Venezia: in concomitanza con il Festival un evento per il cult movie ”Lo chiamavano Trinità”

Venezia: l’evento culturale   “Lo chiamavano Trinità” Racconti da una magia. (1970/2020)” si svolge l’ 11 Settembre 2020 presso il Ca’ Sagredo Hotel *****L, nella sala della Musica

   A Venezia, nello storico e prestigioso Ca’ Sagredo Hotel *****L, di cui è direttore Generale la Dott.ssa Lorenza Lain, da non perdere l’appuntamento che si svolge presso la dorata Sala della Musica  per celebrare  i 50 anni del cult movie “Lo chiamavano Trinità”  l’11 Settembre 2020 con inizio alle ore 19.00.

Venezia evento per celebrare i 50 anni del film Lo chiamavano Trinità

L’evento culturale “Lo chiamavano Trinità” – Racconti da una magia  (1970/2020”, sotto  l’egida morale della Città di Venezia, in collaborazione con l’Associazione Veneziana Albergatori e l’Associazione culturale Occhio dell’Arte APS.che si svolge in concomitanza con il festival di Venezia, permetterà a quanti si prenoteranno di incontrare e ascoltare dal vivo ospiti d’eccezione, legati indissolubilmente a quell’indimenticabile successo internazionale: lo sceneggiatore, regista e scrittore Marco Tullio Barboni ( figlio di quell’ Enzo Barboni/ E. B. Clucher, che Trinità lo scrisse e lo diresse, inaugurando  una pagina indimenticabile del nostro Cinema) e il produttore cinematografico, sceneggiatore e regista Giuseppe Pedersoli (figlio di quel Carlo Pedersoli/Bud Spencer amatissimo protagonista nello Sport prima e nel Cinema poi). I due figli d’arte tra ricordi, fotografie e qualche pillola video saranno intervistati dalla giornalista e Presidente dell’Occhio dell’Arte APS Lisa Bernardini, che coordinerà una narrazione-testimonianza della profonda amicizia dei rispettivi padri, continuata poi nella generazione dei figli.

Nel film, ricordiamo che Terence Hill è l’eponimo Trinità, scanzonato pistolero vagabondo, che, riunitosi al fratello fuorilegge interpretato da Bud Spencer, si trova inaspettatamente preso tra le mire dell’avido proprietario terriero Hartmann e la comunità di pacifici mormoni che ne ostacolano i piani. Invaghitosi delle belle figlie del capo della comunità, Trinità decide di prendere le parti dei religiosi; ne segue una serie di situazioni tipiche del genere, tra colossali mangiate e scazzottate, a creare un formato dal grande successo di pubblico, fino a oggi.

Marco Tullio Barboni svelerà aneddoti nascosti legati al set e vissuti in prima persona, perché esordì appena diciottenne in qualità di secondo aiuto regista. Racconterà dettagli, particolari, episodi di quel Film che sono sconosciuti al grande pubblico poiché relativi al back stage, e descriverà l’importanza magica di alcuni incroci del caso che hanno portato alla creazione di un amatissimo capolavoro di Cinema famoso ovunque sin dagli esordi.  Giuseppe Pedersoli, dal canto suo, svelerà aspetti pubblici e privati dell’amato padre, descrivendone il carisma ed il carattere sfaccettato da uomo imprevedibile e dal temperamento affascinante, dotato per natura di prestanza fisica e talento, celebrato con affetto in ogni parte del mondo.

“Lo chiamavano Trinità” ha rappresentato l’esordio del celebre duo Bud Spencer/Terence Hill, voluto dall’intuizione di Italo Zingarelli che produsse il copione rifiutato per mesi dagli altri produttori, prevedendo per primo il potenziale popolare della formula “western + cazzotti = risate”. In quel set tutto funzionò alla perfezione: dagli attori, ai costumi, dai trucchi alle controfigure, per non parlare della colonna sonora di un allora esordiente Franco Micalizzi.   Ad accogliere gli ospiti nella sontuosa cornice della dorata sala della Musica saranno l’Assessore della Città di Venezia Simone Venturini e il Console Onorario dell’Uruguay a Venezia Claudio Scarpa, nonché Delegato per il Veneto del Grupo Consular de America Latina che ha patrocinato l’importante iniziativa. Tra il pubblico, presenzieranno anche un’altra figlia di Bud, Diamante Pedersoli, nella vita apprezzato architetto ed interior design, e la produttrice Gaia Gorrini (che di Bud è nipote). Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.

Ringraziamenti per il supporto morale, tecnico e mediatico all’ Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi, all’ Associazione Compositori Musica per Film, all’eccellenza imprenditoriale italiana Damiana Fiorentini Gioielli, a Colonne Sonore – in particolare  a Massimo Privitera e ad Andrea Rurali (Direttore di Cineavatar) – e a Gp Magazine.

Silvana Lazzarino

“Lo chiamavano Trinità”

 Racconti da una magia. (1970/2020)”

Ca’ Sagredo Hotel *****L, Campo Santa Sofia 4198/99 – Ca’ D’Oro. Venezia

Ingresso libero con reservation obbligatoria

evento in linea con le disposizioni anti-Covid

modalità di prenotazione: scrivere a  casagredo@casagredohotel.com  (oppure telefonare a +39 041 2413111

 

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Marco Tullio Barboni ospite d’onore alla Rassegna” I magnifici quattro”

Marco Tullio Barboni ospite d’onore a Castelfranco Emilia alla Rassegna” I magnifici quattro”

Sulle orme della sua famiglia che ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’Autore, Marco Tullio Barboni, con passione e impegno, si è dedicato a questa straordinaria arte come sceneggiatore e regista. Lo zio Leonida magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani, ed il padre Enzo cineoperatore, direttore della fotografia e regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher autore di film western, lo hanno stimolato fin da bambino a frequentare i set ricoprendo ruoli di comparsa come nelle lavorazioni della “Baia di Napoli”, in “Beh Hur”, “Barabba”, “Un treno per Durango” e “Django”.

Marco Tullio Barboni

Dopo l’esordio in qualità di aiuto regista in “Lo chiamavano Trinità”, Marco Tullio Barboni, si dedica alla sceneggiatura scoprendo una straordinaria capacità nel cogliere e analizzare contesti e tessuto umano e sociale sottolineando le sfumature delle emozioni. La sua fama è legata a film di grande risalto internazionale interpretati da Bud Spencer e Terence Hill e all’indimenticabile filone degli spaghetti western. La sua professione lo ha portato a viaggiare per mezzo mondo acquisendo esperienze formative indimenticabili che lo hanno portato a soffermarsi su diversi aspetti dell’esistenza riflettendo su sentimenti e passioni che lo hanno poi portato alla scrittura letteraria.

Marco Tullio Barboni è tra gli ospiti della rassegna in programma a Castelfranco Emilia; “I magnifici quattro”, dedicata ad grandi successi del cinema italiano che hanno saputo lasciare una traccia indelebile nella storia del grande schermo. La prima serata della prestigiosa rassegna che si svolgerà il 6 agosto alle ore 21.30 in Piazza Garibaldi lo vedrà quale ospite d’onore.

Siamo contentissimi di dare il via a questa iniziativa che rappresenta la risposta dell’Amministrazione all’obiettivo di avere una piazza ‘viva’ anche ad agosto” ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Rita Barbieri, sottolineando come “queste serate rappresentino una concretizzazione della risposta al desiderio di stare insieme anche nel dopo covid19, con una grande valenza emozionale. La nostra è una realtà sempre più viva, anche nel suo cuore pulsante: attraverso queste iniziative, attraverso la condivisione di capolavori del cinema italiano e anche grazie alla partecipazione di ospiti straordinari come Marco Tullio Barboni, tutto assume un prezioso valore aggiunto”.

Negli ultimi anni Marco Tullio Barboni è diventato un apprezzato e pluripremiato scrittore, i cui libri hanno riscosso consensi di pubblico e critica.

Sotto i riflettori, in compagnia di Marco Tullio, il 6 agosto ci sarà quell’indimenticabile cult movie, firmato dal celebre padre dal titolo “Lo chiamavano Trinità“, che proprio in questo 2020 spegne il traguardo delle 50 candeline.  All’epoca, Marco Tullio ricoprì il ruolo di secondo aiuto regista a soli 18 anni, a fianco del genitore, che senza ombra di dubbio possiamo annoverare tra i più grandi registi del cinema del nostro Paese.

Sono veramente onorato e felice di poter partecipare a questa bella iniziativa perché” – ha dichiarato Marco Tullio Barboni –  “questa serata è innanzitutto un bell’ omaggio a mio padre, ma è anche l’occasione per poter condividere con il pubblico, trasversalmente, tanti ricordi e soprattutto tanti aneddoti legati non solo a questo film, ma anche al cinema italiano più in generale, ai suoi magnifici protagonisti, dagli attori ai registi, dagli sceneggiatori ai macchinisti, dagli scenografi ai doppiatori fino agli stuntman. Quello italiano, infatti, è un grande cinema divenuto tale grazie allo straordinario mix tra artisti di rara bravura e grandi professionalità. Così come è stato per ’Lo chiamavano Trinità”.

Durante la serata, Barboni sarà al centro di una lunga intervista condotta dal giornalista Gigi Zini, dove si racconterà prendendo idealmente il pubblico per mano e portandolo proprio sul set attraverso la descrizione del “dietro le quinte” e il racconto di tantissimi aneddoti.

L’happening sarà ad ingresso gratuito, ma – nel rispetto delle vigenti normative in materia di contrasto al potenziale contagio da Covid19 – con prenotazione obbligatoria al link  https://www.eventbrite.it/e/biglietti-i-magnifici-quattro-cineincitta-lo-chiamavano-trinita-115692454245   e fino ad esaurimento posti.

Grande successo hanno riscosso i due romanzi di Marco Tullio Barboni : “…. E lo chiamerai destino” (Edizioni Kappa) dove di riflesso si parla dell’uomo sospeso tra conscio e inconscio e dell’eterno conflitto tra consapevolezza e inconsapevolezza e “A spasso con il Mago. Merlino e io” dove rivive sotto forma di sogno il suo legame con il suo adorato cane Merlino che è venuto a mancare. Riguardo questo secondo romanzo (pubblicato nel 2017 con la casa editrice Viola) da poco uscito per l’editore Paguro con una grafica totalmente nuova ed una cornice decisamente accattivante, si ripercorre, attraverso una passeggiata onirica in linea con quella che ogni sera facevano Marco Tullio e Merlino per tutto il tempo vissuto insieme, la vicenda incantata che commuove e fa riflettere, aiutando a ritrovare nel sogno lucido della narrazione un legame che a tutti gli effetti appartiene al mondo puro dell’Amore. Così i due protagonisti dialogano lasciando emergere verità non dette e stati d’animo rimasti silenti nel tempo,

Tra i premi e riconoscimenti ricevuti cda Marco Tullio Barboni con questo secondo romanzo citiamo: il Premio Speciale della Giuria al Pegasus Literary Awards Città di Cattolica, il Premio letterario Milano International nel 2018 ed  il  Premio Letterario Caffè delle Arti nel 2019. Da segnalare anche il prestigioso Premio Apoxiomeno 2017 a Firenze nella categoria Tv e Cinema.

Silvana Lazzarino

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Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200420

Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Editoriale

Questa settimana abbiamo il piacere di presentarvi, in anteprima, la copertina della prossima Antologia di Arti Varie “Arte Altrove“, Made in Ischia, contenente, tra l’altro, opere finaliste delle sei sezioni della nona edizione del Premio internazionale “Otto milioni“.

L’opera grafica che da forma alle copertine è stata realizzata, e gratuitamente messa a nostra disposizione, dall’Artista di chiara fama Jaeanfip (che ringraziamo moltissimo) del quale potrete visualizzare, valutare ed acquistare i dipinti collegandovi alla pagina a lui dedicata nel sito di riferimento dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

https://www.emmegiischia.com/wordpress/jeanfilip/

Sono state essenziali per la buona riuscita del volume le collaborazioni con questa testata giornalistica diretta da Gaetano Di Meglio, con la Casa editrice Il Sextante di Mariapia Ciaghi e con il suo magazine trimestrale “Eudonna”, con l’Associazione algerina AIDA di Dalila Boukhalfa, con la poetessa pittrice e traduttrice lettone Liga Sarah Lapinska, e con tutti i Soci e i Presidenti delle sedi DILA attive nelle Regioni italiane e in varie Nazioni del mondo tra i quali meritano una segnalazione speciale Roberta Panizza, Maria Luisa Neri, Angela Maria Tiberi, Milena Petrarca, Roberto Prandin, Adriana Iftimie Ceroli, Domenico Umbro, Silvana Lazzarino, Lucia Fusco, Liliana Manetti, Paola Occhi, Chiara Pavoni… e certamente ne dimentico qualcuno.

Gli Artisti ischitani potranno chiedere di far parte dell’antologia scrivendo a

emmegiischia@gmail.com

entro e non oltre il prossimo 30 aprile.

Il libro verrà presentato alla nona edizione del BookCity in programma a Milano dall’11 al 15 novembre 2020.

Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200420Il Dispari 20200420

 

Dalla raccolta di poesie “Non sono un principe”
(2012 – 2014) di Bruno Mancini:

Adesso

Manca solo un rito woodoo,
ogni mattina scrutare
nel controluce dei contrasti
il volo di uccelli pavoni,
attendere per coito fertile
configurazione astrale,
spargere sale
e ciabattare con un rosario in mano.

Manca l’ultimo anello
dalla follia alla scemenza.

Pelle disidratata da pianti inutili,
scoppiano i timpani
ai canti di sirene,
il neologismo “Amore”
è solo una carezza sulla gota.

Sarebbe giusto chiudere,
adesso,
al manto di luna che offusca le stelle,
il cerchio dei misteri
– superstizioni
pietosi inganni –
con l’unico miracolo possibile:
“Serenità”.

Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Twitterone

1) Da Liga Sarah Lapinska

Ho regalato a Tomas Fernandez (finalista dei nostri premi di Arti varie ed inserito nell’ antologia Made in Ischia “Una pagina, un emozione”), pittore spagnolo della città Jaen, una delle mie opere d’arte – un disegno intenso “The Spirit of Meadow“-, seguendo la tradizione che ho di dedicare le mie opere ad artisti interessanti come personalità umana e le cui attività artistiche siano particolarmente gradite all’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA“.
Lui è un Artista talentuoso con un suo stile originale.
Per il conto di DILA e da me stessa ti auguriamo tanto successo Tomas!

2) Da Liga Sarah Lapinska

Ilze Zeimule- Stepanova, una dalle Artiste finaliste del nostro premio di Arti varie “Otto milioni“, ha ricevuto tramite me, per conto di DILA, la rivista “Eudonna” edita da Mariapia Ciaghi, l’antologia “Da Ischia, sempre poesia” e la nostra antologia più recente “Magari un emozione!” nella quale è stata pubblicata una sua poesia insieme ad altre narrative, recensioni e opere di Arti grafiche provenienti da tutto il mondo.
Inoltre, Ilze ha dimostrato di essere anche una saggia giornalista.
Grazie dell’intervista, cara Ilze!
Questa giovane e bella lady ed attrice ha due figlie alle quali auguriamo tutto il bene!

Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Ilze Zeimule- Stepanova

Ilze Zeimule- Stepanova

Liga Sarah Lapinska

Liga Sarah Lapinska

Tomas Fernandez

Tomas Fernandez

 

Il Dispari 20200406 – Redazione culturale DILA

Questa è la mia preghiera laica, epitaffio per coloro che sono morti e continuano a morire nella solitudine imposta dalla pandemia di coronavirus COVID-19.

Il Dispari 20200406

Il Dispari 20200406 – Redazione culturale DILA

Editoriale 

Dedicato a tutti coloro che sono morti senza un abbraccio

Dalla raccolta di poesie

“Non rubate la mia vita”

(2005 – 2007) di

Bruno Mancini

Quando sarò pensiero

Quando sarò pensiero
su cigli di visioni
dagli orizzonti nitidi
verso stele di mie antiche iscrizioni,
oppure anche
il tempo in cui sarò passione
nel buio ottuso
per lunghi sguardi amorosi
lasciati illanguidire dalle mie tristezze,
di certo o forse
il giorno che sarò ricordo
tra vociare arruffato
di vecchi amici alticci
sulle note matte delle mie sortite,
non posso, voglio,
quando sarò pensiero,
quando sarò pensiero
la docile coerenza
strappata a mani unite
dai cesti di delizie
per gli epigrammi delle tue certezze,
non posso, voglio,
il tempo in cui sarò passione,
il tempo in cui sarò passione
la mascherata tenerezza
oltre effimere apparenze
di abbracci mafiosi
interrata sotto il magna del tuo vulcano,
non posso, voglio,
il giorno che sarò ricordo,
il giorno che sarò ricordo
il giorno voglio
il nostro giorno voglio
intero
dal primo all’ultimo minuto
dal primo all’ultimo sorriso
dal primo all’ultimo tuo bacio.

Il Dispari 20200406 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200330 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200330

Il Dispari 20200330 – Redazione culturale DILA

Editoriale

Dalla raccolta di poesie
di Bruno Mancini
“Davanti al tempo” (1960 – 1963)

Vivi e morti

La morte su quel colle
stette in agguato un’ora.

“La morte è su quel colle.”
“La morte è tra quei vivi.”

La morte fu sul colle
la morte fu tra i vivi;
ma morti son quei vivi
che temono la morte.

————————-

Dalla raccolta di poesie
di Bruno Mancini
“La mia vita mai vissuta”
(1990 – 2014)

Verticalizza il vertice

La mezzanotte
inizio e fine d’astrusi pudori
(quando pareva fosse l’ora dei vampiri,
l’ultimo rintocco per Cenerentola in fuga,
il bang di un nuovo giorno),
verticalizza il vertice
dei suoi sgomenti inutili,
magari, forse, perché no,
spugnati
nelle paludi dell’indifferenza.

Contorno, cornice,
dove siete?

——————————-

Dalla raccolta di poesie
di Bruno Mancini
“La mia vita mai vissuta”
(1990 – 2014)

Volteggio

Volteggio
arrotolato in un tutù che non mi dona
– il rosa pallido del tulle e le scarpette bianche –
seguendo
melliflua sdolcinata
sviolinata
“Oh, com’è bello il ballo del mio cigno!”.
Intanto
il vento di ponente
ha sbrindellato stoppini e maschere
– sconvolge e ricompone –
superbo
nel moto andante-maestoso
sipari-nuvole
di stelle e di galassie.

Ho smesso d’essere clessidra,
ma non sarò batacchio in dondolo
per indicare l’ora di un cucù.

Liliana Manetti | Intervista Antonio Spagnuolo in esclusiva per il Dispari

Antonio Spagnuolo, nato a Napoli, poeta e saggista, si è dedicato sin dal 1953 alla ricerca poetica con riscontri critici di notevole interesse.
Già dal 2010 ha partecipato attivamente ai progetti culturali Made in Ischia di Bruno Mancini e di Roberta Panizza pubblicando alcune sue poesie nell’antologia “Ischia, mare e poesia”
http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/ischia-unisola-di/11280350?showPreview

È autore di numerosi volumi di poesia, quasi tutti premiati.
Redattore negli anni 1957-1959 della rivista “Realtà” (diretta da Lionello Fiumi e Aldo Capasso), ha fondato e diretto negli anni 1959-1961 il mensile di lettere e arti “Prospettive letterarie”.
Condirettore della rivista Iride negli anni 1975, fondatore e condirettore della rassegna “Prospettive Culturali” negli anni 1976-1980, ha fatto parte della redazione del periodico “Oltranza” negli anni 1993-1994.
Nel 2007 ha realizzato la Antologia di poeti contemporanei “Da Napoli/verso” (Editore Kairòs), presentando giovani autori al fianco di una scelta schiera di storicizzati.
Collabora con riviste di varia cultura.
L’amicizia ed il sodalizio con Giovanni Raboni negli anni ottanta sono determinanti per alcune sue scelte stilistiche.
È presente nella “Letteratura italiana” curata da A. Asor Rosa per le edizioni Einaudi.

D:- Come vive la sua passione per la poesia ora, e come la viveva all’inizio della sua carriera?

R:- La passione per la poesia è come una malattia, un morbo che si insinua nelle circonvoluzioni cerebrali e determina un continuo stato di ricerca.
La poesia nasce dall’inconscio e di conseguenza l’inconscio è il luogo della poesia.
Ogni momento sembra essere coinvolto nel ritmo e nella musicalità del verso, per cui qualsiasi sensazione riporta alla ricerca della parola.
Anche all’inizio, ricordo, la passione per la poesia mi stordiva quotidianamente, pur lasciando spazio alla elaborazione del mio bagaglio culturale.

D:- Nella sua poesia attuale c’è molto del ricordo di sua moglie e del vostro grande amore.
Quali opere attuali questo amore ha ispirato?

R:- Purtroppo mia moglie è morta improvvisamente otto anni fa, in pieno benessere.
Ella era una donna deliziosamente innamorata di me e la nostra unione ha avuto momenti sublimi sia sul piano sentimentale che nel rapporto carnale.
I tre ultimi volumi “Canzoniere dell’assenza”, “Istanti o frenesie”, “Polveri nell’ombra” sono un continuo poema in memoria di questa passione, che mi ha letteralmente coinvolto negli anni passati con Elena.
A giudizio dei critici la mia scrittura ha subito un notevole input creativo in tutti e tre i libri.

D:- Lei ha una produzione letteraria molto vasta: poesie, cofanetti per il teatro, antologie, romanzi.
A quale opera si sente più legato?

R:- La produzione che ho realizzato nella mia lunga carriera di scrittore è quasi tutta premiata e non posso dire con precisione a quale opera mi senta più legato.
Gli ultimi volumi sono per ogni autore sempre i “figli” preferiti, vuoi perché esprimono le più vicine espressioni, vuoi perché si cerca sempre l’avallo di nuovi e più preparati lettori

D:- Quale delle sue opere è stato il successo più riuscito?

R:- Il volume di poesia “Candida”, con prefazione del sempre compianto Mario Pomilio, pubblicato nel 1985, è il volume di svolta.
Con “Candida” la mia ricerca sperimentale aprì le porte per il mio “ingresso” nella Storia delle letteratura Italiana.

D:- Molte sue poesie sono state tradotte in francese, inglese, greco moderno, iugoslavo, spagnolo, rumeno, ungherese.
Ce ne vuole parlare?

R:- Con mia sorpresa in questi ultimi anni ho avuto richieste di traduzioni da varie parti, e naturalmente il mio orgoglio si impenna, ma io rimango un uomo modesto, umile, sempre alla ricerca della semplicità emotiva.

D:- Hanno parlato di lei grandi nomi della letteratura italiana: in particolare come si sono espressi nei suoi confronti Plinio Perilli, e Dante Maffia?

R:- Da più parti ho avuto il consenso di firme autorevoli.
A partire da Alberto Asor Rosa, che mi ospita nei suoi volumi Einaudi, molti hanno avuto parole di elogio che conservo con interesse e preziosità.
Dante Maffia nel volume “La poesia italiana verso il nuovo millennio” del 2001 scrisse fra l’altro “Anche quel che c’è di surreale in Spagnuolo assume una prospettiva reale e drammatica e riesce a darci la sensazione di trovarci costantemente dentro stanze ermeticamente serrate dove ciò che conta è l’impercettibile sussurro che ha voci neutre e sconcertanti.”
Plinio Perilli ha dedicato un volume saggio : “Come l’ombra di una nuvola sull’acqua” nel 2007, Carlangelo Mauro ha stilato un ampio saggio nel volume “Liberi di dire” nel 2017.

D:- Ci vuole accennare qualcosa sulla sua attuale collaborazione con la collana di poesia Le parole della Sybilla per Kairos editore?

R:- Con molto impegno cerco di scegliere qualche buon testo per le edizioni Kairòs, anche se purtroppo ormai siamo assaliti da pseudo poeti, vanagloriosi e poco preparati.
Molto interessante è anche il Blog “Poetrydream” che dirigo in rete, con il quale concedo ampio spazio alle novità editoriali in poesia.

D:- Quali sono i suoi progetti futuri?

R.- Alla mia età il futuro è un’incognita da buco nero.
Vorticosamente ingoia il tempo residuo e lascia il dubbio del compimento.
Non nascondo che addirittura mi sembra ridicolo parlare di futuro, ma la “poesia” ancora una volta mi provoca vertigini nel suo ritmo.
Un mio tentativo in questi mesi è la realizzazione del premio “L’assedio della poesia 2020”, per una poesia inedita in lingua italiana.
Senza tassa di lettura.
Ho avuto la partecipazione di una giuria eccezionale: Carlo De Cesare, Mauro Giancaspro, Maria Alessandra Masucci, Giorgio Moio, Ugo Piscopo, Pier Antonio Toma, Maurizio Vitiello, e presidente il sottoscritto.
Questa idea nasce sempre dal desiderio di contrastare alcune consorterie che qui in città ed in provincia gestiscono premiucci con tassa di lettura, scambiano segnalazioni e diplomi tra i membri delle stesse congreghe, e avviliscono la vera alta cultura.

Il Dispari 20200330 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200330 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200330 – Redazione culturale DILA

 

Sinfonia con l’Africa

Il Dispari

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Rec11 Brano finalista Premio Recitazione “Otto milioni” 2020

Rec11 Brano finalista Premio Recitazione “Otto milioni” 2020

Rec11 Brano finalista Premio Recitazione “Otto milioni” 2020

Rec11 Brano finalista

Nicola Pantalone

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