Il Dispari 20211220 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20211220

Il Dispari 20211220 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211220 – Redazione culturale DILA

Liga Sarah Lapinska intervista in esclusiva per IL DISPARI

pittore Abu Pashaev

“Non ci sono estranei tra noi”

 

Liga Sarah Lapinska: «Ci racconti la tua infanzia?»
Abu Pashaev: « Sono nato il 9 giugno 1966 nel villaggio ceceno di Chechen-Aul, Russia
Attratto dalle nostre montagne, sorgenti di fiumi veloci.
Ci piaceva giocare a calcio.
Fin dall’infanzia, sono rimasto stupito dall’immagine del cielo infinito e delle stelle notturne. 
Ho cercato di trovare risposte a domande relative al cambiamento del giorno e della notte, dell’inverno e dell’estate, della pioggia e della neve.
Quando avevo 14 anni, ho visto il film di Andrei Tarkovsky (regista e sceneggiatore sovietico), basato sul romanzo di Stanislav Lem (filosofo e scrittore di fantascienza),  “Solaris”.
Mi ha influenzato così tanto che ho avuto la sensazione di essere caduto in una sorta di “dirupo” spaziale temporale, simile al teletrasporto.
Questo incidente ha fatto una sorta di rivoluzione nel mio subconscio. 
Da quel momento in poi, ho avuto il desiderio di catturare con colori e matite i miei sentimenti e il mio stato psicologico, su pezzi di carta.
Durante i miei studi  ho appreso i primi sentimenti d’amore.
Un sentimento esaltato che mi ha spinto a creare un’intera serie di nuovi dipinti.
Ho organizzato a scuola la mostra intitolata  “La primavera nel mio cuore”.»

Liga Sarah Lapinska: «La guerra in Cecenia.»
Abu Pashaev: «In quei duri anni di guerra, sono riuscito a raccogliere tutta la mia volontà in un pugno.
Dopo aver studiato a fondo il mio percorso creativo, Alvi Dakho ha scritto nel suo articolo “Abu Pashaev usa coraggiosamente varie tecniche e direzioni della pittura. Le immagini raffigurate dall’artista nelle sue composizioni, sanno sorridere, parlare, piangere e prendere parte alla conversazione con noi.
L’ansia, il tormento e la tragedia nelle sua opere possono essere intese come un’eredità delle guerre crudeli che hanno avuto luogo nella Repubblica cecena e in cui il nostro popolo ha sofferto molto.
Invece, le sue opere successive sono piene di ottimismo, affermando le qualità della dignità e dei valori umani, il desiderio di un’umanità completa, la creazione di una convivenza armoniosa, invitandoci alla pace e all’amore per l’arte” (https://proza.ru/2021/11/16/1041).
Trovo gente simile mentalmente che pensano allo stesso modo, che apprezzano la mia creatività.
In quello che ho imparato oggi nella pittura, in una direzione astratta, una grande parte è merito di Ajub Ibragimov, mio Maestro. 
Mi ha mostrato la filosofia della direzione fluido-astratta nella pittura. »
 
Liga Sarah Lapinska: «Come affronti la depressione? »
Abu Pashaev: «Riesco di disegnare di più.
Faccio esercizi metafisici, insetti, uccelli  animali, alberi.
Questo mi dà certa sferzata di energia. »
 
Liga Sarah Lapinska: «Come puoi descriverti?»
Abu Pashaev: «Sono un artista sognatore.»
 
Liga Sarah Lapinska: « Quale delle tue opere d’arte ti piace di più?»
Abu Pashaev: «Sono tutte vicine a me.
Di più?
Ho una serie di opere chiamate “Genesis”.
Questa serie è stata dipinta da me nel momento in cui hanno iniziato a restaurare la nostra città di Grozny, la capitale della nostra Repubblica, e poi anche le mie composizioni dedicate ai motivi del manoscritto medievale ceceno Zhakhotan Teptar»
 
Liga Sarah Lapinska: «Le tue stime più recenti?»
Abu Pashaev: «La pittura astratta è la mia svolta creativa attuale.
Le mie opere riflettono i miei gesti e le mie espressioni facciali, il mio respiro, il mio battito cardiaco. Nelle mie trame artistiche cerco di essere sincero come un bambino.
Vorrei citare Bertold Brecht “Tutti i tipi dell’arte servono alla più grande delle arti: l’arte di vivere sulla Terra”.»
 
Liga Sarah Lapinska: «Il tuo motto e la poesia preferita?»
Abu Pashaev: «Una hokko giapponese “Non ci sono estranei tra noi, tutte le persone al mondo sono fratelli sotto i fiori di ciliegio .”
E per me?»

Il Dispari 20211220 – Redazione culturale DILA

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Luciano Somma e Gioia Lomasti

Quei giorni ischitani

Ischia è fonte inesauribile di ispirazione poetica per le sue incantevoli bellezze naturali e uno dei luoghi turistici più ambiti e visitati.

Infatti tra i tanti libri che abbiamo realizzato possiamo citare alcune poesie che raccontano luoghi caratteristici dell’isola, avendo appunto distinto la presenza di Luciano Somma a Ischia per moltissimi anni.

Chi ha buona memoria ricorderà anche le sue collaborazioni notturne alle emittenti radiofoniche locali.

Luciano Somma è stato,, inoltre, uno dei maggiori pionieri del felice progetto “Da Ischia L’Arte –  DILA” di Bruno Mancini.

Per chi desiderasse approfondire la poetica degli autori Luciano Somma e Gioia Lomasti, sono stati selezionati libri che hanno contraddistinto il loro percorso, dando vita a formati e-book, distribuiti da Youcanprinte disponibili sui maggiori webstore, cercando tra i tanti titoli degli autori attraverso il web e tramite le loro pagine DA NAPOLI CON AMORE LUCIANO SOMMA e GIOIA LOMASTI su facebook.

Gioia Lomasti nasce a Ravenna, appassionata di letteratura nel suo insieme sin da bambina conquista l’attenzione della critica letteraria con la partecipazione a concorsi di poesia ed eventi culturali che la vedono tra i posti d’onore.
È autrice di opere in poesia e prosa dedicando parte dei suoi scritti al cantautorato italiano.
Co-fondatrice del sito vetrinadelleemozioni.com, spazio che riserva all’arte e alla musica.
Ne sono intercorse collaborazioni con volti noti della letteratura e del panorama giornalistico italiano.
È articolista per molte redazioni dove promuove la scrittura e l’arte a 360 gradi.
L’amore verso la letteratura, l’emozione che ne deriva in ogni suo scritto, i vari riconoscimenti che nel tempo ha conseguito, permettono al lettore di entrare in una dimensione in cui la scrittura di Gioia Lomasti diviene anima.

Luciano Somma è nato a Napoli, diversi anni or sono, ha iniziato a scrivere testi per canzoni e poesie dall’età di 13 anni.
All’attivo moltissime pubblicazioni poetiche singole o in antologie anche scolastiche.
Ha scritto e scrive su un numero imprecisato di periodici, centinaia i premi vinti, 2 volte medaglia d’argento del presidente della Repubblica e Laurea nel 1987 H.C. in lettere e filosofia.
Oggi più volte in giuria nei concorsi di poesia e narrativa, iscritto alla SIAE come autore e compositore sono circa 2000 le canzoni prodotte con vari collaboratori ed interpreti.
Per anni conduttore radiofonico, più volte in Tv locali e, su Rai 2, nella trasmissione NON E’ MAI TROPPO TARDI nel 2005.
Direttore artistico della Italian Way Music di Cusano Milanino, del Project Team Antorva, di Vivicentro, pioniere dei progetti Made in Ischia “LENOIS” e “Mondomancini” e di altre organizzazioni artistico letterarie.
è il poeta più presente in internet, decine i titoli accademici.
Attualmente collabora con vari siti, radio e TV online con poesie e canzoni.
Luciano Somma e Gioia Lomasti

Il Dispari 20211220 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20211220 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211220 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211220 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211213

Il Dispari 20211213 – Redazione culturale DILA

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Maria Francesca Mosca sezione Poesia

Milena Petrarca sezione Arti Grafiche

vincono la decima edizione del premio internazionale

OTTO MILIONI – 2021

Durante la cerimonia di premiazione avvenuta in contemporanea a Roma c/o “Interno 4” di Chiara Pavoni e a Ischia nella Biblioteca comunale Antoniana, il 4 dicembre 2021, è stata comunicata la classifica finale della decima edizione del Premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI 2021, e sono stati consegnati i relativi premi.

Il Premio OTTO MILIONI, ideato da Bruno Mancini, dedicato al compianto armatore Agostino Lauro, quest’anno è stato organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa e con la Casa Editrice IL SEXTANTE e il Magazine EUDONNA entrambi di Mariapia Ciaghi.

Maria Francesca Mosca con la poesia “Bianco petalo” è la vincitrice assoluta della sezione Poesia.

Seguono al secondo posto Angela Maria Tiberi con la poesia “Donna leopardo”; al terzo posto ex aequo si sono piazzate Natalina Stefi con la poesia “Il marchio dell’anima” e Liga Sarah Lapinska con la poesia “Notre Dame”; al quarto posto troviamo Lucio Rinaldini con “Non ha mare”; e al quinto ex aequo si sono piazzati Eduards Aivars con “Su cuscini di gelsomini” e Luciana Capece con “La guerriera dell’amore”.

Bianco petalo

Sabbia lontana custodisce i miei passi,
colline dai profili di muschio
odorano di giorni non vissuti
e un ovattato silenzio incornicia
sorrisi di occhi senza più paura
nascosti in sguardi disperati.
Una rosa bianca
sulla mia bara senza nome
a raccogliere frettolose lacrime
spese nello spazio di un secondo
per illuminare,
qual sconosciuta rugiada,
il mio tramonto.
Scriveranno di me
su tutti i giornali,
regaleranno la mia anima
al vento,
bianco petalo di innocenza tradita
diventerà la mia vita.
Profumo d’amore
mi regaleranno
dorate ali di Angelo Bambino,
un soffio lontano, sospiro d’immenso
sfumerà in un dolce rimpianto
il mio ricordo.
Bianco Petalo di luce infinita,
messaggio di pace,
vorrei diventasse la mia vita.

Per quanto riguarda la sezione Arti Grafiche, Milena Petrarca ne è la vincitrice assoluta con lo splendido quadro che vi proponiamo in questa pagina.

Seguono al secondo posto Guillermo Lopez Alonso De Linaje, al terzo Gianfranco Cilento, al quarto Liga Sarah Lapinska e al quinto posto Ajub Ibragimov con le opere di Arte grafica che vi proponiamo nel collage di questa pagina.

Ai complimenti rivolti a tutti i partecipanti da parte della Direzione e della Redazione di questo giornale, da parte dell’Associazione DILA, da parte dell’Associazione ADA, da parte della Casa Editrice IL SEXTANTE, aggiungo il mio augurio personale di lusinghieri successi in particolar modo per i due vincitori.

Bruno Mancini

  1. Presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”
Il Dispari 20211213 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211213 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20211213 – Redazione culturale DILA

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Mattatrice e Mattatore

Nei mesi scorsi, a partire dalla fine dell’estate, abbiamo più volte valutati i rischi derivanti dalla organizzazione della cerimonia di premiazione della decima edizione del Premio di Arti Varie “Otto milioni” organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione dell’Associazione italo-algerina ADA di Dalila Boukhalfa, con il Magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi e con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio.

A causa delle difficoltà facilmente immaginabili, siamo sempre giunti alla conclusione che fosse prudente aspettare tempi migliori, fino a quando, interpellata Chiara Pavoni, lei si è detta propensa ad operare in totale sicurezza organizzando la premiazione nel suo salotto-studio “Interno 4” di Roma.

Parlandone con Gaetano Di Meglio abbiamo deciso di sdoppiare la cerimonia di premiazione o, forse è meglio dire “raddoppiarla”, accettando la soluzione proposta e aggiungendo un analogo incontro a Ischia nella Biblioteca Antoniana.

Oggi, poco giorni dopo la conclusione degli eventi, è facile dire che il loro chiaro successo è stato caratterizzato dalla tenacia e dalla professionalità dei due organizzatori- conduttori.

Chiara Pavoni è stata la MATTATRICE dell’evento romano e Gaetano Di Meglio è stato il MATTATORE dell’incontro ischitano.

Il Dispari 20211213 – Redazione culturale DILA

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2857 Vincitori premio OTTO MILIONI 2021

Maria Francesca Mosca sezione Poesia

Milena Petrarca sezione Arti Grafiche

vincono la decima edizione del premio internazionale

OTTO MILIONI – 2021

 

Durante la cerimonia di premiazione avvenuta in contemporanea a Roma c/o “Interno 4” di Chiara Pavoni e a Ischia nella Biblioteca comunale Antoniana, il 4 dicembre 2021, è stata comunicata la classifica finale della decima edizione del Premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI 2021, e sono stati consegnati i relativi premi.

Il Premio OTTO MILIONI, ideato da Bruno Mancini, dedicato al compianto armatore Agostino Lauro, quest’anno è stato organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa e con la Casa Editrice IL SEXTANTE e il Magazine EUDONNA entrambi di Mariapia Ciaghi.

 

Maria Francesca Mosca con la poesia “Bianco petalo” è la vincitrice assoluta della sezione Poesia.

Seguono al secondo posto Angela Maria Tiberi con la poesia “Donna leopardo”; al terzo posto ex aequo si sono piazzate Natalina Stefi con la poesia “Il marchio dell’anima” e Liga Sarah Lapinska con la poesia “Notre Dame”; al quarto posto troviamo Lucio Rinaldini con “Non ha mare”; e al quinto ex aequo si sono piazzati Eduards Aivars con “Su cuscini di gelsomini” e Luciana Capece con “La guerriera dell’amore”.

 

Bianco petalo

 

Sabbia lontana custodisce i miei passi,

colline dai profili di muschio

odorano di giorni non vissuti

e un ovattato silenzio incornicia

sorrisi di occhi senza più paura

nascosti in sguardi disperati.

Una rosa bianca

sulla mia bara senza nome

a raccogliere frettolose lacrime

spese nello spazio di un secondo

per illuminare,

qual sconosciuta rugiada,

il mio tramonto.

Scriveranno di me

su tutti i giornali,

regaleranno la mia anima

al vento,

bianco petalo di innocenza tradita

diventerà la mia vita.

Profumo d’amore

mi regaleranno

dorate ali di Angelo Bambino,

un soffio lontano, sospiro d’immenso

sfumerà in un dolce rimpianto

il mio ricordo.

Bianco Petalo di luce infinita,

messaggio di pace,

vorrei diventasse la mia vita.

 

Per quanto riguarda la sezione Arti Grafiche, Milena Petrarca ne è la vincitrice assoluta con lo splendido quadro che vi proponiamo in questa pagina.

Seguono al secondo posto Guillermo Lopez Alonso De Linaje, al terzo Gianfranco Cilento, al quarto Liga Sarah Lapinska e al quinto posto Ajub Ibragimov con le opere di Arte grafica che vi proponiamo nel collage di questa pagina.

 

Ai complimenti rivolti a tutti i partecipanti da parte della Direzione e della Redazione di questo giornale, da parte dell’Associazione DILA, da parte dell’Associazione ADA, da parte della Casa Editrice IL SEXTANTE, aggiungo il mio augurio personale di lusinghieri successi in particolar modo per i due vincitori.

 

Bruno Mancini

Presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211206

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

OTTO MILIONI – DILA – IL DISPARI
Premiazione

Lo scorso 4 dicembre 2021 nella biblioteca Antoniana di Ischia, mirabilmente diretta dalla Dottoressa Lucia Annicelli, e nella magica location “Interno 4” di Roma resa gratuitamente disponibile dall’attrice Chiara Pavoni, si è svolta, in contemporanea, la cerimonia di premiazione dei vincitori delle due sezioni del Premio internazionale OTTO MILIONI (dedicato al compianto Agostino Lauro) giunto alla decima edizione.
Subito dopo la cerimonia di premiazione l’incontro è proseguito con la sobria consegna di alcuni attestati di merito che l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ha voluto assegnare ad un selezionato gruppo di persone per pluriennale collaborazione al Premio Otto Milioni.
L’evento si è infine concluso con Gaetano Di Meglio, Patron e Direttore di questa testata giornalistica, che ha ringraziato otto uomini e tre donne, in modo semplice ed emozionante, dicendo che: «Quest’anno, per la prima volta, abbiamo deciso di realizzare una piccola manifestazione, un piccolo evento per rimarcare due parole in particolare. Due parole che racchiudono due concetti ben precisi.
Il primo è “grazie”, il secondo è “riconoscenza”.
Sí, ci piace dire grazie ed essere riconoscenti a chi, nel tempo, ci ha dato fiducia e, soprattutto, ha dimostrato e capito l’importanza del giornalismo.
Sono tanti gli amici a cui dobbiamo dire grazie e a cui dobbiamo essere riconoscenti.
Ma quest’anno partiamo così.
Questa prima edizione di “Le Stelle” de Il Dispari è un momento per dimostrare la nostra riconoscenza e dire il nostro grazie ad 11 amici (il numero Dispari è cercato).»

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Nelle prossime settimane avremo modo di rendervi partecipi delle fasi salienti dell’evento, compresa la pubblicazione delle opere finaliste che verranno presentate insieme ad un breve CV dei loro autori, ma oggi focalizziamo tutta l’attenzione su una succinta rassegna fotografica che mette in luce gli aspetti, volutamente sobri, di un incontro che ha scolpito profondi segni di amicizia tra protagonisti non solo ischitani.

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Classifica finale sezione Poesia decima sezione premio internazionale OTTO MILIONI
Maria Francesca Mosca, voti 239 prima classificata
Angela Maria Tiberi, voti 187 seconda classificata
Natalina Stefi, voti 186 terza classificata ex aequo
Liga Sarah Lapinska, voti 186 terza classificata ex aequo
Lucio Rinaldini, voti 183 quarto classificato
Eduards Aivars, voti 170 quinto classificato ex aequo
Luciana Capece, voti 170 quinta classificata ex aequo

Classifica finale sezione Arti Grafiche decima sezione premio internazionale OTTO MILIONI
Milena Petrarca, voti 261 prima classificata
Guillermo Lopez Alonso De Linaje, voti 242 secondo classificato
Gianfranco Cilento, voti 140 terzo classificato
Liga Lapinska, voti 98 quarta classificata
Ajub Ibragimov, voti 94 quinto classificato

Collaboratori premiati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”
Alberto Liguoro
Andrea Del Buono
Angela Barnaba (alla memoria)
Angela Maria Tiberi
Anna Fermo
Antonio Di Nauta
Antonio Mencarini (alla memoria)
Carmen Di Lustro
Caterina Guttadauro
Chiara Pavoni
Clementina Petroni
Dalila Boukhalfa
Domenico Di Meglio
Domenico Umbro
Eduardo Cocciardo
Emanuela Di Stefano
Enzo Salvia
Gaetano Di Meglio
Gennaro Savio
Giulio Menichelli
Giulio Tarro
Giuseppe Lorin
Guerino Cigliano
Guido Arbonelli
Hotel Parco Verde
Jeanfilip
Katia Massaro
Liga Sarah Lapinska
Lucia Annicelli
Lucia D’ambra
Luciano Somma
Maria Luisa Neri
Mariagrazia Casola
Mariapia Ciaghi
Marina De Caro
Marisa de’ Spagnolis
Marisa De’ Spagnolis
Massimo Colella
Michela Zanarella
Milena Petrarca
Natalia Benedetti
Nicola Pantalone
Nina Lavieri (alla memoria)
Nunzia Zambardi
Paola Occhi
Pasquale Di Costanzo
Pasquale Scotti
Raffaele Pagliaruli
Rita Cuccaro
Roberta Panizza
Roberto Prandin
Rosalba Grella
Sacha Savastano
Salvatore Lauro
Salvatore Mazzella
Santina Amici
Silvana Lazzarino
Stefano Degli Abbati
Tiziana Mignosa
Umberto Maselli (alla memoria)
Vincenzo Savarese (alla memoria)
Vito Nicola Paradiso
Ylenia Pilato

Collaboratori premiati dalla testata giornalistica IL DISPARI
RAFFAELE CALISE
TONINO CARCATERRA
PEPPINO DE SIANO
ADRIANO ESPOSITO
ROSA IACONO
ENRICO SCOTTI
PEPPE D’AMBRA
BRUNO MANCINI
PEPPE BRANDI
PATRICIA O’MAHONY
SANDRA MALATESTA

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

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Flora Rucco Milena Petrarca Michela Zanarella Luciana Capece

Flora Rucco Milena Petrarca Michela Zanarella Luciana Capece

Lucia Annicelli Ylenia Pilato

Lucia Annicelli Ylenia Pilato

Lucia Annicelli Katia Massaro Gaetano Di Meglio

Lucia Annicelli Katia Massaro Gaetano Di Meglio

Milena Petrarca Giuseppe Lorin

Milena Petrarca Giuseppe Lorin

Chiara Pavoni - Michela Zanarella

Chiara Pavoni – Michela Zanarella

Sindaco Enzo Ferrandino Nicola Pantalone

Sindaco Enzo Ferrandino Nicola Pantalone

Bruno Mancini Gaetano Di Meglio

Bruno Mancini Gaetano Di Meglio

DILA

NUSIV

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Il Dispari 20211213 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20211213

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Maria Francesca Mosca sezione Poesia

Milena Petrarca sezione Arti Grafiche

vincono la decima edizione del premio internazionale

OTTO MILIONI – 2021

Durante la cerimonia di premiazione avvenuta in contemporanea a Roma c/o “Interno 4” di Chiara Pavoni e a Ischia nella Biblioteca comunale Antoniana, il 4 dicembre 2021, è stata comunicata la classifica finale della decima edizione del Premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI 2021, e sono stati consegnati i relativi premi.

Il Premio OTTO MILIONI, ideato da Bruno Mancini, dedicato al compianto armatore Agostino Lauro, quest’anno è stato organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa e con la Casa Editrice IL SEXTANTE e il Magazine EUDONNA entrambi di Mariapia Ciaghi.

Maria Francesca Mosca con la poesia “Bianco petalo” è la vincitrice assoluta della sezione Poesia.

Seguono al secondo posto Angela Maria Tiberi con la poesia “Donna leopardo”; al terzo posto ex aequo si sono piazzate Natalina Stefi con la poesia “Il marchio dell’anima” e Liga Sarah Lapinska con la poesia “Notre Dame”; al quarto posto troviamo Lucio Rinaldini con “Non ha mare”; e al quinto ex aequo si sono piazzati Eduards Aivars con “Su cuscini di gelsomini” e Luciana Capece con “La guerriera dell’amore”.

Bianco petalo

Sabbia lontana custodisce i miei passi,
colline dai profili di muschio
odorano di giorni non vissuti
e un ovattato silenzio incornicia
sorrisi di occhi senza più paura
nascosti in sguardi disperati.
Una rosa bianca
sulla mia bara senza nome
a raccogliere frettolose lacrime
spese nello spazio di un secondo
per illuminare,
qual sconosciuta rugiada,
il mio tramonto.
Scriveranno di me
su tutti i giornali,
regaleranno la mia anima
al vento,
bianco petalo di innocenza tradita
diventerà la mia vita.
Profumo d’amore
mi regaleranno
dorate ali di Angelo Bambino,
un soffio lontano, sospiro d’immenso
sfumerà in un dolce rimpianto
il mio ricordo.
Bianco Petalo di luce infinita,
messaggio di pace,
vorrei diventasse la mia vita.

Per quanto riguarda la sezione Arti Grafiche, Milena Petrarca ne è la vincitrice assoluta con lo splendido quadro che vi proponiamo in questa pagina.

Seguono al secondo posto Guillermo Lopez Alonso De Linaje, al terzo Gianfranco Cilento, al quarto Liga Sarah Lapinska e al quinto posto Ajub Ibragimov con le opere di Arte grafica che vi proponiamo nel collage di questa pagina.

Ai complimenti rivolti a tutti i partecipanti da parte della Direzione e della Redazione di questo giornale, da parte dell’Associazione DILA, da parte dell’Associazione ADA, da parte della Casa Editrice IL SEXTANTE, aggiungo il mio augurio personale di lusinghieri successi in particolar modo per i due vincitori.

Bruno Mancini

  1. Presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”
Il Dispari 20211213 – Redazione culturale DILA

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Mattatrice e Mattatore

Nei mesi scorsi, a partire dalla fine dell’estate, abbiamo più volte valutati i rischi derivanti dalla organizzazione della cerimonia di premiazione della decima edizione del Premio di Arti Varie “Otto milioni” organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione dell’Associazione italo-algerina ADA di Dalila Boukhalfa, con il Magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi e con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio.

A causa delle difficoltà facilmente immaginabili, siamo sempre giunti alla conclusione che fosse prudente aspettare tempi migliori, fino a quando, interpellata Chiara Pavoni, lei si è detta propensa ad operare in totale sicurezza organizzando la premiazione nel suo salotto-studio “Interno 4” di Roma.

Parlandone con Gaetano Di Meglio abbiamo deciso di sdoppiare la cerimonia di premiazione o, forse è meglio dire “raddoppiarla”, accettando la soluzione proposta e aggiungendo un analogo incontro a Ischia nella Biblioteca Antoniana.

Oggi, poco giorni dopo la conclusione degli eventi, è facile dire che il loro chiaro successo è stato caratterizzato dalla tenacia e dalla professionalità dei due organizzatori- conduttori.

Chiara Pavoni è stata la MATTATRICE dell’evento romano e Gaetano Di Meglio è stato il MATTATORE dell’incontro ischitano.

Il Dispari 20211213 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211213 – Redazione culturale DILA

2857 Vincitori premio OTTO MILIONI 2021

Maria Francesca Mosca sezione Poesia

Milena Petrarca sezione Arti Grafiche

vincono la decima edizione del premio internazionale

OTTO MILIONI – 2021

 

Durante la cerimonia di premiazione avvenuta in contemporanea a Roma c/o “Interno 4” di Chiara Pavoni e a Ischia nella Biblioteca comunale Antoniana, il 4 dicembre 2021, è stata comunicata la classifica finale della decima edizione del Premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI 2021, e sono stati consegnati i relativi premi.

Il Premio OTTO MILIONI, ideato da Bruno Mancini, dedicato al compianto armatore Agostino Lauro, quest’anno è stato organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa e con la Casa Editrice IL SEXTANTE e il Magazine EUDONNA entrambi di Mariapia Ciaghi.

 

Maria Francesca Mosca con la poesia “Bianco petalo” è la vincitrice assoluta della sezione Poesia.

Seguono al secondo posto Angela Maria Tiberi con la poesia “Donna leopardo”; al terzo posto ex aequo si sono piazzate Natalina Stefi con la poesia “Il marchio dell’anima” e Liga Sarah Lapinska con la poesia “Notre Dame”; al quarto posto troviamo Lucio Rinaldini con “Non ha mare”; e al quinto ex aequo si sono piazzati Eduards Aivars con “Su cuscini di gelsomini” e Luciana Capece con “La guerriera dell’amore”.

 

Bianco petalo

 

Sabbia lontana custodisce i miei passi,

colline dai profili di muschio

odorano di giorni non vissuti

e un ovattato silenzio incornicia

sorrisi di occhi senza più paura

nascosti in sguardi disperati.

Una rosa bianca

sulla mia bara senza nome

a raccogliere frettolose lacrime

spese nello spazio di un secondo

per illuminare,

qual sconosciuta rugiada,

il mio tramonto.

Scriveranno di me

su tutti i giornali,

regaleranno la mia anima

al vento,

bianco petalo di innocenza tradita

diventerà la mia vita.

Profumo d’amore

mi regaleranno

dorate ali di Angelo Bambino,

un soffio lontano, sospiro d’immenso

sfumerà in un dolce rimpianto

il mio ricordo.

Bianco Petalo di luce infinita,

messaggio di pace,

vorrei diventasse la mia vita.

 

Per quanto riguarda la sezione Arti Grafiche, Milena Petrarca ne è la vincitrice assoluta con lo splendido quadro che vi proponiamo in questa pagina.

Seguono al secondo posto Guillermo Lopez Alonso De Linaje, al terzo Gianfranco Cilento, al quarto Liga Sarah Lapinska e al quinto posto Ajub Ibragimov con le opere di Arte grafica che vi proponiamo nel collage di questa pagina.

 

Ai complimenti rivolti a tutti i partecipanti da parte della Direzione e della Redazione di questo giornale, da parte dell’Associazione DILA, da parte dell’Associazione ADA, da parte della Casa Editrice IL SEXTANTE, aggiungo il mio augurio personale di lusinghieri successi in particolar modo per i due vincitori.

 

Bruno Mancini

Presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211206

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

OTTO MILIONI – DILA – IL DISPARI
Premiazione

Lo scorso 4 dicembre 2021 nella biblioteca Antoniana di Ischia, mirabilmente diretta dalla Dottoressa Lucia Annicelli, e nella magica location “Interno 4” di Roma resa gratuitamente disponibile dall’attrice Chiara Pavoni, si è svolta, in contemporanea, la cerimonia di premiazione dei vincitori delle due sezioni del Premio internazionale OTTO MILIONI (dedicato al compianto Agostino Lauro) giunto alla decima edizione.
Subito dopo la cerimonia di premiazione l’incontro è proseguito con la sobria consegna di alcuni attestati di merito che l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ha voluto assegnare ad un selezionato gruppo di persone per pluriennale collaborazione al Premio Otto Milioni.
L’evento si è infine concluso con Gaetano Di Meglio, Patron e Direttore di questa testata giornalistica, che ha ringraziato otto uomini e tre donne, in modo semplice ed emozionante, dicendo che: «Quest’anno, per la prima volta, abbiamo deciso di realizzare una piccola manifestazione, un piccolo evento per rimarcare due parole in particolare. Due parole che racchiudono due concetti ben precisi.
Il primo è “grazie”, il secondo è “riconoscenza”.
Sí, ci piace dire grazie ed essere riconoscenti a chi, nel tempo, ci ha dato fiducia e, soprattutto, ha dimostrato e capito l’importanza del giornalismo.
Sono tanti gli amici a cui dobbiamo dire grazie e a cui dobbiamo essere riconoscenti.
Ma quest’anno partiamo così.
Questa prima edizione di “Le Stelle” de Il Dispari è un momento per dimostrare la nostra riconoscenza e dire il nostro grazie ad 11 amici (il numero Dispari è cercato).»

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Nelle prossime settimane avremo modo di rendervi partecipi delle fasi salienti dell’evento, compresa la pubblicazione delle opere finaliste che verranno presentate insieme ad un breve CV dei loro autori, ma oggi focalizziamo tutta l’attenzione su una succinta rassegna fotografica che mette in luce gli aspetti, volutamente sobri, di un incontro che ha scolpito profondi segni di amicizia tra protagonisti non solo ischitani.

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Classifica finale sezione Poesia decima sezione premio internazionale OTTO MILIONI
Maria Francesca Mosca, voti 239 prima classificata
Angela Maria Tiberi, voti 187 seconda classificata
Natalina Stefi, voti 186 terza classificata ex aequo
Liga Sarah Lapinska, voti 186 terza classificata ex aequo
Lucio Rinaldini, voti 183 quarto classificato
Eduards Aivars, voti 170 quinto classificato ex aequo
Luciana Capece, voti 170 quinta classificata ex aequo

Classifica finale sezione Arti Grafiche decima sezione premio internazionale OTTO MILIONI
Milena Petrarca, voti 261 prima classificata
Guillermo Lopez Alonso De Linaje, voti 242 secondo classificato
Gianfranco Cilento, voti 140 terzo classificato
Liga Lapinska, voti 98 quarta classificata
Ajub Ibragimov, voti 94 quinto classificato

Collaboratori premiati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”
Alberto Liguoro
Andrea Del Buono
Angela Barnaba (alla memoria)
Angela Maria Tiberi
Anna Fermo
Antonio Di Nauta
Antonio Mencarini (alla memoria)
Carmen Di Lustro
Caterina Guttadauro
Chiara Pavoni
Clementina Petroni
Dalila Boukhalfa
Domenico Di Meglio
Domenico Umbro
Eduardo Cocciardo
Emanuela Di Stefano
Enzo Salvia
Gaetano Di Meglio
Gennaro Savio
Giulio Menichelli
Giulio Tarro
Giuseppe Lorin
Guerino Cigliano
Guido Arbonelli
Hotel Parco Verde
Jeanfilip
Katia Massaro
Liga Sarah Lapinska
Lucia Annicelli
Lucia D’ambra
Luciano Somma
Maria Luisa Neri
Mariagrazia Casola
Mariapia Ciaghi
Marina De Caro
Marisa de’ Spagnolis
Marisa De’ Spagnolis
Massimo Colella
Michela Zanarella
Milena Petrarca
Natalia Benedetti
Nicola Pantalone
Nina Lavieri (alla memoria)
Nunzia Zambardi
Paola Occhi
Pasquale Di Costanzo
Pasquale Scotti
Raffaele Pagliaruli
Rita Cuccaro
Roberta Panizza
Roberto Prandin
Rosalba Grella
Sacha Savastano
Salvatore Lauro
Salvatore Mazzella
Santina Amici
Silvana Lazzarino
Stefano Degli Abbati
Tiziana Mignosa
Umberto Maselli (alla memoria)
Vincenzo Savarese (alla memoria)
Vito Nicola Paradiso
Ylenia Pilato

Collaboratori premiati dalla testata giornalistica IL DISPARI
RAFFAELE CALISE
TONINO CARCATERRA
PEPPINO DE SIANO
ADRIANO ESPOSITO
ROSA IACONO
ENRICO SCOTTI
PEPPE D’AMBRA
BRUNO MANCINI
PEPPE BRANDI
PATRICIA O’MAHONY
SANDRA MALATESTA

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211206 – Redazione culturale DILA

Flora Rucco Milena Petrarca Michela Zanarella Luciana Capece

Flora Rucco Milena Petrarca Michela Zanarella Luciana Capece

Lucia Annicelli Ylenia Pilato

Lucia Annicelli Ylenia Pilato

Lucia Annicelli Katia Massaro Gaetano Di Meglio

Lucia Annicelli Katia Massaro Gaetano Di Meglio

Milena Petrarca Giuseppe Lorin

Milena Petrarca Giuseppe Lorin

Chiara Pavoni - Michela Zanarella

Chiara Pavoni – Michela Zanarella

Sindaco Enzo Ferrandino Nicola Pantalone

Sindaco Enzo Ferrandino Nicola Pantalone

Bruno Mancini Gaetano Di Meglio

Bruno Mancini Gaetano Di Meglio

Il Dispari 20211130 – Redazione culturale DILA premio x Bruno

Il Dispari 20211130

Il Dispari 20211130 – Redazione culturale DILA premio x Bruno

Il Dispari 20211130 – Redazione culturale DILA premio x Bruno

E’ il tempo di dire grazie.

E’ il tempo di dare un piccolo segno di riconoscimento. E’ il tempo di marcare il tempo. Sono trascorsi oltre 10 anni di questa intensa attività giornalistica che ha visto vari momenti e varie fasi. Oggi, grazie a sacrifici immensi di un gruppo di folli, siamo diventati un punto di riferimento per molti lettori. Per altri, quelli che amano dileggiarci, lo stesso.

Quest’anno, per la prima volta, abbiamo deciso di realizzare una piccola manifestazione, un piccolo evento per rimarcare due parole in particolare. Due parole che racchiudono due concetti ben precisi. Il primo è “grazie”, il secondo è “riconoscenza”.

Sí, ci piace dire grazie ed essere riconoscenti a chi, nel tempo, ci ha dato fiducia e, soprattutto, ha dimostrato e capito l’importanza del giornalismo. Sono tanti gli amici a cui dobbiamo dire grazie e a cui dobbiamo essere riconoscenti. Ma quest’anno partiamo così.

Questa prima edizione di “Le Stelle” de Il Dispari è un momento per dimostrare la nostra riconoscenza e dire il nostro grazie ad 11 amici (il numero Dispari è cercato).

E lo faremo sabato 4 dicembre dalle ore 17.45 alla Biblioteca Antoniana di Ischia.
Quest’anno diremo grazie a 3 donne e 8 uomini.

RAFFAELE CALISE, 84 anni il 24 luglio

Raffaele Calise ha una penna innamorata. Scrive racconti e storie. E’ preciso, determinato e ci tiene al richiamo in prima pagina. Raffaele ha da sempre avuto la passione per la scrittura e, da sempre, crede nel giornalismo come leva per migliorare le condizioni delle comunità a cui si riferisce. Dopo una proficua collaborazione con Domenico Di Meglio e la sua storia, da novembre 2020, in piena pandemia, ha ripreso a scrivere a raccontare il suo mondo. GRAZIE

TONINO CARCATERRA 85 anni il 30 maggio

Il Maestro Carcaterra è una firma che impreziosisce le nostre pagine di sport. La rubrica mensile sul tennis, scritta a penna è una tradizione in redazione. Un esercizio romantico. Puntuale e attento il Maestro continua a raccontare di uno sport che continua a regalare grandi emozioni sul locale ma anche nei grandi tornei internazionali. RICONOSCENZA

PEPPINO DE SIANO, 76 anni il 9 luglio
Custode dei bei tempi. Peppino De Siano è, soprattutto, un Signore con la S maiuscola. La sua penna continua a regalarci spunti di passato e attimi di bellezza di un’Ischia che non esiste più. Una macchina del tempo preziosa. GRAZIE

ADRIANO ESPOSITO, 80 anni il 13 agosto

Ci legge, corregge e si incazza. Dà ordini, decide cosa va e cosa e non va: il comando è nel DNA degli Esposito. Adriano, un giovane 80enne, non ha problemi. Usa i social con intelligenza, scopre amori e racconta la sua Ischia. Di ieri e di oggi. Ed è un’ischia sicuramente migliore di quella che abbiamo e che vorremmo avere. GRAZIE

ROSA IACONO, l’età non si dice

Attiva, presente e combattiva. Non perde il suo smalto di mamma coraggio e rappresenta un presidio di orgoglio. Una voce che non riesce a tacere davanti a torti e storture. La sua battaglia per i disabili continua anche attraverso il nostro giornale. Da sempre. GRAZIE

ENRICO SCOTTI, 78 anni il 7 aprile

Con la trasformazione in quotidiano, ha rallentato la sua collaborazione. Il suo Ceci e Baccalà, però, è stato uno dei motivi vincenti della nostra edizione settimanale. Una bella esperienza di giornalismo libero, schietto, contro corrente e coraggioso. RICONOSCENZA

PEPPE D’AMBRA, 70 anni il 6 luglio

Soprattutto amico. Peppe D’Ambra continua a vedere il mondo con l’occhio del cronista. Attento ai problemi dei più deboli, Pannelliano mai domo, Peppe ci è stato sempre stato vicino. RICONOSCENZA

BRUNO MANCINI, 78 anni il 30 aprile

Bruno ha sposato la linea Dispari il 23 marzo 2009. Dalla morte di Domenico ad oggi è stato al nostro fianco. Sempre. Nel bene e nel male. La sua DILA non ha confini, ma per noi, la redazione senza Bruno non esiste. Vulcanico, poeta, contro corrente, dispari, imprendibile. GRAZIE

PEPPE BRANDI, 80 anni il 16 maggio

Peppe Brandi ha mostrato per questa realtà editoriale rispetto, stima e affetto. Ci ha regalato pagine uniche e ha reso le nostre domeniche migliori di quelle che già lo erano. Quando abbiamo avuto bisogno ha sempre risposto presente. Sempre. RICONOSCENZA

PATRICIA O’MAHONY, l’età non si dice

Autrice. La signora Patricia ci ha regalato un romanzo fantasy sulla storia dell’isola d’Ischia. Il nostro giornale le deve molto anche se non direttamente. E in questi lunghi 10 anni abbiamo sempre potuto contare sul suo aiuto. Sul suo sorriso e sul suo british. GRAZIE

SANDRA MALATESTA, l’età non si dice

La prof del direttore (Lui ci tiene a dirlo). Sandra Malatesta ha abbracciato la sfida Dispari senza timori. Ha una penna dolce, da mamma, sensibile e severa. Da vera professoressa. Un giornalismo a diverse profondità che impreziosisce la nostra edizione domenicale. GRAZIE

Il Dispari 20211130 – Redazione culturale DILA premio x Bruno

Il Dispari 20211130 – Redazione culturale DILA premio x Bruno

Il Dispari 20211130 – Redazione culturale DILA premio x Bruno

Il Dispari 20211130 – Redazione culturale DILA premio x Bruno

BRUNO MANCINI
78 anni il 30 aprile

Bruno ha sposato la linea
Dispari il 23 marzo 2009.
Dalla morte di Domenico
ad oggi è stato al nostro
fianco. Sempre. Nel bene e
nel male. La sua DILA non
ha confini, ma per  noi, la
redazione senza Bruno
non esiste. Vulcanico,
poeta, contro corrente,
dispari, imprendibile.
GRAZIE

 

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211129

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Dal libro di Bruno Mancini “Per Aurora volume terzo”

La sesta firma. 4a puntata

Capitolo secondo
[…]

Poco alla volta, con gli zoccoli duri di un elefante, un’ambizione inqualificabile avanzò sui ciottoli delle mie abitudini per nulla tranquille.

Perché, poche ore prima, giunto sul molo della mia isola avevo seguito la viuzza acciottolata che attraversando la pineta passava davanti al bar di Gilda?
Così, distrattamente?
E perché senza aver intenzione di bere o di trascorrere qualche minuto in compagnia, mi ero avvicinato al banco mescita?
Senza motivo? Come un automa telecomandato?
Per una simile ragione avevo preso posto su uno degli sgabelli di plastica rossa con struttura in acciaio satinato?

La successiva breve conversazione era stata o non era stata responsabile, almeno in parte, della confusione mentale che stavo invano tentando di addestrare?
Nella logica adatta ai rapporti tra un domatore ed il suo leone, la mia ossessiva ambizione di libertà era o non era la forza che stava intendendo imporre, alla ribelle bestialità della mia natura, un insensato salto da eseguire passando attraverso la strozzatura del cerchio infuocato di un assurdo autocontrollo?
Quelle brevi frasi responsabili di tanto trambusto?

Mi aveva chiesto:
La solita?»
Sì grazie.»
Gianni, dai una birra ghiacciata al dottor Bruno.»
Non sono dottore. Quante volte devo dirtelo?»
Dotto’, per me voi siete tutto: dottore, farmacista, avvocato, medico, pure onorevole…»
Se mi chiami onorevole cambio bar.»
Ma che è stasera, nun se po’ pazzia nu poco?
È il quattro agosto e state nervoso per la gente che allucca a tutte le ore per la strada e non vi fa pensare? Non potete scrivere?
State arrabbiato?
Ecco la birra gelata.
Non ci pensate, i guai sono il contrario delle femmine.
È vero che tutti e due vanno e vengono, però le femmine se le pensate assai se ne fuggono, i guai invece più li credete importanti più aumentano.
Ve li scordate, e i guai passano; ve le dimenticate, le femmine tornano.
Fate come me, con tutto il rispetto dotto’, io non li penso e non le penso proprio, né di giorno né di notte.»
Stai parlando delle femmine o dei maschi?»
Tutti la stessa razza, uguali, i maschi e le femmine, fuggono uguali se li accarezzate.
Dotto’, accussì si sta troppo buono!»
Sei pazza!
Pazza sconclusionata.
Potresti avere eserciti di uomini, alti biondi bruni ricchi belli giovani…»
Sì Dotto’ questa canzone me l’hanno già cantata mille volte.
Voglio sta’ sola!
Nun voglio a nisciuno.
Un bastardo è bastato.
Prima mi faceva piangere e poi mi asciugava il naso, prima mi faceva ridere e poi mi sputava in faccia, “Ti amo.” diceva “Sei tutto per me.”, e si prendeva veramente tutto: amore e soldi.
E nemmeno questo è bastato!
Bastardo.
La pollanchella gli disse “vieni” e lui venne, la pollastrella gli disse “andiamo” e lui andò. Né più tornò.
Vigliacco bastardo.
Dotto’ un’altra volta… sapete, non mi chiamo Speranza né mi chiamo Vendetta, ma il mio nome è Certezza.»
Io so che ti chiamano Gilda e so pure che non c’è tana senza ingresso.
Posso avere una birra?»
Gianni, la birra più fredda per il dottor Galante.
Vi chiamate Galante? Porfirio Galante? Valentino Galante? Galante Rubirosa? Rodolfo Valentino? Porfirio Rubirosa? Rodolfo Galante Porfirio Rubirosa Valentino?»
Chiamami Bruno, sarò la tua vita.»
Ma questa è la reclame di una birra.
‘Mbroglione.
Ci avevo quasi creduto!
Ecco la birra, bionda fredda trasparente e senza bollicine.
Mi rassomiglia.
Dotto’ io sono una birra che non potete bere in un sorso solo.»

Segue lunedì prossimo

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Lucia Fusco ad Ischia con “Come acqua amara”

A fine estate ho avuto il piacere di incontrare Lucia Fusco, presente a Ischia per una vacanza che ripete ogni anno, e ne ho ricevuto in dono una copia del suo interessante lavoro letterario “Come acqua amara“: 280 pagine di storie di Sezzesi, Susaroli, Pipernesi e Cispadani.

Opera prima pubblicata da Sintagma (ISBN 978894465211), “Come acqua amara” è il racconto di una saga familiare italiana che si sviluppa in una corposa parte del secolo scorso ed è ambientato, come si legge in quarta di copertina “… in un mondo duro, spesso crudele che però attraverso il vissuto dei protagonisti, sa mostrare quale e quanta ricchezza c’è nella povertà, quanta unione può restare anche nella lontananza, quanta forza e tenacia possono nascere nella disperazione, quanta speranza può crescere da ogni piccola azione.” che poi continua con “Così le storie di Filomena, Silvia, Lucia, Lidia, Costanza e delle loro famiglie tornano a vivere, soffiando via la polvere del tempo passato”.

La prefazione di Fabrizio Agostini, Direttore di “Lepini Magazine” e la presentazione del Prof. Luigi Zaccheo, storico e ricercatore, contribuiscono alla focalizzazione degli aspetti tematici e lessicali del profondo lavoro letterario di Lucia Fusco.
Infatti, tra l’altro, scrive Agostini: «… il prezioso contributo di Lucia Fusco ci ha aiutato a fotografare una realtà che non tutti conoscevamo. Spaccati di vita quotidiana che in un modo o nell’altro ci accomunano tutti.» E poi ancora: «Tutto questo raccontano le storie di Lucia Fusco, nelle quali ognuno di noi può identificarsi o soltanto confrontarsi per trarre un insegnamento poiché la vita è un viaggio sulle montagne russe. Per ottenere un tale risultato è stato determinante la sensibilità dell’autrice, la quale ci ha donato tessere di se stessa per renderci partecipi dei suoi ricordi mostrandoci il mosaico nella sua totalità»..
E Zaccheo completa il quadro della presentazione scrivendo: «Lucia Fusco, fiera combattente per l’emancipazione della donna e per l’affermazione delle pari opportunità dei sessi nella società, ha realizzato un libro importante, istruttivo, piacevole a leggere, ricco di figure maschili e femminili, che, con tenacia e grande forza di volontà sono riuscite a creare un loro spazio specifico all’interno di una società chiusa, dominata dalle gerarchie e spesso da potenti, facilmente resisi prepotenti”.
Per entrare immediatamente nel vivo della vis narrativa di Lucia Fusco vi basterà leggere una frase del racconto intitolato “La prima Repubblica”, uno degli ultimi della serie di cui è composto il libro, che inizia così “Roma – anni settanta. Stretta nel cappottuccio cammello, foulard blu, la borsetta fuori moda, Adelina, una giovane susarola, passeggiava guardando con desiderio i vestiti nelle eleganti vetrine di Via del Corso».

Lucia Fusco è nata a Roma nel 1963, laureata in lettere, insegna a Pontinia.
In gioventù ha viaggiato per l’Italia, l’Europa e l’Africa con un gruppo di amici, con spirito di conoscenza e semplicità, con zaino e sacco a pelo.

Un lungo elenco di premi e di riconoscimenti vari rende merito alle sue attività didattiche, culturali e sociali.

Da alcuni anni è Ambasciatrice di Pace nonché Presidente della Sede operativa della Regione Lazio per conto dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Bruno Mancini


DILA

NUSIV

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Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211129

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Dal libro di Bruno Mancini “Per Aurora volume terzo”

La sesta firma. 4a puntata

Capitolo secondo
[…]

Poco alla volta, con gli zoccoli duri di un elefante, un’ambizione inqualificabile avanzò sui ciottoli delle mie abitudini per nulla tranquille.

Perché, poche ore prima, giunto sul molo della mia isola avevo seguito la viuzza acciottolata che attraversando la pineta passava davanti al bar di Gilda?
Così, distrattamente?
E perché senza aver intenzione di bere o di trascorrere qualche minuto in compagnia, mi ero avvicinato al banco mescita?
Senza motivo? Come un automa telecomandato?
Per una simile ragione avevo preso posto su uno degli sgabelli di plastica rossa con struttura in acciaio satinato?

La successiva breve conversazione era stata o non era stata responsabile, almeno in parte, della confusione mentale che stavo invano tentando di addestrare?
Nella logica adatta ai rapporti tra un domatore ed il suo leone, la mia ossessiva ambizione di libertà era o non era la forza che stava intendendo imporre, alla ribelle bestialità della mia natura, un insensato salto da eseguire passando attraverso la strozzatura del cerchio infuocato di un assurdo autocontrollo?
Quelle brevi frasi responsabili di tanto trambusto?

Mi aveva chiesto:
La solita?»
Sì grazie.»
Gianni, dai una birra ghiacciata al dottor Bruno.»
Non sono dottore. Quante volte devo dirtelo?»
Dotto’, per me voi siete tutto: dottore, farmacista, avvocato, medico, pure onorevole…»
Se mi chiami onorevole cambio bar.»
Ma che è stasera, nun se po’ pazzia nu poco?
È il quattro agosto e state nervoso per la gente che allucca a tutte le ore per la strada e non vi fa pensare? Non potete scrivere?
State arrabbiato?
Ecco la birra gelata.
Non ci pensate, i guai sono il contrario delle femmine.
È vero che tutti e due vanno e vengono, però le femmine se le pensate assai se ne fuggono, i guai invece più li credete importanti più aumentano.
Ve li scordate, e i guai passano; ve le dimenticate, le femmine tornano.
Fate come me, con tutto il rispetto dotto’, io non li penso e non le penso proprio, né di giorno né di notte.»
Stai parlando delle femmine o dei maschi?»
Tutti la stessa razza, uguali, i maschi e le femmine, fuggono uguali se li accarezzate.
Dotto’, accussì si sta troppo buono!»
Sei pazza!
Pazza sconclusionata.
Potresti avere eserciti di uomini, alti biondi bruni ricchi belli giovani…»
Sì Dotto’ questa canzone me l’hanno già cantata mille volte.
Voglio sta’ sola!
Nun voglio a nisciuno.
Un bastardo è bastato.
Prima mi faceva piangere e poi mi asciugava il naso, prima mi faceva ridere e poi mi sputava in faccia, “Ti amo.” diceva “Sei tutto per me.”, e si prendeva veramente tutto: amore e soldi.
E nemmeno questo è bastato!
Bastardo.
La pollanchella gli disse “vieni” e lui venne, la pollastrella gli disse “andiamo” e lui andò. Né più tornò.
Vigliacco bastardo.
Dotto’ un’altra volta… sapete, non mi chiamo Speranza né mi chiamo Vendetta, ma il mio nome è Certezza.»
Io so che ti chiamano Gilda e so pure che non c’è tana senza ingresso.
Posso avere una birra?»
Gianni, la birra più fredda per il dottor Galante.
Vi chiamate Galante? Porfirio Galante? Valentino Galante? Galante Rubirosa? Rodolfo Valentino? Porfirio Rubirosa? Rodolfo Galante Porfirio Rubirosa Valentino?»
Chiamami Bruno, sarò la tua vita.»
Ma questa è la reclame di una birra.
‘Mbroglione.
Ci avevo quasi creduto!
Ecco la birra, bionda fredda trasparente e senza bollicine.
Mi rassomiglia.
Dotto’ io sono una birra che non potete bere in un sorso solo.»

Segue lunedì prossimo

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211129 – Redazione culturale DILA

Lucia Fusco ad Ischia con “Come acqua amara”

A fine estate ho avuto il piacere di incontrare Lucia Fusco, presente a Ischia per una vacanza che ripete ogni anno, e ne ho ricevuto in dono una copia del suo interessante lavoro letterario “Come acqua amara“: 280 pagine di storie di Sezzesi, Susaroli, Pipernesi e Cispadani.

Opera prima pubblicata da Sintagma (ISBN 978894465211), “Come acqua amara” è il racconto di una saga familiare italiana che si sviluppa in una corposa parte del secolo scorso ed è ambientato, come si legge in quarta di copertina “… in un mondo duro, spesso crudele che però attraverso il vissuto dei protagonisti, sa mostrare quale e quanta ricchezza c’è nella povertà, quanta unione può restare anche nella lontananza, quanta forza e tenacia possono nascere nella disperazione, quanta speranza può crescere da ogni piccola azione.” che poi continua con “Così le storie di Filomena, Silvia, Lucia, Lidia, Costanza e delle loro famiglie tornano a vivere, soffiando via la polvere del tempo passato”.

La prefazione di Fabrizio Agostini, Direttore di “Lepini Magazine” e la presentazione del Prof. Luigi Zaccheo, storico e ricercatore, contribuiscono alla focalizzazione degli aspetti tematici e lessicali del profondo lavoro letterario di Lucia Fusco.
Infatti, tra l’altro, scrive Agostini: «… il prezioso contributo di Lucia Fusco ci ha aiutato a fotografare una realtà che non tutti conoscevamo. Spaccati di vita quotidiana che in un modo o nell’altro ci accomunano tutti.» E poi ancora: «Tutto questo raccontano le storie di Lucia Fusco, nelle quali ognuno di noi può identificarsi o soltanto confrontarsi per trarre un insegnamento poiché la vita è un viaggio sulle montagne russe. Per ottenere un tale risultato è stato determinante la sensibilità dell’autrice, la quale ci ha donato tessere di se stessa per renderci partecipi dei suoi ricordi mostrandoci il mosaico nella sua totalità»..
E Zaccheo completa il quadro della presentazione scrivendo: «Lucia Fusco, fiera combattente per l’emancipazione della donna e per l’affermazione delle pari opportunità dei sessi nella società, ha realizzato un libro importante, istruttivo, piacevole a leggere, ricco di figure maschili e femminili, che, con tenacia e grande forza di volontà sono riuscite a creare un loro spazio specifico all’interno di una società chiusa, dominata dalle gerarchie e spesso da potenti, facilmente resisi prepotenti”.
Per entrare immediatamente nel vivo della vis narrativa di Lucia Fusco vi basterà leggere una frase del racconto intitolato “La prima Repubblica”, uno degli ultimi della serie di cui è composto il libro, che inizia così “Roma – anni settanta. Stretta nel cappottuccio cammello, foulard blu, la borsetta fuori moda, Adelina, una giovane susarola, passeggiava guardando con desiderio i vestiti nelle eleganti vetrine di Via del Corso».

Lucia Fusco è nata a Roma nel 1963, laureata in lettere, insegna a Pontinia.
In gioventù ha viaggiato per l’Italia, l’Europa e l’Africa con un gruppo di amici, con spirito di conoscenza e semplicità, con zaino e sacco a pelo.

Un lungo elenco di premi e di riconoscimenti vari rende merito alle sue attività didattiche, culturali e sociali.

Da alcuni anni è Ambasciatrice di Pace nonché Presidente della Sede operativa della Regione Lazio per conto dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Bruno Mancini


Il Dispari 20211122 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211122

Il Dispari 20211122 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211122 – Redazione culturale DILA

Dal libro di Bruno Mancini “Per Aurora volume terzo”

La sesta firma. 3a puntata

Se vi piace leggere racconti a puntate, questa pagina fa al caso vostro, poiché da lunedì 1 novembre abbiamo iniziato a pubblicare (ogni lunedì) una parte del racconto “La sesta firma” inserito nel terzo volume della serie “Per Aurora”.

Capitolo secondo

[…] Non vale nascondere i paradossi della quotidianità utilizzando scampoli di pseudo epocali avventure.

Sarebbe un sistema in grado di funzionare per il brevissimo periodo, ma che in definitiva lascerebbe ancora più scoperto il nervo dolente.

Quella sera, come tutte le sere, Geltrude mi augurò “Buonanotte Dottore”, così scoccando, involontariamente, la scintilla che avrebbe fatto esplodere la contraddizione della mia vita.

Io mi sentii solo.

Radicalmente.

Ciò, nonostante il soffocante abbraccio della totalizzante invasione che l’elettromagnetismo d’origini ignote mi chiedeva di ricambiare.

Avrei potuto ascoltare le frequenze 120 130 140 150 160 1357…, austriache, giapponesi, eritree, sud tirolesi, saigonesi, etiopi, baranesi, del cinquantaduesimo anniversario della rivoluzione cubana, ventisei luglio 2005, oppure telefonare ai numeri di appello pubblico per frodi commerciali, richieste di informazioni dei nostri concittadini dispersi negli attentati egiziani, inglesi, afgani, iracheni, pachistani, serbi, israeliani, giordani, siriani, libici, algerini, tunisini, sud tirolesi, irlandesi, baschi, turchi, americani, genovesi, rodesiani, indonesiani, giapponesi, americani, americani, americani, finanche ai numeri di appello pubblico contro te, contro lui, la strada sconnessa, i predatori di tartarughe sperdute, lo sciopero selvaggio dei reduci dalla cassa integrazione, il tassista furbacchiotto, il controllore scostumato, il vigile urbano acquattato nella sala giochi del bar gelateria, le cacche sulla strada dei cani randagi, le caccone sui marciapiedi lasciate da cani liberi provvisti di medaglietta e collare, le caccacce agli ingressi di case e negozi defecate comodamente da cani al guinzaglio di signore profumate abbronzate sculettanti smorfiose sussiegose tamarre, tamarre,  tamarre, tamarrissime.

Ero, al contrario, sedotto dal volere cercare rifugio in una paradossale autosufficienza.

Lentamente, iniziai ad entrare in una sfera d’impermeabilità, ove si ergeva sovrana l’inibizione a montare sui salvagenti, infiocchettati da suadenti programmi pubblicitari e resi indispensabili nella globalizzazione dell’era elettromagnetica.

Ciambelle di salvataggio adatte ad appigliarvi fittizi bisogni. Cinture protettive utili per fungere da ripari ad esigenze artatamente indotte. Elementari manuali di sopravvivenza dei cittadini metropolitani proposti da sedicenti esperti.

Essa, l’inibizione, aveva radici in un’apparentemente semplice sensazione di libertà.

Ogni volta che si tenta di superare una linea di demarcazione, c’è un elemento dalle coordinate XYZTIO (ics ipsilon zeta tau io) che si trova a cavallo, in equilibrio, tra un lato ed un altro, tra due dimensioni differenti, tra un prima ed un poi, tra l’io e il non.

In bilico su un concetto, non riuscii a decidere se l’allontanarsi di Geltrude aveva insinuato in me la necessità di una compagnia, oppure se, al suo lasciare la stanza, non mi ero sentito avvampato per il sospetto che, vuoto, era tutto quanto mi contornava.

Specchio specchio delle mie brame chi è il più solo del reame?

Segue lunedì prossimo

Il Dispari 20211122 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211122 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi scrive al Sindaco di Pontinia

Illustrissimo Dottor Eligio Tombolillo, Sindaco del Comune di Pontinia,
mi complimento vivamente per il suo successo politico che le ha consentito di essere eletto Sindaco del Comune di Pontinia con ampia maggioranza e, come promesso, sono qui a proporre un’iniziativa culturale a beneficio della collettività dell’Agro Pontino.

Con i poteri che riconosciuti dalla mia funzione di Presidente della sede “Nazione Italia” dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, desidero richiedere il patrocinio del Comune di Pontinia per la realizzazione e la pubblicazione di un’antologia di Arti Varie avente per oggetto la “Storia di Pontinia… conosciuta nel mondo“.

Tale opera letteraria sarà composta con pagine dedicate alla storia, non solo artistica e delle tradizioni artigianali ma anche civile e politica, di Pontinia con foto di arti grafiche, e con brani di poesia, letteratura, giornalismo ecc., e si avvarrà dell’adesione di numerosi artisti della Provincia di Latina oltre che degli artisti amici dell’associazione internazionale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Il progetto editoriale riceverà, tra l’altro, la costante collaborazione del quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio distribuito insieme al Mattino di Napoli, e potrà contare sulla disponibilità del sito www.emmegiischia.com che riceve milioni di visite ogni anno.

Ne faranno parte, inoltre, artisti nazionali ed internazionali aderenti alle numerosissime associazioni ed accademie con cui mi pregio di collaborare personalmente.

Restando a completa disposizione per ogni ulteriore chiarimento e documentazione, in fiduciosa attesa di una Sua favorevole risposta Le invio distinti saluti.

Angela Maria Tiberi
Presidente sede Italia dell’Associazione DILA

Il Dispari 20211122 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211122 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211122 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211122 – Redazione culturale DILA

Michela Zanarella al Tuscania Libri

il salone dell’editoria indipendente alla terza edizione

Dal 29 ottobre al al 1°novembre a Palazzo Fani, nella prestigiosa sede nel centro storico di Tuscania, si è svolta la terza edizione di TuscaniaLibri, salone del libro dedicato agli editori e agli autori indipendenti.

L’evento, promosso da ACTAS, associazione presieduta da Claudio Patrizi, in collaborazione con Edizioni Penne e Papiri, con il patrocinio del comune di Tuscania, provincia di Viterbo, Le Ragunanze, A.Gi.Mus sez. Roma Est, Hotel Tuscania, ha visto la partecipazione di autori ed editori provenienti da diverse regioni italiane.

L’inaugurazione ha visto la presenza del sindaco di Tuscania, Fabio Bartolacci, della presidente dell’associazione Le Ragunanze, Michela Zanarella, autrice e giornalista, e dell’attore, regista e scrittore Giuseppe Lorin, entrambi promotori culturali attivi sul territorio nazionale e internazionale, collaboratori dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“,

L’iniziativa ha consentito la presentazione di racconti brevi, romances, thriller, storie autobiografiche, fantascienza, saggi e poesie e favorito l’incontro tra intellettuali e turisti nella splendida cittadina della Tuscia.

Il Dispari 20211122 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211122 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211115

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

Cerimonia premiazione OTTO MILIONI

Il 4 dicembre 2021, alle ore 17, nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 44 a Roma, a conclusione della decima edizione del Premio internazionale di arti varie “Otto Milioni” si terrà la cerimonia di premiazione con la comunicazione delle classifiche finali e la consegna dei relativi attestati di merito.

I primi cinque classificati delle due sezioni (poesia e Arti grafiche) saranno avvisati in privato.
Saranno inoltre premiati i seguenti personaggi che, durante i dieci anni del Premio, si sono maggiormente distinti nella sua divulgazione.

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

Alberto Liguoro, Andrea Del Buono, Angela Barnaba (alla memoria), Anna Fermo, Antonio Di Nauta, Antonio Mencarini (alla memoria), Carmen Di Lustro, Chiara Pavoni, Clementina Petroni, Dalila Boukhalfa, Emanuela Di Stefano, Enzo Salvia, Gaetano Di Meglio, Gennaro Savio, Giulio Menichelli, Giulio Tarro, Giuseppe Lorin, Guerino Cigliano, Guido Arbonell, Guillermo Lopez Alonso De Linaje, Hotel Parco Verde, Jeanfilip, Katia Massaro, Lucia Annicelli, Lucia D’ambra, Luciano Somma, Maria Luisa Neri Mariagrazia Casola, Mariapia Ciaghi, Marina De Caro, Massimo Colella, Michela Zanarella, Natalia Benedetti, Nicola Pantalone, Nunzia Zambardi, Paola Occhi, Pasquale Di Costanzo, Pasquale Scotti (alla memoria), Raffaele Pagliaruli, Rita Cuccaro, Roberta Panizza, Roberto Prandin, Rosalba Grella, Sacha Savastano, Salvatore Lauro, Santina Amici, Silvana Lazzarino, Stefano Degli Abbati, Tiziana Mignosa,Umberto Maselli (alla memoria), Vincenzo Savarese (alla memoria), Vito Nicola Paradiso, Ylenia Pilato.

In considerazione dei disagi particolarmente rilevanti ai quali andrebbero incontro i numerosi premiati residenti sulla nostra isola d’Ischia per recarsi a Roma (condizioni meteorologiche invernali, green pass per i trasporti ecc.), grazie alla disponibilità offerta dal Comune di Ischia, avremo l’opportunità di effettuare nella locale Biblioteca Comunale Antoniana un contemporaneo incontro, con relativa diretta streaming dalle ore 17,15 alle ore 17,45, riservato ai premiati ischitani e condotto dal Direttore della testata giornalistica Il Dispari, Gaetano Di Meglio.

In tale occasione saranno presentate le due antologie collegate al premio.
La prima, dal titolo“XEdizione”, contiene tutte le opere di arti grafiche e tutti i testi delle poesie finaliste delle due sezioni del Premio, oltre a contributi culturali proposti da Artisti di varie discipline;.
La seconda, dal titolo “Sinfonia con l’Africa due”, realizzata in sinergia con l’Associazione algerina “ADA” di Dalila Boukhalfa, presenta una raccolta di Artisti internazionali i cui testi sono stati tradotti in diverse lingue: arabo, francese, inglese, lettone e russo.

Come è facilmente comprensibile, perdurando l’incertezza sulle restrizioni imposte per il contenimento della pandemia COVID, e in considerazione dello spazio disponibile, la partecipazione all’incontro potrà avvenire solo previa prenotazione che dovrà essere richiesta a mezzo e-mail inviata a dila@emmegiischia.com, oppure telefonando al 3791175987 (tutti i giorni dalle 14 alle 23) entro il 25 novembre.

Un caloroso ringraziamento va riservato, fin da ora, all’attrice Chiara Pavoni che, non solo metterà a disposizione il suo spazio magico “Interno 4”, con tutta la sua organizzazione, in una situazione piuttosto problematica, ma svolgerà anche funzioni di Madrina speciale della cerimonia in nome e per conto della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.
La decima edizione del Premio “Otto milioni” è stato, anche questa volta, organizzata dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, del magazine EUDONNA e della casa editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi,
Convinti che tutti i premiati saranno in prima linea per diffondere i progetti culturali Made in Ischia e che ne vorranno far parte ancora per il futuro, concludiamo questa decima edizione del Premio “Otto milioni” complimentandoci con tutti finalisti ai quali vanno sinceri auguri di meritati successi.

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

SEZIONE POESIA:

Angela Maria Tiberi, Anita Ķēķe, Anita Zvaigzne, Anna Rancāne, Broņislava Dzene, Eduards Aivars, Elīna Zālīte, Elita Viškere, Emanuela Eleonora Di Stefano, Eva Mārtuža,
Flora Rucco, Ināra Gaile, Ingrīda Zaķe, Invar El-Voron, Janis Jan Zarins, Liga Sarah Lapinska,
Ligija Kovaļevska, Luciana Capece, Lucio Rinaldini, Mairita Ķērpe-Dūze, Maria Francesca Mosca, Milena Petrarca, Modris Andžāns, Natalina Stefi, Orietta Bellomo, Rosaria Zizzo, Vera Roķe, Viesturs Āboliņš, Virginio Sannino.

SEZIONE ARTI GRAFICHE

Abu Pahaev, Adam Ilyasov, Ajub Ibragimov, Alessia Gaveglia, Art Linh, Astra Empele, Chijia He, Daniel Hooper, Dita Dīķe, Ēriks Bāris, Frank W. Tansey, German Vizulis, Gianfranco Cilento, Guillermo Lopez Alonso De Linaje, Guna Oškalna-Vējiņa, Heino Blum, Herminia Mesquita, Ingvar El Raven, Jeanfilip, Jelena Plotnikova, Kārlis Īle, Liene Liepiņa, Liga Lapinska, Makka Ilyasova, Miguel Pinero, Milena Petrarca, Miriana Milanovic, Nunzia Zambardi, Osama Salama, Safa Bn, Sebastiano Grasso, Sergey Kyrychenko, Sigal Bali, Simasilver Konya, Thamer M. Alhiti, Tomas Fernandez, Valerien Bressy, Vera Roķe, Vilis Vizulis, Yair Aharon, Yuri Serebryakov, Zara Ilyasova.

Bruno Mancini
Presidente DILA

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

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DILA

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Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

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Cerimonia premiazione OTTO MILIONI

Il 4 dicembre 2021, alle ore 17, nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 44 a Roma, a conclusione della decima edizione del Premio internazionale di arti varie “Otto Milioni” si terrà la cerimonia di premiazione con la comunicazione delle classifiche finali e la consegna dei relativi attestati di merito.

I primi cinque classificati delle due sezioni (poesia e Arti grafiche) saranno avvisati in privato.
Saranno inoltre premiati i seguenti personaggi che, durante i dieci anni del Premio, si sono maggiormente distinti nella sua divulgazione.

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

Alberto Liguoro, Andrea Del Buono, Angela Barnaba (alla memoria), Anna Fermo, Antonio Di Nauta, Antonio Mencarini (alla memoria), Carmen Di Lustro, Chiara Pavoni, Clementina Petroni, Dalila Boukhalfa, Emanuela Di Stefano, Enzo Salvia, Gaetano Di Meglio, Gennaro Savio, Giulio Menichelli, Giulio Tarro, Giuseppe Lorin, Guerino Cigliano, Guido Arbonell, Guillermo Lopez Alonso De Linaje, Hotel Parco Verde, Jeanfilip, Katia Massaro, Lucia Annicelli, Lucia D’ambra, Luciano Somma, Maria Luisa Neri Mariagrazia Casola, Mariapia Ciaghi, Marina De Caro, Massimo Colella, Michela Zanarella, Natalia Benedetti, Nicola Pantalone, Nunzia Zambardi, Paola Occhi, Pasquale Di Costanzo, Pasquale Scotti (alla memoria), Raffaele Pagliaruli, Rita Cuccaro, Roberta Panizza, Roberto Prandin, Rosalba Grella, Sacha Savastano, Salvatore Lauro, Santina Amici, Silvana Lazzarino, Stefano Degli Abbati, Tiziana Mignosa,Umberto Maselli (alla memoria), Vincenzo Savarese (alla memoria), Vito Nicola Paradiso, Ylenia Pilato.

In considerazione dei disagi particolarmente rilevanti ai quali andrebbero incontro i numerosi premiati residenti sulla nostra isola d’Ischia per recarsi a Roma (condizioni meteorologiche invernali, green pass per i trasporti ecc.), grazie alla disponibilità offerta dal Comune di Ischia, avremo l’opportunità di effettuare nella locale Biblioteca Comunale Antoniana un contemporaneo incontro, con relativa diretta streaming dalle ore 17,15 alle ore 17,45, riservato ai premiati ischitani e condotto dal Direttore della testata giornalistica Il Dispari, Gaetano Di Meglio.

In tale occasione saranno presentate le due antologie collegate al premio.
La prima, dal titolo“XEdizione”, contiene tutte le opere di arti grafiche e tutti i testi delle poesie finaliste delle due sezioni del Premio, oltre a contributi culturali proposti da Artisti di varie discipline;.
La seconda, dal titolo “Sinfonia con l’Africa due”, realizzata in sinergia con l’Associazione algerina “ADA” di Dalila Boukhalfa, presenta una raccolta di Artisti internazionali i cui testi sono stati tradotti in diverse lingue: arabo, francese, inglese, lettone e russo.

Come è facilmente comprensibile, perdurando l’incertezza sulle restrizioni imposte per il contenimento della pandemia COVID, e in considerazione dello spazio disponibile, la partecipazione all’incontro potrà avvenire solo previa prenotazione che dovrà essere richiesta a mezzo e-mail inviata a dila@emmegiischia.com, oppure telefonando al 3791175987 (tutti i giorni dalle 14 alle 23) entro il 25 novembre.

Un caloroso ringraziamento va riservato, fin da ora, all’attrice Chiara Pavoni che, non solo metterà a disposizione il suo spazio magico “Interno 4”, con tutta la sua organizzazione, in una situazione piuttosto problematica, ma svolgerà anche funzioni di Madrina speciale della cerimonia in nome e per conto della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.
La decima edizione del Premio “Otto milioni” è stato, anche questa volta, organizzata dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, del magazine EUDONNA e della casa editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi,
Convinti che tutti i premiati saranno in prima linea per diffondere i progetti culturali Made in Ischia e che ne vorranno far parte ancora per il futuro, concludiamo questa decima edizione del Premio “Otto milioni” complimentandoci con tutti finalisti ai quali vanno sinceri auguri di meritati successi.

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

SEZIONE POESIA:

Angela Maria Tiberi, Anita Ķēķe, Anita Zvaigzne, Anna Rancāne, Broņislava Dzene, Eduards Aivars, Elīna Zālīte, Elita Viškere, Emanuela Eleonora Di Stefano, Eva Mārtuža,
Flora Rucco, Ināra Gaile, Ingrīda Zaķe, Invar El-Voron, Janis Jan Zarins, Liga Sarah Lapinska,
Ligija Kovaļevska, Luciana Capece, Lucio Rinaldini, Mairita Ķērpe-Dūze, Maria Francesca Mosca, Milena Petrarca, Modris Andžāns, Natalina Stefi, Orietta Bellomo, Rosaria Zizzo, Vera Roķe, Viesturs Āboliņš, Virginio Sannino.

SEZIONE ARTI GRAFICHE

Abu Pahaev, Adam Ilyasov, Ajub Ibragimov, Alessia Gaveglia, Art Linh, Astra Empele, Chijia He, Daniel Hooper, Dita Dīķe, Ēriks Bāris, Frank W. Tansey, German Vizulis, Gianfranco Cilento, Guillermo Lopez Alonso De Linaje, Guna Oškalna-Vējiņa, Heino Blum, Herminia Mesquita, Ingvar El Raven, Jeanfilip, Jelena Plotnikova, Kārlis Īle, Liene Liepiņa, Liga Lapinska, Makka Ilyasova, Miguel Pinero, Milena Petrarca, Miriana Milanovic, Nunzia Zambardi, Osama Salama, Safa Bn, Sebastiano Grasso, Sergey Kyrychenko, Sigal Bali, Simasilver Konya, Thamer M. Alhiti, Tomas Fernandez, Valerien Bressy, Vera Roķe, Vilis Vizulis, Yair Aharon, Yuri Serebryakov, Zara Ilyasova.

Bruno Mancini
Presidente DILA

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211115 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211108 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211108

Il Dispari 20211108 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211108 – Redazione culturale DILA

Dal libro di Bruno Mancini “Per Aurora volume terzo”

La sesta firma. 2a puntata

Se vi piace leggere racconti a puntate, questa pagina fa al caso vostro, poiché dalla scorsa settimana abbiamo iniziato a pubblicare (ogni lunedì) una parte del racconto “La sesta firma” inserito nel terzo volume della serie “Per Aurora”.

Il Dispari 20211108 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211108 – Redazione culturale DILA

… Capitolo secondo

Un caffè senza zucchero al mattino “Buongiorno Signore“, “Buongiorno Geltrude“, per letto un lenzuolo, un cuscino e d’inverno un piumone, tre minuti necessari ad asciugare le pozze d’acqua sul pavimento del bagno, a pranzo sempre le stesse pietanze, per mesi, fino alla nausea, “Domani si cambia Geltrude, domani formaggio“, e sempre formaggio, tre mesi, quattro anni, quindici settimane certamente.

Per le sue ore di libertà avevamo concordato tutti i pomeriggi liberi fino al crepuscolo; il giovedì e la domenica intera giornata.
Dopo l’imbrunire, solo i compiti di compattare un sacchetto di spazzatura, dare una lieve sistemata al disordine della mia giornata, scegliere e stendere una tovaglia pulita per la cena notturna, ed infine verificare la chiusura delle persiane.

Quella sera, al suo “Buonanotte Dottore”, improvvisamente, mi accorsi di essere rimasto solo.
Fino a quel momento assente nella mia attenzione, la sua presenza discreta divenne, in un bip, la sterile verginità che mi aveva impedito ogni sussulto verso la realizzazione d’incredibili obiettivi.

Lentamente, con frasi incomplete, iniziai a parlare da solo, a voce non alta, ma comunque incisa nel vecchio silenzio di quella particolare sera uguale a tante precedenti.
Rivolto ad un foglio, una penna, ed una bionda teoria di fredde bottiglie dal tappo a corona, non dissimili, per monotonia, dagli stessi oggetti arruffati in tanti altri crepuscoli.

La strada comunale poco distante inventava da destra e da sinistra striduli scricchiolii d’amori traditi, sirene prive di lusinghe, lacerate certezze di vita, un grano di pioggia sul selciato, gli assoli intermittenti di autoclavi e condizionatori.
Per me nessun senso di stupore, solo attenzione rivolta verso la scoperta di una solitudine mai altre volte considerata.

Avevo già accondisceso precedentemente, in più occasioni, alla tentazione onirica del giro del mio mondo in solitaria.
Non la prima, la seconda esperienza di assoluto inconsapevole isolamento l’avevo vissuta, tanto tempo fa, con la barca a remi “Ricciulì”, dal Castello Aragonese a Vivara e ritorno.
Quattordici anni non ancora compiuti, l’estate abbronzava la pelle sul corpo, il mare sembrava un lago.

Su un natante di quattro metri circa, con grezzi remi di legno incordati agli scalmi da rudimentali sfilacci di sagole.
Acquisivo ogni metro di mare, le singole porzioni di miglio marino che mi distanziavano dalla meta, silenziosamente, ascoltando l’affanno che la fatica e la fuga dall’ignoto mi espellevano dal petto.

A me ragazzo sprovvisto di precedenti simili esperienze, gli schizzi spruzzati dai remi nelle uscite dalle crespe ondose dondolanti sulla leggera corrente, quasi raffiche d’invisibili mostri nuotanti e volanti, acceleravano i battiti cardiaci nello sforzo per ulteriori faticose palate.
A me battelliere improvvisato e sprovveduto, i gorgoglii che erano provocati dai vortici lasciati nel lento, ma incessante procedere del Ricciulì, prodromi di altri disgraziati ticchettii, rubavano ogni pensiero diverso dalla frenesia della fuga.

Vidi.

La vidi.

La pinna azzurrognola fendeva il mare cento metri dietro la poppa, minacciosamente a ridosso del guscio di legno dall’antica vernice protettiva ormai solo un labile ricordo. Scricchiolava tutto il fasciame, reso fragile da continui affondi in battigie di sabbie pietrose, bruciato dal sole dal vento e dalla pioggia che si erano accaniti per anni come spietati saccheggiatori delle Molucche, e sgangherato per i ripetuti cozzi contro semi affioranti barriere di mitili.

La pinna, alta un palmo sullo scintillante fermento lasciato dalla scia della poppa del natante, rifletteva, quasi a voler attirare la mia attenzione, i raggi del sole ormai al tramonto.
Da regata avventurosa, la sfida Castello Aragonese – Vivara – Castello Aragonese, oltre la mia piacevole intenzione, era lì trasformata, per effetto di un’imprevista regia, nella fuga affannosa da una pinna sconosciuta.

Forse era un tonno.

Sapevo che a volte passavano piccoli gruppi di delfini in quel tratto marino, ma non avevo mai sentito parlare d’avvistamenti né di squali predatori od orche in miniatura, né di sperdute balene.
Forse era un tonno, eppure nessuno avrebbe potuto convincermi della sua innocuità.
Remavo, remavo ancora, remavo tanto ancora, remavo violentemente tanto ancora, remavo la sabbia freneticamente tanto ancora, remavo la sabbia della battigia forsennatamente tanto ancora, allontanandomi dalla pinna.

Il Dispari 20211108 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211108 – Redazione culturale DILA

Il Ricciulillo, bagnino padrone della quasi omonima barca, corse verso il punto in cui stavo raggiungendo la riva, mi sollevò come un pupazzo di pezza (era forte, era scuro per la salsedine essiccata, era burbero, era animalesco), mi lanciò verso l’alto, le nuvole, il cielo, in una vertigine da girotondo spaziale (era la controfigura di un totem, di un capo indiano, i miei amici indiani, un ritratto maschile di Gauguin, un profilo di Modigliani, l’ottava battuta della prima sinfonia), fermò la mia ricaduta ad un mezzo palmo dalla rena sottile chiara bollente della spiaggia miraggio sabbioso deserto texano incastonato tra due blocchi di scogli tipo rio bravo alti tre metri (poteva farlo, era atletico, sfrontato, spaccone, era forte era agile era padrone dei suoi movimenti), e quasi urlando affinché tutti ascoltassero, disse: “Bravo picciri’, sai remma’ buono. T’aggia ’ mpara’ a fa’ o meglio vogatore“.

Rotolavo nella sabbia, infelice e felice, guardando verso il lato di arenile opposto al mare, alla pinna, alla scia riflessa dal sole, sapendo benissimo che il Ricciulillo, il semideo marino bagnino, non l’aveva, lui, né vista né considerata.

Non vale nascondere i paradossi della quotidianità utilizzando scampoli di pseudo epocali avventure.
Sarebbe un sistema in grado di funzionare per il brevissimo periodo, ma che in definitiva lascerebbe ancora più scoperto il nervo dolente.
Quella sera, come tutte le sere, Geltrude mi augurò “Buonanotte Dottore”, così scoccando, involontariamente, la scintilla che avrebbe fatto esplodere la contraddizione della mia vita.
Io mi sentii solo.
Radicalmente.

Ciò, nonostante il soffocante abbraccio della totalizzante invasione che l’elettromagnetismo d’origini ignote mi chiedeva di ricambiare.

Avrei potuto ascoltare le frequenze 120 130 140 150 160 1357…, austriache, giapponesi, eritree, sud tirolesi, saigonesi, etiopi, baranesi, del cinquantaduesimo anniversario della rivoluzione cubana, ventisei luglio 2005, oppure telefonare ai numeri di appello pubblico per frodi commerciali, richieste di informazioni dei nostri concittadini dispersi negli attentati egiziani, inglesi, afgani, iracheni, pachistani, serbi, israeliani, giordani, siriani, libici, algerini, tunisini, sud tirolesi, irlandesi, baschi, turchi, americani, genovesi, rodesiani, indonesiani, giapponesi, americani, a m e r i c a n i, a m e r i c a n i, finanche ai numeri di appello pubblico contro te, contro lui, la strada sconnessa, i predatori di tartarughe sperdute, lo sciopero selvaggio dei reduci dalla cassa integrazione, il tassista furbacchiotto, il controllore scostumato, il vigile urbano acquattato nella sala giochi del bar gelateria, le cacche sulla strada dei cani randagi, le caccone sui marciapiedi lasciate da cani liberi provvisti di medaglietta e collare, le caccacce agli ingressi di case e negozi defecate comodamente da cani al guinzaglio di signore profumate abbronzate sculettanti smorfiose sussiegose tamarre, t a m a r r e, t a m a r r e, tamarrissime.

Ero, al contrario, sedotto dal volere cercare rifugio in una paradossale autosufficienza.
Lentamente, iniziai ad entrare in una sfera d’impermeabilità, ove si ergeva sovrana l’inibizione a montare sui salvagenti, infiocchettati da suadenti programmi pubblicitari e resi indispensabili nella globalizzazione dell’era elettromagnetica.

Ciambelle di salvataggio adatte ad appigliarvi fittizi bisogni. Cinture protettive utili per fungere da ripari ad esigenze artatamente indotte. Elementari manuali di sopravvivenza dei cittadini metropolitani proposti da sedicenti esperti.
Essa, l’inibizione, aveva radici in un’apparentemente semplice sensazione di libertà.

Ogni volta che si tenta di superare una linea di demarcazione, c’è un elemento dalle coordinate XYZTIO (ics ipsilon zeta tau io) che si trova a cavallo, in equilibrio, tra un lato ed un altro, tra due dimensioni differenti, tra un prima ed un poi, tra l’io e il non.
In bilico su un concetto, non riuscii a decidere se l’allontanarsi di Geltrude aveva insinuato in me la necessità di una compagnia, oppure se, al suo lasciare la stanza, non mi ero sentito avvampato per il sospetto che, vuoto, era tutto quanto mi contornava.
Specchio specchio delle mie brame chi è il più solo del reame?

Segue lunedì prossimo

Il Dispari 20211108 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211108 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211101

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

Dal libro di Bruno Mancini “Per Aurora volume terzo”
La sesta firma

Prima puntata

Capitolo primo

«Quand’ero piccolo andavo in bicicletta e non sapevo andarci.
I pedalini mi scivolavano e cascavo.
E qualcuno mi raccattava

Ora sono grande vado in bicicletta e so andarci.
Le ruote veloci slittano e casco.
E non voglio essere raccattato.

Capitolo secondo

Respiravo ancora gli odori senza nomi, fluttuanti, sottili e sgargianti, che disordinatamente si erano accavallati negli squarci di porte lasciate socchiuse dal barcollante Petrus durante le ore di grande intensità emotiva da poco terminate.
La splendida serie di riconoscimenti con i quali la sera prima, il tre agosto, “La Signora” (per me amica Aurora), aveva voluto premiare la mia scoperta del gravissimo errore gestionale (che se non fosse stato corretto in tempo sarebbe risultato oltremodo nocivo alla reputazione di cui lei era fiera, nonché pericoloso per le attività connesse alle delicate funzioni dirigenziali del suo ruolo), e mi riferisco al titolo di

“Grande Super Guida Delle Praterie Tra L’Essere E Il Nulla”,

alla nomina di

“Cittadino Onorario Con Le Chiavi Del Regno”,

all’assegnazione di

“Un Bonus, Cioè Un Supplemento Di Vitalità”,

al dono di

“Una Bacchetta Da Direttore D’Orchestra”,

aveva impresso un sigillo determinate, non solo sul mio presente, ma anche sulla mia vita futura.

Trucidi plebei (moscoviti, marocchini, del mio quartiere, o forse di terre sconosciute), avevano profuso, nel lontano palazzo dal quale ero tornato, accordi olfattivi disarmonici rispetto ai composti insiemi di ricercate essenze vaporizzate con isterica altezzosità da nobili decaduti lì presenti.

Dico trucido, e penso al bagnino ischitano diventato famoso per essere stato, negli anni cinquanta, la controfigura di un super eroe della cinematografia americana.
Dico nobile, e vedo tre ricchissime baronesse in un angolo appartato della pasticceria Italia, una bionda una bruna ed una di bassa statura, contendersi, per tirchieria, briciole di torta alla crema vaniglia e cioccolato.

Non solo l’olfatto impregnava la tollerante attenzione che aveva seguito guardinga i miei passi nel regno d’Aurora, ma anche tutti gli altri sensori della mia macchina corporale conservavano frammenti decisamente significativi di quelle atmosfere che potrei definire profetiche.
Donne dalla grande bocca, ed altre con capelli rosso fuoco, il servitore indecente, un principino del forellino, bambocci dai nasi moccolosi, la bella statuina, mani di fata, ectoplasmi frignanti “Lei non sa chi sono io”, bonazze umane siliconate, uomini in camici neri, figure femminili ricoperte da bianchi teli, tanti altri invocanti “Fratelli, pregate!”, il mostro in mostra, la mostra, e poi passerelle di star siliconate e parate silenziose di coppole siciliane… tutti presenti in una bagarre senza fine.

Chiamatemi l’uomo dell’eccesso, oppure, se volete, l’ultimo kamikaze della libidine mentale infinita.

Quando solleverò la bocca dal fiero pasto…
Il culo non entra nel pugno.
Il pugno non entra nel culo.

Non si sfugge alle regole di convivenza esistenti in qualsiasi aggregato formato da elementi viventi.
Formiche, uomini, o marziani, poco cambia, in quanto essi stabiliscono la liceità di particolari comportamenti, imponendoli ai membri aderenti ad ognuna delle loro formazioni associative. Senza distinzioni.

Nonostante siano rappresentate mediante varie configurazioni, tutte le scelte d’aggregazione proteggono e tutelano i delicati meccanismi di autodifesa strutturati, nel tempo, da innumerevoli generazioni.
Nei loro quartieri i turchi, negli alveari le api, i microbi i vermi i lunatici, i senza pettegolezzi, gli automobilisti, i medici, i sorci verdi, le marpione, i narratori, i narrati, i Renato pittore barbiere, i venditori di gelati patatine sandali magliette cinesi africane indonesiane, i ridicoli ipse dixit, le tigri del Bengala, i bengalesi, i costruttori di bengala, i cacciatori di tesori, i predicatori, le amebe i sarcodini i flagellati, le religiose le odalische le sacerdotesse le soldatesse le oratrici le professoresse le leonesse le mogli, le “Io sono”, le pulci del letto del cane del gatto dell’orto del lago del porto.

Cioè.

Qualsiasi stratificazione di un insieme composto da esseri viventi gestisce se stesso con un codice di comportamento collettivo.
Ad un simile calderone di forme sensoriali passivamente recepite, si aggiungeva, con poca opportunità, una malcelata insopportabile percezione di sentirmi condizionato dall’invasione del super elettromagnetismo.
Intorno ad ogni singolo palazzo che frequentiamo, i confini fisici delle pareti, pur variamente delineati, non regolano il traffico enorme di onde emesse da strutture diffuse su gran parte del pianeta che ci ospita.

Né, tanto meno, a flussi intercontinentali di elettroni, oppure a segnali provenienti da fonti collocate in differenti galassie, è mai in alcun modo impedito l’accesso agli ambienti della nostra quotidianità; quantunque essi siano, nella stragrande maggioranza, rilevabili con immediatezza da sistemi ed apparecchiature d’intercettazione quasi elementari.
Da quanti regolamenti era saturato, in quell’attimo – ora – giorno, il mini cosmo della stanza – botte – cisterna – serbatoio inesauribile per le mie bevute di birre popolari?

Da una parte ero conscio di potere assumere i connotati di un soggetto attivo, ed utilizzare la facoltà di spedire i miei sms al tropico di tutti i cancri e capricorni quando solo lo avessi voluto, ma poi subito dopo, senza concedermi una tregua, la certezza di essere lì a ricevere serie stratosferiche di bip invisibili (non udibili -intoccabili – esistenti, ma che un attimo dopo, nell’identico luogo, sarebbero risultati assenti, pur essendo ancora presenti sotto un’altra forma), mi confondeva in maniera ossessiva.
Sbalordito dalla certa consapevolezza che i medesimi bip erano, nello stesso tempo, anche in altri luoghi!

Già queste si configuravano come situazioni di palese impotenza.
Inoltre, in quelle prime ore di calma apparente, successiva al mio arrivo sull’isola, anche altri intrighi, ingorghi ed inquietanti paradossi, osarono inseguirmi, strisciando come bisce ondeggianti ed ondulanti tra ombre del vero e del falso, fino nel bunker silenzioso delle indescrivibili e mai descritte mattanze di fredde birre gialle super popolari.

Erano lì a sfidarmi.

Li avevo davanti alle palpebre semichiuse per il travaglio del viaggio, pronti alla lotta ed agevolati dalla stanchezza mentale che mi aveva oppresso per la precedente notte quasi insonne.
Il divertimento di schizzarne le ipotetiche simbologie, con la fresca lacca acetonica che stava accomodando sulle mie unghie la professionista bolognese giunta a ritemprarmi con massaggi e trattamenti vari, era una forte tentazione: è vero, mi tentava.
Come puntare sul trentasei rosso al tavolo di Venezia San Remo Montecarlo Montevico Montecitorio Montecristo Montevergine.

Non sempre è possibile adagiarsi negli eccessi, abbandonarsi alle lusinghe della semplicità, non sempre dovevo fare ciò che volevo, né mai avrei voluto fare ciò che dovevo.
Scodellavo il tempo tra il rosso e il nero, il dispari e il pari di una scelta assurda tra libertà e ragione, sbattute entrambe sul tavolo, come “fiero pasto”, da parte dei padroni mentali che mi squarciavano sbudellavano seviziavano sezionavano.

La ragazza bolognese, portò un ultimo ritocco al lavoro di ripristino delle rughe che invecchiavano i miei occhi, raccolse i pochi suoi attrezzi, ci augurò buon proseguimento con un sorriso a tutta bocca, ed uscì accostando la porta delicatamente.
Geltrude, con molta discrezione, provvide a controllare la chiusura degli infissi.

Tolse la biancheria dalla lavatrice. La stese, formando una meticolosa ragnatela multicolore, pluriforme, sgocciolante ed odorosa per i fiori e gli oli peruviani che componevano le scaglie di sapone grezzo usato nel lavaggio.
Geltrude, nata nella Sardegna isola mondo universo.
Geltrude: due gambe di venti soli centimetri, arcuate verso l’esterno delle caviglie oltre ogni soluzione proponibile dalla scienza che si occupa della deambulazione umana.

La sua odissea l’aveva voluta sbarcare un giorno senza data, sconfitta ed affranta, tra le quattro mansioni di cui necessitavano i lenti giri della mia ruota quotidiana.

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

“Per Aurora volume terzo”: Language‎ Italian, Paperback ‎ 166 pages, ISBN-10 =‎ 1409282015. ISBN-13 =‎ 978-1409282013,Item Weight 308 g, Dimensions‎ 15.24 x 1.07 x 22.86 cm. in una nuova edizione con tutte le copie numerate e firmate dall’autore, è prenotabile al prezzo di 16 euro, comprese spese di spedizione in Italia, scrivendo a dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

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Per Aurora volume terzo di Bruno Mancini

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Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20211101

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Dal libro di Bruno Mancini “Per Aurora volume terzo”
La sesta firma

Prima puntata

Capitolo primo

«Quand’ero piccolo andavo in bicicletta e non sapevo andarci.
I pedalini mi scivolavano e cascavo.
E qualcuno mi raccattava

Ora sono grande vado in bicicletta e so andarci.
Le ruote veloci slittano e casco.
E non voglio essere raccattato.

Capitolo secondo

Respiravo ancora gli odori senza nomi, fluttuanti, sottili e sgargianti, che disordinatamente si erano accavallati negli squarci di porte lasciate socchiuse dal barcollante Petrus durante le ore di grande intensità emotiva da poco terminate.
La splendida serie di riconoscimenti con i quali la sera prima, il tre agosto, “La Signora” (per me amica Aurora), aveva voluto premiare la mia scoperta del gravissimo errore gestionale (che se non fosse stato corretto in tempo sarebbe risultato oltremodo nocivo alla reputazione di cui lei era fiera, nonché pericoloso per le attività connesse alle delicate funzioni dirigenziali del suo ruolo), e mi riferisco al titolo di

“Grande Super Guida Delle Praterie Tra L’Essere E Il Nulla”,

alla nomina di

“Cittadino Onorario Con Le Chiavi Del Regno”,

all’assegnazione di

“Un Bonus, Cioè Un Supplemento Di Vitalità”,

al dono di

“Una Bacchetta Da Direttore D’Orchestra”,

aveva impresso un sigillo determinate, non solo sul mio presente, ma anche sulla mia vita futura.

Trucidi plebei (moscoviti, marocchini, del mio quartiere, o forse di terre sconosciute), avevano profuso, nel lontano palazzo dal quale ero tornato, accordi olfattivi disarmonici rispetto ai composti insiemi di ricercate essenze vaporizzate con isterica altezzosità da nobili decaduti lì presenti.

Dico trucido, e penso al bagnino ischitano diventato famoso per essere stato, negli anni cinquanta, la controfigura di un super eroe della cinematografia americana.
Dico nobile, e vedo tre ricchissime baronesse in un angolo appartato della pasticceria Italia, una bionda una bruna ed una di bassa statura, contendersi, per tirchieria, briciole di torta alla crema vaniglia e cioccolato.

Non solo l’olfatto impregnava la tollerante attenzione che aveva seguito guardinga i miei passi nel regno d’Aurora, ma anche tutti gli altri sensori della mia macchina corporale conservavano frammenti decisamente significativi di quelle atmosfere che potrei definire profetiche.
Donne dalla grande bocca, ed altre con capelli rosso fuoco, il servitore indecente, un principino del forellino, bambocci dai nasi moccolosi, la bella statuina, mani di fata, ectoplasmi frignanti “Lei non sa chi sono io”, bonazze umane siliconate, uomini in camici neri, figure femminili ricoperte da bianchi teli, tanti altri invocanti “Fratelli, pregate!”, il mostro in mostra, la mostra, e poi passerelle di star siliconate e parate silenziose di coppole siciliane… tutti presenti in una bagarre senza fine.

Chiamatemi l’uomo dell’eccesso, oppure, se volete, l’ultimo kamikaze della libidine mentale infinita.

Quando solleverò la bocca dal fiero pasto…
Il culo non entra nel pugno.
Il pugno non entra nel culo.

Non si sfugge alle regole di convivenza esistenti in qualsiasi aggregato formato da elementi viventi.
Formiche, uomini, o marziani, poco cambia, in quanto essi stabiliscono la liceità di particolari comportamenti, imponendoli ai membri aderenti ad ognuna delle loro formazioni associative. Senza distinzioni.

Nonostante siano rappresentate mediante varie configurazioni, tutte le scelte d’aggregazione proteggono e tutelano i delicati meccanismi di autodifesa strutturati, nel tempo, da innumerevoli generazioni.
Nei loro quartieri i turchi, negli alveari le api, i microbi i vermi i lunatici, i senza pettegolezzi, gli automobilisti, i medici, i sorci verdi, le marpione, i narratori, i narrati, i Renato pittore barbiere, i venditori di gelati patatine sandali magliette cinesi africane indonesiane, i ridicoli ipse dixit, le tigri del Bengala, i bengalesi, i costruttori di bengala, i cacciatori di tesori, i predicatori, le amebe i sarcodini i flagellati, le religiose le odalische le sacerdotesse le soldatesse le oratrici le professoresse le leonesse le mogli, le “Io sono”, le pulci del letto del cane del gatto dell’orto del lago del porto.

Cioè.

Qualsiasi stratificazione di un insieme composto da esseri viventi gestisce se stesso con un codice di comportamento collettivo.
Ad un simile calderone di forme sensoriali passivamente recepite, si aggiungeva, con poca opportunità, una malcelata insopportabile percezione di sentirmi condizionato dall’invasione del super elettromagnetismo.
Intorno ad ogni singolo palazzo che frequentiamo, i confini fisici delle pareti, pur variamente delineati, non regolano il traffico enorme di onde emesse da strutture diffuse su gran parte del pianeta che ci ospita.

Né, tanto meno, a flussi intercontinentali di elettroni, oppure a segnali provenienti da fonti collocate in differenti galassie, è mai in alcun modo impedito l’accesso agli ambienti della nostra quotidianità; quantunque essi siano, nella stragrande maggioranza, rilevabili con immediatezza da sistemi ed apparecchiature d’intercettazione quasi elementari.
Da quanti regolamenti era saturato, in quell’attimo – ora – giorno, il mini cosmo della stanza – botte – cisterna – serbatoio inesauribile per le mie bevute di birre popolari?

Da una parte ero conscio di potere assumere i connotati di un soggetto attivo, ed utilizzare la facoltà di spedire i miei sms al tropico di tutti i cancri e capricorni quando solo lo avessi voluto, ma poi subito dopo, senza concedermi una tregua, la certezza di essere lì a ricevere serie stratosferiche di bip invisibili (non udibili -intoccabili – esistenti, ma che un attimo dopo, nell’identico luogo, sarebbero risultati assenti, pur essendo ancora presenti sotto un’altra forma), mi confondeva in maniera ossessiva.
Sbalordito dalla certa consapevolezza che i medesimi bip erano, nello stesso tempo, anche in altri luoghi!

Già queste si configuravano come situazioni di palese impotenza.
Inoltre, in quelle prime ore di calma apparente, successiva al mio arrivo sull’isola, anche altri intrighi, ingorghi ed inquietanti paradossi, osarono inseguirmi, strisciando come bisce ondeggianti ed ondulanti tra ombre del vero e del falso, fino nel bunker silenzioso delle indescrivibili e mai descritte mattanze di fredde birre gialle super popolari.

Erano lì a sfidarmi.

Li avevo davanti alle palpebre semichiuse per il travaglio del viaggio, pronti alla lotta ed agevolati dalla stanchezza mentale che mi aveva oppresso per la precedente notte quasi insonne.
Il divertimento di schizzarne le ipotetiche simbologie, con la fresca lacca acetonica che stava accomodando sulle mie unghie la professionista bolognese giunta a ritemprarmi con massaggi e trattamenti vari, era una forte tentazione: è vero, mi tentava.
Come puntare sul trentasei rosso al tavolo di Venezia San Remo Montecarlo Montevico Montecitorio Montecristo Montevergine.

Non sempre è possibile adagiarsi negli eccessi, abbandonarsi alle lusinghe della semplicità, non sempre dovevo fare ciò che volevo, né mai avrei voluto fare ciò che dovevo.
Scodellavo il tempo tra il rosso e il nero, il dispari e il pari di una scelta assurda tra libertà e ragione, sbattute entrambe sul tavolo, come “fiero pasto”, da parte dei padroni mentali che mi squarciavano sbudellavano seviziavano sezionavano.

La ragazza bolognese, portò un ultimo ritocco al lavoro di ripristino delle rughe che invecchiavano i miei occhi, raccolse i pochi suoi attrezzi, ci augurò buon proseguimento con un sorriso a tutta bocca, ed uscì accostando la porta delicatamente.
Geltrude, con molta discrezione, provvide a controllare la chiusura degli infissi.

Tolse la biancheria dalla lavatrice. La stese, formando una meticolosa ragnatela multicolore, pluriforme, sgocciolante ed odorosa per i fiori e gli oli peruviani che componevano le scaglie di sapone grezzo usato nel lavaggio.
Geltrude, nata nella Sardegna isola mondo universo.
Geltrude: due gambe di venti soli centimetri, arcuate verso l’esterno delle caviglie oltre ogni soluzione proponibile dalla scienza che si occupa della deambulazione umana.

La sua odissea l’aveva voluta sbarcare un giorno senza data, sconfitta ed affranta, tra le quattro mansioni di cui necessitavano i lenti giri della mia ruota quotidiana.

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

“Per Aurora volume terzo”: Language‎ Italian, Paperback ‎ 166 pages, ISBN-10 =‎ 1409282015. ISBN-13 =‎ 978-1409282013,Item Weight 308 g, Dimensions‎ 15.24 x 1.07 x 22.86 cm. in una nuova edizione con tutte le copie numerate e firmate dall’autore, è prenotabile al prezzo di 16 euro, comprese spese di spedizione in Italia, scrivendo a dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

Per Aurora volume terzo di Bruno Mancini

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211101 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211025 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211025

Cerimonia di premiazione decima edizione del
Premio di Arti varie “Otto milioni” 2021

La cerimonia di premiazione della decima edizione del Premio internazionale di arti varie “Otto Milioni”, si terrà a Roma, sabato 20 novembre 2021 alle ore 18 nello spazio magico “Interno 4″ di Chiara Pavoni in via Della Lungara 44.

In tale occasione saranno presentate le due antologie collegate al premio.
La prima, dal titolo”XEdizione”, contiene tutte le opere di arti grafiche e tutti i testi delle poesie finaliste delle rispettive due sezioni del Premio, oltre a contributi culturali proposti da Artisti di varie discipline; la seconda, dal titolo “Sinfonia con l’Africa due”, realizzata in sinergia con l’Associazione algerina “ADA” di Dalila Boukhalfa, presenta una raccolta di Artisti internazionali i cui testi sono stati tradotti in diverse lingue: arabo, francese, inglese, lettone e russo.

Durante la premiazione saranno consegnati gli attestati artisticamente decorati in oro dalla pittrice Milena Petrarca già vincitrice della sezione Arti grafiche del Premio in oggetto.

Come è facilmente comprensibile, perdurando l’incertezza sulle restrizioni imposte per il contenimento della pandemia COVID, e in considerazione dello spazio disponibile, la partecipazione all’incontro potrà avvenire solo previa prenotazione che dovrà essere approvata da Chiara Pavoni nella sua qualità di organizzatrice dell’evento, e che dovrà essere richiesta (anche tramite e-mail a dila@emmegiischia.com) entro il 15 novembre.

I primi cinque classificati delle due sezioni, saranno avvisato in privato e, se decideranno di essere presenti alla cerimonia, otterranno l’accesso garantito per due persone.
L’evento avrà, comunque, un interessante sviluppo on-line con trasmissione in streaming delle fasi salienti consistenti nelle premiazioni, in interviste e in letture di testi.

Un caloroso ringraziamento va riservato, fin da ora, alla attrice Chiara Pavoni che, non solo metterà a disposizione il suo spazio magico “Interno 4” con tutta la sua organizzazione in una situazione piuttosto problematica, ma svolgerà anche funzioni di Madrina speciale della cerimonia in nome e per conto della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

La decima edizione del Premio “Otto milioni” articolato in due sezioni, poesia e arti grafiche, è stato, anche questa volta, organizzata dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, del magazine EUDONNA e della casa editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi,

Convinti che tutti i premiati saranno in prima linea per diffondere i progetti culturali Made in Ischia e che ne vorranno far parte ancora per il futuro, concludiamo questa decima edizione del Premio “Otto milioni” complimentandoci con i finalisti.

SEZIONE POESIA:

Angela Maria Tiberi, Anita Ķēķe, Anita Zvaigzne, Anna Rancāne, Broņislava Dzene, Eduards Aivars, Elīna Zālīte, Elita Viškere, Emanuela Eleonora Di Stefano, Eva Mārtuža,
Flora Rucco, Ināra Gaile, Ingrīda Zaķe, Invar El-Voron, Janis Jan Zarins, Liga Sarah Lapinska,
Ligija Kovaļevska, Luciana Capece, Lucio Rinaldini, Mairita Ķērpe-Dūze, Maria Francesca Mosca, Milena Petrarca, Modris Andžāns, Natalina Stefi, Orietta Bellomo, Rosaria Zizzo, Vera Roķe, Viesturs Āboliņš, Virginio Sannino.

SEZIONE ARTI GRAFICHE

Abu Pahaev, Adam Ilyasov, Ajub Ibragimov, Alessia Gaveglia, Art Linh, Astra Empele, Chijia He, Daniel Hooper, Dita Dīķe, Ēriks Bāris, Frank W. Tansey, German Vizulis, Gianfranco Cilento, Guillermo Lopez Alonso De Linaje, Guna Oškalna-Vējiņa, Heino Blum, Herminia Mesquita, Ingvar El Raven, Jeanfilip, Jelena Plotnikova, Kārlis Īle, Liene Liepiņa, Liga Lapinska, Makka Ilyasova, Miguel Pinero, Milena Petrarca, Miriana Milanovic, Nunzia Zambardi, Osama Salama, Safa Bn, Sebastiano Grasso, Sergey Kyrychenko, Sigal Bali, Simasilver Konya, Thamer M. Alhiti, Tomas Fernandez, Valerien Bressy, Vera Roķe, Vilis Vizulis, Yair Aharon, Yuri Serebryakov, Zara Ilyasova.

IO FUI MORTALE
Poesie sessuate di Bruno Mancini (2005 – 2009)

Si potrebbe agevolmente iniziare e concludere la presentazione di questo volume aggiungendo a poesia l’aggettivo “vera”, peraltro di difficile collocazione nella moltitudine di voci che si muovono incontrollate attraverso la quasi infinita prateria contenuta nel recinto della Poesia.

Oppure si potrebbe equiparare la discontinua plasticità dei toni espressi nelle liriche proposte, con le note a volte quasi imperative ma anche effimere, fragili e fuggevoli, dei migliori spartiti di George Gershwin, oppure amalgamare le parole con le quali lo scrittore c’induce a godere per il peso di continue emozioni, con i decisi colpi di pennello con cui un grande sognatore ad occhi aperti come Paul Cézanne immortalava scorci in apparenza anonimi di borghi e di esistenze.

È il tempo il suo sospiro.

Il sospiro poetico di Bruno Mancini è il tempo, che pur non mostrandosi con battiti d’ali improvvisi, s’incunea nella sua vita come un turbine entro il quale la sua anima si trova a fissare volti indefiniti, in antitesi ed in lotta contro ignoti mausolei, mentre, in assoluta autonomia, sentimenti irrefrenabili proseguono nella loro essenza, precisi e chiari, attenti a riempire ogni minimo attimo, quasi fossero regolati da un orologio svizzero.

Mancini è in una quotidiana altalena tra il suo “sono” ed il suo “voglio”, intanto che, appena un palmo sotto di lui, l’erba delle vicissitudini che sfuggono al controllo continua a muoversi pur senza trasmettergli segnali di certezze.

La turbolenta semplicità del suo porgersi in una dimensione umana e per niente fittizia nell’elaborazione culturale induce, chi lo conosce personalmente, a spostare sempre con maggiore evidenza l’attenzione verso l’essenza della realtà esistenziale che egli esprime, piuttosto che andare incontro solo alla proiezione fantastica realizzata dai suoi scritti.

Così, infine, è la sua immagine “reale” – più che la lettura delle sue poesie, più che la serie dei volumi pubblicati o degli attestati di stima ricevuti, più che tanti ricordi delle incantevoli seducenti malie proposte dalle recitazioni dei suoi versi -, l’accattivante essenza che lascia affermare la convinzione con la quale ho iniziato ad elaborare questo articolo scrivendo di essere in presenza di un volume di “vera” poesia.

Macroscopiche assoluzioni
per chiodi infissi nella mia coscienza,
Padre,
con benna estirpo ad una ad una
tra scricchiolanti cantilene,
e strascico avvolti
in folti fogli fitti di poesie,
Madre, nel nostro tempo d’inutili menzogne.

Né sia truce in questi occhi non più asprigni
lo sguardo austero dei tuoi decreti,
Padre, nel banno affisso sul muro di gomma
impiastricciato dalle mie storie fascinose,
dov’io m’illudo
in voglie e volti in veglie,
Madre,
fra dolci inganni che non sono tradimenti.

Ci sia indulgenza se non perdono
per la mano che respinge i miei sorrisi
per la mano che raccoglie le mie lacrime.

Io fui mortale.

Ignazio di Frigeria

Il Dispari 20211018 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211018 – Redazione culturale DILA

                   Pubblicazione antologia Arti Varie “X Edizione”

Desidero comunicarvi che, anche in questo tribolato anno 2021, l’antologia made in Ischia abbinata al premio internazionale “Otto milioni” è disponibile per la diffusione con ISBN 9781291252408
su
https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/decima-edizione/paperback/product-d48dzn.html?page=1&pageSize=4

Già sapete che è intitolata XEdizione.
Nella presentazione del libro è scritto che:

Accingendomi a scrivere questo breve testo di presentazione del volume che raccoglie, o meglio, fa da sponda alle opere di arti grafiche e alle poesie finaliste della decima edizione del Premio internazionale “Otto milioni” 2021, mi sono immediatamente trovato ad essere arbitro impegnato ad assegnare un primato tra la qualità del contenuto del libro e la storia, complessa ed innovativa che è alla base del Premio e, di rimando, della serie antologica ad esso collegata.

Nel dubbio, esprimo sinteticamente entrambe le riflessioni.

Questa antologia “XEdizione” ricalca il solco ben delineato da tutte quelle che l’hanno preceduta, essendo stata impostata con la determinazione di chi crede che l’Arte non sia appannaggio di pochi adepti e che ciò valga sia rispetto agli Artisti “produttori” e sia nei confronti dei beneficiati “clienti”, comprendendo in questa seconda categoria i critici professionisti, i giornalisti, gli accademici e tutti gli altri addetti ai lavori.

Vi troverete, quindi, opere dalle più svariate caratteristiche tecniche, di ogni livello culturale, e di differenziati impulsi emotivi.

In nessun caso abbiamo apportato modifiche, seppure atte a correggere imperfezioni linguistiche piuttosto evidenti ed elementari, molte delle quali, comunque, sono addebitabili alle traduzioni effettuate da lingue non comuni e alcune delle quali, invece, rappresentano simboliche alterazioni tese all’adeguamento della lingua scritta con quella parlata.

Per noi vale come legge il concetto per il quale nelle antologie troveranno sempre posto sia le opere che ricevano i segni del nostro più alto gradimento, sia tante altre opere che appartengano a sfere non perfettamente il linea con i nostri canoni di piacevolezza artistica.

Il premio “Otto milioni”, da sempre ad iscrizione assolutamente gratuita, suddiviso in sei sezioni (poesia, narrativa, musica, arti grafiche, recitazione, giornalismo) ha attraversato l’ultimo decennio in un crescendo di adesioni che sono state generate da molte centinaia di Artisti, cittadini di numerosissime Nazioni ubicate non solo in Europa ma in quasi tutti i continenti.

Le antologie, nelle quali ogni anno abbiamo pubblicati i florilegi delle opere finaliste, hanno ottenuto notevoli consensi e riconoscimenti, tanto da essere pubblicate, in alcuni anni, in oltre 5000 copie, e tanto da essere esposte nel book store del Castello Sforzesco di Milano in occasione delle ultime edizioni del BookCity.

Per questi e per altri simili motivi siamo ottimisti nel ritenere che, terminata la lettura, potrete compiacervi di averla iniziata!”

Questo è l’elenco, in ordine alfabetico, degli Artisti partecipanti

Abu Pahaev, ADA, Adam Ilyasov, Adriana Vitali Veronese, Ajub Ibragimov, Alessia Gaveglia, Angela Maria Tiberi, Angelo Malandruccolo, Anita Ķēķe, Anita Zvaigzne, Art Linh, Astra Empele, Broņislava Dzene, Bruno Mancini, Chiara Pavoni, Chijia He, Dalila Boukhalfa, Daniel Hooper, Dita Dīķe, Domenico Umbro, Eduards Aivars, Elīna Zālīte, Elita Viškere, Emanuela Di Stefano, Ēriks Bāris, Eudonna, Eva Mārtuža, Flora Rucco, Frank W. Tansey, German Vizulis, Gianfranco Cilento, Gianluigi Filippini – Jeanfilip, Giovanna Santoro, Guillermo L. De Linaje, Guna Oškalna-Vējiņa, Heino Blum, Herminia Mesquita, Il Dispari, Il Sextante, Ināra Gaile, Ingrīda Zaķe, Ingvar El Raven, Janis Jan Zarins, Jelena Plotnikova, Kārlis Īle, Liene Liepiņa, Liga Sarah Lapinska, Ligija Kovaļevska, Lorena Sarra, Lucia Fusco, Luciana Capece, Lucio Rinaldini, M. L. De Berardinis, Mairita Ķērpe-Dūze, Makka Ilyasova, Maria Francesca Mosca, Maria Luisa Neri, Miguel Pinero, Milena Petrarca, Miriana Milanovic, Modris Andžāns, Natalina Stefi, Nunzia Zambardi, Orietta Bellomo, Osama Salama, Paola Occhi, Rachid Marif, Raffaele Pagliaruli, Rezarta Dyrmyshi, Roberto Prandin, Rosaria Zizzo, Safa Bn, Santina Amici, SE.RA.DA., Sebastiano Grasso, Senouci Bereksi, Sergey Kyrychenko, Sigal Bali, Simasilver Konya, Stefano Degli Abbati, Thamer M. Alhiti, Tina Bruno, Tomas Fernandez, Valerien Bressy, Vera Roķe, Viesturs Āboliņš, Vilis Vizulis, Virginio Sannino, Yair Aharon, Yuri Serebryakov, Zara Ilyasova.

Potrete guardarne le copertine e leggerne le caratteristiche di stampa accedendo a
https://www.emmegiischia.com/wordpress/xedizione/

Scrivendo a dila@emmegiischia.com potrete acquistarne una copie al prezzo di copertina, ossia 22€, usufruendo della spedizione gratuita in Italia.

Questa promozione è valida fino ad esaurimento delle copie stampate per la prima edizione.

Grazie per la vostra attenta partecipazione ai progetti culturali dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Bruno Mancini                
Presidente DILA

Il Dispari 20211018 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211018 – Redazione culturale DILA

CS |DILA rinuncia al BOOKCITY 2021

Cari amici,
nonostante tanta buona volontà e tanta disponibilità a sacrifici economici ed organizzativi, devo comunicarvi che non parteciperemo alla già programmata edizione 2021 di Bookcity, a causa di una serie di circostanze che, messe insieme, hanno fortemente sfavorita la nostra iniziativa.

Mi riferisco a tutte le obbligazioni e a tutte le limitazioni imposte dalle norme anti covid, penalizzanti in rapida successione sia noi stessi, sia la nostra Associazione DILA e sia la stessa struttura organizzativa di Bookcity.

Non vi tedio con il loro elenco ma, per completezza di informazione, trascrivo qui di seguito il testo della e-mail con la quale ho comunicato a BCM21 la definitiva rinuncia alla nostra partecipazione.

Con un forte augurio del rapido superamento di questo infausto periodo di crisi sanitaria, sociale ed economica, sarà mia cura fornirvi, non appena possibile, tutte le informazioni relative al luogo, alla data e alle modalità di partecipazione dell’evento che ci accingiamo ad organizzare, in sostituzione dell’annullato Bookcity, per effettuare la cerimonia di premiazione dei vincitori delle due sezioni (arti grafiche e poesia) della decima edizione del premio internazionale “Otto milioni”, e per la presentazione della annessa antologia “Xedizione”.

Conto sulla vostra comprensione.

Cari saluti.

Ischia 15 ottobre 2021
Bruno Mancini Presidente DILA

—————–°°°°°°°°°°°°°———————–

Gentilissima Dottoressa […] buongiorno.

Riscontro la sua pregiata e-mail con la quale, dando seguito alle richieste di adesione alla manifestazione Bookcity 2021 proposte dalla nostra Associazione DILA identificabili in

1) “Premio OTTO MILIONI”, giunto alla sesta presenza in BookCity

3) “L’ECO PERMANENTE”, giunto alla terza presenza in BookCity

2) “SINFONIA CON L’AFRICA”, giunto alla seconda presenza  in BookCity

ci comunica la collocazione del Premio Otto Milioni nel Centro Commerciale Bonola in data 2021-11-19 alle ore 11:00 (sezione NARRATIVA E POESIA Narrativa, Premi letterari), aggiungendo che potrebbero ancora avvenire delle variazioni perché le sedi possono chiedervi qualche modifica di rilievo.

Desidero innanzitutto ringraziare Lei in particolare per la buona considerazione con la quale ha accolta anche quest’anno la nostra Associazione DILA, e per l’inserimento nel palinsesto BCM21 di almeno uno dei nostri tre progetti, nonostante le indubbie limitazioni alle quale deve adeguarsi anche BookCity, ma subito dopo, con molto rammarico, devo chiederle di volere annullare l’evento in oggetto a causa di una sopravvenuta serie di circostanze le quali, messe insieme, hanno fortemente sfavorita tale nostra iniziativa.

Nella prospettiva di un rapido superamento di questo infausto periodo di crisi sanitaria, sociale ed economica, formulo l’auspicio di potere riprendere la collaborazione già a partire dalla prossima edizione 2022.

Ringraziando Le porgo i più cordiali saluti.

Bruno Mancini
Presidente DILA

Il Dispari 20211018 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211018 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211018 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211018 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20211013 – Redazione culturale DILA – ASL Vergogna

Il Dispari 20211013

Il Dispari 20211013 – Redazione culturale DILA - ASL Vergogna  

Il Dispari 20211013 – Redazione culturale DILA – ASL Vergogna

Cittadini anziani e malati costretti ad inenarrabili odissee

VERGOGNA ASL, 126 GIORNI DI

ATTESA CON I POLMONI IN MANO

Ugo De Rosa

ISCHIA

Che l’Asl Napoli 2 Nord mostri chiari segnali di inefficienza era già palese. Che i vertici della sanità se ne freghino delle esigenze dei pazienti e dei loro familiari anche. Ma i due casi che riportiamo certamente fanno restare allibiti e dimostrano che siamo di fronte ad una vera “perversione” amministrativa o burocratica che sia.

Comportamenti che non tengono in alcun conto delle patologie da cui sono affetti i pazienti, dall’età. dei disagi a cui sono costretti per affrontare vere e proprie peripezie, anzi odissee.

Veniamo al caso di un signore di 78 anni con certificazione di invalidità totale e in fase di controllo per un tumore curato con chemioterapia, radio eccetera. Dopo circa un anno di assenza da qualsiasi controllo, evidentemente causa pandemia, ha ritenuto necessario interpellare il suo medico di base affinché gli indicasse il percorso sanitario da effettuare.

Un controllo dopo un anno è assolutamente necessario, ma vediamo in ordine cronologico cosa ha dovuto affrontare il cittadino (e il suo purtroppo non è di certo l’unico caso…)

Una vera odissea, come detto, come emerge dalle sue parole:

1) Visita del medico di famiglia che mi rilascia ricetta per “Visita oncologica”

2) Accedo al CUP per ottenere la data dell’impegnativa della visita

3) Accedo all’ambulatorio adibito alla “Visita Oncologia”, dal quale mi viene prescritta un serie di analisi e una tac

4) Ritorno dal medico di famiglia per tramutare in ricette le prescrizioni derivate dalla “Visita Oncologica”

5) Con le ricette del medico di famiglia, accedo al centro adibito alle analisi e alla tac che mi comunica che per le analisi le prestazioni in convenzione sono sospese a tempo indeterminato, mentre per la tac è necessario presentare “Modello informativo e consenso ad esecuzione di esame radiologico con mezzo di contrasto (MDC) per via iniettiva” debitamente compilato e firmato dal medico curante, oltre ai seguenti accertamenti da portare il giorno dell’esame: azotemia, glicemia, creatinemia eGFR, QPE ed esame elettrocardiografico.

6) Quindi dovrò tornare dal medico di famiglia per acquisire il modello e le ricette per gli esami richiesti

7) Poi dovrò tornare all’ambulatorio per prenotare le analisi e la tac

8) Poi, dopo avere ottenuto per intero le analisi di azotemia, glicemia, creatinemia eGFR, QPE e l’esame elettrocardiografico, potrò effettuare le analisi richieste per la tac

9) Infine, forse, potrò effettuare la tac… restando in attesa che vengano rifinanziate le analisi attualmente sospese per completare le richieste della “visita oncologica”.

10) Ovviamente, poiché la validità delle ricette è di un mese, è molto probabile che, nel momento in cui verranno riprese le attività in convenzione, io debba rifare tutta la precedente procedura…”

Tutto questo, lo ribadiamo, a danno di un paiente oncologico di 7 anni. Ma anche ne avesse avuti 90 e fosse stato in fin di vita, per i vertici della nostra sanità non sarebbe cambiato nulla.

QUATTRO MESI DI

ATTESA

E che dire di un altro caso, sempre relativo a una visita pneumologica?

Che le prestazioni sanitarie erogate dalla ASL della Campania siano un motivo di sommo discredito verso le Istituzioni nazionali e una sciagura per i cittadini è ormai un dato di fatto. Certamente confermato dai numerosi episodi di cui un po’ tutti siamo vittime e testimoni, diretti o indiretti. Questa è la sanità di De Luca. Ed infatti non è cambiato nulla rispetto al passato, compreso il budget peer le analisi in convenzione che si esaurisce ben prima del termine dell’anno solare.

Se qualcuno nutrisse ancora dubbi, ecco cosa è accaduto proprio in questi giorni: una semplice visita pneumologica resa disponibile ad oltre quattro mesi di distanza dalla prenotazione. La visita prenotata l’11 ottobre 2021, è stata fissata per il 14 febbraio 2022, ossia dopo126 giorni!

Se questo non è modo per dire a cittadini che senza i soldi necessari per accedere alla medicina privata (tanti soldi!) possono anche morire, certamente è un sistema infame di discriminazione assolutamente contrario ad ogni norma di civiltà ed alla stessa Costituzione italiana.

Perché così il diritto alla salute, tanto sbandierato in tempi di pandemia, viene calpestato. E non ci si trinceri sempre dietro la comoda scusa del Covid che ha allungato i tempi per giustificare disfunzioni che registravamo anche prima dell’emergenza sanitaria, Siamo sempre stati in emergenza…

E poi dobbiamo anche sopportare il vergognoso spettacolo di presidenti, sceriffi, (governatori), e direttori più o meno generali che si pavoneggiano in TV per i risultati ottenuti con, a loro dire, enormi sforzi ed impegni personali.

Se questi sono i risultati dovrebbero andarsene tutti a casa oggi stesso.

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