Antonio Mencarini legge poesie di Bruno Mancini

Antonio Mencarini legge poesie di Bruno Mancini – singole poesie

Antonio Mencarini legge poesie di Bruno Mancini

Fantasia chi sa se tornerò

E tu 

E sento bestemmiare il cielo

Casablanca

Lemme lemme

Non Miagolo

Non fosti pioggia

Brulichio 

Berenice e i suoi dilemmi 

Agli angoli degli occhi

Ricicla

Quid

Antonio Mencarini legge poesie scurrili

Culo

‘O burdello

L’ucello in chiesa

 

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Poesie scurrili lette da Antonio Mencarini

Poesie scurrili lette da Antonio Mencarini

Poesie scurrili

L’ucello in chiesa

Culo wmv

Culo

‘O burdello

Antonio Mencarini legge Marchese mio bello con sigla

Antonio Mencarini legge ‘O burdello con sigla

Antonio Mencarini legge ‘O brinnese con sigla

Antonio Mencarini legge Matrioska Kakoshimachia con sigla

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Una storia di troppo – legge Bruno

Una storia di troppo

Una storia di troppo wmv

Una storia di troppo avi

 

Dalla raccolta di poesie “Segni” (1964 – 1987):
Una storia di troppo

Il quinto dito di una mano.
Forti emozioni più
forti, fortissime.
Lei troppo prima.

Nel tempo perduto di un viaggio astrale
la nostra coppia
solitaria
– in solitudini senza tempo –
s’arrocca in semplici schemi
– d’amore è troppo -.
Lei – pensa – troppo unica.

“Rivederci un giorno”
“Appuntamento in centro”
“Va bene, ai treni”
“All’ora di punta”
“Che non sia Carnevale”
Troppo amore non serve.
Lei – pensa – troppo uguale.

Troppo nuda
troppo sincera
troppo significante.
L’attesa è del troppo gradevole.

Ma il vecchio corsaro ora vuole la noia
– pretende
attende –
l’ultima emozione prima
ignota, offensiva.
Sul fasciame di un suo vascello
– disteso –
alla fonda in acque mitiche
– solo –
il sole affisso all’albero alto
– chiuso –
lasciati avvizzire i ricordi
cerca – e sbaglia –
la Noia.

L’ultima emozione è più
forte, fortissima:
se assale è solo da sola
solissima
senza illudersi d’essere attesa
assimilata
per poi dissolvere anche i rimpianti
– scrupoli –
di non essere ancora
appartenuta.

E Franco potrà dire
“Il tema è favola
la storia è antica
il passo è breve
accettati
e lascia libere le tue certezze”.

 

 

 

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Una storia di troppo – legge Bruno Mancini

Una storia di troppo

Una storia di troppo

Una storia di troppo wmv

Dalla raccolta di poesie “Segni” (1964 – 1987):

Una storia di troppo

Il quinto dito di una mano.
Forti emozioni più
forti, fortissime.
Lei troppo prima.

Nel tempo perduto di un viaggio astrale
la nostra coppia
solitaria
– in solitudini senza tempo –
s’arrocca in semplici schemi
– d’amore è troppo -.
Lei – pensa – troppo unica.

“Rivederci un giorno”
“Appuntamento in centro”
“Va bene, ai treni”
“All’ora di punta”
“Che non sia Carnevale”
Troppo amore non serve.
Lei – pensa – troppo uguale.

Troppo nuda
troppo sincera
troppo significante.
L’attesa è del troppo gradevole.

Ma il vecchio corsaro ora vuole la noia
– pretende
attende –
l’ultima emozione prima
ignota, offensiva.
Sul fasciame di un suo vascello
– disteso –
alla fonda in acque mitiche
– solo –
il sole affisso all’albero alto
– chiuso –
lasciati avvizzire i ricordi
cerca – e sbaglia –
la Noia.

L’ultima emozione è più
forte, fortissima:
se assale è solo da sola
solissima
senza illudersi d’essere attesa
assimilata
per poi dissolvere anche i rimpianti
– scrupoli –
di non essere ancora
appartenuta.

E Franco potrà dire
“Il tema è favola
la storia è antica
il passo è breve
accettati
e lascia libere le tue certezze”.

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