Arturo Martini e Fausto Pirandello

ARTURO MARTINI E FAUSTO PIRANDELLO I PROTAGONISTI del ciclo di incontri “Colloqui nelle Stanze” in corso alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi a Roma

A ripercorrere momenti importanti delle innovazioni artistiche nel corso del primo Novecento, secolo tra i più problematici e contraddittorio, ma anche con importanti innovazioni sul piano  sociale e scientifico, è la mostra STANZE D’ARTISTA. Capolavori del ‘900 italiano in corso presso la Galleria d’Arte Moderna in Via Crispi a Roma, aperta fino al 1 ottobre 2017. Curata da Maria Catalano e Federica Pirani, l’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, attraverso le opere di alcuni tra i più noti protagonisti della scena artistica della prima metà del ‘ 900, intende dimostrare l’importanza di certe innovazioni sul piano ideologico e sociale, oltre che espressivo, portate dall’arte italiana dei primi decenni del Novecento.

Arturo Martini protagonista in Colloqui nelle Stanze Galleria d’arte Moderna

Le circa sessanta opere di scultura, pittura, grafica a firma di questi dodici artisti: Mario Sironi, Arturo Martini, Ferruccio Ferrazzi, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Massimo Campigli, Marino Marini, Fausto Pirandello e Scipione, rappresentanti di diversi movimenti – dal post-impressionismo al simbolismo dal divisionismo al futurismo, dalla metafisica al ritorno all’ordine – immettono in un percorso che accanto all’intreccio dei linguaggi rivela la complessità del percorso dei singoli artisti a ciascuno dei quali è dedicata una “stanza” illusoria. Nelle sale espositive accanto ad ogni opera degli artisti si possono trovare i loro scritti       tratti da diari o lettere, testi teorici e critici così da offrire una sorta di commento critico proveniente dalla stessa fonte creativa dei capolavori in mostra. La scrittura rappresentava per questi protagonisti dell’arte del Novecento un modo per dar voce alle loro impressioni e stati d’animo spesso riferite all’atto del creare. Tra i loro scritti va citata una frase dello scultore, pittore e incisore Marino Marini che così cita.” La teoria deve assolutamente esserci, ma non prima. Per me prima è il dramma. E’ il grande tragico dramma dell’essere umano che io voglio esprimere. Credo soltanto all’opera che nasce dall’esperienza del dramma della vita”. (1966).

Le opere in mostra, appartenenti alle collezioni della Galleria d’Arte Moderna e provenienti da prestigiose raccolte private mirano, in un rapporto dialogico, a restituire una più approfondita conoscenza del patrimonio artistico del primo Novecento sottolineando le caratteristiche linguistico espressive degli stessi artisti.

Nell’ambito della mostra il prossimo appuntamento con COLLOQUI NELLE STANZE, ciclo di incontri dedicato ai più interessanti artisti italiani del Novecento tra gli anni Venti e Trenta, è con lo scultore ARTURO MARTINI in programma mercoledì 30 maggio alle ore 17.00. L’incontro dal titolo CON LA CRETA SI PENSA. IL RESTAURO DEL PASTORE DI ARTURO MARTINI con la storica dell’arte Laura D’Agostino, docente presso l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, ripercorre il processo evolutivo stilistico e contenutistico dell’opera di Martini che pur aderendo in modo personale al “Ritorno all’Ordine”, lontano dalle esperienze delle Avanguardie, fa riferimento al passato e in particolare alla scultura etrusca. Ne è una testimonianza la sua opera “Il Pastore”, in terracotta dalle superfici scabre e dalla posizione instabile. In essa è evidente il ritorno alle origini sia nella forma sia nel materiale usato: la creta, una materia povera e utile. Martini predilige le materie naturali e deperibili quali il gesso, l’argilla o il legno, una scelta in controtendenza rispetto alle richieste dell’arte ufficiale dell’epoca. L’antico per Martini non è usato come mezzo di propaganda ma come ritorno alla radice stessa della scultura.

A seguire il 16 giugno l’appuntamento di “Colloqui nelle Stanze” sarà con il pittore Fausto Pirandello in FAUSTO PIRANDELLO. UN RITRATTO INTIMO TRA IMMAGINI E PAROLE con Flavia Petitti docente di Storia dell’Arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Roma e con Luciana Grifi scrittrice di teti teatrali. L’incontro si sofferma sulla vicenda creativa e umana di questo grande artista attraverso le letture tratte dai suoi appunti, diari, testi critici, scritti teorici e lettere. Oltre a questo intenso soliloquio, l’incontro propone un omaggio al padre dell’artista Luigi Pirandello, scrittore e drammaturgo famoso, in ricordo dei 150 anni dalla sua nascita avvenuta il 28 giugno 1867.

Silvana Lazzarino

 

COLLOQUI NELLE STANZE

  CON LA CRETA SI PENSA.

IL RESTAURO DEL PASTORE DI ARTURO MARTINI

mercoledì 30 maggio 2017 ore 17.00

  FAUSTO PIRANDELLO.

UN RITRATTO INTIMO TRA IMMAGINI E PAROLE

venerdì’ 16 giugno 2017 ore 17.00

Roma, Galleria d’Arte Moderna

Via Francesco Crispi, 24 –Roma

www.galleriaartemodernaroma.it

La partecipazione agli incontri è gratuita

con pagamento del biglietto di ingresso al Museo

mercoledì 30 maggio 2017 ore 17.00

venerdì’ 16 giugno 2017 ore 17.00

Consigliata la prenotazione 060608 (9.00-19.00): max 40 persone.

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UGO GUIDI, IGOR MITORAJ E ALBA GONZALES

UGO GUIDI, IGOR MITORAJ , ALBA GONZALES 

PROTAGONISTi DELLA MOSTRA A FIRENZE BASILICA DI S. LORENZO

Negli spazi della Basilica di San Lorenzo a Firenze, l’arte diventa specchio delle emozioni con cui l’individuo è chiamato a confrontarsi nel quotidiano specie quando si parla di fede.

IL CAMMINO DELL’UOMO TRA ARTE E FEDE. DA UGO GUIDI A IGOR MITORAJ è la suggestiva mostra che affronta questo tema con protagonisti nomi importanti dello scenario artistico contemporaneo aperta dal 1 aprile al 15 giugno 2017.

Ugo Guidi Igor Mitoraj Alba Gonzales mostra Firenze

La fede implica ascolto, accettazione anche di un dolore e apertura alla speranza con cui resistere agli imprevisti che la vita pone innanzi. Arte e Fede un binomio con cui molti artisti si sono confrontati nel corso dei secoli raccontando questo stato di grazia, la fede, che accoglie e sostiene, ma allo stesso tempo apre a diversi interrogativi su questa vita e sul suo senso oltre la stessa.

Ugo Guidi e Igor Mitoraj, figure d’eccellenza nella scultura a livello internazionale, esplorano in modo diverso il guardare al passato e al presente dell’uomo attraverso la rivisitazione dell’arcaismo e del primitivismo, alla ricerca di un senso all’esistere dove si affollano continui interrogativi sulle origini e sul destino, su quanto rassicura l’uomo e lo destabilizza. Può il passato dare certezze? Oppure va smembrato per ripartire dall’inizio? Le loro opere affrontano anche questi aspetti per riappropriarsi di qualcosa che resta nell’ombra e nel tempo di una memoria riattivata. La sperimentazione delle figure totemiche da parte di Guidi e la rivisitazione sotto altra luce della classicità da parte di Mitoraj sono punti di forza con cui sviluppare il rapporto uomo fede.

Tra le artiste presenti in questo spazio dove l’opera d’arte si fa portatrice di ipotesi per accostarsi alla verità, spicca per straordinaria bravura e eleganza con cui lavora la materia tra marmi e bronzi, ALBA GONZALES che con le sue opere qui esposte, L’ ULTIMA LUNA DI GIUDA.  DOLORE CONDIVISO e  LA GIUSTIZIA, regala ai visitatori bellezza e armonia raccontando, delusioni e attese, drammi e speranze proprie dell’uomo alla ricerca di verità.

Nella GIUSTIZIA la figura femminile è rappresentata nell’atto di giudicare cosa sia bene e male, e in questo contesto è chiamata a scegliere decidendo le sorti di quanti sono in attesa di risposte. Dove trovare la verità?, Nella voce ora presente, ora assente della Giustizia che imprigiona e libera e che qui è in linea con il tema della fede in quanto vista come via per arrivare all’ ipotetica verità.

Alba Gonzales attraverso le sue sculture, straordinarie, racconta di presenze femminili divine e umane, di entità antropomorfe, delle contaminazioni umano-divino, del visibile e dell’invisibile in un costante rincorrersi tra presenza e assenza, vicino e lontano. Puntando su un costante lavoro attento e appassionato, Alba Gonzales, 40 anni di carriera celebrati un anno e mezzo fa, attraverso i gruppi “Sfingi e Chimere” “Amori e Miti” e “Uomini e Totem” ha trattato con toni intensi e avvolgenti l’amore, il dramma e l’ironia che accompagnano il tessuto esistenziale. Quelle di Alba Gonzales sono figure femminili forti e delicate, ma anche sensuali e talora inquietanti, armoniose nei loro movimenti e pose, come sospese tra sogno, mistero e poesia che traggono energia dalla stessa materia per parlare di un tempo passato e di un tempo immaginato tra realtà e desiderio. Figure in movimento come se danzassero: ibride metà umane e metà animali di richiamo mitologico, tra tempo del mito e del metafisico, dell’amore e dell’onirico, a svelare paure e mistero invitando a riflettere sui desideri reconditi dell’uomo, sul suo essere parte della storia e sulle sue inquietudini nell’avvertire un punto di separazione tra finito e infinito.

Il concetto di tempo viene dilatato nelle sue opere dove vive quell’energia fisica e metafisica che traspare dai marmi e dai bronzi a cogliere il sentimento della vita che tiene l’uomo in bilico tra materia e spirito, finito e infinito. Un viaggio catartico tra desideri lontani, identità disperse, verità da raggiungere, dove tutto è attesa e arrivo verso una vittoria del pensiero che libera il vero volto del visibile. Il Catalogo della mostra è presentato da Antonio Paolucci.

Silvana Lazzarino

IL CAMMINO DELL’UOMO TRA ARTE E FEDE.

DA UGO GUIDI A IGOR MITORAJ

Salone Donatello e Sagrato Basilica di San Lorenzo- Firenze

Orario: 10.00-17.00, domenica 13.30-17.00

Inaugurazione 1 aprile 2017

dal 1 aprile al 15 giugno 2017

Ingresso libero

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LEONARDO SCULTORE

LEONARDO: LA SUA STRAORDINARIA OPERA “HORSE AND RIDER” IN MOSTRA PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA  A MILANO ALL’INSTITUT FRANCAIS

Tra i protagonisti dell’arte del Rinascimento Leonardo Da Vinci (Anchiano 15 aprile 1452 – Amboise 2 maggio 1519) è considerato il genio per eccellenza per la sua capacità di riunire genialità, imprevedibilità e quella straordinaria intuizione che lo ha reso non solo un eccellente pittore, ma anche scienziato,  ingegnere militare, scenografo, anatomista. Estro artistico e intuizione scientifica lo hanno spinto a realizzare dipinti straordinari e immortali, come anche documenti e disegni preparatori legati a progetti di macchine idrauliche, per gli studi sul volo, per i lavori edili e per uso bellico.

LEONARDO studi di Lonardo

LEONARDO
studi di Lonardo

“Dall’Annunciazione” all’”Adorazione dei Magi”, dalla “Dama con l’ermellino” alla “Vergine delle rocce”, da “Sant’Anna, la Madonna, il Bambino e San Giovannino” all’”Annunciazione”, dalla “Gioconda” all’ ”Ultima cena” sono solo alcuni dei titoli più noti dei dipinti del grande artista vinciano che non solo ha introdotto lo sfumato con cui accostava i colori senza creare linee di demarcazione sì da dare morbidezza alle figure perfettamente integrate nel paesaggio di fondo, ma è stato anche il primo ad occuparsi dello studio anatomico del corpo umano, lasciando interessanti documenti e disegni.

LEONARDO Horse and Rider

LEONARDO
Horse and Rider

Un talento senza eguali quello di Leonardo, espresso anche nella scultura come si evince dall’unica opera certa a lui attribuita nel 1985 dallo studioso Carlo Pedretti massimo esperto a livello internazionale dell’artista toscano. Si tratta del bronzo Il cavallo e il cavaliere che per la prima volta sarà esposta in Italia a Milano. La scultura dedicata al Governatore francese di Milano Charles d’Amboise, sarà infatti al centro della mostra Leonardo scultore – “Horse and Rider” a Milano presso l’Institute Francais, Palazzo delle Stelline dal 25 novembre al 23 dicembre 2016.

LEONARDO Vergine delle Rocce

LEONARDO
Vergine delle Rocce

Horse and Rider, realizzata dal maestro fra il 1508 e il 1511, in bronzo da modello in cera con raffigurato il Governatore francese di Milano Charles d’Amboise a cavallo, grande personaggio della storia rinascimentale milanese, unisce espressività, forza realistica e naturalezza, grazie alle approfondite conoscenze anatomiche, umane e naturalistiche del Vinciano. Si tratta dell’unico modello di monumento equestre di Leonardo giunto fino a noi, esposto unitamente ad un ampio corredo di materiali (stampi, libri, illustrazioni) e un corposo materiale didascalico multimediale bilingue (italiano/inglese). Oltre a questa straordinaria opera si potrà ammirare una seconda scultura “la Testicciola di terra”, in cui viene rappresentato l’allievo e compagno di Leonardo il giovane

Carlo Pederetti

Carlo Pedretti

Salaì nei panni di un giovanissimo Giudeo o volto di Cristo fanciullo. Un capolavoro realizzato da Leonardo tra il 1487 e il 1499. Così nell’esposizione si possono conoscere queste due opere  entrambe provenienti da collezioni private e mai esposte in Italia. Inoltre tutte e due presentano una particolare firma di Leonardo: una L maiuscola e una V rovesciata, sigla ideata dal Vinciano, riscontrata su un foglio del Codice Ashburnam.

Attualmente di proprietà di  Rod Maly e Jim Petty, l’opera Horse and Rider, di cui ha scritto il Prof Ernesto Solari -curatore della mostra- nella sua pubblicazione uscita di recente in cui sono presenti testimonianze e contributi relativi alla storia e alle vicende del monumento, torna dunque a casa, esposta in uno dei perimetri cittadini più frequentati da Leonardo durante il suo soggiorno milanese quando lavorava assiduamente al cantiere del Cenacolo. In quel periodo nel tempo libero egli si recava alla Casa degli Atellani, confinante con l’attuale Palazzo delle Stelline, per rilassarsi passeggiando tra i filari della vigna donatagli da Ludovico il Moro nel 1498. Vigna confiscatagli dal Re di Francia nel 1502 e restituitagli, nel 1507 dal Governatore francese Charles D’Amboise, suo amico ed estimatore, al quale è dedicata questa opera in cui è ritratto in sella al suo destriero in tutta la sua fierezza ed austerità.

Silvana Lazzarino

LEONARDO SCULTORE – HORSE AND RIDER

Institut Francais, Palazzo delle Stelline

Corso Magenta 63, Milano

dal 25 novembre al 23 dicembre 2016

Orari di apertura: da martedì a domenica, 10.00-19.00

Per informazioni:www.davincihorseandrider.com

Inaugurazione giovedì 24 novembre 2016 ore 18.30 per il pubblico

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PREMIO MUSA D’ARGENTO FINALE NAZIONALE

 

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ARTISSIMA e LA GALLERIA SARA ZANIN

ARTISSIMA TORINO

LA GALLERIA SARA ZANIN DI ROMA  con Evgeny Antufiev, Giovanni Kronenberg e Alessandro Roma

 

Evgeny Antufiev, Giovanni Kronenberg e Alessandro Roma, tre artisti contemporanei di fama internazionale che nel corso di quest’anno hanno esposto con successo di critica e pubblico presso la Galleria Sara Zanin di Roma, saranno presenti ad ARTISSIMA 2016 principale Fiera d’arte contemporanea in Italia. L’evento iniziato nel 1994 che si svolge presso l’Oval, padiglione di vetro nel complesso di archeologia industriale del Lingotto di Torino dal 4 al 6 novembre 2016, riunisce accanto all’esposizione Fieristica, oltre 200 gallerie, 35 paesi dando visibilità a artisti affermati ed emergenti nel panorama internazionale e invitando alla riscoperta dei  grandi pionieri dell’arte contemporanea.

ARTISSIMA 2016 con la galleria Sara Zanin

ARTISSIMA 2016
con la galleria Sara Zanin

Accanto all’aspetto del mercato la manifestazione guarda alla sperimentazione e alla ricerca, dando spazio ai diversi linguaggi che procedono dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla video arte. Tra le gallerie di Roma sarà presente anche la nota e prestigiosa Z2o SARA ZANIN GALLERY diretta dalla storica dell’arte e curatrice di mostre Sara Zanin. Tra i diversi artisti che durante l’anno in corso hanno esposto presso la Galleria Sara Zanin sono stati scelti per originalità e spessore comunicativo Evgeny Antufiev, Giovanni Kronenberg e Alessandro Roma.

Diversi per linguaggi, stili e contenuti essi hanno posto al centro del proprio discorso l’uomo, il suo vissuto che si rapporta anche al passato e a quanto lo circonda come la natura.

Se Evgeny Antufiev (Tuva  1986) mette in relazione culture diverse e allo stesso tempo l’antico con il moderno  a cogliere la relazione tra il presente e il passato e quel legame sottile e impercettibile tra l’uomo e la natura, l’uomo e la sua storia, Alessandro Roma (Milano 1977) attraverso un’originale e innovativa sperimentazione del segno e della forma racconta dell’uomo e dei suoi percorsi fatti di sogni e veglia, dove l’invisibile diventa visibile e l’inorganico si trasforma in organico.

ARTISSIMA 2016 opera-di E Antufiev

ARTISSIMA 2016
opera-di E Antufiev

Nelle realtà, nei diversi volti della natura e nelle sue forme organiche e inorganiche Giovanni Kronenberg ha individuato aspetti da esplorare e combinare con elementi artificiali e di sintesi per suggerire un nuovo modo di leggere le trasformazioni quali arricchimento e punto di svolta con cui recuperare il tempo che segna epoche e cambiamenti.

Evgeny Antufiev attraverso i suoi lavori che raccontano anche di culture e tradizioni diverse, invita a comprendere la complessità di questa esistenza, e la necessità di entrare nell’ottica di un ritorno alla semplicità, Da qui la considerazione che siamo parte di un tutto già accaduto e che dovrà accadere. Il passato prima o poi riemerge anche attraverso un oggetto che in sé racchiude la forza e la fragilità di un pensiero.

L’arte di Alessandro Roma legando colore, materia e pensiero racconta di luoghi ed elementi appartenenti alla natura talora non immediatamente riconoscibili, lasciando spazio all’immaginazione; costante attraverso cui cercare possibili riferimenti all’universo interiore nel suo rapportarsi alla realtà vicina e lontana, presente e passata. La nuova percezione visiva ed emotiva costruita tra presenza e assenza, realtà e immaginazione, libera da tensioni inducendo lo spettatore/ visitatore ad immergersi nel suo vissuto interiore dove si nascondono silenziosi ricordi e suggestioni.

I lavori di Giovanni Kronenberg, realizzati dalla combinazione di più elementi molti dei quali tratti dall’ambiente marino come il dente di narvalo detto unicorno del mare, le spugne, le vertebre di balene,

ARTISSIMA 2016 con la Galleria Sara Zanin

ARTISSIMA 2016
con la Galleria Sara Zanin

accompagnano il visitatore a riscoprire altri aspetti possibili della flora e della fauna terrestre e marina che si caricano di simbologie. In questa trasformazione in cui organico e inorganico si intrecciano e in cui il naturale incontra e si rinnova grazie alle incursioni di elementi artificiali, sono come ridisegnati i confini della vita tra il prima e il dopo, il naturale e l’artificiale. Quello di Kronenberg è una sorta di viaggio attraverso cui è data forma a nuove ere geologiche indefinite e indefinibili dove il profumo della terra e degli oceani si confonde con le alchimie progettate dalla ricerca per produrre nuovi significati da cui ripartire.

In questa esistenza sempre più tecnologica e digitale, dove tutto corre veloce, dove la comunicazione viaggia in tempo reale bruciando le distanze spazio–temporali, l’arte tra istinto e combinazioni, ispirazione e innovazione, ridisegna la vita nei suoi chiaroscuri, nelle sue trasformazioni tra tradizione e cambiamento, memoria e attualità con cui ripensare ad un possibile futuro dove far convergere stati d’animo, desideri e aspirazioni.

Silvana Lazzarino

 

z2o Sara Zanin Gallery

partecipa ad ARTISSIMA 2016

OVAL – Lingotto Fiere, Via Giacomo Matté Trucco, 70 – Torino

Hall LILAC Booth 15

Evgeny Antufiev, Giovanni Kronenberg e Alessandro Roma

dal 4 al 6 novembre 2016

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Dalla terra al cielo

“DALLA TERRA AL CIELO” MOSTRA DI ARTISTI CONTEMPORANEI A GUALDO TADINO  | Silvana Lazzarino

Percorsi visivi dove segni, forme e colori si inseguono a creare rappresentazioni concrete e immaginarie, reali e oniriche, dove non mancano metamorfosi stilistico formali atte a recuperare quei processi interiori abitati da sensazioni individuali e collettive tra istinto e immediatezza, ridisegnano l’esistenza nei suoi chiaroscuri, nelle sue trasformazioni tra tradizione e innovazione, memoria e attualità.

Patrizia Canola e Alba Gonzales

Patrizia Canola e Alba Gonzales

Entro questo scenario fatto di ricordi passati, di emozioni presenti, che raccontano dell’uomo dei suoi sogni, delle sue aspirazioni, dei suoi dubbi e paure, ma anche dei volti sospesi e infiniti di una natura in divenire capace di regalare le bellezze di un tempo sospeso, si muovono attraverso linguaggi e stili diversi i protagonisti della mostra DALLA TERRA AL CIELO DAL FIGURATIVO ALL’INFORMALE in corso a Gualdo Tadino nella Chiesa Monumentale di San Francesco fino al 28 marzo 2016.

Patrocinata dalla Regione Umbria e dal Comune di Gualdo Tadino, la mostra si è inaugurata lo scorso 17 gennaio con un pittoresco omaggio agli artisti messo in scena dal suggestivo corteo storico Palio di San Michele Arcangelo- Giochi del Le Porte e dal Palio delle Colombe di Amelia con la ricca parata di musici, balestrieri, dame e cavalieri.

L’esposizione collettiva curata da Catia Monacelli critico d’arte e direttore del Polo Museale città di Gualdo Tadino e da Francesca Sacchi Tommasi, alla cui inaugurazione hanno partecipato Giulio Rapetti, in arte Mogol, il più grande paroliere italiano, autore dei più bei testi di Lucio Battisti e Vittorio Sgarbi, presenta le opere di cinquanta artisti tra pittori, scultori, fotografi e maestri dell’arte ceramica tra i più affermati nel panorama nazionale ed internazionale. Tra questi accanto al premio Nobel Dario Fo, Agostino Arrivabene, Alfonso Borghi, Caterina Calabresi, Patrizia Canola, Francesco Cinelli, Grazia Cucco e Alba Gonzales, sono Roberto Ferri, Alexander Kanevsky, Giuseppe Menozzi, Nunziante, Massimo Panfili ed Oscar Piattella. E poi Ugo Riva, Claudio Sacchi,

Luigi Serafini, Mariantonietta Sulcanese e Duccio Tromadori.

Catia Monacelli, Vittorio Sgarbi, Alba Gonzales

Catia Monacelli, Vittorio Sgarbi, Alba Gonzales

Attraverso linguaggi diversi in cui si alternano semplicità e complessità nella forma e composizione, ciascun artista ha saputo cogliere verità e mistero della realtà entrando nei suoi luoghi fisici e metafisici dove si consuma il gioco tra presenza e assenza, verità e finzione. Attraverso l’alternarsi di stili che procedono dall’astratto all’informale a raccontare con nuova energia stati d’animo dell’individuo tra desideri, sogni e angosce, viene affrontato il bisogno dello stesso individuo di cercare un senso a questa vita dove tutto scorre troppo velocemente e dove con troppa facilità i sentimenti tendono a disperdersi quando tutto intorno è silenzio. Ma all’orizzonte si profila una luce che si tinge dei colori della natura che nei suoi volti cangianti invita a recuperare l’ascolto verso la terra ed il cielo, il finito e l’infinito. Qui si rinasce incontrando altri sguardi, altri destini per procedere in questa vita dove iniziare a sperare apprezzando e scoprendo aspetti della stessa rimasti fino ad ora nascosti.

Da sottolineare la presenza in questo affascinante percorso di una scultrice che come poche ha saputo cogliere e ridare forma all’essenza dell’uomo tra verità e mistero, bellezza e armonia. E’ Alba Gonzales che nelle sue sculture monumentali ha immortalato l’eleganza e la bellezza femminile e il sentimento della vita tra dramma, amore ed ironia, tematiche a lei care. Sfingi, Chimere e Miti in marmo e bronzo raccontano proprio questi aspetti dell’esistenza attraverso figure femminili forti e delicate, ma anche sensuali e talora inquietanti, armoniose nei loro movimenti e pose, come sospese tra sogno, mistero e poesia che traggono energia dalla stessa materia per parlare di un tempo passato e di un tempo immaginato tra realtà e desiderio. Figure sospese nel tempo del mito e del metafisico, dell’amore e dell’onirico, che parlano di paure e mistero invitando a riflettere sui desideri reconditi dell’uomo, sul suo essere parte della storia e sulle sue inquietudini nell’avvertire un punto di separazione tra finito e infinito. Significative sono le sue due sculture in bronzo qui esposte: Lei, vede e non vede o altrove guarda

Patrizia Canola, Vittorio Sgarbi, Catia Monacelli

Patrizia Canola, Vittorio Sgarbi, Catia Monacelli

(Giustizia) del 2010 e Sotto il suo Manto del 2013, eleganti ed in perfetto equilibrio con lo spazio, Liberate dal marmo esse trovano nuova vita per sugellare quelle emozioni della notte proiettate verso un nuovo giorno dove il passato si veste delle sfumature del sogno.

Il colore e la luce che creano suggestive rifrazioni nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, irrompono con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola. Nella natura, nei suoi spazi dove la linea di confine tra la terra e il cielo sembra svanire a suggerire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico, Patrizia Canola, artista raffinata e sensibile, ha scoperto una fonte di ispirazione privilegiata per accostarsi e rivelare le emozioni della vita. La Brianza è col tempo diventato il sito più frequentato per dare vita alle sue opere dove filtrano le atmosfere fatte di suoni, bisbigli e rumori di una natura ancora intatta che si lascia catturare nella bellezza delle sue sfumature di colori ora cangianti ora riflessi, per poi nascondersi lasciando un alone di mistero al calar della sera.

Patrizia Canola e Alba Gonzales

Patrizia Canola e Alba Gonzales

Gli scenari descritti da Patrizia Canola sono quelli di un paesaggio in divenire, filtrato nei suoi diversi volti e manifestazioni dalla forza rivelatrice della luce. Luce che forma e fonde il colore a svelare i dettagli di questa natura solare e rasserenante che rimanda all’eterno ciclo dell’esistenza nel passare delle stagioni. La luce da lei catturata sia diurna, sia crepuscolare, avvolge ogni singolo particolare del paesaggio o veduta: ecco che un bosco, un campo di grano, un torrente d’acqua cristallina e poi le mimose e l’uva bianca, si riempiono di questa essenza che traspare in ogni loro dettaglio creando il senso del movimento. I due dipinti (olio su tela) qui presenti in mostra: Rifrazioni (2014) e Atmosfera d’inverno sul fiume Adda (2015) esaltano questa luminosità e l’effetto delle trasparenze dettate dalla luce riflessa. Luce che esalta i colori intensi e vivaci, delicati e avvolgenti nel loro restituire profumi ed energia ad alberi, fiori, fili d’erba che trasmettono il senso della vita nel suo continuo procedere dalla nascita alla morte per poi rinascere. E’ la rinascita del respiro cosmico che abbraccia il finito e l’infinito tra la terra e il cielo parlando all’uomo del mistero della vita.

Silvana Lazzarino

DALLA TERRA AL CIELO

DAL FIGURATIVO ALL’INFORMALE

a cura di Catia Monacelli e Francesca Sacchi Tommasi

Chiesa Monumentale di San Francesco

Corso Italia – Gualdo Tadino (Perugia)

Orario: da martedì a domenica 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00

fino al 28 marzo 2016

Per informazioni contattare la segreteria organizzativa allo 0759142445.

 

 

 

 

 

 

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