Seconda parte “Penne Note Matite” – Antologia della sesta edizione del Premio internazionale “Otto milioni”

Benvenuti

Seconda parte “Penne Note Matite” – Antologia della sesta edizione del Premio internazionale “Otto milioni”

Prima parte “Penne Note Matite”

Seconda parte “Penne Note Matite”

Terza parte “Penne Note Matite”

Quarta parte “Penne Note Matite”

Quinta parte “Penne Note Matite”

Sesta parte “Penne Note Matite”

Settima parte “Penne Note Matite”

Ottava parte “Penne Note Matite”

Nona parte “Penne Note Matite”

Decima parte “Penne Note Matite”

Seconda parte "Penne Note Matite" - Antologia della sesta edizione del Premio internazionale "Otto milioni"

Penne Note Matite – Prima di copertina

Penne Note Matite testo completo dell'Antologia della sesta edizione del Premio internazionale "Otto milioni"

Penne Note Matite –  Quarta di copertina posteriore

Penne Note Matite –  Copertina completa

Pag. 16-17

Cod. 20 – Francesca Luzzio
Prego Maria

In chiesa suona malinconico il violino,
ed io muoio:
ogni nota è prova funerea,
è un passo verso la fine.

Socchiusi gli occhi, prego Maria.

Un raggio filtra e s’intravede la via:
verde intenso di colle si staglia
nell’azzurro del cielo
e crea contrasto armonico
di vitalità.

M’inerpico festosa
e tendo una mano:
nutro corpi che hanno fame,
ricamo stoffe bianche e nere…

Rinnovato sentimento di vita
prova propulsioni di utilità.

Cod. 21 – Milena Petrarca
Esplorando il tuo paradiso perduto…

Ecco i miei versi
Dipinti per te
Enigmatica Donna
Che stai li nel
Tuo Paradiso
PERDUTO
Aspetti la gioia
Come un sogno
DIVINO
Esplori con gli occhi
La tua Luce
DELL’ANIMA
E così illumini
Il tuo universo
D’AMORE.

Pag. 18-19

Cod. 22 – Milena Petrarca
Schegge di una vita spezzata…

Sguardo spalancato
Nel vuoto
Sottomessa
E dimessa trafitta
Da saette
Di lame di cielo
Ti lasci cadere
Esanime
Rassegnata
E triste raccogli
Le schegge
Di una vita
Spezzata

Cod. 23 – Milena Petrarca
Sospesa nel tempo…

In un mare
Di stelle
Navighi
Nell’infinito
Ipnotizzata.
Dal blu
Più intenso
Del tuo mondo
Interiore
Subconscio
Alito di vento
Soffio dell’anima
Esisti tu
Come stella
Sospesa nel tempo.

Pag. 20-21

Cod. 24 – Antonio Mencarini
Per un amico scomparso

Un lampo di luce nel tempo
un nobile cuore guidato dal sentimento
l’ansia di fare il bene
di dare il bene
di ricevere il bene.
Un battito d’ali di gabbiano
sul mare della vita.
È durata un nulla la tua esistenza
ma sei riuscito a renderla degna di vivere.
Sei partito per non so dove:
una domanda mi attanaglia – Ti rivedrò?
Non so, non credo ma nei dubbi spero.
Addio amico mio
finché vivrò ti avrò nel cuore.

Cod. 25 – Antonio Fiore
Vecchio lenzuolo

Aggrappati al dorsale del tempo che va
lì dove s’addormenta il tramonto
liberi pensieri migrano come il vento
che va per dissolversi verso il suo orizzonte.

Siamo due amanti senza tempo
e sul nostro letto ci ritroviamo
a ripassare le sbiadite emozioni
arrotolante su un bianco lenzuolo.

Stasera i cuori si compiegano
ai sogni ingialliti dai profumi di ieri,
e dove gli aspri odori viziati annidano
le velate reminiscenze rigate sulla pelle.

Se la notte non divaga con il vento
tra un ricordo e un’emozione
noi riscriveremo sulle mura del tempo
le indelebili sillabe per ricomporre
questo sogno vissuto a metà.

Finché il cuore avrà strada da camminare
il cielo darà luce ai nostri sogni premonitori,
e noi, indelebili ispiratori del nostro tempo
ricopriremo il letto di quel bianco lenzuolo
macchiato di inebrianti profumi del passato.

Il nostro amore non ha tempo né paura
perché siamo due temerari per natura.
Della nostra storia siamo gli unici scrittori
e come due amanti instancabili ne siamo i lettori
in questa ingiallita notte di un vecchio lenzuolo.

Pag. 22-23

Liga Lapinska, poetessa, pittrice, traduttrice, Socia Fondatrice dell’Associazione culturale “Da Ischia l’Arte – DILA” per la quale ricopre il ruolo di Ambasciatrice in Lettonia, è nata a Riga in Lettonia.

Nel 2014, con la poesia “Io l’ultima donna ingenua”, ha ottenuto il primo posto nella terza edizione del premio internazionale di poesia “Otto Milioni”.

Nel 2015, con la poesia “Ti tacerò” ha ottenuto il primo premio per la migliore poesia di Autore straniero partecipante alla quarta edizione del premio internazionale di poesia “Otto Milioni”.

Nel 2016, con la poesia “Continuo in te” ha ottenuto il terzo posto alla quinta edizione del premio internazionale di poesia “Otto Milioni”.

Nel 2017, ha ottenuto il secondo posto nel premio internazionale di arti grafiche “Otto milioni”.

Nel 2017, ha ottenuto il primo posto nel premio internazionale di recensioni “Otto milioni”.

Dall’Italia alla Lettonia
Le traduzioni in lettone sono di Liga Sarah Lapinska

Felice Serino
Aleph

Nell’oltre non c’è ombra
-lo sai- ombra che ti possa
nascondere allo sguardo

è una chiarità che t’attraversa
non come qui che guardi
per speculum in aenigmate

lì non si consultano dizionari
né atlanti: sei tu la biblioteca
il motore di ricerca

-alfabeto voce conoscenza- :
nel Tutto tu sei e tutto
è te – (l’aleph del poeta cieco)*

è dove ti si svela ogni
contrario – la vita non è prima
della morte

*Jorge Luis Borges

Felice Serino
Aleph

Nav ēnas viņpus,
-tu zini, ēna, kas var tevi
paslēpt skatienam.

Tā ir skaidrība, kas šķērso tevi,
ne tikai kā skatieni šeit,
lai spectulum aenigmate.

Tur nepalīdz vārdnīcas
un atlanti.Bibliotēka esi tu,
pētījumu motors

-alfabēts balss apziņa,
visā tu esi viss
un pats-(akla dzejnieka aleph)*

un kur tevi modina katra
pretruna-dzive nav pirms
nāves.

*Aleph-ebreju alfabētā pirmais burts, iesākums

Pag. 24-25

Davide Rocco Colacrai
L’uomo dentro (in memoria di Giorgio Agatino Giammona e Antonio Galatola* )

Ogni clown è la somma dei dolori
che lo hanno battezzato,
ogni dolore una miseria che viene assorbita
da giorni sopportati senza verità,
le miserie a ricordare chi è l’uomo dietro
nel congiungere le composizioni del passato
al coraggio di sopravvivere
per cambiare,
e tutto prosciugato da una solitudine
dalla chimica del piombo,
ai piedi certi di un fico padre.
Ogni clown è un sognatore d’amore
che resta assente,
e lo si riconosce su un dito a rinnegare
come una lupara,
e lo si può assaggiare solo tra le ombre di una normalità
che non esiste,
nell’essere fasciato tutto da un’omertà senza nomi
che si accumulano come briciole
in sussurri che pesano,
ogni sussurro a fondersi in quel giudizio jarruso**
nel soddisfare le certezze dentro
sulle quali gli uomini radicano la propria definizione
nell’essere ciascuno il jolly di se stesso.
Ogni clown è un cantastorie
che raccoglie come orecchie di San Pietro
i nostri pregiudizi, tramutandoli,
sotto l’amaro linguaggio di un arancio,
in un sorriso sporco di sangue.
Si sa che il circo fa ridere una volta sola.

*Giorgio Agatino Giammona e Antonio Galatola erano una coppia di omosessuali uccisi a Giarre, Catania, nel 1980 – **Jarruso è un termine del dialetto siculo per indicare, in modo spregiativo, un omosessuale

Davide Rocco Colacrai
Lekšējais cilvēks – Džordžo Agostīno Džammonas un Antonio Galatolas piemiņai.

Katrs klauns ir skumju kopsumma,
skumju,kas to ir dauzījušas.
Ik skumjas, ik bēda uzsūkušās
kopš dienām, kas ciestas bez patiesības,
bēdas un atmiņa par iekšējo cilvēku,
apkopojot pagātnes domrakstus,
drosmē-izdzīvot,
lai mainītos
visā, ko vientulības svina
ķīmija izkaltējusi,
vīģes koka tēvišķajā drošībā.
Katrs klauns ir mīlas sapņotājs,
kura klātbūtne paliek,
un kas atdzimst atvāztā pirkstā
gluži kā kramenīca,
un ko var mērīt tikai starp normālā ēnām,
normālā, kas nemaz neeksistē,
būtībā, ko nospiež klusēšana bez vārdiem,
kas saveļas kā drupača
smagnējos čukstos.
Katrs čuksts tiek izkveldēts pediņu tiesā,
apmierinot iekšējo patiesību,
kurā ļaudis balsta savu pašvērtējumu,
jebkura būtībā ir pašam savs džokers.
Katrs klauns ir vārdotājs,
kurš, gluži kā Sanpjetro gliemežnīcas1.
savāc mūsu aizspriedumus, šķīdinot
zem apelsīna rūgtenās mēles
smaidā, kas notraipīts asinīm,
jo cirks liek smieties tikai vienreiz.

Pag. 26-27

Franco Maccioni

Un’alba
Nell’alba di un nuovo giorno,
tra alberi spogli e colline
annerite, percepisco
una brezza che trasporta
lontano una nebbia biancastra
mentre l’odore della salsedine
che viene dal mare
mi fa sentire male!
Un sole malato che mi spaventa
in questa alba diversa, osservo,
mentre il cuore, che brama d’amore,
si riempie di pianto
e un volo basso di gabbiani
mi lascia perplesso e sgomento!

Franco Maccioni
Rītausma

Jaunas dienas rītausmā
starp izģērbtiem kokiem un pakalniem,
kuri gaismojas,uztveru
vēja brīzi, kas aiznes
tālumā zilgmaino miglu,
kamēr sāls smarža,
kas nāk no jūras,
padara mani sūru.
Slimu sauli, kas biedē mani
vēroju rītausmā savādajā,
kamēr sirds, kas ilgojas mīlas,
ar asarām pildās,
un zemais kaiju lidojums
mani mulsina,mani satriec.

Angela Maria Tiberi
Artista

Piccolo uomo, ti distingui dagli altri
per le tue opere creative raccolte in una parola
chiamata Arte.
Fai spettacolo con la voce, con le tue mani, con il movimento del tuo corpo
lanciato in volo fino a raccogliere le gocce del cielo.
Mai ti fermi, continui ad improvvisare
anche i versi per espandere nei cuori la bellezza del Creato.
Sì, in questa vita come mortale
tu non rimani come le mura possenti di
un castello fatto di sogni e di chimere.
Resti nell’immagine di quel tuo amato fan o di chi
ti ha applaudito in quell’ istante della tua gloria.
Tu appartieni alla bellezza della vita e
tale tu rimarrai anche se la tua storia sarà
eternamente finita.
Rendere onore tutti ti devono ma tu resterai umile,
e mai
la tua ombra scomparirà
anche quando il tuo fiato torna nel cielo e tutto il tuo
mondo scomparirà.

Pag. 28-29

Angela Maria Tiberi
Mākslinieks

Mazais cilvēk, tu atšķiries no citiem,
jo tavi radošie darbi,apkopoti vienā vārdā,
saucas Māksla.
Ar savu balsi, ar rokām savām,
ar sava auguma kustībām,
kurš lidojumā top valgs no debesu lāsēm.
Tu nekad neapstājies, turpini improvizēt
arī savās vārsmās, lai Radītāja skaistums
sirdis labākas dara.
Šai dzīvē, jā, kā mirstīgais,
tu apjoz kā valnis
no sapņiem un himērām celto torni.
Paliec tevis mīlētā fana iztēlē,
kas tev aplaudējis tavas slavas mirklī.

Tu piederi dzīves skaistajām izpausmēm
un tāds tu paliksi, arī, ja tavas gaitas
beigsies uz mūžiem.
Visiem tevi jāgodā būtu, bet tu tiksi pazemots
un nekad
tava ēna neaizies,
arī, kad tava elpa atgriezīsies debesīs un visa
pasaule tava pazudīs.

Bruno Mancini.
Quando sarò pensiero

Quando sarò pensiero
su cigli di visioni
dagli orizzonti nitidi
verso stele di mie antiche iscrizioni,
oppure anche
il tempo in cui sarò passione
nel buio ottuso
per lunghi sguardi amorosi
lasciati illanguidire dalle mie tristezze,
di certo o forse
il giorno che sarò ricordo
tra vociare arruffato
di vecchi amici alticci
sulle note matte delle mie sortite,
non posso, voglio,
quando sarò pensiero,
quando sarò pensiero
la docile coerenza
strappata a mani unite
dai cesti di delizie
per gli epigrammi delle tue certezze,
non posso, voglio,
il tempo in cui sarò passione,
il tempo in cui sarò passione
la mascherata tenerezza
oltre effimere apparenze
di abbracci mafiosi
interrata sotto il magna del tuo vulcano,
non posso, voglio,
il giorno che sarò ricordo,
il giorno che sarò ricordo
il giorno voglio
il nostro giorno voglio
intero
dal primo all’ultimo minuto
dal primo all’ultimo sorriso
dal primo all’ultimo tuo bacio.

Pag. 30-31

Bruno Mancini.
Kad es būšu doma

Kad es būšu doma
vīziju skropstās,
apvāršņu dzīlēs,
pāri manu seno rakstu stēlām
vai arī
laiks,kurā es būšu dzīve
noslēgtā tumsilgiem un rūgtiem skatieniem
meklēs mazliet manas skumjas
protams vai iespējams
dienā, kad būšu atmiņa
šķetinot veco,visādo
draugu mudžekli
manas trakās,liktenīgās vēstis
Nevaru, gribu
kad es būšu doma
kad es būšu doma
liegi savīta
vienotu roku sarauta
svētlaimes skrandās
tavu pārliecību epigrammām
Nevaru, gribu
laiks, kurā es būšu dzīve,
laiks, kurā es būšu dzīve
aizmaskots maigums
vai arī uzšķiļ parādības
mafijas tipa skaujās
zem tava vulkāna versmes
izdzist
Nevaru, gribu
dienā, kad būšu atmiņa,
dienā, kad būšu atmiņa
viendien gribu
veselu
no pirmās līdz pēdējai minūtei
no pirmā līdz pēdējam mirklim
no pirmā līdz pēdējam smaidam
no pirmā līdz pēdējam tavam skūpstam.

Bruno Mancini
Agli angoli degli occhi

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia vecchia e inutile.

Bruno Mancini
Acu kaktiņos

Acu kaktiņos
Zem slinkām vīpsnām
gars darina
nostalģiju.
Jo vairāk runā
laiku pa laikam sevī
sevī gadsimti.
Un vienmēr, kā jau vienmēr
mainās.
Ja ne tagad,
Garā.
Doma dzimst noteikta
un varu atkal kustēt
apkārt
jūtot vecu,bezjēgas noteiktību.

DILA

 

Lascia un commento