ART12 Liga Sarah Lapinska

ART12 Liga Sarah Lapinska


ART12 Liga Sarah Lapinska

intervista la pittrice Irina Befa

D: -Nei tuoi dipinti racconti la storia della tua vita?
R: -Sono nata in Kazakistan nella città di Kizil – Orda, ho vissuto diversi momenti difficili, proprio come tutti noi. Sono arrivata in Germania nel 2003 e sei mesi dopo ho perso la mia figlia maggiore, Ludmila, in un incidente d’auto. Aveva 15 anni. In quel momento io sono morta spiritualmente. La vita è diventata priva di significato per me. Ma per l’altra mia figlia più giovane, mi sono imposta di combattere per la vita, e quindi ho deciso di dipingere in modo che Ludmila, in paradiso, fosse orgogliosa di sua madre. Dipingo quando ho ispirazione e uno stato mentale creativo, insomma dipingo con cuore, anima ed emozioni.
Amo questo mondo e il mondo dell’arte, ammiro la rugiada che riflette il sole in tanti colori, la pioggia, l’arcobaleno che sorge dopo la pioggia, i fiocchi di neve tutti unici e irripetibili.
Le astrazioni sono il mio stile. I miei dipinti non possono essere ripetuti, come la natura. Potrei dipingere per interi giorni.
I miei primi dipinti erano neri. Erano come il mio dolore e la mia tristezza per la figlia perduta. Dipingere è stata la mia salvezza: il ritorno alla vita. Ringrazio le persone che mi hanno supportata.
Sono grata al mio destino che mi ha dato l’opportunità di incontrare il grande personaggio e pittore Ajub Ibragimov che, vedendo le mie opere, creduto in me. Ajub mi ha aiutato molto. Ha anche lui incontrato molte difficoltà. Non è facile a 40 anni ricominciare la vita da zero. Poi il destino mi ha fatto un altro regalo facendomi conoscere te, Liga Sarah, che sei una meravigliosa giornalista dall’anima grande e pura.

D:- C’è forza interiore e speranza nei tuoi dipinti ed anche tragedia. Assomigliano alla musica. Cosa ti ispira?
R: -Sì, paragono i miei dipinti alla musica. Con sinfonie e suite. Quando dipingo, ascolto musica. Secondo il diverso umore. Ascolto Bach, Beethoven, Bellini, Lara Fabian, Alice. A volte canto mentre dipingo, imparando le lingue nello stesso tempo.
I miei dipinti sono unici, il tema è l’universo, ecco perché piacciano. Amo la natura e spesso dipingo nella natura quando splende il sole. Dipingo e mi rilasso.

D: -Dipingi solo?
R: -No, sto scrivendo anche un libro. O meglio, saranno diversi libri. Della la mia vita. Non ne rivelerò il contenuto per mantenere l’intrigo. Sono anche fotografa e come tale preferisco ritrarre gli anziani e le vedute.

D: -Sei stata in Italia?
R: – Non sono stata in Italia, ma sogno di andare anche nella vostra bella isola d’Ischia. Mia figlia è stata lì e si è innamorata di questa terra. Voglio innamorarmi anch’io dell’Italia. Perché c’è tanto sole in Italia e persone divertenti e reattive. Bella architettura, molti pittori, grandi cantanti e compositori.

D: – Come vivi in Germania?
R: – Cerco di realizzarmi come artista. Nel 2021 ho partecipato alla mostra internazionale di Zurigo. La mostra si è svolta nonostante i problemi della pandemia. Ha avuto luogo anche la mia prima mostra personale. Ho una piccola galleria, Kunst Schtube. Nel salone di bellezza, Bella Luna Thalasso Institut, non solo si ha l’opportunità di indossare una maschera, ma anche di godere e apprezzare l’arte.

D: -Hai nostalgia per i luoghi nativi?
R: -Sì, sono molto nostalgica della terra in cui sono nata. La mia infanzia è stato il periodo più importante della mia vita, quello in cui si forma il carattere e si sviluppa l’idea di come reagire in una situazione o nell’altra. Ma, soprattutto, è importante per l’amore che ricevi. È poi capire cosa significa amare e rispettare le persone. E un’altra fase della vita in cui ami tutti, ma in modo già diverso.

D: – Un tuo desiderio per noi tutti?
R: -Amatevi uno per l’altro perché la vita è breve. La pace sulla terra è fondamentale.

Premio RECITAZIONE 2022 Otto milioni

I seguenti dodici link portano agli articoli che esprimono una manifestazione di interesse operata da DILA tra tutte le pubblicazioni che sono state effettuate sulla pagina culturale del quotidiano IL DISPARI affidata alla Redazione dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Potranno essere votati nelle pagine che sono state loro dedicate su questo sito.
Poi, a fine novembre, se sarà confermata la nostra partecipazione al prossimo BookCity, verrà comunicata una classifica finale frutto della somma dei voti web e di un particolare sistema di votazione affidato ad una Giuria designata da DILA.
Complimenti e in bocca al lupo a tutti.

ART12 Liga Sarah Lapinska

Art01 Angela Maria Tiberi
LA VOCE DI CIRCE:
“A Ischia l’incanto ti punge gli occhi per quanto è immenso.”

ART02 Luciano Somma
Michela Zanarella torna in libreria con
“Recupero dell’essenziale” – Interno Libri

ART03 Flora Rucco
In ricordo di Paola Occhi

ART04 Adriana Iftimie Ceroli
SIMBOLICAMANTE IL CERVO

ART05 Alberto Liguoro
Cerimonia ad Acerra per il 25 APRILE 2022 con la partecipazione del Capo dello Stato.

ART06 Mauro Paolo Montacchiesi
LA POETICA DI BRUNO MANCINI

ART07 Luciana Capece
NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE

ART08 Mauro Paolo Montacchiesi
AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

ART09 Nicola Pantalone
Mi racconto ad Angela Maria Tiberi

ART10 Mauro Paolo Montacchiesi
La poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini

ART 11 Luciana Capece
Tributo all’Artista Milena Petrarca – IL TRIONFO

ART12 Liga Sarah Lapinska
intervista la pittrice Irina Befa

Hits: 77

ART11 Luciana Capece

ART 11 Luciana Capece


ART 11 Luciana Capece

Tributo all’Artista Milena Petrarca – IL TRIONFO

La Pittrice-Scultrice-Poetessa-Presidente dell’Associazione Magna Grecia Latina-New York e di alcune sedi operative dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, MILENA PETRARCA, nata a Pozzuoli, è un versante di poliedrica emozione.
Un vulcano attivo dell’Arte, sempre sul piedistallo delle riflessioni importanti, che vanno a ritmo progressivo nel veloce tempo.

Accoglie la complessità dell’immenso con respiro infinito, mentre sulla tela immacolata, la sua nobile impronta, calca toni di colori accesi e delicati come il sole e la terra che nè generò il suo potenziale talento manifesto.

Le mani, strumento ben creativo, in sinergica meditazione mentale, collocano negli appositi spazi Artistici, le sue Opere, intersecate di Simmetriche e Allegoriche tematiche.
Poste magistralmente con una tavolozza di spiccato eroismo, per oculata e corale gioia, verso un pubblico attento ad apprezzarne i validi contenuti.

La penna della Poetessa MILENA PETRARCA è interprete dei sentimenti più veritieri, ove il mistero profondo non è un blocco ma un accesso all’intimo per forgiature di Ideali Culturali, con dei componimenti dalla cromatura analitica… che porta a quel mondo conservatore di successo, soprattutto nella disciplina filosofica della vita.

L’Artista da Grande Osservatrice è sovente al centro delle iniziative sociali cui colma quell’emancipazione progettuale, con simbiotica alleanza globale per costruire ponti di ramificata PACE, senza traversie d’ombre che apportano a scadenze ma a risolutorie situazioni, al fine della LIBERTÀ ARTISTICA utilitaria al mondo!
Il suo Operato Scultoreo-Pitturale e Letterario è cementato da un atavico insegnamento dottrinale.

Oltre agli studi conseguiti, Essa è figlia d’arte di fama internazionale dell’amatissima mamma MARIA PANETTI PETRARCA… Drammaturga e Autrice di testi teatrali e di canzoni napoletane, nonché, Insegnante di scuola formativa per giovani talentuosi: super promotrice della Cultura del mezzogiorno.
A Ella, nella città di Pozzuoli è dedicata “Villetta Maria Panetti in Petrarca”.

La Prof.ssa partenopea MILENA PETRARCA pluripremiata con plauso di critici, vanta il titolo di: IDEATRICE per l’alta Moda per il Messico, con le sue OPERE Pittoriche su capi esclusivi in passerella a New York- Roma e in varie località Mondiali.
Un curriculum degno di Lode!

Straordinari i Mitici Dipinti: FARFALLA DI FUOCO – DONNA DELLA PACE – L’ AUTUNNO -FANCIULLA DI NUOVA PRIMAVERA – MARILYN – IL CARRO DELLA FELICITÀ – FRIDA KHALO – RUFOLF MUREYEV – MARGOT FONTEIN – AMORE A VENEZIA, straordinario dipinto esposto in anteprima assoluta nella Biblioteca Comunale Ischitana Antoniana mirabilmente diretta da Dottoressa Lucia Annicelli in occasione degli eventi internazionali proposti da DILA in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI e l’Associazione ADA.

Nota anche la Scultura LA MASCHERA ROSSA DELLA SOFFERENZA e altre di cotale rilievo.
Insomma un Archivio d’Intelligenza per posteri vogliosi di convolare nel Tempio dell’ Arte.

Premio RECITAZIONE 2022 Otto milioni

I seguenti dodici link portano agli articoli che esprimono una manifestazione di interesse operata da DILA tra tutte le pubblicazioni che sono state effettuate sulla pagina culturale del quotidiano IL DISPARI affidata alla Redazione dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Potranno essere votati nelle pagine che sono state loro dedicate su questo sito.
Poi, a fine novembre, se sarà confermata la nostra partecipazione al prossimo BookCity, verrà comunicata una classifica finale frutto della somma dei voti web e di un particolare sistema di votazione affidato ad una Giuria designata da DILA.
Complimenti e in bocca al lupo a tutti.

ART 11 Luciana Capece

Art01 Angela Maria Tiberi
LA VOCE DI CIRCE:
“A Ischia l’incanto ti punge gli occhi per quanto è immenso.”

ART02 Luciano Somma
Michela Zanarella torna in libreria con
“Recupero dell’essenziale” – Interno Libri

ART03 Flora Rucco
In ricordo di Paola Occhi

ART04 Adriana Iftimie Ceroli
SIMBOLICAMANTE IL CERVO

ART05 Alberto Liguoro
Cerimonia ad Acerra per il 25 APRILE 2022 con la partecipazione del Capo dello Stato.

ART06 Mauro Paolo Montacchiesi
LA POETICA DI BRUNO MANCINI

ART07 Luciana Capece
NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE

ART08 Mauro Paolo Montacchiesi
AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

ART09 Nicola Pantalone
Mi racconto ad Angela Maria Tiberi

ART10 Mauro Paolo Montacchiesi
La poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini

ART 11 Luciana Capece
Tributo all’Artista Milena Petrarca – IL TRIONFO

ART12 Liga Sarah Lapinska
intervista la pittrice Irina Befa

Hits: 125

ART10 Mauro Paolo Montacchiesi

ART10 Mauro Paolo Montacchiesi


ART10 Mauro Paolo Montacchiesi

La poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini

Dalla raccolta “Non sono un principe”
Poesie di Bruno Mancini

A CASABLANCA
Questa, di Bruno Mancini, è una lirica autobiografica, sintetica riflessione del suo universo in potenza.

Il costante incrociarsi di gradi d’individualità, con congetture e rappresentazioni allegoriche, dà l’impressione di blandire un desiderio distante, un’aspettativa che non sarà in nessun caso verità (APRO IL SIPARIO SUI MONDI PARALLELI …), un’illusione di paradiso che si consuma più in là della prospettiva fallace di un’esile realtà.

Per il vate, le farfalle, negli attuali giorni d’inerzia e di aspettative, appaiono come in controluce (istanza di tenerezza e passionalità) tra i cristalli di Murano.

Il suo buio si presenta angosciato da sopori lancinanti, da selvaggi ardori di mettere in moto la propria energia.
Le farfalle filigranate, i sopori lancinanti, i selvaggi ardori, questa la sintesi allegorica dei suoi giorni, delle sue notti.
ll di là da venire, il tempo andato, al momento non si arrestano, con intenso vigore propulsi all’esterno da struggenti afflati, da ciò che è in fieri.
Il cantore alza la cortina su universi convergenti, fatti di “PATATINE FRITTE (mancanza di comprensione da parte di …) E BIRRE POPOLARI (Gli amici)”.
E in quegli universi individua un’etera (una relazione sentimentale molto saltuaria) sprovvista di alterigia, alle spalle di un flat screen.
Come da un remotissimo creato, il suo tono metafisico vocalizza: “AMOR, AMOR…”.

Il cantore avvolge aspettative e disillusioni, in un piego piombato, il cui ricevente è la potenza misteriosa e invincibile del suo stesso fato.
Bagna superficialmente la linguella di cerniera, passa i confini in un convenzionale bollettino che dà il titolo che non c’è solennità a Casablanca.
A Casablanca, vale a dire transitoria, ma impellente necessità di considerazione che, verosimilmente, al momento non c’è.

I ricordi sono compressi, eccessivi.

L’ischitano non più luccica di fervori.
Si percepisce, si descrive sgradevole corsaro.
Le reminiscenze sono una masochistica crudeltà, una “RUOTA DELLA TORTURA” di manzoniana memoria:
Condotti al luogo del patibolo, le siano dal carnefice con una ruota ben ferrata spezzate a uno a uno tutte le ossa principali del corpo del cranio della testa in poi, …
– (I Promessi Sposi).

Il poeta postula un bilancio esistenziale tra passioni (sentimenti) e delusioni (frustrazioni), tra gemme (gioie), tempeste (gravi sconvolgimenti) e inganni (trame altrui a suo danno).

E continuerà a postulare quel bilancio esistenziale, con nichilistica emozione, fino a quando la folle apoteosi di una sua poesia si trasformerà in una farfalla incastonata sul girotondo (malinconia per i ricordi) opaco di una coppa.
La coppa, ovvero uno stato di coscienza in cui l’uomo, il vate, vuole tornare alla simbiosi con il cosmo.
È un sentimentalismo evanescente, permeato di velata tristezza, di commovente malinconia, provvisto di ragguardevole creatività.

Bruno Mancini è instancabilmente autentico, affascinante, incessantemente simbiotico al personalismo umano e umanistico dell’esclusivo periodo che vive, verosimilmente, nel momento della stesura del testo.

Dalla raccolta “Non sono un principe”
A Casablanca

Farfalle filigranate
in vetri di Murano
questi giorni di stasi e di attese
queste notti di sonni convulsi,
brutali desideri di muovere la vita.
E ancora non si fermano,
pensieri endecasillabi,
domani, ieri,
sbalzati fuori del presente.
Apro il sipario
sui mondi paralleli
tra patatine fritte e birre popolari,
scovo puttana priva di spocchia
dietro lo schermo piatto
-come da un altro mondo
la sua vocina aliena
sberleffa
“Amor, amor…”-,
accartoccio speranze e delusioni
in plico sigillato
destinatario “Il mio destino”,
umetto la linguella di chiusura
-sigillo gli fu negato-,
sconfino nel banale
lì dove un notiziario intitola
che non c’è festa a Casablanca.
Spiaccicata
scandalosa memoria,
non più brillo d’entusiasmi,
contro me stesso, trucido pirata,
incatenate anamnesi
alla ruota della tortura,
vorrò misura saldo
tra passioni e delusioni,
gemme
tempeste
inganni,
fin quando in sconveniente epilogo
folle apoteosi d’una mia poesia
sarà farfalla incastonata
-mosaico decorativo-
sul girotondo opaco di una coppa.

https://youtu.be/QLrhUhlt4hM

https://youtu.be/YdwAiV2Hrbo

Premio RECITAZIONE 2022 Otto milioni

I seguenti dodici link portano agli articoli che esprimono una manifestazione di interesse operata da DILA tra tutte le pubblicazioni che sono state effettuate sulla pagina culturale del quotidiano IL DISPARI affidata alla Redazione dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Potranno essere votati nelle pagine che sono state loro dedicate su questo sito.
Poi, a fine novembre, se sarà confermata la nostra partecipazione al prossimo BookCity, verrà comunicata una classifica finale frutto della somma dei voti web e di un particolare sistema di votazione affidato ad una Giuria designata da DILA.
Complimenti e in bocca al lupo a tutti.

Art01 Angela Maria Tiberi

Art01 Angela Maria Tiberi
LA VOCE DI CIRCE:
“A Ischia l’incanto ti punge gli occhi per quanto è immenso.”

ART02 Luciano Somma
Michela Zanarella torna in libreria con
“Recupero dell’essenziale” – Interno Libri

ART03 Flora Rucco
In ricordo di Paola Occhi

ART04 Adriana Iftimie Ceroli
SIMBOLICAMANTE IL CERVO

ART05 Alberto Liguoro
Cerimonia ad Acerra per il 25 APRILE 2022 con la partecipazione del Capo dello Stato.

ART06 Mauro Paolo Montacchiesi
LA POETICA DI BRUNO MANCINI

ART07 Luciana Capece
NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE

ART08 Mauro Paolo Montacchiesi
AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

ART09 Nicola Pantalone
Mi racconto ad Angela Maria Tiberi

ART10 Mauro Paolo Montacchiesi
La poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini

ART 11 Luciana Capece
Tributo all’Artista Milena Petrarca – IL TRIONFO

ART12 Liga Sarah Lapinska
intervista la pittrice Irina Befa

Hits: 74

ART09 Nicola Pantalone

ART09 Nicola Pantalone


ART09 Nicola Pantalone

Mi racconto ad Angela Maria Tiberi

Salve, mi chiamo Nicola Pantalone e sono un musicante.
Qualcuno, all’inizio della mia avventura, scrisse Nick su un manifesto e questa abbreviazione del mio nome me la sono portata per tutta la vita, vuoi perché a pronunciarla era più facile per tutti, vuoi perché un nome americanizzato all’epoca era più affascinante.
La mia povera mamma non ne era felice perché, fino a quel
momento aveva associato questo nomignolo al cane, e allora temeva che mi avessero appunto chiamato come un cane dopo avermi sentito cantare.

A parte gli scherzi, considero di essere stato un uomo fortunato: sono nato a Napoli, sono da tanto tempo Cittadino di Ischia, questa isola meravigliosa, ho come Amico fraterno un uomo geniale, scrittore e poeta di valore che si chiama Bruno Mancini e, soprattutto, ho ricevuto nelle mie corde la possibilità di comunicare col resto del mondo con il linguaggio più armonizzante, più pacifico, più convincente e simpatico che esista: la Musica.

Tanti e tanti anni in musica mi hanno permesso di conoscere e di interpretare canzoni di tutto il mondo, ma il ritorno alle origini, alla mia napoletanità, mai perduta nonostante
ripetuti impegni musicali in giro per l’Italia e all’estero, mi ha regalato l’amore per la canzone napoletana, di cui spesso ho raccontato la storia, attraverso gli Autori e gli aneddoti riguardanti la loro vita.

Lo sapevate che Piedigrotta, la festa più amata dai napoletani, era già menzionata in un libro dello scrittore di Roma antica Petronio?
E che alla Piedigrotta venne affidata verso la metà dell’800 la prima rassegna di canzoni napoletane che, fino a quel momento, non avevano avuto una consacrazione nazionale o, addirittura, internazionale?

Lo sapevate che Libero Bovio, autore di alcune tra le più appassionate e belle canzoni napoletane, poeta sopraffino, soprannominato “‘o chiattone“ per la sua pinguedine
da ragazzino, non ebbe nessuna voglia di studiare, per cui costrinse sua madre, ormai vedova, a raccomandarlo per un posto di scrivano?

E qui avvenne la metamorfosi di Bovio, oggi tra gli autori più amati dai napoletani, che ogni anno, nel giorno in cui fanno visita ai loro cari defunti , lasciano un fiore sulla tomba del Poeta.

Ischia, anche prima di diventare meta esclusiva di turisti era già stata menzionata nelle classiche canzoni di Napoli.
Michelemmà, scritta tra il 500 e il 600, parla appunto di una ragazza d’Ischia “E’ ‘na scarola“, figlia di un notaio, che si era intrufolata nell’accampamento dei turchi invasori e, mentre dormivano, li aveva uccisi “a duie a duie”, salvando l’isola dalle future scorribande.

Ai primi del 900 l’isola è stata la location nella quale si svolse la storia, poi a lieto fine di Anna Rossi, figlia di un fornaio napoletano.

I matrimoni all’epoca erano combinati e, specie le famiglie più povere, non potevano opporsi a richieste di personaggi particolarmente in vista e per giunta ricchi.
Così Anna sposò Pompeo Corbera, ricco proprietario ischitano e albergatore di Ischia, molto più anziano di lei.
La giovane era triste, perché il suo amore era un coetaneo, il giornalista e poeta Eduardo Nicolardi, che disperatamente le aveva dedicato la canzone “Voce ‘e notte“.
Il signor Corbera, però, dopo poco tempo defunse, lasciando Anna ricca e libera di unirsi per tutto il resto della vita al suo Poeta.
L’uomo della canzone napoletana è quasi sempre un perdente: vive, sperando e disperandosi, il rapporto con la donna che ama.
Lo testimoniano decine e decine di canzoni, tra le quali una che rende particolarmente l’idea è la “Malafemmena“ di Totò.
Secondo me questa caratteristica conferisce una maggior teatralità a ogni storia.

L’osservazione di scene di vita quotidiana potrebbero infatti portare a pensare che il popolo napoletano è “anormale“.
La normalità è svegliarsi presto al mattino, prendere il bus, andare in ufficio e passare circa 7 ore seduto al computer a sbrigare pratiche.

A Napoli, chi si comporta così è una esigua minoranza.

Tutti gli altri cercano di trovare, o addirittura di inventarsi, lavori che permettano di stare in movimento, in mezzo alla gente e, anche inconsciamente, di esibirsi nella maniera più
semplice, ma con grande professionalità.

Ecco perché la mia, forse ingenua, riflessione, mi convince sempre più che Napoli è un enorme palcoscenico.

Premio RECITAZIONE 2022 Otto milioni

I seguenti dodici link portano agli articoli che esprimono una manifestazione di interesse operata da DILA tra tutte le pubblicazioni che sono state effettuate sulla pagina culturale del quotidiano IL DISPARI affidata alla Redazione dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Potranno essere votati nelle pagine che sono state loro dedicate su questo sito.
Poi, a fine novembre, se sarà confermata la nostra partecipazione al prossimo BookCity, verrà comunicata una classifica finale frutto della somma dei voti web e di un particolare sistema di votazione affidato ad una Giuria designata da DILA.
Complimenti e in bocca al lupo a tutti.

ART09 Nicola Pantalone

Art01 Angela Maria Tiberi
LA VOCE DI CIRCE:
“A Ischia l’incanto ti punge gli occhi per quanto è immenso.”

ART02 Luciano Somma
Michela Zanarella torna in libreria con
“Recupero dell’essenziale” – Interno Libri

ART03 Flora Rucco
In ricordo di Paola Occhi

ART04 Adriana Iftimie Ceroli
SIMBOLICAMANTE IL CERVO

ART05 Alberto Liguoro
Cerimonia ad Acerra per il 25 APRILE 2022 con la partecipazione del Capo dello Stato.

ART06 Mauro Paolo Montacchiesi
LA POETICA DI BRUNO MANCINI

ART07 Luciana Capece
NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE

ART08 Mauro Paolo Montacchiesi
AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

ART09 Nicola Pantalone
Mi racconto ad Angela Maria Tiberi

ART10 Mauro Paolo Montacchiesi
La poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini

ART 11 Luciana Capece
Tributo all’Artista Milena Petrarca – IL TRIONFO

ART12 Liga Sarah Lapinska
intervista la pittrice Irina Befa

Hits: 77

ART08 Mauro Paolo Montacchiesi

ART08 Mauro Paolo Montacchiesi


ART08 Mauro Paolo Montacchiesi

AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

AGLI ANGOLI
Gli angoli sono le fondamenta di un edificio, che collegano e consolidano due muri al loro luogo d’incontro, tuttavia si incontrano persino sul vertice, in cui perfezionano l’edificio e contemporaneamente lo tengono unito.
Gli angoli sono, per similitudine, l’alfa e l’omega, il principio e la fine.
Essi sono l’Uomo, in questo caso l’Uomo Poeta Bruno Mancini, che aspira a trasformarsi, a proiettarsi sulla scala macrocosmica dell’Universo.

DEGLI OCCHI
“Animi est enim omnis actio et imago animi vultus, indices oculi.”
Ogni azione parte dall’anima e il volto è l’immagine dell’anima, gli occhi ne sono gli indici.
(Cicerone).
Gli occhi sono gli indici rivelatori dell’anima del Poeta, gli angoli ne sono l’Alfa e L’Omega, l’anelito di abbandonare il microcosmo (l’IO) e di proiettarsi nel macrocosmo (il NOI).

SOTTO PIGRIZIE AMICHE
Amiche, perché la pigrizia (le pigrizie) può essere un illusorio stato di quiete, di rilassatezza, ma, invero, è una fase di diminuzione della fiducia in sé stessi, un nichilistico, manicheo odi et amo nei confronti del successo totale.

PREPARA A MORTE NOSTALGIA.
La nostalgia (gr. νόστος = ritorno e άλγος = dolore), il dolore del ritorno al passato, il desiderio di tornare a vivere ciò che è stato, prepara a morte, alla trasformazione in divenire.

La nostalgia (l’IO), un’ancora del passato che inutilmente tenta di frenare, di rallentare, di impedire l’ineluttabile morte, la metamorfosi nel NOI.

PASSA PIÙ PARTI
LAMPO DI TEMPO INDIETRO
INDIETRO SECOLI
E SEMPRE COME SEMPRE.
Rapidamente appaiono e scompaiono, ripetutamente flashback, rievocazioni di un passato ormai cristallizzato.

CAMBIA
SE NON ADESSO
A MORTE.
Essere o non essere. Cambiare o non cambiare.
è questo il momento di decidere se cambiare oppure no.

ALLA VIOLA NASCE IL PENSIERO
E POSSO ANCORA MUOVERMI
VENIRTI ACCANTO
E SENTI LA CORTECCIA
VECCHIA E INUTILE.
La Viola del pensiero, chiamata anche Viola tricolor, è un’ affascinante pianta da fiore, nota in tutto il mondo quale emblema di amore profondo, dal momento che, conformemente al mito, una freccia di Cupido finì su questo fiore.
L’amore profondo del Poeta può ancora muoversi, andarle accanto.
La copertina del libro, con la sua policromia, con il suo modellato, è riflesso d’inquietudine interiore.

Il Poeta si sente una corteccia vecchia e inutile.
La corteccia, gli indurimenti della vita, l’apparenza che non permette di penetrare nella sostanza delle cose, del Poeta.
è un momento esistenziale e lei vedrà veramente una corteccia vecchia e inutile?

Il cuore dice che il suo amore riuscirà a penetrare l’essenza delle cose, del Poeta.
Post nubila Phoebus/Dopo la pioggia c’è il sole.

Premio RECITAZIONE 2022 Otto milioni

I seguenti dodici link portano agli articoli che esprimono una manifestazione di interesse operata da DILA tra tutte le pubblicazioni che sono state effettuate sulla pagina culturale del quotidiano IL DISPARI affidata alla Redazione dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Potranno essere votati nelle pagine che sono state loro dedicate su questo sito.
Poi, a fine novembre, se sarà confermata la nostra partecipazione al prossimo BookCity, verrà comunicata una classifica finale frutto della somma dei voti web e di un particolare sistema di votazione affidato ad una Giuria designata da DILA.
Complimenti e in bocca al lupo a tutti.

Art01 Angela Maria Tiberi

Art01 Angela Maria Tiberi
LA VOCE DI CIRCE:
“A Ischia l’incanto ti punge gli occhi per quanto è immenso.”

ART02 Luciano Somma
Michela Zanarella torna in libreria con
“Recupero dell’essenziale” – Interno Libri

ART03 Flora Rucco
In ricordo di Paola Occhi

ART04 Adriana Iftimie Ceroli
SIMBOLICAMANTE IL CERVO

ART05 Alberto Liguoro
Cerimonia ad Acerra per il 25 APRILE 2022 con la partecipazione del Capo dello Stato.

ART06 Mauro Paolo Montacchiesi
LA POETICA DI BRUNO MANCINI

ART07 Luciana Capece
NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE

ART08 Mauro Paolo Montacchiesi
AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

ART09 Nicola Pantalone
Mi racconto ad Angela Maria Tiberi

ART10 Mauro Paolo Montacchiesi
La poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini

ART 11 Luciana Capece
Tributo all’Artista Milena Petrarca – IL TRIONFO

ART12 Liga Sarah Lapinska
intervista la pittrice Irina Befa

Hits: 73