il dispari due novembre 2026

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Il Dispari cultura ventisei ottobre 2026 DILA APS

Il Dispari cultura ventisei ottobre 2026 DILA APS

GRAZIA DISTEFANO

Avevo solo 14 anni – quinta puntata

 Capito quarto

Frequentavo per la seconda volta il primo anno dell’Istituto Magistrale e di conseguenza avevo ancora una volta compagne nuove, ma come negli anni precedenti nessuna amicizia.

Tragedia su tragedia, raccomandazioni miste a rimproveri per i dispiaceri che creavo alla famiglia.

Ricordo benissimo la sensazione di quel fuoco che dentro di me ardeva e spesso entravo in una zona di silenzio, di incredulità di dissociazione, insomma di vuoto.

Il dolore e il dispiacere della situazione famigliare non si manifestava con le lacrime, spesso arrivava come un serpente strisciante e rimanevo come fossi sotto una montagna di cenere.

Il mio unico svago era la domenica mattina, quando andavo alla Santa Messa nella parrocchia del quartiere.

In quel caso i miei genitori mi mandavano da sola perché loro,  pur essendo cattolici, non frequentavano la Chiesa.

Era obbligo per me fare le pulizie in casa fin dal mattino della domenica.

Dovevo pulire la “stanza da pranzo” con terrazza adiacente: spazzare, togliere la povere, pulire i vetri e per finire passare lo straccio sui pavimenti.

Non c’era modo che io potessi soprassedere a tale attività domestica, perché le donne – a parere di mia madre, molto meno di mio padre  – dovevano saper tenere in ordine la casa ma soprattutto la “stanza da pranzo” che doveva essere impeccabile.

Se qualcuno fosse arrivato senza preavviso, avrebbe dovuto trovare ogni cosa al suo posto: la casa doveva apparire perfetta!

Dopo tale attività domenicale, dopo la Messa e poi il pranzo, il pomeriggio era destinato allo studio.

Naturalmente le raccomandazioni cominciavano intorno alle quindici per finire la sera con le solite frasi: “Stiamo facendo tanti sacrifici per voi, il vostro dovere è quello di studiare!”

La mia testa era sempre fra le nuvole, vivevo in un mondo di tristezza, ma nessuno se ne accorgeva e in famiglia apparivo la ragazzina “musona” che non parlava e non comunicava, come si direbbe oggi non ero “empatica”.

Ci sono cose che il corpo supera, se non in fretta, sicuramente con il tempo, ci sono altre cose invece che la testa e il cuore non dimenticano e restano nascoste, come quando da bambini giochi a nascondino: ti rannicchi nel fondo dell’armadio per non farti trovare, trattieni il respiro, fissi le lame di luce che filtrano dalle fessure delle ante e… poi… il silenzio che può durare pochissimi minuti o tanti minuti, fino all’esplosione  dell’obiettivo finale.

La corsa verso la tana è frenetica, una deflagrazione dopo un lungo silenzio.

La corsa che io volevo affrontare non era correre con le mie gambe, ma era correre con la testa per andare a spezzare quella catena che mi teneva prigioniera.

Il meccanismo che mi attanagliava il cervello era talmente affilato da sembrarmi un coltello conficcato nel cuore.

Comincia così quella parte della mia ancora giovane vita che mi ha costretta, ancor di più, a chiudermi dentro me stessa e a pensare sempre più al suicidio, per fortuna mai messo in atto, per vigliaccheria o per quell’istinto di sopravvivenza che ogni essere umano possiede.

Tutto cominciò una domenica mattina del mese di febbraio del 1970, quando all’uscita della Messa un complimento gentile fatto da un ragazzo mi coglieva di sorpresa.

Quel giorno indossavo un cappottino verde, appena comprato al mercato di piazza Vittorio.

Quel mercato all’epoca rappresentava il “ventre” di Roma ed era il più grande posto dove si acquistava risparmiando, sia generi alimentari che abbigliamento e quant’altro.

Mia madre era una bravissima acquirente e sapeva mercanteggiare la roba che comprava.

Mi sentivo elegante ma nello stesso tempo impacciata. Camminavo sempre a testa bassa come se avessi paura di guardare dritta davanti a me.

Ad un certo punto un complimento fatto da un bellissimo ragazzo, mi aveva resa, in un solo attimo, incredula ma nello stesso tempo meravigliata, attonita e sbalordita.

Un ragazzo si rivolgeva a me con gentilezza e affabilità e mi sussurrava parole che non avevo mai sentito dire su di me.

Non immaginavo certo di essere una pedina da sacrificare ai suoi piaceri demoniaci.

“Ciao, sei bellissima. Come ti chiami?”

Quella domenica mattina con quel cappottino verde nuovo di zecca, cominciava il mio vero abisso.

L’aria pungeva appena. Era il mese di gennaio, il cielo era limpido, quasi argenteo e tutto appariva a festa.

Le persone all’uscita dalla Messa si salutavano sulla soglia scambiandosi un “Buona domenica” e  a passi veloci ognuno prendeva la propria direzione.

La domenica era il giorno del pranzo festivo, della riunione famigliare, del riposino pomeridiano, delle giocate a carte  e spesso del cinema insieme a mamma e papà.

Questa era la prassi che mi attendeva anche quel giorno festivo, ma qualcosa è andato per il verso sbagliato.

“Mi chiamo Graziella”

“Piacere io mi chiamo Mauro, sei davvero bella, questo cappottino verde ti sta molto bene”

“Grazie”

“Senti, perché non vieni a casa di mio fratello, ci beviamo qualcosa e ti faccio conoscere mia cognata”

“Grazie ma non posso. Oggi è domenica e devo andare a pranzo”

“Dai non dirmi di no, mi dispiace tanto, sei davvero carina”

“Ti ringrazio ma non posso”

“Ti prometto facciamo prestissimo, tanto mio fratello abita qua vicino”.

N.B. Le precedenti  puntate sono state pubblicate su questa pagina:  08/08, 14/09,  05/10 e 12/10.

Copie di una edizione speciale del libro, datate, numerate e firmate dall’autrice sono acquistabili presso l’edicola Trani di Piazza degli Eroi a Ischia Porto.

Il Dispari cultura ventisei ottobre 2026 DILA APS


Città Metropolitana di NAPOLI: Patrocinio morale a DILA APS

Siamo particolarmente orgogliosi di comunicare che La Città Metropolitana di NAPOLI, nella persona del Sindaco Gaetano Manfredi (che ringraziamo in modo speciale), ha concesso il Patrocinio Morale alla nostra Associazione di Promozione Sociale  “Da Ischia L’Arte – DILA APS” per tutte le attività culturali – artistiche e sociali che concretizzeremo durante il periodo novembre 2026 maggio 2027.

PB/1114624
DEL 16/10/2026

Il Sindaco di NAPOLI

Gentile Signor Mancini,
ho ricevuto la Sua richiesta, meritevole di accoglimento, circa l’organizzazione da parte di “Da Ischia L’Arte – DILA APS” – delle attività culturali – artistiche e sociali che si concretizzeranno durante il periodo novembre 2026 maggio 2027.

Desidero informarLa, viste le finalità, che concedo all’iniziativa il Patrocinio morale della Città di Napoli.

Con viva cordialità

Gaetano Manfredi


A Bruno Mancini <emmegiischia@gmail.com>

Patrocinio Sindaco di Napoli

Da GIOVANNI DEL GAUDIO

<giovanni.delgaudio@comune.napoli.it> 19 ottobre 2026 alle ore 08:31

Al fine di dare la massima evidenza al sostegno dell’Amministrazione, la concessione del del patrocinio comporta l’onere in capo al richiedente di utilizzare in modo chiaro ed inequivocabile – negli strumenti comunicativi dell’iniziativa patrocinata – il logo del Comune con la dicitura “Con il patrocinio del Comune di Napoli “.

Se l’iniziativa si svolge durante il cosiddetto periodo di silenzio elettorale non è consentito l’uso del logo sui materiali di comunicazione, ma va apposta la sola dicitura “Con il patrocinio del Comune di Napoli”.

In sostituzione del logo è consentito apporre la stringa: comune.napoli.it

Si precisa, altresì, che la concessione del patrocinio non comporta alcun onere finanziario a carico del bilancio comunale, né alcun esonero dal pagamento di importi dovuti per leggi o regolamenti.

3 allegati
LOGO_COMUNE_DI_NAPOLI.ai
LOGO_COMUNE_DI_NAPOLI.pdf


Il programma DILA APS è consultabile:

https://www.emmegiischia.com/patrocinio-napoli-al-programma-dila-aps-2026-2027/

I Partner DILA APS sono: la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, la Fondazione LA SPONDA di Benito Corradini, la Fondazione DDclinc di Andrea Del Buono, l’Associazione algerina Pensiero e Creatività Culturale di Mohamed Larachiche, l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa e la Casa della Cultura INTERNO 4 di Chiara Pavoni.

Il Dispari cultura diciannove ottobre 2026 DILA APS

 

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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