Ufficio postale Ischia: ogni giorno una catastrofe!

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Il giorno 10 Aprile alle ore 17 circa l’apparecchio erogatore di ticket posizionato all’interno dell’Ufficio Postale di Ischia porto allo scopo di disciplinare l’afflusso degli utenti ai vari sportelli non funzionava.

Mentre proseguo nello scrivere mi pare di sentire voi lettori ridere e sgnignazzare pensando frasi del tipo “Ahahaha, ma questa non è una notizia perché capita molto spesso” oppure “Con tanti disservizi importanti, cosa vuoi che conti quell’erogatore guasto!”
Per il momento, cari lettori, avete ragione, ma se avrete la pazienza di continuare a seguire il ragionamento nemmeno ancora accennato, forse, dico forse, troverete interessante questo articolo.
Nessuno può negare che le PI oggi svolgano molte funzioni un tempo esclusivamente affidate alle Banche, né che, attraverso i loro uffici, vengano elaborate transazioni monetarie complessivamente di molto superiori per numero e per importi a quelle sviluppate dai principali istituti di credito italiani.
In sintesi tra conti correnti, depositi vincolati, erogazioni pensioni e stipendi, pagamento utenze, vendita di francobolli… gratta e vinci e libri di Bruno Vespa, incassi per le spedizioni di pacchi, raccomandate, lettere ecc., per tutto ciò, quindi, le PI manipolano, custodiscono, incassano e spendono enormi somme rese disponibili dai loro “clienti”.
Bene!
Grande Azienda, grandi compiti e grandi responsabilità.
Però.
Però.
Oggi tutto si muove sulla base di apparecchiature computerizzate.
Forse la stessa cassaforte dell’Ufficio PI di Ischia è gestita tramite un programma computerizzato, così come, sempre forse, sono gestiti il condizionamento e l’illuminazione dei locali e tutte le transazioni finanziarie… compreso, ecco il punto dolente, l’apparecchio erogatore di ticket posto all’ingresso dell’ufficio.
Noi “clienti” potremmo tranquillamente continuare ad affidare i nostri soldi alle PI, ma, forse, potremmo anche chiederci se il cattivo reiterato mal funzionamento di un erogatore non sia un campanello d’allerme che ci debba far riflettere.
E se anche i sistemi di gestione dei nostri soldi funzionassero nello stesso modo: a fasi alterne?
Un solo centesimo al giorno, svanito per 10 milioni di utenti, costituisce una nuvoletta pari a 36 milioni e 500.000 euro in un anno.
Niente male vi pare?

Bruno Mancini

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