Milano vista attraverso le installazioni di Daniel Gonzalez

 MILANO: IL PROGETTO DI DANIEL GONZALEZ: “IMAGINARY COUNTRY”. INSTALLAZIONI POP- UP

Attraverso uno stile incisivo e immediato, spesso essenziale, ma sempre originale, Daniel Gonzalez coinvolge sempre più entro i suoi ritmi di forme e architetture, il copro e la mente di chi guarda affrontando aspetti legati al vissuto umano e sociale tra quotidiano ed extraquotidiano, visibile e immaginato.

Nato a Buenos Aires nel 1963, con le sue performance artistiche affascina e coinvolgere il pubblico rendendolo partecipe e protagonista al tempo stesso, con l’obiettivo di amplificare il concetto di realtà oltre il suo significato quotidiano al fine di decontestualizzare aspetti e logiche in cui l’individuo si ritrova ad agire e muoversi. Entro questa visione ha sviluppato un interessante progetto legato agli spazi cittadini e alle strade, ma anche ad ambienti cui restituire nuovo spessore visivo con cui interagire. In questo senso si può accennare alla realizzazione della sua prima opera pop up con il “Pop-Up Building” per il Witte de With Festival di Rotterdam nel 2010, con cui ha coperto una chiesa storica con cartone intagliato, come un libro pop-up gigante. A questa poi nel 2011 è seguita l’opera “Pop-Up Museo Disco Club”, scultura-installazione che trasformava la facciata del museo in occasione della Biennale al Museo di Bario.di New York.

Milano Lambrate installazione di Daniel Gonzalez

Lo scorso 19 settembre 2017 a Milano Lambrate presso Logotel (in Via Ventura, 15) è stata presentata la sua nuova “architettura effimera” che consiste in un’installazione appositamente realizzata per le vie di Lambrate.

Patrocinato dal Municipio 3 del Comune di Milano, realizzato con il contributo di Logotel, Marsèlleria Permanent Exhibition ed ExBazzi, il progetto espositivo “Imaginary Country”  di DANIEL GONZALEZ è un invito rivolto ai passanti ad immaginare una nuova dimensione per il proprio quartiere. Un quartiere ripensato quale spazio da vivere dotato di tutto ciò che non possiede, ma che può essere ripensato grazie all’immaginazione quale prima forma di realtà virtuale prima di internet. Si tratta di un’architettura semantica che unisce i tradizionali “pasacalles” argentini, un sistema di comunicazione privata tramite striscioni dipinti a mano sulle strade pubbliche, e il linguaggio dei social network più comuni. Nei social network la presenza del # (hashtag) suggella l’esistenza del contenuto. Un semplice # ha la capacità di trasformare ogni parola in #realtà. Il mondo digitale entra a far parte del quotidiano così da restituire paesaggi fantastici a Lambrate.

L’arte seguendo questi parametri linguistici e comunicativi diventa così un mezzo privilegiato per entrare e uscire in autonomia dal quotidiano, scoprire zone rimaste silenti anche mediante l’immaginario e allo stesso tempo ritrovare la capacità di riprovare a mettersi in gioco unendo l’aspetto creativo e realistico.

Daniel Gonzalez ha esposto, inoltre, alla Zabludowicz Collection di Londra, al Musée d’Art Contemporain de Bordeaux, alla Pinakothek der Moderne di Monaco (DE), in Viafarini (Milano), al Neuer Kunstverein di Aachen, alla seconda Biennale di Praga e a Manifesta 7 Trento/Bolzano.

Le sue opere sono incluse in diverse collezioni private, tra cui ricordiamo Zabludowicz Collection (Londra), Fondation pour l’art contemporain Claudine et Jean-Marc Salomon (Francia), Luciano Benetton (Venezia) e Patrizia Pepe (Prato).

Silvana Lazzarino

IMAGINARY COUNTRY

Progetto espositivo di Daniel Gonzalez (Milano Lambrate)

Per informazioni: Associazione Made in Lambrate madeinlambrate@gmail.com www.madeinlambrate.com

  

 

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Claudia Wieser in mostra a Genova Museo Villa Croce

Claudia Wieser e le architetture tra tradizione e innovazione in mostra a Genova al Museo di Villa Croce

Design, architettura con rimandi alle atmosfere della filmografia di richiamo mistico futurista che guarda alla fascinazione della classicità e dei contesti sumero babilonesi, si intrecciano nella ricerca espressiva di CLAUDIA WIESER nata a Freilassing ( Germania) nel 1973 affermatasi sulla scena internazionale anche grazie a mostre collettive e personali tenute in Germania e all’estero che l’hanno fatta conoscere al grande pubblico. Tra queste in particolare vanno citate le più recenti come quelle presso la  Fondazione Memmo, Roma (2017),  il  Kunstverein Reutlingen (2014), il Petit Palais di Parigi, la Galerien der Stadt Esslingen, il Drawing Room di Londra,e il Signal Center for Contemporary Art di Malmö (2013).

Claudia Weser installazione al Museo Arte Contemporanea Villa Croce

Linearità e semplificazione della forma proprie del primo astrattismo si combinano con la capacità  di indagare il rapporto tra strutture architettonica e decorazioni proprie della Bauhaus che diventa occasione per superare  il confine tra “arti alte” e arti applicate facendo uso di carta da parati, ceramica, legno, specchi, tessuti, fotografie e foglie d’oro, Lo spazio secondo la sua ottica va vissuto nelle sue potenzialità progettuali: accanto ai grandi architetti come Le Corbusier, Frank Lloyd Wright e Mallet-Stevens, Claudia Wieser guarda  alle opere di architettura espressionista o a progetti utopici del secolo scorso per realizzare scenari suggestivi e talora spiazzanti dove carte da parti riproducono elementi architettonici quasi a grandezza naturale, come scale o colonne che trasformano lo spazio in cui sono collocate, restituendo,  a chi osserva, la sensazione di trovarsi in un contesto diverso. onirico e spirituale. A Claudia Wieser che a partire dalla tradizione ricrea spazi e luoghi nuovi in cui ridefinire le armonie tra  gli ambienti e  gli oggetti , il Museo Villa Croce di Genova ha dato la possibilità di realizzare il suo lavoro entro gli spazi dello stesso museo, visibile fino al 18 giugno 2017.

Il lavoro di Claudia Wieser riguarda lo scalone del Museo: con il  wallpaper l’artista tedesca fa uso di immagini riferite ad antichi capolavori ripresi da vecchie foto per combinarle con i suoi disegni e le sue sculture. Per questo progetto ideato da Ilaria Bonacossa, Claudia Wieser si è ispirata ad una serie televisiva degli anni Settanta della BBC I, Claudius”, che raccontava le vicende dell’Impero Romano negli anni del passaggio dall’Impero di Augusto alla morte di Claudio. Si tratta di una rappresentazione quasi teatrale di quasi un secolo di storia: una  suggestiva rappresentazione di una reinvenzione del mondo classico che ha permesso all’artista di sviluppare una serie di immagini che nel loro anacronismo riescono a raccontare la politica contemporanea. Il titolo della mostra “Waiting in the Wings” che significa “aspettare che qualcosa di più grande accada” o semplicemente “attendere dietro le quinte” evoca la volontà di un’opera di trasformare lo spazio rimanendo sullo sfondo. La carta da parati seduce creando una scenografia stratificata attraverso cui sembra di aver accesso a diversi mondi ,dove  si alternano scaloni nobiliari, vasi antichi che diventano colonne e profili inquietanti di eroi romani. Sullo sfondo dietro questi elementi si intravedono due occhi giganti di una misteriosa donna contemporanea che sembra scrutare lo spettatore e allo stesso tempo osservare il palcoscenico dove si svolge l’azione..

Alla realizzazione della mostra hanno collaborato il Goethe-Institut Genua e lo Studio Sales di Norberto Ruggieri, Roma.

Silvana Lazzarino

Claudia Wieser

WAITING IN THE WINGS

installazione Site-Specific / Scalone di Villa Croce

da un progetto di Ilaria Bonacossa assistente curatore Ginevra D’oria

in collaborazione con Goethe-Institut Genua

Museo d’Arte Contemporanea/ Villa Croce/

Via Jacopo Ruffini 3, 16128 Genova

telefono 010 580069/585772

fino al 18 giungo 2017

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PETAR PITOCCO E “30 METRI. AUTO·BIO·GRAFIA”

PETAR PITOCCO CON LA SUA INSTALLAZIONE “30 METRI. AUTO·BIO·GRAFIA” CREA INTERAZIONE TRA ARTE E DISABILITA’

L’arte contemporanea con i suoi linguaggi variegati e in costante evoluzione fatti di contaminazioni stilistico espressive a restituire diversi modi di percepire la realtà diventa un importante strumento di comunicazione emotiva per quanti vivono la disabilità. Presso la Sala Santa Rita a Roma nell’ambito del ciclo di mostre promosse dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, iniziate lo scorso 5 marzo con l’artista ucraino Aljoscha che ha presentato opere fluttuanti in una sorta di esperimento della materia a creare suggestioni visive nella continuità del movimento nello spazio, dal 16 al 21 marzo sarà protagonista un artista disabile PETAR PITOCCO che nell’arte e nei suoi infiniti ritmi espressivi ha trovato la giusta occasione per dar vita al suo pensiero creativo in costante evoluzione. Al centro della sua arte evocativa sono segni o meglio parole e frasi che insieme costruiscono il suo orizzonte emotivo. Nato a Sofia nel 1996, Petar Pitocco che  frequenta il 5° anno del Liceo Artistico G. C. Argan di Roma, con l’installazione “30 metri, Auto-Bio-Grafia propone il racconto autobiografico di un anno scolastico.

Petar Pitocco installazione in mostra alla Sala Santa Rita

Petar Pitocco
installazione in mostra alla Sala Santa Rita

Il suo lavoro realizzato con la guida di due insegnanti del Liceo Artistico Argan di Roma, Ciro Dimita, che è anche il curatore dell’installazione, e Maria Teodolinda Saturno, esperta di didattica inclusiva. evidenzia l’uso di un segno intenso e incisivo distribuito lungo 30 metri di carta, capace di evocare le emozioni vissute giorno dopo giorno dall’artista studente durante l’anno. Parole che compongono frasi, pensieri scritti da Pitocco con ricorrenza settimanale a scuola che recuperano attimi, momenti di quella quotidianità fatta di gesti spontanei, incontri e confronti. Come sottolineato dalla professoressa Saturno “Questo lavoro nasce dalla constatazione, condivisa con il collega, della straordinaria bellezza della grafia di Petar e del suo bisogno di comunicare” e a proposito di desiderio di comunicare da parte di ragazzi con disabilità per far affiorare la propria personalità, il professor Dimita prosegue: “Avevamo già collaborato al progetto sull’identità This is me in cui avevo volutamente coinvolto quattro studenti diversamente abili, i cui autoritratti grafico-pittorici sono stati esposti in una mostra che ho curato negli spazi dell’ex-cartiera Latina. Il riscontro ci aveva entusiasmato, per la prima volta i compagni avevano riconosciuto in loro dei potenziali artisti. Così abbiamo pensato di proseguire insieme il percorso sul racconto del sé”.

L’opera di Petar Pitocco diventa esempio di come l’arte possa non solo essere prezioso veicolo per comunicare emozioni anche per chi vive la disabilità, ma creare inclusione scolastica come in questo caso in cui è stato scelto quale punto di partenza la scuola. La scrittura autobiografica diventa opera d’arte creando  inclusione e condivisione non solo all’interno della scuola, ma anche al di fuori a raggiungere più interlocutori possibili. Il fascino evocativo della parola scritta che è protagonista nell’installazione di Petar Pitocco non deve solo attrarre studenti, insegnanti di quell’istituto dove si è costruito il progetto, ma deve anche colpire passanti, visitatori, turisti attratti dalla forza evocativa della scrittura e dalla fascinazione visiva della grafica. Grafica, intima e densa di emozioni, che si lascia decodificare, ripercorrere con naturalezza e che trova una perfetta collocazione entro questo spazio espositivo dell’ex chiesa di Santa Rita oggi sconsacrata.  Attraverso questa installazione “30 Metri. Auto·Bio·Grafia” si può riscoprire la realtà con lo sguardo di un adolescente disabile e scoprire attraverso questa muovo punto di osservazione le potenzialità nascoste in queste persone spesso non incluse a causa di pregiudizi che creano punti  di superazione. Un’occasione per apprezzare le capacità di questi artisti diversamente abili on grado di raccontarsi attraverso i linguaggi dell’arte e allo stesso tempo un modo per arricchirsi attraverso le le differenze. A chiudere il ciclo delle tre esposizioni sarà “Pirouette” (dal 23 al 30 marzo) dell’artista Valentina Palazzari dove vengono messi in rapporto diversi materiali utilizzati in ambito edile per dare vita ad una struttura ascensionale e dinamica simile ad una giravolta.

Silvana Lazzarino

 

30 metri. Auto·Bio·Grafia

Sala Santa Rita Via Montanara (ad. Piazza Campitelli) Roma

Orario: tutti i giorni ore 16.00-19.00,

sabato 18 e domenica 19 marzo, ore 11.00-13.00 e 15.00-19.00

Per informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00) www.comune.roma.it/cultura

dal 16 al 21 marzo 2017

Ingresso libero

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SPETTACOLI E ARTE AL TEATRO LIDO DI OSTIA

SPETTACOLI E ARTE AL TEATRO DEL LIDO DI OSTIA 

PER RACCONTARE LE EMOZIONI DELLA VITA

La sperimentazione che attraversa il processo delle arti visive tra installazioni e performance, l’enfasi del gesto e la modulazione della voce, le atmosfere mentali e fisiche della danza, il ritmo denso di energia della musica caratterizzano i nuovi appuntamenti dell’ultima settimana di ottobre proposti dal cartellone degli spettacoli del Teatro del Lido di Ostia a Roma.

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia

Tra verità e immaginazione, procedendo dall’universo introspettivo del teatro, alle possibilità di creare sinergie tra corpo e mente attraverso la danza, passando per gli effetti creativi espressi attraverso l’arte, si entra in un viaggio a cogliere i sottili legami tra presenza e assenza, tradizione e modernità per ritrovare nuove possibilità di ascolto delle emozioni che accompagnano l’esistenza.

Liberamente ispirato al romanzo “Le difettose” di Eleonora Mazzoni, lo spettacolo con protagonista Emanuela Grimalda, in scena il 21 ottobre alle 21.00 con la regia di Serena Sinigaglia, presenta un monologo con un’attrice e sette personaggi in cui si intrecciano allegria, disperazione, per raccontare quel microcosmo sotterraneo vitale e popoloso. Al centro è lo scorrere del tempo che se da un lato grazie alle nuove risorse in ambito scientifico ha permesso di allungare la vita, dall’altro non ha allungato l’età della fertilità. E’ affrontato infatti attraverso il percorso della protagonista Carla il tema della fecondazione assistita in termini di sentimenti ed emozioni e non sul lato ideologico e legale. Quello di avere un figlio è un desiderio che appartiene a tutti donne e uomini e attraverso la forza espressiva del teatro esso viene affrontato con lacrime e risate facendo riferimento a sette personaggi per entrare nelle emozioni della protagonista.

Spettacoli e arte ai Teatro del Lido di Ostia Danza Al Palo Seco

Spettacoli e arte ai Teatro del Lido di Ostia
Danza Al Palo Seco

Alla danza si rivolge l’appuntamento con la Compagnia di Sara Cano in “A Palo Seco”, prima nazionale il 22 ottobre alle 21 dove Sara Cano oltre ad essere l’interprete è anche regista e coreografa, mentre le musiche originali sono di Héctor González. Formato da tre assoli – flamenco, danza contemporanea e butoh – lo spettacolo grazie a ricerca e sperimentazione da spazio ad un nuovo modo di danzare basato sulla dimensione viscerale della danza spagnola e quello più concettuale del ballo contemporaneo. Un percorso originale con uno sguardo alla tradizione che l’artista Sara Cano non perde mai di vista.

I musicisti Marzouk Mejri (darabuk, tar, voce, ney) e Pino Cangialosi (tastiere, fagotto, duduk, sipsi, fisarmonica, percussioni) provenienti da esperienze culturali diverse, ma animati dalla stessa passione per la musica, danno vita all’ ensemble El Nouba in programma il 23 ottobre alle ore 21.00. Insieme a Elvin Dhimitri (violino) Flavio Cangialosi (basso, contrabasso, tastiere, percussioni) e Alberto Fichera (sax) essi hanno dato spazio alle tradizioni legate alle rispettive aree di provenienza con il desiderio di valorizzare il patrimonio culturale musicale proveniente dal Nord Africa e dalla cultura arabo- andalusa.

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia El Nouba

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia  El Nouba

I componenti di El Nouba sono musicisti che si sono esibiti su palcoscenici di tutto il mondo, con successo di pubblico e critica. Vantano diverse collaborazioni tra cui anche con interpreti di fama internazionale tra cui: Khaled, Compay Segundo, Badi Assad, Luis Bacalov, Beppe Barra, Maurice El Mediouni, Riccardo Muti, Daniel Oren, Daniele Sepe.

Da sottolineare le mostre ECODESIGN tra scultura, design e streetart e RIPRESE DI RIPRESE dedicata alle fotografie di Roberto Villa e Mimì Notarangelo entrambe ad ingresso gratuito.

ECODESIGN a cura di Magazzino dei Semi, a.DNA project, Studio R.E.M.O, dove si intrecciano scultura, design e streetart, presenta all’interno del foyer del Teatro del Lido un’installazione realizzata da diversi artisti attraverso oggetti di recupero per restituire loro una nuova funzione. Ciascun artista con originalità e inventiva ha saputo trasformare questi oggetti in elementi di arredo, disegni e idee di allestimento e spazio per il foyer del teatro, luogo di aggregazione e spazio espositivo. Accanto ai video e ai frame di Magazzino dei Semi sono presenti opere create da materiali di riciclo dello scultore Simone Perra, Transmatter, dei designer dello Studio R.E.M.O. (Ricerca Estesa Meraviglioso Organizzato) e dello street artist UNO, questa volta in indoor, con i suoi collage, decoupage e stencil. L’installazione è aperta fino al 28 ottobre 2016.

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia Ecodesign

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia
Ecodesign

Presentata dall’Associazione Culturale Roccaltia Musica Teatro e dallo Spazio Corsaro di Chia in collaborazione con il collettivo Territorio Narrante di Ostia, la mostra RIPRESE DI RIPRESE dal 1 novembre 2016 ripercorre le atmosfere del cinema pasoliniano attraverso gli scatti di Roberto Villa sul set del film “Il fiore delle mille e una notte” e di Mimì Notarangelo sul set del film “Il Vangelo secondo Matteo”.

                        Silvana Lazzarino

 

TEATRO DE LIDO DI OSTIA

Teatro del Lido

Via delle Sirene, 22- 00121 Ostia (Roma)

Per informazioni: tel. 060608, tel. 06.5646962, www.teatrodellido.it,

Spettacoli dal 21 al 23 ottobre 2016

Mostre ad ingresso gratuito

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Matthias Brunner tra cinema e arte

Matthias Brunner e la sua installazione Magnificent Obsession

Solare e nostalgica, fantasiosa e attuale nel saper proiettare lo sguardo e la mente a riviere le emozioni di un tempo passato e presente legate ai ritratti di un’umanità forte e fragile, ma anche capace di sorridere e sperare è l’installazione tra cinema, arte e musica di Matthias Brunner che sarà presentata a Roma lunedì 17 ottobre 2016 presso lo Studio Tre dell’Auditorium Parco della Musica. A raccontare questo progetto in cui arte e cinema si incontrano attraverso differenti livelli di rappresentazione di storie legate a testi letterari e al grande schermo, sono l’artista Matthias Brunner, il critico cinematografico Vieri Razzini e il grande appassionato di cinema Andrea Viliani direttore del Museo MADRE che affronteranno in un’interessante conversazione le possibili interazioni visive ed emotive tra testo e immagine nelle svariate accezioni in rapporto alle rappresentazioni cinematografiche dove realtà e finzione si sfiorano e talora si sovrappongono.

Matthew Branner Magnifica ossessione

Matthias Brunner
Magnifica ossessione

L’incontro con l’autore e la sua opera audiovisiva, l’intervento dei sopracitati critici ed esperti nel settore nel ridefinire le possibili analogie tra storie descritte nei testi letterari e quelle ad esse riferite recuperate nelle immagini, è stato promosso e organizzati da In Between Art Film di Beatrice Bulgari, in collaborazione con la galleria Magazzino e la Kunsthaus di Zurigo.

Magnifica Ossessione (Magnificent Obsession) questo il titolo dell’installazione che Matthias Brunner presenta per la prima volta in Italia al Festival del Cinema, è costituita da diverse immagini di film che mettono in comunicazione piani linguistici differenti a sottolineare la forza del testo scritto nelle sue possibili interpretazioni sullo schermo, restituite dalle arti visive.

Matthe

Matthias Brunner Magnifica Ossessione

L’installazione è composta da quattro schermi inseriti in una libreria appartenuta al regista Douglas Sirk– di cui Brunner ha comprato tutta  la  biblioteca – su cui vengono proiettate le immagini di trentasei film realizzati tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Matthias Brunner ha scelto diverse scene tratte da film dove fossero presenti situazioni legate a libri o ad aspetti riguardanti la letteratura, come Scrivere (Fuoco Fatuo, 1963, Louis Malle), Stampare (Le due inglesi, 1971, Francois Truffaut), il viaggio per arrivare in libreria (Lettera da una sconosciuta, 1948, Max Ophuls), l’incontro in una libreria (Colazione da Tiffany, 1961, Blacke Edwards) o l’interpretazione di un testo (Splendore nell’erba, 1961, Elia Kazan). Tutto aspetti  che -dalla scrittura alla stampa, dal luogo deputato alla lettura allo stesso atto di leggere- delineano le fasi di creazione, accostamento e  fruizione di un libro.

Matthias

Magnificent Obsession Matthias Brunner

 

Con questa installazione non intendo dare un giudizio su questi 36 film” sostiene l’artista che prosegue:“ L’installazione non  è  suddivisa  per  argomenti,  ma  è  “solo” un’associazione  e  un  confronto  appassionato  di alcune  scene  dei  film,  la  maggior  parte  delle  quali  sono  fedeli  ricostruzioni  storiche,  che  tentano  di raccontare la ricchezza che  deriva dalla fusione tra cinema e letteratura che si è esemplificata soprattutto attraverso la Nouvelle  Vague  e  alcune  icone  del  cinema  americano ed  europeo  degli  anni  Cinquanta  e Sessanta. Questa installazione è il mio tributo ai grandi registi di quel periodo”.

Matthias Brunner ha scelto alcuni tra i più significativi adattamenti cinematografici di capolavori letterari di grandi scrittori, come Marguerite Duras (Hiroshima mon amour), Alberto Moravia (La noia) e Raymond Quenau (Zazie nel metrò), e li ha affiancati alle pellicole di registi che hanno incentrato la loro ricerca su aspetti dal sapore letterario, come Claude Chabrol (I cugini e Le Beau Serge), Francois Truffaut ( I 400 colpi), Alfred Hitchcook (Gli uccelli e Marnie), Elia Kazan (Splendore nell’erba), Louis Bunuel (Il diario di una cameriera e Bella di giorno), Jean-Pierre Melville ( La carne e l’anima). Scene di film che diventano poesia visiva a creare un effetto di estraniamento in cui contemporaneamente sono mostrati spezzoni di quattro differenti film accompagnati dall’audio di una sola pellicola.

Silvana Lazzarino

 

Matthias Brunner. Magnificent Obsession

Incontro con l’artista

e con Vieri Razzini, critico cinematografico e Andrea Viliani, direttore del Museo MADRE

Festa del Cinema di Roma- Auditorium Parco della Musica. Studio Due

Viale Pietro de Coubertin 30, Roma

lunedì 17 ottobre 2016, ore 16.00

l’opera è esposta fino al 23 ottobre 2016

Orari: da lunedì a venerdì dalle 16.00 alle 22.00,

sabato e domenica dalle 12.00 alle 22.00

Ingresso libero

Per informazioni:www.inbetweenartfilm.com

 

In Between  Art  Film

In Between  Art  Film è una  casa  di  produzione  cinematografica,  fondata  nel 2007  da  Beatrice  Bulgari e specializzata nella produzione di film indipendenti e documentari che si basano sull’interdisciplinarietà e lo scambio tra i diversi linguaggi artistici del nostro tempo. Tra le loro produzioni e co-produzioni, ricordiamo: “Molly  Bloom”  con  la  regia  di  Chiara  Caselli  (2016); “Il  nuotatore”  di  Ra  di  Martino  (2016);  “Where  is  Rocky  II?” diretto da  Pierre  Bismuth  (2016); “Istanbul  e  il Museo dell’Innocenza di Pamuk” (2015),  documentario per la regia  di  Grant  Gee  sul  Premio  Nobel  Ohran  Pamuk  e  la  sua  città,  Istanbul;  “The  Lack” (2014),  il  primo lungometraggio del duo artistico MASBEDO, interamente prodotto da In Between Art Film.

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