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Corriere dell'isola
Corriere dell’Isola 13 Maggio 2011
Ennesimo, importantissimo riconoscimento per il progetto “La Nostra Isola“, a coronamento di un anno che si sta rivelando davvero grandioso per i pionieri della poesia e dell’arte Ischitana.
Nella giornata dell’8 maggio infatti si è svolta a Lugano la tredicesima edizione del Premio Letterario Internazionale “Europa” organizzato dall’Università della Pace della Svizzera Italiana, ente cui aderisce un numero impressionante di grandissime personalità, dalla principessa Eiman Al Ruwaili del Kuwait fino ad arrivare addirittura al Pontefice, S.S. Papa Benedetto XVI.
Nel corso della premiazione ha presenziato anche una delegazione del progetto culturale, formata da Antonio Mencarini e Alberto Liguoro, cui è spettato l’onore di porgere il saluto dell’Isola d’Ischia e di tutto il direttivo de “La Nostra Isola”.

Si tratta del primo segno reale dell’intesa stabilita dal Presidente di “Universum Switzerland”, Valerio Ruberto, e Bruno Mancini: un’intesa che da un lato permetterà alla poesia isolana di trovare un palcoscenico di respiro europeo in cui mettersi in mostra, e dall’altro porterà alla creazione di sezioni regionali, in Italia, dell’associazione elvetica che saranno però dirette in toto dagli stessi pionieri de “La Nostra Isola”, cui spetterà tra l’altro anche il compito di individuare candidate per il prestigioso premio “Donna dell’Anno”, negli anni precedenti assegnato tra le altre alle ex campionesse mondiali Lea Pericoli (tennis), e Flavia Rigamonti (nuoto), oltre che alla conduttrice televisiva Sara Bellini.
A questo proposito non trapela ancora molto sul nome della candidata nostrana, anche se secondo alcune voci di corridoio dovrebbe trattarsi di Katia Massaro.

“Per noi si tratta di un grandissimo momento.” – riferisce la Direttrice Artistica Roberta Panizza – ” I nostri ambasciatori hanno avuto l’onore di salire sul palco per la consegna di un riconoscimento davvero importantissimo nello scenario culturale europeo. Fa piacere notare come si stia crescendo sempre di più, come si stia riuscendo a vincere una scommessa difficilissima contando solo ed esclusivamente sulle nostre forze. E non ci fermiamo certo qui, posso anticipare che nei prossimi mesi si vedrà ancora molto, molto altro, con il coinvolgimento anche di altre discipline artistiche.”

Il grande fiume della poesia (e della cultura), scorre ancora con gran fervore ideologico ed operativo a Lugano come ad Ischia, con un approccio a trecentosessanta gradi capace di includere anche linguaggi moderni ed innovativi. L’unico rimpianto, se così si può dire, è che nella terra di Guglielmo Tell sono molti di più gli scrittori abbastanza temerari da immergervisi, incuranti di quei pericoli che naturalmente possono frapporsi durante iniziative del genere.
Ma, per fortuna, c’è sempre tempo per un’inversione di tendenza.
Sacha Savastanobanner entra ok

Corriere dell'Isola  2011 04 27 Teatro

Poesia e teatro si incontrano sull’isola verde, ancora una volta, per dare vita ad una sinergia originale ed imprevedibile che di certo contribuirà a rendere le serate dell’estate 2011 ancora più suggestive e divertenti.
E’ stato reso noto infatti che l’esplosiva verve dell’artista isolano Enzo Boffelli, noto al grande pubblico per la lotta senza quartiere che conduce ormai da anni nel tentativo di creare una struttura teatrale fissa e funzionale qui ad Ischia, incontrerà il meglio della poesia isolana in una serie di serate evento che avranno luogo a partire dalla metà di luglio. Il format, fortemente voluto dai responsabili del progetto “La Nostra Isola”, nel cui ambito sarà presentata prossimamente l’antologia “Ischia, Mare e Poesia”, prevederà una serie di spettacoli a metà tra il varietà, l’intrattenimento musicale ed il cabaret, con Boffelli a fare da mattatore e le liriche dei vari artisti a rendere quel quid di “sognante” necessario in ogni rappresentazione che si rispetti.

“Partiamo con grandissimo entusiasmo.” – riferisce Bruno Mancini, responsabile de “La Nostra Isola”. “Da tempo pensavamo a come trovare una sinergia tra il nostro lavoro e quello di Enzo, ed al modo di migliore di tradurla in una modalità affascinante e divertente per il grande pubblico. Quello che ci apprestiamo a fare rappresenterà appieno il senso più profondo di quanto vogliamo realizzare: riportare l’arte poetica in primo piano sia nell’ambito della società italiana che in quello delle altre arti, le quali dal lirismo dei nostri artisti potranno attingere un infinito serbatoio di ispirazione ed innovazione.”
Gli fa eco Boffelli: “Il clima è quello delle grandi occasioni. L’idea di poter lavorare al fianco di autori di preparazione diversa dalla mia mi stimola davvero molto. Una sfida come questa presenta tante difficoltà ma anche un fascino fuori dal comune, siamo certi di poter presentare al pubblico un prodotto senza precedenti, assolutamente eterodosso rispetto all’ideale “palinsesto” offerto solitamente nel corso delle nostre serate estive. Non voglio rovinare la sorpresa, aspettate e vedrete.”

Ed in effetti non è trapelato ancora granché riguardo le tematiche da affrontare o la struttura stessa delle serate. Probabile appare la partecipazione di guest star come Nicola Pantalone e Antonio Mencarini, e si vocifera addirittura dell’interessamento di una nota emittente campana, intenzionata a riprendere l’evento e trasmetterlo in differita tramite le proprie frequenze, un po’ come accade per eventi di portata maggiore come il palio di S.Anna e il Premio Internazionale di Giornalismo.
Non ci resta che attendere, d’altronde, l’estate non è poi così lontana.
Sacha Savastano

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Corriere dell’isola 23 Marzo 2011
La nostra isola annuncia accordo con Vivicentro.org
Pagina 8
Ischia, mare e poesia
Articolo di Sacha Savastano

Accordo siglato in settimana tra la direttrice Annicelli e Bruno Mancini

LA NOSTRA ISOLA, UNIONE D’INTENTI
CON LA BIBLIOTECA ANTONIANA

Di Sacha Savastano

Corriere dell'Isola 19112010 comp

IL progetto culturale “La nostra Isola” potrà d’ora in poi godere di una nuova e importante partnership in grado di potenziare ulteriormente la portata e l’eco delle proprie lodevolissime iniziative. E’ proprio di questi giorni infatti la notizia di un accordo con la Biblioteca Antoniana di Ischia, nella persona della direttrice Dottoressa Lucia Annicelli, ed il responsabile e pioniere dell’iniziativa, Bruno Mancini.
L’intesa, i cui termini non sono stati ancora totalmente divulgati, dovrebbe prevedere la presentazione della nuova edizione dell’antologia poetica (di cui nome e contenuti permangono al momento top secret) e di alcuni degli autori protagonisti nella sede di Rampe S.Antonio, un happening che come sempre unirà lirismo, poesia, intrattenimento e spettacolo.
Sicuramente presenti pionieri de “La nostra Isola” come Roberta Panizza, da poco entrata a far parte della Commissione Cultura del Comune di Vermiglio (un riconoscimento dovuto in parte anche anche al lavoro svolto in questi anni come Direttrice Artistica del progetto), Antonio Mencarini, Katia Massaro e Nunzia Zambardi, Clementina Petroni e Franco Calise

Poter contare sull’appoggio della Biblioteca Antoniana è per noi motivo di grande orgoglio.” – riferisce Bruno Mancini – “Il progetto prende rapidamente forma, stiamo riscuotendo un gran successo anche con i neonati programmi radiofonici e televisivi. Posso anticipare che abbiamo concordato con la direttrice Dottoressa Annicelli alcune date a cavallo tra Dicembre e Gennaio, ma per ora non posso rivelare molto di più.

Una cosa è però scontata: si sta vivendo un momento decisivo nell’ottica di un rilancio sempre più deciso della cultura isolana, un “restart” che dobbiamo in massima parte allo spirito d’iniziativa di pochi ma tenaci pionieri. Sarà però l’appoggio popolare, in verità per ora mai venuto meno, a decretare il definitivo e duraturo successo delle operazioni, e l’apertura ufficiale di una nuova stagione per l’arte dell’Isola Verde. Staremo a vedere.

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Corriere 30092010 copertina

Corriere 30092010

A seguito di un accordo raggiunto proprio in queste ore tra il direttivo del progetto culturale “La nostra isola” ed il Proyecto Team Antorva, gruppo spagnolo che si occupa di comunicazione a tutto tondo, a breve partirà un format tv pensato ad hoc in modo da sdoganare la cultura letteraria isolana anche sul piccolo schermo.

Il gruppo Antorva, da sempre all’avanguardia nel campo della promozione di giovani artisti (musicisti in particolare) si occuperà dunque della trasmissione di un appuntamento fisso con la poesia ischitana, mediante i diversi partner ( emittenti di web tv e digitali) che fanno parte dell’accordo: ed anche se non si hanno notizie certe in merito, si può affermare che il bacino di utenti possibili per la trasmissione sarà nell’ordine delle decine di migliaia di unità.

Davvero non male. “E’ un passo molto importante.” – riferisce il responsabile del progetto “La nostra Isola”, Bruno Mancini – “L’incentrare un programma televisivo sugli autori e sulle poesie facenti parte del nostro progetto rappresenta una sfida che accogliamo con grande gioia e che affronteremo con tanta grinta. Inoltre, la partenza di questa iniziativa ci da anche modo di rendere ulteriore risonanza agli artisti di diversa ispirazione che hanno deciso di unirsi al nostro progetto. Artisti dell’immagine, musicisti e tanto altro ancora”.

Si ha probabilmente a che fare con un passo importante per la cultura ischitana tutta: se da un lato non si ricordano a memoria altre iniziative in grado di trovare un proprio spazio nell’affollatissimo etere europeo, dall’altro si dovrebbe sottolineare come il sincretismo di media diversi possa condurre ad un prodotto culturale nuovo, che prende le mosse da entrambi senza seguirne nessuno.

D’altronde, essere pionieri è anche questo.

Sacha Savastano


Corriere 23062010 sacha miramare

Nel corso della presentazione dell’antologia del duo

Mancini-Panizza, l’arte nelle sue molteplici forme in

scena tra le suggestioni di Ischia Ponte


HAPPENING CULTURALE Al



“MIRAMARE E CASTELLO”

Si aprirà il prossimo 19 luglio al “Miramare e Castello” di Ischia Ponte l’evento di presentazione dell’antologia poetica “Ischia, un’isola di…”, a cura del progetto culturale “La Nostra Isola” di Bruno Mancini e Roberta Panizza.

La sei giorni, che comprenderà oltre alla lettura di stralci del volume anche diverse incursioni nell’intrattenimento, darà modo agli autori delle liriche di presentarsi a pubblico e stampa, e la possibilità a diversi enti, isolani e non, di porgere il proprio saluto e di palesare il proprio appoggio all’iniziativa tutta.
Naturalmente l’attenzione maggiore è tutta attorno ai poeti, grandi protagonisti delle serate, che vedranno (in alcuni casi, per la prima volta) le proprie opere recitate da artisti di grande esperienza di fronte ad una platea piena di addetti ai lavori e di inviati dal mondo dell’informazione; un mix molto interessante che si arricchisce anche del talento e dell’esperienza di scrittori già noti ed affermati che hanno già avuto modo di prendere parte, con le loro poesie, alle antologie precedenti.

Iniziano già a fioccare conferme riguardo i nomi delle personalità dal mondo dell’arte e della cultura che prenderanno parte alla kermesse: da Antonio Mencarini ad Alberto Liguoro, passando per stimati e talentuosi musicisti come Raffaele Colombo ed Antonio Di Pinto, i quali peraltro allieteranno lo svolgersi dei lavori con il loro grande talento chitarristico.
Da ricordare anche il grande contributo offerto dalla pittrice Nunzia Zambardi, le cui opere saranno esposte in una mostra pittorica (già aperta al pubblico, proprio in questi giorni, presso gli Hotel Miramare e Mareblu) di indubbia importanza che farà da gustosissimo contorno alla portata principale.
Ma si è solo all’inizio: è facilmente prevedibile che nel mese che ci separa dall’inaugurazione dell’happening culturale saranno tante altre le ufficializzazioni riguardanti altri ospiti eccellenti, che arricchiranno ulteriormente il tutto. Non resta che aspettare.
Sacha Savastano

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Oggi parliamo di...

C O N T A T T A C I emmegiischia@gmail.com

Il Corriere dell’Isola

Nuovo amico del progetto culturale “La mia isola” ideato da Bruno Mancini

 


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Corriere 03062010 Sacha -BrunoE chiuso un capitolo se ne apre subito un altro. A meno di un mese dal termine ufficiale del progetto “La mia isola”, che grazie alla guida congiunta di Bruno Mancini e Roberta Panizza era riuscito nella difficile impresa di far ricomparire Ischia tra le capitali poetiche Italiane dopo anni di buio, trova i crismi dell’ufficialità la nascita di un nuovo e più ambizioso programma.

Dalle ceneri de “La mia isola” nasce infatti il progetto “La nostra isola”, che oltre a raccogliere il frutto di due anni di lavoro proficuo, dovrà riuscire ad allargare gli orizzonti e gli obiettivi, peraltro già di tutto rispetto, del lavoro iniziale, innalzando per così dire al livello successivo l’intera mole progettuale.

“Per puntare ad un ulteriore sviluppo dell’idea” – spiega Mancini in una nota ufficiale – “ è necessario provvedere ad elaborare una nuova più complessa ed articolata struttura atta ad utilizzare al meglio tutte le potenzialità artistiche ed operative che in ques’ultimo anno si sono rese disponibili a collaborare con noi.”
Un rinnovamento che non tradisce dunque antiche e ben pianate radici. “Assolutamente. L’obiettivo rimane quello di restituire alla poesia il palco di primo piano che le compete nell’economia culturale della società Italiana. Il percorso l’abbiamo già tracciato, non rimane che seguirlo”.

E bisogna dire che non si è perso tempo: sono già allo studio diverse iniziative di grande impatto che dovrebbero sdoganare presso un pubblico molto vasto i lavori poetici dei vari autori aderenti al progetto: si pensa infatti alla creazione di un Premio di Poesia di portata nazionale, alla formazione strutture regionali analoghe a quella ischitana in grado di diffondersi capillarmente sul territorio, alla traduzione delle antologie poetiche in varie lingue e via discorrendo. Di certo le idee non mancano, né l’entusiasmo e la forza di realizzarle.

Sono state inoltre resi i noti di nominativi di alcune personalità che affiancheranno Mancini e Panizza nella gestione del progetto: si tratta di Luciano Somma, che ha accettato gli incarichi di Direttore Musicale e di Responsabile delle Giurie dei Premi. Un nomei di sicura affidabilità da cui ripartire verso mete ancora più ambiziose.
SACHA SAVASTANO

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PANIZZA: “INNAMORATA DI ISCHIA”

Progetto culturale “La mia isola” a cura di Roberta Panizza e di Bruno Mancini – Sacha-SavastanoSacha SavastanoRoberta Panizza intervista

Il Settimanale "Il corriere dell'isola" intervista Roberta PanizzaEra senz’altro annunciato il successo di “Ischia un’isola di…“, terza antologia poetica curata da Bruno Mancini nell’ambito del progetto “La mia isola”, e l’importanza del dato non deve passare inosservata.
Centinaia di copie già piazzate prima ancora della stampa, il crescere dell’attenzione di media nazionali e non, e l’interesse della critica che cresce sempre di più in virtù del grande valore, ormai riconosciuto, di tutti gli artisti proposti dalla raccolta. Un gruppo di poeti di grande sensibilità che vede in Roberta Panizza, anche co-curatrice dell’opera insieme a Mancini, una delle più lucenti punte di diamante.
Trentina, docente di matematica e scienze presso una Scuola Media, il lirismo dell’Artista nasce sulla spinta di grandi emozioni, se ne nutre, in una riscoperta del significato più intimo (e vero) di una tradizione poetica ormai desueta.
Devo dire che nonostante l’amore per la poesia esistesse in me da sempre, è stato durante alcune circostanze per me molto difficili che la “miccia” si è accesa definitivamente. Comporre versi in quei frangenti iniziava a costituire per me l’unica luce in un momento di buio.”
Un’Arte che è quindi voce interiore, espressione del profondo.
Sì, ma non è detto che si debba partire sempre da emozioni negative. Credo che la poesia rappresenti un momento in cui ci si prende una pausa dalla vita vissuta, e ci si ferma ad ascoltare la propria interiorità.
Ed infatti l’opera di Roberta Panizza riesce a trasmettere tutta l’emozionalità di cui è intrisa, dove le parole diventano richiami potenti ad un mondo immaginifico vivo, ricco, di considerabile spessore, supportato da una costruzione formale coerente e precisa che non scade mai nel déjà vu e mantiene inalterata una grande freschezza compositiva.
Componimenti come “Senza Paradiso”, “Sete d’Estate” o “Senza nome”, in cima alle classifiche di gradimento delle precedenti edizioni antologiche, sono descrizioni raffinate e profonde di un’ immagine e dello stato d’animo che da essa si scatena, quasi come si volesse “portare fuori” ciò che nasce nel profondo tutto il giorno, tutti i giorni, e che quasi sempre si è troppo distratti o troppo occupati da poter cogliere ed apprezzare. Secondo alcuni è proprio questa l’essenza più profonda del costruire poesia.
Dal quadro emerge dunque, il profilo di un’autrice di grande talento, che curiosamente però sembra essere più conosciuta nella lontana Ischia di quanto non sia nel nativo Trentino.
Credo che questo sia dovuto al mio carattere schivo, principalmente. Ho avuto poi la fortuna di conoscere Bruno Mancini che con il suo carattere attivo ed intraprendente mi ha coinvolta, con mio grande piacere, nei progetti letterari a cui da tempo pensava e che voleva realizzare. Questo ovviamente mi ha fatto conoscere nella vostra zona molto più facilmente. Preciso però che questa collaborazione non mi ha fatto dimenticare il Trentino, coltivo anche e soprattutto qui la mia passione ”.
Del resto l’Isola Verde è stata per secoli la musa privilegiata di artisti di ogni genere, come ribadito più e più volte in tempi non sospetti anche da personalità lontane dalla nostra realtà locale. Un luogo quasi magico capace di esaltare gli animi sensibili e stimolarne la potenza creatrice. Quanto di tutto questo è vero anche per Roberta Panizza?
La risposta è decisa:

Ad Ischia ho trovato innanzitutto un ambiente umanamente e culturalmente accogliente. Inoltre ho anche conosciuto persone che mi hanno confermato quanto di bello si dice, dal punto di vista caratteriale, di chi abita al sud.
Un’opinione positiva sul nostro scoglio che fa sempre piacere ricevere, tanto più quando questa arriva da lontano e da persone culturalmente preparate e disinteressate.
Ho anche potuto constatare quanto siano importanti da voi le iniziative culturali. Per quanto mi riguarda la fama che Ischia si è fatta nel corso del tempo di culla della cultura, è ampiamente confermata…anche tenendo conto di come sono state accolte le iniziative che Bruno ed io portiamo avanti.
Sarà pur vero che nessuno è profeta in patria, ma è sempre curioso venire a sapere di quanta considerazione gode nel resto dello stivale (e non solo) l’ischitanità in molte delle sue manifestazioni, specie quando queste sono sottovalutate proprio da quegli enti, da quelle istituzioni nostrane cui spetterebbe il compito di propugnarle e valorizzarle al massimo. L’esempio, lampante, è quello di un’apprezzatissima poetessa che proprio sull’Isola Verde ha trovato l’habitat ideale per dar sfogo alla propria vena creativa, dimostrazione del buon funzionamento di risorse umane ed ambientali di cui, forse, qualcuno ignora del tutto l’esistenza. Risorse preziose quanto rare.
Ed infatti io mi auguro di continuare a lungo il sodalizio con Bruno Mancini, per portare avanti i nostri progetti di diffusione della poesia. I giorni che ho trascorso ad Ischia sono stati incredibilmente piacevoli per me, sarei molto felice di ritornarci per ripetere una esperienza simile: occuparmi di poesia in un luogo di così sconfinata bellezza, circondata da tante persone cordiali, è veramente il massimo.
Risale a luglio l’ultima visita di Roberta Panizza, una visita durante la quale si fece apprezzare con la lettura di alcune sue opere presso l’Hotel Mareblu, alla presenza di stampa e semplici appassionati: una visita che probabilmente si ripeterà presto, perché per qualcuno (e certo non solo per quest’ottima poetessa) i nostri lidi sono “il massimo” per vivere e creare da Artista, un luogo paradisiaco di sconfinata bellezza.
Chissà in quanti tra quelli che ad Ischia ci sono nati o ci vivono, sarebbe possibile trovare lo stesso amore e la stessa passione. Sicuramente, non abbastanza.

Sacha Savastano “Corriere dell’Isola” 31 Marzo 2010

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Fare chiarezza, rialzarsi, cercare di capire le problematiche profonde che affliggono, che torturano il nostro territorio. Riordinare le fila e, possibilmente, aprire la stagione delle risposte, dell’agire.
Ha avuto luogo venerdì scorso presso la Biblioteca Antoniana di Ischia il II incontro della serie “Conoscere Ischia per Governarla”, dal titolo “Problematiche Idrogeologiche e Sicurezza Ambientale”: un’iniziativa, come sempre organizzata dal organizzata dal Circolo “Georges Sadoul”, nata sulla scia di un’emergenza tragica come quella dello scorso 10 novembre, assolutamente necessaria in quanto rappresenta un formidabile mezzo di approfondimento e ricerca sulle radici di quella serie di problematiche che fanno del nostro un territorio sofferente, a tratti invivibile. Ed in questo senso, la relazione tenuta nel corso dell’appuntamento dal prof. Franco Ortolani, docente di Geologia presso la Federico II  porta nuovi dati di grande rilievo, e traccia anche scenari a tratti preoccupanti.

Ma andiamo con ordine. L’interesse che converge sui lidi ischitani da parte dei geologi di tutta Europa è dovuto, oltre che a Monte Vezzi ed a Casamicciola, anche al ripetersi di un’altra fastidiosa incombenza, dannosa in particolar modo sotto il punto di vista della viabilità: parliamo dell’acqua alta, tema su cui Ortolani incentra la prima parte del proprio intervento. La novità è che almeno in questo caso le responsabilità umane c’entrano fino ad un certo punto.
Ischia ha infatti pagato  una serie di avvenimenti metereologici e geologici la cui sinergia ha determinato disagi nell’intero continente europeo: in primis il fenomeno globale noto come “Oscillazione Artica”, primo responsabile peraltro della stagione eccezionalmente fredda che abbiamo trascorso negli ultimi mesi. IN parole povere, il tempo dell’ inverno europeo è parzialmente determinato dalla pressione atmosferica della zona polare settentrionale: al persistere dell’alta pressione nell’Artico, corrisponde quindi un periodo di bassa pressione sull’intero Vecchio Continente. Ed infatti, mentre i termometri di Groenlandia ed Alaska registravano temperature di dieci gradi superiori alla media, qui da noi la brutta stagione è stata più che mai gelida e, cosa che ci riguarda più da vicino, ricca di precipitazioni; tutte concause queste di un sensibile innalzamento del livello dell’acqua nell’intera area del Mediterraneo, un incremento valutato addirittura nell’ordine di decine di centimetri nei periodi di alta marea. La nostra isola ha inoltre risentito in modo particolare di tali circostanze sfavorevoli in ragione di diverse “aggravanti” locali, come venti e  conformazione geografica, ed ecco venir fuori il patatrac.

Il risultato è stato per lungo tempo (e spesso bisogna aggiungere) sotto gli occhi di tutti:  con la complicità della ridotta efficienza delle nostre banchine, gli Ischitani si sono trovati con le strade invase dal mare un giorno sì e l’altro pure. Ma c’è da preoccuparsi? No, anche se stando alle rilevazioni fatte in loco sono diverse le zone non in sicurezza sotto questo punto di vista, su tutte Ischia Ponte  e Via Iasolino, dove la struttura delle banchine e delle altre misure di contenimento si è rivelata inadeguata nel garantire la giusta schermatura, specie in un contesto segnato da circostanze estremamente insolite come quello attuale.
L’unica magra consolazione è che ciascuno dei disagi vissuti ultimamente ha avuto il “merito” di mettere in luce delle carenze di vario tipo, dando così modo a chi di dovere di porvi rimedio il prima possibile. O almeno si spera.

Discorso molto più complesso  quello sulle frane e sul pericolo di nuove colate di fango: qui come prevedibile la situazione è senz’altro maggiormente preoccupante.
La seconda metà della relazione del prof. Ortolani è essenzialmente un viaggio attraverso l’emergenza, un’interrogazione sulle sue cause e una razionale e scientifica ricerca di risposte e soluzioni. Ci viene restituita l’idea di una Ischia non ancora al sicuro, potenzialmente esposta al rischio di nuovi smottamenti a causa di un sistema di prevenzione che non ha saputo prendere le precauzioni più adatte, nonostante siano suonati, negli anni, alcuni campanelli d’allarme di grande importanza. Il relatore ricorda in particolare di aver indicato Piazza Bagni come zona ad Alto Rischio già nel 1985 nel compilare il piano di Protezione Civile di Casamicciola Terme, quando probabilmente pochi avevano già preso in considerazione la possibilità del verificarsi di eventualità drammatiche. Ma c’è di più. L’ imbocco fognario esistente nella zona dell’ultima frana non impedirebbe, allo stato attuale, il ripetersi di un nuovo disastro, così come non impedì lo scatenarsi dell’inferno in quel 10 novembre ancora così vicino; questo perché le frane non partirono da Cava Fasaniello e Cava Sinigallia come a volte si ritiene, ma bensì dal versante superiore del monte Epomeo, ingrandendosi come una valanga e divenendo già incontenibili prima dell’arrivo al centro abitato.
A queste condizioni l’imbocco si ottura praticamente subito, diventa inutile.
Le stesse cave per di più versano in condizioni instabili e sono da considerarsi ancora zone assolutamente cruciali nella mappatura del pericolo, due punti da verificare e controllare con la massima attenzione.
Ma mappare non basta: per sfuggire alla colossale spada di Damocle che pende sulla testa degli isolani bisogna attuare una serie di misure estremamente mirate ,evitando se possibile sprechi ed errori di varia sorta; come la realizzazione di talune opere costosissime ma inutili, similmente a quanto purtroppo accadde in condizioni analoghe nella zona di Sarno dopo la strage del 1998: enorme quantità di denaro spesa, minima parte del problema risolta. Ancora, bisogna intervenire a monte del problema, con la creazione di canali in grado di intercettare le colate prima che arrivino alle ormai famigerate cave e guidandole lontano dagli insediamenti umani, decapitando il fenomeno, controllandolo, rendendolo inoffensivo. Vien da sé che solo la costituzione di una rete intercomunale ad hoc, che funga magari anche da osservatorio aperto sui problemi del territorio isolano, renderebbe possibile un simile approccio al problema, teso alla risoluzione definitiva dell’emergenza. Un approccio suggerito a conclusione dell’ importante intervento dal prof. Ortolani stesso che, come sempre accade quando la carne messa a cuocere è tanta, offre la risposta a tante domande ponendone delle altre ancora più impegnative, e presenta nuove certezze creando dubbi ancora più difficili da dissipare.

Ma nei fatti, si sta andando nella giusta direzione?
Eviteremo il paradosso di un’ennesima serie di opere inutili, milioni di euro buttati dalla finestra senza che la cittadinanza venga messa al riparo dal reiterarsi della tragedia, quasi vi fosse condannata? Saremo realmente capaci di capire quali siano stati i nostri errori, ed imparare da essi? Le risposte sono a questo punto già finite, già superate… e quanto alle certezze, ne abbiamo solo una: è il momento di agire.

Sacha Savastano
Corriere dell’Isola – La conferenza – 05/03/2010

ORTOLANI VIAGGIO NELL’EMERGENZA ISCHIA

Articolo Sacha dissesti comp 02
Articolo Sacha dissesti comp 03Articolo Sacha dissesti comp 04Articolo Sacha dissesti comp 01

E’ confermata per il 21 maggio, in occasione dell’inaugurazione dell’ Ipomea, la mostra mercato di piante rare della fascia temperata tenuta dal parco termale “Negombo” di Lacco Ameno, la prima, ufficiosa presentazione della terza antologia poetica pubblicata nell’ambito del progetto “La mia Isola” a cura di Bruno Mancini e Roberta Panizza; dal titolo “Ischia, un’isola di…”

“E’ la chiusura di un capitolo.“ – chiosa Mancini – “Dopo alcuni anni di fantastico (quasi goliardico) entusiasmo, è arrivato il momento di porre fine alla prima parte del nostro progetto di rilancio dell’arte in generale e della poesia in paricolare. Vogliamo ora che gli autori e le personalità che hanno voluto aderire a questi nostri programmi possano ulteriormente svilupparli, e portarli al livello successivo. “
Un percorso che giunge al termine dopo essersi esaurito, dunque… “Al contrario: il nostro lavoro nel tempo ha acquisito un’importanza tale da non essere gestibile con il nostro vecchio approccio. Il compito mio e di chi con me ha retto il timone di questa nave finisce qui: la prossima tappa richiederà un equipaggio più grande, più numeroso e competente, perché il viaggio diverrà sempre più difficile, e sempre più bello. Una cosa è certa: siamo solo all’inizio”.

Un inizio pregnante ed estremamente significativo se è vero come è vero che la “scusa” dell’antologia mette insieme le menti di autori divenuti ormai pionieri e partecipi delle idee propugnate nel corso di tutto il progetto culturale; personalità che si incontrano tra le pagine di una raccolta alla quale, in questa occasione, già nel titolo è stata posta tutta l’indeterminatezza di un viaggio non organizzato volendo, con esso e con i contenuti che preannuncia, stimolare il desiderio di scoperta e di ricerca insiti, più o meno marcatamente, in ciascun individuo: “Ischia, un’isola di…” lascia quindi spaziare liberamente il lettore, persino con la fantasia, nel percorso non solo poetico, ma anche geografico, che si snoda tra versi multicolori e, parallelamente, tra lussureggianti paesaggi da ammirare nella loro maestosa e quieta bellezza.

Ischia si riconferma dunque come in passato catalizzatrice di fermenti culturali che ha poi proiettato verso il resto dell’Italia e del mondo – la cui rievocazione è l’idea di fondo che ha da sempre costituito l’anima dell’intero excursus – con la bellezza tanto potentemente rievocativa (o poetica direbbe qualcuno) del nostro vecchio scoglio che fa da cornice ideale per i sogni, a volte tristi ed a volte no, di un gruppo di stimati e talentuosi artisti.

Ci sono insomma tutti gli ingredienti affinchè l’ottimo successo di pubblico e di critica ottenuto dalla due precedenti puntate si ripeta: dall’intrinseco valore di un tema portante che incuriosisce e cattura l’attenzione, alla conferma di nomi eccellenti nella rosa degli autori (da Fabio Salvi a Luciano Somma, Nunzia Binetti, Alberto Liguoro, Franco Calise, Clementina Petroni, Katia Massaro, Nunzia Zabardi…), al debutto assoluto di alcuni scrittori esordienti su cui i promotori si dicono pronti a scommettere fin da subito.
L’antologia va in definitiva a costituire uno dei rari medium che permettono ai giovani artisti di poter iniziare a respirare l’aria del mondo letterario, senza finire nel gigantesco tritacarne rappresentato dalla giungla del mondo editoriale di mainstream.

Il contraltare, l’alternativa che “La mia isola” è riuscita a costituire a due anni dall’inizio del progetto, fornisce invece prova inconfutabile di come tanti artisti brillanti possano essere messi insieme, e legati fortemente al territorio, sulla scorta di poche idee, ma originali e ben organizzate. In queste occasioni sarebbe facile parlare per metafore ricordando la proverbiale goccia nell’oceano, ma non è questo il caso, non più: cambia l’ordine di idee, cambiano le prospettive, anche quelle meramente legate a logiche di mercato, di una collana di opere che ha già dato ampiamente prova di poter figurare ottimamente finanche in importanti cataloghi di vendita italiani ed esteri. Forse è solo l’indizio di un viaggio portato a termine nel migliore dei modi. O forse, è più semplicemente la partenza verso la tappa successiva.
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Sacha Savastano intervista Antonio Mencarini – Corriere dell’Isola 13 Gennaio 2011

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