Venezia: in concomitanza con il Festival un evento per il cult movie ”Lo chiamavano Trinità”

Venezia: l’evento culturale   “Lo chiamavano Trinità” Racconti da una magia. (1970/2020)” si svolge l’ 11 Settembre 2020 presso il Ca’ Sagredo Hotel *****L, nella sala della Musica

   A Venezia, nello storico e prestigioso Ca’ Sagredo Hotel *****L, di cui è direttore Generale la Dott.ssa Lorenza Lain, da non perdere l’appuntamento che si svolge presso la dorata Sala della Musica  per celebrare  i 50 anni del cult movie “Lo chiamavano Trinità”  l’11 Settembre 2020 con inizio alle ore 19.00.

Venezia evento per celebrare i 50 anni del film Lo chiamavano Trinità

L’evento culturale “Lo chiamavano Trinità” – Racconti da una magia  (1970/2020”, sotto  l’egida morale della Città di Venezia, in collaborazione con l’Associazione Veneziana Albergatori e l’Associazione culturale Occhio dell’Arte APS.che si svolge in concomitanza con il festival di Venezia, permetterà a quanti si prenoteranno di incontrare e ascoltare dal vivo ospiti d’eccezione, legati indissolubilmente a quell’indimenticabile successo internazionale: lo sceneggiatore, regista e scrittore Marco Tullio Barboni ( figlio di quell’ Enzo Barboni/ E. B. Clucher, che Trinità lo scrisse e lo diresse, inaugurando  una pagina indimenticabile del nostro Cinema) e il produttore cinematografico, sceneggiatore e regista Giuseppe Pedersoli (figlio di quel Carlo Pedersoli/Bud Spencer amatissimo protagonista nello Sport prima e nel Cinema poi). I due figli d’arte tra ricordi, fotografie e qualche pillola video saranno intervistati dalla giornalista e Presidente dell’Occhio dell’Arte APS Lisa Bernardini, che coordinerà una narrazione-testimonianza della profonda amicizia dei rispettivi padri, continuata poi nella generazione dei figli.

Nel film, ricordiamo che Terence Hill è l’eponimo Trinità, scanzonato pistolero vagabondo, che, riunitosi al fratello fuorilegge interpretato da Bud Spencer, si trova inaspettatamente preso tra le mire dell’avido proprietario terriero Hartmann e la comunità di pacifici mormoni che ne ostacolano i piani. Invaghitosi delle belle figlie del capo della comunità, Trinità decide di prendere le parti dei religiosi; ne segue una serie di situazioni tipiche del genere, tra colossali mangiate e scazzottate, a creare un formato dal grande successo di pubblico, fino a oggi.

Marco Tullio Barboni svelerà aneddoti nascosti legati al set e vissuti in prima persona, perché esordì appena diciottenne in qualità di secondo aiuto regista. Racconterà dettagli, particolari, episodi di quel Film che sono sconosciuti al grande pubblico poiché relativi al back stage, e descriverà l’importanza magica di alcuni incroci del caso che hanno portato alla creazione di un amatissimo capolavoro di Cinema famoso ovunque sin dagli esordi.  Giuseppe Pedersoli, dal canto suo, svelerà aspetti pubblici e privati dell’amato padre, descrivendone il carisma ed il carattere sfaccettato da uomo imprevedibile e dal temperamento affascinante, dotato per natura di prestanza fisica e talento, celebrato con affetto in ogni parte del mondo.

“Lo chiamavano Trinità” ha rappresentato l’esordio del celebre duo Bud Spencer/Terence Hill, voluto dall’intuizione di Italo Zingarelli che produsse il copione rifiutato per mesi dagli altri produttori, prevedendo per primo il potenziale popolare della formula “western + cazzotti = risate”. In quel set tutto funzionò alla perfezione: dagli attori, ai costumi, dai trucchi alle controfigure, per non parlare della colonna sonora di un allora esordiente Franco Micalizzi.   Ad accogliere gli ospiti nella sontuosa cornice della dorata sala della Musica saranno l’Assessore della Città di Venezia Simone Venturini e il Console Onorario dell’Uruguay a Venezia Claudio Scarpa, nonché Delegato per il Veneto del Grupo Consular de America Latina che ha patrocinato l’importante iniziativa. Tra il pubblico, presenzieranno anche un’altra figlia di Bud, Diamante Pedersoli, nella vita apprezzato architetto ed interior design, e la produttrice Gaia Gorrini (che di Bud è nipote). Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.

Ringraziamenti per il supporto morale, tecnico e mediatico all’ Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi, all’ Associazione Compositori Musica per Film, all’eccellenza imprenditoriale italiana Damiana Fiorentini Gioielli, a Colonne Sonore – in particolare  a Massimo Privitera e ad Andrea Rurali (Direttore di Cineavatar) – e a Gp Magazine.

Silvana Lazzarino

“Lo chiamavano Trinità”

 Racconti da una magia. (1970/2020)”

Ca’ Sagredo Hotel *****L, Campo Santa Sofia 4198/99 – Ca’ D’Oro. Venezia

Ingresso libero con reservation obbligatoria

evento in linea con le disposizioni anti-Covid

modalità di prenotazione: scrivere a  casagredo@casagredohotel.com  (oppure telefonare a +39 041 2413111

 

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Premio letterario Internazionale Montefiore 10a edizione

 Premio letterario Internazionale Montefiore patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Montefiore Conca. Il premio è alla sua 10a edizione.

Organizzato dall’Associazione Culturale Pegasus di Cattolica, è uno dei maggiori premi popolari italiani. La Kermesse si occupa di rilanciare la cultura letteraria stimolando la creatività dei giovani e dei meno giovani, nonchè di scoprire nuovi talenti, occupandosi al contempo di celebrare coloro che negli anni si sono particolarmente distinti in campo culturale.  La cerimonia di premiazione si terrà Domenica 26 settembre alle ore 15.00 presso il Teatro Malatesta di Montefiore Conca. Oltre a giovani autori e a case editrici emergenti, partecipano alla competizione grandi marchi editoriali.

Premio letterario internazionale Montefiore, Michele Cucuzza

Il premio è stato più volte menzionato su giornali a tiratura nazionale e su giornali esteri, tra i quali il celebre “Voice of America” a cura di Lino Manocchia, rinomato giornalista americano di origine italiana.

La cerimonia, alla quale parteciperanno autori provenienti da vari paesi del mondo, vedrà la presenza di autorità e sarà ricca di ospiti.

Special guest di questa edizione il giornalista e conduttore tv  Michele Cucuzza, che nell’occasione ritirerà materialmente il prezioso riconoscimento assegnatogli in occasione della 12^ edizione del Premio letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards, ancora non ritirato per motivi legati al lockdown che ha bloccato per mesi gli eventi pubblici : ricordiamo che tra i premi speciali fuori concorso, a  Michele Cucuzza è andato nell’occasione quello di The Book of the year  con “Fuori dalle Bolle” (Armando Curcio editore).

Vincitrice della kermesse Premio Montefiore ed. 2020 è Claudia Provenzano con l’opera Figli mancati (Armando Curcio editore), mentre il Premio della critica va al regista e scrittore Filippo De Masi con l’opera Che fantastica storia è la vita, ai fratelli Damiano e Margherita Tercon rispettivamente cantante lirico e autrice televisiva (Italia’s Got Talent) con l’opera Mia sorella mi rompe le balle (Mondadori). E allo scrittore spagnolo Manuel Gonzalo Sanchez Gomez con l’opera in lingua Operacìon Hispanic, edito da Europa ediciones.

Tra i premiati della giuria l’eurodeputato Marta Vincenzi con il saggio La promessa della sicurezza, mentre nei premi speciali spicca quello per meriti letterari al Prof. Lodovico Balducci (tra i padri della Geriatria oncologica negli Usa, residente a Tampa in Florida). Questo e molto altro, per una manifestazione letteraria tra le più apprezzate in Italia, che vuole inaugurare con questo happening pubblico una ripartenza post covid attenendosi a tutte le condizioni di sicurezza previste dalla legge.

Info a www.premiomontefiore.it

  Ufficio Stampa

Associazione Pegasus

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Marco Tullio Barboni ospite d’onore alla Rassegna” I magnifici quattro”

Marco Tullio Barboni ospite d’onore a Castelfranco Emilia alla Rassegna” I magnifici quattro”

Sulle orme della sua famiglia che ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’Autore, Marco Tullio Barboni, con passione e impegno, si è dedicato a questa straordinaria arte come sceneggiatore e regista. Lo zio Leonida magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani, ed il padre Enzo cineoperatore, direttore della fotografia e regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher autore di film western, lo hanno stimolato fin da bambino a frequentare i set ricoprendo ruoli di comparsa come nelle lavorazioni della “Baia di Napoli”, in “Beh Hur”, “Barabba”, “Un treno per Durango” e “Django”.

Marco Tullio Barboni

Dopo l’esordio in qualità di aiuto regista in “Lo chiamavano Trinità”, Marco Tullio Barboni, si dedica alla sceneggiatura scoprendo una straordinaria capacità nel cogliere e analizzare contesti e tessuto umano e sociale sottolineando le sfumature delle emozioni. La sua fama è legata a film di grande risalto internazionale interpretati da Bud Spencer e Terence Hill e all’indimenticabile filone degli spaghetti western. La sua professione lo ha portato a viaggiare per mezzo mondo acquisendo esperienze formative indimenticabili che lo hanno portato a soffermarsi su diversi aspetti dell’esistenza riflettendo su sentimenti e passioni che lo hanno poi portato alla scrittura letteraria.

Marco Tullio Barboni è tra gli ospiti della rassegna in programma a Castelfranco Emilia; “I magnifici quattro”, dedicata ad grandi successi del cinema italiano che hanno saputo lasciare una traccia indelebile nella storia del grande schermo. La prima serata della prestigiosa rassegna che si svolgerà il 6 agosto alle ore 21.30 in Piazza Garibaldi lo vedrà quale ospite d’onore.

Siamo contentissimi di dare il via a questa iniziativa che rappresenta la risposta dell’Amministrazione all’obiettivo di avere una piazza ‘viva’ anche ad agosto” ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Rita Barbieri, sottolineando come “queste serate rappresentino una concretizzazione della risposta al desiderio di stare insieme anche nel dopo covid19, con una grande valenza emozionale. La nostra è una realtà sempre più viva, anche nel suo cuore pulsante: attraverso queste iniziative, attraverso la condivisione di capolavori del cinema italiano e anche grazie alla partecipazione di ospiti straordinari come Marco Tullio Barboni, tutto assume un prezioso valore aggiunto”.

Negli ultimi anni Marco Tullio Barboni è diventato un apprezzato e pluripremiato scrittore, i cui libri hanno riscosso consensi di pubblico e critica.

Sotto i riflettori, in compagnia di Marco Tullio, il 6 agosto ci sarà quell’indimenticabile cult movie, firmato dal celebre padre dal titolo “Lo chiamavano Trinità“, che proprio in questo 2020 spegne il traguardo delle 50 candeline.  All’epoca, Marco Tullio ricoprì il ruolo di secondo aiuto regista a soli 18 anni, a fianco del genitore, che senza ombra di dubbio possiamo annoverare tra i più grandi registi del cinema del nostro Paese.

Sono veramente onorato e felice di poter partecipare a questa bella iniziativa perché” – ha dichiarato Marco Tullio Barboni –  “questa serata è innanzitutto un bell’ omaggio a mio padre, ma è anche l’occasione per poter condividere con il pubblico, trasversalmente, tanti ricordi e soprattutto tanti aneddoti legati non solo a questo film, ma anche al cinema italiano più in generale, ai suoi magnifici protagonisti, dagli attori ai registi, dagli sceneggiatori ai macchinisti, dagli scenografi ai doppiatori fino agli stuntman. Quello italiano, infatti, è un grande cinema divenuto tale grazie allo straordinario mix tra artisti di rara bravura e grandi professionalità. Così come è stato per ’Lo chiamavano Trinità”.

Durante la serata, Barboni sarà al centro di una lunga intervista condotta dal giornalista Gigi Zini, dove si racconterà prendendo idealmente il pubblico per mano e portandolo proprio sul set attraverso la descrizione del “dietro le quinte” e il racconto di tantissimi aneddoti.

L’happening sarà ad ingresso gratuito, ma – nel rispetto delle vigenti normative in materia di contrasto al potenziale contagio da Covid19 – con prenotazione obbligatoria al link  https://www.eventbrite.it/e/biglietti-i-magnifici-quattro-cineincitta-lo-chiamavano-trinita-115692454245   e fino ad esaurimento posti.

Grande successo hanno riscosso i due romanzi di Marco Tullio Barboni : “…. E lo chiamerai destino” (Edizioni Kappa) dove di riflesso si parla dell’uomo sospeso tra conscio e inconscio e dell’eterno conflitto tra consapevolezza e inconsapevolezza e “A spasso con il Mago. Merlino e io” dove rivive sotto forma di sogno il suo legame con il suo adorato cane Merlino che è venuto a mancare. Riguardo questo secondo romanzo (pubblicato nel 2017 con la casa editrice Viola) da poco uscito per l’editore Paguro con una grafica totalmente nuova ed una cornice decisamente accattivante, si ripercorre, attraverso una passeggiata onirica in linea con quella che ogni sera facevano Marco Tullio e Merlino per tutto il tempo vissuto insieme, la vicenda incantata che commuove e fa riflettere, aiutando a ritrovare nel sogno lucido della narrazione un legame che a tutti gli effetti appartiene al mondo puro dell’Amore. Così i due protagonisti dialogano lasciando emergere verità non dette e stati d’animo rimasti silenti nel tempo,

Tra i premi e riconoscimenti ricevuti cda Marco Tullio Barboni con questo secondo romanzo citiamo: il Premio Speciale della Giuria al Pegasus Literary Awards Città di Cattolica, il Premio letterario Milano International nel 2018 ed  il  Premio Letterario Caffè delle Arti nel 2019. Da segnalare anche il prestigioso Premio Apoxiomeno 2017 a Firenze nella categoria Tv e Cinema.

Silvana Lazzarino

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Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200420

Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Editoriale

Questa settimana abbiamo il piacere di presentarvi, in anteprima, la copertina della prossima Antologia di Arti Varie “Arte Altrove“, Made in Ischia, contenente, tra l’altro, opere finaliste delle sei sezioni della nona edizione del Premio internazionale “Otto milioni“.

L’opera grafica che da forma alle copertine è stata realizzata, e gratuitamente messa a nostra disposizione, dall’Artista di chiara fama Jaeanfip (che ringraziamo moltissimo) del quale potrete visualizzare, valutare ed acquistare i dipinti collegandovi alla pagina a lui dedicata nel sito di riferimento dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

https://www.emmegiischia.com/wordpress/jeanfilip/

Sono state essenziali per la buona riuscita del volume le collaborazioni con questa testata giornalistica diretta da Gaetano Di Meglio, con la Casa editrice Il Sextante di Mariapia Ciaghi e con il suo magazine trimestrale “Eudonna”, con l’Associazione algerina AIDA di Dalila Boukhalfa, con la poetessa pittrice e traduttrice lettone Liga Sarah Lapinska, e con tutti i Soci e i Presidenti delle sedi DILA attive nelle Regioni italiane e in varie Nazioni del mondo tra i quali meritano una segnalazione speciale Roberta Panizza, Maria Luisa Neri, Angela Maria Tiberi, Milena Petrarca, Roberto Prandin, Adriana Iftimie Ceroli, Domenico Umbro, Silvana Lazzarino, Lucia Fusco, Liliana Manetti, Paola Occhi, Chiara Pavoni… e certamente ne dimentico qualcuno.

Gli Artisti ischitani potranno chiedere di far parte dell’antologia scrivendo a

emmegiischia@gmail.com

entro e non oltre il prossimo 30 aprile.

Il libro verrà presentato alla nona edizione del BookCity in programma a Milano dall’11 al 15 novembre 2020.

Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200420Il Dispari 20200420

 

Dalla raccolta di poesie “Non sono un principe”
(2012 – 2014) di Bruno Mancini:

Adesso

Manca solo un rito woodoo,
ogni mattina scrutare
nel controluce dei contrasti
il volo di uccelli pavoni,
attendere per coito fertile
configurazione astrale,
spargere sale
e ciabattare con un rosario in mano.

Manca l’ultimo anello
dalla follia alla scemenza.

Pelle disidratata da pianti inutili,
scoppiano i timpani
ai canti di sirene,
il neologismo “Amore”
è solo una carezza sulla gota.

Sarebbe giusto chiudere,
adesso,
al manto di luna che offusca le stelle,
il cerchio dei misteri
– superstizioni
pietosi inganni –
con l’unico miracolo possibile:
“Serenità”.

Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Twitterone

1) Da Liga Sarah Lapinska

Ho regalato a Tomas Fernandez (finalista dei nostri premi di Arti varie ed inserito nell’ antologia Made in Ischia “Una pagina, un emozione”), pittore spagnolo della città Jaen, una delle mie opere d’arte – un disegno intenso “The Spirit of Meadow“-, seguendo la tradizione che ho di dedicare le mie opere ad artisti interessanti come personalità umana e le cui attività artistiche siano particolarmente gradite all’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA“.
Lui è un Artista talentuoso con un suo stile originale.
Per il conto di DILA e da me stessa ti auguriamo tanto successo Tomas!

2) Da Liga Sarah Lapinska

Ilze Zeimule- Stepanova, una dalle Artiste finaliste del nostro premio di Arti varie “Otto milioni“, ha ricevuto tramite me, per conto di DILA, la rivista “Eudonna” edita da Mariapia Ciaghi, l’antologia “Da Ischia, sempre poesia” e la nostra antologia più recente “Magari un emozione!” nella quale è stata pubblicata una sua poesia insieme ad altre narrative, recensioni e opere di Arti grafiche provenienti da tutto il mondo.
Inoltre, Ilze ha dimostrato di essere anche una saggia giornalista.
Grazie dell’intervista, cara Ilze!
Questa giovane e bella lady ed attrice ha due figlie alle quali auguriamo tutto il bene!

Il Dispari 20200420 – Redazione culturale DILA

Ilze Zeimule- Stepanova

Ilze Zeimule- Stepanova

Liga Sarah Lapinska

Liga Sarah Lapinska

Tomas Fernandez

Tomas Fernandez

 

Il Dispari 20200406 – Redazione culturale DILA

Questa è la mia preghiera laica, epitaffio per coloro che sono morti e continuano a morire nella solitudine imposta dalla pandemia di coronavirus COVID-19.

Il Dispari 20200406

Il Dispari 20200406 – Redazione culturale DILA

Editoriale 

Dedicato a tutti coloro che sono morti senza un abbraccio

Dalla raccolta di poesie

“Non rubate la mia vita”

(2005 – 2007) di

Bruno Mancini

Quando sarò pensiero

Quando sarò pensiero
su cigli di visioni
dagli orizzonti nitidi
verso stele di mie antiche iscrizioni,
oppure anche
il tempo in cui sarò passione
nel buio ottuso
per lunghi sguardi amorosi
lasciati illanguidire dalle mie tristezze,
di certo o forse
il giorno che sarò ricordo
tra vociare arruffato
di vecchi amici alticci
sulle note matte delle mie sortite,
non posso, voglio,
quando sarò pensiero,
quando sarò pensiero
la docile coerenza
strappata a mani unite
dai cesti di delizie
per gli epigrammi delle tue certezze,
non posso, voglio,
il tempo in cui sarò passione,
il tempo in cui sarò passione
la mascherata tenerezza
oltre effimere apparenze
di abbracci mafiosi
interrata sotto il magna del tuo vulcano,
non posso, voglio,
il giorno che sarò ricordo,
il giorno che sarò ricordo
il giorno voglio
il nostro giorno voglio
intero
dal primo all’ultimo minuto
dal primo all’ultimo sorriso
dal primo all’ultimo tuo bacio.

Il Dispari 20200406 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200330 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200330

Il Dispari 20200330 – Redazione culturale DILA

Editoriale

Dalla raccolta di poesie
di Bruno Mancini
“Davanti al tempo” (1960 – 1963)

Vivi e morti

La morte su quel colle
stette in agguato un’ora.

“La morte è su quel colle.”
“La morte è tra quei vivi.”

La morte fu sul colle
la morte fu tra i vivi;
ma morti son quei vivi
che temono la morte.

————————-

Dalla raccolta di poesie
di Bruno Mancini
“La mia vita mai vissuta”
(1990 – 2014)

Verticalizza il vertice

La mezzanotte
inizio e fine d’astrusi pudori
(quando pareva fosse l’ora dei vampiri,
l’ultimo rintocco per Cenerentola in fuga,
il bang di un nuovo giorno),
verticalizza il vertice
dei suoi sgomenti inutili,
magari, forse, perché no,
spugnati
nelle paludi dell’indifferenza.

Contorno, cornice,
dove siete?

——————————-

Dalla raccolta di poesie
di Bruno Mancini
“La mia vita mai vissuta”
(1990 – 2014)

Volteggio

Volteggio
arrotolato in un tutù che non mi dona
– il rosa pallido del tulle e le scarpette bianche –
seguendo
melliflua sdolcinata
sviolinata
“Oh, com’è bello il ballo del mio cigno!”.
Intanto
il vento di ponente
ha sbrindellato stoppini e maschere
– sconvolge e ricompone –
superbo
nel moto andante-maestoso
sipari-nuvole
di stelle e di galassie.

Ho smesso d’essere clessidra,
ma non sarò batacchio in dondolo
per indicare l’ora di un cucù.

Liliana Manetti | Intervista Antonio Spagnuolo in esclusiva per il Dispari

Antonio Spagnuolo, nato a Napoli, poeta e saggista, si è dedicato sin dal 1953 alla ricerca poetica con riscontri critici di notevole interesse.
Già dal 2010 ha partecipato attivamente ai progetti culturali Made in Ischia di Bruno Mancini e di Roberta Panizza pubblicando alcune sue poesie nell’antologia “Ischia, mare e poesia”
http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/ischia-unisola-di/11280350?showPreview

È autore di numerosi volumi di poesia, quasi tutti premiati.
Redattore negli anni 1957-1959 della rivista “Realtà” (diretta da Lionello Fiumi e Aldo Capasso), ha fondato e diretto negli anni 1959-1961 il mensile di lettere e arti “Prospettive letterarie”.
Condirettore della rivista Iride negli anni 1975, fondatore e condirettore della rassegna “Prospettive Culturali” negli anni 1976-1980, ha fatto parte della redazione del periodico “Oltranza” negli anni 1993-1994.
Nel 2007 ha realizzato la Antologia di poeti contemporanei “Da Napoli/verso” (Editore Kairòs), presentando giovani autori al fianco di una scelta schiera di storicizzati.
Collabora con riviste di varia cultura.
L’amicizia ed il sodalizio con Giovanni Raboni negli anni ottanta sono determinanti per alcune sue scelte stilistiche.
È presente nella “Letteratura italiana” curata da A. Asor Rosa per le edizioni Einaudi.

D:- Come vive la sua passione per la poesia ora, e come la viveva all’inizio della sua carriera?

R:- La passione per la poesia è come una malattia, un morbo che si insinua nelle circonvoluzioni cerebrali e determina un continuo stato di ricerca.
La poesia nasce dall’inconscio e di conseguenza l’inconscio è il luogo della poesia.
Ogni momento sembra essere coinvolto nel ritmo e nella musicalità del verso, per cui qualsiasi sensazione riporta alla ricerca della parola.
Anche all’inizio, ricordo, la passione per la poesia mi stordiva quotidianamente, pur lasciando spazio alla elaborazione del mio bagaglio culturale.

D:- Nella sua poesia attuale c’è molto del ricordo di sua moglie e del vostro grande amore.
Quali opere attuali questo amore ha ispirato?

R:- Purtroppo mia moglie è morta improvvisamente otto anni fa, in pieno benessere.
Ella era una donna deliziosamente innamorata di me e la nostra unione ha avuto momenti sublimi sia sul piano sentimentale che nel rapporto carnale.
I tre ultimi volumi “Canzoniere dell’assenza”, “Istanti o frenesie”, “Polveri nell’ombra” sono un continuo poema in memoria di questa passione, che mi ha letteralmente coinvolto negli anni passati con Elena.
A giudizio dei critici la mia scrittura ha subito un notevole input creativo in tutti e tre i libri.

D:- Lei ha una produzione letteraria molto vasta: poesie, cofanetti per il teatro, antologie, romanzi.
A quale opera si sente più legato?

R:- La produzione che ho realizzato nella mia lunga carriera di scrittore è quasi tutta premiata e non posso dire con precisione a quale opera mi senta più legato.
Gli ultimi volumi sono per ogni autore sempre i “figli” preferiti, vuoi perché esprimono le più vicine espressioni, vuoi perché si cerca sempre l’avallo di nuovi e più preparati lettori

D:- Quale delle sue opere è stato il successo più riuscito?

R:- Il volume di poesia “Candida”, con prefazione del sempre compianto Mario Pomilio, pubblicato nel 1985, è il volume di svolta.
Con “Candida” la mia ricerca sperimentale aprì le porte per il mio “ingresso” nella Storia delle letteratura Italiana.

D:- Molte sue poesie sono state tradotte in francese, inglese, greco moderno, iugoslavo, spagnolo, rumeno, ungherese.
Ce ne vuole parlare?

R:- Con mia sorpresa in questi ultimi anni ho avuto richieste di traduzioni da varie parti, e naturalmente il mio orgoglio si impenna, ma io rimango un uomo modesto, umile, sempre alla ricerca della semplicità emotiva.

D:- Hanno parlato di lei grandi nomi della letteratura italiana: in particolare come si sono espressi nei suoi confronti Plinio Perilli, e Dante Maffia?

R:- Da più parti ho avuto il consenso di firme autorevoli.
A partire da Alberto Asor Rosa, che mi ospita nei suoi volumi Einaudi, molti hanno avuto parole di elogio che conservo con interesse e preziosità.
Dante Maffia nel volume “La poesia italiana verso il nuovo millennio” del 2001 scrisse fra l’altro “Anche quel che c’è di surreale in Spagnuolo assume una prospettiva reale e drammatica e riesce a darci la sensazione di trovarci costantemente dentro stanze ermeticamente serrate dove ciò che conta è l’impercettibile sussurro che ha voci neutre e sconcertanti.”
Plinio Perilli ha dedicato un volume saggio : “Come l’ombra di una nuvola sull’acqua” nel 2007, Carlangelo Mauro ha stilato un ampio saggio nel volume “Liberi di dire” nel 2017.

D:- Ci vuole accennare qualcosa sulla sua attuale collaborazione con la collana di poesia Le parole della Sybilla per Kairos editore?

R:- Con molto impegno cerco di scegliere qualche buon testo per le edizioni Kairòs, anche se purtroppo ormai siamo assaliti da pseudo poeti, vanagloriosi e poco preparati.
Molto interessante è anche il Blog “Poetrydream” che dirigo in rete, con il quale concedo ampio spazio alle novità editoriali in poesia.

D:- Quali sono i suoi progetti futuri?

R.- Alla mia età il futuro è un’incognita da buco nero.
Vorticosamente ingoia il tempo residuo e lascia il dubbio del compimento.
Non nascondo che addirittura mi sembra ridicolo parlare di futuro, ma la “poesia” ancora una volta mi provoca vertigini nel suo ritmo.
Un mio tentativo in questi mesi è la realizzazione del premio “L’assedio della poesia 2020”, per una poesia inedita in lingua italiana.
Senza tassa di lettura.
Ho avuto la partecipazione di una giuria eccezionale: Carlo De Cesare, Mauro Giancaspro, Maria Alessandra Masucci, Giorgio Moio, Ugo Piscopo, Pier Antonio Toma, Maurizio Vitiello, e presidente il sottoscritto.
Questa idea nasce sempre dal desiderio di contrastare alcune consorterie che qui in città ed in provincia gestiscono premiucci con tassa di lettura, scambiano segnalazioni e diplomi tra i membri delle stesse congreghe, e avviliscono la vera alta cultura.

Il Dispari 20200330 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200330 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200330 – Redazione culturale DILA

 

Sinfonia con l’Africa

Il Dispari

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Il Dispari 20200316 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200316 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200316

Il Dispari 20200316 – Redazione culturale DILA

BOOKCITY MILANO 2020

La grande festa partecipata dei libri, degli autori, dei lettori e dell’editoria.
Appello agli Artisti ischitani

Per il quinto anno consecutivo, l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” proporrà alcuni suoi eventi nel palinsesto di questa che è, nel suo genere, senza alcun dubbio la più prestigiosa manifestazione nazionale e una delle più rinomate in campo internazionale.

Prima di continuare questo articolo illustrando le più salienti caratteristiche organizzative e divulgative di #BCM2020, desidero rivolgere un appello/invito a tutti gli Artisti ischitani (scrittori, musicisti, poeti, attori, pittori ecc.) affinché colgano l’occasione che offriamo loro di far parte dei cast che andremo a presentare nelle importanti sedi milanesi messe a nostra disposizione dalla struttura organizzativa della manifestazione.

Affiancare Artisti ischitani al folto numero dei personaggi di livello internazionale che collaborano con DILA nella realizzazione degli eventi in programma rappresenterebbe, per gli Artisti, una apprezzabile passerella su un palcoscenico rilevante come è quello della città di Milano, e sarebbe un ottimo motivo di riflessione sulla vitalità e sulla bontà del Made in Ischia culturale affidato alla larga parte dei media che seguono con dovizia di informazioni e con costanza tutto ciò che fa parte e che ruota intorno alla manifestazione voluta dall’Assessorato alla cultura del Comune di Milano.

Il quotidiano Il Dispari di Gaetano Di Meglio, la Casa Editrice Il Sextante e il Magazine Eudonna di Mariapia Ciaghi, l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa e numerosissime altre Associazioni culturali hanno già data la loro disponibilità alla realizzazione degli eventi DILA in programma quest’anno.

Pertanto, la Redazione di questo giornale sarà lieta di ricevere le vostre proposte di adesione.
Potrete anche contattarmi alla e-mail dila@emmegiischia.com oppure telefonare al numero 3914830355 (tutti i giorni dalle 13 alle 23).

Ufficio stampa BOOKCITY MILANO 2020

Dall’11 al 15 novembre 2020 si terrà la nona edizione di BOOKCITY MILANO, manifestazione dedicata al libro, alla lettura e dislocata in diversi spazi della città metropolitana, che fin dalla prima edizione ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico.

È promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall’Associazione BOOKCITY MILANO, costituita da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.

L’Associazione BOOKCITY MILANO è presieduta da Piergaetano Marchetti e diretta da un Consiglio di indirizzo di cui fanno parte Carlo Feltrinelli, Luca Formenton, Piergaetano Marchetti e Achille Mauri.

La presidenza per l’edizione 2020 è stata affidata a Luca Formenton (Fondazione Mondadori).

Ai lavori dell’Associazione partecipa, in rappresentanza del Comune di Milano, l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Il successo dell’originalissima formula di BookCity Milano ha contribuito all’assegnazione nel 2017 a Milano della importante qualifica di Città Creativa UNESCO per la Letteratura.

BOOKCITY MILANO conferma il suo carattere di manifestazione aperta, diffusa, inclusiva, presente in tutto il territorio urbano e metropolitano, largamente partecipata.

Durante BookCity teatri, musei, scuole, università, palazzi storici, librerie, circoli e associazioni culturali, spazi pubblici ma anche case private e negozi testimoniano il loro amore per il libro e la lettura ospitando incontri, dialoghi, spettacoli, mostre, eventi le cui caratteristiche sono affidate alle scelte di chi ospita ed è ospitato.

BOOKCITY MILANO

coinvolge l’intera filiera del libro: editori grandi e piccoli, librai, bibliotecari, autori, traduttori, grafici, illustratori, blogger, studenti, professori, lettori occasionali o forti, di ogni età, così come chi alla lettura è stato sinora estraneo.
BookCity è ogni anno aperta a nuove adesioni e manifestazioni di interesse e si pone come momento di offerta di sapere, di informazione e come occasione di partecipazione critica.

BOOKCITY MILANO 2020

si articolerà dall’11 al 15 novembre in cinque giornate, di cui la prima ospiterà l’evento inaugurale e la seconda i progetti per le scuole, e avrà un centro, che resta il Castello Sforzesco, al quale si affiancheranno come di consueto numerosi Poli Tematici.

Non mancheranno gli appuntamenti di BookCity comincia in libreria, gli incontri di BookCity per il sociale, BookCity in Università, quelli nelle sedi periferiche e le letture di BookCity nelle case. Inoltre, dopo Dublino e Barcellona, continuano i gemellaggi con la rete delle città creative UNESCO: quest’anno sarà il turno della tedesca Heidelberg.

Nell’Anno Internazionale della Salute delle Piante, tema di questa edizione sarà l’ambiente, con #TerraNostra, un focus che vuole affrontare una tematica urgente e importante, centrale per la città di Milano e non solo.

Sospesi tra emergenze e speranze, abbiamo la responsabilità di scrivere un futuro bello e possibile per ciascuno di noi, per le future generazioni e per l’intero pianeta.
Questo racconto collettivo avrà nel rispetto per l’ambiente, per gli altri e per noi stessi i suoi capitoli più importanti.

Per il mondo del libro si preannuncia dunque una riflessione comune, partecipata e diffusa, proprio come nell’anima di BookCity, per leggere e scrivere insieme un nuovo rapporto con la #TerraNostra.

BOOKCITY MILANO,

oltre alla manifestazione che si terrà dall’11 al 15 novembre 2020, prevede attività di promozione della lettura durante tutto l’arco dell’anno, come il progetto per le scuole, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e che dà continuità alle strategie culturali dell’Associazione.

Inoltre, nel corso del 2020 BookCity dà appuntamento al proprio pubblico in occasioni speciali, come il progetto “Milano Racconta Milano”, che vuole far vivere la città attraverso il racconto pubblico di grandi autori a cui sono dedicate le vie del Municipio 2 (maggio e giugno 2020).

Sospesi tra emergenze e speranze, abbiamo la responsabilità di scrivere un futuro bello e possibile per ciascuno di noi, per le future generazioni e per l’intero pianeta.
Questo racconto collettivo avrà nel rispetto per l’ambiente, per gli altri e per noi stessi i suoi capitoli più importanti.

Per il mondo del libro si preannuncia dunque una riflessione comune, partecipata e diffusa, proprio come nell’anima di BookCity, per leggere e scrivere insieme un nuovo rapporto con la #TerraNostra.

Il Dispari 20200316 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200316 – Redazione culturale DILA

Una poesia di Bruno Mancini

tratta dalla raccolta
La sagra del peccato 1957 – 2003

http://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-22996729.html

L’amore per essere

Cantate, cantate
ragazzi del Borgo
sui cordoli
sui giunti
– Fratelli dell’ultima speranza –
sugli alti tralicci
sulle creste dei vulcani
cantate

un nuovo pallore
mi comprime il viso
eietto
fili bianchi
vene varicose
passioni represse
al miele dei suoi peluzzi.

Suonate, suonate
ragazzi dell’Arso
quasi fosse domenica
senza fine e senza sonno
– Fratelli di madri diverse –
nelle serre
che mutano fiori
suonate

un nuovo tremito
mi sconquassa le braccia
distillo liquidi salati
occhi annebbiati
il mio
senso di colpa
contro l’audacia dei suoi capezzoli.

Ballate, ballate
ragazzi del Porto
sulle spolette
di bombe Afgane
– Fratelli di anni di provette –
come serpenti
nei boschi inceneriti
ballate

un nuovo affanno
mi smaneggia il petto
azzanno
lingua profonda
freddezza immensa
il mio orgasmo invadente
tra le sue dita attorcigliate al fungo.

Fuggite, fuggite
dal Borgo, dall’Arso, dal Porto
mosche insaccate
nei carburi
– Fratelli di Ignazio –
dal carnevale
antico, falso e bigotto
fuggite

un nuovo grido
mi scatena l’anima
senza prudenza
“Andiamo”

come rinato nudo e puro
nella sagra del peccato
al fuoco del tuo sguardo
“Andiamo”

oltre i velluti
verso un diario della follia
spingendo insieme gli anni
“Andiamo”

acconcio in gabbia
il polline che resta
d’illimitate perversioni
“Andiamo”

sfiorandoti, per essere
l’uomo che scaglia
la prima pietra
“Andiamo”

stringendoti, per essere
l’uomo che punta
senza paure il dito
“Andiamo”

amandoti, per essere
infine
uomo
“Andiamo”

e punto il dito.

Il Dispari 20200309 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200302 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200302 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200302

Editoriale | UN’ALTRA GILDA” al Bookcity 2019

Lo scorso 16 novembre, nell’Aula magna della SIAM (Società d’Incoraggiamento Arti e Mestieri) di Milano, l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ha presentato l’evento “Otto milioni” il cui focus è stato l’antologia di Arti varie “Magari un’emozione!” contenente, tra l’altro, alcuni brani tratti da miei racconti.
Con cadenza settimanale li stiamo pubblicando tutti in questa pagina, augurandovi una buona lettura.

DAL LIBRO
Per Aurora volume settimo

IL RACCONTO
Un’altra Gilda

Un busto simile, le stesse tette, la prigioniera dei suoi inganni apparve all’imbrunire lì dove meno la cercavo.

Sguazzava nel mare al tramonto a pochi metri dalla riva.
Testa rotonda, capelli piuttosto corti.
Movenze prive di sussulti.
Leggevo di Altafini nuovo leone nella fossa del San Paolo.
Di tanto in tanto un fluido mi spingeva verso la tizia molto vicina allo scoglio sul quale ero stravaccato con gambe pendule e piedi al filo delle schiume delle onde.
Con due bracciate sarei giunto da lei.
Non era bella, eppure attirava la mia attenzione distogliendomi dalla lettura dell’ultima azione di José.
La distanza era tanto breve che avrebbe potuto accorgersi che la guardavo, ma io usavo la massima prudenza poiché non volevo che ciò accadesse.

Non era bella non vuol dire che fosse brutta, ma rotondetta e faccia da brava ragazza per cui non valutavo positivamente interessante il tentativo di conquistarla.
Intanto, la sera era giunta in quella fase senza sole, con il cielo tra l’indaco ed il grigio, ed era tanto chiara ancora da consentire la lettura del giornale, forse per qualche altro minuto.

Decise di uscire dal mare; prima restando per qualche secondo inginocchiata sul fondale sabbioso, intanto che, con entrambe le mani, rimuoveva l’acqua marina dagli occhi e dalla faccia; poi, lentamente, andando, in equilibrio instabile a causa della forte risacca provocata dalla marea in atto, verso la piccola insenatura tra due scogli che si apriva proprio accanto alla posizione in cui io mi trovavo.
Non mi ero accorto che in quella conca, alle mie spalle, qualcuno aveva precedentemente posizionato un telo, la borsa e gli indumenti.
Mi trovai seduto praticamente al di sopra di lei.
La guardavo dall’alto.
Dall’alto, le poppe, a mala pena contenute nel bikini leggermente più scuro della sua carnagione, parevano esaltarsi per la libertà del momento.
Gonfie verso l’alto, verso di me!
Eravamo soli nel raggio di molte centinaia di metri.

Le rivolsi la parola chiedendole qualche sciocchezza che ora non ricordo.
Non si sottrasse all’esplicito invito alla conversazione, anzi più volte, inserendo nuovi argomenti, fece in modo che il dialogo non si estinguesse.
Poi, non ricordo come accadde, ci trovammo seduti uno di fronte all’altra, quasi toccandoci.
Da quando era uscita dal mare aveva un grosso telo che le cingeva il busto, dalle spalle alle ginocchia.
Sotto il telo aveva ancora il bikini bagnato.
Sopraggiunta l’oscurità della notte -tante stelle ed una mezza luna con gobba ad occidente-, un lampione, posto ai margini del parco pubblico adiacente l’arenile, consentiva che potessimo vedere anche i particolari dei nostri corpi.
Il suo modo di seguire la conversazione e di vivacizzarla era avvincente.
Vi trovavo profonde analogie con le forti sensazioni positive che avevo percepite durante i primi incontri con  Gilda.
Gilda, fuggita prigioniera di un suo inganno.
Mentre ripensavo a quella storia finita senza che fosse venuto meno nessuno dei valori che l’avevano idealizzata, la donna venuta dal mare, quasi avesse letto nel mio pensiero, parve decisa a sostituirsi alla mia Gilda.
Con fare naturale alzò le braccia nell’atto lento e continuo e seducente di legarsi i capelli ancora gocciolanti.
Le ascelle apparvero nude come quelle che Gilda mostrava quando alzava le braccia per dire “prendimi”.
Il telo, continuamente smosso, lasciava intravedere la parte dei seni prosperosi pronti a schizzare come panna montata al di fuori della piccola striscia di stoffa che li conteneva di poco oltre l’orlo dei capezzoli.

Il segno tangibile della sua partecipazione erotica mi giungeva spavaldo intanto che esso stesso mi distoglieva dalle sue lusinghe creandomi il ricordo delle perdute piacevolezze.
Sempre parlandomi, sempre con movenze naturali prive di azioni dichiaratamente mirate a mettersi in mostra, la sconosciuta tolse del tutto il telo che l’avvolgeva dal petto alle ginocchia.
Era ad un soffio da me.
In un bikini tanto ridotto da apparire inesistente, mi parlava della sua vita…
Non mi rendevo conto se mi piacesse maggiormente ascoltarla, oppure guardarla, e nella sudditanza di tanta attraente incertezza non osavo toccarla né chiederle se avesse voglia di un momento erotico.
Lei si fermò a guardare le mie labbra che si muovevano senza pronunciare parole.
Capì che, osando, temevo di perderla.
Sapeva che il lasciare sfuggire quell’attimo avrebbe banalizzato il nostro incontro.
“Sulla spiaggia di notte, oggi, con uno sconosciuto, te, potrei avere un orgasmo da ricordare tutta la vita” mi disse.

Bruno Mancini

Il Dispari 20200302 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200302 – Redazione culturale DILA

Lucia Fusco | A PONTINIA:“CULTURA ED ARTE UNISCONO PER LA PACE”

La poetessa Angela Maria Tiberi, Presidente per l’Italia DILA – Da Ischia L’Arte, collaboratrice della pagina culturale del quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, opera nel territorio pontino con evidente passione.
Come sua recente iniziativa ha organizzato un convegno tra diverse associazioni che operano anche a livello internazionale attraverso la poesia, la pittura, il bel canto.
Per tale occasione, la Biblioteca di Pontinia è stata illuminata dai colori accesi e suggestivi dei quadri della valente Flora Rucco, artista pontina.
Insieme agli assessori Beatrice Milani e Patrizia Sperlonga, laTiberi ha accolto varie testimonianze di arte di cultura e di pace.
Si è parlato del dramma dei bambini-soldato in Africa, ma anche della violenza a cui sono costretti molti minori in Europa, attraverso il mercato della prostituzione, della malvivenza e della droga. L’Arch. Alfonso Curreri ha raccontato la prima esperienza dell’Associazione Ibedart Peace alla Fiera di Assuan dove, per la prima volta, è stata possibile la partecipazione delle artiste donne, annunciando che durante l’estate 2020 si ripeterà l’esperienza egiziana per dare voce ai valori di concordia, uguaglianza e bellezza.
Milena Petrarca, estrosa e forte pittrice vincitrice del premio Made in Ischia “Otto milioni”, ha parlato del suo lavoro che porta a New York le emozioni e la bellezza del territorio pontino attraverso le sue pitture.
Adriana Veronese, Manuel Ferry, Antonella Rizzo, Angelo Malandruccolo, la stessa Tiberi hanno declamato le loro poesie d’amore universale.
Franca Cassandra per l’Unesco ha ribadito l’importanza della donna in tutte le società e nella storia.
Marina e Franca Cappelli dell’Associazione Latina Musica hanno auspicato una sempre maggiore conoscenza dell’opera lirica in Italia e nel mondo.
Anche il tenore Eusebio Consoli e Cecilia Salaces dell’Associazione Orchidea Latina hanno esposto il loro impegno per l’America Latina e la passione per Frida Khalo, pittrice della maternità e della forza femminile.
Roberta Cappuccilli e Marzia Antelmi hanno comunicato che, dopo il gemellaggio in Lituania a Utema e nella Repubblica Ceca a Praga, la Corale Polifonica di Pontinia è stata invitata in Portogallo per diversi concerti tra fede, musica, amicizia e cultura.
Il 7 marzo p.v. Angela Maria Tiberi, nell’ambito dell’evento“Donne dell’Agro Pontino” inviterà a Pontinia, sempre  a nome dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, alcune eccellenze femminili del nostro territorio per parlare della passione e dell’impegno che le rende modelli preziosi e d’ispirazione per tutte le donne.

Il Dispari 20200302 – Redazione culturale DILA

Twitterone

Liga Sarah Lapinska:

1) Per conto di DILA ho regalato la mia opera “The Spirit of Meadows” a Tomas Fernandez, un pittore spagnolo, uno dei finalisti del nostro premio Made in Ischia “Otto milioni”.
Ha un suo stile speciale, e gli auguriamo molti successi.
Finalmente Tomas fa parte anche di una nostra antologia.

2) Per conto di DILA ho regalato a Boriss Cilevičs, amico di LENOIS da gran tempo, la mia opera d’arte “Nearby to Eternity”.
Speriamo che lui abbia già ricevuto la mia opera al suo indirizzo ufficiale, cioè, l’indirizzo del Parlamento (Saeima) di Lettonia.
Boriss è un personaggio pubblico di cui abbiamo parlato con Bruno Mancini e che sarà sempre benvenuto tra di noi.

3) Per conto di DILA ho regalato a Vjacheslav la mia opera d’arte “I Recall the Fire”.
Lui non è un artista, ma io e il mio gatto Rudolfs vogliamo dirgli “grazie” per altri motivi.

Il Dispari 20200302 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200224

Il Dispari 20200224– Redazione culturale DILA

Editoriale | Il racconto “La siringa abbandonata” al Bookcity 2019

Lo scorso 16 novembre, nell’Aula magna della SIAM (Società d’Incoraggiamento Arti e Mestieri) di Milano, l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ha presentato l’evento “Otto milioni” il cui focus è stato l’antologia di Arti varie “Magari un’emozione!” contenente, tra l’altro, alcuni brani tratti da miei racconti.

Con cadenza settimanale li stiamo pubblicando tutti in questa pagina, augurandovi una buona lettura.

DAL LIBRO
Alla ricerca dei percome

http://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/alla-ricerca-dei-percome/paperback/product-22612587.html
IL RACCONTO

LA SIRINGA ABBANDONATA

Ormai ci conosciamo e ci riconosciamo da molti metri di distanza.

La siringa abbandonata aspetta ogni giorno il mio passaggio: un po’ speranzosa che io possa organizzare qualcosa per consentirle di uscire dallo stato improprio nel quale giace già da oltre un mese, e un po’ deliziata dalle foto che le scatto con amorevole vicinanza.

Se ne vanta con le amiche affermando che nessuna di loro è mai stata onorata da tanta attenzione da un umano per bene.

Va dicendo che i filmati nei quali la ritraggo da ogni angolazione sono il segno evidente della sua prosperosa fisicità.

Pur essendo grassoccia è dotata di una sola gamba, finemente lavorata tanto che alla sua estremità inferiore possiede un canaletto utile a spruzzare benedetti liquidi molto più ambiti dell’acqua disponibile in tante acquasantiere.

Una siringa, chiara di sembianze come le odalische dipinte nell’ottocento, che porta un copricapo composto a somiglianza di un cappellino di memoria regale; una siringa sobria e resistente alle furiose scorribande delle scopazze usate dagli spazzini… oplà dagli operatori ecologici e dalle loro macchine trita-erbacce; una siringa flagellata da temporali che hanno buttato giù alberi di ogni tipo e procurato frane in ogni dove; una siringa piantata in un’aiuola, e situata in bella mostra proprio all’ingresso di uno dei parcheggi più trafficati di una delle Città gioiello della Campania (Ischia, vanto nazionale e meta di milioni di turisti internazionali!); essa, una siringa, sta raggiungendo un record difficilmente uguagliabile nella società civile: restare per oltre un mese nello stesso posto senza muoversi di un solo centimetro.

“Evviva le siringhe!” urlano con forza gli amministratori dei beni pubblici traslando il loro osanna ut sic augurio per i loro culi incollati (culseggiati come la siringa all’aiuola) alle seggiole comode e profumate dai din din che i sudditi deficienti continuano ad elargire per le loro inettitudini.

Fino a qui si è espressa la mia, forse, poco valente velleità di scrittore, ma essa non è la sola che mi costringe a tartassare i tasti di questo pc, poiché un’altra, ben più possente e più assecondata, m’induce a esprimere non più fantastiche ricostruzioni e fantasie sornione, bensì domande semplici lineari e concrete.

Parlo della mia velleità (vizio) di non sentirmi mai suddito e di non assegnarmi un ruolo da colluso o reticente.

Potrò diventare schiavo se è vero che dove c’è forza la ragione non vale, ma la sudditanza è un ruolo che prevede una massiccia dose di abulia che non possiedo.

Quindi le domande sono:

  1. Negli “ordini di servizio” dell’ultimo mese chi sono stati gli operatori ecologici ai quali è stata assegnata la pulizia del parcheggio di Via Mirabella ad Ischia?
  2. Nell’ultimo mese chi sono stati gli addetti al controllo del rispetto delle direttive aziendali da parte degli operatori ecologici?
  3. Quanto spreca ogni giorno la nostra comunità per pagare simili incurie e disservizi?
  4. Si può credere che dopo la mole enorme di segnalazioni, giornalistiche e televisive, durata quasi un mese, i dirigenti aziendali non fossero informati del pericolo per la salute pubblica e del danno d’immagine per l’intero comune dovuti alla permanenza della siringa in quella piazza?
  5. Ora, in seguito a questo articolo pubblicato sui principali organi d’informazione locale (e non solo), quali saranno i provvedimenti che verranno adottati affinché non si verifichino in futuro casi tanto eclatanti di mal servizio in danno della collettività?
  6. Ovviamente i lettori potranno aggiungere ulteriori domande e le loro considerazioni!

P.S. Aggiornamento del 22 Aprile 2015.

Dopo oltre 3 mesi dalla prima segnalazione, oggi, 22 Aprile 2015 la siringa è ANCORA nello stesso posto… e sono ANCORA allo stesso “posto”, ANCORA retribuiti con i nostri soldi, anche i responsabili (sic!) della pulizia dei luoghi pubblici della città d’Ischia.

Bruno Mancini

Mariapia Ciaghi | “Partenope in Restauro” di Dalisca a Napoli

La Galleria Marciano Arte annuncia l’inaugurazione della nuova stagione espositiva con una mostra personale, “Partenope in Restauro”, di Dalisca (Elisa Piezzo), a Napoli dal 07 al 21 Marzo 2020 c/o le Sale delle Terrazze di Castel dell’Ovo.

La mostra in oggetto vuole essere un omaggio alla città di Napoli; particolarmente cara all’artista sia per appartenenza generazionale, sia perché città eternamente “neapolis”, aperta dunque ad ogni accoglienza estranea, ad ogni linguaggio, pertanto moderna e attuale.

In esposizione ci sarà un gruppo di sculture in terracotta policroma, patinate secondo classiche tecniche di colorazione.

In particolare, tre busti di donna rappresentanti le tre fasi del metaforico restauro di un ritratto scultoreo della sirena Partenope.

Ad arricchire l’esposizione un video girato sul mare e sotto il mare, viaggio ipotetico fatto dalle statue esposte, partendo dalle sponde della Grecia fino a giungere alle spiagge napoletane ove la prima delle tre statue rivolgerà il suo discorso ad Ulisse in doveroso napoletano.

Ricordando che la mostra si terrà in concomitanza della Festa della Donna, il Vernissage, la cui madrina sarà la modella Chiara Stile, porrà il proprio accento su temi relativi ai protagonisti al femminile del nostro secolo: arte, moda, salute e bellezza.

Gli interventi del prof. Silvio Smeraglia, delle imprenditrici baronessa Giovanna Incarnato e Lara Barzan, della stilista e disegnatrice di gioielli  Fina Scigliano,  del dott. Giuseppe Maffi, saranno moderati da Barbara Castellani.

Ospiti speciali il tenore Giuseppe Gambi e il mezzo soprano Paola Roncolato.

Il critico Grazia Spampinato ha scritto: “Con questa importante mostra napoletana Dalisca approda al porto naturale della sua lunga esplorazione artistica, da cui è destinata a salpare ricca di nuovi semi di conoscenza. Per Dalisca la conoscenza non è (come non è mai stata) ascesi e abbandono del mondo fisico. La sua conoscenza artistica non può infatti eludere la materia pesante di cui siamo composti, che è nostro sangue, che è il libro vivente del nostro DNA. Al contrario, Dalisca è una rabdomante, è un’antica sibilla che dissotterra e dà alla luce creature vive dormienti sotto una coltre polverosa di tempo e di oblio.”

Twitterone

A Roma, il prossimo 28 febbraio alle ore 18.30 presso la storica galleria d’arte “Il mondo dell’arte” in via dei Castani 193, Liliana Manetti, Ambasciatrice dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per la regione Lazio, scrittrice poetessa nonché giornalista e collaboratrice della pagina culturale del quotidiano IL DISPARI diretto da Gaetano Di Meglio, proporrà la seconda presentazione del tour della sua nuova silloge “Colore di donna. La forza di una nuova rinascita.”

Letizia Baldoni, presidente dell’associazione onlus “Dalla parte del torto”. modererà l’evento.

Sarà presente la pittrice Anna Novak che ha preparato alcuni acquerelli simili a quelli contenuti nella silloge e, in estemporanea, creerà un body painting sul corpo dell’attrice modella e ballerina Chiara Pavoni.

La quale, a sua volta, si esibirà in una performance con testo di Liliana Manetti appositamente preparata per l’evento.

Interverrà la TV CIADD NEWS, con la direzione artistica di Emanuela Petroni per il programma “Quarta Dimensione SHOCK” che raccoglierà interviste tra i protagonisti e tra il pubblico presente all’evento.

Un ricco buffet offerto dalla famiglia dell’autrice concluderà l’incontro.

Sinfonia con l’Africa

Il Dispari

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