Il Dispari 20190819 – Redazione culturale

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Il Dispari 20190819

Il Dispari 20190819 – Redazione culturale

Editoriale
“Promo uno” di Bruno Mancini – 14ª puntata.

Continuiamo a pubblicare, in anteprima e in ordine alfabetico, tutte le poesie inserite in “Promo uno” che è un’antologia composta da 52 poemi tratti da tutte le raccolte edite da Bruno Mancini: Davanti al tempo (1964); Agli angoli degli occhi (1966); Segni (1988); Sasquatch (2000); La sagra del peccato (2006); Incarto caramelle di uva passita (2007); Non rubate la mia vita (2008); Io fui mortale (2010); La mia vita mai vissuta (2013); Non sono un principe (2014).

Dalla raccolta “La mia vita mai vissuta”
Non è facile far ridere una donna triste

Oscillava, l’amata,
in delicate armonie
di tristezze e tenerezze,
invasa,
oltre capienza del suo pensiero,
da lontananze tenebrose,
resa
sbilenca, sghemba, sbieca
nel quotidiano
frammentare brandellare frantumare
filanti attese di ritorni…
e sempre Mario sapeva sprigionare i suoi sorrisi.

Che vale essere angeli cent’anni
se un tocco di follia
mi uccide il corpo
e lascia anime deserte?

Dalla raccolta “Non rubate la mia vita”
Non rubate la mia vita

Un sorriso di mare smeraldo
un profumo di ortensia maculata
lo scampanare di turisti pascolanti
lo sciacquio di graniti biancastri,

TEMPO,

la sposa non mi chiede altro
i miei ingorghi pazienteranno ancora
tra un’onda senza fine al tramonto
nel poggio di agrumi e di ninfee.

Non rubate la mia vita,
prendete i sogni.

Dalla raccolta “Non sono un principe”
Non sono un principe

È nuova notte di luccichii vagabondi
nei cieli scuri dell’emisfero boreale,
notte di San Lorenzo,
senza luna e senza nuvole
sfilacci di bagliori intensi:
quasi comete.

È breve notte di desideri eterni
abbracciati all’amata sulla spiaggia,
notte dei primi turbamenti,
in angoli distanti dalla folla
sorrisi silenzi sospiri:
quasi nirvana.

È ancora notte di fichi d’india nel cervello
a sciami indecisioni prive di senso,
notte dell’ultimo verdetto,
per l’uomo che manca di difese:
invoca appigli pretestuosi,
quasi giustizia.

In questa notte di balconi aperti
dove l’afa ristagna indisturbata,
oggi stanotte,
nemmeno chiedo aiuto alla leggenda
e mi destino un ruolo di coerenza:
“Domani sarò Principe del tutto o nulla”.

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/463431/promo-uno-5/

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Flora Vona al Bookcity con DILA

Flora Vona sarà una delle protagoniste dei progetti Made in Ischia organizzati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la Casa Editrice “Il Sextante” di Mariapia Ciaghi e la testata giornalistica “Il Dispari” di Gaetano Di Meglio, che sono in programma dal 15 al 17 novembre nel palinsesto di Bookcity Milano #BCM19.

Flora Vona è nata a Napoli.

Si è laureata in Scienze dell’Educazione e si è specializzata in Mediazione e Gestione dei conflitti.

Diplomata al Teatro Biondo Stabile di Palermo sotto la direzione artistica di Pietro Carriglio, ha frequentata la scuola per attori e registi Teatès, diretta da Michele Perriera e uno stage di specializzazione con Giorgio Albertazzi.

Ha conseguito il diploma in dizione.

Ha partecipato al Festival di Saint Vincent vincendo la sezione dedicata al miglior video musicale MT Music Sky ed il premio Radio Cuore.

Ha partecipato al concorso nazionale per aspiranti attrici “Ragazza cinema ok” vincendo la fascia per la recitazione ed è stata scelta come volto per una campagna pubblicitaria dell’Oreal, e per uno spot della Peroni.

In teatro, in film e in video, ha interpretato:
Diana in “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo per la regia di Rinaldo Clementi; la protagonista in “Narrazioni Eretiche” per la regia di V. Bartucca e S. Calatabiano; la sovversiva in “L’amore impossibile” diretta da Antonello Capodici; un personaggio di “Le lacrime amare di Petra Von Kant” di Fassbinter, e uno di “L’ultima ora della notte”di V. Pugliesi, R. Mannelli e G. Bona; Esmeralda in “La vera storia di Esmeralda” di Victor Hugo diretto da Giuseppe Celesia; un personaggio in “Paolo e Francesca” per la regia di Fioretta Mari; Silvia, la protagonista, in ”Anche l’occhio vuole la sua parte” al fianco di Maurizio Casagrande; la protagonista del film “Donna di Rispetto” di Enzo Acri; la protagonista di un film di Tony Paganelli; una delle protagoniste nel corto di Federico Moccia “A mosca cieca”, e anche in “Novecento” di Rossella Izzo; per Sky Cinema ha girato la fiction “Moana” per la regia di Alfredo Peiretty; doppiatrice in documentari per Geo Rai 3, e due interpretazioni in “Squadra Antimafia Palermo” e in “Il Segreto dell’acqua”.

Il suo primo lungometraggio di produzione italo-albanese, “L’ultima Volontà”, è stato premiato a Toronto.

Ha recentemente pubblicato “Irene”: un romanzo sentimentale, che si muove fra le atmosfere liberty di Ginevra nei primi del Novecento, in cui la protagonista Irene è un’adolescente, cresciuta in un convitto per orfanelle, che si invaghisce del suo maestro di recitazione George fino a che…

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Liga Sarah Lapinska intervista in esclusiva per Il Dispari il compositore e musicologo Raffi Kharajanyan.

Liga Sarah: Come ricorda Nora Novik?

Raffi: Nel conservatorio di San Pietroburgo, classe di Pavel Serebryakov, io, nato a Erevan, ho incontrato Nora Novik arrivata per sviluppare le sue abilità di pianista. Diventammo amici presto. Abbiamo deciso di unire le nostre due vite.

Liga Sarah: Mi parla della sua vita?

Raffi: Ho continuato a studiare, ma Nora era già tornata a Riga.
Desiderava l’ambiente verde di Mežaparks, dove è cresciuta.
In Lettonia, Nora era già pianista nota.
Il direttore della filarmonica, Filipp Shveynik, voleva il suo duo di pianoforte.
C’ero io con Nora nel duo pianistico Riga Piano Duo.
Abbiamo generato sia plausi e sia invidia.
Una sorvegliante del conservatorio una volta ci ha detto che se i giornalisti fossero arrivati, lei stessa avrebbe raccontato del nostro lavoro frenetico.
Entro gli anni 1978 -2009, il nostro duo pianistico “Riga Piano Duo” si è esibito sui palcoscenici di tutto il mondo.
Durante i viaggi abbiamo acquistato le partiture musicali anziché i jeans!
Quando suonavamo, la gente non aveva la noiosa sensazione che tutto fosse già noto in anticipo. Nora è morta giovane, non aveva ancora 68 anni.
Gli intriganti hanno precluso a Nora i palcoscenici più notevoli della Lettonia, mentre noi due insieme abbiamo suonato nelle sale più rappresentative nel mondo.
Nora ha lavorato come insegnante fino a quando il Rettore Juris Karlsons l’ha licenziata, all’improvviso.
Nora non aveva ancora compiuto 55 anni ed è stato un duro colpo per lei.
Abbiamo trascorso un mese in Italia.
Abbiamo tenuto concerti a Roma, al Colosseo e nelle chiese.
Nei nostri concerti abbiamo proposto A. Schnittke, A. Terteryan, M. Rostropovich, M. Voskresensky, L. Sumera, l’attore M. Kozakov, Superstars!
Nel 2012, ho ricevuto un premio al Festival di San Francisco.
Ho ricevuto l’Ordine delle tre stelle.
La mia suite “Puzzle” è stata registrata in un CD.
La Fantasia sul tema di Bibergan ha suscitato molto interesse.
La nostra Associazione Culturale possiede una bella villa storica a Riga.
Ho organizzato due festival “Le fonti della primavera”, e il ricco festival d’autunno “Unità e diversità”.
Il mio principio: eventi gratuiti.
Ho scritto un libro sulla musica per pianoforte del geniale Aram Khachaturian.
A Milano Valery Gavrilin ha eseguito la performance del balletto “Anuta”.
Lui ha identificato il nostro duo come suo talismano.
Lavoro in varie giurie.
Una volta ho sentito per caso nel corridoio: “Se Raffi Kharajanyan fosse arrivato, tutto si sarebbe svolto in maniera onesta”.
Tra gli strumenti musicali armeni è diventato popolare il duduk, fatto di legno di albicocca: strumento a fiato che è suonato in alcune colonne sonore dei film di Hollywood, per esempio, “Gladiator”.
Cercando due città per il gemellaggio con Italia e Lettonia in Armenia, mi sono concentrato sulla località turistica di Dilizan, in alta quota, e su Gyumri, ex Leninakan, che è ancora in fase di restauro dopo il terremoto.
Grazie alle donazioni della gente, abbiamo ricostruito la chiesa nello stile tradizionale.
È stato eretto un monumento in pietra, croce – hachkar, sul boulevard Basteja, Riga.
Abbiamo celebrato il 95 ° anniversario di Charles Aznavour.
Il coro nazionale lettone canterà nella chiesa di Jan la liturgia- Patarag del compositore Komitas.
La nostra associazione, quando il sottomarino “Kursk” affondò, e dopo l’incendio di Fukushima, sostenne le vittime e organizzò eventi di beneficenza due volte l’anno per gli animali senza tetto.
Ho due figli e la gatta Fana.
Ho il desiderio di creare un rifugio per gli animali senza tetto che sognano mani premurose.

Liga Sarah Lapinska

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Il Dispari 20190812

Editoriale

“Promo uno” di Bruno Mancini – 13ª puntata.

Continuiamo a pubblicare, in anteprima e in ordine alfabetico, tutte le poesie inserite in “Promo uno” che è un’antologia composta da 52 poemi tratti da tutte le raccolte edite da Bruno Mancini: Davanti al tempo (1964); Agli angoli degli occhi (1966); Segni (1988); Sasquatch (2000); La sagra del peccato (2006); Incarto caramelle di uva passita (2007); Non rubate la mia vita (2008); Io fui mortale (2010); La mia vita mai vissuta (2013); Non sono un principe (2014).

Dalla raccolta “Segni”
L’inganno di Ignazio

Non so se,
quando avrai smesso il flamenco
sul capitello in fumi d’antico,
alzando gli occhi – olé –
al simbolo
vorrò sapere se.
E il nome ti assalirà

compresso
tra un tacco e il mito.
Il nome ti forzerà
bagnato
tra cosce in ritmo.
Il nome il nome,
il nome mio
al simbolo!
Lenta sui fianchi la gonna a ruota,
pavoneggiando altera
rossa e nera
– il sangue e la sfida –
prima in corrida,
lenta sui fianchi,
– la fiamma e la fine –
s’attarda.
Il nome mio al simbolo.
Non voglio sapere se.
Se l’attimo dopo a braccia alzate
– olé –
se a terra inginocchiata a capo
chino.

Dalla raccolta “Io fui mortale”
Macroscopiche assoluzioni

Macroscopiche assoluzioni
per chiodi infissi nella mia coscienza,
Padre,
con benna estirpo ad una ad una
tra scricchiolanti cantilene,
e strascico avvolti
in folti fogli fitti di poesie,
Madre,
nel nostro tempo d’inutili menzogne.

Né sia truce in questi occhi non più asprigni
lo sguardo austero dei tuoi decreti,
Padre,
nel banno affisso sul muro di gomma
impiastricciato dalle mie storie fascinose,
dov’io m’illudo
in voglie e volti in veglie,
Madre,
fra dolci inganni che non sono tradimenti.

Ci sia indulgenza se non perdono
per la mano che respinge i miei sorrisi
per la mano che raccoglie le mie lacrime.

Io fui mortale.

 

Dalla raccolta “Io fui mortale”
Nel manto unisono

Nel manto unisono che scioglie i tuoi silenzi
in sordi affanni della mente,
io vate,
dileggio
il fato e il nulla
e sosto sugli appigli del pudore.

Avviso intero un moto,
a tromba d’aria,
risucchio turbinoso
di apparenze terrene
mentre tu trami un ritornello,
cicala,
ti voglio.

Ancora più si spandono
tra incastri attanagliati,
nessuno sa fermarli,
contorti frammenti
di un dissennato puzzle dei sentimenti,
ma il centro è immobile.

Promo uno

DILA e IL DISPARI a SAN FELICE CIRCEO

Antonella Ruotolo presenta “La musica di Circe”

Un appuntamento artistico particolarmente importante vedrà impegnata, sabato 17 agosto, a San Felice Circeo, nel ruolo di conduttrice, la ns. Antonella Ruotolo, figlia della Presidente DILA Regione Lazio, Angela Maria Tiberi che introdurrà il concerto portando i saluti della nostra Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” e della testata giornalistica Il Dispari.

Si tratta di un programma musicale dal titolo “La musica di Circe” organizzato dall’Associazione “Latina Musica Classica” con il Comune di San Felice Circeo, che presenta in cartellone artisti di livello internazionale.

L’Associazione “Latina Musica Classica” si adopera da oltre trent’anni nel settore del’opera lirica confezionando anche i costumi di scena in un proprio atelier, Marina Cappelli ne cura le scenografie, i rapporti con la stampa e l’organizzazione tecnica degli eventi.

Il cast è formato dal soprano Gabriella Morigi, docente al Conservatorio di Pesaro dove si insegna a cantare non solo Rossini, ma l’intero repertorio fino a quello contemporaneo, guerriera belcantistica prediletta dai riformatori dello stile vocale del primo Ottocento (e del Settecento) come Celletti, Campanella e Zedda;

dal tenore Delfo Paone, che nel 2018 ha lavorato nel progetto di “Europa InCanto”, rivestendo il ruolo di Radames in una versione rivisitata e ridotta dell’Opera Aida di G. Verdi, cantando in diversi teatri italiani, fra cui, a Roma, al Teatro Argentina al Teatro Quirino e al Teatro Eliseo, al Teatro Romano di Ostia Antica, al Teatro San Carlo di Napoli, al Teatro della Pergola a Firenze, al Teatro Mario del Monaco a Treviso;

dal basso Casidio Iacobone, diplomato presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma, con la docente Elvira Spica, che ha vinto il Concorso “Città di Roma” nell’anno 1998, ha partecipato come solista alla Messa di Gloria di P. Mascagni presso l’Accademia Nazionale di S. Cecilia, allo Stabat Mater di Dvòrak, al Requiem di W .A. Mozart presso l’Oratorio del Caravita e con l’Orchestra di Sarajevo nel “Concerto per la pace” presso l’abbazia di Farfa;

dal pianista Inchul Shin, esecutore in più di 20 opere e 200 concerti in Corea e in Italia, vincitore dei concorsi internazionali “S. Fisichella” e “O. Respighi” per la sezione di Pianista Accompagnatore, Direttore principale del coro della Chiesa Evangelica coreana di Roma, Rappresentante dell’Associazione Musicale dei Coreani di Italia.

Ne apprezzeremo le interpretazioni musicali presto anche a Ischia?

Appuntamento alle ore 21.30 presso la Piazza Vittorio Veneto in pieno centro storico.


Lucia Fusco è a Ischia per scrivere di…

Lucia Fusco, Ambasciatrice DILA per la Regione Lazio, scrittrice, opinionista di questa pagina, è a Ischia per dedicarsi alla stesura di articoli che aprano sipari su vicende poco note di illustri personaggi che hanno, nel passato, eletto l’isola d’Ischia a loro meta privilegiata.

Il suo è un impegno che vuole affondare radici nelle atmosfere e nei sentimenti che hanno coronato le permanenze ischitane degli Artisti verso i quali ha deciso di rivolgere la sua attenzione.

Alcuni incontri di lettura e di presentazione dei testi che si accinge ad elaborare saranno organizzati dalla nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”in varie regioni italiane a partire dal prossimo mese di Dicembre, quando, in anteprima assoluta, il primo reading verrà proposto in una prestigiosa sede ischitana.

Lucia Fusco, che ringraziamo, ha voluto coinvolgere IL DISPARI in questo suo progetto rendendoci partecipi della prima parte del primo articolo che ha inteso dedicare alla straordinaria personalità umana e letteraria di Elsa Morante.
Buona lettura

Storie di donne che hanno fatto la Storia
IMMERSA FINO ALL’ELSA!
di Lucia Fusco

Se noi “uomini tecnologici” non avessimo perduto l’istinto di percepire ciò che non è visibile accanto a noi, potremmo ancora avvertire nelle acque tra Capri, Procida e Ischia, l’eco della gioia di vivere di Elsa Morante, che negli Anni Trenta fu felice tra queste isole e dove oggi riposano le sue ceneri. Insieme ai bambini e ai gatti, il mare fu la sua grande passione.

D’altronde la parola “morante” indica dei pesci cartilaginei, lattei.
Bizzarra e geniale, romana, nacque sotto il segno del leone il 18 agosto 1912 in via Anicia al numero 7.

La sua fu una famiglia e un’infanzia difficile che segnerà tutto il suo lavoro immortale.

Il padre, Augusto Morante, omosessuale e infelice, chiese alla mamma, Irma Poggibonsi, una maestra elementare ebrea, socialista, di non lasciarlo.

Lei ebbe cinque figli con un uomo bello, sorridente, simpatico che andava a trovare spesso i bambini, ma che un giorno, improvvisamente si suicidò.

Lei disprezzava il marito e l’amarezza di questo sentimento avvelenò il rapporto con Elsa che, a soli diciotto anni, se ne andò via di casa, pregiudicando gli studi.

Visse una vita da bohémienne, in una povera mansarda nel cuore di Roma, lavorando a tesi di laurea, scrivendo innumerevoli racconti per riviste, facendosi mantenere da amanti occasionali.

All’età di ventiquattro anni conobbe il giovane Alberto Moravia.

Subito lo invitò a casa sua dove iniziò per entrambi un amore che sarebbe durato una vita, e la sera stessa, dopo aver fatto “cattleya”, (cioè l’amore), gli dette le chiavi della sua casa.
Contrastati dalla famiglia borghese di lui, il padre ebreo, i due furono uniti in matrimonio il lunedì dell’Angelo nell’aprile 1941nella Chiesa del Gesù dal padre spirituale di Elsa.

Lei non volle la madre, “maledetta e benedetta” al suo matrimonio.
Tenne testa alla suocera che avrebbe voluto dividerli perché la considerava un’arrampicatrice sociale.

Litigi furiosi e infelicità, antagonismo professionale ed orgoglio reciproco.

Era difficile non litigare con lei”, come ricorda il fratello Marcello.
In vent’anni di matrimonio si innamorarono di altri e si tradirono incessantemente tra gelosie e tempeste… continua.

Lucia Fusco

Il Dispari 20190805 – Redazione culturale

Il Dispari 20190805

Il Dispari 20190805 – Redazione culturale

Il Dispari 20190805

Editoriale
“Promo uno” di Bruno Mancini – 12ª puntata.

Continuiamo a pubblicare, in anteprima e in ordine alfabetico, tutte le poesie inserite in “Promo uno” che è un’antologia composta da 52 poemi tratti da tutte le raccolte edite da Bruno Mancini: Davanti al tempo (1964); Agli angoli degli occhi (1966); Segni (1988); Sasquatch (2000); La sagra del peccato (2006); Incarto caramelle di uva passita (2007); Non rubate la mia vita (2008); Io fui mortale (2010); La mia vita mai vissuta (2013); Non sono un principe (2014).

Dalla raccolta “Sasquatch”
Intorno a mezzanotte

Intorno a mezzanotte,
magari un’ora prima
nelle notti di giugno,
l’ombra si schiara:
fra neutri e neri
la sua evidenza appare meno netta.

Bislacca
ammanta basilico e gerani,
mentre io mi giro a porgerti un gelato,
a prenderti la mano
tu non ricordi quante volte
vezzosa tra i capelli.

L’ombra mi segue.

Tranquilla
lei non domanda altro
se poi si spande in lungo e in largo
sui nostri petali distratti
dal lento moto specchiato al sole
di chi vagheggia l’eliotropismo.

Sì che non tema – venuta l’alba –
d’essere solo l’ombra di un sigillo,
ed io non sappia – verso il tramonto –
lasciare indietro l’ombra di me stesso,
magari sbircio tra le finestre chiuse
e immagino i segreti di chi tace.

Dalla raccolta “Davanti al tempo”
Io sono tuo silenzio

Io sono tuo silenzio
questa notte mentre
dorme il mare
anima resa gioia.

L’illusione d’essere in un bosco
vagabonda foglia
eccola.

Dalla raccolta “Io fui mortale”
La pozza, ossia l’addio.

L’addio non divora sentimenti,
li esclude
li salva
dal muto servilismo al dio padrone
che strozza le frasi e i desideri,
di lui e di lei con altri nomi
e volti a volte visti in un vetrino,
nel senza senso
dell’accurato incolla e scolla
– modifica e taglia
formatta e salva –
allineati, accartocciati, frammentati
sì come nuovo file – dolorosa custodia –
da spacchettare poi
nella notturna – di lui – deflemmazione.

Perché siamo fuggiti via da noi?

Non è vigliacco chi denuda l’anima
al suono del gong che intima la resa.
La pozza, calma piatta,
leggero fardello per un monade marrano
attenda un altro uomo, io sono Ignazio,
e come nick, oggi mi firmo “Addio”.

Dalla raccolta “Io fui mortale”
Le onde orizzontali

Le onde orizzontali
incredibilmente immobili
nelle tue coppe,
young lady abbarbicata ad una rocca
– non oggi –
tremula al gusto intenso
all’odore impalpabile
al calpestio lontano
del solito sconosciuto;

bizzarre prorompenti
oltre comode fettucce,
young lady perversa nella tua cuffia
– non oggi –
gracchiante “Oh, sì!”
“Ancora ancora.”
alla voce affanno lontano
del solito sconosciuto;

morbidamente accarezzanti
in lungo la tua schiena arcuata,
young lady discinta sul gran pistillo,
– non oggi –
esuberante al lieve dondolio,
al vorticoso affondo
tra le tue labbra,
del solito sconosciuto.
Tu lady
signora dei tuoi tempi
trasformi in jazz la tua monotonia.
Se poi mi chiami:
oscura il lume sul divano
alza i capelli al cielo
abbassa a terra gl’indumenti
socchiudi gli occhi
respira un sogno
dimentica di esistere,

io vengo per cambiare lo spartito.

Promo uno

Il Dispari 20190805

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/463431/promo-uno-5/

Il Dispari 20190805

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Simbolicamente, la felicità

Etimologicamente la parola felicità è da ricondursi alla radice sanscrita bhu, poi trasformatasi in foe o fe, da cui il greco fyo, cioè: produco, genero, radici del termine fecondo o feto e infine al latino foelix, felix, fecondo, fertile e in senso più ampio, soddisfatto, appagato.

Antoine de Saint Exupery, nel libro Il Piccolo Principe, affermava che “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”

Le emozioni hanno un ruolo importante ai fini della razionalità.

Nel complesso rapporto fra sentimenti e pensieri la facoltà emozionale guida costantemente con la mente razionale, consentendo il pensiero logico o rendendolo impossibile.

In un certo senso abbiamo due cervelli, due menti e due diversi tipi di intelligenza: quella razionale e quella emotiva.

La felicità in sé è difficile da raggiungere e ancora più difficile da spiegare.

Se volete sperimentare uno stato di benessere, inteso come felicità globale e buona salute, il cervello deve inviare messaggi positivi anziché negativi.

Che cosa significa positivi”?

Deve trattarsi di qualcosa di più che una mera impennata di impulsi piacevoli quando si ha una bella esperienza.

Le cellule hanno bisogno di messaggi positivi per sopravvivere.
Definiamo positivo come valore qualitativo della vita, ciò che vedete, sentite, gustate e toccate: sarà mutevole ma non caotico, vi sarà una tendenza verso il benessere.

Tocca a voi creare e mantenere gli ingredienti del benessere, i comandi per farlo sono dentro di voi. Ognuno elabora diversamente i propri trasmettitori di emozioni.

Il benessere è uno stato in cui l’esperienza, quando viene metabolizzata nel cervello, presenta le seguenti qualità generali: avete la sottile sensazione che tutto vada bene, accettate di stare bene, le nuove esperienze hanno una certa freschezza, assaporate con gioia le nuove situazioni, enfatizzate sempre le possibilità positive, contrastando le implicazioni negative.

Per costruire la magica felicità bisogna che il vostro cervello riceva segnali di calma e appagamento interiore, curiosità, senso di apertura, di sicurezza, sentirsi accettati e amati, freschezza fisica e mentale, fiducia in se stessi, autostima, vigile consapevolezza di sé, assenza di stress e impegno mentale.

State lontani dai conflitti interiori, dalla noia, fatica fisica o mentale, depressione o ansia, rabbia, ostilità, atteggiamento critico verso voi stessi e verso gli altri, lontani dalla confusione, alla larga dal senso di insicurezza, di vaga minaccia, apatia e dubbio.

Il mondo “là fuori” non cambierà finché non cambierà quello “qua dentro”.

Perciò, come diceva Chiara Amirante, “La felicità dipende da come noi decidiamo di vivere tutto ciò di meraviglioso che la natura ci ha regalato”, o come disse Roberto BenigniLa felicità c’è l’abbiamo tutti perché ce l’hanno data quando eravamo piccoli.
Ci è stata regalata, in dote, ed era un regalo così bello che l’abbiamo nascosto, come fanno i cani con l’osso quando lo nascondono.”

Auguro a tutti tanto benessere, pensieri positivi e di toccare la felicità ogni giorno.

Adrina Iftimie Ceroli

Il Dispari 20190805

Il Dispari 20190805 – Redazione culturale

Il Dispari 20190805

Il Dispari 20190805

TWITTERONE

1) Da Ischia L’Arte – DILA è stata tra i principali collaboratori di Vincenzo Caccamo (Presidente dell’Associazione Nuovo Cenacolo della Poesia) per l’organizzazione e la realizzazione della kermesse “Incontriamoci ad Aprilia” che si è svolta il 7 luglio presso la biblioteca Manzù di Aprilia. Liliana Manetti ha partecipato portando il saluto di Il Dispari.
Chiara Pavoni ha letto alcune poesie.
In una delle prossime settimane vi proporremo cronaca e interviste dell’evento.

2) Flora Vona, scrittrice, brava e bella attrice napoletana è una nuova amica dei progetti Made in Ischia voluti dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” e, dalle prossime settimane, proporrà recensioni e cronache di eventi artistici campani su questa pagina.
Il suo libro “Irene” (Homo scrivens, pagine 112, euro 14), è stato presentato qualche giorno fa nel foyer del teatro Bellini, quasi a scegliere un ambiente in cui sentirsi a casa, prima di nuotare nel mare aperto della scrittura.

Il Dispari 20190805

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Recensione di Marina De Caro

Recensione di Roberta Panizza

Recensione di Liga Lapinska

Intervista di Michela Zanarella

Intervista a Michela Zanarella

FATTITALIANI: Caterina Guttadauro La Brasca intervista Bruno Mancini

Caterina Guttadauro La Brasca

La Voce – Caterina Guttadauro La Brasca intervista Bruno Mancini – Agosto 2018

PROSE
Per Aurora volume primo

Per Aurora volume secondo

Per Aurora volume terzo

Per Aurora volume quarto

Per Aurora volume quinto

Per Aurora volume quinto – Così fu

Per Aurora volume settimo – Un’altra Gilda

Per Aurora- Tutti i racconti

Come i cinesi volume primo

Come i cinesi volume secondo

La ch

Incontro con un maestro

Racconti inediti

POESIE
Davanti al tempo

Agli angoli degli occhi

Segni

Dedicate e preferite

La sagra del peccato

Incarto caramelle di uva passita

Non rubate la mia vita

Io fui mortale

Sasquatch

Non sono un principe

La mia vita mai vissuta

Inedite

Antologie

Scempi

Poesie inedite

Traduzioni

Francese Segni
Dalila Boukhalfa

Inglese
Pamela Allegretto Franz

Napoletano
Luciano Somma

Lettone
Liga lapinska

Libere interpretazioni

Lettone
Liga Lapinska

Esopo news

Recensioni

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Letture Bruno

Letture tutti

Varie

Cenni biografici

Pacifismo

Eros edizioni

Video poesie

Canzoni

Clara – Musica e canto di Valentina Gavrish – Testo di Bruno Mancini – Quadri di Milena Petrarca

Credevo – Musica e canto di Valentna Gavrish – Testo di Bruno Mancini

Valentina Gavrish Gilda Canta Rita Cuccaro finalista premio “Otto milioni” 2018

Parlo di Te – Testo di Bruno Mancini, musica e canto di Valentina Gavrish.

Non rubate la mia vita testo di Bruno Mancini musica e canto di Valentina Gavrish

Adesso musica e canto di Valentina Gavrish e testo di Bruno Mancini

Carnevale – Testo di Bruno Mancini – Musica e canto di Valentina Gavrish

Gilda – Testo di Bruno Mancini -Musica e canto di Valentina Gavrish

Giovane Apache – Testo Bruno Mancini – Musica e canto Valentina Gavrish

Tecla – Testo di Bruno Mancini – Musica e canto di Valentina Gavrish

Ad occhi chiusi – Testo di Bruno Mancini – Musica e canto di Valentina Gavrish

28 nov 2013 20:31

PRANDIN MANCINI SOMMA E sento bestemmiare finalista premio “Otto milioni” 2018

“Quanno”: musica Roberto Prandin, testo Bruno Mancini, traduzione L. Somma immagini artisti vari

Tra eutanasia e ghigliottina Prandin Mancini Canola legge Bruno con testi

Tra Eutanasia e Ghigliottina Roberto Prandin Bruno Mancini Patrizia Canola

Tra eutanasia e ghigliottina testo Bruno Mancini, musica Roberto Prandin, disegni Liga Lapinska

E sento jastemma ‘o cielo Roberto Prandin Bruno Mancini Patrizia Canola Luciano Somma fast

Nicola Pantalone Il brivido più lungo finalista premio “Otto milioni” 2018

Canzone per San Valentino

Inno Coquille – Premio Internazionale di Poesia “Otto milioni – 2013”

Nelle bugie dei sogni Sigla 2 cerimonia premiazione “Otto milioni – 2014”

90819

Recensione di Marina De Caro

Recensione di Roberta Panizza

Recensione di Liga Lapinska

Intervista di Michela Zanarella

Intervista a Michela Zanarella

FATTITALIANI: Caterina Guttadauro La Brasca intervista Bruno Mancini

Caterina Guttadauro La Brasca

La Voce – Caterina Guttadauro La Brasca intervista Bruno Mancini – Agosto 2018

PROSE
Per Aurora volume primo

Per Aurora volume secondo

Per Aurora volume terzo

Per Aurora volume quarto

Per Aurora volume quinto

Per Aurora volume quinto – Così fu

Per Aurora volume settimo – Un’altra Gilda

Per Aurora- Tutti i racconti

Come i cinesi volume primo

Come i cinesi volume secondo

La ch

Incontro con un maestro

Racconti inediti

POESIE
Davanti al tempo

Agli angoli degli occhi

Segni

Dedicate e preferite

La sagra del peccato

Incarto caramelle di uva passita

Non rubate la mia vita

Io fui mortale

Sasquatch

Non sono un principe

La mia vita mai vissuta

Inedite

Antologie

Scempi

Poesie inedite

Traduzioni

Francese Segni
Dalila Boukhalfa

Inglese
Pamela Allegretto Franz

Napoletano
Luciano Somma

Lettone
Liga lapinska

Libere interpretazioni

Lettone
Liga Lapinska

Esopo news

Recensioni

Stampa

Letture Bruno

Letture tutti

Varie

Cenni biografici

Pacifismo

Eros edizioni

Video poesie

Canzoni

Clara – Musica e canto di Valentina Gavrish – Testo di Bruno Mancini – Quadri di Milena Petrarca

Credevo – Musica e canto di Valentna Gavrish – Testo di Bruno Mancini

Valentina Gavrish Gilda Canta Rita Cuccaro finalista premio “Otto milioni” 2018

Parlo di Te – Testo di Bruno Mancini, musica e canto di Valentina Gavrish.

Non rubate la mia vita testo di Bruno Mancini musica e canto di Valentina Gavrish

Adesso musica e canto di Valentina Gavrish e testo di Bruno Mancini

Carnevale – Testo di Bruno Mancini – Musica e canto di Valentina Gavrish

Gilda – Testo di Bruno Mancini -Musica e canto di Valentina Gavrish

Giovane Apache – Testo Bruno Mancini – Musica e canto Valentina Gavrish

Tecla – Testo di Bruno Mancini – Musica e canto di Valentina Gavrish

Ad occhi chiusi – Testo di Bruno Mancini – Musica e canto di Valentina Gavrish

28 nov 2013 20:31

PRANDIN MANCINI SOMMA E sento bestemmiare finalista premio “Otto milioni” 2018

“Quanno”: musica Roberto Prandin, testo Bruno Mancini, traduzione L. Somma immagini artisti vari

Tra eutanasia e ghigliottina Prandin Mancini Canola legge Bruno con testi

Tra Eutanasia e Ghigliottina Roberto Prandin Bruno Mancini Patrizia Canola

Tra eutanasia e ghigliottina testo Bruno Mancini, musica Roberto Prandin, disegni Liga Lapinska

E sento jastemma ‘o cielo Roberto Prandin Bruno Mancini Patrizia Canola Luciano Somma fast

Nicola Pantalone Il brivido più lungo finalista premio “Otto milioni” 2018

Canzone per San Valentino

Inno Coquille – Premio Internazionale di Poesia “Otto milioni – 2013”

Nelle bugie dei sogni Sigla 2 cerimonia premiazione “Otto milioni – 2014”

Il Dispari 20190819 – Il Dispari 20190819 – Il Dispari 20190819

 

Roberto Barni in mostra ad Abetone (Pistoia)

“La piazza… L’uomo in marcia” : tre sculture di Roberto Barni a Piazzale Europa Abetone fino al 15 settembre 2019

Sempre più in questa società dove tutto scorre velocemente si rischia di smarrire quell’equilibrio e quella certezza con cui costruire autentici rapporti, perdendo di vista l’importanza del riconoscersi quale persona con la propria specificità entro un contesto che tende a omologare secondo regole predefinite. Dei tentativi da parte dell’uomo di ritrovare quell’equilibrio che risiede anche nell’armonia dei contrari, degli sforzi compiuti da esso nel creare ponti di comunicazione con l’altro, tratta la poetica di Roberto Barni /Pistoia 1939) artista di fama internazionale che si sofferma a guardare questa esistenza e in particolare l’individuo ansioso di conoscere la verità su questa vita dove il tempo sembra arenarsi innanzi a contrasti e divergenze che creano separazioni.

Nelle sue sculture di grandi dimensioni, si evince come gesti e azioni dell’uomo siano destinati ad una ripetitività passiva generando indifferenza e allo steso tempo disappunto e rifiuto, fino a vedere l’uomo stesso relegato ad una condizione di servo sottomesso ad obblighi come in “Atto muto”. In questa opera, la cui prima versione era stata presentata all’ingresso dei Giardini alla Biennale di Venezia del 1988, si fa riferimento al fatto che ancora in epoca moderna all’uomo siano affidati compiti alienanti come si può notare nei tre uomini silenti nell’atto di reggere un piano circolare.

Roberto Barni in mostra ad Abetone (Pistoia)

Roberto Barni in mostra  a Abetone (Pistoia)

Lo spostamento, il camminare sono tentativi necessari per uscire da una situazione di stallo e procedere verso un cambiamento che risulta difficile da raggiungere come sottolineato nelle opere “Camminare in croce”, “Doppia controversia” esposte in più occasioni dalla Galleria Poggiali come per la mostra “Controversie” nel 2017 a Pietrasanta. Esposte nella Basilica di Santa Maria dei Frari durante la Biennale di Venezia del 2017, queste opere fanno riferimento alla difficoltà dell’uomo di trovare una collocazione e giungere ad un obiettivo. Da qui il bisogno di riconoscere l’identità dell’individuo, di ridefinirla in una società che tende ad offuscarla.

Se in “Camminare in croce” quattro uomini congiunti per i piedi e separati da uno spazio pari ad un angolo retto, percorrono direzioni diametralmente opposte a formare una croce simbolo di sofferenza in cui ciascuno sembra privo di personalità, in “Doppia controversia” una stele umana, in cui la verticalità è accentuata dalla posizione delle braccia aderenti al corpo, simboleggia lo smarrimento dell’uomo in difficoltà nel trovare la sua strada, e allo stesso tempo la sofferenza emotiva cui egli sembra destinato in questo viaggio.

La mostra di Roberto Barni La Piazza… L’uomo in marcia” in corso all’Abetone (Pistoia) in Piazzale Europa, visibile fino al 15 settembre 2019 sviluppa questa dimensione a partire dal sito della piazza dove sono esposte tre sue sculture in bronzo.

Roberto Barni

Realizzata con il sostegno del Comune di Abetone Cutigliano in collaborazione con, Artitaly e la Galleria Poggiali, la mostra restituisce alla piazza di Abetone una nuova dimensione invitando chi passa a soffermarsi a ripensare al destino dell’uomo immerso in un contesto sociale dove avverte una costante inquietudine e insoddisfazione dovute al suo non sentirsi ascoltato, visto per come è nella sua unicità.

Le sculture raffigurano uomini in movimento che non si incontrano, anzi si dirigono verso direzioni opposte a suggerire come la comunicazione si stia sempre più smarrendo per mancanza di autostima e fiducia in sé stessi e negli altri. La comunicazione, il relazionarsi che dovrebbe essere l’aspetto più importante poiché permette il confronto, l’arricchimento, talvolta spaventa e spiazza poiché entra in gioco l’altro che spesso non si conosce.  Il mettersi in marcia potrebbe essere visto anche quale bisogno di ritrovare sé stessi provando a mettersi in gioco aprendosi agli altri.

Silvana Lazzarino

 

 La Piazza… L’uomo in marcia

 ROBERTO BARNI

Piazzale Europa Abetone (PT)

Fino al 15 settembre 2019

 

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DILA

 

Premio Otto Milioni 2019 – Bookcity DILA

Premio Otto Milioni 2019 – Bookcity DILA

Collaborazione aperta a TUTTI i membri del gruppo fb LENOIS, a TUTTE le associazioni culturali, a TUTTI gli Artisti di TUTTE le Nazioni impegnati per TUTTE le Arti.

INFO: Cell. 3014830355 (tutti i giorni dalle 14 alle 23)
emmegiischia@gmail.com

Premio Otto Milioni 2019

Premio Otto Milioni 2019 - Bookcity DILA

Aula Magna “Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri – SIAM”, Via Santa Marta 18, Milano

16 novembre 2019 ore 10.30

Progetto soggetto a cambiamenti fino al giorno 9 Settembre 2019

TITOLO DELL’EVENTO:

Premio Otto milioni 2019

DIREZIONE:

Bruno Mancini, Mariapia Ciaghi, Domenico Umbro, Maria Luisa Neri.

NOMI DEI PROTAGONISTI:

Autori ed Artisti presenti nell’Antologia “Magari un’emozione!”

AUTORI E PRESENTATORI:

Bruno Mancini, Mariapia Ciaghi, Domenico Umbro, Adriana Iftimie Ceroli, Maria Luisa Neri.

DESCRIZIONE DELL’EVENTO:

Momenti di cultura consistenti in letture di opere poetiche e di prosa, realizzazioni di opere grafiche in estemporanea, ascolto di brani musicali appositamente composti per i nostri eventi.

Presenteremo le antologie contenenti alcune opere finaliste delle otto edizioni del premio “Otto milioni”, compresa “Magari un’emozione!” nella quale sono pubblicate poesie, opere grafiche, recensioni, racconti, e testi di canzoni finaliste delle sei sezioni della ottava edizione del Premio “Otto milioni” 2019.

Comunicheremo le classifiche finali delle opere partecipanti alle sei sezioni del suddetto premio.

Sarà data lettura delle opere finaliste.

Saranno proiettati nostri video delle precedenti edizioni di Bookcity già trasmessi da alcune emittenti televisive.

Saranno distribuite gratuitamente molte copie dell’antologia “Magari un’emozione” e dei sette volumi antologici pubblicati per le sette precedenti edizioni del Premio “Otto Milioni”.

LIBRI DEI QUALI SI PARLA:

“Magari un’emozione!” Antologia AAVV non solo poetica a cura di Bruno Mancini- Il Sextante (ISBN non ancora assegnato) “Una pagina, un’emozione” Antologia AAVV a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza- Il Sextante (ISBN 978-99-97708-19-3); “Penne Note Matite” Antologia AAVV a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza- Il Sextante (ISBN 978-88-97708-11-7);  “Otto milioni 2016” Antologia AAVV a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza- LITHO Commerciale (ISBN 978-1-326-61115-6); “Da Ischia L’Arte” Antologia AAVV a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza – LITHO Commerciale (ISBN 978-1-326-40281-5); “Mare Monti Mare” Antologia AAVV a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza- Un Altro punto di vista ETER srl (ISBN 978-88-95915-04-3); “Da Ischia sempre poesia” Antologia AAVV a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza- Lulu.com (ISBN 978-1-291-45770-4); “Otto milioni” Antologia AAVV a cura di Bruno Mancini e di Roberta Panizza- Lulu.com (ISBN 978-1-291-01396-2).

TIPOLOGIA DELL’EVENTO:

Incontro, reading, premiazione, concerto, estemporanea pittura.

DURATA:

Questo evento durerà circa tre ore.

Roberto Prandin ha confermata la sua presenza

Premio Otto Milioni 2019Aula Magna “Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri - SIAM", Via Santa Marta 18, Milano

“Italia – Africa”Sala Musica Cascina Casottello, Via Fabio Massimo 19, Milano – 15 novembre 2019 ore 16.00

“Il Sextante, Eudonna, Il Dispari, DILA” – Aula Magna “Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri – SIAM”, Via Santa Marta 18, Milano – 17 novembre 2019 ore 14.00

Bookcity 2019

#BCM19 – incontro di presentazione | 26 marzo ore 10.00 Palazzo Reale

Premio Otto Milioni 2019Aula Magna “Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri - SIAM", Via Santa Marta 18, Milano

BOOKCITY MILANO – Presentazione edizione 2019: 13-17 novembre

Milano 26 Marzo 2019

Dal 13 al 17 novembre 2019 si terrà l’ottava edizione di BOOKCITY MILANO, manifestazione dedicata al libro, alla lettura e dislocata in diversi spazi della città metropolitana, che fin dalla prima edizione ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico.

È promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall’Associazione BOOKCITY MILANO, fondata da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione ArnoldoeAlberto Mondadori e Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri.

Il 26 marzo, alle ore 10, nella Sala Conferenze di Palazzo Reale, si sono riuniti, insieme al Comitato Promotore e alla Direzione organizzativa, i rappresentanti del mondo editoriale, librario, scolastico e bibliotecario e delle istituzioni culturali, per condividere tempistiche e specificità della nuova edizione in termini di idee, progetti e linee.

BOOKCITY MILANO conferma il suo carattere di manifestazione aperta, diffusa, inclusiva, presente in tutto il territorio urbano e metropolitano, largamente partecipata.

Nel 2018 oltre 1.400 eventi hanno preso vita in quasi 400 luoghi, con oltre 3.000 ospiti sui palchi e con il supporto di 500 volontari.

BOOKCITY MILANO: teatri, musei, scuole, università, palazzi storici, librerie, circoli e associazioni culturali, spazi pubblici ma anche case private e negozi testimoniano il loro amore per il libro e la lettura ospitando incontri, dialoghi, spettacoli, mostre, eventi le cui caratteristiche sono affidate alle scelte di chi ospita ed è ospitato.

Le categorie più rappresentate nelle edizioni precedenti di BOOKCITY MILANO sono state i centri di aggregazione, le biblioteche, le librerie, i negozi, i bar, i teatri, le scuole, le università, i centri di formazione, i luoghi pubblici.

I tipi di attività coinvolte sono stati: la filiera del libro (28%), altre filiere culturali (16%), gli enti formativi (12%), le imprese e associazioni professionali (19%), le attività pubbliche, sociali e religiose (25%).

Ad oggi sono stati inoltre attivati complessivamente 69 quartieri e sono stati coinvolti nella Grande Milano 72 su 135 Comuni.

BOOKCITY MILANO coinvolge l’intera filiera del libro: editori grandi e piccoli, librai, bibliotecari, autori, traduttori, grafici, illustratori, blogger, studenti, professori, lettori occasionali o forti, di ogni età, così come chi alla lettura è stato sinora estraneo.

BOOKCITY MILANO è ogni anno aperta a nuove adesioni e manifestazioni di interesse e si pone come momento di offerta di sapere, di informazione e come occasione di partecipazione critica.

19 aprile 2019 termine ultimo per segnalare sedi disponibili a ospitare manifestazioni di BOOKCITY MILANO.

BOOKCITY MILANO 2019 si articolerà dal 13 al 17 novembre in cinque giornate, il primo giorno con la serata di apertura (13 novembre), a cui seguirà una giornata dedicata alle scuole e all’università (14 novembre). Il cuore di BOOKCITY MILANO sarà come di consueto il Castello Sforzesco a cui si affiancheranno diversi poli tematici: Il mondo delle idee, Il tempo è libero, Passato e presente, Il lavoro e il futuro, Il libro della natura, Milano e le città, Ricorrenze e ricorrenze, Mestieri del libro, Lo spettacolo, Le grandi storie, Lo sguardo, Bambini & Young.

L’edizione 2019 sarà anche l’occasione per un focus su “Afriche”, come testimonianza dell’importanza e della vivacità delle letterature e delle culture africane.

BOOKCITY MILANO, oltre alla manifestazione che si terrà dal 13 al 17 novembre 2019, prevede attività di promozione della lettura durante tutto l’arco dell’anno, come il progetto per le scuole, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e che dà continuità alle strategie culturali del Comitato Promotore, e la collaborazione con il Salone Internazionale del libro di Torino, con la Milanesiana e con altre iniziative culturali.

L’associazione BOOKCITY MILANO è presieduta da Piergaetano Marchetti e diretta da un Consiglio di indirizzo di cui fanno parte Carlo Feltrinelli, Luca Formenton, Piergaetano Marchetti e Achille Mauri.
La presidenza per l’edizione 2019 è stata affidata a Piergaetano Marchetti.

Ai lavori dell’Associazione partecipa, in rappresentanza del Comune di Milano, l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Premio Otto Milioni 2019Aula Magna “Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri - SIAM", Via Santa Marta 18, Milano

EXPO – Bookcity 2016
DILA

Italia – Africa – Bookcity 2019 DILA

Italia – Africa – Bookcity 2019 DILA

Collaborazione aperta a TUTTI i membri del gruppo fb LENOIS, a TUTTE le Associazioni culturali, a TUTTI gli Artisti di TUTTE le Nazioni impegnati per la PACE.

INFO:
Cell. 3014830355 (tutti i giorni dalle 14 alle 23)
emmegiischia@gmail.com

Italia – Africa

Sala Musica Cascina Casottello, Via Fabio Massimo 19, Milano

15 novembre 2019 ore 16.00

Progetto soggetto a cambiamenti fino al giorno 9 settembre 2019

TITOLO DELL’EVENTO:

Italia – Africa

DIREZIONE:

Bruno Mancini, Mariapia Ciaghi, Dalila Boukhalfa, Amri Abdeldjalil, Angela Maria Tiberi.

NOMI DEI COLLABORATORI

Silvana Arbia (Fondazione Arbia – Africa centrale), Rino Sortino (Tunisia), Dalila Boukhalfa (Algeria), Giuliano Moretto (CapoVerde), Alfonso Gurreri (Senegal), Amri Abdeldjalil (Egitto), Gino Di Pietro (Egitto), Enzo Casagni (Libano)

AUTORI E PRESENTATORI:

Bruno Mancini, Mariapia Ciaghi, Angela Maria Tiberi, Dalila Boukhalfa

DESCRIZIONE DELL’EVENTO:

Momenti di cultura consistenti in letture di opere poetiche e di prosa scritte e/o tradotte in lingua italiana e in varie lingue africane.

Concerti di brani musicali italiani, e africani.

Saranno presentate opere grafiche, musiche e libri di autori italiani e africani.

Tribuna artistica, culturale e sociale.

Saranno distribuite gratuitamente molte copie dell’antologia plurilingue “Segni” pubblicata da Il Sextante, nonché copie del quotidiano “Il Dispari” e del magazine “Eudonna”.

LIBRI DEI QUALI SI PARLA:

Segni
Magari, un’emozione
Altri titoli che attualmente sono in fase di valutazione.

TIPOLOGIA DELL’EVENTO:

Incontro, reading, mostra arti grafiche, concerto.

DURATA:

questo evento durerà circa 180 minuti.

Italia – Africa

nel momento attuativo, sarà, in parte, molto simile ad una kermesse -tipo tribuna artistica, culturale e sociale- durante la quale Enti e Artisti avranno a disposizione un tot di minuti per illustrare progetti, iniziative, e quant’altro riferibile a rapporti di pace tra noi e i popoli dell’Africa.

Focus Africa.

Libano, Palestina, Egitto, Libia, Algeria, Tunisia, Marocco, Spagna, Nigeria, Sudan, Capo Verde, Senegal… hanno già i loro portavoce.

Bookcity 2019 Dalila Boukhalfa impegno partecipazione

25 lug 2019, 00:47

Gentilissimo Signore Bruno Mancini,

sono molto lieta di confermare la mia presenza e la mia partecipazione al Bookcity 2019, come Direttrice organizzativa della sessione Africa e come Presidente della sede operativa DILA Nazione Algeria.

Mi impegnerò a comunicarle prossimamente un elenco della partecipazione algerina a questo grande evento.

In attesa porgo i miei sinceri saluti.
Dalila Boukhalfa 

Presidente sede operativa DILA Nazione Algeria.
Presidente Associazione arte e turismo ADA – Blida Algeria.

Dalila Boukhalfa e Ambasciatorealgerino a Roma Senouci Bereksi mostrano il libro PENNE NOTE MATITE

Dalila Boukhalfa e Ambasciatore algerino a Roma Senouci Bereksi mostrano il libro PENNE NOTE MATITE

 

Italia – Africa – Bookcity 2019 DILA

Premio “Otto Milioni” 2019 – Aula Magna “Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri – SIAM”, Via Santa Marta 18, Milano – 16 novembre 2019 ore 10.30

“Il Sextante, Eudonna, Il Dispari, DILA” – Aula Magna “Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri – SIAM”, Via Santa Marta 18, Milano – 17 novembre 2019 ore 14.00

Bookcity 2019

#BCM19 – incontro di presentazione | 26 marzo ore 10.00 Palazzo Reale

Italia - Africa - Bookcity 2019 DILA

BOOKCITY MILANO – Presentazione edizione 2019: 13-17 novembre

Milano 26 Marzo 2019

Dal 13 al 17 novembre 2019 si terrà l’ottava edizione di BOOKCITY MILANO, manifestazione dedicata al libro, alla lettura e dislocata in diversi spazi della città metropolitana, che fin dalla prima edizione ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico.

È promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall’Associazione BOOKCITY MILANO, fondata da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione ArnoldoeAlberto Mondadori e Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri.

Il 26 marzo, alle ore 10, nella Sala Conferenze di Palazzo Reale, si sono riuniti, insieme al Comitato Promotore e alla Direzione organizzativa, i rappresentanti del mondo editoriale, librario, scolastico e bibliotecario e delle istituzioni culturali, per condividere tempistiche e specificità della nuova edizione in termini di idee, progetti e linee.

BOOKCITY MILANO conferma il suo carattere di manifestazione aperta, diffusa, inclusiva, presente in tutto il territorio urbano e metropolitano, largamente partecipata.

Nel 2018 oltre 1.400 eventi hanno preso vita in quasi 400 luoghi, con oltre 3.000 ospiti sui palchi e con il supporto di 500 volontari.

BOOKCITY MILANO: teatri, musei, scuole, università, palazzi storici, librerie, circoli e associazioni culturali, spazi pubblici ma anche case private e negozi testimoniano il loro amore per il libro e la lettura ospitando incontri, dialoghi, spettacoli, mostre, eventi le cui caratteristiche sono affidate alle scelte di chi ospita ed è ospitato.

Le categorie più rappresentate nelle edizioni precedenti di BOOKCITY MILANO sono state i centri di aggregazione, le biblioteche, le librerie, i negozi, i bar, i teatri, le scuole, le università, i centri di formazione, i luoghi pubblici.

I tipi di attività coinvolte sono stati: la filiera del libro (28%), altre filiere culturali (16%), gli enti formativi (12%), le imprese e associazioni professionali (19%), le attività pubbliche, sociali e religiose (25%).

Ad oggi sono stati inoltre attivati complessivamente 69 quartieri e sono stati coinvolti nella Grande Milano 72 su 135 Comuni.

BOOKCITY MILANO coinvolge l’intera filiera del libro: editori grandi e piccoli, librai, bibliotecari, autori, traduttori, grafici, illustratori, blogger, studenti, professori, lettori occasionali o forti, di ogni età, così come chi alla lettura è stato sinora estraneo.

BOOKCITY MILANO è ogni anno aperta a nuove adesioni e manifestazioni di interesse e si pone come momento di offerta di sapere, di informazione e come occasione di partecipazione critica.

19 aprile 2019 termine ultimo per segnalare sedi disponibili a ospitare manifestazioni di BOOKCITY MILANO.

BOOKCITY MILANO 2019 si articolerà dal 13 al 17 novembre in cinque giornate, il primo giorno con la serata di apertura (13 novembre), a cui seguirà una giornata dedicata alle scuole e all’università (14 novembre). Il cuore di BOOKCITY MILANO sarà come di consueto il Castello Sforzesco a cui si affiancheranno diversi poli tematici: Il mondo delle idee, Il tempo è libero, Passato e presente, Il lavoro e il futuro, Il libro della natura, Milano e le città, Ricorrenze e ricorrenze, Mestieri del libro, Lo spettacolo, Le grandi storie, Lo sguardo, Bambini & Young.

Italia – Africa – Bookcity 2019 DILA

L’edizione 2019 sarà anche l’occasione per un focus su “Afriche”, come testimonianza dell’importanza e della vivacità delle letterature e delle culture africane.

BOOKCITY MILANO, oltre alla manifestazione che si terrà dal 13 al 17 novembre 2019, prevede attività di promozione della lettura durante tutto l’arco dell’anno, come il progetto per le scuole, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e che dà continuità alle strategie culturali del Comitato Promotore, e la collaborazione con il Salone Internazionale del libro di Torino, con la Milanesiana e con altre iniziative culturali.

L’associazione BOOKCITY MILANO è presieduta da Piergaetano Marchetti e diretta da un Consiglio di indirizzo di cui fanno parte Carlo Feltrinelli, Luca Formenton, Piergaetano Marchetti e Achille Mauri.
La presidenza per l’edizione 2019 è stata affidata a Piergaetano Marchetti.

Ai lavori dell’Associazione partecipa, in rappresentanza del Comune di Milano, l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Italia - Africa - Bookcity 2019 DILA

 

EXPO – Bookcity 2016

DILA

Il Dispari 20190722 – Redazione culturale

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Editoriale
“Promo uno” di Bruno Mancini – 11ª puntata.

Continuiamo a pubblicare, in anteprima e in ordine alfabetico, tutte le poesie inserite in “Promo uno” che è un’antologia composta da 52 poemi tratti da tutte le raccolte edite da Bruno Mancini: Davanti al tempo (1964); Agli angoli degli occhi (1966); Segni (1988); Sasquatch (2000); La sagra del peccato (2006); Incarto caramelle di uva passita (2007); Non rubate la mia vita (2008); Io fui mortale (2010); La mia vita mai vissuta (2013); Non sono un principe (2014).

Dalla raccolta “La mia vita mai vissuta”
Ignazia – La tempesta

Un altro giorno si allontana,
è vero, ma tornerà
se solo avvolgo il mulinello
dei miei ricordi senza nome
stretti in capitoli numerici.
Passivi segreti serbati da una pass
di sette lettere e di cinque numeri.

Dopo tre mesi avanza una tempesta
sento correnti di aria fresca
lambirmi le caviglie
e vedo, immagino, vedo
legioni di zanzare volare verso ricetto d’alberi
e vado, immagino, vado,
da Lei che mai non fugge in cerca di un riparo.
Ho voglia di nudarmi
uscire per mezzora
a cielo aperto
e poi vociare  a muso duro
“Fulminami, io sono pronto,
colpisci al basso ventre, creando un rombo – tu –
che scuota gli assonnati”.
Soffro dilemma tra luce e buio,
Ignazia – La tempesta.
Avanza e smuove il casco di banane
sospeso alla trave del terrazzo.
Procede, variando ombre
intorno alle pareti della stanza
per l’oscillare dei lampioni sulla strada.
Nemmeno il tempo di capire l’attimo:
fenomeni aumentano d’intensità.
Se solo avessi modo d’incontrarla
“Bagnami!”
“Affrontami!”
“Tu passerai io resto,
oppure sarò vento di tempesta”.
Rimbomba, rombando lontano,
in deviazione verso la valle degli uomini
– ottusi – che non sapevano competere.
Eppure
Cenerentola perse scarpetta di cristallo
in fuga verso casa a mezzanotte
lasciando traccia al principe dei sogni.

Dalla raccolta “La mia vita mai vissuta”
Ignazio – L’incendio

Sortilegio di malefica bellezza,
giovane
mi pose nel frutteto dell’Eden
al bordo discendente
tra folto bosco di pini resinosi
e poche zolle fitte di ciliegi
– nell’ansa del torrente –
carichi di frutti.
Anatema d’insulso guardiano,
vergine
volle ch’io fossi un fermo immagine
complice silenzioso,
per giorni notti ore
– lontano dalla luce –,
delle sue umide ombre scolorite
nel grande slam del verbo voglio.
Nemesi storica mi cantò nel petto,
smisurato
come colpo di doppietta
appena appena un soffio d’esuberanza
mi spinse, le gambe appollaiate,
– segreto aiutami –
in fuga sul ramo di ciliegio,
la bacca tra le labbra.
Troia fattrice delle mie bestemmie,
deflagrazione di foreste,
la folgore che sfregia i tronchi,
Ignazio – L’incendio,
poteva spegnerti con un “Avvampami!”
ridurti miccia candela stoppio
se solo la fiamma non fosse nata cieca.

Il Dispari 20190722 – Redazione culturale

Rassegna stampa Bookcity

Il Dispari 20190722 – Redazione culturale

Il Dispari 20190722 – Redazione culturale

Liliana Manetti intervista il regista e sceneggiatore James La Motta in esclusiva per Il Dispari

Il 29/06, a Roma, nell’elegante location “Interno 4” gestita dalla ballerina, coreografa modella e bravissima attrice di cinema e teatro Chiara Pavoni (lettrice e voce narrante delle Antologie della serie “Otto milioni” realizzate dall’Ass. “Da Ischia L’Arte – DILA”), si è tenuto un evento che ha coinvolto vari artisti e durante il quale è stato rappresentato il monologo del regista, sceneggiatore, attore e doppiatore James La Motta intitolato “L’altra parte di me”.

Il monologo, interpretato magistralmente proprio da Chiara Pavoni, fa parte del più ampio progetto di La Motta “My self”.

Uno spettacolo interattivo che si colloca nella sezione teatro sperimentale e di denuncia.

Contro il femminicidio, la violenza di genere, bullismo e cyberbullismo.

Un progetto che è stato concepito per esortare i giovani alla denuncia di ogni violenza, e che si sta proponendo come scelta didattica per educare i ragazzi nelle scuole.

Il monologo “L’altra parte di me” narra di una donna che spiega quello che avrebbe voluto fare da grande, come se lei stessa ascoltasse la sua “voce bambina”, ed il racconto continua nella direzione della scelta del voler diventare una modella e la descrizione dei soprusi e delle violenze che sono molto comuni in quell’ambiente.

Una piaga dei giorni nostri.

Dal testo di La Motta è stato tratto anche un servizio fotografico che ha visto come protagonista sempre la nostra Chiara Pavoni.
Il fotografo Lorenzo Caramelli ha dato vita agli scatti, mentre del trucco si è occupata Silvia Bastet.

A margine dell’evento abbiamo avuto il piacere di poter porre delle domande al regista.
D: James La Motta cosa le ha fatto scegliere il sociale come direzione portante della sua opera come regista e sceneggiatore?
R: Ormai sono anni che opero in questo campo. Da ragazzo ho lavorato come operatore sociale nei carceri di Nisida e con molte associazioni. Sì, credo che come predisposizione si nasca sensibili e predisposti a donarsi ed io lo faccio attraverso i miei lavori. Non è una scelta, quindi, ma, ripeto, è una predisposizione naturale.

D: Rispetto al cortometraggio intitolato “Abusedchild” c’è da ricordare che è stato presentato fuori concorso alla 74esima mostra del Cinema di Venezia, quindi ha raggiunto un obiettivo molto importante. Durante un’intervista vicino al RedCarpet l’attrice protagonista del corto da lei diretto Anna Soares de Oliveira ha dichiarato che lei l’ha diretta attraverso una preparazione molto importante e rigida. Quando e come è nato questo progetto?
R: Il cortometraggio “Abusedchild” è stato tratto da un monologo chiamato “Abusata” ed è stato girato nel 2007 a Matera durante la notte tra il 22 e 23 agosto, quando io e la Oliveiras abbiamo deciso di girare questo corto e traducendo il testo dall’italiano all’inglese.
Finora ha ottenuto più di cento proiezioni tra le quali la prima a Londra e l’ultima al Senato della Repubblica e si sta tentando di farlo diventare un corto istituzionale.

D: Vuole parlarci del monologo interpretato da Chiara Pavoni, dal titolo “L’altra parte di me”?
R: Il monologo fa sempre parte del progetto “My self”, ma non solo del progetto di cui parlavo prima, bensì anche del musical.
Quindi c’è da specificare che vi sono ben 4 diverse versioni di questo testo che è andato via via crescendo poiché i fruitori principali sono i giovani che sono anche i protagonisti di ogni versione tramite cui si cerca sempre di attrarre la loro attenzione per farli entrare nel vivo del messaggio.
Lo scopo dei corti e dei monologhi è volto, soprattutto, proprio alla sensibilizzazione tra i giovani e nelle scuole, con un intento fortemente sociale.

Liliana Manetti.

Il Dispari 20190722 – Redazione culturale

Il Dispari 20190722 – Redazione culturale

TWITTERONE

1) Si svolgerà dal 13 al 17 novembre il Bookcity 2019 #BCM19,
BOOKCITY MILANO è una manifestazione di eventi individuali, ma anche collettivi (durante la quale vengono promossi incontri, presentazioni, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari sulle nuove pratiche di lettura) voluta dal Comune di Milano e dall’Ass. BookCity Milano (Fondazioni Corriere della Sera, Giangiacomo Feltrinelli, Arnoldo e Alberto Mondadori, Mauri), a cui si è affiancata l’AIE (Ass. It. Editori), con l’AIB (Ass. It. Biblioteche) e l’ALI (Ass. Librai Italiani).

Durante le ultime quattro edizioni, l’Ass. “Da Ischia L’Arte – DILA” (unica nel panorama associativo isolano), ha avuto sempre il privilegio di vedere accolti i propri progetti e di vederli realizzati nei più prestigiosi ambienti culturali milanesi (“Teatro Parente” nel 2015 ; Aula Magna della “Società d’incoraggiamento Arti e mestieri SIAM” nel 2016; Auditorium “Museo delle Culture MUDEC” nel 2017; Aula Magna e Galleria Uomini Illustri della SIAM” nel 2018, e Centro Artistico “Mare Culturale” ancora nel 2018).

Quest’anno, in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con la Casa Editrice “Il Sextante” di Mariapia Ciaghi, e con un notevole gruppo di associazioni culturali operanti non solo in Italia, DILA ha presentato ben tre progetti dai titoli “Premio Otto milioni – 2019”, “Il Sextante – Eudonna – Il Dispari – DILA”, “Italia – Africa”.

Nei prossimi giorni, il Comitato operativo di direzione deciderà quali eventi ammettere al programma definitivo coordinato dalla Dott.ssa Elena Puccinelli.

Il Dispari 20190722 – Redazione culturale

Il Dispari 20190715 – Redazione culturale

Il Dispari 20190715

Il Dispari 20190715 – Redazione culturale

Editoriale

“Promo uno” di Bruno Mancini – decima puntata.

Continuiamo a pubblicare, in anteprima e in ordine alfabetico, tutte le poesie inserite in “Promo uno” che è un’antologia composta da 52 poemi tratti da tutte le raccolte edite da Bruno Mancini: Davanti al tempo (1964); Agli angoli degli occhi (1966); Segni (1988); Sasquatch (2000); La sagra del peccato (2006); Incarto caramelle di uva passita (2007); Non rubate la mia vita (2008); Io fui mortale (2010); La mia vita mai vissuta (2013); Non sono un principe (2014).

Dalla raccolta “Io fui mortale”
Giovane Apache

Scriverò di te innocente – giovane Apache –
dalla lunga chioma di grappoli
di grappoli d’uva rossigna,
tra le fiamme dei tronchi
dei tronchi ardenti sfavillanti
una notte di cielo deserto,
deserto, nel cuore del deserto.

Penserò alla tua malinconia – giovane Apache –
d’attesa e di passioni con occhi memorie
memorie affastellate,
sopra i fumi dei tronchi
dei tronchi assopiti
nelle notti di cielo deserto,
deserto, come il cuore del deserto.

Amerò gli sguardi squillanti – giovane Apache –
per la felice follia di silenziosi sorrisi
sorrisi all’ombra di tante chimere,
dentro ai profumi dei tronchi
dei tronchi spenti dalla mia ombra
ogni notte di cielo deserto,
deserta, più del cuore del deserto.

Il Dispari 20190715 – Redazione culturale

Il Dispari 20190715 – Redazione culturale

Il Dispari 20190715 – Redazione culturale

Il Dispari 20190715 – Redazione culturale

Simbolicamente l’azzurro

Fra tutti i colori, l’azzurro è il più profondo a tal punto che lo sguardo può penetrare dentro senza nessun ostacolo per perdersi dopo nella sua immensità.

È il colore senza materia, visto che la natura non lo svela direttamente ma come una composizione di trasparenze, come un vuoto accumulato, un vuoto dell’aria, dell’acqua, del cristallo o del diamante.

L’azzurro è freddo nella sua assoluta essenza pura, al di fuori del vuoto totale del bianco assoluto.

Da queste fondamentali qualità dipende l’assemblaggio delle sue funzioni simboliche.

Applicato su di un oggetto, il colore azzurro alleggerisce la sua forma, la schiude e la apre.

Una superficie azzurra perde il significato di superficie, un muro azzurro smette di essere un semplice muro.

I movimenti e i suoni, ma anche le forme spariscono nell’azzurro.

L’azzurro è un sentiero dell’infinito in cui il reale si trasforma in immaginario.

Non è che rappresenta il colore dell’uccello della felicità, azzurro inaccessibile però così vicino?

Entrare nell’azzurro somiglia quasi al passaggio di Alice dal Paese delle Meraviglie, all’altra parte dello specchio.

L’azzurro chiaro è il colore della reverenza; quando si scurisce diventa la via del sogno.

Il nostro conscio fa spazio poco a poco al inconscio nello stesso modo in cui la luce del giorno diventa senza rendersi conto, la luce azzurra della notte.

Il suo cromatismo appartiene al dominio dell’irreale o surreale, statico e in grado di rispondere alle contraddizioni e alle alternanze che riflette nella vita umana.

Per un pittore come Kandinsky, l’azzurro è un movimento per allontanare l’essere ed è, altrettanto, un movimento orchestrato soltanto verso il proprio centro, che attira comunque l’umano verso l’infinito e risveglia il desiderio di purificazione e la sete di sovrannaturale.

Gli egizi consideravano l’azzurro il colore della verità.
L’espressione sangue blu è spiegata da P. G. Villneuve Saint- Georges in questo modo:
Nel medio evo, bestemmiare era un peccato mortale. La plebe non osava farlo, invece gli aristocratici non riuscivano ad abbandonare il vizio finché, un giorno, un gesuita che stava nelle grazie del re proibì a tutti di maledire il Creatore. Alla fine, la classe superiore e il clero riuscirono a sostituire il nome del Signore con Blu, per esempio invece di dire “Per la morte di Dio”, si diceva “Dio blu”, oppure per dire “Per il sangue di Dio” si usava dire “Per il sangue blu.” Così la servitù memorizzò la parola sangue blu, come appartenente esclusivamente agli aristocratici.

L’azzurro e il bianco sono i colori della Vergine Maria, esprimendo il distacco da questo mondo verso il celeste dell’aldilà.

Mi limito a raccomandarvi di godere del cielo, degli occhi azzurri, della pace offerta da esso e oltretutto del mare blu, decantato da artisti in tante forme, canzoni, parole, quadri, abiti, chiese e altre fantastiche bellezze.

Adriana Iftimie Ceroli

Il Dispari 20190715 – Redazione culturale

Il Dispari 20190715 – Redazione culturale

La poesia di Silvana Lazzarino,

sul podio del Premio Letterario

Nazionale Sabrina Savino.

Il Premio Letterario Nazionale “Sabrina Savino” (insegnante innamorata del suo lavoro che ha sempre svolto con professionalità e passione) intende valorizzare la scrittura quale strumento privilegiato per ascoltarsi e farsi ascoltare.

Presidente del Premio Patrizia Magnante, Presidente di Giuria Tiziana Lafranceschina, Membri della Giuia Barbara Di Mambro, Silvia Mendico, Michela Pietropaolo e Sabrina Consolini.

Di seguito i tre classificati per ciascuna delle due sezioni.

Per il Racconto si sono classificati al primo posto LAURA MARCUCCISora Rosa”, al secondo posto LIVIA CATTANSofia e il tocco della medusa” e al terzo posto TERESA SICOLII cancelli”.

Per la Poesia primo classificato SEBASTIANO GIRLANDOQuesto è il mio Natale”, seconda classificata SILVANA LAZZARINODove sussurra il vento” e terza classificata ILARIA GENOVESIA mia nonna”.

Menzioni speciali sono state assegnate a CLELIA SALZANO per la poesia “Muro d’edera” e ad ANDREA GIOSTRA per il racconto “Louis Vuitton”.

Silvana Lazzarino, laureata in Lettere con indirizzo Musica e Spettacolo alla “Sapienza” di Roma, con corso post laurea di perfezionamento a Scienze della comunicazione, è giornalista pubblicista e impiegata nella Pubblica amministrazione.

In un commento a questa poesia troviamo scritto che lei, Silvana Lazzarino, “… ha voluto sintetizzare le sensazioni scaturite dall’armonia di forme e colori con cui l’artista di fama internazionale UemonIkeda, restituisce un nuovo sguardo sulla Natura e sui luoghi in cui recuperare il fascino del sogno, del mistero, ma soprattutto l’autenticità di un legame originario con le proprie emozioni a partire dalle visioni fisiche e metafisiche tipiche degli spazi naturali che circondano l’uomo.

Nella poesia si profila l’idea della continuità di un tempo che non esiste, un tempo senza tempo in cui ridefinire pensieri e azioni proiettate verso la riscoperta di sé e di un nuovo legame con quanto c’è intorno, a partire dai sussurri del vento che conduce lontano lungo il viaggio interiore dove è il continuo divenire delle emozioni, per non spegnersi.

Un viaggio di speranza nella sinfonia della vita che ritorna.

UemonIkeda ha esposto a Palazzo Braschi a Roma, e per due volte (2000 e 2005) al Museo laboratorio di arte contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma presentando due personali UemonIkeda- Acrobazia.

Tra le diverse installazioni esposte citiamo “Filo di Arianna” in piazza Trilussa a Roma e quella da lui realizzata per la riapertura del Giardino pensile di Palazzo Reale di Napoli

La Poesia di Silvana Lazzarino ispirata all’opera di UemonIkeda

Dove sussurra il vento

Verso quel principio
dove sussurra il vento,
dove rinasce il verde di prati rigogliosi
mentre il sole domina l’orizzonte,
dove le stelle fanno da soffitto
a “stanze” di primaverili ricordi
conduce l’abbraccio
di una natura ancora intatta
in cui semplicità e complessità,
principio e fine
coincidono.
È lo scoccare
del tempo
oltre la riscoperta di sé:
un viaggio interiore
che rivela il continuo divenire
delle emozioni
sospese in un tempo senza tempo
a desiderare l’assoluto.

Link blog di UemonIkeda con la poesia in originale e in francese http://uemonikeda.blogspot.com/

Il Dispari 20190708 – Redazione culturale

Il Dispari 20190708

EDITORIALE | Pozzuoli: intestata a Maria Panetty Petrarca un’area di verde pubblico dedicata allo svago e alla cultura.

Il 27 Giugno scorso, grande festa a Pozzuoli per l’inaugurazione della villetta intestata a Maria Panetty Petrarca, eccelsa donna puteolana con straordinarie doti di cultura: poetessa, scrittrice, drammaturga, educatrice.

Madre della “nostra” Milena Petrarca, Maria Panetty Petrarca si dedicò all’insegnamento nelle scuole elementari e materne, dove formulò un metodo basato sul gioco ludico e manuale, creando un laboratorio scolastico con progetti atti a sviluppare il processo formativo attraverso la drammatizzazione.

Un gioco-dramma, un metodo originale che ora è stato raccolto e riproposto da Milena Petrarca, in collaborazione con le sue figlie Maria Griffo e Giovanna Griffo, in un volume edito dalla Casa Editrice Ciranna.

Quest’anno, anche il Premio “Magna Grecia Latina New York” (giunto alla XXI edizione) è stato dedicato alla memoria di Maria Panetty Petrarca come riconoscimento per la sua importante attività di talent scout tramite cui ha scoperto e messo in luce

Artisti poi divenuti famosi come Sofia Loren.

Infatti, con la delibera 41/2019 la Giunta comunale di Pozzuoli aveva approvato la proposta della Commissione consultiva per la Toponomastica di dedicare alla memoria della professoressa Maria Panetty Petrarca il luogo a lei caro, dove trascorreva momenti di riflessione per il suo lavoro didattico e per la sua genialità creativa, situato in via Terracciano, proprio davanti al Tempio di Nettuno.

Ecco la motivazione: “Maria Panetty, donna di grande cultura, docente universitaria, scrittrice, musicista, e compositrice, artefice del recupero e della valorizzazione delle memorie storiche e culturali della Città, svolse un importante ruolo di educatrice mettendo a disposizione dei concittadini il proprio sapere “.

Alla cerimonia sono intervenuti il sindaco Vincenzo Figliolia, la Presidente della Commissione per la Toponomastica Mena d’Orsi, il noto pittore puteolano Antonio Isabettini, il soprano del Teatro San Carlo di Napoli Angela Prota, il famoso Tenore Puteolano Giuseppe Scognamiglio.

Bellissima manifestazione per un ottimo riconoscimento ad una persona con doti eccezionali di donna, moglie, mamma, insegnante, oltre che educatrice ed artista.

La villetta diverrà, molto probabilmente, luogo deputato allo svolgimento d’importanti e continue manifestazioni artistiche e culturali proposte dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” attraverso l’organizzazione della Sede operativa DILA Regione Campania presieduta, appunto, da Milena Petrarca con l’attiva partecipazione di valenti personalità campane.

Va ricordato che Milena Petrarca, pittrice, poetessa, presidente DILA Regione Campania ed opinionista di Il Dispari, è la vincitrice del premio internazionale di Arti grafiche “Otto milioni” 2017 con l’opera “Le Due Muse dell’Arcobaleno” presentata al Museo delle Culture di Milano (MUDEC) in occasione del Bookcity 2017 #BCM17.

Il suggestivo dipinto è anche la copertina dell’antologia Penne Note Matite edita da Il Sextante di Mariapia Ciaghi a cura del sottoscritto e di Roberta Panizza con la collaborazione di Silvana Lazzarino.

Complimenti da parte nostra anche ai fratelli di Milena, Rita Gemma, Pasqualina, Anna Maria, Giovanna, Alessandro, Alberto, Elisa Petrarca, ed alla nipote Marilù Panetty che ha partecipato all’evento con grande animosità.

Il Dispari 20190708 – Redazione culturale

Targa villetta Maria Panetty in Petrarca

Il Dispari 20190708 – Redazione culturale

Milena Petrarca don il cantante lirico Giuseppe Scognamiglio

Il Dispari 20190708 – Redazione culturale

Maria Panetty Petrarca premiata dal sindaco di Pozzuoli Peppino Artiaco

Il Dispari 20190708 – Redazione culturale

Milena con il pittore Antonio Isabettini

Il Dispari 20190708 – Redazione culturale

Premio Magna Grecia con L’assessore alle pari opportunità Teresa Stellato

Il Dispari 20190708 – Redazione culturale

Tutta la famiglia Petrarca con amici e parenti

Editoriale

“Promo uno” di Bruno Mancini – Nona puntata.

Continuiamo a pubblicare, in anteprima e in ordine alfabetico, tutte le poesie inserite in “Promo uno” che è un’antologia composta da 52 poemi tratti da tutte le raccolte edite da Bruno Mancini: Davanti al tempo (1964); Agli angoli degli occhi (1966); Segni (1988); Sasquatch (2000); La sagra del peccato (2006); Incarto caramelle di uva passita (2007); Non rubate la mia vita (2008); Io fui mortale (2010); La mia vita mai vissuta (2013); Non sono un principe (2014).

Dalla raccolta “Erotismo, sì!”
Essere donna non basta

Essere donna non le dà pace
quando è la strada che attizza
il suo “per ora”
nembo che sbuca e offusca
tra filiformi steli di ginestre apparsi,
arditi nel lembo in basso
del suo torrione sulla rocca.

E lei vorrebbe fiato caldo tra la guancia e il collo,
mani indecenti a superare ostacoli
dalle ginocchia
al breve tratto dove concentra osceni paradisi,
osceno e paradiso.
Il ruvido pigiare sul suo perduto senso del reale.

Enfasi immacolata
sbaraglia il trucido bivacco,
ma lei non gode.

Dalla raccolta “Davanti al tempo”

Fingiamoli coriandoli
questi brandelli di giorni
stelle filanti
queste ossessioni di vano.

Dalla raccolta “La mia vita mai vissuta”
Gilda
L’unica!

Forte fracasso,
nella stagione onnivora
del “Forse voglio”.
Andavo a braccia alzate
scalzo,
occhi nel manto
di nebbie, di sorrisi e di ricordi,
pirata senza zaffi per Sirene.

E Gilda lì.

Cosciente d’incoscienza
l’amore si degnava di aspettare

TWITTERONE

1) L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, come avevamo anticipato su queste colonne, ha perfezionato l’apertura di una Sede operativa in Messico e precisamente all’indirizzo: Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA c/o Cecilia Salaices – Calle: S-6 #517 Col. Metroplex, Apodaca N,L – Cp. 66600 – México.
Affidata alla Presidenza di Cecilia Salaices, alle Vicepresidenze di Angela Maria Tiberi e di Milena Petrarca, alla Direzione Artistica di Milena Petrarca, la Sede messicana si adopererà affinché venga dato risalto (non solo in Italia e in Messico ma anche in tutte le altre nazioni dove DILA è presente con suoi ambasciatori) agli Artisti, alle Associazioni e tutti coloro che manifestino l’intenzione di proporre se stessi e/o le loro opere in prodotti editoriali e in eventi che evidenzino, con forza e con chiarezza, principi di amicizia e di collaborazione tra le comunità artistiche, culturali e sociali dell’Italia e del Messico.

2) Alcuni settori di DILA sono attualmente impegnati nella definizione dell’apertura di una nuova Sede operativa in Gran Bretagna. Salvo imprevisti tale progetto sarà realizzato già prima della fine dell’estate.

3) Edgars Umbraško, presidente dell’associazione degli ebrei di Jelgava, ha ben volentieri accettato da parte dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” l’ opera d’arte “The Myth” di Liga Sarah Lapinska e l’antologia “Da Ischia sempre poesia” sponsorizzata dall’Istituto Agostino Lauro e contenente le opere poetiche finaliste del Premio “Otto milioni”.
Auguriamo a Edgars Umbraško i migliori successi per le sue attività sociali e culturali.

Edgars Umbraško

Edgars Umbraško con antologia Da Ischia sempre poesia

Il Dispari 20190701 – Redazione culturale

Il Dispari 20190701

Bruno Mancini |Editoriale
DILA allarga la famiglia: ecco Liliana Manetti

Nasce a Roma nel 1980, è laureata in filosofia.
Ha pubblicato la raccolta di poesie intitolata “L’ultima romantica”, la silloge intitolata “Il fiore di loto. Stroria di una rinascita” con prefazione della poetessa Michela Zanarella, e un’altra silloge, sempre di poesie, intitolata “La mia Arpa”, dove la “mia arpa” è l’espressione della sua anima che lei mette a nudo.
Insieme alla sua amica Selina Giomarelli ha dato alle stampe un libro fantasy: un’avventura tutta da scoprire, un libro tra sogno, realtà e fantasia.
Ha partecipato con le sue liriche a numerose antologie poetiche.

Ha sempre amato la letteratura e la filosofia classica, ma è rimasta affascinata comunque dalla filosofia medievale, illuminista e romantica specialmente per i periodi di rottura, le rivoluzioni e i cambiamenti nei diversi ambiti.
Di Lei afferma che «Sono rimasta sorpresa di quanto la mia anima sia ancorata al romanticismo ma anche agli argomenti di attualità e in modo particolare alle tematiche riguardanti il sociale come l’emancipazione femminile.
Infatti la mia ultima pubblicazione è un romanzo d’amore e d’emancipazione femminile intitolato “Shabnam. La donna che venne da lontano”, edito con prefazione dello scrittore e critico letterario Lorenzo Spurio.
Il romanzo, oltre ad essere la narrazione di un amore, è incentrato su temi sociali e di forte attualità come l’emancipazione femminile ed affronta anche tematiche come il razzismo.
Attualmente sto lavorando ad un nuovo testo “La nuova favola di Amore e Psiche”, che tratta il moderno, i giorni nostri, attraverso l’antica favola di “Amore e Psiche” di Apuleio.»

Liliana Manetti è redattrice e responsabile colloqui del programma radiofonico Live Social in onda su Radio Roma Capitale 93.OO FM.
Collabora come redattrice con i blog dell’ufficio stampa Sara Lauricella, uno dei quali è intitolato “Differevent”, inviando articoli di carattere culturale.
Allo stesso modo è redattrice anche presso il giornale “Abitare a Roma” del poeta ed editore di Cofine, Vincenzo Luciani, inviando sempre articoli di carattere artistico e culturale.
Inoltre, è collaboratrice sia dell’Accademia Internazionale La Sponda e sia di “La Sponda”, rivista cartacea anch’essa prettamente di carattere artistico.
Liliana Manetti sarà una delle firme presenti con proprie opere poetiche nell’antologia “Magari un’emozione” che DILA ha in corso di pubblicazione e che sarà presentata al prossimo Bookcity di Milano.
Innamorata folle dell’isola d’Ischia ha dedicato la poesia “Ninfee” ai giardini “La Mortella” di Forio. La poesia, che qui di seguito vi presentiamo in anteprima assoluta, farà parte dell’Antologia “Magari un’emozione”.
Benvenuta Liliana nell’Associazione DILA e nella Redazione culturale di IL DISPARI.

Ninfee.

Ho visto ninfee…
nel parco dell’Amore
in un laghetto dove l’acqua zampillava giocosa
da fontane generose
ed il mio cuore puro
si è specchiato
come Narciso nell’acqua limpida
perché Narciso sono
e tutta la mia anima bella
brulica di purezza e d’Amore!
Il mio canto è’ solo quello
un canto di puro Amore…
e così capii che quei fiori mi assomigliavano tanto…

Dedicato al parco della Mortella di Ischia.

Il Dispari 20190701 – Redazione culturale

Il Dispari 20190701 – Redazione culturale

Il Dispari 20190701 – Redazione culturale

Il Dispari 20190701 – Redazione culturale

La pittrice serba Mirjana Milanovic è la vincitrice del Premio di Arti grafiche “Otto milioni” 2019

Si è concluso il ciclo di votazioni (web + coupon + quattro Giurie DILA) che è servito a comporre la classifica finale delle opere di Arti grafiche iscritte al Premio “Otto milioni” 2019.
Le opere iscritte sino state 184 provenienti da 32 Nazioni, le opere finaliste sono state 36 i voti espressi sono stati 11.080.

In questa pagina mostriamo le opere classificate ai primi cinque posti che saranno inserite nell’antologia “Magari un’emozione”, la cui presentazione avverrà durante uno degli eventi organizzati da DILA nell’ambito della manifestazione internazionale Bookcity Milano 2019 (13-17 novembre 2019) #BCM19 promossa e realizzata dall’Assessorato alla cultura del comune di Milano insieme alle prestigiose fondazioni Corriere della Sera, Giangiacomo Feltrinelli, Umberto e Elisabetta Mauri, Arnoldo e Alberto Mondadori, con il coordinamento del programma affidato a Elena Puccinelli

Nelle prossime settimane pubblicheremo note informative relative ai primi classificati.
Auguri e complimenti a tutti i partecipanti.
INFO: emmegiischia@gmail.comhttps://www.emmegiischia.com/wordpress/classifica-finale-premio-arti/

Il Dispari 20190701 – Redazione culturale

Il Dispari 20190701 – Redazione culturale

Mirjana Milanovic

Il Dispari 20190701 – Redazione culturale

1° AG28 Mirjana Milanovic 2 – Serbia – Punti 1967. Opera vincitrice del premio di Arti grafiche “Otto milioni” 2019 ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

CLASSIFICA FINALE

1° AG28 Mirjana Milanovic 2 – Serbia – Punti 1967
2° AG35 Valerien Bressy 2 – Italia – Punti 1023
3° AG21 Maurizio Pedace 1 – Italia – Punti 819
4° AG02 Aleem Uddin Arts 1 – India – Punti 697
5° AG17 Liga Sarah Lapinska 2 – Lettonia Ebrea – Punti 669

AG28 Mirjana Milanovic 2 45 1662 80 80 100 1967
AG35 Valerien Bressy 2 109 554 80 80 200 1023
AG21 Maurizio Pedace 1 59 60 300 400 819
AG02 Aleem Uddin Arts 1 94 103 100 400 697
AG17 Liga Sarah Lapinska 2 99 70 300 200 669
AG23 Milena Petrarca 1 48 100 100 400 648
AG25 Milena Petrarca 3 71 90 300 40 501
AG34 Valerien Bressy 1 155 40 80 80 355
AG16 Liga Sarah Lapinska 1 102 39 100 80 321
AG05 Dita Dīķe 2 83 80 80 30 273
AG09 Flora Rucco 54 37 80 70 241
AG06 Dita Dīķe 3 89 50 80 20 239
AG04 Dita Dīķe 1 86 80 50 20 236
AG37 Valerien Bressy 3 20 100 80 20 220
AG19 Liga sarah Lapinska 4 109 40 50 199
AG27 Mirjana Milanovic 1 34 50 80 20 184
AG22 Maurizio Pedace 2 31 60 60 30 181
AG15 Larachiche Mohamed 2 100 37 30 167
AG10 Frank W. Tansey 1 122 37 159
AG26 Milena Petrarca 4 56 80 20 156
AG07 Einars Repše 115 38 153
AG31 Yuri Serebryakov 40 90 20 150
AG14 Larachiche Mohamed 1 40 37 50 10 137
AG01 Aldo Gallina 84 50 134
AG13 Janis Drozdovs 2 26 50 50 6 132
AG36 Janis Drozdovs 1 31 50 50 131
AG11 Frank W. Tansey 2 30 40 50 120
AG18 Liga Sarah Lapinska 3 44 70 114
AG08 Ēriks Bāris 66 37 103
AG38 Valerien Bressy 4 52 50 102
AG03 annullato 0 100 100
AG24 Milena Petrarca 2 39 40 79
AG12 Guna Oškalna Vējiņa 39 35 74
AG29 Nadeem Ansari 7 40 16 10 73
AG32 Zhayna Ilyasova 1 9 50 10 69
AG20 Marcos Robson Mota 20 38 58
AG30 Simasilver Konya 8 50 58
AG33 Ritirato 0 38 38
TOT 2216 2216 2216 2216 2216 11080

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1) L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, come avevamo anticipato su queste colonne, ha perfezionato l’apertura di una Sede operativa in Messico e precisamente all’indirizzo: .
Affidata alla Presidenza di Cecilia Salaices, alle Vicepresidenze di Angela Maria Tiberi e di Milena Petrarca, alla Direzione Artistica di Milena Petrarca, la Sede messicana si adopererà affinché venga dato risalto (non solo in Italia e in Messico ma anche in tutte le altre nazioni dove DILA è presente con suoi ambasciatori) agli Artisti, alle Associazioni e tutti coloro che manifestino l’intenzione di proporre se stessi e/o le loro opere in prodotti editoriali e in eventi che evidenzino, con forza e con chiarezza, principi di amicizia e di collaborazione tra le comunità artistiche, culturali e sociali dell’Italia e del Messico.
2) Alcuni settori di DILA sono attualmente impegnati nella definizione dell’apertura di una nuova Sede operativa in Gran Bretagna. Salvo imprevisti tale progetto sarà realizzato già prima della fine dell’estate.
3) Da Ischia L’Arte – DILA sarà tra i principali collaboratori di Vincenzo Caccamo (Presidente dell’Associazione Nuovo Cenacolo della Poesia) per l’organizzazione e la realizzazione della kermesse “Incontriamoci ad Aprilia” che si svolgerà il prossimo 7 luglio presso la biblioteca Manzù di Aprilia. Invitandovi a questo evento, ne scriveremo con dovizia di particolari in una delle prossime settimane.

Il Dispari 20190624 – Redazione culturale

 

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