Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20201005

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Il furto della foto di Maradona

decima puntata del racconto di Bruno Mancini.

Le prime nove puntate sono state pubblicata il 13 e il 27 luglio,  il 3 – 10 – 17 – 24 – 31 agosto, 7 – 14 settembre 2020.

PARTE TERZA

I sogni

Il primo sogno

Petrus: -«Questa che ascolterete sarà la fedele ricostruzione del primo sogno./em>
Era la notte tra il venerdì 13 ed il sabato 14 Agosto.
Dalle ore 4.35 alle ore 4.38.
Edoardo descriverà la scena vista dal nostro amico. Edith raffigurerà la nonna Cristina.
Ho operato al meglio per non omettere alcun particolare.
Una precisazione: nella bozza, alla fine, ho indicato con i puntini di sospensione l’interruzione, definitiva, della conversazione con quella frase incompleta. 
Posso bere un Don Alfonso rosso corretto con poche gocce di Bitter?
Grazie

Edoardo:Nel giardino della mia infanzia, tra la straduzza foderata da muri di cinta composti da lastroni lavici grigio-argento e la pineta dalle ombre piene di cicalii e voli di passeri, seduta su una panca di pietra levigata dall’uso e dal tempo, la sagoma era inconfondibile.
Il grosso tupè di lunghissimi capelli né tinti né bianchi, ma di un candore naturale per nulla incupito dagli anni, finiva legato da una antica pettinessa di tartaruga con decori brillanti.
Il busto eretto di chi si mostri in posa pittorica, le spalle dritte nella morbida femminilità di un’altra epoca, la voce calma, le parole semplici, i gesti misurati, mia nonna Cristina non ruotò mai la testa, non girò mai il viso… »

Edith: -«Piccirì, per non lasciar dubbi sulla vera essenza della mia presenza e sulla origine della mia richiesta, e non consentire che tu le confonda con tue immaginazioni o le possa erroneamente valutare alla stregua di tue chimere, come prova della superiore volontà che mi ha eletto tua protettrice, ti predico, per domani, l’incontro con un uomo (per la precisione egli sarà il secondo della giornata), subito dietro l’angolo del fotografo.
Egli, sarà un giovanotto dal pantalone rosso a mezza gamba, ti chiederà una sigaretta.
Tu gliela offrirai titubante e lui ti ringrazierà dicendo “Forza Diego”.
Quando poco dopo udirai lo scampanare delle dodici dalla chiesa di San Petrus, una bimba dagli occhi azzurri e dai capelli d’oro, davanti alla fontana della Mandra, ti regalerà un fiore color del cielo.
Più tardi, il tappo della birra che bevi di solito a colazione porterà stampigliato, sul fondo, il simbolo della vincita al concorso “Stappate e-state con le bollicine”, ed allora ti collegherai ad un qualsiasi sito di scommesse on-line e punterai, vincendo, un solo colpo di cento euro alla roulette (non di più, né di meno), sul numero 33 (successivamente devolverai l’importo in beneficenza alla “Associazione Recupero Sassofoni Orsi”).
Non sempre i sogni sono solitudini romanzate, a volte, ed il nostro caso attuale, in essi orbitano punti di contatto tra dimensioni altrimenti impermeabili.
Se avrai le previste conferme, tu saprai per certo da quale volontà universale ti viene l’ordine, bada bene dico l’ordine, di telefonare al cellulare che ti ho dato nell’ultimo messaggio.
È lui l’infame.
Fallo, poi, immediatamente dopo, chiudi gli occhi e presto, all’alba successiva…»

PARTE TERZA

I sogni

Capitolo secondo

Aurora: -«Furono confermati i presagi?»

Bruno: -«Sì.»

Petrus: -«Confermo… »

Aurora: -«Che confermi tu… non occorre il tuo “confermo”. Non ora.»

Petrus: -«Chiedo scusa, non volevo offendere. Forse è preferibile che mi allontani qualche minuto. Se mi volete sono al bar

Aurora: -«Tutti o in parte?»

Bruno: -«Tutti.»

Aurora: -«Intendi dire che incontrasti un giovanotto con i pantaloni rossi ecc. poi una bimba dagli occhi azzurri e dai capelli d’oro ecc. poi ancora sotto il tappo della birra ecc. ed infine il 33 vincente alla roulette?»

Bruno: -«Così fu.»

Aurora: -«Certo, per l’autorevolezza della immacolata Cristina, l’eccezionalità della tensione fisica e morale a cui eri sottoposto in quel periodo, la rispondenza dei presagi con i fatti, non potevi agire diversamente. La telefonata andava effettuata. In quei termini ed in quel modo.»

Bruno: -«Posso solo precisare che nonna Cristina non si era decisa ad agire né per favorire se stessa, né per gratificare me, suo amato nipote, bensì in difesa della integrità morale dell’intera collettività raggirata ed offesa dalle spudorate falsità con le quali lui, Ignazio di Frigeria e d’Alessandro, negli anni l‘aveva abbindolata.
Ignazio di Frigeria e d’Alessandro, allo scopo di carpire qualche beneficio dalle finte amicizie artatamente create, non si era fermato davanti a nessun limite morale ed all’autorità di nessuna entità.
Neppure una donna angelica di none e di fatto come Cristina era riuscita a contenere la rabbia provocata dalla notizia della nuova sacrilega azione commessa dall’immorale individuo. »

Aurora: -«Sospettando ci fossero elementi sfocati nello schema globale della tua storia, avevo affermato che le assunzioni di responsabilità quasi mai corrispondono a calcoli ignobili o disdicevoli, ecco la prova.
Però.
C’è ancora un però.
Gli affetti perduti per sempre (Ignazio di Frigeria e d’Alessandro, nel bene e nel male, era pur sempre tuo fratello gemello) quasi mai si lasciano obnubilare oscurati da altrui ideali.
Altri però.
Perché non hai partecipato alle onoranze funebri?
Perché non sei rimasto sconvolto alla notizia del suo suicidio?
Perché non hai avuto alcuna reazione di sorpresa?
Perché dimostri nei suoi confronti sentimenti tutt’altro che affettuosi, e ciò ben oltre la legittima delusione per un gesto che del resto già sapevi appartenere alla normalità della sua vita sciagurata?
Molti però.
Cosa intendi con “in difesa della  integrità morale dell’intera collettività”?
E con “non si era fermato davanti a nessun limite morale ed all’autorità di nessuna entità”?
Moltissimi però.
Tutti sapevamo che Ignazio di Frigeria e D’Alessandro, tuo gemello naturale, era un poco di buono, sotto tutti i punti di vista, ma un affetto fraterno come il tuo, che aveva superato pietosamente innumerevoli contrasti, perché in questa circostanza, al solo nuovo risvolto di saperlo ladro della foto di Maradona, ha mostrato una pietà inesistente, se non addirittura una soddisfazione per la tragica fine?
Troppi però.»

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Bruno: -«Ormai hai deciso di andare fino in fondo, ebbene, ascoltiamo il secondo sogno.»

PARTE TERZA

I sogni

Capitolo terzo

Aurora: -«Chiamate Petrus. Introduca il secondo sogno. Presto.»

Petrus: -« Sono qua. Sono qua.
Devo ripetere. Questa che ascolterete è la fedele ricostruzione del secondo sogno.
Era la notte tra il sabato 14 Agosto la Domenica 15 Agosto.
Dalle ore 3.33 alle ore 3.42.
Sogno quindi successivo alla famosa telefonata.
Nessuno ne era ancora informato, ma Ignazio si era ormai già suicidato.
Tom descriverà la scena.
Edith raffigurerà la nonna Cristina.
Edoardo ripeterà le frasi dette dal nostro amico.
Ho operato al meglio per non omettere alcun particolare.
Una precisazione: se credete opportuno vi mostrerò l’autorizzazione alla divulgazione che Cristina si è premurata di inviarmi con un affettuoso messaggio per e-mail. Esso dice: “La tua insostituibile perspicacia…»

Aurora: -«Petrus, non ora, sii gentile. Dai inizio al secondo sogno.»

Petrus: -«Va bene, va bene, subito… però anch’io sono anima, e se Cristina mi considera “Il paladino dei nostri…»

Aurora: -«Smettila.»

Petrus: -«Ho fatto un buon lavoro!
Posso avere sul tavolo una Falanghina giovane-giovane?
… La Falangina è un vino, cosa avevate pensato, porcelli?
Grazie.»

 

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Dalla poetessa Luciana Capece riceviamo e volentieri pubblichiamo.

All’egregio Domenico Di Meglio, Direttore della testata giornalistica IL DISPARI.
Che emozione è stata per me leggere, al dettaglio, tutto l’Articolo riportato nella pagina pubblicata sul quotidiano “IL DISPARI”!
Fa un bell’effetto vedere la ma poesia “IL CIELO INCENERITO” condivisa orgogliosamente nella stessa cornice di pagina con altri ARTISTI.
Per cui sono molto ONORATA.
I miei Complimenti alla SUPER Soprano SABRINA FARDELLO, allo Straordinario Tenore Internazionale FRANCESCO MALAPENA, alla Speciale Scrittrice LUCIA FUSCO e agli altri ARTISTI che hanno partecipato all’evento “LIRICANDO SOTTO LE STELLE“.
La Ringrazio per tutta l’attenzione nei miei confronti e col cuore stracolmo di felicità La Saluto con Stima Eccezionale.

Il Dispari 20201005 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Lucia Fusco | LIRICANDO SOTTO LE STELLE

Nell’Arena del Circolo Cittadino, nel cuore della città, in condizioni di sicurezza, tra mascherine e distanziamento, salutando amici e conoscenti “da lontano” ma sempre con affetto, Latina ha vissuto una serata indimenticabile di lirica, bel canto e applausi promossa dall’Associazione Liricando sotto le stelle.

Avevo già ascoltato il giovane e bel tenore di fama internazionale Francesco Malapena molti anni fa a Ischia, all’hotel Re Ferdinando, in una serata estiva meravigliosa.

Reduce da una tournée internazionale, visibilmente stanco, prima di esibirsi per il pubblico intorno alla piscina dell’albergo, se ne scusò.

Cominciò pian piano, e, in un crescendo, ci condusse alle stelle, invitando i convitati ad accompagnarlo nelle stupende, eterne melodie, a essere protagonisti con lui in un momento alto. Un concerto memorabile, struggente, che dette emozioni indimenticabili ai fortunati in quella ormai lontana sera agostana.

Il tenore ha una potenza e una sensibilità espressiva unica: un grande della lirica.

Malapena è straordinario, avvince e gioca, interagisce con chi lo ascolta.

Conosciuto e amato, dovunque ha vinto prestigiosi premi, portando l’Italia, la bellitudine nelle piazze, nei teatri, nelle televisioni di tutto il mondo.

L’arte è un linguaggio universale che dice Pace, un mosaico di armonia con piccoli tasselli.

Venerdì 4 settembre scorso il magnifico tenore, polistrumentista, ha regalato una serata speciale, suonando il violino in un omaggio a Ennio Morricone, cantando le arie napoletane che tutto il mondo ama e che danno luce e storia alla nostra patria, duettando con la soprano latinense, la brava, talentuosa, elegante Sabrina Fardello bella come il sole, dalla voce limpida, argentina, appassionata e capace di gentili acrobazie melodiche.

La musica napoletana, colta, lirica, eterna, ha incontrato le sonorità espressive blues, pop di Natalia Leopardi che ha interpretato con personale veracità la musica napoletana.

Le poesie di Francesca Ulisse sono state trasformate in performance musicali da Gina Ragazzo. Giovani danzatrici hanno colorato, come fiori, l’arena.

Ha accompagnato al pianoforte il maestro Massimo Nicola Franco.

Vestita in un costume tradizionale messicano, Cecilia Salaices ha reso omaggio all’evento nelle sue qualità di Presidente dell’Associazione Orchidea Latina, di creatrice del Progetto Frida Kahlo nonché di Presidente della sede operativa per la Nazione Messico dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“.

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Una poesia di Luciana Capece

IL CIELO INCENERITO

Una coperta d’ombra scura,
imprigiona progetti al sol nascente
nel lontano borgo d’Oriente.

Silenzi nella capsula della paura
cuciti come ferro da recinto,
a strozzare sogni
nel profitto di chi comanda.

È guerra!

Le bombe,
simile ai mortaretti in festa,
a lapidare casa
di comparto familiare.

Il pianto,
punge cuore di  Madre,
tipo ago trafitto,
mentre il tempo
strappa veloce
innocenza bianca di fanciulla.

Eguale a un letto di foglie morte,
e un diario d’inutile importanza,
dorme in fondo alla polvere
nella sacra terra dello stesso fratello.

——————————–

Una poesia di Tina Bruno

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILASCRIVERE

Scrivere è dare alla penna
il potere di raccontare
i propri pensieri,
le proprie emozioni, il proprio
Amore.
È riconoscere la penna
strumento di comunicazione
che guida il lettore

nella scelta delle letture.
Scrivere è voglia infinita
di empatia, di gioia,
capacità di trasmettere il sapere
aprendo il sipario dell’anima
a chi ama leggere.

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

TWITTERONE

Da Liga Sarah Lapinska, scrittrice, traduttrice, pittrice , ambasciatrice dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” per la nazione Lettonia.

1) Per il conto di DILA ho regalato una dalle nostre antologie (il nostro libro “Io fui mortale” contenente poesie mie e del nostro sincero amico Bruno Mancini) e la mia opera d’arte “Childs of Wars” a Viesturs Āboliņš.
Viesturs Āboliņš è un uomo intelligente che sa anche aiutare altre persone che si trovino in difficoltà.
Lui è Autore di fiabe, di opere di narrative, di recensioni e di articoli.
Sul gruppo fb LENOIS abbiamo pubblicato la sua “Fiaba di Vlatia“, dal tema molto attuale, in due lingue, nella sua nativa lettone e nella mia traduzione italiana.
Grazie a te, Viestur

2) Ksenia Svetlova è un lady molto elegante, mamma di due belle figlie, giornalista e deputata del Knesset (Parlamento di Israele ), orgogliosa di presentarci il suo libro più recente “Sui tacchi alti verso il Medio Oriente”.
Lei è una dalle più talentuose scrittrici che fanno parte del nostro concorso “Otto Milioni” organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione del quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, della Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi, dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa e di tante altre organizzazioni associative amiche dei progetti Made in Ischia.
Inoltre, un inedito testo di narrativa di Ksenia Svetlova è stato pubblicata nella nostra antologia “Una pagina, un’emozione” presentata nell’aula magna della SIAM e nel Bookstore del Castello Sforzesco di Milano in occasione della prestigiosa rassegna internazionale Bookcity organizzata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Milano con partner di primo livello internazionale nell’ambito dell’editoria e della comunicazione.
Secondo la tradizione ebrea, festeggiamo il Capodanno, augurando a Ksenia Svetlova, uno sull’altro la Speranza!

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200928 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200921 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200921

Il Dispari 20200921 – Redazione culturale DILA

Ciao a tutti,

purtroppo la vita ci insegna che esistono momenti particolarmente tristi e oggi tocca a me informarvi che il nostro caro amico Antonio Mencarini,  Socio fondatore DILA, VOX di tutti i nostri progetti, non sarà più tra di noi.

Ho espresso  le mie condoglianze alla moglie Elvira e lei si è detta emozionata per la stima e l’amicizia di tutto il gruppo di cui mi sono fatto testimone.

Avvieremo qualche iniziativa per mantenerne il ricordo e, certamente, la prossima edizione di Otto milioni con la relativa antologia sarà dedicata a lui.

Scusatemi la sintesi ma non credo di poter aggiungere altro se non l’invito ad un pensiero in ricordo del Caro Amico Antonio.

Dalla mia raccolta di poesie “Non sono un principe”
(2012 – 2014)

Vox
Antonio Mencarini

Assuefatto,
sbriciola,
nel silenzioso pandemonio acustico
lirismi
taniche di nefandezze oscene,

lanciando,
in orbita,
su mal celato tuttotondo fonico
Ignazio
e suo fratello:

epigoni sbiaditi
del vate siculo.

Antonio Mencarini
legge
“La Sagra del peccato”
chi non ascolta
perde.

Ecco il link ad una delle numerosissime video letture che Antonio ha regalato a tutti gli  scrittori e poeti dei progetti Made in Ischia.

https://youtu.be/OA7M0CZuvBk

Il Dispari 20200921 – Redazione culturale DILA

Pensieri inviati da alcuni amici di Antonio:

 Alberto Liguoro 

Sono assolutamente costernato per questa notizia.

Antonio era la vita fatta persona.

Ma come si fa?

Qualsiasi iniziativa sia in suo ricordo mi vedrà tra i partecipanti.

Dalila Chenah 

Condoglianze per noi tutti mi dispiace. Trasmetti, ti prego, le mie condoglianze alla famiglia.

 

Franco Maccioni 

Una triste notizia volteggia nei nostri cuori. Nel mio animo colori di dolore per la scomparsa del caro amico Antonio. Avrei voluto conoscerlo personalmente nelle varie attività, sempre capace, pronto e sensibile nell’esserci. Lesse una mia poesia che ebbe un premio a “Otto milioni”: mi commosse tanto la sua lettura… bravissimo. Condoglianze alla sua famiglia. R.I.P. caro Antonio nella tua Luce Nuova!

Lucia Fusco 

Mi dispiace molto, condoglianze

 

Alberto Ghirardini 

Spiace leggere : ho di lui ricordi brevi, tutti milanesi, ma piacevoli… quieti e di buon senso, di una persona appassionata, colta, educata e amica.

Estendi, ti prego, queste mie parole alla moglie

 

Antonio Fiore

Mi dispiace moltissimo per la dipartita del carissimo amico Antonio Mencarini, mi associo con tutti voi al dolore e al cordoglio, esprimendo dal profondo del mio cuore sentite condoglianze alla moglie e ai suoi cari.
Resterà per sempre nei nostri pensieri.

Mariapia Ciaghi

Ci uniamo nel doloro e facciamo le nostre sentite condoglianze.

 

Maria Luisa Neri

Mi dispiace molto. Condoglianze a te che lo conoscevi personalmente e alla famiglia da parte mia.

 

Giovanna Li Volti Guzzardi

Una grande tristezza!

Condoglianze alla Famiglia, non lo dimenticheremo mai, era meraviglioso!

Che Dio gli dia il Santo Paradiso!

Va benissimo ciò che farai per il nostro grande Antonio Mencarini, tutti lo porteremo nel cuore e nella mente per sempre!

Lui  si godrà il Santo Paradiso e sarà felice di noi che lo pensiamo sempre, anche dalla lontana Australia!

 

Liga Lapinska           

Perdere un amico,- e la tragedia senza parole anche se sappiamo che lo perderemo.. Mi dispiace molto.

Silvana Lazzarino

mi spiace apprendere questa notizia… ma come scrivi tu a volte non possiamo decidere noi fino in fondo… perché qualcun altro ha deciso così.

La vita è un dono e Antonio Mencarini ha saputo accogliere questo dono, viverlo a pieno restituendo a quanti conosciuti e incontrati il suo entusiasmo nell’agire in ogni contesto: dalla vita personale e familiare a quella lavorativa e dedicata alla cultura

Il suo amore per la vita che ha espresso nelle sue attitudini di poeta, scrittore e interprete nel dare con la sua eccellente voce maggior emozione alle parole, lo ha trasmesso grazie al suo saper comunicare in modo autentico.

Il suo impegno come Socio Fondatore della vostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”  resta vivo anche se fisicamente lui non è più in questa dimensione, perché scintille di luce della sua bellezza continuano a farsi sentire in ogni vostro pensiero, ma anche progetto, iniziativa. Il ricordo di Antonio sempre vivo nella mente di chi lo ha amato e voluto bene è un modo per far brillare questa sua energia di luce che non si spegnerai mai. Il pensiero fa vibrare le emozioni e pensando a lui, la sua luce rispende ancor più.

Gli affetti e amori veri non si perdono mai… continuano ad essere in altra forma di luce, sempre vicino a chi li chiama a sé.

Un abbraccio a te Bruno e un pensiero di vicinanza e affetto per la famiglia di Antonio, in particolare per la moglie Elvira.

 

Alberto Liguoro.

Caro Antonio,

come dimenticare il tuo sorriso coinvolgente? I tuoi modi, sempre pacati, la tua vena ironica; la tua voce, senza acuti e toni stridenti, per cui, a parte la tua corretta conoscenza di diverse lingue, eri chiamato anche “the voice”?

Come dimenticare la lettura delle poesie, e la serata di arte, e di letteratura, col “professore” a Ischia?

E la nostra performance “Che ne facciamo dei libri?”,quel pomeriggio infuocato di sole davanti alla biblioteca “Chiesa Rossa”. Al Parco delle Cascine, a Milano?

E il dopoteatro di Bookcity col “mangiafuoco”, davanti al “Parenti”, dove era anche Pisapia?

Sempre cose belle e giuste; non intrallazzi, non sotterfugi, mai cose da “pelo sullo stomaco”.

L’incontro per un premio letterario in Svizzera, e tante altre cose; ma soprattutto la spontaneità e la sincerità della tua amicizia, che ha fatto di noi, con Bruno, che ci ha presentati, e con altri amici ischitani e internazionali, grazie anche alle moltissime iniziative da lui promosse, una FORZA CORALE, per l’affermazione e la vitalità della CULTURA.

Ciao Antonio

Sono felice di averti conosciuto; mi lasci un grande vuoto; ma sono sicuro che, prima o poi, quando sarà, ci rivedremo da qualche parte, nello SPAZIO/TEMPO, e parleremo di tante altre cose.

 

Silvana Arbia

Mi dispiace. Condoglianze ai famigliari e agli amici. La mia gratitudine e quella della Fondazione per la sua generosa e importante attività.

 

Donatella e Raffaele Brischetto

Mi associo con molto fervore allo sgomento per la dipartita di un amico e di un grande conoscitore dell’animo umano. Ciao Antonio

 

Tina Bruno

Antonio Mencarini, uomo di grande cultura e conoscenza, maestro di recitazione e narrazione, aveva ricevuto dalla vita il dono della voce.
Interpretava la lettura di opere letterarie con passione, creando nell’ascoltatore quelle giuste emozioni capaci di elevare lo spirito.
La sua morte ha colto di sorpresa i suoi ascoltatori che, uniti alla famiglia dal dolore e dal senso di abbandono, esternano sentite condoglianze.

Il Dispari 20200921 – Redazione culturale DILA

E chiudo questa prima pagina di omaggio alla memoria di Antonio Mencarini con tre sue poesie.

 

Mare

‘O mare nun accide
‘o mare è mare
e nun ‘o sape ca te fa paura.

Edoardo De Filippo

 

Un solco continuo scavato da aratri invisibili
la scia bianca immacolata si perde nell’azzurro
il vento scompiglia capelli e arruffa pensieri
gabbiani e delfini danzano intorno alla barca
suonando sinfonie sul pentagramma delle onde
Così la vita che scorre intorno a noi
The sea, la mer, das meer, el mar, pelagos,
il mare.

Si ama e si teme. Calmo sereno benefico
violento cupo, capriccioso e violento.
Ha cullato la vita e ha dato la morte
Così la vita che scorre intorno a noi.
Pace silenzio bolle che salgono argentee
una murena si affaccia e ti guarda
un anemone apre i suoi colori
un rombo assale e mangia un latterino

Il tuo ricordo

Il tuo ricordo
mi trasporta lontano
tra mari in tempesta
e uragani di solitudine

Il tuo ricordo
mi ottenebra la mente
mi riporta nel tempo
tra momenti di felicità
e oscuri sentimenti

Il tuo ricordo
mi perseguita nei sogni
a volte dolcissimi
a volte assurdi incubi

Il tuo ricordo
passato e presente
tiene la mia anima in bilico
tra gioia e disperazione

 

Canto dell’illusione

Troppo vaneggiasti, nel miraggio

che fioriva legittimo dal sangue!

Bella esaltante nell’etereo

ti allucinò la strada del viaggio!

E tu ristavi allora, come affranto

per barbaglio accecante che rilassa…

– non ritrovavi più la nota arcana

che ritmavi – auspicio d’altro canto!

Ti gorgogliava nera nel profondo

la mota del cammino che invischiava

le ali ai tuoi piedi  – che  staccare

anelavi d’un balzo libero e giocondo.

Ti vedevi sulla tua terra strame

infecondo, pugno senza forza;

l’egocentrismo che ti circuiva

era serpente dalle mille brame…

O quanto tu l’odiavi !

Avanti alla pupilla vacillante e sola

era un abisso il mondo – pullulante

d’insetti putrefatti brulicanti.
L’ala tua canora che saliva

nell’iride dei sogni del mattino

si ripiegava, come flora vizza,

 

Ecco il link ad una delle numerosissime video letture che Antonio ha regalato a tutti gli  scrittori e poeti dei progetti Made in Ischia.

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