A Renzi: quello che non ha capito un finto scemo

A Renzi: quello che non ha capito un finto scemo

A Renzi

Torno a casa e in tv vedo che i manifestanti contro il G7 di Torino stanno decapitando due manichini, uno col mio volto, uno col volto del ministro del lavoro.
Questi signori hanno installato una ghigliottina e pensano di essere simpatici ricordando le macabre esecuzioni del passato. Non mi fanno impressione le pagliacciate”.

Lo scrive, su Facebook, il segretario dei Ds Matteo Renzi

L’ex fallito sabotatore della Costituzione, colui che ha tentato di scipparci un diritto di voto, l’ignobile cavallo di Troia del cavaliere

A Renzi: quello che non ha capito un finto scemo

pieno di macchie e di false unzioni, ecc… lui, egli, colui, si meraviglia d vedere il suo collo staccato dalla testa, ma non sa che quella è una rappresentazione “bonaria” proposta dai manifestanti in alternativa alla più macabra fine della cottura in una pentola alimentata da un fuoco continuo e lento auspicata da tanta gente “non violenta” che lui avrebbe avuto il dovere di governare e proteggere…

A Renzi

che osa scrivere il virgolettato che segue, qualcuno deve aver dato errate nozioni di diritto pubblico e di rispetto verso l’unica e indiscutibile sovranità nazionale rappresentata dal POPOLO.

“… E mi fa effetto vedere amministratori comunali pagati da tutti i cittadini che anzichè schierarsi con le forze dell’ordine e con le istituzioni rilanciano le immagini della rivoluzione francese e dei tempi della ghigliottina...”

Infatti, gli Amministratori comunali, degni o indegni che siano, sono espressioni delle scelte popolari (il popolo è sovrano) ed in suo nome dettano leggi e comportamenti, mentre le “forze dell’ordine” piuttosto che intervenire a limitare le pacifiche attività tramite le quali singoli o gruppi di cittadini intendano divulgare le proprie idee, dovrebbero essere attivate (oppure attivarsi autonomamente in una situazione di conflitto sociale) affinché nessuno dei cittadini possa subire limitazioni per qualsiasi forma di protesta non violenta.

Bruno Mancini

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