Questione di Lingua

Spettacolo teatrale Questione di Lingua – 4 e 5 Agosto 2018 Teatro Polifunzionale di Ischia – Sipario ore 21.00

Questione di Lingua

Switch – Questione di lingua è uno spettacolo comico-brillante che narra la storia di due neo laureati, il primo (Genny) italiano e la seconda (Kelly) anglosassone, alle prese con la lingua straniera.

Raccontato attraverso una drammaturgia fresca, lineare e semplice risalterà con un ironia intelligente quanto siamo diversi e quanto noi italiani non parliamo ancora nel 2018 un inglese fluente.

Pieno di gag e doppi sensi racconterà il viaggio fatto dai due, rispettivamente nell’altro paese, sottolineando la differenza degli usi e costumi.

Importante è la parte interattiva dello spettacolo, poiché a ridosso del finale alcuni spettatori dovranno fare lo switch guidati dagli attori, ovvero cercheranno di mutare la propria lingua proprio come cerca di fare Genny.

Inutile negare che anche questa parte renderà la pièce ancora più esilarante di quanto già lo sia.

Atto unico durata 75 m

Per info e prenotazioni

Lucia D’ambra 3802109784
Evanna Oliva 3476258682

Costo del biglietto 10 euro

Spettacolo teatrale Questione di Lingua - 4 e 5 Agosto 2018 Teatro Polifunzionale di Ischia - Sipario ore 21.00

Il trailer dello spettacolo 

Lucia D’Ambra – PED (poesiaedintorni)

Video letture Lucia D’Ambra

Video letture Lucia D’Ambra

Lucia D'Ambra.Ischia – Agosto 2013

Lucia D’Ambra legge le 33 poesie finaliste del

Premi "Otto milioni - 2013"

Premio Internazionale di Poesia “Otto milioni – 2013” ideato da

Strana avventura

Bruno Mancini con la Direzione Artistica di

Roberta Panizza

Roberta Panizza e la sponsorizzazione

istituto Agostino Lauro

dell’Istituto Agostino Lauro

Liga Lapinska

Da Ischia sempre poesia

Lucia D’Ambra

M 106 Albanelli Cenatiempo D’Ambra Guarini Fiore Laik Arbonelli Palomba Mancini Don Backy Mencarini

https://www.youtube.com/edit?o=U&video_idM 105 Arbonelli D’Ambra Guarini Fiore Ladik Albanelli Palomba Somma Band Mencarini Mancin=bxIijrQYRas1

M 104 Lucia D’Ambra Antonio Fiore Rodolfo Vettorello Cigliano Di Lorenzo Palomba Bruno Mancini 

M 103 Arbonelli D’Ambra Iacono Guarracino Menichelli Palomba Museo Mare Paradiso Mencarini Mancini8

M 111 Monografia Mostra icone Loppi Mancini D’Ambra Io fui mortale Mencarini Sul palco

Protesta spegnendo televisione

Vuoi aggiungere un pacchetto promozionale alle presentazioni dei tuoi eventi (libri, dischi, mostre, incontri…) ?

Abbiamo disponibile:

1) La redazione di una pagina culturale nel quotidiano “Il Dispari”

2) Alcuni spazi d’informazione e di riproduzione video all’interno del palinsesto di teleischia (www.teleischia.it digitale terrestre e web)

3) La sezione culturale del magazine trimestrale Eudonna

4) Collane editoriali nel catalogo della Casa editrice “Il Sextante”

5) I siti www.emmegiischia.com DILA

6) Il gruppo facebook LENOIS (crca 30.000 iscritti)

7) Servizi di grafica, di editing, e di stampa per ogni tipo di pubblicazione

8) Un numeroso gruppo di scrittori, giornalisti, artisti dello spettacolo, musicisti, pittori ecc. in grado di presentare eventi in prestigiose location ubicate sull’isola d’Ischia.

9) La gestione di sedi operative estere in Lettonia, Algeria, Nicaragua, Egitto ecc.

10) La gestione di sedi operative italiane in Ischia, Vermiglio, Mirandola, Pontinia, Roma, Bologna ecc.

10) La disponibilità di alloggi per Artisti.

11) L’associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Se vuoi ne parliamo.
Per contatti:
Bruno Mancini
Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23

emmegiischia@gmail.com

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Bruno Mancini, ideatore del progetto culturale “Le nostre isole”
Il progetto culturale LENOIS nasce dal desiderio di costruire una TRIBU’di Artisti (Poeti, Narratori, Pittori ecc) che non si accontenti di rimanere segregata tra le quattro mura dei propri “siti”, ma decida di dare battaglia con le stesse armi e sullo stesso campo ove spadroneggiano banalità edulcorate omologate e massificate, e voglia farlo accettando di utilizzare a tale scopo alcune forme pubblicitarie come veicolo promozionale.
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Da Ischia, l’Arte – terza serie

Presentazione “Adotta una poesia”

Una poesia

5 poesie 3 canzoni

Da Ischia, l’Arte – seconda serie

Da Ischia, l’Arte

PMN- Show Bruno – Poesie – Musiche – Notizie

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Video poesie Mareblù 2009

Video poesie Miramate 2010

Video poesie Autori vari

Video poesie serie 2

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Il Dispari 20180716– Redazione culturale

Il Dispari 20180716 – Redazione culturale

Il Dispari 20180716

Il Dispari 20180716 – Redazione culturale
Editoriale

Liga Sara Lapinska è la vincitrice del premio di Arti grafiche “Otto milioni” 2018.

L’immagine dell’opera vincitrice farà parte della copertina dell’antologia Una pagina, un’emozione”, edita da Il Sextante di Mariapia Ciaghi, che verrà presentata ufficialmente durante il Bookcity di Milano #BCM18.

La copertina dell’antologia, insieme ad alcune opere partecipanti al premio e che hanno ottenuto i maggiori consensi, sarà pubblicata, prossimamente, IN ESCLUSIVA A COLORI, su questo quotidiano Il Dispari, grazie alla costante collaborazione che il Direttore Gaetano di Meglio riserva ai nostri progetti culturali.

Complimenti a Liga da parte mia insieme ai complimenti e agli auguri dellAssociazione DILA, della Direzione e di tutta la Redazione di Il Dispari.

Al premio hanno partecipato 217 opere di varie arti grafiche provenienti da 36 Nazioni (Algeria, Argentina, Armenia, Austria, Azerbaijan, Brasile, Bulgaria, Cile, Egitto, Georgia, Germania, Giordania, Grecia, India, Inghilterra, Iran , Israele, Italia, Lettonia, Messico, Nepal, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Perù, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Spagna, Tunisia, Turchia, Ucraina, USA, Venezuela, Vietnam).

Classifica finale premio di arti grafiche “Otto milioni”

1° premio Liga Sarah Lapinska 088 Lettonia Voti 553
2° premio Victor Rocha 195 Brasile Voti 436
3° premio Osama Slama 140 Egitto Voti 316
4° premio Ravishankar Roy 155 India Voti 311
5° premio Ismail Akinc 064 Turchia Voti 265
Art Linh Vietnam Voti 249
Janis Drozdovs Lettonia Voti 193
Tomas Fernandez Spagna Voti 186
Janis Drozdovs Lettonia Voti 182
Liga Sarah Lapinska 4 Lettonia Voti 157
Yair Aharon Israele Voti 147
Ricardo Orihuela Montesinos Perù Voti 124
Nunzia Zambardi 1 Italia Voti 121
Liga Sarah Lapinska 1 Lettonia Voti 117
Zhayna Ilyasova Russia Voti 112
Zara Ilyasova Russia Voti 109
Ajub Ibragimov Germania Voti 107
Safa Bn Iran Voti 105
Sigal Bali Israele Voti 104
Miguel Pinero 1 Venezuela Voti 102

Bruno Mancini

L IG A SARAH L A P I N S K A

Pioniera del progetto culturale “La nostra isola”, Socia fondatrice dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per la quale svolge il ruolo di Ambasciatrice in Lettonia.

Liga Sarah Lapinska è nata e vive in Lettonia, nella città di Jelgava.

Artista, disegnatrice, traduttrice, si dedica anche alla scrittura di poesie.
Oltre alla lingua lettone, sua lingua madre, ha ottima conoscenza del russo e dell’italiano.
Sull’esistere, sulla poesia e sul senso del dedicarsi al suo dipingere e al suo poetare, scrive:

Chi è molto felice parla poco, scrive poco, dipinge poco. Chi è molto disperato parla poco, scrive poco, dipinge poco. Di solito.

“Comunque esisto ed in ogni caso, a volte, vivo!”

“È mia abitudine quando parlo poco, dedicarmi alle mie tradizioni: scrivere e dipingere, e lo faccio quasi ogni giorno.”
“Non credo che tutto sia già stato detto, già scritto, già visto e già fatto.
Più sappiamo, più tanti misteri possiamo svelare.
Aprirsi al mondo è la via all’eternità, chiudersi sbarra il cammino.
Non sempre però dobbiamo intraprendere qualche cammino.

Si può essere poeti senza scrivere poesie, come si può essere pittori senza dipingere quadri. In certi momenti, almeno.

L’importante è guardarsi attorno, non temere di sbagliare, di capire o anche di fraintendere, ma condividere tutto ciò che vediamo, che viviamo, che scriviamo e che dipingiamo.”

“Le conversazioni, i litigi, le preghiere, le fughe, i ritorni.
Tutto accade, tutto è vita.
Le regole dei giochi e altre leggi, hanno breve durata. I confini nelle nazioni e delle carceri, i tabù della società, tutto ha vita breve. Le montagne invece, i fiumi, le speranze, vivono molto di più.”

“I miei versi, i miei dipinti sono forse solo un cenno della mia presenza tra voi, tra i vostri bei volti e le vostre spalle stanche. La certezza che ho provato a vivere, ad amare a conoscere. La testimonianza delle mie esperienze, ahimè, spesso non gradite, la prova dell’amore per questo mondo.
Amore che fa sopravvivere, amore che fa vivere attimi di armonia.”


Pietrantonio Di Lucia recensisce “Paradiso Perduto” di Milena Petrarca

Milena Petrarca è stata premiata durante il Bookcity di Milano 2017 in quanto vincitrice del Premio di Arti grafiche “Otto milioni” 2017 organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Un volto di donna, quasi un’apparizione, una immediata creazione che si rifà al grande atto d’amore di Dio, Nostro Signore quando volle che l’Uomo non fosse e non si sentisse solo.

Quasi per incanto fece sì che la donna si rivelasse vicina a lui, eterea apparizione.

Qui Milena con molta dolcezza e limpida maestria ha creato una vera apparizione definita da linee pulite, precise e quasi impercettibili che fanno sognare chi osserva, fanno amare in questo dipinto la donna dei suoi sogni.

Labbra carnose e sensuali, nasino che dilegua dietro la fulgida bellezza dell’immagine, occhi volitivi e fortemente aggressivi di un verde smeraldo che trafigge.

Ti senti penetrare dallo sguardo e, a forzare la trafittura, contribuiscono due ciglia nette, dure e taglienti che indirizzano vieppiù lo sguardo che ti penetra e ti scuote.

A compendio di questa forza espugnatrice del tuo intimo, i capelli che denotano sempre lo stile e i colori di Milena Petrarca, ma che son mossi in modo che diano sensazione di ribellarsi a Quel QUALCUNO e la mela, anzi le mele in primo piano ci inducano a leggere in quel volto la disobbedienza che causò la caduta dal Paradiso, l’abbandono della vita di amore, pace e immensa felicità.

Fu la donna a decidere il nostro triste destino, ma è e sarà sempre la donna a ripristinare il riscatto e l’amore indefettibile verso il Signore.

Gesù nacque da Maria, una donna scelta da Dio e venne al mondo per opera dello Spirito Santo per riscattarci da quel peccato della mela.

Tutto torna e tutto si può risolvere in bene, ma è soprattutto merito della donna se ci riscattiamo e se risolviamo gli enigmi dell’Umanità.

E’ proprio ora che diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio e anche noi maschi, uomini riconosciamo nelle femmine, nella donna la vera forza trainante della vita sociale.

Pietrantonio Di Lucia

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Il Dispari 20180709

Il Dispari 20180709 – Redazione culturale

Editoriale.Intervista esclusiva per “Il Dispari” di Caterina Guttadauro

Don Backy “Spero  di poter essere presente alla manifestazione milanese #BCM18

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo iniziato la pubblicazione della lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, ed abbiamo continuato poi a proporne alcune parti tutti i successivi lunedì.
Oggi ve ne presentiamo la parte finale ringraziando Don Backy per la gratificazione che ha voluto riservare a DILA, a Ischia e alla pagina culturale di questa testata giornalistica “Il Dispari” diretta con molto impegno da Gaetano Di Meglio.

Caterina Guttadauro La Brasca presenta ed intervista il MITO:

IL CANTAINVENTORE DON BACKY

D:- L’8 Marzo 2017 è uscito il suo nuovo lavoro “Pianeta Donna” (Edizioni Ciliegia Bianca) distribuito da Egea Music.
Sembrerebbe dal titolo che sia dedicato all’Universo femminile.
La donna fonte ispiratrice di infinite opere artistiche, donatrice di vita, osannata in alcuni secoli, trascurata in altri, oggi è quotidianamente protagonista di efferata violenza.
Perché, secondo Lei, questa retrocessione che invalida i successi faticosamente conquistati in anni di lotte al maschilismo imperante?
R:- Ho una mia teoria precisa ma che essendo una teoria può essere confutata tranquillamente da altre mille teorie.
Credo che proprio il fatto che la donna abbia così camminato per raggiungere questa benedetta parità che, addirittura poi ha sopravanzato sull’universo maschile, e quindi l’uomo sentendosi un po’ frustrato in questo senso e constatando de visu che la donna ormai non ha più niente da chiedere all’uomo, l’uomo si sente come dicevo prima frustrato e mette in campo, ovviamente stupidamente, l’unica caratteristica che gli è rimasta di superiorità, ovvero la forza fisica.
In questo senso certamente quando deve reagire a qualcosa che ritiene sbagliato lo fa mettendo in campo proprio quella cosa lì e quindi succedono quelle cose che vediamo quotidianamente, efferate, quotidianamente leggiamo sui giornali o vediamo per la televisione. Credo che questa sia la ragione principale sulla quale l’uomo dovrebbe molto riflettere e capire che la donna sicuramente in molti campi e molti settori ci è superiore.

D:- Grazie Maestro per la sua disponibilità e, come sua estimatrice, grazie per aver fatto delle sue composizioni la colonna sonora di pezzi della nostra vita; grazie per averlo fatto con garbo, lasciando a noi il compito di apprezzare e comprendere quello che è il Cantautore, l’Attore, il Pittore, in una sola parola l’UOMO Don Backy.
A riprova che la Musica non è lontana dalla Narrativa e dalla Poesia, chiudiamo questa piacevole conversazione con una piccola considerazione di un Grande: Victor Hugo “Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime”.
R:- Grazie a voi per l’invito. Mi presto sempre volentieri anche se tecnologicamente io non ho grande dimestichezza con questi attrezzi. Uso il computer praticamente per archiviare le mie cose e per scrivere certamente non uso più la macchina da scrivere. Ho un mio profilo facebook, anzi ne ho due o tre perché supero sempre il numero consentito sua facebook e ci sono come Aldo Caponi ma dico a coloro che hanno voglia di icriversi ai miei profili che nei primi due non c’è posto per iscrizioni ulteriori avendo superato il numero mentre ho possibilità nel terzo per chi volesse… Sono concorde peraltro con ciò che afferma Victor Hugo nel senso che ciò che non si può dire e non si può tacere la musica lo esprime. E in effetti è così non si può descrivere a fondo lo stato d’animo soltanto con le parole ma se si uniscono parole e musica, ovviamente di una certa qualità sicuramente si riesce ad esprimere anche gli stati d’animo e questo è meraviglioso… grazie a voi
E così concludo.
Vi saluto vi auguro buon proseguimento e spero veramente di poter essere presente alla manifestazione milanese.
Ciao Bruno, arrivederci e grazie per l’invito.

A questo punto Don Backy ha chiuso l’intervista leggendo alcune poesie tra le quali questa mia

Eppure

Poesia di Bruno Mancini

Eppure tu mi chiederai d’illuderti
tra i petali gialli
di quei cespugli,
sbocciati ieri,
nel bosco delle nebbie dense
un dì rifugio per i tuoi fantasmi.

Eppure tu mi sceglierai Caronte
di quel naviglio a punta gialla
traghetto d’incoerenze,
fermo da ieri,
sul turbine torrente
delle tue antiche trepidazioni.

Eppure tu ti mostrerai distesa
sul tuo divano verde
accanto al fuoco,
smorzato ieri,
per vivere la sfida alle donnine nude
sensuali sul canale novecento.

Eppure tu mi spingerai a rompere la porta
dalla cornice verde
a guardia del tuo letto,
dipinta ieri,
per le tue nuove notti di baldoria.
Ingresso a inviti.

Oppure…
tu m’incanterai col tuo dilemma
a penna verde
“Qui tutto o niente”,
scarabocchiato ieri,
sul fronte dello scrigno
dov’è mistero la tua complicità.

Il tuo destino è detto.
Il mio destino è udirlo.

“Marito Amore Incubo”

Tra l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e Mariapia Ciaghi promotrice culturale, nonché titolare della Casa Editrice ” Il Sextante” (che pubblica, tra l’altro, il magazine trimestrale Eudonna diffuso in diverse nazioni europee e in alcuni stati americani) si è dato inizio ad una nuova collaborazione che prevede la realizzazione di eventi culturali, artisti e sociali anche nella nostra isola d’Ischia.

Una parte importante di incontri sarà determinata dalla presentazioni di opere editoriali a grossa valenza culturale e sociale, tra le quali, quasi certamente, rientrerà il libro “Marito Amore Incubo” a firma della giornalista psicologa e psicoterapeuta trentina Paola Taufer.

Presentato mercoledì 20 Giugno presso la Sala Cittadina del Municipio II di Roma, e dopo i saluti dell’Assessore Lucrezia Colmayer in prima linea sui problemi riguardanti i diritti e le pari opportunità, l’autrice del libro ha voluto tratteggiare per i lettori del nostro quotidiano “Il Dispari” una breve genesi della storia narrata:

-“All’inizio sono piccoli segnali, facili da fraintendere, comodamente occultabili dietro gli inganni e le illusioni dell’amore.
Poi arrivano le violenze e i maltrattamenti psicologici.

Violenza subita, violenza vissuta e sopravvivenza.

Una famiglia e una vita intera raccontate dalla protagonista di una storia che l’ha sempre dipinta succube, debole, impotente, ma che mantiene forza tra i gesti di brutalità e i momenti di dolcezza amara che è costretta a vivere.

Un amore che diviene ben presto il peggiore degli incubi.

Giornate che rendono l’esistenza vacillante e sempre sul filo del rasoio: cosa succederà oggi? Mi salverò?
Julia non sa se ce la farà, non pensa al domani.
Rimane pronta ad accettare il suo destino, ma fino a quando?
Finché una parte di sé si ribella.

È una battaglia difficile, dove a fronteggiarsi ci sono l’amore per i figli, i sensi di colpa, il bisogno di tenere unita la famiglia, la speranza di un miglioramento, ma anche il forte bisogno, istintivo, primordiale, di non perdere se stessa, la propria identità.

È proprio per avere e vivere un futuro che Julia mi chiede di raccontare la sua storia, di renderla pubblica attraverso la pubblicazione di un libro.
Me lo racconta durante un lungo lavoro che va ben oltre la psicoterapia.
Lo desidera fortemente condividere, affinché altre donne, che magari intravedono nel proprio partner segnali simili, sappiano dove la spirale della violenza domestica può portare”.

La presentazione del volume è stata accompagnata da una serie di interventi, moderati dalla titolare della casa editrice Il Sextante e giornalista Mariapia Ciaghi, finalizzati al desiderio di condividerne le tematiche (dalle riflessioni sullo status della donna di ieri e di oggi, ai diritti e doveri della donna moglie e madre, alle differenze tra violenza psicologica, economica e fisica).

In tale direzione è stata delineata l’interessante e rafforzativa testimonianza di un caso portato ad esempio dallo psicologo, psicoterapeuta, specializzato in ansia, attacchi di panico, depressione, Presidente Cenpis Orion, nonché Leone d’oro alla carriera, Prof. Antonio Popolizio, che ha descritta la violenza affermando che essa nasce spesso anche da uno stato di stress ed è un’epidemia che aumenta ogni giorno di più colpendo tutti poiché la società, con tutte le sue contraddizioni, pone sotto pressione le persone, le sovraccarica di obiettivi, spesso irraggiungibili, che portano a un senso di frustrazione sia nel lavoro sia nella vita di coppia e sia, anche, nelle relazioni all’interno della famiglia.

Sono seguiti approfondimenti sulle tematiche collegate agli aspetti giudiziari, quale la complementarietà tra vittima e carnefice proposta dalla Dott.ssa Stefania Cacciani, psicologa, psicoterapeuta, criminologa specializzata in femminicidio, e dalle Avvocatesse Cristina Mercogliano e Rita Chiucchiuni, entrambe esperte di diritto di famiglia e per la difesa della donna e dei minori, Componenti Associazione Cammino.

La dott.ssa Patrizia Del Sole, Responsabile Centro ansia e stress, ha messo in evidenza le influenze sull’autostima della donna vittima, le ricadute dell’ambiente familiare, sui figli e lo stress nelle dinamiche di violenza nell’ambito domestico da parte della donna vittima.

La serata si è conclusa nella migliore delle aspettative con un programma di lavoro futuro e congiunto dove tutti hanno dato la loro disponibilità per riuscire a trasmettere, a partire dalle scuole, quei valori di rispetto della donna che sono un passo importante per il superamento della violenza dilagante.

Prossimo appuntamento a Settembre a Ischia?
Perché no!

Mariapia Camin Panico

Il Dispari 20180702 – Redazione culturale

Il Dispari 20180702

Il Dispari 20180702 – Redazione culturale

Editoriale. Intervista esclusiva per “Il Dispari” di Caterina Guttadauro

Don Backy “Sarò con DILA

al Bookcity Milano #BCM18″

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo iniziato la pubblicazione della lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, ed abbiamo continuato poi a proporne alcune parti tutti i successivi lunedì.
Oggi ve ne presentiamo un ulteriore frammento.

Caterina Guttadauro La Brasca intervista il MITO:
DON BACKY Socio fondatore dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

D.- Lei sa che DILA significa “Da Ischia L’Arte”. Ha mai composto una canzone ispirata dalla bellezza di un luogo come appunto Ischia che rappresenta la magia e l’incanto?

R:- No, non ho mai scritto canzoni per esaltare la bellezza di un luogo. Ho scritto una canzone dedicata al mio paese ma fa parte come altre 20 canzoni di progetto carnevalesco nel senso che ogni anno io scrivo -ho scritto fino a un paio di anni fa-, una canzone per il carnevale del mio paese.

La prima sì intitola proprio Santacroce ed à l’unica canzone che ho scritto appunto dedicandola a un luogo.

Poi ho dedicato una canzone a una regione, ovvero alla Sardegna, ma non per esaltarne la bellezza ma per fare un paragone dalla Sardegna vacanziera che tutti quanti ritengono che esista solo per quel fatto lì e appunto nella seconda parte del brano la il rovescio della medaglia ovvero di raccontare che la Sardegna non è solo quella che serve per farci andare le persone in vacanza.

Quella è l’unica canzone che ho dedicata a una regione, però non ad un luogo preciso e non per esaltarne esclusivamente la bellezza.

D:- In quale campo Lei si sente più realizzato?

R:- Beh, ovviamente il campo in cui mi sento più intrigato è sicuramente quello che ho detto prima, cioè quello della musica leggera.
Io sono nato per essere autore e cantante delle mie canzoni.

Ripeto, le altre espressioni artistiche che ho frequentato riguardano esclusivamente un’esperienza personale che ho inteso fare.
Io non mi fermo mai ad ammirare, per dire, un disegno di Hugo Pratt, di Corto Maltese per intenderci, e se qualcosa mi affascina, mi attrae con un grande impatto, grazie a quel grande impatto che ho provato io poi non abbandono la cosa a se stessa ma cerco di compenetrarla.

E di lì nasce, appunto, il disegno, di lì nasce la pittura ecc.
Guardando i quadri fiamminghi sono stato talmente emozionato, paesaggi di neve soprattutto, che ho dovuto compenetrare anche quel tipo di esperienza.

L’ho fatto con quella cinquantina di tele che, appunto ripeto, comunque restano un fatto mio personale. Ecco quella è esperienza che io ho acquisita.

D:- Lei è senza dubbio uno dei Cantautori che, meritatamente, rimarrà nella storia della Musica.
Un cantautore di oggi in cosa è più avvantaggiato o svantaggiato rispetto a Lei?

R:- Rispetto a me non lo so.
Posso dire che la categoria cantautorale degli anni sessanta era una categoria molto più naturale, spontanea.

Si scrivevano canzoni solitamente usando un semplice giro armonico.

Quello che io ho sempre fatto e ho continuato a fare fino ad oggi…
Un giro armonico dei più semplici, e di lì secondo me quello era il segreto dal quale appunto nascevano poi canzoni che sono rimaste nella storia della musica leggera.

Oggi la differenza fra i ragazzi che intendano iniziare questa professione, intanto la differenza è il grande affollamento che c’è oggi, perché oggi basta avere un computer e una tastierina e qualsiasi ragazzo può farsi addirittura un disco in casa, con tanti strumenti che sono preregistrati, quindi, quella è la differenza: la grande offerta che c’è oggi rispetto a una domanda che si è andata sempre più assottigliandosi fino a scomparire del tutto.

Perché la musica ormai la si usufruisce attraverso strumenti che non hanno più necessità di un supporto fisico… un CD una cassetta ecc.
Oggi basta avere una scatolina piccola così e ci metti dentro tremila canzoni e poi te le senti quando ti pare e piace.
Quindi la musica leggera è diventata tutt’altro.
Certamente oggi i ragazzi che ci provano, sperano tutti quanti di arrivare magari a diventare dei nomi altisonanti in modo poi da fare dei concerti super pagati negli stadi, nelle arene, nei palazzi dello sport ecc.

Questo è il sogno di tutti perché se intendono vivere con la vendita dei dischi, secondo me farebbero meglio a rinunciare.

Una delle poesie lette da Don Backy durante intervista esclusiva concessa al nostro giornale

Brulichio

Poesia di Bruno Mancini

Brulichio di tante palline
buttate a caso insieme per terra.
Come fai a parlarmi?
Quel fiore che vive una notte
per ogni
cent’anni.
Come fai a parlarmi?
Ricordarmi qualcosa.
A quest’ora. A quest’ora.
La pelle ubbriacata
come s’io stessi ancora
ad ungerla di gin
nell’ombelico vuoto piccola coppa,
e a grande mano
stendessi al seno,
al collo.
Girati.
Tutta la schiena
e natiche.
Piuma.
Sulle montagne
un forte vento di neve
ha ricoperto gli alberi.
Come fai a parlarmi?
Quella tua lunga verginità
presa in due ore
su un letto di tovaglie.
Brulichio di tante palline
buttate a caso insieme per terra.

Il Dispari 20180625 – Redazione culturale

Il Dispari: una pagina per DILA

IL DISPARI 2015 – 2016

IL DISPARI 2017

IL DISPARI 2018

DILA

Premi Otto milioni

MONACO DI BAVIERA: LA MOSTRA DI FABIO VIALE

Monaco di Baviera: presso il Glyptothek Museum inaugura la prima mostra personale di Fabio Viale scultore di richiamo internazionale definito “il cultore del marmo”

Nuovi orizzonti visivi e percettivi  dove il contemporaneo si accosta e integra con la classicità restituendo rinnovato respiro all’opera d’arte in cui riscoprire verità insolite e sogni recuperati oltre il tempo, accompagnano la ricerca compositiva ed espressiva di Fabio Viale che restituisce alla materia nuove forme di vita tra realtà vicine e lontane, presenti e passate.

Monaco di Baviera mostra di Fabio Viale

Classico e contemporaneo si incontrano nei lavori di questo straordinario e affermato artista definito “cultore del marmo” nato a Cuneo nel 1975 che attraverso la sperimentazione da vita a rappresentazioni in costante equilibrio dove si evince la leggerezza della materia cui si affiancano aspetti legati all’innovazione. Accostatosi molto presto alla scultura e gestendo con disinvoltura un approccio sempre in divenire e in “presa diretta” con la materia, Fabio Viale è sempre andato alla ricerca di nuovi risultati sperimentando le leggi della meccanica e della fisica, con cui ad esempio ha dato vita alla famosa barca in marmo con motore: “Ahgalla” che è riuscito a far muovere in mare o al pneumatico gigante sempre in marmo, che ha tanto destato curiosità ed interesse.

Entro un’ottica contemporanea con richiami al classico, ma solo come spunto da rielaborare alla luce del presente, i lavori di Fabio Viale si mostrano spesso semplici, altre volte innovativi specie se combinati con meccanismi legati alle tecnologie per ottimizzare il prodotto definitivo. Lavori che dall’Italia alla Russia, all’America, hanno conquistato un pubblico sempre più internazionale.

Monaco di Baviera mostra di Fabio Viale

Diverse sono state le mostre personali esposte in Italia e all’estero giungendo in Russia e negli Stati Uniti dove Fabio Viale ha ottenuto consensi favorevoli anche per quel nuovo modo di esplorare i linguaggi della scultura utilizzando in particolare il marmo suo materiale di elezione con cui ha sempre amato confrontarsi.

Tra le mostre vanno citate quella di New York del 2012 presso la Sperone Westwater Gallery quella al Museo del Novecento di Milano, l’esposizione alla Basilica di San Lorenzo di due versioni di Souvenir Pietà | Cristo e la recente realizzazione del progetto Souvenir Pietà | Madre, con cui ha inaugurato la nuova sede milanese della Galleria Poggiali, senza dimenticare la mostra della scorsa estate 2017 “Door Release” a Forte dei Marmi negli spazi del Fortino dove ha fatto riferimento alla scultura romana tardo antica e alla statuaria arcaica greca sempre alla luce del contemporaneo  e quella alla Galleria Poggiali a Pietrasanta dello scorso agosto del 2017 dove ha esposto un’opera monumentale in marmo statuario “StarGate” composta da due cassette utilizzate per il trasporto della frutta di oltre 2 metri e cinquanta, unite insieme a suggerire una sorta di stanza o spazio dove lasciarsi guidare dall’immaginazione e dai sogni. L’opera infatti non è solo una replica sovradimensionata in marmo della cassetta di frutta, dell’oggetto di uso comune, ma è un oggetto dalle potenzialità fantascientifiche: una sorta di portale stellare tramite il quale si accede ad altri mondi e universi.

Al Glyptothek Museum a MONACO DI BAVIERA sono esposte dal 12 luglio 2018 con inaugurazione alle ore 19.00, nuove versioni di lavori di Fabio Viale  quei lavori che lo hanno contraddistinto durante la sua carriera e alcuni dei quali sono stati citati prima.

Monaco di Baviera mostra di Fabio Viale

In questa mostra personale viene valorizzato ulteriormente il suo processo creativo basato su quella linea che guarda al confronto di opere in marmo di impareggiabile valore e differenti poetiche associabili per contrasto. Nel percorso espositivo sono presenti undici opere, per lo più di grandi dimensioni, a rappresentare l’intero terreno di indagine della sua arte che vede tra le altre Star-Gate, Aereo, Orbitale, Nike di Samotracia, Infinito, Door Release, Venere Italica e Anchor.

La mostra, aperta fino al 30 settembre 2018, resa possibile con il supporto della Galleria Poggiali e grazie all’Istituto Italiano di Cultura e al Consolato Generale di Monaco di Baviera, rappresenta la prima personale dell’artista in un museo tedesco.

La nuova versione de La Suprema (StarGate) è costituita da due cassette per il trasporto della frutta poste una sopra l’altra e da un tassello per l’ancoraggio delle viti a muro; Anchor è alta oltre due metri e sessanta, mentre “Door Release” è una rilettura del Dito di Costantino (di oltre due metri di dimensione) realizzato in marmo che però si finge polistirolo.

Un progetto monumentale che si estenderà anche nell’antistante Königslpatz, all’interno della quale verrà collocata per la prima volta in assoluto un’opera d’arte contemporanea “il Laocoonte”. Si tratta di un’opera che l’artista ha concepito per la piazza tedesca e nella quale sintetizza l’etica del suo lavoro in cui vengono attualizzati capolavori del passato utilizzando diversi processi e tecnologie del contemporaneo come il procedimento del tatuaggio applicato agli stessi marmi.

Il Laocoontepresenta infatti lungo il corpo tatuaggi restituiti con immagini a colori dove sono raffigurati alcuni passi dell’Inferno di Dante ad indicare l’intento di stabilire nuove connessioni culturali di respiro universale. Essa rappresenta la prima opera d’arte contemporanea esposta in Königslpatz, in dialogo aperto con il quartiere dell’arte moderna e contemporanea di Monaco.

Il catalogo della mostra edito dal Glyptothek Museum presenta testi a cura di Christian Gliwitzky e Sergio Risaliti.

Con questo nuovo progetto al Glyptothek Museum di Monaco di Baviera, Fabio Viale si propone di sintetizzare da un punto di vista formale le sperimentazioni compiute fino ad ora, dopo un articolato percorso artistico con cui ha restituito agli oggetti -anche a quelli più comuni e di uso quotidiano- protagonisti delle sue opere nuovo significato a suggerire che dietro ogni rappresentazione e simbolo si nasconde altro, insito nelle possibilità con cui la materia si lascia plasmare e trasformare.

Silvana Lazzarino

 

FABIO VIALE

In Stein GemeiBelt

Glyptothek Museum   Monaco di Baviera

Konigplatz 1 | Munchen

Inaugurazione 12 luglio 2018 ore 19.00

Orario: Tutti i giorni 10-17 | lunedì chiuso

12 luglio – 30 settembre 2018

Per ulteriori informazioni: https://www.glyptoteket.com

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Il Dispari 20180709 – Redazione culturale

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Il Dispari 20180709

Il Dispari 20180709 – Redazione culturale

Editoriale.Intervista esclusiva per “Il Dispari” di Caterina Guttadauro

Don Backy “Spero  di poter essere presente alla manifestazione milanese #BCM18

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo iniziato la pubblicazione della lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, ed abbiamo continuato poi a proporne alcune parti tutti i successivi lunedì.
Oggi ve ne presentiamo la parte finale ringraziando Don Backy per la gratificazione che ha voluto riservare a DILA, a Ischia e alla pagina culturale di questa testata giornalistica “Il Dispari” diretta con molto impegno da Gaetano Di Meglio.

Caterina Guttadauro La Brasca presenta ed intervista il MITO:

IL CANTAINVENTORE DON BACKY

D:- L’8 Marzo 2017 è uscito il suo nuovo lavoro “Pianeta Donna” (Edizioni Ciliegia Bianca) distribuito da Egea Music.
Sembrerebbe dal titolo che sia dedicato all’Universo femminile.
La donna fonte ispiratrice di infinite opere artistiche, donatrice di vita, osannata in alcuni secoli, trascurata in altri, oggi è quotidianamente protagonista di efferata violenza.
Perché, secondo Lei, questa retrocessione che invalida i successi faticosamente conquistati in anni di lotte al maschilismo imperante?
R:- Ho una mia teoria precisa ma che essendo una teoria può essere confutata tranquillamente da altre mille teorie.
Credo che proprio il fatto che la donna abbia così camminato per raggiungere questa benedetta parità che, addirittura poi ha sopravanzato sull’universo maschile, e quindi l’uomo sentendosi un po’ frustrato in questo senso e constatando de visu che la donna ormai non ha più niente da chiedere all’uomo, l’uomo si sente come dicevo prima frustrato e mette in campo, ovviamente stupidamente, l’unica caratteristica che gli è rimasta di superiorità, ovvero la forza fisica.
In questo senso certamente quando deve reagire a qualcosa che ritiene sbagliato lo fa mettendo in campo proprio quella cosa lì e quindi succedono quelle cose che vediamo quotidianamente, efferate, quotidianamente leggiamo sui giornali o vediamo per la televisione. Credo che questa sia la ragione principale sulla quale l’uomo dovrebbe molto riflettere e capire che la donna sicuramente in molti campi e molti settori ci è superiore.

D:- Grazie Maestro per la sua disponibilità e, come sua estimatrice, grazie per aver fatto delle sue composizioni la colonna sonora di pezzi della nostra vita; grazie per averlo fatto con garbo, lasciando a noi il compito di apprezzare e comprendere quello che è il Cantautore, l’Attore, il Pittore, in una sola parola l’UOMO Don Backy.
A riprova che la Musica non è lontana dalla Narrativa e dalla Poesia, chiudiamo questa piacevole conversazione con una piccola considerazione di un Grande: Victor Hugo “Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime”.
R:- Grazie a voi per l’invito. Mi presto sempre volentieri anche se tecnologicamente io non ho grande dimestichezza con questi attrezzi. Uso il computer praticamente per archiviare le mie cose e per scrivere certamente non uso più la macchina da scrivere. Ho un mio profilo facebook, anzi ne ho due o tre perché supero sempre il numero consentito sua facebook e ci sono come Aldo Caponi ma dico a coloro che hanno voglia di icriversi ai miei profili che nei primi due non c’è posto per iscrizioni ulteriori avendo superato il numero mentre ho possibilità nel terzo per chi volesse… Sono concorde peraltro con ciò che afferma Victor Hugo nel senso che ciò che non si può dire e non si può tacere la musica lo esprime. E in effetti è così non si può descrivere a fondo lo stato d’animo soltanto con le parole ma se si uniscono parole e musica, ovviamente di una certa qualità sicuramente si riesce ad esprimere anche gli stati d’animo e questo è meraviglioso… grazie a voi
E così concludo.
Vi saluto vi auguro buon proseguimento e spero veramente di poter essere presente alla manifestazione milanese.
Ciao Bruno, arrivederci e grazie per l’invito.

A questo punto Don Backy ha chiuso l’intervista leggendo alcune poesie tra le quali questa mia

Eppure

Poesia di Bruno Mancini

Eppure tu mi chiederai d’illuderti
tra i petali gialli
di quei cespugli,
sbocciati ieri,
nel bosco delle nebbie dense
un dì rifugio per i tuoi fantasmi.

Eppure tu mi sceglierai Caronte
di quel naviglio a punta gialla
traghetto d’incoerenze,
fermo da ieri,
sul turbine torrente
delle tue antiche trepidazioni.

Eppure tu ti mostrerai distesa
sul tuo divano verde
accanto al fuoco,
smorzato ieri,
per vivere la sfida alle donnine nude
sensuali sul canale novecento.

Eppure tu mi spingerai a rompere la porta
dalla cornice verde
a guardia del tuo letto,
dipinta ieri,
per le tue nuove notti di baldoria.
Ingresso a inviti.

Oppure…
tu m’incanterai col tuo dilemma
a penna verde
“Qui tutto o niente”,
scarabocchiato ieri,
sul fronte dello scrigno
dov’è mistero la tua complicità.

Il tuo destino è detto.
Il mio destino è udirlo.

“Marito Amore Incubo”

Tra l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e Mariapia Ciaghi promotrice culturale, nonché titolare della Casa Editrice ” Il Sextante” (che pubblica, tra l’altro, il magazine trimestrale Eudonna diffuso in diverse nazioni europee e in alcuni stati americani) si è dato inizio ad una nuova collaborazione che prevede la realizzazione di eventi culturali, artisti e sociali anche nella nostra isola d’Ischia.

Una parte importante di incontri sarà determinata dalla presentazioni di opere editoriali a grossa valenza culturale e sociale, tra le quali, quasi certamente, rientrerà il libro “Marito Amore Incubo” a firma della giornalista psicologa e psicoterapeuta trentina Paola Taufer.

Presentato mercoledì 20 Giugno presso la Sala Cittadina del Municipio II di Roma, e dopo i saluti dell’Assessore Lucrezia Colmayer in prima linea sui problemi riguardanti i diritti e le pari opportunità, l’autrice del libro ha voluto tratteggiare per i lettori del nostro quotidiano “Il Dispari” una breve genesi della storia narrata:

-“All’inizio sono piccoli segnali, facili da fraintendere, comodamente occultabili dietro gli inganni e le illusioni dell’amore.
Poi arrivano le violenze e i maltrattamenti psicologici.

Violenza subita, violenza vissuta e sopravvivenza.

Una famiglia e una vita intera raccontate dalla protagonista di una storia che l’ha sempre dipinta succube, debole, impotente, ma che mantiene forza tra i gesti di brutalità e i momenti di dolcezza amara che è costretta a vivere.

Un amore che diviene ben presto il peggiore degli incubi.

Giornate che rendono l’esistenza vacillante e sempre sul filo del rasoio: cosa succederà oggi? Mi salverò?
Julia non sa se ce la farà, non pensa al domani.
Rimane pronta ad accettare il suo destino, ma fino a quando?
Finché una parte di sé si ribella.

È una battaglia difficile, dove a fronteggiarsi ci sono l’amore per i figli, i sensi di colpa, il bisogno di tenere unita la famiglia, la speranza di un miglioramento, ma anche il forte bisogno, istintivo, primordiale, di non perdere se stessa, la propria identità.

È proprio per avere e vivere un futuro che Julia mi chiede di raccontare la sua storia, di renderla pubblica attraverso la pubblicazione di un libro.
Me lo racconta durante un lungo lavoro che va ben oltre la psicoterapia.
Lo desidera fortemente condividere, affinché altre donne, che magari intravedono nel proprio partner segnali simili, sappiano dove la spirale della violenza domestica può portare”.

La presentazione del volume è stata accompagnata da una serie di interventi, moderati dalla titolare della casa editrice Il Sextante e giornalista Mariapia Ciaghi, finalizzati al desiderio di condividerne le tematiche (dalle riflessioni sullo status della donna di ieri e di oggi, ai diritti e doveri della donna moglie e madre, alle differenze tra violenza psicologica, economica e fisica).

In tale direzione è stata delineata l’interessante e rafforzativa testimonianza di un caso portato ad esempio dallo psicologo, psicoterapeuta, specializzato in ansia, attacchi di panico, depressione, Presidente Cenpis Orion, nonché Leone d’oro alla carriera, Prof. Antonio Popolizio, che ha descritta la violenza affermando che essa nasce spesso anche da uno stato di stress ed è un’epidemia che aumenta ogni giorno di più colpendo tutti poiché la società, con tutte le sue contraddizioni, pone sotto pressione le persone, le sovraccarica di obiettivi, spesso irraggiungibili, che portano a un senso di frustrazione sia nel lavoro sia nella vita di coppia e sia, anche, nelle relazioni all’interno della famiglia.

Sono seguiti approfondimenti sulle tematiche collegate agli aspetti giudiziari, quale la complementarietà tra vittima e carnefice proposta dalla Dott.ssa Stefania Cacciani, psicologa, psicoterapeuta, criminologa specializzata in femminicidio, e dalle Avvocatesse Cristina Mercogliano e Rita Chiucchiuni, entrambe esperte di diritto di famiglia e per la difesa della donna e dei minori, Componenti Associazione Cammino.

La dott.ssa Patrizia Del Sole, Responsabile Centro ansia e stress, ha messo in evidenza le influenze sull’autostima della donna vittima, le ricadute dell’ambiente familiare, sui figli e lo stress nelle dinamiche di violenza nell’ambito domestico da parte della donna vittima.

La serata si è conclusa nella migliore delle aspettative con un programma di lavoro futuro e congiunto dove tutti hanno dato la loro disponibilità per riuscire a trasmettere, a partire dalle scuole, quei valori di rispetto della donna che sono un passo importante per il superamento della violenza dilagante.

Prossimo appuntamento a Settembre a Ischia?
Perché no!

Mariapia Camin Panico

Il Dispari 20180702 – Redazione culturale

Il Dispari 20180702

Il Dispari 20180702 – Redazione culturale

Editoriale. Intervista esclusiva per “Il Dispari” di Caterina Guttadauro

Don Backy “Sarò con DILA

al Bookcity Milano #BCM18″

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo iniziato la pubblicazione della lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, ed abbiamo continuato poi a proporne alcune parti tutti i successivi lunedì.
Oggi ve ne presentiamo un ulteriore frammento.

Caterina Guttadauro La Brasca intervista il MITO:
DON BACKY Socio fondatore dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

D.- Lei sa che DILA significa “Da Ischia L’Arte”. Ha mai composto una canzone ispirata dalla bellezza di un luogo come appunto Ischia che rappresenta la magia e l’incanto?

R:- No, non ho mai scritto canzoni per esaltare la bellezza di un luogo. Ho scritto una canzone dedicata al mio paese ma fa parte come altre 20 canzoni di progetto carnevalesco nel senso che ogni anno io scrivo -ho scritto fino a un paio di anni fa-, una canzone per il carnevale del mio paese.

La prima sì intitola proprio Santacroce ed à l’unica canzone che ho scritto appunto dedicandola a un luogo.

Poi ho dedicato una canzone a una regione, ovvero alla Sardegna, ma non per esaltarne la bellezza ma per fare un paragone dalla Sardegna vacanziera che tutti quanti ritengono che esista solo per quel fatto lì e appunto nella seconda parte del brano la il rovescio della medaglia ovvero di raccontare che la Sardegna non è solo quella che serve per farci andare le persone in vacanza.

Quella è l’unica canzone che ho dedicata a una regione, però non ad un luogo preciso e non per esaltarne esclusivamente la bellezza.

D:- In quale campo Lei si sente più realizzato?

R:- Beh, ovviamente il campo in cui mi sento più intrigato è sicuramente quello che ho detto prima, cioè quello della musica leggera.
Io sono nato per essere autore e cantante delle mie canzoni.

Ripeto, le altre espressioni artistiche che ho frequentato riguardano esclusivamente un’esperienza personale che ho inteso fare.
Io non mi fermo mai ad ammirare, per dire, un disegno di Hugo Pratt, di Corto Maltese per intenderci, e se qualcosa mi affascina, mi attrae con un grande impatto, grazie a quel grande impatto che ho provato io poi non abbandono la cosa a se stessa ma cerco di compenetrarla.

E di lì nasce, appunto, il disegno, di lì nasce la pittura ecc.
Guardando i quadri fiamminghi sono stato talmente emozionato, paesaggi di neve soprattutto, che ho dovuto compenetrare anche quel tipo di esperienza.

L’ho fatto con quella cinquantina di tele che, appunto ripeto, comunque restano un fatto mio personale. Ecco quella è esperienza che io ho acquisita.

D:- Lei è senza dubbio uno dei Cantautori che, meritatamente, rimarrà nella storia della Musica.
Un cantautore di oggi in cosa è più avvantaggiato o svantaggiato rispetto a Lei?

R:- Rispetto a me non lo so.
Posso dire che la categoria cantautorale degli anni sessanta era una categoria molto più naturale, spontanea.

Si scrivevano canzoni solitamente usando un semplice giro armonico.

Quello che io ho sempre fatto e ho continuato a fare fino ad oggi…
Un giro armonico dei più semplici, e di lì secondo me quello era il segreto dal quale appunto nascevano poi canzoni che sono rimaste nella storia della musica leggera.

Oggi la differenza fra i ragazzi che intendano iniziare questa professione, intanto la differenza è il grande affollamento che c’è oggi, perché oggi basta avere un computer e una tastierina e qualsiasi ragazzo può farsi addirittura un disco in casa, con tanti strumenti che sono preregistrati, quindi, quella è la differenza: la grande offerta che c’è oggi rispetto a una domanda che si è andata sempre più assottigliandosi fino a scomparire del tutto.

Perché la musica ormai la si usufruisce attraverso strumenti che non hanno più necessità di un supporto fisico… un CD una cassetta ecc.
Oggi basta avere una scatolina piccola così e ci metti dentro tremila canzoni e poi te le senti quando ti pare e piace.
Quindi la musica leggera è diventata tutt’altro.
Certamente oggi i ragazzi che ci provano, sperano tutti quanti di arrivare magari a diventare dei nomi altisonanti in modo poi da fare dei concerti super pagati negli stadi, nelle arene, nei palazzi dello sport ecc.

Questo è il sogno di tutti perché se intendono vivere con la vendita dei dischi, secondo me farebbero meglio a rinunciare.

Una delle poesie lette da Don Backy durante intervista esclusiva concessa al nostro giornale

Brulichio

Poesia di Bruno Mancini

Brulichio di tante palline
buttate a caso insieme per terra.
Come fai a parlarmi?
Quel fiore che vive una notte
per ogni
cent’anni.
Come fai a parlarmi?
Ricordarmi qualcosa.
A quest’ora. A quest’ora.
La pelle ubbriacata
come s’io stessi ancora
ad ungerla di gin
nell’ombelico vuoto piccola coppa,
e a grande mano
stendessi al seno,
al collo.
Girati.
Tutta la schiena
e natiche.
Piuma.
Sulle montagne
un forte vento di neve
ha ricoperto gli alberi.
Come fai a parlarmi?
Quella tua lunga verginità
presa in due ore
su un letto di tovaglie.
Brulichio di tante palline
buttate a caso insieme per terra.

Il Dispari 20180625 – Redazione culturale

Il Dispari 20180625

Il Dispari 20180625 – Redazione culturale
Editoriale

Don Backy intervistato in esclusiva per “Il Dispari” da Caterina Guttadauro: “Sarò con DILA al Bookcity Milano #BCM18”

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo pubblicato il prologo alla lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, in data 18 Giugno ne abbiamo pubblicata una prima parte, oggi vi proponiamo la seconda delle quattro parti in cui l’abbiamo divisa per motivi di spazio, dandovi appuntamento a lunedì 2 Luglio per la terza puntata.

Di questa prima parte è interessante notare la definizione “canta-inventore” che Don Backy, con molta umiltà, riserva alla sua qualifica artistica precisando di non essere culturalmente attrezzato per considerarsi un compositore!
Cioè, uno dei più grandi compositori di musica leggera italiana degli ultimi sei decenni, il musicista che ha composto parole e musica di best seller ineguagliati, il MITO artistico che ha fatto innamorare con le sue canzoni (e delle sue canzoni) intere generazioni, DON BACKY ha il pudore di ammettere un suo limite che in effetti non ha inciso in alcun modo sui risultati che egli ha ottenuto, che continua a raggiungere.

La nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” sarà orgogliosa, in occasione dell’evento che essa proporrà a Novembre nell’ambito del Bookcity di Milano #BBM18, di poter contare sulla presenza e sulla preziosa voce di un siffatto “canta. inventore“!

Caterina Guttadauro La Brasca presenta ed intervista il MITO:

IL CANTA-INVENTORE DON BACKY

D:- Nel suo caso è esatto dire “Una vita dedicata all’Arte” visto che parliamo di percorsi riusciti in vari settori e allora, secondo Lei, cosa lega la Pittura alla Musica e alla Scrittura?
R:- Non so cos’è che leghi esattamente la pittura la musica e la scrittura. Certamente nel mio caso io sono prima di tutto un canta-inventore, come mi piace definirmi, nel senso che non sono culturalmente attrezzato per essere un compositore.
Sono uno strimbellatore di chitarra e però, non avendo necessità di uno strumento, le canzoni posso scriverle in qualsiasi luogo mi trovi, anche senza, appunto, l’aiuto di uno strumento…in macchina, per la strada, ecc. e pertanto insomma quella ritengo sia la mia caratteristica professionale più evidente.
La pittura, la scrittura ecc.
La pittura poi è soltanto un’esperienza che ho fatto e in qualche modo mi ha gratificato per un periodo ma non è che ho inteso renderla una professione. Nella maniera più assoluta.
Mi sono divertito.
Sono riuscito a dipingere una cinquantina di tele, che tengo ovviamente rigorosamente per me, ed è una qualcosa che io compio spesso.
Anche l’esperienza teatrale, o quella cinematografica o quella di disegnare fumetti, sono tutte esperienze, appunto, acquisite che, una volta acquisite, io abbandono perché, ripeto, la ma caratteristica principale è quella di essere un autore di canzoni e un cantante.
Niente.
Sono legate certamente dalla mia passione per qualsiasi forma artistica.
In qualche caso, come nella scrittura per esempio, credo di essere riuscito anche a fare delle cose sicuramente notevoli, soprattutto dal punto di vista della composizione, ecco, della storia.
È qualcosa che esula da qualsiasi stile letterario che si possa immaginare, è qualcosa che, diciamo, mi colloca in una casella dove sono solo perché ho completamente stravolto il modo di pensare la grammatica, la sintassi (volutamente ovviamente) e quindi ho raccontato dei sogni, delle favole soprattutto, in un paio di storie veramente affascinanti e soprattutto intriganti.

Milena Petrarca, Giuseppe Coluzzi, Venanzio Manciocchi e Flora Rucco espongono nell’Abbazia di Valvisciolo

Milena Petrarca, vincitrice del premio Arti grafiche 2017 organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, insieme a Giuseppe Coluzzi, Venanzio Manciocchi, Flora Rucco, Roberta Maronna, Maria Letizia Coluzzi, Marco Cacciotti, Giuseppe De Michele, Ermelinda Ponticello, Bartolomeo Ciampaglia, Paola Iotti, Melina Cesarano, espone nella Mostra d’arte sacra «Percorsi della Fede» all’interno della Sala Capitolare della scenografica Abbazia di Valvisciolo, Sermoneta

«Percorsi della Fede» è la proposta di una mostra collettiva (avanzata dalla sottoscritta Presidente dell’Archeoclub di Sermoneta, Sonia Testa, alla Comunità monastica cistercense che ha ben volentieri concesso il patrocinio) incentrata sul legame speciale che la Fede ha da sempre con l’Arte e che mette insieme il patrocinio dell’Associazione Culturale Abbazia di Valvisciolo a quello del Comune di Sermoneta.

Spesso il ruolo dell’Arte e della bellezza è stato come una via di incontro e di dialogo tra Fede e cultura, tra l’uomo e Dio. Una riflessione che vale per ogni città, dove sono tantissime le testimonianze di Fede che hanno trovato espressione in opere d’arte di eccellenza assoluta.

La Fede ha trovato forme di espressione, uniche al mondo, nell’arte, nella carità, nella santità di alcune figure del passato e del presente.
Ognuno di noi ha, infatti, un proprio intimo rapporto con la Fede ed è proprio su quest’intimità che si basa l’interessantissima esposizione.

Una mostra che attraverso i tocchi sapienti di colore riesce a far scaturire un intimo dialogo con il divino in un contesto pieno di spiritualità e di sacralità.

La mostra, ad ingresso libero, sarà aperta tutti i sabati e le domeniche fino all’8 Luglio 2018.
Sonia Testa

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