Arresti Maricommi Taranto militari

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Arresti Maricommi Taranto militari

TARANTO – L’indagine sul sistema di tangenti che caratterizzava la gestione degli appalti gestiti da Maricommi Taranto, sfociata oggi nell’emissione di sette ordinanze di custodia cautelare in carcere, si è allargata anche ad altri militari e a un dipendente civile della Difesa in seguito alla confessione del capitano di fregata Vincenzo La Gioia, ex responsabile del Reparto, che fu arrestato per concussione nel marzo dello scorso anno.

L’interrogatorio. L’ufficiale, nel corso di un primo interrogatorio, risalente al 4 aprile 2014, ha ammesso di aver ricevuto somme di denaro non dovute praticamente da tutti i titolari delle ditte affidatarie dei lavori in misura del 10% dell’importo dei lavori o delle forniture e di avere a sua volta suddiviso tali somme con gli altri ufficiali e con impiegati civili a lui sottoposti, secondo le percentuali indicate negli appunti manoscritti rinvenuti nella cassaforte.

«Riconosco di essere l’autore di questi appunti manoscritto – ha detto l’imprenditore agli inquirenti, secondo quanto riportato nell’ordinanza di custodia cautelare – nei quali annotavo oltre ai capitoli di spesa il nome delle ditte, gli importi dei lavori e la successiva ripartizione con gli altri ufficiali o dipendenti della Marina militare delle somme che ricevevo dagli imprenditori nel mio ufficio. In particolare con la dicitura ‘D’ indicavo il Direttore, con la ‘V’ Vecchi Attilio, che all’epoca lavorava in Roma a Maristat e dal quale dipendeva l’emissione dei modelli C per il finanziamento dei lavori, con la dicitura ‘VD’ indicavo il Vice Direttore, con la ‘S’ il mio sottoposto Summa Antonio e con la ‘L’ l’altro mio sottoposto Leandro De Benedictis, la dicitura ‘Iò indica la somma a me riservata. Come si può evincere da un rapido calcolo la ripartizione – ha precisato La Gioia – avveniva con queste percentuali: 25% ciascuno al sottoscritto e al Vice Direttore, 20 per cento al Vecchi, 15 al Direttore ed il restante 15 veniva diviso in parti uguali tra il Summa e il De Benedictis».

L’ufficiale ha poi spiegato che «quando nel giugno/settembre 2013 il Vice Direttore Di Donna è stato sostituito dall’attuale Coroneo Giuseppe in una sola occasione ho provveduto a consegnargli il denaro».

Nel secondo interrogatorio del 14 maggio 2014, La Gioia ha reso ulteriori dichiarazioni chiarendo «che – scrive il gip – sin dal primo momento della sua nomina a comandante del V Reparto, i suoi superiori, e in particolare il precedente Vice Direttore Marco Boccadamo, gli avevano fornito specifiche indicazioni (e anzi vere e proprie ‘direttive’ illecite) circa la riscossione delle tangenti e la successiva ripartizione tra gli ufficiali».
Martedì 13 Gennaio 2015 alle 17:32

http://www.quotidianodipuglia.it/taranto/arresti_a_taranto_decisiva_la_confessione_di_un_ufficiale/notizie/1118265.shtml

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