ART09 Nicola Pantalone

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ART09 Nicola Pantalone


ART09 Nicola Pantalone

Mi racconto ad Angela Maria Tiberi

Salve, mi chiamo Nicola Pantalone e sono un musicante.
Qualcuno, all’inizio della mia avventura, scrisse Nick su un manifesto e questa abbreviazione del mio nome me la sono portata per tutta la vita, vuoi perché a pronunciarla era più facile per tutti, vuoi perché un nome americanizzato all’epoca era più affascinante.
La mia povera mamma non ne era felice perché, fino a quel
momento aveva associato questo nomignolo al cane, e allora temeva che mi avessero appunto chiamato come un cane dopo avermi sentito cantare.

A parte gli scherzi, considero di essere stato un uomo fortunato: sono nato a Napoli, sono da tanto tempo Cittadino di Ischia, questa isola meravigliosa, ho come Amico fraterno un uomo geniale, scrittore e poeta di valore che si chiama Bruno Mancini e, soprattutto, ho ricevuto nelle mie corde la possibilità di comunicare col resto del mondo con il linguaggio più armonizzante, più pacifico, più convincente e simpatico che esista: la Musica.

Tanti e tanti anni in musica mi hanno permesso di conoscere e di interpretare canzoni di tutto il mondo, ma il ritorno alle origini, alla mia napoletanità, mai perduta nonostante
ripetuti impegni musicali in giro per l’Italia e all’estero, mi ha regalato l’amore per la canzone napoletana, di cui spesso ho raccontato la storia, attraverso gli Autori e gli aneddoti riguardanti la loro vita.

Lo sapevate che Piedigrotta, la festa più amata dai napoletani, era già menzionata in un libro dello scrittore di Roma antica Petronio?
E che alla Piedigrotta venne affidata verso la metà dell’800 la prima rassegna di canzoni napoletane che, fino a quel momento, non avevano avuto una consacrazione nazionale o, addirittura, internazionale?

Lo sapevate che Libero Bovio, autore di alcune tra le più appassionate e belle canzoni napoletane, poeta sopraffino, soprannominato “‘o chiattone“ per la sua pinguedine
da ragazzino, non ebbe nessuna voglia di studiare, per cui costrinse sua madre, ormai vedova, a raccomandarlo per un posto di scrivano?

E qui avvenne la metamorfosi di Bovio, oggi tra gli autori più amati dai napoletani, che ogni anno, nel giorno in cui fanno visita ai loro cari defunti , lasciano un fiore sulla tomba del Poeta.

Ischia, anche prima di diventare meta esclusiva di turisti era già stata menzionata nelle classiche canzoni di Napoli.
Michelemmà, scritta tra il 500 e il 600, parla appunto di una ragazza d’Ischia “E’ ‘na scarola“, figlia di un notaio, che si era intrufolata nell’accampamento dei turchi invasori e, mentre dormivano, li aveva uccisi “a duie a duie”, salvando l’isola dalle future scorribande.

Ai primi del 900 l’isola è stata la location nella quale si svolse la storia, poi a lieto fine di Anna Rossi, figlia di un fornaio napoletano.

I matrimoni all’epoca erano combinati e, specie le famiglie più povere, non potevano opporsi a richieste di personaggi particolarmente in vista e per giunta ricchi.
Così Anna sposò Pompeo Corbera, ricco proprietario ischitano e albergatore di Ischia, molto più anziano di lei.
La giovane era triste, perché il suo amore era un coetaneo, il giornalista e poeta Eduardo Nicolardi, che disperatamente le aveva dedicato la canzone “Voce ‘e notte“.
Il signor Corbera, però, dopo poco tempo defunse, lasciando Anna ricca e libera di unirsi per tutto il resto della vita al suo Poeta.
L’uomo della canzone napoletana è quasi sempre un perdente: vive, sperando e disperandosi, il rapporto con la donna che ama.
Lo testimoniano decine e decine di canzoni, tra le quali una che rende particolarmente l’idea è la “Malafemmena“ di Totò.
Secondo me questa caratteristica conferisce una maggior teatralità a ogni storia.

L’osservazione di scene di vita quotidiana potrebbero infatti portare a pensare che il popolo napoletano è “anormale“.
La normalità è svegliarsi presto al mattino, prendere il bus, andare in ufficio e passare circa 7 ore seduto al computer a sbrigare pratiche.

A Napoli, chi si comporta così è una esigua minoranza.

Tutti gli altri cercano di trovare, o addirittura di inventarsi, lavori che permettano di stare in movimento, in mezzo alla gente e, anche inconsciamente, di esibirsi nella maniera più
semplice, ma con grande professionalità.

Ecco perché la mia, forse ingenua, riflessione, mi convince sempre più che Napoli è un enorme palcoscenico.

Premio RECITAZIONE 2022 Otto milioni

I seguenti dodici link portano agli articoli che esprimono una manifestazione di interesse operata da DILA tra tutte le pubblicazioni che sono state effettuate sulla pagina culturale del quotidiano IL DISPARI affidata alla Redazione dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Potranno essere votati nelle pagine che sono state loro dedicate su questo sito.
Poi, a fine novembre, se sarà confermata la nostra partecipazione al prossimo BookCity, verrà comunicata una classifica finale frutto della somma dei voti web e di un particolare sistema di votazione affidato ad una Giuria designata da DILA.
Complimenti e in bocca al lupo a tutti.

ART09 Nicola Pantalone

Art01 Angela Maria Tiberi
LA VOCE DI CIRCE:
“A Ischia l’incanto ti punge gli occhi per quanto è immenso.”

ART02 Luciano Somma
Michela Zanarella torna in libreria con
“Recupero dell’essenziale” – Interno Libri

ART03 Flora Rucco
In ricordo di Paola Occhi

ART04 Adriana Iftimie Ceroli
SIMBOLICAMANTE IL CERVO

ART05 Alberto Liguoro
Cerimonia ad Acerra per il 25 APRILE 2022 con la partecipazione del Capo dello Stato.

ART06 Mauro Paolo Montacchiesi
LA POETICA DI BRUNO MANCINI

ART07 Luciana Capece
NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE

ART08 Mauro Paolo Montacchiesi
AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

ART09 Nicola Pantalone
Mi racconto ad Angela Maria Tiberi

ART10 Mauro Paolo Montacchiesi
La poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini

ART 11 Luciana Capece
Tributo all’Artista Milena Petrarca – IL TRIONFO

ART12 Liga Sarah Lapinska
intervista la pittrice Irina Befa

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DILA

Premi Otto milioni

Bruno Mancini

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