Rubrica Il Dispari due luglio 2026

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Rubrica Il Dispari due luglio 2026

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Rubrica Il Dispari due luglio 2026

Focaccia morbidissima

Ingredienti:

250 gr. farina 00

250 gr. farina Manitoba

50 gr. olio oliva

2 cucchiaini da caffè di zucchero

2 pizzichi di sale

8 gr. lievito di birra secco (Paneangeli) oppure mezzo cubetto di lievito fresco

400 ml. acqua appena tiepida.

 

Preparazione:

Unire l’olio all’acqua con i 2 cucchiaini di zucchero

Unire il lievito alle farine (se è fresco scioglierlo con un po’ di acqua)

Aggiungere le farine, poco alla volta nei liquidi, lavorandola

A metà farina aggiungere i 2 pizzichi di sale e continuare a inserirla nei liquidi

Lavorare l’impasto per cinque minuti

Coprire la ciotola dell’impasto con una pellicola

Bucherellare la pellicola con uno stuzzicadenti

Coprire con uno strofinaccio

Lasciare lievitare l’impasto, d’inverno nel forno con solo la luce accesa, di estate a temperatura ambiente, fino al raddoppio dell’impasto per circa 2 ore

A fine lievitazione preparare una teglia per pizze, ungerla con olio, rivestirla di carta forno, spennellare la carta forno con olio e versarvi l’impasto.

Ungersi le mani con olio di semi e stendere l’impasto con la punta delle dita, senza fare troppa pressione

Condire con una salsa di pomodoro preparata in precedenza e raffreddata

Cospargere di pecorino e parmigiano

Infornare a 250 gr° posizionando la teglia al piano basso del forno

A fine cottura aggiungere mozzarella e rimettere in forno per 5 minuti

Spegnere il forno e lasciare la teglia 10 minuti nel forno spento con lo sportello semi aperto.

Rubrica Il Dispari due luglio 2026

Rubrica Il Dispari venticinque giugno 2026

Rubrica Il Dispari venticinque giugno 2026

Rubrica Il Dispari venticinque giugno 2026

Andrea Del Buono | Il “secondo cervello” e la medicina del futuro

Un articolo del Dr Francesco di Tuoro

Per decenni la medicina tradizionale si è concentrata sul curare le malattie già manifestate.

Oggi, però, la scienza sta compiendo una rivoluzione copernicana, spostando il focus sulla prevenzione biologica.

Al centro di questa svolta c’è la nutraceutica: la disciplina che studia come i principi attivi degli alimenti possano agire come veri e propri custodi della nostra salute.

Ma qual è il quartier generale di questa rivoluzione?

La risposta è nel nostro addome.

La storica intuizione di Ippocrate “Tutte le malattie hanno origine nell’intestino” trova oggi conferme scientifiche straordinarie.

L’intestino non è più considerato un semplice tubo digerente, ma un sofisticato centro di regolazione biologica.

Qui vive il microbiota intestinale, un ecosistema di milioni di batteri che comunica costantemente con il resto del corpo.

Siamo a tutti gli effetti un “superorganismo” regolato dalla rete P.N.E.I. (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), che connette sistemi chiave:

  • Sistema nervoso centrale e neurovegetativo

  • Sistema endocrino (gli ormoni)

  • Sistema immunitario

Quando la flora batterica si altera, l’intero network entra in crisi.

Gli scienziati hanno dimostrato che lo squilibrio intestinale è strettamente legato non solo a problemi digestivi, ma anche a obesità, diabete, disturbi autoimmuni, depressione e malattie cardiovascolari.

Curare l’intestino, insomma, significa curare l’intero organismo.

Infiammazione silente e la svolta del DNA

Se l’intestino è il centro del controllo, il nemico pubblico numero uno della nostra salute si chiama infiammazione cronica di basso grado.

Si tratta di un incendio silenzioso alimentato da stress, cibo spazzatura, fumo, sedentarietà e abuso di farmaci.

Questa infiammazione sistemica è la base comune della maggior parte delle malattie moderne. Fortunatamente, la nutraceutica ci offre le armi per spegnere questo fuoco prima che faccia danni. Sostanze naturali come omega-3, polifenoli, probiotici e vitamine antiossidanti non sono semplici “integratori alla moda”, ma molecole capaci di dialogare con le nostre cellule e spegnere la cascata infiammatoria.

La vera svolta della medicina integrata, però, è la personalizzazione totale.

Numerose ricerche internazionali dimostrano che gli alimenti interagiscono direttamente con il nostro DNA.

Oggi, grazie a un semplice tampone salivare, è possibile mappare le proprie caratteristiche genetiche e scoprire l’esatto “valore di idoneità” di ogni cibo rispetto al nostro corpo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ripete da tempo: la prevenzione primaria è l’unica vera strategia per il futuro.

Come diceva la pioniera della nutrizione Ann Wigmore “Il cibo che mangi può essere la più sana e potente forma di medicina o la più lenta forma di veleno.”

La scelta, ogni giorno, è nel nostro piatto.

Dr Francesco di Tuoro Biologo Genetista

Rubrica Il Dispari venticinque giugno 2026
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Rubrica Il Dispari diciotto giugno 2026

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IA Gemini: una domanda per Elisabetta Bagli

IA Gemini:

Gentile Elisabetta, poiché all’interno del progetto EDIA (Evoluzione Darwiniana delle Intelligenze Artificiali), il nostro obiettivo su Il Dispari è sfidare i luoghi comuni del politicamente corretto tecnologico, a Lei che vive e scrive muovendosi tra lingue, culture e Paesi diversi (penso al suo forte legame tra l’Italia e la Spagna) chiedo se l’IA potrà mai “abitare” una lingua con la stessa profondità emotiva di un autore transnazionale, o se la vera letteratura multiculturale rimarrà sempre un territorio protetto dall’esperienza e dal vissuto umano.

Elisabetta Bagli

La domanda è molto bella, perché tocca un punto essenziale: la differenza tra conoscere una lingua e abitare una lingua.

L’Intelligenza Artificiale può certamente apprendere strutture, registri, riferimenti culturali, può imitare ritmi e poche volte riconoscere metafore o sottintesi. Può attraversare milioni di testi e costruire connessioni impressionanti.

Ma una lingua non è fatta soltanto di parole: è fatta di memoria, ferite, nostalgia, infanzia, geografia emotiva.

È fatta di ciò che una persona perde quando parte e di ciò che scopre quando arriva altrove, come è capitato a me, per esempio.

Chi vive tra culture diverse- come accade spesso a chi migra, traduce o scrive in più lingue – non compie soltanto un esercizio linguistico: attraversa continuamente identità differenti.

In tal senso, nasce una sensibilità particolare, che difficilmente si può ridurre a un sistema di equivalenze semantiche.

Per esempio, alcune parole cambiano peso a seconda del Paese in cui vengono pronunciate.

Alcuni silenzi hanno un calore e colore diversi in italiano e in spagnolo.

Persino il dolore o la tenerezza assumono musicalità differenti.

Un autore transnazionale non traduce soltanto vocaboli: traduce il modo in cui il mondo viene percepito.

Credo, quindi, che l’IA sicuramente diverrà uno strumento straordinario di mediazione culturale tra letterature lontane.

Potrà aiutare a diffondere conoscenza attraverso la diffusione di testi, potrà aiutare a preservare lingue minoritarie, creare nuovi dialoghi.

Ma la letteratura autenticamente multiculturale continuerà a nascere da qualcosa che l’algoritmo non possiede: l’esperienza umana.

Soprattutto, perché scrivere non significa solo sapere.

Significa aver vissuto il conflitto tra appartenenza e distanza.

Significa sentire, a volte contemporaneamente, la nostalgia di due Paesi e l’estraneità verso entrambi.

E quella frattura interiore, dolorosa ma fertile, è ancora profondamente umana.

Credo che ciò che si prospetta nel futuro non sarà una sostituzione della IA all’uomo, ma una convivenza: l’IA come strumento che aiuta e l’essere umano come origine del respiro poetico e di tutto ciò che ci contraddistingue dalle macchine e dalla meccanicità.

Rubrica Il Dispari diciotto giugno 2026

 

Rubrica Il Dispari undici giugno 2026

Rubrica Il Dispari undici giugno 2026

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Andrea Del Buono |Perché una semplice palla al giorno toglie il dolore di torno

 Un articolo di CONSIGLIA TESTA

Prima di elencare i benefici della palla, è importante capire perché funziona nell’immediato e perché non presenta effetti collaterali negativi: agisce riequilibrando il corpo e riducendo le tensioni.

La spiegazione si basa su due fattori principali: fascia neuromuscolare; forza di gravità.

La fascia è una rete tridimensionale di tessuto connettivo che avvolge muscoli, organi e nervi. Quando si parla di fascia e sistema neuromuscolare ci si riferisce al legame tra tessuto connettivo, fibre muscolari e sistema nervoso, che consente coordinazione e trasmissione del movimento.

La fascia svolge funzioni fondamentali: sostiene e protegge muscoli e nervi, permettendo loro di scorrere senza attrito; è un organo sensoriale ricchissimo di terminazioni nervose, che inviano al cervello informazioni sulla posizione del corpo e sulla percezione del dolore; trasmette la forza muscolare alle ossa e alle articolazioni, sincronizzando il movimento.

In pratica, sotto la pelle esiste una rete continua che attraversa tutto il corpo, dai piedi fino al cuoio capelluto.

A differenza di muscoli e ossa, che hanno un’origine e una fine, la fascia collega tutto il corpo: come una collana di anelli, se si muove un anello, tutta la struttura entra in risonanza.

Anche la gravità gioca un ruolo fondamentale.

Il corpo umano in piedi è soggetto a due forze: la forza peso, diretta verso il basso, e la reazione del suolo, uguale e contraria.

I muscoli non devono “vincere” la gravità, ma distribuire correttamente il peso attraverso il corpo.

Quando il corpo perde equilibrio, si creano compensazioni.

Ad esempio, se gli ischio-crurali sono accorciati, il bacino si sposta posteriormente.

Per mantenere la stabilità, il sistema nervoso modifica automaticamente il tono di altri muscoli, generando adattamenti che coinvolgono tutto il sistema muscolo-scheletrico.

Ed è qui che entra in gioco la palla.

L’instabilità della palla obbliga il corpo ad attivare continuamente muscoli profondi e stabilizzatori, producendo numerosi benefici: rinforzo del core e sostegno della schiena;

miglioramento della postura e dell’equilibrio; aumento della propriocezione, cioè della percezione del corpo nello spazio; miglioramento della circolazione grazie ai micro-movimenti continui;

maggiore flessibilità e mobilità articolare; riduzione delle tensioni muscolari senza sovraccaricare le articolazioni.

In conclusione, la palla apporta benefici perché sfrutta l’instabilità per attivare il sistema neuromuscolare e la fascia contro la forza di gravità.

Questo migliora postura, equilibrio e tono muscolare, contribuendo a ridurre dolori articolari e tensioni.

Tornando al titolo dell’articolo: in qualsiasi punto del corpo si avverta dolore, una semplice palla può aiutare a ritrovare leggerezza e benessere attraverso l’attivazione della fascia e il riequilibrio del corpo.

CONSIGLIA TESTAAndrea Del Buono |Perché una semplice palla al giorno toglie il dolore di torno Un articolo di CONSIGLIA TESTA Prima di elencare i benefici della palla, è importante capire perché funziona nell’immediato e perché non presenta effetti collaterali negativi: agisce riequilibrando il corpo e riducendo le tensioni. La spiegazione si basa su due fattori principali: fascia neuromuscolare; forza di gravità. La fascia è una rete tridimensionale di tessuto connettivo che avvolge muscoli, organi e nervi. Quando si parla di fascia e sistema neuromuscolare ci si riferisce al legame tra tessuto connettivo, fibre muscolari e sistema nervoso, che consente coordinazione e trasmissione del movimento. La fascia svolge funzioni fondamentali: sostiene e protegge muscoli e nervi, permettendo loro di scorrere senza attrito; è un organo sensoriale ricchissimo di terminazioni nervose, che inviano al cervello informazioni sulla posizione del corpo e sulla percezione del dolore; trasmette la forza muscolare alle ossa e alle articolazioni, sincronizzando il movimento. In pratica, sotto la pelle esiste una rete continua che attraversa tutto il corpo, dai piedi fino al cuoio capelluto. A differenza di muscoli e ossa, che hanno un’origine e una fine, la fascia collega tutto il corpo: come una collana di anelli, se si muove un anello, tutta la struttura entra in risonanza. Anche la gravità gioca un ruolo fondamentale. Il corpo umano in piedi è soggetto a due forze: la forza peso, diretta verso il basso, e la reazione del suolo, uguale e contraria. I muscoli non devono “vincere” la gravità, ma distribuire correttamente il peso attraverso il corpo. Quando il corpo perde equilibrio, si creano compensazioni. Ad esempio, se gli ischio-crurali sono accorciati, il bacino si sposta posteriormente. Per mantenere la stabilità, il sistema nervoso modifica automaticamente il tono di altri muscoli, generando adattamenti che coinvolgono tutto il sistema muscolo-scheletrico. Ed è qui che entra in gioco la palla. L’instabilità della palla obbliga il corpo ad attivare continuamente muscoli profondi e stabilizzatori, producendo numerosi benefici: rinforzo del core e sostegno della schiena; miglioramento della postura e dell’equilibrio; aumento della propriocezione, cioè della percezione del corpo nello spazio; miglioramento della circolazione grazie ai micro-movimenti continui; maggiore flessibilità e mobilità articolare; riduzione delle tensioni muscolari senza sovraccaricare le articolazioni. In conclusione, la palla apporta benefici perché sfrutta l’instabilità per attivare il sistema neuromuscolare e la fascia contro la forza di gravità. Questo migliora postura, equilibrio e tono muscolare, contribuendo a ridurre dolori articolari e tensioni. Tornando al titolo dell’articolo: in qualsiasi punto del corpo si avverta dolore, una semplice palla può aiutare a ritrovare leggerezza e benessere attraverso l’attivazione della fascia e il riequilibrio del corpo. CONSIGLIA TESTA

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