Video interventi DILA – Shoah 2015

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Video interventi DILA – Shoah 2015

Shoah 2015

Shoah 2015 Katia Massaro legge poesie  video 2

DILA Marina De Caro il “manifesto” della Pace video 2

 Shoah 2015 Testo letto da Marina De Caro

Shoah 2015 Marina De Caro legge poesie di Salvatore Santoro

 

Shoah 2015 Mario Mirenghi e Mariella Costagliola eseguono un brano musicale

Shoah 2015 DILA Clementina Petroni

Clementina Petroni - Comp

Shoah 2015 DILA Francesco Castagna

Il testo letto da Francesco Castagna

Sigla Shoah 2015 OK

Salvatore Armando Santoro: Davvero commovente filmato, musica e canzone! E significativo il richiamo a tutte le guerre in corso! Ma servirà? Ma noi poeti non dobbiamo stancarci di seminare la pace!

Salvatore Armando Santoro E sono onorato di aver contribuito, con le mie poesie, alla vostra manifestazione. Questa sera la mia a Patù. Ed anche noi parleremo brevemente anche di Shoah visto che alcuni poeti hanno presentato delle poesie su questo argomento!

Federica Montani e inerente allo sterminio degli ebrei. Per l’ uccisione di tutti gli altri come rom, detenuti politici,malati di mente, ecc…ecc. il termine e’ olocausto.

Salvatore Armando Santoro In genere le persone non riescono a vedere la differenza. Io l’ho usato anche impropriamente, perché intendevo lo sterminio di massa delle persone scomode. Tant’è che ho parlato anche dello sterminio dei Savoia a danno di coloro che non accettavano l’annession del Sud al Piemonte (perché di annessione si è trattato). Anche l’altra sera si è parlato di Shoah ma il termine Olocausto saltava fuori tra un capoverso e l’altro e si alternava al termine Shoah!

 

Contestazione alla Shoah

Una palese contestazione si è evidenziata durante la celebrazione della Shoah che si è svolta nel Salone Onofrio Buonocore della Biblioteca comunale Antoniana della Città d’Ischia.
L’incontro, fortemente voluto, ed egregiamente organizzato, dalla Direttrice Dottoressa Lucia Annicelli, ha visti susseguirsi dalla postazione degli oratori un discreto numero di cittadini desiderosi di esprime riflessioni su questo evento voluto dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005 per celebrare la ricorrenza della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

Contestazione evidente e neppure mascherata più di tanto, espressa sia attraverso la vera e propria arte oratoria, sia attraverso la lettura di brani di autori celebri, sia attraverso la presentazione in video di poesie e sia ribadita attraverso concetti tratti dalla politica e dalla finanza.
Abbiamo detto “contestazione” e con ciò intendiamo porre l’attenzione sulla matrice che ha determinato molti interventi, spostando e spingendo il discorso di base dalla pura e semplice celebrazione di un singolo evento (anche se efferato oltre molti limiti e devastante per un’intera comunità) alla visione generale della crudeltà imposta dal potere sui deboli e sugli indifesi.

Il 27 Gennaio nella Biblioteca Antoniana, nessuno ha voluto affermare che gli ebrei non siano state vittime e che i nazisti non siano stati carnefici, però si è voluto alzare lo sguardo storico e passare dal particolare al generale, andando alla ricerca degli innumerevoli genocidi perpetrati da, come ha detto Marina De Caro nella sua introduzione all’intervento dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA “… fasce infime ed infide del genere umano”.

Ne è venuta fuori, in ultima analisi, una precisa contestazione alla specifica celebrazione del martirio degli ebrei, per modificare l’impostazione del percorso e definire la data del 27 Gennaio come giorno da dedicare alla “PACE”.
Pace che dovrà essere scritta in favore di tutti i popoli, di tutte le minoranze, contro tutti i soprusi e contro tutte le sopraffazioni.
Guerre, crociate, schiavitù, colonialismo, bombe atomiche, stermini di indigeni, sudditanze economiche, mafie, “pulizie” etniche e mille altre iatture di questo tipo, commesse o sobillate da pseudo paladini dei concetti di democrazia e rispetto per tutti gl’individui, sono i veri obiettivi da demolire, fissando il 27 Gennaio come il giorno da dedicare non alla Shoah, ma alla difesa della PACE.

PACE, la cui fragilità ha reso possibile tanto la Shoah, quanto lo sterminio degli indiani d’America, il napal in Indocina, il muro di oltre 700 chilometri ed alto otto metri, oppure, stavo per scrivere “semplicemente” le distruzioni di massa che ogni giorno le potenti “democrazie” avallano in decine di nazioni africane ed asiatiche.

Quali tribunali giudicheranno mai gli attuali signori della guerra?

Questa domanda è stata formulata chiaramente senza che nessuno dei presenti abbia ritenuto di potervi/volervi dare una risposta.

Continua…
Bruno Mancini

Lucia Annicelli
Shoah 2015 – Lucia Annicelli

Video interventi DILA - Shoah 2015
Shoah 2015 – Marina De Cato

Katia Massaro Shoah 2015

Shoah 2015 – Katia Massaro

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Dalla raccolta poetica “Agli angoli degli occhi

http://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/agli-angoli-degli-occhi/paperback/product-470713.html#

di Bruno Mancini

https://www.emmegiischia.com/wordpress/bruno-mancini-scrittore/,

Antonio Mencarini

https://www.emmegiischia.com/wordpress/arte/scrittori/antonio-mencarini/

legge la poesia “Ta”. Questo video realizzato da Antonio Mencarini è stato presentato in anteprina durante la celebrazione della Shoah

https://www.emmegiischia.com/wordpress/shoah-27-gennaio-2015-dila/

che si è tenuta il 27 Gennaio 2015 nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca comunale Antoniana di Ischia. .

1
Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatata
ta, tatà, ta
tatà, ta, ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatatatatatata.

2
Spari
le armi parlano.
Dissanguano montagne.
Uomini parlano
le armi parlano.
Le armi tacciano
gli uomini muoiono.
Uomini muoiono
le armi tacciono.

3
…….. in cielo,
sott’acqua, sull’acqua,
nel ferro, vicino al ferro,
vicino all’esplosivo, il fabbro,
il contadino, il borsaiolo:
i corpi.

4
Cantano.
I folli cantano.
Uccidere dovrebbero.
La loro pazienza.
La loro mansuetudine.
Il suicidio.
L’omicidio.
La guerra.
La potenza.
Infine.

5
Cantano le loro donne,
che a casa partoriscono sole
che zappano sole
che sole
con altre sole
sole vivono
distrutte
voglie.

6
Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
sparano altri soli
tatatatatatata
dissanguano montagne
cantano le montagne.
Dissanguano le donne
cantano le donne.

7
“Alla fine di quelle montagne
esiste il regno dei nostri figli.
Lì, siate eroi per le vostre donne
combattendo lottando vincendo.”

8
Applaudono.
I folli applaudono.
Uccidere dovrebbero.
“Siate eroi per le vostre donne.”
Uccidere dovrebbero.
“Combattendo lottando vincendo.”
Donne.
Uomini.
Risuscitando.
Eroi.-

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