PRIMA BIENNALE DI SCULTURA

PRIMA BIENNALE DI SCULTURA CITTA’ DI SOAVE

ALBA GONZALES, SABRINA FERRARI, FRANCESCO TRIGLIA, SERGIO CAPELLINI

I linguaggi dell’arte di questi ultimi decenni nella loro semplicità e complessità interpretando i cambiamenti storico sociali dei diversi paesi acquistano sempre più un valore culturale che resta nel tempo. La scultura tra le espressioni artistiche è quella che permette alle figure e ai soggetti rappresentati di avanzare nello spazio, conquistandolo poco a poco fino a farne parte.

ALBA GONZALES la mela violata

ALBA GONZALES
la mela violata

Il linguaggio della scultura dove il bronzo, il marmo, ma anche altri materiali prendono forme diverse seguendo parametri classici, ma anche più moderni e innovativi, permette al soggetto di conquistare un posto privilegiato diventando il centro dell’osservazione. I corpi che prendono forma dal marmo, dal bronzo sembrano acquisire nuova vita dando spazio alle diverse emozioni di cui l’uomo è protagonista tra passato e presente, mito e storia. Spesso a catalizzare l’interesse dello scultore anche in quest’epoca dove sembra sempre più prendere piede l’installazione e la video arte è il richiamo ad uno stile tendente al classico dove però non mancano spunti di originalità con cui ritrarre figure nelle loro diverse accezioni esplorate nel tempo. Un tempo sospeso tra antico e moderno entro cui recuperare quelle tracce di memoria che rimandano costantemente alle origini e che poi riproiettano nell’oggi dove tutto è in costante trasformazione.

A Soave dal prossimo 18 giugno 2016 la scultura è protagonista con un interessante appuntamento che vede riuniti in uno stesso ambiente le opere più rappresentative di nomi prestigiosi del panorama dell’arte italiana e internazionale contemporanea. Alba Gonzales, Sabrina Ferrari, Francesco Triglia e Sergio Capellini, sono gli scultori scelti per la prima BIENNALE DI SCULTURA CITTA’ DI SOAVE presso il Palazzo del Capitano nella Sede comunale (Via Camuzzoni 8) aperta dal 18 giugno (giorno dell’inaugurazione) al 17 luglio 2016. L’esposizione presenta le sculture di questi

ALBA GONZALES L’Angelo di Amleto

straordinari artisti che in modi simili e differenti, privilegiando il figurativo hanno dato voce a stati d’animo di libertà, sofferenza, amore, angoscia impressi nei soggetti rappresentati sia essi umani, sia fantastici o legati al mondo animale.

ALBA GONZALES Centaura dell’Apocalisse

In particolare ci soffermiamo su ALBA GONZALES, nata a Roma, che oltre ad aver ottenuto  numerosi premi e riconoscimenti, lo scorso anno ha ricevuto l’importante premio per i 40 anni di carriera. Attiva tra Roma, Pietrasanta e Vicenza attraverso le sue sculture monumentali affronta tematiche a lei care quali il dramma, l’amore e l’ironia per parlare dell’’uomo e dell’infinito. Un’artista raffinata ed elegante per la capacità di aver saputo reinterpretare con sensibilità quel gusto per la classicità attraverso l’esaltazione di una bellezza femminile quasi sognata, idealizzata, che regala alle sue figure una forza ed una dolcezza dense di mistero da renderle presenze enigmatiche legate al mito e alla storia dell’uomo, ai luoghi del fantastico e dell’amore. Le sue imponenti sculture in marmo e bronzo presenti in questo spazio appartengono al gruppo “Amori e Miti  come Sensualità/potere, L’Angelo di Amleto, la Mela violata, e Il dubbio di Narciso. Esse nel presentare corpi in movimento, o in atto di riflessione e contemplazione, racchiudono un senso di poesia e mistero attraverso il fascino della mitologia classica e della cultura del Mediterraneo. Da sottolineare poi altre sculture della serie “Uomini e Totem” , qui non presenti, dove accanto al motivo della figurazione antropomorfica l’artista privilegia il rapporto tra mito arcaico e modernità e poi il gruppo di Sfingi e Chimere” in cui attraverso rappresentazioni fantastiche con elementi anche erotico e onirici affiora il lato istintivo e il mistero che appartengono all’uomo nel suo divenire altro da sé. A quest’ultima serie appartiene la Centaura dell’apocalisse.

ALBA GONZALES Sensualità/potere

ALBA GONZALES
Sensualità/potere

Figure di donne alate, con i corpi che diventano un tutt’uno con la natura, con riferimenti alla mitologia e alle allegorie, e ancora volti che si svelano poco a poco o che si sdoppiano, risvegliano i luoghi più segreti dell’inconscio ponendo interrogativi sull’esistenza e sul rapporto tra i luoghi del mondo perduto e sognato e i luoghi delle emozioni. Emozioni di gioia ed entusiasmo, sgomento e terrore innanzi ai volti di una natura che accoglie e rifiuta, ma che cerca sempre il perfetto equilibrio tra le sue membra e l’uomo con le sue fragilità e aspirazioni, tormenti e gioie. Ed è l’individuo al centro della ricerca di Alba Gonzales: uomo terreno e spirituale avvolto dall’enigma del suo essere perché il suo nascere e morire resta un mistero, il mistero della vita. Nella sua opera in cui si respira un’atmosfera tra umano e divino, finito e infinito, grazie alla vita che riesce a trasferire in questi corpi antropomorfi di figure femminili, donne centauro, donne sirene e ancora donne con ali d’angelo e figure della mitologia, Alba Gonzales, sembra talora riferirsi alla tradizione classica cinquecentesca rivisitata con uno stile tutto personale, Dal marmo e dal bronzo fa emergere nuove vite dando forma a sculture forti e dense di energia, oniriche e quasi immortali che disegnano un percorso in ascesa dal basso verso l’alto perché parlano dell’uomo e del suo essere sospeso tra la terra e il cielo, l’immanente e il trascendente.

Anche Sabrina Ferrari, la più giovane dei quattro artisti, nata a Verona nel 1970, si muove con eleganza e disinvoltura attraverso l’esaltazione della materia da cui trae figure di ampio respiro dove emergono armonia ed equilibrio nei movimenti. Equilibrio e armonia presenti anche nell’opera in bronzo di Francesco Triglia nativo di Reggio Calabria affascinato fin da giovane dalla statuaria classica, passione questa che lo poterà ad approfondire la ricerca delle possibilità plastiche di diversi materiali, in particolare i legni con cui inizia ad allestire le prime esposizioni, estendendo la sua ricerca anche alla lavorazione del bronzo, comprese le tecniche e le conoscenze attinenti alla fusione.

Sul figurativo si orienta lo stile di Sergio Capellini, di Bologna che ha esposto personali e collettive sia in Italia sia all’estero. A seconda dei soggetti rappresentati utilizza della variazioni stilistico formali: le figure femminili sono definite attraverso movimenti armoniosi e vibranti, quelle maschili al contrario appaiono quasi sofferenti, bloccate e attonite; mentre gli animali mitici sembrano avvolti da un’ atmosfera quasi magica e trascendente. Infine le figure a carattere sacro incarnano alla perfezione il messaggio di fede, pace e amore.

Silvana Lazzarino

 

PRIMA BIENNALE DI SCULTURA

CITTA’ DI SOAVE

ALBA GONZALES

SABRINA FERRARI

FRANCESCO TRIGLIA

SERGIO CAPELLINI

Palazzo del Capitano

sede comunale di Via Camuzzoni 8, 37038, Soave

Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.30

Le opere esposte nella Sala delle feste sono visibili il sabato e la domenica dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00

Inaugurazione sabato 18 giugno ore 17.30

dal 18 giugno al 17 luglio 2016

Ingresso libero

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Artefiera, 40

ARTE FIERA A BOLOGNA, 40 ANNI

ARTE FIERA 2016 si presenta quale appuntamento di straordinaria ricchezza sul piano non solo qualitativo, ma anche stilistico, formale delle opere esposte. Accanto ad una selezione di opere di grandi artisti italiani e non solo è  la grande presenza di Gallerie e circuiti. Per questa 40ma edizione ad esporre sono 190 Gallerie d’arte moderna e contemporanea, 222 espositori totali a testimoniare l’importanza di questo appuntamento con l’arte internazionale considerato uno dei più prestigiosi e rilevanti dell’arte moderna e contemporanea in Italia.

Pirri

Pirri

Lungo uno spazio di 20.000 mq di esposizione sono allestiti tre padiglioni 25, 26 e 32 (un padiglione in più rispetto al 2015 tutto dedicato alla fotografia) che daranno visibilità ad oltre 2.000 opere tra dipinti, sculture, fotografie, installazioni, videoart, oltre a dare spazio a più di 1.000 artisti moderni e contemporanei.

L’inaugurazione di giovedì 28 gennaio 2016 è occasione per rendere omaggio al grande David Bowie, recentemente scomparso, con performance di Lindsay Kemp e musica di Maurizio Baglini a creare una suggestiva interazione visiva ed emotiva attraverso musica, teatro e videoarte. Due sono le sedi espositive per dare ampio respiro ai grandi maestri del Novecento a alle giovani promesse del futuro: la Pinacoteca di Bologna (“Lo sguardo delle Gallerie sulla grande arte italiana”) e al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (“Storia di una Collezione”)  che presenta una selezione di opere acquisite da BolognaFiere.

Tra le 190 Gallerie d’arte moderna e contemporanea che oltre a dare spazio alle tendenze internazionali offrono ampia visibilità ai protagonisti nostrani di talento anche molto giovani, citiamo la z 20 Sara Zanin Gallery di Roma di cui è direttrice Sara Zanin e lo Spazio Damiani di Bologna dedicato alla fotografia d’autore. Il padiglione 25 dove espone anche la z20 Sara Zanin Gallery -presso lo Stand 17- presenta artisti di diversa nazionalità e tendenza linguistico espressiva: accanto al giovane Evgeny Antufiev

Spalletti

Spalletti

candidato al premio quale miglior artista under 30 le cui opere fanno riferimento al passato dell’uomo e alle lontane tradizioni in parte presenti in altre forme in culture distanti con cui è possibile un’iterazione, è la finlandese Kaarina Kaikkonen che lega la sua arte, complessa e semplice, ai ricordi e alle storie che ciascun individuo porta dentro di sé. E poi Silvia Camporesi, Ekaterina Panikanova, Beatrice Pediconi, e Alessandro Roma, quest’ultimo partecipa al Premio under 40. Sono presenti anche Michele Guido e Hidetoshi Nagasawa con un progetto speciale che sintetizza il loro sguardo volto ad analizzare le contaminazioni visive ed emotive derivanti dai riferimenti legati al mondo sensibile. Entrambi danno vita ad un nuovo sistema di percezione della realtà che trae spunto dalla natura nei suoi diversi aspetti.

Nagasawa

Nagasawa

Lo spazio Damiani presso lo Stand C/10 del padiglione 32, presenta una selezione di opere dei più prestigiosi fotografi tra cui: Joel Meyerowitz, autore di Morandi’s Objects, la nuova serie prodotta e presentata da Spazio Damiani in collaborazione con Howard Greenberg Gallery di New York, Hiroshi Sugimoto, artista giapponese autore di prestigiose serie come Lightning Fields, Theaters, Seascapes e Andrew Moore fotografo americano protagonista di Dirt Meridian, la prossima personale che Spazio Damiani ospiterà a partire dal 10 marzo 2016. Da sottolineare anche gli artisti che espongono per la Galleria Poggiali e Forconi di Firenze (presso il Padiglione 25 stand B/40tra cui: Enzo Cucchi, Manfredi Beninati, Laboratorio Saccardi, e Gilberto Zorio,

Arte Fiera 40 che anche quest’anno vanta la direzione artistica di Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti offre uno scenario d’insieme di quello che è il cammino e l’evoluzione dell’arte italiana tra il ruolo delle Gallerie dove le opere trovano visibilità, il mercato e la risposta del pubblico sempre più attento a questo campo considerando l’alto livello e il prestigio che in questi ultimi anni stanno raggiungendo gli artisti italiani all’estero..

Interessante la storia della stessa Arte Fiera a partire dalla sua fondazione nel 1974 raccontata in un allestimento innovativo e interattivo attraverso documenti e materiale d’archivio che tornano alla luce per svelare un cammino intenso fatto di vita, colore e passione per questa realtà che parla dell’uomo e della sua storia tra passato e presente, tradizione e attualità. Realtà dove si cerca l’interazione tra l’opera e chi la osserva per cercare e captare il pensiero più nascosto dell’artista.

Grignani

Grignani

Per l’edizione dei 40 anni, Arte Fiera guarderà in particolare ai giovani artisti. Le Gallerie che partecipano a questa edizione tra cui la citata Galleria Sara Zanin di Roma, sono state invitate a   presentare ed esporre opere di artisti “Under40”. Un comitato composto da curatori e direttori di grandi istituzioni museali e artistiche internazionali tra i quali Francesco Bonami (curatore, presidente del comitato di selezione), Luca Lo Pinto (curatore Kunsthalle di Vienna), Laura Carlini Fanfogna (direttrice Istituzione Bologna Musei), Giacinto Di Pietrantonio (direttore GAMEC di Bergamo), Hou Hanru (direttore MAXXI di Roma), Andrea Bellini (Direttore Centro d’Arte Contemporanea di Ginevra), Alberto Salvadori (direttore del Museo Marino Marini), sceglierà durante la Fiera i migliori artisti under 40, le cui opere saranno poi portate in Pinacoteca per affiancare i grandi Maestri.

Schifano

Schifano

Lungo il percorso di questo prestigioso evento non possono mancare i grandi Maestri che dominano i mercati: Lucio Fontana, Piero Manzoni e Enrico Castellani considerati alla stregua dei grandi protagonisti internazionali. E ancora Dadamaino, Paolo Scheggi, Gianni Colombo, Ettore Spalletti, Gianni Piacentino, Giorgio Griffa e Turi Simeti che si avviano a ottenere la stessa considerazione, come anche le generazioni successive di artisti che negli ultimi mesi hanno tenuto mostre personali nelle più importanti Gallerie europee e americane.

Accanto a questi protagonisti sono le correnti artistiche e i movimenti che nello spazio della Fiera occupano un ruolo importante come l’Arte Cinetica, la Pittura Analitica e l’Arte Concettuale italiana, con riscontri eccellenti anche fuori dal nostro Paese, come è per Nanda Vigo, Pino Pinelli, Vincenzo Agnetti e altri. Ad affiancare Art Fiera è “Art City” alla sua quarta edizione che attraverso un programma di mostre e manifestazioni offre l’occasione di visitare musei e luoghi d’arte tra i più suggestivi di Bologna. Sabato 30 gennaio sarà la volta di “Art White Night”, la Notte bianca dell’Arte che riempirà la città di numerose iniziative cui saranno presenti migliaia di visitatori.

Silvana Lazzarino

ARTE FIERA , 40              

Quartiere Fieristico di Bologna

Ingresso: Ovest Costituzione

Orari: da venerdì 29 a domenica 31 dalle 11 alle 19

lunedì 1 febbraio dalle 11 alle 17

dal 29 gennaio al 1 febbraio 2016

Ingresso:

Biglietto giornaliero: € 20,00

Abbonamento 4 giorni: € 35,00

Abbonamento 3 giorni: € 33,00

Abbonamento 2 giorni: € 30,00

Ingresso gratuito per i ragazzi fino a 10 anni compresi

Ingresso ridotto per gruppi (minimo 15 persone): € 15,00

Informazioni :BolognaFiere telefono 051 282111

artefiera@bolognafiere.it

www.artefiera.it

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Dalla terra al cielo

“DALLA TERRA AL CIELO” MOSTRA DI ARTISTI CONTEMPORANEI A GUALDO TADINO  | Silvana Lazzarino

Percorsi visivi dove segni, forme e colori si inseguono a creare rappresentazioni concrete e immaginarie, reali e oniriche, dove non mancano metamorfosi stilistico formali atte a recuperare quei processi interiori abitati da sensazioni individuali e collettive tra istinto e immediatezza, ridisegnano l’esistenza nei suoi chiaroscuri, nelle sue trasformazioni tra tradizione e innovazione, memoria e attualità.

Patrizia Canola e Alba Gonzales

Patrizia Canola e Alba Gonzales

Entro questo scenario fatto di ricordi passati, di emozioni presenti, che raccontano dell’uomo dei suoi sogni, delle sue aspirazioni, dei suoi dubbi e paure, ma anche dei volti sospesi e infiniti di una natura in divenire capace di regalare le bellezze di un tempo sospeso, si muovono attraverso linguaggi e stili diversi i protagonisti della mostra DALLA TERRA AL CIELO DAL FIGURATIVO ALL’INFORMALE in corso a Gualdo Tadino nella Chiesa Monumentale di San Francesco fino al 28 marzo 2016.

Patrocinata dalla Regione Umbria e dal Comune di Gualdo Tadino, la mostra si è inaugurata lo scorso 17 gennaio con un pittoresco omaggio agli artisti messo in scena dal suggestivo corteo storico Palio di San Michele Arcangelo- Giochi del Le Porte e dal Palio delle Colombe di Amelia con la ricca parata di musici, balestrieri, dame e cavalieri.

L’esposizione collettiva curata da Catia Monacelli critico d’arte e direttore del Polo Museale città di Gualdo Tadino e da Francesca Sacchi Tommasi, alla cui inaugurazione hanno partecipato Giulio Rapetti, in arte Mogol, il più grande paroliere italiano, autore dei più bei testi di Lucio Battisti e Vittorio Sgarbi, presenta le opere di cinquanta artisti tra pittori, scultori, fotografi e maestri dell’arte ceramica tra i più affermati nel panorama nazionale ed internazionale. Tra questi accanto al premio Nobel Dario Fo, Agostino Arrivabene, Alfonso Borghi, Caterina Calabresi, Patrizia Canola, Francesco Cinelli, Grazia Cucco e Alba Gonzales, sono Roberto Ferri, Alexander Kanevsky, Giuseppe Menozzi, Nunziante, Massimo Panfili ed Oscar Piattella. E poi Ugo Riva, Claudio Sacchi,

Luigi Serafini, Mariantonietta Sulcanese e Duccio Tromadori.

Catia Monacelli, Vittorio Sgarbi, Alba Gonzales

Catia Monacelli, Vittorio Sgarbi, Alba Gonzales

Attraverso linguaggi diversi in cui si alternano semplicità e complessità nella forma e composizione, ciascun artista ha saputo cogliere verità e mistero della realtà entrando nei suoi luoghi fisici e metafisici dove si consuma il gioco tra presenza e assenza, verità e finzione. Attraverso l’alternarsi di stili che procedono dall’astratto all’informale a raccontare con nuova energia stati d’animo dell’individuo tra desideri, sogni e angosce, viene affrontato il bisogno dello stesso individuo di cercare un senso a questa vita dove tutto scorre troppo velocemente e dove con troppa facilità i sentimenti tendono a disperdersi quando tutto intorno è silenzio. Ma all’orizzonte si profila una luce che si tinge dei colori della natura che nei suoi volti cangianti invita a recuperare l’ascolto verso la terra ed il cielo, il finito e l’infinito. Qui si rinasce incontrando altri sguardi, altri destini per procedere in questa vita dove iniziare a sperare apprezzando e scoprendo aspetti della stessa rimasti fino ad ora nascosti.

Da sottolineare la presenza in questo affascinante percorso di una scultrice che come poche ha saputo cogliere e ridare forma all’essenza dell’uomo tra verità e mistero, bellezza e armonia. E’ Alba Gonzales che nelle sue sculture monumentali ha immortalato l’eleganza e la bellezza femminile e il sentimento della vita tra dramma, amore ed ironia, tematiche a lei care. Sfingi, Chimere e Miti in marmo e bronzo raccontano proprio questi aspetti dell’esistenza attraverso figure femminili forti e delicate, ma anche sensuali e talora inquietanti, armoniose nei loro movimenti e pose, come sospese tra sogno, mistero e poesia che traggono energia dalla stessa materia per parlare di un tempo passato e di un tempo immaginato tra realtà e desiderio. Figure sospese nel tempo del mito e del metafisico, dell’amore e dell’onirico, che parlano di paure e mistero invitando a riflettere sui desideri reconditi dell’uomo, sul suo essere parte della storia e sulle sue inquietudini nell’avvertire un punto di separazione tra finito e infinito. Significative sono le sue due sculture in bronzo qui esposte: Lei, vede e non vede o altrove guarda

Patrizia Canola, Vittorio Sgarbi, Catia Monacelli

Patrizia Canola, Vittorio Sgarbi, Catia Monacelli

(Giustizia) del 2010 e Sotto il suo Manto del 2013, eleganti ed in perfetto equilibrio con lo spazio, Liberate dal marmo esse trovano nuova vita per sugellare quelle emozioni della notte proiettate verso un nuovo giorno dove il passato si veste delle sfumature del sogno.

Il colore e la luce che creano suggestive rifrazioni nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, irrompono con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola. Nella natura, nei suoi spazi dove la linea di confine tra la terra e il cielo sembra svanire a suggerire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico, Patrizia Canola, artista raffinata e sensibile, ha scoperto una fonte di ispirazione privilegiata per accostarsi e rivelare le emozioni della vita. La Brianza è col tempo diventato il sito più frequentato per dare vita alle sue opere dove filtrano le atmosfere fatte di suoni, bisbigli e rumori di una natura ancora intatta che si lascia catturare nella bellezza delle sue sfumature di colori ora cangianti ora riflessi, per poi nascondersi lasciando un alone di mistero al calar della sera.

Patrizia Canola e Alba Gonzales

Patrizia Canola e Alba Gonzales

Gli scenari descritti da Patrizia Canola sono quelli di un paesaggio in divenire, filtrato nei suoi diversi volti e manifestazioni dalla forza rivelatrice della luce. Luce che forma e fonde il colore a svelare i dettagli di questa natura solare e rasserenante che rimanda all’eterno ciclo dell’esistenza nel passare delle stagioni. La luce da lei catturata sia diurna, sia crepuscolare, avvolge ogni singolo particolare del paesaggio o veduta: ecco che un bosco, un campo di grano, un torrente d’acqua cristallina e poi le mimose e l’uva bianca, si riempiono di questa essenza che traspare in ogni loro dettaglio creando il senso del movimento. I due dipinti (olio su tela) qui presenti in mostra: Rifrazioni (2014) e Atmosfera d’inverno sul fiume Adda (2015) esaltano questa luminosità e l’effetto delle trasparenze dettate dalla luce riflessa. Luce che esalta i colori intensi e vivaci, delicati e avvolgenti nel loro restituire profumi ed energia ad alberi, fiori, fili d’erba che trasmettono il senso della vita nel suo continuo procedere dalla nascita alla morte per poi rinascere. E’ la rinascita del respiro cosmico che abbraccia il finito e l’infinito tra la terra e il cielo parlando all’uomo del mistero della vita.

Silvana Lazzarino

DALLA TERRA AL CIELO

DAL FIGURATIVO ALL’INFORMALE

a cura di Catia Monacelli e Francesca Sacchi Tommasi

Chiesa Monumentale di San Francesco

Corso Italia – Gualdo Tadino (Perugia)

Orario: da martedì a domenica 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00

fino al 28 marzo 2016

Per informazioni contattare la segreteria organizzativa allo 0759142445.

 

 

 

 

 

 

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