Il passato restava lì

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Il passato restava lì

Il passato restava lì

Il passato restava lì

in lettura gratuita dal 13 settembre 2026

Capitolo nono

 

Il passato restava lì, immobile come quella ferramenta, ma io non ero più ferma, stavo andando verso me stessa.

 

L’incontro con uno psicoterapeuta – assistente alla cattedra di psicologia cognitiva – mi ha aiutato a elaborare e superare, tramite il metodo di ipnosi,  quei sei mesi della mia vita adolescenziale.

Aurelio,  questo il nome, si era accorto che covavo dentro qualcosa di doloroso, e al suo invito ad andare allo studio non ci ho pensato due volte.

Con lui, in quella stanza accogliente, seduta, quasi sdraiata, su un divano mi sono sentita subito a mio agio.

La serenità l’ho sentita subito, l’empatia con quel ragazzo giovane, già professionista mi faceva sentire al sicuro.

 

Ricordo perfettamente le prime sue parole: “Sei Grazia, non Graziella” e da lì cominciava la mia regressione.

Ero una quattordicenne fragile molto magra con le spalle curve, gli occhiali e i capelli corti e ricci.

Alle domande di Aurelio, rispondevo come fossi in dormiveglia, ma con una grande quiete interna.

Raccontai in quell’atmosfera la cosa che mi faceva più male, quella volta con il padre e quella frase “Je sei piaciuta a mi padre”.

Sempre nel dormiveglia ricordo il mio crollo, e il pianto accompagnato da singhiozzi che mai avevo avuto.

Lui mi lasciò piangere sapendo che quel racconto era la radice del mio blocco, del mio dolore, del mio malessere.

Ricordo che tenevo le mani strette a mo’ di pugni, e ricordo ancora adesso, dopo tanti anni,  il passaggio dal dolore alla felicità.

In un momento mi ritrovai a quando ero piccola nel cortile di mia nonna.

Era come fosse tutto vero.

 

Era sparita l’angoscia e la disperazione.

 

Ero invasa da una percezione di beatitudine e felicità.

Lo psicoterapeuta mi faceva le domande, ed io come fossi in trans rispondevo, a volte piangendo altre volte con la pace nel cuore.

In pochi attimi passavo da uno stato di dolore ad un altro di estasi e felicità.

Nelle prime regressioni ero come sospesa in una dimensione senza tempo.

La voce di Aurelio era l’unico filo che mi teneva legata al presente, mentre la mia mente scivolava libera tra i corridoi a volte polverosi della memoria.

Non solo erano ricordi, ma sensazioni fisiche.

In quello stato di trance, iniziai a comprendere che “Graziella” era morta, per rinascere in Grazia.

Aurelio con la sua calma imperturbabile, mi aiutava a divenire la ragazza che era rimasta nascosta per molto tempo.

Non dovevo vergognarmi per i soprusi che anni addietro avevo ricevuto, avrebbero dovuto vergognarsi i miei aguzzini: Mauro e amici!

Spesso mentre parlavo, sentivo le spalle sciogliersi e la rigidità della quattordicenne che ero stata, abbandonava finalmente le mie membra.

Affrontare e ricordare quella frase: “Je sei piaciuta a mi padre” fu come aprire una ferita per pulirla finalmente dal veleno.

Sotto ipnosi, non vedevo più solo il dolore, vedevo la quattordicenne che non aveva colpe, che aveva solo cercato amicizia ed era stata investita da un peso troppo grande per le sue piccole spalle.

Ricordo che Aurelio ad un certo punto mi chiese di tornare indietro nel cortile di mia nonna.

A quel punto le lacrime non scendevano più e mi vidi a sei anni quando ero felice davanti al forno a legno con l’odore del pane caldo.

Ogni seduta era un tassello che tornava al suo posto.

La regressione non era un semplice guardare indietro, ma un riprendersi pezzi di anima lasciati lungo la strada.

Uscivo da quello studio stordita, quasi abbagliata dalla luce della strada.

Il mondo fuori era lo stesso, ma io mi sentivo più leggera, come se avessi lasciato su quel divano non solo i miei segreti, ma anche le angosce che avevano curvato le mie spalle.

Capivo, pian piano, che non ero rotta né colpevole.

Capivo che dovevo uscire da quel tempo in cui ero rimasta incastrata, e l’ipnosi era stata, per me, la chiave al fine di rimettere in moto la mia giovane vita.

 

 

 

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV - Premio Otto milioni

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