Rubrica Il Dispari diciasette luglio 2026

Views: 21

Rubrica Il Dispari diciasette luglio 2026

Rubrica Il Dispari diciasette luglio 2026

Rubrica Il Dispari diciasette luglio 2026

Rubrica Il Dispari diciasette luglio 2026

Lig Sarah Lapinska intervista Dace Vilne,

Direttrice dei teatri di Jelgava e Ozolnieki:

Abbiamo in mente l’idea di mettere in scena opere teatrali degli attori italiani Franca Rame e Dario Fo”

Ecco, una donna minuta e bionda, con lo sguardo sognante nei suoi occhi ttenti, dopo aver assistito alla rappresentazione di “Il vento canta piano nel camino” del drammaturgo lettone Harijs Gulbis, seduta al computer.

Ha fatto scorrere diapositive sullo schermo alle spalle del palcoscenico, mentre Gunvaldis Ezermanis nel ruolo di Armīns, un idealista alcolizzato che muore proprio quando ha trovato un nuovo amore per cui vivere, ha appena recitato: “Com’è quando hai tutto – una casa, una macchina, una moglie e un figlio – eppure senti un vuoto dentro?

È qualcosa di perduto… o forse non è mai esistito?

Qualcosa cova dentro di te come brace in un camino spento (o mai acceso), dove solo il vento canta sommessamente.

Liga: Presenta in poche parole te stessa e il tuo lavoro a teatro, Dace!

Dace: Sono regista al Teatro di Ādolfs Alunāns a Jelgava dal 2013.

Praticamente, sono cresciuta in questo teatro e ci lavoro dal 1970: all’epoca recitavo nel gruppo teatrale dei bambini, quindi il mio primo ruolo fu la Gerda nella fiaba di AndersenLa regina della neve”.

Lavoro presso il Teatro Amatoriale di Ozolnieki dal 2005.

La mia ultima produzione al teatro di Jelgava è stata “Ucciso e unico“, trasformato in lettone come “Ogni anno di nuovo“, scritto da un drammaturgo britannico Alan Ayckborn, mentre al teatro di Ozolnieki abbiamo appena presentato la commedia “Gli oggetti usati” scritta da una drammaturga svedese Eva Moberg.

In autunno, a Jelgava, andrà in scena la prima del dramma poliziesco “Le otto donne” dell’autore francese Robert Thomas, e anche un’altra prima del drammaturgo lettone Gunārs PriedeIl primo ballo di Vika

Liga: Cosa è più importante per te come regista?

Dace: Che sul palco non ci siano delle superstar, ma un ensemble unito e amichevole.

Non trovo interessante mostrare negli spettacoli l’utilizzo di tutte le tecnologie possibili più all’avanguardia, né come regista né come spettatrice.

Il valore più importante e più interessante, secondo me, sono  sempre state le CREATURE UMANE.

Sono particolarmente orgogliosa dei nostri attori Irēna Leitēna, Līga Valtere, Ilze Beķere, Ivars Mozga e Ingus Vidiņš, Ineta Freimane, Lolita Meinharde, Villija Pakalne, Kristīne Vanaga–Vītoliņa, Inese Augstkalne, Agnese Čīka e Miks Vilnis.

Preferisco opere di autori contemporanei di tutto il mondo, perché io e i miei attori vogliamo sempre mettere in scena qualcosa di fresco, mai visto prima o raramente visto.

Liga: Gli artisti a te più vicini, sia in ambito drammaturgico che in altri campi artistici?

Dace: La letteratura britannica, drammaturgia compresa, mi sembra più vicina, e sono proprio le opere britanniche quelle che ho messo in scena più spesso.

Guardo molti spettacoli teatrali di vario genere, li confronto e nella scelta del nostro repertorio.

A Jelgava ho finora messo in scena 17 spettacoli, e 20 a Ozolnieki.

Ho anche lavorato per oltre 20 anni presso il Collegio di Musica, nel dipartimento di canto come insegnante di recitazione e dizione, creando lì diverse produzioni musicali.

Tutti i miei “figli del palcoscenico” mi siano ugualmente cari ed è così difficile separarmi da qualcuno; perciò non abbandoniamo mai i nostri antichi spettacoli; al Teatro di Jelgava rappresentiamo la commedia di Mark CamolettiPigiama per sei” da ormai già 9 anni.

È giunto il momento di portare in scena qualcosa della affascinante drammaturgia italiana in entrambi i miei teatri: sto pensando a Franca Rame e Dario Fo.

Lig Sarah Lapinska intervista Dace Vilne, Direttrice dei teatri di Jelgava e Ozolnieki: "Abbiamo in mente l'idea di mettere in scena opere teatrali degli attori italiani Franca Rame e Dario Fo" Ecco, una donna minuta e bionda, con lo sguardo sognante nei suoi occhi attenti, dopo aver assistito alla rappresentazione di "Il vento canta piano nel camino" del drammaturgo lettone Harijs Gulbis, seduta al computer. Ha fatto scorrere diapositive sullo schermo alle spalle del palcoscenico, mentre Gunvaldis Ezermanis nel ruolo di Armīns, un idealista alcolizzato che muore proprio quando ha trovato un nuovo amore per cui vivere, ha appena recitato: "Com'è quando hai tutto - una casa, una macchina, una moglie e un figlio - eppure senti un vuoto dentro? È qualcosa di perduto… o forse non è mai esistito? Qualcosa cova dentro di te come brace in un camino spento (o mai acceso), dove solo il vento canta sommessamente. " Liga: Presenta in poche parole te stessa e il tuo lavoro a teatro, Dace! Dace: Sono regista al Teatro di Ādolfs Alunāns a Jelgava dal 2013. Praticamente, sono cresciuta in questo teatro e ci lavoro dal 1970: all'epoca recitavo nel gruppo teatrale dei bambini, quindi il mio primo ruolo fu la Gerda nella fiaba di Andersen "La regina della neve". Lavoro presso il Teatro Amatoriale di Ozolnieki dal 2005. La mia ultima produzione al teatro di Jelgava è stata "Ucciso e unico", trasformato in lettone come "Ogni anno di nuovo", scritto da un drammaturgo britannico Alan Ayckborn, mentre al teatro di Ozolnieki abbiamo appena presentato la commedia "Gli oggetti usati" scritta da una drammaturga svedese Eva Moberg. In autunno, a Jelgava, andrà in scena la prima del dramma poliziesco "Le otto donne" dell'autore francese Robert Thomas, e anche un'altra prima del drammaturgo lettone Gunārs Priede "Il primo ballo di Vika" . Liga: Cosa è più importante per te come regista? Dace: Che sul palco non ci siano delle superstar, ma un ensemble unito e amichevole. Non trovo interessante mostrare negli spettacoli l'utilizzo di tutte le tecnologie possibili più all'avanguardia, né come regista né come spettatrice. Il valore più importante e più interessante, secondo me, sono sempre state le CREATURE UMANE. Sono particolarmente orgogliosa dei nostri attori Irēna Leitēna, Līga Valtere, Ilze Beķere, Ivars Mozga e Ingus Vidiņš, Ineta Freimane, Lolita Meinharde, Villija Pakalne, Kristīne Vanaga–Vītoliņa, Inese Augstkalne, Agnese Čīka e Miks Vilnis. Preferisco opere di autori contemporanei di tutto il mondo, perché io e i miei attori vogliamo sempre mettere in scena qualcosa di fresco, mai visto prima o raramente visto. Liga: Gli artisti a te più vicini, sia in ambito drammaturgico che in altri campi artistici? Dace: La letteratura britannica, drammaturgia compresa, mi sembra più vicina, e sono proprio le opere britanniche quelle che ho messo in scena più spesso. Guardo molti spettacoli teatrali di vario genere, li confronto e nella scelta del nostro repertorio. A Jelgava ho finora messo in scena 17 spettacoli, e 20 a Ozolnieki. Ho anche lavorato per oltre 20 anni presso il Collegio di Musica, nel dipartimento di canto come insegnante di recitazione e dizione, creando lì diverse produzioni musicali. Tutti i miei "figli del palcoscenico" mi siano ugualmente cari ed è così difficile separarmi da qualcuno; perciò non abbandoniamo mai i nostri antichi spettacoli; al Teatro di Jelgava rappresentiamo la commedia di Mark Camoletti "Pigiama per sei" da ormai già 9 anni. È giunto il momento di portare in scena qualcosa della affascinante drammaturgia italiana in entrambi i miei teatri: sto pensando a Franca Rame e Dario Fo. Lig Sarah Lapinska intervista Dace Vilne, Direttrice dei teatri di Jelgava e Ozolnieki: "Abbiamo in mente l'idea di mettere in scena opere teatrali degli attori italiani Franca Rame e Dario Fo" Ecco, una donna minuta e bionda, con lo sguardo sognante nei suoi occhi attenti, dopo aver assistito alla rappresentazione di "Il vento canta piano nel camino" del drammaturgo lettone Harijs Gulbis, seduta al computer. Ha fatto scorrere diapositive sullo schermo alle spalle del palcoscenico, mentre Gunvaldis Ezermanis nel ruolo di Armīns, un idealista alcolizzato che muore proprio quando ha trovato un nuovo amore per cui vivere, ha appena recitato: "Com'è quando hai tutto - una casa, una macchina, una moglie e un figlio - eppure senti un vuoto dentro? È qualcosa di perduto… o forse non è mai esistito? Qualcosa cova dentro di te come brace in un camino spento (o mai acceso), dove solo il vento canta sommessamente. " Liga: Presenta in poche parole te stessa e il tuo lavoro a teatro, Dace! Dace: Sono regista al Teatro di Ādolfs Alunāns a Jelgava dal 2013. Praticamente, sono cresciuta in questo teatro e ci lavoro dal 1970: all'epoca recitavo nel gruppo teatrale dei bambini, quindi il mio primo ruolo fu la Gerda nella fiaba di Andersen "La regina della neve". Lavoro presso il Teatro Amatoriale di Ozolnieki dal 2005. La mia ultima produzione al teatro di Jelgava è stata "Ucciso e unico", trasformato in lettone come "Ogni anno di nuovo", scritto da un drammaturgo britannico Alan Ayckborn, mentre al teatro di Ozolnieki abbiamo appena presentato la commedia "Gli oggetti usati" scritta da una drammaturga svedese Eva Moberg. In autunno, a Jelgava, andrà in scena la prima del dramma poliziesco "Le otto donne" dell'autore francese Robert Thomas, e anche un'altra prima del drammaturgo lettone Gunārs Priede "Il primo ballo di Vika" . Liga: Cosa è più importante per te come regista? Dace: Che sul palco non ci siano delle superstar, ma un ensemble unito e amichevole. Non trovo interessante mostrare negli spettacoli l'utilizzo di tutte le tecnologie possibili più all'avanguardia, né come regista né come spettatrice. Il valore più importante e più interessante, secondo me, sono sempre state le CREATURE UMANE. Sono particolarmente orgogliosa dei nostri attori Irēna Leitēna, Līga Valtere, Ilze Beķere, Ivars Mozga e Ingus Vidiņš, Ineta Freimane, Lolita Meinharde, Villija Pakalne, Kristīne Vanaga–Vītoliņa, Inese Augstkalne, Agnese Čīka e Miks Vilnis. Preferisco opere di autori contemporanei di tutto il mondo, perché io e i miei attori vogliamo sempre mettere in scena qualcosa di fresco, mai visto prima o raramente visto. Liga: Gli artisti a te più vicini, sia in ambito drammaturgico che in altri campi artistici? Dace: La letteratura britannica, drammaturgia compresa, mi sembra più vicina, e sono proprio le opere britanniche quelle che ho messo in scena più spesso. Guardo molti spettacoli teatrali di vario genere, li confronto e nella scelta del nostro repertorio. A Jelgava ho finora messo in scena 17 spettacoli, e 20 a Ozolnieki. Ho anche lavorato per oltre 20 anni presso il Collegio di Musica, nel dipartimento di canto come insegnante di recitazione e dizione, creando lì diverse produzioni musicali. Tutti i miei "figli del palcoscenico" mi siano ugualmente cari ed è così difficile separarmi da qualcuno; perciò non abbandoniamo mai i nostri antichi spettacoli; al Teatro di Jelgava rappresentiamo la commedia di Mark Camoletti "Pigiama per sei" da ormai già 9 anni. È giunto il momento di portare in scena qualcosa della affascinante drammaturgia italiana in entrambi i miei teatri: sto pensando a Franca Rame e Dario Fo.
Rubrica Il Dispari diciasette luglio 2026

Liga Sara Lapinska intervista Baiba Talce


Liga: Parlami brevemente di te.

Baiba Talce: sono cresciuta in una famiglia affidataria, studiato filologia, conseguito titolo di maestra in pedagogia e completato il dottorato. Ho dedicato 46 anni all’insegnamento. Ho pubblicato un libro di metodologia letteraria per insegnanti e raccolte di poesie. Offro ripetizioni private ai giovani. Mia figlia e mio figlio vivono qui in Lettonia, a Riga. Mia figlia mi ha regalato la soddisfazione più grande della vita: una nipotina e due nipotini.

Liga: Quali esperienze di vita e quali opere letterarie ti hanno maggiormente ispirato a scrivere poesie?

Baiba Talce: Le esperienze di vita accumulate nel corso degli anni si combinano e creano un quadro completo. Insomma, contiene incontri, divorzi, crescita dei figli, e anche traslochi, viaggi…

Ho lavorato come insegnante di letteratura e arte. La maggior parte delle mie letture ha avuto un’influenza sulla mia giovinezza, ma ci sono autori – vette estetiche eterne per me – dai quali non mi separerò mai: Ernest Hemingway, Imants Ziedonis, Čyngyz Ajtmatov, Colleen McCullough, Jonas Jonasson.

Liga: L’intelligenza artificiale è un tema di grande attualità. Qual è la tua opinione sul suo utilizzo?

Baiba Talce: L’IA è un valido strumento per ottenere rapidamente informazioni da elaborare, ma non può sostituire la mente, il pensiero o le emozioni di una persona. La parola scritta è impressionante proprio per quell’indefinibile “etwas” (una sorta di segreto inespresso) del valore aggiunto delle emozioni, non solo nelle righe scritte. E le generazioni future dovrebbero esserne consapevoli.

Liga: Viaggi. Quale dei tuoi viaggi ricordi con più affetto e ne hai in programma uno nuovo quest’anno?

Baiba Talce: Durante il dottorato, mentre promuovevo le mie pubblicazioni ai convegni, ho viaggiato molto; ora, con il passare degli anni, faccio solo lunghi viaggi con la mia famiglia. Amo le terre del sud con le montagne nelle loro mappe tipografiche. A febbraio ero entusiasta di Madeira. Poi, forse verso l’autunno, quando in Lettonia farà freddo, penseremo di nuovo a qualche itinerario.

Certamente prenderò in considerazione di andare a Ischia, sia per l’entusiasmo con il quale mi hai descritta l’isola e sia per partecipare al premio OTTO MILIONI organizzato dalla tua DILA APS.

Liga: Quali sono i tuoi progetti creativi per il futuro? Pubblicare una nuova raccolta di poesie, concentrarti maggiormente sulla prosa, ottenere successo nei concorsi letterari?

Baiba Talce: Sto curando la pubblicazione di una raccolta di saggi e della sesta raccolta di poesie. Sto riflettendo su come dare forma leggibile alla monografia che ho scritto durante il mio dottorato sulle possibilità di migliorare la comprensione immaginativa. Non cerco concorsi letterari di alcun tipo: se il messaggio mi arriva e se c’è un bando adatto e un traduttore disponibile, allora partecipo. L’essenziale è la mia creatività sperando che mi accompagni fino alla fine dei miei giorni!

DILA APS.it

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

VIDEO YOUTUBE

20260108 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV - Premio Otto milioni

VIDEO YOUTUBE

One thought on “Rubrica Il Dispari diciasette luglio 2026

Lascia un commento