La lapide affranta – Per la serie “Esopo news”

La lapide affranta – Per la serie “Esopo news”

La lapide affranta

Esiste una morale che regola le gerarchie tra le lapidi?

Questa è la domanda che mi sono posto al cospetto della lapide del più importante Comune dell’isola d’Ischia.

Il Comune di Ischia noto in tutto io mondo per le sue bellezze naturalistiche non meno che per i suoi trascorsi storici.

Ricordare gli illustrissimi e innumerevoli personaggi, positivi negativi e neutri, che vi hanno almeno soggiornato per qualche giorno se non governato per lunghi periodi, diventerebbe un improbo lavoro da topo di biblioteca che non ho alcuna intenzione di effettuare, così che mi accontento di dare per scontato che lo sciame dei lettori se ne faccia un personalissimo sommario elenco.

Indubbiamente, alle lapidi poste a memoria e a postuma gratificazione di coloro che hanno immolata la propria vita in azioni di estrema difesa del bene comune (penso ai caduti nelle guerre di liberazione dalle tirannidi) spetta una posizione di privilegio rispetto alle lapide commemorative di episodi di stretto stampo politico (e mi riferisco, ad esempio, a quelle che ricordano la data di qualche avvenimento importante per l’assetto amministrativo nazionale come potrebbe essere la proclamazione della Repubblica).

Se in questa piramidale gerarchia l’ultimo posto è occupato dalle targhe decise dalle commissioni  per l’odonomastica cittadina, non si può non tenere conto dell’esistenza di situazioni intermedie che spopolano sui muri di tutte le località italiane.

Come, ad esempio, i marmi posti nel corso di varie epoche, antiche e moderne, per informare e definire i limiti e le attribuzioni di ciascun borgo.

Insomma un classico biglietto da visita, inchiavardato sulla parte più trafficata ed evidente di ciascuna entità territoriale.

Ischia, la perla del Mediterraneo, l’isola dagli innumerevoli pregi, l’isola dei sogni e delle speranze, Ischia ha la sua carta d’identità nazionale scalpellata in una lapide di marmo scuro posta sul centralissimo Corso Vittoria Colonna.

La lapide della vergogna per l’incuria in cui è tenuta.

Ma Esopo fa notare che la lapide affranta è stata consolata dalla “natura” che si è preso il compito di adornarla con un cespuglio di vegetazione perenne.

Dove l’uomo abbruttisce per egoismo pubblico e privato la sua permanenza sulla terra, la natura attiva i suoi poteri per ribadire la sua supremazia non solo fisicamente totale ma anche moralmente ineccepibile.

COMUNE D’ISCHIA

CAPOLUOGO DI CIRCONDARIO

COLLEGIO ELETTORALE DI POZZUOLI

DISTRETTO DI POZZUOLI

PROVINCIA DI…

Bruno Mancini

Esopo news

onorevoli e Parassiti – Esopo news

onorevoli e Parassiti – Esopo news

Pinete – Esopo news

Pinete Esopo news

SUPER vaccino (din din?) – Per la serie Esopo news

Io sono colpevole – Per la serie Esopo news

Legalizzare l’illegale – Esopo news

Lampione stradale ischitano – Esopo news.

fb account bloccato – Insulsi cervelletti. Esopo news

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Premio “Il poeta Ebbro…di Colori” ideato da Anna Manna si svolge a fine agosto 2020 a Spoleto

Premio Poeta Ebbro 3 edizione. La Cerimonia oltre ai Premi speciali, premia artisti tra pittori e fotografi  che per le loro opere si sono ispirati alle poesie di Anna Manna raccolte nel suo recente libro “Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori , Il Premio alla Cultura all’Ambasciatore Gaetano Cortese e il Premio Leonardo 2020 al Prof Nicolò Giuseppe Brancato.

Donna di grande spessore umano e professionale, organizzatrice di importanti eventi culturali, Anna Manna, scrittrice e poetessa di successo internazionale, è la fondatrice del prestigioso Premio “Le Rosse pergamene del Nuovo umanesimo”, attraverso cui con un nuovo linguaggio, si vuole guardare ad una lettura di una realtà profonda e autentica. Attraverso il suo costante impegno Anna Manna ha voluto restituire nuovo spessore alla cultura nelle sue potenzialità quale canale di conoscenza e di aggregazione e scambio tra le persone sul piano etico e sociale. Cultura che si vuole allargare sempre più ad un pubblico giovane così da trovare nuovi spunti di riflessione dando spazio alle proprie emozioni anche attraverso la scrittura legata ai versi o alla prosa, il cui fascino resterà nel tempo.

    Premio “Il poeta ebbro….di colori”.  Anna Manna poetessa e scrittrice

Il recente libro di Anna Manna dedicato alla poetica amorosa ”Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori” (Nemapress Edizioni) presentato con grande successo a Roma (basti pensare alla presentazione di Palazzo Sora sede del  Sindacato Libero Scrittori italiani, in Corso Vittorio Emanuele II, svoltasi lo scorso 12 dicembre 2019) è stato il punto di forza per restituire nuovo colore ed emozione al Premio  IL POETA EBBRO alla 3 edizione che si svolgerà  possibilmente a Spoleto alla fine di agosto 2020. Nell’ambito del premio il “Poeta Ebbro …di colori”, la poesia incontra la pittura e la  fotografia per il quale  non è stato possibile bandire il concorso ed allestire la Mostra delle opere concorrenti a causa dell’emergenza sanitaria pervia del Coronavirus,  saranno premiati artisti tra pittori e fotografi che negli anni hanno dedicato i propri lavori alle poesie di amore di Anna Manna ideatrice e fondatrice dello stesso Premio.

Premio “Il poeta ebbro…di colori”. Eugenia Serafini artista, poetessa, giornalista, storica dell’arte….

Questa edizione contempla Premi Speciali per ciascuna Sezione riservati ad artisti di fama nazionale ed internazionale. Riguardo” Il Poeta ebbro…. di colori: Poesia e pittura che vede quale Presidente di Giuria l’artista, poetessa, scrittrice e giornalista di fama internazionale Eugenia Serafini, e come giurati Anna Manna, Sandro Costanzi, Alessandro Clementi, gli artisti premiati sono (in ordine alfabetico) Cecilia Arguello con il dipinto” Tenerezza” dedicato alla poesia “Casti amanti”, Giovanna Gubbiotti per il quadro ispirato alla poesia “Partire da Roma”, Ruggero Marino per la composizione pittorica con manichino La donna farfalla ispirato alla poesia “Primavera senza scampo”, Milena Petrarca per il quadro “Tramonto” tratto dall’omonima poesia sempre di Anna Manna.

Le poesie da cui gli artisti hanno tratto ispirazione sono, come prima anticipato, quelle presenti nel libro di Anna Manna “Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori” vincitore assoluto per la poesia edita al Premio Internazionale Città del Galateo 2020.

Ciascun artista ha saputo con originalità e sensibilità trarre dai versi della poetessa quei legami sotterranei e talora nascosti nella memoria, con il colore e le emozioni cromatiche che animano le pagine della sua poesia. L’avvolgente libro di Anna Manna presenta una prima parte composta da liriche anche autobiografiche, ed una seconda, volta a sottolineare l’amore per la Natura, per l’Arte, con metafore di grande coinvolgimento, senza dimenticare l’amore per la città di Roma cui si fa accenno in alcune poesie intense e di grande impatto emotivo. Dalle stesse liriche sii evince un pensiero volto a promuovere un linguaggio universale di comprensione e rispetto, principi necessari per appassionare e creare spunti di approfondimento di storie e tradizioni che legano ad un passato che non si spegne. Ad avvalorare questo intento culturale insito nei versi della poetessa e scrittrice sono le conclusioni a firma di Giuseppe Manitta e Carmelo Aliberti riportate nel finale con grande maestria.

Proseguendo con i Premi per la Sezione Poesia e Teatro il riconoscimento va ad Ornella Cerro per recitazione in tempi diversi di poesie tratte da “Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori” nella Galleria Alberto Sordi nell’ambito degli Eventi di Antonio Bruni “Un Pensiero per Roma e COLOSSEA”. Per il premio alla Personalità Culturale il Premio alla Cultura è assegnato all’Ambasciatore Gaetano Cortese in occasione del ventennale della pubblicazione della sua opera monumentale: “Collana di libri per la valorizzazione del patrimonio architettonico ed artistico delle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero” con l’Editore Carlo Colombo. Omaggio alla Carriera al pittore futurista Antonio Fiore, e il. Premio Leonardo 2020 al Prof. Nicolò Giuseppe Brancato per la raccolta (traduzione e pubblicazione) delle “Favole di Leonardo Da Vincipresentata anche lo scorso fine febbraio 2020 con grande successo alla Biblioteca Vallicelliana di Roma diretta dalla Dott.ssa Paola Paesano nello splendido Salone Borromini. Durante l’evento alla Vallicelliana dove si è assistito alla Lettura pubblica delle favole di Leonardo che ha visto coinvolti noti scrittori, poeti e attori tra cui la stessa Anna Manna, è stato messo in risalto un aspetto poco noto del grande genio del Rinascimento quale fu Leonardo, legato alla creatività e alla sua personalità immaginifica dove protagoniste sono le sue favole. Esse sono raccolte nel testo originario e “tradotte” a fronte in italiano attuale dal prof. Nicolò Giuseppe Brancato in una pregevole e ormai pressoché esaurita edizione, con il titolo “Leonardo da Vinci, Le Favole”, editata a stampa tipografica, per i caratteri delle Arti Grafiche Brancato Editrice, Civitavecchia, 1991. Il Prof Nicolò Giuseppe Brancato è Storico dell’Arte, Epigrafista e Archeologo di fama internazionale e attualmente Presidente dell’Artecom-onlus.

Prof. Nicolo’ Giuseppe Brancato

Questo premio alla Cultura sarà assegnato ogni anno a chi avrà omaggiato un grande artista di cui nell’anno ricorre l’anniversario (dal quale questa sezione prenderà il nome). Il Premio Gemius Loci viene assegnato a Luca Filippomi per l’organizzazione e diffusione a livello internazionale della cultura, mentre il Premio Ebbra idea….di Colori a Serena Maffia con “Mostropoeta”. I premiati della Sezione  Poesia e Fotografia (in ordine alfabetico) sono: Daniela Fabrizi con la foto dedicata alla poesia “Meteorite”,

Lorenzo Silvestroni per le fotografie ispirate e dedicate alle poesie di Anna Manna per Roma, Maria Cristina Valeri per la fotografia ispirata e dedicata alla poesia “Contatto celeste“(fotografia esposta a Casa Menotti nell’aprile 2016 nell’ambito della Mostra personale di Maria Cristina Valeri “ Anemos Narrazioni simboliche”). E poi l’Omaggio alla Carriera a Mario Giannini autore della copertina del libro “ Ebbrezze di versi, dolcezze e furori”, Nemapress Edizioni, 2019).

La Sezione Letteraria. con Presidente di Giuria Mario Narducci e giurati Liliana Biondi, Clara Di Stefano, Goffredo Palmerini, Anna Manna, vede premiati: come Personaggio dell’anno: Tiziana Grassi, Poeta dell’anno: Benito Galilea e Poeta cromatico: Selene Pascasi, Nell’ambito della cerimonia di premiazione Premi speciali a Spoleto verrà presentato il bando di Concorso 2021 sia per le arti figurative, sia per la letteratura. La prossima edizione 2021 invita gli artisti ad ispirarsi per le proprie opere alle poesie di Anna Manna e a quelle del libro di Serena Maffia pubblicate in”A gambe levate”(Giuliano  Ladolfi editore). La foto di Anna Manna in evidenza in apertura è di Mario Giannini

Silvana Lazzarino

II Premio “Il Poeta Ebbro… di colori”

 edizione 2020

Ideatrice e fondatrice del Premio il Poeta Ebbro è Anna Manna

Premiazione a Spoleto A fine agosto 2020

 

 

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Antonio D’Amore ASL NA 2 Nord

Esopo news:

Qualcosa non quadra (per noi) ma è ok (per altri)

A maggio del 2019, in piena stagione turistica di grande boom per l’isola d’Ischia, l’hotel Antares di Lacco Ameno cercava disparatamente clienti ai quali affittare le sue camere al prezzo di 5,99 euro a notte (cinque euro e 99 centesimi) così come risulta da un articolo pubblicato sul quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio

Ischia e le offerte shock: 6,00 euro a notte in un hotel 3stelle

Ora, in un articolo di IDA TROFA

leggo che l’ASL NA 2 Nord di Antonio D’Amore

Antonio D'Amore

si vanta di aver stipulato un accordo che prevede il pagamento di 20 euro al giorno a persona e mi chiedo:

  • 1) Sono io che sono scemo e non so leggere?
    2) Si tratta di un’omonimia e sono due alberghi differenti?
    3) A Ischia il mese di marzo di un’annata di crisi profondissima (2020) è, per gli alberghi, più remunerativo del mese di maggio di un’annata boom (2019)?
    4) I soldi spesi dall’l’ASL NA 2 Nord di Antonio D’Amore non sono dei cittadini italiani ma sono ereditati con la clausola che debbano essere SPRECATI?
    5) Ida Trofa racconta panzane?
    6) Detto con un eufemismo: qualcosa non quadra (per noi) ma è ok (per altri)?

Esopo scommette un euro bucato che il politichese girerà la frittata e tutti continueranno a mangiare polpette.

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Don Carlo Candido una brutta persona

Don Carlo Candido una brutta persona
Esopo news

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GiBì Castagna: “Contagio a Ischia? La messa “zero” a San Giovan Giuseppe”

Il Dispari Mar 24, 2020

Giovan Battista Castagna

Giovan Battista Castagna

Ida Trofa | Ci siamo svegliati con i riflettori puntati sui focolai di contagio. I dati ufficiali parlano al 23 marzo 2020 di 22 contagi e 381 cittadini residenti sull’Isola d’Ischia in isolamento domestico. La tempesta perfetta! Ecco quel che si aspettava potesse accadere dopo l’escalation di positivi sulla nostra isola. Per qualcuno esito un caso. Ne abbiamo parlato con il sindaco Giovan Battista Castagna ieri, all’indomani della ufficializzazione dei tamponi COVID.19 positivi per i residenti sull’isola d’Ischia.

«Io non accantonerei l’ipotesi di un avviso sulla possibilità che in occasione delle celebrazioni del 5 marzo in quel di San Giovan Giuseppe della Croce possa esserci stato un momento di contagio. Che quella sede sia stata luogo di contagio. Le persone devono tutte essere censite e aiutate subito» spiega Castagna nonostante siano abbinatamente trascorsi i famosi 14 giorni.
«Ci sono casi, persone che – continua il primo cittadino di Casamicciola Terme -, come il caso del giovane ischitano ricoverato al Rizzoli che, mi dicono i medici esperti nel trattamento del caso, se aiutato giorni fa, probabilmente, non sarebbe giunto alle condizioni in cui sta. E’ importante che si avverta chi potrebbe essere stato esposto e presenta sintomi o magari non sa di essere asintomatico. Devono sapere se sono stati in contatto con tizio che, a sua volta, è stato a quella messa. Solo così potremo stare tranquilli di aver assistito tutti al meglio e poi fare tamponi a tutti questi soggetti tra virgolette a rischio».

Una confusione in termini che calpesta tutte le indicazioni fornite dagli scienziati fino ad oggi. Ma il sindaco di Casamicciola indugia nel dettaglio «Se vado al supermercato e sono asintomatico diventa davvero dura in termini di contagio. Una catastrofe in termini di trasmissione. Se sono un asintomatico che ha avuto contatto con qualcuno colpito dalla malattia che è andato il 5 marzo a quella celebrazione, affollatissima e non lo so, diventa un disastro. Dobbiamo tentare di bloccare il provarsi del fenomeno di trasmissione. Ma dobbiamo anche sapere. Perché poco prima che mi notiziassero dei fatti ho ascoltato un medico che ha spiegato che se si interviene per tempo possiamo, con fortuna, scongiurare intervento in camera preintensiva».
Tutto ciò nonostante ieri sia andata un po’ meglio. Sono ancora in calo, infatti, i nuovi contagi e morti di Coronavirus in Italia. Il bollettino della protezione civile del 23 marzo 2020 confermerebbe il trend iniziato ieri, anche se è ancora presto per parlare di picco superato, con i decessi ancora in calo diminuisce, invece, il numero dei guariti nelle ultime 24 ore: sono 408; ieri erano stati 952. In tutto sono 7.432.
Così, dati alla mano, Castagna, il sindaco delle mille emergenze, teme che Ischia non riesca a proteggersi a dovere nonostante sia schermata da quella barriera naturale costituita dal mare.

“Dai report, l’isola sembra ferma, i collegamenti con la terraferma e i viaggi sono al minimo indispensabile, praticamente non ci sono. Abbiamo i focolai interni al territorio che bene o male, monitorando con cautela e stando attenti, si possono contenere e tenore di affrontare» conclude l’ingegnere Giovan Battista Castagna.
«Bloccare il contagio si può. Avvertendo tutti – chiosa – della necessità e dei rischi sia per chi ha frequento luoghi dove è acclarato ci siano stati problemi di trasmissione e per questo mi permetto di suggerire una santificazione di questi luoghi, le chiese, i luoghi di culto come quelli della famigerata messa del 5 marzo. Se oggi fermi il contagio possiamo guardare con cauto ottimismo a domani. Sono giorni clou. Se i dati ultimi ci daranno conforto nei numeri, se però bassi o pari azero, allora tra quattro o cinque giorni, rispettano le regole anticontagio sapremo grosso modo se e quando potremo uscircene! Il mare, inteso come isolamento, poi, con le disposizioni vigenti potrà dare un ordine naturale alle cose»

Niente “passeggiate” da Ischia alla terraferma insomma . Nessun movimento che non sia legato a motivi di lavoro o sanitari è permesso. Mentre la serrata del Paese annunciata da Conte nella tarda serata di sabato, di fatto non ci sarà. Le aziende che possono continuare a lavorare – tra oggi e il 3 aprile – sono moltissime. E quindi non è proprio del tutto scontato che ogni isolano poss a restare a casa ed evitare il contagio, oltre i casi e i collegamenti alla sopraddetta “messa del 5 marzo a San Giovan Giuseppe della Croce “.
L’alba sembra non arrivare mai. Storie di contagi, di ricoveri, di funerali e cremazioni fatte in fretta e furia, di ospedali che si attrezzano e tremano per i giovani ed i meno giovani sperando negli antireumatici, nelle sperimentazioni e negli antinfiammatori.

Commenti

Giovanni 

Meno male che abbiamo questo epidemiologo…

Bronx 

Stiamo andando verso uno stato di polizia e voi dormite con la zizza in bocca..
I vostri figli ve ne chiederanno conto.

Il Dispari

Il Dispari 24 Marzo 2020

Don Carlo Candido replica: “Non esiste una “messa zero”, ma un certa politica zero e una certa stampa zero»

Don Carlo Candido

Don Carlo Candido

Le parole: Se quella Messa fosse stata causa di contagio, i contagi ad oggi, trascorsi da essa 20 giorni circa dovrebbero essere stati numerosissimi, tra clero, sindaci, autorità tutte lì presenti: una tal cosa non mi pare sia avvenuta e lo ripeto neanche il possibile “untore” come ormai volete descriverlo, a tale Celebrazione non era presente.

Mar 24, 2020

di don Carlo Candido
Parroco di S. Maria Assunta nel Santuario di S. Giovan Giuseppe della croce
Direttore Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali

Dopo aver letto con attenzione due articoli apparsi su diversi quotidiani locali di oggi, martedì 24 marzo 2020 (articolo del direttore de “Il Golfo” e intervista al sindaco di Casamicciola Terme apparso sul quotidiano “Il Dispari”), in qualità di Parroco e di Presidente del Comitato per i Festeggiamenti in onore di San Giovan Giuseppe della Croce mi risulta doveroso fare luce sulle accuse anche pesanti rivolte a chi, come il sottoscritto, avrebbe continuato regolarmente le Celebrazioni in onore del Santo Patrono in barba ai divieti governativi.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri annunciava nella tarda serata di mercoledì 4 marzo un nuovo decreto riguardante l’emergenza Coronavirus (pubblicato poi l’indomani) in cui venivano sospese “le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura che comportavano assembramento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.

Prima di proseguire vorrei sottolineare come le Celebrazioni Eucaristiche in forma pubblica siano poi state del tutto sospese a partire dalla sera di Domenica 8 marzo e non prima.

Sta di fatto che anche la sera del 4 marzo eravamo pronti ad obbedire a qualsiasi disposizione che avesse annullato qualsiasi tipo di Celebrazioni anche nel giorno della Solennità di San Giovan Giuseppe della Croce. In piena comunione con il Vescovo, quindi insieme a lui, ci siamo messi in contatto con tutte le autorità competenti (Commissariato di Polizia, Sindaco e Prefettura) che hanno dato parere positivo alla prosecuzione delle Celebrazioni religiose in Chiesa (dove già da un paio di settimane erano attive le restrizioni emanate dal nostro Vescovo sulla Comunione da dare sul palmo delle mani, eliminazione dell’acqua santa all’ingresso delle chiese e sull’omettere il segno della pace) mentre veniva dato parere negativo sulla processione con l’urna del Santo Patrono dalla Chiesa Parrocchiale al convento di S. Antonio che si è infatti svolta in forma privata.

Ribadisco che è fondamentale innanzitutto capire e comprendere la nostra totale disponibilità ad eseguire le indicazioni che ci sarebbero giunte dalle autorità competenti e nessun tipo di ostinazione c’è stato nello svolgere Celebrazioni che fino a quel momento e come già detto fino alla Domenica pomeriggio successiva, non erano in ogni caso proibite. Il parere positivo della prefettura e delle autorità locali è stato per noi fondamentale per continuare a poter svolgere le Celebrazioni in Chiesa.

Premesso che in quei giorni tutte le attività quali bar, ristoranti, tribunali, discoteche, negozi, svolgevano tranquillamente la loro attività ignari di possibili contagi e premesso ancora che pochi giorni prima si sono tenute feste pubbliche e private per il carnevale (altre sedi ignare di possibili contagi), a differenza di quanto leggo in particolar modo sul quotidiano “il Golfo” di oggi 24 marzo, tengo a precisare che il paziente 70enne ricoverato al Rizzoli in condizioni complesse e risultato poi positivo al Coronavirus non era affatto presente alla cosiddetta “Messa zero” (pontificale del Vescovo) che avrebbe dato il via al contagio sull’isola d’Ischia (a detta di uno dei nostri Sindaci), il video di quella Messa ancora presente online ne dà chiara testimonianza. Lo stesso 70enne poi ha avuto probabilmente i suoi contatti, forse anche numerosi, in ben altri luoghi oltre gli edifici di culto tra cui studi notarili, uffici di avvocati, istituti bancari…

Inoltre tengo a precisare che non esiste una “Messa zero”. Purtroppo esiste una certa “politica zero” incapace di gestire le emergenze facendo scelte incomprensibili e sciocche; esiste una “sanità zero”, a scapito di malati, medici e infermieri, che ha dovuto subire continui tagli di fondi, da decenni, da parte di una politica ladra; esiste una “stampa zero” che si trasforma in “fumetti di fantascienza”, confondendo la libertà di parola con la presunzione di parlare a vanvera: “c’è differenza tra libertà di parola e parole in libertà: occorre riconoscere ed evitare le seconde per gustare con frutto la prima” (Antonio Spadaro).

Sembra essere davvero tornati a tempi oscuri della storia umana, sembra che oggi la caccia all’untore sia la chiave di volta per vivere questo tempo e soprattutto la Chiesa torna ad essere presa di mira come addirittura causa del contagio.

Il Tribunale di Sanità cerca tardivamente di arginare il contagio ordinando di bruciare vestiti e suppellettili di persone infette e mandando intere famiglie al lazzaretto, cosa che inasprisce la popolazione milanese ed eccita un odio generale verso i magistrati”. Questo spezzone tratto dal capitolo XXXII de “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, che in questi giorni viene spesso menzionato per mettere in evidenza il parallelismo tra la peste del 1630 e il corona virus, rispecchia a distanza di oltre 400 anni quello che è il sentire popolare. Mandare intere famiglie in modo indiscriminato al “lazzaretto” inasprendo la popolazione, esaltare chi va a caccia di presunte streghe. Tutto come oggi, quasi come fossimo tornati indietro di quasi 400 anni. La cosa preoccupante è che troviamo la stessa ignoranza. Aveva ragione lo scienziato E. Einstein: “È più facile scindere un atomo che abolire un pregiudizio.

La Chiesa, sia chiaro, deve sottostare alle leggi dello stato e chi oggi è un cristiano cattolico della Chiesa di Ischia è prima di tutto un cittadino italiano, ma indicare con una così estrema lucidità le colpe nella Chiesa e in una specifica Celebrazione Eucaristica è davvero un modo per fomentare sospetti, odio e per cimentarsi in quell’arte che sulla nostra isola largheggia con abbondanza che è quella della calunnia, un’arte che in termini legali si chiama diffamazione e che qualcuno probabilmente ha volutamente cancellato dal proprio universo conoscitivo. Ma verrà il momento in cui questo termine sarà loro ricordato!

Se quella Messa fosse stata causa di contagio, i contagi ad oggi, trascorsi da essa 20 giorni circa dovrebbero essere stati numerosissimi, tra clero, sindaci, autorità tutte lì presenti: una tal cosa non mi pare sia avvenuta e lo ripeto neanche il possibile “untore” come ormai volete descriverlo, a tale Celebrazione non era presente.

Come al solito, in questi giorni, abbiamo assistito alla diffusione su tutti i nostri social i “Veleni”: cioè le “fake news”, notizie false ma verosimili!

Si tratta, come ricordava Papa Francesco, il 24 gennaio 2018, nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni, di un vero e proprio veleno, visto che “l’efficacia delle fake news è dovuta in primo luogo alla loro natura mimetica, cioè alla capacità di apparire plausibili. In secondo luogo, queste notizie, false ma verosimili, sono capziose, nel senso che sono abili a catturare l’attenzione dei destinatari, facendo leva su stereotipi e pregiudizi diffusi all’interno di un tessuto sociale, sfruttando emozioni facili e immediate da suscitare, quali l’ansia, il disprezzo, la rabbia e la frustrazione“. La disinformazione segue dunque la “logica del serpente”, capace ovunque di camuffarsi e di mordere. Il “serpente astuto”, di cui parla il Libro della Genesi, ai primordi dell’umanità, si rese artefice della prima “fake news della storia. Chi si presta a questo gioco, si fa servo di una cultura e informazione luciferina.

Inoltre, quando la scienza si mostra muta, balbuziente, impotente, emerge prepotente questo istinto. Come se per esorcizzare il silenzio della scienza e l’assenza di una cura al male, l’uomo abbia bisogno di un capro espiatorio cui addossare le colpe. Sotto sotto, probabilmente, agisce anche il processo psicologico del transfert, ovvero la necessità inconscia di riversare sentimenti ed emozioni (panico, paura, stress, ansia,…) da qualcosa di indefinibile (o pregresso) a qualcosa (qualcuno) di concreto, individuabile, molestabile. Purtroppo le nostre nevrosi si stanno trasformando in vere psicosi… ne avevo parlato in un articolo sul Settimanale Diocesano “Kaire” del gennaio 2019: Un’isola sempre più fobica”.

È quanto sta accadendo oggi di fronte alla nuova epidemia, dove la caccia al colpevole e all’untore assume spesso toni razzisti e si fa carico di rancori pregressi.

Aveva ragione Salvatore Quasimodo, quando diceva: “Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo”. E fa tristezza vedere come le dicerie e la ricerca di un colpevole abbiano da sempre il sopravvento sulle sole cose vere: ovvero che la colpa (di fronte a un male che viene, sempre che sia appurato, da fuori delle nostre responsabilità) non c’è o è in ognuno di noi; che i virus (come altre malattie) sono parte della vita, molti ci fanno vivere, altri ci logorano; che la scienza, per quanto sia evoluta nell’individuare le cure, è sempre in ritardo rispetto a malattie che insorgono o mutano di volta in volta (potendo solo anticipare, e a volte per sbaglio anche creare e diffondere, quelle che sperimenta in laboratorio).

Concludo sottolineando come l’essere malati fisicamente, essere stati contagiati dal Coronavirus non sia mai una colpa e anche trasmetterlo, data la particolare natura di questo virus, è purtroppo facile sicuramente ma non voluto, anche se ognuno di noi, Chiesa compresa, è chiamata a fare la propria parte perché ciò non avvenga.

Se il Coronavirus non è una colpa l’ignoranza che continua a far breccia nei nostri cuori lo è molto di più e dopo questi giorni scopriremo che le vittime fisiche di questo virus non saranno state più numerose delle “vittime morali” che abbiamo contribuito ad uccidere con la nostra stessa lingua. Peccato che questa “ignoranza colpevole” venga da “certi” politici e organi di stampa!

Se le Sacre scritture ci insegnano che “la bocca parla dalla pienezza del cuore” (Mt 12,34) e che “la spada uccide tante persone ma ne uccide di più la lingua: fortunato chi è al riparo dei suoi colpi e chi non ha provato il suo furore” (Sir 28), allora comprendiamo meglio il perché di tante parole che uccidono e uccideranno ancora, uscite con ancora più veemenza dalla pienezza di troppi cuori. Il coronavirus, quindi, non ci ha reso persone peggiori, ma solo quelle che realmente siamo.

Commenti

Giuseppe Conte 

“Roma locuta causa finita” È sempre lo stesso gioco da secoli, finché la gente non si emancipa. RAZIONALITÀ – COGNIZIONE- RAGIONE

Antonio 

Quanta ignoranza. Tra Don Carlo e il vescovo Lagnese sembra di essere ripiombati nel medioevo

Gaetano 

Ora ci sono tante famiglie in difficoltà, voi che avete fatto il voto di povertà, incominciate a cacciare soldi dalle vostre tasche e dare ospitalità nei vostri palazzi sontuosi. Meno comunicati è più fatti. Al seminario tra i marmi di lusso c’è tanto spazio per accogliere.

Lello 

Grande Don Carlo, avere i peli sulla lingua in questo paese serve solo a favorire la mala gestio dell’informazione ed il qualunquismo alla Cetto di cinematografica memoria di politici da quattro soldi che straparlano solo per nascondere le proprie incapacità. Bene hai fatto, in tuto il tuo lungo articolo, a stigmatizzare le enormi cazzate che si dicono in giro per riempire pagine su pagine di giornali che il più delle volte dalla verità grande un dito tirano fuori quella di un braccio inesistente. Viva la verità!

Alessandro Ruopoli 

Ascoltare oppure leggere le parole di Don Carlo fanno riflettere perché mai fuori luogo e sempre lucide nell’ analisi socio culturale. Grande guida spirituale e non solo .

stefano 

Complimenti don Carlo: una analisi lucida, precisa e, a mio parere, corretta. Come le tue omelie.
Come diceva quel Fiorentino qualche tempo fa? Non ragioniam di lor, ma guarda e passa …
Ecco.

antonio 

La chiesa, di epidemie, malattie e dellla morte, ne ha fatto sempre la sua principale ragione di esistere, e non ha mai sottostato alle leggi dello stato e della scienza.

Bruno Mancini 

Esopo news

Don Carlo Candido una brutta persona

Bruno Mancini 

Bruno Mancini

Non ho voglia (e non me la farà venire qualsiasi eventuale risposta a questo mio commento) di ribattere

• agli sproloqui (È quanto sta accadendo oggi di fronte alla nuova epidemia, dove la caccia al colpevole e all’untore assume spesso toni razzisti e si fa carico di rancori pregressi);
• alle velate minacce (Ma verrà il momento in cui questo termine sarà loro ricordato!);
• alle banalità (allora comprendiamo meglio il perché di tante parole che uccidono e uccideranno ancora, uscite con ancora più veemenza dalla pienezza di troppi cuori);
• alle patetiche paternali (l’essere malati fisicamente, essere stati contagiati dal Coronavirus non sia mai una colpa e anche trasmetterlo);
• alle improprie interpretazioni dei richiami letterari proposti confondendo gli aggressori con i soccombenti (Aveva ragione Salvatore Quasimodo, quando diceva: “Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo”);
• alle amnesie storiche della santa inquisizione (le vittime fisiche di questo virus non saranno state più numerose delle “vittime morali);
• alla strumentalizzazione di azzardi cervellotici (che la scienza, per quanto sia evoluta nell’individuare le cure, è sempre in ritardo);
• alle miscellanee di sacro e profano (Se le Sacre scritture ci insegnano che);
• agli indebiti attacchi politici (esiste una certa “politica zero”);
• alla mancanza assoluta di senso civico (mercoledì 4 marzo un nuovo decreto riguardante l’emergenza Coronavirus -pubblicato poi l’indomani- in cui venivano sospese “le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura che comportavano assembramento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.);
• alla sfacciata presunzione di essere un giudice assoluto (Peccato che questa “ignoranza colpevole” venga da “certi” politici e organi di stampa!);
• alla egoistica pretesa del privilegio della saggezza (confondendo la libertà di parola con la presunzione di parlare a vanvera);
• all’anacronistico richiamo a frasi scritte in libri di saggezza antica (Il “serpente astuto”, di cui parla il Libro della Genesi, ai primordi dell’umanità, si rese artefice della prima “fake news“ della storia.);
• alla morbosa vanità (Il coronavirus, quindi, non ci ha reso persone peggiori, ma solo quelle che realmente siamo);
• alla dichiarata conoscenza di notizie riservate (tengo a precisare che il paziente 70enne ricoverato al Rizzoli in condizioni complesse e risultato poi positivo al Coronavirus non era affatto presente alla cosiddetta “Messa zero”);
• alla incredibile verginità di non aver fatto parte del sistema (che ha dovuto subire continui tagli di fondi, da decenni, da parte di una politica ladra);
• al subdolo limite della localizzazione (il video di quella Messa ancora presente online ne dà chiara testimonianza);
• e potrei continuare per almeno altre due pagine,

perché, sottolineando una delle sue poche affermazioni condivisibili (… ognuno di noi, Chiesa compresa, è chiamata a fare la propria parte perché ciò non avvenga.), desidero invitare il Presidente del Comitato per i Festeggiamenti in onore di San Giovan Giuseppe della Croce, ovvero don Carlo Candido Parroco di S. Maria Assunta nel Santuario di S. Giovan Giuseppe della croce nonché Direttore Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali, a farsi portavoce presso i suoi diretti superiori affinché provvedano ad imporre con la massima autorità possibile tale suo auspicio-impegno affinché non si abbia più la doglianza di vedere disattese regole fondamentali per la sopravvivenza umana da parte di chi ha imparato a predicare “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. Giovanni 8:1-11 – La Bibbia» oppure anche ” Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Luca 6,41″, frasi che, nel contesto di questa pandemia, mettono in mostra una realtà che evidenzia quanto sia piena di pecore nere la società civile, incivile, laica e religiosa

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/22/news/la-messa-diventa-clandestina-scattano-le-denunce-nel-napoletano-1.38624512

https://www.leggo.it/italia/roma/coronavirus_messa_segreta_rocca_priora_denunciati_ultime_notizie_oggi_24_marzo_2020-5128934.html

Infine, voglio manifestare tutta la mia angoscia nel vedere che anche un importante paladino della pace, della bontà, della fratellanza, del perdono, in definitiva della fede cristiana, si sia abbandonato al più trucido dei duelli rusticani, contro tutti e con tutte le armi di possibili offese, e voglio manifestare la speranza che i veri pastori di anime si ribelleranno a questi suoi comportamenti tanto che, come me, gli consiglieranno di cercare un buon sacerdote a cui confessarsi per tentare di evitare il fuoco eterno, perché Lei, Presidente del Comitato per i Festeggiamenti in onore di San Giovan Giuseppe della Croce, ovvero don Carlo Candido Parroco di S. Maria Assunta nel Santuario di S. Giovan Giuseppe della croce nonché Direttore Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali, è davvero una brutta persona.

ewa 

Condivido l’analisi attenta e precisa , corroborata da una sottile e fragorosa vis polemica nei confronti di certa politica improvvida e di certa stampa impulsiva,proposta dal nostro Don Carlo.Ma allo stesso tempo confido in una immediata” reazione”sul campo della carita’cristiana in favore dei tanti concittadini bisognosi di un aiuto concreto volto a lenire le sofferenze fisiche e morali che la situazione contingente ci riserva…In questa direzione Don Carlo ,la stampa,la politica e TUTTI NOI dobbiamo avviarci…

Maria 

Non ce la faccio a sentire tutte queste cazzate, messa zero, politica zero, diacono positivo che appare e scompare dalle celebrazioni…premesso che spero vivamente che il diacono stia meglio e riesca a superare questo drammatico momento vorrei dire che trovo assurdo, deprorevole il comportamento del clero…se la messa si doveva fare o meno è libera opinione di ognuno, le leggi ancora lo permettevano…ma quello che mi fa schifo è il cercare di nascondere, di sotterrare, di forviare un possibile pericolo per la propria comunità…mi sarei aspettata vedere Don Carlo(apprezzato da alcuni in questi commenti per non avere peli sulla lingua)andare in giro col megafono a dire”cari fratelli potrebbe esserci stato un possibile contagio durante le celebrazioni in onore del Santo, chiunque avesse partecipato stia attento”…invece si cerca di nascondere manco ci fosse un giro di prostituzione…non è colpa di nessuno contrarre il virus, ma è una gran colpa fare finta che non possa accadere… così non ci aiutiamo e non ne usciremo presto…

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Pegasus Literary Awards Premio letterario Internazionale Città di Cattolica

E’ giunto alla 12° edizione il Premio letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards, definito dalla stampa l’oscar della letteratura italiana

Pubblicato il verbale della 12^ edizione del Premio letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards, definito dalla stampa l’oscar della letteratura italiana. Il concorso patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Cattolica è una delle maggiori manifestazioni conosciute a livello internazionale per la qualità dei contenuti. Organizzato dall’Associazione Culturale Pegasus di Cattolica è oggi il più grande premio popolare italiano ed uno dei maggiori d’Europa. La Kermesse si occupa di rilanciare la cultura letteraria stimolando la creatività dei giovani e dei meno giovani, nonchè di scoprire nuovi talenti, occupandosi nel contempo di celebrare coloro che negli anni si sono particolarmente distinti in campo culturale. Oltre a giovani autori e a case editrici emergenti, hanno partecipato alla competizione i grandi marchi editoriali, tra i quali. Mondadori, La nave di Teseo, Harper Collins, Curcio ecc.

Molti gli autori provenienti dall’estero Spagna, Venezuela Brasile, Stati uniti, Inghilterra. Il primo Premio per la narrativa edita, è stato assegnato a Franco Forte e Scilla Bonfiglioli con il Best sellers “La bambina e il nazista” (Mondadori). Il Trofeo Pegasus va a Roberto Pazzi con l’opera “Un giorno senza sera” (La nave di Teseo). Tra i premi della Critica spiccano i nomi di Antonio Pascotto giornalista Caporedattore di newmediaset con l’opera  “Il mondo senza internet” (Male edizioni).

Tra i premi speciali fuori concorso segnaliamo Michele Cucuzza con “Fuori dalle Bolle” (Curcio editore) Book of the year, la star internazionale Joe Jackson con “Gravità Zero – un viaggio nella musica” (Volo libero) il giornalista Andrea Scanzi premio speciale per la comunicazione, L’autore Televisivo Aldo Dalla Vecchia con il Premio alla carriera, il giornalista Santo Pirrotta con il premio speciale giornalista dell’anno. Lo scienziato Sergio Bartalucci con il premio speciale per la fisica. A causa dell’emergenza Covid-19 la cerimonia di premiazione prevista per il 18 aprile è stata rinviata a data da destinarsi.

Ufficio stampa Pegasus

 

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