Il Dispari 20210503 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210503 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210503

Il Dispari 20210503 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210503 – Redazione culturale DILA

Poesie finaliste decima edizione Premio internazionale “Otto milioni”

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla decima edizione, anche quest’anno è stato affidato alla gestione e alla organizzazione dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, dell’Associazione culturale algerina ADA di Dalila Boukhalfa, del Magazine trimestrale EUDONNA e della Casa Editrice IL SEXTANTE entrambe di Mariapia Ciaghi.

Il Premio si sviluppa in sei sezioni (poesia, arti grafiche, musica, giornalismo, narrativa, recitazione) e, nei giorni scorsi, un’apposita Giuria ha definito il gruppo delle finaliste della sezione “Poesia” che gareggeranno per la vittoria finale attraverso due ulteriori  differenti sistemi di votazione (web e giurie tecniche).

Il gruppo è composto da 40 delle circa 300 poesie provenienti da tutto il mondo.

Con l’avvertenza che i testi di alcune poesie contengono imperfezioni linguistiche, in quanto sono stati tradotti da idiomi piuttosto desueti grazie alla versatilità della poetessa Liga Sara Lapinska che ne ha curate tutte le traduzioni, iniziamo la pubblicazione con un primo gruppo invitandovi ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alla pagina web che contiene tutti i link per le votazioni:

https://www.emmegiischia.com/wordpress/finaliste-premio-poesia-otto-milioni-2021/

Poesia 1 Elita Viškere
… Se

Se ci calmassimo, affonderemmo.
Se stessimo zitti e calmi
se ci fermassimo
saliremmo sulla nostra routine quotidiana.

Nel corso del sole
nuvoloso,

Sentiremmo noi stessi.
Sentiremmo la gioia della vita.

—-°°°—-

Poesia 2 Flora Rucco
A Roma

Numerose fontane
al ritmo dei passi del mio respiro.
Ogni dì dissetata
dalla nuova riflessione.
La cupola ti ammanta ammaliatrice.
Bussola del centro
abbraccio disteso all’infinito.
Il tenero fiume muta lo sguardo,
si turba di cupi pensieri lungo le Cancellate,
lungimiranti, invece, al castello dell’Angelo
a sua guardia.
Eterna sovrana discesa dai suoi colli,
Dea s’inebri di gloria
alla discesa del Campidoglio.
Soffio i pensieri e gli affanni.
Caparbio trono del Sole,
la quadriga sfreccia sui Fori.
verso le spade guerriere di Montecitorio.
Lungotevere attraversa la schiena
della bruna Madonna.
Senza tempo è la Storia.
La superba bandiera
ancora intrisa di sangue,
ai Lincei assisa al trono
dell’eterna città…
Libera e sola, vestale e santa,
Dea e regina, eroina e mondana.
Dona ancora il suo sguardo
di compiuta bellezza.

—-°°°—-

Poesia 3 Orietta Bellomo
Abbracciami…

Abbracciami…
portami
dove il tempo non esiste…
dove l’incanto dura in eterno…
dove il silenzio
vola alto,
rapito… tra il profumo
del mandorlo in fiore…
Chiudi gli occhi…
perditi
in quell’abbraccio
assaporalo così affamato
di tenerezza…
di abbandono…

Portami…
in quel luogo segreto
del tuo cuore caldo
dove…
la melodia esplode…
dove…
l’emozione intensa
come fulmine di fuoco
rapisce l’anima…
… Sempre…

Abbracciami…
di meraviglia…
come la notte che si schiude
un una cascata di odorose stelle…
e in quella vibrazione
che tutto aduna:
sospiri… sguardi…
desideri e parole…
conserva… un pezzettino di me.

—-°°°—-

Poesia 4 Maria Francesca Mosca
Bianco petalo

Sabbia lontana custodisce i miei passi,
colline dai profili di muschio
odorano di giorni non vissuti
e un ovattato silenzio incornicia
sorrisi di occhi senza più paura
nascosti in sguardi disperati.
Una rosa bianca
sulla mia bara senza nome
a raccogliere frettolose lacrime
spese nello spazio di un secondo
per illuminare,
qual sconosciuta rugiada,
il mio tramonto.
Scriveranno di me
su tutti i giornali,
regaleranno la mia anima
al vento,
bianco petalo di innocenza tradita
diventerà la mia vita.
Profumo d’amore
mi regaleranno
dorate ali di Angelo Bambino,
un soffio lontano, sospiro d’immenso
sfumerà in un dolce rimpianto
il mio ricordo.
Bianco Petalo di luce infinita,
messaggio di pace,
vorrei diventasse la mia vita.

—-°°°—-

Poesia 5 Vera Roķe
Cuore come un papavero

Cuore come un papavero
aperto
e il cielo è limpido
ubriaco
da un bordino della nuvola.
Di un mucchio, di una goccia
fino a quando l’anima fiorisce come un prato
gocce di sangue rosa.

—-°°°—-

Poesia 6 Elīna Zālīte
Dedica alla solitudine

Si adatterà alle tue notti gelsomino
verde tè verde e pregiato vino,
e non sentirai nessun dolore
e non la gravità.
Solo… sete.

—-°°°—-

Poesia 7 Angela Maria Tiberi
Donald Trump

Presidente americano di uno Stato libero
a te dedico queste emozioni.
Sei stato l’unico Presidente
in epoca moderna che hai fatto
tacere le armi tra due litiganti
Corea del Nord e del Sud.
Non hai provocato le guerre
come i precedenti signori degli USA
promuovendo la pace senza
premio ma odio dei grandi potenti
che vogliono l’annientamento
dell’umanità sentendosi
sovrani della creazione e superiori
dell’unico Creatore dell’Universo e
di Gesù Cristo morto per donarci la vita eterna.
Signori pronti ad uccidere bimbi al nono mese di
gestazione e nessuna autorità religiosa ti fa eco.
Scrivo e grido questi orrori
al mondo ingrato della tua realizzazione di aver creato
lavoro a tutte le etnie nel tuo paese.
Sei uno dei pochi che combatti il Gran Reset
voluto dall’un per cento plurimiliardario
pronto ad eliminare l’umanità
e creare pandemie per ingordigia di potere
con mani grondanti di sangue innocente.
Assassini sarete fermati dal novantanove per cento e
dal Re dei Re con la sua mano potente.

—-°°°—-

Poesia 8 Milena Petrarca
Donna della pace

Di luce è il tuo viso
capelli come fiamme d’amore
tu sognavi ad occhi aperti
un futuro di pace
tu grande colomba
vestita di bianco
tu attentamente osservi
la coppia che dolcemente
si sfiori in un turbinio
di baci… volteggi
danza di cuori…
ed ecco l’amore
troneggia in caldo
grembo di donna
di luce vestita.

—-°°°—-

Poesia 9 Angela Maria Tiberi
Donna leopardo

Donna leopardo che guardi dall’alto
questo animale che hai nell’anima
fra le ferite nascoste come le macchie
del pelo leopardato, ti chiedo: “Ristorati
dalle chimere che illudono le giovani amanti
di un dongiovanni da strapazzo che coltiva
i peli vulvei in uno stelo posti nella sua agenda
di conquiste!”
Tu ami come me un lussurioso mai stanco di cercare
pecorelle smarrite nella boscaglia della vita,
mimetizzandosi nella sua bellezza adonina.
Sinuose ed eleganti sono queste gazzelle galoppanti e
scattanti.
Le divora nei loro letti succhiando il loro nettare di vita.
Lascia, taglia e cuce i loro cuori palpitanti finché trova
un’altra donzella sfinita da illudere con parole bramanti
di passione sessuale.
Io ti guardo dall’alto, amore mio, dongiovanni senza pudore,
sei come il leopardo che si mimetizza tra le foglie dell’albero e
solo una guida esperta può scovarlo prima che sbrama la preda.
Passa il tempo come il fiume va al mare,
tu da me tornerai e nell’eterno tu resterai fra le mie braccia
ad ansimare.
Dimmi chi sei?
Io sono la discendente della Maga Circe che trasforma
i serpenti lussuriosi in eterni amici…

—-°°°—-

Poesia 10 Mairita Ķērpe-Dūze
E io scrivo

E io scrivo riga dopo riga.
Posso cosi il mio spirito cosi liberare.
Per non stancare e non cadere ulteriormente nella vita.
Avrò le parole a lungo
ancora che potrà scrivere?
Solo attraverso la scritta parola
sspoo andare oltre ancora.
Come dirmelo oggi
come disperdere il mio dolore
non so se sia necessario
mi aiuta ad andare oltre?
E tengo di nuovo la pena.
E guardo la carta bianca.
Le parole mi verranno facilmente
o dovrò combattermi?
Oggi è il mio giorno, sembra.
Le righe di parole facilmente corrono.
Nella testa non ho il caos dei pensieri neri,
oggi io scriverò tanto.

—-°°°—-

Poesia 11 Broņislava Dzene
È la tua

Questa terra dove sei nato
è la tua e tua sarà
sia che tu la voglia lodare o maledire
è tua e tua sarà

che ti piaccia o no
non importa che tu ne faccia parte
se vai da qualche parte
non importa che tu ne faccia parte

puoi emigrare, andare via, avere fretta
è la tua e tua sarà
nel tuo cuore e nella tua anima
è la tua e per sempre sarà.

 

Finaliste Premio Poesia Otto milioni 2021 

Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210426

Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA

Cerimonia di premiazione nona edizione del Premio di Arti varie “Otto milioni”

A chiusura della nona edizione del Premio internazionale di arti varie “Otto Milioni”, si è tenuta a Roma, sabato 10 aprile 2021 alle ore 11 nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 44, la cerimonia di consegna degli attestati artisticamente decorati in oro dalla pittrice Milena Petrarca vincitrice della sezione Arti grafiche del Premio in oggetto.

Come era facilmente prevedibile, perdurando l’incertezza sulle restrizioni agli spostamenti imposte per il contenimento della pandemia COVID, l’incontro, intenso ma informale, è stato partecipato da pochi dei 29 artisti cui erano destinati i 33 diplomi.

Tuttavia, l’evento ha avuto un interessante sviluppo on-line con trasmissioni in streaming delle fasi salienti consistenti in lettura delle motivazioni e interviste.

Così che un caloroso ringraziamento è stato riservato alla attrice Chiara Pavoni che, non solo ha messo a disposizione il suo spazio magico “Interno 4”  con tutta la sua organizzazione in una situazione piuttosto problematica,  ma ha svolto funzioni di Madrina speciale della cerimonia in nome e per conto della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

La nona edizione del Premio “Otto milioni” articolato in sei sezioni: poesia, narrativa, arti grafiche, musica, recitazione, giornalismo… come sempre ad iscrizione completamente gratuita, lascia quindi il poto alla decima edizione che sarà, anche questa volta, organizzata dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, dell’Associazione algerina ADA di Dalila Booukhalfa, del magazine EUDONNA e della casa editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi,

Convinti che tutti i premiati saranno in prima linea per diffondere i progetti culturali Made in Ischia e che ne vorranno far parte ancora per il futuro, concludiamo questa nona edizione del Premio “Otto milioni” complimentandoci con

Angela Maria Tiberi

Anna Alessandrino

Chiara Pavoni

Dalila Boukhalfa

Daniel Hooper

Daniele Bartocci

Domenico Umbro

Elena Puccinelli

Emanuela Di Stefano

Gaetano Di Meglio

Jeanfilip

Liga Sarah Lapinska

Liliana Manetti

Luciana Capece

Maria Francesca Mosca

Maria Luisa Neri

Mariapia Ciaghi

Michela Zanarella

Milena Petrarca

Nicola Pantalone

Roberta Panizza

Roberto Prandin

Sacha Savastano

Santina Amici

Sergey Kyrychenko

Silvana Lazzarino

Soledad Lamas Gonzalez

Stefano Degli Abbati

Valerien Bressy

Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA

Dall’occupazione all’8 settembre, la storia dei militari italiani in Albania

Niccolò Lucarelli (Prato, 1983) laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, storico militare.

Collabora con la Casa Editrice Il Sextante, con varie testate di settore e con lo Stato Maggiore dell’Esercito.

Delta Editrice pubblica nella collana War Set il suo nuovo volume Italiani in Albania. 1939-1945, dedicato alle vicende italiane nel Paese delle aquile durante la Seconda Guerra Mondiale.
Oltre al volume sull’Albania ha sinora pubblicato una monografia sulle Camicie Nere, e ha in preparazione due volumi sulle operazioni dell’Armata Rossa nell’Europa Orientale fra il 1944 e il 1945.

Questa descritta in Italiani in Albania. 1939-1945 è una pagina controversa della recente storia italiana, ancora poco affrontata in tutti i suoi risvolti.

Dalla facile occupazione del 1939, passando per l’ingloriosa campagna di Grecia dell’anno successivo,  il volume ripercorre un periodo controverso del colonialismo mussoliniano.

Se è vero che la storia di quella azione militare ci porta a credere che le basi in Albania fossero propedeutiche alla successiva campagna di Grecia  (che fu iniziata con spavalderia ma rivelò ben presto un volto assai diverso: fame, freddo, fango, pioggia, equipaggiamento e armamenti inadeguati), Niccolò Lucarelli, attraverso lo studio di documenti militari e civili italiani e albanesi, si prende il merito di aver ricostruito non solo il quadro bellico, ma anche la cronaca politica e sociale della fascistizzazione del Paese, avvenuta attraverso programmi di popolamento, industrializzazione e cura del territorio,

Niccolò Lucarelli ha rilasciato una lunga e articola intervista alla “nostra” Mariapia Ciaghi che ci proponiamo di pubblicare integralmente in una delle prossime settimane.

Intanto, siamo molto fieri di aver ricevuto il suo consenso a presentare personalmente il libro a Ischia in occasione di una serie di eventi letterari che abbiamo deciso (insieme a questa testata  giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, all’associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, alla Casa editrice IL SEXTANTE e al magazine EUDONNA di Mariap0ia Ciaghi), di programmare non appena le condizioni lo permetteranno.

In attesa di poter ringraziare Niccolò Lucarelli con un caloroso benvenuto a Ischia, vi invitiamo a leggere il suo volume disponibile anche sul sito www.deltaeditrice.it

Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA

l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”,
Da 23 aprile al 30 maggio
con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, del magazine EUDONNA e della casa editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi, è impegnata nella partecipazione alla manifestazione nazionale
“Il Maggio dei libri”
mediante la messa in rete di 30 puntate video, auto prodotti, contenenti florilegi di eventi culturali, artistici e sociali realizzati da DILA nel consueto solco del
Made in Ischia.
Le puntate saranno visibili in rete tutti i giorni a partire dalle ore 19 con base sul gruppo
fb LENOIS e su molti altri gruppi che normalmente ne condividono i post.
Ci sarete?

Il Dispari 20210426 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210419

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Così e così

Paura per questa faccia bianca.

Amore per questi segni scuri su di lei.

Non ora che la consuetudine dei nostri incontri scandisce notti e giorni con tenerezze ed assuefazioni, non ora che i graffi sono diventati tocchi leggeri, morbidi.

Ci guardiamo un istante, e già sappiamo tutto: cosa fare e cosa fatto, per adempiere ciascuno al proprio compito.

Mi tolgo l’anello, allento il nodo alla cravatta, pongo la giacca sulla spalliera della solita sedia, vuoto le tasche, ti avvicino, e so che mi chiedi di cambiare le luci: accenderne una, spegnerne un’altra, trovare la giusta ombra per il braccio della lampada verde a coppa.

Devo lavare le mani, rimettere in ordine barba e capelli, poi posso toccarti.

Eri in attesa paziente, da ore, in una casa indaffarata, lasciando che i malumori e le allegrie, le ansie, le risa, i gridi, gli sbuffi e tutti ti avvolgessero senza impegnarti, senza cambiare di una virgola la tua serenità.

Come una biglia di vetro colorato in un boccale pieno.

Chiudo la porta e finalmente posso avvicinarti, ti guardo e sai che ti chiedo il sogno più bello, la linfa per la passione, le voglie, le inquietudini, i pudori, le trasgressioni più intime, inespresse, che vengono da sempre.

Ti chiedo l’anima del mondo, né poco né molto: l’anima del mondo.

Non sempre accade, perché a volte ci distoglie il palpitare di un peschereccio, a volte un’ansia di azioni perdute, a volte un vuoto stanco, pur sempre, senza l’angoscia di giovane amante impotente.

Stasera è un giorno diverso: altro tremore rallenta l’inizio del rito, altra eccitazione mi preme dal ventre alla bocca.

Scelgo con cura un disco di antichi ricordi.

Un semplice inchino, ti smuovo, ti abbraccio, e chiudo gli occhi in un ballo quasi immobile.

Da quanti anni non balliamo più!

Ti lasci dondolare, così che il fresco del volto privo di trucco, quasi in un bacio, mi sfiori.

Senza parole stappo il rosso migliore, una goccia ti bagna.

Lascio che asciughi da sola e sempre tenendoti per mano ti adagio sul letto.

“Farfalla ti voglio, farfalla con me.”

Lo disse l’Anima, ricordi?

Era l’estate più calda degli ultimi anni, il basolato di pietre laviche impolverato assorbiva odori e luci.

-“Ci invitano al Tempio.”

Rendere pubblico l’intimo, sposarci.

Non allora che per notti insonni disegnavamo futuri incerti per storie irreali, fantastiche, non nostre.

Oggi, è speciale, oggi, mentre la nebbia assale stanchi riflessi, ed occhi distratti scambiano il vero con l’ombra, e non basta una corsa per un po’ di calore, ma occorre un fuoco.

-“Maestri attendono al Tempio per unirci col sigillo della nostra cultura.”

Presentarci a mitici emblemi per un valore, a chiedere il placet per un destino di eletti, in un concorso di storie poetiche.

Lo so, vorresti restare in silenzio ad aspettare un altro giorno, un altro ancora con me, solo.

Proteggi la tua semplicità di affetti, statici, primitivi, e intanto una sottile ansia ti inonda di fascino.

Vorresti chiedermi riposo, ma, senza accorgertene, scegli il vestito più bello, acconci le pieghe, aggiungi collari di perle.

Paura di perdermi.

La stessa che avevi quando l’estate, abbandonato il nostro mare e il nostro cielo, mancò l’incontro con un amore appassionato.

Sei quasi pronta: bellissima.

Mi fermi le dita, mi chiedi:

-“Lo vuoi?”

Rispondo di sì.

Potresti ancora incatenare per sempre la conquista del tempo della nostra età.

Fino ad avermi in te completo, smaterializzato, assente, inutile, fatto pensiero.

Mi doni la favola.

Accetti l’idolo.

Ti sposti leggera, ambigua intrigante, stupendamente altera.
Immedesimarci nella vita e nella storia, nei sentimenti, nei delitti, nelle coscienze, nelle volontà, nei luoghi, nei vuoti, nei pensieri, non nostri, a volte retorici, allegorici, falsi, con inganni di ubiquità, di polifonia, di molteplicità esistenziali… contro il nostro banale: ecco la sfida!

La goccia si è estesa. Fino a colorare il tuo pallore.

Ti mostra arrossita mentre più vicina, come bocca che sfiora i capelli, in un sussurro:

-“Andiamo.”

Come mai prima sensuale e seducente, all’improvviso, mi appari nuova, spogliata, vibrante, completamente nuda, affascinante per ingenua verginità.

Acconcio il cuscino –mi scivoli sul petto-, spengo la luce del letto -sei tenera e calda-, poso la penna -il nostro silenzio è completo-, e chiudo gli occhi.

Paura per questi segni scuri su di lei.

Tu, candida carta; io, scrittore di noi.

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

A UN UOMO – IN MEMORIA DI GIOVANNI ROTUNNO

DI LUCIA FUSCO

Conosciamo i versi dei sublimi poeti dai libri di scuola o dalle parole d’amore delle canzoni.

Le parole immortali accompagnano la vita e rendono più bello il cammino.

Io ho avuto la Grazia di conoscere di persona un poeta, un uomo mite, gentile, che ha scritto una poesia per me: Giovanni Rotunno.

Regalava i suoi libri:”Ai ragazzi di ogni dove con amorevole comprensione, perché traggano motivi per fare propri i valori etici della vita e il rispetto della natura”, dedicando versi anche per gli animali: “Non c’è uomo per me / che mi faccia le coccole / e mi riempia la ciotola di cibo… …Ma che ti costa / accarezzarmi una sola volta? / ed io ti adoro / da qui all’eternità (Fammi una carezza)”.

Intenso e generoso, invitava i ricchi ad aprire i palazzi e il cuore, ha lasciato un grande vuoto in tutta la comunità che lo ha stimato e amato.

Ha pubblicato antologie, anche in inglese,vincendo diversi premi letterari: “Pensieri” nel 2005, “Thoughts”, nel 2007, “Pensieri 2” con traduzione in inglese, nel 2008, “Le parole della mia vita”, “Parole della mia vita 2”, “Pensieri di un ottuagenario” del 2015 e “Pensieri” del 2018.

Aveva 89 anni ma un cuore giovane.

Campano di San Donato di Carinola, Maresciallo dell’Aeronautica, rimasto a Latina Scalo in pensione.

In questo territorio con un gruppo di artisti aveva creato una famiglia unita dalla bellezza e dalla cultura.

Protagonista di tanti incontri culturali, al Circolo Cittadino di Latina, nei Teatri e nelle Piazze della provincia, molti presso la Trattoria da Elena a Sermoneta in momenti di convivialità, musica e poesia, alcuni della Delegazione per il Lazio dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e di altre Associazioni nazionali e internazionali, declamava i suoi “pensieri”, con spirito di affetto ed eternità agli amici e alle belle signore.

Angela Maria Tiberi, Presidente Delegato Italia DIlA, sorella, amica, musa, lo ricorda a due anni dalla sua morte con un quaderno poetico “A UN UOMO”, Vitale Edizioni, 2021: amici, complici, fratelli.

Insieme ai suoi nipotini Vincenzo e Mirko, dei quali è stato nonno d’adozione e alla scrittrice Assunta Gneo lo hanno accompagnato negli ultimi tempi, quando, bisognoso di cure e medicine, è stato ricoverato a Villa Silvana a Cisterna.

Giovanni Rotunno aveva apprezzato il video a lui dedicato da Bruno Mancini, e poi si era spento, dimenticando il suo poetare, avvicinandosi agli angeli.

La medaglia di Cavaliere della Repubblicaper le sue qualità umane, professionali, insieme ai suoi libri, lo ha accompagnato in Paradiso.

L’IC Foscolo di Sparanise gli ha dedicato una lapide alla memoria.

Giovanni visitava spesso la terra campana,  ne ricordava i luoghi, la campagna, le tradizioni, la giovinezza, le radici, gli affetti.

Tanti gli amici che hanno apprezzato il lavoro di Angela Maria Tiberi oltre a quelli già citati: eccone solo alcuni… Pietrantonio Di Lucia, Pierluigi Coggio, Flora Rucco, Ugo De Angelis, Salvatore della tipografia di Lt Scalo, Milena Petrarca, Mafalda Cantarelli, Geltrude Nardelli, Manuela Ranaldi, Liga Lapinska, Sabrina Fardello, Vittorio Bertolaccini, Rosa della Corte, Enrica Macconi Martinelli, Dante Ceccarini, Sonia Testa, Michelangelo Angrisani, Cecilia Salaices, Fiorella Mancini, Paolo Mesolella, Roberta Cappuccilli e la Corale di Sant’Anna.

 

Nella foto scattata al MAP (Museo dell’Agro Pontino) a Pontinia durante un incontro di arte cultura e amicizia, sono riconoscibili (in prima fila da sinistra a destra) Manuela Ranaldi, Raffaele Greco, Milena Petrarca, Giovanni Rotunno, Lucia Fusco, Rosalba Maldera, Angela Maria Tiberi, Lina Savone Villa, e poi dietro un signore non identificato e Angelino Malandruccolo.

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

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DILA

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Così e così

Paura per questa faccia bianca.

Amore per questi segni scuri su di lei.

Non ora che la consuetudine dei nostri incontri scandisce notti e giorni con tenerezze ed assuefazioni, non ora che i graffi sono diventati tocchi leggeri, morbidi.

Ci guardiamo un istante, e già sappiamo tutto: cosa fare e cosa fatto, per adempiere ciascuno al proprio compito.

Mi tolgo l’anello, allento il nodo alla cravatta, pongo la giacca sulla spalliera della solita sedia, vuoto le tasche, ti avvicino, e so che mi chiedi di cambiare le luci: accenderne una, spegnerne un’altra, trovare la giusta ombra per il braccio della lampada verde a coppa.

Devo lavare le mani, rimettere in ordine barba e capelli, poi posso toccarti.

Eri in attesa paziente, da ore, in una casa indaffarata, lasciando che i malumori e le allegrie, le ansie, le risa, i gridi, gli sbuffi e tutti ti avvolgessero senza impegnarti, senza cambiare di una virgola la tua serenità.

Come una biglia di vetro colorato in un boccale pieno.

Chiudo la porta e finalmente posso avvicinarti, ti guardo e sai che ti chiedo il sogno più bello, la linfa per la passione, le voglie, le inquietudini, i pudori, le trasgressioni più intime, inespresse, che vengono da sempre.

Ti chiedo l’anima del mondo, né poco né molto: l’anima del mondo.

Non sempre accade, perché a volte ci distoglie il palpitare di un peschereccio, a volte un’ansia di azioni perdute, a volte un vuoto stanco, pur sempre, senza l’angoscia di giovane amante impotente.

Stasera è un giorno diverso: altro tremore rallenta l’inizio del rito, altra eccitazione mi preme dal ventre alla bocca.

Scelgo con cura un disco di antichi ricordi.

Un semplice inchino, ti smuovo, ti abbraccio, e chiudo gli occhi in un ballo quasi immobile.

Da quanti anni non balliamo più!

Ti lasci dondolare, così che il fresco del volto privo di trucco, quasi in un bacio, mi sfiori.

Senza parole stappo il rosso migliore, una goccia ti bagna.

Lascio che asciughi da sola e sempre tenendoti per mano ti adagio sul letto.

“Farfalla ti voglio, farfalla con me.”

Lo disse l’Anima, ricordi?

Era l’estate più calda degli ultimi anni, il basolato di pietre laviche impolverato assorbiva odori e luci.

-“Ci invitano al Tempio.”

Rendere pubblico l’intimo, sposarci.

Non allora che per notti insonni disegnavamo futuri incerti per storie irreali, fantastiche, non nostre.

Oggi, è speciale, oggi, mentre la nebbia assale stanchi riflessi, ed occhi distratti scambiano il vero con l’ombra, e non basta una corsa per un po’ di calore, ma occorre un fuoco.

-“Maestri attendono al Tempio per unirci col sigillo della nostra cultura.”

Presentarci a mitici emblemi per un valore, a chiedere il placet per un destino di eletti, in un concorso di storie poetiche.

Lo so, vorresti restare in silenzio ad aspettare un altro giorno, un altro ancora con me, solo.

Proteggi la tua semplicità di affetti, statici, primitivi, e intanto una sottile ansia ti inonda di fascino.

Vorresti chiedermi riposo, ma, senza accorgertene, scegli il vestito più bello, acconci le pieghe, aggiungi collari di perle.

Paura di perdermi.

La stessa che avevi quando l’estate, abbandonato il nostro mare e il nostro cielo, mancò l’incontro con un amore appassionato.

Sei quasi pronta: bellissima.

Mi fermi le dita, mi chiedi:

-“Lo vuoi?”

Rispondo di sì.

Potresti ancora incatenare per sempre la conquista del tempo della nostra età.

Fino ad avermi in te completo, smaterializzato, assente, inutile, fatto pensiero.

Mi doni la favola.

Accetti l’idolo.

Ti sposti leggera, ambigua intrigante, stupendamente altera.
Immedesimarci nella vita e nella storia, nei sentimenti, nei delitti, nelle coscienze, nelle volontà, nei luoghi, nei vuoti, nei pensieri, non nostri, a volte retorici, allegorici, falsi, con inganni di ubiquità, di polifonia, di molteplicità esistenziali… contro il nostro banale: ecco la sfida!

La goccia si è estesa. Fino a colorare il tuo pallore.

Ti mostra arrossita mentre più vicina, come bocca che sfiora i capelli, in un sussurro:

-“Andiamo.”

Come mai prima sensuale e seducente, all’improvviso, mi appari nuova, spogliata, vibrante, completamente nuda, affascinante per ingenua verginità.

Acconcio il cuscino –mi scivoli sul petto-, spengo la luce del letto -sei tenera e calda-, poso la penna -il nostro silenzio è completo-, e chiudo gli occhi.

Paura per questi segni scuri su di lei.

Tu, candida carta; io, scrittore di noi.

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

A UN UOMO – IN MEMORIA DI GIOVANNI ROTUNNO

DI LUCIA FUSCO

Conosciamo i versi dei sublimi poeti dai libri di scuola o dalle parole d’amore delle canzoni.

Le parole immortali accompagnano la vita e rendono più bello il cammino.

Io ho avuto la Grazia di conoscere di persona un poeta, un uomo mite, gentile, che ha scritto una poesia per me: Giovanni Rotunno.

Regalava i suoi libri:”Ai ragazzi di ogni dove con amorevole comprensione, perché traggano motivi per fare propri i valori etici della vita e il rispetto della natura”, dedicando versi anche per gli animali: “Non c’è uomo per me / che mi faccia le coccole / e mi riempia la ciotola di cibo… …Ma che ti costa / accarezzarmi una sola volta? / ed io ti adoro / da qui all’eternità (Fammi una carezza)”.

Intenso e generoso, invitava i ricchi ad aprire i palazzi e il cuore, ha lasciato un grande vuoto in tutta la comunità che lo ha stimato e amato.

Ha pubblicato antologie, anche in inglese,vincendo diversi premi letterari: “Pensieri” nel 2005, “Thoughts”, nel 2007, “Pensieri 2” con traduzione in inglese, nel 2008, “Le parole della mia vita”, “Parole della mia vita 2”, “Pensieri di un ottuagenario” del 2015 e “Pensieri” del 2018.

Aveva 89 anni ma un cuore giovane.

Campano di San Donato di Carinola, Maresciallo dell’Aeronautica, rimasto a Latina Scalo in pensione.

In questo territorio con un gruppo di artisti aveva creato una famiglia unita dalla bellezza e dalla cultura.

Protagonista di tanti incontri culturali, al Circolo Cittadino di Latina, nei Teatri e nelle Piazze della provincia, molti presso la Trattoria da Elena a Sermoneta in momenti di convivialità, musica e poesia, alcuni della Delegazione per il Lazio dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e di altre Associazioni nazionali e internazionali, declamava i suoi “pensieri”, con spirito di affetto ed eternità agli amici e alle belle signore.

Angela Maria Tiberi, Presidente Delegato Italia DIlA, sorella, amica, musa, lo ricorda a due anni dalla sua morte con un quaderno poetico “A UN UOMO”, Vitale Edizioni, 2021: amici, complici, fratelli.

Insieme ai suoi nipotini Vincenzo e Mirko, dei quali è stato nonno d’adozione e alla scrittrice Assunta Gneo lo hanno accompagnato negli ultimi tempi, quando, bisognoso di cure e medicine, è stato ricoverato a Villa Silvana a Cisterna.

Giovanni Rotunno aveva apprezzato il video a lui dedicato da Bruno Mancini, e poi si era spento, dimenticando il suo poetare, avvicinandosi agli angeli.

La medaglia di Cavaliere della Repubblicaper le sue qualità umane, professionali, insieme ai suoi libri, lo ha accompagnato in Paradiso.

L’IC Foscolo di Sparanise gli ha dedicato una lapide alla memoria.

Giovanni visitava spesso la terra campana,  ne ricordava i luoghi, la campagna, le tradizioni, la giovinezza, le radici, gli affetti.

Tanti gli amici che hanno apprezzato il lavoro di Angela Maria Tiberi oltre a quelli già citati: eccone solo alcuni… Pietrantonio Di Lucia, Pierluigi Coggio, Flora Rucco, Ugo De Angelis, Salvatore della tipografia di Lt Scalo, Milena Petrarca, Mafalda Cantarelli, Geltrude Nardelli, Manuela Ranaldi, Liga Lapinska, Sabrina Fardello, Vittorio Bertolaccini, Rosa della Corte, Enrica Macconi Martinelli, Dante Ceccarini, Sonia Testa, Michelangelo Angrisani, Cecilia Salaices, Fiorella Mancini, Paolo Mesolella, Roberta Cappuccilli e la Corale di Sant’Anna.

 

Nella foto scattata al MAP (Museo dell’Agro Pontino) a Pontinia durante un incontro di arte cultura e amicizia, sono riconoscibili (in prima fila da sinistra a destra) Manuela Ranaldi, Raffaele Greco, Milena Petrarca, Giovanni Rotunno, Lucia Fusco, Rosalba Maldera, Angela Maria Tiberi, Lina Savone Villa, e poi dietro un signore non identificato e Angelino Malandruccolo.

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210419 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210412 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210412

Origine differente ma identico risultato

Il brano che propongo oggi, tratto dal mio racconto “La notizia virgola, la condanna punto” – inserito nel volume secondo della serie “Per Aurora”, scritto alla fine degli anni ’80 -, è di palese attualità anche se l’origine della riflessione in esso descritta (l’automatizzazione dei processi produttivi) è totalmente differente da quella odierna (la pandemia) che in questi mesi sta portando gran parte del popolo italiano alle identiche conclusioni.
Il personaggio descritto è effettivamente vissuto sulla nostra isola d’Ischia, godendo di una notevole notorietà.

Dal Racconto “La notizia virgola, la condanna punto”

Edoardo: -«Durante gli anni a cavallo del 1960, l’uomo più conosciuto in tutte le contrade dell’isola non era governato da abitudini, nel senso che non veniva posseduto da azioni ripetitive incontrollate.
Certamente era consuetudinario, totalmente, ma sempre in quanto poteva vantarsi di aver costruito razionalmente quel tipo di comportamento.»
Edith: -«Metodico abitudinario.»
Edoardo: -«Per non dimenticare le chiavi di casa, non lasciare il tempo alla pietanza di scuocersi, per ricordare le scadenze dei pagamenti, i santi ed i compleanni, per passare dall’uscio al letto la notte, dal letto al bagno la mattina (il pomeriggio e la sera riti adeguati), per trovare il libro il disco la penna la cravatta i calzini il numero di telefono del petulante sconosciuto, e poi dormire su un lato, sedere in un modo, guardare parlare pensare, finanche pensare, tutto veniva snocciolato dalla costruzione programmata che lui aveva preteso di organizzare.
Quando si accorse che aveva acceso una sigaretta (ne fumava quaranta al giorno) senza esserne cosciente, smise di fumare.
Ad un amico francese scrisse di non poter accettare che una sigaretta entrasse nella sua vita senza un avallo proveniente da una sua decisione.»
Tom: -«L’amico ribatté “Ma cosa dici! Fumare è un vizio”.»
Edoardo: -«E lui rispose: “Ed io lo uccido”.
I suoi standard ripetitivi erano coccolati, difesi, abbelliti, dichiarati.
Prodotti geniali di un assoluto epicureismo.
Come un orologio svizzero giapponese robotizzato satellitare della generazione che verrà, super garantito, iper indistruttibile, solennemente perfetto.»
Edith: -«Guarda che… »
Tom: -«Sì lo so.»
Edith: -«Vorrei che tu…»
Tom: -«Già fatto.»
Edith: -«Mi passi il bicchiere?»
Tom: -«Quale dei due?»
Edoardo: -«Provate ad invertire, andava dicendo, il senso di apertura e chiusura del frigorifero che avete da dieci anni, cambiate posto all’interruttore della luce nell’ingresso della vostra casa, modificate la posizione dei numeri sul disco telefonico, fate un esperimento, e poi ditemi per quante migliaia di volte vi sarete comportati come se non ci fossero stati cambiamenti.
Quasi sradicherete con un colpo la cerniera del caro vecchio frigo, riempirete di manate la parete ormai vedova dell’interruttore, cercherete di parlare con Bruno Mancini sulla linea telefonica riservata della donna più inchiappettabile secondo gli italiani.»
Tom: -«Ed aveva ragione.»
Edoardo: -«Fino a quando la sua mente, assolutamente mai distratta da attività lavorative e comunque neppure da quotidiane necessità di sopravvivenza, ebbe un parto che lui, per gli amici Scisciò, paragonò ad un miracolo.
E come tale voleva gridarlo al mondo intero.»
Tom: -«Scisciò nel ricordo di due suoi contemporanei veniva chiamato Scisciotto.»
Edoardo: -«Scisciò Scisciotto non era fesso.
Sappiamo per certo che in quel tempo si era già allenato a pensare, e forte della nuova abitudine che chiamava cogito, trascorse un quarto della vita, per lui breve, a decidere se rendere urbi et orbi manifesta la gestazione mentale (ricevendone i dovuti applausi e complimenti), oppure se organizzarsi in maniera tale da consentire che il miracolo fosse comprensibile, misterioso ma non troppo, cioè sfruttabile.
Naturalmente a totale beneficio di sé veggente profeta mago cartomante astrologo, paragonabile a Fidel Bud Cri Hit XIV – XII – VIII Greg Pio Giov Ma Maome, oltre che dei suoi aventi causa: pastorelli e pastori d’Abruzzo e Molise che ogni anno percorrevano due volte la dorsale Appenninica con i loro greggi.»
Tom: -«L’uomo è un animale di abitudini e la sua più grande abitudine è quella di lavorare.» Edoardo: -«Lavorare, lavorare diciotto ore il giorno.
Sono trascorsi poco più di duecento anni dall’epoca degli schiavi dell’America pre-rivoluzionaria. Quando arrivarono le lotte di classe diventarono dieci ore.
Ora otto ore e quaranta, vero?
Falso?
Scisciò viaggiava nel mondo al tempo delle canzoni di Gino (sapore di sale, il cielo in una stanza), il giorno in cui fu illuminato dalla risposta al suo dilemma… »
Tom: -«… se le dodici ore sono diventate otto e quaranta, domani con le nuove tecnologie potrebbero ridursi a trenta per settimana e forse se un inquilino importante di Londra lo richiedesse, forse, anche a meno.»
Edoardo: -«Un veggente, un indovino.
La birra è finita, concludi con i suoi pensieri.»
Edith: -«L’uomo è un animale di abitudini e la sua più grande abitudine è lavorare, lavorare, lavorare.
Toglietegli il lavoro e non saprà più come comportarsi, cosa fare, perché esistere.
Quasi aprisse il frigo dalla parte sbagliata.
Boccheggiante in apnea.
Quindi io, che non ho mai lavorato, prenderò posto su un balcone di Piazza Venezia ed alla folla oceanica osannante, confermerò la già sussurrata notizia della mia disponibilità.
Pronto ad istruirli, inquadrarli, gerarchizzarli, come un missionario, forte della cultura delle mie esperienze a governare le abitudini, e, in particolare, con la inattaccabile verità della mia assoluta adattabilità a vivere senza lavorare.
Allora sì, senza dubbio, tutti coloro che avevano gridato con rabbia “Vogliamo lavorare vogliamo lavorare”, mi acclameranno portandomi in trionfo.
Come il loro Re Custode Balia Allenatore Imperatore Comandante Duce!
Che voglio, un titolo una medaglia un tesoro un impero un esercito pronto a duellare morire sacrificarsi samurai donne prone e maschi incazzati… ?
AVRO’ TUTTO.»
Edoardo: -«Complimenti per aver ripetuto il suo pensiero tutto in un fiato.
Comunque, un terribile giorno, sbalordito, capì di essere incompleto.»
Edith: -«Si sentì privo di lavoro gratificante?»
Tom: -«Gli mancava una medaglia?»
Edith: -«Voleva un figlio?»
Edoardo: -«Ormai era quasi calvo, la vista indebolita gli concedeva a stento di leggere i giornali, aveva smesso di scazzottarsi con invadenti e rompicoglioni, non fumava, non beveva, non inseguiva sottane, per scelta, per abitudine.»
Tom: -«Abitudine voluta.»
Edith: -«Allora?»
Edoardo: -«Allora aveva dolorosamente compreso che nonostante tutti gli sforzi (ormai erano decenni che ci provava), neppure usando la super tecnica più raffinata della super benzina da formula uno che trascinava nel bagagliaio delle sue esperienze, mai avrebbe potuto rendere perfettamente organizzata ogni parte della sua vita.»
Edith: -«Infatti, gli sarebbe mancata in ogni caso l’abitudine del sogno, perché i sogni, quelli veri, non si possono governare.»

TWITTERONE dalla Lettonia

Helena Komarova ha ricevuto in dono da Liga Sarah Lapinska alcune antologie Made in Ischia

Liga Sarah Lapinska ci presenta così Helena Komarova ritratta in una foto con una dalle nostre antologie “Penne Note Matite“.
«Questa signora legge, da tempo, le nostre poesie con buon umore.
Ha fatto tanto bene nella sua lunga vita.
Ha perseguito, con le sue attività durante la sua vita, il pensiero che dice :”Mi piace dare ma talvolta sono troppo timida nel ricevere.”
Ora che è diventata fragile vorrebbe che la gente più giovane di lei fosse più entusiasta nel seguire il suo esempio.
Anche se lei orma ha grossi problemi nell’uscire di casa da sola, nonostante tutto, lei prova non solo ad aiutarci con un buon consiglio ma anche a rallegrarci con la sua ospitalità.
Ringraziamo Lei di tutto cuore!»

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210329

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

Spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni, a Roma,

sede cerimonia premiazione OTTO MILIONI 2020

A chiusura della nona edizione del Premio internazionale “Otto Milioni“, la cerimonia di consegna degli attestati decorati in oro dalla pittrice Milena Petrarca, si terrà a Roma sabato 10 aprile 2021 alle ore 11 nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 4.

Ovviamente, perdurando l’incertezza sulle restrizioni agli spostamenti imposte per il contenimento della pandemia COVID, l’incontro sarà intenso ma informale con tutti i finalisti che vorranno/potranno parteciparvi, riservandoci di effettuarlo on-line e trasmetterlo in streaming nel caso fosse impossibile realizzarlo in presenza.

A nome dell’Associazione DILA ringrazio vivamente Chiara Pavoni che metterà a disposizione il suo spazio magico “Interno 4” con tutta la sua organizzazione e che fungerà da speciale Madrina della cerimonia in rappresentanza della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Rinnovando i complimenti per i risultati, saranno premiati:

Angela Maria Tiberi

Anna Alessandrino

Chiara Pavoni

Dalila Boukhalfa

Daniel Hooper

Daniele Bartocci

Domenico Umbro

Elena Puccinelli

Emanuela Di Stefano

Gaetano Di Meglio

Jeanfilip

Liga Sarah Lapinska

Liliana Manetti

Luciana Capece

Maria Francesca Mosca

Maria Luisa Neri

Mariapia Ciaghi

Michela Zanarella

Milena Petrarca

Nicola Pantalone

Roberta Panizza

Roberto Prandin

Sacha Savastano

Santina Amici

Sergey Kyrychenko

Silvana Lazzarino

Soledad Lamas Gonzalez

Stefano Degli Abbati

Valerien Bressy

 

Bruno Mancini

Presidente DILA

 

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

“Da Ischia L’Arte – DILA” nel palinsesto di IL MAGGIO DEI LIBRI

La notizia è che ben 30 eventi dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con il titolo “EVVIVA GLI ARTISTI” sono stati inseriti nel palinsesto di “IL MAGGIO DEI LIBRI”.

Poiché questo è il quarto anno consecutivo che DILA prende parte a “IL MAGGIO DEI LIBRI”, molti lettori di questa pagina conoscono già l’importanza della manifestazione e le modalità di accesso ai progetti DILA.

L’auspicio è che molti artisti ischitani vorranno intervenire come portatori di iniziative in linea con le indicazioni dell’Associazione.

Per meglio illustrare la straordinaria valenza, anche mediatica e non solo nazionale, ascrivibile a “IL MAGGIO DEI LIBRI” basterà precisare che “IL MAGGIO DEI LIBRI” è una iniziativa del “CENTRO PER IL LIBRO E LA LETTURA” in concorso con il “MINISTERO DELLA CULTURA”, che si sviluppa con l’intervento della “FARNESINA” e del “MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITà E DELLA RICERCA”, con la collaborazione di “ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani”, “CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME”, “Comitato nazionale Dante 2021”, “IO LEGGO CON TE”, “LIBRIAMOCI A SCUOLA”, “PREMIO STREGA RAGAZZE E RAGAZZI”, “CITTà CHE LEGGE”, “SCRIVIAMOCI”, “IPZS (Poligrafico e zecca dello Stato italiano)”, “FAI (Fondo Ambiente italiano)”, “AICI (Associazione delle istituzioni di cultura italiane)”, “ROMICS (Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games)”, “Messaggerie libri”, “La Feltrinelli”, “IBS (catalogo di prodotti culturali)”, “Cric (coordinamento riviste italiane di cultura)”, “Rai cultura”, “Radio Kids”.

Nel sito ufficiale di IL MAGGIO DEI LIBRI si legge che “Nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile, “Il Maggio dei Libri” è una campagna nazionale che invita a portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto. Ogni anno, la campagna varca i confini nazionali unendo nella comune passione per la lettura anche alcune scuole italiane all’estero. Grazie alla collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nel corso delle edizioni si sono svolti appuntamenti in: Argentina (Buenos Aires e Morón), Belgio (Liegi e il sito UNESCO Blegny-Mine), Brasile (San Paolo), Canada (Toronto), Croazia (Albona e Zara), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino), Grecia (Atene), Perù (Lima), Romania (Bucarest), Slovenia (Pirano), Spagna (Barcellona), Svizzera (Lugano e Poschiavo) e Turchia (Smirne).

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

L’edizione di quest’anno si svolgerà fra il 23 aprile e il 31 maggio 2021.

I 30 eventi made in Ischia “EVVIVA GLI ARTISTI” avranno la durata di circa 20 minuti ciascuno, saranno trasmessi on-line con inizio alle ore 19, abbracceranno tutte le forme letterarie (non ci sono vincoli né preclusioni, si possono organizzare reading, letture all’aperto, bookcrossing, incontri letterari, gruppi di lettura, laboratori, letture ad alta voce…) con intermezzi di ogni arte: dalla musica alla recitazione, dalle mostre pittoriche alla recitazione ecc.

Ecco, pertanto, che nelle 30 puntate saranno inseriti singoli video della durata massima di 5 minuti, selezionati tra quelli che perverranno, entro e non oltre il prossimo 10 aprile, all’indirizzo e-mail dila@emmegiischia.com

I video dovranno essere privi di contenuti coperti da copyright, e i loro autori si assumeranno tutte le responsabilità relative ai diritti personali (privacy -decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196-, diritti d’immagine ecc.) eventualmente vantati dalle persone che vi parteciperanno.

TUTTE le forme d’arte vi potranno essere rappresentate.

Oltre alla già indicata durata massima di 5 minuti, i video dovranno essere inviati in un formato NON compresso (avi, mp4, mpeg-2, ecc.)

Questo è il link degli eventi DILA sul sito ufficiale di il maggio dei libri

https://www.ilmaggiodeilibri.it/edizione_2021/appuntamenti.html

Questa è la pagina web in cui saranno pubblicate tutte le notizie degli eventi EVVIVA I POETI

https://www.emmegiischia.com/wordpress/il-maggio-dei-libri-2021/

Questo è il link fb per l’accesso agli eventi

https://www.facebook.com/events/797510477530234/

INFO: dila@emmegiischia.com

Ischia 25 marzo 2021

Bruno Mancini

Presidente DILA

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20210322 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210322

Il Dispari 20210322

Bruno Mancini | Emanuela Eleonora Di Stefano

ideatrice e voce narrante di video poesia

«Pochi versi per narrare il senso d’inquietudine “imperfetto” dell’animo umano.
La voce dolce e pulita, se pur decisa di Emanuela Eleonora Di Stefano, non lascia spazio a dubbi, sposandosi perfettamente con un contesto in stile dark, sottolineato da un sound post punk davvero impressionante, facendo riaffiorare alla mente le atmosfere tipiche post apocalittiche dei movie in stile anni ‘80, mescolate con una sub cultura spesso presente nella letteratura psichedelica tipica degli anni ’60 (nata in California) nella quale la ragione spesso si confondeva con la follia».

Questa recensione di Daniele Borgia sottolinea l’ingegnosa realizzazione di un video in cui Emanuela Eleonora Di Stefano si è proposta come voce narrante di una mia poesia.

Che Emanuela fosse una straordinaria poetessa, una delicatissima pittrice, una donna di grande spessore sociale, una fanciulla con anima adulta, una seduttrice innocente, un’amica affidabile e che racchiudesse nella sua estroversa umanità tante altre qualificanti bellezze… lo sapevo da un po’ di anni in una costante costruzione – a partire da nostro ormai più che decennale incontro virtuale – ma con il suo video ha stupito anche me per l’invadente acquisizione con la quale ha messo in stupenda cornice una delle mie poesie di più difficile articolazione nella presentazione scenica.

Emanuela è riuscita nell’impossibile e posso solo ringraziarla, perché costruire un video interessante presentando la lettura di frasi d’amore non è un processo di straordinaria complessità come lo è, invece, il temerario tentativo di esprimere il senso, più o meno recondito, di queste poche frase prive di effetti speciali tratte dalla raccolta di poesie “Non rubate la mia vita” (2005 – 2007):

 Poesia sporca

La radio avanza sulle curve magnetiche.
Nel suo frantoio
spirano avanzi
innominabili
di belle speranze.
Nessun arpeggio interrompe la macina.
Stritolata
da robuste ganasce
sporca poesia mi imbratta.

Daniele Borgia ha aggiunto un ulteriore commento al video:

Un poema all’avanguardia e un interpretazione sublime… solo tu sai dare vita a perle cosi intense ed intellettualmente stimolanti create per pochi occhi e per poche orecchie.”

Emanuela Di Stefano gli ha risposto chiarendo, nel profondo, il modo del suo approccio alla poesia in particolare e alla vita in generale:

“La mia tendenza è valorizzare le cose che mi sfiorano l’emisfero emozionale.
“Non possiedo “minimalismo” nelle mie espressioni e nutro sana ribellione nei confronti dell’ignoranza (chi ignora).
Quando ci si libera dalle catene della ristrettezza mentale si smette di giudicare, e si riesce a guardare oltre poche parole.
Il valore delle cose si basa sulla costruzione di infinite possibilità e sulla scoperta di nuove vedute, dello stesso oggetto… ed è ciò che ho fatto con questi versi di Bruno Mancini!”

Per chi abbia voglia di partecipare attivamente alla verifica delle loro considerazioni questo è il link al video:

https://youtu.be/TRFAjuV-GDs

POESIA SPORCA

Versi di Bruno Mancini
Idea e narrazione Emanuela Eleonora Di Stefano
Progetto a cura di Daniele Borgia (Produttore discografico, responsabile della sezione musicale della EtroMirror edizioni/ed. musicali)
Recensione di Daniele Borgia
Musiche di “Trudging Along” Godmode
Videoediting Roberto Scorta (Fotografo freelance, video maker, specializzato in eventi musicali e manifestazioni live).

Emanuela Eleonora Di Stefano

Emanuela Eleonora Di Stefano

ROBERTO SCORTA

ROBERTO SCORTA

DANIELE BORGIA

DANIELE BORGIA

Il Dispari 20210322

TWITTERONE dalla Lettonia

Andris Rāviņš Sindaco di Jelgav,e Sylvester Stallone, Viesturs Āboiņš e Vera Roķe hanno ricevuto in dono da Liga Sarah Lapinska alcune antologie Made in Ischia

 Per conto di DILA.

1) Andris Rāviņš, Sindaco di Jelgava, ha ricevuto la nostra antologia più recente “Arte Altrove“.
Già prima aveva accettato con piacere la nostra antologia “Una pagina un emozione” e una dalle mie grafiche.
Lui, come tanti di noi, attualmente è piuttosto preoccupato per le regole troppo severe imposte dalla pandemia del Covid. Infatti, in ogni campo, non è facile lavorare in maniera sempre più distanti uno dall’altro.

2) Ho inviato a Sylvester Stallone, uomo forte ed intelligente, attore e pittore, la mia grafica “La Meditazione” e la nostra antologia, secondo me particolarmente speciale, “Una pagina, un emozione“.
Alcune poesie, per esempio di Roberta Panizza e di Bruno Mancini, le ho tradotte per Sylvester in inglese.
Anche le narrative e le fiabe di Ksenia Svetlova, di Angela Maria Tiberi, di Boriss Cilevičs, di Valery Chursanov e, di conseguenza, le mie, le ho tradotto per Sylvester in inglese.
Nato in America, egli ha origini pugliesi.
Suo padre, morto ben tanto tempo fa, era, infatti, di origini pugliesi come tanti nostri amici
Auguriamo a Sylvester Stallone, ai suoi figli e s tutti i suoi più cari affetti la possibilità di realizzare i loro sogni.

3) A Viesturs Āboiņš, che attualmente sta scrivendo un interessante libro in cui si parla della guerra e dei suoi istigatori, di storia e dei tempi moderni.
Viesturs ha ricevuto con piacere le nostre antologie “Arte Altrove”, “Penne Note Matite”, “Premio internazionale di poesia Otto milioni” (dedicato al Commendatore Agostino Lauro) e “Adotta una poesia”.
È stato contento di poter leggere le nostre poesie anche nella sua lingua madre lettone.
Ha ricevuto anche due mie grafiche “We Are Eternal” e “The Presence”.
Ringrazio Viesturs, perché non solo sa scrivere importanti libri di storia, ma opera anche per aiutarci nelle situazioni di emergenza provando a capire le nostre storie personali, le nostre tragedie, i nostri desideri, i nostri talenti e le nostre abilità.

4) La nostra “Giardiniera” Vera Roķe con l’interesse e la simpatia di sempre ha ricevuto l’antologia “Magari un’emozione” nella quale vi partecipante anche lei.
I suoi vasi, i suoi candelabri, le sue poesie, la sua casa piccola ma ospitale, tutto è grazioso e auguriamo a lei, alla sua cagnolina e alla sua famiglia buona salute!

Il Dispari 20210322

Il Dispari 20210322Il Dispari 20210315 – Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

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Il Dispari 20210412 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210412 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210412

Origine differente ma identico risultato

Il brano che propongo oggi, tratto dal mio racconto “La notizia virgola, la condanna punto” – inserito nel volume secondo della serie “Per Aurora”, scritto alla fine degli anni ’80 -, è di palese attualità anche se l’origine della riflessione in esso descritta (l’automatizzazione dei processi produttivi) è totalmente differente da quella odierna (la pandemia) che in questi mesi sta portando gran parte del popolo italiano alle identiche conclusioni.
Il personaggio descritto è effettivamente vissuto sulla nostra isola d’Ischia, godendo di una notevole notorietà.

Dal Racconto “La notizia virgola, la condanna punto”

Edoardo: -«Durante gli anni a cavallo del 1960, l’uomo più conosciuto in tutte le contrade dell’isola non era governato da abitudini, nel senso che non veniva posseduto da azioni ripetitive incontrollate.
Certamente era consuetudinario, totalmente, ma sempre in quanto poteva vantarsi di aver costruito razionalmente quel tipo di comportamento.»
Edith: -«Metodico abitudinario.»
Edoardo: -«Per non dimenticare le chiavi di casa, non lasciare il tempo alla pietanza di scuocersi, per ricordare le scadenze dei pagamenti, i santi ed i compleanni, per passare dall’uscio al letto la notte, dal letto al bagno la mattina (il pomeriggio e la sera riti adeguati), per trovare il libro il disco la penna la cravatta i calzini il numero di telefono del petulante sconosciuto, e poi dormire su un lato, sedere in un modo, guardare parlare pensare, finanche pensare, tutto veniva snocciolato dalla costruzione programmata che lui aveva preteso di organizzare.
Quando si accorse che aveva acceso una sigaretta (ne fumava quaranta al giorno) senza esserne cosciente, smise di fumare.
Ad un amico francese scrisse di non poter accettare che una sigaretta entrasse nella sua vita senza un avallo proveniente da una sua decisione.»
Tom: -«L’amico ribatté “Ma cosa dici! Fumare è un vizio”.»
Edoardo: -«E lui rispose: “Ed io lo uccido”.
I suoi standard ripetitivi erano coccolati, difesi, abbelliti, dichiarati.
Prodotti geniali di un assoluto epicureismo.
Come un orologio svizzero giapponese robotizzato satellitare della generazione che verrà, super garantito, iper indistruttibile, solennemente perfetto.»
Edith: -«Guarda che… »
Tom: -«Sì lo so.»
Edith: -«Vorrei che tu…»
Tom: -«Già fatto.»
Edith: -«Mi passi il bicchiere?»
Tom: -«Quale dei due?»
Edoardo: -«Provate ad invertire, andava dicendo, il senso di apertura e chiusura del frigorifero che avete da dieci anni, cambiate posto all’interruttore della luce nell’ingresso della vostra casa, modificate la posizione dei numeri sul disco telefonico, fate un esperimento, e poi ditemi per quante migliaia di volte vi sarete comportati come se non ci fossero stati cambiamenti.
Quasi sradicherete con un colpo la cerniera del caro vecchio frigo, riempirete di manate la parete ormai vedova dell’interruttore, cercherete di parlare con Bruno Mancini sulla linea telefonica riservata della donna più inchiappettabile secondo gli italiani.»
Tom: -«Ed aveva ragione.»
Edoardo: -«Fino a quando la sua mente, assolutamente mai distratta da attività lavorative e comunque neppure da quotidiane necessità di sopravvivenza, ebbe un parto che lui, per gli amici Scisciò, paragonò ad un miracolo.
E come tale voleva gridarlo al mondo intero.»
Tom: -«Scisciò nel ricordo di due suoi contemporanei veniva chiamato Scisciotto.»
Edoardo: -«Scisciò Scisciotto non era fesso.
Sappiamo per certo che in quel tempo si era già allenato a pensare, e forte della nuova abitudine che chiamava cogito, trascorse un quarto della vita, per lui breve, a decidere se rendere urbi et orbi manifesta la gestazione mentale (ricevendone i dovuti applausi e complimenti), oppure se organizzarsi in maniera tale da consentire che il miracolo fosse comprensibile, misterioso ma non troppo, cioè sfruttabile.
Naturalmente a totale beneficio di sé veggente profeta mago cartomante astrologo, paragonabile a Fidel Bud Cri Hit XIV – XII – VIII Greg Pio Giov Ma Maome, oltre che dei suoi aventi causa: pastorelli e pastori d’Abruzzo e Molise che ogni anno percorrevano due volte la dorsale Appenninica con i loro greggi.»
Tom: -«L’uomo è un animale di abitudini e la sua più grande abitudine è quella di lavorare.» Edoardo: -«Lavorare, lavorare diciotto ore il giorno.
Sono trascorsi poco più di duecento anni dall’epoca degli schiavi dell’America pre-rivoluzionaria. Quando arrivarono le lotte di classe diventarono dieci ore.
Ora otto ore e quaranta, vero?
Falso?
Scisciò viaggiava nel mondo al tempo delle canzoni di Gino (sapore di sale, il cielo in una stanza), il giorno in cui fu illuminato dalla risposta al suo dilemma… »
Tom: -«… se le dodici ore sono diventate otto e quaranta, domani con le nuove tecnologie potrebbero ridursi a trenta per settimana e forse se un inquilino importante di Londra lo richiedesse, forse, anche a meno.»
Edoardo: -«Un veggente, un indovino.
La birra è finita, concludi con i suoi pensieri.»
Edith: -«L’uomo è un animale di abitudini e la sua più grande abitudine è lavorare, lavorare, lavorare.
Toglietegli il lavoro e non saprà più come comportarsi, cosa fare, perché esistere.
Quasi aprisse il frigo dalla parte sbagliata.
Boccheggiante in apnea.
Quindi io, che non ho mai lavorato, prenderò posto su un balcone di Piazza Venezia ed alla folla oceanica osannante, confermerò la già sussurrata notizia della mia disponibilità.
Pronto ad istruirli, inquadrarli, gerarchizzarli, come un missionario, forte della cultura delle mie esperienze a governare le abitudini, e, in particolare, con la inattaccabile verità della mia assoluta adattabilità a vivere senza lavorare.
Allora sì, senza dubbio, tutti coloro che avevano gridato con rabbia “Vogliamo lavorare vogliamo lavorare”, mi acclameranno portandomi in trionfo.
Come il loro Re Custode Balia Allenatore Imperatore Comandante Duce!
Che voglio, un titolo una medaglia un tesoro un impero un esercito pronto a duellare morire sacrificarsi samurai donne prone e maschi incazzati… ?
AVRO’ TUTTO.»
Edoardo: -«Complimenti per aver ripetuto il suo pensiero tutto in un fiato.
Comunque, un terribile giorno, sbalordito, capì di essere incompleto.»
Edith: -«Si sentì privo di lavoro gratificante?»
Tom: -«Gli mancava una medaglia?»
Edith: -«Voleva un figlio?»
Edoardo: -«Ormai era quasi calvo, la vista indebolita gli concedeva a stento di leggere i giornali, aveva smesso di scazzottarsi con invadenti e rompicoglioni, non fumava, non beveva, non inseguiva sottane, per scelta, per abitudine.»
Tom: -«Abitudine voluta.»
Edith: -«Allora?»
Edoardo: -«Allora aveva dolorosamente compreso che nonostante tutti gli sforzi (ormai erano decenni che ci provava), neppure usando la super tecnica più raffinata della super benzina da formula uno che trascinava nel bagagliaio delle sue esperienze, mai avrebbe potuto rendere perfettamente organizzata ogni parte della sua vita.»
Edith: -«Infatti, gli sarebbe mancata in ogni caso l’abitudine del sogno, perché i sogni, quelli veri, non si possono governare.»

TWITTERONE dalla Lettonia

Helena Komarova ha ricevuto in dono da Liga Sarah Lapinska alcune antologie Made in Ischia

Liga Sarah Lapinska ci presenta così Helena Komarova ritratta in una foto con una dalle nostre antologie “Penne Note Matite“.
«Questa signora legge, da tempo, le nostre poesie con buon umore.
Ha fatto tanto bene nella sua lunga vita.
Ha perseguito, con le sue attività durante la sua vita, il pensiero che dice :”Mi piace dare ma talvolta sono troppo timida nel ricevere.”
Ora che è diventata fragile vorrebbe che la gente più giovane di lei fosse più entusiasta nel seguire il suo esempio.
Anche se lei orma ha grossi problemi nell’uscire di casa da sola, nonostante tutto, lei prova non solo ad aiutarci con un buon consiglio ma anche a rallegrarci con la sua ospitalità.
Ringraziamo Lei di tutto cuore!»

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210329

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

Spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni, a Roma,

sede cerimonia premiazione OTTO MILIONI 2020

A chiusura della nona edizione del Premio internazionale “Otto Milioni“, la cerimonia di consegna degli attestati decorati in oro dalla pittrice Milena Petrarca, si terrà a Roma sabato 10 aprile 2021 alle ore 11 nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 4.

Ovviamente, perdurando l’incertezza sulle restrizioni agli spostamenti imposte per il contenimento della pandemia COVID, l’incontro sarà intenso ma informale con tutti i finalisti che vorranno/potranno parteciparvi, riservandoci di effettuarlo on-line e trasmetterlo in streaming nel caso fosse impossibile realizzarlo in presenza.

A nome dell’Associazione DILA ringrazio vivamente Chiara Pavoni che metterà a disposizione il suo spazio magico “Interno 4” con tutta la sua organizzazione e che fungerà da speciale Madrina della cerimonia in rappresentanza della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Rinnovando i complimenti per i risultati, saranno premiati:

Angela Maria Tiberi

Anna Alessandrino

Chiara Pavoni

Dalila Boukhalfa

Daniel Hooper

Daniele Bartocci

Domenico Umbro

Elena Puccinelli

Emanuela Di Stefano

Gaetano Di Meglio

Jeanfilip

Liga Sarah Lapinska

Liliana Manetti

Luciana Capece

Maria Francesca Mosca

Maria Luisa Neri

Mariapia Ciaghi

Michela Zanarella

Milena Petrarca

Nicola Pantalone

Roberta Panizza

Roberto Prandin

Sacha Savastano

Santina Amici

Sergey Kyrychenko

Silvana Lazzarino

Soledad Lamas Gonzalez

Stefano Degli Abbati

Valerien Bressy

 

Bruno Mancini

Presidente DILA

 

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

“Da Ischia L’Arte – DILA” nel palinsesto di IL MAGGIO DEI LIBRI

La notizia è che ben 30 eventi dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con il titolo “EVVIVA GLI ARTISTI” sono stati inseriti nel palinsesto di “IL MAGGIO DEI LIBRI”.

Poiché questo è il quarto anno consecutivo che DILA prende parte a “IL MAGGIO DEI LIBRI”, molti lettori di questa pagina conoscono già l’importanza della manifestazione e le modalità di accesso ai progetti DILA.

L’auspicio è che molti artisti ischitani vorranno intervenire come portatori di iniziative in linea con le indicazioni dell’Associazione.

Per meglio illustrare la straordinaria valenza, anche mediatica e non solo nazionale, ascrivibile a “IL MAGGIO DEI LIBRI” basterà precisare che “IL MAGGIO DEI LIBRI” è una iniziativa del “CENTRO PER IL LIBRO E LA LETTURA” in concorso con il “MINISTERO DELLA CULTURA”, che si sviluppa con l’intervento della “FARNESINA” e del “MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITà E DELLA RICERCA”, con la collaborazione di “ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani”, “CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME”, “Comitato nazionale Dante 2021”, “IO LEGGO CON TE”, “LIBRIAMOCI A SCUOLA”, “PREMIO STREGA RAGAZZE E RAGAZZI”, “CITTà CHE LEGGE”, “SCRIVIAMOCI”, “IPZS (Poligrafico e zecca dello Stato italiano)”, “FAI (Fondo Ambiente italiano)”, “AICI (Associazione delle istituzioni di cultura italiane)”, “ROMICS (Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games)”, “Messaggerie libri”, “La Feltrinelli”, “IBS (catalogo di prodotti culturali)”, “Cric (coordinamento riviste italiane di cultura)”, “Rai cultura”, “Radio Kids”.

Nel sito ufficiale di IL MAGGIO DEI LIBRI si legge che “Nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile, “Il Maggio dei Libri” è una campagna nazionale che invita a portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto. Ogni anno, la campagna varca i confini nazionali unendo nella comune passione per la lettura anche alcune scuole italiane all’estero. Grazie alla collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nel corso delle edizioni si sono svolti appuntamenti in: Argentina (Buenos Aires e Morón), Belgio (Liegi e il sito UNESCO Blegny-Mine), Brasile (San Paolo), Canada (Toronto), Croazia (Albona e Zara), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino), Grecia (Atene), Perù (Lima), Romania (Bucarest), Slovenia (Pirano), Spagna (Barcellona), Svizzera (Lugano e Poschiavo) e Turchia (Smirne).

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

L’edizione di quest’anno si svolgerà fra il 23 aprile e il 31 maggio 2021.

I 30 eventi made in Ischia “EVVIVA GLI ARTISTI” avranno la durata di circa 20 minuti ciascuno, saranno trasmessi on-line con inizio alle ore 19, abbracceranno tutte le forme letterarie (non ci sono vincoli né preclusioni, si possono organizzare reading, letture all’aperto, bookcrossing, incontri letterari, gruppi di lettura, laboratori, letture ad alta voce…) con intermezzi di ogni arte: dalla musica alla recitazione, dalle mostre pittoriche alla recitazione ecc.

Ecco, pertanto, che nelle 30 puntate saranno inseriti singoli video della durata massima di 5 minuti, selezionati tra quelli che perverranno, entro e non oltre il prossimo 10 aprile, all’indirizzo e-mail dila@emmegiischia.com

I video dovranno essere privi di contenuti coperti da copyright, e i loro autori si assumeranno tutte le responsabilità relative ai diritti personali (privacy -decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196-, diritti d’immagine ecc.) eventualmente vantati dalle persone che vi parteciperanno.

TUTTE le forme d’arte vi potranno essere rappresentate.

Oltre alla già indicata durata massima di 5 minuti, i video dovranno essere inviati in un formato NON compresso (avi, mp4, mpeg-2, ecc.)

Questo è il link degli eventi DILA sul sito ufficiale di il maggio dei libri

https://www.ilmaggiodeilibri.it/edizione_2021/appuntamenti.html

Questa è la pagina web in cui saranno pubblicate tutte le notizie degli eventi EVVIVA I POETI

https://www.emmegiischia.com/wordpress/il-maggio-dei-libri-2021/

Questo è il link fb per l’accesso agli eventi

https://www.facebook.com/events/797510477530234/

INFO: dila@emmegiischia.com

Ischia 25 marzo 2021

Bruno Mancini

Presidente DILA

Il Dispari 20210329 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20210329 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20210322 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210322

Il Dispari 20210322

Bruno Mancini | Emanuela Eleonora Di Stefano

ideatrice e voce narrante di video poesia

«Pochi versi per narrare il senso d’inquietudine “imperfetto” dell’animo umano.
La voce dolce e pulita, se pur decisa di Emanuela Eleonora Di Stefano, non lascia spazio a dubbi, sposandosi perfettamente con un contesto in stile dark, sottolineato da un sound post punk davvero impressionante, facendo riaffiorare alla mente le atmosfere tipiche post apocalittiche dei movie in stile anni ‘80, mescolate con una sub cultura spesso presente nella letteratura psichedelica tipica degli anni ’60 (nata in California) nella quale la ragione spesso si confondeva con la follia».

Questa recensione di Daniele Borgia sottolinea l’ingegnosa realizzazione di un video in cui Emanuela Eleonora Di Stefano si è proposta come voce narrante di una mia poesia.

Che Emanuela fosse una straordinaria poetessa, una delicatissima pittrice, una donna di grande spessore sociale, una fanciulla con anima adulta, una seduttrice innocente, un’amica affidabile e che racchiudesse nella sua estroversa umanità tante altre qualificanti bellezze… lo sapevo da un po’ di anni in una costante costruzione – a partire da nostro ormai più che decennale incontro virtuale – ma con il suo video ha stupito anche me per l’invadente acquisizione con la quale ha messo in stupenda cornice una delle mie poesie di più difficile articolazione nella presentazione scenica.

Emanuela è riuscita nell’impossibile e posso solo ringraziarla, perché costruire un video interessante presentando la lettura di frasi d’amore non è un processo di straordinaria complessità come lo è, invece, il temerario tentativo di esprimere il senso, più o meno recondito, di queste poche frase prive di effetti speciali tratte dalla raccolta di poesie “Non rubate la mia vita” (2005 – 2007):

 Poesia sporca

La radio avanza sulle curve magnetiche.
Nel suo frantoio
spirano avanzi
innominabili
di belle speranze.
Nessun arpeggio interrompe la macina.
Stritolata
da robuste ganasce
sporca poesia mi imbratta.

Daniele Borgia ha aggiunto un ulteriore commento al video:

Un poema all’avanguardia e un interpretazione sublime… solo tu sai dare vita a perle cosi intense ed intellettualmente stimolanti create per pochi occhi e per poche orecchie.”

Emanuela Di Stefano gli ha risposto chiarendo, nel profondo, il modo del suo approccio alla poesia in particolare e alla vita in generale:

“La mia tendenza è valorizzare le cose che mi sfiorano l’emisfero emozionale.
“Non possiedo “minimalismo” nelle mie espressioni e nutro sana ribellione nei confronti dell’ignoranza (chi ignora).
Quando ci si libera dalle catene della ristrettezza mentale si smette di giudicare, e si riesce a guardare oltre poche parole.
Il valore delle cose si basa sulla costruzione di infinite possibilità e sulla scoperta di nuove vedute, dello stesso oggetto… ed è ciò che ho fatto con questi versi di Bruno Mancini!”

Per chi abbia voglia di partecipare attivamente alla verifica delle loro considerazioni questo è il link al video:

https://youtu.be/TRFAjuV-GDs

POESIA SPORCA

Versi di Bruno Mancini
Idea e narrazione Emanuela Eleonora Di Stefano
Progetto a cura di Daniele Borgia (Produttore discografico, responsabile della sezione musicale della EtroMirror edizioni/ed. musicali)
Recensione di Daniele Borgia
Musiche di “Trudging Along” Godmode
Videoediting Roberto Scorta (Fotografo freelance, video maker, specializzato in eventi musicali e manifestazioni live).

Emanuela Eleonora Di Stefano

Emanuela Eleonora Di Stefano

ROBERTO SCORTA

ROBERTO SCORTA

DANIELE BORGIA

DANIELE BORGIA

Il Dispari 20210322

TWITTERONE dalla Lettonia

Andris Rāviņš Sindaco di Jelgav,e Sylvester Stallone, Viesturs Āboiņš e Vera Roķe hanno ricevuto in dono da Liga Sarah Lapinska alcune antologie Made in Ischia

 Per conto di DILA.

1) Andris Rāviņš, Sindaco di Jelgava, ha ricevuto la nostra antologia più recente “Arte Altrove“.
Già prima aveva accettato con piacere la nostra antologia “Una pagina un emozione” e una dalle mie grafiche.
Lui, come tanti di noi, attualmente è piuttosto preoccupato per le regole troppo severe imposte dalla pandemia del Covid. Infatti, in ogni campo, non è facile lavorare in maniera sempre più distanti uno dall’altro.

2) Ho inviato a Sylvester Stallone, uomo forte ed intelligente, attore e pittore, la mia grafica “La Meditazione” e la nostra antologia, secondo me particolarmente speciale, “Una pagina, un emozione“.
Alcune poesie, per esempio di Roberta Panizza e di Bruno Mancini, le ho tradotte per Sylvester in inglese.
Anche le narrative e le fiabe di Ksenia Svetlova, di Angela Maria Tiberi, di Boriss Cilevičs, di Valery Chursanov e, di conseguenza, le mie, le ho tradotto per Sylvester in inglese.
Nato in America, egli ha origini pugliesi.
Suo padre, morto ben tanto tempo fa, era, infatti, di origini pugliesi come tanti nostri amici
Auguriamo a Sylvester Stallone, ai suoi figli e s tutti i suoi più cari affetti la possibilità di realizzare i loro sogni.

3) A Viesturs Āboiņš, che attualmente sta scrivendo un interessante libro in cui si parla della guerra e dei suoi istigatori, di storia e dei tempi moderni.
Viesturs ha ricevuto con piacere le nostre antologie “Arte Altrove”, “Penne Note Matite”, “Premio internazionale di poesia Otto milioni” (dedicato al Commendatore Agostino Lauro) e “Adotta una poesia”.
È stato contento di poter leggere le nostre poesie anche nella sua lingua madre lettone.
Ha ricevuto anche due mie grafiche “We Are Eternal” e “The Presence”.
Ringrazio Viesturs, perché non solo sa scrivere importanti libri di storia, ma opera anche per aiutarci nelle situazioni di emergenza provando a capire le nostre storie personali, le nostre tragedie, i nostri desideri, i nostri talenti e le nostre abilità.

4) La nostra “Giardiniera” Vera Roķe con l’interesse e la simpatia di sempre ha ricevuto l’antologia “Magari un’emozione” nella quale vi partecipante anche lei.
I suoi vasi, i suoi candelabri, le sue poesie, la sua casa piccola ma ospitale, tutto è grazioso e auguriamo a lei, alla sua cagnolina e alla sua famiglia buona salute!

Il Dispari 20210322

Il Dispari 20210322Il Dispari 20210315 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210315

Il Dispari 20210315

Marcia Sedoc, da Renzo Arbore a Federico Fellini,

intervistata per IL DISPARI da Liliana Manetti

Marcia Sedoc, nata nell’ex colonia olandese del Suriname da Richel Bell e Ronald Sedoc, due medici di etnia creola/indios, è la prima di sei fratelli.

Verso la fine degli anni sessanta emigrò nei Paesi Bassi, divenendo una top model a soli 17 anni. Trasferitasi a Roma nel 1988, si è distinta come soubrette, ballerina, cantante, attrice di teatro e di cinema.

Nei primi anni ottanta, in Italia venne scelta con un’altrettanto giovane Moana Pozzi da Federico Fellini, per una piccola ma significativa parte in Ginger e Fred.

Dopo poco, Renzo Arbore la vide e le fece fare i provini Rai per il suo programma “Indietro tutta!”

Dotata di forme dolci e provocanti, Marcia si mise ben presto in luce, tanto da essere considerata la capogruppo delle ragazze Cacao Meravigliao e un sex symbol.

Successivamente, per la popolarità raggiunta, Marcia Sedoc è stata spesso ospite in varie trasmissioni Rai quali “Telethon”,” L’Italia in diretta”, “Serata mondiale con Alba Parietti e Valeria Marini”, “Pronto, Raffaella?”, “Maurizio Costanzo Show” e “Uno Mattina”.

Ha preso parte anche alle miniserie “I vigili urbani” con Lino Banfi e “Il commissario Corso”.

È tornata al cinema lavorando per Lamberto Bava in “Le foto di Gioia” con Serena Grandi, dove interpretava il ruolo di Kelly; per Tinto Brass in “Snack Bar Budapest”, per Claudio Fragasso in “After Death”, e per Claudio Bonivento in “Le giraffe”con Sabrina Ferilli e Veronica Pivetti; ha lavorato, inoltre, con i registi Pupi Avati, Gianni Lepre e Bruno Corbucci.

Liliana Manetti, collaboratrice della redazione di questa pagina, ha intervistato Marcia Sedoc in esclusiva per IL DISPARI

D:- Dov’è nata e come è cresciuta?

R:- Io sono nata in Suriname nella capitale Paramaribo dove ho vissuto qualche anno con la mia zia e i miei cugini, perché i miei erano partiti verso l’Olanda per lavoro.
Sono stata molto felice perché era accolta come una loro figlia. Ho dei bellissimi ricordi.
Poi sono partita anche io per Amsterdam per raggiungere la famiglia.

D:- Come è iniziato il suo successo?

R:- È iniziato in Olanda a 16 anni come modella.
Poi in Italia ho fatto cinema e teatro e televisione.
Un bel giorno ho sostenuto il provino per “Indietro tutta” con Renzo Arbore e da quel momento ho spiccato il volo ed ho avuto modo con il famoso gruppo “Cacao meravigliao” di conoscere tutta la penisola d’Italia.

D:- Quali sono state le esperienze artistiche più importanti per lei?

R:- In teatro come protagonista di “Antonio e Cleopatra” tutto il testo in Shakespeare ed è stata la prova più difficile per me, ma è stata anche una scuola di vita.
Lavoravo anche 12 al giorno facendo le prove.
Poi “Ginger and Fred”, e ancora prima con il grande maestro Fellini.
Inoltre ho lavorato con Mastroianni e anche con la grande attrice Moana Pozzi.
Quindi sono andata avanti con un altro film in cui ho partecipato: “Le giraffe” con la regia di Bonivento dove ho lavorato con un’altra grande attrice Irene Pivetti e la grande e mitica Sabrina Ferilli.
Posso andar avanti ma troppo lunga la lista!

D:- Come è stato il rapporto lavorativo con Renzo Arbore?

R:- È stato molto bello e divertente lui è molto allegro ed era molto avanti con il varietà.
È stata  un un’esperienza bellissima.

D:- Ha partecipato anche a concorsi importanti di bellezza?

R:- Sì. Come modella a 18 anni ho vinto miss Black Holland.

D:- Le piace fare sport e viaggiare?

R:- Mi piace molto lo sport. Ho fatto taekwondo, pugilato, calcio, e bicicletta e anche
danza.
Poi amo viaggiare e conoscere tante altre realtà, confrontarmi e imparare.

D:- Ci vuole raccontare i suoi progetti futuri?

R:- Uno dei mie progetti e il Asdbrasilsportclub dove sono vice presidente e porto avanti la nostra squadra femminile.
Poi c’è un altro progetto che abbiamo per i ragazzi speciale per il calcio.
E ancora un laboratorio per lo spettacolo, moda, portamento, teatro e musica
Un programma TV tutto mio prodotto dalla assfajalobyitalia olanda suriname
Prossimamente sullo schermo condotto e ideata da me “Non Solo Cacao”.
Questo sarà l’anno della rinascita, mai perdere la speranza!

Che dire? Un’artista completa e di grande successo che sa sempre andare avanti con grinta e rinnovarsi con le maggiori energie positive.

Liliana Manetti

Il Dispari 20210315

Il Dispari 20210315

 

Monologo per Giuseppe Lorin

” Il Paradiso non è eterno”

 

Giuseppe Lorin, dopo l’applaudita interpretazione video del monologo “Metempsicosi spirituale”

https://youtu.be/FazVBQ4gF9s

(con testo del sottoscritto e musiche di Roberto Prandin eseguite da Domenico Umbro e Raffaele Pagliaruli), è attualmente impegnato nella registrazione di altri testi (tra cui ” Il Paradiso non è eterno” che pubblichiamo qui di seguito) da lui stesso selezionati tra quelli proposti dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con questa testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con la regista scenografa e attrice Chiara Pavoni, con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, con il magazine EUDONNA e la Casa editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi.

 

Il Paradiso non è eterno

Quando ero ragazzo la spiaggia dei Maronti incarnava significati di gran lunga superiori ad ogni altra bellezza naturale di tutta l’Isola d’ Ischia.

La sabbia dell’arenile, doppia da non lasciare sul corpo la minima traccia di un granello. L’orizzonte sgombero da qualsiasi terra emersa, mare e cielo a cento ottanta gradi.

Neanche uno sparuto scoglio oltre la riva.

Rarissima, una nave da carico lontana molte miglia, poteva essere scambiata per un’ombra di nuvola.

Subito a ridosso dell’arenile, un canneto africano: arso approdo di uccelli migratori affaticati da traversate di giorni interi.

Le quaglie stremate da avvicinare quasi fossero pulcini.

Dopo pochi metri di terriccio tufaceo giallo, misto a ciottoli levigati dalle lunghe risacche, ecco che appariva, immensa, la parete scoscesa di una collinetta ricoperta da arbusti e da cespugli.

Bisognava percorrerla, in salita oppure in discesa, seguendo un viottolo angusto il quale, simile ad un rigagnolo, in molte anse s’interrompeva costringendo sia a saltare tra speroni di rocce sia a compiere pericolose arrampicate.

Inerpicati ed aggrappati a radici e sassi, graffi e ginocchia sbucciate, di solito, targavano i nostri corpi.

Le ragazze dai capelli a trecce e grandi occhi scuri non osavano affrontare l’avventura, a meno che non avessero il petto adolescente pieno di passione, e forte la volontà di cedere abbandonate in un abbraccio segreto e rubato.

Noi rubavamo alla vista degli altri i sentimenti della nostra spontanea ingenuità e la sincerità dei nostri gesti.

Ai Maronti, sulla sabbia, in un anfratto di grotta, con la mia amata tra le braccia, al tramonto, di fronte al sole tiepido delle primavere ischitane, potevo anche pensare che “Il paradiso non è eterno” mentre la dondolavo con una poesia:

Prima dell’alba   
regalami un verso   
così che io possa   
sfrontata babbuccia   
ricamo sulla brina  
imprimere.   
 
Al sole tenero   
vederti piangere di gioia.
 

Bruno Mancini

Il Dispari 20210315

Giuseppe Lorin

Il Dispari 20210315

DILA

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Il Dispari 20210315 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210315 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210315

Il Dispari 20210315

Marcia Sedoc, da Renzo Arbore a Federico Fellini,

intervistata per IL DISPARI da Liliana Manetti

Marcia Sedoc, nata nell’ex colonia olandese del Suriname da Richel Bell e Ronald Sedoc, due medici di etnia creola/indios, è la prima di sei fratelli.

Verso la fine degli anni sessanta emigrò nei Paesi Bassi, divenendo una top model a soli 17 anni. Trasferitasi a Roma nel 1988, si è distinta come soubrette, ballerina, cantante, attrice di teatro e di cinema.

Nei primi anni ottanta, in Italia venne scelta con un’altrettanto giovane Moana Pozzi da Federico Fellini, per una piccola ma significativa parte in Ginger e Fred.

Dopo poco, Renzo Arbore la vide e le fece fare i provini Rai per il suo programma “Indietro tutta!”

Dotata di forme dolci e provocanti, Marcia si mise ben presto in luce, tanto da essere considerata la capogruppo delle ragazze Cacao Meravigliao e un sex symbol.

Successivamente, per la popolarità raggiunta, Marcia Sedoc è stata spesso ospite in varie trasmissioni Rai quali “Telethon”,” L’Italia in diretta”, “Serata mondiale con Alba Parietti e Valeria Marini”, “Pronto, Raffaella?”, “Maurizio Costanzo Show” e “Uno Mattina”.

Ha preso parte anche alle miniserie “I vigili urbani” con Lino Banfi e “Il commissario Corso”.

È tornata al cinema lavorando per Lamberto Bava in “Le foto di Gioia” con Serena Grandi, dove interpretava il ruolo di Kelly; per Tinto Brass in “Snack Bar Budapest”, per Claudio Fragasso in “After Death”, e per Claudio Bonivento in “Le giraffe”con Sabrina Ferilli e Veronica Pivetti; ha lavorato, inoltre, con i registi Pupi Avati, Gianni Lepre e Bruno Corbucci.

Liliana Manetti, collaboratrice della redazione di questa pagina, ha intervistato Marcia Sedoc in esclusiva per IL DISPARI

D:- Dov’è nata e come è cresciuta?

R:- Io sono nata in Suriname nella capitale Paramaribo dove ho vissuto qualche anno con la mia zia e i miei cugini, perché i miei erano partiti verso l’Olanda per lavoro.
Sono stata molto felice perché era accolta come una loro figlia. Ho dei bellissimi ricordi.
Poi sono partita anche io per Amsterdam per raggiungere la famiglia.

D:- Come è iniziato il suo successo?

R:- È iniziato in Olanda a 16 anni come modella.
Poi in Italia ho fatto cinema e teatro e televisione.
Un bel giorno ho sostenuto il provino per “Indietro tutta” con Renzo Arbore e da quel momento ho spiccato il volo ed ho avuto modo con il famoso gruppo “Cacao meravigliao” di conoscere tutta la penisola d’Italia.

D:- Quali sono state le esperienze artistiche più importanti per lei?

R:- In teatro come protagonista di “Antonio e Cleopatra” tutto il testo in Shakespeare ed è stata la prova più difficile per me, ma è stata anche una scuola di vita.
Lavoravo anche 12 al giorno facendo le prove.
Poi “Ginger and Fred”, e ancora prima con il grande maestro Fellini.
Inoltre ho lavorato con Mastroianni e anche con la grande attrice Moana Pozzi.
Quindi sono andata avanti con un altro film in cui ho partecipato: “Le giraffe” con la regia di Bonivento dove ho lavorato con un’altra grande attrice Irene Pivetti e la grande e mitica Sabrina Ferilli.
Posso andar avanti ma troppo lunga la lista!

D:- Come è stato il rapporto lavorativo con Renzo Arbore?

R:- È stato molto bello e divertente lui è molto allegro ed era molto avanti con il varietà.
È stata  un un’esperienza bellissima.

D:- Ha partecipato anche a concorsi importanti di bellezza?

R:- Sì. Come modella a 18 anni ho vinto miss Black Holland.

D:- Le piace fare sport e viaggiare?

R:- Mi piace molto lo sport. Ho fatto taekwondo, pugilato, calcio, e bicicletta e anche
danza.
Poi amo viaggiare e conoscere tante altre realtà, confrontarmi e imparare.

D:- Ci vuole raccontare i suoi progetti futuri?

R:- Uno dei mie progetti e il Asdbrasilsportclub dove sono vice presidente e porto avanti la nostra squadra femminile.
Poi c’è un altro progetto che abbiamo per i ragazzi speciale per il calcio.
E ancora un laboratorio per lo spettacolo, moda, portamento, teatro e musica
Un programma TV tutto mio prodotto dalla assfajalobyitalia olanda suriname
Prossimamente sullo schermo condotto e ideata da me “Non Solo Cacao”.
Questo sarà l’anno della rinascita, mai perdere la speranza!

Che dire? Un’artista completa e di grande successo che sa sempre andare avanti con grinta e rinnovarsi con le maggiori energie positive.

Liliana Manetti

Il Dispari 20210315

Il Dispari 20210315

 

Monologo per Giuseppe Lorin

” Il Paradiso non è eterno”

 

Giuseppe Lorin, dopo l’applaudita interpretazione video del monologo “Metempsicosi spirituale”

https://youtu.be/FazVBQ4gF9s

(con testo del sottoscritto e musiche di Roberto Prandin eseguite da Domenico Umbro e Raffaele Pagliaruli), è attualmente impegnato nella registrazione di altri testi (tra cui ” Il Paradiso non è eterno” che pubblichiamo qui di seguito) da lui stesso selezionati tra quelli proposti dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con questa testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con la regista scenografa e attrice Chiara Pavoni, con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, con il magazine EUDONNA e la Casa editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi.

 

Il Paradiso non è eterno

Quando ero ragazzo la spiaggia dei Maronti incarnava significati di gran lunga superiori ad ogni altra bellezza naturale di tutta l’Isola d’ Ischia.

La sabbia dell’arenile, doppia da non lasciare sul corpo la minima traccia di un granello. L’orizzonte sgombero da qualsiasi terra emersa, mare e cielo a cento ottanta gradi.

Neanche uno sparuto scoglio oltre la riva.

Rarissima, una nave da carico lontana molte miglia, poteva essere scambiata per un’ombra di nuvola.

Subito a ridosso dell’arenile, un canneto africano: arso approdo di uccelli migratori affaticati da traversate di giorni interi.

Le quaglie stremate da avvicinare quasi fossero pulcini.

Dopo pochi metri di terriccio tufaceo giallo, misto a ciottoli levigati dalle lunghe risacche, ecco che appariva, immensa, la parete scoscesa di una collinetta ricoperta da arbusti e da cespugli.

Bisognava percorrerla, in salita oppure in discesa, seguendo un viottolo angusto il quale, simile ad un rigagnolo, in molte anse s’interrompeva costringendo sia a saltare tra speroni di rocce sia a compiere pericolose arrampicate.

Inerpicati ed aggrappati a radici e sassi, graffi e ginocchia sbucciate, di solito, targavano i nostri corpi.

Le ragazze dai capelli a trecce e grandi occhi scuri non osavano affrontare l’avventura, a meno che non avessero il petto adolescente pieno di passione, e forte la volontà di cedere abbandonate in un abbraccio segreto e rubato.

Noi rubavamo alla vista degli altri i sentimenti della nostra spontanea ingenuità e la sincerità dei nostri gesti.

Ai Maronti, sulla sabbia, in un anfratto di grotta, con la mia amata tra le braccia, al tramonto, di fronte al sole tiepido delle primavere ischitane, potevo anche pensare che “Il paradiso non è eterno” mentre la dondolavo con una poesia:

Prima dell’alba   
regalami un verso   
così che io possa   
sfrontata babbuccia   
ricamo sulla brina  
imprimere.   
 
Al sole tenero   
vederti piangere di gioia.
 

Bruno Mancini

Il Dispari 20210315

Giuseppe Lorin

Il Dispari 20210315

Il Dispari 20210308 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210308

INSISTENZA di Antonín Kosík edito da Il Sextante

Antonín Kosík (Praga, 1952), è un matematico, un filosofo, uno scrittore, dalle molteplici esperienze internazionali, a cominciare dalla rivista Vulgo.net alla quale hanno aderito anche scrittori italiani.

Antonín Kosík è autore del racconto, o meglio dei “saggi sulla memoria”, dal titolo “Insistenza”  tradotto dalla lingua ceca con copertina di Giulio Acquaviva.

Sono in programma, non appena possibile, alcune sue presentazioni a Napoli, Salerno e Acciaroli e, naturalmente, noi dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte DILA” in collaborazione con questa testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio ma, soprattutto, grazie ai sempre più intensi rapporti di proficua cooperazione con Mariapia Ciaghi titolare della Casa editrice IL SEXTANTE e del magazine Eudonna, faremo di tutto affinché anche Ischia sia inserita nel tour del celebre scrittore.

Recensione di PIERLUIGI ALBERTONI

È vero? Dipende?

Per Antonin Kosik, filosofo e matematico nato a Praga nel 1952, l’Idea del ciclista è un cavallerizza e la pedalata una cavalcata.

D’altronde i sogni non importa se è o come si interpretano, importante come Antonin ce li racconta.

Tra l’altro le sue 10 divagazioni non si svolgono, come sarebbe pensabile, nella affascinante Praga, sua città natale, in quella Praga magica tanto cara ad Angelo Maria Ripellino, sfruttando una sensazione di Andrè Breton, ma in un paese dell’America del Sud in cui strani peones come Ignacio Moreno Aranda, vive la sua vita senza farsi andare i grilli e le costolette d’agnello per traverso.

La soluzione: non avvertire mai la strana sensazione di stare in una sala d’attesa del dentista. Spicciola filosofia di un matematico filosofo o filosofo matematico (le due filosofie si compendiano) in cui il massimo sforzo è sapere di far festa al Martedì.

Non per un riposo fideistico, come il Venerdì per i Musulmani, il Sabato per gli Ebrei, la Domenica per i cattolici ma perché al Martedì Ignacio Morena Aranda deve trangugiare l’essere stato lasciato, tanti anni prima, da Rebeca.

Un amore esistenziale inane che però gli era servito per conoscere una giraffa.

Anacronismi e incongruenze fantastiche, di Sogni strampalati come lo sportello in cui si vendono lecca-lecca, fiammiferi e birra ma, in cui, pur trovandosi a venti chilometri dalla più vicina arteria ci si aspettano folle enormi attaccata al campanaccio che non doveva mai smettere di suonare.

Si potrebbe opinare che questo non è la verità.

Però è la vostra verità Diversa da quella di Antonin Kosic, come diversa è la riga tracciata da voi da una retta geometrica.

Semmai è un pezzo di retta che ha in comune con la retta la dichiarazione del vostro intento. Dichiaro che sto tracciando un segmento di retta.

C’è sempre un qualcosa di enunciato, di concordato che si differenzia da quanto si ritiene VERO. Come le ore, al contrario, del cimitero ebraico di Praga.

Un  tempo di sottrazione che soltanto per convenzione si può misurare.

Così si può anche enunciare una verità, che non ha niente a che vedere con la verità acclarata, soltanto e sempre per consenso.

Occorre accettare.

Fidarsi dei poeti.

La verità che si vuole è sempre verosimile e anche se Rebeca non è l’amore, per Ignacio Morena Aranda  può sempre essere una giraffa.

P.S.

Anch’io come il Mario de L’idea del ciclismo per snellire il traffico giro su un tappeto volante.

Ne ho due: uno grande per gli spostamenti importanti ed uno  utilitario per girare in città.

Li tengo arrotolati posteggiati davanti a casa.

Occorre soltanto credere nel processo giusto. Purtroppo non sempre riesce.

Ma siete o non siete uomini di fede?

Monologo per Giuseppe Lorin

“Io mi ero innamorato”

Prologo ad un racconto mai scritto

Non è facile per uno scrittore innamorarsi.

In primo luogo perché il narcisismo, implicito in tutti ed in ciascuno, è certamente estremizzato nel letterato impegnato per propria scelta a costruire illusorie sagome di umanità.

Addobbato con semplici strumenti impietosi di un Deo creatore (un foglio di carta ed una penna), egli non ne è immune.

Paola e Francesco, ovvero Paolo e Francesca, non furono creati per un disperato accattonaggio di malinconica auto stima.

Non siamo tanto ingenui.

Poi, con retorica, potrei anche domandarmi quale possibilità di innamorarsi abbiano i drammaturghi che sbriciolano pensieri inesistenti.

Non tutte le sedie hanno anime di legno e collanti vinilici, né sempre sono state utilizzate in funzione di un appoggio per il culo.

Dove, comunque, lo scrittore mostra evidente l’impotenza a perdersi dietro un grande amore, è nella sua scelta di infiorettare, con costrutti lessicali, concetti disinvoltamente abbandonati da persone comuni durante pubblici colloqui metropolitani.

Io, invece, mi ero innamorato.

Scrittore innamorato.

Non mi riferisco all’amore per un altro essere vivente (uomo, donna, animale, incognito), poiché di simili nostri pasticci sono già sufficientemente pieni i rotocalchi.

Dicevo, avrei voluto dire, avrei voluto dire con un linguaggio equivocante, voglio dire, che gli scrittori difficilmente provano passione per una frase non costruita nella loro officina letteraria.

Ebbene, proprio così, sì, io, imbalsamatore di parole, credei di essermi innamorato di una frase.

«Io sono una birra che non potete bere in un sorso solo.»

Tale sarà per te, temerario lettore, questo mio racconto.

Bruno Mancini

 

 

Il Dispari 20210308

Attenzione!

Il prossimo 10 marzo 2021 è la data di scadenza per le iscrizioni alla decima edizione del Premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione dell’Associazione culturale algerina “ADA” di Dalila Boukhalfa, della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, del magazine EUDONNA e della Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi.

TEMA LIBERO

Le iscrizione alle sei sezioni del premio (Poesia, Arti Grafiche, Musica, Giornalismo, Recitazione, Narrativa) sono completamente GRATUITE.

INFO e regolamento: dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20210308

 

Il Dispari 20210301 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210301

Il Dispari 20210301

Premio internazionale “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione dell’Associazione culturale algerina “ADA” di Dalila Boukhalfa, della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, del magazine EUDONNA e della Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi

decima edizione 2021

TEMA LIBERO

Qui di seguito pubblichiamo un estratto del regolamento che si potrà scaricare integralmente dal sito

Premi “Otto milioni” 2021 decima edizione

 

L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.

Il Premo si sviluppa in sei sezioni: Poesia, Arti Grafiche, Musica, Narrativa, Giornalismo, Recitazione.

Autori italiani e stranieri potranno iscrivere loro opere.

Tutte le opere iscritte alle sei sezioni del Premio non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA e dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 10 MARZO 2021

1) Per la sezione Poesia, i testi dovranno essere scritti in lingua italiana, inviati in formato word, e composti da un massimo di 30 righe compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe.

2) Per la sezione Arti grafiche le opere potranno essere composte con qualsiasi tecnica (acquerello, collage, tempera, murales, scultura, olio, fotografia, digitale, ceramica, ecc.) e dovranno essere inviate in formato jpeg o simile.

3) Per la sezione Musica i brani musicali potranno essere eseguiti con qualsiasi stile e qualsiasi strumentazione, anche solo vocale, o solo musicale, dovranno avere la durata massima di 4 minuti, NON dovranno includere contenuti protetti da copyright e dovranno essere inviati in formato mp3 o mp4.

4) Per la sezione  Narrativa i testi dovranno essere scritti in lingua italiana, dovranno essere composti da un massimo di 5.000 caratteri spazi inclusi e titolo compreso, e dovranno essere inviati in formato word.

5) Per la sezione Giornalismo gli articoli dovranno essere scritti in lingua italiana, composti da un massimo di 5.000 caratteri spazi inclusi e titolo compreso, ed inviati in formato word.

6)  Per la sezione Recitazione i brani di recitazione potranno essere eseguiti con qualsiasi stile e qualsiasi strumentazione, dovranno avere la durata massima di 4 minuti, NON dovranno includere contenuti protetti da copyright, dovranno essere inviati in formato mp3 o mp4.

Info & contatti: – Tel. 3914830355 (ore 14-23) – dila@emmegiischia.com

GIUSEPPE LORIN PERSONALITÀ SILENTE DELLA CULTURA ITALIANA

Giuseppe Lorin è attore, regista, romanziere, critico letterario, autore, conduttore e giornalista.

Lui si definisce semplicemente “uomo di cultura”.

Ha studiato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e si è specializzato all’International Film Institut of London con Richard Attenborough e in Pubblicità e Marketing presso l’Università Luigi Bocconi di Milano.

È ideatore del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “Le Ragunanze”, presidente Michela Zanarella.

Docente di Interpretazione con il Metodo Mimesico e Dizione interpretativa, è anche giornalista pubblicista.

Ha vinto diversi premi e riconoscimenti ed è giurato in importanti premi letterari e cinematografici nazionali ed internazionali.

Con “Cistiberim, Vmbilicvs Vrbis Romae”, vol.1 e “Cistiberim, il Potere e l’Ambizione”, vol.2, che seguono “Transtiberim. Trastevere, il mondo dell’oltretomba”, Bibliotheka edizioni, l’autore è alla sua nona pubblicazione dopo l’apprezzato “Manuale di Dizione” (Nicola Pesce, Tespi ed. – 2009) con prefazione di Corrado Calabrò e contributi di Dacia Maraini, consultabile anche nelle biblioteche statali di settore.

Il suo incommensurabile amore per Roma l’ha portato a scrivere “Da Monteverde al mare” (David and Matthau – 2013), i cui contenuti sono ora nel suo libro “Transtiberim”, poiché la casa editrice li ha messi fuori commercio, “Tra le argille del tempo” (David and Matthau – 2015), primo romanzo postfantastorico, “Roma, i segreti degli antichi luoghi” (David and Matthau – 2016) e “Roma, la verità violata” (Alter Ego – 2017), romanzo pensato per una fiction di cui tre personaggi sono visibili su NonSoloPhoto per Youtube.

Nella primavera 2019, ed in occasione della elezione di Matera a Città della Cultura, Bibliotheka edizioni presenta “Dossier Isabella Morra”, la storia di un femminicidio del ‘500, nel materano, voluto dai fratelli di Isabella, la poetessa uccisa a 29 anni!

Sette poeti hanno apportato, per questo dossier di Giuseppe Lorin, i loro contributi poetici: dalla prefazione di Dante Maffia impreziosita con una sua poesia dedicata a Isabella Morra; a Dacia Maraini; da Corrado Calabrò a Michela Zanarella; da Marcella Continanza a Vittorio Pavoncello e ad Antonella Radogna.

“Transtiberim. Trastevere, il mondo dell’oltretomba” – Bibliotheka edizioni, è da considerarsi un amico-guida per visitare i posti che si trovano sulla sponda destra del Tevere, e così incontriamo Trastevere, uno dei quartieri più suggestivi di Roma, dove immaginate di passeggiare per i vicoli, le piazze, le vie, avendolo accanto in funzione di guida che vi sveli la storia e il significato simbolico di ogni edificio, monumento, fontana e chiesa incontrati.

Infatti, lo scopo di questo agile volume illustrato è l’intenzione di voler ricostruire, rendendone l’incanto al lettore, il fascino di Trastevere, partendo dalle origini del quartiere, non soltanto tramite analisi di tipo artistico-architettonico, ma anche attraverso il racconto di aneddoti che si perdono tra il verosimile e il leggendario e vicende di personaggi più o meno celebri che hanno legato le loro azioni a questo storico rione.

Al pari di questo libro guida è Cistiberim, diviso nei due volumi, per la conoscenza storica dei posti sulla riva sinistra del fiume sacro ai romani.

Così, Giuseppe Lorin, che allo studio della città eterna ha dedicato gran parte della sua vita e della sua esperienza letteraria, ci regala un’opera consultabile a più livelli: dal semplice piacere narrativo all’uso turistico-didattico.

I libri hanno avuto il placet dal nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Per non dimenticare la grandezza e la bellezza di Roma, nonostante le scellerate azioni di chi dovrebbe tutelarne lo sterminato patrimonio culturale, ma non sempre lo fa.

Giuseppe Lorin di se stesso dice:

Il mio interesse per Roma, la città dove sono nato, si è sviluppato gradualmente negli anni.

Avendo genitori non di Roma; mio padre di Padova e Venezia, mia madre di Capua e Napoli, quando venivano a trovarci i parenti dal nord e dal sud d’Italia, mia madre, avendo da sbrigare le faccende domestiche per l’accoglienza dei parenti, delegava me che avevo una decina d’anni, per portarli a visitare Roma, città unica nel suo genere.

Poi, negli studi superiori, con la prof. di Storia dell’Arte si andava il sabato in giro per l’Urbs a conoscere nello specifico i posti storici degli eventi che hanno reso insuperabile questa nostra Roma.

I sentimenti che mi legano a questi luoghi spaziano dai ricordi a momenti quotidiani di emozioni a volte dovute a profumi, a voli improvvisi di pappagalli verdi che ormai a migliaia colorano i parchi della capitale d’Italia.

A ricordi che all’improvviso si fanno vivi solo a vedere un volto che ne ricorda un altro, un gesto affabile nei miei confronti mi emoziona e nel contempo mi meraviglia specialmente se viene da persone che non si conoscono”.

Giuseppe Lorin, dopo l’applaudita interpretazione video del monologo “Metempsicosi spirituale

(con testo del sottoscritto e musiche di Roberto Prandin eseguite da Domenico Umbro e Raffaele Pagliaruli), è attualmente impegnato nella registrazione di altri testi da lui stesso selezionati tra quelli proposti da Autori partecipanti ai progetti Made in Ischia organizzati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con questa testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con la regista scenografa e attrice Chiara Pavoni, con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, con il magazine EUDONNA e la Casa editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi.

Con ciò creando le premesse della sua partecipazione come ospite d’onore ad uno dei primi eventi culturali che “Da Ischia L’Arte – DILA”, passate le restrizioni per la pandemia, organizzerà ad Ischia.

Quanto prima, contiamo di indicarvi i link ai quali accedere per assistere alle sue nuove performance.

La foto è uno scatto di Jashin Calafato.

Bruno Mancini

 

DILA

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Il Dispari 20210308 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20210308

INSISTENZA di Antonín Kosík edito da Il Sextante

Antonín Kosík (Praga, 1952), è un matematico, un filosofo, uno scrittore, dalle molteplici esperienze internazionali, a cominciare dalla rivista Vulgo.net alla quale hanno aderito anche scrittori italiani.

Antonín Kosík è autore del racconto, o meglio dei “saggi sulla memoria”, dal titolo “Insistenza”  tradotto dalla lingua ceca con copertina di Giulio Acquaviva.

Sono in programma, non appena possibile, alcune sue presentazioni a Napoli, Salerno e Acciaroli e, naturalmente, noi dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte DILA” in collaborazione con questa testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio ma, soprattutto, grazie ai sempre più intensi rapporti di proficua cooperazione con Mariapia Ciaghi titolare della Casa editrice IL SEXTANTE e del magazine Eudonna, faremo di tutto affinché anche Ischia sia inserita nel tour del celebre scrittore.

Recensione di PIERLUIGI ALBERTONI

È vero? Dipende?

Per Antonin Kosik, filosofo e matematico nato a Praga nel 1952, l’Idea del ciclista è un cavallerizza e la pedalata una cavalcata.

D’altronde i sogni non importa se è o come si interpretano, importante come Antonin ce li racconta.

Tra l’altro le sue 10 divagazioni non si svolgono, come sarebbe pensabile, nella affascinante Praga, sua città natale, in quella Praga magica tanto cara ad Angelo Maria Ripellino, sfruttando una sensazione di Andrè Breton, ma in un paese dell’America del Sud in cui strani peones come Ignacio Moreno Aranda, vive la sua vita senza farsi andare i grilli e le costolette d’agnello per traverso.

La soluzione: non avvertire mai la strana sensazione di stare in una sala d’attesa del dentista. Spicciola filosofia di un matematico filosofo o filosofo matematico (le due filosofie si compendiano) in cui il massimo sforzo è sapere di far festa al Martedì.

Non per un riposo fideistico, come il Venerdì per i Musulmani, il Sabato per gli Ebrei, la Domenica per i cattolici ma perché al Martedì Ignacio Morena Aranda deve trangugiare l’essere stato lasciato, tanti anni prima, da Rebeca.

Un amore esistenziale inane che però gli era servito per conoscere una giraffa.

Anacronismi e incongruenze fantastiche, di Sogni strampalati come lo sportello in cui si vendono lecca-lecca, fiammiferi e birra ma, in cui, pur trovandosi a venti chilometri dalla più vicina arteria ci si aspettano folle enormi attaccata al campanaccio che non doveva mai smettere di suonare.

Si potrebbe opinare che questo non è la verità.

Però è la vostra verità Diversa da quella di Antonin Kosic, come diversa è la riga tracciata da voi da una retta geometrica.

Semmai è un pezzo di retta che ha in comune con la retta la dichiarazione del vostro intento. Dichiaro che sto tracciando un segmento di retta.

C’è sempre un qualcosa di enunciato, di concordato che si differenzia da quanto si ritiene VERO. Come le ore, al contrario, del cimitero ebraico di Praga.

Un  tempo di sottrazione che soltanto per convenzione si può misurare.

Così si può anche enunciare una verità, che non ha niente a che vedere con la verità acclarata, soltanto e sempre per consenso.

Occorre accettare.

Fidarsi dei poeti.

La verità che si vuole è sempre verosimile e anche se Rebeca non è l’amore, per Ignacio Morena Aranda  può sempre essere una giraffa.

P.S.

Anch’io come il Mario de L’idea del ciclismo per snellire il traffico giro su un tappeto volante.

Ne ho due: uno grande per gli spostamenti importanti ed uno  utilitario per girare in città.

Li tengo arrotolati posteggiati davanti a casa.

Occorre soltanto credere nel processo giusto. Purtroppo non sempre riesce.

Ma siete o non siete uomini di fede?

Monologo per Giuseppe Lorin

“Io mi ero innamorato”

Prologo ad un racconto mai scritto

Non è facile per uno scrittore innamorarsi.

In primo luogo perché il narcisismo, implicito in tutti ed in ciascuno, è certamente estremizzato nel letterato impegnato per propria scelta a costruire illusorie sagome di umanità.

Addobbato con semplici strumenti impietosi di un Deo creatore (un foglio di carta ed una penna), egli non ne è immune.

Paola e Francesco, ovvero Paolo e Francesca, non furono creati per un disperato accattonaggio di malinconica auto stima.

Non siamo tanto ingenui.

Poi, con retorica, potrei anche domandarmi quale possibilità di innamorarsi abbiano i drammaturghi che sbriciolano pensieri inesistenti.

Non tutte le sedie hanno anime di legno e collanti vinilici, né sempre sono state utilizzate in funzione di un appoggio per il culo.

Dove, comunque, lo scrittore mostra evidente l’impotenza a perdersi dietro un grande amore, è nella sua scelta di infiorettare, con costrutti lessicali, concetti disinvoltamente abbandonati da persone comuni durante pubblici colloqui metropolitani.

Io, invece, mi ero innamorato.

Scrittore innamorato.

Non mi riferisco all’amore per un altro essere vivente (uomo, donna, animale, incognito), poiché di simili nostri pasticci sono già sufficientemente pieni i rotocalchi.

Dicevo, avrei voluto dire, avrei voluto dire con un linguaggio equivocante, voglio dire, che gli scrittori difficilmente provano passione per una frase non costruita nella loro officina letteraria.

Ebbene, proprio così, sì, io, imbalsamatore di parole, credei di essermi innamorato di una frase.

«Io sono una birra che non potete bere in un sorso solo.»

Tale sarà per te, temerario lettore, questo mio racconto.

Bruno Mancini

 

 

Il Dispari 20210308

Attenzione!

Il prossimo 10 marzo 2021 è la data di scadenza per le iscrizioni alla decima edizione del Premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione dell’Associazione culturale algerina “ADA” di Dalila Boukhalfa, della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, del magazine EUDONNA e della Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi.

TEMA LIBERO

Le iscrizione alle sei sezioni del premio (Poesia, Arti Grafiche, Musica, Giornalismo, Recitazione, Narrativa) sono completamente GRATUITE.

INFO e regolamento: dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20210308

 

Il Dispari 20210301 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210301

Il Dispari 20210301

Premio internazionale “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione dell’Associazione culturale algerina “ADA” di Dalila Boukhalfa, della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, del magazine EUDONNA e della Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi

decima edizione 2021

TEMA LIBERO

Qui di seguito pubblichiamo un estratto del regolamento che si potrà scaricare integralmente dal sito

Premi “Otto milioni” 2021 decima edizione

 

L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.

Il Premo si sviluppa in sei sezioni: Poesia, Arti Grafiche, Musica, Narrativa, Giornalismo, Recitazione.

Autori italiani e stranieri potranno iscrivere loro opere.

Tutte le opere iscritte alle sei sezioni del Premio non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA e dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 10 MARZO 2021

1) Per la sezione Poesia, i testi dovranno essere scritti in lingua italiana, inviati in formato word, e composti da un massimo di 30 righe compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe.

2) Per la sezione Arti grafiche le opere potranno essere composte con qualsiasi tecnica (acquerello, collage, tempera, murales, scultura, olio, fotografia, digitale, ceramica, ecc.) e dovranno essere inviate in formato jpeg o simile.

3) Per la sezione Musica i brani musicali potranno essere eseguiti con qualsiasi stile e qualsiasi strumentazione, anche solo vocale, o solo musicale, dovranno avere la durata massima di 4 minuti, NON dovranno includere contenuti protetti da copyright e dovranno essere inviati in formato mp3 o mp4.

4) Per la sezione  Narrativa i testi dovranno essere scritti in lingua italiana, dovranno essere composti da un massimo di 5.000 caratteri spazi inclusi e titolo compreso, e dovranno essere inviati in formato word.

5) Per la sezione Giornalismo gli articoli dovranno essere scritti in lingua italiana, composti da un massimo di 5.000 caratteri spazi inclusi e titolo compreso, ed inviati in formato word.

6)  Per la sezione Recitazione i brani di recitazione potranno essere eseguiti con qualsiasi stile e qualsiasi strumentazione, dovranno avere la durata massima di 4 minuti, NON dovranno includere contenuti protetti da copyright, dovranno essere inviati in formato mp3 o mp4.

Info & contatti: – Tel. 3914830355 (ore 14-23) – dila@emmegiischia.com

GIUSEPPE LORIN PERSONALITÀ SILENTE DELLA CULTURA ITALIANA

Giuseppe Lorin è attore, regista, romanziere, critico letterario, autore, conduttore e giornalista.

Lui si definisce semplicemente “uomo di cultura”.

Ha studiato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e si è specializzato all’International Film Institut of London con Richard Attenborough e in Pubblicità e Marketing presso l’Università Luigi Bocconi di Milano.

È ideatore del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “Le Ragunanze”, presidente Michela Zanarella.

Docente di Interpretazione con il Metodo Mimesico e Dizione interpretativa, è anche giornalista pubblicista.

Ha vinto diversi premi e riconoscimenti ed è giurato in importanti premi letterari e cinematografici nazionali ed internazionali.

Con “Cistiberim, Vmbilicvs Vrbis Romae”, vol.1 e “Cistiberim, il Potere e l’Ambizione”, vol.2, che seguono “Transtiberim. Trastevere, il mondo dell’oltretomba”, Bibliotheka edizioni, l’autore è alla sua nona pubblicazione dopo l’apprezzato “Manuale di Dizione” (Nicola Pesce, Tespi ed. – 2009) con prefazione di Corrado Calabrò e contributi di Dacia Maraini, consultabile anche nelle biblioteche statali di settore.

Il suo incommensurabile amore per Roma l’ha portato a scrivere “Da Monteverde al mare” (David and Matthau – 2013), i cui contenuti sono ora nel suo libro “Transtiberim”, poiché la casa editrice li ha messi fuori commercio, “Tra le argille del tempo” (David and Matthau – 2015), primo romanzo postfantastorico, “Roma, i segreti degli antichi luoghi” (David and Matthau – 2016) e “Roma, la verità violata” (Alter Ego – 2017), romanzo pensato per una fiction di cui tre personaggi sono visibili su NonSoloPhoto per Youtube.

Nella primavera 2019, ed in occasione della elezione di Matera a Città della Cultura, Bibliotheka edizioni presenta “Dossier Isabella Morra”, la storia di un femminicidio del ‘500, nel materano, voluto dai fratelli di Isabella, la poetessa uccisa a 29 anni!

Sette poeti hanno apportato, per questo dossier di Giuseppe Lorin, i loro contributi poetici: dalla prefazione di Dante Maffia impreziosita con una sua poesia dedicata a Isabella Morra; a Dacia Maraini; da Corrado Calabrò a Michela Zanarella; da Marcella Continanza a Vittorio Pavoncello e ad Antonella Radogna.

“Transtiberim. Trastevere, il mondo dell’oltretomba” – Bibliotheka edizioni, è da considerarsi un amico-guida per visitare i posti che si trovano sulla sponda destra del Tevere, e così incontriamo Trastevere, uno dei quartieri più suggestivi di Roma, dove immaginate di passeggiare per i vicoli, le piazze, le vie, avendolo accanto in funzione di guida che vi sveli la storia e il significato simbolico di ogni edificio, monumento, fontana e chiesa incontrati.

Infatti, lo scopo di questo agile volume illustrato è l’intenzione di voler ricostruire, rendendone l’incanto al lettore, il fascino di Trastevere, partendo dalle origini del quartiere, non soltanto tramite analisi di tipo artistico-architettonico, ma anche attraverso il racconto di aneddoti che si perdono tra il verosimile e il leggendario e vicende di personaggi più o meno celebri che hanno legato le loro azioni a questo storico rione.

Al pari di questo libro guida è Cistiberim, diviso nei due volumi, per la conoscenza storica dei posti sulla riva sinistra del fiume sacro ai romani.

Così, Giuseppe Lorin, che allo studio della città eterna ha dedicato gran parte della sua vita e della sua esperienza letteraria, ci regala un’opera consultabile a più livelli: dal semplice piacere narrativo all’uso turistico-didattico.

I libri hanno avuto il placet dal nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Per non dimenticare la grandezza e la bellezza di Roma, nonostante le scellerate azioni di chi dovrebbe tutelarne lo sterminato patrimonio culturale, ma non sempre lo fa.

Giuseppe Lorin di se stesso dice:

Il mio interesse per Roma, la città dove sono nato, si è sviluppato gradualmente negli anni.

Avendo genitori non di Roma; mio padre di Padova e Venezia, mia madre di Capua e Napoli, quando venivano a trovarci i parenti dal nord e dal sud d’Italia, mia madre, avendo da sbrigare le faccende domestiche per l’accoglienza dei parenti, delegava me che avevo una decina d’anni, per portarli a visitare Roma, città unica nel suo genere.

Poi, negli studi superiori, con la prof. di Storia dell’Arte si andava il sabato in giro per l’Urbs a conoscere nello specifico i posti storici degli eventi che hanno reso insuperabile questa nostra Roma.

I sentimenti che mi legano a questi luoghi spaziano dai ricordi a momenti quotidiani di emozioni a volte dovute a profumi, a voli improvvisi di pappagalli verdi che ormai a migliaia colorano i parchi della capitale d’Italia.

A ricordi che all’improvviso si fanno vivi solo a vedere un volto che ne ricorda un altro, un gesto affabile nei miei confronti mi emoziona e nel contempo mi meraviglia specialmente se viene da persone che non si conoscono”.

Giuseppe Lorin, dopo l’applaudita interpretazione video del monologo “Metempsicosi spirituale

(con testo del sottoscritto e musiche di Roberto Prandin eseguite da Domenico Umbro e Raffaele Pagliaruli), è attualmente impegnato nella registrazione di altri testi da lui stesso selezionati tra quelli proposti da Autori partecipanti ai progetti Made in Ischia organizzati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con questa testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con la regista scenografa e attrice Chiara Pavoni, con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, con il magazine EUDONNA e la Casa editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi.

Con ciò creando le premesse della sua partecipazione come ospite d’onore ad uno dei primi eventi culturali che “Da Ischia L’Arte – DILA”, passate le restrizioni per la pandemia, organizzerà ad Ischia.

Quanto prima, contiamo di indicarvi i link ai quali accedere per assistere alle sue nuove performance.

La foto è uno scatto di Jashin Calafato.

Bruno Mancini

 

Il Dispari 20210222 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210222

Premio internazionale di Poesia “Otto milioni”

REGOLAMENTO

decima edizione 2021

TEMA LIBERO

  1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
  2. Una commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare in maniera insindacabile le poesie che parteciperanno alla fase finale del Premio.
  3. Soci dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro poesia direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento. Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti in una Giuria della sezione poesia del Premio. Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini sono equiparati agli Associati DILA.
  4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 4 poesie ciascuno.
  5. Le poesie iscritte al Premio:
  6. a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA;
  7. b) dovranno essere inviate in formato word a dila@emmegiischia.com
  8. c) dovranno essere scritte in lingua italiana
  9. d) dovranno essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe).
  10. e) potranno essere scritte in una delle seguenti lingue <arabo, francese, inglese, lettone, russo, spagnolo> purché, SOLO in questo caso, siano accompagnate dal versamento di 10.00€ ciascuna come contributo per la traduzione in italiano che verrà effettuata da poeti collaboratori dell’Ass. DILA. Tali versamenti andranno effettuati sull’IBAN che verrà indicato in maniera privata.
  11. A richiesta degli Autori, TUTTE le poesie iscritte al Premio potranno essere pubblicate nell’antologia “DECIMA EDIZIONE”. Tale loro pubblicazione sarà subordinata al versamento, relativo all’ordine di acquisto di almeno due copie dell’antologia, che dovrà essere effettuato sull’IBAN IT52V0514239930CC1331129692. La ricevuta andrà allegata all’invio della documentazione necessaria all’iscrizione della poesia al Premio.
  12. La mancata adesione alla suddetta opportunità editoriale NON pregiudicherà in alcun modo la partecipazione delle poesie al Premio.
  13. L’antologia sarà regolarmente provvista di un codice ISBN. Il prezzo di copertina del volume in bianco e nero sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro settembre 2021.
  14. L’Autore, per partecipare al Premio, dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa a questo regolamento e dovrà inviarla a dila@emmegiischia.com debitamente firmata, insieme al file della poesia proposta.
  15. La votazione conclusiva che designerà la poesia vincitrice, avverrà sommando i punti ricevuti mediante: a)link ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b)coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) schede allegate all’antologia “ARTE ALTROVE” (1 voto = 30 punti), d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio -i punti totali assegnati a ciascuna Giuria saranno pari al totale dei punti espressi al capo a).
  16. Le poesie per partecipare al Premio dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 10 MARZO 2021.
  17. Il mancato rispetto di una qualsiasi delle norme di questo regolamento sarà causa di esclusione della poesia dal premio.
  18. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 30 marzo 2021.
  19. La classifica finale sarà resa nota in una data compresa tra il 10 ottobre e il 31 dicembre 2021.
  20. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 20 ottobre e il 31 dicembre 2021. La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di 10 giorni.
  21. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento, e gli Autori, inviando i propri testi, ne prendono atto in maniera definitiva.

INFO: emmegiischia@gmail.com – Tel. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 22

 

Maria Francesca Mosca – Fili di rugiada

Maria Francesca Mosca, seconda e terza classificata alla nona edizione del Premio internazionale di Poesia “Otto milioni”, ha dato alle stampe un suo volume di poesie intitolato “Fili di Rugiada” con la copertina di Tiziano Cantoni, edito da Ibiskos Ulivieri.

Abbiamo colto l’occasione per chiederle di introdurci al mondo poetico espresso nel libro e lei, che ringraziamo, con molta disponibilità ci ha scritto che…

“L’idea di scrivere questa raccolta liberamente ispirata alle storie degli atleti partecipanti al Giro  d’Italia Handbike, nella ricorrenza della decima edizione, è scaturita in me spontanea dalle emozioni provate seguendo alcune tappe.

Non si possono descrivere, sono lievi sussurri che solo l’animo può cogliere, carezze che si perdono nel vento, cadono rapide come foglie in autunno, ma rinascono ancor più rigogliose e forti con la consapevolezza dei profumi di primavera.

Sono sensazioni fugaci ma profonde, paiono solo sfiorare, ma in realtà tracciano un solco indelebile.

Quando si “vivono” le storie di questi ragazzi si capiscono tante cose, soprattutto emerge il loro  coraggio, la voglia di lottare e di apprezzare la vita.

Ogni giornata è una nuova conquista, in realtà lo è per tutti, ma purtroppo la maggior parte di noi  non ne è consapevole.

Ecco perché “Fili di rugiada”.

Perché l’alba di ogni giorno, con le sue preziose gocce di promesse, crea un legame indissolubile  con la vita stessa e questi “fili” dalla fragilità estrema sono capaci di creare ricami nel tessuto della vita laddove la triste realtà aveva provocato strappi all’apparenza irrimediabili.

 Sanno cucire addosso, in modo indelebile, i sogni per permettere di far volare i valori più veri  come l’amore, l’amicizia, il sano spirito di competizione e, soprattutto, la gioia di vivere.

Ciò che ho voluto far emergere è proprio questo aspetto.

Gli atleti sono bravissimi, alcuni hanno avuto ed hanno importanti affermazioni a livello   nazionale, europeo e mondiale, e questo fa loro ancor più onore e li apprezzo e li applaudo con

incondizionata ammirazione.

Ma la criticità dell’esistenza, la realtà delle emozioni da loro provate e suscitate si concentrano   tutte nella fragilità e nella forza di quei “fili di rugiada”, speranza per chi non ha orizzonti,   confronto per chi crede di averne e, comunque, invisibili ma tenaci legami con la vita stessa,   preziosa in ogni suo attimo.

Così nel testo ho voluto evidenziare da un lato i percorsi di vita degli atleti, diversi tra loro, impegnativi, difficili e con un unico denominatore: l’Amore per la vita, la voglia di riscatto, di esserci sempre e comunque con gioia e determinazione, e dall’altro lato il percorso emozionale di chi, come me, si approccia a questa realtà, magari per la prima volta, e ne rimane coinvolto, sconvolto e affascinato.

Mi è rimasto dentro il sorriso di questi “campioni di vita”, quel sorriso che non è solo esteriore, ma accende gli occhi e li illumina e per questo ho voluto dedicare, ad ognuno di loro, una poesia, come lieve carezza, per dire semplicemente il mio GRAZIE!!”

Maria Francesca Mosca e Silvana Lazzarino

Maria Francesca Mosca presentazione Fili di Rugiada alla libreria Hora Felix Roma. in foto Laila Scorcelletti, M Francesca Mosca, Silvana Lazzarino e Federica Sciandivasci

Maria Francesca Mosca: Fili di rugiada

Fili di rugiada di Maria Francesca Mosca, presentazione Milano

 

Chiara Pavoni – La rinascita 2021

Venerdì 12 febbraio si è svolto un evento, organizzato da FAJALOBY di Marcia Sedoc, presso il Municipio I di Roma con Emanuela Petroni, Pasquale Sciandra, Paolo Polidori, ”Paesi Uniti della Sabina TV Radio – Eventi – News Giornale” di Rieti e Ciadd News RADIO e TV.

La manifestazione è stata organizzata da Marcia Sedoc, Presidente dell’Associazione Fajaloby Olanda Suriname, con il patrocinio del Comune di Roma, del Primo Municipio – Roma Centro storico e del Comitato Roma Capitale, Italia Europa,

Il dibattito è stato moderato dalla grande artista Marcia Sedoc.

Graditi ospiti dell’evento sono stati gli attori: Antonio Fazio con un monologo contro la violenza e Chiara Pavoni, che non è solo un’attrice ma anche una coreografa e ballerina, con una poesia del Presidente dell’Associazione internazionale “Da Ischia L’Arte” Bruno Mancini “Eppure se”.

Foto di Luigi Luogo.
Interviste di Ciad news a cura dell’attrice e giornalista Emanuela Petroni, con foto e dirette Fb di Paul Polidori.

Regia di Pasquale Sciandra.

Produzione e video grafica di Simone Mek.
Un evento epocale in questo periodo in cui il COVID ci costringe ancora in poche attività artistiche e semina vittime anche privatamente e nella vita quotidiana.

Liliana Manetti

DILA

NUSIV

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