Eugenia Serafini: “Fossili di Petrolio nel Giardino INCANTATO e Domino- Dominio”

Eugenia Serafini a Roma, presso gli spazi del Macro Asilo in Via Nizza dal 20 al 22 settembre con Installazione, letture, Performance per parlare dei rischi cui sta andando incontro il nostro Pianeta

Come poche artiste nel panorama contmeporaneo, Eugenia Serafini con sensibilità e originalità, ha raccontato e racconta di come l’uomo possa tornare ad essere più felice e in armonia con la natura nel recupero di un ascolto autentico di sé, in linea con quel pensiero prelogico che appartiene al bambino e permette di agire con naturalezza, senza sovrastrutture.  Il senso di questa vita, spesso non vissuta in modo autentico dove difficile è la conciliazione tra finito e infinito, micro e macrocosmo, in parte forse va ricercato nel recupero di quella originaria armonia tra l’uomo e la natura.

Eugenia Serafini, “Segni di cielo e Terra” in mostra al Macro Asilo Roma

Nata a Tolfa (RM) piccolo e interessante borgo etrusco, e attiva tra Roma e la Toscana, per anni docente presso l’Università della Calabria, all’Accademia di Belle Arti di Carrara e all’Accademia dell’Illustrazione e della Comunicazione Visiva di Roma, Eugenia Serafini non è soltanto una pittrice dalla rara sensibilità capace di costruire ponti di speranza dove uomo e natura siano in armonia, ma è anche poeta, performer e installazionista di gran talento e spessore emotivo.

Con estro poetico, originalità racconta desideri e speranze di un ‘umanità che nei colori del cielo e della terra, degli alberi e dei fiori, delle farfalle e degli uccelli ritroverà l’emozione di affetti lontani, verità rivelate e la purezza di tornare anche per un attimo ad essere fanciulli nella spensieratezza che tutto prende vita da un sogno.

Di rispetto per la vita e l’ambiente, di recupero di quell’inautenticità nel rapporto tra uomo e natura, e di denuncia di quegli atti/azioni volte a distruggere il patrimonio naturale, Eugenia Serafini tratta nella mostra e performance da lei pensata che si svolgerà a Roma al MACRO nei giorni 20, 21 e 22 settembre 2019. Si tratta di un’installazione vivente e performance che l’artista realizzerà con un gruppo di Poeti-Performer, dal Titolo. “Fossili di Petrolio nel Giardino InCANTATO e Domino- Dominio”, presso gli spazi del MACRO ASILO di Roma in Via Nizza 138, diretto da Giorgio De Finis, nei tre giorni che segnano il passaggio dall’Esatte all’Autunno.

Eugenia Serafini

L’evento che fa parte di un grande Progetto ideato e curato dall’architetto Antonietta Campilongo, dal titolo: “Nuvola creativa”. Festival delle Arti alla 4 edizione, attraverso installazione, opere, letture e performance, fa riferimento ad un tema quanto mai attuale che sempre più vede l’uomo dominare la natura sfruttando ogni sua risorsa fino all’stremo con il rischio che la stessa possa essere totalmente distrutta.

Come viene sottolineato in questo percorso tra mostra, letture e performance, ci si interroga se l’ecologia possa salvare l’umanità. A testimonianza di questa nostra epoca resteranno in futuro presumibilmente solo i FOSSILI DI PETROLIO: oggetti di plastica quali bottiglie, bambole, animali, insetti, giocattoli. Tra qualche millennio gli unici reperti archeologici saranno i residui della plastica, a testimoniare un mondo che si è autodistrutto per l’incapacità di gestire attraverso l’Ecologia la salvezza della natura e quindi del Pianeta. Come la stessa Eugenia Serafini afferma: “Giardino InCANTATO” è il pianeta Terra con i 4 elementi in tutta la sua bellezza, i “Fossili di Petrolio” sono gli oggetti di plastica, l’unica testimonianza di questi secoli che i futuri archeologi troveranno negli scavi del futuro.”

Eugenia Serafini e i poeti

Eugenia Serafini creando rispondenze tra l’installazione, dipinti e performance, con questo evento artistico dall’evidente valore etico “FOSSILI DI PETROLIO NEL GIARDINO INCANTATO” guarda con speranza alla salvezza del Pianeta sottolineato proprio attraverso colori, suoni, gesti, movimenti e interazione per un recupero dell’equilibrio originario da sempre necessario per non spegnere tante vite e tanta bellezza presente sul nostro Pianeta. Parallelamente in “Domino- Dominio” si evince una denuncia nei confronti di quanti mettono a serio rischio l’equilibrio dell’ecosistema come si avverte dai cambiamenti climatici o dalla presenza di isole di plastica (cumuli di rifiuti) che si formano ciclicamente anche nel Mediterraneo.

Tutti questi cambiamenti e disastri ambientali sono il grido della Terra: un avvertimento per l’uomo affinché rispetti quanto intorno e soprattutto l’ambiente, entro un’ottica di sensibilizzazione e collaborazione da parte di chi oggi è responsabile del proprio presente e del futuro che è di tutti.

     Durante le tre giornate dal 20 al 22 settembre negli spazi del Macro Asilo tra il cortile, la sala di lettura e la stanza delle parole, Eugenia Serafini, i poeti performer, daranno vita ad una installazione vivente e performanceFossili di petrolio nel giardino incantatocaratterizzata da: grandi teleri dipinti con acrilici raffiguranti il “GIARDINO INCANTATO”. Tra le protagoniste dell’installazione vivente accanto alla stessa Eugenia Serafini sono Anna Manna famosa poetessa e scrittrice, Fabia Baldi, Anna Avelli, Jole Chessa Olivares, Alessandra Carnovale, Candida Camarca, Antonella Pagano e Fausta Genziana Le Piane.

Eugenia Serafini, “Domino- Dominio” in mostra al Macro Asilo

La parte dedicata alle letture oltre a brani tratti dalle opere letterarie di Eugenia Serafini come la Fiaba “Les oiseaux” che esaltano la natura e allo stesso tempo sottolineano l’inquinamento progressivo causato dall’uomo, prevede quella degli haiku da parte dei poeti che interpretano l’ ’’Onda dell’Haiku” realizzata da Eugenia Serafini insieme ai poeti invitati.(Partecipano: Fabia Baldi, Anna Avelli, Jole Chessa Olivares, Alessandra Carnovale, Candida Camarca, Antonella Pagano e Fausta Genziana Le Piane).Tra le letture anche quelle tratte dal libro “Il Preside che camminava sui rami di pino e i Racconti della Luna” (edito da Artecom-onlus, Roma 2019) con relatori la Dott.ssa Anna Manna Università La Saviezza e il Prof. Marcello Carlino docente presso “la Sapienza” di Roma,

Da sottolineare nella terza giornata del 22 settembre le ARGOMETAZIONI di Eugenia Serafini del RAPORTO DOMINO –DOMINIO SUL PIANETA TERRA sul tema dell’inquinamento con gli interventi della Prof.ssa Fabia Baldi, scrittrice e saggista, e del Prof. Nicolò Giuseppe Brancato, storico dell’Arte e archeologo. Altra PERFORMANCE “I COLORI DELL’HAIKU” realizzata dai poeti invitati che leggono e quindi scrivono sulla grande LAVAGNA con gessetti colorati gli HAIKU ispirati alla Fiaba, PAROLE, SEGNI, PUNTI ESCLAMATIVI E INTERROGATIVI ecc. Partecipazione di Fabia Baldi, Anna Avelli, Jole Chessa Olivares, Alessandra Carnovale, Antonella Pagano e Fausta Genziana Le Piane. Sarà poi la volta del pubblico presente invitato ad intervenire per una Kermesse generale.

L’ambiente è al centro del discorso umano e artistico, nonché poetico di Eugenia Serafini, restituito attraverso rappresentazioni tese a raccontare volti di una natura densa di poesia e solarità che spesso viene dimenticata in questo continuo avanzare di un progresso industriale pronto a spegnere ogni colore costruendo giungle di cemento. Il richiamo ai “Fossili di petrolio” sta a indicare come l’equilibrio dell’ecosistema sia sempre più a rischio per via della sopraffazione dell’uomo e dell’industria sullo stesso ambiente che rischia di essere annientato.

Osservando i dipinti e ammirando le installazioni di Eugenia Serafini, si possono respirare profumi, ascoltare suoni e cogliere i colori di spazi aperti dove la vita prende nuova forma riuscendo a lasciare indietro paure e malinconie. Ma per mantenere in vita queste armonie e accesi questi colori, è necessario il rispetto per spazi verdi e l’ambiente tra terra e cielo, visibile invisibile perché la Natura è fonte di vita e come tale va salvaguardata e protetta apprezzando ogni suo dono.

Con questo percorso articolato nei tre giorni, Eugenia Serafini, attraverso questa sinergia di parole, azioni, colore e musica, porterà uno nuovo e sperato respiro per il Pianeta, sottolineando i rischi che si corrono per il futuro se non si interviene al più presto.

Questa straordinaria artista, performer, installazionista, giornalista e docente universitaria, ha saputo dare libera voce alle luci e alle ombre dei luoghi più vicini e distanti della realtà naturale tra spazi verdi, alberi, e alle armonie del cosmo, senza dimenticare il riferimento all’uomo causa dei disastri ambientali. A lui spetta il dovere di fare un passo indietro e recuperare quel rapporto autentico e originario con la natura a partire dal rispetto per la stessa.

Silvana Lazzarino

 

“FOSSILI DI PETROLIO NEL GIARDINO INCANTATO” e “Domino-Dominio”

DI EUGENIA SERAFINI

MACRO ASILO

20, 21, 22 SETTEMBRE 2019

Macro Asilo/Museo D’arte Contemporsanea Di Roma

Via Nizza 138, ROMA

Direttore Giorgio de Finis

Nell’ambito di Nuvola Creativa-Festival Delle Arti IV Edizione2019

Progetto Associazione Neworld

direzione Artistica e Curatela: Antonietta Campilongo

www.museomacro.org

 

EUGENIA SERAFINI

Eugenia Serafini ha realizzato numerose mostre in Italia e all’estero e le sue opere si trovano in collezioni, musei e archivi di diversi paesi quali: Francia, Germania, Egitto, Lituania, Norvegia, Romania, Ucraina, Uruguay, Argentina. Numerosi e prestigiosi i premi e i riconoscimenti ricevuti durante la sua luminosa e prestigiosa carriera tra cui vanno citati: “Le Rosse Pergamene, Poesia d’amore 2018, Sezione speciale Poesia e pittura “Dall’emozione all’immagine” con una raccolta di poesie d’amore dedicate a Roma,, il .“Premio Artista dell’anno” al  Premium International Florence Seven Stars Firenze 2016, la “Targa alla Carriera” dal Comune di Tolfa nel 2014 e il “Leone d’Argento” per la Creatività 2013 alla Biennale di Venezia. Senza dimenticare il Premio alla Carriera “Premium International Florence Seven Stars” Grand Prix Absolute 2017 consegnatole dal Prof Carlo Franza.

 

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Milano vista attraverso le installazioni di Daniel Gonzalez

 MILANO: IL PROGETTO DI DANIEL GONZALEZ: “IMAGINARY COUNTRY”. INSTALLAZIONI POP- UP

Attraverso uno stile incisivo e immediato, spesso essenziale, ma sempre originale, Daniel Gonzalez coinvolge sempre più entro i suoi ritmi di forme e architetture, il copro e la mente di chi guarda affrontando aspetti legati al vissuto umano e sociale tra quotidiano ed extraquotidiano, visibile e immaginato.

Nato a Buenos Aires nel 1963, con le sue performance artistiche affascina e coinvolgere il pubblico rendendolo partecipe e protagonista al tempo stesso, con l’obiettivo di amplificare il concetto di realtà oltre il suo significato quotidiano al fine di decontestualizzare aspetti e logiche in cui l’individuo si ritrova ad agire e muoversi. Entro questa visione ha sviluppato un interessante progetto legato agli spazi cittadini e alle strade, ma anche ad ambienti cui restituire nuovo spessore visivo con cui interagire. In questo senso si può accennare alla realizzazione della sua prima opera pop up con il “Pop-Up Building” per il Witte de With Festival di Rotterdam nel 2010, con cui ha coperto una chiesa storica con cartone intagliato, come un libro pop-up gigante. A questa poi nel 2011 è seguita l’opera “Pop-Up Museo Disco Club”, scultura-installazione che trasformava la facciata del museo in occasione della Biennale al Museo di Bario.di New York.

Milano Lambrate installazione di Daniel Gonzalez

Lo scorso 19 settembre 2017 a Milano Lambrate presso Logotel (in Via Ventura, 15) è stata presentata la sua nuova “architettura effimera” che consiste in un’installazione appositamente realizzata per le vie di Lambrate.

Patrocinato dal Municipio 3 del Comune di Milano, realizzato con il contributo di Logotel, Marsèlleria Permanent Exhibition ed ExBazzi, il progetto espositivo “Imaginary Country”  di DANIEL GONZALEZ è un invito rivolto ai passanti ad immaginare una nuova dimensione per il proprio quartiere. Un quartiere ripensato quale spazio da vivere dotato di tutto ciò che non possiede, ma che può essere ripensato grazie all’immaginazione quale prima forma di realtà virtuale prima di internet. Si tratta di un’architettura semantica che unisce i tradizionali “pasacalles” argentini, un sistema di comunicazione privata tramite striscioni dipinti a mano sulle strade pubbliche, e il linguaggio dei social network più comuni. Nei social network la presenza del # (hashtag) suggella l’esistenza del contenuto. Un semplice # ha la capacità di trasformare ogni parola in #realtà. Il mondo digitale entra a far parte del quotidiano così da restituire paesaggi fantastici a Lambrate.

L’arte seguendo questi parametri linguistici e comunicativi diventa così un mezzo privilegiato per entrare e uscire in autonomia dal quotidiano, scoprire zone rimaste silenti anche mediante l’immaginario e allo stesso tempo ritrovare la capacità di riprovare a mettersi in gioco unendo l’aspetto creativo e realistico.

Daniel Gonzalez ha esposto, inoltre, alla Zabludowicz Collection di Londra, al Musée d’Art Contemporain de Bordeaux, alla Pinakothek der Moderne di Monaco (DE), in Viafarini (Milano), al Neuer Kunstverein di Aachen, alla seconda Biennale di Praga e a Manifesta 7 Trento/Bolzano.

Le sue opere sono incluse in diverse collezioni private, tra cui ricordiamo Zabludowicz Collection (Londra), Fondation pour l’art contemporain Claudine et Jean-Marc Salomon (Francia), Luciano Benetton (Venezia) e Patrizia Pepe (Prato).

Silvana Lazzarino

IMAGINARY COUNTRY

Progetto espositivo di Daniel Gonzalez (Milano Lambrate)

Per informazioni: Associazione Made in Lambrate madeinlambrate@gmail.com www.madeinlambrate.com

  

 

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Claudia Wieser in mostra a Genova Museo Villa Croce

Claudia Wieser e le architetture tra tradizione e innovazione in mostra a Genova al Museo di Villa Croce

Design, architettura con rimandi alle atmosfere della filmografia di richiamo mistico futurista che guarda alla fascinazione della classicità e dei contesti sumero babilonesi, si intrecciano nella ricerca espressiva di CLAUDIA WIESER nata a Freilassing ( Germania) nel 1973 affermatasi sulla scena internazionale anche grazie a mostre collettive e personali tenute in Germania e all’estero che l’hanno fatta conoscere al grande pubblico. Tra queste in particolare vanno citate le più recenti come quelle presso la  Fondazione Memmo, Roma (2017),  il  Kunstverein Reutlingen (2014), il Petit Palais di Parigi, la Galerien der Stadt Esslingen, il Drawing Room di Londra,e il Signal Center for Contemporary Art di Malmö (2013).

Claudia Weser installazione al Museo Arte Contemporanea Villa Croce

Linearità e semplificazione della forma proprie del primo astrattismo si combinano con la capacità  di indagare il rapporto tra strutture architettonica e decorazioni proprie della Bauhaus che diventa occasione per superare  il confine tra “arti alte” e arti applicate facendo uso di carta da parati, ceramica, legno, specchi, tessuti, fotografie e foglie d’oro, Lo spazio secondo la sua ottica va vissuto nelle sue potenzialità progettuali: accanto ai grandi architetti come Le Corbusier, Frank Lloyd Wright e Mallet-Stevens, Claudia Wieser guarda  alle opere di architettura espressionista o a progetti utopici del secolo scorso per realizzare scenari suggestivi e talora spiazzanti dove carte da parti riproducono elementi architettonici quasi a grandezza naturale, come scale o colonne che trasformano lo spazio in cui sono collocate, restituendo,  a chi osserva, la sensazione di trovarsi in un contesto diverso. onirico e spirituale. A Claudia Wieser che a partire dalla tradizione ricrea spazi e luoghi nuovi in cui ridefinire le armonie tra  gli ambienti e  gli oggetti , il Museo Villa Croce di Genova ha dato la possibilità di realizzare il suo lavoro entro gli spazi dello stesso museo, visibile fino al 18 giugno 2017.

Il lavoro di Claudia Wieser riguarda lo scalone del Museo: con il  wallpaper l’artista tedesca fa uso di immagini riferite ad antichi capolavori ripresi da vecchie foto per combinarle con i suoi disegni e le sue sculture. Per questo progetto ideato da Ilaria Bonacossa, Claudia Wieser si è ispirata ad una serie televisiva degli anni Settanta della BBC I, Claudius”, che raccontava le vicende dell’Impero Romano negli anni del passaggio dall’Impero di Augusto alla morte di Claudio. Si tratta di una rappresentazione quasi teatrale di quasi un secolo di storia: una  suggestiva rappresentazione di una reinvenzione del mondo classico che ha permesso all’artista di sviluppare una serie di immagini che nel loro anacronismo riescono a raccontare la politica contemporanea. Il titolo della mostra “Waiting in the Wings” che significa “aspettare che qualcosa di più grande accada” o semplicemente “attendere dietro le quinte” evoca la volontà di un’opera di trasformare lo spazio rimanendo sullo sfondo. La carta da parati seduce creando una scenografia stratificata attraverso cui sembra di aver accesso a diversi mondi ,dove  si alternano scaloni nobiliari, vasi antichi che diventano colonne e profili inquietanti di eroi romani. Sullo sfondo dietro questi elementi si intravedono due occhi giganti di una misteriosa donna contemporanea che sembra scrutare lo spettatore e allo stesso tempo osservare il palcoscenico dove si svolge l’azione..

Alla realizzazione della mostra hanno collaborato il Goethe-Institut Genua e lo Studio Sales di Norberto Ruggieri, Roma.

Silvana Lazzarino

Claudia Wieser

WAITING IN THE WINGS

installazione Site-Specific / Scalone di Villa Croce

da un progetto di Ilaria Bonacossa assistente curatore Ginevra D’oria

in collaborazione con Goethe-Institut Genua

Museo d’Arte Contemporanea/ Villa Croce/

Via Jacopo Ruffini 3, 16128 Genova

telefono 010 580069/585772

fino al 18 giungo 2017

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PETAR PITOCCO E “30 METRI. AUTO·BIO·GRAFIA”

PETAR PITOCCO CON LA SUA INSTALLAZIONE “30 METRI. AUTO·BIO·GRAFIA” CREA INTERAZIONE TRA ARTE E DISABILITA’

L’arte contemporanea con i suoi linguaggi variegati e in costante evoluzione fatti di contaminazioni stilistico espressive a restituire diversi modi di percepire la realtà diventa un importante strumento di comunicazione emotiva per quanti vivono la disabilità. Presso la Sala Santa Rita a Roma nell’ambito del ciclo di mostre promosse dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, iniziate lo scorso 5 marzo con l’artista ucraino Aljoscha che ha presentato opere fluttuanti in una sorta di esperimento della materia a creare suggestioni visive nella continuità del movimento nello spazio, dal 16 al 21 marzo sarà protagonista un artista disabile PETAR PITOCCO che nell’arte e nei suoi infiniti ritmi espressivi ha trovato la giusta occasione per dar vita al suo pensiero creativo in costante evoluzione. Al centro della sua arte evocativa sono segni o meglio parole e frasi che insieme costruiscono il suo orizzonte emotivo. Nato a Sofia nel 1996, Petar Pitocco che  frequenta il 5° anno del Liceo Artistico G. C. Argan di Roma, con l’installazione “30 metri, Auto-Bio-Grafia propone il racconto autobiografico di un anno scolastico.

Petar Pitocco installazione in mostra alla Sala Santa Rita

Petar Pitocco
installazione in mostra alla Sala Santa Rita

Il suo lavoro realizzato con la guida di due insegnanti del Liceo Artistico Argan di Roma, Ciro Dimita, che è anche il curatore dell’installazione, e Maria Teodolinda Saturno, esperta di didattica inclusiva. evidenzia l’uso di un segno intenso e incisivo distribuito lungo 30 metri di carta, capace di evocare le emozioni vissute giorno dopo giorno dall’artista studente durante l’anno. Parole che compongono frasi, pensieri scritti da Pitocco con ricorrenza settimanale a scuola che recuperano attimi, momenti di quella quotidianità fatta di gesti spontanei, incontri e confronti. Come sottolineato dalla professoressa Saturno “Questo lavoro nasce dalla constatazione, condivisa con il collega, della straordinaria bellezza della grafia di Petar e del suo bisogno di comunicare” e a proposito di desiderio di comunicare da parte di ragazzi con disabilità per far affiorare la propria personalità, il professor Dimita prosegue: “Avevamo già collaborato al progetto sull’identità This is me in cui avevo volutamente coinvolto quattro studenti diversamente abili, i cui autoritratti grafico-pittorici sono stati esposti in una mostra che ho curato negli spazi dell’ex-cartiera Latina. Il riscontro ci aveva entusiasmato, per la prima volta i compagni avevano riconosciuto in loro dei potenziali artisti. Così abbiamo pensato di proseguire insieme il percorso sul racconto del sé”.

L’opera di Petar Pitocco diventa esempio di come l’arte possa non solo essere prezioso veicolo per comunicare emozioni anche per chi vive la disabilità, ma creare inclusione scolastica come in questo caso in cui è stato scelto quale punto di partenza la scuola. La scrittura autobiografica diventa opera d’arte creando  inclusione e condivisione non solo all’interno della scuola, ma anche al di fuori a raggiungere più interlocutori possibili. Il fascino evocativo della parola scritta che è protagonista nell’installazione di Petar Pitocco non deve solo attrarre studenti, insegnanti di quell’istituto dove si è costruito il progetto, ma deve anche colpire passanti, visitatori, turisti attratti dalla forza evocativa della scrittura e dalla fascinazione visiva della grafica. Grafica, intima e densa di emozioni, che si lascia decodificare, ripercorrere con naturalezza e che trova una perfetta collocazione entro questo spazio espositivo dell’ex chiesa di Santa Rita oggi sconsacrata.  Attraverso questa installazione “30 Metri. Auto·Bio·Grafia” si può riscoprire la realtà con lo sguardo di un adolescente disabile e scoprire attraverso questa muovo punto di osservazione le potenzialità nascoste in queste persone spesso non incluse a causa di pregiudizi che creano punti  di superazione. Un’occasione per apprezzare le capacità di questi artisti diversamente abili on grado di raccontarsi attraverso i linguaggi dell’arte e allo stesso tempo un modo per arricchirsi attraverso le le differenze. A chiudere il ciclo delle tre esposizioni sarà “Pirouette” (dal 23 al 30 marzo) dell’artista Valentina Palazzari dove vengono messi in rapporto diversi materiali utilizzati in ambito edile per dare vita ad una struttura ascensionale e dinamica simile ad una giravolta.

Silvana Lazzarino

 

30 metri. Auto·Bio·Grafia

Sala Santa Rita Via Montanara (ad. Piazza Campitelli) Roma

Orario: tutti i giorni ore 16.00-19.00,

sabato 18 e domenica 19 marzo, ore 11.00-13.00 e 15.00-19.00

Per informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00) www.comune.roma.it/cultura

dal 16 al 21 marzo 2017

Ingresso libero

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SPETTACOLI E ARTE AL TEATRO LIDO DI OSTIA

SPETTACOLI E ARTE AL TEATRO DEL LIDO DI OSTIA 

PER RACCONTARE LE EMOZIONI DELLA VITA

La sperimentazione che attraversa il processo delle arti visive tra installazioni e performance, l’enfasi del gesto e la modulazione della voce, le atmosfere mentali e fisiche della danza, il ritmo denso di energia della musica caratterizzano i nuovi appuntamenti dell’ultima settimana di ottobre proposti dal cartellone degli spettacoli del Teatro del Lido di Ostia a Roma.

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia

Tra verità e immaginazione, procedendo dall’universo introspettivo del teatro, alle possibilità di creare sinergie tra corpo e mente attraverso la danza, passando per gli effetti creativi espressi attraverso l’arte, si entra in un viaggio a cogliere i sottili legami tra presenza e assenza, tradizione e modernità per ritrovare nuove possibilità di ascolto delle emozioni che accompagnano l’esistenza.

Liberamente ispirato al romanzo “Le difettose” di Eleonora Mazzoni, lo spettacolo con protagonista Emanuela Grimalda, in scena il 21 ottobre alle 21.00 con la regia di Serena Sinigaglia, presenta un monologo con un’attrice e sette personaggi in cui si intrecciano allegria, disperazione, per raccontare quel microcosmo sotterraneo vitale e popoloso. Al centro è lo scorrere del tempo che se da un lato grazie alle nuove risorse in ambito scientifico ha permesso di allungare la vita, dall’altro non ha allungato l’età della fertilità. E’ affrontato infatti attraverso il percorso della protagonista Carla il tema della fecondazione assistita in termini di sentimenti ed emozioni e non sul lato ideologico e legale. Quello di avere un figlio è un desiderio che appartiene a tutti donne e uomini e attraverso la forza espressiva del teatro esso viene affrontato con lacrime e risate facendo riferimento a sette personaggi per entrare nelle emozioni della protagonista.

Spettacoli e arte ai Teatro del Lido di Ostia Danza Al Palo Seco

Spettacoli e arte ai Teatro del Lido di Ostia
Danza Al Palo Seco

Alla danza si rivolge l’appuntamento con la Compagnia di Sara Cano in “A Palo Seco”, prima nazionale il 22 ottobre alle 21 dove Sara Cano oltre ad essere l’interprete è anche regista e coreografa, mentre le musiche originali sono di Héctor González. Formato da tre assoli – flamenco, danza contemporanea e butoh – lo spettacolo grazie a ricerca e sperimentazione da spazio ad un nuovo modo di danzare basato sulla dimensione viscerale della danza spagnola e quello più concettuale del ballo contemporaneo. Un percorso originale con uno sguardo alla tradizione che l’artista Sara Cano non perde mai di vista.

I musicisti Marzouk Mejri (darabuk, tar, voce, ney) e Pino Cangialosi (tastiere, fagotto, duduk, sipsi, fisarmonica, percussioni) provenienti da esperienze culturali diverse, ma animati dalla stessa passione per la musica, danno vita all’ ensemble El Nouba in programma il 23 ottobre alle ore 21.00. Insieme a Elvin Dhimitri (violino) Flavio Cangialosi (basso, contrabasso, tastiere, percussioni) e Alberto Fichera (sax) essi hanno dato spazio alle tradizioni legate alle rispettive aree di provenienza con il desiderio di valorizzare il patrimonio culturale musicale proveniente dal Nord Africa e dalla cultura arabo- andalusa.

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia El Nouba

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia  El Nouba

I componenti di El Nouba sono musicisti che si sono esibiti su palcoscenici di tutto il mondo, con successo di pubblico e critica. Vantano diverse collaborazioni tra cui anche con interpreti di fama internazionale tra cui: Khaled, Compay Segundo, Badi Assad, Luis Bacalov, Beppe Barra, Maurice El Mediouni, Riccardo Muti, Daniel Oren, Daniele Sepe.

Da sottolineare le mostre ECODESIGN tra scultura, design e streetart e RIPRESE DI RIPRESE dedicata alle fotografie di Roberto Villa e Mimì Notarangelo entrambe ad ingresso gratuito.

ECODESIGN a cura di Magazzino dei Semi, a.DNA project, Studio R.E.M.O, dove si intrecciano scultura, design e streetart, presenta all’interno del foyer del Teatro del Lido un’installazione realizzata da diversi artisti attraverso oggetti di recupero per restituire loro una nuova funzione. Ciascun artista con originalità e inventiva ha saputo trasformare questi oggetti in elementi di arredo, disegni e idee di allestimento e spazio per il foyer del teatro, luogo di aggregazione e spazio espositivo. Accanto ai video e ai frame di Magazzino dei Semi sono presenti opere create da materiali di riciclo dello scultore Simone Perra, Transmatter, dei designer dello Studio R.E.M.O. (Ricerca Estesa Meraviglioso Organizzato) e dello street artist UNO, questa volta in indoor, con i suoi collage, decoupage e stencil. L’installazione è aperta fino al 28 ottobre 2016.

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia Ecodesign

Spettacoli e arte al Teatro del Lido di Ostia
Ecodesign

Presentata dall’Associazione Culturale Roccaltia Musica Teatro e dallo Spazio Corsaro di Chia in collaborazione con il collettivo Territorio Narrante di Ostia, la mostra RIPRESE DI RIPRESE dal 1 novembre 2016 ripercorre le atmosfere del cinema pasoliniano attraverso gli scatti di Roberto Villa sul set del film “Il fiore delle mille e una notte” e di Mimì Notarangelo sul set del film “Il Vangelo secondo Matteo”.

                        Silvana Lazzarino

 

TEATRO DE LIDO DI OSTIA

Teatro del Lido

Via delle Sirene, 22- 00121 Ostia (Roma)

Per informazioni: tel. 060608, tel. 06.5646962, www.teatrodellido.it,

Spettacoli dal 21 al 23 ottobre 2016

Mostre ad ingresso gratuito

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