Il Dispari 20201012 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20201012 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20201012

Il furto della foto di Maradona

penultima puntata del racconto di Bruno Mancini.
Le prime dieci puntate sono state pubblicata il 13 e il 27 luglio,  il 3 – 10 – 17 – 24 – 31 agosto, 7 – 14 settembre, 5 ottobre 2020.

PARTE TERZA

I sogni
Capitolo terzo
Il secondo sogno

Tom: -«Nello stesso luogo del primo sogno, questa volta mostrando il viso dagli occhi spaziosi e leggermente arcuati verso il basso, lo sguardo dolce, le mani curate ed ingentilite da dita affusolate con unghie laccate di rosso vivace, avvolta sulle braccia da uno scialle di seta nera che era stato da lei stessa ricamato all’uncinetto, Cristina si stringeva le dita congiunte all’altezza delle ginocchia.
Immerse il suo sguardo negli occhi del nipote come se egli fosse stato il signore dei suoi pensieri, sciolse, dal nodo di dolore, una mano dall’altra, accarezzandogli le guance come ad un bimbo che dorma…
»

Edith: -«Piccirì, la telefonata che ti abbiamo indotto a fare, ora ha già conseguito gli effetti da noi auspicati (la fine della vita terrena del lurido individuo). Posso annunziarti la morte di Ignazio. Suicida.

Edoardo: -«Ignazio? Suicida? Che c’entra mio fratello Ignazio?»

Edith: -«Ignazio, l’autore del furto, non era tuo fratello, non lo era mai stato, né da parte di padre, né tanto meno da parte di tua madre.
Parlo con il loro consenso.
Tua madre tramite me ha inteso regalarti questo squarcio di verità.»

Edoardo: -«Non è…
… ed io…
Nonna che dici!»

Edith: -«Lo so, tu gli avevi creduto in buona fede.»

Bruno: -«Ma se anche Aurora… »

Edith: -«Tu, e non da solo, gli avevi creduto, in buona fede. Non ha ingannato solo te.
Indurre in errore Aurora, la Signora, è stato il suo capolavoro.
Non era mai accaduto che un mortale riuscisse ad ingannare “La Signora”.
Non solo a mia memoria. Anche Petrus è stato di questa opinione.»

Edoardo: -«Cosa posso fare? Sono distrutto.
Non ho perso un fratello indegno, ma ho trovato un inganno devastante per la morale della mia vita

Edith: -«Non devi considerarlo un disonore. È stata solo leggerezza.
Ti sarebbe bastato ricordare l’affetto di tua madre per te, per essere certo che lei non avrebbe vissuto un solo attimo sapendoti lontano.
Un figlio vale l’altro. Per una mamma.
Come avrebbe potuto privarsi di un tuo fratello?»

Edoardo: -«Perdono, perdonami…

Edith: -«Non piangere, sciocco, già fatto.
Da sempre.
Le mamme non “hanno” figli, le mamme “SONO” i loro figli.
E smettila di affliggerti, siamo vivi, come canta per me Vasco ogni volta che gli racconto la tua infanzia.
Ignazio non era tuo fratello, tanto meno gemello.
L’uomo che l’aveva adottato era un gerarca nazista la cui sterilità, dovuta ad una ferita sul campo di battaglia, non costituiva un segreto per i ranghi alti della sua struttura militare.
La moglie, smaniosa ed esuberante, pur rassegnata ad una vita monacale, gli chiedeva con insistenza un figlio:
-“Un figlio? Come si fa? Tu conosci bene la mia limitazione.”
Lei: -“Io lo faccio di nascosto con un altro uomo”
Lui: -“Peggio, tutti al Comando sanno della mia impotenza.”
-“Lo faccio di nascosto e poi…”
-“Che diavoleria hai architettato?”
E lei: -“… e poi fingiamo di adottarlo.
Ci sarà un soldato senza pretese che accetterà di rendermi madre?
Un medico corrotto che assegnerà il frutto della mia maternità ad un’altra donna?
Una spregiudicata poveretta che per una cifra concordata rimarrà segregata in casa durante tutto il tempo della mia gestazione?
Ci saranno.
La donna prezzolata fingerà, infine, di lasciarmi adottare il figlio che non avrà mai generato, ma che io avrò partorito.
Ci saranno!”

Tutto filò liscio fino a pochi giorni prima del momento della finta adozione.

La donna poveretta assoldata per l’inganno, morì improvvisamente.

Il gerarca ormai non poteva rinunziare al suo piano, oltre a tutto per non compromettere l’onore suo e della moglie con uno scandalo.
Disperato, con prepotenza e minacce, impose a tuo padre, avendo saputo che tua madre era pronta a partorire, di fingere la nascita di due gemelli, uno dei quali, il figlio della moglie e del soldato, sarebbe stato immediatamente adottato da loro.
Così sono andate le cose.
Il figlio naturale della moglie e del soldato compiacente, battezzato Ignazio, fu ufficialmente dichiarato figlio di tua madre (quindi tuo fratello gemello), per essere, dopo un breve periodo, adottato da loro.
Tuo padre non poté ribellarsi e non era in grado di opporre rifiuto.
In quel disgraziato periodo noi combattevamo le nostre guerre in opposizione alla fame ed alle bombe, ma non avevamo i mezzi per batterci contro le sopraffazioni delle deportazioni che criminali fascisti e nazisti usavano deliberare verso chiunque non seguisse le loro disposizioni.
Così sono andate le cose.
Così tu, per la gente, sei nato con un gemello che non esiste.
Il bimbo della tedesca è diventato tuo fratello per inganno, corruzione e necessità di sopravvivenza.
Tua madre, una santa, sempre pronta a sacrificarsi per tutti, accettò di far credere che acconsentiva all’adozione di un suo figlio per impedire che tuo padre fosse deportato.
Necessità di sopravvivenza.
Privarsi di un suo figlio!
L’avrebbero dovuto prima torturate, poi squartare, infine uccidere a martellate sulla testa e nell’utero.
Avresti potuto comprenderlo, ma non importa.
Così sono andate le cose.»

Edoardo: -«Nonna, aiutami, dammi una speranza.»

Edith: -«Piccirì, non trasformare una giustizia in un’emozione.
Non fare il Poeta.
Tu, sei la tua speranza, tu ed i tuoi affetti, tu e la tua dignità.
Accontentati, non è poco!
Se proprio lo desideri, la tua purificazione avverrà andando a Capri in compagnia di Gilda.
Lì in tre giorni, per
“LA POESIA DELLA VITA”,
in un particolare ed irripetibile abbandono  fra bellezze e sentimenti scriverai
“TRE POESIE DEI SOGNI”.
Dimenticando Ignazio. Egli non è mai valso un attimo della tua esistenza.
Ah! Senti, prima che te ne vai, mi aggiusteresti il lume sul comodino?
A volte non funziona, si accende e si spegne da solo.
Si accende e dopo poco si spegne e si accende da solo.
Tuo nonno non sta mai fermo. Si gira e si volta nel letto, continuamente.
Muoviti oggi muoviti domani, l’ha rotto.
Ma se non hai tempo non fa niente.»

BOOKCITY 2020

Poiché è sempre vero che quando il gioco si fa duro i DURI continuano a giocare, con grande soddisfazione posso comunicare, a nome non solo dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ma anche della Casa Editrice  IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi, della testata giornalistica “IL DISPARI” di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa che, nonostante i rischi di natura sanitaria impliciti negli spostamenti e nei viaggi, nonostante le restrizioni relative alla organizzazione di eventi -specialmente di carattere culturale-, nonostante l’assoluta mancanza di qualsiasi beneficio di carattere economico, parteciperemo al Bookcity 2020 con DUE eventi:

  • Teatro Franco Parenti – Milano – 13/11/2020 ore 16: Premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” con, tra l’altro, la proclamazione dei vincitori delle cinque sezioni (Poesia, Arti grafiche, Musica, Giornalismo, Recitazione) della nona edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.
  • Biblioteca Sormani – Milano – 14/11/2020 ore 10: L’ECO PERMANENTE, Autori e libri vari della Casa editrice Il Sextante, della Redazione del quotidiano Il Dispari, e delle Associazioni DILA e ADA

 

 

 

Ovviamente, durante le prossime settimane vi aggiorneremo, continuamente ed in maniera esclusiva, su tutti gli aspetti della prestigiosa manifestazione internazionale BOOKCITY 2020, illustrandovi le caratteristiche dei protagonisti, dei prodotti editoriali e delle realtà organizzative che ne faranno parte nel segno del MADE in Ischia.

 

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20201005

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Il furto della foto di Maradona

decima puntata del racconto di Bruno Mancini.

Le prime nove puntate sono state pubblicata il 13 e il 27 luglio,  il 3 – 10 – 17 – 24 – 31 agosto, 7 – 14 settembre 2020.

PARTE TERZA

I sogni

Il primo sogno

Petrus: -«Questa che ascolterete sarà la fedele ricostruzione del primo sogno./em>
Era la notte tra il venerdì 13 ed il sabato 14 Agosto.
Dalle ore 4.35 alle ore 4.38.
Edoardo descriverà la scena vista dal nostro amico. Edith raffigurerà la nonna Cristina.
Ho operato al meglio per non omettere alcun particolare.
Una precisazione: nella bozza, alla fine, ho indicato con i puntini di sospensione l’interruzione, definitiva, della conversazione con quella frase incompleta. 
Posso bere un Don Alfonso rosso corretto con poche gocce di Bitter?
Grazie

Edoardo:Nel giardino della mia infanzia, tra la straduzza foderata da muri di cinta composti da lastroni lavici grigio-argento e la pineta dalle ombre piene di cicalii e voli di passeri, seduta su una panca di pietra levigata dall’uso e dal tempo, la sagoma era inconfondibile.
Il grosso tupè di lunghissimi capelli né tinti né bianchi, ma di un candore naturale per nulla incupito dagli anni, finiva legato da una antica pettinessa di tartaruga con decori brillanti.
Il busto eretto di chi si mostri in posa pittorica, le spalle dritte nella morbida femminilità di un’altra epoca, la voce calma, le parole semplici, i gesti misurati, mia nonna Cristina non ruotò mai la testa, non girò mai il viso… »

Edith: -«Piccirì, per non lasciar dubbi sulla vera essenza della mia presenza e sulla origine della mia richiesta, e non consentire che tu le confonda con tue immaginazioni o le possa erroneamente valutare alla stregua di tue chimere, come prova della superiore volontà che mi ha eletto tua protettrice, ti predico, per domani, l’incontro con un uomo (per la precisione egli sarà il secondo della giornata), subito dietro l’angolo del fotografo.
Egli, sarà un giovanotto dal pantalone rosso a mezza gamba, ti chiederà una sigaretta.
Tu gliela offrirai titubante e lui ti ringrazierà dicendo “Forza Diego”.
Quando poco dopo udirai lo scampanare delle dodici dalla chiesa di San Petrus, una bimba dagli occhi azzurri e dai capelli d’oro, davanti alla fontana della Mandra, ti regalerà un fiore color del cielo.
Più tardi, il tappo della birra che bevi di solito a colazione porterà stampigliato, sul fondo, il simbolo della vincita al concorso “Stappate e-state con le bollicine”, ed allora ti collegherai ad un qualsiasi sito di scommesse on-line e punterai, vincendo, un solo colpo di cento euro alla roulette (non di più, né di meno), sul numero 33 (successivamente devolverai l’importo in beneficenza alla “Associazione Recupero Sassofoni Orsi”).
Non sempre i sogni sono solitudini romanzate, a volte, ed il nostro caso attuale, in essi orbitano punti di contatto tra dimensioni altrimenti impermeabili.
Se avrai le previste conferme, tu saprai per certo da quale volontà universale ti viene l’ordine, bada bene dico l’ordine, di telefonare al cellulare che ti ho dato nell’ultimo messaggio.
È lui l’infame.
Fallo, poi, immediatamente dopo, chiudi gli occhi e presto, all’alba successiva…»

PARTE TERZA

I sogni

Capitolo secondo

Aurora: -«Furono confermati i presagi?»

Bruno: -«Sì.»

Petrus: -«Confermo… »

Aurora: -«Che confermi tu… non occorre il tuo “confermo”. Non ora.»

Petrus: -«Chiedo scusa, non volevo offendere. Forse è preferibile che mi allontani qualche minuto. Se mi volete sono al bar

Aurora: -«Tutti o in parte?»

Bruno: -«Tutti.»

Aurora: -«Intendi dire che incontrasti un giovanotto con i pantaloni rossi ecc. poi una bimba dagli occhi azzurri e dai capelli d’oro ecc. poi ancora sotto il tappo della birra ecc. ed infine il 33 vincente alla roulette?»

Bruno: -«Così fu.»

Aurora: -«Certo, per l’autorevolezza della immacolata Cristina, l’eccezionalità della tensione fisica e morale a cui eri sottoposto in quel periodo, la rispondenza dei presagi con i fatti, non potevi agire diversamente. La telefonata andava effettuata. In quei termini ed in quel modo.»

Bruno: -«Posso solo precisare che nonna Cristina non si era decisa ad agire né per favorire se stessa, né per gratificare me, suo amato nipote, bensì in difesa della integrità morale dell’intera collettività raggirata ed offesa dalle spudorate falsità con le quali lui, Ignazio di Frigeria e d’Alessandro, negli anni l‘aveva abbindolata.
Ignazio di Frigeria e d’Alessandro, allo scopo di carpire qualche beneficio dalle finte amicizie artatamente create, non si era fermato davanti a nessun limite morale ed all’autorità di nessuna entità.
Neppure una donna angelica di none e di fatto come Cristina era riuscita a contenere la rabbia provocata dalla notizia della nuova sacrilega azione commessa dall’immorale individuo. »

Aurora: -«Sospettando ci fossero elementi sfocati nello schema globale della tua storia, avevo affermato che le assunzioni di responsabilità quasi mai corrispondono a calcoli ignobili o disdicevoli, ecco la prova.
Però.
C’è ancora un però.
Gli affetti perduti per sempre (Ignazio di Frigeria e d’Alessandro, nel bene e nel male, era pur sempre tuo fratello gemello) quasi mai si lasciano obnubilare oscurati da altrui ideali.
Altri però.
Perché non hai partecipato alle onoranze funebri?
Perché non sei rimasto sconvolto alla notizia del suo suicidio?
Perché non hai avuto alcuna reazione di sorpresa?
Perché dimostri nei suoi confronti sentimenti tutt’altro che affettuosi, e ciò ben oltre la legittima delusione per un gesto che del resto già sapevi appartenere alla normalità della sua vita sciagurata?
Molti però.
Cosa intendi con “in difesa della  integrità morale dell’intera collettività”?
E con “non si era fermato davanti a nessun limite morale ed all’autorità di nessuna entità”?
Moltissimi però.
Tutti sapevamo che Ignazio di Frigeria e D’Alessandro, tuo gemello naturale, era un poco di buono, sotto tutti i punti di vista, ma un affetto fraterno come il tuo, che aveva superato pietosamente innumerevoli contrasti, perché in questa circostanza, al solo nuovo risvolto di saperlo ladro della foto di Maradona, ha mostrato una pietà inesistente, se non addirittura una soddisfazione per la tragica fine?
Troppi però.»

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Bruno: -«Ormai hai deciso di andare fino in fondo, ebbene, ascoltiamo il secondo sogno.»

PARTE TERZA

I sogni

Capitolo terzo

Aurora: -«Chiamate Petrus. Introduca il secondo sogno. Presto.»

Petrus: -« Sono qua. Sono qua.
Devo ripetere. Questa che ascolterete è la fedele ricostruzione del secondo sogno.
Era la notte tra il sabato 14 Agosto la Domenica 15 Agosto.
Dalle ore 3.33 alle ore 3.42.
Sogno quindi successivo alla famosa telefonata.
Nessuno ne era ancora informato, ma Ignazio si era ormai già suicidato.
Tom descriverà la scena.
Edith raffigurerà la nonna Cristina.
Edoardo ripeterà le frasi dette dal nostro amico.
Ho operato al meglio per non omettere alcun particolare.
Una precisazione: se credete opportuno vi mostrerò l’autorizzazione alla divulgazione che Cristina si è premurata di inviarmi con un affettuoso messaggio per e-mail. Esso dice: “La tua insostituibile perspicacia…»

Aurora: -«Petrus, non ora, sii gentile. Dai inizio al secondo sogno.»

Petrus: -«Va bene, va bene, subito… però anch’io sono anima, e se Cristina mi considera “Il paladino dei nostri…»

Aurora: -«Smettila.»

Petrus: -«Ho fatto un buon lavoro!
Posso avere sul tavolo una Falanghina giovane-giovane?
… La Falangina è un vino, cosa avevate pensato, porcelli?
Grazie.»

 

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Dalla poetessa Luciana Capece riceviamo e volentieri pubblichiamo.

All’egregio Domenico Di Meglio, Direttore della testata giornalistica IL DISPARI.
Che emozione è stata per me leggere, al dettaglio, tutto l’Articolo riportato nella pagina pubblicata sul quotidiano “IL DISPARI”!
Fa un bell’effetto vedere la ma poesia “IL CIELO INCENERITO” condivisa orgogliosamente nella stessa cornice di pagina con altri ARTISTI.
Per cui sono molto ONORATA.
I miei Complimenti alla SUPER Soprano SABRINA FARDELLO, allo Straordinario Tenore Internazionale FRANCESCO MALAPENA, alla Speciale Scrittrice LUCIA FUSCO e agli altri ARTISTI che hanno partecipato all’evento “LIRICANDO SOTTO LE STELLE“.
La Ringrazio per tutta l’attenzione nei miei confronti e col cuore stracolmo di felicità La Saluto con Stima Eccezionale.

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Lucia Fusco | LIRICANDO SOTTO LE STELLE

Nell’Arena del Circolo Cittadino, nel cuore della città, in condizioni di sicurezza, tra mascherine e distanziamento, salutando amici e conoscenti “da lontano” ma sempre con affetto, Latina ha vissuto una serata indimenticabile di lirica, bel canto e applausi promossa dall’Associazione Liricando sotto le stelle.

Avevo già ascoltato il giovane e bel tenore di fama internazionale Francesco Malapena molti anni fa a Ischia, all’hotel Re Ferdinando, in una serata estiva meravigliosa.

Reduce da una tournée internazionale, visibilmente stanco, prima di esibirsi per il pubblico intorno alla piscina dell’albergo, se ne scusò.

Cominciò pian piano, e, in un crescendo, ci condusse alle stelle, invitando i convitati ad accompagnarlo nelle stupende, eterne melodie, a essere protagonisti con lui in un momento alto. Un concerto memorabile, struggente, che dette emozioni indimenticabili ai fortunati in quella ormai lontana sera agostana.

Il tenore ha una potenza e una sensibilità espressiva unica: un grande della lirica.

Malapena è straordinario, avvince e gioca, interagisce con chi lo ascolta.

Conosciuto e amato, dovunque ha vinto prestigiosi premi, portando l’Italia, la bellitudine nelle piazze, nei teatri, nelle televisioni di tutto il mondo.

L’arte è un linguaggio universale che dice Pace, un mosaico di armonia con piccoli tasselli.

Venerdì 4 settembre scorso il magnifico tenore, polistrumentista, ha regalato una serata speciale, suonando il violino in un omaggio a Ennio Morricone, cantando le arie napoletane che tutto il mondo ama e che danno luce e storia alla nostra patria, duettando con la soprano latinense, la brava, talentuosa, elegante Sabrina Fardello bella come il sole, dalla voce limpida, argentina, appassionata e capace di gentili acrobazie melodiche.

La musica napoletana, colta, lirica, eterna, ha incontrato le sonorità espressive blues, pop di Natalia Leopardi che ha interpretato con personale veracità la musica napoletana.

Le poesie di Francesca Ulisse sono state trasformate in performance musicali da Gina Ragazzo. Giovani danzatrici hanno colorato, come fiori, l’arena.

Ha accompagnato al pianoforte il maestro Massimo Nicola Franco.

Vestita in un costume tradizionale messicano, Cecilia Salaices ha reso omaggio all’evento nelle sue qualità di Presidente dell’Associazione Orchidea Latina, di creatrice del Progetto Frida Kahlo nonché di Presidente della sede operativa per la Nazione Messico dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“.

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Una poesia di Luciana Capece

IL CIELO INCENERITO

Una coperta d’ombra scura,
imprigiona progetti al sol nascente
nel lontano borgo d’Oriente.

Silenzi nella capsula della paura
cuciti come ferro da recinto,
a strozzare sogni
nel profitto di chi comanda.

È guerra!

Le bombe,
simile ai mortaretti in festa,
a lapidare casa
di comparto familiare.

Il pianto,
punge cuore di  Madre,
tipo ago trafitto,
mentre il tempo
strappa veloce
innocenza bianca di fanciulla.

Eguale a un letto di foglie morte,
e un diario d’inutile importanza,
dorme in fondo alla polvere
nella sacra terra dello stesso fratello.

——————————–

Una poesia di Tina Bruno

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILASCRIVERE

Scrivere è dare alla penna
il potere di raccontare
i propri pensieri,
le proprie emozioni, il proprio
Amore.
È riconoscere la penna
strumento di comunicazione
che guida il lettore

nella scelta delle letture.
Scrivere è voglia infinita
di empatia, di gioia,
capacità di trasmettere il sapere
aprendo il sipario dell’anima
a chi ama leggere.

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

TWITTERONE

Da Liga Sarah Lapinska, scrittrice, traduttrice, pittrice , ambasciatrice dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per la nazione Lettonia.

1) Per il conto di DILA ho regalato una dalle nostre antologie (il nostro libro “Io fui mortale” contenente poesie mie e del nostro sincero amico Bruno Mancini) e la mia opera d’arte “Childs of Wars” a Viesturs Āboliņš.
Viesturs Āboliņš è un uomo intelligente che sa anche aiutare altre persone che si trovino in difficoltà.
Lui è Autore di fiabe, di opere di narrative, di recensioni e di articoli.
Sul gruppo fb LENOIS abbiamo pubblicato la sua “Fiaba di Vlatia“, dal tema molto attuale, in due lingue, nella sua nativa lettone e nella mia traduzione italiana.
Grazie a te, Viestur

2) Ksenia Svetlova è un lady molto elegante, mamma di due belle figlie, giornalista e deputata del Knesset (Parlamento di Israele ), orgogliosa di presentarci il suo libro più recente “Sui tacchi alti verso il Medio Oriente”.
Lei è una dalle più talentuose scrittrici che fanno parte del nostro concorso “Otto Milioni” organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione del quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, della Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi, dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa e di tante altre organizzazioni associative amiche dei progetti Made in Ischia.
Inoltre, un inedito testo di narrativa di Ksenia Svetlova è stato pubblicata nella nostra antologia “Una pagina, un’emozione” presentata nell’aula magna della SIAM e nel Bookstore del Castello Sforzesco di Milano in occasione della prestigiosa rassegna internazionale Bookcity organizzata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Milano con partner di primo livello internazionale nell’ambito dell’editoria e della comunicazione.
Secondo la tradizione ebrea, festeggiamo il Capodanno, augurando a Ksenia Svetlova, uno sull’altro la Speranza!

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

 

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