Sono Grazia Distefano

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Sono Grazia Distefano

Avevo solo 14 anni

Abusata.

Sono Grazia Distefano Avevo solo 14 anni
Abusata. IL LIBRO COMPLETO IN LETTURA GRATUITA Edizione curata da Bruno Mancini

IL LIBRO COMPLETO IN LETTURA GRATUITA

Edizione curata da Bruno Mancini, Presidente della Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS
Formato A5, 80 pagine, 16.00 euro.

Copie numerate, datate e firmate, in prenotazione SOLO fino al 30 settembre 2026, al prezzo speciale di 16.00 € comprese spese di spedizione contattando l’Autrice al whatsapp:

Grazia Distefano
+39 324 633 6505

La vera storia di abusi sessuali nella Roma degli anni ’70.

Squallidi individui messi alla gogna dalle “Iene” nella trasmissione del 5 ottobre 2025

Avevo solo 14 anni

La protagonista Grazia Distefano,

Sono Grazia Distefano Avevo solo 14 anni
Abusata. IL LIBRO COMPLETO IN LETTURA GRATUITA Edizione curata da Bruno Mancini
all’epoca quattordicenne siciliana trasferita a Roma con la famiglia, non fa sconti con parole e, attraverso precise ricostruzioni degli abusi subiti, non urla ma non nasconde le infamie e le violenze perpetrate da individui tuttora in vita.

Sono Grazia Distefano Avevo solo 14 anni
Abusata. IL LIBRO COMPLETO IN LETTURA GRATUITA Edizione curata da Bruno Mancini

Cuore forte e mente lucida sono gli anelli che intrecciano il racconto, partecipazione emotiva allo sdegno saranno gli elementi che indurranno i lettori a chiudere il libro solo alla parola fine.

In copertina un quadro di Mara Concetta Leone

Sono Grazia Distefano Avevo solo 14 anni
Abusata. IL LIBRO COMPLETO IN LETTURA GRATUITA Edizione curata da Bruno Mancini

Sono Grazia Distefano

Sono Grazia Distefano

in lettura gratuita dal 5 settembre 2026

Avevo solo 14 anni

 

Capitolo primo

Sono Grazia Distefano.

In data 5 ottobre 2025 è uscito un servizio  de LE IENE, che ha trattato il mio trauma dei 14 anni.

Molti mi hanno vista in televisione e, spesso, sono stata fermata per strada perché tanta gente, soprattutto donne, ha voluto congratularsi per il coraggio che ho avuto parlando della mia adolescenza e degli stupri di gruppo che ho subito.

 

Desidero avvisare il lettore che ciò che ho scritto in questo libro non è un esercizio di stile, né una finzione narrativa.

È il resoconto di una realtà che molti preferirebbero ignorare.

In queste pagine ho deciso di non tacere nulla: c’è la descrizione cruda e dettagliata delle violenze subite, che hanno segnato la mia adolescenza.

È un racconto duro, esplicito, a tratti insopportabile.

 

Se senti di non avere la forza di affrontare questo abisso, o se la tua sensibilità ti rende vulnerabile a contenuti così violenti, fermati qui.

 

Non voglio essere protagonista ma soprattutto non voglio essere commiserata.

 

La mia è una testimonianza dopo tanti anni, nella speranza che possa dare coraggio a molte donne che per paura o per vergogna nascondono drammi simili.

Ho deciso di raccontare la mia storia, dopo cinquantacinque anni dall’accaduto, per metabolizzare quel dolore che per tantissimi anni è stato depositato, nell’archivio del mio cervello.

Ho vissuto anni bellissimi con il mio amore, trentacinque anni di felicità e serenità, e la beatitudine di questi lunghi anni, ha fatto in modo che io dimenticassi completamente la triste storia della mia adolescenza.

Con la Morte di mio marito, i dolori sono venuti a galla, come quando si smuove il fondo di uno stagno che sembrava limpido, riportando in superficie i detriti che il tempo aveva solo nascosto, ma mai cancellato.

In questi trentacinque di felicità con mio marito, avevo costruito una fortezza di normalità.

Il calore della sua mano nella mia, é stato lo scudo perfetto contro i fantasmi della mia adolescenza, ma quando quella mano è andata via, quel dolore depositato nell’archivio del mio cervello ha reclamato il suo spazio, ha chiesto di essere raccontato.

Scrivere oggi è un atto di liberazione: è il tentativo di dare un nome a ciò che per troppo tempo ho chiamato semplicemente passato.

 

Nessuno ti prepara al momento in cui smetti di appartenerti.

 

A una giovane età pensi che il pericolo sia qualcosa che accade agli altri, una notizia al telegiornale o un’ombra nei film dell’orrore, o una malattia famigliare.

Non sai che il mostro si avvicina a te facendoti sentire bella e qualcosa di più.

La violenza non è sempre un urlo nel buio, a volte è un soffocamento lento che ti porta alla voglia di smettere di vivere, e solo quella piccolissima particella di sopravvivenza nascosta in un angolo della mente, riesce a far sì che quel desiderio di suicidio venga archiviato.

 

 

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV - Premio Otto milioni

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