Terremoto Ischia 26 aprile 2020

Terremoto Ischia 26 aprile 2020

Sciame sismico di 25 scosse: paura nella zona Flegrea

Uno sciame sismico di notevole oingtensità è stato registrato nella zona Flegrea della Regione Campania (Napoli, Bacoli Pozzuoli, Isola d’Ischia, Agnano, Bagnoli ecc. ) con inizio alle ore 3,25 e fino alle 7,23 di oggi 26 aprile 2020.

Le scosse più forti sono state rilevate alle 4,41 con una magnitudo di 2.5 della scala Ritcher e alle 4,59 con una magnitudo 3.1.

La profondità è stata stimata a soli di due chilometri e mezzo, con epicentro tra la Solfatara e Pisciarelli.

In molti quartieri della città di Napoli e nei comuni dell’area Flegrea si sono verificati assembramenti, con la gente scesa per strada, dovuti alla paura degli abitanti che hanno avvertiti nitidamente gli eventi.

Gente in strada a Pozzuoli Agnano e Bagnoli ecc.

Lo sciame tellurico è stato localizzato da: Sala Operativa INGV-OV.  indicando 25 scosse totali registrate.

Terremoto a Ischia : due scosse alle ore3 del 27 marzo 2020

Terremoto Ischia 8 Agosto 2018

Terremoto Agosto 2017 sull’isola d’Ischia

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Antonio D’Amore ASL NA 2 Nord

Esopo news:

Qualcosa non quadra (per noi) ma è ok (per altri)

A maggio del 2019, in piena stagione turistica di grande boom per l’isola d’Ischia, l’hotel Antares di Lacco Ameno cercava disparatamente clienti ai quali affittare le sue camere al prezzo di 5,99 euro a notte (cinque euro e 99 centesimi) così come risulta da un articolo pubblicato sul quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio

Ischia e le offerte shock: 6,00 euro a notte in un hotel 3stelle

Ora, in un articolo di IDA TROFA

leggo che l’ASL NA 2 Nord di Antonio D’Amore

Antonio D'Amore

si vanta di aver stipulato un accordo che prevede il pagamento di 20 euro al giorno a persona e mi chiedo:

  • 1) Sono io che sono scemo e non so leggere?
    2) Si tratta di un’omonimia e sono due alberghi differenti?
    3) A Ischia il mese di marzo di un’annata di crisi profondissima (2020) è, per gli alberghi, più remunerativo del mese di maggio di un’annata boom (2019)?
    4) I soldi spesi dall’l’ASL NA 2 Nord di Antonio D’Amore non sono dei cittadini italiani ma sono ereditati con la clausola che debbano essere SPRECATI?
    5) Ida Trofa racconta panzane?
    6) Detto con un eufemismo: qualcosa non quadra (per noi) ma è ok (per altri)?

Esopo scommette un euro bucato che il politichese girerà la frittata e tutti continueranno a mangiare polpette.

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Terremoto a Ischia : due scosse alle ore3 del 27 marzo 2020

Terremoto a Ischia : due scosse alle ore3 del 27 marzo 2020

Terremoto a Ischia : due scosse alle ore3 del 27 marzo 2020

Terremoto a Ischia : due scosse alle ore 3 del 27 marzo 2020

L’Osservatorio Vesuviano ha registrato due scosse di terremoto rispettivamente di magnitudo 1,4 ad una profondità di 0,86 km, e un’altra di magnitudo 0,6 ad una profondità di 0,54 nel Comune di Barano.

La scossa di magnitudo 1,4 è stata registrata dall’INGV alle ore 03:09 del 27 marzo 2020 con coordinate latitudine.40.734 longitudine 13.896 ed è stata avvertita chiaramente da gran parte della popolazione isolana con particolare riferimento alle zone Cretaio, Tresta, Bagni e Maio situate nei Comuni di Casamicciola, Barano, Ischia, Lacco Amen e Forio già epicentro del disastroso terremoto dell’agosto 2017.

Ad essa è seguita una seconda scossa registrata subito dopo. Le coordinate sono latitudine.40.732 e longitudine 13.898.

Francesca Bianco, D irettrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV ha commentato l’evento dicendo “Si tratta di attività nei parametri della sismicità di fondo che registriamo sull’isola”,

Non si registrano danni a cose o persone.

Laboratorio Dati Sismologia
Osservatorio Vesuviano I.N.G.V.

Catalogo dei terremoti di Ischia dal 1999
Stazione di riferimento OC9
Tempo UTC
Numero di eventi 134
Ultimo aggiornamento 12 Dicembre 2019

Anno MM GG hh mm Md

1999 01 20 12:40 0.9
1999 09 05 02:11 0.4
1999 09 05 02:16 0.4
1999 11 06 23:54 1.5
2000 01 09 23:36 0.9
2000 08 26 12:48 0.4
2000 08 26 12:49 -0.1
2000 08 26 21:47 -0.1
2000 11 13 08:07 0.9
2001 07 03 21:40 1.5
2001 07 04 07:24 0.9
2001 07 27 20:11 2.3
2001 11 29 21:03 0.8
2001 12 06 09:23 0.4
2002 03 31 01:20 1.1
2002 06 07 08:22 0.6
2002 06 07 13:47 0.4
2003 07 21 15:35 0.6
2003 12 14 17:51 1.3
2004 09 03 01:49 1.5
2005 03 25 12:49 ND
2005 05 04 15:27 0.5
2005 05 04 15:28 0.5
2006 03 19 21:21 0.9
2007 06 06 07:25 1.3
2008 04 05 11:16 2.3
2009 07 17 03:26 0.9
2011 06 04 23:13 1.4
2011 06 05 12:37 1.9
2011 06 05 14:10 2.2
2011 06 05 15:55 1.2
2011 06 05 16:20 0.7
2011 06 05 20:26 0.7
2011 06 22 00:55 -0.8
2011 06 22 01:51 -0.8
2011 06 22 02:31 -0.5
2011 06 22 02:33 -0.5
2013 12 10 13:07 1.5
2014 02 09 11:56 ND
2014 02 09 11:56 1.6
2014 07 04 16:19 1.2
2015 11 01 11:02 1.3
2016 02 10 23:25 0.7
2016 02 10 23:45 0.6
2016 02 10 23:49 0.6
2016 08 31 18:11 1.9
2016 08 31 18:11 2.3
2017 08 21 18:57 4.0
2017 08 21 19:00 0.4
2017 08 21 19:00 1.0
2017 08 21 19:00 0.9
2017 08 21 19:01 0.2
2017 08 21 19:02 1.3
2017 08 21 19:03 ND
2017 08 21 19:16 -0.3
2017 08 21 19:18 1.1
2017 08 21 19:19 0.5
2017 08 21 19:38 1.3
2017 08 21 19:38 1.3
2017 08 21 19:38 1.3
2017 08 21 23:09 0.1
2017 08 21 23:19 0.2
2017 08 21 23:20 -0.1
2017 08 22 00:00 1.1
2017 08 22 05:15 0.6
2017 08 22 07:30 1.1
2017 08 23 03:04 2.1
2017 08 23 04:17 1.3
2017 08 23 20:30 1.0
2017 08 30 08:49 1.5
2017 08 30 13:30 0.9
2017 10 08 06:17 0.9
2017 12 25 06:59 0.7
2018 01 30 04:14 0.2
2018 01 30 04:16 0.5
2018 02 21 23:05 0.4
2018 02 21 23:05 -0.1
2018 02 22 20:43 0.4
2018 03 02 21:35 0.9
2018 03 25 04:01 1.7
2018 05 01 15:14 1.8
2018 05 28 01:13 0.7
2018 08 08 08:02 2.5
2018 11 13 13:07 ND
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2018 11 13 13:26 -0.5
2018 11 13 16:28 0.2
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2018 11 13 16:29 -1.1
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2018 11 13 16:56 0.6
2018 11 13 17:14 -1.1
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2018 11 13 17:16 -0.8
2018 11 13 17:21 ND
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2018 12 06 15:19 1.0
2018 12 09 02:14 ND
2018 12 09 02:14 0.5
2018 12 09 08:30 1.0
2018 12 09 08:31 -0.3
2019 01 06 02:03 1.2
2019 01 06 02:13 -0.3
2019 01 06 02:14 -0.1
2019 01 06 02:15 -0.1
2019 01 06 02:19 -0.3
2019 01 06 02:20 -0.8
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2019 01 06 02:47 ND
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2019 01 06 03:05 ND
2019 07 20 14:39 0.7
2019 07 20 21:20 -1.1
2019 07 20 21:21 -1.1
2019 07 20 21:21 -0.8
2019 09 02 07:05 0.9
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Terremoto a Ischia : due scosse alle ore 3 del 27 marzo 2020 

Terremoto a Ischia : due scosse alle ore 3 del 27 marzo 2020

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Don Carlo Candido una brutta persona

Don Carlo Candido una brutta persona
Esopo news

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GiBì Castagna: “Contagio a Ischia? La messa “zero” a San Giovan Giuseppe”

Il Dispari Mar 24, 2020

Giovan Battista Castagna

Giovan Battista Castagna

Ida Trofa | Ci siamo svegliati con i riflettori puntati sui focolai di contagio. I dati ufficiali parlano al 23 marzo 2020 di 22 contagi e 381 cittadini residenti sull’Isola d’Ischia in isolamento domestico. La tempesta perfetta! Ecco quel che si aspettava potesse accadere dopo l’escalation di positivi sulla nostra isola. Per qualcuno esito un caso. Ne abbiamo parlato con il sindaco Giovan Battista Castagna ieri, all’indomani della ufficializzazione dei tamponi COVID.19 positivi per i residenti sull’isola d’Ischia.

«Io non accantonerei l’ipotesi di un avviso sulla possibilità che in occasione delle celebrazioni del 5 marzo in quel di San Giovan Giuseppe della Croce possa esserci stato un momento di contagio. Che quella sede sia stata luogo di contagio. Le persone devono tutte essere censite e aiutate subito» spiega Castagna nonostante siano abbinatamente trascorsi i famosi 14 giorni.
«Ci sono casi, persone che – continua il primo cittadino di Casamicciola Terme -, come il caso del giovane ischitano ricoverato al Rizzoli che, mi dicono i medici esperti nel trattamento del caso, se aiutato giorni fa, probabilmente, non sarebbe giunto alle condizioni in cui sta. E’ importante che si avverta chi potrebbe essere stato esposto e presenta sintomi o magari non sa di essere asintomatico. Devono sapere se sono stati in contatto con tizio che, a sua volta, è stato a quella messa. Solo così potremo stare tranquilli di aver assistito tutti al meglio e poi fare tamponi a tutti questi soggetti tra virgolette a rischio».

Una confusione in termini che calpesta tutte le indicazioni fornite dagli scienziati fino ad oggi. Ma il sindaco di Casamicciola indugia nel dettaglio «Se vado al supermercato e sono asintomatico diventa davvero dura in termini di contagio. Una catastrofe in termini di trasmissione. Se sono un asintomatico che ha avuto contatto con qualcuno colpito dalla malattia che è andato il 5 marzo a quella celebrazione, affollatissima e non lo so, diventa un disastro. Dobbiamo tentare di bloccare il provarsi del fenomeno di trasmissione. Ma dobbiamo anche sapere. Perché poco prima che mi notiziassero dei fatti ho ascoltato un medico che ha spiegato che se si interviene per tempo possiamo, con fortuna, scongiurare intervento in camera preintensiva».
Tutto ciò nonostante ieri sia andata un po’ meglio. Sono ancora in calo, infatti, i nuovi contagi e morti di Coronavirus in Italia. Il bollettino della protezione civile del 23 marzo 2020 confermerebbe il trend iniziato ieri, anche se è ancora presto per parlare di picco superato, con i decessi ancora in calo diminuisce, invece, il numero dei guariti nelle ultime 24 ore: sono 408; ieri erano stati 952. In tutto sono 7.432.
Così, dati alla mano, Castagna, il sindaco delle mille emergenze, teme che Ischia non riesca a proteggersi a dovere nonostante sia schermata da quella barriera naturale costituita dal mare.

“Dai report, l’isola sembra ferma, i collegamenti con la terraferma e i viaggi sono al minimo indispensabile, praticamente non ci sono. Abbiamo i focolai interni al territorio che bene o male, monitorando con cautela e stando attenti, si possono contenere e tenore di affrontare» conclude l’ingegnere Giovan Battista Castagna.
«Bloccare il contagio si può. Avvertendo tutti – chiosa – della necessità e dei rischi sia per chi ha frequento luoghi dove è acclarato ci siano stati problemi di trasmissione e per questo mi permetto di suggerire una santificazione di questi luoghi, le chiese, i luoghi di culto come quelli della famigerata messa del 5 marzo. Se oggi fermi il contagio possiamo guardare con cauto ottimismo a domani. Sono giorni clou. Se i dati ultimi ci daranno conforto nei numeri, se però bassi o pari azero, allora tra quattro o cinque giorni, rispettano le regole anticontagio sapremo grosso modo se e quando potremo uscircene! Il mare, inteso come isolamento, poi, con le disposizioni vigenti potrà dare un ordine naturale alle cose»

Niente “passeggiate” da Ischia alla terraferma insomma . Nessun movimento che non sia legato a motivi di lavoro o sanitari è permesso. Mentre la serrata del Paese annunciata da Conte nella tarda serata di sabato, di fatto non ci sarà. Le aziende che possono continuare a lavorare – tra oggi e il 3 aprile – sono moltissime. E quindi non è proprio del tutto scontato che ogni isolano poss a restare a casa ed evitare il contagio, oltre i casi e i collegamenti alla sopraddetta “messa del 5 marzo a San Giovan Giuseppe della Croce “.
L’alba sembra non arrivare mai. Storie di contagi, di ricoveri, di funerali e cremazioni fatte in fretta e furia, di ospedali che si attrezzano e tremano per i giovani ed i meno giovani sperando negli antireumatici, nelle sperimentazioni e negli antinfiammatori.

Commenti

Giovanni 

Meno male che abbiamo questo epidemiologo…

Bronx 

Stiamo andando verso uno stato di polizia e voi dormite con la zizza in bocca..
I vostri figli ve ne chiederanno conto.

Il Dispari

Il Dispari 24 Marzo 2020

Don Carlo Candido replica: “Non esiste una “messa zero”, ma un certa politica zero e una certa stampa zero»

Don Carlo Candido

Don Carlo Candido

Le parole: Se quella Messa fosse stata causa di contagio, i contagi ad oggi, trascorsi da essa 20 giorni circa dovrebbero essere stati numerosissimi, tra clero, sindaci, autorità tutte lì presenti: una tal cosa non mi pare sia avvenuta e lo ripeto neanche il possibile “untore” come ormai volete descriverlo, a tale Celebrazione non era presente.

Mar 24, 2020

di don Carlo Candido
Parroco di S. Maria Assunta nel Santuario di S. Giovan Giuseppe della croce
Direttore Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali

Dopo aver letto con attenzione due articoli apparsi su diversi quotidiani locali di oggi, martedì 24 marzo 2020 (articolo del direttore de “Il Golfo” e intervista al sindaco di Casamicciola Terme apparso sul quotidiano “Il Dispari”), in qualità di Parroco e di Presidente del Comitato per i Festeggiamenti in onore di San Giovan Giuseppe della Croce mi risulta doveroso fare luce sulle accuse anche pesanti rivolte a chi, come il sottoscritto, avrebbe continuato regolarmente le Celebrazioni in onore del Santo Patrono in barba ai divieti governativi.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri annunciava nella tarda serata di mercoledì 4 marzo un nuovo decreto riguardante l’emergenza Coronavirus (pubblicato poi l’indomani) in cui venivano sospese “le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura che comportavano assembramento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.

Prima di proseguire vorrei sottolineare come le Celebrazioni Eucaristiche in forma pubblica siano poi state del tutto sospese a partire dalla sera di Domenica 8 marzo e non prima.

Sta di fatto che anche la sera del 4 marzo eravamo pronti ad obbedire a qualsiasi disposizione che avesse annullato qualsiasi tipo di Celebrazioni anche nel giorno della Solennità di San Giovan Giuseppe della Croce. In piena comunione con il Vescovo, quindi insieme a lui, ci siamo messi in contatto con tutte le autorità competenti (Commissariato di Polizia, Sindaco e Prefettura) che hanno dato parere positivo alla prosecuzione delle Celebrazioni religiose in Chiesa (dove già da un paio di settimane erano attive le restrizioni emanate dal nostro Vescovo sulla Comunione da dare sul palmo delle mani, eliminazione dell’acqua santa all’ingresso delle chiese e sull’omettere il segno della pace) mentre veniva dato parere negativo sulla processione con l’urna del Santo Patrono dalla Chiesa Parrocchiale al convento di S. Antonio che si è infatti svolta in forma privata.

Ribadisco che è fondamentale innanzitutto capire e comprendere la nostra totale disponibilità ad eseguire le indicazioni che ci sarebbero giunte dalle autorità competenti e nessun tipo di ostinazione c’è stato nello svolgere Celebrazioni che fino a quel momento e come già detto fino alla Domenica pomeriggio successiva, non erano in ogni caso proibite. Il parere positivo della prefettura e delle autorità locali è stato per noi fondamentale per continuare a poter svolgere le Celebrazioni in Chiesa.

Premesso che in quei giorni tutte le attività quali bar, ristoranti, tribunali, discoteche, negozi, svolgevano tranquillamente la loro attività ignari di possibili contagi e premesso ancora che pochi giorni prima si sono tenute feste pubbliche e private per il carnevale (altre sedi ignare di possibili contagi), a differenza di quanto leggo in particolar modo sul quotidiano “il Golfo” di oggi 24 marzo, tengo a precisare che il paziente 70enne ricoverato al Rizzoli in condizioni complesse e risultato poi positivo al Coronavirus non era affatto presente alla cosiddetta “Messa zero” (pontificale del Vescovo) che avrebbe dato il via al contagio sull’isola d’Ischia (a detta di uno dei nostri Sindaci), il video di quella Messa ancora presente online ne dà chiara testimonianza. Lo stesso 70enne poi ha avuto probabilmente i suoi contatti, forse anche numerosi, in ben altri luoghi oltre gli edifici di culto tra cui studi notarili, uffici di avvocati, istituti bancari…

Inoltre tengo a precisare che non esiste una “Messa zero”. Purtroppo esiste una certa “politica zero” incapace di gestire le emergenze facendo scelte incomprensibili e sciocche; esiste una “sanità zero”, a scapito di malati, medici e infermieri, che ha dovuto subire continui tagli di fondi, da decenni, da parte di una politica ladra; esiste una “stampa zero” che si trasforma in “fumetti di fantascienza”, confondendo la libertà di parola con la presunzione di parlare a vanvera: “c’è differenza tra libertà di parola e parole in libertà: occorre riconoscere ed evitare le seconde per gustare con frutto la prima” (Antonio Spadaro).

Sembra essere davvero tornati a tempi oscuri della storia umana, sembra che oggi la caccia all’untore sia la chiave di volta per vivere questo tempo e soprattutto la Chiesa torna ad essere presa di mira come addirittura causa del contagio.

Il Tribunale di Sanità cerca tardivamente di arginare il contagio ordinando di bruciare vestiti e suppellettili di persone infette e mandando intere famiglie al lazzaretto, cosa che inasprisce la popolazione milanese ed eccita un odio generale verso i magistrati”. Questo spezzone tratto dal capitolo XXXII de “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, che in questi giorni viene spesso menzionato per mettere in evidenza il parallelismo tra la peste del 1630 e il corona virus, rispecchia a distanza di oltre 400 anni quello che è il sentire popolare. Mandare intere famiglie in modo indiscriminato al “lazzaretto” inasprendo la popolazione, esaltare chi va a caccia di presunte streghe. Tutto come oggi, quasi come fossimo tornati indietro di quasi 400 anni. La cosa preoccupante è che troviamo la stessa ignoranza. Aveva ragione lo scienziato E. Einstein: “È più facile scindere un atomo che abolire un pregiudizio.

La Chiesa, sia chiaro, deve sottostare alle leggi dello stato e chi oggi è un cristiano cattolico della Chiesa di Ischia è prima di tutto un cittadino italiano, ma indicare con una così estrema lucidità le colpe nella Chiesa e in una specifica Celebrazione Eucaristica è davvero un modo per fomentare sospetti, odio e per cimentarsi in quell’arte che sulla nostra isola largheggia con abbondanza che è quella della calunnia, un’arte che in termini legali si chiama diffamazione e che qualcuno probabilmente ha volutamente cancellato dal proprio universo conoscitivo. Ma verrà il momento in cui questo termine sarà loro ricordato!

Se quella Messa fosse stata causa di contagio, i contagi ad oggi, trascorsi da essa 20 giorni circa dovrebbero essere stati numerosissimi, tra clero, sindaci, autorità tutte lì presenti: una tal cosa non mi pare sia avvenuta e lo ripeto neanche il possibile “untore” come ormai volete descriverlo, a tale Celebrazione non era presente.

Come al solito, in questi giorni, abbiamo assistito alla diffusione su tutti i nostri social i “Veleni”: cioè le “fake news”, notizie false ma verosimili!

Si tratta, come ricordava Papa Francesco, il 24 gennaio 2018, nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni, di un vero e proprio veleno, visto che “l’efficacia delle fake news è dovuta in primo luogo alla loro natura mimetica, cioè alla capacità di apparire plausibili. In secondo luogo, queste notizie, false ma verosimili, sono capziose, nel senso che sono abili a catturare l’attenzione dei destinatari, facendo leva su stereotipi e pregiudizi diffusi all’interno di un tessuto sociale, sfruttando emozioni facili e immediate da suscitare, quali l’ansia, il disprezzo, la rabbia e la frustrazione“. La disinformazione segue dunque la “logica del serpente”, capace ovunque di camuffarsi e di mordere. Il “serpente astuto”, di cui parla il Libro della Genesi, ai primordi dell’umanità, si rese artefice della prima “fake news della storia. Chi si presta a questo gioco, si fa servo di una cultura e informazione luciferina.

Inoltre, quando la scienza si mostra muta, balbuziente, impotente, emerge prepotente questo istinto. Come se per esorcizzare il silenzio della scienza e l’assenza di una cura al male, l’uomo abbia bisogno di un capro espiatorio cui addossare le colpe. Sotto sotto, probabilmente, agisce anche il processo psicologico del transfert, ovvero la necessità inconscia di riversare sentimenti ed emozioni (panico, paura, stress, ansia,…) da qualcosa di indefinibile (o pregresso) a qualcosa (qualcuno) di concreto, individuabile, molestabile. Purtroppo le nostre nevrosi si stanno trasformando in vere psicosi… ne avevo parlato in un articolo sul Settimanale Diocesano “Kaire” del gennaio 2019: Un’isola sempre più fobica”.

È quanto sta accadendo oggi di fronte alla nuova epidemia, dove la caccia al colpevole e all’untore assume spesso toni razzisti e si fa carico di rancori pregressi.

Aveva ragione Salvatore Quasimodo, quando diceva: “Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo”. E fa tristezza vedere come le dicerie e la ricerca di un colpevole abbiano da sempre il sopravvento sulle sole cose vere: ovvero che la colpa (di fronte a un male che viene, sempre che sia appurato, da fuori delle nostre responsabilità) non c’è o è in ognuno di noi; che i virus (come altre malattie) sono parte della vita, molti ci fanno vivere, altri ci logorano; che la scienza, per quanto sia evoluta nell’individuare le cure, è sempre in ritardo rispetto a malattie che insorgono o mutano di volta in volta (potendo solo anticipare, e a volte per sbaglio anche creare e diffondere, quelle che sperimenta in laboratorio).

Concludo sottolineando come l’essere malati fisicamente, essere stati contagiati dal Coronavirus non sia mai una colpa e anche trasmetterlo, data la particolare natura di questo virus, è purtroppo facile sicuramente ma non voluto, anche se ognuno di noi, Chiesa compresa, è chiamata a fare la propria parte perché ciò non avvenga.

Se il Coronavirus non è una colpa l’ignoranza che continua a far breccia nei nostri cuori lo è molto di più e dopo questi giorni scopriremo che le vittime fisiche di questo virus non saranno state più numerose delle “vittime morali” che abbiamo contribuito ad uccidere con la nostra stessa lingua. Peccato che questa “ignoranza colpevole” venga da “certi” politici e organi di stampa!

Se le Sacre scritture ci insegnano che “la bocca parla dalla pienezza del cuore” (Mt 12,34) e che “la spada uccide tante persone ma ne uccide di più la lingua: fortunato chi è al riparo dei suoi colpi e chi non ha provato il suo furore” (Sir 28), allora comprendiamo meglio il perché di tante parole che uccidono e uccideranno ancora, uscite con ancora più veemenza dalla pienezza di troppi cuori. Il coronavirus, quindi, non ci ha reso persone peggiori, ma solo quelle che realmente siamo.

Commenti

Giuseppe Conte 

“Roma locuta causa finita” È sempre lo stesso gioco da secoli, finché la gente non si emancipa. RAZIONALITÀ – COGNIZIONE- RAGIONE

Antonio 

Quanta ignoranza. Tra Don Carlo e il vescovo Lagnese sembra di essere ripiombati nel medioevo

Gaetano 

Ora ci sono tante famiglie in difficoltà, voi che avete fatto il voto di povertà, incominciate a cacciare soldi dalle vostre tasche e dare ospitalità nei vostri palazzi sontuosi. Meno comunicati è più fatti. Al seminario tra i marmi di lusso c’è tanto spazio per accogliere.

Lello 

Grande Don Carlo, avere i peli sulla lingua in questo paese serve solo a favorire la mala gestio dell’informazione ed il qualunquismo alla Cetto di cinematografica memoria di politici da quattro soldi che straparlano solo per nascondere le proprie incapacità. Bene hai fatto, in tuto il tuo lungo articolo, a stigmatizzare le enormi cazzate che si dicono in giro per riempire pagine su pagine di giornali che il più delle volte dalla verità grande un dito tirano fuori quella di un braccio inesistente. Viva la verità!

Alessandro Ruopoli 

Ascoltare oppure leggere le parole di Don Carlo fanno riflettere perché mai fuori luogo e sempre lucide nell’ analisi socio culturale. Grande guida spirituale e non solo .

stefano 

Complimenti don Carlo: una analisi lucida, precisa e, a mio parere, corretta. Come le tue omelie.
Come diceva quel Fiorentino qualche tempo fa? Non ragioniam di lor, ma guarda e passa …
Ecco.

antonio 

La chiesa, di epidemie, malattie e dellla morte, ne ha fatto sempre la sua principale ragione di esistere, e non ha mai sottostato alle leggi dello stato e della scienza.

Bruno Mancini 

Esopo news

Don Carlo Candido una brutta persona

Bruno Mancini 

Bruno Mancini

Non ho voglia (e non me la farà venire qualsiasi eventuale risposta a questo mio commento) di ribattere

• agli sproloqui (È quanto sta accadendo oggi di fronte alla nuova epidemia, dove la caccia al colpevole e all’untore assume spesso toni razzisti e si fa carico di rancori pregressi);
• alle velate minacce (Ma verrà il momento in cui questo termine sarà loro ricordato!);
• alle banalità (allora comprendiamo meglio il perché di tante parole che uccidono e uccideranno ancora, uscite con ancora più veemenza dalla pienezza di troppi cuori);
• alle patetiche paternali (l’essere malati fisicamente, essere stati contagiati dal Coronavirus non sia mai una colpa e anche trasmetterlo);
• alle improprie interpretazioni dei richiami letterari proposti confondendo gli aggressori con i soccombenti (Aveva ragione Salvatore Quasimodo, quando diceva: “Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo”);
• alle amnesie storiche della santa inquisizione (le vittime fisiche di questo virus non saranno state più numerose delle “vittime morali);
• alla strumentalizzazione di azzardi cervellotici (che la scienza, per quanto sia evoluta nell’individuare le cure, è sempre in ritardo);
• alle miscellanee di sacro e profano (Se le Sacre scritture ci insegnano che);
• agli indebiti attacchi politici (esiste una certa “politica zero”);
• alla mancanza assoluta di senso civico (mercoledì 4 marzo un nuovo decreto riguardante l’emergenza Coronavirus -pubblicato poi l’indomani- in cui venivano sospese “le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura che comportavano assembramento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.);
• alla sfacciata presunzione di essere un giudice assoluto (Peccato che questa “ignoranza colpevole” venga da “certi” politici e organi di stampa!);
• alla egoistica pretesa del privilegio della saggezza (confondendo la libertà di parola con la presunzione di parlare a vanvera);
• all’anacronistico richiamo a frasi scritte in libri di saggezza antica (Il “serpente astuto”, di cui parla il Libro della Genesi, ai primordi dell’umanità, si rese artefice della prima “fake news“ della storia.);
• alla morbosa vanità (Il coronavirus, quindi, non ci ha reso persone peggiori, ma solo quelle che realmente siamo);
• alla dichiarata conoscenza di notizie riservate (tengo a precisare che il paziente 70enne ricoverato al Rizzoli in condizioni complesse e risultato poi positivo al Coronavirus non era affatto presente alla cosiddetta “Messa zero”);
• alla incredibile verginità di non aver fatto parte del sistema (che ha dovuto subire continui tagli di fondi, da decenni, da parte di una politica ladra);
• al subdolo limite della localizzazione (il video di quella Messa ancora presente online ne dà chiara testimonianza);
• e potrei continuare per almeno altre due pagine,

perché, sottolineando una delle sue poche affermazioni condivisibili (… ognuno di noi, Chiesa compresa, è chiamata a fare la propria parte perché ciò non avvenga.), desidero invitare il Presidente del Comitato per i Festeggiamenti in onore di San Giovan Giuseppe della Croce, ovvero don Carlo Candido Parroco di S. Maria Assunta nel Santuario di S. Giovan Giuseppe della croce nonché Direttore Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali, a farsi portavoce presso i suoi diretti superiori affinché provvedano ad imporre con la massima autorità possibile tale suo auspicio-impegno affinché non si abbia più la doglianza di vedere disattese regole fondamentali per la sopravvivenza umana da parte di chi ha imparato a predicare “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. Giovanni 8:1-11 – La Bibbia» oppure anche ” Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Luca 6,41″, frasi che, nel contesto di questa pandemia, mettono in mostra una realtà che evidenzia quanto sia piena di pecore nere la società civile, incivile, laica e religiosa

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/22/news/la-messa-diventa-clandestina-scattano-le-denunce-nel-napoletano-1.38624512

https://www.leggo.it/italia/roma/coronavirus_messa_segreta_rocca_priora_denunciati_ultime_notizie_oggi_24_marzo_2020-5128934.html

Infine, voglio manifestare tutta la mia angoscia nel vedere che anche un importante paladino della pace, della bontà, della fratellanza, del perdono, in definitiva della fede cristiana, si sia abbandonato al più trucido dei duelli rusticani, contro tutti e con tutte le armi di possibili offese, e voglio manifestare la speranza che i veri pastori di anime si ribelleranno a questi suoi comportamenti tanto che, come me, gli consiglieranno di cercare un buon sacerdote a cui confessarsi per tentare di evitare il fuoco eterno, perché Lei, Presidente del Comitato per i Festeggiamenti in onore di San Giovan Giuseppe della Croce, ovvero don Carlo Candido Parroco di S. Maria Assunta nel Santuario di S. Giovan Giuseppe della croce nonché Direttore Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali, è davvero una brutta persona.

ewa 

Condivido l’analisi attenta e precisa , corroborata da una sottile e fragorosa vis polemica nei confronti di certa politica improvvida e di certa stampa impulsiva,proposta dal nostro Don Carlo.Ma allo stesso tempo confido in una immediata” reazione”sul campo della carita’cristiana in favore dei tanti concittadini bisognosi di un aiuto concreto volto a lenire le sofferenze fisiche e morali che la situazione contingente ci riserva…In questa direzione Don Carlo ,la stampa,la politica e TUTTI NOI dobbiamo avviarci…

Maria 

Non ce la faccio a sentire tutte queste cazzate, messa zero, politica zero, diacono positivo che appare e scompare dalle celebrazioni…premesso che spero vivamente che il diacono stia meglio e riesca a superare questo drammatico momento vorrei dire che trovo assurdo, deprorevole il comportamento del clero…se la messa si doveva fare o meno è libera opinione di ognuno, le leggi ancora lo permettevano…ma quello che mi fa schifo è il cercare di nascondere, di sotterrare, di forviare un possibile pericolo per la propria comunità…mi sarei aspettata vedere Don Carlo(apprezzato da alcuni in questi commenti per non avere peli sulla lingua)andare in giro col megafono a dire”cari fratelli potrebbe esserci stato un possibile contagio durante le celebrazioni in onore del Santo, chiunque avesse partecipato stia attento”…invece si cerca di nascondere manco ci fosse un giro di prostituzione…non è colpa di nessuno contrarre il virus, ma è una gran colpa fare finta che non possa accadere… così non ci aiutiamo e non ne usciremo presto…

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L’isola d’Ischia precipita nell’incubo COVID-19

Aumentano rapidamente i casi di COVID-19 sull’isola d’Ischia

Ischia 20 marzo 2020

Sale a 18 il numero dei positivi al CODIV-19

10) Segnalato dalla della Regione Campania un caso a Barano.

Si tratta di una donna collegata ai contagi già accertati sul territorio

11) Il Sindaco Caruso (Serrara Fontana) scrive che “… un nostro concittadino è risultato positivo”

12-18) Ancora a Barano, ci sono altri nuovi 7 casi,  anche loro collegati al contagio da Covid-19 riconducibile al collaboratore di uno studio notarile ricoverato al PO Anna Rizzoli di Lacco Ameno che, lo ricordiamo, sembra abbia intrattenuto numerosi rapporti di carattere religioso in occasione delle funzione cattoliche relative alla celebrazione dei festeggiamenti per il santo patrono di Ischia (5 marzo), oltre ai contatti suoi professionali e sociali che non ha cessati neppure in presenza delle norme limitative delle aggregazioni e limitanti gli spostamenti non indispensabili disposti dai decreti legge del Governo.

Sale a 18 il numero dei positivi al CODIV-19 e siamo senza strutture sanitarie adeguate.

Il Golfo

Coronavirus, che stangata: altri sette casi positivi a Barano

Rischia di diventare l’epicentro isolano del Covid-19 il Comune di Barano. Nemmeno il tempo pochi minuti fa di leggere la notizia della positività di un serrarese, annunciata da Rosario Caruso sui social, che arriva una clamorosa e preoccupante indiscrezione. Sette tamponi relativi ad altrettanti cittadini residenti a Barano hanno dato esito positivo. Non ci sono conferme ufficiali da parte del sindaco Dionigi Gaudioso nè delle altre autorità, ma la notizia – purtroppo – appare decisamente fondata.

L’annuncio di Caruso: Covid 19, un positivo a Serrara Fontana

“Mi è stato appena comunicato che un nostro concittadino è risultato positivo. Vi invito a mantenere la calma, domani verranno fatti i tamponi e sarà disposto l’isolamento per tutti coloro che sono stati a stretto contatto con il nostro concittadino al quale stasera cerchiamo di dedicare tutti una preghiera affinchè faccia ritorno presto nella nostra comunità”. Così il sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso, ufficializza un caso di positività al Covid-19 sul territorio di Serrara Fontana.

Ischia 19 marzo 2020

Il bollettino COVID-19 della giornata odierna (19 marzo 2020), vede nuovi casi di coronavirus nell’isola d’Ischia che, a questo punto diventa un focolaio molto pericoloso.

Infatti, oggi si aggiungono

  1. un anziano positivo di Serrara Fontana ricoverato presso l’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno nel reparti dedicato COVID-19
  2. un medico 55enne residente nel comune di Ischia, consulenze private a Ischia ma di fatto operante presso un ospedale napoletano, risultato positivo al “coronavirus e attualmente in quarantena volontaria presso il suo domicilio
  3. un residente a Forio, non meglio identificato, presente nel bollettino regionale dei soggetti positivi al COVID-19 diramato in tarda serata

che si aggiungono a

  • 4) il turista bresciano alloggiato all’Hotel Punta del Sole di Forio d’Ischia insieme ad altri numerosi turisti facenti parte dello stesso gruppo partito da Ischia il 5 marzo
  • 5) una donna residente nel Comune di Forio d’Ischia per la quale è risultato positivo il tampone effettuato mentre, alcuni giorni fa, era in isolamento domiciliare a Forio.
  • 6) il settantenne baranese, collaboratore di uno studio notarile, molto attivo professionalmente e socialmente. Tra l’altro sembra che l’uomo intrattenesse diversi rapporti sociali e che non li avesse smessi neppure in presenza delle norme limitative delle aggregazioni e limitanti gli spostamenti non indispensabili.
  • 7) il turista bresciano deceduto dopo aver soggiornato insieme al altri 14 turisti presso l’Hotel San Lorenzo di Forio d’Ischia, fino allo scorso 7 marzo 2020
  • 8) il giovane di Barano trovato infetto da coronavirus, tornato a Ischia lunedì 9 marzo dopo un viaggio di vacanza nelle Filippine
  • 9) un avvocato napoletano, con la sola residenza a Forio, in isolamento volontario presso il proprio domicilio.

Ischia 18 marzo 2020 ore 2.30

Aumentano rapidamente i casi di COVID-19 casi sull'isola d'Ischia
Nella tarda serata di ieri 17 marzo sull’isola sd’Ischia è stato registrato un ulteriore caso di infezione da coronavirus.
Si tratta di una donna residente nel Comune di Forio d’Ischia per la quale è risultato positivo del tampone effettuato mentre, alcuni giorni fa, era in isolamento domiciliare a Forio. Anche lei è risultata positiva al tampone effettuata nei giorni scorsi.

Dunque sono risultati positivi entrambi i casi di cui si era in attesa dei risultati dei tamponi.

La situazione sanitaria dell’isola d’Ischia si trova, dunque, in una situazione davvero problematica.

L’allerta è al culmine e si chiede a TUTTI, cittadini e istituzioni, il massimo rispetto nell’adempiere alle attività di contrasto ordinate dal Governo per tentare di arginare il propagarsi incontrollato dell’infezione.

Aumentano rapidamente i casi di COVID-19 sull’isola d’Ischia

Ischia 18 marzo 2020

… Ischia, inizia la quarantena per molti

Lo sportello Ubi Banca di Forio è stato posto in quarantena precauzionale così come alcuni esponenti del clero locale.

… il possibile contagio ha coinvolto anche un consigliere comunale di Ischia…

La quarantena dei contatti, nel frattempo, si allarga anche in considerazione del risultato positivo della giovane donna di Forio rientrata da una vacanza nell’est Europa.

La donna, già grave, è assistita dai sanitari del Rizzoli e segue tutti i protocolli sanitari previsti per il periodo emergenza.

Ischia 17 marzo 2020

Positivo al COVID-19 un settantenne collaboratore di uno studio notarile.

Grande preoccupazione circola tra tutta la popolazione residente sull’isola d’Ischia per l’accertato caso di COVID-17 che ha costretto al ricovero uno sfortunato settantenne molto attivo professionalmente e socialmente.

Sono stati, infatti, innumerevoli i contatti quotidiani che l’hanno visto attivo.

Certamente sarà MOLTO arduo il compito delle Autorità preposte alla individuazione dei potenziali contagiati.

Qui di seguito pubblichiamo qualche estratto della rassegna stampa che è attualmente diffusa sull’isola d’Ischia.

Nuovo caso di COVID-19 sull’isola d’Ischia

Coronavirus, nuovo caso di contagio sull’isola d’Ischia: l’ultimo positivo è un 70enne di Barano

Nuovo caso di covid-19 sull’isola d’Ischia.

Oggi pomeriggio si è avuto notizia dal Cotugno di Napoli che il tampone effettuato su un settantenne di Barano, che era stato ricoverato all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno e ricoverato in terapia intensiva, ha dato esito positivo.

Il nuovo contagiato di oggi va ad aggiungersi a un ragazzo di Barano risultato positivo nei giorni scorsi e a un uomo di Forio attualmente però non presente sull’isola.

Il primo caso sull’isola verde aveva riguardato un turista lombardo in vacanza a Forio.

Ischia, nuovo caso di Covid-19: positivo 70enne baranese

C’è purtroppo un nuovo caso di Covid-19 positivo sull’isola d’Ischia: si tratta di un settantenne originario di Barano che era stato ricoverato all’ospedale Rizzoli con sintomi che purtroppo non lasciavano presagire nulla di buono.

Il tampone effettuato presso il nosocomio lacchese e spedito al Cotugno ha purtroppo dato esito positivo.

Tra l’altro sembra che l’uomo intrattenesse diversi rapporti sociali e che non li avesse smessi neppure in presenza delle norme limitative delle aggregazioni e limitanti gli spostamenti non indispensabili.

Ancora COVID-19. Ischia, un altro positivo

un tampone eseguito a scopo precauzionale per un paziente di Barano, con problematiche pregresse ed un problema polmonare legato ad un vecchio incidente, ha invece, dato esito positivo.
un tampone eseguito a scopo precauzionale per un paziente di Barano, con problematiche pregresse ed un problema polmonare legato ad un vecchio incidente, ha invece, dato esito positivo.

POSITIVO AL COVID 19 IL BARANESE RICOVERATO IN CONDIZIONI DIFFICILI AL “RIZZOLI”

Si attende solo l’ufficialità da parte degli enti preposti, ma sono state già avviate tutte le procedure del caso da parte dell’ASL e del comune di Barano. Il baranese collaboratore di uno studio notarile ricoverato al “Rizzoli” tra l’altro in gravi condizioni è risultato positivo al Coronavirus.

E’ residente nel comune di Barano, ma per quella che è la sua attività è chiaramente a contatto con tutto il territorio isolano.

Si era presentato in ospedale con difficoltà respiratorie, pensando ad una complicazione di quelli che erano già acciacchi precedenti, sottovalutando probabilmente i sintomi molto simili al coronavirus.

Si tratta del terzo caso positivo sull’isola d’Ischia, il secondo che riguarda un ischitano. Non c’è alcun contatto con i due precedenti casi, dunque l’origine del caso è al momento sconosciuta.

Bisogna attendere le ricostruzioni dell’ASL per mettere a conoscenza tutte le persone che potenzialmente sono a rischio in seguito ai contatti avuti con la persona.

Coronavirus sull’isola d’Ischia

Espressa, con tutta la sincerità possibile, la mia personale solidarietà per le migliaia di persone sofferenti di CODIV-19, si prospetta una domanda: “è giusto ed opportuno non divulgare i nomi degli ammalati?”

Credo che ci siano momenti in cui le VERE democrazie – ossia gli Stati che hanno una forte base di solidarietà nazionale e non temono di affrontare insieme conflitti sia pure non bellici, ma economici, finanziari o, come nel caso specifico, sanitari- debbano sapersi attivare affinché le libertà e i diritti collettivi siano privilegiati rispetto alle pur importanti e definitive conquiste sociali.

Ossia, la salvezza del “tutto” e dei “tutti” possa consentire un breve ma efficace sacrificio di parte di ciò che il “tutto” e i “tutti” hanno messo da parte dopo storie di lotte e di sacrifici.

Ora, ritengo che sia venuto il tempo in cui alcune forme di rispetto e difesa dei diritti individuali siano limitati per quelle specifiche riservatezze che, se accantonate, possono agevolare il contrasto al nemico comune identificato nel coronavirus.

Ad uno Stato democraticamente forte come è la nostra Italia, ritengo sia possibile proporre una valutazione sul seguente quesito.

Si tratta certamente di accantonare per qualche periodo di tempo il sacrosanto rispetto per la saluta dei singoli cittadini, ma si tratta anche della creazione di una ulteriore barriera al divulgarsi del male.

In via subordinata, ove mai l’attuale Governo italiano non si reputasse adeguatamente delegato a prendere un simile provvedimento, noi cittadini potremmo chiedere di avviare una FORTE INCISIVA E CONTINUA campagna di sensibilizzazione, affinché siano proprio le sfortunate persone ammalate a farsi carico di comunicare la propria identità e il proprio stato di salute, a favore e a protezione di coloro con i quali siano venute in contatto.

Contatti:

Bruno Mancini
emmegiischia@gmail.com
Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle ore 14 alle ore 23

DILA

EMMEGIISCHIA

NUSIV

VIRUSISCHIA

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