Il bus lo guido io

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Il bus lo guido io

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Il bus lo guido io compIl bus lo guido io

“Il bus lo guido io…”

e vado dove voglio

Per la serie Esopo news.

Ischia, 8 Luglio 2015.

Questa sera, intorno alle 20, una turista proveniente da Roma ed in vacanza in un Hotel di Sant’Angelo, entrata in una nota boutique del Corso Vittoria Colonna per ritirare alcuni capi di abbigliamento ordinati il giorno prima, ha raccontato alle persone presenti nel locale la sua disavventura con l’autista di un bus delle famigerate (Vocabolario Devoto Oli: “Famigerato = giustamente condannato alla riprovazione universale) autolinee E.A.V. che esercitano in regime di monopolio il pubblico servizio sull’isola d’Ischia.

In sintesi, la signora ha affermato che l’autista del bus in servizio sulla linea CD in partenza dal capolinea di Ischia porto, giunto in località Panza ha invitato i passeggeri diretti a Sant’Angelo a scendere. Ciò, nonostante che la fermata di Sant’Angelo (Cava Grado) sia prevista dal tragitto della linea CD… e nonostante che essa sia distante almeno due chilometri dal punto in cui i passeggeri sono stati obbligati a scendere.
Dapprima i viaggiatori, nell’entusiasmo dall’allegria della loro piacevole vacanza, hanno pensato ad uno scherzo, ma poi, quando il conducente ha ripetuto seccamente l’invito di scendere avvisandoli che altrimenti si sarebbero allontanati ancora di più dalla meta, qualcuno ha chiesto spiegazioni e ha ricevuto questa risposta: il pullman lo guido io. Sono in ritardo e non vado a Sant’Angelo. Stop.

Viene da ridere, piangere, indignarsi, ricordando quante volte il bus è arrivato in ritardo e quante volte finanche non è arrivato proprio!

Ci mancava il “pistolotto” dell’autista! (Devoto Oli: Pistolotto = Nel linguaggio teatrale, il pezzo declamatorio che provoca l’applauso a scena aperta).

E loro sono scesi, increduli per la decisione, mortificati per l’arroganza dell’autista (Vocabolario Devoto Oli: Arroganza = Senso di superiorità nei confronti del prossimo, che si manifesta con un costante disdegno e un’irritante altezzosità), e delusi per l’incivile stato di abbandono nel quale sono stati lasciati.

Ci resta difficile pensare cosa sarebbe accaduto se tra i passeggeri diretti a Sant’Angelo ci fosse stato qualcuno diversamente abile fisicamente, o, peggio, se ci fosse stato qualcuno “diversamente abile” ad accettare l’assurda imposizione!

La turista si chiama Daniela Dari, ha lasciato tutte le indicazioni utili a rintracciarla compreso il suo recapito telefonico.

Di lei, quindi, sappiamo praticamente tutto, ma riusciremo mai a conoscere le generalità dell’autista?

Sapremo mai quali provvedimenti disciplinari intenderà attuare l’Azienda al fine di non diventare ancora più “famigerata”?

Qualcuno si sentirà in DOVERE di chiedere scusa?

Un dato è certo : c’è in giro, a piede libero, chi non è ancora soddisfatto dei disagi che ha procurato alla popolazione ischitana e dei danni che ha arrecato all’economia e all’immagine dell’isola intera.
Bruno Mancini

 

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