Se il COVID-19 “muore dopo poche ore all’aperto, perché le mascherine non sono riutilizzabili il giorno dopo?

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Contatti:

Bruno Mancini
emmegiischia@gmail.com
Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle ore 14 alle ore 23

DILA

EMMEGIISCHIA

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A caccia di cittadini polli non sono i casino online

A caccia di cittadini polli non sono i casino online, ma gli Uffici dell’Agenzia dell’entrate

Per la serie Esopo news

Ischia, come ti “spello” il cittadino all’agenzia delle entrate

Se è vero, ed è vero, che diversi milioni di giocatori apprezzano le attuali formule di scommesse, a partire da quelle sportive a da quelle proprie dei giochi del bingo e del poker online (vedi casino online), spesso demonizzate con l’etichetta negativa di azzardo, mentre, in realtà esse rappresentano un passatempo come tanti altri, forse più avvincente di tanti altri e meno subdolo del gioco in borsa o dell’affidamento dei propri risparmi alle banche, dovrebbe essere anche vero (ma le utopie si sprecano quando ci si accosti alle funzioni appannaggio della perfida burocrazia) che gli Uffici dello Strato Italiano siano privi di rischi e di sorprese al servizio dei Cittadini e non siano, invece, l’azzardo puro ed incontrollabile al quale ci hanno sottomessi.

Leggendo l’articolo seguente pubblicato, in parte, sul quotidiano “Il Dispari” ci si può rendere conto del deguente paradosso.

Il rischio e l’azzardo insiti nelle attività fornite ai cittadini (sudditi?) dalla pubblica amministrazione sono al di fuori da qualsiasi regola, mentre il così detto gioco d’azzardo ha regole ben definite

.Il Dispari 2017-02-06 Agenzia entrate

A caccia di cittadini polli non sono i casino online

Gentile lettore, supponi che un giorno un cittadino sia costretto, a causa d’ineffabili assurdi comportamenti degli uffici INPS (ne parleremo con le Iene e su questo giornale non appena possibile), a dare mandato ad un Avvocato per incaricarlo di ottenere giustizia in sede legale; e poi considera l’ipotesi, spesso reale, che l’istanza del cittadino possa avere buon esito solo in presenza di documentazione ufficiale rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, in tale situazione quale tipo di collaborazione aspetteresti che ti venisse riservata dalla suddetta Agenzia?

Ossia io vanto diritti non riconosciuti da parte dell’INPS che, fino a prova contraria, è un Ente dello Stato italiano (cioè dello Stato al quale appartengo e del quale sono tenuto a rispettare sì le leggi ma dal quale devo essere anche tutelato per il corretto riconoscimento dei miei diritti),  e già la circostanza che io debba perseguire la via giudiziaria per ottenere il riconoscimento di tali diritti è un criterio piuttosto discutibile.

Discutibile

poiché l’etica generale dello Stato dovrebbe tendere ad appianare le vertenze con i propri cittadini piuttosto che renderle praticamente senza principio né fine.

Maggiormente discutibile in quanto in nessuna fase del processo decisionale interno all’Ente il sottoscritto cittadino ha mai avuto la possibilità di confrontare direttamente le proprie istanze con le “persone” che le hanno infine respinte sulla base di rilievi mai precisati in dettaglio.

Enormemente discutibile perché all’INPS, se l’Ente perde la causa, non ci sarà nessuno che ne pagherà i danni… anzi no ci sarò ancora io, insieme a tutti i  cittadino italiani, a doverne corrispondere le spese, compresi gli stipendi per le tante ore di lavoro del suo staff impiegatizio abilitato alla difesa in giudizio.

Passando alla fase che determina la ragione di questo articolo,

è accaduto che:

1) L’Avvocato, ricevuto il mandato dal cittadino, gli ha chiesto di procurarsi una serie di documenti tra i quali “la certificazione del reddito relativo all’anno x rilasciato dall’Agenzia delle entrate”.

2) Il Cittadino, informatosi degli orari di apertura del locale sportello dell’Agenzia delle Entrare, vi si reca per presentare la richiesta istanza

3) Preso il ticket, terminata la fila e giunto il suo turno, accede allo sportello e comunica la sua richiesta

4) Al Cittadino viene risposto che l’istanza non potrà essere accolta se non accompagnata dalla fotocopia della carta d’identità.

5) Il cittadino chiede se sia possibile produrre la fotocopia tramite una delle tante fotocopiatrici presenti nella sede dell’Agenzia delle entrate, ma riceve risposta totalmente negativa. Dovrà uscire dall’Ufficio, recarsi all’esterno alla ricerca di un’attività commerciale predisposta al rilascio di copie, pagare il corrispettivo di 20 centesimi (compreso IVA), tornare all’Ufficio, prendere un nuovo ticket, attendere ancora il proprio turno, ed allora, sperando che nel frattempo non arrivi l’orario “INDEROGABILE” di chiusura, potrà accedere di nuovo allo sportello munito della indispensabile fotocopia della carta d’identità

A questo punto Esopo si ferma una prima volta per tentare di ragionare e si ritrova a bestemmiare contro qualcuno che non appare mai in prima persona. Qualcuno che ha il solo scopo di rendere la vita difficile ai cittadini, forse perché, così facendo, mantiene le premesse della sopravvivenza della sua classe impiegatizia privilegiata, inutile ed ostacolo ad ogni buon rapporto tra i Cittadini e lo Stato. 

Come può concepirsi che, per un Cittadino italiano, essere personalmente presente ad uno sportello, esibire la propria carta d’identità, mostrare la tessera sanitaria e il codice fiscale, non bastino a far sì che lo Stato accetti una domanda con la quale il Cittadino gli chieda SOLTANTO di produrre un certificato relativo alla sua stessa situazione fiscale?

Quale ulteriore garanzia identificativa può aggiungere la fotocopia del documento?

Come è possibile che, pur pretendendo la consegna di due marche da bollo e successivo versamento bancario di 3.20 euro (sic!) (ma di questi due versamenti scriveremo in seguito), lo Stato italiano pur disponendo nell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di numerosi apparecchi in grado di effettuare fotocopie, non abbia trovato il sistema di far pagare i miseri 20 centesimi per la fotocopia “necessaria” a produrre l’istanza?

Forse, la ragione va ricercata nella proliferazione virtuale delle pratiche trattate? Il cittadino attore di questo esempio è tornato quattro volte e per quattro volte il contatore dell’apparecchio ne ha segnalata la presenza allo sportello!

Facendo un continuo ping pong

tra le considerazioni di Esopo e le peripezie imposte al povero Cittadino torniamo alla seconda fase che determina la ragione di questo articolo proseguendo con

6) Il Cittadino accede per la seconda volta alla sportello munito dell’istanza e della fotocopia della carta d’identità. Le consegna entrambe.

7) Al Cittadino viene chiesto l’uso al quale verrà destinato il richiesto documento

8) Il Cittadino risponde che servirà per chiamare in giudizio l’INPS

9) Al Cittadino viene specificato che se a) esibisce il numero di RG non sono necessarie marche da bollo; b) se NON esibisce il numero di RG sono necessarie due marche da bollo.

10) Il Cittadino non sa cosa sia il RG e chiede spiegazioni

11) Al Cittadino viene risposto che si tratta di un numero di protocollo che gli può essere comunicato da parte del suo Avvocato.

12) Il Cittadino NON ha il RG. L’Avvocato del Cittadino riceve in un’altra città. Il Cittadino ha interesse a velocizzare la pratica. Il Cittadino decide di farsi carico dell’onere relativo alle due marche da bollo.

13) Il Cittadino dovrà uscire nuovamente dall’ufficio, trovare un tabaccaio, acquistare le marche, ritornare nell’ufficio, prendere per la terza volta il ticket, aspettare il proprio turno e sperare che nel frattempo non giunga l’orario “INDEROGABILE”di chiusura per poter accedere di nuovo allo sportello munito della indispensabile fotocopia della carta d’identità, della istanza e delle due marche da bollo.

Esopo si ferma per la seconda volta a tentare di ragionare e si ritrova di nuovo a bestemmiare ancora più fortemente contro qualcuno che non appare mai in prima persona. Qualcuno che ha il solo scopo di rendere la vita difficile ai cittadini, forse perché, così facendo, mantiene le premesse della sopravvivenza di una classe impiegatizia privilegiata, inutile ed ostacolo ad ogni buon rapporto tra i Cittadini e lo Stato.

Procedendo nel continuo ping pong tra le considerazioni di Esopo e le peripezie imposte al povero Cittadino torniamo alla fase che determina la ragione di questo articolo proseguendo con

14) Il Cittadino accede per la terza volta alla sportello munito dell’istanza, della fotocopia della carta d’identità e delle due marche da bollo. Consegna tutto.

15) Dopo l’elaborazione della sua richiesta, al Cittadino viene consegnato un MOD F23 da compilare (importo 3,20 € codice tributo 886T) e da versare in banca

16) Il Cittadino dovrà uscire nuovamente dall’ufficio, trovare una Banca aperta, pagare l’F23 per l’importo di 3.20 €, ritornare nell’ufficio, prendere per la quarta volta il ticket, aspettare il proprio turno e sperare che nel frattempo non giunga l’orario “INDEROGABILE”di chiusura per poter accedere di nuovo allo sportello munito della indispensabile fotocopia della carta d’identità, della istanza e delle due marche da bollo.

Esopo si ferma per la terza volta a tentare di ragionare ma si ritrova per la terza volta imbufalito bestemmiatore contro qualcuno che non appare mai in prima persona. Qualcuno che ha il solo scopo di rendere la vita difficile ai cittadini, forse perché, così facendo, mantiene le premesse della sopravvivenza della sua classe impiegatizia privilegiata, inutile ed ostacolo ad ogni buon rapporto tra i Cittadini e lo Stato.

17) Il Cittadino trova una Banca aperta nelle vicinanze dell’Agenzia delle entrate della Città di Ischia. Entra. Aspetta il proprio turno e consegna il  MOD F23.

18) L’impiegata allo sportello gli chiede su quale conto addebitare l’importo-

19) Il Cittadino, non ha un c/c presso l‘Istituto e dice di voler pagare in contanti… badate bene si tratta di 3-20 €  (tre euro e venti centesimi)

20) L’impiegata allo sportello gli chiede se sia già registrato c/o il loro Istituto

21) Il Cittadino risponde negativamente.

22) L’impiegato inizia le operazioni di registrazione del Cittadino. Operazioni che durano ben oltre 10 minuti dopo l’esibizione da parte del Cittadino di carta d’identità e codice fiscale che vengono fotocopiati e allegati alla registrazione.

23) L’impiegato provvede a completare il versamento del MOD F23 per l’importo di 3.20 €

Esopo pensa che l’operazione di registrazione del Cittadino sia costata ben oltre il valore del versamento. Sia in ragione dell’attività dell’addetto allo sportello e sia per tutte le altre componenti aziendali e strutturali che hanno partecipato a tale operazione. Se la Banca avesse ottenuto un rimborso spese finanche pari all’intero importo versato non avrebbe coperto neppure in minima parte il costo relativo alla operazione di registrazione.

Esopo pensa che versare 3.20 € allo Stato (e non a una qualsiasi associazione criminale) non sia un’operazione tanto rischiosa per le finanze pubbliche da imporre una simile procedura.

Esopo pensa che norme anti riciclaggio, anti evasione, anti qui e anti là non hanno impedito la crescita del debito pubblico né quella delle bande dei poveri dei disoccupati e dei disperati.

Esopo pensa che il buon senso e l’adeguamento delle norme alle realtà della vita attuale siano qualità assolutamente carenti nei legislatori italiani.

24) Il Cittadino accede per la quarta volta alla sportello munito dell’istanza, della fotocopia della carta d’identità, delle due marche da bollo e della ricevuta di pagamento di 3.20 €. Consegna tutto

25) Il Cittadino riceve il documento richiesto.

26) Il Cittadino si reca dall’Avvocato per consegnargli il documento.

27) L’Avvocato lo controlla e, notando la marca da bollo, afferma che averla richiesta è stato un atto illecito.

28) Azz! Il Cittadino gli chiede spiegazioni e poi le riferisce ad Esopo.

Pertanto Esopo si è convinto che l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, chiedendo il numero di RG (vedi punto 9), che ora Esopo sa trattarsi del numero del Ruolo (R) Generale (G) delle cause, ha richiesto illegittimamente prova dell’esistenza del giudizio, ignorando il fatto che nel rito del lavoro (rito applicabile in giudizio INPS) vi è un sistema di preclusione che inibisce il deposito di documenti dopo l’iscrizione a ruolo della causa.

Ossia, seguendo le indicazioni dell’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, per NON pagare il costo delle due marche da bollo il Cittadino avrebbe dovuto iscrivere la causa nel RG rendendo di fatto inutilizzabile il documento ricevuto.

Roba da manicomio!

Bruno oggi parliamo di scempi

Dando uno sguardo a cosa stabiliscono le leggi italiane si può leggere che:

  1.  Allegato B) del D.P.R. 642/1972 TABELLA Atti, documenti e registri esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto Art.  9. Atti e documenti in materia di assicurazioni sociali obbligatorie e di assegni familiari, ricevute dei contributi nonché atti e documenti relativi alla liquidazione e al pagamento di indennità e rendite concernenti le assicurazioni stesse anche se dovute in base a leggi straniere. Domande, certificati, documenti, ricorsi occorrenti per la liquidazione e il pagamento delle pensioni dirette o di reversibilità, degli assegni e delle indennità di liquidazione e di buonuscita o comunque di cessazione del rapporto di lavoro anche se a carico di stranieri. Domande e relativa documentazione per l’iscrizione nelle liste di collocamento presso gli uffici del lavoro e della massima occupazione.
  1. Art. 12. Atti e provvedimenti del procedimento innanzi alla Corte costituzionale. Atti, documenti e provvedimenti dei procedimenti giurisdizionali ed amministrativi relativi a controversie: 1) in materia di assicurazioni sociali obbligatorie ed assegni familiari; 2) individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego; 3) in materia di pensioni dirette o di reversibilità; 4) in materia di equo canone delle locazioni degli immobili urbani. Atti relativi ai provvedimenti di conciliazione davanti agli uffici del lavoro e della massima occupazione o previsti da contratti o da accordi collettivi di lavoro. Atti e documenti relativi all’esecuzione immobiliare nei procedimenti di cui ai numeri 1), 2) e 3) del secondo comma e dei provvedimenti di cui al terzo comma del presente articolo. Atti e provvedimenti dei procedimenti innanzi al conciliatore, compreso il mandato speciale a farsi rappresentare ed escluse le sentenze.

Sono almeno venti anni che ci stanno rompendo parti intime inquinali con la propaganda della semplificazione della pubblica amministrazione, con la possibilità di autocertificazione, con lo snellimento della burocrazia, ma, Esopo si domanda quando inizieremo NOI cittadini a prendere a calci nel deretano tutti coloro che ci trattano come polli?

Si ringrazia per la consulenza l’Avvocato Alessandro Gambardella, Via Luca Giordano 164 Napoli Cell. 3281884943, dal quale abbiamo altresì ricevuto il seguente breve sunto delle norme che regolano i rapporti tra cittadino ed Enti.

  1. Enti pubblici e certificazioni obbligatorie: dal 1 Gennaio 2012 è entrata in vigore la nuova direttiva che impone alle pubbliche amministrazioni di accettare dagli utenti solo dichiarazioni sostitutive di certificazioni.
  1. Come stabilito dalla Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione e della Semplificazione 14 del 22 dicembre 2011, infatti, gli enti pubblici, così come i gestori di servizi pubblici, non possono più richiedere agli utenti alcun tipo di certificazione che contenga informazioni in possesso di un altro ufficio pubblico. Sono gli stessi utenti, invece, a dover produrre autocertificazioni per dimostrare stati personali o fatti.
  1. A promuovere questa nuova normativa – che semplifica i rapporti tra i cittadini e le pubbliche amministrazioni – è stato in prima persona il Ministro Patroni Griffi: si tratta comunque di una regolamentazione prevista dalla Legge di Stabilità (Legge n. 183 del 12/11/2011), precisamente con l’art. 15, comma 1 che introduce il Testo Unico D.P.R. 445 del 28/12/2000.
  1. Il cittadino al quale un ente pubblico richiede, ad esempio, un semplice stato di famiglia, non deve più richiedere personalmente tale documento ma sarà sufficiente produrre una dichiarazione sostitutiva nella quale siano specificate le informazioni necessarie. Spetta invece allo stesso ente, pena la violazione dei doveri di ufficio, l’accertamento delle informazioni contenute nell’autocertificazione entro 30 giorni.
  1. Un’altra novità, inoltre, riguarda la nuova dicitura che deve comparire obbligatoriamente nei certificati rilasciati dal 1 gennaio 2012, che cita: «Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della Pubblica amministrazione od ai privati gestori di pubblici servizi.».
  1. È sempre la nuova normativa di semplificazione a stabilire l’introduzione, in ogni PA, di un ufficio responsabile garante della trasmissione di dati e informazioni. La nuova procedura di certificazione si allinea, infine, alla regolamentazione prevista dal Codice dell’Amministrazione Digitale, che prevede la collaborazione tra gli enti pubblici attraverso la creazione di banche dati accessibili per poter operare, in modo immediato e semplificato, il controllo delle autocertificazioni.
  1. Nel Codice sopra citato si legge infatti che: «Le pubbliche amministrazioni titolari di banche dati accessibili per via telematica predispongono, sulla base delle linee guida redatte da DigitPA, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, apposite convenzioni aperte all’adesione di tutte le amministrazioni interessate volte a disciplinare le modalità di accesso ai dati da parte delle stesse amministrazioni procedenti, senza oneri a loro carico.»

Bruno Mancini

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I paladini della sozzura

I paladini della sozzura

Per la serie “Esopo news”

I paladini della sozzura fisica, mentale ed amministrativa fomentano apologie di malfattori, d’inetti e di strafottenti.
Hanno voluto che anche oggi, giorno di San Valentino, Via Gemito a Ischia sia senza erogazione di acqua potabile.

Noi indolenti sudditi beceri, pecoroni e collusi annaspiamo tra favole, menzogne e imbrogli sfornati a getto continuo per la nostra credulità.
Oggi, giorno di San Valentino, Via Gemito a Ischia è di nuovo senza erogazione di acqua potabile e non alziamo le barricate.

I capi ondivaghi strutturano colluse alleanze politiche, economiche e criminali degne di riempire faldoni nelle stanze del giudizio, e nessuno ancora li ha defenestrati.
Intanto oggi, giorno di San Valentino, Via Gemito a Ischia continua imperterrita a rimanere senza erogazione di acqua potabile.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (Cesare Pavese).

Bruno Mancini

Ignazio senza acqua

A Ischia manca l’acqua e mancano le istituzioni

Poiché anche adesso (ore 00:45 di venerdì 10 Febbraio 2017) dai rubinetti delle utenze site in Via Gemito ad Ischia NON esce nemmeno una goccia d’acqua, la mancata erogazione notturna della fornitura idrica è in atto da un’intera settimana.

Ciò a conferma che le inadempienze contrattuali e le illegittime limitazioni delle forniture da parte dell’Ente EVI vanno bel oltre ciò che l’azienda aveva dichiarato nel comunicato stampa della scorsa settimana.
La vicenda si configura anche per la mortificante ed assoluta latitanza delle istituzioni in quanto, fino ad ora, non si registra alcuna presa di posizione ufficiale da parte di nessuno dei sindaci dei sei comuni dell’isola d’Ischia.

Ischia sempre senza acqua

L’inqualificabile comunicato FARSA dell’EVI merita una risposta seria da parte della cittadinanza anche in considerazione dell’assoluta latitanza da parte delle così dette istituzioni.

Chi organizza una action class, chi organizza un meet up prima che qualcuno organizzi le barricate?

Ischia sempre senza acqua

Ischia ancora senza acqua

Alle ore 00,25 dell’8 Febbraio 2017- NON è fine settimana – dai rubinetti delle nostre due utenze di Via Gemito a Ischia non usciva un goccio d’acqua.

L’inqualificabile comunicato FARSA dell’EVI merita una risposta seria da parte della cittadinanza anche in considerazione dell’assoluta latitanza da parte delle così dette istituzioni.

Chi organizza una action class, chi organizza un meet up prima che qualcuno organizzi le barricate?

La pazienza è finita

Ischia senza acqua

Ischia, adesso, 7 Febbraio 2017 ore 3:20 circa, NON è fine settimana e a Via Gemito manca l’acqua!

Acqua: quando una class action contro l’EVI?

Ischia senza acqua

Ci sono molti motivi validi per intentare una class action contro il dispositivo della volontaria e non indispensabile chiusura dell’erogazione del bene primario gestito dall’Ente Valorizzazione (sic!) Ischia.

A Ischia manca l'acqua e mancano le istituzioni

I cittadini dell’isola d’Ischia non si faranno depauperare ancora una volta di un loro legittimo diritto.

La qualità della vita sull’isola (dalla sanità ai trasporti, dall’igiene stradale alle vergogne delle pinete, dalla depurazione alla rete fognaria ecc.) sta precipitando velocemente verso livelli anteguerra con buona pace degli “amministratori” intenti in altre faccende.

Pare che questa sia la goccia.

Acqua

Comunicato stampa EVI

“Ritorna la chiusura notturna dei serbatoi idrici dell’isola d’Ischia, allo scopo di razionalizzare l’utilizzo delle risorse e realizzare ingenti risparmi finanziari che, in definitiva, si tradurranno in minori costi anche per la collettività. L’EVI spa rende noto che, a partire dall’attuale week-end, la Regione Campania ricomincerà l’oramai tradizionale stop notturno all’erogazione idrica, che riguarderà tutto il territorio isolano. La Regione, attraverso il proprio personale, provvederà a chiudere i serbatoi di competenza ogni giorno.

La fascia oraria interessata all’interruzione andrà approssimativamente dalle ore 22.00 alle ore 6.00. Questo esperimento è stato già effettuato in passato, con risultati ritenuti estremamente soddisfacenti, peraltro a fronte di disagi minimi per l’utenza, attesi i ridotti consumi dovuti sia alla stagione invernale che all’orario notturno.”Un’azione collettiva (in lingua inglese class action), è un’azione legale condotta da uno o più soggetti che, membri di una determinata categoria di soggetti, chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti ultra partes per tutti i componenti presenti e futuri della categoria .

Art. 4 –

Impianti ad uso privato Sono impianti ad uso privato quelli destinati a soddisfare necessità potabili, igieniche, industriali e commerciali degli utenti.

Art. 5 –

Contratto ordinario Il contratto ordinario è quello stipulato per la somministrazione di acqua ad uso potabile ed igienico.

Art. 20 –

Minimo contrattuale Il contratto ordinario, straordinario e temporaneo, salvo che per gli usi domestici, prevede l’addebito di un quantitativo minimo giornaliero di acqua. Il quantitativo è definito di volta in volta nel sistema tariffario, che costituisce parte integrante del contratto, in conformità alla vigente normativa. Il minimo obbligatorio è fatturato, anche se non consumato, pro die in misura proporzionale al periodo oggetto della fatturazione.

Art. 21 – Durata del contratto – Recesso

Recesso da parte dell’EVI: L’EVI ha la facoltà di recedere in qualsiasi tempo dal contratto straordinario e temporaneo quando vi sia carenza di risorsa idrica. Della impossibilità sopravvenuta ad adempiere in modo totale o parziale alla propria obbligazione e della conseguente decisione di recedere dal contratto o di limitare la fornitura, l’EVI darà tempestiva comunicazione all’utente mediante raccomandata con avviso di ricevimento almeno 7 giorni prima della data di decorrenza del recesso. In ogni caso, l’EVI recederà dal contratto qualora venga a conoscenza di dichiarazioni false prodotte dall’utente per la stipula del contratto medesimo, o che l’immobile oggetto di fornitura sia detenuto senza titolo legittimo o non sia in regola con la vigente normativa urbanistica.

Art. 27 –

Quota fissa È una quota prevista dal sistema tariffario che si paga indipendentemente dal consumo e copre una parte dei costi fissi che la EVI sostiene per erogare il servizio. La quota fissa sarà corrisposta dall’utente con la fatturazione del consumo ed in misura proporzionale al periodo fatturato. Per le utenze di tipo domestico, la stessa sarà moltiplicata per il numero di unità abitative servite.

Art. 35 –

Sospensioni del servizio L’EVI fornisce acqua con continuità, salvo patti speciali o cause di forza maggiore. L’EVI può inoltre interrompere la fornitura per ragioni di servizio, cioè per manutenzione, per riparazione dei guasti sulle condutture, per ampliamento, miglioramento o avanzamento tecnologico degli impianti stessi. Tali interruzioni, nonché le interruzioni o limitazioni della fornitura dovute a cause accidentali, a scioperi che non dipendono da inadempienze contrattuali dell’EVI, a ordini o provvedimenti dell’Autorità o comunque a fatti non imputabili alla società, non danno luogo né a riduzioni delle somme dovute per la fornitura, né a risarcimento dei danni eventualmente subiti, né a risoluzione del contratto.

Art. 36 –

Manutenzione dell’impianto esterno La manutenzione dell’impianto esterno, limitatamente alla derivazione dalla presa stradale fino all’apparecchio misuratore compreso, spetta esclusivamente all’EVI ed è vietata agli utenti o a chiunque altro sotto pena del pagamento dei danni e delle eventuali azioni penali.

Art. 37 –

Modifiche all’impianto esterno L’EVI si riserva il diritto di modificare in ogni tempo il tracciato, l’estensione ed il relativo punto di fornitura dell’impianto esterno al fine di razionalizzare il sistema distributivo e ridurre il rischio di perdite idriche, fermo restando il diritto dell’utente al permanere delle medesime condizioni di qualità e quantità della somministrazione.

Art. 41 –

Eccedenze Il consumo dell’acqua è accertato e pagato trimestralmente ed è determinato come differenza tra due letture consecutive segnate dal misuratore o, in assenza di rilievo della lettura, quale consumo stimato, salvo conguaglio. Il consumo viene ripartito pro die nelle fasce tariffarie previste per le diverse categorie contrattuali. L’eccedenza è la quantità d’acqua misurata o stimata oltre le quantità previste nella fascia tariffaria base per le utenze ad uso domestico o oltre le quantità corrispondenti al minimo impegnato per tutte le utenze appartenenti alle altre categorie contrattuali. La quantità di acqua consumata annualmente in meno di quella convenuta nel contratto non può mai essere compensata con quella consumata in più degli altri anni.

Art. 43 – Violazioni contrattuali

E’ nella facoltà dell’EVI sospendere la fornitura ogni qual volta l’utente ponga in essere comportamenti gravi, cioè tali che impediscano il corretto esercizio della somministrazione. Dell’avvenuta sospensione della fornitura deve essere redatto apposito verbale da consegnare all’utente all’atto della chiusura; ove ciò non fosse possibile, per fatto non imputabile all’EVI, il verbale è inviato con raccomandata con avviso di ricevimento entro 48 ore dall’avvenuta sospensione. Il verbale deve contenere succintamente le ragioni della sospensione.

Art. 45 –

Modifiche alle norme contrattuali ed alle tariffe – diritto di recesso L’EVI si riserva la facoltà di modificare unilateralmente le tariffe, i prezzi, i tassi e le altre condizioni di contratto qualora sussista un giustificato motivo, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 1341, punto 2, del codice civile. Qualsiasi modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula: “Proposta di modifica unilaterale del contratto”, con preavviso minimo di 30 giorni, in forma scritta o mediante altro supporto durevole, preventivamente accettato dall’utente. La modifica si intende approvata ove l’utente non receda, senza spese, dal contratto entro 60 giorni. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, l’utente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se sfavorevoli per l’utente.

EVI S.p.A. ENERGIA VERDE ED IDRICA in liquidazione Sede Legale: Via Leonardo Mazzella, 36 – Ischia (NA) Capitale sociale: 400.000 Euro int. versato – C.F. e N.ro iscrizione R.I. di Napoli: 03798601211 Telefoni: 081-991182; 081-991622 Fax: 081-993520 Internet: www.evi-spa.it e-mail: info@evi-spa.it

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A Ischia manca l’acqua e mancano le istituzioni

A Ischia manca l’acqua e mancano le istituzioni

Poiché anche adesso (ore 00:45 di venerdì 10 Febbraio 2017) dai rubinetti delle utenze site in Via Gemito ad Ischia NON esce nemmeno una goccia d’acqua, la mancata erogazione notturna della fornitura idrica è in atto da un’intera settimana.

Ciò a conferma che le inadempienze contrattuali e le illegittime limitazioni delle forniture da parte dell’Ente EVI vanno bel oltre ciò che l’azienda aveva dichiarato nel comunicato stampa della scorsa settimana.
La vicenda si configura anche per la mortificante ed assoluta latitanza delle istituzioni in quanto, fino ad ora, non si registra alcuna presa di posizione ufficiale da parte di nessuno dei sindaci dei sei comuni dell’isola d’Ischia.

I paladini della sozzura

Ischia sempre senza acqua

L’inqualificabile comunicato FARSA dell’EVI merita una risposta seria da parte della cittadinanza anche in considerazione dell’assoluta latitanza da parte delle così dette istituzioni.

Chi organizza una action class, chi organizza un meet up prima che qualcuno organizzi le barricate?

Ischia sempre senza acqua

Ischia ancora senza acqua

Alle ore 00,25 dell’8 Febbraio 2017- NON è fine settimana – dai rubinetti delle nostre due utenze di Via Gemito a Ischia non usciva un goccio d’acqua.

L’inqualificabile comunicato FARSA dell’EVI merita una risposta seria da parte della cittadinanza anche in considerazione dell’assoluta latitanza da parte delle così dette istituzioni.

Chi organizza una action class, chi organizza un meet up prima che qualcuno organizzi le barricate?

La pazienza è finita

Ischia senza acqua

Ischia, adesso, 7 Febbraio 2017 ore 3:20 circa, NON è fine settimana e a Via Gemito manca l’acqua!

Acqua: quando una class action contro l’EVI?

Ischia senza acqua

Ci sono molti motivi validi per intentare una class action contro il dispositivo della volontaria e non indispensabile chiusura dell’erogazione del bene primario gestito dall’Ente Valorizzazione (sic!) Ischia.

A Ischia manca l'acqua e mancano le istituzioni

I cittadini dell’isola d’Ischia non si faranno depauperare ancora una volta di un loro legittimo diritto.

La qualità della vita sull’isola (dalla sanità ai trasporti, dall’igiene stradale alle vergogne delle pinete, dalla depurazione alla rete fognaria ecc.) sta precipitando velocemente verso livelli anteguerra con buona pace degli “amministratori” intenti in altre faccende.

Pare che questa sia la goccia.

Acqua

Comunicato stampa EVI

“Ritorna la chiusura notturna dei serbatoi idrici dell’isola d’Ischia, allo scopo di razionalizzare l’utilizzo delle risorse e realizzare ingenti risparmi finanziari che, in definitiva, si tradurranno in minori costi anche per la collettività. L’EVI spa rende noto che, a partire dall’attuale week-end, la Regione Campania ricomincerà l’oramai tradizionale stop notturno all’erogazione idrica, che riguarderà tutto il territorio isolano. La Regione, attraverso il proprio personale, provvederà a chiudere i serbatoi di competenza ogni giorno.

La fascia oraria interessata all’interruzione andrà approssimativamente dalle ore 22.00 alle ore 6.00. Questo esperimento è stato già effettuato in passato, con risultati ritenuti estremamente soddisfacenti, peraltro a fronte di disagi minimi per l’utenza, attesi i ridotti consumi dovuti sia alla stagione invernale che all’orario notturno.”Un’azione collettiva (in lingua inglese class action), è un’azione legale condotta da uno o più soggetti che, membri di una determinata categoria di soggetti, chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti ultra partes per tutti i componenti presenti e futuri della categoria .

Art. 4 –

Impianti ad uso privato Sono impianti ad uso privato quelli destinati a soddisfare necessità potabili, igieniche, industriali e commerciali degli utenti.

Art. 5 –

Contratto ordinario Il contratto ordinario è quello stipulato per la somministrazione di acqua ad uso potabile ed igienico.

Art. 20 –

Minimo contrattuale Il contratto ordinario, straordinario e temporaneo, salvo che per gli usi domestici, prevede l’addebito di un quantitativo minimo giornaliero di acqua. Il quantitativo è definito di volta in volta nel sistema tariffario, che costituisce parte integrante del contratto, in conformità alla vigente normativa. Il minimo obbligatorio è fatturato, anche se non consumato, pro die in misura proporzionale al periodo oggetto della fatturazione.

Art. 21 – Durata del contratto – Recesso

Recesso da parte dell’EVI: L’EVI ha la facoltà di recedere in qualsiasi tempo dal contratto straordinario e temporaneo quando vi sia carenza di risorsa idrica. Della impossibilità sopravvenuta ad adempiere in modo totale o parziale alla propria obbligazione e della conseguente decisione di recedere dal contratto o di limitare la fornitura, l’EVI darà tempestiva comunicazione all’utente mediante raccomandata con avviso di ricevimento almeno 7 giorni prima della data di decorrenza del recesso. In ogni caso, l’EVI recederà dal contratto qualora venga a conoscenza di dichiarazioni false prodotte dall’utente per la stipula del contratto medesimo, o che l’immobile oggetto di fornitura sia detenuto senza titolo legittimo o non sia in regola con la vigente normativa urbanistica.

Art. 27 –

Quota fissa È una quota prevista dal sistema tariffario che si paga indipendentemente dal consumo e copre una parte dei costi fissi che la EVI sostiene per erogare il servizio. La quota fissa sarà corrisposta dall’utente con la fatturazione del consumo ed in misura proporzionale al periodo fatturato. Per le utenze di tipo domestico, la stessa sarà moltiplicata per il numero di unità abitative servite.

Art. 35 –

Sospensioni del servizio L’EVI fornisce acqua con continuità, salvo patti speciali o cause di forza maggiore. L’EVI può inoltre interrompere la fornitura per ragioni di servizio, cioè per manutenzione, per riparazione dei guasti sulle condutture, per ampliamento, miglioramento o avanzamento tecnologico degli impianti stessi. Tali interruzioni, nonché le interruzioni o limitazioni della fornitura dovute a cause accidentali, a scioperi che non dipendono da inadempienze contrattuali dell’EVI, a ordini o provvedimenti dell’Autorità o comunque a fatti non imputabili alla società, non danno luogo né a riduzioni delle somme dovute per la fornitura, né a risarcimento dei danni eventualmente subiti, né a risoluzione del contratto.

Art. 36 –

Manutenzione dell’impianto esterno La manutenzione dell’impianto esterno, limitatamente alla derivazione dalla presa stradale fino all’apparecchio misuratore compreso, spetta esclusivamente all’EVI ed è vietata agli utenti o a chiunque altro sotto pena del pagamento dei danni e delle eventuali azioni penali.

Art. 37 –

Modifiche all’impianto esterno L’EVI si riserva il diritto di modificare in ogni tempo il tracciato, l’estensione ed il relativo punto di fornitura dell’impianto esterno al fine di razionalizzare il sistema distributivo e ridurre il rischio di perdite idriche, fermo restando il diritto dell’utente al permanere delle medesime condizioni di qualità e quantità della somministrazione.

Art. 41 –

Eccedenze Il consumo dell’acqua è accertato e pagato trimestralmente ed è determinato come differenza tra due letture consecutive segnate dal misuratore o, in assenza di rilievo della lettura, quale consumo stimato, salvo conguaglio. Il consumo viene ripartito pro die nelle fasce tariffarie previste per le diverse categorie contrattuali. L’eccedenza è la quantità d’acqua misurata o stimata oltre le quantità previste nella fascia tariffaria base per le utenze ad uso domestico o oltre le quantità corrispondenti al minimo impegnato per tutte le utenze appartenenti alle altre categorie contrattuali. La quantità di acqua consumata annualmente in meno di quella convenuta nel contratto non può mai essere compensata con quella consumata in più degli altri anni.

Art. 43 – Violazioni contrattuali

E’ nella facoltà dell’EVI sospendere la fornitura ogni qual volta l’utente ponga in essere comportamenti gravi, cioè tali che impediscano il corretto esercizio della somministrazione. Dell’avvenuta sospensione della fornitura deve essere redatto apposito verbale da consegnare all’utente all’atto della chiusura; ove ciò non fosse possibile, per fatto non imputabile all’EVI, il verbale è inviato con raccomandata con avviso di ricevimento entro 48 ore dall’avvenuta sospensione. Il verbale deve contenere succintamente le ragioni della sospensione.

Art. 45 –

Modifiche alle norme contrattuali ed alle tariffe – diritto di recesso L’EVI si riserva la facoltà di modificare unilateralmente le tariffe, i prezzi, i tassi e le altre condizioni di contratto qualora sussista un giustificato motivo, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 1341, punto 2, del codice civile. Qualsiasi modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula: “Proposta di modifica unilaterale del contratto”, con preavviso minimo di 30 giorni, in forma scritta o mediante altro supporto durevole, preventivamente accettato dall’utente. La modifica si intende approvata ove l’utente non receda, senza spese, dal contratto entro 60 giorni. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, l’utente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se sfavorevoli per l’utente.

EVI S.p.A. ENERGIA VERDE ED IDRICA in liquidazione Sede Legale: Via Leonardo Mazzella, 36 – Ischia (NA) Capitale sociale: 400.000 Euro int. versato – C.F. e N.ro iscrizione R.I. di Napoli: 03798601211 Telefoni: 081-991182; 081-991622 Fax: 081-993520 Internet: www.evi-spa.it e-mail: info@evi-spa.it

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