendono le mosse da un’analisi del linguaggio dei mass-media e delle tecnologie stravolgendone il significato per rovesciare i rapporti sociali in una sorta di giocosa rivoluzione. Immagini e oggetti sono assemblati in un ritmo visivo a metà strada tra Pop Art e Nouveau Réalisme.

L'anima il vento

L’anima il vento

Leggerezza e ironia, ma anche senso di inquietudine e sfiducia  sono i modi con cui è percepito il cammino dell’esistenza che prende forma attraverso figure e rappresentazioni in cui si alternano colori ora accesi e avvolgenti, ora più tenui, sempre combinati con originalità e fantasia. E’ entro questi spazi dove si evince quel possibile avvicinamento tra l’uomo e quanto è a lui vicino come anche la natura che le simbologie si fanno strada quali elementi  silenziosi eppure presenti nelle descrizioni di  luoghi a lui cari come le cinque terre, o nel volo verso l’infinito dei gabbiani, o nei volti e gesti desolati dei clochard, sezna dimenticare gli altri aspetti del paesaggio dove si muovono e agiscono anche figure umane. Poesia e leggerezza, malinconia e solitudine sono le cifre con cui rileggere l’uomo nel suo mostrarsi con desideri e attese, paure e nostalgie talora solitario entro quegli spazi liberi e avvolgenti in cui si da voce alle armonie che legano la terra a l cielo, il finito all’infinito verso e oltre il visibile.

Gentilissima .
Silvana Lazzarino

e p.c Roberta Panizza
Socia Sostenitrice DILA Vice presidente DILA

Quale apprezzamento per l’encomiabile attività di comunicazione da te svolta fino ad oggi per le nostre testate giornalistiche e web, in virtù della tua costante attività effettuata nel campo artistico a favore dello sviluppo dei progetti ideati dalla nostra associazione e in considerazione dell’eccellente impegno da te profuso nell’avviare la concordata collaborazione tra DILA e la Casa Editrice “Il Sextante” di Mariapia Ciaghi, sono ben lieto di nominarti

“Direttrice Editoriale per conto dell’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA”,

con ciò autorizzandoti a svolgere tutte le azioni concordate con questa Presidenza utili alla gestione dei rapporti con la Casa Editrice Il Sextante, sempre che tu decida di accettare l’incarico operando in regime di assoluta gratuità così come, ed è giusto che te ne dia atto ringraziandoti, hai sempre agito.

Sicuro che saprai essere determinata e coerente, ti auguro di ottenere, per te personalmente e per la nostra DILA, meritati riconoscimenti pubblici e privati.

Ischia 15 Aprile 2017

Bruno Mancini
Presidente DILA

Silvana Lazzarino premiata dalla OTMA 2 Edizioni

Contributo di Silvana Lazzarino al Catalogo dell’artista  PATRIZIA CANOLA

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ARTICOLI pubblicati su emmegiischia.com e ildispari24.it

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