Decima parte “Penne Note Matite” – Antologia della sesta edizione del Premio internazionale “Otto milioni”

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Decima parte “Penne Note Matite” – Antologia della sesta edizione del Premio internazionale “Otto milioni”

Prima parte “Penne Note Matite”

Seconda parte “Penne Note Matite”

Terza parte “Penne Note Matite”

Quarta parte “Penne Note Matite”

Quinta parte “Penne Note Matite”

Sesta parte “Penne Note Matite”

Settima parte “Penne Note Matite”

Ottava parte “Penne Note Matite”

Nona parte “Penne Note Matite”

Decima parte “Penne Note Matite”

Decima parte “Penne Note Matite” – Antologia della sesta edizione del Premio internazionale “Otto milioni”

Penne Note Matite – Prima di copertina

Penne Note Matite testo completo dell'Antologia della sesta edizione del Premio internazionale "Otto milioni"

Penne Note Matite –  Quarta di copertina posteriore

Penne Note Matite –  Copertina completa

Pag. 152-153

Bruno Mancini
Per Aurora volume terzo
LA SESTA FIRMA
Capitolo quinto

Giunse.
La telefonata con la quale Gilda accettava l’invito che le avevo scritto sul biglietto lasciato la sera prima alla cassa del bar, mi sembrò più un atto di cortesia che foriera di felici aspettative:

Disturbo? Sono Gilda.

Vado a prendere il pupo all’asilo, poi potremmo incontrarci alle giostre.
Alle cinque all’angolo della posta, va bene
Alle… Gilda… sì, sì va bene, benissimo..
Tu tu tu tu
La meraviglia per la rapidità con la quale mi aveva contattato, lo stupore per la docilità del suo seguire il mio desiderio senza porre domande, la scelta di andare in un luogo affollato dando adito a pettegolezzi, tutto ciò ed altro ancora, furono motivi che mi convinsero a credere che Gilda non aveva capito la ragione vera del mio invito.

Avvaloravo l’ipotesi che lei non aveva potuto comprendere le mie intenzioni in quanto non ero stato sufficientemente esplicito.

Esplicito?
Ammiccante.

Il Dottò vuole passare un po’ di tempo in giro prima di tornare nel castello della sua libertà.”, forse aveva pensato così.
Se il Dottò avesse una intenzione segreta non avrebbe scritto un biglietto, né tanto meno lo avrebbe consegnato aperto alla cassiera, dandole l’opportunità di leggerlo.
Uno che cerca un’amicizia più intima con una donna, non le chiede di uscire con il bambino.”
Sarà in partenza per altri mille anni e vuole rinverdire ricordi passati.”

Aveva ragione.
Tre, quattro, mille ragioni.

Decenni di raziocinanti eccessi, avevano inaridito finanche ogni mio elementare presupposto di comunicabilità.
Bravo!
Avevo speso gran parte della vita nella peggiore maniera.
Solo.
Solo, da solo.
Solo, da solo, senza essere solo.
Alla telefonata di Gilda seguì lo sferragliante rumore del chiavistello divenuto rugginoso per essere rimasto a lungo inutilizzato.
Geltrude, entrando con la cautela e la discrezione di chi non deve disturbare:

Dotto’ già sveglio?
Come mai?
State bene
Sì. Tutto a posto.
Tu sei mai stata sola?»

«Dotto’ per stare soli, bisogna essere soli. Io non sono mai stata niente, figuriamoci se mi potevo permettere il lusso di essere sola.
Stare sola?
La solitudine!
Voi ve la potete permettere.
Io no

.-«Ho impegnato un secolo per decidermi a fare il primo passo.
Senza ribellarmi ho lasciato che la nostra amicizia giovanile, il nostro affetto, la reciproca irriducibile attrazione che ci dominava, scadessero in un algido rapporto tra il “Dottò” e la padrona dell’American bar.

Pag. 154-155

Bruno Mancini

Ho visto il tuo ed il mio amore, come su quella giostra, girare girare girare fino a perdere il senso dell’equilibrio, e non ho porto loro una mano a sostegno.
Devo recuperare non solo il tempo perduto, ma soprattutto il coraggio di esistere.
Sposiamoci domani.
Tu sai quanto ti amo

Così le avevo detto nel luna park aspettando che Isidoro terminasse un giro sul trenino.

Mamma mamma, è bellissimo, ci sono gli indiani e Manitù
Vuoi fare un altro giro?
Vai. Dai il gettone all’uomo con la divisa rossa. Vai

Gilda non mi aveva chiesto dove ci saremmo sposati o dove avremmo vissuto, né chi sarebbero stati i testimoni, nessuna domanda relativa al ristorante, al viaggio di nozze, alle foto, agli invitati, bomboniere, addobbi floreali, limousine, paggi paggetti, velo velette, musica cori coretti anelli… catene.
Nulla.
Gilda aveva iniziato dicendo:

Va bene…», poi aveva atteso che il pupo fosse lontano, ed allora, guardandomi negli occhi:
E lui?»
Sarà mio figlio.»…

Pag. 156-157

Bruno Mancini
Come i cinesi volume secondo
IL NODO

Capisti che per me non c’era ritorno, una ipotesi, unica: farlo o dimenticarti.
Ti alzasti, rallentando i battiti, dalle mie ginocchia, farfalla, e come una schiava, lasciasti scivolare l’esile gonna giù, alle caviglie.
– «Escludi anche che “tu” possa rappresentare il tragitto (un doppio binario) di una natura non definita?»
Io non risposi.

Avevo il sesso sulle labbra;

e mani stringevano i glutei che avevo imparato a desiderare in prospettive di specchi, nei tocchi discreti di creme spalmate con cura, e negli sguardi appiccicosi dei passanti, forse mi era vicino il suo ieri, o il suo domani, forse mi invadeva la carne per come era stata o forse per come era.

Di botto tutte le luci dell’isola si spensero.

Nella più fitta oscurità l’allarme di un negozio sostituì le melodie ormai prive di senso.
Mi rividi scrivere, in altre circostanze e con altre presenze, che “gli amori sono tutti uguali, come i cinesi, ma che ciascuno riconosce il proprio per minimi dettagli, come i cinesi.

Pirata infine sazio di spericolate avventure, ammisi, in un ennesimo soliloquio, che la sessualità è uguale per tutti: come i cinesi, ciascuno però riconosce la propria per minimi dettagli, come i cinesi

Smisi la lotta, definitivamente certo di essere la mia femminilità ed il mio maschio, che io sono”‘lei” “tu” “Silvia”, un uomo una volta donna, una donna una volta uomo, perché per me non c’è definizione, io sono poliforme maschio e femmina, a volte disgiunti, a volte intricati e avviluppati in un groviglio di impossibili intrecci, stretti in un nodo di complicità inestricabili, in un nodo, un nodo indissolubile nonostante
tutti gli sforzi di auto-gestione e tutte le arti di persuasione e tutti i limiti ed i condizionamenti e tutto l’amore di un’altra donna o di un altro uomo.

Come dire nonostante il mondo.

Dove tutto resta, lasciando impronte evidenti, io passo muovendomi nel vuoto.
Io sono l’Anima e il Cervello e so lo sbaglio di chi pensa di averne uno proprio, disponibile e muto, io non appartengo, io sono.

La scoperta del piacere di accarezzare il seno più liscio delle gambe, più rosso dei capelli, più tenero del mio tormento,

divenne ansia di più profonde sensazioni, e già le labbra si aprivano ardenti e le sentivo stimolate da carezze di piuma, e già toccavo l’interno delle cosce, più su, più giù, più su dopo ogni stasi, più su in modo spregiudicato; e poi già l’ansia e la smania col respiro in affanno con il sangue in tempesta con la vita in un soffio, si mutarono in galoppante allucinazione mentre toccavo il mio sesso con voluttà sconosciuta, ossessiva puttana pazza, a gambe aperte –la star di un film a luci rosse- nella notte più stellata di prima e più di prima illuminata dalla luna.

Nel fresco frizzante dell’alba imminente il caldo della mano non concedeva sospiri.

S’avvicinava nel buio un’ambulanza.

E venni con urlo di sirena.
Più che mai sol…

Pag. 158-159

FINE

INDICE
Dedica 3
Introduzione 5
Premio “Otto milioni – 2017” 9
Liga Sarah Lapinska 22
Dall’Italia alla Lettonia 23
Sezione affidata a Liga Sarah Lapinska 38
Recensione vincitrice premio giornalismo “Otto milioni”
83
Paola Occhi – Sede Mirandola 59
Angela Maria Tiberi 64
Sezione affidata ad Angela Maria Tiberi 68
Sezione affidata a DILABLIDA 77
Sezione dedicata ad Artisti collaboratori DILA 85
Sezione affidata a Silvana Lazzarino 109
Roberta Panizza 120
Bruno Mancini 131

Pag. 160

Progetti culturali ideati da Bruno Mancini

con la Direzione Artistica di Roberta Panizza

“... per far riconquistare all’Arte in generale ed alla Poesia in particolare il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana”

Settembre 2017

Associazione culturale
“Da Ischia L’Arte – DILA”

www.emmegiischia.com
emmegiischia@gmail.com

Copertine realizzate da Bruno Mancini con immagini pittoriche di Milena Petrarca e di Liga Sarah

ISBN 978-0-244-35211-0

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