Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928

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Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Lucia Fusco | LIRICANDO SOTTO LE STELLE

Nell’Arena del Circolo Cittadino, nel cuore della città, in condizioni di sicurezza, tra mascherine e distanziamento, salutando amici e conoscenti “da lontano” ma sempre con affetto, Latina ha vissuto una serata indimenticabile di lirica, bel canto e applausi promossa dall’Associazione Liricando sotto le stelle.

Avevo già ascoltato il giovane e bel tenore di fama internazionale Francesco Malapena molti anni fa a Ischia, all’hotel Re Ferdinando, in una serata estiva meravigliosa.

Reduce da una tournée internazionale, visibilmente stanco, prima di esibirsi per il pubblico intorno alla piscina dell’albergo, se ne scusò.

Cominciò pian piano, e, in un crescendo, ci condusse alle stelle, invitando i convitati ad accompagnarlo nelle stupende, eterne melodie, a essere protagonisti con lui in un momento alto. Un concerto memorabile, struggente, che dette emozioni indimenticabili ai fortunati in quella ormai lontana sera agostana.

Il tenore ha una potenza e una sensibilità espressiva unica: un grande della lirica.

Malapena è straordinario, avvince e gioca, interagisce con chi lo ascolta.

Conosciuto e amato, dovunque ha vinto prestigiosi premi, portando l’Italia, la bellitudine nelle piazze, nei teatri, nelle televisioni di tutto il mondo.

L’arte è un linguaggio universale che dice Pace, un mosaico di armonia con piccoli tasselli.

Venerdì 4 settembre scorso il magnifico tenore, polistrumentista, ha regalato una serata speciale, suonando il violino in un omaggio a Ennio Morricone, cantando le arie napoletane che tutto il mondo ama e che danno luce e storia alla nostra patria, duettando con la soprano latinense, la brava, talentuosa, elegante Sabrina Fardello bella come il sole, dalla voce limpida, argentina, appassionata e capace di gentili acrobazie melodiche.

La musica napoletana, colta, lirica, eterna, ha incontrato le sonorità espressive blues, pop di Natalia Leopardi che ha interpretato con personale veracità la musica napoletana.

Le poesie di Francesca Ulisse sono state trasformate in performance musicali da Gina Ragazzo. Giovani danzatrici hanno colorato, come fiori, l’arena.

Ha accompagnato al pianoforte il maestro Massimo Nicola Franco.

Vestita in un costume tradizionale messicano, Cecilia Salaices ha reso omaggio all’evento nelle sue qualità di Presidente dell’Associazione Orchidea Latina, di creatrice del Progetto Frida Kahlo nonché di Presidente della sede operativa per la Nazione Messico dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“.

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Una poesia di Luciana Capece

IL CIELO INCENERITO

Una coperta d’ombra scura,
imprigiona progetti al sol nascente
nel lontano borgo d’Oriente.

Silenzi nella capsula della paura
cuciti come ferro da recinto,
a strozzare sogni
nel profitto di chi comanda.

È guerra!

Le bombe,
simile ai mortaretti in festa,
a lapidare casa
di comparto familiare.

Il pianto,
punge cuore di  Madre,
tipo ago trafitto,
mentre il tempo
strappa veloce
innocenza bianca di fanciulla.

Eguale a un letto di foglie morte,
e un diario d’inutile importanza,
dorme in fondo alla polvere
nella sacra terra dello stesso fratello.

——————————–

Una poesia di Tina Bruno

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILASCRIVERE

Scrivere è dare alla penna
il potere di raccontare
i propri pensieri,
le proprie emozioni, il proprio
Amore.
È riconoscere la penna
strumento di comunicazione
che guida il lettore

nella scelta delle letture.
Scrivere è voglia infinita
di empatia, di gioia,
capacità di trasmettere il sapere
aprendo il sipario dell’anima
a chi ama leggere.

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

TWITTERONE

Da Liga Sarah Lapinska, scrittrice, traduttrice, pittrice , ambasciatrice dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per la nazione Lettonia.

1) Per il conto di DILA ho regalato una dalle nostre antologie (il nostro libro “Io fui mortale” contenente poesie mie e del nostro sincero amico Bruno Mancini) e la mia opera d’arte “Childs of Wars” a Viesturs Āboliņš.
Viesturs Āboliņš è un uomo intelligente che sa anche aiutare altre persone che si trovino in difficoltà.
Lui è Autore di fiabe, di opere di narrative, di recensioni e di articoli.
Sul gruppo fb LENOIS abbiamo pubblicato la sua “Fiaba di Vlatia“, dal tema molto attuale, in due lingue, nella sua nativa lettone e nella mia traduzione italiana.
Grazie a te, Viestur

2) Ksenia Svetlova è un lady molto elegante, mamma di due belle figlie, giornalista e deputata del Knesset (Parlamento di Israele ), orgogliosa di presentarci il suo libro più recente “Sui tacchi alti verso il Medio Oriente”.
Lei è una dalle più talentuose scrittrici che fanno parte del nostro concorso “Otto Milioni” organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione del quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, della Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi, dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa e di tante altre organizzazioni associative amiche dei progetti Made in Ischia.
Inoltre, un inedito testo di narrativa di Ksenia Svetlova è stato pubblicata nella nostra antologia “Una pagina, un’emozione” presentata nell’aula magna della SIAM e nel Bookstore del Castello Sforzesco di Milano in occasione della prestigiosa rassegna internazionale Bookcity organizzata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Milano con partner di primo livello internazionale nell’ambito dell’editoria e della comunicazione.
Secondo la tradizione ebrea, festeggiamo il Capodanno, augurando a Ksenia Svetlova, uno sull’altro la Speranza!

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20200921 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200921

Il Dispari 20200921 – Redazione culturale DILA

Ciao a tutti,

purtroppo la vita ci insegna che esistono momenti particolarmente tristi e oggi tocca a me informarvi che il nostro caro amico Antonio Mencarini,  Socio fondatore DILA, VOX di tutti i nostri progetti, non sarà più tra di noi.

Ho espresso  le mie condoglianze alla moglie Elvira e lei si è detta emozionata per la stima e l’amicizia di tutto il gruppo di cui mi sono fatto testimone.

Avvieremo qualche iniziativa per mantenerne il ricordo e, certamente, la prossima edizione di Otto milioni con la relativa antologia sarà dedicata a lui.

Scusatemi la sintesi ma non credo di poter aggiungere altro se non l’invito ad un pensiero in ricordo del Caro Amico Antonio.

Dalla mia raccolta di poesie “Non sono un principe”
(2012 – 2014)

Vox
Antonio Mencarini

Assuefatto,
sbriciola,
nel silenzioso pandemonio acustico
lirismi
taniche di nefandezze oscene,

lanciando,
in orbita,
su mal celato tuttotondo fonico
Ignazio
e suo fratello:

epigoni sbiaditi
del vate siculo.

Antonio Mencarini
legge
“La Sagra del peccato”
chi non ascolta
perde.

Ecco il link ad una delle numerosissime video letture che Antonio ha regalato a tutti gli  scrittori e poeti dei progetti Made in Ischia.

https://youtu.be/OA7M0CZuvBk

Il Dispari 20200921 – Redazione culturale DILA

Pensieri inviati da alcuni amici di Antonio:

 Alberto Liguoro 

Sono assolutamente costernato per questa notizia.

Antonio era la vita fatta persona.

Ma come si fa?

Qualsiasi iniziativa sia in suo ricordo mi vedrà tra i partecipanti.

Dalila Chenah 

Condoglianze per noi tutti mi dispiace. Trasmetti, ti prego, le mie condoglianze alla famiglia.

 

Franco Maccioni 

Una triste notizia volteggia nei nostri cuori. Nel mio animo colori di dolore per la scomparsa del caro amico Antonio. Avrei voluto conoscerlo personalmente nelle varie attività, sempre capace, pronto e sensibile nell’esserci. Lesse una mia poesia che ebbe un premio a “Otto milioni”: mi commosse tanto la sua lettura… bravissimo. Condoglianze alla sua famiglia. R.I.P. caro Antonio nella tua Luce Nuova!

Lucia Fusco 

Mi dispiace molto, condoglianze

 

Alberto Ghirardini 

Spiace leggere : ho di lui ricordi brevi, tutti milanesi, ma piacevoli… quieti e di buon senso, di una persona appassionata, colta, educata e amica.

Estendi, ti prego, queste mie parole alla moglie

 

Antonio Fiore

Mi dispiace moltissimo per la dipartita del carissimo amico Antonio Mencarini, mi associo con tutti voi al dolore e al cordoglio, esprimendo dal profondo del mio cuore sentite condoglianze alla moglie e ai suoi cari.
Resterà per sempre nei nostri pensieri.

Mariapia Ciaghi

Ci uniamo nel doloro e facciamo le nostre sentite condoglianze.

 

Maria Luisa Neri

Mi dispiace molto. Condoglianze a te che lo conoscevi personalmente e alla famiglia da parte mia.

 

Giovanna Li Volti Guzzardi

Una grande tristezza!

Condoglianze alla Famiglia, non lo dimenticheremo mai, era meraviglioso!

Che Dio gli dia il Santo Paradiso!

Va benissimo ciò che farai per il nostro grande Antonio Mencarini, tutti lo porteremo nel cuore e nella mente per sempre!

Lui  si godrà il Santo Paradiso e sarà felice di noi che lo pensiamo sempre, anche dalla lontana Australia!

 

Liga Lapinska           

Perdere un amico,- e la tragedia senza parole anche se sappiamo che lo perderemo.. Mi dispiace molto.

Silvana Lazzarino

mi spiace apprendere questa notizia… ma come scrivi tu a volte non possiamo decidere noi fino in fondo… perché qualcun altro ha deciso così.

La vita è un dono e Antonio Mencarini ha saputo accogliere questo dono, viverlo a pieno restituendo a quanti conosciuti e incontrati il suo entusiasmo nell’agire in ogni contesto: dalla vita personale e familiare a quella lavorativa e dedicata alla cultura

Il suo amore per la vita che ha espresso nelle sue attitudini di poeta, scrittore e interprete nel dare con la sua eccellente voce maggior emozione alle parole, lo ha trasmesso grazie al suo saper comunicare in modo autentico.

Il suo impegno come Socio Fondatore della vostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”  resta vivo anche se fisicamente lui non è più in questa dimensione, perché scintille di luce della sua bellezza continuano a farsi sentire in ogni vostro pensiero, ma anche progetto, iniziativa. Il ricordo di Antonio sempre vivo nella mente di chi lo ha amato e voluto bene è un modo per far brillare questa sua energia di luce che non si spegnerai mai. Il pensiero fa vibrare le emozioni e pensando a lui, la sua luce rispende ancor più.

Gli affetti e amori veri non si perdono mai… continuano ad essere in altra forma di luce, sempre vicino a chi li chiama a sé.

Un abbraccio a te Bruno e un pensiero di vicinanza e affetto per la famiglia di Antonio, in particolare per la moglie Elvira.

 

Alberto Liguoro.

Caro Antonio,

come dimenticare il tuo sorriso coinvolgente? I tuoi modi, sempre pacati, la tua vena ironica; la tua voce, senza acuti e toni stridenti, per cui, a parte la tua corretta conoscenza di diverse lingue, eri chiamato anche “the voice”?

Come dimenticare la lettura delle poesie, e la serata di arte, e di letteratura, col “professore” a Ischia?

E la nostra performance “Che ne facciamo dei libri?”,quel pomeriggio infuocato di sole davanti alla biblioteca “Chiesa Rossa”. Al Parco delle Cascine, a Milano?

E il dopoteatro di Bookcity col “mangiafuoco”, davanti al “Parenti”, dove era anche Pisapia?

Sempre cose belle e giuste; non intrallazzi, non sotterfugi, mai cose da “pelo sullo stomaco”.

L’incontro per un premio letterario in Svizzera, e tante altre cose; ma soprattutto la spontaneità e la sincerità della tua amicizia, che ha fatto di noi, con Bruno, che ci ha presentati, e con altri amici ischitani e internazionali, grazie anche alle moltissime iniziative da lui promosse, una FORZA CORALE, per l’affermazione e la vitalità della CULTURA.

Ciao Antonio

Sono felice di averti conosciuto; mi lasci un grande vuoto; ma sono sicuro che, prima o poi, quando sarà, ci rivedremo da qualche parte, nello SPAZIO/TEMPO, e parleremo di tante altre cose.

 

Silvana Arbia

Mi dispiace. Condoglianze ai famigliari e agli amici. La mia gratitudine e quella della Fondazione per la sua generosa e importante attività.

 

Donatella e Raffaele Brischetto

Mi associo con molto fervore allo sgomento per la dipartita di un amico e di un grande conoscitore dell’animo umano. Ciao Antonio

 

Tina Bruno

Antonio Mencarini, uomo di grande cultura e conoscenza, maestro di recitazione e narrazione, aveva ricevuto dalla vita il dono della voce.
Interpretava la lettura di opere letterarie con passione, creando nell’ascoltatore quelle giuste emozioni capaci di elevare lo spirito.
La sua morte ha colto di sorpresa i suoi ascoltatori che, uniti alla famiglia dal dolore e dal senso di abbandono, esternano sentite condoglianze.

Il Dispari 20200921 – Redazione culturale DILA

E chiudo questa prima pagina di omaggio alla memoria di Antonio Mencarini con tre sue poesie.

 

Mare

‘O mare nun accide
‘o mare è mare
e nun ‘o sape ca te fa paura.

Edoardo De Filippo

 

Un solco continuo scavato da aratri invisibili
la scia bianca immacolata si perde nell’azzurro
il vento scompiglia capelli e arruffa pensieri
gabbiani e delfini danzano intorno alla barca
suonando sinfonie sul pentagramma delle onde
Così la vita che scorre intorno a noi
The sea, la mer, das meer, el mar, pelagos,
il mare.

Si ama e si teme. Calmo sereno benefico
violento cupo, capriccioso e violento.
Ha cullato la vita e ha dato la morte
Così la vita che scorre intorno a noi.
Pace silenzio bolle che salgono argentee
una murena si affaccia e ti guarda
un anemone apre i suoi colori
un rombo assale e mangia un latterino

Il tuo ricordo

Il tuo ricordo
mi trasporta lontano
tra mari in tempesta
e uragani di solitudine

Il tuo ricordo
mi ottenebra la mente
mi riporta nel tempo
tra momenti di felicità
e oscuri sentimenti

Il tuo ricordo
mi perseguita nei sogni
a volte dolcissimi
a volte assurdi incubi

Il tuo ricordo
passato e presente
tiene la mia anima in bilico
tra gioia e disperazione

 

Canto dell’illusione

Troppo vaneggiasti, nel miraggio

che fioriva legittimo dal sangue!

Bella esaltante nell’etereo

ti allucinò la strada del viaggio!

E tu ristavi allora, come affranto

per barbaglio accecante che rilassa…

– non ritrovavi più la nota arcana

che ritmavi – auspicio d’altro canto!

Ti gorgogliava nera nel profondo

la mota del cammino che invischiava

le ali ai tuoi piedi  – che  staccare

anelavi d’un balzo libero e giocondo.

Ti vedevi sulla tua terra strame

infecondo, pugno senza forza;

l’egocentrismo che ti circuiva

era serpente dalle mille brame…

O quanto tu l’odiavi !

Avanti alla pupilla vacillante e sola

era un abisso il mondo – pullulante

d’insetti putrefatti brulicanti.
L’ala tua canora che saliva

nell’iride dei sogni del mattino

si ripiegava, come flora vizza,

 

Ecco il link ad una delle numerosissime video letture che Antonio ha regalato a tutti gli  scrittori e poeti dei progetti Made in Ischia.

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Il Dispari 20200914

Il furto della foto di Maradona

nona puntata del racconto di Bruno Mancini.

Le prime otto puntate sono state pubblicata il 13 e il 27 luglio,  il 3 – 10 – 17 – 24 – 31 agosto, 7 settembre 2020.

Il furto della foto di Maradona

PARTE TERZA

I sogni

Capitolo primo

Bruno: -«Aurora, nonostante il mio diretto coinvolgimento emotivo, questa che ho voluto raccontare, con il prezioso ausilio dei nostri straordinari compagni, sono persuaso che possa sì essere annoverata tra

“Le belle storie d’amore”,

ma sono anche convinto che essa non appartenga ad una singola persona o ad una sola coppia d’individui, né che sarebbe corretto presentarla come la catarsi del bene sul male.

Ho voluto porgerla alla tua attenzione, e naturalmente alla compiacenza dei tuoi ospiti, sviluppando i miei argomenti nella forma recitativa che è ormai consuetudine dei nostri incontri, affinché tu, Signora, possa decidere se dare o non dare un senso d’eternità all’amore tra il Popolo Napoletano e Diego Armando Maradona.

Tanto grande, così palese ed autentico.

Da un lato un uomo che inventa per se stesso un’identità collettiva, dall’altro, l’atavica civiltà di un popolo baro e ladrone che si lascia sedurre dall’integerrimo difensore della giusta amicizia.

Ne parleremo ancora, dopo, se vorrai, ora mi preme chiarire che l’averti proposto la lettura del mio diario non è stato frutto, come ho già detto durante la presentazione iniziale, di civetteria maschile, piuttosto dell’augurio che dalle sue pagine tu, Donna Guascona, possa essere spinta a valutare benevolmente la mia determinazione a punire. Non certo insita nella indole che mi riconosco.

Eppure, in questa occasione, l‘ho espressa con tanta forza da riuscire a trasferirla finanche nello stesso soggetto da sottoporre al castigo.

La baldanzosa indifferenza, con la quale i delinquenti quotidianamente depredavano (e continuano a depredare) di cose care i loro simili, è stata mortificata dalla lucida voglia di giustizia che avevo attivata con il preciso intento di indurre l’autore del furto a privare, per una volta, anche se stesso della sua unica ricchezza.

Mio nonno diceva che chi mangia cavallo non per questo diventa cavallo.

Ignazio di Frigeria e d’Alessandro aveva sottratto, durante tutta la vita, valori ben più preziosi dei semplici altrui oggetti.

Non aveva lesinato d’impossessarsi, subdolamente, finanche di sentimenti e d’idee non di sua pertinenza, pur quando questi fossero stati gelosamente custoditi dai legittimi detentori.

Mai un rimorso.

Mai un pentimento.

Nello scontro con il popolo del Pibe, detto in termini calcistici, imbambolato da finte e contro finte, pallonetti e pallonate, stop a seguire e passaggi smarcanti, genialità irraggiungibili, lui, il ladro senza coscienza, lui che tu hai già conosciuto in passato come mio fratello gemello dato in adozione dalla nascita, Ignazio di Frigeria e D’Alessandro, è finito per diventare, inconsapevolmente, un bene altrui.

I nonni non sempre hanno avuto ragione.

Aurora: -«Le assunzioni di responsabilità (tu hai affermato di averlo consapevolmente indotto al suicidio), quasi mai corrispondono a calcoli ignobili o disdicevoli.

Gli affetti perduti per sempre (Ignazio di Frigeria e d’Alessandro, nel bene e nel male, pur se vissuto in altra famiglia e differente contesto sociale, era comunque tuo fratello gemello) quasi mai si lasciano obnubilare oscurati da altrui ideali.

Perché hai telefonato ignorando chi fosse il tuo interlocutore?

Perché l’hai fatto pur non essendo certo che la persona alla quale ti rivolgevi avesse una personale responsabilità nel furto?

Come hai fatto a valutare la vita di uno sconosciuto meritevole di così immensa punizione?»

Bruno: -«Sai bene che il mio mestiere non è mentire.

Ed io so altrettanto bene che non sarei in grado di provarci neppure con uno sprovveduto.

È vero, la mia ricostruzione è stata incompleta ed il mio comportamento finale è, di conseguenza, passibile di giuste critiche.

Non mentire e non voler ingannare, non presuppongono l’obbligo confessionale della integrale illustrazione degli eventi e di un eventuale susseguente pentimento.

La ragione della mia apparente superficialità è spiegabile dalla precisa e decisa volontà, che non mi ha consentito deroghe, di stralciare dalle pagine del mio diario unicamente i fatti.

Con il loro carico di certezze e riferimenti oggettivi.

I sogni non lo sono.

I sogni sono forse una proiezione di antecedenti malesseri inespressi?

Oppure future aspettative non palesabili?

Visioni?

Chimere?

Lusinghe?

Banali effetti fisici?

Per me i sogni sono segreti.

Per me i sogni sono i segreti del mio cervello.

Per me i sogni sono i segreti della mia anima.

Nessuno ha il diritto, in nome della verità, di rivelare un altrui segreto.

Nessuno ha il diritto di tradire la propria anima o il proprio cervello.

Venerdì, la sera in cui ho ricevuto da comeicinesi@libero.it il messaggio con il numero telefonico da chiamare, è vero, non mi sono neppure posto la domanda di verificare chi fosse il titolare dell’utenza.

Per una precisa ragione.

Neppure durante tutta la successiva giornata ho cercato di sapere a chi esso appartenesse.

Per una precisa ragione.

Ed ancora, ho fatto squillare “quel” numero di telefono, la notte del 14 Agosto alle ore 23.54 senza neppure immaginare l’identità della persona alla quale mi rivolgevo con tanta sicumera.

Per una precisa ragione.

Per una ragione che non giustifica nulla, nel bene e nel male.

Per un sogno.»

Aurora: -«Se io non conoscessi la dignità dei tuoi ideali, dubiterei fortemente di trovarmi di fronte ad una verità. Sarei indotta a credere che le tue argomentazioni siano tentativi di aggiustamenti per comportamenti imprudenti se non addirittura colpevolmente semplicistici.

Se… »

Petrus: -«Signora, mi permetto di interrompere il vostro colloquio, poiché sono depositario di una confidenza che potrebbe risolvere i vostri dubbi.»

Aurora: -«Tu?»

Petrus: -«Io.»

Aurora: -«Ebbene parla.»

Petrus: -«Se potessi divagare maggiormente, mi piacerebbe raccontare l’origine della stima enorme che nutro per una persona (nonostante ella sia completamente astemia!)… »

Aurora: -«Al solito Petrus, bevi una grappa e limitati all’essenziale.

Saresti capace di narrare il diluvio universale o tutta la fuga dall’Egitto.

Essenziale, solo l’essenziale.»

Petrus: -«Grazie per la grappa, meglio doppia.

Conosco la Cristina del messaggio partito dalla casella comeicinesi@libero.it .

Detto semplicemente, ella è la nonna del nostro amico.

Giochiamo spesso insieme a dama, e pochi giorni fa mi ha tenuto impegnato un intero pomeriggio per parlarmi del suo amato nipote.»

Aurora: -«Tutto qui? Quale è la confidenza chiarificatrice?»

Petrus: -«Signora, sapete bene che le parole non scorrono senza grappa!

Hanno bisogno di liquidi spiritosi per evaporare! Ah! Ah! Ah!»

Aurora: -«Purché ti sbrighi, bevi quello che vuoi.»

Petrus: -«Sarò velocissimo.

Cristina mi ha riferito di due sogni, e del dialogo completo con le frasi precise che -ha detto- si sono scambiati lei ed il nostro amico.

Per me l’incontro con Cristina non è stato un sogno, quindi non è un segreto.

Lei non mi ha chiesto di non parlarne, quindi non espongo un segreto.

Cristina è una persona aperta, schietta, sincera.

Non ha segreti.

Ella in nessun modo mi ha chiesto, o fatto intendere, di non divulgare il contenuto della nostra conversazione.

Le sue parole sono acqua cristallina.

Beve solo quella! Ah! Ah! Ah!»

Aurora: -«Petrus, ora basta. Ridere ti fa male. Ti asciuga la gola! Ah! Ah! Ah!

Saresti in grado di ricostruire i due incontri?

Ripetere puntualmente e dettagliatamente le frasi e le scene?

Sì o no?»

Petrus: -«Nessun problema.

Anzi no, un problema: mi occorre almeno un’ora.

Nessun problema.

Anzi no, due problemi: ho bisogno di due persone che leggano la trascrizione del colloquio. Un uomo (per la parte del nostro amico) ed una donna (per impersonare la nonna Cristina).

Nessun problema.

Anzi no, tre problemi: mi servirà una terza persona per illustrare tutto ciò che non sarà dialogo.

Nessun problema… »

Aurora: -«Hai a disposizione Edith, Edoardo e Tom, due ore, una bottiglia di grappa alla ruta, e quanta birra riesci a bere.

Sbrigati, nessun problema… »

Bruno: -«Noi intanto potremmo andare ad ascoltare un po’ di buona musica napoletana, suonata al pianoforte dal mio amico col fiore di ginestra (ginestra fiore amato dalla mia donna) all’occhiello del bavero?»

Aurora: -«D’accordo. Lo sai che c’è anche la donna dalle mani ambrate… »

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Il Dispari 20200907 Il furto della foto di Maradona

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